The Killing of a Sacred Deer (Il sacrificio del cervo sacro) > Yorgos Lanthimos

Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino; e tanto ha fatto Lanthimos che, muovendosi sulle stesse basi di indagine dei meccanismi di (auto)distruzione della famiglia borghese, con The Killing of a Sacred Deer (Il sacrificio del cervo sacro) ottiene il risultato di un inutile sforzo produttivo.

Come già si anticipava in un commento “a caldo”, dopo la visione allo scorso Festival di Cannes (il Settantesimo, quello del 2017, e il divario tra presentazione in concorso e uscita nelle sale la dice lunga su come nessuno abbia fatto le corse per distribuirlo), l’ultimo lavoro di Lanthimos è distopico, grottesco e graffiante quanto basta, mantenendo tutti i presupposti e le caratteristiche che permeano il cinema del regista greco, perdendo però in termini di ferocia e di efficacia.

Con Il sacrificio del cervo sacro Lanthimos irrita, più che scandalizzare; infastidisce, più che disturbare, scomodando vanamente il mito di Ifigenia. Se si volesse indicare il film come rappresentativo del genere horror-splatter-grottesco, allora si potrebbe quasi annunciare un piccolo capolavoro. Ma, senza fare nessun processo alle intenzioni, l’intento (appunto) di Lanthimos non è certo quello di estetizzare la propria arte, facendone termine di paragone per un determinato genere.

Ben sapendo che il discorso (preciso) di Lanthimos si protrae avanti fin dai suoi primi lavori, occorre anche entrare nel merito dei presunti sottotesti, dei presupposti, del fuori campo e del chiaro scopo di scombussolare l’animo dello spettatore con l’ennesima parabola morale e moralistica, e quindi ammettere che il film si sveste di tutta la cripticità tipica del greco, divenendo di fatto il Lanthimos più commerciale, forte anche di una produzione e di un cast che rendono “telefonata” questa caratteristica. Per altro Colin Farrell, oggettivamente sempre sopra le righe nel suo carciofesco overacting, si conferma maschera perfetta per il cinema grottesco di Lanthimos.

Non basta però la coppia Farrell-Kidman, per altro vista nella stessa edizione di Cannes in L’inganno della Coppola, distribuito a settembre 2017. Non bastano nemmeno le atmosfere thriller/horror che comunque hanno il pregio di mantenere alta la tensione e di evidenziare il formale rigore stilistico del regista, caratterizzato da musica raffinata, carrelli eleganti, inquadrature estreme, estetismi che non contemplano le vie di mezzo.

Il sacrificio del cervo sacro ha certamente molti meriti puramente cinematografici, se con cinematografico intendiamo l’amalgama tra inquadratura, colonna sonora e interpretazioni, al netto però di ogni declinazione semiologica o critica. Il film di Lanthimos in un certo senso riesce anche a divertire lo spettatore, ma la sadica revenge-story che c’è alla base di tutta la linea narrativa si regge solo grazie alle suggestioni dell’impianto filmico e nulla più, mancando il bersaglio e mantenendo quel sapore di déjà-vu latente e costante.

Non aggiunge nulla all’opera stessa di Lanthimos ma, a differenza di un Dogman che, per esempio, non aggiunge nulla ma in compenso sublima, esalta e valorizza tutto il lavoro di Garrone, ne svilisce il valore, evidenziando quindi alcuni limiti che non erano assolutamente emersi con Kynodontas, Alps e il sublime The Lobster. Fondamentalmente con quest’ultimo lavoro Lanthimos alza ulteriormente l’asticella della provocazione e dell’empietà, distorcendo il risultato finale, rendendolo più comico che spaventoso, dimenandosi tra le sevizie di Funny Games e la roulette russa di Il cacciatore, ma senza mai identificarsi nell’unica firma autoriale e autorevole di cui c’era bisogno: quella dello standard cinematografico di Lanthimos.

Nicola ‘nimi’ Cargnoni

 

 

The Killing of a Sacred Deer (Il sacrificio del cervo sacro)
Regia: Yorgos Lanthimos • Sceneggiatura: Efthymis Filippou, Yorgos Lanthimos • Fotografia: Thimios Bakatakis • Montaggio: Yorgos Mavropsaridis • Interpreti principali: Alicia Silverstone, Colin Farrell, Anita Farmer Bergman, Barry Keoghan, Bill Camp, Charles Poole, David Pittinger, Denise Dal Vera, Jerry Pope, Kenneth Meyer, Lea Hutton Beasmore, Megan Chelf Fisher, Michelle Poole, Nathaniel Sizemore, Nicole Kidman, Rachael Mcadams, Raffey Cassidy, Shuo Chen, Sunny Suljic, William Willet • Produzione: A24, Element Pictures, Film4, Three Point Capital • Paese: UK, Irlanda • Anno: 2017 • Durata: 109′



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