{"id":10341,"date":"2008-04-01T10:50:07","date_gmt":"2008-04-01T08:50:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cinemino.info\/?p=4741"},"modified":"2016-11-19T19:34:08","modified_gmt":"2016-11-19T18:34:08","slug":"moana-la-divina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=10341","title":{"rendered":"Moana la divina"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify; margin-top: 0; margin-bottom: 0;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37786\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/moana_cover_rc.jpg\" alt=\"moana_cover_rc\" width=\"1112\" height=\"778\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/moana_cover_rc.jpg 1112w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/moana_cover_rc-300x210.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/moana_cover_rc-768x537.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/moana_cover_rc-1024x716.jpg 1024w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/moana_cover_rc-436x305.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 1112px) 100vw, 1112px\" \/><\/p>\n<p>Mario Verger \u00e8 stato un prestigioso collaboratore di Cinemino (progetto editoriale a carattere cinematografico a cura di Roberto Rippa) e, dalla sua nascita, pure di Rapporto Confidenziale.<br \/>\nRegista, studioso di cinema di animazione e docente di Teoria e metodo dei mass media a Roma, ha realizzato il suo primo lavoro, <strong>Planet O &#8211; Tribute to Lupin III<\/strong>, a diciannove anni, all\u2019ultimo anno di liceo. Il film d\u2019animazione, realizzato disegnando a mano ogni fotogramma di pellicola 35 mm delle dimensioni di 2 x 2,5 cm., per un totale di oltre 1500 immagini, lo pone all\u2019attenzione di Luca Raffaelli, uno tra i massimi esperti italiani di cartoni animati nonch\u00e9 sceneggiatore e direttore artistico. Ha realizzato in seguito diversi cortometraggi e videoclip animati d\u2019autore presentati in vari festival nel mondo e trasmessi in Italia da RaiTre e RaiDue, tra cui: <strong>Forever Ambra<\/strong> (1994), <strong>I Remember Moana<\/strong> (1994), <strong>Moanaland<\/strong> (1995), <strong>Tina<\/strong> (1996), <strong>Milingo<\/strong> (1998), <strong>Cacasenno<\/strong> (1999) <strong>Giulio Andreotti<\/strong> (2000), <strong>Wojtyla<\/strong> (2001), <strong>Berluscomic<\/strong> (2004), <strong>Pasolini requiem<\/strong> (2005). Enrico Ghezzi gli ha dedicato una puntata di Fuori Orario su RaiTre e i suoi film d\u2019animazione sono stati ospitati in Blobcartoon.<\/p>\n<p>Per saperne di pi\u00f9 vi rimandiamo ad un&#8217;ampia intervista, a cura di Alessio Galbiati e Roberto Rippa, <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=6085\">Moana, Wojty\u0142a, Ghezzi, Giusti, Andreotti, Milingo, Fellini, l\u2019animazione, il cinema, la TV, la storia, il disegno e\u2026 Ges\u00f9. Conversazione con Mario Verger<\/a>, pubblicata su Rapporto Confidenziale numero23 (marzo 2010), pp.14-25.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">+ + +<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In questo articolo, Mario Verger traccia il ricordo del suo primo incontro con Moana Pozzi (a cui dedicher\u00e0 i due film d\u2019animazione citati, Moanaland e I Remember Moana), l\u2019unica pornostar italiana diventata, grazie anche alla sua perizia nell\u2019usare i mass media, un volto familiare, capace di trascendere le luci rosse per diventare fenomeno di costume prima e poi, alla sua morte, mito contemporaneo il cui ricordo non pare affievolirsi.<br \/>\nDi Mario Verger Cinemino ha pubblicato un commento critico a I fratelli Dinamite di Nino Pagot (numero 1, autunno-inverno 2004) e l\u2019articolo Gibba: 50 anni nella Cinecitt\u00e0 di cartone (numero 4, inverno-primavera 2005).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37787\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/Moanaland-01.jpg\" alt=\"moanaland-01\" width=\"498\" height=\"571\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/Moanaland-01.jpg 498w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/Moanaland-01-262x300.jpg 262w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/Moanaland-01-436x500.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 498px) 100vw, 498px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>MOANA LA DIVINA<\/strong><br \/>\na cura di Mario Veger<\/p>\n<p>Un\u2019altra persona interessante che questa mia curiosa professione mi ha portato a conoscere \u00e8 Moana Pozzi, l\u2019unica pornostar italiana passata alla storia.<br \/>\nA presentarmela fu una giornalista amica, Noa Bonetti (1), che all\u2019epoca stava scrivendo il libro-intervista sulla nota attrice dell\u2019hard pubblicato nel 1995 da Sperling &amp; Kupfer.<\/p>\n<p>L&#8217;incontro con Moana avvenne nella prima met\u00e0 degli anni \u201990 in un&#8217;elegante sala da the, vicino alla scalinata di Trinit\u00e0 dei Monti, nei pressi di Piazza di Spagna. Ad invitarmi fu la stessa Noa Bonetti, senza rivelarmi assolutamente l&#8217;identit\u00e0 della persona di cui avrei certo gradito l&#8217;incontro. Giunsi da Babington\u2019s English Tea Room \u2013 un posto elegante, molto \u2018all&#8217;inglese\u2019, con i tavolini per prendere il the e i portacenere raffinatamente decorati \u2013 incuriosito dalla persona che, a detta di Noa, mi avrebbe senz&#8217;altro ispirato per un nuovo cartone animato. Quando la vidi da lontano, di spalle, non riuscii minimamente ad immaginare di chi si potesse trattare. Giunto al tavolo fui salutato immediatamente da Noa, mentre la persona che le stava vicino, una donna bionda dalla carnagione chiara, continuava a celarsi, fin quando alz\u00f2 lo sguardo e capii di avere di fronte a me la &#8220;Divina Moana&#8221;. Questa splendida donna che fino ad allora avevo potuto ammirare solo in televisione era di fronte a me, indossava un attillato tailleur rosso che la rendeva ancora pi\u00f9 affascinante in quel posto cos\u00ec chic. Le due amiche mi invitarono a sedere con loro ed ascoltai tutti i loro discorsi che andavano dal cinema alla vita privata. Essendomi addentrato in una conversazione in cui giocava molto l&#8217;intimit\u00e0 femminile, Noa Bonetti indirizz\u00f2 volutamente il discorso verso la mia singolare passione di ritrarre in cartoon personaggi dello spettacolo. Moana si mostr\u00f2 totalmente affascinata dalla mia professione, rivelandomi che da sempre aveva sognato di &#8220;diventare&#8221; un cartoon. <em>\u00abNon \u00e8 un problema\u00bb<\/em>, le dissi, dato che all&#8217;epoca giravo sempre con una &#8220;ventiquattrore&#8221; all&#8217;interno della quale c&#8217;era una risma di acetati forati, reggetta, ecc&#8230;; insomma tutto l&#8217;occorrente del cartoonist, e cominciai, scansando le tazze ed i pasticcini, a tracciare davanti a lei una sua versione &#8216;animata&#8217;, in cui si vedeva, oltre al suo viso, anche il profilo del busto, con un grande e prosperoso seno. Mostrandoglielo, notai di aver sbagliato qualcosa: Moana era una donna piuttosto permalosa, e vedendo che l&#8217;unica mia interpretazione grafica fosse quella inerente alla sua carriera camuff\u00f2 il suo imbarazzo dicendo, <em>\u00abVeramente a me sarebbe sempre piaciuto diventare un personaggio delle favole come &#8216;Alice nel paese delle meraviglie&#8217;\u00bb<\/em>. Cosicch\u00e9 presi la matita dermatografica, corressi alcune parti, ed aggiunsi un grosso fiocco in testa come per farla sembrare una giovane educanda (disegno che compare come scena finale del film <em>Moanaland<\/em>, girato in 35 mm dopo la morte della pornostar). A questo punto il volto dell&#8217;attrice prese un&#8217;altra espressione, capii che fu estremamente contenta dell&#8217;interpretazione raggiunta. <em>\u00ab\u00c8 un vero genio della matita!\u00bb<\/em>, disse Noa a Moana per aiutarmi a vincere l&#8217;imbarazzo. <em>\u00abPerch\u00e9 non fai in cartone animato Alice, con lei protagonista?\u00bb<\/em>, mi chiese la Bonetti riferendosi all&#8217;amica, ma gi\u00e0 avevo in mente tutte le sequenze da tradurre in disegni. Mentre Moana e Noa continuavano a parlare per mandare avanti l&#8217;intervista, pur ascoltando i loro discorsi, in neanche un&#8217;ora riempii 100 celluloidi, ideando oltre a una Moana-Alice, anche un Andreotti in veste di Messer Biancoconiglio, un Pannella nei panni del bruco ed un Craxi vestito da Regina di Cuori (Pannella e Craxi erano due conoscenze reali di Moana Pozzi). Finiti i disegni mostrai ciascuna scena alle due donne, le quali, si mostrarono estremamente incuriosite da ci\u00f2 che in breve tempo avevo ideato. <em>\u00abLa storia sarebbe questa\u00bb<\/em>, dissi a Moana e Noa, commentando ciascuna sequenza, <em>\u00abMoana-Alice \u00e8 una giovane educanda, il cui tutore, ispirato a Licio Gelli, le legge una favola, &#8216;The History of Italy&#8217;, una storia d&#8217;Italia piena di corruzione, massoneria e stragi. Moana diventata piccola entra in questo paese dove tutto funziona al rovescio; vi \u00e8 Pannella in versione bruco che fumando l&#8217;hashish inebria Alice-Moana, tanto da farle firmare i referendum. Un Cappellaio Matto (che era il Capo del Governo di allora, il cui volto, prima della ripresa su pellicola fu sostituito con quello di Silvio Berlusconi, all&#8217;epoca Presidente del Consiglio) vuole &#8220;spartirsi una torta&#8221; su cui \u00e8 raffigurata l&#8217;Italia. Andreotti la conduce da Craxi al castello di cuori dove vi sono carte da gioco a forma di tessere di partito democristiane e socialiste. Durante il gioco del crickett, con Moana che tiene in mano un fenicottero con il volto di Di Pietro, la palla colpisce il sedere dell&#8217;imponente regina craxiana, tanto che, la povera Alice viene imprigionata. Risvegliatasi dall&#8217;incubo, Moana finisce di ascoltare la Storia d&#8217;Italia narrata dal tutore Licio Gelli.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abE qui\u00bb<\/em>, aggiunsi, <em>\u00abmetterei questa frase\u2026 &#8220;E cos\u00ec da allora Moana decise di dedicarsi alla carriera del cinema hard&#8230;&#8221;\u00bb<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37788\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/Moanaland-02.jpg\" alt=\"moanaland-02\" width=\"498\" height=\"398\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/Moanaland-02.jpg 498w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/Moanaland-02-300x240.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/Moanaland-02-436x348.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 498px) 100vw, 498px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00abGeniale!\u00bb<\/em>, disse Noa, mentre Moana continuava a guardare affascinata la versione a cartoni animati del suo personaggio.<\/p>\n<p>Sui tavolini del Babington\u2019s v&#8217;erano dei raffinati portacenere con decorati sopra dei gatti stile inglese. Noa Bonetti, che era appassionata di animali ed in particolare di gatti, era tentata di prenderne uno e portarselo via ma fu frenata dal pudore. Moana scherzandoci sopra, invitava l&#8217;amica a seguire i suoi istinti, ma Noa non osava per paura d&#8217;esser vista. Fu Moana, mentre mi faceva sorrisi ammiccanti per commentare l&#8217;imbarazzo di Noa, che, senza farsi vedere, prese d&#8217;un colpo il posacenere e lo mise disinvoltamente nella borsa. Usciti da Babington\u2019s, dopo circa 200 metri Moana fece uscire dalla borsetta il posacenere, con gran sorpresa e piacere di Noa Bonetti. Ridemmo tutti, e la gente per strada probabilmente ci prendeva per matti. Verso sera ci salutammo e ricordo che Moana mi disse una frase, che se non ricordo male suonava cos\u00ec: <em>\u00abSpero che non ti scorderai di me&#8230;\u00bb<\/em>. Purtroppo, per\u00f2, quella fu l&#8217;unica volta che ebbi occasione di incontrare quella straordinaria donna che \u00e8 stata Moana Pozzi.<\/p>\n<p>Per lungo tempo non ripresi mai pi\u00f9 in mano quei disegni, che a lungo rimasero nei magazzini Corona di S. Lucia di Mentana.<\/p>\n<p>A settembre del 1994 Moana improvvisamente perse la vita; da quel momento i media iniziarono a celebrarla, facendola diventare una leggenda. Diversi programmi televisivi riproponevano le tappe della sua carriera, ed il <em>Venerd\u00ec di Repubblica<\/em> pubblic\u00f2 a puntate le interviste che Noa Bonetti realizz\u00f2 a Moana Pozzi. In quel periodo Marco Giusti, con la gallerista Stefania Miscetti e lo scultore Paolo Canevari, stavano organizzando una singolarissima mostra a Roma presso il prestigioso Palazzo delle Esposizioni, invitando ad esporre i principali autori italiani di cinema di animazione. Fra questi ricordo: Gianluigi Toccafondo, Mario Addis, Alberto D&#8217;Amico, Paolo Canevari. Giusti mi chiese se per l&#8217;occasione avessi avuto voglia di realizzare un breve film animato, proponendomi di prendere spunto dalla nota Diva dell&#8217;Hard recentemente scomparsa. Dopo un trasloco, non riuscendo pi\u00f9 a ritrovare i disegni di Moana \u2013 che invece avevo lasciato nella valigetta dimenticata alla Corona di Mentana per oltre un anno \u2013 cercai di entrare in possesso degli spezzoni originali dei suoi film. Stranamente, dopo la sua morte, le pellicole interpretate da Moana Pozzi erano scomparse dalla circolazione, mentre, si diceva, i distributori proprietari delle copie, le vendevano ai collezionisti appassionati del settore a costi esorbitanti.<\/p>\n<p><em>\u00abMoana \u00e8 salita alle stelle\u00bb<\/em>, mi disse un vecchio &#8216;cinematografaro&#8217; e distributore romano che, incuriosito della mia tecnica del dipingere a mano sulla pellicola cinematografica, con mille raccomandazioni &#8220;amput\u00f2&#8221;, e mi don\u00f2, diverse decine di metri estratti da uno dei film pi\u00f9 rari di Moana, uno di quelli girati negli Stati Uniti. Riuscii con della semplice varecchina, senza togliere l&#8217;emulsione, a sbiadire i colori, tanto che la pellicola sembrava quasi in &#8220;bianco e nero&#8221;. Al contrario di <em>Planet 0<\/em> che si avvaleva anche di tonalit\u00e0 pastello, e della sigla <em>Blobcartoon<\/em>, contraddistinta da colori violenti in accordo, dipinsi ciascuna sequenza del film di Moana con toni forti completamente in contrasto tra loro. Usai il verde accanto al viola ed all&#8217;arancione. Ricreai il colore biondo dei capelli di Moana con del giallo brillante. In sostanza, mi avvicinai al linguaggio della Pop Art americana giungendo ad atmosfere di sapore nettamente kitsch. A tal proposito, tra gli altri, sul n. 11 della rivista <em>Ciak<\/em> dell&#8217;agosto &#8217;95, Federico Fiecconi scrisse: <em>\u00abChi poteva pensare di (ri)animare Moana Pozzi se non l&#8217;ineffabile Mario Verger? Dopo aver firmato le avventure animate di Ambra di cui tanto hanno scritto, l&#8217;estroso autore romano ora ha arricchito il suo gineceo della propria originale filmografia con un omaggio alla scomparsa pornodiva. I Remember Moana vive di ritocchi fotografici su fotogrammi, manipolazioni, bagliori di una bellezza ormai bruciata in un cortometraggio appassionato e sincero che \u00e8 passato fugacemente dal Palazzo delle Esposizioni di Roma e quindi goduto da pochi eletti.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37789\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/Moanaland-03.jpg\" alt=\"moanaland-03\" width=\"498\" height=\"305\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/Moanaland-03.jpg 498w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/Moanaland-03-300x184.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/Moanaland-03-436x267.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 498px) 100vw, 498px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Consegnai il giorno prima della mostra il mio nuovo film a Giusti ed in quella occasione conobbi per la prima volta Paolo Canevari, che mi fu immediatamente simpatico, ed Alberto D&#8217;Amico, che fino ad allora non aveva molta considerazione per il mio stile &#8216;figurativo&#8217;. <i>I Remember Moana<\/i> piacque immediatamente, riscuotendo un grande entusiasmo tra i presenti. Penso che fu proprio in quella circostanza che D&#8217;Amico cap\u00ec che la mia scelta classica faceva parte di un preciso discorso &#8220;d&#8217;autore&#8221;, e da allora diventammo amici.<\/p>\n<p>La mostra al Palazzo delle Esposizioni fu un enorme successo, era il 20 dicembre del 1994. Quella stessa sera and\u00f2 in onda su Raitre l&#8217;intera mostra, <em>Prima Puntata<\/em>, in <em>Fuori Orario<\/em>. Nei giorni successivi giornali e radio (compreso il Gr2) riportarono la notizia del Palazzo delle Esposizioni esclusivamente per \u201cil cartone animato su Moana Pozzi realizzato dal noto cartoonist Mario Verger\u201d.<\/p>\n<p>La storia, l&#8217;anno dopo, ebbe un inaspettato seguito. Noa Bonetti, la giornalista che mi present\u00f2 Moana e che nel frattempo aveva da poco pubblicato il libro, mi telefon\u00f2 per sapere se fossi intenzionato a presentare il film, di cui aveva letto, al Gilda, uno dei pi\u00f9 esclusivi e mondani locali della Capitale, frequentato dai VIP dello spettacolo. Lei organizzava una serata in onore di Moana Pozzi, sponsorizzata dalla Sperling &amp; Kupfer, casa editrice del suo libro.<\/p>\n<p>Noa Bonetti, che del film su Moana aveva solo sentito parlare, venne il giorno stesso a casa mia per visionarlo, reputandolo adatto per un pubblico di artisti del Palazzo delle Esposizioni, ma decisamente troppo &#8216;forte&#8217; per un pubblico &#8220;formale&#8221; com&#8217;era, per certi versi, quello del Gilda. Noa mi accenn\u00f2 ai disegni che avevo fatto assieme a lei e Moana qualche anno prima al Babington&#8217;s, proponendomi di portarlo a termine, con il supporto economico di un piccolo sponsor legato alla serata. <em>\u00abSarebbe carino\u00bb<\/em>, disse, <em>\u00abse usassi le stesse celluloidi che facesti davanti a lei\u00bb<\/em>. La Bonetti, che sapeva di intrigarmi, prosegu\u00ec il discorso dicendo: <em>\u00abOra che Moana non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9, sarebbe un documento importante nella tua filmografia, ancor di pi\u00f9 se riuscissi a girare quei disegni in pellicola\u00bb. Avevo solo una settimana per aggiustarli, colorarli e &#8216;riprenderli&#8217;; ci riuscii. Lo stesso giorno in cui si festeggiava Moana al Gilda, Raidue programmava in prima serata uno special dedicato interamente a lei.<\/em><\/p>\n<p>Il titolo del nuovo cartone fu <em>Moanaland<\/em>, assai pi\u00f9 popolare di <em>I Remember Moana<\/em>, inerente all&#8217;<em>Alice<\/em> di Carroll.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37790\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/Moanaland-04.jpg\" alt=\"moanaland-04\" width=\"498\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/Moanaland-04.jpg 498w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/Moanaland-04-300x175.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/Moanaland-04-436x254.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 498px) 100vw, 498px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Andando a sonorizzare il cortometraggio in Rai, conobbi un dirigente che casualmente stava proprio realizzando il programma sulla Pozzi. Incuriosito dal racconto del mio incontro con Moana e dal legame affettivo che questo cartone aveva con lei, decise di acquistare il passaggio televisivo inserendolo a pieno titolo nella storia della vita della pornostar. Ghezzi, invece, trov\u00f2 per sbaglio una copia in betacam di <em>Moanaland<\/em> che avevo dimenticato in Rai e la sera della presentazione al Gilda ne mand\u00f2 diverse scene in onda su Blob.<br \/>\nQuella sera il cartone animato and\u00f2 in onda su RaiTre e RaiDue.<\/p>\n<p>Al Gilda andai accompagnato da Sylvie Lubamba, fotomodella fiorentina di origine zairese, a cui all&#8217;epoca ero legato da molta simpatia. Probabilmente, molti ricorderanno i suoi inizi quando, la bella Sylvie, showgirl di colore che parla toscano, venne scartata nel &#8217;92 dalle finali di Miss Italia perch\u00e9 aveva fatto dei servizi un po\u2019 spinti e gi\u00e0 pubblicati sui giornali. Ricorderete anche che &#8216;la Sylvie&#8217; (cos\u00ec come la chiama la madre Leonie in un toscano francesizzato), divenne ospite in trasmissioni come <em>Quelli che il calcio<\/em> al fianco di Fabio Fazio, per la sua personalit\u00e0 simpatica ed estroversa, tanto che Ugo Gregoretti le dedic\u00f2 un intero programma Rai. Ultimamente, Sylvie ha letteralmente spopolato a <em>Markette<\/em>, il programma condotto da Piero Chiambretti, partecipando con successo a molti programmi come <em>La Fattoria<\/em> e <em>La Talpa<\/em>, occupando di continuo il Gossip su giornali e TV e diventando popolarissima al pubblico italiano.<\/p>\n<p>Tornando a quel giorno, la mia presentazione al Gilda fu un grosso successo ed io, immerso tra i VIP, venivo presentato ai personaggi dello spettacolo presenti. Fra gli invitati ricordo: Carlo delle Piane, Marco Giusti e Fulvio Toffoli, Antonio Veneziani, Franca Valeri, Simona Ventura, Simona Tagli, Tony Binarelli, l&#8217;On. Tiziana Maiolo, Laura Troschel, Don Lurio, Orso Maria Guerrini, Asia Argento, Gillo Pontecorvo, Antonio Zequila, Francesca Rettondini, Jimmy Fontana, Tony Renis, Nantas Salvalaggio, Paolo Bonolis, Christian De Sica, Luciano De Crescenzo, Enrico Vanzina, Demetra Hampton e molti altri. Tra i miei ospiti, anche le figlie di ambasciatori e diplomatici, tra le quali, tre splendide ragazze straniere che studiavano a Roma all&#8217;universit\u00e0 americana e che avevo conosciuto una sera in una discoteca del Centro, di cui ricordo i nomi: Rokeya, Danielle e Aminata. Vennero anche Raffaelli e Fiecconi: due esperti del mio settore che rimasero sorpresi per come fossi riuscito a portare il linguaggio del cartoon all&#8217;interno del mondo dello spettacolo.<\/p>\n<p>Il momento pi\u00f9 memorabile fu quando, nel locale pieno di gente famosa, si spensero le luci e dall&#8217;alto del soffitto discese lentamente un maxi schermo su cui apparvero in grande le immagini con musica stereofonica di <em>Moanaland<\/em>, fra gli applausi entusiastici di un pubblico VIP, amico di Moana. Al termine del film fui chiamato sul palco per spegnere con altri le candeline dell&#8217;enorme torta dedicata a Moana, sotto i flash accecanti di giornalisti e fotografi.<\/p>\n<p>Sempre in quella serata conobbi i responsabili dell\u2019Anlaids del Lazio, che mi invitarono a presentare un film d\u2019animazione, sempre al Gilda, il 1\u00b0 Dicembre, in cui veniva celebrata la giornata mondiale contro l\u2019Aids. Anche quel giorno, in cui presentai Tina fra le luci psichedeliche ed il gusto kitsch del Gilda, vi erano tantissimi VIP e il film un grandissimo successo. Sempre le stesse persone, mi invitarono anche al Circo Orfei per fare omaggio di un rhodovetro originale all\u2019On. Gianfranco Fini.<\/p>\n<p>La serata al circo fu entusiasmante; c\u2019era molta gente famosa ad assistere allo spettacolo. Moira Orfei, che presentava lo spettacolo, mi chiam\u00f2 sul palco accanto a Fini e rivolgendosi al politico, disse: <em>\u00abLui \u00e8 il famoso cartoonist Mario Verger\u00bb<\/em>. Gianfranco Fini era un uomo alto e molto sicuro di s\u00e9, ma al tempo stesso molto cordiale, al quale regalai un cel originale incorniciato che lo ritraeva insieme a Berlusconi accanto a Moana-Alice. Senza sottolineare il fatto che si trattava di un cartone dedicato a Moana, dal momento che al Circo Orfei c\u2019erano molti bambini, gli spiegai davanti al pubblico, che faceva parte di un cartone animato incentrato su Alice nel paese delle meraviglie in cui comparivano anche protagonisti della vita politica italiana, fra cui lui. Fini, in maniera cordialissima, si divert\u00ec molto. Poi, quando riprese il microfono Moira Orfei, gli spiegai sottovoce che l\u2019Alice che vedeva raffigurata era un\u2019interpretazione di Moana Pozzi. Vedendolo un po\u2019 contrariato e spiegandogli la buona fede di cui era intriso il mio cartone, avendolo realizzato seguendo le indicazioni della stessa Pozzi, simpaticamente aggiunse: <em>\u00abTanto lo dicono tutti che ho conosciuto Moana\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37791\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/I-Remember-Moana02.jpg\" alt=\"i-remember-moana02\" width=\"498\" height=\"398\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/I-Remember-Moana02.jpg 498w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/I-Remember-Moana02-300x240.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/I-Remember-Moana02-436x348.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 498px) 100vw, 498px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sempre Noa Bonetti mi invit\u00f2 a partecipare ad altre delle sue serate VIP. La mostra di pittura a Via Veneto, la strada della \u201cDolce Vita\u201d, l\u2019Asta di beneficenza alla Casina Valadier, nei pressi del Pincio, la serata dei Nobili, la cerimonia al Circolo degli Ufficiali presso Palazzo Barberini (dove tenni una mostra di disegni originali). Serate straordinarie nella Roma degli anni &#8217;90 organizzate da Noa Bonetti a cui partecipavano personaggi di ogni genere quali: Rita Pavone e Teddy Reno, Franca Valeri, Don Lurio, l\u2019On. Tiziana Maiolo, Barbara Palombelli, Federico Fazzuoli, Rosanna Cancellieri, Adriana Russo, Elsa Martinelli e tanti altri. E ancora: la Festa sul Tevere su di un battello, organizzata dal programma televisivo <em>T.R.I.B.U\u2019, condotto da <\/em>Geg\u00e8 Telesforo, dove fu proiettato, di notte e su di un grande schermo, il mio omaggio ad Ambra di <i>Non \u00e8 la Rai<\/i>; feste sull\u2019Appia Antica, a \u201cLa voglia matta\u201d, insieme a Nico Fidenco, Jimmy Fontana e Rocky Roberts, dove proiettai diversi miei cartoni animati; o anche i premi, tra i quali ne ricordo uno che si svolgeva al Grand Hotel Excelsior, presenziato dall\u2019On. Giulio Andreotti.<\/p>\n<p><em>I Remember Moana<\/em> e <em>Moanaland<\/em>, due film d&#8217;animazione nati per gioco e per appassionati del genere, divennero ben presto due &#8220;chicche&#8221; e citati, il primo in particolar modo, in molti dei testi pi\u00f9 importanti dedicati al cinema d&#8217;animazione degli ultimi anni.<\/p>\n<p><em>I Remember Moana<\/em> venne premiato nel &#8217;95 a New York con una menzione speciale in una manifestazione sul cinema erotico, mentre, pi\u00f9 di recente, Bruno Di Marino lo inser\u00ec in una rassegna sulla storia dell&#8217;hard alla quale parteciparono anche Riccardo Schicchi e Eva Henger. Di Marino us\u00f2 queste parole a commento del film: \u00ab<em>In <\/em>I Remember Moana<i>, Verger opera un duplice intervento: sul corpo dell&#8217;attrice e, al tempo stesso, sul corpo della pellicola, dipingendovi sopra strati di colore molto accesi. Si susseguono cos\u00ec spezzoni di amplessi tratti da vari film interpretati dalla Pozzi, mentre in sottofondo si sente l&#8217;audio di relativi trailers. L\u2019intervento decostruttivo del materiale porno, frutto oltre che dal montaggio rapido dallo scontornamento dei corpi in azione all&#8217;interno dell&#8217;inquadratura, da una parte realizza un ripensamento estetico dell\u2019immagine pornografica, rappresenta cio\u00e8 un&#8217;azione \u2018a caldo\u2019 che riequilibra la freddezza dell&#8217;atto sessuale riprodotto, un tocco di manualit\u00e0 e di improvvisazione pittorica all&#8217;interno di una struttura doppiamente seriale, costituita dalla sequenza foto-porno-grafica. Dall&#8217;altra si configura come eccedenza di azione e di significato, un atto dadaista, irriverente e provocatorio<\/i>\u00bb (2).<\/p>\n<p>I due cartoni di Moana furono inoltre inseriti in una retrospettiva curata da Oscar Cosulich sui pi\u00f9 importanti film dell\u2019animazione italiana degli ultimi 25 anni e devo riconoscere che Oscar fu l\u2019unico a comprendere il fatto che <i>I Remember Moana<\/i> e <i>Moanaland<\/i> dovevano essere proiettati insieme.<\/p>\n<p>Nello stesso periodo, entrambi vennero acquistati dalla Rai per essere nuovamente inseriti in una puntata monografica dedicata a Moana del programma <em>Stracult<\/em>, firmato da Marco Giusti e David Emmer. I due cartoni sulla Divina Moana (3), programmati e riproposti pi\u00f9 volte da RaiDue, anche per il suo decennale in <em>Stracult<\/em> 2004, vennero sapientemente montati: alla domanda di Pippo Baudo rivolta a Moana su chi fosse il politico suo amante, Giusti &amp; Co. inserirono, subito dopo, il volto di Craxi a cartoni animati di <em>Moanaland<\/em>; e gran parte del cartone, che pare sia piaciuto molto anche a Emmer, fu montato a pi\u00f9 riprese nelle puntate monografiche andate in onda sulla Rai. <em>I Remember Moana<\/em>, opportunamente censurato, venne inserito tra i film cult della Pozzi e commentato dalla fotomodella italo-brasiliana conduttrice del programma, Gaia Bermani Amaral: <em>\u00abSvanito come un fiocco di neve, il corpo bianco di Moana ripercorre da fantasma i nostri anni Ottanta. Piccola Marilyn martirizzata ed esaltata dal porno, inutilmente santificata dai media, icona femminile di desideri creativi e di desideri puri, bassi e chiari, impone nel cinema il suo corpo-macchina sessuale e in tv la sua testa, magnificamente pensante. Pi\u00f9 di tante star grandi e piccole del nostro schermo, Moana progetta razionalmente il suo mito e chiude drammaticamente la sua glorificazione, lasciandoci il suo grande corpo bianco, immacolato ed eterno\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p>Recentemente il giornalista Brunetto Fantauzzi, nel suo ultimo libro, ha riproposto la sua strana tesi secondo la quale Moana sarebbe viva e avrebbe annunciato la sua morte per cambiare completamente vita, trasferendosi in America. Si \u00e8 fatto vivo anche il fratellino dell\u2019attrice, Simone Pozzi, il quale, in una confessione esclusiva a <em>Chi l\u2019ha visto?<\/em>, che proponeva spezzoni di <i>I Remember Moana<\/i> e <i>Moanaland<\/i>, ha dichiarato di esserne il figlio naturale. Ovviamente c\u2019\u00e8 chi mette in dubbio anche quest\u2019ultima tesi.<\/p>\n<p>Personalmente, ho sempre saputo come stavano le cose riguardo la scomparsa di Moana e pi\u00f9 volte le riferii confidenzialmente all\u2019ideatore di Blob.<\/p>\n<p>In una recente intervista al Magazine de La Stampa, Marco Giusti d\u00e0 la sua versione sulla scomparsa di Moana. Sconcertante \u00e8 il titolo a caratteri cubitali: <em>\u00abIl Mito di Moana. Marco Giusti: Il regista Mario Verger ha visto nei libri dell\u2019ospedale l\u2019annotazione del decesso\u00bb<\/em> (4). Ne riporto uno stralcio: <em>\u00abNon ho mai fatto studi specifici sulla morte di Moana. Posso solo dire che sui documenti dell\u2019ospedale di Lione \u00e8 regolarmente segnalata la morte di Moana Pozzi\u201d. Lo ha visto<\/em>? \u2013 chiese l\u2019intervistatore \u2013 <em>Non io personalmente. Lo ha visto Mario Verger, autore del film \u2018Moanaland\u2019. L\u2019informazione l\u2019ho avuta da lui<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><em>Moanaland<\/em> invece \u00e8 stato anche messo in vendita in una compilation in DVD su Moana presentato a Las Vegas, in America.<\/p>\n<p>Ultimamente, in modo inaspettato, Vladimir Luxuria mi mise in contatto con Riccardo Schicchi per far visionare i due Moana al regista Emiliano Raya, il quale stava organizzando una pi\u00e8ce teatrale per il decennale della scomparsa della Diva dell\u2019Hard. Raya mi diede appuntamento ad un abitazione, dove ad accogliermi trovai, invece, una bella ragazza, Letizia Letza, allora reduce dal <em>Grande Fratello<\/em>. Arrivato Emiliano Raya, un ragazzo dall\u2019aria tranquilla e simpatica, visionammo assieme i filmati: piacquero entrambi, ma <em>Moanaland<\/em> era l\u2019unico adeguato per il Teatro Colosseo. Il giorno della prima, di pomeriggio, andai a trovare Marco Giusti in Rai, il quale mi fece omaggio di una copia del volume su I fratelli Dinamite da poco presentato al Festival di Venezia dopo il restauro, nonch\u00e9 del suo ultimo libro <i>Moana<\/i>, pubblicato dalla Mondadori. In quell\u2019occasione mi present\u00f2 anche David Emmer, il giovane regista figlio di Luciano Emmer, che firma alcuni suoi programmi, affabile e veramente simpatico. Marco, vedendomi con in mano il DVD di <em>Moanaland<\/em>, mi fece sapere che anche lui sarebbe stato presente alla serata, dandomi appuntamento a qualche ora dopo.<\/p>\n<p>Lo spettacolo in onore di Moana fu molto bello. Fino poche ore prima, non immaginavo che mi sarei trovato in una situazione per me cos\u00ec importante. Lo capii solo a fine spettacolo alla cui conclusione fu proiettato il cartone animato. Quando si accesero le luci, notai che seduti accanto a me, in prima fila, c&#8217;erano Ettore Scola, Mario Monicelli, Citto Maselli, Piera Degli Esposti, Riccardo Schicchi&#8230; In quei momenti pensai che fosse stata la stessa Moana a stabilire chi volesse accanto nel giorno del decennale dalla sua scomparsa. E stranamente, di me e del \u201csuo\u201d cartoon, non si era scordata\u2026 mettendolo in conclusione alla sua celebrazione!<\/p>\n<p>Moana, dopo la sua prematura scomparsa, \u00e8 per me era divenuta una sorta di \u201cangelo custode\u201d, ed ho buoni motivi per ritenere che, se esiste una vita dopo la morte, ella si ricordi perfettamente del nostro primo ed unico incontro nel quale si prest\u00f2 a posare da modella, e durante il quale realizzai, grazie alle sue indicazioni, il cartone animato che la ritraeva come lei stessa desiderava: un&#8217;Alice nel paese delle meraviglie. Grazie Moana!<\/p>\n<p>Penso che Moana, dall&#8217;Aldil\u00e0, abbia seguito tutta la vicenda ed abbia apprezzato di essere entrata, come voleva, nell&#8217;Olimpo eterno del cartone animato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37792\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/I-Remember-Moana-01.jpg\" alt=\"i-remember-moana-01\" width=\"498\" height=\"349\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/I-Remember-Moana-01.jpg 498w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/I-Remember-Moana-01-300x210.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/I-Remember-Moana-01-436x306.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 498px) 100vw, 498px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Note:<\/strong><\/p>\n<p>(1) Secondo voci interne \u00e8 girata invece la versione secondo la quale a presentarmi Moana sarebbe stata un\u2019altra giornalista molto nota che conosceva bene l\u2019attrice.<\/p>\n<p>(2) B. Di Marino, <em>Interferenze dello sguardo. La sperimentazione audiovisiva tra analogico e digitale<\/em>, Bulzoni Editore, Roma 2002, p.167<\/p>\n<p>(3) Stracult, 21\/6\/2001, RaiDue; Stracult Redux, 7\/8\/2002, RaiDue; Il meglio di Stracult 9\/7\/2003, RaiDue; Stracult 2004, RaiDue, 14\/09\/2004<\/p>\n<p>(4) E. Quattrini: <em>Il mito di Moana<\/em>. Marco Giusti: \u201cIl regista Mario Verger ha visto nei libri dell\u2019ospedale l\u2019annotazione del decesso\u201d, in Corriere Mercantile \u2013 La Stampa, 23 agosto 2005, p. 11.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">+ + +<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I REMEMBER MOANA<\/strong> (1994)<br \/>\nProd.: Mario Verger \/ RaiTre \u2013 Gen.: Animazione dipinta su pellicola \u2013 Form.: 35 mm \u2013 Cast: Moana Pozzi, Cicciolina (Ilona Staller), Rocco Siffredi \u2013 Sviluppo e stampa: Cinecitt\u00e0 \u2013 Regia: Mario Verger \u2013 Lungh.: 70 mt.<br \/>\nPresentato in occasione della mostra al Palazzo delle Esposizioni a Roma, I Remember Moana \u00e8 un omaggio alla scomparsa della straordinaria diva dell\u2019hard, Moana Pozzi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>MOANALAND<\/strong> (1995)<br \/>\nProd.: Mario Verger \/ RaiDue \u2013 Gen.: Animazione \u2013 Form.: 35 mm \u2013 Fotogr. Franco Zambelli \u2013 Musica: James Brown \u2013 Suono: International Recording \u2013 Sviluppo e stampa: Cinecitt\u00e0 \u2013 Regia: Mario Verger \u2013 Lungh.: 120 mt.<br \/>\nFilm in parte realizzato durante l\u2019 incontro con Moana Pozzi. Moana-Alice \u00e8 una giovane educanda il cui tutore, Licio Gelli, le legge una Storia d\u2019Italia piena di corruzione. Moana diventa piccola, entra in questo paese dove tutto \u201cfunziona al rovescio\u201d. Incontra i personaggi politici ispirati ai protagonisti del romanzo di L. Carroll, fin quando finisce prigioniera della Regina di cuori dal volto craxiano. Risvegliatasi dall\u2019incubo, la giovane Moana preferisce in alternativa dedicarsi alla carriera del cinema hard.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Immagini di Mario Verger tratte da <strong>Moanaland<\/strong> (dall\u2019alto: 1\/2\/3\/4) e <strong>I Remember Moana<\/strong> (5\/6).<\/p>\n<p>Testo e immagini \u00a9 Mario Verger, 2006. Tutti i diritti riservati<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mario Verger \u00e8 stato un prestigioso collaboratore di Cinemino (progetto editoriale a carattere cinematografico a cura di Roberto Rippa) e, dalla sua nascita, pure di Rapporto Confidenziale. 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