{"id":10365,"date":"2008-08-08T12:13:34","date_gmt":"2008-08-08T10:13:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cinemino.info\/?p=4700"},"modified":"2012-05-30T15:45:14","modified_gmt":"2012-05-30T13:45:14","slug":"le-tecniche-cinematografiche-della-famiglia-cenci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=10365","title":{"rendered":"Le tecniche cinematografiche della famiglia Cenci"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci03.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10530\" title=\"Cenci Tecniche01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci03.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"460\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci03.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci03-300x222.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Un burattino di nome Pinocchio<\/strong> &#8211;\u00a0<a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=10545\" target=\"_self\">indice dei capitoli<\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><em>Dal momento che gli articoli su Un burattino di nome Pinocchio hanno ricevuto cos\u00ec tanti riscontri da ogni parte del mondo, e tali sono le domande che periodicamente mi pervengono, ho deciso di tornare a parlare nuovamente del Film, apportando un nuovo ed esauriente ampliamento di spiegazioni<\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><em><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci04.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10531\" title=\"Cenci Tecniche02\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci04.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"465\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci04.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci04-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><br \/>\n<\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Definizione di Tecniche Cinematografiche<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Per parlare di \u00abTecniche Cinematografiche\u00bb si intende tutto quel complesso di conoscenze tecniche \u2013 relative al linguaggio cinematografico (scene, piani, inquadrature e campi di ripresa), del dosaggio dei tempi in proiezione, della sceneggiatura relativa alla riduzione cinematografica e adattamento dialoghi, nonch\u00e9 della difficile grammatica della ripresa a passo uno con annessi effetti speciali; di conoscenze estetiche \u2013 relative al buon gusto dell\u2019estetica, alle impostazioni architettoniche nella composizione scenografica, al senso pittorico e compositivo, alla psicologia e alla struttura iconografica dei personaggi; conoscenze artistiche \u2013 relative alla capacit\u00e0 dell\u2019animatore di dare vita agli attori disegnati, nel buon uso dei colori e nella corretta dosatura dei toni, nell\u2019impostazione pittorica fra personaggi e ambienti scenografici e, pi\u00f9 ampiamente, nella complessit\u00e0 eterogenea dell\u2019intero lungometraggio in animazione.<br \/>\nPer \u00abTecniche Cinematografiche\u00bb, quindi, deve intendersi tutto un insieme di conoscenze, le pi\u00f9 vaste ed eterogenee \u2013, all\u2019estero affidate all\u2019esperienza di singoli professionisti \u2013, le quali, riunite in un unico lungometraggio in animazione, hanno trovato in Italia un solo nome: Giuliano Cenci.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>La ricchezza cromatica<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">La \u201cricchezza cromatica\u201d del Pinocchio di Cenci, quella stessa intuita da Disney subito dopo <em>Biancaneve<\/em> (1937) e raggiunta nello stesso Pinocchio (1940), giustamente definita da Christopher Finch ne <em>L\u2019Arte di Walt Disney<\/em>, <em>\u00abdi una brillantezza tecnica mai raggiunta\u00bb<\/em>, \u00e8 soprattutto evidente \u2013 pur mantenendo la dominanza dei toni pastello \u2013 all\u2019interno del Gran Teatro dei Burattini, con Mangiafuoco e tutte le maschere che fanno festa a Pinocchio; sequenza nella quale, per complessit\u00e0 cromatica, vi \u00e8 chiara evidenza di come Giuliano Cenci si sia formato artisticamente dopo aver appreso la medesima ricchezza cromatica e \u00abbarocca\u00bb nel film del suo pi\u00f9 anziano maestro Anton Gino Domeneghini. Riferimenti tra <em>Un burattino di nome Pinocchio<\/em> e <em>La Rosa di Bagdad<\/em>, dal punto di vista grafico e coloristico, se pur in modo latente ve ne sono parecchi, anche se \u00e8 evidente che Cenci ha voluto \u2018svecchiare\u2019 il suo Capolavoro da una certa recitazione disegnata \u201cpomposa\u201d, affiancata da canzoni da \u201coperetta\u201d, corroborata da una certa retorica che poco poteva addirsi alla maturazione definitiva del linguaggio dell\u2019animazione, cos\u00ec com\u2019era giunto dagli Anni \u201960 in poi; riferimenti latenti, come detto, in <em>Un burattino di nome Pinocchio<\/em>, per certi aspetti in armonia anche con lo stile Pagot per pulizia e semplicit\u00e0 grafica, nel quale \u00e8 chiaramente incorporata la conoscenza de <em>La Rosa di Bagdad<\/em>. Somiglianze se pur lievi tra i due film che avevo sempre notato, delle quali ho avuto in qualche modo conferma, leggendo recentemente alcuni scritti autobiografici di Cenci nei quali, egli stesso, ricorda Domeneghini come un\u2019importante figura nella sua giovanile formazione artistica: \u00ab<em>Per la verit\u00e0 anche a quel tempo in Italia qualcuno c\u2019era che cercava faticosamente di riprendere l\u2019attivit\u00e0 di animatore che gi\u00e0 aveva esercitato prima della guerra; si trattava dunque di animatori non pi\u00f9 giovanissimi, e comunque a quel tempo solo poche persone sapevano chi erano e dove svolgessero la loro attivit\u00e0. In realt\u00e0 si trattava di pionieri del settore, che a prezzo di enormi sacrifici cercavano di far nascere, pi\u00f9 che rinascere, il cinema di animazione in Italia. Uno di questi merita di essere citato perch\u00e9 \u00e8 stato veramente un grande: Anton Gino Domeneghini, che con una ridottissima \u00e9quipe e pochi mezzi, stava realizzando quel capolavoro, a colori ed in full animation, che \u00e8 \u201cLa Rosa di Bagdad<strong>\u201d;<\/strong> non a caso ho parlato di capolavoro perch\u00e9, pur con qualche inevitabile difetto, \u00e8 rimasto come tale nella storia del cinema, e bisogna anche considerare che \u00e8 stato realizzato oltre mezzo secolo fa!<\/em>\u00bb (1). Come ha scritto Cenci, infatti, \u00ab<em>si trattava dunque di animatori non pi\u00f9 giovanissimi<\/em>\u00bb, e lui, giovanissimo, ha visto il capolavoro fatto da questi gi\u00e0 anziani animatori capitanati dal Commendator Domeneghini, tanto da comunicare egli stesso, un ventennio dopo, attraverso un linguaggio pi\u00f9 \u201cgiovane\u201d e \u201cmoderno\u201d rivolto ai ragazzi di tutte le et\u00e0.<br \/>\nLa recitazione improntata da Bioletto \u00e8 pomposa e teatrale, risultando di fatto artificiosa e antiquata; la recitazione improntata da Cenci \u00e8 teatrale e cinematografica contemporaneamente nonch\u00e9 perfettamente moderna, in quanto penetrata da un innato senso psicologico della vita quotidiana d\u2019ogni tempo.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci14.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10532\" title=\"Cenci Tecniche03\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci14.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"467\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci14.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci14-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>La teoria del colore tonale<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Una caratterista fra le pi\u00f9 interessanti di <em>Un burattino di nome Pinocchio<\/em> \u00e8 la continua ed equilibrata dominanza di colori tonali.<br \/>\nSappiamo che in natura tutti i colori essendo raggiunti dalla luce del sole, acquisendo la dominanza del bianco fanno ottenere, nelle arti visive, la cosiddetta \u00abpittura tonale\u00bb.<br \/>\nQuesta \u00e8 senz\u2019altro la migliore per giungere alle pi\u00f9 svariate soluzioni pittoriche, tanto che anche Giorgio De Chirico ne era un gran sostenitore.<br \/>\nE\u2019 interessante notare che, tanta variet\u00e0 di toni, i pi\u00f9 straordinari e in accordo fra loro, un po\u2019 corposi e dagli impasti artigianali, sono la risultanza della dosatura dei colori base attraverso la quale sono state ottenute le pi\u00f9 svariate tonalit\u00e0 pastello.<br \/>\nSull\u2019estetica del cinema di animazione relativamente alla teoria del colore si pu\u00f2 leggere, sempre di Giuliano Cenci, l\u2019interessantissimo capitolo 13, intitolato, \u00ab<em>L\u2019importanza della luce nella composizione del colore<\/em>\u00bb, ne \u00ab<em>Il cinema di animazione fra tradizione e digitale<\/em>\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Caratteristiche stilistiche e fisionomiche<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Alcune caratteristiche stilistiche e fisiomatiche in comune fra i vari personaggi del Film sono: sopracciglia modulate, a goccia, arcuate e languide; taglio degli occhi piuttosto ovoidale, soprattutto nelle palpebre inferiori, diagonali e anch\u2019essi piuttosto languidi; naso corto e \u2013 come dire \u2013 piuttosto all\u2019ins\u00f9; guance piene (si vedano ad esempio quelle dello stesso Pinocchio); iridi con piccola ellisse luminosa, con spesso pronunciate le palpebre circondanti gli occhi (ad esempio quelle di Mangiafuoco e del Pescatore Verde nei personaggi umani, le quali corrispondono nei personaggi non umani a quelle del Gatto e della Volpe); come anche, al posto della pi\u00f9 realistica ellisse per definirne la brillantezza, alcuni personaggi come il Grillo Parlante, hanno tracciato, per accentuare la luminosit\u00e0 dell\u2019occhio, lo \u00abspicchio\u00bb triangolare simile ai primissimi cartoons Disney.<br \/>\nIl tutto sempre e comunque realizzato con un gran realismo nei movimenti.<br \/>\nUn particolare interessante \u00e8 che le suindicate caratteristiche iconografiche, molto hanno in comune con i tratti fisiognomici della stessa Famiglia Cenci.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Scene del trailer presenti nel lungometraggio<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Il Trailer, o meglio la Presentazione filmata che promosse Giuliano Cenci assieme a Corrado Mantoni all\u2019Istituto Stensen dai Gesuiti, era poco pi\u00f9 di quattro minuti di filmato, a colori, ripreso su pellicola in passo professionale 35mm, e costituito dalle seguenti sequenze: Geppetto che intaglia il burattino; Pinocchio che scaglia il martello contro il Grillo parlante; Pinocchio con Mangiafuoco; Pinocchio il Gatto e la Volpe nel paesaggio di neve con la carrellata sull\u2019Osteria del Gambero Rosso; Pinocchio con il Gatto e la Volpe a tavola all\u2019interno dell\u2019Osteria; l\u2019incontro di Pinocchio con gli assassini di notte; Pinocchio con la Fata dai Capelli Turchini che deve bere la medicina; i Conigli che vengono a prendere Pinocchio; Pinocchio in groppa al grosso Colombo; Pinocchio e Lucignolo in attesa di partire per il Paese dei Balocchi; la trasformazione di Pinocchio e Lucignolo in ciuchini; il pescatore verde che vuole friggere Pinocchio in padella.<br \/>\nDurante l\u2019inizio lavorazione del Pinocchio, la giornalista Neera Fallaci, dedic\u00f2 nel 1968 un\u2019enorme servizio sul settimanale \u00abOggi\u00bb, intitolato \u00ab<em>Giuliano Cenci. Di giorno \u00e8 un impiegato, di notte fa il Walt Disney<\/em>\u00bb (2) dedicando fiumi d\u2019inchiostro a ci\u00f2 che ella stessa defin\u00ec, la nascita del \u00abmiracolo di Firenze\u00bb.<br \/>\nTutto questo materiale filmato era \u00abmuto\u00bb, semplicemente accompagnato da un commento musicale ed in seguito le singole scene vennero inserite nel lungometraggio. All\u2019occhio attento, esse possono esser riconosciute nel Film notando uno stile lievemente meno sofisticato da un lato e ancora in \u201crodaggio\u201d dall\u2019altro, fra l\u2019altro molto ben riuscite nella costruzione dei personaggi per via dell\u2019iniziale entusiasmo realizzativo.<br \/>\nCome Cenci ha ricordato (3), \u00ab<em>Le scene di questo provino, nella versione definitiva del film, vennero in parte modificate per vari motivi\u2026 per far s\u00ec che la loro durata di proiezione corrispondesse esattamente ai tempi della sceneggiatura e dei \u201cdialoghi\u201d (che furono realizzati solo successivamente), poi perch\u00e9 ritenni opportuno perfezionare la veste grafica di alcuni personaggi come il gatto, la volpe, e lo stesso Mangiafuoco\u2026. inoltre, tutte queste<\/em> <em>scene erano state realizzate utilizzando scenografie eseguite da me personalmente, ma quando fu realizzato il film, essendo indispensabile ottenere una perfetta uniformit\u00e0 grafica, le dovemmo girare nuovamente con i fondali dei miei due scenografi \u201cufficiali\u201d, i pittori Alberto D\u2019Angelo e Abramo Scortecci che lavoravano cos\u00ec: Scortecci impostava la scenografia secondo le esigenze della sceneggiatura e del regista e D\u2019Angelo la completava con la parte pittorica<\/em>\u00bb.<br \/>\nLa maggior parte delle scene del Trailer vennero peraltro inserite nel Lungometraggio definitivo, spesso modificate con la sostituzione dei fondali scenografici e nuovamente girate per far combaciare i labiali dei personaggi al parlato, le quali, stilisticamente, sono caratterizzate da uno stile pi\u00f9 fresco e meno elaborato, ma a dir poco perfette nell\u2019ideazione grafica.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci13.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10533\" title=\"Cenci Tecniche04\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci13.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"466\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci13.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci13-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Esaminiamo la caratterizzazione delle scene all\u2019Osteria del gambero rosso. Pi\u00f9 vicine allo stile pubblicitario di Carosello, pi\u00f9 comici e dai movimenti meno sontuosi i personaggi (il Gatto e la Volpe hanno la testa pi\u00f9 grande, pi\u00f9, cio\u00e8 lievemente in caricatura), come anche i movimenti in animazione risultano meno ponderati: vedi, ad esempio, il Gatto che ingurgita il vino dal grosso fiasco sbattendo a scatti gli occhi, come anche le scenografie presentano meno particolari, lievemente meno pittoriche e tonali.<br \/>\nCome ho gi\u00e0 evidenziato nel mio lungo articolo sul Pinocchio che si avvale dell\u2019Introduzione del Premio Oscar Carlo Rambaldi, <em>\u00abTutto ci\u00f2, come anche la rappresentazione grafica del Gatto e la Volpe, cos\u00ec realistici nei movimenti ma anche cos\u00ec caricaturizzati \u2013 che senz&#8217;altro risentono della vasta esperienza dell&#8217;autore nel campo pubblicitario \u2013 fanno s\u00ec di allineare, anche se non volutamente, il Pinocchio di Cenci ad alcune realizzazioni animate tipicamente italiane\u00bb.<\/em><br \/>\nEsaminiamo ora specificamente anche il ritorno alla \u201cnormalit\u00e0\u201d stilistica, nella successiva scena dove, fra giochi prospettici, il Gatto e la Volpe stanno innanzi a un grosso dipinto con tanto di ottocentesca cornice raffigurante una natura morta con frutta nel quale, in basso a destra, si intravede la firma del pittore: Alberto D\u2019Angelo; una situazione citazionista che certo non guasta, stilisticamente inerente allo stesso Film nel quale lo stesso pittore-scenografo volle rappresentare uno dei suoi dipinti all\u2019interno di una sua stessa scenografia (da notare anche l\u2019eccellente senso compositivo nel \u2018taglio\u2019 cinematografico dell\u2019inquadratura in oggetto).<br \/>\nUn\u2019altra delle scene del Trailer \u00e8 quella in cui si vede il Coniglio col suo seguito che viene a prendere Pinocchio a letto malato che non vuol bere la purga. Si noter\u00e0 l\u2019inquadratura che ha una \u201cquinta\u201d pittorica, come un pannello in legno orizzontale che segue in parallelo il lato superiore del fotogramma. Soluzione artistica gradevolissima nell\u2019effetto della quale \u2013 pensando che il telecinema avesse stretto il mascherino \u2013 chiesi anni fa a Cenci una spiegazione. Per la sequenza dei Conigli, essendo stata disegnata su fogli di celluloidi di dimensioni pi\u00f9 piccole, per ampliare definitivamente l\u2019inquadratura anzich\u00e9 ripassare e colorare nuovamente la scena ha escogitato questa situazione improvvisata ma pienamente azzeccata nell\u2019effetto scenografico e tridimensionale. La necessit\u00e0 aguzza l\u2019ingegno \u2013 si dice \u2013 e ci\u00f2 a dimostrazione di come la creativit\u00e0 viene anche a sopperire certe difficolt\u00e0 risolvendole con soluzioni innovative e quantomai originali.<br \/>\nNelle scene del Trailer, reinserite nel Film definitivo, si pu\u00f2 notare che Pinocchio ha gli occhi posti meno in diagonale e il naso leggermente pi\u00f9 a cono e meno bombato; particolari millesimali, ovviamente, ma chiaramente evidenti agli studiosi e appassionati del linguaggio di animazione; elementi i quali testimoniano l\u2019evoluzione e la crescita definitiva relativa a ciascun lungometraggio animato.<br \/>\nSempre riguardo le stesse sequenze, \u00ab<em>E\u2019 interessante notare che, dopo la prima met\u00e0 della sequenza coi movimenti ponderati e realistici della Fata ottenuti dapprima al Rotoscope, si \u00abaggancia\u00bb ad essa un\u2019altra breve scena \u2013 perfettamente amalgamata al resto nel montaggio e nel sonoro \u2013 nella quale Pinocchio vedendo entrare i conigli s\u2019impaurisce, con la Fata Turchina disegnata senza il sottostante Film-Guida, lievemente pi\u00f9 magra, con le sopracciglia pi\u00f9 accentuate ed il contorno degli abiti pi\u00f9 marcato: scena, come le relative successive, tratte dal \u00abTrailer\u00bb che Cenci realizz\u00f2 in proprio qualche anno prima per la presentazione del Film alla presenza dei futuri finanziatori, supportato da Corrado Mantoni.<\/em><br \/>\n<em>Scena questa, della quale venne pubblicata un\u2019immagine \u2013 come altre del Trailer \u2013 sulla rivista \u201cOggi\u201d<\/em> (4)<em>, in uno straordinario articolo a quattro facciate interamente dedicato alla nascita del Capolavoro dell\u2019animazione italiana, a firma della giornalista, sorella di Oriana, Neera Fallaci.<\/em><br \/>\n<em>Inquadratura cui fa seguito l\u2019entrata in marcia dei conigli, con Pinocchio impaurito che, bevendo velocemente la purga, fa una simpatica espressione di disgusto roteando all\u2019indentro gli occh<\/em>i <em>(con la pi\u00f9 semplice e deliziosa pulizia grafica inerente alla miglior tradizione dell\u2019animazione italiana).<\/em><br \/>\n<em>Un blocco di sequenze dal gusto pi\u00f9 semplice e meno sofisticato nel disegno ma artisticamente altrettanto valido ed eccezionalmente ben legato al resto per via del montaggio e delle voci.<\/em><br \/>\n<em>Da notare ancora che, sia per quest\u2019ultimo blocco di scene, come anche per le prime supportate dal Film-Guida, le quali vanno a completamento dell\u2019intera sequenza, le relative celluloidi sono state tutte montate su fondini scenografici dallo stile lievemente differente da quello consueto; c\u2019\u00e8 quindi da supporre (prima parte col Film-Guida, seconda parte senza) che la prima parte sia stata ridisegnata successivamente in modo pi\u00f9 elaborato, girando nuovamente e per intero le celluloidi definitive sui precedenti fondali, anche in ottemperanza al labiale, visto anche che le animazioni definitive al Rotoscope della Fata vengono ad adattarsi alle scenografie dallo stile ben differente da quello abituale di D\u2019Angelo e Scortecci (vedansi, ad esempio, in questa sequenza i pomelli del letto ellittici e schiacciati; come anche alcune travi in legno che compaiono nella stanza; come ancora il tappeto rosa meno particolareggiato e privo delle consuete ottocentesche decorazioni, ecc): a vederlo, sembrerebbe pi\u00f9 il simpatico interno della casetta del bosco di Biancaneve che la lussuosa ed elegante palazzina della Fata, cos\u00ec come appare, in esterno prima e in interno poi, nel restante del Film (molto diverse le scenografie rispetto a quelle successive del cambio sequenza ma ugualmente affascinanti proprio per la loro eterogeneit\u00e0), e ci\u00f2 dimostra come le intenzioni iniziali del regista, nel corso della definitiva realizzazione, sono state portate su un piano di maggior<\/em> <em>complessit\u00e0 estetica<\/em>\u00bb (5).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci15.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10534\" title=\"Cenci Tecniche05\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci15.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci15.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci15-300x240.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>La ripresa<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Altra parte basilare del Pinocchio di Cenci \u00e8 la difficile ripresa cinematografica eseguita sulla Verticale 35 mm, con tutti i suoi accorgimenti e modifiche per la creazione degli effetti speciali presenti nel Film.<br \/>\nAvevamo ricordato che in giovent\u00f9 i fratelli Cenci, non potendosi permettere l\u2019acquisto una macchina da presa, ne affittarono una, la smontarono pezzo per pezzo, ne studiarono la meccanica e ne costruirono una 16mm. Inoltre, sempre per il Pinocchio, Cenci fabbric\u00f2 appositamente ben due Verticali Cinematografiche costruite con l\u2019aiuto del padre Guido, che in giovent\u00f9 fu un bravo fabbro meccanico, e dai familiari Renzo e Alessandro Cenci, delle quali, l\u2019ultima, dotata di luci al neon, di una centralina per le dissolvenze incrociate, e di un doppio otturatore per gli effetti speciali, con notevoli accorgimenti i quali servirono per arricchire notevolmente con innumerevoli effetti speciali il Lungometraggio animato.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Effetti Speciali nel Pinocchio<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Rotoscope<\/span> \u2013 Uno dei procedimenti di partenza usato per alcuni personaggi, e in determinate scene, al fine di giungere ad un maggior realismo, \u00e8 stato attraverso l\u2019ausilio del Film-Guida o Rotoscope, una delle tecniche pi\u00f9 affascinanti e primordiali dell\u2019animazione tradizionale; tecnica conosciuta soprattutto da veri e pochi \u00abeletti\u00bb, viste le difficolt\u00e0 e vista la creativit\u00e0 che c\u2019\u00e8 dietro, fattori \u2013 quest\u2019ultimi \u2013indispensabili per rielaborare nella maniera migliore una sequenza dal vero dapprima girata in pellicola; conoscenze tra le pi\u00f9 intime e di alto livello, le quali spesso vengono a corroborare alcune fra le scene pi\u00f9 spettacolari e realistiche di <em>Un burattino di nome Pinocchio<\/em>.<br \/>\nNello stesso Pinocchio, la tecnica del Film-Guida, come ciascun film professionale richiede nelle scene di maggior realismo, \u00e8 relativamente adottata; tecnica peraltro condivisa esclusivamente dai registi pi\u00f9 competenti a livello internazionale (v.di il famosissimo Ralph Bakshi col suo celebre <em>Il Signore degli Anelli<\/em>) ed ideata nel 1917 da Max Fleischer, il quale se ne serv\u00ec per animare parte del lungometraggio <em>Gulliver travel\u2019s<\/em> con questo raffinato procedimento, fino ad essere usato al meglio da Walt Disney in <em>Biancaneve e i sette nani<\/em> e reso alla perfezione nel celeberrimo ballo di <em>Cenerentola<\/em>. In Italia, anche Giuliano Cenci, utilizz\u00f2 per primo, apportandovi perfino miglioramenti, la tecnica dei Fleischer e di Disney in diverse sequenze del suo Capolavoro animato: basti ricordare la scena in cui Geppetto si alza mettendosi la sciarpa al collo per andare a comperare l\u2019abbecedario (per evidenziare con maggior realismo una decisione paterna seguita da un\u2019azione umile e ponderata); oppure, quando Pinocchio si allontana allegramente preferendo seguire la strada del Teatro dei Burattini anzich\u00e9 andare a scuola, scomparendo in prospettiva dietro all\u2019edicola votiva nel paesaggio toscano coperto di neve; o anche le grandi schiere di ragazzini che corrono verso l\u2019enorme entrata del Paese dei Balocchi: un \u00abdoppio\u00bb realismo nella medesima scena, con tanti bambini in miniatura ma dai movimenti realistici, con un altrettanto realistico ed enorme Clown che fa da entrata all\u2019immenso Luna Park, in una straordinaria composizione pittorica, perfettamente classica e dal sapore vagamente surrealista. Tecnica peraltro usata in altre scene sulle quali non ci soffermeremo, migliorate attraverso la classicit\u00e0 di una tecnica laboriosa e affascinante come il Film-Guida \u2013 i cui limiti erano evidenti per via del ripasso in proiezione \u2013\u00a0 perfezionandola al meglio e mantenendo il medesimo realismo, senza snaturare affatto lo stile interpretativo del cartone animato tradizionale.<br \/>\nAlessandro Cenci ne parl\u00f2 a riguardo, \u00ab<em>Il supporto tecnico diciamo era fatto al livello di pre-animazione perch\u00e9 abbiamo fatto alcune riprese e poi su quelle realizzati i disegni-base su cui poi lavorare sulla scomposizione. E, su queste cose qui, chiaramente, funziona tutto il discorso di preparazione, veniva fatto utilizzando anche dei bambini, fra l\u2019altro una di queste era anche mia sorella che era piccolina, che faceva questa passeggiata; infatti una delle sue caratteristiche era quella di mandare i piedi indentro, e quindi si vede quando Pinocchio saltella ha la tendenza di mandare i piedi all\u2019interno, diciamo, quando corre\u2026<\/em>\u00bb (6).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Il libro che si sfoglia da s\u00e9<\/span> \u2013 Avrete visto nel Pinocchio di Cenci che, \u00ab<em>alle parti animate si intercalano a volte delle illustrazioni raccolte a mo&#8217; di libro, che servono di raccordo alle scene successive e sono poste di traverso su di una parete di legno sfogliandosi &#8220;da sole&#8221; insieme al commento del narratore. Queste illustrazioni, cos\u00ec consone ai personaggi del film che \u00e8 reso pi\u00f9 curioso, sono costituite da una serie di immagini di impostazione piuttosto rigida nelle masse ma ammorbidite dai chiaroscuri, che seguono i contorni delle vesti e da un segno pittorico e non manierato che accompagna con sensibilit\u00e0 e dolcezza la volumetria della forma, richiamando nella tecnica le copie accademiche a chiaroscuro<\/em>\u00bb (7).<br \/>\nAvrete notato che quelle sequenze, con un sapore antico quasi di libro illustrato, contengono anche, cinematograficamente parlando, elementi dall\u2019effetto un po\u2019 magico e un po\u2019 dei primi film del muto, dove spesso vi erano trucchi e effetti particolari. Ci\u00f2 mostra, del regista fiorentino, la formazione cinematografica che egli ebbe ai tempi di guerra, nonch\u00e9 la pi\u00f9 sana passione per il linguaggio del cinema disegnato, composto, nell\u2019espressione del risultato definitivo, da tante possibilit\u00e0 tecniche ed espressive capaci di suggerire quella complessit\u00e0 eterogenea indispensabile allo spettacolo cinematografico a cartoni animati.<br \/>\nLo stesso Cenci adott\u00f2 il decennio prima la medesima tecnica per muovere un dinosauro meccanico per un cortometraggio sulla preistoria, che rimane il primo film a tecnica mista girato in Italia.<br \/>\nSempre Alessandro Cenci, che fu con Renzo Cenci e Mara Agliata operatore del Film, ce ne d\u00e0 una breve spiegazione tecnica, \u00ab<em>Per quanto riguarda la realizzazione della ripresa delle pagine con la voce fuori campo di Renato Rascel \u00e8 stata realizzata, diciamo, tutta la serie del filmato, perch\u00e9 era proprio un libro, in quanto scorrevano le pagine. E la realizzazione venne fatta comunque meccanicamente, avendo realizzato un semicerchio \u2013 per visione un\u2019ellisse \u2013 su cui venivano posti degli anelli e poi, di volta in volta, ancorato il posizionamento della pagina, trattenuta dai fili di nylon; e quindi, chiaramente, si realizzava poi, fotogramma per fotogramma, lo scorrimento della pagina \u2026<\/em>\u00bb\u00a0(8).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Effetti ad aerografo<\/span> \u2013 Avrete notato che, sempre nel Film, spesso vi sono effetti particolarmente suggestivi come quando Pinocchio, inseguito dal mastino Alidoro, giunto sul ciglio di un burrone cerca di frenare preferendo in ultimo di buttarsi in mare, con tanto di effetti realistici della polvere del terriccio sollevata, ottenuta sempre in animazione su acetato ad aerografo; come anche, quando Pinocchio apre l\u2019uovo ed esce il simpaticissimo pulcino, il ciclo lento e suggestivo del fumo che fuoriesce della pentola \u00e8 stato ottenuto con la stessa tecnica; come ancora, quando Pinocchio si brucia i piedi sul caldano, il fumo stavolta \u201cnero\u201d che ne fuoriesce \u00e8 stato risolto attraverso lo stesso procedimento aerografico.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci19.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10535\" title=\"Cenci Tecniche06\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci19.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"459\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci19.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci19-300x222.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">L\u2019operazione, per\u00f2, a realizzarsi non \u00e8 certo semplice: la difficolt\u00e0 \u00e8 notevole, in quanto devono essere dapprima preparati tutti i disegni che compongono l\u2019animazione delle nuvole di fumo o altro; poi, di ciascuno, bisogna ricavarne un mascherino, ritagliando la sagoma corrispondente; e, successivamente, sempre a registro, con l\u2019acetato sottostante il mascherino cartaceo, bisogna far in modo che l\u2019aerografo venga spruzzato pi\u00f9 o meno alla stessa distanza per ogni disegno, onde evitare che ciascun effetto riportato su ciascuna celluloide non sia pi\u00f9 o meno coprente allo stesso modo, dando in proiezione un disomogeneo effetto nel movimento. Inoltre, bisogna operare a una certa distanza, col mascherino non completamente in piano ma lievemente alzato, per evitare che l\u2019aerografo tracci esattamente la sagoma ritagliata, non dando in quest\u2019ultimo caso per nulla l\u2019effetto realistico di una fumata dai contorni sfumati non del tutto coprente la scenografia.Inoltre, effetti ingegnosi cos\u00ec ben realizzati mai erano e sono stati usati in Italia, quando essi, si pu\u00f2 facilmente ricordare, sono spesso presenti nei cartoni giapponesi, soprattutto nelle scene maggiormente spettacolari e curate quali battaglie e trasformazioni, dove la tecnica ad aerografo \u00e8 usata per evidenziare l\u2019acciaio dei vari componenti dei robot, come anche \u00e8 presente nelle scene animate delle esplosioni dei mostri nemici delle serie giapponesi.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">La trasformazione di Pinocchio e Lucignolo in ciuchini<\/span> \u2013 Bisogna anticipatamente rilevare che il pensare a una scena in animazione in dissolvenza incrociata \u2013 tecnica usata per altri motivi in Italia \u2013 con quella perfezione tecnica e di realismo, non era ancora in uso neanche nei primi lungometraggi della Toei Animation\u00a0 (ad esempio, il grande Osamu Tezuka conosciuto come il \u201cDio dell\u2019Anime\u201d, aveva usato tale tecnica per evidenziare brevi passaggi temporali ma, come dire, eseguiti \u201ca fasi\u201d, all\u2019interno del suo celeberrimo lungometraggio\u00a0<em>Jungle Tatei<\/em>).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">L\u2019animazione di Pinocchio e Lucignolo che si trasformano in ciuchini \u00e8 stata sempre realizzata con la tecnica della dissolvenza incrociata manuale ma, al contrario, visto che nel linguaggio cinematografico tale effetto suggerisce un lasso di tempo trascorso, essa \u00e8 stata compiuta relativamente a tutta l\u2019animazione comprensiva di tutte le fasi (animazioni con relativi disegni intermedi), tanto da avere un movimento completo che descrivesse la lunga e realistica metamorfosi, leggermente \u201crallentata\u201d nell\u2019esecuzione, grazie all\u2019impasto graduale che nell\u2019effetto in proiezione viene ottenuto dalla tecnica della dissolvenza incrociata.<br \/>\nAlessandro Cenci, operatore di molti di quelli effetti, disse,\u00a0<strong> <\/strong>\u00abLa trasformazione di Pinocchio e Lucignolo in ciuchini \u00e8 stata fatta lavorando sulla trasformazione di disegno e su fond\u00f9 di chiusura e fond\u00f9 di riapertura; quindi una dissolvenza incrociata tradizionale a 6 fotogrammi\u00bb\u00a0(9).<br \/>\nDal momento che le cineprese professionali a passo 35mm sono dotate di una manopola avente la possibilit\u00e0 meccanica della dissolvenza incrociata a diversi gradi d\u2019apertura e chiusura, vale a dire, di 16, 24, 32, 64, 128 F\/g, in questo caso la difficile e delicata soluzione \u00e8 stata ottenuta manualmente, vale a dire a 6 F\/g, girando ciascuna celluloide che compone la scena, con un fotogramma pulito riproducente il disegno, proseguendo con gli scatti singoli fino a otturatore chiuso, per poi tornare indietro di altri 6\u00a0 F\/g e girare il disegno successivo al medesimo modo stavolta con l\u2019otturatore in apertura; ovviamente il lavoro dev\u2019essere fatto con la massima precisione, cercando di far combaciare, sia in apertura che in chiusura, le varie \u201ctacche\u201d della dissolvenza, altrimenti non risulterebbero omogenee in proiezione le due figure sovrapposte per i cinque fotogrammi \u201cimpastati\u201d, producendo di fatto fastidiosi sfarfallii tali da non render perfettamente comprensibile visivamente l\u2019azione.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">L\u2019Ombra del Grillo Parlante<\/span> \u2013 Passiamo ora a parlare della splendida \u201cstella animata\u201d nel bosco notturno, o meglio quella che nel Pinocchio viene chiamata \u201cl\u2019Ombra del Grillo Parlante\u201d.<br \/>\nC\u2019\u00e8 da premettere che in Italia effetti speciali all\u2019interno di film d\u2019animazione non venivano praticamente mai usati, se non con risultati intuitivi assai carenti sul piano professionale. I primi che inserirono tali effetti con risultati di enorme spettacolarit\u00e0 furono proprio i giapponesi, i quali, gi\u00e0 dai primi lungometraggi Toei, avevano compreso l\u2019importanza dei difficili effetti in sovrimpressione per arricchirne il realismo cinematografico. Pochi sanno che i classici bagliori di occhi, punte metalliche, luci, ecc, tipici dell\u2019animazione del Sol Levante, sono risolti cinematograficamente in doppia impressione, attraverso appositi filtri ottici di vetri smerigliati a croce, denominati, specificamente \u201ccross-screen\u201d. E\u2019 anche da aggiungere che qualora l\u2019effetto \u00e8 svolto da professionisti \u2013 e nel caso dei film d\u2019animazione giapponesi lo \u00e8 \u2013 l\u2019\u201ceffetto stella\u201d del cross-screen \u00e8 non solo realistico ma anche piuttosto meccanizzato. Mai risultati cos\u00ec sorprendenti erano stati realizzati in Italia, con l\u2019ulteriore merito nel Pinocchio di Cenci, di ottenere artigianalmente veri e propri effetti speciali attraverso sia la perfetta dosatura dell\u2019apertura del diaframma, sia del tipo di luce opalina sottostante che del genere di animazione realizzata.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Giuliano Cenci, in \u00abCome fare un cartone animato\u00bb, un testo eccezionale e ormai introvabile\u00a0\u00abper i ragazzi di tutte le et\u00e0 che sappiano leggere\u2026 e un pochino disegnare\u00bb\u00a0\u2013 come recita lo stesso sottotitolo \u2013, nel capitolo dedicato agli effetti speciali ci offre una spiegazione chiara ed esauriente di come venne realizzato questo straordinario effetto di luce in movimento nel suo Capolavoro d\u2019Animazione, \u00abPer spiegarvi questa diversit\u00e0 di tecnica, prendiamo ad esempio come \u00e8 stato realizzato uno dei tanti effetti del film, cio\u00e8 quello della stella (l\u2019ombra del grillo parlante) che brilla sul ramo di un albero, illuminando nel buio della notte il povero Pinocchio impaurito.<br \/>\n<em>Chi scrive, essendo stato di quel film co-produttore, sceneggiatore e regista, oltre che uno degli animatori, aveva la necessit\u00e0 di far apparire sul ramo di un albero una stella che fosse qualcosa di diverso dalle solite stelle che si fanno nelle solite animazioni di effetti.<\/em><br \/>\n<em>Ci voleva una stella che in qualche modo riuscisse ad esprimere l\u2019effetto magico di quel momento (in fondo era una stella parlante!): ma il problema non era molto semplice da risolvere.<\/em><br \/>\n<em>Il direttore della fotografia provvide a fare molti provini, con diverse tecniche di ripresa, delle animazioni che erano state fatte per questa stella. Visto, per\u00f2, che i tentativi non avevano dato i risultati voluti, si pens\u00f2 a qualcosa di completamente diverso: la stella fu animata nel modo tradizionale, cio\u00e8 con i vari raggi luminosi che si allungavano e si scorciavano, con un movimento piuttosto lento; poi, in lucidatura, questi raggi non furono riempiti di bianco, come in genere si fa per le stelle; i contorni della stella, invece, furono addirittura lucidati a segno nero. Questi lucidi, poi, nel reparto colore, furono pitturati completamente di nero, fino al segno di contorno dei raggi della stella, la quale fu lasciata senza colore e perci\u00f2 rimase perfettamente trasparente.<\/em><br \/>\n<em>Quindi si costru\u00ec una cassetta luminosa, simile ad un visore; ma,anzich\u00e9 col piano inclinato, col piano perfettamente orizzontale. Naturalmente anche questa cassetta (che in questa circostanza avrebbe sostituito il consueto banco da ripresa) venne corredata dalla solida maschiettatura per poster mettere in foratura i lucidi. La luce era data da una normale circolina al neon ed il piano superiore della cassetta era costituito da un vetro opaco bianco latte (diffusore), in modo che la luce fosse perfettamente omogenea.<\/em><br \/>\n<em>Questa\u00a0 cassetta venne posta sul banco di ripresa e fissata in modo che non potesse muoversi; si spensero le luci ai lati della cinepresa (quelle che illuminano il banco durante le riprese normali) e si accese subito la circolina al neon\u00a0 dentro la cassetta.<\/em><br \/>\n<em>Mettendo in foratura i lucidi della stella, si vedeva, cos\u00ec, su un fondo completante nero (il nero, appunto, dato sui lucidi in coloritura) la stella fatta di vera luce che filtrava attraverso gli esigui spazi in corrispondenza dei raggi, che erano, come si \u00e8 detto, i soli tratti dei lucidi lasciati perfettamente trasparenti.<\/em><br \/>\n<em>A questo punto, calcolando l\u2019orientamento\u00a0 della cinepresa in modo che la stella venisse poi a trovarsi nel punto esatto del ramo dell\u2019albero, dove si desiderava che fosse, si effettuarono le riprese di tutto il ciclo di questa stella che pulsava ritmicamente nei suoi bagliori luminosi, avendo per\u00f2 l\u2019accortezza, per migliorarne l\u2019effetto, di regolare l\u2019obiettivo della cinepresa in una posizione di leggera sfocatura in modo che i raggi luminosi (che se fossero stati perfettamente a fuoco sarebbero risultati troppo netti) acquistassero maggiormente la caratteristica di una luce lievemente sfumata e quindi simile ad un bagliore.<\/em><br \/>\n<em>Girata la pellicola con le sole immagini della stella, si trattava ora di completare la scena aggiungendo a questi fotogrammi la scenografia del bosco di notte, col ramo dell\u2019albero sul quale avrebbe poi dovuto poi trovarsi la stella a scena ultimata, nonch\u00e9 le animazioni di Pinocchio.<\/em><br \/>\n<em>Per far questo si chiuse perfettamente l\u2019obiettivo della cinepresa (in modo che la luce non sciupasse la pellicola impressionata dalla stella) e, azionando la cinepresa a marcia indietro, si riabbobin\u00f2 tutta la pellicola girata su tale animazione.<\/em><br \/>\n<em>Si tolse, quindi, la cassetta luminosa dal banco di ripresa, si riaccesero le luci normali, si mise al giusto posto la scenografia (calcolando che il ramo dell\u2019albero venisse a trovarsi nel punto esatto rispetto alla stella gi\u00e0 impressionata sulla pellicola), si aggiunsero i lucidi con le animazioni di Pinocchio e si fece una normale ripresa di questa scena.<\/em><br \/>\n<em>Sui fotogrammi della pellicola, che erano rimasti, come si dice in gergo fotografico e cinematografico, vergini (tranne che nel punto in cui la luce della ripresa precedente aveva impressionato la stella), venivano cos\u00ec a sommarsi, fotogramma dopo fotogramma, sia la stella precedentemente impressa nella pellicola, sia la nuova scena con gli alberi e Pinocchio. Questa nuova scena non poteva in alcun modo danneggiare la stella giacch\u00e9 in quel punto, gi\u00e0 colpito e quindi gi\u00e0 impressionato dalla luce bianca della stella, niente avrebbe pi\u00f9 potuto impressionare la pellicola.<\/em><br \/>\n<em>Il risultato\u2026 lo avete visto o lo vedrete nel film!<\/em>\u00bb\u00a0(10).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">La tecnica dell\u2019acqua<\/span> \u2013 In ultimo passiamo ad esaminare quella che, nel Capolavoro di Cenci, \u00e8 rimasta parte basilare fra tutti gli effetti speciali che arricchiscono di molto l\u2019elevata spettacolarit\u00e0 del Pinocchio.<br \/>\nSe avete visto questo film (chi non l\u2019ha visto avr\u00e0 senz\u2019altro modo di vederlo) ricorder\u00e0, ad esempio, la scena del mare in tempesta, realizzata con una tecnica particolarissima, che \u00e8 stata ed \u00e8 rimasta un\u2019assoluta novit\u00e0 in campo mondiale\u00bb\u00a0(11).\u00a0<em>(p.55).<\/em> Nel libro in questione, per\u00f2, Cenci mentre ci offre una completa spiegazione della lavorazione in pellicola per ottenere la stella luminosa, non spiega altrettanto il procedimento di quest\u2019ultima tecnica, la quale \u2013 a distanza di venticinque anni dalla pubblicazione del suddetto volume \u2013 \u00e8 effettivamente ancor oggi \u00ab<em>rimasta un\u2019assoluta novit\u00e0 in campo mondiale<\/em>\u00bb.<br \/>\nRicorderete, soprattutto nelle scene con Pinocchio alle prese col grosso cagnone Alidoro, la limpidezza dell\u2019acqua, quando entrambi cadono in mare.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Avrete altrettanto notato come nei cartoni animati, l\u2019acqua \u00e8 sempre stata realizzata a cicli di onde bianche sovrapposte a fondali blu, tanto da dare l\u2019impressione, anzich\u00e9 della chiara trasparenza del mare, di una \u201cmassa\u201d densa e magmatica ripetuta fra l\u2019altro a dozzinali cicli continui. Questo per il fatto che il cartone animato si serviva di supporti di celluloide, motivo per cui il disegno appariva nei colori piatto e coprente. La soluzione ideata graficamente da Giuliano Cenci, migliorata negli effetti di ripresa dal fratello Renzo, \u00e8 stata ottenuta realizzando dei brevi cicli di piccole onde abbastanza piane, ripassate a brevi pennellate modulate nei tratti, variando le tonalit\u00e0 di azzurro attraverso diverse gradazioni di blu, indaco e verde (i colori tipici delle onde marine); successivamente sono stati ripresi, sovrapposti pi\u00f9 volte in diverse impressioni e a diversa apertura di diaframma ciascuno, dando cos\u00ec l\u2019impressione di trasparenza e di differenti piani sottostanti, donando inoltre un lieve effetto flou ad alcune onde, effetto molto simile a quello di un vero fondale sottomarino, attraverso tutta una gamma di effetti ottici e acquatici realizzati artigianalmente da Renzo Cenci e da suo figlio Alessandro; effetti i quali superano di gran lunga le sequenze analoghe del Pinocchio Disney.<br \/>\nAlessandro Cenci a tal proposito ci ha fornito una breve spiegazione tecnica, \u00ab<em>Allora, per quanto riguarda l\u2019effetto \u201cmovimento dell\u2019acqua\u201d \u00e8 stato realizzato costruendo un otturatore esterno a quello dell\u2019Arriflex che serviva a creare un effetto, diciamo di apertura e chiusura, e quindi nel momento in cui l\u2019otturatore della macchina principale rimaneva aperto veniva chiuso l\u2019otturatore esterno; a quel punto, lavorando sulla velocit\u00e0 di otturazione con un\u2019esposizione chiaramente inferiore, e quindi con necessit\u00e0 di avere maggior esposizione\u00a0 per poter fare l\u2019impressione della pellicola venivano fatti pi\u00f9 scatti lavorando con l\u2019otturatore esterno; quindi fermo restando la figura del personaggio fissa venivano cambiati i lucidi delle onde del mare; e quindi si realizzava una dissolvenza incrociata esterna rispetto ad una dissolvenza incrociata di fond\u00f9 di chiusura e fond\u00f9 di apertura\u2026<\/em>\u00bb\u00a0(12).<\/span><\/p>\n<p><em><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci011.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10536\" title=\"Cenci Tecniche07\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci011.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"465\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci011.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci011-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>I tre elementi fondamentali<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Mentre vi sono 12 principi delle regole di animazione sviluppati da Disney, condivisi e spiegati esaurientemente dallo stesso Cenci in uno dei suoi testi, \u00ab<em>Il cinema di animazione fra tradizione e digitale<\/em>\u00bb, lo stesso Mago di Burbank per la struttura dei suoi film d\u2019animazione si richiamava a tre \u201cingredienti\u201d indispensabili ad un lungometraggio spettacolare; elementi che potremmo definire: romantici, comici e drammatici.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Elementi Romantici<\/span> \u2013 Questi elementi principali, come in Biancaneve l\u2019amore tra lei e il Principe, essendo assenti dal romanzo collodiano, vediamo come sono stati ugualmente espressi nel Capolavoro di Cenci: oltre al protagonista, i personaggi principali adulti e realistici sono, in questo caso, Geppetto e la Fata, la figura paterna e materna quindi, i quali per un fatto generazionale, non agendo in contemporanea, altrettanto contribuiscono a formare l\u2019educazione del figliolo Pinocchio, laddove l\u2019affetto incondizionato e un po\u2019 remissivo dell\u2019uno viene compensato dalle delicate attenzioni e dall\u2019apparente severit\u00e0 sottostanti dell\u2019altra.<br \/>\nPinocchio, per quanto burattino, viene quindi realizzato con la stessa logica iconografica dei personaggi umano-realistici principali, quali Geppetto e la Fata appunto; burattino di legno si, e quindi amalgamabile anche ai personaggi di contorno come il Grillo e il Gatto e la Volpe, ma essenzialmente consono ai due genitori umani essendo nelle fattezze e nell\u2019animo espresso come un \u00ab<em>bambino vero<\/em>\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Elementi Comici<\/span> \u2013 Accenti comici, molto rapidi nell\u2019esecuzione animata (Cenci non ha intenzione di svilire un film a cartoni animati con continue <em>gag<\/em> in quanto ci\u00f2 avrebbe fatto venir meno la seriet\u00e0 professionale di un lungometraggio animato, ma esse, in brevi accenti, vengono ad esser da supporto alla riuscita spettacolare dello stesso, seguendo gli svariati profili estetici e tecnici che lo compongono). Ad esempio, dopo il fond\u00f9 in apertura, nella scena iniziale ambientata nel bosco pieno di neve, si pu\u00f2 notare il Gatto che, dopo essersi controllato le zampe, fa uscire all\u2019improvviso un grosso paio di forbici da sarto per rifilarsi le unghie: un rapido quanto inaspettato \u201caccento\u201d comico, dal momento che la gag \u2013 appena accennata visto trattasi di un film spettacolare \u2013 viene eseguita in contemporanea alla simpatica Volpe la quale, noncurante, continua a parlare a Pinocchio per convincerlo a seguire entrambi sino al Campo dei Miracoli\u2026<br \/>\nCome, quasi di seguito, sono da evidenziare le espressioni comiche nelle quali il Gatto sgrana gli occhi in modo rapido e spiritoso (alzando per pochi fotogrammi lievemente anche la visiera del berretto), all\u2019interno di una serie di espressioni molto care alla \u201cscuola\u201d dell\u2019animazione italiana, rispetto a quella d\u2019oltreoceano in cui spesso appaiono deformazioni e gag continue.<br \/>\nEsempi analoghi si ritrovano nelle espressioni del viso \u2013 con poche e simpatiche esagerazioni tipiche del cartoon all\u2019italiana \u2013 di quando a Pinocchio si allunga il naso, tradotte in rapide e significative espressioni lievemente caricaturali nelle quali egli storce gli occhi per vedersi prospetticamente il naso; come anche, dopo aver ingurgitato la purga, il burattino rotea contemporaneamente gli occhi in senso uno opposto all\u2019altro (comicit\u00e0 pi\u00f9 rapida che riporta alla freschezza pulitamente spiritosa del disegno dei Pagot); oppure quando, al simpatico cagnone Alidoro, piombato in acqua e cercando di risalire con tutta la mole che gli fa da contrappeso, si aprono d\u2019improvviso \u2013 e per poche pose \u2013 i grossi occhioni con espressioni rapide e comiche, corroborate realisticamente dall\u2019effetto ondulato e flou del fondale sottomarino; o anche quando, cercando di divincolarsi fra i due assassini, Pinocchio assume una rapida e buffa espressione mostrando l\u2019interno del palato nel quale si vedono brillare gli zecchini d\u2019oro che vi ha riposto.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Elementi Drammatici<\/span> \u2013 Gli elementi drammatici in particolare sono: l\u2019impiccagione alla grande quercia, dall\u2019atmosfera drammatica e austera ma dall\u2019espressione vittimista e simpaticamente innocente del piccolo burattino; l\u2019arresto e l\u2019imprigionamento di Geppetto; Pinocchio che si brucia i piedi sul caldano rovente; il pathos suggestivo accompagnato dalla tenerezza che dapprima suscitano i lamenti dei due, sostituiti dai ragli emessi da Pinocchio e Lucignolo durante la trasformazione da bambini in ciuchini; la pesantezza e il realismo del grosso mazzolo di legno schiantato sul piccolo insetto che lo lascia stecchito ma dall\u2019espressione quantomai tenera e simpatica; la lontananza del babbo ormai in alto mare resa pi\u00f9 drammatica dalla pioggia e dai lampi, e la malinconia delle scene nelle quali Pinocchio aggrappato in groppa al Colombo spera di riabbracciare il povero Geppetto; il verismo con cui il ciuchino-Pinocchio, cadendo, si rompe la zampa; il realismo delle scene notturne ma compensate dalla simpatia un po\u2019 goffa del Gatto e della Volpe travestiti da assassini che lo inseguono nel bosco per rubargli le monete; l\u2019effetto di gigantismo del Pescatore Verde che ha in mano il minuto burattino, sequenza ammorbidita dalla simpatia del buffo cagnone amico Alidoro; la parte finale della sequenza del Gran Teatro dei Burattini, nella quale la drammaticit\u00e0 non ha avuto esiti nefasti per via della spontaneit\u00e0 di Pinocchio che fa breccia nel cuore del severo burattinaio Mangiafuoco.<br \/>\nScene, per\u00f2, sempre dosate da elegante e perfetta suspense, diluita tra tempi e azioni, nonch\u00e9 sempre ammorbidite nella loro drammaticit\u00e0 dalla tenerezza spontanea suscitata dall\u2019animo innocente del piccolo burattino di legno\u2026<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Sceneggiatura, tempi e gag<\/span> \u2013 Come si evince dai titoli di testa, Cenci si adoper\u00f2 anche per la c.d. \u00abriduzione cinematografica\u00bb, che lo impegn\u00f2 per oltre un anno, svecchiando fra l\u2019altro i dialoghi da certi ottocentismi, quali il \u201cvoi\u201d, o molte parti che avrebbero, di fatto, portato un lungometraggio di 93 minuti ad una durata di gran lunga maggiore, con l\u2019inevitabile conseguenza di distogliere l\u2019attenzione dello spettatore. Per realizzare quindi un buon spettacolo, egli ha dovuto operare su quelle parti che nel libro erano intuitivamente secondarie rispetto alle principali (v.di, ad esempio, che non compare il cane Melampo, lasciando come unico protagonista invece il simpaticissimo mastino Alidoro); parti cessate ma tratteggiandole <em>en passant<\/em> dalle pagine a chiaroscuro che si sfogliano da sole accompagnate dall\u2019eloquente commento narrante di Renato Rascel: ovviamente il tutto venne realizzato col massimo scrupolo e con risultati a dir poco egregi, avvalendosi fra l\u2019altro della supervisione e approvazione dei consulenti, nipoti dell\u2019illustre scrittore, Mario e Antonio Lorenzini.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><em>Un burattino di nome Pinocchio<\/em> \u00e8 il primo e unico Film italiano d\u2019animazione che risulta, di fatto, capace di essere \u2018letto\u2019, visto e apprezzato da un vastissimo pubblico varcando ogni continente. E\u2019 doveroso ricordare che gran parte, se non quasi tutti gli animatori italiani di cartoons, risolvono certe loro carenze professionali e tecniche producendo spettacoli animati privi di sceneggiatura, voci e con soli suoni o musica\u2026<br \/>\nNel Capolavoro dell\u2019Animazione Italiana invece tempi, gag, azioni e sentimenti sono semplicemente raccontati dall\u2019animo degli attori in movimento\u2026resi viventi dal suo straordinario creatore Giuliano Cenci.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Elementi di linguaggio cinematografico<\/span> \u2013 Sono tantissimi gli elementi del \u201clinguaggio cinematografico\u201d presenti nel Film di Cenci.<br \/>\nQuesta \u00e8 veramente l\u2019Opera cinematografica pi\u00f9 complessa mai realizzata finora.<br \/>\nRiguardo <em>Un burattino di nome Pinocchio<\/em>, dopo tre anni dall\u2019uscita del Lungometraggio, il grande Mario Pintus ne intu\u00ec per primo l\u2019importanza, dedicandogli, come a nessun altro film italiano, nella sua Storia Mondiale del cinema di animazione, \u00ab<em>A\u2026 come Animazione<\/em>\u00bb, ben tre pagine all\u2019interno di un paragrafo comprendente la produzione del nostro paese, \u00ab<em>Il piccolo Olimpio dell\u2019animazione italiana \u00e8 sempre preda di un salutare fenomeno di iniziative \u2013 le pi\u00f9 diverse e approfondite \u2013 alla ricerca di nuove formule tecniche e sperimentazioni narrative, ma la sorpresa degli anni Settanta verr\u00e0 probabilmente dai fratelli \u2013 ancora una volta un sodalizio a due! \u2013 Renzo e Giuliano Cenci, che hanno inteso onorare la memoria di Carlo Lorenzini proponendo una versione cinematografica del burattino pi\u00f9 famoso del mondo nella maniera pi\u00f9 classica e tradizionale.<\/em> <em>Pinocchio \u00e8 sempre stato un po\u2019 la tentazione ed il duro banco di prova di molti animatori, tanto per le enormi possibilit\u00e0 figurative quanto per il grande spazio concesso alla fantasia, ma su questo lavoro tutti sono caduti o pi\u00f9 meno rovinosamente. Per Russi, Belgi e Giapponesi il titolo \u00e8 stato un\u2019occasione per travisare completamente il personaggio e per darne le versioni pi\u00f9 disparate e meno reali. Lo stesso Disney, ben conosciuto per l\u2019estremamente accurata e quasi pedante fedelt\u00e0 alle opere cui si \u00e8 ispirato, e per la grande opera di documentazione che svolgeva alle soglie della produzione di un lungometraggio, con Pinocchio commise un passo falso: perch\u00e9 dell\u2019eroe di Collodi non seppe penetrare il carattere e non riusc\u00ec a far rivivere lo spirito acre e pungente dell\u2019autore, circondando la storia dei soliti elementi stilistici \u2013 delizioso e commoventi \u2013 ma nel caso troppo artefatti e pi\u00f9 spesso estranei all\u2019intreccio ed alla tematica, al messaggio, insomma, del famoso toscano.<\/em><br \/>\n<em>I Cenci, provenienti da una ricca attivit\u00e0 in campo pubblicitario, hanno tenuto conto di tutti i tentativi precedenti, decidendosi alfine per una linea il pi\u00f9 possibilmente collodiana e toscana, rifacendosi in questo anche alle illustrazioni di Attilio Mussino \u2013 il creatore del negretto \u2018Bilbolbul\u2019 del \u2018Corriere dei Piccoli\u2019 \u2013, uno stupendo disegnatore che ai primi del secolo cur\u00f2 la pi\u00f9 classica delle edizioni illustrate sulle vicende del burattino.<\/em><br \/>\n<em>Il lavoro \u00e8 venuto su mano mano, vivendo dei piccoli autofinanziamenti che la cooperativa dei collaboratori \u2013 fra i quali ricordiamo Alberto D\u2019Angelo e Abramo Scortecci \u2013 poteva permettersi; quindi un qualcosa di artigianale, ma non certo a scapito della qualit\u00e0. Il concetto generale che ha guidato il lavoro \u00e8 ben chiaro da quanto Giuliano Cenci ha dichiarato al critico Bendazzi: \u2018Pinocchio aveva bisogno di una interpretazione letterale ed italiana. Il testo \u00e8 ricchissimo di elementi importanti e trovo assurdo andarne a cercare di nuovi. Il nostro film sar\u00e0 la realizzazione cinematografica del Pinocchio che tutti abbiamo amato da bambini, sar\u00e0 la proiezione dei nostri sogni\u2019.<\/em><br \/>\n<em>Questo doveroso film sul burattino pi\u00f9 famoso del mondo \u00e8 un\u2019opera esemplare sotto il profilo stilistico, evidenziata da un disegno decorativo e dolce, e da un ritmo narrativo che va graziosamente in sincronia con lo sfogliare delle pagine. E\u2019 una fiaba realizzata senza intendimenti pretenziosi e senza false giustificazioni moralistiche, perch\u00e9 della singolare favola ha voluto mantenere intatto il sapore cos\u00ec intimamente e gelosamente strapaesano.<\/em><br \/>\n<em>Diversi critici, al Festival di Busto Arsizio, hanno storto la bocca, accusando superficialmente i Cenci di \u2018morbo di Disney\u2019, ma hanno dimenticato che il buon disegno \u2013 rifinito e maturo \u2013 non \u00e8 prerogativa di Burbank, vive a tutte le latitudini: \u00e8 solo questione di un sapiente e intelligente impiego, una volta che se ne sia padroni. Il film dei Cenci ci pare sia pienamente raggiunto. Essi hanno sempre escluso l\u2019arte come movente imponendosi di pensare esclusivamente al pubblico: quello infantile ride divertito alle peripezie del burattino, quello adulto ritrova sullo schermo un eroe che nell\u2019animo di tutti ha da sempre un piccolo angolo riservato, e ci\u00f2 che pi\u00f9 conta lo riavvicina con la stessa ansia e meraviglia del passato. E non si hanno delusioni, perch\u00e9 gli autori sono stati illustratori fantasiosi ed intelligenti ed il loro Pinocchio non \u00e8 soltanto bello, movimentato ed avvincente, ma \u00e8 soprattutto semplice e vero, e con questo essi hanno creato, forse senza volerlo anche un grosso film d\u2019arte<\/em>\u00bb.<br \/>\nMolti anni addietro ebbi modo di scambiare in merito un breve parere col famoso critico Giannalberto Bendazzi, il quale, vi sottoline\u00f2 un\u2019assenza di <em>timing<\/em> dovuto a una certa monotonia nella regia cinematografica.<br \/>\nNoi animatori per\u00f2 sappiamo \u2013 e taciamo per svariati motivi \u2013 che giornalisti e studiosi, per un fatto di differenziazione professionale rimangono pi\u00f9 influenzati dal \u2018tipo\u2019 di racconto trattato, o da pi\u00f9 evidenti esteriorismi di cui, i critici stessi, il pi\u00f9 delle volte se non sempre, ignorano che altro non sono che semplificazioni registiche svolte dagli stessi animatori per la facilitazione e lo sveltimento del lavoro stesso.<br \/>\nLa regia cinematografica, anzi, \u00e8 totale, ma pu\u00f2 in apparenza sfuggire in quanto essa \u00e8 perfettamente dosata in tutte le sue eterogenee complessit\u00e0 di linguaggio.<br \/>\nPossiamo senz\u2019altro affermare che Cenci applic\u00f2 definitivamente e al meglio ci\u00f2 che nel mondo i giapponesi intuirono, per primi e pi\u00f9 di Disney, impiegando il linguaggio della regia cinematografica applicato al pi\u00f9 complesso cinema di animazione contemporaneo, tanto che l\u2019industria disneyana odierna trae attualmente spunto dagli insegnamenti del Sol Levante. Di maggiore impatto visivo, quindi, rispetto al Pinocchio ma di maggior semplificazione esecutiva, risolta in primissimi piani, semplicismi esecutivi, grossolanerie d\u2019esecuzione come ombre piatte, trucchi, inquadrature accidentali che accattivano facilmente l\u2019occhio dello spettatore; e tutti quegli esteriorismi mancanti di sobriet\u00e0 che, di fatto, svalorizzano il contenuto spirituale di un\u2019opera. Straordinari quindi da un punto di vista di spettacolo seriale ma mancanti altres\u00ec di quella complessit\u00e0 e seriet\u00e0 professionale che hanno trovato al meglio in Italia un solo nome: Giuliano Cenci.<br \/>\nRicorderete, comparando le due \u201cscuole\u201d, quando ad esempio nel bosco, oltre alla luminosissima stella dell\u2019Ombra del Grillo Parlante realizzata in sovrimpressione e all\u2019ambientazione notturna ottenuta con filtri e gelatine bleau, sono presenti, proprio perch\u00e9 la sequenza in questione lo necessitava, le tipiche \u201combre piatte\u201d usate proprio dai giapponesi. Per primissimi piani e dettagli prospettici presumibilmente assenti ma in realt\u00e0 dosati a seconda delle esigenze registiche, confutiamo anche quest\u2019ultimo dato, portando la \u201cprova regina\u201d delle superiori conoscenze cinematografiche del genio di Giuliano Cenci.<br \/>\nRicorderete che, durante il dialogo, appare proprio in evidenza prospettica nonch\u00e9 in primissimo piano la mano del burattino di legno con al suo interno gli zecchini che brillano, con tanto di ombreggiatura ai lati.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 12px;\">Che Cenci non abbia visto i giapponesi prima di allora \u00e8 cosa certa, adottandone, in forma pi\u00f9 equilibrata, complessa e definitiva, quindi, il medesimo linguaggio della regia cinematografica, dosando senza facili accattivanze per lo spettatore i modelli comunicativi delle inquadrature a seconda delle esigenze cinematografiche che si susseguono. Portando esempi a testimonianza delle sue straordinarie e innate competenze, significative sono anche le inquadrature prospettiche dal basso verso l\u2019altro, per suggerire psicologicamente quel minimo di soggezione tra bambino e adulto, rilevabili sia ad esempio col burattinaio Mangiafuoco sia quando, alla Citt\u00e0 delle Api Industriose, Pinocchio incontra al pozzo la buona Fata mentre gli promette il confetto pieno di rosolio.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"> Oppure quando Pinocchio, parlando con Lucignolo, questi manda velocemente la mano destra in primissimo piano ingrandendosi. Come di seguito, sul carrozzone pieno di bimbi, l\u2019Omino di burro porta, diagonalmente dall\u2019alto verso il basso, in evidenza la mano durante la gesticolazione. O quando Pinocchio, vedendo le orecchie d\u2019asino di Lucignolo, ride a crepapelle in veduta frontale, piegandosi in avanti verso lo spettatore, ingrandendosi prospetticamente.<br \/>\nCome, pi\u00f9 generalmente, molto spesso si evidenziano le mani dei personaggi le quali, nella gestualit\u00e0, si ingrandiscono venendo ad essere in primo piano verso l\u2019ipotetica angolatura di ripresa. Oppure quando, a secondo della posizionatura della m.d.p., Pinocchio corre ingrandendosi in prospettiva.<br \/>\nCome si ricorder\u00e0, in una complessa serie di azioni, Lucignolo armeggia il grosso cono gelato farcito di vaniglia, nocciola e cioccolato, il quale si pu\u00f2 notare che \u00e8 \u201csenza contorno\u201d in una lunga serie di celluloidi che descrivono, con diverse e minime angolature nelle variazioni prospettiche, la recitazione animata.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Elementi cinematografici i quali mostrano una conoscenza innata del linguaggio cinematografico, come d\u2019altronde anche la sceneggiatura, nutrendosi della diluzione fra tempi e gag, i giochi e le evidenziature prospettiche e architettoniche, come vedremo di seguito, contribuiscono, migliorando, a completare un Capolavoro di Animazione che non ha realmente precedenti nella Storia del Cinema.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Architettura e prospettiva<\/strong> \u2013 L\u2019 architettura e la progettazione delle scene (impostazione dei disegni di partenza, recitazione dei personaggi comprensivi di relativi abbozzi delle sottostanti ambientazioni scenografiche), nel Pinocchio di Cenci sono altrettanta parte basilare della sua complessit\u00e0 professionale: troppi film peccano ad esempio di semplicismi scenografici o di disomogeneit\u00e0 stilistica i quali annullano o diminuiscono enormemente il valore della sontuosit\u00e0 che necessita un lungometraggio animato.<br \/>\nCenci, infatti, oltre ad essere abilissimo disegnatore e valente pittore classico, ha anche una naturale predisposizione per il disegno architettonico, tanto che, mancando due esami per laurearsi, arriv\u00f2 secondo ad un concorso come progettista, lavorando per moltissimi anni presso il Comune di Firenze.<br \/>\nA dimostrazione di ci\u00f2, si possono notare nel Film anche le difficili roteazioni in prospettiva del naso di Pinocchio; come anche del bastone del Gatto e della Volpe; la rotazione prospettica del mazzolo dopo aver schiacciato il Grillo Parlante. Come le ottime soluzioni estetiche e pittoriche sul piano della risoluzione tecnica fra scenografie e celluloidi, in un perfetto gioco tra contrasto di ombre e piani tonali, risolte tra acetati e scenografie sottostanti coi rami in movimento, di quando Pinocchio \u00e8 impiccato nella grande ed imponente quercia.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci041.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10537\" title=\"Cenci Tecniche08\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci041.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"465\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci041.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci041-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Soluzione simile adoprata nell\u2019enorme cassettiera in legno dalla quale il burattino toglie i cassetti (lanciando disordinatamente in aria gli oggetti ivi riposti, con un grande dispendio di celluloidi in animazione): mobile con prospetto dipinto, e lato in prospettiva con tonalit\u00e0 pittorica differenziata su acetato. Come anche ottime risoluzioni tra disegno piatto della celluloide e annesso fondale scenografico le troviamo nelle sequenze iniziali quando Geppetto intaglia il burattino nelle quali si vede Pinocchio crescergli il naso in animazione; il naso di legno \u00e8 eseguito su acetato ma privato di contorno (ossia lucidato a due tonalit\u00e0 di colore con lo stesso tono della sagoma dipinta) amalgamandosi perfettamente alla sagoma sottostante; come anche lo spessore del naso di un colore pi\u00f9 chiaro risolto con buon gusto, fra soluzioni tonali e realismo; anche nella medesima scena, il contorno dell\u2019ovale degli occhi \u00e8 lucidato e dipinto in bianco per ammorbidire, rendendo al contempo l\u2019interno del legno intagliato; si ricorder\u00e0 ancora, nella suddetta serie di scene, che sul pezzo di legno dipinto su scenografia sottostante vi \u00e8, sugli acetati che lo sormontano, lucidato a contorno tonale il mezzo busto animato di Pinocchio che fa la linguaccia a Geppetto.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Adattamento dialoghi e colonna sonora<\/strong> \u2013 Come accennato alla riduzione cinematografica, Cenci ha di fatto proceduto all\u2019adattamento dialoghi. Il doppiaggio, come gi\u00e0 accennato nell\u2019<em>Intervista a Roberta Paladini<\/em>, venne realizzato negli studi della Riversinc, poi CDC, prima ancora delle animazioni e sulla base di semplici Lay-Out, adattando poi ai labiali la colonna sonora sulla quale vennero costruiti posteriormente i movimenti delle labbra e la recitazione animata dei personaggi annessa.<br \/>\nSenza eccessive mimiche, come in certi film Disney con distorsione perfino nelle mascelle, ricorrente e sobria \u00e8 l\u2019ottima soluzione di variazione grafica della bocca, col labbro superiore \u2018arcuato\u2019 (vedasi soprattutto Pinocchio quando deve pronunciare le vocali o, i, u).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci05.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10538\" title=\"Cenci Tecniche09\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci05.jpg\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"484\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci05.jpg 350w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci05-216x300.jpg 216w\" sizes=\"auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Inoltre, durante l\u2019intero Lungometraggio \u00e8 stato dato un leggero ma evidente \u201ceffetto vitalit\u00e0\u201d di cui ne parl\u00f2 nell\u2019<em>Intervista a Alessandro Cenci<\/em>, il figlio stesso di Renzo e operatore del Film, \u00ab<em>Dobbiamo far presente che la tecnica del cartone animato permette di mantenere fissa la figura GROSSA, il personaggio, e variare la sola bocca per far parlare i personaggi. Questa tecnica non \u00e8 stata utilizzata nel Pinocchio, dove i disegni sono stati rifatti interamente per avere l\u2019effetto \u201cVitalit\u00e0\u201d dato dal leggero movimento dei diversi disegni; questo fa s\u00ec che si abbia la sensazione che il personaggio respiri<\/em>\u00bb (13).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Equilibrio tra parti fisse e mobili<\/strong> \u2013 Un&#8217;altra caratteristica che riguarda la \u201cperfetta dosatura\u201d espressa poi nelle azioni animate \u00e8 relativa alle c.d. \u201cparti fisse e mobili\u201d. Movimento continuo s\u00ec, ma corroborato da una sapiente dosatura dei fissi: ne \u00e8 prova, ad esempio, una delle pi\u00f9 importanti scene del Film, nella fattispecie quella in cui Pinocchio, addormentatosi esausto mentre prepara i canestri di giunco, viene trasformato in un bambino vero quando la Fata gli appare alla sua destra. Nella suddetta scena la Donna parla spostando spesso il busto in avanti mentre al contempo gesticola; si noter\u00e0 che la gonna rimane pressoch\u00e9 fissa su una celluloide di base: ci\u00f2 ad evitare che le pieghe del vestito, riprodotte nella medesima ubicazione per gran parte dei disegni, per via dei diversi ripassi su celluloide procurassero un fastidioso \u201ceffetto onda\u201d in proiezione. Situazioni evidenti ad esempio ne <em>La Rosa di Bagdad<\/em>, le quali, se ci sembra irrispettoso annoverarle come \u201cerrori\u201d, senz\u2019altro risentono di una logica di animazione ancora immatura e non definitiva sul piano dello sviluppo tecnico e artistico successivo (v.di in proposito l\u2019evoluzione della stessa tecnica dei film Disney). Grandissima mole di disegni in animazione, quindi, da un lato; dall\u2019altro perfetta conoscenza delle parti-base e della destrutturazione delle componenti animate e fisse.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci06.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10539\" title=\"Cenci Tecniche10\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci06.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"422\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci06.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci06-300x204.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Ripasso ad inchiostro nero e a colore<\/strong> \u2013 Un\u2019altra caratteristica della sobriet\u00e0 professionale del regista che si riscontra nell\u2019impostazione stilistica grafica \u00e8 l\u2019aver adottato un segno di lucidatura privato di quegli appesantimenti e leziosit\u00e0 suggerite dal segno di contorno a \u201ccolori\u201d, com\u2019\u00e8 stato spesso presente in altri lungometraggi, col semplice risultato, da un lato di accrescere il lavoro, dall\u2019altro di aggravare il risultato effettivo del film con inutili stucchevolezze disegnative. Infatti, \u00ab<em>I personaggi denotano un certo realismo \u2013 proporzioni umane, movimenti naturali privi di esagerazioni \u2013 e sono sempre ben collocati in rapporto alle scenografie per via di un tratto di contorno piuttosto sottile, che delimita le figure in movimento ed amalgama i personaggi alla scena, e per l&#8217;uso del colore che si avvale di puri accordi tonali, anzich\u00e9 contrasti, ottenendo delicate tonalit\u00e0 pastello. Il segno di contorno \u00e8 nero, sottile, uniforme, senza per questo appiattire le immagini e non cerca spunti grafici complicati e leziosi come la tecnica del sovraccolore seguita da Walt Disney e da diversi disegnatori italiani. Viene utilizzato un colore di contorno pi\u00f9 chiaro solo dove si rende necessario. I colori sono omogenei, non presentano le classiche &#8220;ombre piatte&#8221;, di maggiore effetto ma volgari, ottenute avvicinando un tono chiaro ad uno scuro e limitando ci\u00f2 solo nelle scene notturne<\/em>\u00bb(14).<br \/>\nDa notare che talvolta il delineo delle unghie viene realizzato in un colore pi\u00f9 chiaro e ci\u00f2 era, all\u2019epoca, una soluzione estetica non ancora intuita in Italia ma usata talvolta nell\u2019industria americana e giapponese (v., ad esempio, <em>Il Gatto con gli Stivali<\/em> della Toei Animation, animato dal futuro premio Oscar Hayao Miyazaki); oppure le labbra, piccole e sottili ma delineate in rosso per evidenziare l\u2019ambiguit\u00e0 dell\u2019Omino di burro; il delineo azzurro dei capelli e del vestito della Fata; soluzione ben amalgamata quando ella si presenta sotto le vesti di una semplice donna. Ci\u00f2 denota: gusto pittorico e perfetta equilibratura nel dosaggio fra contorno netto e relative evidenziature cromatiche d\u2019accompagno, nonch\u00e9 eccezionale e innata predisposizione verso il linguaggio del cinema di animazione.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Eterogeneit\u00e0 stilistica<\/strong> \u2013 L\u2019eterogeneit\u00e0 stilistica \u00e8 un altro fattore principale per la riuscita di un film d\u2019animazione a lungometraggio. I personaggi devono corrispondere alle esigenze delle diverse tipologie che lo compongono (v.di ad esempio in Disney, Biancaneve con i sette nani e, nei film italiani, in Domeneghini, Zeila coi tre saggi). Ma, attenzione, se pur diversi, essi, nell\u2019eterogeneit\u00e0 stilistica visiva, devono risultare semplicemente bene amalgamati fra loro; eterogeneit\u00e0 stilistica la quale deve comunque riportarsi allo stesse gradazioni cromatiche, allo stesso stile del delineo, al medesimo grado di sintesi o descrittivit\u00e0 grafica, ecc\u2026 In poche parole, essi devono dar l\u2019idea dell\u2019assortimento di tipologie psicologiche differenziate ma, al contempo, dando l\u2019impressione d\u2019esser tutti personaggi assemblati nello stesso Film.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">L\u2019eterogeneit\u00e0 stilistica, per via di personaggi umani pi\u00f9 o meno realistici (v.di le differenziazioni che intercorrono fra i pi\u00f9 realistici e sobri Geppetto e la Fata; Mangiafuoco e il Pescatore Verde, realistici ma pi\u00f9 accentuati; come anche l\u2019Oste e il Domatore decisamente meno realistici dei primi), i quali interagiscono nello stesso Lungometraggio coi simpatici animali pi\u00f9 o meno antropomorfizzati (v.di la comparazione fra il Gatto e la Volpe ed il cane Alidoro), \u00e8 altrettanto risolta e sapientemente dosata nella sua scala graduale e perfino gerarchica nelle caratteristiche psicologiche e spirituali che li connotano iconograficamente.<br \/>\nCome gi\u00e0 evidenziato, \u00ab<em>Accanto ai personaggi umano-realistici, quali Geppetto, la Fata, e Lucignolo, caratterizzati da un disegno anatomico e da movimenti ponderati, ve ne sono altri, come il Gendarme, Mangiafuoco, il Domatore del circo e il Pescatore Verde, (dalle sopracciglia spesso folte e unite), fino all\u2019Oste e all\u2019Omino di burro \u2013 anch\u2019essi realistici ma decisamente pi\u00f9 caricaturali \u2013, i quali si differiscono per una certa morbidezza nelle masse e per un ritmo pi\u00f9 bamboleggiante; personaggi a cui si affiancano quelli non umani, come il Gatto e la Volpe, il Grillo Parlante, i Conigli e il cane Alidoro, che aggiungono un tono fiabesco e di ironia grafica all&#8217;ambiente. Infatti questi ultimi, nonostante siano degli animali definiti secondo le regole pi\u00f9 tipiche del cartone animato, ad es. le quattro dita, sono riportati alle dimensioni umane, mentre maggiore realismo \u00e8 dato al Colombo e al Tonno<\/em>\u00bb (15).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Come anche, \u00e8 da ricordare che \u00ab<em>i bambini nel film di Cenci si distinguono in due tipi: quelli pi\u00f9 realistici, come Lucignolo e Pinocchio-bambino, che hanno un grafismo volutamente spoglio, e quelli che stanno sul carrozzone, pi\u00f9 a caricatura, pi\u00f9 volutamente &#8220;banali&#8221;, con caratteristiche come il nasino all&#8217;ins\u00f9 e il dentino sporgente con l&#8217;espressione classica dei monelli. Tutto ci\u00f2, come anche la rappresentazione grafica del Gatto e la Volpe, cos\u00ec realistici nei movimenti ma anche cos\u00ec caricaturizzati \u2013 che senz&#8217;altro risentono della vasta esperienza dell&#8217;autore nel campo pubblicitario \u2013 fanno s\u00ec di allineare, anche se non volutamente, il Pinocchio di Cenci ad alcune realizzazioni animate tipicamente italiane<\/em>\u00bb (16).<br \/>\nNon sono peraltro da tralasciare nella nostra analisi quegli elementi volutamente e simpaticamente pi\u00f9 \u201cdecorativi\u201d nello stile e nei colori, come ad esempio la serie di uccellini i quali, incrociandosi in due diagonali opposte, vanno a beccare il lungo naso di Pinocchio.<br \/>\nAnche l\u00ec, Cenci ha trovato un\u2019ottima soluzione sia per equilibrare la difficolt\u00e0 dell\u2019animazione sia per la riuscita spettacolare della stessa: evidenziare l\u2019arco di tempo con la dissolvenza incrociata facendoli \u201cscomparire\u201d nel nulla. Infatti, c\u2019\u00e8 ora da chiedesi: perch\u00e9 sprecare troppi disegni in uscita anzich\u00e9 donargli quel tocco di magia cinematografica trattandosi, anzich\u00e9 di normali uccellini, di un rimedio fatato e materno della Fata Turchina?<br \/>\nA questo punto, non si pu\u00f2 non ricordare anche la geniale quanto inconsueta idea \u201ceterogenea\u201d che nulla tolse al rigore stilistico, mostrando anzi l\u2019innato senso compositivo e registico di Giuliano Cenci, quando, nella scena del Circo con Pinocchio trasformato in ciuchino che scivolava velocemente al suolo \u2013 attraverso una rapida panoramica con ravvicinamento a sx \u2013, egli escogit\u00f2 la maniera di \u201ccomporre\u201d un pubblico di persone \u201cvere\u201d attraverso l\u2019ausilio di foto ritagliate da riviste e incollate a \u201ccollage\u201d; pubblico che si vedeva quel tanto che bastava per suggerire n\u00e9 poca n\u00e9 troppa impressione di realismo, senza peraltro distorcere lo stile classico dell\u2019animazione tradizionale presente nell\u2019intero Capolavoro animato.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>La psicologia dei personaggi<\/strong> \u2013 Questa \u00e8 altra parte fondamentale che testimonia le capacit\u00e0 di analisi psicologica dello stesso Maestro Italiano del Cinema di Animazione.<br \/>\nCome descritto, \u00ab<em>Cenci \u00e8 riuscito a far s\u00ec che il suo Pinocchio avesse l&#8217;animo di un vero bambino pi\u00f9 che essere un ingenuo monello che non riesce ad evitare le tentazioni che gli fanno scordare i buoni propositi (v.di il Pinocchio di Disney)<\/em> [\u2026]. <em>Il Pinocchio di Cenci non \u00e8 un personaggio artefatto: la psicologia con cui agisce \u00e8 completamente spontanea \u2013 seppure &#8220;disegnata a mano&#8221; \u2013 e arriva direttamente al cuore degli spettatori. Non esistono &#8220;forzature&#8221;: \u00e8 &#8220;vero&#8221;, sincero, si muove, ragiona e soffre. Non si pu\u00f2 non pensare a quando, sentendo la Fata Turchina, che gli parla sulla grande sedia a dondolo, Pinocchio poggia i piedi sul grosso guanciale muovendo le gambe con irrequietezza nonostante la ascolti con<\/em> <em>sguardo trasognato ed affabile, lungi dalle caratterizzazioni di maniera dei film di Walt Disney.<\/em><br \/>\n<em>Cosa significa tutto ci\u00f2? Che Cenci ha pensato a come si sarebbe comportato un bambino vero o lo stesso burattino collodiano in tale circostanza: una certa libert\u00e0 nel non essere composti nel sedere in fondo \u00e8 tollerata quando si \u00e8 piccoli anche perch\u00e9, di contro, i mobili appaiono molto pi\u00f9 grandi; l&#8217;agitazione di quando si \u00e8 &#8220;costretti&#8221; ad ascoltare chi \u00e8 pi\u00f9 grande di noi, ed infine il comportamento sobrio e apparentemente severo della Fata, che nonostante faccia al povero burattino una giusta ramanzina, non lo giudica ma, anzi, le sue parole esprimono in realt\u00e0 amore e comprensione, tanto che lo stesso Pinocchio avverte ormai di essere amato dalla dama dai capelli turchini, sentendosi ormai protetto ed in &#8220;famiglia&#8221;.<\/em><br \/>\n<em>Tutto ci\u00f2 \u00e8, per\u00f2, semplicemente espresso in modo latente: sentimenti, psicologia, comportamenti umani, nel film di Cenci sono sempre facilmente recepiti dallo spettatore e mai forzatamente imposti<\/em> [\u2026] <em>Ma l&#8217;ideazione drammatica della recitazione dei personaggi \u00e8 completamente di Cenci, che senza alterare quasi una virgola nei dialoghi ha visualizzato nella maniera migliore un capolavoro che fino ad allora poteva solamente essere letto.<\/em><br \/>\n<em>Pinocchio, gettandosi ai piedi della Fata e piangendo, la supplica di farsi riconoscere e le sue lacrime toccano il cuore della donna, la quale, tramutandosi nel suo vero aspetto, lo solleva con fatica in braccio dicendogli &#8220;birba di un burattino, sicch\u00e9 ti sei accorto che sono io?&#8221;. La Fata \u00e8 sempre pronta a concedergli &#8220;un&#8217;altra possibilit\u00e0&#8221; e si commuove sempre per i sentimenti sinceri del burattino che per\u00f2, suo malgrado, non rimane a lungo nella retta via. Naturalmente la donna continua ad assisterlo ovunque anche quando, trasformato in ciuchino, sta per essere inghiottito dal terribile pescecane. E&#8217; sul finale, allorch\u00e9 Pinocchio non pensa pi\u00f9 a &#8220;comportarsi bene&#8221; ma sente ormai il dovere umano di farlo, che Cenci realizza la sequenza pi\u00f9 toccante del film: Pinocchio si addormenta esausto poggiando il capo sulle ginocchia<\/em> <em>in modo scomodo ma esteticamente straordinario, quando la Fata compare per fargli trovare al risveglio la sorpresa che merita: non pi\u00f9 una capanna diroccata da cui si intravedono le fessure del legno, ma una bellissima casa fine Ottocento, con gigli fiorentini alle pareti, specchi dorati ed eleganti armadi con decorati sopra delle raffinate mongolfiere.<\/em> [\u2026] <em>Soprattutto Rascel \u00e8 riuscito con la sua simpatia e bravura a dire quella verit\u00e0 insita in ciascuno di noi,<\/em> <em>sdrammatizzando dietro quell&#8217;ironia tipicamente rasceliana, ci\u00f2 che il film esprime: per &#8220;favola&#8221;, oltre al significato logistico, non pu\u00f2 che intendersi quello di &#8220;commedia umana&#8221;, ovvero &#8220;la vita non \u00e8 altro che una prova&#8221;; &#8220;la gioia ed il dolore&#8221; non possono che significare la fatica di ogni essere umano per migliorarsi<\/em>\u00bb(17)<em>.<\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><em><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci09.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10540\" title=\"Tecniche-Cenci09\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci09.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"466\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci09.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci09-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><br \/>\n<\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Per parlare di \u201ceducare verso il bene\u201d nel Pinocchio non \u00e8 mai attraverso dei \u201cprincipi preconcetti\u201d. Tutto ci\u00f2, per Giuliano Cenci accade spontaneamente attraverso la sua straordinaria bravura di regista animatore.<br \/>\nAlidoro lo rappresenta come un bulldog dall\u2019aria buona e scanzonata, feroce dapprima all\u2019inseguimento del burattino, codardo in acqua, ma per il senso dell\u2019amicizia diventa, per forza di circostanze, leale e coraggioso. Lo avrebbe mai immaginato Pinocchio di aiutare Alidoro che stava per affogare quando fino pochi attimi prima correva inseguito dai gendarmi? E Alidoro, forse immaginava di aiutare Pinocchio che stava per esser fritto in padella dal Pescatore Verde, quando il simpatico cagnone entra nella grotta attirato dall\u2019odore di fritture? Non si sono accorti, poi, reciprocamente, senza rendersene prima conto d\u2019esser diventati \u201camici\u201d? Amici, si, ma senza forzature e senza virgolette, in quanto l\u2019amicizia \u00e8 fra entrambi avvenuta spontaneamente. Lo sono diventati perch\u00e9 aiutatisi a vicenda dopo diverse \u201cperipezie\u201d, tant\u2019\u00e8 che ognuno riprende la propria strada salutandosi ormai come due vecchi amici, dicendosi, \u00abCi\u00f2 che \u00e8 fatto \u00e8 reso!\u00bb.<br \/>\nAbbiamo gi\u00e0 tratteggiato la figura del padre e il ruolo di madre nel Pinocchio di Cenci e per quest\u2019ultima, pur strettamente aderente al modello collodiano, (con veli, capelli turchesi e copricapo da \u201cfata\u201d) non ricalca affatto lo stereotipo con tanto di bacchetta magica (vedasi a tal proposito, la Fata di Cenci realizzata in America per le locandine la quali presenta invece ali e bacchetta magica, chiaramente ispirata sia a quella del Pinocchio di Disney che a quello di Babicenko, giunto quest\u2019ultimo negli USA anni addietro\u2026), ma \u2013 come Cenci stesso ha scritto \u2013, ella \u00ab<em>doveva essere piuttosto una mamma, anche se con qualche \u201cdono magico\u201d in pi\u00f9, ma, del resto, quale mamma non \u00e8 capace di \u201cmagie\u201d dettate dall\u2019amore materno<\/em>?\u00bb(18).<br \/>\nMolto diversa e \u201cvera\u201d la Fata di Cenci, da quella hollywoodiana di Disney o dalla fatina di Babicenko, chiamata la \u2018Bambina dai capelli turchini\u2019, come anche lontana dall\u2019interpretazione della Lollobrigida di Comencini, dal tono distante e quasi austero.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci10.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10541\" title=\"Cenci Tecniche11\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci10.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"468\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci10.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci10-300x226.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Non parliamo, ad esempio, nel film russo, di Pinocchio con accanto la Fata nei panni di maestra, la quale, assieme a Melampo gli d\u00e0 lezioni alla lavagna, quando, peraltro per disattenzione, il burattino intinge in naso nell\u2019imbocco del calamaio sporcando il banco al quale \u00e8 seduto, venendo da lei mandato per \u201cpunizione\u201d nello stanzino buio.<br \/>\nBravissima educatrice la Bambina dai capelli turchini di Babicenko anche se c\u2019\u00e8 da chiedersi cosa da ci\u00f2 Pinocchio avrebbe mai imparato?\u2026 Vediamo. E\u2019 lo stesso regista sovietico che ce lo illustra: lasciato solo a scontare la punizione della \u201cFata\u201d in un tetro e buio stanzino, esso \u00e8 abitacolo di un pipistrello che aiuta il Gatto e la Volpe a fare evadere il burattino per condurlo al Paese degli Acchiappacitrulli\u2026<br \/>\nAl di l\u00e0 del cartone animato e degli egregi ma stucchevoli quanto inutili rallentamenti in animazione \u2013 e qui il problema, artisticamente parlando, si fa serio \u2013 cosa recepisce di tanto interessante riguardo la crescita spirituale del proprio animo lo spettatore?<br \/>\nMolto facile e di infinita minor bravura dei registi e animatori \u00e8 il non saper far vivere e immedesimare lo spettatore, in quanto con ci\u00f2 viene a mancare l\u2019anima degli attori disegnati, dando pi\u00f9 risalto al racconto \u201cillustrato\u201d che non ai sentimenti e ai tratti psicologici dei personaggi animati.<br \/>\nLa stessa Fata di Comencini \u00e8 \u201clontana\u201d e \u201csevera\u201d: agli errori di Pinocchio, egli viene ad involversi nella progressione spirituale ritrovandosi trasformato in un grezzo burattino di legno\u2026 C\u2019\u00e8 da chiedersi se una \u201cmamma\u201d, per punizione, lo farebbe mai ad un figlio. E per di pi\u00f9 una madre celestiale, la quale dovrebbe esser mille volte pi\u00f9 misericordiosa nel saper educare al meglio un bambino rispetto di come non abbia forse compreso il \u201ccattolico\u201d Comencini attraverso punizioni insensate e prive di morale; anche se lo sceneggiato stranamente fu supportato finanziariamente dai cattolici e realizzando le riprese in fretta, iniziate dopo che la notizia del primo lungometraggio animato su Pinocchio in lavorazione a Firenze era su tutti i maggiori quotidiani d\u2019Italia; e non contento, sempre il \u201ccattolico\u201d Comencini era tanto \u201ccattolico\u201d di nome ma evidentemente poco di fatto da rubare l\u2019ideazione del Rambaldi tanto che il futuro creatore di E.T. e tre volte Premio Oscar fu costretto a fargli causa, vincendola, in quanto, fra belle promesse e altrettanti silenzi dell\u2019\u2018italico\u2019 regista, con l\u2019inganno gli era stata sottratta indebitamente la paternit\u00e0 della sua ideazione. Tant\u2019\u00e8 che oggi Carlo Rambaldi \u00e8 riconosciuto quale autore del burattino dello sceneggiato dell\u2019\u201conestissimo\u201d e \u201ccattolico\u201d Comencini\u2026<br \/>\nIl concetto di \u00abcastigo\u00bb, da sempre caro \u201cfiore all\u2019occhiello\u201d di una certa cultura pseudo cattolica privata alla base di quella carit\u00e0 cristiana che dovrebbe esserne il motore, \u00e8 del tutto assente in <em>Un burattino di nome Pinocchio<\/em>, in quanto esso \u00e8 sostituito dal concetto di \u00abperdono\u00bb per migliorare e crescere univocamente verso il bene.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci11.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10542\" title=\"Cenci Tecniche12\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci11.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"463\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci11.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci11-300x224.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Lo stesso Geppetto, il personaggio pi\u00f9 \u201cbuono\u201d dell\u2019intero Film ce lo insegna: la sua umilt\u00e0 ne \u00e8 chiara testimonianza: tace anche a Pinocchio che rimane in maniche di camicia pur di vendere la giacca per comperare l\u2019abbecedario per mandarlo a scuola. Anche quando, invecchiato, lo rivede soggiornando nello stomaco del pescecane n\u00e9 lo sgrida n\u00e9 gli fa domande sul perch\u00e9 non sia rincasato in quanto in lui, come nell\u2019animo del regista, non c\u2019\u00e8 mai giudizio o offesa ma sempre piena e totale \u201caccettazione\u201d incondizionata, nonch\u00e9 l\u2019attesa che il proprio figliolo possa migliorare.<br \/>\nAnche l\u2019affetto per la Fata nel Pinocchio di Cenci \u00e8 reso spontaneo e graduale.<br \/>\nVediamolo descritto in azioni attraverso le battute del testo.<br \/>\nDopo averla riabbracciata nelle vesti di una semplice donna, riconosciuta come Fata Turchina, seduto le dice, \u00abVa bene! Da oggi in poi cambier\u00f2 vita\u00bb.<br \/>\n\u00abMe lo prometti?\u00bb, dice Lei.<br \/>\n\u00abTe lo prometto. Per\u00f2 lo faccio solo per te e per il mio babbo\u2026 ci teneva tanto anche lui, povero vecchio\u2026 dove sar\u00e0 a quest\u2019ora?\u2026\u00bb<br \/>\n\u00abE chi lo sa\u2026\u00bb, aggiunge la Fata sapendolo in vita.<br \/>\n\u00abCredi che un giorno potr\u00f2 rivederlo?\u2026\u00bb, chiede speranzoso e un po\u2019 pentito per esser stato in parte la causa di questa perdita.<br \/>\n\u00abMa si!\u2026 Si\u2026 Stai certo che lo rivedrai\u00bb, gli assicura come promessa  certa la buona Fata.<br \/>\n\u00abDici sul serio?\u2026 Oh, grazie Fatina!\u00bb, e, mentre vi \u00e8 un carrello in avanti verso Pinocchio che manda in primissimo piano la Fata seduta di spalle, il burattino constata, \u00abTu sei buona proprio come\u2026 come una vera mamma\u2026\u00bb, si \u201caccorge\u201d ora di identificarla in una vera mamma il piccolo burattino Pinocchio.<br \/>\n\u00abPosso chiamarti mamma?\u00bb, anche se gli viene spontaneo ancora domandare.<br \/>\n\u00abMa si, certo, piccola birba\u2026\u00bb, gli conferma maternamente la Fata.<br \/>\n\u00abMamma\u2026\u00bb, dice trasognato Pinocchio di aver finalmente oltre il babbo anche una mamma\u2026<br \/>\nDall\u2019Inghilterra ci ha scritto e abbiamo pubblicato nella sezione dedicata al Pinocchio di Cenci, \u2018commenti dal mondo\u2019, un toccante commento proveniente dal Regno Unito del quale riportiamo un brano, \u00ab<em>I have no question in my mind that on some level it influenced me as I grew up [the Giuliano Cenci\u2019s Pinocchio], the messages are very strong in comparison to the Disney-ified versions of cartoons we have in the UK; and no doubt it the lessons that Pinocchio learnt as he grew into a human, I learnt as well<\/em>\u00bb (19)<em>.<\/em><br \/>\n\u00ab<em>Nel Pinocchio di Cenci v&#8217;\u00e8 infatti tutta pi\u00f9 sincera tradizione dello spirito cristiano.<\/em> <em>Prevalenza della ragione sugli istinti, la fatica che dobbiamo compiere per realizzare qualcosa, in altre parole la vittoria dello Spirito sulla Materia, sono elementi palesemente evidenti in<\/em> Un burattino di nome Pinocchio.<br \/>\nCenci \u00e8 riuscito ad applicare i veri valori del Vangelo, gli insegnamenti della parola di Dio nientemeno ad un film a cartoni animati che, come ha detto l&#8217;autore &#8220;dell&#8217;anima ne \u00e8 l&#8217;espressione migliore&#8221;.<br \/>\nTesoro di autentica e infallibile Dottrina Cristiana, il Pinocchio di Cenci, senza che te ne accorgi, ti ama come un fratello, ti conforta come un amico, ti accoglie come un padre: dopo che lo hai visto dici \u201cDio mi ama!\u201d.<br \/>\n<em>Giuliano Cenci, in ultima analisi, in<\/em> Un burattino di nome Pinocchio<em>, ha dimostrato u<\/em><em>na profonda conoscenza della psicologia dei personaggi, degli ambienti e del linguaggio dell\u2019animazione, dando vita ad<\/em> <em>un film profondamente tradizionale nella tecnica e nello stile riuscendo finalmente a dare l\u2019anima agli attori disegnati, realizzando, forse inconsapevolmente, non solo il classico dell\u2019animazione italiana del XX Secolo, ma quello che sar\u00e0 ricordato come il pi\u00f9 bel film animato di tutti i tempi.<\/em><br \/>\nCome ha dichiarato il Premio Oscar Carlo Rambaldi (20) riguardo al Capolavoro dell\u2019Animazione Italiana e al suo creatore Giuliano Cenci, \u00ab<em>Credo \u2013 ancora oggi \u2013 che l\u2019unico vero Pinocchio, fedele allo spirito collodiano, \u00e8 stato realizzato solo dalla famiglia Cenci. Un gruppo di impiegati delle poste di Firenze che hanno realizzato ogni giorno dopo il lavoro un cartone animato indimenticabile. Tutti gli altri Pinocchio sono sbagliati<\/em>\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Mario Verger<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Note<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">(1) Giuliano Cenci, <em>La mia personale esperienza,<\/em> \u00ab<em>Ricordi autobiografici<\/em>\u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">(2) Neera Fallaci, \u00abOggi\u00bb, n.9, 29\/02\/68, pp. 48 \u2013 51<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"> (3) Mario Verger, <em><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=10556\" target=\"_self\">Intervista esclusiva a Giuliano Cenci<\/a><\/em>, in \u00ab<em>Un burattino di nome Pinocchio<\/em>\u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">(4) Neera Fallaci, \u00ab<em>Giuliano Cenci. Di giorno \u00e8 un impiegato, di notte fa il Walt Disney<\/em>\u00bb, in \u00abOggi\u00bb, n.9, 29\/02\/68, pp. 48 \u2013 51<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">(5) Mario Verger,\u00a0 <em><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=10356\" target=\"_self\">Intervista a Albertina Rainieri Cenci \u2013 la \u00abFata Turchina\u00bb di Giuliano Cenci<\/a><\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">(6) Ibidem<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">(7) <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=10342\" target=\"_self\">The Adventures of Pinocchio (AKA: Un burattino di nome Pinocchio, Italy, 1972), Directed by Giuliano Cenci, with an introduction by the three-times Oscar Winner Carlo Rambald<\/a>i<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">(8) Ibidem<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">(9) Ibidem<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">(10) Giuliano Cenci, <em>Come fare un cartone animato<\/em>, De Bono Editore, Firenze 1983, pp.56 \u2013 58<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">(11) Ibidem, p.55<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">(12) Ibidem<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">(13)\u00a0Alessandro Cenci, Genesi di Pinocchio<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">(14) Mario Verger,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=10342\" target=\"_self\">The Adventures of Pinocchio (AKA: Un burattino di nome Pinocchio, Italy, 1972), Directed by Giuliano Cenci, with an introduction by the three-times Oscar Winner Carlo Rambald<\/a>i<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">(15) Ibidem<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">(16) Ibidem<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">(17) Ibidem<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">(18) Mario Verger, <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=10556\" target=\"_self\"><em>Intervista esclusiva a Giuliano Cenci<\/em><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">(19)\u00a0Desidero non mettere in discussione nella mia mente che su qualche livello abbia influito su me per come sono cresciuta, i messaggi sono molto forti in confronto con le verisoni Disney di cartoni animati che abbiamo in Gran Bretagna; e senza dubbio le lezioni che Pinocchio ha imparato mentre si \u00e8 sviluppato in un essere umano, le ho imparate pure io.\u00a0Katherine Martin &#8211; England<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">(20) Ibidem<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un burattino di nome Pinocchio &#8211;\u00a0indice dei capitoli Dal momento che gli articoli su Un burattino di nome Pinocchio hanno ricevuto cos\u00ec tanti riscontri da ogni parte del mondo, e tali sono le domande che periodicamente mi pervengono, ho deciso di tornare a parlare nuovamente del Film, apportando un nuovo ed esauriente ampliamento di spiegazioni Definizione di Tecniche Cinematografiche 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