Tag 'Francia'

L’armoire > Walerian Borowczyk

Il film collettivo Collections Privées, prodotto da Pierre Braunberger sul finire del 1978 esce nelle sale parigine nel giugno dell’anno seguente. Il film è ambizioso ma non mantiene le promesse e rimane per oltre trent’anni un’opera misconosciuta a causa della sua difficile reperibilità. L’intento del produttore è quello di riunire tre maestri del cinema erotico, ognuno con una sua visione

La grande bellezza > Paolo Sorrentino

Sulla presunta bruttezza de La grande bellezza.   «Abbiate pure cento belle qualità, la gente vi guarderà sempre dal lato più brutto». Molière, Le Misanthrope ou l’Atrabilaire amoureux   Cito immediatamente anche Fedro: «Nondum matura est, nolo acerbam sumere». Ho letto diverse cose in questi giorni sull’ultimo film di Sorrentino e quasi tutte esprimono pareri negativi. Parafrasando la frase dello

Gelecek uzun sürer (Future Lasts Forever) > Özcan Alper

da Rapporto Confidenziale numero38 Se con Sonbahar, suo lungometraggio di esordio, Özcan Alper aveva optato per una storia personale solo apparentemente semplice per raccontare delle storture della politica e dell’autorità del suo Paese (ma comuni a molti altri), con Gelecek uzun sürer (Future Lasts Forever) (1), che giunge a tre anni dal precedente, compie un ulteriore passo verso una forma

Üçüncü sayfa (The Third Page) > Zeki Demirkubuz

«La verità autentica è sempre inverosimile. Per renderla più credibile, bisogna assolutamente mescolarvi un po’ di menzogna». (Fëdor Dostoevskij, I demoni) Isa (in italiano Gesù) è un giovane uomo solo e dall’apparenza innocente. Uno di quelli che vengono regolarmente calpestati nel corso delle loro vite. Uno di quelli che, quando la pressione diventa insostenibile, si trasformano imprevedibilmente in esseri pericolosi

Le passé (Il passato) > Asghar Farhadi

Un uomo iraniano abbandona la moglie francese con due bambini per ritornare al suo Paese. Nel frattempo, la donna intraprende una nuova relazione, una realtà che suo marito dovrà affrontare al momento della richiesta di divorzio. Dopo lo splendido Una separazione, Asghar Farhadi viene in Francia a girarne il quasi seguito. E a primo acchito si direbbe che la sua visione

Only God Forgives (Solo Dio perdona) > Nicolas Winding Refn

Only God Forgives (Solo Dio perdona) > Nicolas Winding Refn

Apparentemente, a Cannes, il nuovo film di Nicolas Winding Refn non è stato accolto benissimo in occasione della proiezione riservata ai giornalisti. Anzi, per essere precisi, è stato preso a “frisca e pirita” (fischi e pernacchie), come si dice in siciliano. Quindi sono corso al cinema per vedere che razza di porcheria avesse combinato per giustificare tanta ferocia da parte

La grande bellezza > Paolo Sorrentino

Uno sputo si tuffa in una pozza di sputo illudendosi di essere colui che sputa. Mi annoio. Vorrei tanto non scrivere niente ma ho già fallito. Mi perdonerete l’eccesso di citazioni. “Ciò che mi sembra bello, quello che vorrei fare, è un libro su nulla, un libro senza appigli esteriori, che si tenesse su da solo per la forza intrinseca

Les prédateurs de la nuit > Jesús Franco

Il Dr. Flamand (Helmut Berger) è un chirurgo plastico che opera in una clinica di lusso. Un giorno sbaglia un’operazione facciale ad una donna che rimane sfigurata e che, per vendicarsi, deturpa gravemente il volto di Ingrid (Christiane Jean) la sorella del medico gettandole un bicchiere di acido in faccia. Il chirurgo promette alla sorella che farà tutto ciò in

Les rivières pourpres (I fiumi di porpora) > Mathieu Kassovitz

La personale “dichiarazione di guerra” di Kassovitz ad Hollywood, ovvero come farsi assumere nella più grande industria dello spettacolo Les rivières pourpres (I fiumi di porpora, 2000) è un viaggio, un viaggio “doppio” come si conviene ad un thriller, in cui l’assassino c’è ma non si vede, è perennemente inquadrato ma non appare, si manifesta nelle forme e nei modi più

La haine > Mathieu Kassovitz

La haine > Mathieu Kassovitz

Fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene… Mathieu Kassovitz è uno dei “misteri” cinematografici più interessanti del cinema di fine millennio. Passato da autore innovativo e geniale, nel giro di un paio di film, a mero artigiano esecutore tecnicamente ineccepibile di storie su commissione allineate alla più trita estetica narrativa mainstream. Osannato