{"id":11699,"date":"2011-01-14T22:53:45","date_gmt":"2011-01-14T21:53:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11699"},"modified":"2012-05-30T15:44:35","modified_gmt":"2012-05-30T13:44:35","slug":"a-thousand-pleasures-michael-findlay","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11699","title":{"rendered":"A Thousand Pleasures > Michael Findlay"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial;\"> <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/ATP22.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-11702\" title=\"ATP01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/ATP22.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"470\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/ATP22.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/ATP22-300x227.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\">\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial;\">Il presente articolo \u00e8 stato pubblicato su <span style=\"color: #3399ff;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11508\" target=\"_blank\"><span style=\"text-decoration: none; color: #3399ff;\">Rapporto Confidenziale, numero30<\/span><\/a><\/span> (dic\/gen 2011), pagg. 10-15<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\">\n<p><span style=\"font-family: Georgia; font-size: large;\"><strong>Il nudo non mi spaventa (basta che sia giustificato dalla storia)<br \/>\n<span style=\"font-family: Georgia; font-size: medium;\"><strong>\u201cA Thousand Pleasures\u201d e il cinema senza limiti di Michael e Roberta Findlay e di John e Lem Amero.<\/strong><\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia; font-size: large;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">Prima che negli anni \u201990 Times Square si trasformasse, per volere dell\u2019allora sindaco Giuliani, in una sorta di zona bonificata ad uso e consumo dei turisti, la celebre area di Manhattan era nota per i suoi cinema Grindhouse (1) dal passato glorioso di teatri specializzati in burlesque e l\u2019aspetto ormai fatiscente. Erano sale in cui era possibile assistere sin dalle prime ore del mattino a proiezioni continuate di film dai valori produttivi infimi accanto a senzatetto, che nella sala dormivano, prostitute e marchettari, che vi esercitavano la loro professione, studenti molto fuori corso, spacciatori di ogni genere.<br \/>\nPrima di Giuliani, prima che il crack facesse la sua comparsa in citt\u00e0 trasformando la zona e i suoi cinema in luoghi molto pi\u00f9 pericolosi di quanto gi\u00e0 fossero, nonch\u00e9 prima che l\u2019homevideo rendesse disponibile per la visione casalinga anche i capitoli pi\u00f9 oscuri del cinema exploitation (2), questa era la zona pi\u00f9 avventurosa e divertente della citt\u00e0.<br \/>\nLa progressiva chiusura delle Grindhouse caus\u00f2 anche l\u2019uscita di scena di molti produttori e distributori abituati a sostenere con pochi dollari le opere di registi abituati a lavorare con materiale per palati forti in grado di garantire un ricambio di film a bassissimo costo e ad alto tasso di perversione per le sale. I registi, ottenuto un finanziamento miserabile per realizzare un film, tenevano per s\u00e9 una parte del denaro ricevuto e producevano la loro opera con una quantit\u00e0 ancora pi\u00f9 bassa di denaro, costringendosi a fare salti mortali per spaventare, divertire, eccitare gli spettatori.<br \/>\nI distributori, da par loro, inserivano questi titoli nel loro circuito riuscendo a ricavare cifre talvolta considerevoli da opere allora ben lungi dal godere dello status di classici come invece oggi.<br \/>\nSale come il Deuce, il Globe, l\u2019Empire, l\u2019Apollo, erano il regno di registi come, tra i moltissimi, Herschell Gordon Lewis, Joseph P. Mawra, Robert L. Roberts, Joseph W. Sarno, Lou Campa e la coppia diabolica composta da Michael e Roberta Findlay che, incrociatisi pi\u00f9 volte nella loro carriera con i fratelli Amero (John, spesso co-regista di Michael o attore per i suoi film e viceversa, e Lem, suo fratello con cui form\u00f2 una coppia professionale solida), furono autori di alcune opere disturbanti (per l\u2019epoca) appartenenti al genere \u201croughie\u201d, sinonimo di elevato tasso di erotismo abbondantemente condito in salsa sado-maso.<br \/>\nQuando la coppia formata da Michael e Roberta Findlay inizia la sua carriera su consiglio del produttore di \u201cGlen or Glenda\u201d di Ed Wood Jr., Michael \u00e8 un americano di origine irlandese, dal rigoroso retroterra cattolico e dalla conseguente spiccata curiosit\u00e0 sessuale. Originario dell\u2019Upper East Side di Manhattan, frequenta la New York Film School. Parallelamente, nel Massachusetts, i fratelli John Ellsworth e Lemule Firth Amero, entrambi gay, coltivano il loro amore per il cinema nella profonda provincia. Trasferitosi a New York, John conosce il futuro amico e complice Michael lavorando con lui come montatore presso la rete televisiva ABC.<br \/>\nMentre Michael incontra Roberta, colei che diventer\u00e0 sua moglie e compagna di lavoro per alcuni anni, John viene raggiunto a New York da suo fratello Lem.<br \/>\nDi l\u00ec a poco, il quartetto, pur con diversi ruoli e responsabilit\u00e0 artistica, dar\u00e0 vita ad alcuni tra i pi\u00f9 curiosi ed estremi esempi di cinema exploitation.<br \/>\nIl catalizzatore dell\u2019avvio della loro avventura cinematografica vera e propria \u00e8 Michael, che trascina John a vedere i film nelle sale della Quarantaduesima strada, decidendo che insieme potrebbero fare molto meglio.<br \/>\nDetto, fatto: fondata una povera casa di produzione, nel 1965 girano \u201cBody of a Female\u201d nel tempo lasciato libero dal lavoro. Attori, per motivi di risparmio, loro stessi.<br \/>\nLe loro prime prove a base di sesso e sadomasochismo, presentano trame come nessun altro film in circolazione, frutto delle curiosit\u00e0 sessuali del cattolico Michael, praticate solo al cinema.<br \/>\nLa loro camera a 35mm pu\u00f2 filmare solo sequenze da un minuto e, malgrado questo, sar\u00e0 necessario lavorare di fino al montaggio per eliminare le lungaggini che, secondo loro, appesantiscono il film, nei cui titoli di testa \u00e8 indicato il nome di Bettie Page, che nel film non compare.<br \/>\nDesiderosi di trovare un distributore per il film, si rivolgono a Will Mishkin prima e a Joe Brenner poi, nomi che hanno visto sui manifesti fuori dai cinema della zona. Scelgono il secondo, che garantisce loro una pi\u00f9 alta percentuale sugli incassi.<br \/>\nNel frattempo John lascia il lavoro alla ABC e inizia a gestire una sala, il Trans-Lux West, il cui proprietario possiede un\u2019altra sala a Boston. Questo gli permette di venire a conoscenza degli incassi del loro film nella capitale del Massachusetts e scoprire di conseguenza che Brenner mente loro sui dati relativi alle entrate. Non solo: Brenner tralascia dai suoi rapporti anche numerose sale degli Stati Uniti in cui il film viene proiettato.<br \/>\nUn disaccordo sull\u2019eventualit\u00e0 di vendere la pellicola a Brenner causa la rottura della collaborazione produttiva tra i Findlay e gli Amero, che per\u00f2 continueranno a frequentarsi e a lavorare insieme.<br \/>\nJohn e Lem fondano la loro casa di produzione e Michael e Roberta si associano all\u2019American Film Distributing. Il capo di quest\u2019ultima, Stan Borden, aveva appena ottenuto grande successo con il primo capitolo della serie dedicata al personaggio di Olga (\u201cOlga\u2019s Girls\u201d, 1964, diretto da Joseph P. Mawra, in cui la donna del titolo commercia in droga e schiave bianche. Seguito da \u201cWhite Slaves of Chinatown\u201d, 1964, \u201cOlga\u2019s House of Shame\u201d, 1964, \u201cMme. Olga\u2019s Massage Parlor\u201d, 1965, \u201cOlga\u2019s Dance Hall Girls\u201d, 1969), e propone a Michael e Roberta di inserirsi nella scia.<br \/>\nSempre nel 1965, Michael manda nelle sale Grindhouse ben due film: \u201cThe Sin Syndicate\u201d, falso documentario, e soprattutto \u201cSatan\u2019s Bed\u201d &#8211; per cui non \u00e8 accreditato &#8211; noto perch\u00e9 ne \u00e8 protagonista una giovane Yoko Ono, tre anni prima di incontrare John Lennon, nel ruolo della compagna di uno spacciatore che viene sequestrata e violentata. \u201cSatan\u2019s Bed\u201d non \u00e8 un film originale, trattandosi della fusione dell\u2019incompiuto \u201cJudas City\u201d \u2013 il segmento con Yoko Ono \u2013 con sequenze girate da Findlay. In queste ultime, seguiamo un trio di spacciatori impegnato nel terrorizzare un gruppo di donne, una tra le quali proprio Roberta Findlay, che si nasconde dietro quello che diventer\u00e0 il suo pseudonimo pi\u00f9 ricorrente: Anna Riva.<br \/>\nL\u2019anno seguente giunge nelle sale \u201cTake Me Naked\u201d che, presentando la consueta commistione tra sesso e s\/m (con culmine in un finale necrofilo), non nasconde le ambizioni artistiche del suo regista, visibili soprattutto nella confezione. Il film \u00e8 scritto da Roberta, che ne \u00e8 anche protagonista, mentre Michael, oltre a ritagliarsi un ruolo, ne \u00e8 montatore e direttore della fotografia.<br \/>\nPer \u201cThe Touch of Her Flesh\u201d, primo film della trilogia che compone una sorta di studio sul cinema s\/m denominata \u201cFlesh\u201d (3) e frutto della collaborazione con Borden, i Findlay tornano a lavorare con gli Amero. Michael dirige e monta, Roberta si occupa della fotografia e tutti e quattro appaiono come interpreti al fianco di spogliarelliste che nel mondo del cinema exploitation dureranno il tempo di una fugace apparizione.<br \/>\nPi\u00f9 o meno lo stesso cast porta alla produzione di \u201cA Thousand Pleasures\u201d, film dalle ambizioni artistiche meno spiccate rispetto a \u201cTake Me Naked\u201d ma molto pi\u00f9 scatenato a livello di forma e contenuto. Nel film, firmato come Julian Marsch, compaiono gli stessi Findlay, nascosti dietro l\u2019allusivo nome Robert Wuesterwurst e l\u2019abituale per lei Anna Riva. Il film \u00e8 prodotto da loro stessi attraverso la Rivamarsch, unione dei loro nomi d\u2019arte.<br \/>\nJohn e Lem, intanto, si dedicano al softcore nel loro studio, un loft sulla Ventiduesima strada. Tra i film prodotti in quel periodo, \u201cLusting Hours\u201d, fusione di scene girate con i Findlay e tratte da \u201cBody of a Female\u201d con l\u2019aggiunta di alcune scene girate appositamente, costato pochissimo e immediatamente acquistato da Stan Borden.<br \/>\nNel 1967 girano \u201cDiary of a Sinner\u201d, storia di una ragazza di campagna che si reca in citt\u00e0, con tutto il consueto corollario di orge, lesbismo, stupri che il cinema sexploitation richiede. Il film viene ben accolto e ottiene addirittura una buona recensione da Variety.<br \/>\nNel 1969, i Findlay girano un remake di \u201cBody of a Female\u201d dal titolo \u201cThe Ultimate Degenerate\u201d. Il film, dall\u2019atmosfera piuttosto cupa imposta dall\u2019educazione cattolica di Michael, presenta la consueta tematica s\/m.<br \/>\nJohn, giunto intanto a gestire due famose sale della zona, vede \u201cMona: The Virgin Nymph\u201d di Howard Ziehm , il primo porno ad essere programmato a New York e decide di rimpolpare il nuovo film girato con il fratello, \u201cBacchanale\u201d, con scene pornografiche interpretate da un Harry Reems pre-\u201dGola profonda\u201d e da una coppia attiva nei live sex show della zona.<br \/>\nI Findlay, nel tentativo di sfuggire all\u2019inevitabile destino nel porno, si sono dati nel frattempo all\u2019horror con \u201cShrek of the Mutilated\u201d, in cui alcuni studenti universitari vanno alla ricerca dello yeti ma vengono uccisi uno dopo l\u2019altro da un misterioso assassino. Il successivo \u201cSlaughter\u201d verr\u00e0 reintitolato dal distributore Allen Shakleton \u201cSnuff\u201d.<br \/>\nIntanto si consuma il divorzio tra Michael e Roberta. Quest\u2019ultima, che fino ad allora aveva vissuto nell\u2019ombra del marito apparendo costantemente nei suoi film come direttore della fotografia, voce e attrice, inizia a girare porno per Shekleton. \u201cAngel Number 9\u201d (1974) film per adulti di Roberta Findlay , su un uomo sessista che si reincarna nel corpo di una donna, presenta una trama identica a quella di \u201cSwitch\u201d, commedia di Blake Edwards del 1992.<br \/>\nLa lunga serie di film pornografici da lei girati (o per cui si \u00e8 occupata della fotografia) si concluder\u00e0 nel 1985 (4) con \u201cShauna: Every Man\u2019s Fantasy\u201d uno pseudo documentario sulla pornostar Shauna Grant, suicidatasi appena ventenne qualche mese prima, che si risolve in un pretesto per mostrare sequenze dei film dell\u2019attrice.<br \/>\nDa qui si dedicher\u00e0 solo allo splatter (usando come pseudonimi Robert R. Walters o Robert W. Norman e abbandonando definitivamente quello di Anna Riva) con risultati alterni e \u201cTenement\u201d (noto anche come \u201cGame of Survival\u201d. Una banda di spacciatori terrorizza gli inquilini di un palazzo di appartamenti) come titolo pi\u00f9 noto (il film \u00e8 stato bandito in Inghilterra per lunghi anni) nonch\u00e9 ultimo della sua carriera.<br \/>\nJohn e Michael sono intanto tornati a lavorare insieme usando lo pseudonimo Francis Ellie (unione dei rispettivi secondi nomi), per una serie di film girati per la produzione di porno gay PM Productions. Michael sul set soffre di crisi di panico \u2013 tenute a bada con robuste dosi di Valium fornito da John \u2013 ma le migliaia di dollari guadagnati in poche ore lo convincono a non abbandonare il campo. \u201cKiss Goodbye\u201d (1974), \u201cMen Come First\u201d (1979) e \u201cNavy Blue\u201d (1981) sono i titoli risalenti a questa fase. Michael gira intanto nel 1976 \u201cWet and Wild\u201d, un film di 55 minuti da mostrare continuativamente nelle sale specializzate in cui, mescolando filmati in 8mm con nuove riprese, narra di uno psicopatico mascherato che entra in una sala a luci rosse di Times Square per forzare il proiezionista (Findlay stesso) a proiettare sequenze di film in cui sospetta appaia sua sorella.<br \/>\nGli Amero, da par loro, concludono la loro carriera in coppia nel 1981 con \u201cBlonde Ambition\u201d, film uscito in versione sia X che soft, che narra di due cantanti e ballerine che, giunte a New York, vengono scelte per una versione porno di \u201cVia con vento\u201d.<br \/>\nPoco prima, anche la carriera di Michael si appresta a concludersi per motivi drammatici, non prima di avere girato nel 1976 il porno etero \u201cFunk\u201d per cui inventa una cinepresa portatile per girare in 3D.<br \/>\nMuore l\u2019anno seguente all\u2019et\u00e0 di 38 anni quando, in attesa di essere trasportato all\u2019aeroporto JFK per poi recarsi in Francia a mostrare a un potenziale compratore un prototipo della camera 3D da lui inventata, l\u2019elicottero che dovrebbe accompagnare lui e altri passeggeri all\u2019aeroporto cade su un lato. Le pale decapitano lui e fanno letteralmente a pezzi tre altri passeggeri (una quarta vittima verr\u00e0 colpita sulla strada da un rotore).<br \/>\nLascia poco pi\u00f9 di una ventina di titoli testimonianti un modo di fare cinema selvaggio, senza limiti, con un gusto per la contaminazione che verr\u00e0 riconosciuto solo anni dopo.<br \/>\nUna ricostruzione precisa della sua filmografia \u00e8 resa difficile sia dal fatto che molte pellicole sono introvabili che dal fatto che oggi Roberta Findlay si \u00e8 ritirata e non ama parlare del suo passato nel cinema, arrivando a rinnegare intere parti della sua filmografia e la sua partecipazione ad alcuni tra i film del marito.<br \/>\nJohn Amero lavora ancora come produttore mentre suo fratello Lem \u00e8 morto nel 1989 di AIDS.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/ATP05.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-11706\" title=\"ATP04\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/ATP05.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"468\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/ATP05.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/ATP05-300x226.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Principali pseudonimi di Michael Findlay:<\/strong><br \/>\nFrancis Ellie (ossia Michael Findlay e John Amero), Julian Marsh, Robert West, Richard Jennings, Robert Wester, Robert Wuesterwurst, Michael Fenway, Michael Crane, Oscar Riva<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Principali pseudonimi di Roberta Findlay:<\/strong><br \/>\nAnna Riva, Robert Norman, Frederick Douglass, Robert W. Norman, Robert Walters, Robert W. Brinar, Robert D. Walters<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/ATP14.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"ATP02\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/ATP14.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"468\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia; font-size: large;\"><strong>A THOUSAND PLEASURES<br \/>\nLa summa del Findlay-pensiero<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">Nell\u2019impossibilit\u00e0 di giudicare \u201cBody of a Female\u201d, ritenuto scomparso e di cui esiste solo il rifacimento \u201cThe Ultimate Degenerate\u201d, \u201cA Thousand Pleasures\u201d \u00e8 certamente, con \u201cTake Me Naked\u201d, l\u2019opera pi\u00f9 rappresentativa del cinema di Findlay in quanto, pur inserendosi nell\u2019onda dei \u201croughie\u201d per puro interesse commerciale, \u00e8 libera da vincoli produttivi (il film \u00e8 autoprodotto) e mette in luce in maniera piena la forma cinematografica di Michael Findlay. Oltre a questo, \u00e8 un film che anticipa i tempi.<br \/>\nSe il precedente \u201cTake Me Naked\u201d, sotto il suo aspetto scientemente e volutamente sordido sembra nascondere ambizioni artistiche e l\u2019immediatamente successiva trilogia (\u201cThe Touch of Her Flesh\u201d, \u201cThe Curse of Her Flesh\u201d e \u201cThe Kiss of Her Flesh\u201d) rimetteva le cose a posto, accontentandosi di titillare gli istinti dello spettatore, \u201cA Thousand Pleasures\u201d, contiene in s\u00e9 alcune tra gli elementi che in seguito, pochissimi anni dopo, si potranno trovare nel cinema di John Waters o in quello di Doris Wishman con la polacca Liliana Wilczkowska (nota con il nome di Chesty Morgan, a richiamare le dimensioni del suo seno \u2013 il nome suonerebbe come \u201cPettoruta\u201d Morgan) come \u201cDouble Agent 73\u201d o \u201cDeadly Weapons\u201d, in cui la protagonista usa contro i nemici le uniche due \u2013 pur gigantesche \u2013 armi che possiede.<br \/>\nMa non \u00e8 questo l\u2019unico motivo di interesse che il film presenta \u201cA Thousand Pleasures\u201d rappresenta infatti una summa del cinema di Findlay, che da qui in poi lavorer\u00e0 spesso su commissione in cui la sua visione artistica riuscir\u00e0 solo ad occhieggiare.<br \/>\nIl film si apre con Robert Wuesterwurst (ossia il regista sotto un per nulla ammiccante pseudonimo) intento a pulire la minuscola cucina della casa che divide con la moglie mentre lei (Roberta Findlay con lo pseudonimo Anna Riva), impegnata a fare il bucato, gli rovescia addosso una sequela di improperi.<br \/>\nNon gli rester\u00e0 da fare altro che ucciderla a coltellate.<br \/>\nPoco dopo, sui titoli di testa, possiamo assistere alle contorsioni di una ragazza nuda (dimostrante quanto i canoni estetici siano mutati da allora) in una scena fine a s\u00e9 stessa.<br \/>\nMentre Richard si allontana da casa con la sua automobile nel cui baule ha nascosto il corpo di sua moglie, due autostoppiste lo fermano e praticamente lo costringono a dare loro un passaggio. Una delle due si addormenta immediatamente sul sedile posteriore e l\u2019altra \u2013 che deve provare una forte attrazione per gli uomini dal taglio di capelli improbabile e dal ventre prominente \u2013 si china su di lui per praticare una fellatio (e qui, grazie a un piano ravvicinato, si nota come lei stia provando un piacere incontenibile succhiando il suo stesso pugno).<br \/>\nSvegliatasi, l\u2019autostoppista seduta sul sedile posteriore si rende conto della presenza del cadavere ma, invece di gridare come sarebbe lecito aspettarsi, scoppia prima in una risata e poi pronuncia sibillina la frase \u00abThat\u2019s Our Boy!\u00bb all\u2019amica, prima di portarlo a quella che sembra essere la loro casa. Qui, Richard ha il piacere di fare la conoscenza di Baby, una donna non giovanissima vestita unicamente di un pannolino e ciglia finte. Come ci si pu\u00f2 ovviamente aspettare quando si \u00e8 in visita presso delle sconosciute, l\u2019inquietante donna pratica davanti a lui la magia della sparizione di una candela. Una delle due autostoppiste realizza quindi che lui ha qualcosa che a lei dovrebbe piacere molto pi\u00f9 di \u00abUna esile candela\u00bb.<br \/>\nPrima che lui riesca anche solo ad accennare ad abbassarsi la cerniera dei pantaloni, ha gi\u00e0 dovuto bere un te drogato portatogli dall\u2019altra ragazza, cui l\u2019uomo ha detto poco prima un ammiccante \u00abLa bambina dimostra grande interesse per i giocattoli\u00bb brandendo goffamente la candela.<br \/>\nRichard tenta di scappare (evidentemente i sonniferi non erano allora quelli di oggi) ma viene bloccato da un altro uomo (il regista John Amero) che lo tramortisce. Quando si risveglia, le due ragazze sono a seno nudo sopra di lui e gli spiegano con voce fuori sincrono di essere lesbiche e di odiare gli uomini. Non solo: mentre la coppia offre dimostrazione concreta del suo orientamento sessuale prodigandosi su un tavolino, una delle due gli spiega che \u00abOgni volta che \u00e8 forzata a prendere in bocca un pene, le viene voglia di staccarlo a morsi\u00bb, cosa che pone sotto una luce pi\u00f9 inquietante quanto accaduto in auto poco prima.<br \/>\nSe le due ragazze non amano gli uomini, quale sar\u00e0 il motivo di tanto interesse nei suoi confronti? Richard non tarder\u00e0 a capirlo: vogliono il suo sperma per poter avere una figlia pi\u00f9 credibile della pseudoinfante viziosa con cui condividono la casa. Viene naturalmente da chiedersi perch\u00e9 non usino quello dell\u2019uomo interpretato da Amero, pi\u00f9 attraente di lui, ma tant\u2019\u00e8. Mentre il prelievo viene effettuato, le due donne approfittano del suo essere inconscio per prelevare il cadavere della ex moglie dall\u2019auto (parcheggiata su una strada principale, dove il rischio di essere visti \u00e8 alto. E loro impiegano alcuni minuti nel portare a termine l\u2019operazione) e gettarlo nel mare.<br \/>\nRichard, risvegliatosi nel frattempo, si gode un bagno nella vasca e fa conoscenza di una donna afro-americana dal nome per nulla allusivo di Boobarella (Boob significa seno) e dallo stesso, identico, gusto nell\u2019acquisto di parrucche delle altre due. La donna non tarda a mettersi cavalcioni del corpo di Richard, che nel frattempo si \u00e8 sdraiato su un letto.<br \/>\nDa qui si passa senza soluzione di continuit\u00e0 alla scena in cui tutti i personaggi si trovano in salotto: mentre una delle due donne allatta Baby, che intanto viene frustata da Boobarella in topless, Bruno (ossia Amero) assiste alla scena in smoking (?). Boobarella si dedica nuovamente a Richard sotto gli occhi gelosi (e perch\u00e9 mai, viste le dichiarazioni precedenti?) di una delle due donne che, vistasi respingere, rivolge le sue attenzioni a Bruno che la rifiuta delicatamente spegnendole una sigaretta sul petto (senza che rimangano segni, come si pu\u00f2 notare nella scena dopo in cui, nuda, si contorce su un letto).<br \/>\nRichard tenta nuovamente la fuga dopo che Boobarella lo ha avvisato che se non lo far\u00e0 le due donne lo uccideranno. La voce di Findlay, usata come io narrante, spiega che lo stesso personaggio sembra non trovare via d\u2019uscita in quell\u2019isola deserta (ma intanto si sta dirigendo verso casa sua per raccogliere i suoi effetti personali). Se lui sembra stranamente perso in quel luogo, Bruno lo \u00e8 molto meno, visto che lo sta gi\u00e0 aspettando nascosto dietro un muro della casa. La lotta che ne segue vede Bruno vittorioso e Richard, nuovamente in casa delle due donne, viene vistosamente schiaffeggiato con una paletta da camino presumibilmente incandescente. Poco male, visto che poco dopo le due donne gli arrostiranno i piedi nel camino senza che rimanga un solo segno, come possiamo notare poco dopo.<br \/>\nRichard si vendicher\u00e0 uccidendo Baby e una delle due donne.<br \/>\nNon baster\u00e0 a salvargli la vita: Boobarella infatti lo soffocher\u00e0 con le sue ipertrofiche ghiandole mammarie.<br \/>\nFinito? Si, non prima per\u00f2 di avere assistito alla (ri)nascita dell\u2019amore tra Boobarella e la donna sopravvissuta, che sorridono felici sulla spiaggia.<br \/>\nLa lunga descrizione qui sopra serve solo a fare capire perch\u00e9 \u201cA Thousand Pleasure\u201d sia il capolavoro di Michael Findlay. Infatti, contiene in s\u00e9 tante situazioni compresse in un tempo limitato (il film dura 70 minuti) e per riuscirci deve necessariamente fare a meno di continuit\u00e0, costruzione dei personaggi e logica. Anzi, il suo punto di forza consiste proprio nella sua selvaggia anarchia, nel fare di povert\u00e0 ricchezza grazie alle quantit\u00e0 di materiale scatenato che presenta (per dovere di sintesi, in una stessa scena appaiono una frusta, uno scambio sessuale tra donne, feticismo del seno, voyeurismo, masturbazione, dichiarazioni misogine, un attrezzo da camino spinto verso l\u2019orifizio anale di Baby e latte bevuto dal seno). Altro punto di forza \u00e8 il fatto che il film presenti s\u00ec situazioni che alla fine degli anni \u201860 avranno fatto sussultare i pur scafati spettatori delle sale Grindhouse, limitandosi per\u00f2 quasi sempre all\u2019allusione nelle scene pi\u00f9 cruente.<br \/>\nIn un bianco nero fotografato benissimo dalla Findlay (che si nasconde dietro allo pseudonimo di Robin Arden, con cui firma anche le musiche, pasticcio tra musica classica, colonna sonora di film noir anni \u201850 e musica per bambini), la vicenda scorre spedita, tra un\u2019incongruenza e un\u2019altra, senza un momento di noia.<br \/>\nIl film presenta attori e attrici credibili (Michael FIndlay, con la sua aria mite e bonaria, un poco meno): Marie Brent, nota anche come Janet Banzet, attrice di teatro impelagata in produzioni sexploitation per lungo tempo (appare anche nell\u2019erotico-poveristico \u2013 o porno? &#8211; \u201cThe Party at Kitty and Stud\u2019s\u201d, in seguito ribattezzato \u201cItalian Stallion\u201d per sottolineare la presenza di Sylvester Stallone nel suo primo ruolo al cinema), prima di suicidarsi nel 1971; Uta Erickson che, con il nome di Artemidia Grillet, \u00e8 un volto (e corpo) noto della sexploitation dell\u2019epoca nonch\u00e9 un\u2019interprete ricorrente per i Findlay cos\u00ec come Kim Lewd (ossia Baby), che terminer\u00e0 la sua carriera nel 1971 dopo una manciata di film dello stesso genere.<br \/>\nTestimonianza di un cinema che ha poi conosciuto un\u2019evoluzione anche ai giorni nostri (basti pensare al cosiddetto \u201ctorture e e porn\u201d, come viene definito il cinema dalla violenza grafica esasperata che ha prodotto molti esempi negli ultimi anni), \u201cA Thousand Pleasures\u201d regge benissimo la visione anche quando non condizionata dal suo valore storico.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">Roberto Rippa<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Note:<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\">(1) Grindhouse \u00e8 il termine americano per definire le sale specializzate nella programmazione di film exploitation.<br \/>\n(2) Per cinema exploitation si intende quel cinema che sfrutta sesso e violenza valorizzandoli in maniera grafica e sfruttandoli nella loro versione pi\u00f9 morbosa.<br \/>\n(3) Seguiranno, nel 1968, \u201cThe Curse of Her Flesh\u201d e \u201cThe Kiss of Her Flesh\u201d, tutti firmati con il nome Julian Marsch per evitare di associare il vero nome a opere tanto compromettenti.<br \/>\n(4) Oggi \u00e8 difficile definire la sua filmografia in quanto Roberta, sopravvissuta all\u2019allora gi\u00e0 ex marito, preferisce sminuire il suo apporto alle prime opere accreditate a entrambi o ribadisce di avere lavorato solo per denaro schivando anche l\u2019etichetta di femminista ante litteram che molti vorrebbero un po\u2019 arbitrariamente appiccicarle. Effettivamente, caso molto raro, evita come la peste anche le riunioni degli estimatori che negli Stati Uniti corrispondono spesso a una fonte di guadagno non indifferente.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/ATP02.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-11705\" title=\"ATP03\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/ATP02.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"473\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/ATP02.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/ATP02-300x228.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>A Thousand Pleasures<\/strong><br \/>\n<span style=\"font-weight: normal;\"> Regia: Michael Findlay | Sceneggiatura: Berla L. Moke | Musiche: Roberta Findlay (come Robin Aden) | Fotografia: Roberta Findlay (come Anna Riva) | Montaggio: Michael Findlay (come Richard Jennings) | Fotografo di scena: John Amero (come Ellsworth Dinsmore) | Tecnico delle luci: Roberta Findlay (come Robin Marx) | Produttori: Michael Findlay (come Julian Marsh), Roberta Findlay (come Anna Riva) | Interpreti principali: Janet Banzet (come Marie Brent), Uta Erickson (come Artemidia Grillet), Michael Findlay (Robert Wuesterwurst), Linda Boyce (come Linda Mactavish), Kim Lewid, Donna Stone, John Amero (come Duke Ellsworth), Roberta Findlay (come Anna Riva) | b\/n | paese: USA | anno: 1968 | 70\u2019<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>DVD<\/strong><br \/>\n<span style=\"font-weight: normal;\"> \u201cA Thousand Pleasures\u201d \u00e8 pubblicato in DVD da Something Weird in double bill con \u201cTake Me Naked\u201d solo lingua inglese e niente sottotitoli ma alcuni extra di notevole interesse, tra cui:<br \/>\nTrailer originale per \u201cTake Me Naked\u201d; Trailer per \u201cThe Curse Of Her Flesh\u201d, \u201cSatan\u2019s Bed\u201d, \u201cThe Sin Syndicate\u201d, \u201cThe Touch of Her Flesh\u201d e \u201cThe Ultimate Degenerate\u201d; Sequenza da \u201cJanie\u201d, fotografata e narrata da Roberta Findlay, in cui una studentessa ninfomane \u00e8 eccitata dall\u2019omicidio; Estratto di 30 minuti da \u201cMnasidika\u201d in cui Michael Findlay \u00e8 preso da follia sanguinaria nell\u2019Antica Grecia; Galleria fotografica di sesso malato degli anni \u201860 accompagnata da musica bizzarra.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Fonti:<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\">\u2022<span style=\"font-weight: normal;\"> Sleazoid Express \u2013 A Mind-twisting Book Tour Through the Grindhouse Cinema of Times Square, Bill Landis e Michelle Clifford, Fireside Books (Simon &amp; Schuster), 2002;<br \/>\n\u2022 Forbidden Fruit: The Golden Age of the Exploitation Film, Bret Wood e Felicia Feaster, Midnight Marquee Press, 1999;<br \/>\n\u2022 Sleaze Artists: Cinema at the Margins of Taste, Style, and Politics, Jeffrey Sconce, Eric Schaefer, Tania Modleski, Harry M. Benshoff, Chuck Kleinhans, Colin Gunckel, Duke University Press Books, 2007;<br \/>\n\u2022 IMDb;<br \/>\n\u2022 Wikipedia.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-weight: normal;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11508\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"ATP05\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/ATP011.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"502\" \/><\/a><\/span><\/span><\/p>\n<p><object classid=\"clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000\" width=\"620\" height=\"505\" codebase=\"http:\/\/download.macromedia.com\/pub\/shockwave\/cabs\/flash\/swflash.cab#version=6,0,40,0\"><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\" \/><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\" \/><param name=\"src\" value=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/FH-fGndvWeQ?fs=1&amp;hl=it_IT\" \/><param name=\"allowfullscreen\" value=\"true\" \/><\/object><\/p>\n<p><object classid=\"clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000\" width=\"620\" height=\"360\" codebase=\"http:\/\/download.macromedia.com\/pub\/shockwave\/cabs\/flash\/swflash.cab#version=6,0,40,0\"><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\" \/><param name=\"allowScriptAccess\" value=\"always\" \/><param name=\"src\" value=\"http:\/\/www.dailymotion.com\/swf\/video\/x871qb_the-ultimate-degenerate-1969_shortfilms?additionalInfos=0\" \/><param name=\"allowfullscreen\" value=\"true\" \/><\/object><br \/>\n<strong><br \/>\n<\/strong><em> <\/em><\/p>\n<p><object classid=\"clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000\" width=\"620\" height=\"344\" codebase=\"http:\/\/download.macromedia.com\/pub\/shockwave\/cabs\/flash\/swflash.cab#version=6,0,40,0\"><param name=\"flashvars\" value=\"config=http:\/\/rstvideo.com\/trailer\/embedxml\/?id=7757\" \/><param name=\"wmode\" value=\"opaque\" \/><param name=\"allowfullscreen\" value=\"true\" \/><param name=\"src\" value=\"http:\/\/rstvideo.com\/player\/player.swf\" \/><\/object><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11508\" target=\"_self\"><br \/>\n<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il presente articolo \u00e8 stato pubblicato su Rapporto Confidenziale, numero30 (dic\/gen 2011), pagg. 10-15 Il nudo non mi spaventa (basta che sia giustificato dalla storia) \u201cA Thousand Pleasures\u201d e il cinema senza limiti di Michael e Roberta Findlay e di John e Lem Amero. 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