{"id":11573,"date":"2011-01-07T10:44:31","date_gmt":"2011-01-07T09:44:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11573"},"modified":"2012-05-30T15:41:29","modified_gmt":"2012-05-30T13:41:29","slug":"istituto-micropunta-intervista-%e2%80%93-seconda-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11573","title":{"rendered":"Istituto Micropunta \/ Intervista \u2013 seconda parte"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/micropunta_011.jpg\" alt=\"\" title=\"micropunta_01\" width=\"620\" height=\"345\" class=\"aligncenter size-full wp-image-12054\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/micropunta_011.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/micropunta_011-300x166.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Arial\" style=\"font-size: 9pt\">La presente intervista \u00e8 stata pubblicata su <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=10297\"><font color=\"#3399FF\"><span style=\"text-decoration: none\">Rapporto Confidenziale numero29<\/span><\/font><\/a> (novembre 2010), pagg. 12-17<\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Arial\" style=\"font-size: 9pt\"><br \/>\n<\/font><font face=\"Georgia\" size=\"4\"><b>Istituto Micropunta \/ Intervista<br \/>\nSeconda parte. &quot;Universale perch\u00e9 possiede una forte dignit\u00e0&quot;<\/b><br \/>\n<\/font><font face=\"Georgia\">a cura di Alessio Galbiati<\/font><font face=\"Arial\" style=\"font-size: 9pt\"><\/p>\n<p>Con la pubblicazione della seconda parte dell\u2019intervista a Fabrizio Vegliona e Monica Carrozzoni (la prima \u00e8 stata pubblicata su RC27, pp. 32-37, ed online sul sito di RC, <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=8628\"><font color=\"#3399FF\"><span style=\"text-decoration: none\">www.rapportoconfidenziale.org\/?p=8628<\/span><\/font><\/a>) si conclude la ricognizione che Rapporto Confidenziale ha dedicato all\u2019Istituto Micropunta: coppia di fatto operante in ambito audiovisivo formatasi attraverso un percorso umano e professionale eterodosso ed atipico. \u00abDalla strada e dall\u2019arte\u00bb. Dalla strada hanno tratto le principali suggestioni del loro (non) cinema, lo stile, ma soprattutto una straordinaria attitudine per un linguaggio diretto. Il loro ultimo progetto \u201cPower to the Sisters\u201d (oggetto della prima parte dell\u2019intervista), \u00e8 legato al mondo della prostituzione, ed \u00e8 l\u2019idea di raccontare questa realt\u00e0 attraverso la viva voce delle donne che militano nelle associazioni per la difesa dei Diritti Civili delle prostitute e delle donne che esercitano questa professione. L\u2019anticonformismo di Monica e Fabrizio \u00e8 pure distributivo, tanto da portarli a condividere liberamente e gratuitamente l\u2019intero progetto attraverso il \u201cPower Tool\u201d, un sito internet in cui le varie parti di cui si compone questo documentario sono visibili a tutti dal seguente indirizzo: <a href=\"http:\/\/www.micropunta.it\/powertothesisters\"><font color=\"#3399FF\"><span style=\"text-decoration: none\">www.micropunta.it\/powertothesisters<\/span><\/font><\/a>. Il percorso che ha portato l\u2019Istituto Micropunta a narrare questa realt\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 di per s\u00e9 interessante ed unico affondando le sue origini nella vita passata di Fabrizio che, con lo pseudonimo di Stickyboy, l\u2019ha messa nero su bianco in uno straordinario romanzo (di formazione): \u201cPer Dio e l\u2019Impero\u201d (ed. TEA, 2009).<\/p>\n<p>Dalla realizzazione dell\u2019intervista ad oggi, Monica e Fabrizio si sono trasformati da oggetto d\u2019analisi ed attenzione, ad amici, di quel genere raro e prezioso che capita poche volte nella vita di incontrare. Pertanto continuerete a leggere su Rapporto Confidenziale gli sviluppi di questa traiettoria umana ed artistica che ho (ed abbiamo) compreso essere dotata di una coerenza e di uno sguardo fuori dal comune, ben oltre quello che le parole di questa conversazione in due parti \u00e8 stata in grado di restituire.<\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Arial\" style=\"font-size: 9pt\"><\/p>\n<p><b>Alessio Galbiati: Dopo aver dato conto dell\u2019oggi, cio\u00e8 del progetto \u201cPower to the Sisters\u201d, vorrei fare un balzo indietro nel tempo, partendo da \u201crocky\u201d, cortometraggio realizzato per Discovery Channel dedicato (appunto) a Rocky, venditore di panini alla milza della palermitana Vucciria. Il primo personaggio eccentrico sopra al quale avete posato lo sguardo del vostro (non) cinema\u2026<\/b><\/p>\n<p>Fabrizio Vegliona: Diciamo che entrambi abbiamo naturalmente un occhio incline verso le persone apparentemente normali, le persone comuni, che per\u00f2 posseggono delle qualit\u00e0 speciali, fuori dalla norma. La nostra \u00e8 una cultura di strada e li in mezzo andiamo a pescare i personaggi i volti delle nostre storie. Persone comuni ma straordinarie, come ognuno di noi potrebbe essere se solo non vivessimo cos\u00ec ovattati.<br \/>\nIl primo \u00e8 stato Rocky, un uomo che vende i panini alla milza per le strade di Palermo. Un lavoro umile che per una certa mentalit\u00e0 dovrebbe essere considerato fra gli ultimi della societ\u00e0, ed invece \u00e8 un uomo fiero, orgoglioso di quello che fa e che guarda ad ogni cosa con la testa alta. Un uomo la cui forza e fierezza sono visibili e contagiose. Di Rocky ci aveva parlato un nostro amico che vive e lavora in Sicilia, come producer e location manager, Ugo Polizzi. Il giorno che Discovery Channel ci ha commissionato una serie di film dandoci carta bianca, noi abbiamo immediatamente pensato di raccontare quest\u2019uomo. Grazie al piccolo, piccolissimo, budget messoci a disposizione abbiamo realizzato il corto dedicato a Rocky, un lavoro fatto in velocit\u00e0 sia per quanto riguarda le riprese che nel montaggio.<br \/>\nC\u2019\u00e8 un passaggio contenuto in \u201crocky\u201d in cui cita il \u2018mecchidonald\u2019, come dice lui\u2026 tu pensa che quelli di Discovery ci hanno imposto il taglio di questa parte del lavoro\u2026 noi abbiamo provato a fare resistenza a questa irragionevole forma di censura ma siamo stati messi con le spalle al muro \u201co togliete quel passaggio o noi non lo mandiamo in onda\u201d. Costretti abbiamo accettato, ma oggi su youtube \u00e8 disponibile nella sua versione integrale.<br \/>\nQuesto corto \u00e8 stato visto tantissimo, tanto da diventare un piccolo cult del web. Probabilmente \u00e8 il lavoro che abbiamo realizzato visto dal maggior numero di persone. Dopo questo corto, che \u00e8 passato moltissime volte su Discovery e visto massicciamente su youtube, ma che ha pure generato un enorme mole di articoli sulle principali testate italiane, Rocky \u00e8 praticamente diventato una \u201cstar\u201d, oggetto di culto ed attrazione turistica della Vucciria.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/rocky.gif\" width=\"300\" height=\"244\" align=\"left\" hspace=\"8\"><\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Arial\" style=\"font-size: 9pt\">Monica Carrozzoni: Ci telefona ancora per salutarci e ringraziarci, \u00e8 troppo simpatico. Quando ha saputo dei David di Donatello ci ha chiamato a mezzanotte: \u201cMinchia Monica allora che facciamo? Mi devo mettere lo smoking?!?\u201d. Peccato non aver vinto, sarebbe stato grandioso.<\/p>\n<p>Fabrizio Vegliona: Noi non crediamo nella verit\u00e0 del documentario o della macchina da presa, pensiamo che vi sia sempre la mediazione del realizzatore, che si concretizza nella scelta delle luci, nel punto di vista, nel cosa di dire e cosa non dire, ma crediamo nella forza di questi personaggi. Lui in particolar modo, ha una forza ed una energia che escono dall\u2019inquadratura, che esce e travolge tutto. I fascisti l\u2019hanno preso come simbolo, gli anarchici l\u2019hanno preso come simbolo, i centri sociali pure, i giornali anche\u2026 questi personaggi sono universali perch\u00e9 possiedono una forte dignit\u00e0. E quando fa quel panino non ce n\u2019\u00e8 per nessuno! \u00e8 il panino pi\u00f9 buono del mondo!<br \/>\nNel nostro cinema c\u2019\u00e8 sempre questa cosa, l\u2019eccezionale in mezzo al conformismo, noi posiamo lo sguardo laddove nessuno guarda perch\u00e9 sta in mezzo a noi tutti i giorni, \u00e8 la stessa cosa che abbiamo fatto con il mondo della prostituzione in \u201cPower to the Sisters\u201d.<\/p>\n<p><b>Alessio Galbiati: Universale perch\u00e9 possiede una forte dignit\u00e0. Direi che questa massima \u00e8 davvero applicabile a tutti i vostri lavori.<\/b><\/p>\n<p>Fabrizio Vegliona: Il nostro lavoro si basa molto su questo ragionamento.<\/p>\n<p><b>Alessio Galbiati: Tutti i vostri lavori hanno ottenuto un qualche riconoscimento, \u201crocky\u201d e \u201cThe World Famous Pontani Sister\u201d sono stati candidati ai David di Donatello, mentre \u201ckung fu star\u201d\u2026<\/b><\/p>\n<p>Fabrizio Vegliona: \u201ckung fu star\u201d \u00e8 stato candidato al Promax per Discovery Channel a New York ed insieme a \u201crocky\u201d e \u201cThe World Famous Pontani Sister\u201d \u00e8 passato su Discovery Channel in tutto il mondo.<br \/>\n\u201ckung fu star\u201d si chiude con un cartello \u201cto be continued\u201d perch\u00e9 in realt\u00e0 siamo ancora alla ricerca di un modo per poterlo continuare, di una maniera per poterlo concludere definitivamente e vorremmo riuscire a farlo prima che questo maestro di kung fu ci lasci per una vita migliore.<\/p>\n<p><b>Alessio Galbiati: s\u00ec perch\u00e9 avr\u00e0 ottanta anni\u2026<\/b><\/p>\n<p>Fabrizio Vegliona: Nel 2006, quando abbiamo realizzato il corto, lui diceva di avere ottantanove anni, ma altri affermavano che mentiva e che in realt\u00e0 di anni ne aveva novantatre.<\/p>\n<p>Monica Carrozzoni: Quel bastone che utilizza nei suoi esercizi, in realt\u00e0 \u00e8 un pipa, e quando l\u2019ho preso in mano mi sono accorta che sar\u00e0 pesato almeno cinque chili! Se ti arriva un colpo in testa con quella cosa li sei morto! E lui alla fine se la fuma!<\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Arial\" style=\"font-size: 9pt\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/kungfu.gif\" width=\"300\" height=\"350\" align=\"right\" hspace=\"8\"><br \/>\nFabrizio Vegliona: \u00c8 un personaggio incredibile! Ora insieme ad un nostro amico sceneggiatore, che da poco ha messo in piedi una sua piccola casa di produzione, stiamo cercando in Cina i finanziamenti necessari per poter completare come si deve un lavoro su di lui, o comunque con lui. Lui somiglia al maestro di arti marziali che c\u2019\u00e8 in \u201cKill Bill\u201d, quei personaggi che credi esistano solo nei film, che si pensa siano dei miti. Ma quando scopri che esistono davvero personaggi del genere allora diventi pazzo. \u00c8 povero, irascibile, fuma tre pacchetti di sigarette al giorno, porta Nike contraffatte ed una T-Shirt super trendy\u2026 vive in un villaggio sperduto e poverissimo che avr\u00e0 si e no tre abitanti.<\/p>\n<p><b>Alessio Galbiati: Come siete entrati in contatto con quest\u2019uomo, come l\u2019avete scoperto?<\/b><\/p>\n<p>Fabrizio Vegliona: Noi facevamo kung fu in una palestra a Milano diretta da un maestro cinese: James Chen \u2013 che peraltro compare nel promo che abbiamo realizzato per il festival Club to Club ma pure all\u2019inizio di \u201ckung fu star\u201d. Praticamente questo vecchio e maestro cinese era stato uno dei suoi maestri per uno stile particolare di kung fu, \u00e8 stato lui a farci vedere delle foto e quando, nell\u2019estate del 2006, ha organizzato uno stage in Cina per i suoi allievi, noi ci siamo organizzati per realizzare uno shooting\u2026 abbiamo fatto una cosa da pazzi. Siamo riusciti a fare un qualcosa che pure a noi sembrava improbabile\u2026 tutto attraverso internet. Ci siamo fatti affiancare da due troupe di Hong Kong davvero bravissime \u2013 i cinesi sono sbalorditivi nel cinema, bravissimi, ci fanno un culo come una casa! Abbiamo girato in pellicola 16mm con una squadra di venti persone, due telecamere\u2026 \u00e8 stato un lavoro che ci ha procurato veramente molta soddisfazione, perch\u00e9 realizzato in tempi tutto sommato brevi e con una qualit\u00e0 complessiva davvero alta, frutto della troupe di primissima qualit\u00e0 che siamo stati in grado di mettere insieme \u2013 pensa che lo zio di quello che ha organizzato queste due troupe ha lavorato nella Golden Harvest, la casa di produzione di Bruce Lee.<\/p>\n<p>Monica Carrozzoni: Durante lo shooting \u00e8 venuto un diluvio universale di dieci minuti ed avendo girato immediatamente dopo la pioggia abbiamo potuto contare su di una luce incredibile, sembrava di essere immersi in un mondo magico.<\/p>\n<p><b>Alessio Galbiati: Ad oggi avete realizzato, gi\u00e0 con pochi lavori, una galleria straordinaria di tipi umani. Rocky, il maestro di kung fu, le sorelle Pontani, gli abitanti di Coney Island, le prostitute di \u201cPower to the Sisters\u201d\u2026<\/b><\/p>\n<p>Fabrizio Vegliona: Anche il libro \u201cPer Dio e l\u2019Impero\u201d, se vuoi, \u00e8 costruito secondo questa logica non lineare, anche il libro \u00e8 una galleria di personaggi che si succedono pagina dopo pagina. Nella strada, sulla strada, dalla strada, fuoriescono personaggi in continuazione e questo \u00e8 il nostro punto di vista, l\u2019angolo visuale attraverso il quale guardiamo il mondo e realizziamo i nostri lavori, il nostro cinema.<\/p>\n<p><b>Alessio Galbiati: La strada \u00e8 il luogo di origine dell\u2019Istituto Micropunta\u2026<\/b><\/p>\n<p>Fabrizio Vegliona: La nostra formazione non \u00e8 accademica, non abbiamo studiato presso scuole di cinema. Monica viene dalla pittura, io dal disegno; Monica ha concluso l\u2019Accademia, io sono fuggito.<\/p>\n<p>Monica Carrozzoni: \u00c8 l\u2019arte che ti porta nella strada per confrontarti con la vita reale, questo non lo puoi fare nelle accademie o nei circuiti culturali.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/pontani.gif\" width=\"300\" height=\"506\" align=\"left\" hspace=\"8\">Fabrizio Vegliona: C\u2019\u00e8 da dire che per\u00f2 pure la strada \u00e8 cambiata moltissimo, \u00e8 divenuta pi\u00f9 omologata ed omologante. Nella sfortuna di aver oltrepassato i quarant\u2019anni c\u2019\u00e8 la fortuna di aver visto le grandi metropoli in epoche differenti dall\u2019attuale; oggi New York o Londra, due citt\u00e0 che conosciamo molto bene, sono cambiate radicalmente, gli spazi di libert\u00e0 si sono decisamente ristretti. Rimane comunque la forza della strada che \u00e8 un serbatoio infinito di teste e suggestioni. Le persone che davvero mi hanno aiutato a crescere sono persone che vivono fuori dalla societ\u00e0, barboni ai quali nessuno darebbe un soldo o anche solo ascolto. Ricordo a Londra memorabili giornate fatte di dialoghi con le persone, catene infinite di discorsi che si autoalimentano e che sono la linfa per sviluppare una creativit\u00e0 davvero libera e slegata da tutto, attenta solo alla forza delle persone e delle situazioni. Tutto questo torna nel nostro cinema, \u00e8 il nostro cinema.<br \/>\nAd esempio \u201cThe Poor Man\u2019s Follies\u201d, il documentario che abbiamo girato a Coney Island, \u00e8 costruito interamente secondo questa logica, una successione di personaggi, un pellegrinaggio fra volti e luoghi di quell\u2019angolo di America.<\/p>\n<p><b>Alessio Galbiati: I primi cortometraggi sono stati commissionati e prodotti da Discovery Channel e successivamente avete incrociato Qoob (si veda anche: Alessio Galbiati, \u201cQoob. Creativit\u00e0 al cubo | Intervista a Lucia Nicolai\u201d in Digimag 28 \/ ottobre 2007, <a href=\"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/article.asp?id=973\"><font color=\"#3399FF\"><span style=\"text-decoration: none\">www.digicult.it\/digimag\/article.asp?id=973<\/span><\/font><\/a>).<\/b><\/p>\n<p>Monica Carrozzoni: Per molti anni ho collaborato con MTV e di conseguenza anche con Qoob che rappresentava il lato pi\u00f9 creativo e libero di MTV. Un progetto partito come Flux e successivamente divenuto Qoob, un progetto molto interessante che purtroppo \u00e8 finito, \u00e8 scoppiato (Qoob ha cessato la propria attivit\u00e0, anche online, lo scorso 2 novembre 2010; ndr).<\/p>\n<p><b>Alessio Galbiati: Sostanzialmente hanno chiuso i rubinetti, hanno smesso di erogare finanziamenti. Telecom Italia Media non ha reputato necessario un canale creativo e sperimentale\u2026<\/b><\/p>\n<p>Monica Carrozzoni: Sia con Discovery che con Qoob abbiamo avuto la fortuna di avere carta bianca per poter sviluppare quel che davvero avevamo voglia di fare. Quelli di Discovery ad esempio cercavano registi che raccontassero storie, senza un tema ben preciso\u2026 idem per Qoob. \u00c8 stata la direttrice editoriale del progetto, Lucia Nicolai, che \u00e8 rimasta folgorata dal lavoro sulle Pontani Sisters (\u201cThe World Famous Pontani Sisters\u201d), all\u2019epoca il fenomeno burlesque non era ancora esploso, \u00e8 stata lei a proporci di collaborare con loro. Quindi ci hanno finanziato sia un progetto che avevamo in cantiere dedicato al Marocco, \u201cTingis\u201d, che uno legato a Coney Island, \u201cThe Poor Man\u2019s Follies\u201d. Non un finanziamento esagerato, diciamo la copertura delle spese. Un finanziamento non eclatante dunque ma sufficiente a fare in modo di poterli realizzare per davvero.<\/p>\n<p>Fabrizio Vegliona: Diciamo che non abbiamo dovuto pagarli noi!<br \/>\nAnche sul progetto di Coney Island noi continuiamo a lavorare. Esiste una versione di un\u2019ora, che \u00e8 un poco pi\u00f9 lunga di quella passata su Qoob, che ha vinto il premio Best \u201cMade in Coney Island\u201d Film al Coney Island Film Festival. Vincere quel premio, in qualit\u00e0 di unico film non americano in concorso, \u00e8 stata per noi una soddisfazione indescrivibile. Vincere un premio nel tempio della cultura pop \u00e8 stato un qualcosa di pazzesco.<\/p>\n<p><b>Alessio Galbiati: Dal punto di vista realizzativo fate tutto voi due?<\/b><\/p>\n<p>Fabrizio Vegliona: Diciamo di s\u00ec ma per le cose pi\u00f9 complesse abbiamo il nostro team di fiducia dove spicca Flavio Toffoli in arte Flaviones, un vero maestro DOP e genio cameraman. Al massimo lavoriamo in quattro, \u201ckung fu star\u201d a parte.<\/p>\n<p><b>Alessio Galbiati: Da quello che mi avete raccontato in questa conversazione ho ricavato l\u2019impressione che voi non riteniate pressoch\u00e9 mai concluso in maniera definitiva un vostro lavoro.<\/b><\/p>\n<p>Fabrizio Vegliona: \u00c8 la micropunta, non finisce mai! (ridono entrambi; ndr)<\/p>\n<p><b>Alessio Galbiati: Personalmente questa cosa la adoro perch\u00e9 non riesco mai a capire come si possa avere la presunzione di concepire la reale conclusione di un lavoro.<\/b><\/p>\n<p>Fabrizio Vegliona: \u201cHo finito\u201d te lo dice quello della televisione che ha dei tempi prestabiliti da dover riempire. \u00c8 il concetto di cerchio, non c\u2019\u00e8 mai un inizio ed una fine, le cose possono andare avanti all\u2019infinito e trasformarsi in continuazione. Spicchi che formano un arancio. Anche il libro si sviluppa entro questa logica. Ci piace molto lavorare su progetti che possono svilupparsi anche su formati diversi. \u201cPower to the Sisters\u201d pu\u00f2 essere un film, una serie tv, un tool da mettere su internet\u2026 cos\u00ec tutti i nostri lavori, che sono un qualcosa di modulare. Questo anche perch\u00e9 non hanno un plot. Tutto ci\u00f2 deriva dalla nostra visione della vita e del mondo, nella vita non c\u2019\u00e8 un plot, quando esci per strada hai una serie continua di elementi che si accavallano l\u2019uno sull\u2019altro, non hai una linea narrativa unica. Il reale non finisce mai.<\/p>\n<p><b>Alessio Galbiati: Ad oggi vi siete sempre mossi nell\u2019ambito del documentario, o comunque della non-fiction. Avete mai pensato di mutare linguaggio e prospettiva? Da parecchi anni va molto il mockumentary e tutti i personaggi che avete raccontato per immagini risultano improbabili o quanto meno bizzarri, documentandomi sui vostri lavori ho cercato per ognuno di comprendere se realmente quel personaggio esisteva o se non era in un qualche modo un fake, un falso. Norma Jean Almodovar, la cui storia non conoscevo assolutamente, mi sembrava quasi impossibile fosse reale\u2026 Rocky, le Pontani sisters\u2026 sembrano personaggi surreali, inventati.<\/b><\/p>\n<p>Monica Carrozzoni: \u00c8 la magia della realt\u00e0, non c\u2019\u00e8 bisogno di fare la fiction. \u00c8 tutto a tua disposizione in continuazione ed \u00e8 questa la cosa pi\u00f9 bella che ti possa capitare nella vita.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/coney.gif\" width=\"300\" height=\"499\" align=\"right\" hspace=\"8\">Fabrizio Vegliona: Noi adoriamo uscire, filmare quello che vediamo e ricostruirlo. \u00c8 veramente come ha detto Monica, nella realt\u00e0 c\u2019\u00e8 tutto. L\u2019unica cosa che stiamo considerando di fare \u00e8 un film su Norma perch\u00e9 secondo noi quella storia si presta in maniera naturale ad una messa in scena cinematografica. La CBS opzion\u00f2 la storia contenuta nel suo libro per tre anni, le diedero un bel po\u2019 di soldi per questo, ma non se ne fece niente perch\u00e9 lei rifiut\u00f2 che la sceneggiatura ed il film si concludessero con il suo pentimento. Nessuno ha mai fatto un film sulla sua vicenda, che a nostro avviso avrebbe un potenziale, anche commerciale, decisamente importante. La sua storia sarebbe davvero un grande un film.<\/p>\n<p>Monica Carrozzoni: Anche \u201cPer Dio e l\u2019Impero\u201d a dire il vero potrebbe essere un film di finzione, questo anche perch\u00e9 in parte quel romanzo nasce come sceneggiatura \u2013 di un film mai realizzato.<\/p>\n<p>Fabrizio Vegliona: La grande forza \u00e8 la realt\u00e0. Poi abbiamo due visioni leggermente diverse nella conduzione degli attori, o comunque dei soggetti che raccontiamo\u2026 Monica ha una maggiore propensione a dirigere, io invece a lasciare andare\u2026<\/p>\n<p><b>Alessio Galbiati: Ed ora \u00e8 il tempo di una domanda stronza, ovvero una domanda alla quale personalmente non saprei nemmeno da che parte incominciare a rispondere\u2026 ma la faccio comunque, come fosse un rituale pagano inevitabile per una rivista cinematografica: da quale immaginario cinematografico nasce il vostro sguardo? o in altri termini, quali sono le vostre fonti di ispirazione?<\/b><\/p>\n<p>Fabrizio Vegliona: La strada. Il campionario umano che incontri uscendo di casa.<\/p>\n<p><b>Alessio Galbiati: Ma dal punto di vista cinematografico?<\/b><\/p>\n<p>Fabrizio Vegliona: Io adoro il cinema che Martin Scorsese ha realizzato negli anni settanta \u201cMean Streets\u201d, \u201cTaxi Driver\u201d\u2026 pi\u00f9 in generale amo molto il cinema americano anni settanta, quello di Cassavetes per esempio. Scorsese \u00e8 uno di quelli che \u00e8 riuscito meglio a catturare quel tipo di umanit\u00e0 che interessa a me.<\/p>\n<p>Monica Carrozzoni: Non saprei proprio da che parte iniziare\u2026 Ieri ad esempio abbiamo guardato \u201cEl topo\u201d e \u201cLa montagna sacra\u201d di Jodorovsky\u2026 Ma poi Bunuel, Fellini, Lynch\u2026 David Lynch!<\/p>\n<p><b>Alessio Galbiati: Noi ci siamo conosciuti all\u2019anteprima che Rapporto Confidenziale ha organizzato in occasione della pubblicazione da parte di Kiwido di \u201cSeize the time\u201d di Antonello Branca, un film dedicato alle Pantere nere che ho visto avete citato e tirato in ballo in \u201cPower to the Sister\u201d, pi\u00f9 specificatamente nella parte dedicata a Norma Jean Almodovar. Come avete conosciuto il cinema di Antonello Branca e che ne pensate?<\/b><\/p>\n<p>Fabrizio Vegliona: Noi l\u2019abbiamo conosciuto quella sera stessa. Non lo conoscevamo. Siamo venuti apposta perch\u00e9 stavamo montando le Pantere nere all\u2019interno di \u201cNorma\u201d.<\/p>\n<p>Monica Carrozzoni: L\u2019abbiamo scoperto dal vostro sito, abbiamo visto che c\u2019era questo film realizzato con le Pantere nere negli anni settanta da un italiano ed eravamo incuriositi di vedere di cosa si trattasse. Abbiamo visto il trailer e siamo venuti.<\/p>\n<p>Fabrizio Vegliona: Durante la serata avete passato anche una parte di \u201cWhat\u2019s Happening?\u201d, sempre di Antonello Branca, ed abbiamo visto che era girato anche a Coney Island\u2026<br \/>\nBranca \u00e8 stato estremamente coraggioso a fare quello che ha fatto, coraggioso a farlo come lo ha fatto. La cosa che mi \u00e8 piaciuta meno, guarda caso, \u00e8 proprio quando ci sono parti recitate, ma ho trovato complessivamente straordinario \u201cSeize the Time\u201d. Il suo \u00e8 uno sguardo preciso sul fenomeno Pantere Nere, Branca mantiene la distanza corretta non portando alcun giudizio negativo sul fenomeno dell\u2019 uso delle armi da parte delle pantere in quel contesto. A noi \u00e8 piaciuto moltissimo, abbiamo comprato e prestato il dvd, l\u2019abbiamo promosso fra amici e conoscenti che non lo conoscevano perch\u00e9 \u00e8 davvero un film notevole.<\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\">&nbsp;<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"620\" id=\"table1\" background=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/sfondo.jpg\">\n<tr>\n<td width=\"307\">\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Arial\" style=\"font-size: 9pt\"><b><span style=\"background-color: #FFFFFF\">Istituto Micropunta<\/span><\/b><\/font><font face=\"Arial\" style=\"font-size: 9pt; background-color: #FFFFFF\"><\/p>\n<p>  Monica Carrozzoni &#8211; Modena 1967<br \/>\n  Fabrizio Vegliona &#8211; Montreal 1965<\/p>\n<p>  <a href=\"http:\/\/www.micropunta.it\"><span style=\"text-decoration: none\"><font color=\"#3399FF\">www.micropunta.it<\/font><\/span><\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Arial\" style=\"font-size: 9pt; background-color: #FFFFFF\"><br \/>\n  <b>FILMOGRAFIA<\/b><\/p>\n<p>  <b>Vinylistic \u201cRecord Player\u201d<\/b><br \/>\n  <i>videoclip<\/i><br \/>\n  footage da \u201cMilano calibro 9\u201d di F. Di Leo<br \/>\n  2006<br \/>\n  <a href=\"http:\/\/www.micropunta.it\"><font color=\"#3399FF\"><span style=\"text-decoration: none\">www.micropunta.it<\/span><\/font><\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Arial\" style=\"font-size: 9pt; background-color: #FFFFFF\"><br \/>\n  <b>rocky<\/b><br \/>\n  <i>cortometraggio (5\u2019)<\/i><br \/>\n  Concorso David di Donatello 2006-2007<br \/>\n  Tekfestival Roma<br \/>\n  Premio CortoRaro RCfilmfest<br \/>\n  2006<br \/>\n  <a href=\"http:\/\/www.micropunta.it\"><span style=\"text-decoration: none\"><font color=\"#3399FF\">www.micropunta.it<\/font><\/span><\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Arial\" style=\"font-size: 9pt; background-color: #FFFFFF\"><br \/>\n  <b>kung fu star<\/b><br \/>\n  <i>cortometraggio (5\u2019)<\/i><br \/>\n  2006<br \/>\n  <a href=\"http:\/\/www.micropunta.it\"><span style=\"text-decoration: none\"><font color=\"#3399FF\">www.micropunta.it<\/font><\/span><\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Arial\" style=\"font-size: 9pt; background-color: #FFFFFF\"><br \/>\n  <b>The World Famous Pontani Sisters<\/b><br \/>\n  <i>cortometraggio (5\u2019)<\/i><br \/>\n  Concorso David di Donatello 2006-2007<br \/>\n  2006<br \/>\n  <a href=\"http:\/\/www.micropunta.it\"><font color=\"#3399FF\"><span style=\"text-decoration: none\">www.micropunta.it<\/span><\/font><\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Arial\" style=\"font-size: 9pt; background-color: #FFFFFF\"><br \/>\n  <b>Tingis<\/b><br \/>\n  <i>mediometraggio (30\u2019)<\/i><br \/>\n  Qoob Factory<br \/>\n  2008<br \/>\n  <a href=\"http:\/\/www.micropunta.it\"><font color=\"#3399FF\"><span style=\"text-decoration: none\">www.micropunta.it<\/span><\/font><\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Arial\" style=\"font-size: 9pt; background-color: #FFFFFF\"><br \/>\n  <b>The Poor Man\u2019s Follies<\/b><br \/>\n  <i>documentario (60\u2019)<\/i><br \/>\n  Qoob Factory<br \/>\n  2008<br \/>\n  <a href=\"http:\/\/www.micropunta.it\"><font color=\"#3399FF\"><span style=\"text-decoration: none\">www.micropunta.it<\/span><\/font><\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Arial\" style=\"font-size: 9pt; background-color: #FFFFFF\"><br \/>\n  <b>Power to the Sisters<\/b><br \/>\n  <i>documentario crossmediale<\/i><br \/>\n  2007 &#8211; attualmente in lavorazione<br \/>\n  estratti:<\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Arial\" style=\"font-size: 9pt; background-color: #FFFFFF\"><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=qqJ5PJqxKZE\"><font color=\"#3399FF\"><span style=\"text-decoration: none\">www.youtube.com\/watch?v=qqJ5PJqxKZE<\/span><\/font><\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Arial\" style=\"font-size: 9pt; background-color: #FFFFFF\"><a href=\"http:\/\/www.micropunta.it\/sisters\"><font color=\"#3399FF\"><span style=\"text-decoration: none\">www.micropunta.it\/sisters<\/span><\/font><\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><span style=\"background-color: #FFFFFF\"><font face=\"Arial\" style=\"font-size: 9pt\">POWER TOOL (ECP &#8211; NZPC (parte 1 e 2) \/ Norma Jean Almodovar \/ Lucciole)<\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><span style=\"background-color: #FFFFFF\"><font face=\"Arial\" style=\"font-size: 9pt\"><a href=\"http:\/\/www.micropunta.it\/powertothesisters\"><font color=\"#3399FF\"><span style=\"text-decoration: none\">www.micropunta.it\/powertothesisters<\/span><\/font><\/a><\/font><\/span><\/td>\n<td valign=\"top\">\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.tealibri.it\/scheda.asp?idlibro=4395\"><font color=\"#000000\" face=\"Arial\" style=\"font-size: 9pt\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/Stickyboy%20per%20dio%20e%20l'impero.png\" width=\"262\" height=\"348\" align=\"top\"><\/font><\/a><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Arial\" style=\"font-size: 9pt; background-color: #FFFFFF\">STICKYBOY<br \/>\n  <\/font><font face=\"Arial\" style=\"font-size: 9pt\"><b><span style=\"background-color: #FFFFFF\">Per Dio e l\u2019Impero<\/span><\/b><\/font><font face=\"Arial\" style=\"font-size: 9pt; background-color: #FFFFFF\"><br \/>\n  ed. TEA, 2009<br \/>\n  ISBN 978-88-502-1822-6<br \/>\n  <a href=\"http:\/\/www.tealibri.it\/scheda.asp?idlibro=4395\"><font color=\"#3399FF\"><span style=\"text-decoration: none\">www.tealibri.it\/scheda.asp?idlibro=4395<\/span><\/font><\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\">&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Arial\" style=\"font-size: 9pt\"><br \/>\n&nbsp;<\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Arial\" style=\"font-size: 9pt\"><\/p>\n<p>&nbsp;<\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La presente intervista \u00e8 stata pubblicata su Rapporto Confidenziale numero29 (novembre 2010), pagg. 12-17 Istituto Micropunta \/ Intervista Seconda parte. &quot;Universale perch\u00e9 possiede una forte dignit\u00e0&quot; a cura di Alessio Galbiati Con la 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