Tag 'Robby Müller'

To Live and Die in L.A. > William Friedkin

William Friedkin’s “To Live and Die in L.A.” Non sembra, ma è un film indipendente. Dopo gli esiti disastrosi di Sorcerer (Il salario della paura, 1977) e Cruising (1980), la fiducia degli Studio hollywoodiani in William Friedkin è al grado zero: un rapporto, quello tra il regista di Chicago e le Majors destinato alla non riconciliazione. Inoltre, gli anni ‘80,

24 Hour Party People > Michael Winterbottom

24 Hour Party People Michael Winterbottom, 2002 Siamo nel 1976 a Manchester, polo industriale inglese in costante declino. Il periodo thatcheriano sta per finire e la scena musicale è particolarmente attiva. Joy Division (poi New Order), Happy Mondays, A Certain Ratio, sono tutti i grandi nomi della new wave inglese. E poi c’è Tony Wilson, un nome che a molti

Dead Man > Jim Jarmusch

Il presente articolo è stato pubblicato su Rapporto Confidenziale, numero31 (febbraio 2011), pagg. 10-12 Dead Man Tra spazi eterotopici e percezioni elettriche Nella filmografia di Jim Jarmusch Dead man contribuisce di certo a verificare con particolare incisività la post-modernità di uno stile, radicato sulla frammentarietà della narrazione e sulla collocazione dei personaggi in posizioni di decentramento e dislocazione (1). Onde

To Live and Die in L.A. > William Friedkin

62. Festival internazionale del film Locarno (sezione piazza Grande – Pardo d’onore a William Friedkin) He’s a lying son of a bitch! He’s probably the motherfucker who did me. He ratted me to the feds. I’ll kill him when I get out! I’m gonna give that fuckin’ scumbag a serious headache. May God strike me dead if I don’t waste him.