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Joel Potrykus & Mike Saunders (2014 interview)

Joel Potrykus & Mike Saunders (2014 interview)

Joshua Burge, Joel Potrykus, Mike Saunders Nothing worse than dishonesty in storytelling. Interview with Joel Potrykus and Mike Saunders about Buzzard (and so much more)   Roberto Rippa: First of all – this is not a question – I loved your acting and your character is so funny. He is kind of ugly but he becomes lovable in a weird

Buzzard > Joel Potrykus

Buzzard > Joel Potrykus

Lo avevamo celebrato due anni fa con Ape come esempio benvenuto di cinema punk, nel senso della libertà dagli schemi, dell’urgenza del racconto e di uno stile personale e forte a dispetto della totale mancanza di mezzi e ora, a soli due anni di distanza, ci ritroviamo di di fronte alla conferma di un talento peculiare che già si era

Inside Llewyn Davis > Ethan Coen, Joel Coen

Un gatto rosso, il folk e l’eterno ritorno dell’uguale   “Il caso è il solo sovrano legittimo dell’universo”, scriveva Honoré de Balzac nel 1838; che i Coen abbiano fatto di questa “legge” ciò su cui basare la linea guida del loro cinema è cosa oramai sotto gli occhi di tutti. Inside Llewyn Davis è forse – insieme a A Serious

The Polar Express > Robert Zemeckis

TRAIN AUTOGENO   Treno e training, allenamento alla vita. Bisogna essere pronti al treno che arriva. Lo cantavano gli Impressions nel ’65, subodorando i cambiamenti in atto. La locomotiva, incarnazione di nuove tecnologie e nuovi linguaggi (il cinema), si inscriveva nella segnaletica delle rivoluzioni e delle mitologie black quali gli underground railroads, tunnel della libertà. Ma in quell’anno, per esempio,

A Christmas Carol > Robert Zemeckis

LA MORTE TI FA GIOVANE   Il Natale, festa dark. È l’avvento del nuovo e ogni novità sulla terra fa proliferare nel vecchio tutte le sue resistenze. Ecco spiegato come mai risulta tanto difficile cambiare le cose e perché, paradossalmente, si tende in ogni caso a (ri)gettare il vecchio. Facciamo fatica a comprendere che il nuovo è nel vecchio. Cioè

Blue Jasmine > Woody Allen

Dopo le zampate di Midnight in Paris e di Whatever Works – Basta che funzioni, Woody Allen era sceso con l’inguardabile To Rome With Love (scritto con la mano sinistra e diretto ad occhi chiusi, come forse giustificherebbero alcune impietose immagini che lo ritraevano addormentato sul set) ai suoi livelli minimi, toccando il punto più basso di una carriera di

Away We Go (American Life) > Sam Mendes

Giovani, carini e….   Away We Go (in Italia American Life per richiamare American Beauty) è un film del 2009 diretto da Sam Mendes e scritto dalla coppia di autori Dave Eggers-Vendela Vida, alla loro prima esperienza cinematografica. Ambizioso negli intenti, che appaiono sproporzionati rispetto ai mezzi a disposizione, il film di Mendes si risolve, ancora una volta, in un’occasione

Halloween > John Carpenter

Ci sarà un motivo se, a 35 anni dalla sua uscita nelle sale, a Halloween di John Carpenter viene riconosciuto lo status di archetipo del genere horror/slasher che non ha perso nulla della sua originaria capacità di intrattenere e fare sobbalzare lo spettatore (e se ancora oggi vince alla grande il confronto con il suo remake del 2007 ad opera di

Behind the Candelabra > Steven Soderbergh

  Sono venuto a conoscenza di Liberace l’anno scorso grazie a una canzone di Lady Gaga, “Dance in the Dark”, in cui veniva nominato insieme a Gesù e Stanley Kubrick. Avendo già un’idea di chi fossero gli altri due, mi sono informato sul primo. Ho scoperto così un tipico fenomeno da Las Vegas: un carismatico istrione dalla voce vellutata e

Machete Kills > Robert Rodriguez

  Quando un film include, previene e esorcizza la propria stroncatura è quasi impossibile da descrivere, tanto meno da giudicare. Se avete visto gli altri film di Rodriguez della serie Grindhouse sapete cosa aspettarvi, e andate in pace. Ma qualcosa forse si può ancora dire. Quando il regista texano/messicano e Quentin Tarantino hanno deciso di creare questa sorta di ciclo