{"id":11442,"date":"2010-12-27T17:07:16","date_gmt":"2010-12-27T16:07:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11442"},"modified":"2012-05-30T15:44:44","modified_gmt":"2012-05-30T13:44:44","slug":"africartoons-storia-del-cinema-d%e2%80%99animazione-africano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11442","title":{"rendered":"Africartoons \u2013 Storia del cinema d\u2019animazione africano"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/101283_Intro_Pic_jpg04b5cd5e5ef69e71e375d657f7137d54.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-11501\" title=\"Africartoons24\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/101283_Intro_Pic_jpg04b5cd5e5ef69e71e375d657f7137d54.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"413\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/101283_Intro_Pic_jpg04b5cd5e5ef69e71e375d657f7137d54.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/101283_Intro_Pic_jpg04b5cd5e5ef69e71e375d657f7137d54-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-size: 13pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Giannalberto Bendazzi<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"font-size: 13pt; font-family: Arial; text-align: left;\"><span style=\"color: #ffffff;\"><span style=\"background-color: #000000;\"><strong>Il cinema d\u2019animazione africano<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">Se il tema \u00e8 \u201cIl cinema d\u2019animazione africano\u201d, lo svolgimento pu\u00f2 avere solo forma di domanda: che cosa veramente ne sappiamo noi? Che cosa veramente ne sa chiunque?<br \/>\nTra le forme d\u2019espressione del XX e XXI secolo, l\u2019animazione \u00e8 unanimemente considerata \u2013 da tutti coloro che vi hanno posto mano \u2013 la meno esplorata, la pi\u00f9 sottovalutata e la maggiormente sommersa di equivoci.<br \/>\nIn questa cornice gi\u00e0 scoraggiante, l\u2019animazione africana \u00e8 nelle condizioni peggiori.<br \/>\nPrendiamo in esame le fonti scritte: oltre a qualche studio monografico sul cineasta, artista e uomo di teatro William Kentridge (Repubblica Sudafricana), ai preziosi ma magri lavori di raccolta dello storico elvetico Bruno Edera (1), e al non meno magro capitolo sulla materia della mia storia mondiale del cinema d\u2019animazione (2) ci\u00f2 che noi extra-africani sappiamo (e, direi, non solo noi) lo deriviamo unicamente da un quaderno di 48 pagine, Hommage au<br \/>\ncin\u00e9ma d\u2019animation d\u2019Afrique noire (3).<br \/>\nTraduco qualche riga significativa dal saggio di Jean-Claude Matumweni Mwakala \u201cAspects sociologiques du cin\u00e9ma d\u2019animation africain\u201d ivi contenuto.<br \/>\nLa produzione di un film, si sa, esige investimenti rilevanti, e i Paesi che hanno sviluppato una cinematografia prospera e di qualit\u00e0 hanno cominciato investendo in questo settore. In Africa non esiste industria cinematografica, e gli investimenti hanno luogo soprattutto attraverso la formula della co-produzione. L\u2019assenza di mezzi risulta dunque la regola, bench\u00e9 alcune osservazioni possano spingerci a relativizzare questa opinione. Si pu\u00f2 ricordare lo sperpero dei fondi da parte dei poteri pubblici. Ma vi \u00e8 anche la mancanza di un\u2019autentica volont\u00e0 di agire. Per esempio si potr\u00e0 ricordare che la Fondation Ndaya International aveva trovato i mezzi per finanziare, paritariamente con la Francia, la serie \u201cKimboo\u201d, del costo di circa 12 milioni di franchi francesi. Si sa anche che in certi Paesi arabi i cineasti potevano far conto su una politica di sostegno da parte dei poteri pubblici: \u00e8 il caso della Tunisia, le cui produzioni sono state rese possibili grazie alle sovvenzioni del Ministero della cultura.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">Riassumendo, Matumweni Mwakala indica al passivo dell\u2019animazione africana una carenza d\u2019infrastrutture, una carenza d\u2019investimenti e una carenza d\u2019imprenditorialit\u00e0. Ha ragione? Se i film d\u2019animazione che egli prende a modello sono la cinquantina di episodi della serie ivoriano-francese Kimboo, certamente s\u00ec.<br \/>\nTraduco qualche altra riga, stavolta dal saggio di Benjamin Benimana \u201cL\u2019esth\u00e9tique du cin\u00e9ma d\u2019animation africain\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">La domanda che occorrerebbe porsi \u00e8 probabilmente questa: che genere di film animati guarda il telespettatore africano? Come si pu\u00f2 indovinare, la maggior parte delle reti televisive africane trasmettono disegni animati a basso prezzo prodotti in Occidente, in India e soprattutto in Giappone.<br \/>\nHa ragione? Verosimilmente s\u00ec, ma perch\u00e9 parla di \u201ctelespettatore\u201d? Forse che esistono solo i \u201ctelespettatori\u201d nella fruizione dell\u2019animazione?<br \/>\nTraduco ancora, stavolta dal saggio di Ngwarsungu Chiwengo \u201cLe film d\u2019animation africain vu de l\u2019Am\u00e9rique: Le cas de Muana Mboka de Kibushi Ndjate Wooto\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">&#8220;Muana Mboka&#8221; (cortometraggio di Jean-Michel Kibushi Ndjate Wooto, Repubblica Democratica del Congo, ndr) \u00e8 un prodotto importante da molti punti di vista. A partire dal momento in cui i bambini africani e dei Paesi in via di sviluppo sono esposti ai film occidentali che marginalizzano ed eliminano le popolazioni nere dal<br \/>\nloro ambiente, i disegni animati africani hanno un ruolo preponderante nell\u2019educazione della giovent\u00f9.<br \/>\nHa ragione? Verosimilmente s\u00ec, ma perch\u00e9 parla de \u201ci bambini\u201d, perch\u00e9 parla de \u201cl\u2019educazione della giovent\u00f9\u201d, senza porsi il dubbio che l\u2019animazione possa essere diretta a un pubblico che non sia unicamente quello dei bambini?<br \/>\nPotrei aggiungere, per lo spettatore veramente all\u2019oscuro di tutto, che qualche produzione esistette in passato in Egitto (Mish Mish Effendi dei fratelli Frenkel) e che una produzione di una certa consistenza esiste oggi; che il Maghreb ha dato qualche contributo<br \/>\nnon trascurabile; e che altri lavori sono man mano venuti alla luce nel corso dell\u2019ultimo quindicennio proprio grazie alla formula della co-produzione su cui insisteva poco sopra Jean-Claude Matumweni Mwakala.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_11453\" style=\"width: 410px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/12.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-11453\" class=\"size-full wp-image-11453\" title=\"Africartoons01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/12.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"306\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/12.jpg 400w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/12-300x229.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-11453\" class=\"wp-caption-text\">Propaganda film made in the 1940s by the Frenkel Brothers. Copyright Didier Frenkel<\/p><\/div>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">A questo punto, tuttavia, mi sento obbligato a dichiarare che non comincer\u00f2 a esprimere il mio punto di vista sul poco che so dell\u2019animazione africana se prima non avremo dipanato alcuni preconcetti.<br \/>\nPrimo preconcetto: il cinema d\u2019animazione non \u00e8 un cinema per bambini. Pu\u00f2 esserlo e spesso lo \u00e8; ma non diversamente da come vi sono un cinema di live-action per bambini, una musica leggera per bambini, una letteratura per bambini. Il cinema d\u2019animazione \u00e8 un cinema, fratello gemello di quello di live-action, con una sua storia specifica, una sua estetica specifica, un suo mercato specifico, eccetera.<br \/>\nSecondo: il problema dei telespettatori e delle telediffusioni riguarda non il cinema d\u2019animazione dell\u2019Africa Nera, ma invece l\u2019intero mercato mondiale (pi\u00f9 precisamente: globalizzato) della comunicazione di massa. Scorporarlo da esso, e analizzarlo o come un problema \u201cafricano\u201d o come un problema \u201cdell\u2019animazione\u201d, significa fare un errore irrimediabile di diagnosi.<br \/>\nTerzo: il cinema d\u2019animazione non ha necessariamente bisogno di grandi investimenti, e nemmeno di grandi infrastrutture e di una speciale imprenditorialit\u00e0. L\u2019esempio di Moustapha Alassane, pioniere dell\u2019animazione africana e cittadino di uno degli Stati pi\u00f9 poveri del mondo, il Niger, lo dimostra. Nel 1962 l\u2019intellettuale nuovaiorchese Dwight Macdonald pubblic\u00f2 un libro dal titolo &#8220;Against the American Grain&#8221; (Random House), che conteneva il saggio \u201cMasscult and Midcult\u201d. Macdonald era un uomo bizzoso e contraddittorio, ma non privo di acume. In quel suo saggio divenuto classico sosteneva che la comunicazione si era ormai tripartita in una cultura di massa (Masscult), in una cultura indirizzata alla piccola borghesia (Midcult), e in una cultura riservata a pochi specialisti (Highcult). Esemplificando: nella letteratura, Masscult sono i romanzi di Barbara Cartland e nell\u2019animazione le serie televisive giapponesi; nella letteratura, Midcult sono i romanzi di Stephen King e nell\u2019animazione i lungometraggi di Disney; nella letteratura, Highcult sono le poesie del premio Nobel Czeslaw Milosz, e nell\u2019animazione i cortometraggi premiatissimi (ai festival specializzati) del russo Juri Norstein (4).<br \/>\nI sociologi e gli economisti storceranno il naso perch\u00e9 lo stato delle cose \u00e8 certamente molto pi\u00f9 complicato di cos\u00ec, ma grosso modo, a quarant\u2019anni di distanza, la tripartizione funziona ancora per ragionare sul nostro tema, e anzi i suoi compartimenti si sono fatti<br \/>\npersino pi\u00f9 stagni.<br \/>\nSe ci poniamo delle domande sul cinema d\u2019animazione africano dobbiamo quindi, innanzitutto, sapere di quale cinema d\u2019animazione stiamo parlando (5). In un certo senso la scarsit\u00e0 della produzione africana ci aiuta ad analizzarla abbastanza bene nella sua gran maggioranza.<br \/>\nComincerei proprio dallo Highcult e dal pioniere Moustapha Alassane. I suoi film sono stati visti e premiati in vari festival di tutto il mondo, egli stesso ha viaggiato non poco ed \u00e8 stato membro di giurie a festival prestigiosi (a mia conoscenza, almeno ad Annecy e a Clermont-Ferrand). Nonostante questo, come autore pu\u00f2 essere considerato un \u201cna\u00eff\u201d. Nel cortometraggio del 2001 &#8220;Kokoa 2&#8221; (gradevole remake di un film del 1985, con un camaleonte lottatore che cambia colore, diventando rosso, quando si accalda per abbattere l\u2019avversario), commette gli stessi \u201cerrori\u201d di timing, di sceneggiatura e di ripresa che commetteva in &#8220;Bon Voyage, Sim&#8221;, che risale al 1966 e che fu il suo primo film che vidi.<br \/>\nIl fatto \u00e8 che Alassane non ha studiato l\u2019animazione. L\u2019ha inventata. Non ha adottato il timing, le regole di ripresa, di sceneggiatura, di editing dei professionisti californiani o parigini. Si \u00e8 tenuto i propri. Che ne fanno un cineasta originale, forse sgradito a chi ha il palato omogeneizzato dei fast food o delle multisale, ma certamente gradito (per sua stessa dichiarazione) ai molti a cui presenta le proprie pellicole nel suo Paese. Un \u201cna\u00eff\u201d non \u00e8 un troglodita che la Divina Provvidenza ha dotato di genialit\u00e0 inspiegabile: \u00e8 un creatore che non vuole o non sa piegarsi alle accademie, alle codificazioni, alle copie dal vero e alle teorie dei colori. Quanto allo stile, se chi comunica ha qualche cosa d\u2019interessante da dire, di sicuro gli presteremo attenzione anche se il suo stile non si conf\u00e0 alle nostre abitudini.<br \/>\nMoustapha Alassane ci presenta il punto di vista di un africano, espresso attraverso mezzi tecnici estremamente semplici e poco costosi, come pupazzi animati, disegno diretto su pellicola, poco altro; appena meno semplici e appena pi\u00f9 costosi della scultura o della pittura, arti tradizionali e popolari esistenti da millenni. Animali di tutti i giorni appaiono riproposti tali quali sono (e quindi non caricaturali): penso al simpatico camaleonte di Kokoa, o ai ranocchi che si gonfiano come baldanzosi e inutili capi di Stato umani di &#8220;Bon voyage, Sim&#8221;.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_11454\" style=\"width: 410px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/21.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-11454\" class=\"size-full wp-image-11454\" title=\"Africartoons02\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/21.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"302\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/21.jpg 400w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/21-300x226.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-11454\" class=\"wp-caption-text\">Kokoa 2 \u2013 Moustapha Alassane, Niger, 2001 Copyright Moustapha Alassane<\/p><\/div>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">Un discorso non diverso pu\u00f2 essere fatto per &#8220;Muana Mboka&#8221; del gi\u00e0 citato Jean-Michel Kibushi Ndjate Wooto. La trama \u00e8 quasi inconsistente: un ragazzino di strada come ce ne sono migliaia nelle grandi citt\u00e0 africane, che vive di astuzie e furtarelli, salva la vita a un ministro (ironicamente proprio quello dei lavori pubblici, la cui ambulanza s\u2019impantana mentre lo conduce all\u2019ospedale) ottenendo una ricompensa e molte invidie. Un film realista (o neorealista, se preferiamo), duro, di denuncia; fatto con colori belli e violenti, un sonoro fragoroso e \u201cin diretta\u201d, personaggi di carta ritagliata e un dispendio economico certamente non alto. Kibushi Ndjate Wooto, a differenza di Alassane, non si \u00e8 formato con le sue sole forze. Ha studiato cinema in Europa e le regole del \u201cprofessionismo\u201d cinematografico non gli sono ignote; eppure spesso e volentieri le ignora e passa a un timing del tutto personale, a un tipo d\u2019inquadrature e di movimenti volutamente sgraziato, con la consapevolezza che il tema \u00e8 pi\u00f9 importante del tempo che gli costerebbe levigare la forma.<br \/>\nMa Alassane e Kibushi si esprimono attraverso (ripeto la parola) mezzi, non passano attraverso filtri. In che cosa consistono i filtri? I filtri sono i grandi investimenti che inevitabilmente devono generare ancor pi\u00f9 grandi profitti, gli ampi studios che devono pagare lauti stipendi e dotarsi di attrezzature e di software, le strategie di marketing e di dumping che permettono ai distributori di esportare a basso prezzo le serie televisive. In una parola, l\u2019industria. Nonch\u00e9 \u2013 filtri immateriali, ma certamente non meno condizionanti \u2013 l\u2019idea di dover fare entertainment rivolto ai soli bambini, oppure propaganda politica, o etnica, o educativa.<br \/>\nChi accetta questi filtri accetta tutto ci\u00f2 che ne consegue. Far\u00e0 film o serie televisive filtrati, innocui, predigeriti, tutti uguali, tranquillizzanti. Film basati su stereotipi accettati in ogni dove di movimento, mimica, di narrazione, di caratterizzazione, di effetti speciali (come la \u201cDisney Dust\u201d, ovvero le stelline rifulgenti che accompagnano ogni metamorfosi, ben presente nella serie Samba et Leuk).<br \/>\nNon ha senso, a questo punto, lamentarsi per la discriminazione, per il Nord del mondo contro Sud del mondo, per i bianchi contro i neri, per i colonizzatori contro i colonizzati.<br \/>\nBenjamin Benimana non mi trova d\u2019accordo quando dice, sull\u2019estetica del cinema d\u2019animazione africano (traduco sempre dal quaderno citato prima):<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">\u00c8 opportuno tenere a mente tre cose. La prima \u00e8 il \u201cvirus culturale\u201d della penetrazione dei prodotti culturali occidentali in Africa. Questa situazione non aiuta lo sviluppo di prodotti locali. Peggio: la cultura di massa, indipendentemente dalla sua provenienza e dall\u2019identit\u00e0 dei suoi produttori, \u00e8 un\u2019industria di standardizzazione per quanto riguarda l\u2019espressione e i modelli emotivi che veicolano i suoi prodotti. Mancando in generale di valori morali specifici, essa distrugge subdolamente le tradizioni, talvolta millenarie, iniettando in esse dei clich\u00e9 emotivi superficiali. La seconda cosa che bisogna sapere \u00e8 l\u2019influenza preponderante dell\u2019estetica disneiana che ha invaso le scuole e le produzioni d\u2019Europa e, di rimbalzo, d\u2019Africa. L\u2019uniformizzazione ha attaccato l\u2019originalit\u00e0, ed \u00e8 ora divenuto imperativo sbarazzarsi di questo monolitismo artistico. In terzo luogo, il cinema d\u2019animazione moderno ha sviluppato e continua a<br \/>\nsviluppare, malgrado tutto e per nostra fortuna, una molteplicit\u00e0 di espressioni legate a tradizioni artistiche diverse, alcune delle quali hanno caratteristiche di scuole nazionali. Noi pensiamo che lo studio del cinema d\u2019animazione africano [.] deve essere basata non sulla ricerca di somiglianze estetiche con altri prodotti, ma piuttosto sulle differenze significative, che possano servire da criteri di valutazione.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">Non mi trova d\u2019accordo, visto che poche righe prima ha accettato \u2013 in partenza \u2013 che si debba parlare unicamente di \u201ctelespettatori\u201d.<br \/>\nEsempi di questa produzione non mancano. &#8220;Kimboo&#8221; \u00e8 una serie francofona di 48 episodi di 5 minuti l\u2019uno diretta nel 1989 da Gilles Gay. La gi\u00e0 citata &#8220;Samba et Leuk&#8221; (1996) \u00e8 una serie francofona di 26 episodi di 26 minuti l\u2019uno diretta nel 1996 da Jean-Louis Bompoint. Nel febbraio del 1998 Pierre Sauvalle, senegalese formatosi alla scuola parigina Gobelins, si associ\u00f2 con la manager Aida N\u2019Diaye formando a Dakar la societ\u00e0 Pictoons. I due si dotarono di tecnologie di punta, addestrarono parecchi giovani professionisti e cominciarono producendo pubblicit\u00e0 e sigle televisive. Pictoons \u00e8 l\u2019esempio pi\u00f9 importante di un\u2019animazione dell\u2019Africa Nera destinata al mercato globale e in aperta concorrenza con le produzioni europee, americane e asiatiche. La prima serie, del 2000-2002, fu &#8220;Kabongo le griot &#8220;(griot significa \u201cnarratore di favole\u201d; \u00e8 una figura caratteristica della cultura africana, che si basa sulla narrazione orale). Nei personaggi si mescolarono la lezione dell\u2019animazione di standard internazionale con le influenze, nel disegno, delle maschere fang o dogon caratteristiche della cultura ancestrale locale. Va aggiunta la serie (ancora una volta francofona) di tecniche miste (3D computer animation + live action) Grand Masque et les Junglos diretta da Didier M. Aufort. Non conosco l\u2019esito commerciale di questi prodotti, ma confesso che l\u2019esito estetico che hanno suscitato in me spettatore \u00e8 stato modesto.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_11455\" style=\"width: 410px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/31.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-11455\" class=\"size-full wp-image-11455   \" title=\"Africartoons03\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/31.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"298\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/31.jpg 400w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/31-300x223.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-11455\" class=\"wp-caption-text\">immagine tratta dalla serie Kabongo le Griot. Copyright Pictoon Sarl<\/p><\/div>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">Quello dell\u2019animazione come linguaggio destinato ai popoli in via di sviluppo, per la verit\u00e0, era il sogno del canadese Norman McLaren, un grande artista e un grande amico degli umani soggiogati. Spese anni in Cina e in India per insegnare le sue tecniche d\u2019animazione elementari a chi disponeva di strumenti elementari. Era anche il sogno di molti di noi, pi\u00f9 giovani.<br \/>\nL\u2019animazione pu\u00f2 infatti essere di costo bassissimo e di tecnologia assai semplice. Per salvaguardare la propria A) ispirazione personale, B) cultura nazionale, un angolano, un liberiano, un paraguaiano, un haitiano, un balinese, un nepalese che abbiano mente d\u2019autore possono dipingere o disegnare il loro film su pellicola e pagarlo con i loro risparmi, cos\u00ec come farebbero con un quadro a olio o a tempera. Se ben fatto, il loro film rester\u00e0 nella memoria degli spettatori e nelle storie del cinema quanto &#8220;Titanic&#8221; o &#8220;Il signore degli anelli&#8221;. Era un sogno, e non si \u00e8 avverato. Per\u00f2, mai dire mai.<br \/>\nMa visto che stiamo parlando di colonizzatori e colonizzati, mi sia concessa una digressione. Per contingenze diverse ho assistito, nel corso della mia vita, a due esempi di colonizzazione: una occidentale sull\u2019Occidente (quella sull\u2019Italia, negli anni Cinquanta\/Sessanta franco-americana, poi solo americana) e una occidentale (inglese) sull\u2019Australia.<br \/>\nQuella che riguarda il mio Paese \u00e8 divenuta oggigiorno un\u2019omologazione, al punto che \u2013 per rimanere solo sul tema dell\u2019audiovisivo \u2013 il cinema italiano fatto da italiani per gli italiani (parlo di cinema \u201cdal vero\u201d, data l\u2019inconsistenza dei prodotti d\u2019animazione) si \u00e8 ridotto unicamente alle trasferte sul grande schermo di qualche attore comico del sistema televisivo.<br \/>\nDiversa \u00e8 stata ed \u00e8 la situazione degli aborigeni, spossessati di tutto da due secoli, cui oggi le autorit\u00e0 pubbliche australiane tentano di offrire recupero e risarcimento, anche culturale. Ho assistito alla messa in opera di uno dei progetti di recupero culturale basati sull\u2019animazione a Bourke, nel New South Wales. La comunit\u00e0 aborigena, da sempre ricca di una straordinaria propensione all\u2019espressione visiva, fece rapidamente propri i semplici strumenti tecnologici messi a disposizione e cominci\u00f2 a produrre brevi film. Film \u2013 e questo \u00e8 l\u2019elemento importante \u2013 che si guardavano bene dall\u2019apparire folclorici riproponendo gli stilemi e gli stereotipi della tradizione. Erano film che parlavano di quella gente, della loro vita, dei loro desideri. Invece pochi anni prima un\u2019istituzione chiamata Aborigenal Nations aveva prodotto cortometraggi in cui tentava di \u201cmettere in movimento\u201d dipinti tradizionali aborigeni e di narrare con questo stile alcune leggende del Tempo del Sogno. Un facile esotismo. Un fallimento.<br \/>\nTornando in Africa, citer\u00f2 un grande animatore africano bianco, nato in Francia e vivente a Parigi, Michel Ocelot, che ha evitato proprio il folclore e l\u2019esotismo nel suo lungometraggio Kirikou et la sorci\u00e8re.<br \/>\nSono state soprattutto due grandi nazioni francofone, la Francia appunto e il Canada, a investire tempo e risorse nelle co-produzioni d\u2019animazione di cui abbiamo maggiore documentazione. Ma forse sono proprio le opere \u201cd\u2019autore\u201d co-prodotte quelle che mi lasciano maggiormente freddo: non sono mulatte, sono a met\u00e0 nere e a met\u00e0 bianche, indecise se stare a Sud o a Nord del Mediterraneo, a Est o a Ovest dell\u2019Atlantico.<br \/>\n&#8220;La femme mari\u00e9e \u00e0 trois hommes&#8221; di Cilia Sawadogo, per esempio, \u00e8 basato su un bel disegno su carta e su una bella e parca scelta di colori; il racconto proviene dalla tradizione popolare congolese; eppure ci sono dentro, ben riconoscibili, quarant\u2019anni di stile del National Film Board of Canada; \u00e8 un compromesso. Un altro esempio pu\u00f2 essere Succession di Vincent Gl\u00e8s, anch\u2019esso prodotto dal National Film Board: ottimi pupazzi, bella illuminazione, ottime scenografie, un racconto popolare africano; ma l\u2019autore ha studiato a fondo e applicato con profitto la lezione di Ji\u0159\u00ed Trnka e della scuola cecoslovacca. Un altro compromesso sul piano estetico.<br \/>\nVanno anche discusse le opere prodotte dalle scuole o dalle universit\u00e0, in termini di film d\u2019esercitazione o di fine corso. Di questa produzione, lo confesso, ho gli occhi pieni: negli ultimi cinque anni ne ho visionata in quantit\u00e0 industriale, trovando ovunque, si trattasse di studenti europei, nordamericani, australiani, asiatici o in trasferta da un Paese terzo (del Terzo Mondo) quasi sempre i medesimi difetti: fiducia cieca e assoluta nel software, ignorando che il software \u00e8 uno strumento e non un cervello pensante; fiducia cieca e assoluta nelle belle immagini, ignorando che in un film il mestiere delle immagini consiste nel muoversi; disinteresse per la diegesi (sviluppo o narrativo o comunque espositivo; in soldoni, ci\u00f2 che si snoda sullo schermo e deve tenere attaccato lo spettatore alla poltrona); non attitudine a concepire il film come un prodotto audio-visivo, con tendenza a delegare a qualche amico musicista qualche nota o di commento o di riempitivo.<br \/>\nDirei che, con tutta la buona volont\u00e0, i film \u201cdi studenti\u201d che conosco hanno, in misura variabile, proprio questi difetti. Mi fu parlato bene di Carlos Spivey, attivo in California alla UCLA e alla Loyola Marymount University, ma a suo proposito mi sento deluso: Mama Seed Tree, che vuol trasmettere il concetto della prosecuzione della vita nel grembo materno umano come nel grembo della madre terra, mi pare debole nelle immagini e accompagnato da una musica inadeguata. Whisper (immagini fisse \u201caperte\u201d dal computer) o The World Is a Drum mi paiono non meno confusi.<br \/>\nAbbiamo finora parlato dell\u2019Africa di pelle nera. William Kentridge, bianco antirazzista del Sudafrica, autore di una ventina di film d\u2019animazione che egli rifiuta di definire come tali probabilmente per far risaltare la propria lontananza dal cartoon banalmente inteso, \u00e8 certamente la figura artistica e intellettuale pi\u00f9 importante fra quelle attive oggi nel continente. Certo \u00e8 impossibile separarlo dallo sfondo in cui ha operato e opera. Nato nel 1955 a Johannesburg, \u00e8 stato attivo politicamente e civilmente per tutta la vita ed ha assunto una dimensione internazionale alla met\u00e0 degli anni Novanta, quando il problema dell\u2019apartheid trov\u00f2 finalmente soluzione (1994). Sarebbe tuttavia erroneo cercare messaggi esplicitamente politici e di rivendicazione nei film e nelle opere grafiche (basati sulla tecnica del carboncino e su pochissimi colori) di questo creatore complesso e talora criptico, che fa s\u00ec riferimenti dolorosi alle vicende contingenti della propria patria, ma spesso interiorizzandoli alla maniera del poeta lirico, in altri termini facendoli propri del suo protagonista che \u00e8 poi \u201cogni\u201d uomo sulla Terra. Non \u00e8 un caso che la sua ultima creazione derivi da un romanzo a lui straniero e fortemente intimista, &#8220;La coscienza di Zeno&#8221; di Italo Svevo (2002).<br \/>\nIl primo lungometraggio d\u2019animazione del continente, The Legend of the Sky Kingdom, prodotto nel 2003 nello Zimbabwe, \u00e8 dovuto ad africani bianchi, il produttore e sceneggiatore Phil Cunningham e il regista Roger Hawkins, alla guida di un gruppo multietnico. Il film narra la storia di tre bambini che fuggono dalla citt\u00e0 sotterranea in cui vivono come schiavi, e attraverso un viaggio difficile e pericoloso raggiungono il Regno del Cielo. La tecnica, una variante dei pupazzi animati, fu denominata junkmation perch\u00e9 ogni personaggio o scenografia furono fatti riciclando vecchi oggetti buttati via, in pratica junk. Fu un affettuoso e rispettoso omaggio a questo artigianato caratteristico dell\u2019Africa Australe, che arriva a volte a livelli creativi molto alti e che \u00e8 stato oggetto nel 1999 di un\u2019esposizione internazionale a Berna, Svizzera.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_11456\" style=\"width: 460px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/41.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-11456\" class=\"size-full wp-image-11456\" title=\"Africartoons04\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/41.jpg\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"301\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/41.jpg 450w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/41-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-11456\" class=\"wp-caption-text\">The Legend of the Sky Kingdom \u2013 Roger Hawkins, Zimbabwe, 2003, Copyright Sunrise Media\/Sunrise Productions<\/p><\/div>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">Abbiamo poi il cinema afromediterraneo. L\u2019Egitto, come gi\u00e0 dicemmo, cominci\u00f2 a occupare un posto nell\u2019animazione mondiale gi\u00e0 a met\u00e0 degli anni Trenta quando i fratelli Herschel, Salomon e David Frenkel proiettarono Nothing to Do, con Mish-Mish Effendi come protagonista e poi altre opere sempre imperniate su di lui.<br \/>\nI film erano disegnati abbastanza male, animati molto male e sceneggiati peggio ancora; il loro modello non era tanto Walt Disney quanto piuttosto i Fleischer o i cortometraggi con &#8220;Felix the Cat.&#8221; Quanto al nome, &#8220;Mish-Mish&#8221;, significa \u201cdomani con le Albicocche\u201d e noi lo tradurremmo con \u201cla settimana dei tre venerd\u00ec\u201d: era la risposta che i Frenkel si sentivano regolarmente dare quando chiedevano finanziamenti per il loro lavoro cinematografico. Tuttavia Mish Mish e i Frenkel ebbero popolarit\u00e0, e non piccola, tantocche passarono anche a una felice attivit\u00e0 pubblicitaria prima che le tensioni egiziano israeliane li convincessero a un\u2019emigrazione in Francia negli anni Cinquanta.<br \/>\nL\u2019animazione egiziana ebbe una seconda nascita grazie ad Ali Muhib e a suo fratello Husam, che diedero impulso ai Dipartimento disegni animati della televisione nazionale, nata nell\u2019anno 1960. Nel 1962 Ali Muhib diresse &#8220;La linea bianca&#8221;, un film d\u2019animazione pi\u00f9 live action di 25 minuti che stava a met\u00e0 tra il piccolo musical e il documentario. Fu un film eccellente e vivace che utilizz\u00f2 lo split-screen (allora insolito) in maniera fine, facendo pensare a Piet Mondrian. Dopo otto anni di lavoro al Dipartimento, durante i quali<br \/>\nebbe la capacit\u00e0 di forgiare molti giovani colleghi, Ali Muhib si dedic\u00f2 con successo alla pubblicit\u00e0. Nel 1979 fu il regista della prima serie televisiva d\u2019animazione araba, Mishgias Sawah, di 30 episodi.<br \/>\nMohammed Hassib (1937-2001) fu uno degli alunni di Muhib ma si stacc\u00f2 da lui nel 1964 per dedicarsi alla pubblicit\u00e0, ai film educativi e ai titles for live action feature films.<br \/>\nAltro nome importante fu Noshi Iskandar (Il Cairo, 5 novembre 1938), rinomato caricaturista. Il suo primo film fu &#8220;Uno e cinque &#8220;(1969), seguito dalla trilogia &#8220;\u00c8 vero&#8221;, &#8220;Abd El Al&#8221;, D&#8221;omanda&#8221; (1969), inspirati alla guerra egiziano-israeliana. Nel 1974 fece &#8220;Dove?&#8221; e &#8220;La stanza numero\u2026,&#8221; una satira della burocrazia; nel 1975 Eccellente, una denuncia della corruzione; nel 1980 Narciso. Un suo collaboratore frequente fu Radh\u00e0 Djubran (1945-1997) che firm\u00f2 i cortometraggi di pupazzi animati &#8220;La storia di un moccioso&#8221; (1985), e &#8220;Il passero pigro&#8221; (1991).<br \/>\nAbdellalim Zaki (1939) fu autore di sigle televisive, titles for live action feature films, commercials animati per vari Paesi dell\u2019area araba come Sudan, Giordania, Iraq, Kuwait, Arabia Saudita (superando il numero di mille) e film didattici. Ihab Shaker (Il Cairo, 15 agosto 1933), pittore, illustratore, caricaturista, marionettista e fu l\u2019animatore pi\u00f9 famoso oltre le frontiere del suo Paese. Nel 1968 fece The Flower and the Bottle in Egitto, poi si trasfer\u00ec in Francia dove conobbe Paul Grimault. Col suo aiuto realizz\u00f2 Un, deux, trois (1973), con personaggi vagamente simili ad amebe e con un gusto aneddotico per l\u2019assurdo. Nel 1993 produsse &#8220;Love Dance&#8221;.<br \/>\nTra i molti altri cineasti di animazione di questo Paese emergono due donne. La prima \u00e8 Mona Abou El Nasr, che possiede un stile grafico molto personale. Suo \u00e8 il premiato Survival (1988), realizzato durante il suo soggiorno in California alla Cal Arts, e la serie televisiva &#8220;Once Upon a Time&#8221; (1992).<br \/>\nLa seconda \u00e8 Zeinab Zamzam, artista, musicologa e psicologa, che diresse &#8220;Un sogno di terracotta&#8221; (1997), combinando immagini reali e sequenze di plastilina animata, e l\u2019eccellente &#8220;Apri gli occhi&#8221; (2000), ancora con la tecnica della plastilina. Entrambe sono opere di grande finezza e gusto che fanno di Zeinab Zamzam una delle figure pi\u00f9 interessanti del giovane cinema di animazione dell\u2019Africa mediterranea.<br \/>\nIn conclusione si pu\u00f2 dire che Egitto, all\u2019inizio del Terzo millennio, \u00e8 il Paese leader dell\u2019animazione non solo maghrebina ma araba, e che i suoi artisti, i suoi tecnici e i suoi mezzi \u2013 economici come tecnologici \u2013 sono tali da promettere un grande futuro; ma per il momento rimane prigioniero di una chiusura auto-imposta, in quanto la destinazione quasi unica della produzione \u00e8 appunto l\u2019area araba, e le presenze di cineasti egiziani nei grandi fori internazionali dove si scambiano esperienze ed ispirazione (in altre parole: i festival), sono sporadiche.<br \/>\nHo una speciale stima per l\u2019opera dell\u2019animatore di pupazzi tunisino Zouhaier Mahjoub, il cui Le Guerbagi fu presentato al festival di Annecy qualche decennio fa. Il governo continua ad appoggiare il suo (di Mahjoub e della Tunisia) cinema d\u2019animazione lui e i suoi colleghi sapranno salvaguardare una cultura nazionale nel modo giusto e corretto.<br \/>\nIl primo film animato algerino, &#8220;La f\u00eate de l\u2019arbre&#8221; (1963), fu una produzione di Mohamed Aram (Hussein Dey, 1934), giusto un anno dopo l\u2019indipendenza del Paese.<br \/>\nAram impar\u00f2 da solo le tecniche di animazione, addestr\u00f2 la sua squadra di collaboratori e diresse i film nei momenti liberi che gli lasciava la sua occupazione di scenografo. Le sue prime opere furono produzioni educative in bianco e nero. &#8220;La f\u00eate de l\u00b4arbre &#8220;era un invito a rimboschire la vegetazione distrutta dal napalm. &#8220;Ah, s\u00b4il savait lire&#8221; (1963) li combatteva l\u2019analfabetismo, e &#8220;Microbes des poubelles&#8221; (1964) abbordava i problemi di salute che causava la vita urbana. Il gran numero di produzioni, oltre venti titoli tra 1963 e 1999, non lo liber\u00f2 dai problemi, derivati principalmente della mancanza di appoggio delle autorit\u00e0 cinematografiche del Paese. Due dei suoi collaboratori furono Mohamed \u201cMaz\u201d Mazari e Menouar \u201cSlim\u201d Merabtene, cineasti e disegnatori di comic strips. Mazari diresse &#8220;Mariage&#8221; (1966), e &#8220;Merabtene Le magicien&#8221; (1965). Altro algerino degno di menzione \u00e8 Mohamed Toufik Lebcir, autore di &#8220;Rami&#8221; (1991), basato su &#8220;Le mille e una notte&#8221;, e Atakor (1993), episodio \u201cpilota\u201d di una serie dello stesso titolo.<br \/>\nOra proviamo a capovolgere di 180 gradi il nostro punto di vista. Abbandoniamo completamente il concetto di qualit\u00e0 e pensiamo solo all\u2019economia. La storia ben di rado segue le regole della prevedibilit\u00e0, e non si vede perch\u00e9 quella dell\u2019animazione africana dovrebbe fare eccezione. Un esempio ci aiuter\u00e0 a ragionare. La Corea del Sud, fino a una quindicina d\u2019anni fa, era esclusivamente il Paese della mano d\u2019opera. Chi voleva fare film d\u2019animazione organizzava ogni fase creativa e poi affidava la mera esecuzione ai coreani, disciplinatissimi e a buonissimo mercato. Al giorno d\u2019oggi invece la Corea \u00e8 divenuta il terzo Paese del mondo per produzione autoctona di serie TV, cortometraggi e lungometraggi, dopo Stati Uniti e Giappone e davanti alla Francia.<br \/>\nFra una quindicina d\u2019anni che cosa sar\u00e0 del gi\u00e0 potente Egitto, del Senegal, della Repubblica Sudafricana in cui si stanno rapidamente sviluppando case produttrici rivolte alle serie televisive, della Costa d\u2019Avorio, dello Zimbabwe? Avranno sviluppato, come dice Jean-Claude Matumweni Mwakala, \u201cuna cinematografia prospera e di qualit\u00e0 investendo in questo settore\u201d? Avranno un\u2019industria cinematografica d\u2019animazione strutturata, aggressiva, competitiva sullo scacchiere globalizzato, come quella coreana d\u2019oggi? E se cos\u00ec sar\u00e0 stato, come si comporteranno (in termini macdonaldesi) nel Masscult e nel Midcult? La mia risposta, per quanto possa coinvolgermi poco (non nascondo che credo nel film d\u2019autore anzich\u00e9 in quello di serie), \u00e8 che sar\u00e0 quello il momento in cui si potr\u00e0 effettivamente dare una risposta alla domanda frequentissima e immancabile \u2013 quanto ovviamente insensata \u2013 \u201cche cosa c\u2019\u00e8 di tipicamente africano nel cinema d\u2019animazione africano?\u201d<br \/>\nUn cowboy a Boston o a Manhattan era nell\u2019Ottocento, nel Novecento ed \u00e8 oggi tanto esotico quanto a Berlino o a Manila; eppure il western \u00e8 \u201ctipicamente\u201d americano. Un robot gigante a Tokyo \u00e8 rinvenibile solo nei negozi di giocattoli; eppure la space-opera animata di Goldrake \u00e8 \u201ctipicamente\u201d giapponese. La mentalit\u00e0 del quartiere romano di Trastevere \u00e8 incomprensibile agli italiani di Udine o di Cagliari; ma la commedia di Alberto Sordi e di Nino Manfredi \u00e8 \u201ctipicamente\u201d italiana.<br \/>\nIntendo dire che il cinema e la televisione prescindono \u2013 per loro natura intima \u2013 dal folclore, come pure dalla tradizione nazionale o locale, antica o recente che sia; tanto \u00e8 vero che nessun italiano (per esempio) si \u00e8 mai mostrato in grado di fare un film di buon livello sull\u2019italianissimo Pinocchio. Il cinema e la televisione creano le proprie mitologie (in ci\u00f2 sono autotrofici). E sono quelle mitologie a diventare marchi nazionali.<br \/>\nQuindi possiamo dire che il cinema d\u2019animazione degli autori dello Highcult rappresenta s\u00ec l\u2019anima africana, ma riscritta da quegli autori; che in definitiva rappresenta quegli autori e basta; che di \u201ctipicamente\u201d africano nei loro film vi \u00e8 sostanzialmente solo la colonna sonora, che prelevano tal quale da una musica che si \u00e8 strutturata nei millenni, da lingue esistenti da sempre, da accenti nel pronunciare il francese o l\u2019inglese che non avevano bisogno di essere inventati.<br \/>\nInvece un prodotto commerciale in grado di sfidare ad armi pari, nella grande arena planetaria dello show business, gli altri prodotti commerciali omologhi, ebbene quello sar\u00e0 il vessillo dell\u2019intero continente o almeno del Paese che lo porter\u00e0 al varo. Per farlo dovr\u00e0 inventare uno stile senza precedenti, una narrazione senza precedenti, una visione della vita senza precedenti \u2013 oltre a strumenti pi\u00f9 forti di quelli della concorrenza per affermarsi presso gli spettatori. Cos\u00ec come hanno fatto, dagli anni Sessanta in poi, i giapponesi con le loro serie animate. Quel vessillo costituir\u00e0 un luogo comune in pi\u00f9, uno dei tanti, in attesa che la storia segua un\u2019altra delle infinite regole dell\u2019imprevedibilit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">Giannalberto Bendazzi<\/span><\/p>\n<p style=\"font-size: 13pt; font-family: Arial; text-align: left;\"><span style=\"color: #ffffff;\"><span style=\"background-color: #000000;\"><strong>AFRICARTOONS<\/strong><br \/>\nStoria del Cinema d\u2019Animazione Africano<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-size: 13pt; font-family: Arial; color: black;\">di <strong>Mario Verger<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">\u00c8 un cinema, quello africano, che, come spesso pure la storia del Continente, noi occidentali ignoriamo. Non solo per le differenze culturali ma perch\u00e9 \u00e8 sempre stato difficile amalgamare punti di vista in apparenza tanto disformi fra gli esseri umani di un intero pianeta.<br \/>\nSe il cinema e la storia dell\u2019Occidente, o comunque dei cosiddetti Paesi ricchi, sono stati sempre documentati, \u00e8 stata l\u2019apertura delle frontiere, con i conseguenti scambi culturali fra nazione e nazione e continente e continente, a permetterci di ampliare la visuale comprendendo \u2013 da pochissimi decenni in fondo \u2013 che esiste tutto un \u201cmondo\u201d ancora da scoprire.<br \/>\nI primi studi pionieristici sul cinema di animazione, che segnalavano in Europa e, successivamente, per la riedizione in America, la produzione di film animati in Africa, li dobbiamo a Giannalberto Bendazzi, il quale, nella sua opera pi\u00f9 completa Cartoons  (6), riporta un intero capitolo sull\u2019animazione africana.<br \/>\nPrendiamo l\u2019ipotetica domanda riproposta dal Bendazzi nella sua dotta introduzione: \u00abChe cosa c\u2019\u00e8 di tipicamente africano nel cinema d\u2019animazione africano?\u00bb.<br \/>\nCosa cerchiamo noi europei quando ci interessiamo alla cinematografia a passo uno del continente nero? Spesso contiamo in un sapore di novit\u00e0, di esotismo, di folklore arcaico. E spesso questo \u00e8 ci\u00f2 che possiamo rinvenire in alcune opere tipicamente africane. Ma diamo anche inconsciamente per scontato che esse siano risolte con mezzi altrettanto arcaici, \u201cpoveri\u201d, diremmo, ricercando quel gusto primitivo e na\u00eff che noi abbiamo superato da secoli con lo sviluppo industriale.<br \/>\nOltre ai primi film sperimentali dei pionieri dell\u2019animazione africana, \u00e8 soltanto in questi ultimi decenni che, grazie alle nuove tecnologie digitali, \u00e8 divetata abbordabile e quindi di facile sviluppo la tecnica del cinema di animazione in Africa.<br \/>\nIn passato, infatti, non esistendo in gran parte del continente stabilimenti cinematografici, la pellicola girata doveva passare per l\u2019Europa per tutte le operazioni di sviluppo e stampa, per poi procedere ai vari rifacimenti e il montaggio, con conseguenti tempi dilatati all\u2019infinito e costi esorbitanti gi\u00e0 per qualsiasi cineasta europeo, figuriamoci per un cineasta africano.  Questo problema, oggi, \u00e8 risolto: computer e semplici programmi di animazione e montaggio permettono di risolvere tutto in tempi rapidissimi.<br \/>\nDi certo questo far\u00e0 dire addio agli splendidi manufatti artigianali del nigeriano Mustapha Alassane, che si avvicinava al maestro canadese Norman McLaren, ma questo cambiamento epocale di tecniche e stili e anche di contenuti comprende allo stesso modo la produzione americana, europea e asiatica. In altre parole, questo cambiamento irreversibile ha inglobato l\u2019intero pianeta. L\u2019Africa attualmente, avendo problemi pi\u00f9 urgenti da risolvere, non potr\u00e0 certo godere di immensi budget per la produzione di cartoni animati in serie destinabili ai cinema e alle televisioni africani, ma senz\u2019altro, come \u00e8 gi\u00e0 accaduto negli scorsi decenni per la Corea, vi sar\u00e0, grazie proprio alle nuove tecnologie, un fortissimo sviluppo di quest\u2019industria nei decenni a seguire.<br \/>\nAbbastanza recentemente sono stati i Belgi a porre l\u2019attenzione sulle possibilit\u00e0 realizzative del cinema d\u2019animazione nel continente, in special modo nelle aree delle ex colonie francesi, forse per restituire loro quanto tolto all&#8217;epoca degli orrori razziali del colonialismo e della schiavit\u00f9, compiuti proprio dai popoli d\u2019Occidente.<br \/>\nIn altre parole, gli africani, passati, cos\u00ec come gli europei, dal cinema autoriale a quello industriale devono per forza di cose giungere a compromessi. Compromessi sulle storie, sugli stili iconografici, sui contenuti. E questo processo di globalizzazione si sta inevitabilmente attuando.<br \/>\nPurtroppo, noi come loro dipendiamo da chi sta sta pi\u00f9 in alto. E per forza di cose, noi come loro, dobbiamo giungere a un compromesso, un equilibrio cio\u00e8 fra la nostra fantasia creativa personale e la destinazione d\u2019\u00e9lite o di massa dei nostri film realizzati attraverso il difficile \u2013 e costoso \u2013 linguaggio del cinema di animazione.<br \/>\nBendazzi ha parlato non a caso di compromesso quando ha scritto che le recenti opere di coproduzione francese o canadese, pur narrando storie e racconti africani, risentono della modifica stilistica delle \u00abscuole\u00bb d\u2019oltrealpe o nordamericane.<br \/>\nGiannalberto Bendazzi ha scritto probabilmente il vero quando afferma che: \u00abForse sono proprio le opere \u201cd\u2019autore\u201d co-prodotte quelle che mi lasciano maggiormente freddo: non sono mulatte, sono a met\u00e0 nere e a met\u00e0 bianche, indecise se stare a Sud o a Nord del Mediterraneo, a Est o a Ovest dell\u2019Atlantico\u00bb.<br \/>\nLe storie africane, per cos\u00ec dire, sono ormai gi\u00e0 molto lontane dalla cultura semplice, esotica e un po\u2019 magica descritta da Michel Ocelot in \u201cKirikou et la sorci\u00e8re\u201d.<br \/>\nA proposito di questo straordinario animatore francese, nato in Guinea Conakry da una famiglia di diplomatici, ho il piacere di ricordare quando venne in Italia nel 2004, a Chiavari,  a presenziare al Festival Internazionale del Cinema di Animazione promosso da Giannalberto Bendazzi. Altri ospiti erano grandissimi nomi quali quelli di Isao Takahata e Jurij Norstein. Grande amico del prof. Bendazzi (si conoscono da 40 anni), Michel Ocelot port\u00f2 con s\u00e9 diversi \u201ccells\u201d campione del suo film, in cui aveva raggiunto un ottimo amalgama fra cinema autoriale e industriale. Bendazzi me lo present\u00f2 personalmente e Ocelot mi mostr\u00f2 le tecniche a ritagli delle splendide figurine originali che aveva portato con s\u00e9 del successivo lungometraggio \u201cPrinces et Princesses\u201d. Mi mostr\u00f2 tutto il procedimento retrostante di questi minuti arti snodabili, e vedendomi interessato a queste garbate silhouettes, che teneva delicatamente nel palmo delle mani, sorrideva cordialmente nel vedere che esse producevano in me una sensazione cos\u00ec affascinata.<br \/>\nOcelot amava senz\u2019altro la Guinea, che considerava ovviamente la sua terra d\u2019infanzia, ma egli aveva senz\u2019altro in s\u00e9 quella \u2018freddezza\u2019, quel savoir-faire, quella delicatezza commistionata per\u00f2 a calcolo intellettuale tipica del vecchio continente.<br \/>\nFino a adesso si son fatti principalmente film di neri visti dai bianchi, o film di bianchi visti dai neri. E ci\u00f2 \u00e8 senz\u2019altro interessante per i dovuti scambi culturali e l\u2019ampliamento delle conoscenze tra le varie esperienze dei popoli registrate nell\u2019ereditariet\u00e0 dei rispettivi DNA. Sar\u00e0 forse possibile un giorno vedere anche film animati di neri sui neri?<br \/>\nCi auguriamo di si!<br \/>\nVoglio segnalare a questo riguardo un ultimo ricordo che risale a molti anni addietro, precisamente a venti anni fa.<br \/>\nUn giorno d\u2019estate del 1990 andai a comperare una cinepresa che era una vera occasione: una Path\u00e9 Baby ancora perfetta, con moltissimi accessori e la possibilit\u00e0 dello scatto singolo previo modifica con un cavetto flessibile in dotazione.<br \/>\nUn affare per i miei primi cartoni animati, prima di passare l\u2019anno dopo alla 35 mm Arriflex dei fratelli Gagliardo alla Corona Cinematografica. Andai a completare l\u2019affare per poche centinaia di migliaia di lire (il costo corrente si aggirava attorno al milione e mezzo di allora) accompagnato dalla mia prima fidanzata, una ragazza senegalese.<br \/>\nQuando sistemai la cinepresa per le prime riprese, la  mia ragazza, scatt\u00f2 i fotogrammi singoli e sembrava quasi intendersene, tanto che mi propose di fare degli esperimenti usando delle piccole marionette che avevo in casa, di alcuni giocattoli che appartenevano all\u2019infanzia di mio padre.<br \/>\nIn quella circostanza ella mi raccont\u00f2 esaurientemente che suo nonno, Ousmane Sow, era stato fra i primi cineasti del Senegal e tra i primi, se non il primo in tutta l\u2019Africa Equatoriale,  ad occuparsi proprio di cinema di animazione. Mi spieg\u00f2 che egli, che era pittore e scultore,  era stato realmente il primo ad ampliare le arti visuali credendo nelle forti possibilit\u00e0 di comunicazione che la cinematografia offriva, e che aveva costruito nel suo atelier senegalese diverse marionette e pupazzi coi quali realizz\u00f2 diversi cortometraggi in Senegal e poi, in seguito, a Parigi.<br \/>\nRimasi ovviamente molto affascinato da questo reportage narrato, come visualizzassi il tutto, con la dolcezza e l\u2019eleganza con cui me lo narrava, anche per il fatto che era la nipote di un grande artista, di cui parleremo tra breve.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">Buona visione!<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">Mario Verger<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">SENEGAL<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">Ousmane Sow, come accennato en passant, \u00e8 l\u2019artista africano pi\u00f9 riconosciuto in tutto il mondo. Il suo nome \u00e8 oggi iscritto nella Storia dell\u2019Arte Contemporanea e ha raggiunto livelli di ineguagliabile notoriet\u00e0 internazionale.<br \/>\nNel 1966 dopo la presentazione di una delle sue sculture (un bassorilievo oggi perduto) al primo Festival Mondial des Arts N\u00e8gres de Dakar, Sow cominci\u00f2 a interessarsi anche di cinema di animazione. Lui era stato in Senegal il primo a occuparsi di arte visiva, che oltre alla scultura (in Europa lo paragonano al genio di Rodin) comprendeva anche il cinema. Dopo diversi documentari e film sperimentali, egli fabbric\u00f2 nel suo Atelier delle marionette articolate, inventando per esse degli scenari surrealisti e realizz\u00f2 diversi cortometraggi in animazione, oggi perduti.<br \/>\nNel 1968 Ousmane Sow and\u00f2 in Francia ed apr\u00ec un gabinetto privato di fisioterapia a Montreuil. Durante il tempo libero, scolp\u00ec dalle piccole sculture animate e gir\u00f2 un film di animazione con la sua cinepresa Path\u00e9 16 mm.  Di questa splendida opera a passo uno, \u201cLe Martien\u201d (1969), realizzata di notte nel suo gabinetto di fisioterapia, non rimangono che pochi estratti. Il film racconta la storia di un marziano arrivato su terra, composto dalle sue sculture raffigurate col suo inconfondibile stile, ad arti snodabili e mosse, sotto la Path\u00e9, fotogramma per fotogramma.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\n<div id=\"attachment_11457\" style=\"width: 630px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/5.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-11457\" class=\"size-full wp-image-11457\" title=\"Africartoons05\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/5.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/5.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/5-300x181.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-11457\" class=\"wp-caption-text\">Le Martien, Regia di Ousmane Sow<\/p><\/div>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">Senegal. Il patrimonio tradizionale dell&#8217;Africa \u00e8 ricco di narrazione. Cos\u00ec sembra del tutto appropriato che la prima serie di film d&#8217;animazione a venir fuori dal continente sia incentrata su un cantastorie del Africa dell&#8217;Ovest, Kabongo le griot.<br \/>\nIl cartone animato di 13 puntate, il primo ad essere interamente realizzato in Africa, \u00e8 opera di uno studio di animazione, Pictoon, con sede a Dakar, capitale del Senegal.<br \/>\nKabongo \u00e8 nato da Pierre Sauvalle, un Camerunense trasferitosi in Senegal che ha configurato Pictoon nel 1998 insieme al suo co-direttore, l\u2019imprenditrice senegalese A\u00efda Ndiaye.<br \/>\nSauvalle aveva lavorato per otto anni in diverse societ\u00e0 di produzioni francesi, dopo il master dalla scuola di animazione, l&#8217;\u00c9cole d&#8217;Art et de Communication de Cergy (DNPA) de Paris, confezionando Les Gobelins.<br \/>\nMa aveva sempre nutrito il desiderio di tornare in Africa al fine di avviare la creazione di produzioni autenticamente africane. Ha impegnato scrittori africani e francesi per la sceneggiatura di \u201cKabongo\u201d, mentre storyboard, animazione e montaggio sono stati effettuati tutti da Pictoon a Dakar.<br \/>\nCon \u201cKabongo\u201d, Pictoon ha messo l&#8217;Africa nella mappa del settore animazione e hanno dimostrato che il Senegal pu\u00f2 produrre continuativamente cartoni animati di alta qualit\u00e0. Ma questo \u00e8 solo l&#8217;inizio delle ambizioni della Pictoon. Mentre l&#8217;azienda potrebbe guadagnare pi\u00f9 che sufficientemente con la produzione di spot televisivi locali per mantenersi in attivit\u00e0, il suo vero obiettivo \u00e8 quello di attrarre alcuni sponsor dagli Stati Uniti per investire 75 miliardi di dollari nel settore dell&#8217;animazione a livello mondiale.<br \/>\nPresto sugli schermi televisivi sar\u00e0 prossima la serie Pictoon, \u201cThe Invincible Lions of Africa\u201d.<br \/>\n\u00c8 anche del 1997, sempre per la regia di Pierre Sauvalle e tratto da un&#8217;idea di Mamadou Macki Bah e il suo gruppo da Kayes, con la star della musica senegalese Isma\u00ebl L\u00f4,  \u201cSc\u00e9narios d&#8217;Afrique \u2013 L&#8217;Assembl\u00e9e g\u00e9n\u00e9rale des maladies\u201d (\u201cScenarios from the Sahel &#8211; The General Assembly Of Diseases\u201d), una favola animata ambientata nel villaggio di Contaminobo, il paese di Tubercolosi, Polio, Epatite, Morbillo e Diarrea, resi in versione antropomorfa. I germi, assediati e inaspriti dai passi da gigante che l&#8217;umanit\u00e0 ha compiuto in questo secolo contro di loro, salutano con gioia l&#8217;arrivo di Sua Nefandezza Reale, il Supremo AIDS. Essi vedono in lui e nella sua strategia di attaccare il sistema di difesa del corpo umano, la fonte della loro redenzione. Peccato per\u00f2 che le loro chiacchiere e i loro deliri di onnipotenza siano stati spiati da un ricercatore al microscopio! Dalle loro stesse bocche veniamo a conoscere come superare in astuzia l&#8217;AIDS e come proteggerci da lui e dai suoi compari.<br \/>\nSu Afrik.com viene pubblicata un\u2019intervista a Sauvalle che riportiamo:<br \/>\n\u00abPictoon est la premi\u00e8re et la seule soci\u00e9t\u00e9 de production de dessins anim\u00e9s africaine. Cr\u00e9\u00e9s en 1998 \u00e0 Dakar, par le Camerounais Pierre Sauvalle, les studios emploient 60 \u00e0 80 personnes toutes form\u00e9es sur place. Kabongo le Griot, leur premi\u00e8re grande production, affiche une volont\u00e9 de vendre le savoir-faire et la culture africaine. Interview d\u2019un entrepreneur militant.<br \/>\nAfrik: Pourquoi avoir mont\u00e9 Pictoon en Afrique?<br \/>\nPierre Sauvalle: J\u2019ai fait mes \u00e9tudes en France. Les Beaux-Arts, puis les Gobelins. J\u2019ai travaill\u00e9 huit ans dans des bo\u00eetes de production en France. Mais j\u2019ai toujours voulu retourner en Afrique et participer \u00e0 ce qu\u2019elle d\u00e9veloppe ses propres productions. Il faut simplement que nous arrivions \u00e0 nous ouvrir \u00e0 l\u2019international. Pour vendre des productions aux Etats-Unis, au Japon ou en France, il ne faut pas que nous soyons herm\u00e9tiques, nous devons avoir des messages universels.<br \/>\nAfrik: A parler de mondialisation, que reste-t-il de l\u2019Afrique dans tout \u00e7a?<br \/>\nPierre Sauvalle: L\u2019internationalisation n\u2019est pas antinomique avec l\u2019Afrique ou avec les sp\u00e9cificit\u00e9s culturelles de tel ou tel pays. Regardez le Japon avec les Mangas. La culture africaine est aussi universelle que la culture occidentale ou asiatique.<br \/>\nAfrik: Dans quelle mesure votre actuel dessin anim\u00e9 Kabongo le griot en est l\u2019illustration?<br \/>\nPierre Sauvalle: Notre actuelle s\u00e9rie de dessin anim\u00e9, Kabongo le Griot, est un concept tout \u00e0 fait africain. Kabongo voyage \u00e0 travers le monde \u00e0 la recherche d\u2019un disciple \u00e0 qui enseigner son art. Sa mani\u00e8re de voir et de raconter le monde est assez ludique et tr\u00e8s imag\u00e9e. C\u2019est en cela qu\u2019elle est universelle. Le griot est plus qu\u2019un simple conteur, il est capable d\u2019aborder les \u00e9v\u00e9nements par le biais de la pens\u00e9e. C\u2019est la force de la connaissance et de la sagesse.<br \/>\nAfrik: Comment est n\u00e9 Kabongo?<br \/>\nPierre Sauvalle: Au d\u00e9part, c\u2019est moi qui ai \u00e9crit le concept. Puis j\u2019ai pris des sc\u00e9naristes professionnels en France et en Afrique. Tous les stories board (d\u00e9coupage des sc\u00e8nes de chaque \u00e9pisode r\u00e9alis\u00e9 sous forme de bande dessin\u00e9e, ndlr) et toutes les animations &#8211; la colorisation et le montage &#8211; sont ensuite faits \u00e0 Dakar. Seule la post production (la bande son, ndlr) est faite \u00e0 l\u2019\u00e9tranger, en France. Tout simplement parce que nous n\u2019avons pas de studio de post production en Afrique de l\u2019ouest. Nous n\u2019avons personne de form\u00e9 aux techniques de bruitage.<br \/>\nAfrik: Combien de personnes emploie Pictoon?<br \/>\nPierre Sauvalle: Entre 60 et 80 personnes. Toutes form\u00e9es sur place. Nous avons notre propre d\u00e9partement formation au studio.<br \/>\nAfrik: Cela a d\u00fb \u00eatre tr\u00e8s lourd \u00e0 mettre en place ?<br \/>\nPierre Sauvalle : Nous avons investi pr\u00e8s de deux millions de FF en fonds propres. Pour un projet comme \u00e7a, il fallait se jeter \u00e0 l\u2019eau. C\u2019est tellement lourd que si l\u2019on attend apr\u00e8s des subventions on ne se lance jamais. A nous de faire nos preuves puis de trouver des synergies pour soutenir ensuite le projet. Aujourd\u2019hui nous avons besoin de souffle. Nous sommes \u00e0 un seuil o\u00f9 nous devons trouver de nouveaux partenaires producteurs, distributeurs et financiers.<br \/>\nAfrik: Pensez-vous que le dessin anim\u00e9 africain puisse vraiment rapporter de l\u2019argent?<br \/>\nPierre Sauvalle: 50% des devises de la Cor\u00e9e du Nord sont issues du dessin anim\u00e9. Elle a entre 500 et 1 000 studios. Les s\u00e9ries europ\u00e9ennes ou am\u00e9ricaines sont toutes fabriqu\u00e9es en Asie, l\u00e0 o\u00f9 le co\u00fbt de la main d\u2019oeuvre est peu \u00e9lev\u00e9. Il faut que les Africains comprennent que le potentiel de l\u2019industrie du dessin anim\u00e9 est colossal. D\u2019autant qu\u2019un dessin anim\u00e9, avec tout le marchandising qu\u2019il y a \u00e0 c\u00f4t\u00e9, reste un produit \u00e0 tr\u00e8s forte valeur ajout\u00e9e.<br \/>\nAfrik: Quels sont les atouts de l\u2019Afrique dans le dessin anim\u00e9?<br \/>\nPierre Sauvalle: Notre richesse culturelle et notre imaginaire. Toute une part d\u2019\u00e9vasion dont la jeunesse a besoin. Quand on regarde le succ\u00e8s plan\u00e9taire de Kirikou (r\u00e9alis\u00e9 par un Fran\u00e7ais, ndlr) ou du Roi Lion \u2013 qui est d\u2019ailleurs le dessin anim\u00e9 qui a rapport\u00e9 le plus aux studios Disney \u2013 c\u2019est assez r\u00e9v\u00e9lateur. Il faut que nous sachions vendre notre culture ou d\u2019autres s\u2019en chargeront \u00e0 notre place\u00bb (7).<br \/>\nIl cineasta Cheick N\u2019Diaye, dopo aver studiato montaggio e regia al Conservatoire Libre du Cin\u00e9ma Fran\u00e7ais (CLCF) di Parigi, crea nel 1999 Sira Badral, la propria casa di produzione, mettendo in cantiere nel 2006 un lungometraggio Nabou, affidato allo Studio Pictoon, in coproduzione con diversi paesi africani e europei.<br \/>\nL\u2019artista senegalese Mohamadou Ndoye in arte Dout\u2019s, ha realizzato nel 2001 un cortometraggio di 7\u2019 col supporto dei belgi dell\u2019Atelier Graphoui intitolato Train train medina, il quale, dopo esser passato per l\u2019Exposition Collective au Centre Georges Pompidou a Parigi e per numerosi importanti festival internazionali, ha ricevuto diversi riconoscimenti, fra cui: al Festival Vues d\u2019Afrique di Montr\u00e9al col Premio per il miglior Film d\u2019Animazione; al Festival Anima 2003 di Bruxelles col Gran Premio dela Comunit\u00e0 Francese Wallonie-Bruxelles e il Premio Canal+; e al Festival du Film de Quartier nel 2002 a Dakar col Premio della Stampa.<br \/>\nSempre in Senegal non \u00e8 da dimenticare la manifestazione annuale di Afrikabok, il Festival del Cinema d\u2019Animazione di Dakar.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>COSTA D\u2019AVORIO<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">Ad Abidjan \u2013 capitale della Costa D\u2019Avorio \u2013 citt\u00e0 metropolita dov\u2019\u00e8 situata la pi\u00f9 grande basilica cristiana dell\u2019Africa molto simile a quella di S. Pietro, un\u2019equipe di animatori ha realizzato, col contributo dei francesi, diverse storie animate portate a compimento nel 2003 riguardanti \u2018Contes e L\u00e9gendes d\u2019Afrique en Dessin Anim\u00e9s\u2019: &#8220;Ali et Bibi&#8221; (L&#8217;amiti\u00e9 entre un enfant et un vieux chien); &#8220;Le Bouc et le Coq&#8221; (Les m\u00e9saventures du Coq travailleur et du Bouc fain\u00e9ant)&#8221; entrambi 5 episodi per un totale di 15\u2019; L&#8221;a tortue, le singe et le paysan&#8221; (Une tortue, trouv\u00e9e dans la for\u00eat par un paysan, dupe un singe, pourtant si rus\u00e9 et r\u00e9ussit \u00e0 s&#8217;enfuir), un episodio unico di 4\u2019; L&#8217;histoire du grand chasseur de N&#8217;zassa&#8221; (Un sorcier donne un fusil magique \u00e0 un chasseur. Celui-ci abuse de ce pouvoir obligeant les animaux \u00e0 r\u00e9agir. Ces derniers lui tendent diff\u00e9rents pi\u00e8ges); &#8220;Les aventures de Adji et Alho&#8221; (Deux jeunes filles sont amies et pourtant tr\u00e8s diff\u00e9rentes. La plus curieuse va ainsi emmener sa copine dans diff\u00e9rentes aventures)  5 episodi per un totale di 12\u2019 e 30\u2019\u2019; &#8220;Toto l&#8217;\u00e9l\u00e9phant &#8220;(Toto l&#8217;\u00e9l\u00e9phant fait beaucoup de b\u00eatises apr\u00e8s avoir bu un tonneau de vin. Ces amis d\u00e9cident de le punir. Mais Toto devient un h\u00e9ros lorsqu&#8217;il sauve son village et ses habitants) 5 episodi per 14\u2019.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\">\n<div id=\"attachment_11458\" style=\"width: 630px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/6.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-11458\" class=\"size-full wp-image-11458\" title=\"Africartoons06\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/6.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"508\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/6.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/6-300x245.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-11458\" class=\"wp-caption-text\">La tortue, le singe et le paysan, 2003<\/p><\/div>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"> <\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_11459\" style=\"width: 630px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/7.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-11459\" class=\"size-full wp-image-11459\" title=\"Africartoons07\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/7.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"460\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/7.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/7-300x222.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-11459\" class=\"wp-caption-text\">Le Bouc et le Coq, 2003<\/p><\/div>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">Ecco il cast dai credits: \u2018una coproduzione franco-ivoriana RIS \u2013 DEDALUS. Realizzati da D\u00e9sir\u00e9 Dia, Jean-Pierre Challot, Autore e narrazione: Thierry Liati, disegnatore principale Gabriel Sanou, Coloristi Arthur Dagra, Renaud Agnissan, Supervisore Sylvain Attogba, Montaggio di Freddy Lebeau,  titoli Opportune Taffin, Produttore delegato Innocent Anongba, Produttore esecutivo Jean-Pi\u00e9rre Challot\u2019.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">GHANA<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">Ad Accra, capitale del Ghana \u2013 The Land of Gold \u2013 esiste un Atelier molto avviato, l\u2019Animation Africa, collegato con l\u2019Asifa (Associazione Internazionale Film d\u2019Animazione) per la produzione di film d\u2019animazione industriali.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"> <\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_14466\" style=\"width: 630px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-14466\" class=\"size-full wp-image-14466\" title=\"Africartoons08\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/279789_10150270536578457_641798456_7814639_7653255_o.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"553\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/279789_10150270536578457_641798456_7814639_7653255_o.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/279789_10150270536578457_641798456_7814639_7653255_o-300x267.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><p id=\"caption-attachment-14466\" class=\"wp-caption-text\">Ms. Salamatu Yakubu, producer di Animation Africa<\/p><\/div>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">Essi si propongono di favorire workshop e seminari a ragazzi e studenti, e propongono annualmente il Festival Animafrik uno delle maggiori manifestazioni del West African Animation comprendente le nuove produzioni, film di repertorio del continente, master e dibattiti e rispettivi Awards.<br \/>\nLa facolt\u00e0 di addestramento \u00e8 nata da un\u2019idea di Samuel Quartey, Frank Tetteh, Salamatu Yakubu, Nii Tei Mensah and George Opare, animatori, sceneggiatori e tecnici del film d\u2019animazione ghanesi.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">BURKINA FASO<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">A Ouagadougou, capitale del Burkina Faso, c\u2019\u00e8 una grande attenzione culturale allo sviluppo della cinematografia, non a caso vi \u00e8 la pi\u00f9 grande manifestazione del continente, il Panafrican Film and Television Festival of Ouagadougou (Festival Panafricain du Cin\u00e9ma et de la T\u00e9l\u00e9vision de Ouagadougou or FESPACO), dove ogni due anni vi arrivano i maggiori esperti, cineasti e critici, di tutto il continente.<br \/>\nIl Burkina Faso \u00e8 anche la patria d\u2019origine paterna dell\u2019animatrice europea Cilia Sawadogo.<br \/>\nTiga au bout du fil, di Rasmane Tiendr\u00e9b\u00e9ogo (10\u2019, 2003 ) al 14\u00b0 Festival del Cinema africano, d\u2019Asia e America Latina si aggiudica il 2\u00b0 Premio Ministero per i Beni e le Attivit\u00e0 Culturali di 3.500 Euro assegnato all\u2019animatore burkinabe con la seguente motivazione, \u00abL\u2019animazione \u00e8 stata utilizzata in modo eccellente per raccontare, con i toni della commedia leggera, una storia sui telefoni cellulari e sul loro impatto nella cultura orale africana, regalandoci un\u2019interpretazione concisa e sarcastica dei valori e della morale della societ\u00e0 africana contemporanea\u00bb, a cui segue il successivo &#8220;Tiga gu\u00e9risseur&#8221; (10\u2019, 2004 ).<br \/>\nSu \u2018Actualit\u00e9s &amp; Revue de Presse Algeri\u00e9\u2019 del 15\/12\/2009, El Watan intervista l\u2019autore: \u00abRasmane Tiendr\u00e9b\u00e9ogo. R\u00e9alisateur et sc\u00e9nariste burkinabe:  \u201cLa jeunesse africaine a besoin de son cin\u00e9ma\u00bb. Pr\u00e9sent \u00e0 Alger dans le cadre de la tenue des 6es Journ\u00e9es internationales du film d\u2019animation qui se d\u00e9roulent du 13 au 15 de ce mois \u00e0 salle Ibn Zeydoun, le r\u00e9alisateur et sc\u00e9nariste Rasmane Tiendr\u00e9b\u00e9ogo donne une vision plut\u00f4t perspicace du cin\u00e9ma d\u2019animation alg\u00e9rien et burkinabe. Comment \u00eates-vous venus dans le monde du cin\u00e9ma? \u201cJe suis n\u00e9 en 1971 au Burkina Faso. J\u2019ai suivi une formation en art plastique et en calligraphie au Centre national d&#8217;artisanat de Ouagadougou de 1995 \u00e0 1997. En 1998, je suis entr\u00e9 \u00e0 la direction de la cin\u00e9matographie nationale de Ouagadougou pour suivre une formation en cin\u00e9ma d&#8217;animation, cependant, je suis avant tout un chef d\u00e9corateur mais aussi un r\u00e9alisateur en cin\u00e9ma d\u2019animation, je suis venu d\u2019abord dans le cin\u00e9ma en tant qu\u2019- aide d\u00e9corateur en 1991, par la suite, je suis pass\u00e9 d\u2019assistant \u00e0 chef d\u00e9corateur. Dans le souci d\u2019approfondir mes connaissances cin\u00e9matographiques sous d\u2019autres aspects, j\u2019a d\u00e9cid\u00e9 de m\u2019orienter vers le cin\u00e9ma d\u2019animation. Tout a commenc\u00e9 en 1996 par le biais de la coop\u00e9ration Nord-Sud en Belgique, en collaboration avec le Burkina Faso et ce, dans le cadre de la formation d\u2019un jeune cin\u00e9aste africain dans le domaine du cin\u00e9ma d\u2019animation. J\u2019ai saisi cette opportunit\u00e9 pour me former, et cela a dur\u00e9 quatre ans. Une fois ma formation termin\u00e9e, je suis parti \u00e0 Bruxelles pour me perfectionner. Il est clair que j\u2019ai profit\u00e9 de cette formation pour sortir mon premier film intitul\u00e9 Tiga le gu\u00e9risseur en 2001\u201d. Apr\u00e8s la r\u00e9alisation de votre deuxi\u00e8me court m\u00e9trage Tiga au bout du fil en 2004, vous caressez d\u2019initier une s\u00e9rie autour du personnage Tiga&#8230; \u201cTout \u00e0 fait, mon intention est de cr\u00e9er une s\u00e9rie sur ce personnage. Mon premier court m\u00e9trage aborde la th\u00e9matique de la m\u00e9decine traditionnelle, car au Burkina Faso, 80% de la population n\u2019arrive pas \u00e0 acc\u00e9der \u00e0 la m\u00e9decine moderne \u00e0 cause du manque de moyens du fait qu\u2019il y a des gens de mauvaise foi qui passent pour des gu\u00e9risseurs. J\u2019ai voulu jeter un regard critique \u00e0 l\u2019endroit de ces gens car la m\u00e9decine c\u2019est avant un m\u00e9tier. Le deuxi\u00e8me court m\u00e9trage Tiga au bout du fil tourne autour de la probl\u00e9matique du t\u00e9l\u00e9phone portable. Quand le t\u00e9l\u00e9phone portable est arriv\u00e9 au Burkina Faso, cela a suscit\u00e9 de l\u2019int\u00e9r\u00eat et de la curiosit\u00e9. J\u2019ai voulu dire que le t\u00e9l\u00e9phone portable est un moyen de communication comme tant d\u2019autres mais qu\u2019il est \u00e9galement un outil de travail. Il doit \u00eatre utilis\u00e9 \u00e0 bon escient. Le sc\u00e9nario de mon prochain film est presque pr\u00eat. Il portera sur le mariage, bas\u00e9 sur des int\u00e9r\u00eats. C\u2019est un th\u00e8me universel. Maintenant, il faut attendre la production. Je profite de l\u2019occasion pour lancer un appel \u00e0 toutes les bonnes volont\u00e9s qui peuvent et veulent me suivre dans ce projet\u201d. Justement, quel regard portez-vous sur le film d\u2019animation au Burkina Faso contrairement \u00e0 l\u2019Alg\u00e9rie o\u00f9 il est au stade embryonnaire? \u201cC\u2019est cela le paradoxe. J\u2019avais un autre regard sur le cin\u00e9ma d\u2019animation en Alg\u00e9rie par rapport \u00e0 nous. Nous au Burkina Faso, on n\u2019a pas les moyens pour r\u00e9aliser des films, mais il y a en quelque sorte un environnement favorable pour nous exprimer. Seulement, c\u2019est le manque de moyens qui nous bloquent. Par contre ici, j\u2019ai comme cette impression qu\u2019il n\u2019y a pas ce climat en Alg\u00e9rie qui permettrait aux artistes de s\u2019exprimer. Il est vrai que c\u2019est la premi\u00e8re fois que je viens en Alg\u00e9rie et que je ne connais pas bien le terrain, mais c\u2019est cette impression que j\u2019ai. Je ne fais nullement allusion \u00e0 un blocage, mais il n\u2019y a pas une mentalit\u00e9 pour susciter les gens \u00e0 la cr\u00e9ation dans le domaine du cin\u00e9ma d\u2019animation. Sinon, je ne pense pas que cela soit une question de moyens, c\u2019est plut\u00f4t une histoire d\u2019\u00e9ducation culturelle en animation\u201d. Que pr\u00e9conisez-vous alors comme solution pour hisser le cin\u00e9ma d\u2019animation en Alg\u00e9rie? \u201cD\u2019une mani\u00e8re g\u00e9n\u00e9rale, je dirai que nous assistons \u00e0 une crise et \u00e0 une guerre culturelle mondiale. Je pense que l\u2019Afrique n\u2019est pas en reste. On doit gagner cette bataille culturelle. Il ne faut pas que les autres (les Occidentaux) nous imposent toujours des films et des cultures qui viennent d\u2019ailleurs. Si vous observez bien les choses, vous verrez en r\u00e9alit\u00e9 que l\u2019imaginaire africain se balade dans des univers culturels qui ne collent \u00e0 rien avec leur r\u00e9alit\u00e9 et leur culture. Il faut rem\u00e9dier \u00e0 cela. Je pense que nous sommes dans un cr\u00e9neau qui nous permet facilement de r\u00e9gler ce probl\u00e8me. Une fois de plus, nous avons besoin de nos autorit\u00e9s pour r\u00e9gler ce probl\u00e8me. Nous avons besoin d\u2019un climat favorable pour raconter les histoires de chez nous. Il faut une synergie et un panafricanisme. Nous sommes mieux plac\u00e9s pour raconter nos histoires, nos l\u00e9gendes et nos faits de soci\u00e9t\u00e9. Si cela se faisait, \u00e7a ne serait que de la falsification et des clich\u00e9s, alors que la jeunesse africaine ne supporte plus cela. La jeunesse africaine a besoin de son cin\u00e9ma. Elle a besoin de se voir au cin\u00e9ma et de se situer par rapport \u00e0 sa culture \u00e0 l\u2019\u00e9cran et s&#8217;identifier. Je pense qu\u2019il est temps de rebondir et susciter l&#8217;int\u00e9r\u00eat du film d\u2019animation en Alg\u00e9rie. Il faut arriver \u00e0 travailler ensemble de sorte qu\u2019Alger devienne la capitale du film d\u2019animation africain. A partir de l\u00e0, une fois de plus, on doit faire appel \u00e0 nos autorit\u00e9s qui doivent \u00e9pouser nos id\u00e9es, qu\u2019elles essayent de mettre un climat favorable, de telle sorte que les cin\u00e9astes pourraient se retrouver \u00e0 Alger pour r\u00e9fl\u00e9chir. Si Alger est la capitale du film d\u2019animation, c\u2019est que cela est un carrefour. Le Burkina Faso est reconnu mondialement \u00e0 travers le Fescapo. Les Africains ont cr\u00e9\u00e9 ce festival, mais actuellement, c\u2019est le Fescapo qui porte les Africains, faisant en sorte qu\u2019avec le cin\u00e9ma d\u2019animation, cela soit la m\u00eame chose. Par le biais de l\u2019association Patrimoine, cette derni\u00e8re peut servir de passerelle pour cela, c\u2019est-\u00e0-dire avoir des agences ou encore une commission, habilit\u00e9es \u00e0 r\u00e9colter les \u00e9ventuels produits. C\u2019est \u00e0 partir de l\u00e0, qu\u2019on pourra avoir des \u0153uvres de qualit\u00e9. Je demeure optimiste. Je suis convaincu qu\u2019on va gagner non seulement la bataille, mais \u00e9galement la guerre. Tout est l\u00e0, c\u2019est juste un manque de moyens. Il faut cr\u00e9er ces moyens. Le cin\u00e9ma peut \u00eatre le levier de l\u2019\u00e9conomie, c\u2019est la culture qui aura le dernier mot pour le d\u00e9veloppement de l\u2019Afrique. Partout dans le monde, la formation reste la condition sine qua non pour d\u00e9velopper le cin\u00e9ma d\u2019animation&#8230; Actuellement, beaucoup de personnes sont passionn\u00e9es de cin\u00e9ma d\u2019animation mais qui ne savent pas comment devenir animateur ou r\u00e9alisateur. Ces jeunes ont besoin de se cultiver cin\u00e9matographiquement, ceux qui nous ont devanc\u00e9s ont le devoir de passer leur savoir aux autres. Une fois de plus, l\u2019association Patrimoine peut servir de passerelle entre l\u2019Etat et ces jeunes l\u00e0. Sans la formation, on ne peut pas avancer. Je pense qu\u2019il faut multiplier les modules et les ateliers de formation. Il faut surtout des formations de qualit\u00e9 et ouvrir des fili\u00e8res, car en animation, il y a beaucoup de m\u00e9tiers, \u00e0 savoir la sc\u00e9narisation, la r\u00e9alisation, le d\u00e9cor. Et dans le d\u00e9cor, il y a les accessoires, les costumes ainsi de suite. Il faut conna\u00eetre et ma\u00eetriser toutes ces donnes. Au niveau du Burkina Faso, ces outils sont mis en place. J\u2019ai b\u00e9n\u00e9fici\u00e9 de cette formation, l\u2019Etat avait mis en place des modules de formation. Actuellement, l\u2019Etat a repris la formation. Au lieu d\u2019avoir des modules de formation, c\u2019est devenu maintenant une \u00e9cole de cin\u00e9ma de prise de vue r\u00e9elle. En Alg\u00e9rie, vous avez d\u2019excellents universitaires. Vous avez des \u00e9coles dans la ligne de l\u2019art. Il faut profiter de toutes ces opportunit\u00e9s et inviter des professionnels en d\u00e9cor et en r\u00e9alisation. La synth\u00e8se de tout cela peut susciter une volont\u00e9 et un int\u00e9r\u00eat certain, instaurant par-l\u00e0 m\u00eame des fili\u00e8res\u00bb (8).<br \/>\nJustin Zerbo \u00e8 un altro realizzatore burkinabe, che aveva gi\u00e0 realizzato diversi film, fra cui L&#8217;\u00eele (3\u2019, 2003); e al Festival International de Cin\u00e9ma d&#8217;Animation de Mekn\u00e8s la giuria, con l\u2019esperto elvetico Bruno Edera, giornalista e storico dell\u2019animazione, ad ex aequo, ha decretato due menzioni ai film, Kono, sempre di Justin Zerbo e Leila, realizzato da un gruppo di bambini durante un atelier inquadrato dall\u2019associazione Cam\u00e9ra del Burkina Faso.<br \/>\nInoltre, sono da segnalare diversi mini film d\u2019animazione realizzati da un gruppo di giovani ragazze de l&#8217;Asecd (Association de Soutien aux Enfants en Circonstances Difficiles) di Ouagadougou, fra i quali ricordiamo, Mon ecole (2006), dedicato all\u2019infanzia, per un dialogo e comunicazione interculturale nelle scuole; Patronyme (2006); Demain des femmes (2009), partito da un progetto socio-culturale sulla situazione delle donne del domani, coi loro interrogativi e la loro visione. Film realizzati in ritagli di carta, plastilina colorata e stoffa, mossi a d\u00e9coupage con la tecnica in Stop Motion.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"> <\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_11461\" style=\"width: 630px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/9.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-11461\" class=\"size-full wp-image-11461\" title=\"Africartoons09\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/9.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"475\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/9.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/9-300x229.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-11461\" class=\"wp-caption-text\">Asecd, Mon ecole, 2006<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_11462\" style=\"width: 630px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/10.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-11462\" class=\"size-full wp-image-11462\" title=\"Africartoons10\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/10.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"476\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/10.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/10-300x230.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-11462\" class=\"wp-caption-text\">Asecd, Patronyme, 2006<\/p><\/div>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">MALI<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">Kadiatou Konat\u00e9 \u00e8 una regista maliana molto affermata, nata nella capitale del Mali, Bamako.<br \/>\nElla ha debuttato nel 1985 con Souleymane Ciss\u00e9 come assistente di produzione nel film &#8220;Yeelen&#8221;, e ha successivamente girato diversi film a documentario, soprattutto sulla condizione della donna in Africa, fino a realizzare nel 1993 coprodotto con l\u2019atelier belga Graphoui, il film d\u2019animazione L\u2019enfant terrible (Deni Kiss\u00e8ma), che descrive le avventure di un bambino che parla, mangia e cammina, dal giorno della sua nascita e di suo fratello.<br \/>\nAttraverso i suoi film Konat\u00e9 vuole mostrare il combattimento per l&#8217;emancipazione delle donne in Mali e pi\u00f9 generalmente in Africa.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">BENIN<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">Anna e Bazil, due bambini figli della moderna Benin sono i protagonisti del primo cortometraggio d&#8217;animazione beninese.<br \/>\nInfatti nel West Africa, in Benin, i disegnatori di fumetti e illustratori di libri per l\u2019infanzia Hector Sonon, Jo Palmer Akligo, Constant Tonakpa, Claudio, Paul Dossou Kpitim\u00e9, Hortense Sallan Mayaba, Roger Boni, Clarisse Ahounou, Thierry Pereira et Augustin Houmbi\u00e9, hanno realizzato sotto la direzione di Paul Lhoir \u2013 esperto belga in materia di assistenza allo sviluppo attive nel settore della cooperazione culturale internazionale per la realizzazione del Centro per le Comunicazioni Equipment (MRC) \u2013 e Raymond Burlet, &#8220;Le Livre Magique &#8220;(2007), il primo cartone animato del Benin.<br \/>\nQuesti disegnatori, sceneggiatori, tecnici del suono e del montaggio hanno seguito otto stages di formazione propedeutica nell\u2019arco di tre anni. Ci\u00f2 ha permesso di completare il loro primo film d\u2019animazione corrispondente a pi\u00f9 di 1700 disegni realizzati a mano, pi\u00f9 le operazioni di animazione, coloritura e montaggio.<br \/>\nVoci, musica, montaggio e effetti speciali, hanno finalizzato una storia coerente coi piani didattici ed educativi riguardanti la scolarizzazione delle giovani ragazze del Benin.<br \/>\nL\u2019idea \u00e8 basata riprendendo le avventure di Anna e Bazil, personaggi anteriormente protagonisti dei loro libri illustrati.<br \/>\nQuesta nuova avventura animata mette il personaggio principale di fronte al problema della scolarizzazione delle ragazze. La protagonista \u00e8 Anna, piccola venditrice d\u2019arance, la quale lascer\u00e0 il mondo del lavoro minorile per quello della scuola.<br \/>\nIn Benin il pubblico televisivo \u00e8 abituato ai cartoni animati ma, esportati dall\u2019Europa o America, essi hanno sovente protagonisti giovani bianchi con storie appartenenti alla cultura occidentale i quali vivono molto differentemente nel loro quotidiano dai bambini beninesi.<br \/>\nQuesto primo disegno animato \u00e8 stato sostenuto dall&#8217;Apefe (Association pour la promotion de l\u2019\u00e9ducation et de la formation \u00e0 l\u2019\u00e9tranger).<br \/>\nDopo &#8220;Le Livre Magique&#8221;, pilota per una serie consacrata per i diritti e la salute dell\u2019infanzia, vedendo l&#8217;entusiasmo generato da questa prima esperienza, gli animatori beninesi crearono a Cotonou l&#8217;associazione Afriqu&#8217;Art Toons \u2013 Studio de dessin anim\u00e9 d&#8217;Afrique de l&#8217;Ouest.<br \/>\nA seguito dei buoni riscontri ottenuti con il primo film, l\u2019Afriqu&#8217;Art Toons ha partecipato alla gara del programma di supporto PSICD che gli \u00e8 valso i fondi per realizzarne un secondo a tecnica mista Anna, Bazil et le masque sacr\u00e9.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"> <\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_11463\" style=\"width: 630px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/111.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-11463\" class=\"size-full wp-image-11463\" title=\"Africartoons11\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/111.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"532\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/111.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/111-300x257.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-11463\" class=\"wp-caption-text\">Afriqu&#39;Art Toons, Anna, Bazil et le masque sacr\u00e9, 2008<\/p><\/div>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">Gli artisti, tra i quali Jo Palmer, Hector Sonon, Herv\u00e9 Alladaye, hanno creato artigianalmente oltre 3.000 disegni per i personaggi animati della storia.<br \/>\nStavolta i due eroi si trovano in circostanze misteriose durante una vacanza in K\u00e9tou, un piccolo villaggio Yoruba situato in Benin: l&#8217;emozione della scomparsa di una maschera li conduce a un viaggio avventuroso in molte citt\u00e0, tra cui Abomey, la capitale dell&#8217;antico regno del Dahomey, Patrimonio Mondiale dell&#8217;Umanit\u00e0 dall&#8217;UNESCO, e Natitingou nel nord del Benin, in un paese sconosciuto e, infine, la scoperta del mondo spirituale delle maschere antiche.<br \/>\nMa ai due ne fa seguito un terzo dal vero, elaborato dalla stessa squadra, Anna, Bazil et la petite Amina; film sul problema delle donne sieropositive e dei loro bambini realizzato da Rodrigue Ako, assistito da Moustapha Rissikatou, il quale ha potuto vedere il compimento grazie al sostegno dell&#8217;UNICEF Benin.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">NIGER<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">Nel Niger abbiamo un maestro del cinema di animazione, Mustapha Alassane, la cui opera \u00e8 da molti anni oggetto di studi e ammirazione in tutto il mondo. Non sarebbe questo, quindi, il contesto, dal momento che servirebbe troppo spazio per parlarne esaurientemente e la sua opera \u00e8 stata ampiamente studiata e approfoondita. Diamo, en passant, alcune notizie.<br \/>\nNato in 1942 a Non Dougou (Niger), Mustapha Alassane era inizialmente meccanico. Apprende la tecnica cinematografica nei locali dell&#8217;IRSH a Niamey. Jean Rouch facilita la sua formazione e l&#8217;aiuta a partire in Canada dove incontra il celebre maestro Norman MacLaren che gli insegna la tecnica del cinema di animazione. Egli diventa uno dei primi cineasti di Africa, contribuendo a fare del Niger un grande paese di cinema, al pari del Senegal. Alassane si lancia nella realizzazione di film che non sono tutti dei disegni animati. Gira i primi film animati nell&#8217;Africa sub-sahariana, per passare poi ai documentari. Moustapha Alassane gira fin da 1961 due cortometraggi ispirati ai racconti tradizionali:  Aour\u00e9 e La Bague du roi Koda. Ha realizzato una trentina di film di animazione, fiction e documentari che restituiscono con un sguardo satirico le situazioni sociali e i costumi del suo paese.<br \/>\nDirettore del Dipartimento di Cinema dell&#8217;Universit\u00e0 di Niamey per 15 anni, Moustapha Alassane, per la sua creazione prolifica ed il suo cinema impegnato, ha contribuito negli anni 60-70 a fare del Niger un grande paese del cinema.<br \/>\nMustapha Alassane in merito al suo cinema ha avuto modo di dichiarare, \u00abPour moi, le cin\u00e9ma peut et doit servir \u00e0 modifier la mentalit\u00e9 de la masse. Chacun de mes films touche \u00e0 la politique, ne serait-ce que parce qu&#8217;il suscite un int\u00e9r\u00eat aupr\u00e8s de la masse et est susceptible de lui faire prendre conscience de sa culture. Je pense que, pour le moment, le cin\u00e9ma n&#8217;a pas suffisamment prouv\u00e9 au monde que l&#8217;Afrique a une culture propre. Il doit pouvoir \u00e9veiller la conscience du spectateur sur des probl\u00e8mes sp\u00e9cifiquement africains et guider l&#8217;Afrique dans une direction plus viable\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">EGITTO<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">In Egitto, oltre l\u2019antica serie dei &#8220;Mish Mish Effendi&#8221; prodotta dalla Frenkel Pictures Prod. dei fratelli Frenkel e trent\u2019anni dopo con Ihab Shaker, il quale nel 1968 realizz\u00f2 &#8220;The Flower and the Bottle&#8221; per trasferirsi in Francia dove conobbe Paul Grimault che lo aiut\u00f2 per il suo U&#8221;n, deux, trois&#8221; (1973), recentemente la Dr. Zeinab Zamzam, artista, musicologa e psicologa, esperta di animazione in claymation \u00aba apport\u00e9 \u00e0 la t\u00e9l\u00e9vision \u00e9gyptienne ainsi qu\u2019au monde du cin\u00e9ma d\u2019animation arabe ses talents de r\u00e9alisatrice et de productrice. Premi\u00e8re femme dans le monde arabe et au Moyen-Orient \u00e0 avoir particip\u00e9 \u00e0 la r\u00e9alisation du premier film d\u2019animation produit en \u00c9gypte Ma&#8217;alesh &#8211; Ilhak-Intabeh, sa carri\u00e8re a commenc\u00e9 par la pr\u00e9paration du d\u00e9cor d\u2019une pi\u00e8ce de th\u00e9\u00e2tre. Quelques ann\u00e9es plus tard, Zeinab fait irruption dans le monde du cin\u00e9ma d\u2019animation et r\u00e9alise 750 oeuvres pour les enfants. Elle a remport\u00e9 plus de 75 prix et certificats d\u2019honneur et a \u00e9t\u00e9 honor\u00e9e en Iran, en Inde, en Chine, \u00e0 Duba\u00ef\u00bb, cos\u00ec la descrive il dossier de presse FICAM (Festival International de Cin\u00e9ma d\u2019Animation de Mekn\u00e8s).<br \/>\nFra i suoi lavori menzioniamo &#8220;Nagy Al Aly&#8221; (5\u2019, 2005), &#8220;No For War&#8221; (5\u2019, 2005), &#8220;The New Room&#8221; (7\u2019, 2006), &#8220;Tree of the Moon &#8220;(12\u2019, 2007) , &#8220;Little Heroes&#8221; (20\u2019, 2009) e la serie per la  TV Al-Manar che ha chiamato la produttrice di film per bambini di Al-Zamzam Media, Zeinab Zamzam, per le &#8220;Stories from the Koran&#8221;.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">ALGERIA<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">Dopo il primo film animato algerino, &#8220;La f\u00eate de l\u2019arbre&#8221; (1963), prodotto da Mohamed Aram, recentemente Khaled Chihab ha realizzato il courtometraggio d\u2019animazione &#8220;Lyrics&#8221;. Nominato alla 6\u00b0 edizione dell\u2019Africa Movie Academy Award in Nigeria egli ha inoltre vinto il premio del Pubblico al Festival International de Cin\u00e9ma d\u2019Animation de Mekn\u00e8s nel 2008.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><strong><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">TUNISIA<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">In Tunisia vi sono ormai diversi, consolidati, animatori.<br \/>\nIn uno degli incontri, promossi in collaborazione coi vari distaccamenti Asifa, durante la Journ\u00e9e Mondiale du Cin\u00e9ma d\u2019Animation, ampio risalto c\u2019\u00e8 stato per diversi animatori tunisini.<br \/>\nRiportiamo qualche stralcio:<br \/>\n\u00abDans une salle comble, la soir\u00e9e a d\u00e9but\u00e9 \u00e0 20h avec un forum. Avec pour principaux intervenants, Zouhair Mahjoub et Monji Sancho, tous les deux cin\u00e9astes d\u2019animation et enseignants \u00e0 l\u2019universit\u00e9. Leur parcours dans ce domaine est truff\u00e9 de d\u00e9ceptions et d\u2019amertume, dues \u00e0 la marginalisation de leur art en Tunisie. \u201cOn n\u2019a pas les moyens n\u00e9cessaires pour faire du cin\u00e9ma d\u2019animation. C\u2019est tout une industrie ! L\u2019instauration de plusieurs structures est n\u00e9cessaire pour pouvoir produire des films d\u2019animation\u00bb explique Zouhair Mahjoub. Dans une salle comble, la soir\u00e9e a d\u00e9but\u00e9 \u00e0 20h avec un forum. Avec pour principaux intervenants, Zouhair Mahjoub et Monji Sancho, tous les deux cin\u00e9astes d\u2019animation et enseignants \u00e0 l\u2019universit\u00e9. Leur parcours dans ce domaine est truff\u00e9 de d\u00e9ceptions et d\u2019amertume, dues \u00e0 la marginalisation de leur art en Tunisie. \u00abOn n\u2019a pas les moyens n\u00e9cessaires pour faire du cin\u00e9ma d\u2019animation. C\u2019est tout une industrie! L\u2019instauration de plusieurs structures est n\u00e9cessaire pour pouvoir produire des films d\u2019animation\u201d explique Zouhair Mahjoub.<br \/>\n\u201cIl y a 6 ou 7 ans que le minist\u00e8re de la culture a eu de gros financements \u00e9trangers destin\u00e9s \u00e0 la production de films d\u2019animation. Pourtant, rien n\u2019a \u00e9t\u00e9 fait\u201d mart\u00e8le Monji Sancho. Par ailleurs, Tayeb Jallouli, cin\u00e9aste tunisien \u00e9galement pr\u00e9sent, annonce pr\u00e9parer actuellement un long m\u00e9trage d\u2019animation chez Omnya Prod. \u201cApr\u00e8s l\u2019obtention d\u2019une aide au sc\u00e9nario de la part du Minist\u00e8re de la Culture, on y travaille depuis un an\u00bb d\u00e9clare-t-il en alternant: \u201cOn a fini le sc\u00e9nario, le story board et le texturage. Vu qu\u2019on n\u2019est pas habitu\u00e9 \u00e0 la production de films d\u2019animation, on se retrouve \u00e0 travailler, former et se former en m\u00eame temps\u201d.<br \/>\nContrairement au programme, 4 films d\u2019animations au lieu de 6 ont \u00e9t\u00e9 projet\u00e9s. A l\u2019exception du film alg\u00e9rien, Le quotidien des Automates d\u2019Abdelghani Raoui dont l\u2019aspect exp\u00e9rimental a \u00e9t\u00e9 appr\u00e9ci\u00e9 par certains, la qualit\u00e9 des films tunisiens pr\u00e9sent\u00e9s a d\u00e9\u00e7u certains spectateurs. Ces derniers se sont d\u00e9p\u00each\u00e9s \u00e0 quitter la salle au cours des projections. \u201cOn a s\u00e9lectionn\u00e9 les films en fonction de la diversit\u00e9 des techniques d\u2019animation qui y sont exploit\u00e9 mais aussi selon l\u2019ordre chronologique de leur production\u201d explique Wassim Ben Rhouma. Ainsi on a vu d\u00e9filer sur la toile, &#8220;EL Garbaji&#8221; de Zouhair Mahjoub (1984), &#8220;Ruse pour ruse &#8220;de Mongi Sancho (2006) et &#8220;Les Terriens &#8220;(2009) de Leila Ben Rejab, Darine Kouche, Haykel Dridi et Rim Ben Salah.<br \/>\n\u201cLe fait que l\u2019animation soit \u00e0 la t\u00e9l\u00e9 est tr\u00e8s positif. La t\u00e9l\u00e9 peut ainsi \u00eatre compl\u00e9mentaire avec le cin\u00e9ma\u201d. d\u00e9clare Wassim Ben Rhouma. Lakhdher, Barhouma, 2050, 3icha ma9rouna et autres arrivent \u00e0 s\u2019imposer sur le petit \u00e9cran et m\u00eame \u00e0 se tailler un certain succ\u00e8s. Encore faudrait-il bien g\u00e9rer les revenus accumul\u00e9s par les prods d&#8217;animation t\u00e9l\u00e9visuelle. Parce que le coup de pouce financier est absolument n\u00e9cessaire pour ranimer enfin le cin\u00e9ma d&#8217;animation dans notre pays\u00bb (9).<br \/>\nIl primo lungometraggio d&#8217;animazione arabo in lingua francofona \u00e8 stato condotto nel 2007 dal regista maliano Mambaye Coulibaly e dal tunisino Abdelkader Belhaj, che segue la serie Viva Carthago prodotta nel 2004 da Tunisi Animation Studio curandone la creazione. Gli studios quali Cinetelefilms Maghreb (Tunisia), a cui subappaltano alcune aziende europee, a parte il Sud Africa, hanno superato in committenze il resto del continente. Il subappalto \u00e8 anche un percorso di sviluppo possibile per gli studi di cartoon africani. La situazione \u00e8 in evoluzione piuttosto favorevolmente, nonostante le difficolt\u00e0 tecniche e inerenti a qualsiasi settore emergente.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">MAROCCO<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">Chouaib Chirour e Amine Beckoury, dopo essersi diplomati all\u2019\u00e9cole superieure des beaux arts de Casablanca hanno realizzato diversi film d\u2019animazione 3D fra cui, &#8220;Hoba Hoba Spirit Blad Skizo&#8221;, vincendo il Gran Premio della prima competizione  africana del cortometraggio d\u2019animazione organizzata dal Ficam.<br \/>\nUn altro trofeo \u00e8 stato assegnato nel 2008 a un altro realizzatore marocchino, Abdelkrim Ouazzani, che si occupa da anni di animazione in plastilina.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"> <\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_11464\" style=\"width: 630px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/121.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-11464\" class=\"size-full wp-image-11464 \" title=\"Africartoons12\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/121.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"406\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/121.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/121-300x196.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-11464\" class=\"wp-caption-text\">Chouaib Chirour e Amine Beckoury, Hoba Hoba Spirit Blad Skizo, 2008<\/p><\/div>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">ETIOPIA<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">In Etiopia, il cineasta Girma Zelleke, da un\u2019idea di un fantoccio bambino all\u2019interno della campagne etiopi che si accompagna con le danze folcloristiche locali, ha creato una serie televisiva, Senzero, la quale va per la maggiore.<br \/>\nCos\u00ec viene riportata la notizia: \u00abEthiopia&#8217;s proud history and rich heritage is being kept alive by a 38cm-high plastic doll. Senzero is the first ever doll to be manufactured in Ethiopia. His creator, Girma Zelleke, confidently predicts that the Senzero doll will take the country by storm, as he already has his own successful animated television series. The boy &#8211; who on screen is computer generated &#8211; has a traditional Ethiopian haircut, and just wears a pair of white cotton shorts with the Ethiopian colours as trimming. Senzero does a traditional Ethiopian dance &#8211; the boy moves his shoulders up and down, pushes his head backwards and forwards, and lifts his knees in the air in the style of dancers from the west of the country &#8211; with Ethiopian countryside scenes rolling across the background.<br \/>\nInspiration. Girma Zelleke, or Papa Senzero, as he is now known, was inspired by the Ethiopian folk hero Senzero, a Tom Thumb-like figure who, despite his size, triumphs against adversity.<br \/>\nHe is confident that the character will be a winner in the market place &#8211; and that is why he has gone into doll manufacturing.<br \/>\n&#8220;First of all I saw Baby Chacha, which is a dancing boy and I was dreaming to have an Ethiopian boy to be dancing the same.&#8221;<br \/>\n&#8220;So I took the idea from there and I made a character&#8230; then I started reading Ethiopian folk tales and I noticed that Senzero is very wise, so I gave him the name Senzero,&#8221; he said.<br \/>\nCultural pride. The factory has 15 workers who can make about 100 dolls a day and although only recently launched, orders are already coming in, and Girma is confident that he can pay back his $60,000 loan within a year.<br \/>\nBut his plans do not just stop there &#8211; in his workshop, Girma has a dancing Chinese doll, and he hopes that within a year he will be able to copy the design and produce a dancing three-dimensional Senzero.<br \/>\nAnd this is not all about making money &#8211; for Girma it is a way of instilling cultural pride.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"> <\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_11499\" style=\"width: 630px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/Africartoons13.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-11499\" class=\"size-full wp-image-11499\" title=\"Africartoons13\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/Africartoons13.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"462\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/Africartoons13.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/Africartoons13-300x223.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-11499\" class=\"wp-caption-text\">Girma Zelleke, Senzero, 2009<\/p><\/div>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">[Girma Zelleke wants to restore the pride and dignity of Ethiopian children ]<br \/>\n&#8220;Until now, and even when I was a kid, I was playing with foreign white dolls. We did not have black dolls and we did not imagine that there could a black doll,&#8221; said Mr Zelleke.<br \/>\n&#8220;So, Senzero is a source of pride and when the kids see a black Ethiopian boy in their hands they start getting the feeling of pride and dignity in their minds&#8221;.<br \/>\nMickey Mouse. Girma is also dreaming of bigger things: more merchandising, more characters and a larger studio.<br \/>\nHe also remembers that even Walt Disney had to start somewhere.<br \/>\n&#8220;First when you start everything it is miniature and small&#8230; even Walt Disney did not start from a very high situation,&#8221; Mr Zelleke said.<br \/>\n&#8220;Now I have started&#8230; I am making a doll and I will have a series of videos and I hope it is a miniature Walt Disney in Ethiopia&#8221;.<br \/>\nSenzero may not be about to step into Mickey Mouse&#8217;s shoes, but at least he is someone Ethiopians can call their own\u00bb (10).<br \/>\nL\u2019ingegnere civile Alemu W\/Mariam ha l\u2019hobby dell\u2019animazione 3D. Con un computer da casa e molta buona volont\u00e0 egli ha realizzato diversi videoclip e animazioni 3D con animali antropomorfi.<br \/>\nE una serie, senz\u2019altro pi\u00f9 affiancata a parametri americani, sempre in 3D, intitolata Aleka Abebe e prodotta dalla Bir Animation.<br \/>\nEzra Demus \u00e8 una filmaker che ha realizzato diversi interessantissimi cortometraggi d\u2019autore su carta, grafite e inchiostro, e modificata con dissolvenze a tecnica mista, fra i quali I came from the sky, Caution e Hulet.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">GABON<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">La serie &#8220;Le Monde de Pah\u00e9&#8221;, diffusa dalla reti della TV francese France3, ideata come la precedente Dipoula dal celebre disegnatore gaboniano Patrick Essono, in arte Pah\u00e9, tratta dai suoi fumetti adattati in 75 episodi di 7 minuti per la televisione \u00e8 attualmente in onda su canali europei.<br \/>\nPah\u00e9 ha dichiarato in merito, \u00abSur le plan professionnel, c\u2019est une superbe r\u00e9ussite car il y\u2019a bien d\u2019autres confirm\u00e9s qui n\u2019ont pas la chance de voir leur \u0153uvre adapt\u00e9 en dessin anim\u00e9. Pour moi qui sort de ma petite for\u00eat natal, bingo! C\u2019est un jackpot.<br \/>\nOn peut vraiment dire que ma vie, la vie de Pah\u00e9, est un vrai coup de bol. Je suis un auteur m\u00eame pas \u201cbanquable\u201d, je sors une BD et hop ! D\u2019un coup de baguette magique, elle pla\u00eet \u00e0 une production qui d\u00e9cide d\u2019en faire un film anim\u00e9 deux ans plus tard\u00bb (11).<br \/>\nDopo la Francia e il Belgio, il film dovrebbe essere rilasciato presto in Africa francofona e anglofona. E per coronare questo successo, la struttura della distribuzione AB International ha acquisito i diritti alla societ\u00e0 di produzione di animazione Galaxy 7.<br \/>\nSulla scia di questo successo internazionale, Patrick Essono \u00e8 stato invitato dal Meeting Internazionale di fumettisti (RIDEP) a Carquefou, in Francia.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"> <\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_11466\" style=\"width: 630px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/14.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-11466\" class=\"size-full wp-image-11466\" title=\"Africartoons14\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/14.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"354\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/14.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/14-300x171.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-11466\" class=\"wp-caption-text\">Patrick Essono, Le Monde de Pah\u00e9<\/p><\/div>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">Abbiamo qui un\u2019intervista a Pahe sul periodico d\u2019\u00e9lite Jeune Afrique:<br \/>\n\u00abJeune Afrique : Que pensez-vous du dessin anim\u00e9 inspir\u00e9 de votre propre personnage?<br \/>\nPah\u00e9 : C\u2019est plut\u00f4t bizarre de se retrouver ainsi, mais \u00e7a me fait bien rigoler de me voir en mouvement. Sur le plan professionnel, c\u2019est une superbe r\u00e9ussite, car il y a bien des auteurs confirm\u00e9s qui n\u2019ont pas la chance de voir leur \u0153uvre adapt\u00e9e en dessin anim\u00e9. Pour moi, qui sort de ma petite for\u00eat natale, bingo ! C\u2019est le jackpot. On peut vraiment dire que ma vie, la vie de Pah\u00e9, est un vrai coup de bol. Je suis un auteur m\u00eame pas &#8220;bankable&#8221; (rentable, ndlr), je sors une BD et hop ! d\u2019un coup de baguette magique, elle pla\u00eet a une productrice qui d\u00e9cide d\u2019en faire un film anim\u00e9, deux ans plus tard. Oui, les g\u00e9nies de ma for\u00eat \u00e9quatoriale ont veill\u00e9 sur moi. J\u2019ai vraiment du bol.<br \/>\nJA: Quelle a \u00e9t\u00e9 votre contribution \u00e0 la r\u00e9alisation du dessin anim\u00e9?<br \/>\nP: Je n\u2019ai pas voulu faire de chichi ni essay\u00e9 d\u2019\u00eatre regardant \u00e0 100 % sur ce qui allait se faire. J\u2019ai con\u00e7u toute la bible graphique, c\u2019est-\u00e0-dire que j\u2019ai dessin\u00e9 tous les personnages sous divers angles, avec mon style. Ensuite, les dessinateurs du studio d\u2019animation ont repris ces derniers en les adaptant pour qu\u2019ils soient conformes aux normes du dessin anim\u00e9. C\u2019est pour cela que les personnages sont ronds\u2026 Mais lorsque la production m\u2019a envoy\u00e9 l\u2019\u00e9pisode pilote, j\u2019ai failli tomber dans les pommes. Quelque chose n\u2019allait pas. La voix de Mama Odette, ma m\u00e8re, sonnait faux. La production avait choisi une actrice&#8230; antillaise pour le doublage. Ce qui n\u2019allait vraiment pas. Ils m\u2019ont fait savoir qu\u2019il n\u2019y avait pas d\u2019acteurs africains en France pour le doublage. J\u2019ai rabattu cette affirmation d\u2019un revers de la main en leur demandant d\u2019o\u00f9 venaient les voix de Kirikou. Le tir a \u00e9t\u00e9 rectifi\u00e9 par la suite et de nouveaux acteurs ont \u00e9t\u00e9 trouv\u00e9s !<br \/>\nJA: La s\u00e9rie est conforme \u00e0 votre travail?<br \/>\nP: L\u2019histoire de la BD est l\u00e9g\u00e8rement modifi\u00e9e. Dans la version papier, le petit Pah\u00e9 part du Gabon pour aller vivre en France chez sa s\u0153ur Rose, qui fait des \u00e9tudes de m\u00e9decine du cot\u00e9 de Tours.<br \/>\nPour Le monde de Pah\u00e9, version anim\u00e9e, Pah\u00e9 vit en France avec sa m\u00e8re et ses quatre s\u0153urs. Il n\u2019a jamais mis les pieds au Gabon, vient d\u2019une famille modeste, habite dans un HLM de banlieue et partage sa chambre avec ses s\u0153urs. Une famille bien modeste donc. Le meilleur pote de Pah\u00e9, S\u00e9bastien, petit fran\u00e7ais de famille ais\u00e9e, habite lui dans un quartier chic. Apr\u00e8s de nombreuses aventures en France, Mama Odette d\u00e9cide d\u2019emmener Pah\u00e9 et S\u00e9bastien au Gabon pour No\u00ebl. Ils vont \u00e0 Bitam et dans le village du p\u00e8re de Pah\u00e9, Eboro.<br \/>\nJA: Combien d\u2019\u00e9pisodes doivent \u00eatre diffus\u00e9s pour l\u2019instant?<br \/>\nP: Il y a 75 \u00e9pisodes de 7 minutes chacun. C&#8217;est vraiment \u00e9norme. Depuis Kirikou, on n\u2019a pas fait aussi long!<br \/>\nJA: Est-ce que Le Monde de Pah\u00e9 sera diffus\u00e9 en Afrique?<br \/>\nP: Selon ce que m\u2019a dit la production, oui. En Afrique francophone d\u2019abord, puis anglophone car il existe d\u00e9j\u00e0 une version anglaise. Il va certainement y avoir une esp\u00e8ce d\u2019\u00e9change de marchandises. Peu de t\u00e9l\u00e9s africaines peuvent se permettre d\u2019acheter les \u00e9pisodes qui co\u00fbtent les yeux de la t\u00eate. Le deal est simple : \u00ab Vous diffusez le dessin anim\u00e9 aux jours et heures impos\u00e9s par la production et, en \u00e9change, on vous l&#8217;offre ! \u00bb Quelle cha\u00eene africaine peut refuser cela ? Les t\u00e9l\u00e9visions publiques des pays africains auront la priorit\u00e9 car elles couvrent toute l\u2019\u00e9tendue de leur territoire.<br \/>\nJA: La BD La Vie de Pah\u00e9 marche-t-elle bien au Gabon?<br \/>\nP: La BD se vend comme des petits bouts de manioc, m\u00eame si elle est surtout achet\u00e9e par les Gabonais assez ais\u00e9s et par les nombreux expatri\u00e9s europ\u00e9ens. Le Gabonais moyen ne pouvant pas le faire, vu le prix excessif en librairie. Pr\u00e8s de 13 000 \u00e0 14 000 F CFA (environ 20 euros)!<br \/>\nJA: Quels sont vos projets actuels?<br \/>\nP: Je travaille actuellement sur une BD, Ali 9, Roi de la r\u00e9publique gabonaise, qui est un recueil de caricatures politiques sur les derni\u00e8res \u00e9lections pr\u00e9sidentielles. Sa sortie est pr\u00e9vue pour janvier 2010. Je travaille aussi sur Dipoula 2, toujours avec Sti au sc\u00e9nario, qui verra le jour en mars 2010. Et sur le dernier opus de La vie de Pah\u00e9: Loveman, ma vie avec les femmes. La date de sortie n\u2019est pas encore pr\u00e9cis\u00e9e. Enfin pour ce qui concerne la BD, je suis invit\u00e9 par Plantu du 17 au 25 janvier 2010, du c\u00f4t\u00e9 de Carquefou, pour les Rencontres internationales des dessinateurs de presse\u00bb (12).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">NIGERIA<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">In Nigeria esiste la Nollywood (come Hollywood ma con la \u2018N\u2019 come Nigeria), una produzione cinematografica che negli ultimi anni ha raggiunto il terzo posto come industria cinematografica in tutto il mondo. Con un budget di meno di $ 5.000 dollari, uno studio di produzione della Nigeria, la TransTales Entertainment,  ha recentemente guadagnato l&#8217;attenzione internazionale per i loro film d\u2019animazione. I titoli prodotti da Segun Williams e Obinna Onwuekwe sono sostenuti dal World Summit Award delle Nazioni Unite riguardo l&#8217;utilizzo della tecnologia per promuovere la cultura africana.<br \/>\n\u201cMark of Uru\u201d \u00e8 scritto e diretto da Obinna Owuekwe e prodotto da Segun Williams. <\/span>Owuekwe presta anche la sua voce a due dei personaggi: il Guerriero e Isi Agu.<span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">. I costumi e il trucco sono autenticamente africani e la serie ha un tema incorporato sulla donna. Le voci dispongono anche di accenti nei dialetti vari, per lo pi\u00f9 Igbo ed Efik, e pi\u00f9 generalmente dell&#8217;Africa occidentale.<br \/>\nSecondo TransTales, veramente pochi paesi eguagliano la diversit\u00e0 della Nigeria riguardo al resto del mondo: un Gigante d\u2019Africa con 250 gruppi etnici, 500 lingue ed una popolazione che conta oltre  160 milioni.<br \/>\nMentre i nigeriani hanno esportato in tutto il pianeta film, musica, arti e letteratura per la loro cultura, l&#8217;animazione finora \u00e8 stata assente; ma tutto ci\u00f2 sta quasi per cambiare.<br \/>\nObinna Onwuekwe \u00e8 il nome del character designer, animatore 3D e creatore della serie. Un genio dei computer col pallino per l\u2019animazione, di etnia Igbo, la pi\u00f9 orgogliosa e nobile di tutta la Nigeria, un ingegnere elettronico oggi trasferitosi al centro di New York negli Stati Uniti d\u2019America dove ha messo la sua sede per la produzione di film d\u2019animazione industriali: la Mayhem Productions.<br \/>\nMa prima di questa casa di produzione, nel 2005 era stato gi\u00e0 fondato da Williams ed Onwuekwe il TransTales Entertainment, una societ\u00e0 cinematografica indirizzata per la produzione di film d\u2019animazione su temi africani, la quale opera dalla sua base a Londra nel Regno Unito.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"> <\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_11467\" style=\"width: 630px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/15.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-11467\" class=\"size-full wp-image-11467\" title=\"Africartoons15\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/15.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"864\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/15.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/15-215x300.jpg 215w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-11467\" class=\"wp-caption-text\">Obinna Owuekwe, AfricanTales, 2009<\/p><\/div>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">I primi titoli furono: &#8220;Zikora&#8221;, &#8220;Mallam&#8221;, &#8220;Oracle&#8221;, &#8220;Amina of Zaria&#8221;.<br \/>\nNel 2009 \u00e8 uscita una raccolta comprendente la maggior parte della produzione, intitolata &#8220;African Tales \u2013 The Series&#8221; (DVD).<br \/>\nE ora passiamo a commentare le principali realizzazioni:<br \/>\n&#8220;Mark of Uru&#8221; \u00e8 una serie di episodi con protagonista Azuka, una ragazza nata con una voglia identica al tatuaggio della sinistra strega Uru, morta tanto tempo fa. Nonostante lo sforzo di sua madre per nascondere la voglia, si \u00e8 scoperto che l&#8217;annientamento della bambina fosse imminente al fine di proteggere il suo popolo dalla maledizione di Uru. L&#8217;intervento dello spirito Isi-Agu e il suo protetto Etido previene l&#8217;esecuzione di Azuka. Lei \u00e8 considerato una montagna sacra ben oltre la famiglia raggiungere, amici e nemici.<br \/>\nNel momento in cui cresce e diventa una donna sotto la protezione di Isi-Agu e Etido, la notizia della sua sopravvivenza scatena una caccia all&#8217;uomo mortale avviata da gente volta al suo annientamento. Il caos \u00e8 accentuato dalla comparsa di spiriti maligni con l&#8217;intento di catturare lei, la quale si avvale dei poteri che avrebbe potuto possedere.<br \/>\nMa il suo desiderio di risposte cresce. Con l&#8217;assistenza di un gruppo di persone, si imbarca in un viaggio estenuante attraverso i terreni pi\u00f9 insidiosi per svelare il mistero che nasconde la sua voglia misteriosa. Enemy Of The Rising Sun. In una brutale guerra civile che definisce le etnie dei suoi genitori il giovane Ikenna unisce le forze ribelli paterne del conflitto. Quando Aminu, il fratello minore di sua madre viene catturato in un agguato dei ribelli su una colonna federale blindata, Ikenna mette gratuitamente suo zio in libert\u00e0, col dispiacere dei suoi compagni e col desiderio di vendetta del comandante ufficiale.<br \/>\nLa sua azione recide i legami coi ribelli e diventa oggetto di una caccia mortale all&#8217;uomo dove il suo totale annientamento \u00e8 l\u2019unico obiettivo dei cacciatori. Business and Pleasure. E\u2019 la storia di un assassino che \u00e8 spedito per terminare un uomo che una donna ammira. Il fallimento di Idara di eseguire il compito, a causa di scintille di sentimenti seminate e profonde, portano una caccia all&#8217;uomo su scala nazionale, lasciandola sempre sulla guardia per un ex-commando equivoco e molto adirato che ha un&#8217;abilit\u00e0 per far scomparire le persone senza traccia.<br \/>\nNon capita spesso che si arrivi a vedere i caratteri africani umani raffigurati in produzioni animate, soprattutto con un realismo incredibile.<br \/>\nCon disegni realistici, modellati in 3D, renderizzati infine con un effetto pi\u00f9 lineare; suono ed effetti grandiosi in digital stereo, effetti speciali d\u2019ogni tipo; backgrounds avvincenti e veristici come anche la regia \u00e8 straordinaria: inquadrature nuove, piani americani, e prospettive accentuate; i personaggi che affollano il variopinto scenario sono spesso degli ibridi fra umani e animali, con elementi narrativi fra l\u2019ancestrale e il moderno.<br \/>\nIl design, in cui Onwuekwe raffigura i tipici visi igbo della Nigeria, \u00e8 realistico e moderno, spesso con un sapore che richiama alcuni moderni Anime dell\u2019industria del Sol Levante, tanto da farne, pi\u00f9 che delle storie africane, dei veri e proprio telefilm con attori animati, aggiungendo un ulteriore livello di autenticit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">CAMERUN<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">Dal Camerun \u00e8 il video pilota per il film d\u2019animazione &#8220;Les aventures du jeune sorcier Ndoube Leya,&#8221; realizzato dal cineasta Guillaume Nzamewi, disegnatore sin dall\u2019infanzia che pone le basi per uno studio di animazione sin dal 2003. Attraverso la tecnica mista con scenari realizzati in 3D, egli descrive la storia, tratta da un\u2019idea di Rollin Foko, di un ragazzo che ha ereditato dal suo padre il potere di guarire, tanto che per accrescere le sue esperienze deve partire dal suo villaggio facendo mille esperienze e diventando un grande stregone.<br \/>\nCome il successivo Le Destin d\u2019un Guerrier, dello stesso autore, col montaggio di Armand Tamtchouong, con colori ricchi e caldi, senso scenografico e ricchezza cromatica; delineo delle forme realistico, effetti speciali e campi di ripresa cinematografici, tentando di avvicinarsi al linguaggio moderno del cinema d\u2019animazione del lungometraggio americano.<br \/>\nGi\u00e0 Rollin Foko &amp; Guillaume Nzamewi avevano ricevuto il Best Business Plan al Franco H\u00f4tel di Yaound\u00e9 nel 2006 per finanziare l&#8217;apertura di un&#8217;impresa di realizzazione di cartoni animati e, con un nuovo film pilota il cineasta camerunense \u00e8 stato premiato aggiudicandosi nel 2008 il Trofeo come miglior film d\u2019animazione al Festival \u201cLa Nuit du Court M\u00e9trage&#8221; al Centre Culturel Fran\u00e7ais de Douala, consacrando Nzamewi come il primo relaizzatore di film d\u2019animazione di tutto il Camerun.<br \/>\nGagui T. \u00e8 un giovane rappeur camerounese che si \u00e8 lanciato nella musica per la composizione dei bit prima di entrare in studio in B\u00e9panda, un quartiere popolare di Douala.<br \/>\nLo stesso rapper Gagui T. lancer\u00e0 il suo primo singolo &#8220;Mon Plaidoyer&#8221; sponsorizzandolo attraverso l\u2019omonimo videoclip, dalla trama autobiografica, la storia di un giovane ragazzo aspirato dal desiderio di diventare un grande rapper e che si vede vietato di intraprendere questa strada dai genitori i quali finiranno per comprendere le sue ambizioni; videoclip realizzato in animazione da Guillaume Nzamewi su sceneggiatura di Patrick Daheu, attraverso un assemblaggio di tecniche; il tutto visto dalla sagoma di un televisiore, attraverso l\u2019uso roteante di effetti anamorfici, con sfondi realistici e colori brillanti, e il personaggio, attraverso foto tagliate, modificate e dipinte, animato in sincrono con la canzone.<br \/>\nIl cineasta camerounense, formatosi su internet, ha creato a Douala un gruppo di musicisti artisti per la realizzazione di film di animazione, il MUD&#8217;A (Musique et Dessin d&#8217;Afrique) e dal 2005, lo Studio \u00e8 stato riformato e composto  dall\u2019attore e cantante Michel Sangha, Armand Tamtchouong, montatore vid\u00e9o, e capitanato da Guillaume Nzamewi. Da qui il nome dello Studio, 123 Images, nato per la realizzazione di film d\u2019animazione tipicamente africani, oggi ampliato nei partners e chiamato Illusion Animation.<br \/>\nOltre al pilota del lungometraggio, Nzamewi si \u00e8 lanciato anche nella pubblicit\u00e0 realizzando una d\u00e9mo sull&#8217;effige dello zucchero NOSUCA,  realizzato nella cornice dei suoi lavori di produzione di disegno animato in Camerun. E ora sta studiando la realizzazione di cartons didattici e scientifici, fra cui uno sul riscaldamento globale.<br \/>\nGuillaume Nzamewi \u00e8 un cineasta gi\u00e0 molto conosciuto in Cameroun, ha vinto premi e riconoscimenti, ed ha scoperto una tecnica l\u00e0 abbastanza innovativa: un vero pioniere della cinematografia a Passo Uno del continente africano!<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/Africartoons16.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-11498\" title=\"Africartoons16\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/Africartoons16.jpg\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"809\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">Leggiamo in un\u2019intervista cosa egli dice riguardo al cinema di animazione:<br \/>\n\u00ab\u201cJeune dessinateur et r\u00e9alisateur camerounais, il parle de la fabrication des dessins anim\u00e9s et des d\u00e9fis \u00e0 relever.<br \/>\nParlez-nous de votre groupe. Que fait-t-il exactement et depuis combien d&#8217;ann\u00e9es op\u00e8re-t-il?\u201d<br \/>\n\u201cInitialement nomm\u00e9 groupe MUD&#8217;A (Musique et dessin d&#8217;Afrique) en 2005, apr\u00e8s le d\u00e9part de certains membres dont je ne citerai pas les noms, le groupe a \u00e9t\u00e9 reform\u00e9 par trois personnes \u00e0 savoir Michel Sangha com\u00e9dien, chanteur et metteur en sc\u00e8ne, Armand Tamtchouong cadreur et monteur vid\u00e9o et Guillaume Nzamewi. D&#8217;o\u00f9 l&#8217;appellation 123 Images qui fait dans la fabrication des dessins anim\u00e9s typiquement africain\u201d.<br \/>\n\u201cPourquoi avoir choisi de faire dans les films d&#8217;animation?\u201d<br \/>\n\u201cD&#8217;abord tout jeune, je devais avoir entre huit ou neuf ans j&#8217;\u00e9tais tr\u00e8s passionn\u00e9 des dessins anim\u00e9s que je voyais \u00e0 la t\u00e9l\u00e9vision. Je me suis dit ceci ? un jour je verrai mes dessins bouger, je donnerai la vie \u00e0 mes dessins?. Ainsi en 2003 je rencontre un ami qui partage le m\u00eame r\u00eave, la m\u00eame passion. Ensemble on s&#8217;est lanc\u00e9 dans les recherches sur Internet, dans les s\u00e9minaires multim\u00e9dias au centre culturel fran\u00e7ais, dans les documentaires Tv et aussi les making of des films d&#8217;animations. Nous avons rencontr\u00e9 un monsieur qui a cru en nous et a financ\u00e9 notre premier projet. Je le fais tout d&#8217;abord par passion et le reste vient apr\u00e8s\u201d.<br \/>\n\u201cCe type de films n&#8217;est pas encore bien connu et suffisamment appr\u00e9ci\u00e9 par notre public. Pensez-vous pouvoir vous implanter v\u00e9ritablement dans l\u2019industrie cin\u00e9matographique camerounaise?\u201d<br \/>\n\u201cIl est vrai \u00e7a ne serra pas vraiment facile mais nous nous pr\u00e9parons activement \u00e0 convaincre le public. S&#8217;implanter n\u00e9cessite des moyens colossaux. Il faut aller dans les \u00e9coles primaires organiser des projections publiques, des d\u00e9bats, faire la promo \u00e0 la t\u00e9l\u00e9vision \u00e0 la radio, bref faire tout un boulot de communication\u201d.<br \/>\n\u201cEt vous parlez d\u2019ouvrir une structure professionnelle de fabrication de dessins anim\u00e9s?\u201d<br \/>\n\u201c123 Images se veut une soci\u00e9t\u00e9 de fabrication de dessins anim\u00e9s exer\u00e7ant sur le territoire national, pour lutter contre le ch\u00f4mage des jeunes. Pour ce faire en 2006, Rollin Foko un grand fr\u00e8re qui nous suit beaucoup et moi, avons particip\u00e9 au concours du best business plan organis\u00e9 par la JCI (Jeune chambre internationale) et avons remport\u00e9 le sixi\u00e8me prix. Le dessin anim\u00e9 est une activit\u00e9 fructueuse qui pourra apporter d&#8217;importantes devises \u00e0 l\u2019\u00e9conomie nationale\u201d.<br \/>\n\u201cPensez-vous que l&#8217;environnement actuel du 7e art au Cameroun est favorable \u00e0 l&#8217;\u00e9mergence des initiatives comme la votre?\u201d<br \/>\n\u201cCertes l\u2019environnement actuel du 7e art au Cameroun est morose, avec la fermeture des salles de cin\u00e9ma qui \u00e9taient une bonne ressource pour la diffusion des films nationaux. Mais il nous reste encore les cha\u00eenes de t\u00e9l\u00e9vision, c&#8217;est difficile mais nous croyons en ce que nous faisons\u201d.<br \/>\n\u201cComptez-vous sur des soutiens financiers particuliers?\u201d<br \/>\n\u201cBien s\u00fbr, toutes personnes capables de financer le projet serra la bienvenue. Nous n&#8217;avons aucune personne qui nous soutient vraiment, mais nous avons le moral haut et continuons \u00e0 travailler. Un jour ou l&#8217;autre nous atteindrons la rive\u201d.<br \/>\n\u201cAvez-vous des productions pr\u00eates \u00e0 pr\u00e9senter lors des prochaines comp\u00e9titions?\u201d<br \/>\n\u201cNon d\u00e9sol\u00e9 je me suis abstenu cette ann\u00e9e pour me concentrer davantage, car je trouve que le mieux c\u2019est de prendre du temps pour faire un travail de qualit\u00e9 professionnel, je promets de revenir sur la sc\u00e8ne l\u2019ann\u00e9e prochaine avec le nouveau film que je suis activement en train de r\u00e9aliser avec l&#8217;\u00e9quipe. Mais j&#8217;ai particip\u00e9 au concours de sc\u00e9nario lanc\u00e9 par 7 jours pour un film qui sera pr\u00e9sent lors du prochain Festival des Ecrans noirs. Si je passe, le public d\u00e9couvrira un nouveau film d&#8217;animation camerounais\u201d\u00bb (13).<br \/>\nMa, sempre dal Cameroun, troviamo Paul Ebode, il quale ha presentato in concorso alla tredicesima edizione di \u00c9crans Noirs 2009 il cortometraggio Le pouvoir de la pens\u00e9e, festival della capitale camerunense Yaound\u00e9.<br \/>\n25 anni, tecnico in immagini di sintesi 3D, film d\u2019animazione, ed effetti speciali, Ebode aveva gi\u00e0 al suo attivo diversi filmati didattici e pubblicitari di animazione 3D, fra i quali L&#8217;homme qui a tout vu, sulle problematiche giovanili legate all\u2019alcool, relativamente al quale l\u2019animatore camerunese si \u00e8 cos\u00ec espresso, \u00abA travers l&#8217;histoire l&#8217;homme qui a tout vu que je propose ci-dessous, mon souhait est celui de r\u00e9veiller les consciences humaines et rappeler aux uns et aux autres que l&#8217;exc\u00e8s de consommation peut causer des d\u00e9g\u00e2ts irr\u00e9parables dans l&#8217;organisme \u00e0 l&#8217;exemple de la cirrhose de foie qui est d\u00fbe \u00e0 l&#8217;exc\u00e8s d&#8217;alcool dans l&#8217;organisme. Beaucoup d&#8217;alcooliques disent que le corps \u00e0 besoin d&#8217;alcool, l\u00e0 je suis d&#8217;accord, mais laissez-moi vous dire que les aliments que nous consommons, beaucoup contiennent des substance alcoolique alors il est hors de question de se livrer aux exc\u00e8s d&#8217;alcool pour des raisons quelconques. Pour ceux qui boivent soit disant pour oublier les probl\u00e8mes, \u00e0 ceux l\u00e0, je les exorte en disant qu&#8217;apr\u00e8s avoir consomm\u00e9 l&#8217;alcool question d&#8217;oubli\u00e9 les probl\u00e8mes, lorsqu&#8217;on retrouve l&#8217;\u00e9tat lucide, on constate que nos probl\u00e8mes n&#8217;ont pas boug\u00e9s d&#8217;un pouce, en plus des d\u00e9penses effectu\u00e9es pour l&#8217;achat des alcools. Alors , \u00e0 nous de faire le bon choix\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"> <\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_11469\" style=\"width: 630px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/17.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-11469\" class=\"size-full wp-image-11469\" title=\"Africartoons17\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/17.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"455\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/17.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/17-300x220.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-11469\" class=\"wp-caption-text\">Paul Ebode, L&#39;homme qui a tout vu, 2008<\/p><\/div>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">Come il successivo, &#8220;Le Tamtam du Blanc&#8221;, un cortometraggio in immagini di sintesi 3D che parla dell&#8217;evoluzione tecnologica a partire dalla radice dove, in un villaggio chiamato Dionysis, i paesani comunicavano al suono del tamtam diversamente chiamato, NKUL, in lingua vernacolare, fino alla scoperta del telefono portabile importato dai bianchi. Questo cambiamento incita un&#8217;evoluzione folgorante che ha trasformato la societ\u00e0 tradizionale fino ai nostri giorni.<br \/>\nDalla capitale politica Yaound\u00e9, \u00e8 la volta, sempre dal Cameroun,  del quartiere De\u00efdo della capitale economica Douala relativamente qal quale appartiene proprio il protagonista del primo cartone animato in 2D prodotto dalla Joycell\/Coach nel 2006 dal titolo Deido Boy, creato da S. D\u00e9sir\u00e9 Menga, scritto da Fr\u00e9d\u00e9ric Eyidi e realizzato assieme a Guy Roland-Ella sotto la produzione di Diane Et\u00e9ki, che tratta all\u2019interno della vita di una grande e caotica metropoli africana, con numerosi ed interessanti effetti nei movimenti narrativi dell\u2019animazione.<br \/>\nRiguardo al percorso artistico e all\u2019ideazione del personaggio, l\u2019autore ha avuto a dichiarare, \u00abJe suis D\u00e9sir\u00e9 Menga, Jeune camerounais de 32 ans. Je travaille actuellement pour une entreprise dont le m\u00e9tier est la pr\u00e9voyance sociale. Accessoirement j\u2019essaie de mener \u00e0 bien des projets personnels notamment dans le domaine de la cr\u00e9ation multim\u00e9dia.<br \/>\nMon parcours est un peu chaotique. Apr\u00e8s l\u2019obtention d\u2019un probatoire A4, j\u2019ai obtenu un baccalaur\u00e9at s\u00e9rie D, et me suis par la suite inscrit \u00e0 l\u2019Universit\u00e9 de Yaound\u00e9 2 et poursuivi des \u00e9tudes de biochimie pendant trois ans. Puis a commenc\u00e9 mon aventure \u00e0 l\u2019universit\u00e9 Catholique d\u2019Afrique centrale o\u00f9 j\u2019ai obtenu un dipl\u00f4me en gestion. Et pendant ce temps, j&#8217;ai d\u00e9velopp\u00e9 une attirance pour le graphisme, avec mon partenaire Guy-Roland Ella. Nous nous sommes offert un ordinateur qui nous a aid\u00e9s \u00e0 nous former en quelque sorte de fa\u00e7on autodidacte.<br \/>\nL\u2019initiative du projet Deido Boy est \u00e0 mettre \u00e0 l\u2019actif de M. Guy-Roland Ella. Avant \u00e7a nous avions d\u00e9j\u00e0 fait des tests d\u2019animations (Spots publicitaires, vid\u00e9ogrammes\u2026), et ce dessin anim\u00e9 qui est je tiens \u00e0 le pr\u00e9ciser in\u00e9dit au Cameroun est la concr\u00e9tisation logique tout le travail abattu en amont.<br \/>\nNous voulions tout simplement mettre en sc\u00e8ne de petites histoires urbaines. La plate-forme \u00e9tait parfaite. Le faire en vid\u00e9o tout simplement allait laisser au consommateur un arri\u00e8re go\u00fbt de d\u00e9j\u00e0-vu.<br \/>\nLes obstacles sont les m\u00eames que ceux rencontr\u00e9s par tous les jeunes qui ont envie de faire bouger les choses: il faut trouver un \u00e9cho c&#8217;est-\u00e0-dire la bonne personne, celle qui croit en toi pour te motiver. Il se pose surtout le probl\u00e8me de financement. Pour le cas qui nous int\u00e9resse, le dessin anim\u00e9 est un v\u00e9ritable gouffre \u00e0 budget. L\u2019expertise est ma\u00eetris\u00e9e mais\u2026\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">CONGO<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">Nella Repubblica Democratica del Congo troviamo Jean-Michel Kibushi Ndjate Wooto, un grande artista ormai consacrato a livello internazionale.<br \/>\nNato nel 1957 nel Kasai Orientale, si \u00e8 formato presso l&#8217;Istituto Nazionale delle Arti di Kinshasa (INA) e si \u00e8 laureato presso l&#8217;Institut Saint-Louis di Bruxelles. Nel 1988 ha fondato a Kinshasa Malembe Maa \u201clentamente ma sicuramente\u201d in lingala, il primo studio di animazione del paese, compresa la filiale di Bruxelles che gestisce la distribuzione di film. <\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_11470\" style=\"width: 630px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/18.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-11470\" class=\"size-full wp-image-11470\" title=\"Africartoons18\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/18.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"465\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/18.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/18-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-11470\" class=\"wp-caption-text\">Jean-Michel Kibushi Ndjate Wooto<\/p><\/div>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">Abbiamo qui una lunga intervista redatta da Olivier Barlet al Festival de Cannes del 2008 e pubblicata \u2018SudPlanete \u2013 Portail de la Diversite Culturelle\u2019 nella quale \u00e8 intervistato Jean-Michel Kibushi Ndjate Wooto:<br \/>\n&#8220;<em>Le Festival d\u00e9marre seulement. Qu&#8217;est-ce qui vous am\u00e8ne cette ann\u00e9e \u00e0 Cannes, et quelle est d&#8217;ores et d\u00e9j\u00e0 vos premi\u00e8res impressions?<\/em>\u201d<br \/>\n\u201c<em>Mes premi\u00e8res impressions concernent tout d&#8217;abord l&#8217;ambiance qu&#8217;on a eue tout \u00e0 l&#8217;heure, lors du premier d\u00e9jeuner avec le Producer Network, o\u00f9 j&#8217;ai eu l&#8217;occasion de rencontrer l&#8217;Afrique du Sud et d&#8217;\u00e9voquer les possibilit\u00e9s et opportunit\u00e9s qui existent aujourd&#8217;hui dans la coproduction avec ce pays. Mes impressions sont positives car l&#8217;Afrique du Sud est un pays-phare du continent, elle donne des opportunit\u00e9s et il nous appartient de les saisir. Nous avons analys\u00e9 un peu le domaine de l&#8217;animation. Dans le cas des pays qui n&#8217;ont pas d&#8217;accord de coproduction, il faut aller sur le terrain pour trouver des partenaires avec lesquels on peut travailler<\/em>\u201d.<br \/>\n\u201c<em>Le deuxi\u00e8me atelier de la journ\u00e9e (celui du pitch, ou comment pr\u00e9senter un projet \u00e0 des partenaires) nous a pr\u00e9sent\u00e9 une performance \u00e0 plusieurs volets sur la forme et le fond, et comment se positionner en tant que producteur ou r\u00e9alisateur<\/em>\u201d.<br \/>\n\u201c<em>Ce qui m&#8217;am\u00e8ne \u00e0 Cannes est en lien avec ce deuxi\u00e8me atelier : j&#8217;ai actuellement un projet en d\u00e9veloppement. Je pr\u00e9pare en effet mon premier long-m\u00e9trage d&#8217;animation stop motion, c&#8217;est-\u00e0-dire qui utilise des marionnettes de silicone pourvues d&#8217;une armature assez complexe. C&#8217;est donc dans l&#8217;optique de rencontrer des partenaires (producteurs, diffuseurs&#8230;) tout au long du Festival que je suis venu, afin de mener \u00e0 terme l&#8217;\u00e9tape de d\u00e9veloppement, qui est une \u00e9tape longue et complexe. Nous-m\u00eames avons d\u00e9j\u00e0 franchi un grand pas dans la conception des personnages, des d\u00e9cors, de l&#8217;environnement, ainsi que dans le premier test de r\u00e9alisation des personnages. Nous avons une marionnette &#8220;test&#8221;, que nous avons command\u00e9e. Je viens de Kinshasa, o\u00f9 j&#8217;ai pass\u00e9 un mois au sein d&#8217;une \u00e9quipe de cinq formateurs pour des ateliers autour de ce projet, Ngando le crocodile qui est l&#8217;adaptation d&#8217;une nouvelle des ann\u00e9es 1940. Elle est l&#8217;\u0153uvre d&#8217;un des premiers auteurs congolais, Lumamitshi Bamba. C&#8217;est une nouvelle fantastique qui parle du rapt d&#8217;un enfant par un crocodile, et le papa va faire un voyage initiatique pour arracher l&#8217;enfant des mains de sorciers et des esprits mal\u00e9fiques sur une \u00eele situ\u00e9e entre le Congo Brazzaville et le Congo-Kinshasa. Voil\u00e0 ce qui m&#8217;am\u00e8ne \u00e0 Cannes : parler de mon projet, rencontrer des partenaires pour pouvoir faire aboutir cette \u00e9tape de d\u00e9veloppement qui est v\u00e9ritablement capitale. Il est mieux de pouvoir impliquer des partenaires en amont<\/em>\u201d.<br \/>\n\u201c<em>J&#8217;imagine que pour un long-m\u00e9trage d&#8217;animation, cela repr\u00e9sente un travail \u00e9norme&#8230; Avec la technique que vous utilisez, combien d&#8217;ann\u00e9es faut-il pr\u00e9voir?\u201d<br \/>\n\u201cC&#8217;est une technique assez complexe qui comporte deux volets : le volet artistique (de contenu) et celui de l&#8217;argent. Il y a tr\u00e8s peu de financement pour le d\u00e9veloppement, et lorsqu&#8217;on en a c&#8217;est minable. Je vous donne un exemple : une marionnette pour un prix modeste, \u00e0 la mesure de mes moyens, co\u00fbte d\u00e9j\u00e0 8.000 euros. Lorsqu&#8217;aupr\u00e8s de certaines institutions, on b\u00e9n\u00e9ficie d&#8217;une aide pour le d\u00e9veloppement de 7.000 ou 7.500 euros, \u00e7a ne veut rien dire ! Pour acc\u00e9der \u00e0 des aides importantes comme celle de l&#8217;Union europ\u00e9enne, qui peuvent avoisiner les 80.000 euros pour un long-m\u00e9trage, les crit\u00e8res sont tellement stricts et complexes que parfois nous devons revoir le plan marketing et le plan de production \u00e0 la baisse. En comparaison avec des productions am\u00e9ricaines, anglaises ou suisses, ce n&#8217;est rien! Par exemple, pour Max &amp; Co, premier long-m\u00e9trage suisse utilisant cette technique, la marionnette co\u00fbtait d\u00e9j\u00e0 plus de 20.000 euros, sachant qu&#8217;il faut doubler, tripler voire quadrupler les personnages principaux. Il y a donc le volet artistique, qui consiste \u00e0 d\u00e9finir le contenu, le design et \u00e0 faire aboutir un sc\u00e9nario, qu&#8217;on exp\u00e9rimente avant la production. Puis il y a le volet production, qui consiste \u00e0 r\u00e9unir un montant suffisant pour faire aboutir le projet. Ainsi, je dirais qu&#8217;en quatre ou cinq ans, si les conditions sont r\u00e9unies pour ces deux aspects, il y a moyen de mener \u00e0 bien le processus de production. Le tournage n\u00e9cessite en moyenne neuf \u00e0 douze mois sur plusieurs plateaux<\/em>\u201d.<br \/>\n\u201c<em>\u00c0 quel budget correspond tout cela, approximativement?<\/em>\u201d<br \/>\n\u201c<em>Cela n\u00e9cessite un budget de l&#8217;ordre de 8 millions d&#8217;euros pour un long-m\u00e9trage<\/em>\u201d.<br \/>\n\u201c<em>Donc on est quand m\u00eame dans des sommes tr\u00e8s importantes<\/em>\u201d.<br \/>\n\u201c<em>Oui, et encore une fois, nous chiffrons la production \u00e0 peu pr\u00e8s \u00e0 l&#8217;\u00e9chelle de nos moyens, par rapport \u00e0 de grandes productions. Nous ne pr\u00e9tendons pas produire comme les Am\u00e9ricains et, au-del\u00e0 de ce montant important, nous cherchons toujours les possibilit\u00e9s de pouvoir faire des choses en Afrique, de pouvoir coproduire. Malheureusement, on ne trouve pas toujours l&#8217;expertise, la faisabilit\u00e9. Ce sont les animateurs, sans parler de la post-production, qui absorbent le &#8220;gros&#8221; du budget. En cons\u00e9quence, nous cherchons comment arriver \u00e0 faire participer l&#8217;\u00e9quipe qui a con\u00e7u les personnages ou le design par exemple, qui est une \u00e9quipe congolaise. Comment parvenir \u00e0 faire collaborer cette \u00e9quipe avec une \u00e9quipe internationale ? Nous devons exp\u00e9rimenter pour pouvoir avoir une formation et la possibilit\u00e9 de diminuer les co\u00fbts. Dans la phase d&#8217;animation, c&#8217;est la m\u00eame chose : tourner en Afrique ou ailleurs demande en moyenne une ann\u00e9e. Il faut prendre en charge l&#8217;h\u00e9bergement des animateurs dans des conditions ad\u00e9quates (car certains viennent avec leur famille, d&#8217;autres vont rester douze ou treize mois). Il faut une certaine stabilit\u00e9, tant au niveau politique et social que de l&#8217;\u00e9nergie qu&#8217;on utilise ! En Afrique centrale, il y a beaucoup de &#8220;d\u00e9lestage&#8221;, c&#8217;est-\u00e0-dire des coupures de courant et une fourniture g\u00e9n\u00e9ralement instable ; il faut un espace capable d&#8217;accueillir plusieurs plateaux&#8230; Nous cherchons des partenariats dans ce sens, probablement en Afrique du Sud ou en Europe pour pouvoir tourner. On cherche vraiment \u00e0 faire en sorte que l&#8217;Afrique soit pr\u00e9sente dans cette r\u00e9alisation en apportant ce qu&#8217;elle peut, non seulement pour r\u00e9duire les co\u00fbts mais aussi apprendre pour pouvoir ensuite continuer \u00e0 faire des films d&#8217;animation<\/em>\u201d.<br \/>\n\u201c<em>Pour que les choses se structurent&#8230; Car en ce qui concerne les structures, vous aviez cr\u00e9\u00e9 en 1988 une entreprise de production \u00e0 Kinshasa qui, \u00e0 l&#8217;\u00e9poque, visait d\u00e9j\u00e0 \u00e0 faire des films d&#8217;animation<\/em>\u201d.<br \/>\n\u201c<em>L&#8217;entreprise existe, et c&#8217;est dans ce m\u00eame cadre que nous continuons de faire des formations \u00e0 Kinshasa, au Studio Malembe. Mais l&#8217;animation a des techniques assez vari\u00e9es : qu&#8217;il s&#8217;agisse de stop motion ou de dessin anim\u00e9, ceux qui viennent en formation ne r\u00e9alisent pas n\u00e9cessairement tout de suite. En effet, un film demande beaucoup de temps, d&#8217;\u00e9nergie et parfois, les gens n&#8217;ont pas cette patience. En revanche, autour d&#8217;une longue production, il y a la possibilit\u00e9 d&#8217;avoir une \u00e9quipe qui tient et qui va apprendre bien plus que lors des s\u00e9ances que nous organisons aujourd&#8217;hui sur deux semaines, trois semaines ou sur un mois<\/em>\u201d.<br \/>\n\u201c<em>Vous pouvez donc vous appuyer quand m\u00eame sur la structure existante \u00e0 Kinshasa<\/em>?\u201d<br \/>\n\u201cL<em>a structure existante est l\u00e0, et c&#8217;est autour d&#8217;elle que nous travaillons. L\u00e0, \u00e7a ne pose donc aucun probl\u00e8me, mais les personnes qui y sont form\u00e9es ont encore besoin d&#8217;une exp\u00e9rience et de travailler ensuite aux c\u00f4t\u00e9s de professionnels pour une production de cette importance. Car c&#8217;est par cela qu&#8217;on apprend beaucoup, et non \u00e0 travers les petits ateliers que nous faisons jusque-l\u00e0\u201d.<br \/>\n\u201cPeut-on revenir sur cette technique? \u00c7a s&#8217;appelle donc le stop motion&#8230;<\/em>\u201d<br \/>\n\u201c<em>Oui, c&#8217;est de l&#8217;animation image par image, qui consiste \u00e0 d\u00e9placer une marionnette millim\u00e8tre par millim\u00e8tre (ou de 2, voire 3 mm selon l&#8217;action du personnage)<\/em>\u201d.<br \/>\n\u201c<em>C&#8217;est ce que faisait autrefois le Tch\u00e8que Jir\u00ed Trnka avec des marionnettes en p\u00e2te \u00e0 modeler, dans les ann\u00e9es 1950-60&#8230;<\/em>\u201d<br \/>\n\u201c<em>Tout \u00e0 fait, avec des personnages en p\u00e2te \u00e0 modeler, ou avec des marionnettes en bois ou en silicone, mais dont l&#8217;armature est maintenant assez complexe. Elles peuvent tenir debout ; on les fixe par la plante du pied ou avec des aimants pour qu&#8217;elle puisse tenir sur le plateau et se mouvoir sans trop de difficult\u00e9<\/em>\u201d.<br \/>\n\u201c<em>Donc il n&#8217;y a plus quelqu&#8217;un qui va changer l&#8217;allumette de place, tout cela est \u00e0 pr\u00e9sent t\u00e9l\u00e9guid\u00e9?<\/em>\u201d<br \/>\n\u201c<em>Non, c&#8217;est toujours fait manuellement mais il faut avouer qu&#8217;aujourd&#8217;hui, la technologie et les moyens num\u00e9riques apportent un &#8220;plus&#8221; dans la qualit\u00e9 de l&#8217;animation. En effet, nous utilisons des appareils photo num\u00e9riques en lieu et place d&#8217;une cam\u00e9ra 16 ou 35 mm, m\u00eame si \u00e0 la fin nous faisons du kinescopage. Le num\u00e9rique permet donc de voir rapidement la photo prise et les changements entre deux photos. L&#8217;animateur a alors la possibilit\u00e9 de tester ces changements, ces mouvements, cette m\u00e9tamorphose du personnage avant de pouvoir prendre la photo d\u00e9finitive. Cette s\u00e9rie de photos est tout de suite r\u00e9cup\u00e9r\u00e9e dans le logiciel After Effect (ou autre) afin de reconstituer le mouvement. En m\u00eame temps, le num\u00e9rique permet de faire par la suite des incrustations de d\u00e9cors ou d&#8217;effets sp\u00e9ciaux qu&#8217;on ne pouvait pas faire simplement avec la pellicule 16 ou 35 : il fallait d&#8217;abord la d\u00e9velopper en laboratoire, la visionner, et on n&#8217;y arrivait finalement qu&#8217;au bout de 3 ou 4 jours. \u00c0 pr\u00e9sent, le num\u00e9rique permet presque instantan\u00e9ment d&#8217;\u00e9valuer la qualit\u00e9 de l&#8217;image et de pr\u00e9parer tout le travail de post-production. Lorsqu&#8217;on a pr\u00e9par\u00e9 le story-board, les personnages et tout ce qu&#8217;il faut, &#8220;tourner en animation&#8221; revient presque \u00e0 monter car on a tr\u00e8s peu de perte dans le travail definitive<\/em>\u201d.<br \/>\n\u201c<em>Vous n&#8217;avez pas toujours utilis\u00e9 ces techniques, notamment au d\u00e9but&#8230;<\/em>\u201d<br \/>\n\u201c<em>Effectivement, j&#8217;ai commenc\u00e9 par les techniques simples et \u00e9l\u00e9mentaires, comme celle du papier d\u00e9coup\u00e9, les collages et les personnages en patin qu&#8217;on animait sur banc-titre, sur une table vitr\u00e9e. J&#8217;ai ensuite am\u00e9lior\u00e9 cette technique avant de passer plus tard au dessin anim\u00e9, \u00e0 la p\u00e2te \u00e0 modeler. Pour ma r\u00e9cente r\u00e9alisation qui date d&#8217;il y a trois ans, Prince Loseno, j&#8217;ai utilis\u00e9 la technique des marionnettes en silicone \u00e0 rotules. J&#8217;ai donc d\u00e9j\u00e0 une exp\u00e9rience et \u00e0 travers les festivals, je discute avec d&#8217;autres coll\u00e8gues qui viennent de signer des r\u00e9alisations similaires. On \u00e9change et on s&#8217;enrichit \u00e9norm\u00e9ment, notamment avec la production suisse de Max &amp; Co: avec les fr\u00e8res Guillaume, nous \u00e9tions au Maroc (\u00e0 Mekhn\u00e8s) il y a deux jours pour un atelier. C&#8217;\u00e9tait vraiment l&#8217;occasion de tisser des liens et d&#8217;\u00e9changer sur les performances des uns et des autres<\/em>\u201d.<br \/>\n\u201c<em>Ce sont des techniques qui permettent \u00e9norm\u00e9ment de choses, en effet. Mais n&#8217;avez-vous pas l&#8217;impression de perdre une certaine fra\u00eecheur dans le traitement des personnages, dans le mouvement qu&#8217;on pouvait trouver dans les anciennes techniques?<\/em>\u201d<br \/>\n\u201c<em>On le dit souvent. Mais vous savez, chacun a ses go\u00fbts! On nous dit aussi qu&#8217;aujourd&#8217;hui, avec l&#8217;arriv\u00e9e du num\u00e9rique, c&#8217;est lourd et compliqu\u00e9, mais c&#8217;est la m\u00eame chose pour la 3D ! C&#8217;est pareil pour la 2D \u00e9galement ; chaque technique a ses difficult\u00e9s. Mais regardez le r\u00e9sultat qu&#8217;on obtient pour les personnages, les d\u00e9cors, le volume, la qualit\u00e9 de la lumi\u00e8re et du mouvement : lorsqu&#8217;on regarde les films de Tim Burton par exemple, ou Max &amp; Co, ou les productions d&#8217;Art Domain, vous voyez le travail de studios ou de r\u00e9alisateurs qui ont atteint une certaine perfection&#8230; Dans les mouvements, dans le rendu, on n&#8217;obtient pas la m\u00eame chose en 3D! Je viens de parler avec un coll\u00e8gue sud-africain r\u00e9alisateur de 3D qui sous-traite des productions de Floride : ils mettent huit mois pour les rendus 3D ! Huit mois pour un film de moins d&#8217;une heure&#8230; Et lorsque vous regardez certains personnages (le pelage du mouton, par exemple), le rendu et la qualit\u00e9 sont diff\u00e9rents, on n&#8217;y arrive pas toujours&#8230; Mais ce sont des choix artistiques. Aujourd&#8217;hui, le savoir-faire se partage entre les animateurs. C&#8217;est aussi un avantage. Dans les DVD stop motion qui sortent, par exemple chez Tim Burton ou Art Domain, on explique comment \u00e7a fonctionne et comment on parvient \u00e0 un tel r\u00e9sultat. Le savoir-faire du cin\u00e9ma d&#8217;animation, qui \u00e9tait presque un secret industriel bien gard\u00e9, est aujourd&#8217;hui partag\u00e9. On communique. Il y a m\u00eame des animateurs, pour le cas de Max &amp; Co par exemple, qui animent aux Etats-Unis chez Art Domain et Tim Burton pour des productions moyennes, ind\u00e9pendantes ou de plus petite taille. C&#8217;est important, car \u00e0 pr\u00e9sent, ces animateurs qui \u00e9taient cantonn\u00e9s \u00e0 de grandes maisons voyagent. \u00c7a se lib\u00e9ralise. Nous devons aussi saisir ces opportunit\u00e9s pour raconter d&#8217;autres histoires, d&#8217;autres r\u00e9alit\u00e9s que celles de l&#8217;Occident. Notre projet est original, l&#8217;histoire est int\u00e9ressante, fantastique et nous l&#8217;adaptons aux r\u00e9alit\u00e9s d&#8217;aujourd&#8217;hui. Il y a une identit\u00e9 africaine, et il est important de pouvoir donner un regard diff\u00e9rent dans le monde des images anim\u00e9es, car il y a en effet une grande absence en Afrique<\/em>\u201d.<br \/>\n\u201c<em>Nous allons revenir sur l&#8217;histoire du film, mais je voudrais simplement conclure sur cette question de la technique de formation et d&#8217;adaptation au milieu africain. Vous faites de la formation \u00e0 Kinshasa: s&#8217;agit-il de techniques aussi d\u00e9velopp\u00e9es, ou bien de techniques un peu plus simples car plus faciles \u00e0 mettre en \u0153uvre l\u00e0-bas pour le moment?<\/em>\u201d<br \/>\n\u201cL<em>es deux. Nous faisons des formations autour de techniques assez \u00e9l\u00e9mentaires, car c&#8217;est le B.A.-BA, mais aussi autour de techniques plus modernes. Nous avons men\u00e9 des formations autour de la 3D en animation assist\u00e9e par ordinateur, autour de l&#8217;animation utilisant de la p\u00e2te \u00e0 modeler, mais aussi des armatures assez complexes comme celles que nous avons utilis\u00e9es pour Prince Loseno. Nous utilisons donc ces deux types de technique (ancienne et moderne).<br \/>\nNous ne sommes pas encore satisfaits des formations que nous donnons \u00e0 Kinshasa. Il faudrait davantage de moyens pour pouvoir permettre aux personnes qui y assistent de signer leurs premi\u00e8res \u0153uvres avec des moyens simples et \u00e9l\u00e9mentaires. Nous esp\u00e9rons que, dans les mois \u00e0 venir, d&#8217;ici la fin de cette ann\u00e9e et si les conditions sont r\u00e9unies, nous pourrons y arriver et prendre en r\u00e9sidence de jeunes r\u00e9alisateurs, quel que soit leur \u00e2ge, pour qu&#8217;ils puissent signer leurs premi\u00e8res \u0153uvres. Cela peut \u00eatre une minute, deux minutes ou trois minutes d&#8217;animation ! On aura ainsi un panorama et un autre regard cr\u00e9atif sur des sujets d&#8217;actualit\u00e9, sur la d\u00e9mocratie, la paix et les attentes du peuple. C&#8217;est donc un projet que nous mettons en place gr\u00e2ce \u00e0 un partenariat avec les Anglais et les Fran\u00e7ais. Il s&#8217;agit de fonds anglais g\u00e9r\u00e9s par l&#8217;ambassade de France. Au-del\u00e0 des formations \u00e9tal\u00e9es sur quelques jours ou quelques semaines, nous esp\u00e9rons v\u00e9ritablement prendre un groupe et signer des contrats, le prendre en charge en r\u00e9sidence pour r\u00e9aliser des courts-m\u00e9trages \u00e0 l&#8217;image de ce qu&#8217;a fait l&#8217;UNESCO en Afrique de l&#8217;Ouest et au Kenya, \u00e0 Nairobi<\/em>\u201d.<br \/>\n\u201c<em>Je reviens encore un instant sur les coproductions. Vous \u00e9voquiez par exemple les possibilit\u00e9s qui existent avec l&#8217;industrie sud-africaine. \u00c0 quel stade en sont les discussions ? Pensez-vous qu&#8217;il y a un r\u00e9el potentiel dans cette collaboration entre francophones et anglophones?<\/em>\u201d<br \/>\n\u201c<em>Les contacts avec l&#8217;Afrique du Sud n&#8217;en sont qu&#8217;\u00e0 une phase de d\u00e9marrage. J&#8217;ai d\u00e9j\u00e0 eu un certain nombre d&#8217;informations par Roger Hawkin, un coll\u00e8gue qui ne fait que de l&#8217;animation et qui \u00e9tait au Zimbabwe. C&#8217;est lui qui a r\u00e9alis\u00e9 le premier long-m\u00e9trage d&#8217;animation africain, avec des jeunes au Zimbabwe. Il a la possibilit\u00e9 de me donner toutes les ficelles, toutes les possibilit\u00e9s qui existent actuellement en Afrique du Sud pour pouvoir travailler. Mais l\u00e0 encore, il faut aller sur place&#8230;<\/em>\u201d<br \/>\n\u201c<em>Je ne connais pas de production sud-africaine de ce type&#8230;<\/em>\u201d<br \/>\n\u201c<em>Il n&#8217;y en a pas. Il y a les petites exp\u00e9riences de studios ind\u00e9pendants qui les font de fa\u00e7on tout \u00e0 fait autonome, ou de la sous-traitance. Par ailleurs, comme le Congo n&#8217;a pas d&#8217;accord de partenariat dans la production audiovisuelle (comme l&#8217;Afrique du Sud peut en avoir avec l&#8217;Italie, l&#8217;Allemagne ou d&#8217;autres pays), il faut trouver sur place des partenaires locaux, des producteurs locaux qui, eux, peuvent demander des moyens directement et ainsi entrer en coproduction avec nous. C&#8217;est ce que nous allons essayer de voir dans les mois \u00e0 venir. Nous allons aller chercher des partenaires sur le terrain<\/em>\u201d.<br \/>\n\u201c<em>Venons-en \u00e0 ces huit millions d&#8217;euros! C&#8217;est beaucoup d&#8217;argent, il faut tout de m\u00eame oser mettre autant dans une histoire bien pr\u00e9cise. Vous expliquiez que c&#8217;\u00e9tait une nouvelle datant des ann\u00e9es quarante : pourquoi aller chercher si loin et ne pas prendre quelque chose de tout \u00e0 fait contemporain? Quel a \u00e9t\u00e9 votre int\u00e9r\u00eat pour cette histoire?<\/em>\u201d<br \/>\n\u201c<em>En fait, je cherchais depuis longtemps un sujet pour faire un long-m\u00e9trage. Or, pour faire un long-m\u00e9trage, on ne peut se lancer comme \u00e7a au hasard, il faut un bon sujet. Ce sujet m&#8217;a \u00e9t\u00e9 r\u00e9v\u00e9l\u00e9 par Jean-Pierre Jacquemin, qui est un ami. Lorsqu&#8217;il m&#8217;a parl\u00e9 de l&#8217;histoire de Ngando, du crocodile de Lumamitshi Bamba, je me suis rappel\u00e9 qu&#8217;au Secondaire, aux humanit\u00e9s, j&#8217;avais appris un extrait de cette nouvelle. Il s&#8217;intitulait &#8220;La nuit de Sabbat&#8221; et c&#8217;est le point culminant de la nouvelle, c&#8217;est-\u00e0-dire la nuit o\u00f9 la sorci\u00e8re am\u00e8ne l&#8217;enfant qui a \u00e9t\u00e9 happ\u00e9 par un crocodile. C&#8217;est elle qui avait commandit\u00e9 l&#8217;enl\u00e8vement. Cette nuit-l\u00e0, l&#8217;enfant est pr\u00e9sent\u00e9 \u00e0 des esprits pour un festin, mais celui-ci n&#8217;a pas lieu \u00e0 cause de la foudre et d&#8217;interdits que certains membres n&#8217;ont pas respect\u00e9s. Je me suis donc souvenu de cet extrait et j&#8217;ai relu la nouvelle. J&#8217;ai ensuite d\u00e9cid\u00e9 d&#8217;en produire et d&#8217;en r\u00e9aliser l&#8217;adaptation, en respectant bien s\u00fbr les formalit\u00e9s d&#8217;acquisition des droits aupr\u00e8s de la famille. Mais Ngando le crocodile, qui d\u00e9crit les injustices de l&#8217;\u00e9poque et l&#8217;arriv\u00e9e du modernisme (qui entre en contradiction avec les traditions africaines et les croyances de l&#8217;\u00e9poque), je l&#8217;adapte aux r\u00e9alit\u00e9s actuelles. De tout ce qui a \u00e9t\u00e9 d\u00e9cri\u00e9 dans le roman pendant cette p\u00e9riode coloniale difficile d&#8217;injustice et de racisme, ce que je garde du r\u00e9cit original rel\u00e8ve beaucoup plus du fantastique. Il y a le fantastique de cette nuit myst\u00e9rieuse de rencontre des esprits, de personnages humains qui se rencontrent pour pouvoir sauver cet enfant, mais aussi l&#8217;itin\u00e9raire du h\u00e9ros, Musolinga, qui est un enfant qui faisait l&#8217;\u00e9cole buissonni\u00e8re parce qu&#8217;il ne voulait pas aller \u00e0 l&#8217;\u00e9cole des Blancs. Je l&#8217;adapte aux r\u00e9alit\u00e9s d&#8217;aujourd&#8217;hui : les coupures d&#8217;\u00e9lectricit\u00e9, l&#8217;arriv\u00e9e de l&#8217;\u00e9nergie solaire qui am\u00e9liore le fonctionnement de la soci\u00e9t\u00e9 en milieu rural&#8230; C&#8217;est vraiment \u00e0 la sauce d&#8217;aujourd&#8217;hui, teint\u00e9 d&#8217;actualit\u00e9 plut\u00f4t que d&#8217;un pass\u00e9isme raciste et conflictuel, afin de permettre de passer un moment agr\u00e9able de rire et de d\u00e9couverte culturelle. Aussi, m\u00eame si nous ne sommes plus \u00e0 l&#8217;\u00e9poque coloniale, je dirais que la croyance en des forces ext\u00e9rieures existe toujours. Que ce soit les ann\u00e9es quarante, soixante ou bien aujourd&#8217;hui, on parle d&#8217;enfants sorciers, de magie, de gens qui poss\u00e8dent un certain pouvoir&#8230; Cela persiste chez l&#8217;Africain. J&#8217;exploite donc cette croyance, que je replace dans le contexte actuel pour pouvoir raconter et adapter librement cette nouvelle<\/em>\u201d.<br \/>\n\u201c<em>On sort d&#8217;une s\u00e9ance de pitch : si on r\u00e9sumait en deux minutes l&#8217;histoire et l&#8217;int\u00e9r\u00eat du film, \u00e0 quoi arriverait-on?<\/em>\u201d<br \/>\n\u201c<em>On arriverait \u00e0 croire que partout, en Afrique comme ailleurs, l&#8217;\u00eatre humain, lorsqu&#8217;il est en difficult\u00e9, croit en des forces sup\u00e9rieures. Au-del\u00e0 de cette croyance, lorsque la volont\u00e9 de changer les mentalit\u00e9s existe, elle triomphe. Elle brise les diff\u00e9rences pour b\u00e2tir une soci\u00e9t\u00e9 harmonieuse<\/em>\u201d.<br \/>\n\u201cQu&#8217;est-ce que vous avez envie de dire aujourd&#8217;hui \u00e0 une R\u00e9publique D\u00e9mocratique du Congo qui ne demande qu&#8217;\u00e0 faire jaillir l&#8217;ensemble de ses potentiels?\u201d<br \/>\n\u201cEn quelque sorte: comment ce pays si riche n&#8217;arrive-t-il pas \u00e0 d\u00e9coller? Si la culture peut aider \u00e0 r\u00e9fl\u00e9chir, il faut aider les dirigeants et tous ceux qui ont une parcelle de pouvoir \u00e0 aller de l&#8217;avant. C&#8217;est mon souhait le plus ardent!\u201d\u00bb (14).<br \/>\nNel 1990, l\u2019Atelier Graphoui invita Kibushi a partecipare a uno stage a Bruxelles. Dal 1991, ha diretto in co-produzione il primo film di animazione congolese, Le Crapaud chez ses beaux-parents, un racconto ispirato alla sua infanzia. La sua tecnica si \u00e8 sviluppata con le carte tagliate da disegni originali, redatti a Kinshasa. Kibushi continua a raccontare storie dei suoi film popolari e contribuisce alla salvaguardia della tradizione orale al cinema.<br \/>\nSeguono, &#8220;L&#8217;orange blanche&#8221; e &#8220;Kinshasa, septembre noir&#8221;, entrambi del 1992, e &#8220;L&#8217;El\u00e9phant qui p\u00e8te de la neige&#8221; (1993)<br \/>\nIn &#8220;Muana Mboka&#8221; (1999), i personaggi saranno vestiti dalla costumista Lisette Kibushi, che si occupa appositamente dello studio del costume, i quali si evolvono in un ambiente pi\u00f9 spesso, composto di cartone e stoffa. Poi sar\u00e0 la volta di &#8220;RICA &#8211; Wissembourg&#8221;, &#8220;Les Chemins crois\u00e9s de la coop\u00e9ration&#8221; (2000), &#8220;L&#8217;Ane et le chat&#8221; (2001), &#8220;Premi\u00e8re travers\u00e9e&#8221; (2002).<br \/>\nNel 2004 Kibushi firmer\u00e0 &#8220;Prince Losen&#8221;o, senza dubbio il film di maggior successo, per il quale ha scelto una tecnica molto complessa usando bambole dipinte, di silicone a sfera rinforzate in volume, dando cos\u00ec immagine di effetti 3D. Un film montato con personale professionale e molti animatori, premiato in festival internazionali.<br \/>\nOltre ai suoi successi nel campo dell&#8217;animazione, Kibushi ha sviluppato un progetto culturale dal titolo &#8220;La Carovana Sankuru&#8221;, che offre un cinema mobile e proiezioni all&#8217;aperto nelle aree rurali, per consentire ai congolesi di capire il valore del cinema.<br \/>\nAttualmente vive in Belgio, dove ha prodotto i suoi film e gestisce laboratori creativi di introduzione alla cultura africana.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_11471\" style=\"width: 630px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/19.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-11471\" class=\"size-full wp-image-11471\" title=\"Africartoons19\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/19.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"349\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/19.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/19-300x168.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-11471\" class=\"wp-caption-text\">Hallain Paluku, Bana e Boul, 2008<\/p><\/div>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">Anche l\u2019autore di fumetti dell\u2019ex Zaire, il congolese Hallain Paluku, dopo che il suo lavoro \u00e8 apparso in molti comics locali, \u00e8 stato venduto anche nel mondo occidentale.<br \/>\nPaluku, trasferitosi a Bruxelles nel 2002 si \u00e8 distinto anche come autore d\u2019animazione con Bana Boul, le avventure di due birichini congolesi.<br \/>\nCon un disegno da strip, doppiato in lingua \u2018lingala\u2019 con simpatiche voci accelerate, accompagnati dalle musiche di Gatho Beevans, pochi ed essenziali movimenti (animati in Flash), Paluku ne ha tratto una ventina di episodi per la televisione congolese sui simpatici monelli Bana e Boul e, approdando nel Vecchio Continente, \u00e8 riuscito nel 2008 a farne una raccolta in DVD.<br \/>\n&#8220;Kayembe le Tenace&#8221;, prodotto da Matrix Toon, filiale della Matrix Melodies Studio, \u00e8 ideato dai fratelli Ike Elyenser Bamuinikile e Quiet Bamuinikile, prima serie televisiva a cartoni animati per il Congo.<br \/>\nIspirata all\u2019Anime giapponese, ai vari &#8220;Dragonball&#8221; in versione afro, attraverso tecniche e effetti speciali prossimi al linguaggio della regia del Sol Levante e al manga, la serie propone personaggi e storie ambientati nei quartieri di Kinshasa tanto che gli autori sono giunti gi\u00e0 a realizzare diversi episodi.<br \/>\nUn enorme atelier \u00e8 il Lead Edge Studios di Richie Mobwete, il quale sta sviluppando numerose tecniche di animazione classica su pi\u00f9 fronti, di cui \u00e8 bene ricordare il filmato Ba Mobwete Na Ngadios.<br \/>\nCome, sempre del RDC, la serie Baby Rico, molto popolare a Kinshasa, un cicciobello in 3D \u201cbianco\u201d che anzich\u00e9 andare sul girello, balla e canta come un nero, nato per le pubblicit\u00e0 ma molto divertente al punto che \u00e8 diventato una piccola star:  un beb\u00e9 che ha per\u00f2 la faccia tosta e la disinvoltura di un adulto\u2026 Molto divertente!<br \/>\nCreato dallo Studio Pix Image di Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo, i titolari ci tengono a specificare di essere \u00abEstabilished in Kinshasa, Democratic Republic of Congo, Pix was created to fill the need for a top quality audiovisual production house in central Africa with international standards. We are Canadian trained professionals with an African background, so we both under stand the specific needs of the African market and supply a high quality product that meets its demands\u00bb.<br \/>\nLa creazione pi\u00f9 riuscita della Pix Image \u00e8 &#8220;Papu &amp; Yaki&#8221;, partita nel Natale 2007, la prima serie in 3D con personaggi e ambientazioni africani; doppiata nelle quattro lingue ufficiali della RDC essa \u00e8 accompagnata da una magnifica colonna sonora congolese. Diverse negoziazioni sono in corso per assicurare una distribuzione internazionale alla popolare serie televisiva, incentrata sulle avventure di un simpaticissimo bimbo congolese e un pennuto pappagallino sempre in compagnia.<br \/>\nL\u2019autore che cos\u00ec si \u00e8 ben distinto \u00e8 Stani Muke a cui bisogna riconoscergli una raffinatezza e delle qualit\u00e0 veramente eccezionali. <\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_11472\" style=\"width: 630px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/20.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-11472\" class=\"size-full wp-image-11472\" title=\"Africartoons20\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/20.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"465\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/20.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/20-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-11472\" class=\"wp-caption-text\">Pix Image, Papu &amp; Yaki, 2007<\/p><\/div>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>MADAGASCAR<\/strong><\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\">Nell\u2019isola del Madagascar da oltre un decennio abbiamo una coppia di autori sperimentali, Fabrice M. e Jiva E. Razafindralambo, i quali hanno realizzato diversi film d\u2019animazione programmati anche nei festival europei.<\/span><\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_11473\" style=\"width: 630px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><strong><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/211.jpg\"><span style=\"font-weight: normal;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-11473\" class=\"size-full wp-image-11473 \" title=\"Africartoons21\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/211.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"412\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/211.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/211-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/span><\/a><\/strong><p id=\"caption-attachment-11473\" class=\"wp-caption-text\">Fabrice M. e Jiva E. Razafindralambo, Fen\u00eatre anim\u00e9e sur Madagascar, 2008<\/p><\/div>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\">Questi i titoli: &#8220;Dadarabe&#8221; (8\u2019, 2002); &#8220;Sur les murs de la ville&#8221; (5\u2019, 2005); &#8220;Le soleil de l\u00e8ve\u2026puis se couche&#8221; (8\u2019, 2005); &#8220;Sur les murs de la ville&#8221; (5\u2019, 2005); &#8220;Les \u00e2mes du clocher&#8221; (10\u2019, 2006 ).<br \/>\nQuesti film sono stati anche messi in vendita nel 2008 in un unico DVD  dal titolo \u2018Fen\u00eatre anim\u00e9e sur Madagascar\/4 films de Fabrice M. et Jiva E. Razafindralambo\u2019, che descrive, \u00abDadarabe: Quand survient l&#8217;orage, Dadarabe tente de retrouver son chemin alors que d&#8217;\u00e9tranges ph\u00e9nom\u00e8nes surviennent. Le vieux sorcier, saura-t-il apprivoiser les esprits?. Sur les murs de la ville: Peinture de la r\u00e9alit\u00e9 urbaine malgache: les vies humaines apparaissent et disparaissent comme de simples ombres, elles d\u00e9filent le long des murs comme des silhouettes anonymes, parfois agressives ou cruellement indiff\u00e9rentes.Le soleil se l\u00e8ve&#8230;puis se couche: Sous une chaleur torride, un homme travaille la terre, inlassablement. C&#8217;est le combat de sa vie: lutter contre le soleil, contre le temps, lutter pour sa famille. Les \u00e2mes du clocher: Ce film d&#8217;animation, d\u00e9di\u00e9 aux victimes de l&#8217;\u00e9pid\u00e9mie de chol\u00e9ra en 2001, pr\u00e9sente des personnages luttant contre la maladie avec courage et dignit\u00e9. Images subtiles et fascinantes, l&#8217;\u00e9motion est l\u00e0. 100% malgaches, ces quatre court-m\u00e9trages qui m\u00ealent diff\u00e9rentes techniques d&#8217;animation presque sans paroles nous plongent dans un univers fantastique et pourtant criant de v\u00e9rit\u00e9. Les fr\u00e8res Razafindralambo nous font partager, avec esth\u00e9tisme et conviction, une vision in\u00e9dite de leur pays\u00bb.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">ZAMBIA<\/span><\/strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\">Dal West Africa passiamo ora al South Africa. A Lusaka, capitale dello Zambia, paese a noi noto per Mons. Emmanuel Milingo, della quale era Arcivescovo gi\u00e0 prima di venire in Italia, prodotti dallo \u2018JHUCCP&#8217;s Zambia Office\u2019, un distaccamento del Ministero della Salute, gli animatori zambiani hanno realizzato diversi cortometraggi didattici e scientifici per la prevenzione e il trattamento della malaria, come la serie Treating Malaria Cartoon Short (HCP Zambia) con protagonista la simpatica zanzara Annie Anopheles.<br \/>\nGli spot, utili ed efficaci sul linguaggio della comunicazione, vengono realizzati ad animazione classica supportata coi programmi digitali di colorazione e montaggio quali Moho, Adobe Premier e After Effects.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong> <\/strong><\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_11474\" style=\"width: 630px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><strong><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/22.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-11474\" class=\"size-full wp-image-11474\" title=\"Africartoons22\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/22.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"472\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/22.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/22-300x228.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><\/strong><p id=\"caption-attachment-11474\" class=\"wp-caption-text\">Treating Malaria Cartoon Short, 2008<\/p><\/div>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">TANZANIA<\/span><\/strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\">Come anche nel paese limitrofo, la Tanzania, vale la pena ricordare  la Pubblicit\u00e0 Ngao Mosquito Nets, con tecniche moderne e quasi, diremo all\u2019americana, paesi nei quali essendo fortemente sviluppata la malaria, ci\u00f2 offre lo spunto per rendere antropomorfe, adattandole al linguaggio tradizionale del cartoon, le varie specie di zanzare.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">ZIMBABWE<\/span><\/strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\">&#8220;The Legend of Sky Kingdom&#8221; \u00e8 il titolo del primo lungometraggio d\u2019animazione realizzato nel 2003 da alcuni giovani artisti zimbabwesi in Stop Motion con delle marionette fabbricate partendo da materiali di recupero, con una tecnica chiamata \u201cjunkmation\u201d.<br \/>\nIl film uscito da molti hanno ha raccolto l\u2019interesse di tutto il mondo, motivo per cui non sar\u00e0 oggetto della nostra breve panoramica, vincendo riconoscimenti e premi internazionali.<\/span><strong><br \/>\n<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong> <\/strong><\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_11475\" style=\"width: 460px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><strong><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/23.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-11475\" class=\"size-full wp-image-11475\" title=\"Africartoons23\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/23.jpg\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"675\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/23.jpg 450w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/23-200x300.jpg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/a><\/strong><p id=\"caption-attachment-11475\" class=\"wp-caption-text\">The Legend of Sky Kindom, 2003<\/p><\/div>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\"><strong>Mario Verger<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\">(si ringrazia <strong>Giannalberto Bendazzi<\/strong>)<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">Note:<\/span><\/strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\">(1)<strong><br \/>\n<\/strong>Bruno Edera, <\/span><strong><em><span style=\"font-weight: normal;\">\u00c0 la d\u00e9couverte d\u2019un cin\u00e9ma m\u00e9connu \u2013 Le cin\u00e9ma d\u2019animation  africain<\/span><\/em><span style=\"font-weight: normal;\">, Festival International du Cin\u00e9ma d\u2019Animation, Annecy, 1993.<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\">(2)<strong><br \/>\n<\/strong>Giannalberto Bendazzi, <\/span><em><span style=\"font-weight: normal;\"> <\/span><\/em><strong><em><span style=\"font-weight: normal;\">Cartoons \u2013 One Hundred Years of Cinema Animation<\/span><\/em><span style=\"font-weight: normal;\">,  John Libbey \/ Indiana University Press, London \/ Bloomington, 1994,  1995, 1999.<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\">(3)<br \/>\nSous la direction de Lomomba Emongo PhD, Studio Malembe Maa  ASBL en  co-production avec le Cin\u00e9-Club de Wissembourg, Strasburgo, 2001.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\">(4)<br \/>\nVa precisato che tutto questo ha a che fare soltanto con la produzione e  con il consumo di prodotti culturali, non con il loro valore estetico.  Esistono innumerevoli orribili film fatti dall\u2019\u00e9lite per l\u2019\u00e9lite, e  innumerevoli gradevolissime serie televisive uscite dalle catene di  montaggio statunitensi,   giapponesi o coreane.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\">(5)<br \/>\nAllo stesso modo, naturalmente, avremmo bisogno di sapere la medesima   cosa allorch\u00e9 ci ponessimo delle domande sul cinema d\u2019animazione  europeo, o anche soltanto di un qualunque singolo Paese.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\">(6)<br \/>\nIbidem<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\">(7)<br \/>\nDavid Cadasse, <\/span><em><span style=\"font-weight: normal;\">Le dessin anim\u00e9 s\u2019installe en Afrique<\/span><\/em><span style=\"font-weight: normal;\">, Interview de Pierre Sauvalle, jeudi 25 avril 2002<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\">(8)<br \/>\nEl Watan, <\/span><em><span style=\"font-weight: normal;\">Actualit\u00e9s &amp; Revue de Presse Algeri\u00e9<\/span><\/em><span style=\"font-weight: normal;\">, 15\/12\/2009<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\">(9)<br \/>\nThameur Mekki, <\/span><em><span style=\"font-weight: normal;\">8e Journ\u00e9e mondiale du cin\u00e9ma d\u2019animation 28 octobre 2009<\/span><\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\">(10)<br \/>\nDamian Zane [BBC, Addis Ababa, Ethiopia], Ethiopia hoping for doll success, Girma Zelleke<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\">(11)<br \/>\n<\/span> <em><span style=\"font-weight: normal;\">Gabon: \u00abLe monde de Pah\u00e9\u00bb diffus\u00e9 sur France 3 et RTBF<\/span><\/em><span style=\"font-weight: normal;\">, in Gaboneco \u2013 Quotidien d\u2019information en ligne<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\">(12)<br \/>\nNicolas Michel, <\/span><em><span style=\"font-weight: normal;\">Pah\u00e9, dessinateur combl\u00e9<\/span><\/em><span style=\"font-weight: normal;\">, in <\/span><em><span style=\"font-weight: normal;\">Jeune Afrique <\/span><\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\">(13)<br \/>\n<\/span> <em><span style=\"font-weight: normal;\">Guillaume Nzamewi: Faire des films d&#8217;animation n\u00e9cessite des moyens colossaux?<\/span><\/em><span style=\"font-weight: normal;\"> in La Nouvelle Expression, 13 F\u00e9vrier 2009<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\">(14)<br \/>\nMonter un film d&#8217;animation long m\u00e9trage, entretien d&#8217;Olivier Barlet avec le cin\u00e9aste d&#8217;animation Jean-Michel Kibushi \u00e0 propos de Ngando, Festival de Cannes, <\/span><span style=\"font-style: normal;\"><span style=\"font-weight: normal;\">mai 2008, in<\/span><\/span><span style=\"font-weight: normal;\"> SudPlanete \u2013 Portail de la Diversite Culturelle<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\">\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\">\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\"><strong>AFRICAN ANIMATION FILMS<\/strong><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><strong><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\"><strong>SENEGAL<\/strong><br \/>\nPierre Sauvalle \u2013 Sc\u00e9narios d&#8217;Afrique \u2013 L&#8217;Assembl\u00e9e g\u00e9n\u00e9rale des maladies<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=NE1nbv8M9nI\" target=\"_blank\">http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=NE1nbv8M9nI<\/a><\/span><\/span><\/strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><strong><strong><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\"><strong>COSTA D\u2019AVORIO<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.contesetlegendesdafrique.com\/index.asp\" target=\"_blank\">Contes e L\u00e9gendes d\u2019Afrique en Dessin Anim\u00e9s<\/a><br \/>\n<\/span><\/span><\/strong><\/strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><strong><strong><strong><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\"><strong>BENIN<\/strong><br \/>\nAnna, Bazil et le livre magique:<br \/>\n<a href=\"http:\/\/dailymotion.virgilio.it\/video\/x3ou2z_dessin-anime-anna-bazil-et-le-livre_shortfilms\" target=\"_blank\">http:\/\/dailymotion.virgilio.it\/video\/x3ou2z_dessin-anime-anna-bazil-et-le-livre_shortfilms<\/a><\/span><\/span><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><strong><strong><strong><strong><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\"><strong>ETIOPIA<\/strong><br \/>\nAlemu W\/Mariam<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=u4chaaoMTn4\" target=\"_blank\">http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=u4chaaoMTn4<\/a><\/span><\/span><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\">Aleka Abebe \u2013 Bir Animation<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=aQUqaIL0t4A\" target=\"_blank\">http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=aQUqaIL0t4A<\/a><\/span><\/span><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\">Ezra Demus<br \/>\nI came from the sky<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/user\/ezrademas#p\/a\/u\/0\/XJ4lK52pWyw\" target=\"_blank\">http:\/\/www.youtube.com\/user\/ezrademas#p\/a\/u\/0\/XJ4lK52pWyw<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/user\/ezrademas#p\/a\/u\/2\/pxivuz8g-yY\" target=\"_blank\">http:\/\/www.youtube.com\/user\/ezrademas#p\/a\/u\/2\/pxivuz8g-yY<\/a><br \/>\nHulet<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/user\/ezrademas#p\/a\/u\/1\/49pIf5b2NPk\" target=\"_blank\">http:\/\/www.youtube.com\/user\/ezrademas#p\/a\/u\/1\/49pIf5b2NPk<\/a><\/span><\/span><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\"><strong>GABON<\/strong><\/span><\/span><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\">Patrick Essono Pah\u00e9 \u2013 Pilota di Le Monde de Pah\u00e9<br \/>\n<a href=\"http:\/\/vimeo.com\/6780327\" target=\"_blank\">http:\/\/vimeo.com\/6780327<\/a><\/span><\/span><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\"><strong>NIGERIA<\/strong><\/span><\/span><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\">Obinna Onwuekwe<br \/>\nEnemy of the Rising Sun<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=r2-DWMX4eMo\" target=\"_blank\">http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=r2-DWMX4eMo<\/a><br \/>\nBusiness and Pleasure<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=r2-DWMX4eMo\" target=\"_blank\">http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=r2-DWMX4eMo<\/a><br \/>\nMark of Uru<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=YdNAJvQSyTc\" target=\"_blank\">http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=YdNAJvQSyTc<\/a><\/span><\/span><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\"><strong>CAMERUN<\/strong><\/span><\/span><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\">Guillaume Nzamewi<br \/>\n<a href=\"http:\/\/guillaume-nzamewi.blog.fr\/2010\/01\/28\/les-aventures-du-jeune-sorcier-ndoumbe-leya-7891272\/\" target=\"_blank\">Les Aventures du Jeune Sorcier Ndoumbe Leya<\/a><br \/>\nL&#8217;une des s\u00e9quences du film Le Destin d&#8217;un Guerrier:<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=SdH4uDdDuno\" target=\"_blank\">http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=SdH4uDdDuno<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=OGdLQDHD_LM&amp;feature=player_embedded\" target=\"_blank\">Le Destin d&#8217;un Guerrier &#8220;Le r\u00eave&#8221;<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=BV3J5bBUHGc\" target=\"_blank\">Le Destin d&#8217;un Guerrier<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/dailymotion.virgilio.it\/video\/x85ifz_interview-guillaume-nzamewi-tv5-afr_news#from=embed\" target=\"_blank\">Interview Guillaume Nzamewi TV5 Afrique<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/il.youtube.com\/watch?v=XJ5O0KeV3kE\" target=\"_self\">Jungle Law Dessin anim\u00e9 extrait<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/guillaume-nzamewi.blog.fr\/2010\/01\/28\/gagui-t-mon-plaidoyer-7891203\/\" target=\"_blank\">Gagui T &#8211; Mon Plaidoyer<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=zSI5-PPooCI\" target=\"_blank\">Pub NOSUCA \u2013 DEMO<\/a><br \/>\n<\/span><\/span><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\"><strong>CONGO<\/strong><\/span><\/span><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\"><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=R1bxFTg6lu0\" target=\"_blank\">Jean-Michel Kibushi Ndjate Wooto: Administrateur du Studio Malembe Maa (RDC)<\/a><br \/>\n<\/span><\/span><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\"><strong> <\/strong><\/span><\/span><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\"><strong>ZAMBIA<\/strong><\/span><\/span><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\"><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=tlJrYMZ-IFs\" target=\"_self\">Annie Anopheles \u2013 Treating Malaria Cartoon Short (HCP Zambia)<\/a><br \/>\n<a href=\"ttp:\/\/www.youtube.com\/watch?v=l1QLelLwK-Y&amp;feature=related\" target=\"_blank\">ttp:\/\/www.youtube.com\/watch?v=l1QLelLwK-Y&amp;feature=related<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=AVN86VWi-Ec\" target=\"_blank\">http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=AVN86VWi-Ec<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=cr6NHSwL0kE&amp;feature=related\" target=\"_blank\">http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=cr6NHSwL0kE&amp;feature=related<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=rBGX2owH4DM&amp;feature=related\" target=\"_blank\">http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=rBGX2owH4DM&amp;feature=related<\/a><\/span><\/span><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\"><strong>ANIMATION CONTACTS:<\/strong><\/span><\/span><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\">SENEGAL<br \/>\nPictoon<br \/>\nBP 3671 Dakar S\u00e9n\u00e9gal<br \/>\nContact Aida Ndiaye &amp; Pierre Sauvalle<br \/>\nT\u00e9l.: 00 221 824 58 09<br \/>\nFax: 00221 824 57 97<\/span><\/span><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\">COSTA D\u2019AVORIO<br \/>\nDedalus Production e Formation Multimedia<br \/>\ninfo@contesetlegendesdafrique.com<\/span><\/span><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\">GHANA<br \/>\nAnimation Africa<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.animationafrica.org\/workshop.html\" target=\"_blank\">http:\/\/www.animationafrica.org\/workshop.html<\/a><\/span><\/span><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\">BENIN<br \/>\n<a href=\"www.africartoon.blogspot.com\" target=\"_blank\">Afriqu\u2019Art Toons<\/a><br \/>\naat.benin@gmail.com<\/span><\/span><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\">NIGERIA<br \/>\nMayhem Productions<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.mayhemproductions.org\" target=\"_blank\">http:\/\/www.mayhemproductions.org<\/a><\/span><\/span><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\">CAMERUN<br \/>\nGuillaume Nzamewi<br \/>\nPhone: 00237 9653 22 54<br \/>\n<a href=\"http:\/\/guillaume-nzamewi.blog.fr\/\" target=\"_blank\">Guillaume Nzamewi \u2013 Blog<\/a><br \/>\n<\/span><\/span><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\"> <\/span><\/span><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\">CONGO<br \/>\nHallain Paluku<br \/>\nhallainpaluku@yahoo.fr<\/span><\/span><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\">Lead Edge Studios<br \/>\nwww.leadedgestudios.com<br \/>\nrichie@leadedgestudios.com di Richie Mobwete<\/span><\/span><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\"><a href=\"http:\/\/www.congomikili.com\" target=\"_blank\">www.congomikili.com<\/a> di Ike Elyenser Bamuinikile e Quiet Bamuinikile<\/span><\/span><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\">Pix Image<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.pix-images.com\" target=\"_blank\">www.pix-images.com<\/a><br \/>\nstanim@pix-images.com di Stani Muke<\/span><\/span><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giannalberto Bendazzi Il cinema d\u2019animazione africano Se il tema \u00e8 \u201cIl cinema d\u2019animazione africano\u201d, lo svolgimento pu\u00f2 avere solo forma di domanda: che cosa veramente ne sappiamo noi? 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