{"id":11659,"date":"2011-01-13T15:55:28","date_gmt":"2011-01-13T14:55:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11659"},"modified":"2011-01-13T15:59:16","modified_gmt":"2011-01-13T14:59:16","slug":"das-weisse-band-michael-haneke","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11659","title":{"rendered":"Das weisse Band > Michael Haneke"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/ilnastrobianco_01.jpg\" width=\"620\" height=\"350\"><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Arial\" style=\"font-size: 9pt\">Il presente articolo \u00e8 stato pubblicato su <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11508\"><font color=\"#3399FF\"><span style=\"text-decoration: none\">Rapporto Confidenziale, numero30<\/span><\/font><\/a> (dic\/gen 2011), pagg.53-54<\/font><font face=\"Arial\" size=\"2\"><\/p>\n<p><\/font><font face=\"Arial\"><b>Il nastro bianco (Das weisse Band)<\/b><\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Arial\">Michael Haneke | Ger,Aut,Fra,Ita &#8211; 2009 &#8211; 35mm &#8211; bianco e nero &#8211; 145\u2019<\/font><font face=\"Arial\" size=\"2\"><\/p>\n<p>Il recupero del bianco e nero come valore psichico, che regola e conduce il film nelle asperit\u00e0 della vita prebellica di un villaggio della Germania, sembra spezzare i cardini delle sfumature, riducendo l\u2019idea contemporanea del bene e del male (ci\u00f2 che oggi ci permette di giudicare e valutare altri mondi di altre epoche) a giochi cromatici i cui effetti inondano la visione, mescolati in una sorta di tavolozza colorata (il rosso del sangue, l\u2019azzurro dell\u2019acqua, il verde della pace e della serenit\u00e0, l\u2019oro della fatica e della sofferenza, ecc.). Le sfumature del bianco e nero, nel film di Haneke, tendono a uniformarsi, a irrigidirsi, trasfigurando la visione e riducendola a mera rappresentazione di una rarefazione culturale; per cui la dottrina, i doveri, l\u2019educazione diventano dogmi indiscutibili e inattaccabili che tendono ad assorbire, lungo la visione del film, i colori immaginati. Sembra che vi sia una progressione direttamente proporzionale tra l\u2019escalation degli eventi (la corda tirata per far cadere il dottore, il campo di cavoli distrutto, il canarino ucciso con le forbici, il piccolo paraplegico) e la perdita del colore, come se, nel prendere coscienza di una realt\u00e0 sempre pi\u00f9 drammatica, dovessimo assistere all\u2019impoverimento di un mondo che non sembra trattenere le sue splendide e algide sfumature. Cos\u00ec come il potere definisce doveri e diritti quali regole a cui non \u00e8 possibile affrancarsi, per non correre il rischio di essere classificati portatori del male e\/o del disordine, tanto le reazioni di chi subisce gli effetti della Legge (non fare chiasso a scuola, non masturbarsi, non raccontare sogni) non sono finalizzate a denunciare lo squilibrio e l\u2019infondatezza di dette regole quanto a \u201cdisturbare\u201d e riversare le vessazioni subite anche e soprattutto su soggetti deboli. La dottrina genera mostri ma ha anche bisogno di non ingenerare e alimentare il germe della conoscenza, perch\u00e9, al fine di proteggere lo status quo, non deve mai essere intaccata dal dubbio. Indagare e approfondire le perplessit\u00e0 del maestro potrebbe innescare una reazione a catena che metterebbe in discussione lo stesso potere. Soltanto le donne sembrano timidamente obiettare e discutere apertamente (entro i limiti della loro condizione sociale) le regole rigide e mirate al benessere dei leader (parroco, barone, dottore, intendente e cos\u00ec via). La donna viene trascinata nei gorghi del bianco e nero e \u201cconsumata\u201d come oggetto di appagamento sessuale o ripudiata in quanto non pi\u00f9 utilizzabile. La baronessa Marie-Louise esprime bene il suo dolore cercando una fuga verso un improbabile avvento della tavolozza cromatica (il mediterraneo) poich\u00e9 la prima guerra \u201cripresa\u201d in bianco e nero (documentari) \u00e8 giunta alle porte. Lo sfaldarsi pertanto dei toni medi allontana quel mondo perso e annegato nella guerra e nel nazismo. In altri termini nel Nastro bianco la desaturazione \u00e8 gi\u00e0 avvenuta, pertanto la speranza di assistere ad eventi \u201csaturi\u201d (ribellione, violenza, passione, amore) non \u00e8 possibile. Un mondo gi\u00e0 scarnificato, rinchiuso nei suoi pregiudizi e nei suoi dogmi non poteva per Haneke partire o arrivare al colore. D\u2019altronde la guerra mondiale non \u00e8 mai stata a colori. Vediamo le immagini rovinate dal tempo di vecchi documentari di eserciti e folle che si muovono, che acclamano; vediamo i volti tumefatti dei soldati e quelli dei contadini bruciati dal sole e dalla miseria. Una bimba, guardando quei cinegiornali consumati, volle sapere da suo padre se una volta il mondo era in bianco e nero. Il padre indugi\u00f2 un attimo; avrebbe voluto spiegarle il progresso della scienza e della tecnologia, dirle che il colore non era rappresentabile e che comunque il colore filmico cambia e si trasforma sempre, ma non potendo dilungarsi in spiegazioni tanto complesse le rispose di s\u00ec. Il mondo di Haneke, la sua idea di mondo prebellico, \u00e8 in bianco e nero perch\u00e9 ogni cosa accade in bianco e nero. Il dottore in questo senso, che vorrebbe mediare tra i piccoli crimini degli orrori, certamente da censurare, imputabili alle giovani leve, e i crimini degli adulti faticosamente coperti da una patina di moralit\u00e0 preconfezionata, fallisce miseramente. La sua sconfitta non \u00e8 neppure rappresentabile perch\u00e9 conosciamo solo dalla voce off di vecchio la storia di reduce mai ritornato (a guerra finita) al villaggio, che nei suoi ricordi rimarr\u00e0 per sempre privo di colori. Ma ci\u00f2 viene solo detto, mentre, per quanto concerne l\u2019immagine, persino il maestro \u00e8 costretto a rimanere congelato in quel mondo freddo e irrimediabilmente perduto, assorbito anch\u2019egli da un\u2019implacabile e disperante assenza. L\u2019assenza \u00e8 uno dei motivi portanti del film: assenza di un colpevole, assenza di un\u2019indagine, assenza di un confronto e persino di un antagonista. E se \u00e8 possibile rintracciare una performance del soggetto nel modello attanziale del film, posto il Soggetto nella figura del Maestro (Narratore omodiegetico), non \u00e8 da rintracciare in una improbabile indagine (performance) atta a scoprire e denunciare i responsabili dei crimini (Oggetto), ma nella \u201ccapacit\u00e0\u201d di accettare la deriva di un mondo sfaldato e dei suoi falsi miti di legge, dovere, obbedienza (Oppositore). Haneke \u00e8 riuscito ad evidenziare la debolezza della ricerca di una probabile verit\u00e0 che non riguarda gli atti \u201ccriminali\u201d perpetrati dai ragazzi, ma si inserisce negli interstizi di dogmi tanto inutili quanto efficaci nel garantire l\u2019ignominia del potere. L\u2019Oppositore \u00e8 assente in quanto presente in ogni luogo e tempo, eterno e indistruttibile, conservato nelle \u201cragioni\u201d di una classe dirigente che serve solo se stessa. Nell\u2019assenza cromatica non c\u2019\u00e8 spazio neppure per modelli narrativi sperimentati: un qualsiasi nemico da odiare e che sprigioni in noi tutta l\u2019adrenalina possibile. La disperazione \u00e8 l\u2019orrore pi\u00f9 grande, perch\u00e9 non riesce neppure a scuotere la carne, a far vibrare i nervi. Nell\u2019attesa di una guerra che pare lontana, descritta da una distanza ancora pi\u00f9 abissale nell\u2019epilogo, mentre il paese si raduna in chiesa per sentire un\u2019altra omelia, si consuma la tragedia di un mondo morto che aveva gi\u00e0 generato i propri mostri. Un preludio drammatico e sconfortante, la descrizione puntuale e asettica di come un\u2019infanzia, plasmata nei ritmi e nei \u201cdecori\u201d di una pulizia (estetica e morale) che tutto giustifica e \u201cgratifica\u201d (una pulizia che si limita per\u00f2 a nascondere la sporcizia non a mostrarla al fine di esorcizzarla), non sia altro che l\u2019intelaiatura dell\u2019abominio prossimo venturo di un regime, quello nazista, proiettato sin nei suoi prodromi a un ben altri modi di intendere un\u2019estetica di pulizia (o meglio, di una politica di pulizia) realizzatasi pochi anni dopo negli alti forni di campi di sterminio tristemente famosi come Dachau e Auschwitz.<\/p>\n<p><i>Luciano Orlandini<\/i><br \/>\n&nbsp;<\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Arial\" size=\"2\"><br \/>\n<object width=\"560\" height=\"340\"><param name=\"movie\" value=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/2VAJ-tQ60XA?fs=1&amp;hl=it_IT\"><\/param><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\"><\/param><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\"><\/param><\/object><br \/>\n<\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Arial\" size=\"2\"><b>Das weisse Band<\/b> (Il nastro bianco)<br \/>\nregia, soggetto, sceneggiatura: Michael Haneke; collaborazione alla sceneggiatura: Jean-Claude Carriere; fotografia: Christian Berger; montaggio: Monika Willi; suono: Guillaume Sciama, Jean-Pierre Laforce; scenografia: Christoph Kanter; costumi: Moidele Bickel; interpreti: Christian Friedel, Ernst Jacobi, Leonie Benesch, Ulrich Tukur, Ursina Lardi, Fion Mutert, Michael Kranz, Burghart Klau\u00dfner, Steffi K\u00fchnert, Maria-Victoria Dragus, Leonard Proxauf, Levin Henning, Johanna Busse, Thibault S\u00e9ri\u00e9, Josef Bierbichler; direttore di produzione: Ulli Neumann; produttore esecutivo: Michael Katz; prodotto da: Stefan Arndt (X Filme Creative Pool, Berlino), Veit Heiduschka (Wega Film, Vienna), Margaret Menegoz (Les Films du Losange, Parigi), Andrea Occhipinti (Lucky Red, Roma); lingua: tedesco, italiano, polacco; paese: Germania, Austria, Francia, Italia; anno: 2009; durata: 145\u2019<\/p>\n<p>&nbsp;<\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Arial\" style=\"font-size: 9pt\">Sempre a proposito de &quot;Il nastro bianco&quot; RC ha pubblicato sul numero19 (novembre 2009), pagina 10, una recensione a cura di Alessandra Cavisi.<br \/>\nlink: <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=4158\"><font color=\"#3399FF\"><span style=\"text-decoration: none\">http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=4158<\/span><\/font><\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/ilnastrobianco_02.jpg\" width=\"620\" height=\"350\"><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il presente articolo \u00e8 stato pubblicato su Rapporto Confidenziale, numero30 (dic\/gen 2011), pagg.53-54 Il nastro bianco (Das weisse Band) Michael Haneke | Ger,Aut,Fra,Ita &#8211; 2009 &#8211; 35mm &#8211; bianco e nero &#8211; 145\u2019 Il recupero del bianco e nero come valore psichico, che regola e conduce il film nelle asperit\u00e0 della vita prebellica di un villaggio della Germania, sembra spezzare<\/p>\n","protected":false},"author":20,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[72],"tags":[8768,6493,8744,8750,8748,8741,8751,8754,8746,8742,8743,8747,8760,8762,8758,8752,8759,685,8767,8757,2383,8764,8755,8749,8745,8550,8765,8756,8761,8763,8753,6301,8766],"class_list":["post-11659","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-critica","tag-andrea-occhipinti","tag-burghart-klausner","tag-christian-berger","tag-christian-friedel","tag-christoph-kanter","tag-das-weisse-band","tag-ernst-jacobi","tag-fion-mutert","tag-guillaume-sciama","tag-il-nastro-bianco","tag-jean-claude-carriere","tag-jean-pierre-laforce","tag-johanna-busse","tag-josef-bierbichler","tag-leonard-proxauf","tag-leonie-benesch","tag-levin-henning","tag-luciano-orlandini","tag-margaret-menegoz","tag-maria-victoria-dragus","tag-michael-haneke","tag-michael-katz","tag-michael-kranz","tag-moidele-bickel","tag-monika-willi","tag-numero30","tag-stefan-arndt","tag-steffi-kuhnert","tag-thibault-serie","tag-ulli-neumann","tag-ulrich-tukur","tag-ursina-lardi","tag-veit-heiduschka"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Das weisse Band &gt; Michael Haneke | Rapporto Confidenziale<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11659\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Das weisse Band &gt; Michael Haneke | Rapporto Confidenziale\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Il presente articolo \u00e8 stato pubblicato su Rapporto Confidenziale, numero30 (dic\/gen 2011), pagg.53-54 Il nastro bianco (Das weisse Band) Michael Haneke | Ger,Aut,Fra,Ita &#8211; 2009 &#8211; 35mm &#8211; bianco e nero &#8211; 145\u2019 Il recupero del bianco e nero come valore psichico, che regola e conduce il film nelle asperit\u00e0 della vita prebellica di un villaggio della Germania, sembra spezzare\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11659\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Rapporto Confidenziale\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/rapportoconfidenziale\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2011-01-13T14:55:28+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2011-01-13T14:59:16+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/ilnastrobianco_01.jpg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Luciano Orlandini\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@RConfidenziale\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@RConfidenziale\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Luciano Orlandini\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"6 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=11659#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=11659\"},\"author\":{\"name\":\"Luciano Orlandini\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/1f763aa69c3948b5c9f8719885955afc\"},\"headline\":\"Das weisse Band > Michael Haneke\",\"datePublished\":\"2011-01-13T14:55:28+00:00\",\"dateModified\":\"2011-01-13T14:59:16+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=11659\"},\"wordCount\":1260,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=11659#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"http:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2011\\\/01\\\/ilnastrobianco_01.jpg\",\"keywords\":[\"Andrea Occhipinti\",\"Burghart Klau\u00dfner\",\"Christian Berger\",\"Christian Friedel\",\"Christoph Kanter\",\"Das weisse Band\",\"Ernst Jacobi\",\"Fion Mutert\",\"Guillaume Sciama\",\"Il nastro bianco\",\"Jean-Claude Carriere\",\"Jean-Pierre Laforce\",\"Johanna Busse\",\"Josef Bierbichler\",\"Leonard Proxauf\",\"Leonie Benesch\",\"Levin Henning\",\"Luciano Orlandini\",\"Margaret Menegoz\",\"Maria-Victoria Dragus\",\"Michael Haneke\",\"Michael Katz\",\"Michael Kranz\",\"Moidele Bickel\",\"Monika Willi\",\"Numero30\",\"Stefan Arndt\",\"Steffi K\u00fchnert\",\"Thibault S\u00e9ri\u00e9\",\"Ulli Neumann\",\"Ulrich Tukur\",\"Ursina Lardi\",\"Veit Heiduschka\"],\"articleSection\":[\"CRITICA\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=11659#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=11659\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=11659\",\"name\":\"Das weisse Band > Michael Haneke | Rapporto Confidenziale\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=11659#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=11659#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"http:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2011\\\/01\\\/ilnastrobianco_01.jpg\",\"datePublished\":\"2011-01-13T14:55:28+00:00\",\"dateModified\":\"2011-01-13T14:59:16+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=11659#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=11659\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=11659#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2011\\\/01\\\/ilnastrobianco_01.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2011\\\/01\\\/ilnastrobianco_01.jpg\",\"width\":\"620\",\"height\":\"350\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=11659#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Das weisse Band > Michael Haneke\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/\",\"name\":\"Rapporto Confidenziale\",\"description\":\"rivista digitale di cultura cinematografica | digital magazine about cinematic culture\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#organization\",\"name\":\"Rapporto Confidenziale\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2017\\\/09\\\/RC_logo_1_nero.png\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2017\\\/09\\\/RC_logo_1_nero.png\",\"width\":3508,\"height\":709,\"caption\":\"Rapporto Confidenziale\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/rapportoconfidenziale\",\"https:\\\/\\\/x.com\\\/RConfidenziale\",\"https:\\\/\\\/www.instagram.com\\\/icdpavlov\\\/\",\"https:\\\/\\\/www.youtube.com\\\/user\\\/RConfidenziale\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/1f763aa69c3948b5c9f8719885955afc\",\"name\":\"Luciano Orlandini\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/d1e03f27aba3e626837ee1e1d254ac277051cae4f639e504c631f8773e283eb3?s=96&d=identicon&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/d1e03f27aba3e626837ee1e1d254ac277051cae4f639e504c631f8773e283eb3?s=96&d=identicon&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/d1e03f27aba3e626837ee1e1d254ac277051cae4f639e504c631f8773e283eb3?s=96&d=identicon&r=g\",\"caption\":\"Luciano Orlandini\"},\"sameAs\":[\"http:\\\/\\\/\"],\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?author=20\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Das weisse Band > Michael Haneke | Rapporto Confidenziale","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11659","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Das weisse Band > Michael Haneke | Rapporto Confidenziale","og_description":"Il presente articolo \u00e8 stato pubblicato su Rapporto Confidenziale, numero30 (dic\/gen 2011), pagg.53-54 Il nastro bianco (Das weisse Band) Michael Haneke | Ger,Aut,Fra,Ita &#8211; 2009 &#8211; 35mm &#8211; bianco e nero &#8211; 145\u2019 Il recupero del bianco e nero come valore psichico, che regola e conduce il film nelle asperit\u00e0 della vita prebellica di un villaggio della Germania, sembra spezzare","og_url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11659","og_site_name":"Rapporto Confidenziale","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/rapportoconfidenziale","article_published_time":"2011-01-13T14:55:28+00:00","article_modified_time":"2011-01-13T14:59:16+00:00","og_image":[{"url":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/ilnastrobianco_01.jpg","type":"","width":"","height":""}],"author":"Luciano Orlandini","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@RConfidenziale","twitter_site":"@RConfidenziale","twitter_misc":{"Scritto da":"Luciano Orlandini","Tempo di lettura stimato":"6 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11659#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11659"},"author":{"name":"Luciano Orlandini","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/person\/1f763aa69c3948b5c9f8719885955afc"},"headline":"Das weisse Band > Michael Haneke","datePublished":"2011-01-13T14:55:28+00:00","dateModified":"2011-01-13T14:59:16+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11659"},"wordCount":1260,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11659#primaryimage"},"thumbnailUrl":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/ilnastrobianco_01.jpg","keywords":["Andrea Occhipinti","Burghart Klau\u00dfner","Christian Berger","Christian Friedel","Christoph Kanter","Das weisse Band","Ernst Jacobi","Fion Mutert","Guillaume Sciama","Il nastro bianco","Jean-Claude Carriere","Jean-Pierre Laforce","Johanna Busse","Josef Bierbichler","Leonard Proxauf","Leonie Benesch","Levin Henning","Luciano Orlandini","Margaret Menegoz","Maria-Victoria Dragus","Michael Haneke","Michael Katz","Michael Kranz","Moidele Bickel","Monika Willi","Numero30","Stefan Arndt","Steffi K\u00fchnert","Thibault S\u00e9ri\u00e9","Ulli Neumann","Ulrich Tukur","Ursina Lardi","Veit Heiduschka"],"articleSection":["CRITICA"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11659#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11659","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11659","name":"Das weisse Band > Michael Haneke | Rapporto Confidenziale","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11659#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11659#primaryimage"},"thumbnailUrl":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/ilnastrobianco_01.jpg","datePublished":"2011-01-13T14:55:28+00:00","dateModified":"2011-01-13T14:59:16+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11659#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11659"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11659#primaryimage","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/ilnastrobianco_01.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/ilnastrobianco_01.jpg","width":"620","height":"350"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11659#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Das weisse Band > Michael Haneke"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#website","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/","name":"Rapporto Confidenziale","description":"rivista digitale di cultura cinematografica | digital magazine about cinematic culture","publisher":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#organization","name":"Rapporto Confidenziale","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/RC_logo_1_nero.png","contentUrl":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/RC_logo_1_nero.png","width":3508,"height":709,"caption":"Rapporto Confidenziale"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/rapportoconfidenziale","https:\/\/x.com\/RConfidenziale","https:\/\/www.instagram.com\/icdpavlov\/","https:\/\/www.youtube.com\/user\/RConfidenziale"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/person\/1f763aa69c3948b5c9f8719885955afc","name":"Luciano Orlandini","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/d1e03f27aba3e626837ee1e1d254ac277051cae4f639e504c631f8773e283eb3?s=96&d=identicon&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/d1e03f27aba3e626837ee1e1d254ac277051cae4f639e504c631f8773e283eb3?s=96&d=identicon&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/d1e03f27aba3e626837ee1e1d254ac277051cae4f639e504c631f8773e283eb3?s=96&d=identicon&r=g","caption":"Luciano Orlandini"},"sameAs":["http:\/\/"],"url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?author=20"}]}},"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11659","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/20"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=11659"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11659\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=11659"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=11659"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=11659"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}