{"id":10356,"date":"2008-04-01T19:27:49","date_gmt":"2008-04-01T17:27:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cinemino.info\/?p=4578"},"modified":"2012-05-30T15:48:19","modified_gmt":"2012-05-30T13:48:19","slug":"albertina-rainieri-cenci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=10356","title":{"rendered":"Albertina Rainieri Cenci"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_10512\" style=\"width: 630px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci10.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-10512\" class=\"size-full wp-image-10512\" title=\"Albertina Cenci01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci10.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"558\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci10.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci10-436x392.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-10512\" class=\"wp-caption-text\">Albertina e Giuliano Cenci, con accanto la sorella Margherita e il fratello Renzo<\/p><\/div>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Un burattino di nome Pinocchio<\/strong> &#8211;\u00a0<a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=10545\" target=\"_self\">indice dei capitoli<\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Albertina Rainieri Cenci<br \/>\nla \u00abFata Turchina\u00bb di Giuliano Cenci<\/strong><br \/>\ndi <strong>Mario Verger<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci01.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10513\" title=\"Albertina Cenci02\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci01.jpg\" alt=\"\" width=\"310\" height=\"575\" \/><\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><em>Abbiamo il piacere di proporre un ritratto su Albertina Rainieri Cenci, da oltre mezzo secolo moglie del grande animatore italiano Giuliano Cenci, alternando i ricordi di lei, ancora ragazza e studentessa al Liceo Artistico di Firenze, col carattere iconografico, estetico e sentimentale dell\u2019indimenticabile figura della \u00abFata Turchina\u00bb del Capolavoro dell\u2019Animazione del XX Secolo,<\/em> Un burattino di nome Pinocchio<em>.<br \/>\nAlbertina Cenci, lavorando assieme al marito Giuliano, \u00e8 stata per moltissimi anni a Firenze a capo di uno dei principali studi italiani di film a cartoni animati: la<\/em> Grafilmars<em>; l\u00ec sono nate per la Rai molte straordinarie puntate per la Pagot Film-Rever della famosa serie<\/em> Gris\u00f9 il draghetto<em>, e sigle per la TV Ragazzi come<\/em> L\u2019ispettore Nasy <em>e<\/em> Ty e Uan<em>, gli episodi del celebre personaggio di Nino e Toni Pagot<\/em> Calimero<em>, la straordinaria sigla animata del programma in prima serata di RaiUno,<\/em> Buonasera Raffaella <em>e l\u2019annessa serie a cartoni animati su Raffaella Carr\u00e0,<\/em> Lalla nell\u2019isola di Tulla<em>, su creazioni di Pierluigi De Mas; come ancora le animazioni su RaiUno di<\/em> Quark <em>per Bruno Bozzetto, il personaggio<\/em> Mr. Hiccup <em>di Guido Manuli per la TV Svizzera e Antenne 2, con Osvaldo Cavandoli per la serie Rai de<\/em> La Pimpa <em>di Altan. Da ricordare inoltre, sempre dei Cenci, le recenti produzioni Rai delle serie<\/em> Lupo Alberto <em>di Giuseppe Lagan\u00e0 e gli episodi di<\/em> Cocco Bill <em>di Jacovitti, come, per l\u2019estero,<\/em> The Triplets <em>per la Spagna, gli episodi di<\/em> Carland Cross <em>per la Francia e le straordinarie animazioni e i lay-out per la famosa serie animata<\/em> Corto Maltese <em>di Hugo Pratt; nonch\u00e9 alcune fra le pi\u00f9 incredibili sequenze dei film di Enzo D\u2019Al\u00f2,<\/em> La Gabbianella e il Gatto <em>e<\/em> Momo<em>,<\/em> Aida degli alberi <em>di Guido Manuli e del<\/em> Johan Padan <em>di Giulio Cingoli su soggetto originale di Dario Fo, realizzate dal Maestro dell\u2019Animazione Italiana Giuliano Cenci.<br \/>\nIn questa intervista esclusiva, abbiamo chiesto alla Signora Cenci, felicemente sposata da oltre 53 anni, di svelarci qualche particolare aneddotico sul loro primo incontro, rendendo al contempo, un affettuoso omaggio alla figura che Giuliano Cenci ha sempre definito il suo \u00abangelo custode\u00bb.<\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Intervista ad Albertina Rainieri Cenci<\/strong><br \/>\ndi <strong>Mario Verger<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><em>\u00abSposare quella ragazza \u00e8 stata la pi\u00f9 grande fortuna della mia vita, e tutt\u2019ora ci amiamo come quando ci siamo conosciuti\u00bb<\/em>. <strong>Giuliano Cenci<\/strong><br \/>\n<strong><br \/>\nSignora Albertina Rainieri, da oltre mezzo secolo (53 anni per l\u2019esattezza) lei \u00e8 diventata Albertina Cenci. Suo marito l\u2019ha spesso definita il suo \u201cangelo custode\u201d.<br \/>\nCom\u2019\u00e8 avvenuto l\u2019incontro con Giuliano Cenci?<\/strong><br \/>\nInizialmente non frequentavamo la stessa classe; quando Giuliano cominci\u00f2 a frequentare il liceo, io ero gi\u00e0 in seconda, e non ci siamo mai incontrati per due anni. Per varie motivazioni fui costretta a ripetere il terzo anno, e cos\u00ec Giuliano ed io potemmo conoscerci frequentando la stessa classe; lui era abbastanza simpatico ma per me era solo un semplice compagno di scuola. Oltretutto, quando immaginavo un ipotetico marito, lo pensavo molto pi\u00f9 grande di me tanto da poter essere sufficientemente \u201cprotettivo\u201d, e questa caratteristica non corrispondeva certo a Giuliano che, da questo punto di vista, era effettivamente troppo giovane (solo 17 anni!).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Cosa la colp\u00ec inizialmente di suo marito Giuliano?<\/strong><br \/>\nFino da principio apprezzavo in Giuliano un carattere serio e posato risultando in effetti molto pi\u00f9 maturo della sua et\u00e0. Certamente era anche molto gentile, ed era anche un bel ragazzo (sono certa che avrebbe potuto fare strada anche come attore) tanto che molte ragazze, comprese diverse compagne di scuola, erano veramente innamorate di lui.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Com\u2019era Giuliano Cenci da ragazzo, al liceo?<\/strong><br \/>\nGiuliano era senza dubbio riservato e piuttosto schivo; era anche capo classe, ma questo compito (che lui non gradiva) faceva di tutto per svolgerlo senza che potesse renderlo antipatico agli altri, insomma, non se ne vantava e non se ne approfittava. Lui era senz\u2019altro amico di tutti, ma non tutti gli erano veramente \u201camici\u201d\u2026<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Suo marito \u00e8 un bravissimo disegnatore di film d\u2019animazione ma \u00e8 anche un bell\u2019uomo. Era un tipo che piaceva alle altre compagne di classe, oppure a lui non piaceva mettersi in \u201cmostra\u201d?<\/strong><br \/>\nIn parte a questa domanda ho gi\u00e0 risposto al punto 2, ma posso aggiungere non solo che a lui non piaceva mettersi in \u201cmostra\u201d, ma non gradiva neppure quelle ragazze (ce n\u2019era pi\u00f9 d\u2019una) che letteralmente lo \u201cassediavano\u201d; sotto un certo punto di vista lui era un po\u2019 all\u2019antica nel senso che in materia d\u2019amore, per i suoi principi, doveva essere l\u2019uomo a dichiararsi alla donna e non viceversa!<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>E poi, visto che vi siete uniti in matrimonio, diventando marito e moglie, chi \u00e8 stato il primo fra voi a fare il primo passo cio\u00e8 a \u201cdichiararsi\u201d?<\/strong><br \/>\nIn linea con i suoi principi, ovviamente fu lui dichiararsi, ma essendo molto timido specialmente nei miei confronti (temendo un rifiuto), lo fece con un \u201cbigliettino\u201d che mi fece trovare sul \u201ccavalletto\u201d durante una lezione di disegno dal vero. Io, per non essere da meno, gli risposi con un altro bigliettino per comunicargli che \u201cforse\u201d avrei preso in considerazione la sua proposta pi\u00f9 in l\u00e0, nel tempo, ed in particolare gli scrissi (letteralmente): \u00ab<em>\u2026quando non sarai + un ragazzo<\/em>\u00bb. Quel biglietto per\u00f2 non glielo consegnai subito, anzi, non glielo consegnai affatto perch\u00e9 mi dispiaceva farlo soffrire. Lui per\u00f2 aveva visto che io \u201cscrivevo\u201d e si era immaginato che quella era la risposta, cos\u00ec, sia pure con garbo, insist\u00e9 per avere il biglietto. Visto che ormai lo aveva scoperto, non seppi fare di meglio che tirare fuori di tasca quel foglietto e lo strappai in tanti minutissimi pezzetti che gettai nel cestino della carta straccia. Giuliano allora, che era rimasto assai male immaginandosi un rifiuto, fece una cosa che non mi aspettavo; attese la fine della lezione, poi vuot\u00f2 il cestino e raccolse tutti quei pezzettini di carta. A casa, infine, con tutta calma, ricompose il messaggio come un puzzle. A quel punto visto che per la sua giovane et\u00e0 lo consideravo ancora un \u201cragazzo\u201d, si sent\u00ec umiliato, ma anzich\u00e9 arrendersi si impose di dimostrarmi che, nonostante l\u2019et\u00e0, era tutt\u2019altro che un ragazzo! E ci riusc\u00ec benissimo, conquistando pienamente, con tutto il mio apprezzamento, anche il mio amore: un amore che dura ormai da ben 53 anni!<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>E vi siete sposati. Poi gli \u00e8 stato sempre vicino, nei momenti belli e nei momenti difficili della vita. Ricorda un momento o dei momenti durante la lavorazione del Film su Pinocchio in cui lei \u00e8 stata particolarmente accanto a suo marito?<\/strong><br \/>\nFu un fidanzamento lunghissimo: oltre cinque anni. C\u2019era da \u201cfarsi una posizione\u201d come si usava dire allora, e Giuliano si era iscritto all\u2019Universit\u00e0, alla facolt\u00e0 di architettura, ma poi si rese conto che per diventare architetto ci sarebbe voluto troppo tempo, e quindi si ritir\u00f2 e cominci\u00f2 a tentare la strada dei cartoni animati che era sempre stata una sua grande passione. Difficolt\u00e0? Ce ne sono state tantissime, anche durante la lavorazione del film \u201cun burattino di nome Pinocchio\u201d; non \u00e8 facile tenere insieme circa 45 tecnici, dagli animatori agli altri disegnatori, gli operatori, gi scenografi, ecc. Spesso i vari reparti accusavano la produzione, ma soprattutto il regista, di disparit\u00e0 di trattamento o di scarsa considerazione, e sorgevano discussioni, malumori, e perdite di tempo prezioso; in tutte queste circostanze con il mio forte carattere effettivamente ho potuto essere di sostegno a mio marito che pi\u00f9 di una volta era sul punto di \u201clasciarsi andare\u201d allo sconforto.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Lei \u00e8 stata fortunata perch\u00e9 ha trovato il marito giusto; ma anche suo marito lo \u00e8 stato altrettanto trovando in Lei la moglie ideale: come disegnatore e regista di cartoni animati Giuliano Cenci \u00e8 unico: nessuno era mai riuscito cos\u00ec bene a parlare al \u00abcuore\u00bb dei ragazzi. E come Maestro dell\u2019animazione lo amiamo tutti. Invece, un suo pensiero su lui come marito\u2026<\/strong><br \/>\nSono felice di averlo sposato, non tanto perch\u00e9 difficilmente un altro uomo avrebbe potuto essere \u201cprotettivo\u201d come \u00e8 sempre stato lui, ma soprattutto perch\u00e9, dopo tanti anni di matrimonio non c\u2019\u00e8 assolutamente quella sorta di \u201cstanchezza\u201d della routine che caratterizza tantissimi matrimoni rendendo \u201cpiatta e soffocante\u201d la convivenza; al contrario noi troviamo sempre qualcosa di cui parlare, diversi motivi di conversazione, ed anche, inevitabilmente, motivi di attrito perfino con qualche litigio, poi con comprensione e buona volont\u00e0 vengono risolti in breve tempo. Soprattutto, e questa \u00e8 la cosa pi\u00f9 importante (specialmente nei momenti di maggiore sofferenza e difficolt\u00e0), sentiamo sempre il bisogno \u201cfisiologico\u201d di dirci reciprocamente: \u201cti voglio bene\u2026\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>La \u00abFata Turchina\u00bb di Giuliano Cenci<\/strong><br \/>\ndi <strong>Mario Verger<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci02.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10514\" title=\"Albertina Cenci03\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci02.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"619\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci02.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci02-436x435.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Dopo aver, nel precedente articolo, tratteggiato la figura del padre Guido al quale il figlio Giuliano si ispir\u00f2 per la figura di Geppetto, il \u00abbabbo\u00bb di Pinocchio, passiamo ora ad esaminare il ruolo di \u00abmamma\u00bb, che pi\u00f9 propriamente in <em>Un burattino di nome Pinocchio<\/em> si esprime nella \u00abFata Turchina\u00bb, chiaramente ispirata a sua moglie Albertina.<br \/>\nGiuliano Cenci, riguardo l\u2019ideazione della Fata Turchina, ha scritto, <em>\u00abLa fata, per esempio, fu abbastanza facile perch\u00e9 secondo me non poteva presentarsi secondo lo stereotipo di una fata classica con tanto di bacchetta magica; doveva essere piuttosto una mamma, anche se con qualche \u201cdono magico\u201d in pi\u00f9, ma, del resto, quale mamma non \u00e8 capace di \u201cmagie\u201d dettate dall\u2019amore materno?\u00bb<\/em> (1).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci03.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10515\" title=\"Albertina Cenci04\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci03.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"465\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci03.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci03-436x327.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Vediamo che gi\u00e0 nella prima scena si accenna, come in una celestiale visione, al suo ruolo di \u00abangelo custode\u00bb: un\u2019\u00abapparizione\u00bb, tanto che la Fata compare e poi scompare in fond\u00f9. In preciso prospetto col volto, braccia incrociate al petto e mani congiunte, <em>\u00abrichiamando chiaramente i tratti dalla Madre di Ges\u00f9, cos\u00ec come \u00e8 sempre stata rappresentata nella tradizione della pittura italiana\u00bb<\/em> (2).<br \/>\nL\u2019introduzione al personaggio \u00e8 cauta e lenta, supportata, oltre dal commento di Rascel, dall\u2019eccezionale mimica delle azioni con Pinocchio che chiede invano aiuto facendole presente, mentre si volta all\u2019indietro, di essere inseguito dagli \u00abassassini\u00bb che vogliono rubargli i cinque zecchini d\u2019oro.<br \/>\nQuesta sequenza, con la drammaticit\u00e0 della sceneggiatura e della musica accompagnata dalla voce narrate di Renato Rascel \u00e8 veramente un eccezionale capolavoro d\u2019arte: non solo la palazzina con le sue varie prospettive ad ogni cambio scena e sfumature pittoriche e tonali che perfettamente la descrivono ma anche, di seguito, l\u2019enorme quercia (si noti l\u2019effetto della lenta ed accurata animazione dei molteplici rami frastagliati che lentamente si agitano a causa del vento di tramontana, realizzati su acetato e inseriti a perfezione a registro sulla scenografia sottostante senza che ci si accorga dell\u2019inevitabile differenza fra fondino e celluloide, risolvendola grazie al perfetto gioco architettonico e scenografico di ombre proprie e portate).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci04.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10516\" title=\"Albertina Cenci05\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci04.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"468\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci04.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci04-436x329.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Ma Pinocchio deve imparare la lezione anche se, evidentemente come una mamma, la Fata ha compassione di lui, affacciandosi nuovamente alla finestra e battendo per tre volte le mani (in ottemperanza al Collodi) quando un grande falco vola sul davanzale, provvedendo immediatamente a liberare il burattino nel frattempo appeso al ramo pi\u00f9 alto della grande quercia, per accoglierlo amorevolmente nella propria casa (con l\u2019ottimo commento di Rascel e la musica di Tommaso che ponderano l\u2019introduzione alla figura della Fata).<br \/>\nAl cambio sequenza Pinocchio lo troviamo a letto con la febbre, mentre fa i capricci per prendere la purga; notasi qui, i movimenti realistici della Fata \u2013 coi relativi controcampi del burattino \u2013 ottenuti attraverso l\u2019ausilio del Film-Guida di cui precis\u00f2 Italo Marazzi che quando venne integrato nell\u2019\u00e9quipe <em>\u00able scene al Rotoscopio erano state gi\u00e0 impostate: alcune riguardavano Geppetto e la Fata, e questi due personaggi li curava completamente Giuliano\u00bb<\/em> (3).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci05.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10517\" title=\"Albertina Cenci06\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci05.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"466\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci05.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci05-436x328.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Qui Cenci, attraverso l\u2019ausilio del Rotoscope, interpretato da una delle sue animatrici, Valeria Pronti \u2013 la quale recit\u00f2 precedentemente nel girato dal vero dietro le indicazioni registiche dello stesso Cenci \u2013, d\u00e0 vita ad alcune delle sequenze pi\u00f9 straordinarie del Film: la Fata non si scompone minimamente ai pretesti di Pinocchio per non prender la medicina, anzi, simpaticamente li asseconda nonostante che le bugie del piccolo burattino, agli occhi di un adulto, abbiano veramente\u2026 le gambe corte.<br \/>\nE\u2019 interessante notare che, dopo la prima met\u00e0 della sequenza coi movimenti ponderati e realistici della Fata ottenuti dapprima al Rotoscope, si \u00abaggancia\u00bb ad essa un\u2019altra breve scena \u2013 perfettamente amalgamata al resto nel montaggio e nel sonoro \u2013 nella quale Pinocchio vedendo entrare i conigli s\u2019impaurisce, con la Fata Turchina disegnata senza il sottostante Film-Guida, lievemente pi\u00f9 magra, con le sopracciglia pi\u00f9 accentuate ed il contorno degli abiti pi\u00f9 marcato: scena, come le relative successive, tratte dal \u00abTrailer\u00bb che Cenci realizz\u00f2 in proprio qualche anno prima per la presentazione del Film alla presenza dei futuri finanziatori, supportato da Corrado Mantoni.<br \/>\nScena questa, della quale venne pubblicata un\u2019immagine \u2013 come altre del Trailer \u2013 sulla rivista \u00abOggi\u00bb (4), in uno straordinario articolo a quattro facciate interamente dedicato alla nascita del Capolavoro dell\u2019animazione italiana, a firma della giornalista, sorella di Oriana, Neera Fallaci.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci06.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10518\" title=\"Albertina Cenci07\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci06.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"497\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci06.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci06-436x350.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Inquadratura cui fa seguito l\u2019entrata in marcia dei conigli, con Pinocchio impaurito che, bevendo velocemente la purga, fa una simpatica espressione di disgusto roteando all\u2019indentro gli occhi (con la pi\u00f9 semplice e deliziosa pulizia grafica inerente alla miglior tradizione dell\u2019animazione italiana).<br \/>\nUn blocco di sequenze dal gusto pi\u00f9 semplice e meno sofisticato nel disegno ma artisticamente altrettanto valido ed eccezionalmente ben legato al resto per via del montaggio e delle voci.<br \/>\nDa notare ancora che, sia per quest\u2019ultimo blocco di scene, come anche per le prime supportate dal Film-Guida, le quali vanno a completamento dell\u2019intera sequenza, le relative celluloidi sono state tutte montate su fondini scenografici dallo stile lievemente differente da quello consueto; c\u2019\u00e8 quindi da supporre (prima parte col Film-Guida, seconda parte senza) che la prima parte sia stata ridisegnata successivamente in modo pi\u00f9 elaborato, girando nuovamente e per intero le celluloidi definitive sui precedenti fondali, anche in ottemperanza al labiale, visto anche che le animazioni definitive al Rotoscope della Fata vengono ad adattarsi alle scenografie dallo stile ben differente da quello abituale di D\u2019Angelo e Scortecci (vedansi, ad esempio, in questa sequenza i pomelli del letto ellittici e schiacciati; come anche alcune travi in legno che compaiono nella stanza; come ancora il tappeto rosa meno particolareggiato e privo delle consuete ottocentesche decorazioni, ecc): a vederlo, sembrerebbe pi\u00f9 il simpatico interno della casetta del bosco di <em>Biancaneve<\/em> che la lussuosa ed elegante palazzina della Fata, cos\u00ec come appare, in esterno prima e in interno poi, nel restante del Film (molto diverse le scenografie rispetto a quelle successive del cambio sequenza ma ugualmente affascinanti proprio per la loro eterogeneit\u00e0), e ci\u00f2 dimostra come le intenzioni iniziali del regista, nel corso della definitiva realizzazione, sono state portate su un piano di maggior complessit\u00e0 estetica.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci07.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10519\" title=\"Albertina Cenci08\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci07.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"469\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci07.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci07-436x330.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">A Pinocchio ad ogni bugia si allunga il naso, la Fata lo osserva quasi divertita quando, battendo le mani, una misteriosa ma simpaticissima serie di uccellini dagli accordi tonali, perfino un po\u2019 scherzosi e irreali, seguendo due diagonali incrociate entra nella stanza. Scherzosi s\u00ec, ma anche un po\u2019 realistici e \u201cfatati\u201d visto che una volta accorciato il naso a Pinocchio essi scompaiono nel nulla in dissolvenza incrociata. Qui Pinocchio inizia a comprendere l\u2019affetto della Fata e ad intuire che proprio lei \u00e8 stata a mandarli, tant\u2019\u00e8 che, intuendo ci\u00f2 per la prima volta commosso, tende a dirigersi velocemente verso la donna ringraziandola affettuosamente sotto il toccante motivo d\u2019accompagnamento musicale di Vito Tommaso.<br \/>\nMa ancora l\u2019affetto non \u00e8 definitivo, Pinocchio non prende troppe confidenze, mentre la Fata, restando signorilmente seduta al suo posto, lo accarezza amorevolmente e con affetto proponendogli di rimanere per sempre l\u00ec con lei\u2026<br \/>\nIl burattino trovandovi finalmente l\u2019affetto di una mamma comincia ad esser perfino pi\u00f9 altruista chiedendole del babbo: la Fata evidentemente conosce la situazione assicurandogli perfino di averlo gi\u00e0 avvertito e tutto sembrerebbe concluso al meglio, tanto che Pinocchio preferisce andargli incontro\u2026 (chiedendo quasi, ormai con l\u2019espressione di un figlio, il permesso alla Fata, visto che ormai la vede quasi come una mamma). Ma, come si sa, se le buone intenzioni non sono seguite dalle azioni, di fatto esse rimangono intenzioni\u2026 Pinocchio, ovviamente, non riesce a mantenere la promessa \u2013 e troppo tempo dovr\u00e0 ancora trascorrere \u2013 e cos\u00ec, successivamente a diverse peripezie, dopo il campo dei miracoli col Gatto e la Volpe ed il volo di notte col Colombo, il burattino si risveglia all\u2019alba sulla riva della citt\u00e0 delle api industriose.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci08.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10520\" title=\"Albertina Cenci09\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci08.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"468\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci08.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci08-436x329.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Lasciamo il discorso sulla straordinaria cittadina e i suoi operosi artigiani con la loro bottega su strada: qui Cenci descrive la sua splendida Fata con tutt\u2019altro abbigliamento: una semplice donna (come non ricordarsi della figura della Samaritana nel Vangelo di Ges\u00f9?), perfetta a dir poco nel vestiario ricco di innovative ideazioni grafiche e di stupendi accordi di colore: senza indossare gli abiti turchesi \u00e8 esattamente lei, eppure \u00e8 diversissima. Un\u2019incredibile ottemperanza al testo classico di Collodi, che finalmente spiega, corroborato delle eloquenti immagini, come abbia fatto il burattino ad incontrare la Fata senza averla sin da subito riconosciuta.<br \/>\nStraordinarie anche le prospettive cinematografiche, fra Pinocchio al pozzo che beve con il mestolo, guardando verso su con l\u2019inquadratura dall\u2019alto; e l\u2019imponente ma materna figura della Fata, dal basso all\u2019alto, la quale guarda dirigendo lo sguardo all\u2019altezza del piccolo burattino. Un incrocio di \u00absoggettive\u00bb cinematografiche realizzate perfettamente ad \u00abarte\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Come anche la psicologia dei personaggi in funzione dei tempi cinematografici e della sceneggiatura: straordinario quando Pinocchio tolta la sete, coi capricci di un bambino, cerca di \u201cimpietosirla\u201d a colmare gratuitamente anche la fame. La donna sapendo che tutto non pu\u00f2 essere dovuto, gli propone di aiutarla a portare la brocca sino a casa, allettandolo con un gustoso pranzo; e ottime ed azzeccatissime le espressioni di Pinocchio il quale, ancora incerto, si toglie persino il berretto grattandosi il capo nell\u2019attesa di prendere la giusta decisione, visto che in ultimo la Fata, non ricevendo risposta, gli assicura anche un bel confetto pieno di rosolio! Fin quando, allettato soprattutto dal confetto, il burattino decide di aiutare la Fata (come per dire: impara a guadagnarsi da vivere).<br \/>\nFinito di mangiare, mentre la semplice ma dignitosa donna asciuga e pulisce un vassoio d\u2019allumino, Pinocchio la osserva cominciandola a riconoscere, e lei, intuendo, si lascia tranquillamente osservare\u2026<br \/>\nIl tempo \u00e8 trascorso, ma la Fata continua insistentemente a vegliarlo. Come detto, infatti, <em>\u00abIl testo \u00e8 quello di Collodi: quale sceneggiatura e dialoghi migliori di un capolavoro della letteratura italiana poteva scegliere Giuliano Cenci, avendo a fianco avendo a fianco Mario e Antonio Lorenzini, nipoti dello scrittore? Ma l&#8217;ideazione drammatica della recitazione dei personaggi \u00e8 completamente di Cenci, che senza alterare quasi una virgola nei dialoghi ha visualizzato nella maniera migliore un capolavoro che fino ad allora poteva solamente essere letto.<br \/>\nPinocchio, gettandosi ai piedi della Fata e piangendo, la supplica di farsi riconoscere e le sue lacrime toccano il cuore della donna, la quale, tramutandosi nel suo vero aspetto, lo solleva con fatica in braccio dicendogli &#8220;birba di un burattino, sicch\u00e9 ti sei accorto che sono io?&#8221;. La Fata \u00e8 sempre pronta a concedergli &#8220;un&#8217;altra possibilit\u00e0&#8221; e si commuove sempre per i sentimenti sinceri del burattino che per\u00f2, suo malgrado, non rimane a lungo nella retta via\u00bb<\/em>, e questa \u00e8 una delle sequenza pi\u00f9 interessanti e straordinarie dell\u2019intero Capolavoro dell\u2019Animazione Italiana.<br \/>\nNella Fata, l\u2019affetto \u00e8 costante, il riconoscimento dell\u2019affetto stesso avviene attraverso la costanza e l\u2019impegno. Ma bisogna comunque tener sempre presente che il riconoscimento dell\u2019affetto viene comunque ad essere sempre supportato dal sottostante e continuo amore materno.<br \/>\nUna mamma che non \u201cregala\u201d niente, per la quale tutto dev\u2019essere meritato attraverso sforzi continui e costanti\u2026 anche se, c\u2019\u00e8 da aggiungere\u2026 senza mai abbandonarlo\u2026 finch\u00e9 il burattino non impara. Una mamma-maestra di vita, quindi, ma con molto, molto affetto!<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci09.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10521\" title=\"Albertina Cenci10\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci09.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"469\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci09.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci09-436x330.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Come spiegato, <em>\u00abIl Pinocchio di Cenci non \u00e8 un personaggio artefatto: la psicologia con cui agisce \u00e8 completamente spontanea \u2013 seppure &#8220;disegnata a mano&#8221; \u2013 e arriva direttamente al cuore degli spettatori. Non esistono &#8220;forzature&#8221;: \u00e8 &#8220;vero&#8221;, sincero, si muove, ragiona e soffre. Non si pu\u00f2 non pensare a quando, sentendo la Fata Turchina, che gli parla sulla grande sedia a dondolo, Pinocchio poggia i piedi sul grosso guanciale muovendo le gambe con irrequietezza nonostante la ascolti con sguardo trasognato ed affabile, lungi dalle caratterizzazioni di maniera dei film di Walt Disney.<br \/>\nCosa significa tutto ci\u00f2? Che Cenci ha pensato a come si sarebbe comportato un bambino vero o lo stesso burattino collodiano in tale circostanza: una certa libert\u00e0 nel non essere composti nel sedere in fondo \u00e8 tollerata quando si \u00e8 piccoli anche perch\u00e9, di contro, i mobili appaiono molto pi\u00f9 grandi; l&#8217;agitazione di quando si \u00e8 &#8220;costretti&#8221; ad ascoltare chi \u00e8 pi\u00f9 grande di noi, ed infine il comportamento sobrio e apparentemente severo della Fata, che nonostante faccia al povero burattino una giusta ramanzina, non lo giudica ma, anzi, le sue parole esprimono in realt\u00e0 amore e comprensione, tanto che lo stesso Pinocchio avverte ormai di essere amato dalla dama dai capelli turchini, sentendosi ormai protetto ed in &#8220;famiglia&#8221;.<br \/>\nTutto ci\u00f2 \u00e8, per\u00f2, semplicemente espresso in modo latente: sentimenti, psicologia, comportamenti umani, nel film di Cenci sono sempre facilmente recepiti dallo spettatore e mai forzatamente imposti. [\u2026] La Fata Turchina, a differenza di quella disneyana che ha il fascino divistico delle star hollywoodiane, \u00e8 una donna dai lineamenti delicati e semplici\u00bb<\/em>, nella quale i tratti iconografici sono realistici e serafici; la lucidatura del viso \u00e8 morbida e quella dei capelli \u00e8 di un azzurro pi\u00f9 chiaro come il delineo del vestito e del velo \u00e8 delicato e blu.<br \/>\n<em>\u00abLa Fata di Cenci \u00e8, infatti, educata, fine e composta, piena di senso materno, che \u00e8 per\u00f2 corroborato da un&#8217;apparente severit\u00e0 necessaria per educarlo e farlo crescere. Per questo Pinocchio capisce che ella gli vuole bene e le si affeziona a poco a poco, tanto da piangere ai suoi piedi quando la incontra sotto le vesti di una semplice donna, che, commossa, gli accarezza il capo con affetto\u00bb<\/em>.<br \/>\nSempre riguardo la lavorazione del Film, l\u2019autore ha spiegato: <em>\u00abA coronamento del tutto un grazie particolare lo devo a mia moglie Albertina, che mi ha sempre sostenuto, sia moralmente sia tramite la sua attiva collaborazione di scompositrice e pittrice, fino dal tempo in cui eravamo fidanzati\u2026 come un angelo custode mi \u00e8 rimasta sempre vicina ed ha continuato a farlo non solo durante la lavorazione del film ma anche dopo, non solo nelle gioie ma soprattutto nelle tante difficolt\u00e0 della vita\u00bb5, ha scritto Cenci, ricordando l\u2019enorme apporto affettivo della moglie, definendola in pi\u00f9 d\u2019un\u2019occasione il suo \u00abangelo custode\u00bb<\/em>.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Quando incontrai Giuliano Cenci per la quarta volta, a casa sua a Firenze nel 1990, dopo i primi saluti anche la moglie si avvicin\u00f2 personalmente a salutarmi. Era esattamente di fronte a me e, appena mi sorrise, riconobbi immediatamente nel sorriso e nello sguardo, gli inconfondibili lineamenti della Fata Turchina. Per la prima volta in vita mia \u2013 e con mia grande sorpresa \u2013 dal \u201cvero\u201d e non coi capelli azzurri! Per il resto, nell\u2019aspetto e, credo, nel carattere, esattamente come lei!<br \/>\nNon ci avevo quasi mai parlato telefonicamente\u2026 eppure\u2026 sembrava mi conoscesse bene \u2013 un altro paragone con la Fata \u2013 tanto che pensai: discreta e affettuosa al tempo stesso proprio come lei!<br \/>\nAll\u2019epoca i coniugi Cenci, aiutati dalla bravissima ventitreenne figlia Elena, stavano lavorando ad una simpatica serie di cartoni animati per la Sampaolo Audiovisivi: \u00abZig-Zag\u00bb.<br \/>\nOsservavo affascinato e silenziosamente la scena, in quanto mi sembrava \u201crealmente\u201d di trovarmi esattamente nella stanza da pranzo della donna della citt\u00e0 delle api industriose, proprio la medesima nella quale Pinocchio riconobbe in lei la Fata Turchina.<br \/>\nSul grande tavolo avevano entrambi due visori luminosi in legno con moglie e marito intenti a finire animazioni e scomposizioni, mentre la Signora Cenci contemporaneamente controllava le pentole sul fuoco\u2026 che gi\u00e0 dal buon odore facevano pregustare il pranzo.<br \/>\nIncredibile: anch\u2019io, l\u2019anno prima \u2013 e da sempre \u2013 mi ero attrezzato in camera da pranzo coi visori e tutto, sbaraccando poi per l\u2019orario di colazione\u2026 quando spesso \u201ccolleghi\u201d ed \u201cesperti\u201d del \u00absettore\u00bb mi rimproveravano che preferivo disegnare in casa nonostante avessi perfino l\u2019opportunit\u00e0 di allestire un mio piccolo studio; per mia fortuna non ho mai dato retta a sciocchi quanto farisaici consigli fatti di inutili formalismi\u2026 Ho sempre spontaneamente pensato: cosa c\u2019\u00e8 di meglio di disegnare assieme al genuino \u201csapore\u201d di ci\u00f2 che verr\u00e0 servito in tavola?; anzi, l\u2019odore della buona cucina perfino mi incentivava a disegnare al meglio!<br \/>\nMa l\u2019esempio di due straordinarie persone quali Giuliano e Albertina Cenci confermava in me ci\u00f2 che gi\u00e0 dapprima intuivo: si pu\u00f2 essere bravi ed umili al tempo stesso senza la necessit\u00e0 di esteriorismi.<br \/>\nRicordo ancora quando in casa Cenci il pranzo era pronto, e la Signora con garbo e forza interiore prese entrambi i visori dal tavolo riponendoli con delicatezza in un lato della stanza; notai anche uno dei disegni da lei realizzato con, al margine destro e in alto, una \u2018scaletta\u2019 d\u2019animazione: un bellissimo ed espressivo segno a lapis (non quel tracciato spoglio di molte \u201cmogli\u201d improvvisate lucidatrici al servizio dei propri \u201cmariti\u201d animatori), e perfettamente definito e \u2018ripreso\u2019 in alcuni punti ma senza tremolii, tracciato con sicurezza espressiva e grandi slanci di forza nella modulazione del tratto che dimostravano forza di carattere e notevole bravura nel disegnare (all\u2019epoca ignoravo che avesse anche lei studiato al Liceo Artistico).<br \/>\nMa la cosa che pi\u00f9 mi colp\u00ec, allora, era ritrovare, grazie proprio alla Signora Cenci, esattamente e per di pi\u00f9 dal vero, l\u2019intera atmosfera di una delle mie sequenze preferite del loro straordinario Pinocchio!<br \/>\nDi recente riferii a Giuliano Cenci l\u2019osservazione che secondo una mia sensazione \u2013 la quale pensavo essere sbagliata o casuale \u2013 trovavo chiari ed espliciti riferimenti fra sua moglie e il personaggio della Fata, e lui rimase positivamente stupito confermandomi, di fatto, l\u2019effettiva somiglianza!<br \/>\nMa torniamo, pi\u00f9 propriamente alla Fata: la ritroviamo ancora rappresentata alla perfezione nelle tavole in bianco e nero commentate da Rascel, riconoscibilissima con tutti i chiaroscuri fra panneggi e veli vari, quando a Pinocchio, diventato nel frattempo primo della classe, annuncia la buona notizia che entro breve sarebbe diventato un bambino vero promuovendo una festa coi compagni di scuola; tavole nelle quali \u00e8 interessante notare il tratteggio dei capelli molto lieve tanto da farli sembrare molto chiari (una variazione chiaroscurale nell\u2019interpretazione delle scale di grigio che dona alla massiccia ed elegante costituzione della Fata un tono pi\u00f9 etereo e leggero).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Mentre la vediamo apparire in sovrimpressione circonfusa di luce e animata al meglio nelle sequenze finali delle quali ho scritto: <em>\u00abE&#8217; sul finale, allorch\u00e9 Pinocchio non pensa pi\u00f9 a &#8220;comportarsi bene&#8221; ma sente ormai il dovere umano di farlo, che Cenci realizza la sequenza pi\u00f9 toccante del film: Pinocchio si addormenta esausto poggiando il capo sulle ginocchia in modo scomodo ma esteticamente straordinario, quando la Fata compare per fargli trovare al risveglio la sorpresa che merita: non pi\u00f9 una capanna diroccata da cui si intravedono le fessure del legno, ma una bellissima casa fine Ottocento, con gigli fiorentini alle pareti, specchi dorati ed eleganti armadi con decorati sopra delle raffinate mongolfiere.<br \/>\nForse molti ricorderanno che il film si conclude, mentre incalza la musica di Rascel e Tommaso, apparendo in fond\u00f9 la seguente scritta: \u00abQuesto film \u00e8 dedicato ai ragazzi di tutto il mondo, e a quegli adulti che, dei ragazzi, abbiano conservato la semplicit\u00e0 di cuore, il senso di giustizia, e lo spirito di fraternit\u00e0\u00bb. Cenci non ha dedicato il suo film a chi sa quale grande della terra per trarne sottaciuto lustro e prestigio, ma ha preferito dedicare il suo capolavoro con grande semplicit\u00e0 ed entusiasmo rivolgendosi direttamente al cuore dei giovani di tutte le et\u00e0 e di tutto il mondo\u00bb<\/em>.<br \/>\nSi, ma se Giuliano Cenci \u00e8 riuscito a realizzare assieme agli altri componenti della sua famiglia un tale Capolavoro capace di parlare direttamente al \u00abcuore\u00bb dei ragazzi di tutto il mondo, lo deve senz\u2019altro anche e soprattutto al costante affetto e incoraggiamento del suo \u00abangelo custode\u00bb: sua moglie Albertina Cenci!<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Mario Verger<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Note:<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">(1)<br \/>\nMario Verger, <em><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=10556\" target=\"_self\">Intervista esclusiva a Giuliano Cenci<\/a><\/em>.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">(2)<br \/>\nMario Verger, <em><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=10342\" target=\"_self\">Un burattino di nome Pinocchio<\/a><\/em>.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">(3)<br \/>\nMario Verger, <em><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=10362\" target=\"_self\">Intervista al numero 2 di Pinocchio: Italo Marazzi<\/a><\/em>.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">(4)<br \/>\nNeera Fallaci, <em>Giuliano Cenci. Di giorno \u00e8 un impiegato, di notte fa il Walt Disney<\/em>, in \u00abOggi\u00bb, n.9, 29\/02\/68, pp. 48 \u2013 51.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">(5)<br \/>\nIbidem<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un burattino di nome Pinocchio &#8211;\u00a0indice dei capitoli Albertina Rainieri Cenci la \u00abFata Turchina\u00bb di Giuliano Cenci di Mario Verger Abbiamo il piacere di proporre un ritratto su Albertina Rainieri Cenci, da oltre mezzo secolo moglie del grande animatore italiano Giuliano Cenci, alternando i ricordi di lei, ancora ragazza e studentessa al Liceo Artistico di Firenze, col carattere iconografico, 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