{"id":11198,"date":"2010-12-02T23:39:14","date_gmt":"2010-12-02T22:39:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11198"},"modified":"2013-04-25T19:00:14","modified_gmt":"2013-04-25T17:00:14","slug":"apocalypse-deutschland-il-cinema-di-christoph-schlingensief","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11198","title":{"rendered":"Apocalypse Deutschland. Il cinema di Christoph Schlingensief"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/Schlingensief.jpg\" alt=\"\" title=\"Schlingensief\" width=\"620\" height=\"408\" class=\"aligncenter size-full wp-image-12976\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/Schlingensief.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/Schlingensief-300x197.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial;\">Il presente articolo \u00e8 stato pubblicato su <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=10297\"><span style=\"color: #3399ff;\"><span style=\"text-decoration: none;\">Rapporto Confidenziale, numero29<\/span><\/span><\/a> (novembre 2010), pagg. 30-31<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">Sabato 21 agosto 2010 \u00e8 schiattato un rompicoglioni, come avrebbe detto il ministro Claudio Scajola. Il defunto in questione \u00e8 Christoph Schlingensief, talento eclettico e imprendibile, uno che \u2013 parola del \u00abTagesspiegel\u00bb, giornale che gli voleva bene \u2013 ha avuto mille idee in vita e non ne ha mai portata a compimento una. Che fosse una. A ben guardare, tuttavia, la lista delle cose fatte recanti la sua firma fa spavento, e pochi, in Germania, ignorano il suo volto sornione e scapigliato, sempre pronto a far battutacce ai danni dell\u2019FDP di Guido Westerwelle o della CDU della Merkel. Alla sua fama catodica, negli ultimi anni, ha tristemente contribuito il calvario di un cancro ai polmoni vissuto come un countdown a rotta di collo. Se prima della diagnosi Schlingensief era un artista poliedrico e talentuoso, dopo \u00e8 diventato un demone della Tasmania, trottolino irrefrenabile molto pi\u00f9 vicino alla foga fassbinderiana che al teatro di vita di Werner Schroeter, gran signore del cinema tedesco (anche lui scomparso da poco), che preferiva rinunciare a un\u2019intervista che al suo cappello a falde larghe. Dormire? Quando sar\u00f2 morto ne avr\u00f2 tutto il tempo. Questa frase, epitaffio di \u201cRWF\u201d, calza a pennello anche il fenomeno \u201cCS\u201d. Ma che film ha fatto, Christoph Schlingensief, e come mai non ne abbiamo mai sentito parlare?<br \/>\nLa produzione in pellicola di Schlingensief si concentra in un arco di 20 anni, dal 1977 al 1997, ma sono solo gli ultimi dieci, intensissimi, quelli dei lungometraggi tuttora reperibili. Lungometraggi per definizione ma per straforo, vista la scarsa durata. Sessanta, settanta, settantacinque minuti. Mai di pi\u00f9. Pallottole di celluloide girate in fretta e furia, con gioia e di mezzi penuria. Meteore che in rare occasioni hanno attraversato i confini nazionali, nonostante la presenza di attori di richiamo. Uno per tutti: la star dell\u2019underground Udo Kier. Il motivo per cui Christoph Schlingensief non \u00e8 diventato, all\u2019estero, un nuovo J\u00f6rg Buttgereit, \u00e8 che i suoi film, seppur di genere, seppur estremi ed esilaranti, sono tedeschi fino al midollo. Giuocano con la storia del cinema tedesco, coi suoi birignao e i suoi inside jokes. Si baloccano, molto spesso, con la politica interna (bersagliando l\u2019allora \u201ceterno cancelliere\u201d Kohl), e non concedono spiegazioni o sottotitoli per chi, le cose crucche, non le mastica poi tanto. Questo il motivo per cui la meteora Schlingensief ha brillato solo nel cielo che va da Monaco a Berlino, passando da Amburgo.<br \/>\nNato a Oberhausen nel 1960, tra il 1986 e il 1987 si fece le ossa in televisione con la soap \u201cLindenstra\u00dfe\u201d, e contemporaneamente gir\u00f2 due film destinati a passare alla Berlinale nella sezione Forum, \u201cMenu Total\u201d ed \u201cEgomania \u2013 Insel ohne Hoffnung\u201d, il primo col comico Helge Schneider, il secondo con Tilda Swinton. Va detto che nel 1984 il regista aveva gi\u00e0 realizzato il programmatico \u201cTunguska \u2013 Die Kisten sind da\u201d, con uno dei suoi attori-feticcio, l\u2019ineffabile Alfred Edel, chiacchierone molto caro ad Alexander Kluge (\u201cLa ragazza senza storia\u201d, 1966) e a Edgar Reitz (i primi episodi di \u201cHeimat 2\u201d, 1992). Gi\u00e0 queste prime prove trasudano lo spirito provocatorio e iconoclasta di Schlingensief, non certo un raffinato metteur en sc\u00e8ne ma un autentico genio nello scaraventare gli attori davanti all\u2019obiettivo nei set pi\u00f9 assurdi, allo scopo di inanellare improbabili imprese come quella di \u201cTunguska\u201d, \u201cfilm-nevrosi\u201d che vorrebbe torturare lo spettatore a colpi di sequenze astratte, in puro stile cartoon-avanguardista dei poveri, e altre che vedono un manipolo di personaggi scoprire i documenti che svelano il segreto del disastro siberiano.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"> <\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_11203\" style=\"width: 630px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/schlingensief_massaker.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-11203\" class=\"size-full wp-image-11203\" title=\"Das deutsche Kettens\u00e4gen Massaker\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/schlingensief_massaker.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"439\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/schlingensief_massaker.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/schlingensief_massaker-300x212.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-11203\" class=\"wp-caption-text\">Das deutsche Kettens\u00e4gen Massaker<\/p><\/div>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">Nel 1989 inizi\u00f2 la sua cosiddetta trilogia tedesca, composta da \u201c100 Jahre Adolf Hitler \u2013 Die letzte Stunde im F\u00fchrerbunker\u201d (1989), \u201cDas deutsche Kettens\u00e4genmassaker\u201d (1990) e \u201cTerror\u201d 2000 \u2013 \u201cIntensivstation Deutschland\u201d (1992). Orbene. Il primo film altro non \u00e8 che \u201cLa caduta\u201d di Oliver Hirschbiegel con quindici anni di anticipo e Udo Kier al posto di Bruno Ganz, pi\u00f9 un ricco cast che vanta di nuovo Edel (Hermann G\u00f6ring) e i fassbinderiani Margit Carstensen (Martha\u2026 Goebbels) e Volker Spengler (ex protagonista di \u201cUn anno con tredici lune\u201d, qua Fegelein). Girato in bianco e nero in una cantinona con la sola illuminazione di una torcia, \u201c100 Jahre Adolf Hitler\u201d \u00e8 il paradigma dello schlingendelirio: approssimativo, frettoloso, caustico e con non pochi momenti sublimi. Come quando, al primo ciak, Kier borbotta parole a casaccio tra cui \u201cWim\u201d e \u201cTrottel\u201d (scemotto). Mica tanto a casaccio, visto che in pi\u00f9 di un\u2019occasione Schlingensief se la prende con l\u2019allora guru del cinema mondiale Wenders per sbertucciarlo senza piet\u00e0, ad esempio mostrando il ridicolo involontario delle sue dichiarazioni cannensi con qualche premio in mano. Il successivo \u201cmassacro tedesco della sega elettrica\u201d \u00e8 un omaggio demenziale al classico di Tobe Hooper nella Germania neoriunificata, con i cittadini della ex DDR che fuggono all\u2019ovest crepando come mosche, mentre per \u201cTerror 2000\u201d Schlingensief si avvale della collaborazione in sede di sceneggiatura di Oskar Roehler (futuro regista de \u201cLe particelle elementari\u201d e \u201cLulu &amp; Jimi\u201d, diciamo un provocatore copione e patinato), che avrebbe ricambiato il piacere scritturando Schlingensief per una particina nel suo secondo (e ultimo) film davvero indipendente, \u201cSylvester Countdown\u201d (1997).<br \/>\nDopo un paio di lavori televisivi \u2013 tra cui \u201cTod eines Weltstars\u201d, 1992, protagonista Udo Kier \u2013 Schlingensief ha scodellato altri due must assoluti. Nel 1996 \u201cUnited Trash\u201d, commedia africana che si fa beffe delle \u201cmissioni di pace\u201d, con Udo Kier nei panni di un generale dell\u2019ONU e la russmeyeriana Kitten Natividad che corre a destra e a mancina a poppe ballonzolanti. Va detto che il regista ha sempre nutrito un sincero interesse nei confronti dell\u2019Africa, e proprio per questo la sua satira al vetriolo colpisce nel segno risparmiando i civili. Risale al 1997, infine, \u201cDie 120 Tage von Bottrop\u201d, girato nel cantiere di Potsdamerplatz cos\u00ec come Marco Ferreri gir\u00f2, nel 1974, \u201cNon toccare la donna bianca\u201d nelle Halles parigine sventrate. L\u2019idea del film, scritto insieme a Roehler, vale da sola il rispetto di ogni cinefilo: gli amici di Fassbinder s\u2019incontrano per realizzare un remake del \u201cSal\u00f2\u201d di Pasolini. Se la \u201ctrilogia tedesca\u201d era senza vergogna e \u201cUnited Trash\u201d un monumento al politically incorrect, con \u201cBottrop\u201d Schlingensief si supera e realizza \u201cil nuovo film tedesco definitivo\u201d, con strizzate d\u2019occhio a 360\u00b0 e un livello di graficit\u00e0 inedito. Le algide Margit Carstensen e Irm Hermann vengono conciate come alberi di natale, Volker Spengler passa in rassegna degli attori nudi e fa una fellatio in diretta (si direbbe quasi improvvisata) e Oskar Roehler appare brevemente nei panni dell\u2019assistente di \u201cLeni Riefenstahl\u201d (Irmgard Freifau von Berswordt-Wallrabe), una cariatide dietro la macchina da presa che continua a strillare: Das blaue Licht! 1933! Per non parlare di Udo Kier (se stesso), dei cammei di Frank Castorf, Leander Hau\u00dfmann, Roland Emmerich, Kitten Natividad e dello stesso Schlingensief e, dulcis in fundo, gran finale con Helmut Berger, brillo e donna e come al solito, che saluta il cast al gran completo e regala chicche sul senso della settima arte.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_11204\" style=\"width: 630px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/schlingensief_tunguska.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-11204\" class=\"size-full wp-image-11204\" title=\"Tunguska - Die Kisten sind da \" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/schlingensief_tunguska.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"437\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/schlingensief_tunguska.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/schlingensief_tunguska-300x211.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-11204\" class=\"wp-caption-text\">Tunguska - Die Kisten sind da <\/p><\/div>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">Archiviata cotanta esperienza cinematografica, Christoph Schlingensief si \u00e8 dedicato al teatro, all\u2019opera e ad \u201cazioni\u201d di vario genere. Significativa, da questo punto di vista, la fruttuosa collaborazione con la Volksb\u00fchne berlinese, lo stesso teatro che ha accompagnato il lavoro di Werner Schroeter fino alla fine. Citiamo un solo titolo, risalente al 1993: \u201c100 Jahre CDU \u2013 Spiel ohne Grenzen\u201d. Dopo aver celebrato il primo centenario dalla nascita di Hitler, Schlingensief volle giustamente fare altrettanto col partito di Helmut Kohl e Angela Merkel.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">Simone Buttazzi<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Christoph Schlingensief | Filmografia essenziale<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Die 120 Tage von Bottrop (1997)<br \/>\nUnited Trash (1995\/96)<br \/>\nTod eines Weltstars \u2013 Udo Kier (1992)<br \/>\nTerror 2000 \u2013 Intensivstation Deutschland (1991\/92)<br \/>\nDas deutsche Kettens\u00e4genmassaker (1990)<br \/>\n100 Jahre Adolf Hitler (Die letzte Stunde im F\u00fchrerbunker) (1988)<br \/>\nDie Schlacht der Idioten (1986)<br \/>\nEgomania \u2013 Insel der Hoffnung (1986)<br \/>\nMenu Total \/ Meat, Your Parents (Piece to Piece)(1985\/86)<br \/>\nTunguska \u2013 die Kisten sind da (1983\/84)<br \/>\nAlcuni di questi titoli sono disponibili in DVD presso la Filmgalerie 451 di Berlino (www.filmgalerie451.de).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"> <\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_11205\" style=\"width: 630px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/schlingensief_unitedtrash2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-11205\" class=\"size-full wp-image-11205\" title=\"United Trash \" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/schlingensief_unitedtrash2.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"434\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/schlingensief_unitedtrash2.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/schlingensief_unitedtrash2-300x210.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-11205\" class=\"wp-caption-text\">United Trash <\/p><\/div>\n<p><object width=\"640\" height=\"505\"><param name=\"movie\" value=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/8wMgTSjndEE?fs=1&amp;hl=it_IT\"><\/param><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\"><\/param><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\"><\/param><\/object><\/p>\n<p><object width=\"640\" height=\"505\"><param name=\"movie\" value=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/OM8ZevwUf2A?fs=1&amp;hl=it_IT\"><\/param><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\"><\/param><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\"><\/param><\/object><\/p>\n<p><object width=\"640\" height=\"505\"><param name=\"movie\" value=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/RyorElUq2cs?fs=1&amp;hl=it_IT\"><\/param><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\"><\/param><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\"><\/param><\/object><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il presente articolo \u00e8 stato pubblicato su Rapporto Confidenziale, numero29 (novembre 2010), pagg. 30-31 Sabato 21 agosto 2010 \u00e8 schiattato un rompicoglioni, come avrebbe detto il ministro Claudio Scajola. 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