Dieci corpi del reato
Regia, montaggio: Francesca Fini
Riprese: Interzone
Con: Alia.XXX, DolcissimaBastarda,
Francesca Fini, Hypermedia Punk,
Letizia Lucchini, Lilith Primavera,
Quantum Brain, Vivia & Mafio73,
Noemi Valente
Anno: 2011
Durata: 45’23”


DIECI CORPI DEL REATO è un
documentario che racconta le
atmosfere e i protagonisti di
"TEN", una maratona di performance
art e body-art che si è svolta il
9 ottobre 2010 al Lanificio 159
di Roma. www.ten.roma.it

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Rapporto Confidenziale numero31
CREDITI

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Corpi nel labirinto

Il corpo femminile visto come spazio di intervento creativo, di costruzione estetica e come mezzo di riflessione sociale, antropologica e politica: nel video Dieci corpi del reato di Francesca Fini si sommano così temi e quesiti della nostra contemporaneità che da una dimensione individuale e privata raggiungono una dimensione più estesa e collettiva. Il video, che documenta in modo agile e dettagliato Ten, la maratona di performance tenuta al Lanificio 159 di Roma lo scorso ottobre, presenta infatti gli interventi e le dichiarazioni di Alia.XXX, Dolcissimabastarda, Francesca Fini, Hypermedia Punk, Letizia Lucchini, Lilith Primavera, Vivia & Mafio 73, Noemi Valente, che in modi differenti partono dal corpo, in particolare da quello delle donne, per sommare diverse possibilità di interpretazione e diversi metodi di lavoro creativo.
Con una fusione del tutto attuale, e in una sorta di realizzazione delle profezie futuriste le performance presentate mescolano allora comportamento e immagine, raffinate tecnologie elettroniche ed elementi polimaterici (anche volutamente banali) di riuso, lo spazio della scena e quello della vita, in una combinazione in cui visioni futuribili si riagganciano agli archetipi del mito, dove l’eros si trasforma in uno strumento di azione e di rivendicazione di diritti e dove la comunicazione interpersonale e mediatica viene analizzata nei suoi pericoli e nelle sue ambiguità. L’ideale futurista di apertura dell’arte alla vita sembra tuttavia ribaltarsi nella visione che vuole la nostra stessa esistenza diventare una lunga performance nella dimensione spettacolarizzata del presente, come se la visione pasoliniana della vita come un lungo piano-sequenza si fosse “deformata” nella sua estensione mediatico-estetica. In questo contesto però gli interventi degli artisti sono densamente legati a questioni profonde e articolate come l’identità sessuale nella rivendicazione dei diritti e dell’esistenza nelle sue moltissime possibilità e ramificazioni, le interazioni psico-fisiche tra il nostro corpo e il mondo elettronico che gli si ramifica intorno sempre più rapidamente, il bondage come strumento “politico” e artistico di affermazione del proprio sé e dei nodi della propria sessualità, il corpo postumano di un cyborg che scaturisce da ibridazioni biomeccaniche e digitali, la resistenza di fronte alla manipolazione dell’informazione o all’automazione della società e della stessa vita personale.
In questo modo il corpo allarga le sue possibilità espressive, supera i suoi stessi confini fisici grazie alla combinazione con l’informatica e la sua sfera percettiva, si trasforma nell’interfaccia per creare nuove aperture del pensiero, incontra nell’apparente immaterialità del flusso elettronico visivo lo strumento per divenire sempre di più un medium di interpretazione del mondo nelle sue dinamiche strutturate, la base per una nuova esegesi diretta a fare luce nei meandri opachi che formano il multiforme labirinto della complessità.

Lorenzo Canova

in Rapporto Confidenziale numero31, febbraio 2011, pg.41