{"id":10556,"date":"2008-02-14T17:26:46","date_gmt":"2008-02-14T16:26:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=10556"},"modified":"2012-05-30T15:45:49","modified_gmt":"2012-05-30T13:45:49","slug":"giuliano-cenci-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=10556","title":{"rendered":"Giuliano Cenci"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_10557\" style=\"width: 630px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci01.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-10557\" class=\"size-full wp-image-10557\" title=\"Giuliano Cenci01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci01.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"453\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci01.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci01-300x219.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-10557\" class=\"wp-caption-text\">Il grande animatore italiano Giuliano Cenci mentre riceve il Premio Speciale Nemoland. Fotografia con Luca Chiarotti tratta da www.scuolanemo.com<\/p><\/div>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Un burattino di nome Pinocchio<\/strong> &#8211;\u00a0<a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=10545\" target=\"_self\">indice dei capitoli<\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Gli articoli su <em>Un burattino di nome Pinocchio<\/em> di Mario Verger con la prestigiosa introduzione del Premio Oscar Carlo Rambaldi, pubblicati in esclusiva su Cinemino prima e su Rapporto Confidenziale ora, hanno avuto un\u2019altissima visibilit\u00e0 <\/span><span style=\"font-family: Arial; font-size: 12px;\">da tutto il mondo. Le provenienze maggiori sono: Italia, Usa, Germania, Francia, Svizzera, Inghilterra. Abbiamo il piacere di proporre ora <\/span><span style=\"font-family: Arial; font-size: 12px;\">l\u2019Intervista di Mario Verger al grande animatore italiano Giuliano Cenci, l\u2019unico regista al mondo che ha saputo parlare direttamente al \u201ccuore\u201d dei ragazzi col suo capolavoro <em>Un burattino di nome Pinocchio<\/em>. In questa intervista esclusiva diretta da Mario Verger, in assoluto la pi\u00f9 riuscita, completa e finora mai realizzata, Giuliano Cenci, il grande Maestro di Cinema di Animazione di fama internazionale creatore di Pinocchio, dedica <em>\u00abai ragazzi di tutto il mondo, e a quegli adulti che, dei ragazzi, abbiano conservato la semplicit\u00e0 di cuore, il senso di giustizia, e lo spirito di fraternit\u00e0\u00bb<\/em>, il classico dell\u2019animazione italiana di tutti i tempi.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Arial; color: black;\"> <strong>Intervista esclusiva a Giuliano Cenci<\/strong> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Arial; color: black;\">di <strong>Mario Verger<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Maestro Giuliano Cenci, come mai pens\u00f2 di realizzare proprio un film su \u201cPinocchio\u201d?<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">A met\u00e0 degli anni \u201960 io e mio fratello, ciascuno nel proprio campo, eravamo professionisti pubblicitari gi\u00e0 abbastanza esperti per affrontare le difficolt\u00e0 (enormi) di un lungometraggio a cartoni animati che \u00e8 il sogno di ogni autore\/animatore. Perch\u00e9 proprio Pinocchio? Perch\u00e9 a quel tempo non eravamo ancora sufficientemente noti presso il grande pubblico per presentare un film su un soggetto qualsiasi, ed era perci\u00f2 indispensabile che il film fosse basato su un soggetto universalmente molto conosciuto e Pinocchio soddisfaceva pienamente tale necessit\u00e0, basti pensare che \u00e8 il libro maggiormente tradotto nel mondo dopo la Bibbia\u2026 inoltre c\u2019era anche un altro motivo validissimo che ci convinse che Pinocchio era il soggetto ideale; infatti, tutte le versioni cinematografiche su questo soggetto fino ad allora realizzate nel mondo non avevano rispettato la vera storia scritta da Carlo Collodi.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"> <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2006\/10\/Pinocchio04.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10432\" title=\"Pinocchio03\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2006\/10\/Pinocchio04.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"621\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2006\/10\/Pinocchio04.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2006\/10\/Pinocchio04-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2006\/10\/Pinocchio04-300x300.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci02.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10558\" title=\"Giuliano Cenci02\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci02.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"465\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci02.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci02-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Ci parli della vostra produzione, sua e di suo fratello Renzo, antecedente al Pinocchio.<\/strong> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">\u00c8 difficile ricordare tutti gli spot pubblicitari e caroselli realizzati tra gli anni \u201850 e \u201860, anche perch\u00e9 si trattava di piccole pubblicit\u00e0 della durata di circa un minuto e mezzo\/due minuti, che generalmente si basavano su una gag a cartoni animati alla quale si \u201cagganciava\u201d la parte pubblicitaria vera e propria, per illustrare i prodotti da reclamizzare, mediante una ripresa dal vero. Questi filmati a quel tempo venivano proiettati nei cinema e spesso io e mio fratello Renzo andavamo apposta a mischiarci fra il pubblico per ascoltare le frequenti risate che ci gratificavano molto. Tra le pubblicit\u00e0 di maggior successo posso citare la \u201cCera Li\u00f9\u201d (realizzata in plastilina), varie pubblicit\u00e0 per mobilifici di Firenze e dintorni e una particolarissima a disegni animati per il parrucchiere per signora \u201cPeppe\u201d di Firenze, che fu un nostro piccolo capolavoro in quanto in quel filmato riuscimmo a realizzare un personaggio animato che si muoveva in un ambiente reale. Dal negozio usciva una modella (in ripresa dal vero) con una bellissima acconciatura, subito seguita da un cupido in volo in cartoni animati che, osservandola allontanarsi, si lascia sfuggire un sonoro fischio di ammirazione. Per quanto riguarda la televisione, allora in bianco e nero, ricordo con quanto impegno ed entusiasmo realizzai una serie di caroselli per i frigoriferi \u201cPHILCO\u201d. In quel periodo gli unici disegnatori eravamo io e mia moglie Albertina; mio fratello Renzo, non essendo un disegnatore, si \u00e8 sempre occupato delle riprese filmate (sia dal vero che dei cartoons) e della progettazione e realizzazione dei macchinari per i cartoni animati o di adattamento di quelli acquistati, necessari nelle varie fasi di lavorazione.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci19.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10535\" title=\"Cenci Tecniche06\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci19.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"459\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci19.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci19-300x222.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci03.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10559\" title=\"Giuliano Cenci03\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci03.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"467\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci03.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci03-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Relativamente a Pinocchio realizzaste dapprima un provino filmato?<\/strong> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Quando decidemmo di lanciare l\u2019idea di realizzare un lungometraggio, la prima urgenza fu la riduzione e l\u2019adattamento cinematografico del racconto di Collodi e la realizzazione della sceneggiatura; cose che feci personalmente e che mi tennero occupato per alcuni mesi, durante i quali l\u2019attivit\u00e0 pubblicitaria fu ridotta al minimo. Poi avremmo dovuto realizzare lo storyboard nonch\u00e9 i layout, ma con un atto non so bene se pi\u00f9 di incoscienza o di coraggio, decisi di non farli perch\u00e9 non solo ci avrebbero fatto \u201cperdere\u201d un sacco di tempo, ma soprattutto ci sarebbero costati veramente tanto; cos\u00ec accantonai l\u2019idea, anche perch\u00e9 lo storyboard in realt\u00e0 gi\u00e0 me lo ero ben creato chiaramente in testa, ed a questo proposito devo anche dire che alcuni colleghi registi e autori di cartoons hanno stentato a credere che effettivamente io abbia potuto realizzare questo film senza aver fatto lo storyboard\u2026 Comunque, dopo aver preso questa decisione, mi dedicai subito a realizzare alcune delle scene pi\u00f9 spettacolari del film da far vedere a possibili finanziatori e che avrebbero dovuto convincerli a \u201ccontribuire alla causa\u201d e a coprire l\u2019enorme cifra occorrente per la lavorazione (che sarebbe stata lunghissima e molto complessa). In tutto realizzai poco pi\u00f9 di quattro minuti di filmato a colori girato su pellicola in passo professionale 35mm, le cui scene erano le seguenti: Geppetto che intaglia il burattino, Pinocchio che scaglia il martello contro il grillo parlante, Pinocchio a tu per tu con Mangiafuoco, Pinocchio il gatto e la volpe in un paesaggio di neve, una carrellata sull\u2019osteria del gambero rosso, Pinocchio il gatto e la volpe a tavola all\u2019interno dell\u2019osteria, l\u2019incontro di Pinocchio con gli assassini nel bosco di notte, due scene di Pinocchio con la fata dai capelli turchini, Pinocchio e Lucignolo in attesa di partire per il paese dei balocchi, la trasformazione di Pinocchio e Lucignolo in ciuchini, il pescatore verde che vuole friggere Pinocchio in padella. Tutto questo materiale era \u201cmuto\u201d e semplicemente accompagnato da un commento musicale. Le scene di questo provino, nella versione definitiva del film, vennero in parte modificate per vari motivi\u2026 per far s\u00ec che la loro durata di proiezione corrispondesse esattamente ai tempi della sceneggiatura e dei \u201cdialoghi\u201d (che furono realizzati solo successivamente), poi perch\u00e9 ritenni opportuno perfezionare la veste grafica di alcuni personaggi come il gatto, la volpe, e lo stesso Mangiafuoco\u2026. inoltre, tutte queste scene erano state realizzate utilizzando scenografie eseguite da me personalmente, ma quando fu realizzato il film, essendo indispensabile ottenere una perfetta uniformit\u00e0 grafica, le dovemmo girare nuovamente con i fondali dei miei due scenografi \u201cufficiali\u201d, i pittori Alberto D\u2019Angelo e Abramo Scortecci che lavoravano cos\u00ec: Scortecci impostava la scenografia secondo le esigenze della sceneggiatura e del regista e D\u2019Angelo la completava con la parte pittorica.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci04.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10560\" title=\"Giuliano Cenci04\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci04.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"461\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci04.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci04-300x223.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2007\/09\/pinocchio-14.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10475\" title=\"Cenci_Disney09\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2007\/09\/pinocchio-14.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"471\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2007\/09\/pinocchio-14.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2007\/09\/pinocchio-14-300x227.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Come mai per la presentazione dei provini pens\u00f2 a Corrado Mantoni? E come lo contatt\u00f2?<\/strong> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Conoscevo il suo procuratore legale, Sig. Carini, con il quale avevo collaborato in ambito pubblicitario. Fu tramite lui che mi fu possibile contattare Corrado Mantoni per proporgli di aiutarmi a presentare in modo \u201cprofessionale\u201d il materiale filmato di prova del Pinocchio. Pensai a lui perch\u00e9 in quel periodo Corrado era famosissimo ed in TV andava per la maggiore; a mio parere era la persona giusta per garantirmi il migliore impatto possibile con il pubblico. Corrado, da parte sua, fu entusiasta di partecipare a questa presentazione\u2026 e in effetti, con la sua professionalit\u00e0, rese il mio compito molto pi\u00f9 agevole quando nel 1966 presentai la mia idea ad un pubblico selezionato di imprenditori e professionisti fiorentini, i potenziali finanziatori del film, stando al mio fianco alla sala Stensen nel viale Don Minzoni a Firenze. Era una persona simpaticissima e molto cordiale, pronto alla battuta. Ricordo una sera a cena in un ristorante vicino a Fiesole\u2026 c\u2019era anche Walter Chiari, che in quel periodo stava prendendo il brevetto di pilota d\u2019aereo e cercava di convincere Corrado a fare altrettanto. \u201cSapessi\u2026\u201d diceva Walter \u201cquando vado su con l\u2019aereo, ho la netta sensazione di lasciare a terra tutti miei guai; solo lass\u00f9 in cielo mi sento veramente libero\u2026 Perch\u00e9 non provi anche tu?\u201d Corrado ci pens\u00f2 un attimo, poi rispose che per lui era ancora un pochino troppo presto per andare in cielo!.. Per tornare a quel memorabile giorno alla sala Stensen, Corrado mi present\u00f2 dicendo di essere rimasto personalmente conquistato dalla mia idea e dalle belle scene che aveva gi\u00e0 visto in anteprima, poi mi pass\u00f2 la parola ed io illustrai meglio quel mio progetto, i tempi di realizzazione e la spesa preventivata. Quindi vennero proiettate le scene realizzate a spese mie e di mio fratello (spese molto cospicue!). Successivamente riprese la parola Corrado e, infine, conclusi io invitando coloro che avessero avuto l\u2019intenzione di partecipare al finanziamento del film a comunicarlo ad un noto studio legale fiorentino, dove avrebbero avuto ulteriori precisazioni circa le modalit\u00e0 di partecipazione agli utili, forme di tutela a garanzia dei capitali investiti, ecc. Il risultato di quella presentazione fu che della somma preventivata per realizzare il film (circa 500 milioni di lire di allora!) i finanziatori mi misero a disposizione poco pi\u00f9 della met\u00e0, e questo mi cre\u00f2 non pochi problemi di coscienza\u2026 Il dubbio principale per me era questo: spendere quei 250 milioni ed arrivare a met\u00e0 del lavoro senza la garanzia di trovare il resto della somma mancante (con tutte le possibili conseguenze), oppure rinunciare al progetto del lungometraggio, alle prospettive di lavoro che gi\u00e0 intravedevo davanti a me e ai miei sogni di giovane regista, cos\u00ec vicini a realizzarsi? Mi feci coraggio e presi la decisione pi\u00f9 difficile, scelsi di cominciare ugualmente\u2026 e, come avevo sperato, il resto della somma occorrente lo trovai nel corso della lavorazione, man mano che i mezzi di informazione davano notizia dei progressi nella produzione del film.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci06.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10561\" title=\"Giuliano Cenci06\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci06.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"469\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci06.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci06-300x226.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci03.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10515\" title=\"Albertina Cenci04\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci03.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"465\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci03.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci03-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Ci mise molto per ideare la versione definitiva di Pinocchio e di tutti gli altri personaggi?<\/strong> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Pinocchio \u00e8 un racconto che mi ha sempre affascinato fino da bambino, e fino da allora i personaggi di questa storia avevano spesso attraversato la mia mente; quando da adulto ebbi la necessit\u00e0 di focalizzare questi personaggi su carta, traducendoli in veri e propri \u201cmodel sheet\u201d, si tratt\u00f2 in definitiva di \u201cprelevarli\u201d uno per uno dalla mia mente e tradurli graficamente in modo \u201cfisso\u201d e \u201cstabile\u201d. Dunque non fu molto difficile realizzare questi personaggi; solo alcuni richiesero qualche correzione grafica in pi\u00f9 dalla versione iniziale a quella definitiva, ma pi\u00f9 che altro per motivi psicologici. La fata, per esempio, fu abbastanza facile perch\u00e9 secondo me non poteva presentarsi secondo lo stereotipo di una fata classica con tanto di bacchetta magica; doveva essere piuttosto una mamma, anche se con qualche \u201cdono magico\u201d in pi\u00f9, ma, del resto, quale mamma non \u00e8 capace di \u201cmagie\u201d dettate dall\u2019amore materno? Pinocchio fu facilissimo, semplicemente un poco ispirato al mio modello preferito: quello illustrato da Attilio Mussino sul libro della mia infanzia. Il gatto e la volpe invece mi crearono qualche piccolo problema perch\u00e9 per un amante degli animali come me vi era qualche difficolt\u00e0 a conciliare la dolcezza e simpatia di una volpe e di un gatto con la viscida e delinquenziale astuzia dei due lestofanti, ma alla fine credo di esserci riuscito\u2026 Geppetto non mi cre\u00f2 problemi di alcun genere: il modello era mio padre, ed a lui mi sono profondamente ispirato nel suo modo di parlare, di muoversi, specialmente in certi atteggiamenti. Solo nella barba e nei baffi si differenziava da lui; mio padre infatti non li aveva, ma per il resto erano la stessa persona. Ed a mio padre mi ispirai anche quando, nel corso della lavorazione del film, lui mor\u00ec improvvisamente proprio quando mi accingevo a realizzare l\u2019animazione della scena di Pinocchio che piange sulla tomba della fata: in quel pianto dirotto e disperato di Pinocchio \u00e8 rappresentato tutto il mio dolore per la sua morte che mi colse assolutamente impreparato. Il grillo parlante fu tra i personaggi che mi impegnarono un po\u2019 di pi\u00f9 perch\u00e9 c\u2019era il rischio che ne scaturisse un personaggio antipatico, saccente, petulante, e che quasi si sarebbe anche meritato di essere schiacciato dal martello; per fortuna riuscii ad ingaggiare la CDC di cui era allora direttore Lauro Gazzolo, e lui accett\u00f2 di buon grado di dare la voce proprio al grillo parlante; rielaborai allora il mio piccolo grillo immaginandolo con la voce di Gazzolo, e ne venne fuori il simpatico personaggio del mio film! Anche Il personaggio del pescatore verde presentava qualche problema perch\u00e9 non doveva essere caricaturale, ma neanche troppo umanizzato; doveva essere solo una specie di \u201comaccione\u201d anatomicamente quasi normale, ma con qualcosa di \u201cstrano\u201d ed assolutamente fuori dell\u2019ordinario. Un abbigliamento semplicissimo e ridotto al minimo, insieme ad un gran cespuglio di alghe al posto dei capelli nonch\u00e9 il colore verde della sua pelle risolsero il problema. Pochi problemi anche per Lucignolo; bastava disegnarlo come un ragazzo magro, trasandato e piuttosto brutto, mettergli anche una voce un po\u2019 antipatica, ed il gioco era fatto! Quasi nessun problema anche per il simpatico cane Alidoro e per gli altri personaggi secondari del film.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci07.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10562\" title=\"Giuliano Cenci07\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci07.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"465\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci07.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci07-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci09.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10540\" title=\"Tecniche-Cenci09\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci09.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"466\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci09.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci09-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Visto che Pinocchio \u00e8 un capolavoro creato da un\u2019intera famiglia fiorentina, ci parli un po\u2019 di alcuni dei familiari che parteciparono al film. Innanzitutto in pi\u00f9 di un\u2019intervista lei parl\u00f2 di suo padre.<\/strong> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Come ho detto altre volte, mio padre Guido \u00e8 stato per me una grande fonte di ispirazione, e sono sempre rimasto affascinato dalle sue doti di intelligenza, capacit\u00e0 ed addirittura \u201cgenialit\u00e0\u201d. Era appassionato di meccanica, come del resto mio fratello Renzo, e loro due costituivano una coppia dalle capacit\u00e0 incommensurabili; basti pensare che quando avevo 18 anni e stavo faticosamente cercando di entrare da autodidatta nel mondo dei cartoni animati, per poter proseguire nei miei esperimenti di animazione mi era assolutamente indispensabile una cinepresa da cartoni animati professionale a passo 35mm, ma la mia era una famiglia con poche possibilit\u00e0 finanziarie e solo la loro genialit\u00e0 poteva venire in mio soccorso; acquistarono a rate una vecchia cinepresa a passo 16mm, la smontarono per studiarne il funzionamento, e ne costruirono un\u2019altra, pi\u00f9 grande, con caratteristiche professionali a passo 35mm. Esteticamente non era bella a vedersi; esternamente si presentava come una specie di cubo metallico con la parte ottica ricavata da un obiettivo di una vecchia macchina fotografica, ma era perfettamente funzionante e permetteva di fare delle ottime riprese filmate professionali di cartoni animati essendo dotata di scatto singolo e montata su un rudimentale ma solido impianto verticale, con un piano di ripresa munito di lampade che illuminavano il piano stesso con una angolazione a 45\u00b0. Mio padre non amava la parola \u201cimpossibile\u201d e traduceva questa sua convinzione in atti pratici; ad esempio all\u2019inizio degli anni \u201940, poco prima della seconda guerra mondiale, un \u201clampo\u201d del genio di mio padre permise alla nostra famiglia di mantenersi aggiornata, sia culturalmente sia riguardo agli avvenimenti bellici. A quel tempo infatti la televisione non esisteva ancora e la radio era un bene di lusso che pochi potevano permettersi; l\u2019unica fonte di informazioni per la popolazione erano i giornali, ma anche questi avevano un costo che da una famiglia come la nostra non poteva essere sostenuto senza incidere sulle strette necessit\u00e0 vitali. Era tuttavia indispensabile seguire da vicino l\u2019andamento della situazione, soprattutto sotto l\u2019aspetto politico e militare che ormai era foriero di guerra imminente. Mio padre aveva solo la licenza di quinta elementare, ma come ho detto era dotato di una intelligenza eccezionale, ben superiore alla norma, e pens\u00f2 di risolvere il problema dell\u2019informazione nell\u2019unico modo per noi possibile; acquist\u00f2 un manuale per costruirsi da solo un apparecchio radioricevente a cristalli di galena, e anche tutto il materiale occorrente che fortunatamente non aveva costi troppo elevati. In breve tempo riusc\u00ec perfettamente nell\u2019intento, dotando anche l\u2019apparecchio di ben tre diverse diramazioni di ascolto con auricolari a cuffia, in modo che addirittura tre persone potessero ascoltare contemporaneamente la trasmissione, e lo install\u00f2 nel comodino della sua camera da letto. Ricordo con quanta soddisfazione il babbo mi porse una delle cuffie facendomela mettere alle orecchie; credo che in quel momento stessero trasmettendo una commedia e rimasi stupito per la nitidezza delle voci degli attori che si udivano con grande chiarezza e senza alcun fruscio. Ma tra i tanti episodi e aneddoti riguardanti mio padre, vale la pena di citarne uno della sua giovent\u00f9 avvenuto durante la guerra 1915-18 quando lui aveva 30 anni. Era stato richiamato alle armi per essere inviato al fronte di guerra, ma mio padre era un obiettore di coscienza ante litteram e non poteva certo dichiararlo pena la fucilazione; lui per\u00f2 non poteva accettare di dover sparare ad altri esseri umani che come lui avevano il solo torto di essere stati inviati a fare la stessa cosa sul fronte opposto. Pens\u00f2 allora di sfruttare la sua passione per la meccanica (che per\u00f2 era solo un hobby perch\u00e9 in realt\u00e0 era un semplice operaio all\u2019acquedotto del Comune di Firenze e non era mai stato un meccanico professionista!)\u2026 il Ministero della guerra aveva emesso un bando grazie al quale i meccanici professionisti potevano evitare di essere inviati al fronte di guerra, per essere invece inviati alla fabbrica di armi di Terni. Ovviamente dovevano per\u00f2 dimostrare di essere veramente meccanici esperti mediante la esecuzione di una prova, il cosiddetto \u201ccapolavoro\u201d che consisteva nel realizzare, senza l\u2019ausilio di nessun macchinario ma solo con l\u2019uso di un banco munito di morsa, nonch\u00e9 una semplice sega a ferro ed alcune lime a ferro, un perfetto incastro a \u201ccoda di rondine\u201d. Mio padre dunque rischiava veramente grosso se avessero scoperto il suo tentativo di bluff, ma il suo capolavoro risult\u00f2 talmente perfetto che fu ammesso ai primi posti in graduatoria per essere inviato alla fabbrica di armi\u2026 e fu l\u00ec che infatti and\u00f2\u2026 Mio fratello Renzo assomigliava molto a nostro padre per capacit\u00e0, intelligenza e genialit\u00e0. Inoltre era appassionato di fotografia, e sia in bianco nero che a colori realizzava delle foto stupende! Per questo affidai a lui la responsabilit\u00e0 del reparto \u201criprese filmate\u201d, in qualit\u00e0 di direttore della fotografia, del nostro film lungometraggio. Inoltre, bench\u00e9 non sia mai stato un disegnatore, Renzo era tuttavia un ottimo pittore non professionista. Aveva inoltre, come ho detto prima, grandi capacit\u00e0 nel progettare e costruire alcune particolari attrezzature cinematografiche per la realizzazione dei nostri cartoons. Era altres\u00ec bravissimo nel lavorare il ferro battuto ed il rame a fogli dai quali, a sbalzo, ricavava bellissimi pannelli decorati. Ma era anche un bravissimo elettricista, sia pur sempre a livello di hobby\u2026 infatti la nostra prima moviola 35mm, che riuscimmo ad avere (ad un prezzo puramente simbolico) solo perch\u00e9 la ditta cinematografica che la possedeva la giudic\u00f2 non pi\u00f9 riparabile, riusc\u00ec a ripararla Renzo, che aveva gi\u00e0 capito dov\u2019era il difetto e che in poco tempo la rese nuovamente e perfettamente funzionante!\u2026 Anche la maggiore delle mie due sorelle ha preso parte alla lavorazione del nostro film con le mansioni di segretaria di produzione, svolgendo con puntualit\u00e0 e precisione il suo non facile compito. Mio nipote Alessandro invece, figlio di Renzo, a sua volta si \u00e8 dimostrato degno erede del padre e del nonno; anche lui appassionato di riprese filmate e di fotografia, ha partecipato alle riprese del film di Pinocchio in qualit\u00e0 di secondo operatore in una \u00e9quipe di quattro operatori. Tengo a ribadire ancora una volta la mia gratitudine a tutti i miei familiari che con me presero parte a questa straordinaria impresa. A coronamento del tutto un grazie particolare lo devo a mia moglie Albertina, che mi ha sempre sostenuto, sia moralmente sia tramite la sua attiva collaborazione di scompositrice e pittrice, fino dal tempo in cui eravamo fidanzati\u2026 come un angelo custode mi \u00e8 rimasta sempre vicina ed ha continuato a farlo non solo durante la lavorazione del film ma anche dopo, non solo nelle gioie ma soprattutto nelle tante difficolt\u00e0 della vita.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci08.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10564\" title=\"Giuliano Cenci08\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci08.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"462\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci08.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci08-300x223.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci09.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10565\" title=\"Giuliano Cenci09\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci09.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"463\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci09.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci09-300x224.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Ci parli della lavorazione del suo film.<\/strong> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">La lavorazione del film dur\u00f2 complessivamente quasi cinque anni tra pre-produzione, produzione vera e propria e post-produzione. All\u2019epoca abitavamo in una palazzina nella zona di Coverciano (Firenze), io al piano terra rialzato e mio fratello al primo piano, entrambi in appartamenti di cinque stanze. Inoltre nel seminterrato avevamo in comune un ampio e luminoso locale, originariamente destinato a rimessa per le nostre auto. Fu proprio in questo locale seminterrato che vennero realizzate le prime scene del film (presentate successivamente alla sala Stensen) e fu sempre qui che, sotto la mia direzione, cominciarono a lavorare i primi disegnatori di Pinocchio. All\u2019inizio si trattava di dipendenti del Comune di Firenze, delle Poste e della SIP, che prestavano la loro opera come se si trattasse di una forma di finanziamento; in quel modo, infatti, diventavano soci della nostra impresa come \u201cassociati in partecipazione\u201d che invece di versare denaro versavano \u201clavoro\u201d. Prima tre persone, poi quattro, poi cinque\u2026 Il clima era allegro, quasi goliardico, a volte mentre lavoravano intonavano cori, ma il lavoro procedeva bene ed io lasciavo loro una discreta libert\u00e0. Uno per volta i disegnatori aumentavano, alcuni anche come veri e propri dipendenti, entrando a far parte della \u00e9quipe nei vari settori: scomposizione, intercalazione, reparto inchiostro, reparto colore, scenografie, ripresa. Nel gruppo c\u2019era anche un disegnatore particolare: quello addetto alla trascrizione grafica dei filmati \u201cguida\u201d\u2026 per rendere reali, nel cartone animato, movimenti particolarmente complessi. Man mano che il lavoro procedeva sentivo la necessit\u00e0 di un \u201crinforzo\u201d anche relativamente all\u2019animazione\u2026 infatti, la mia veste non era solo quella del regista e coordinatore di tutti i settori, ma soprattutto quella dell\u2019unico animatore. Provammo vari animatori, ma erano o troppo lenti nel disegnare o non erano all\u2019altezza della qualit\u00e0 da noi richiesta, che era quella della full animation disneyana. Alla fine, dopo alcuni mesi, arriv\u00f2 finalmente quello che divent\u00f2 il mio principale collaboratore all\u2019animazione, Italo Marazzi, bravissimo animatore che consent\u00ec un ulteriore cospicuo passo avanti alla produzione. A causa della sempre pi\u00f9 urgente necessit\u00e0 di spazio per accogliere tutti i collaboratori, io e la mia famiglia ci trasferimmo momentaneamente in un appartamento in affitto, mettendo cinque ulteriori stanze a disposizione della produzione del film. In quel periodo e fino alla fine della lavorazione di Pinocchio (ultimi due anni e mezzo circa), come gruppo di lavoro eravamo: due animatori, cinque scompositori, quattro intercalatori, sei ripassatori ad inchiostro, sei coloritrici, due scenografi, quattro operatori di ripresa, un disegnatore da film guida, tre addetti alla revisione e controllo delle scene finite e pronte per la ripresa, oltre alla segretaria di produzione, senza contare i commercialisti addetti alla contabilit\u00e0 ed un assistente legale. Pochi furono quelli che interruppero la collaborazione prima della fine della lavorazione e che furono prontamente sostituiti. Con alcuni collaboratori, come Italo Marazzi ad esempio, fu facile anche instaurare un caloroso e solidissimo rapporto di amicizia che dura oggi come allora!&#8230;<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci02.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10514\" title=\"Albertina Cenci03\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci02.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"619\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci02.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci02-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/Albertina-Cenci02-300x300.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci10.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10566\" title=\"Giuliano Cenci10\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci10.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"462\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci10.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci10-300x223.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Lei si avvalse di una consulenza d\u2019eccezione: Mario Lorenzini nipote di Collodi.<\/strong> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Mario Lorenzini era amico di uno dei nostri soci finanziatori che me lo present\u00f2 perch\u00e9 voleva essere certo che non avremmo stravolto il racconto del Collodi, come invece aveva fatto Walt Disney con il suo \u201cPinocchio\u201d realizzato negli anni \u201940. A causa di questo la famiglia Lorenzini era stata in lite giudiziaria con Disney, accusato appunto di avere completamente modificato il testo di un libro conosciutissimo in tutto il mondo, facendolo apparire come una storia tirolese che ben poco aveva a che fare con il racconto originale. Mario Lorenzini, in rappresentanza di tutta la famiglia, lesse attentamente la sceneggiatura del nostro film e l\u2019approv\u00f2 con entusiasmo firmandone tutte le pagine; inoltre mi ringrazi\u00f2 complimentandosi con me per aver rispettato pienamente il vero spirito del racconto Collodiano, e divenne a sua volta un nostro associato in partecipazione. C\u2019\u00e8 anche un piccolo aneddoto che mi piace ricordare; in quel periodo in un cinema di Firenze era in programmazione il \u201cPinocchio\u201d a cartoni animati realizzato in Russia. Lorenzini mi telefon\u00f2 per invitarmi ad andare a vederlo insieme\u2026 lui lo aveva gi\u00e0 visto ma non gli era piaciuto ed avrebbe gradito un mio parere in merito. Accettai di buon grado e gi\u00e0 durante la proiezione convenni con lui che il film effettivamente era di scarso valore. Ad un certo punto sullo schermo apparve una scena in cui si vedeva l\u2019ingresso del gran teatro dei burattini e l\u2019inquadratura si sofferm\u00f2 sulla \u201ccassa\u201d (dove si paga il biglietto d\u2019ingresso); evidentemente in lingua russa \u201ccassa\u201d si scrive \u201ckakka\u201d e Lorenzini avvicinandosi mi sussurr\u00f2 all\u2019orecchio: \u201cvede Cenci? Quando le chiesi che genere di Pinocchio intendeva fare, \u00e8 perch\u00e9 avevo paura che potesse assomigliare a quella parola l\u00e0!\u201d\u2026<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci11.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10567\" title=\"Giuliano Cenci11\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci11.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"461\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci11.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci11-300x223.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci12.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10568\" title=\"Giuliano Cenci12\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci12.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"463\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci12.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci12-300x224.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Renato Rascel fu il narratore nelle scene di collegamento e cant\u00f2 anche la canzone del film. Come lo conobbe?<\/strong> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Conobbi Rascel presso lo stabilimento di sonorizzazione River Sinc a Roma, in via Antonelli, dove stavamo registrando i dialoghi del film. Alla River Sinc, diretta dal mio amico Zoen, era di casa anche il mio carissimo amico Riccardo Paladini che a sua volta era amico di tanti grandi personaggi del mondo dello spettacolo tra i quali, appunto, Renato Rascel. Rascel era notoriamente piccolo di statura e su questo amava scherzare; in una pausa di doppiaggio ci raccont\u00f2 la sensazione da lui provata quando si rec\u00f2 dal Presidente della Repubblica per ricevere l\u2019onorificenza di Grand\u2019Ufficiale, e si trov\u00f2 tra due ali di corazzieri (notoriamente altissimi): ci disse che fu proprio quella situazione, un po\u2019 imbarazzante ma anche comica a causa della differenza di statura tra lui e loro, a fornirgli l\u2019ispirazione per quella che divenne la famosissima canzone del \u201ccorazziere\u201d. Rascel per\u00f2, per quanto fosse indubbiamente un grandissimo attore ed un grande comico, era tuttavia un personaggio molto difficile da dirigere in un doppiaggio, ed era anche un po\u2019 permaloso. Posso fare un esempio con una delle scene in cui prestava la sua voce come \u201cnarratore\u201d nella quale doveva parlare delle \u201cperipezie\u201d di quel pezzo di legno che poi fin\u00ec nelle mani di un falegname di nome Geppetto\u2026 Rascel, che era un grande improvvisatore di indiscutibile valore creativo, ritenne di modificare il testo della narrazione che gli avevo dato, dicendo \u201cperipenonne\u201d anzich\u00e9 \u201cperipezie\u201d. Io gli obiettai subito che quella battuta, per quanto carina, a mio giudizio non era adatta per inserirla nel film. Lui si adegu\u00f2 alla mia correzione, ma si arrabbi\u00f2 molto\u2026 Il difficile carattere di Rascel si intuisce anche da un altro fatto; le musiche del film non furono solo del maestro Vito Tommaso ma anche dello stesso Renato Rascel, specialmente per quanto riguarda la canzone che accompagna tutti i titoli del lungometraggio\u2026 in pochi per\u00f2 sanno che questa non \u00e8 la canzone originale; Rascel e Tommaso avevano scritto per prima un\u2019altra canzone, che indiscutibilmente era molto bella (sulle note del motivo principale che tutt\u2019ora accompagna il film specialmente nelle scene della fata e nella scena finale della trasformazione del burattino in bambino vero), per\u00f2 si trattava di una canzone molto meno allegra e troppo seria, almeno per come la desideravo secondo la mia concezione. Le parole di quella canzone oggi non le ricordo pi\u00f9 bene, salvo quelle iniziali che erano queste: \u201cdi tutte le teste di legno che esistono al mondo\u2026 la mia testa di legno son certo non \u00e8 la pi\u00f9 dura\u2026 c\u2019\u00e8 gente che non sa pi\u00f9 amare\u2026 non crede pi\u00f9 a niente\u2026 di nulla ha paura\u2026\u201d Il regista ero io e, ovviamente, Rascel e Vito Tommaso dovettero rifare la canzone che divenne quella attuale, ma Rascel non grad\u00ec per niente.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci13.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10533\" title=\"Cenci Tecniche04\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci13.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"466\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci13.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci13-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci14.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10532\" title=\"Cenci Tecniche03\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci14.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"467\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci14.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/Tecniche-Cenci14-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Il suo Pinocchio \u00e8 stato doppiato dai pi\u00f9 grandi doppiatori dell\u2019epoca: come avvenne l\u2019incontro con Riccardo Paladini?<\/strong> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Conoscevo Riccardo Paladini da molti anni per rapporti di lavoro in campo pubblicitario e documentario, e mi rivolgevo a lui ogni volta che mi serviva qualche voce particolare di doppiatori perch\u00e9 lui conosceva personalmente tutti i pi\u00f9 grandi attori e doppiatori dell\u2019epoca. Con il tempo diventammo molto amici ed il ricordo di lui rester\u00e0 sempre tra quelli a me pi\u00f9 cari. Per quanto riguarda il \u201cdoppiaggio\u201d di Pinocchio, in senso letterale, non fu mai fatto\u2026 i doppiatori infatti, eseguono un doppiaggio solo quando viene proiettata una scena muta e loro, guardando in proiezione i movimenti labiali, ci mettono la voce. Invece La C.D.C. (Compagnia Doppiatori Cinematografici), che registr\u00f2 i dialoghi del nostro film, non recit\u00f2 osservando scene mute proiettate sullo schermo perch\u00e9 era il 1966 e le scene dovevano essere ancora disegnate\u2026 i doppiatori si limitavano a recitare la sceneggiatura leggendo i vari testi come si fa nelle prove teatrali. Il doppiaggio nel vero senso del termine fu realizzato solo relativamente ai pochi minuti di scene mute gi\u00e0 realizzate per la presentazione all\u2019Istituto Stensen\u2026 e quando il grande Lauro Gazzolo (allora direttore della C.D.C.) vide in proiezione quelle scene, si lasci\u00f2 andare a questo commento: \u201cMi da&#8217; sempre una grande soddisfazione doppiare i cartoni animati, ma quando poi sono di un livello cos\u00ec alto, ancora di pi\u00f9!\u201d\u2026 La voce di Pinocchio, la pi\u00f9 importante, \u00e8 di <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=4129\" target=\"_self\">Roberta Paladini<\/a>, la nota attrice figlia di Riccardo Paladini, che allora aveva appena 11 anni, ma per quanto io e suo padre fossimo amici, non fu per questo che a Roberta fu affidata questa importantissima parte nei dialoghi del nostro lungometraggio. Riccardo, persona correttissima oltre che di grandissima esperienza in campo cinematografico, aveva gi\u00e0 intuito che sua figlia Roberta poteva essere adatta a prestare la sua voce a Pinocchio, ma non mi disse niente; si limit\u00f2 solo ad inserire Roberta nel gruppetto di cinque o sei ragazzi e ragazzine candidati a sostenere un provino per lo stesso ruolo. Senza sapere di chi erano le voci, ascoltai pi\u00f9 volte i provini registrati finch\u00e9 scelsi la voce che sarebbe stata quella di Pinocchio, e solo a quel punto seppi che la prescelta era Roberta. Altri doppiatori per i ruoli pi\u00f9 importanti del film furono: Geppetto: Roberto Bertea; la Fata: Vittoria Febbi; Il gatto: Manlio De Angelis; la Volpe: Sergio Tedesco; Grillo Parlante: Lauro Gazzolo; Lucignolo: Flaminia Jandolo; il pappagallo: Luigi Pavese; tonno: Nino Pavese; Mangiafuoco: Michele Gammino; Pescatore verde: Arturo Dominici. Credo di poter raccontare un aneddoto, riguardante Roberta, che denota l\u2019impegno e la professionalit\u00e0 con i quali una ragazzina di 11 anni si accingeva ad affrontare un ruolo tanto importante e difficile. Nel periodo in cui stavamo registrando i dialoghi del film, Riccardo mi raccont\u00f2 che il giorno prima sua moglie si era presa uno spavento terribile; rientrando a casa, appena entrata, la signora sent\u00ec Roberta che gridava in una stanza in fondo al corridoio, la sentiva singhiozzare e piangere disperatamente! La mamma allora la raggiunse di corsa immaginandosi chiss\u00e0 quale tragica situazione\u2026 e invece scopr\u00ec che Roberta stava semplicemente \u201cprovando\u201d la scena in cui Pinocchio piange e si dispera sulla tomba della fata! Vorrei concludere queste note sui doppiatori dando anche qualche cenno su un\u2019altra fase importante della sonorizzazione di un film; infatti, al di l\u00e0 del doppiaggio e della colonna musicale, non \u00e8 da sottovalutare neppure la colonna degli \u201ceffetti sonori\u201d. Anche se la figura caratteristica del \u201crumorista\u201d sta scomparendo dato che gli effetti digitali suppliscono a tutto (o quasi), un accenno a questa fase importante di lavorazione credo che valga la pena farlo relativamente ad una scena particolare di Pinocchio, quella in cui la volpe dice (rivolta al gatto): \u201cho forse la faccia di chi dice bugie io?\u201d; poich\u00e9 il gatto annuisce, la volpe gli tira in testa un colpo di bastone. Ci\u00f2 che desideravo era che il tecnico degli effetti sonori riproducesse il suono sordo di una zucca vuota! Era indubbiamente un rumore inconsueto ed il rumorista si adopr\u00f2 con tutta la sua esperienza e la massima buona volont\u00e0 per accontentarmi; prov\u00f2 a percuotere un pallone da foot-ball, palle di ogni tipo, recipienti vuoti o parzialmente riempiti di acqua ed altre cose ancora; ma i risultati, ascoltando la registrazione di questi suoni, non erano quelli desiderati. Ad un certo punto, scoraggiato, il rumorista fece un gesto sconsolato e col suo simpaticissimo dialetto romanesco mi disse: \u201csenta dotto\u2019, io c\u2019ho provato\u2026 a me nu\u2019mme riesce proprio, che ce posso fa\u2019?&#8230;\u201d Per la verit\u00e0 a me un\u2019idea era venuta, ma tanto mi sembrava assurda che sul momento ritenni opportuno non parlarne a nessuno. Sospesi la registrazione degli effetti e mi recai nel mercato ortofrutticolo adiacente allo stabilimento di sonorizzazione. Qui, su una bancarella, vidi dei bellissimi e grandi cocomeri. Quando il venditore si accorse che ne ero interessato cominci\u00f2 a decantarne la bont\u00e0. Scelsi il pi\u00f9 grosso, lo pagai e\u2026 subito dopo gli chiesi, con pagamento di un ulteriore compenso, di praticare nel cocomero una apertura, pi\u00f9 piccola possibile, che fosse per\u00f2 sufficiente a svuotare completamente il frutto di tutta la sua succosa e saporita polpa! Probabilmente avr\u00e0 pensato di trovarsi di fronte ad un matto! Quando poco dopo tornai in sala di registrazione con il cocomero vuoto, il rumorista prov\u00f2 a percuoterlo con il palmo della mano e l\u2019effetto sembr\u00f2 abbastanza convincente. Effettuammo la registrazione e\u2026 \u201cbuona la prima!\u201d: quel suono era perfetto e cos\u00ec fu inserito in quella scena del film. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Terminato il film cosa avvenne? Lei ebbe un contatto col direttore della Titanus?<\/strong> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Era l\u2019inizio di settembre del 1971; io mi trovavo ancora a Roma perch\u00e9 la sera precedente il mio film, appena ultimato, era stato presentato in anteprima alla stampa ed agli altri mezzi di informazione. Stavo preparando i bagagli per tornare a Firenze, quando in albergo mi raggiunse una graditissima telefonata; si trattava di Goffredo Lombardo, allora direttore generale di una delle pi\u00f9 grandi case di distribuzione mondiali: la TITANUS. Io, oltre che regista e autore del film, a quel tempo ero anche amministratore unico della Societ\u00e0 che deteneva tutti i diritti di sfruttamento del nostro lungometraggio. Lombardo mi disse che era stato presente anche lui alla presentazione del film, e che desiderava parlarmi con la massima urgenza; ovviamente non me lo feci ripetere due volte! Lasciai perdere i bagagli, chiamai un taxi e mi precipitai alla sede della Titanus\u2026 e fui subito ricevuto dal direttore generale nel suo ufficio. Lombardo mi fece sedere mentre lui, al di l\u00e0 della scrivania, rimase in piedi giocherellando con i suoi occhiali facendoli roteare tra le dita della mano destra. \u201cCenci &#8211; mi disse subito &#8211; quello che lei ha davanti \u00e8 il contratto di distribuzione mondiale del suo film. Le dico sinceramente che quando ieri sera l\u2019ho visto me ne sono innamorato! Purtroppo abbiamo poco tempo perch\u00e9 ormai siamo a ridosso delle festivit\u00e0 natalizie, ma la Titanus \u00e8 un colosso e vedremo di farcela; in questi tre mesi faremo a tempo di record manifesti, locandine e quant\u2019altro perch\u00e9 il film possa uscire per Natale in tutti i pi\u00f9 importanti paesi del mondo! Lei firmi questo contratto e poi dovr\u00e0 solo stare a vedere quale successo far\u00f2 avere a questo film!&#8230;\u201d Quella mattina di settembre 1971 avrei dovuto firmare di corsa quel contratto e tornarmene a Firenze, felicissimo! Invece, pensando che molti dei miei finanziatori mi avevano affidato tutti i lori risparmi per fare quel film, un errato senso di gratitudine mi fece balenare l\u2019idea che forse era meglio renderli partecipi di questa fantastica offerta, e quindi dare loro anche la possibilit\u00e0 di accettarla o meno, anche se, personalmente, ero convinto che un\u2019occasione del genere nessuno se la sarebbe fatta scappare! Chiesi a Goffredo Lombardo tre giorni di tempo per tornare a Firenze, convocare l\u2019assemblea di tutti i soci finanziatori, ricevere la loro approvazione, e quindi sarei tornato a Roma per firmare il contratto. Sia pure a malincuore il dott. Lombardo mi concesse questa piccola dilazione raccomandandomi di non tardare neanche un\u2019ora di pi\u00f9. A Roma per\u00f2, per firmare quel contratto, non potei pi\u00f9 tornarci perch\u00e9 la maggioranza dei finanziatori rifiut\u00f2 di accettare. Purtroppo i miei soci, assolutamente inesperti riguardo il complesso mondo cinematografico, dettero troppa importanza al fatto che la Titanus (dal momento che il nostro film era gi\u00e0 ultimato e non ancora in lavorazione) non prevedeva il cosiddetto \u201cminimo garantito\u201d, che in realt\u00e0 significava solo che la casa di distribuzione avrebbe garantito alla Societ\u00e0 di produzione, comunque fossero andati gli incassi del film al botteghino, un rientro finanziario di una certa quota dei capitali investiti (generalmente non pi\u00f9 del 30-40% del capitale). Ma che importanza avrebbe potuto avere una \u201cgaranzia\u201d del genere? Del resto la Titanus, distribuendo il nostro film, avrebbe speso capitali immensi solo per fare doppiaggi in lingua inglese, francese e probabilmente altre lingue, centinaia di stampe di pellicole nelle varie edizioni, manifesti, locandine e tantissime altre spese di lancio pubblicitario attraverso i media: credo che nessun minimo garantito avrebbe potuto darci garanzie maggiori di queste. Durante la riunione ero quasi riuscito a convincere la maggioranza dei soci a sostenere la mia tesi\u2026 purtroppo per\u00f2 intervenne quello di loro che aveva investito la quota maggiore, l\u2019ingegner Giordano Rota (uno dei pi\u00f9 importanti industriali milanesi e proprietario di una catena di cinema in Piemonte ed in Lombardia) il quale aveva personali motivi di risentimento nei miei confronti perch\u00e9, contro il suo parere, avevo fatto fare la colonna musicale a Rascel e Tommaso anzich\u00e9 a Nino Rota come invece voleva lui. Il suo intervento prevalse su tutti riuscendo ad intimorire l\u2019assemblea con queste parole: \u201cSe vi azzardate a dare il film alla Titanus \u2013 tuon\u00f2 \u2013 io vi sbatto una causa per cattiva conduzione della Societ\u00e0, che ve la ricorderete finch\u00e9 campate\u201d. La riunione, praticamente, termin\u00f2 qui. Se fossi stato perfettamente lucido mi sarei altamente infischiato di tutto ci\u00f2 e sarei corso a Roma a firmare il contratto con Goffredo Lombardo; ero l\u2019amministratore unico nonch\u00e9 l\u2019autore del film, avevo tutti i titoli pienamente legali per farlo, ma non lo feci\u2026 ero giovanissimo, alla mia prima esperienza cinematografica, e se avessi avuto solo un pizzico in pi\u00f9 di malizia e di esperienza del mondo dello spettacolo avrei capito tranquillamente che si trattava di un bluff, di una ripicca, non ci sarebbe mai stata nessuna causa (come infatti mi disse molto tempo dopo, con tono sarcastico, proprio il legale di Rota!). Invece la mia seriet\u00e0 e il mio \u201csenso del dovere\u201d, insieme allo sconforto causatomi da quella riunione, mi fecero desistere nel \u201crispetto della parola data\u201d\u2026 avevo concesso a quelle persone la possibilit\u00e0 di dire di \u201cno\u201d e mi sentivo obbligato ad onorare quell\u2019impegno morale, bench\u00e9 il coraggio di andare avanti non mi sarebbe mancato neanche quella volta. Rifiutata la Titanus si dovette aspettare pi\u00f9 di un anno per vedere il film proiettato nei cinema, distribuito da piccoli \u201cindipendenti regionali\u201d i quali non solo non avevano i mezzi finanziari per lanciare pubblicitariamente il film in modo adeguato, ma oltretutto, scoordinati com\u2019erano, non fecero uscire il film contemporaneamente in tutta Italia; a Natale usciva in una regione, a Pasqua in un\u2019altra, e cos\u00ec via. Cosa ancora pi\u00f9 grave, uscendo con tanto ritardo nelle sale cinematografiche, \u201cUn burattino di nome Pinocchio\u201d era stato anche battuto sul tempo da Luigi Comencini che usc\u00ec in televisione nel 1972 con il suo Pinocchio interpretato da Andrea Balestri, Gina Lollobrigida nelle vesti della fata, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia nei panni del gatto e della volpe, e Nino Manfredi in quelli di Geppetto\u2026 e molti spettatori non vennero a vedere il mio film al cinema pensando che fosse quello di Comencini. <strong> <\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Dopo molti anni, Pinocchio rimane il classico dell\u2019animazione italiana del XX Secolo nonch\u00e9 la versione pi\u00f9 riuscita del celebre burattino di Collodi. Ultimamente lei si \u00e8 incontrato con altri due grandi dell\u2019animazione internazionale: Don Bluth e Gary Goldman. Come \u00e8 stato l\u2019incontro?<\/strong> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">L\u2019incontro \u00e8 avvenuto nel novembre del 2005 nel corso delle manifestazioni NEMOLAND organizzate dall\u2019Accademia delle Arti Digitali NEMO di Firenze, presso la quale insegno animazione. Tali manifestazioni si sono svolte presso l\u2019Istituto Statale d\u2019Arte di Porta Romana a Firenze, dove Don Bluth e Goldman, due ex animatori della Disney ed oggi famosi autori e produttori di cartoons, ospiti della Soc. NEMO, hanno tenuto un seminario nell\u2019aula magna dell\u2019Istituto d\u2019Arte sul tema delle attuali prospettive per quanto riguarda l\u2019animazione tradizionale in 2D, e la sua evoluzione fino alla attuale tecnica digitale 3D. I due ospiti non parlavano l\u2019italiano, ma alcune traduttrici simultanee ci hanno permesso una buona possibilit\u00e0 di dialogo negli intervalli e anche al pranzo, svoltosi presso la mensa dell\u2019Istituto, dove eravamo allo stesso tavolo. Goldman e Bluth sono persone simpaticissime, dei veri \u201ccompagnoni\u201d, sempre pronti alla battuta e allo scherzo. Durante la conversazione tra le altre cose \u00e8 stata fatta la constatazione che, quando loro due si staccarono dall\u2019organizzazione Disney per iniziare a lavorare autonomamente, impiantarono la loro attivit\u00e0 in un garage\u2026 e Disney stesso, all\u2019inizio della sua attivit\u00e0, lavor\u00f2 in alcuni locali che erano stati adibiti a rimessa\u2026 cos\u00ec, a mia volta, ho fatto notare che, curiosamente, anch\u2019io avevo iniziato la lavorazione del mio film in una rimessa per auto. Subito Don Bluth mi ha detto, ridendo: \u201cstai a vedere che abbiamo fatto una scoperta: si potrebbe dire che piuttosto che essere dei bravi disegnatori, per avere successo con i cartoons, baster\u00e0 solo iniziare l\u2019attivit\u00e0 in una autorimessa!&#8230;\u201d Naturalmente abbiamo parlato anche di cose pi\u00f9 serie, come confrontare le nostre reciproche opinioni sul futuro del cartone animato classico in full animation, e siamo tutti perfettamente d\u2019accordo sul fatto che questo imperversare di films lungometraggi in animazione digitale 3D (che tra l\u2019altro sono molto pi\u00f9 costosi del cartoon tradizionale della migliore qualit\u00e0) sia un fenomeno solo temporaneo; si tratta infatti di un ciclo destinato, se non a concludersi, certamente a ridimensionarsi nel giro di pochi anni. Non c\u2019\u00e8 dubbio che attualmente il disegnatore ha delegato la sua capacit\u00e0 creativa praticamente a delle macchine e che non \u00e8 affatto necessario che chi aziona le apparecchiature digitali per realizzare il 3D sia anche un disegnatore; \u00e8 sufficiente una persona che sappia usare il digitale e sia dotata di una buona fantasia. Ma l\u2019animazione digitale non \u00e8 pi\u00f9 una novit\u00e0 come qualche anno fa e sta gi\u00e0 stancando lo spettatore medio (basti vedere gli incassi al botteghino di alcuni film in 3D degli ultimi anni) e prima o poi la natura istintiva del disegnatore-animatore creativo si ribeller\u00e0 a tutto questo, riprendendosi la parte che gli spetta di diritto e che ha reso grande l\u2019Arte dei cartoni animati\u2026 e sar\u00e0 di nuovo la mano dell\u2019animatore a far muovere i propri personaggi e a conferirgli calore e personalit\u00e0, piuttosto che le apparecchiature del digitale che li rendono freddi e impersonali. Ma certamente le possibilit\u00e0 del digitale sono state, sono e saranno sempre utilissime, specialmente per tutto ci\u00f2 che riguarda gli effetti speciali e il colore, come supporto al cartone animato tradizionale. Qualcuno mi ha definito il \u201cDon Chisciotte\u201d del cinema di animazione italiano; forse chi mi ha definito cos\u00ec non \u00e8 molto lontano dal vero visto che oggi, con qualche anno in pi\u00f9 rispetto a quando ho realizzato Pinocchio, non mi sono ancora arreso ed ho tanti progetti e sogni nel cassetto!\u2026<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"> <\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_10569\" style=\"width: 360px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci13.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-10569\" class=\"size-full wp-image-10569\" title=\"Giuliano Cenci13\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci13.jpg\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"488\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci13.jpg 350w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/Giuliano-Cenci13-215x300.jpg 215w\" sizes=\"auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-10569\" class=\"wp-caption-text\">Giuliano Cenci<\/p><\/div>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Intervista esclusiva a Giuliano Cenci<\/strong> di <strong>Mario Verger<\/strong> Tutte le immagini sono tratte da <em>Un burattino di nome Pinocchio<\/em> di Giuliano Cenci. Immagini utilizzate dietro consenso dell&#8217;autore. Testo \u00a9 Mario Verger, 2007. Tutti i diritti riservati<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un burattino di nome Pinocchio &#8211;\u00a0indice dei capitoli Gli articoli su Un burattino di nome Pinocchio di Mario Verger con la prestigiosa introduzione del Premio Oscar Carlo Rambaldi, pubblicati in esclusiva su Cinemino prima e su Rapporto Confidenziale ora, hanno avuto un\u2019altissima visibilit\u00e0 da tutto il mondo. Le provenienze maggiori sono: Italia, Usa, Germania, Francia, Svizzera, Inghilterra. 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