Tag 'Svensk Filmindustri'

Ansiktet (Il volto) > Ingmar Bergman

Ansiktet (Il volto) Regia di Ingmar Bergman recensione a cura di Leonardo Persia «Tutti i Cretesi sono mentitori» Epimenide (cretese) Una carrozza attraversa un luogo incantato, gli alberi altissimi, trafitti dai raggi del sole, dove un corvo attesta «i livelli di iniziazione» (cfr. Jung), dalla fase nigredo a quella albedo. Il film inizia e prosegue cupo, il finale è allegro

Sommaren med Monika (Monica e il desiderio) > Ingmar Bergman

Sommaren med Monika (Monica e il desiderio) regia di Ingmar Bergman (Svezia/1952) recensione a cura di Leonardo Persia «L’eau est un corps brûlé» Honoré de Balzac, Gambara Un’opera sul dolore infinito dell’acqua, cioè del movimento. Quella trasformazione incessante dell’essere che diventa un esempio teorico di morte al lavoro. Acqua eraclitea dove non è possibile bagnarsi due volte. Bergman arriva a

Törst (Sete) > Ingmar Bergman

Törst (Sete) regia di Ingmar Bergman (Svezia/1949) recensione a cura di Leonardo Persia Aver sete. E l’acqua che il film offre, già nei titoli di testa, su musica minacciosa di Erik Nordgren, è un mulinello vorticoso che porta giù, sempre più a fondo. Sete d’amore e amore-inferno, segnato dal serpente tentatore, quello incontrato dalla coppia Rut e Raoul, immersi nella

Hamnstad (Città portuale) > Ingmar Bergman

Hamnstad (Città portuale/Città nella nebbia) regia di Ingmar Bergman (Svezia/1948) recensione a cura di Leonardo Persia Dopo i film acquei per la Sveriges Folkbiografer (Piove sul nostro amore, La terra del desiderio), opere sul viaggio come stato dell’essere, Bergman arriva, per stabilizzarsi, a Città portuale (titolo originale) o Città della nebbia (titolo italiano), che segna il ritorno alla Svensk Filmindustri

Kris (Crisi) > Ingmar Bergman

Kris di Ingmar Bergman (Svezia/1946) di Leonardo Persia Momento che separa: crisi. Momento costituito dall’arrivo in una piccola città, dove ogni cosa è al suo ordinato posto, di Jenny, la bestia madre dell’omonimo dramma di Leck Fisher, da cui un Bergman 27enne ricava, un po’ controvoglia, il suo primo film da regista. Riscrittura totale, pur nel mantenimento dei topoi che