{"id":11775,"date":"2011-01-18T17:07:14","date_gmt":"2011-01-18T16:07:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11775"},"modified":"2011-02-25T07:09:02","modified_gmt":"2011-02-25T06:09:02","slug":"l%e2%80%99immagine-conturbante-intervista-a-francesca-fini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11775","title":{"rendered":"L\u2019immagine conturbante. Intervista a Francesca Fini"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/francesca_fini_011.jpg\" alt=\"\" title=\"francesca_fini_01\" width=\"620\" height=\"383\" class=\"aligncenter size-full wp-image-12052\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/francesca_fini_011.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/francesca_fini_011-300x185.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" style=\"font-size: 9pt\">La presente intervista \u00e8 stata pubblicato su <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11508\"><font color=\"#3399FF\"><span style=\"text-decoration: none\">Rapporto Confidenziale, numero30<\/span><\/font><\/a> (dic\/gen 2011), pagg. 26-32<\/font><\/p>\n<p><font face=\"Georgia\" size=\"5\"><b>L\u2019immagine conturbante.<br \/>\nIntervista a Francesca Fini<\/b><br \/>\n<\/font><font face=\"Georgia\">a cura di Alessio Galbiati<\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\">Sono molte le forme possibili dell\u2019immagine in movimento, inutile confinare la passione per esse al solo cinema, perch\u00e9 \u00e8 nella moltitudine delle sue concretizzazioni che il cinefilo (contemporaneo) trova il proprio appagamento, la soddisfazione della propria dipendenza. \u00abHo la mia dose o non ce l\u2019ho\u00bb diceva Jean Epstein a proposito dei serial cinematografici degli anni dieci. \u00c8 sano dunque allargare i confini, abbattere gli inutili steccati che contengono il piacere in categorie pre-costituite delle quali non se ne sente l\u2019esigenza, necessarie unicamente al \u201cmercato\u201d dell\u2019Arte, come a quello sotto casa. Da qualche tempo anche le riviste cinematografiche provano gusto ad estendere il proprio gusto, alla ricerca di una ri-definizione del proprio specifico, come pure d\u2019un maggior numero di lettori.<\/p>\n<p>Francesca Fini \u00e8 una donna\u2013immagine: produttrice di immagini (statiche ed in movimento, reali e sintetiche) attraverso l\u2019utilizzo di differenti linguaggi: dalla performance alla regia, dall\u2019interaction design alla (hyper) grafica, passando per una miriade di ibridazioni e contaminazioni. Nel corso degli anni si \u00e8 cimentata con diversi media, esordendo addirittura nel \u201996 con il romanzo (di autobiografica formazione) \u201cCos\u00ec parlo Mickey Mouse\u201d, per passare poi a lavorare per il cinema e la televisione. La sua formazione multidisciplinare \u00e8 divenuta la forza e la caratteristica dalla quale partire per costruire una propria organica ed originale carriera artistica. Il corpo \u00e8 per lei territorio sensibile con il quale esplorare suggestioni e riflessioni sull\u2019ancestrale (a)modernit\u00e0 dei bisogni e delle necessit\u00e0 dell\u2019uomo (meglio, la donna) e della sua rappresentazione, ma soprattutto campo di battaglia entro il quale, e con il quale, articolare azioni e gesti che diventino altro da s\u00e9. Corpo manufatto ibridato con tecnologia concettuale d\u2019ispirazione cyberpunk (low-tech femminista alla luce del \u201cManifesto cyborg\u201d di Donna Haraway, testo-faro dell\u2019artista romana).<\/p>\n<p>Le immagini in movimento di Francesca Fini sono ordigni conturbanti, turbano evocando passioni ed emozioni, mettono in scena un corpo amplificato dalla tecnologia che mantiene intatta la propria natura animale e biologica. I video delle sue performance, sempre d\u2019ottima fattura, riescono ad essere non mere registrazioni ma veri e propri piccoli film colmi di sorprendente ed ammaliante genialit\u00e0.<\/p>\n<p>\n<b>Alessio Galbiati: Videoarte \u00e8 divenuto un termine ombrello sotto al quale far convergere una miriade di forme artistiche differenti; gi\u00e0 di per s\u00e9 la videoarte, essendo un linguaggio e come tale catalizzatore di altro da s\u00e9, contiene-rielabora-trasforma altri linguaggi e forme artistiche. Dalla sua nascita, con le prime opere di Nam June Paik, fino ai giorni nostri, la videoarte \u00e8 stata ed \u00e8 tutto ed il contrario di tutto. Con i video di Francesca Fini ci si trova di fronte alla concretizzazione audio\/video (dunque cinematica) di performance artistiche uniche. I tuoi video sono infatti la registrazione di operazioni artistiche uniche ed irripetibili, molto spesso concepite proprio per il solo occhio digitale della telecamera \u2013 unico spettatore ammesso alla messa in scena. Insomma: cos\u2019\u00e8 per te la videoarte e che definizione daresti alla tua ricerca artistica entro questa forma d\u2019espressione?<\/b><\/p>\n<p>Francesca Fini: Dici bene riguardo la videoarte, e infatti io non me la sento di avventurarmi in definizioni e previsioni, diventando una delle tante voci del coro.<br \/>\nUltimamente ho assistito ad un fenomeno interessante; mentre il Guggenheim ha indetto un coraggioso concorso su Youtube, selezionando poi una ventina di filmati di grande qualit\u00e0 tecnica ed estetica (tanto da spingere alcuni frequentatori del canale a parlare snobbisticamente di \u201ci-pod commercials\u201d), altrove si pensa che per essere artisti bastino i concetti, e si esalta la povert\u00e0 estetica e tecnica come se fosse un valore (come si dice: se fai delle belle foto sei un bravo fotografo, se fai delle brutte foto sei un\u2019artista).<br \/>\nHo sentito esaltare e demolire Bill Viola, da grandi personaggi del mondo dell\u2019Arte, con argomenti altrettanto convincenti. Ed \u00e8 proprio come dici tu: la videoarte \u00e8 tutto e il contrario di tutto. Secondo me la videoarte, proprio per la sua natura di catalizzatore di linguaggi, \u00e8 arte all\u2019ennesima potenza; ovvero un campo minato su cui saltano i cervelli, perch\u00e9 non col cervello ci si dovrebbe avventurare, ma con l\u2019istinto. Un istinto alla \u201cKarate Kid\u201d, che ti fa muovere come un giunco ascoltando lo spazio ad occhi chiusi, \u00e8 lo strumento principe di indagine dell\u2019arte contemporanea. A volte non capisci perch\u00e9 ma sai che qualcosa \u00e8 profondamente contemporaneo, mentre altre cose non lo sono affatto. Che qualcosa \u00e8 avanguardia, videoarte, e altre cose non lo sono. Questo mistico istinto \u00e8 la chiave per decifrare la videoarte.<br \/>\nE io mi muovo istintivamente \u2013 in questo momento della mia vita artistica \u2013 in un luogo di confine tra la videoarte e la performance art. Il mio bisogno di raccontare una storia \u2013 e fissarla per sempre attraverso il video \u2013 deve passare attraverso un\u2019esperienza personale improvvisa, contingente, unica e irriproducibile, che \u00e8 la performance art. La performance art, e il mio immergermi in un\u2019esperienza catartica dai risvolti imprevedibili, mi consente di essere leale con il mondo, offrendogli autenticit\u00e0. Mentre la scatola visuale a volte molto complessa in cui la mia performance si muove e viene immortalata, mi consente di essere leale con me stessa, di non tradire il mio amore assoluto per la Bellezza.<br \/>\nUn esempio di questa urgenza che diventa metodologia \u00e8 \u201cOasi nel deserto\u201d, in cui la mia performance, ispirata al cinema surreale, mi vede trascinare una sdraio da spiaggia alle tre di notte nella zona residenziale di Tor Bella Monaca, vestita come una diva anni \u201950. Arrivo davanti ad un muro buio come la notte, appoggio la mano e la parete si apre magicamente, rivelando una spiaggia assolata, che \u00e8 creata da una proiezione video. Io mi siedo sulla sdraio a bermi quel sole artificiale che si mescola ai graffiti nel muro fatiscente. Il significato della performance credo sia chiaro; ogni deserto ha la sua piccola oasi, che diventa metafora dell\u2019immaginazione, invocata dal graffito virtuale impresso temporaneamente dal video e da quello reale e perpetuo inferto da un artista sconosciuto. Ma anche l\u2019oasi ha il suo deserto, e io consumo in perfetta solitudine una performance situazionista irripetibile, destinata in quel momento solamente a me stessa e alla telecamera che inquadra la scena.<\/p>\n<p><b>Alessio Galbiati: Quali sono le modalit\u00e0 produttive delle tue opere? Vorrei provassi a raccontare la tua autarchica predisposizione alla produzione anche attraverso la descrizione dello studio autocostruito entro il quale gran parte delle tue opere prendono vita.<\/b><\/p>\n<p>Francesca Fini: Questa pratica \u201cautarchica\u201d di lavoro l\u2019ho adottata nei miei ultimissimi video \u201cWar\u201d, \u201cThe shadow\u201d e \u201cWestern meat market \u2013 the birth\u201d, e sta diventando una metodologia, una cifra stilistica per cos\u00ec dire. Provenendo dal mondo dell\u2019audiovisivo ho raccolto nel corso degli anni un know how tecnico, una capacit\u00e0 narrativa \u2013 e direi anche certe deformazioni professionali \u2013 che non possono non influenzare il mio modo di fare arte. Quando penso ad una performance o ad un\u2019installazione, io penso anche subito allo sguardo che la catturer\u00e0 perch\u00e9 possa essere diffusa. Le mie sono videoperformance in molteplici sensi; perch\u00e9 spesso includono il video o l\u2019interazione con il video, ma soprattutto perch\u00e9 la principale modalit\u00e0 di diffusione di queste opere \u00e8 l\u2019audiovisivo. Ovvero sono opere in cui la performance art \u2013 linguaggio temporaneo per antonomasia \u2013 diventa l\u2019esperienza unica e irripetibile che condivido con il destinatario finale, a cui arriva sotto forma di audiovisivo. In tal senso le opere audiovideo che produco rientrano nel variegato mondo della videoarte, proprio perch\u00e9 sono concettualizzate nel momento in cui viene concettualizzata anche l\u2019opera.<br \/>\nNaturalmente in arte non si inventa mai nulla e io mi sento vicina alla ricerca video di Vito Acconci, al suo particolare modo situazionista di fare videoarte attraverso se stesso e il suo corpo.<br \/>\nA tale scopo, visto che ho la presunzione di essere una delle poche persone che sanno riprendere davvero un\u2019opera di performance art, ed essendo anche in genere la protagonista delle mie performance, mi trovo ad affrontare il paradosso fisico di dover essere contemporaneamente davanti e dietro la videocamera. Sono riuscita a rendermi indipendente costruendo insieme al mio compagno uno studio fotografico un po\u2019 speciale, nel seminterrato della casa dove abito. \u00c8 una sorta di scatola performativa completamente rivestita di cotone nero, per assorbire la luce e isolare l\u2019azione. Tutto intorno ci sono gli stativi con le luci, i microfoni e telecamerine tascabili HD orientate strategicamente. Il totale dell\u2019azione \u00e8 invece registrato frontalmente dalla mia inseparabile Sony HDV.<br \/>\nUtilizzo un manichino posizionato dove si svolge l\u2019azione per orientare le telecamere e fare le luci, poi accendo questa macchina infernale e do il via alla performance. Performance che vivo in questo modo per la prima volta, in solitudine, nel box performativo che ho costruito nella mia casa, davanti alla telecamera, generalmente di notte e nel silenzio assoluto. La vivo senza aver fatto prove preliminari, se non dentro la mia testa, o dopo aver eseguito dei semplici test per la strumentazione e i devices tecnologici che dovr\u00f2 utilizzare in fase performativa. Ovviamente quella stessa performance mi capiter\u00e0 in seguito di ripeterla, magari pi\u00f9 volte, in teatri e gallerie d\u2019Arte, davanti ad un pubblico, come sono spesso invitata a fare. Ma non avr\u00e0 mai pi\u00f9 il sapore autentico della prima volta, quella che ho catturato in video e per me stessa.<br \/>\nUna performance pu\u00f2 anche nascere ed essere concettualizzata davanti al video. \u00c8 il caso di \u201cWar\u201d. La mia idea era di riempire la stanza di palloni colorati con dentro della vernice, e poi farli scoppiare. Non avevo un\u2019idea precisa di dove andare a parare, in quel caso. Avevo in mente l\u2019action painting, ma niente di pi\u00f9 concreto. Volevo provare a capire dove mi avrebbe portato quest\u2019esperienza. Ho allestito il box, riempito di pittura i palloncini. Dopo le prime esplosioni, con la pittura che mi colava dalle mani e sul vestito, ho capito che in realt\u00e0 era come se stessi uccidendo qualcuno. I palloni erano faticosi da rompere, dovevo comprimerli, schiacciarli con tutta la forza che avevo, con tutta la violenza che trovavo, dovevo strangolarli per farli esplodere. Una fatica mostruosa che mi lasciava svuotata, sconvolta, ad ogni esplosione, come se stessi facendo qualcosa di orribile. Eppure non riuscivo a smettere.<br \/>\nCos\u00ec \u00e8 nato \u201cWar\u201d.<\/p>\n<p><b>Alessio Galbiati: Anche dal punto di vista cinematografico la produzione dei tuoi video non sembra essere lasciata per niente al caso. Utilizzi sempre telecamere di buon livello, spesso pi\u00f9 d\u2019una, adotti una fotografia complessa ed una cura particolare all\u2019audio \u00e8 immediatamente riscontrabile. Anche in questo caso fai tutto da sola?<\/b><\/p>\n<p>Francesca Fini: S\u00ec, ho studiato direzione della fotografia in ambito digitale, sono sound designer e video editor. Quindi curo io la fotografia, monto io il materiale multicamera che produco, e mixo il suono che, soprattutto nelle mie ultime performance, \u00e8 prodotto dal vivo grazie a strumenti di interaction design.<br \/>\nLavorare alle mie cose in solitudine mi piace moltissimo, anche se spesso coinvolgo altri performer e li invito a partecipare ai miei esperimenti.<\/p>\n<p><b>Alessio Galbiati: \u201cWestern Meat Market &#8211; the birth\u201d \u00e8 la tua ultima creatura. Un video di 7 minuti in cui esplori il concetto di carne maneggiandone dei pezzi inseriti in un contesto\/messa-in-scena sviluppato all\u2019interno di una installazione di interaction design. Un\u2019installazione, entro la quale sar\u00e0 l\u2019esperienza sensibile, il contatto, a far risuonare suoni e le immagini. Un\u2019opera dal forte impatto visivo ed emozionale che sintetizza\/concretizza, appunto nel video, parecchie delle pratiche artistiche da te praticate: performance, interaction design, videoarte, regia, sound editing e live cinema. Vorrei sapere quali sono state le idee guida per la realizzazione dell\u2019opera e come, tecnicamente, l\u2019hai resa possibile.<\/b><\/font><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/francesca_fini_03.jpg\" width=\"620\" height=\"349\"><font face=\"Arial\" size=\"2\"><\/p>\n<p>Francesca Fini: \u201cThe birth\u201d \u00e8 la prima di un set di azioni performative con cui voglio raccontare il rapporto della nostra cultura con l\u2019idea di carne, spogliata dai suoi riferimenti sessuali e intesa come l\u2019essenza stessa, materiale e fisica dell\u2019altro, lo spazio che occupa, il suo odore nell\u2019aria, e la sua interazione con noi. La carne \u00e8 fatta di tutto, ed \u00e8 un conduttore di mondi con i quali cerchiamo una qualche forma di dialogo, di negoziazione. Io racconto questo cortocircuito, il cortocircuito della magia del tocco e del riconoscimento della presenza dell\u2019altro, del mondo, di qualcosa di sfuggente ma innegabile, attraverso l\u2019interaction design.<br \/>\nNella performance mi trovo davanti ad un altare coperto di carta stagnola. L\u2019altare \u00e8 sorretto da pile di libri e candele accese; i lumi della ragione con cui noi occidentali esorcizziamo la paura del vuoto.<br \/>\nHo un capo di un elettrodo a basso voltaggio nel braccio, che polarizza tutto il mio corpo, attraversato parte a parte da un flusso di energia a tratti percepibile. L\u2019altro polo dell\u2019elettrodo \u00e8 fissato alla carta stagnola che riveste l\u2019altare. Quando tocco la carne, questa fa da conduttore e il circuito si chiude, inviando un segnale a un sintetizzatore digitale che lo traduce in una sinestesia di suoni e immagini grafiche. Cos\u00ec \u00e8 come se dessi voce a quella carne, come se la facessi cantare. All\u2019inizio il canto \u00e8 asettico, costituito da una ripetitiva sequenza di note di pianoforte, ma poi si trasforma in una sinfonia di versi. Ogni volta che tocco la carne, questa risponde con il verso di uno degli animali della Terra intrappolati in un ecosistema in declino. E una parte interessante della performance \u00e8 quello che non si vede, quello che succede dopo, quando lavo questa carne purificata, questa carne a cui ho fatto cantare il suo ultimo canto di morte, e la offro per cena ad un gruppo di amici.<\/p>\n<p><b>Alessio Galbiati: Trovo assai interessante nei tuoi lavori la centralit\u00e0 data al corpo umano, corpo che diviene al contempo soggetto ed oggetto, struttura sopra alla quale riconfigurare un reale possibile. Un corpo, sempre di genere femminile e (quasi) sempre il tuo, immerso in una realt\u00e0 tecnologica, rischiarato dalla \u201cteoria del cyborg\u201d di Donna Haraway. Il corpo nelle tue performance diviene concretizzazione artistica del cyborg teorizzato da Haraway: \u00abun organismo cibernetico, un ibrido di macchina e organismo, una creatura che appartiene tanto alla realt\u00e0 sociale quanto alla finzione\u00bb. \u00c8 dunque, la tua, una ricerca\/indagine sulle forme possibili dell\u2019essere umano cibernetico?<\/b><\/p>\n<p>Francesca Fini: \u00abEssere un cyborg \u00e8 la condizione del ventunesimo secolo, non un\u2019identit\u00e0 o uno stile di vita opzionale\u00bb (Geert Lovink, Dark Fiber).<br \/>\nCito Lovink perch\u00e9 di fatto siamo tutti gi\u00e0 dei cyborg, per quanto quest\u2019idea possa risultare spiacevole. Abbiamo imparato ad amplificare e ad appuntire i nostri sensi attraverso delle protesi cyborg non rendendoci conto della portata e del significato dei gesti che compiamo quotidianamente. In una mia performance io sviluppo il tema visivo cyberpunk del display tv al posto della testa. Tengo questo display davanti alla faccia, poi lo lascio scivolare lungo il corpo. Il video nel monitor replica le parti di me che vengono \u201cinquadrate\u201d durante la performance, come in un radiografia pop: il cuore si squarcia e pulsa, la pancia si apre e rivela un segreto. Molti mi hanno detto che sono rimasti turbati da questa visione, da questa mescolanza tra l\u2019immagine nel display e il mio corpo, da questo riflettersi continuo di reale e virtuale, senza pensare che questa mescolanza \u00e8 il cocktail quotidiano della loro esistenza, quando soffiano la vita nell\u2019involucro vuoto dei loro avatar, nelle chat o nei social network, davanti ad un computer (che magari non \u00e8 fissato alla loro faccia, o innestato nel loro corpo, ma \u00e8 di sicuro la protesi irrinunciabile della loro vita, come una gamba finta che togli quando vai a dormire). Io conosco persone che non riescono pi\u00f9 a spostarsi in citt\u00e0 senza il navigatore o entrano nel panico quando non trovano il cellulare, perch\u00e9 improvvisamente scoprono di aver perso la \u201cconnessione\u201d con il mondo, che oramai non \u00e8 pi\u00f9 quello fisico che abbiamo davanti, ma un intreccio di esperienze aumentate, comunicazioni e informazioni virtuali a cui accediamo attraverso protesi che ci amplificano. E per un momento perdere il cellulare \u00e8 come perdere la vista.<br \/>\nIo sono un cyborg, il mio corpo \u00e8 gi\u00e0 quello di una creatura che appartiene tanto alla realt\u00e0 sociale quanto alla finzione. La mia missione per\u00f2 \u00e8 essere il cyborg perfetto, il cyborg consapevole, che non subisce gli apparati e le protesi, ma le piega al suo volere. Il mio essere donna ha molto a che fare con questo desiderio di rubare la saetta a Zeus, perch\u00e9 la sete di riscatto e di controllo di ci\u00f2 che \u00e8 precluso o proibito \u00e8 ancora pi\u00f9 forte.<\/p>\n<p><b>Alessio Galbiati: Nelle tue opere nulla \u00e8 preordinato, tutto \u00e8 irripetibile\/unico. Crei delle situazioni, dei set, configuri una tecnologia che governi l\u2019azione, accendi le telecamere e riprendi quello che succede. Il grado di improvvisazione \u00e8 massimo pur se calato all\u2019interno di un \u201csistema\u201d assolutamente preordinato. \u201cStrict randomness\u201d direbbe George Brecht.<br \/>\nRitengo che parte del fascino delle tue opere risieda nella tensione fra ordine e caos che sei in grado di realizzare, tensione che si concretizza in immagini in movimento dotate di una forza sorprendente conferitagli dall\u2019unicit\u00e0 irripetibile della quale sono formate (la stessa dei sogni?). Ma come gestisci questo metodo di lavoro e soprattutto perch\u00e9 lo ricerchi, in ogni tua opera, con cos\u00ec tanta costanza?<\/b><\/p>\n<p>Francesca Fini: Questa \u00e8 la mia ossessione. Come dice Giovanni Albanese, amico e grande artista, in arte bisogna essere ossessivi. Io ho trovato in questo equilibrio tra ordine e caos, la formula magica della mia ossessione, che mi consente di creare qualcosa che reputo degno di essere diffuso. Qualcosa in cui autenticit\u00e0, verit\u00e0 e bellezza (che per me \u00e8 sinonimo di ordine) riescano a convivere. Come ho detto all\u2019inizio, non concepisco l\u2019arte puramente concettuale, il gesto performativo eclatante, ma non cedo all\u2019ipnosi estetica di molta arte installativa contemporanea, che diventa grazioso giochino fine a se stesso.<br \/>\nCi deve essere verit\u00e0 sentita, forte, una voce che spacca i timpani, ma modulata all\u2019interno di uno spartito perfetto. Io cerco un equilibrio, convinta che nell\u2019equilibrio e non nell\u2019eccesso si consumi la fiamma pi\u00f9 ardente, quella che ti arriva al cuore. Il resto mi annoia o mi spaventa.<br \/>\nIn questo sono una creatura che appartiene ad una corrente di pensiero aristotelico totalmente fori moda.<\/p>\n<p><b>Alessio Galbiati: I tuoi video, le tue video performance, sono visibili online gratuitamente. Scelta non scontata per un\u2019artista che si muove fra gallerie d\u2019arte, festival e musei\u2026 come sei giunta a questa scelta? \u00c8 unicamente dettata dalla necessit\u00e0 alla diffusione\/promozione oppure c\u2019\u00e8 qualcosa di pi\u00f9?<\/b><\/p>\n<p>Francesca Fini: Io credo fermamente nello sharing di immagini, stimoli, suggestioni e idee. Chiunque \u00e8 libero di trarre spunto dalle mie opere, dai miei esperimenti, magari per sviluppare qualcosa di diverso e pi\u00f9 complesso.<\/p>\n<p><b>Alessio Galbiati: Se un internauta, o un essere umano nel mondo reale, volesse farsi scorpacciate della migliore videoarte contemporanea quali realt\u00e0 \u201creali\u201d e web ti sentiresti di consigliargli?<\/b><\/p>\n<p>Francesca Fini: E qui la scelta \u00e8 ardua, ci sono moltissime risorse in giro di grande qualit\u00e0. Sicuramente un bel sito \u00e8 Ubuweb (<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.ubuweb.com\"><font color=\"#3399FF\"><span style=\"text-decoration: none\">www.ubuweb.com<\/span><\/font><\/a>), con un grande archivio di documenti storici sull\u2019arte sperimentale e le avanguardie. Ci trovate molti video irrinunciabili, da quelli di Acconci al bellissimo film \u201cBalkan Baroque\u201d su Marina Abramovic, ma anche le pi\u00f9 recenti commistioni tra arte visiva e pubblicit\u00e0 fatte da Murakami. Altro archivio, pi\u00f9 indirizzato verso la videoarte nello specifico, \u00e8 Tank TV (<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.tank.tv\"><font color=\"#3399FF\"><span style=\"text-decoration: none\">www.tank.tv<\/span><\/font><\/a>). Altro contenitore di videoarte \u00e8 la famosa \u201cPerpetual Art Machine\u201d (<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.perpetualartmachine.com\"><font color=\"#3399FF\"><span style=\"text-decoration: none\">www.perpetualartmachine.com<\/span><\/font><\/a>).<br \/>\nPer quanto riguarda la performance art mi sento di consigliare il \u201cContemporary Performance Network\u201d, dove \u00e8 possibile incontrare altri artisti, partecipare alle artist calls e scoprire residenze artistiche in tutto il mondo (<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.contemporaryperformance.com\"><font color=\"#3399FF\"><span style=\"text-decoration: none\">www.contemporaryperformance.com<\/span><\/font><\/a>).<br \/>\nPer chi \u00e8 orientato verso le contaminazioni tra live art, danza sperimentale e tecnologia, c\u2019\u00e8 \u201cDanceTech.net\u201d, un network davvero interessante, soprattutto per la presenza di una webtv per addetti ai lavori, che diffonde stimoli e suggestioni di grande qualit\u00e0. (<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.dance-tech.net\"><font color=\"#3399FF\"><span style=\"text-decoration: none\">www.dance-tech.net<\/span><\/font><\/a>).<\/font><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/francesca_fini_02.jpg\" width=\"620\" height=\"349\"><\/p>\n<p><font face=\"Georgia\" size=\"7\">Francesca Fini<\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\"><a href=\"http:\/\/www.francescafini.com\"><font color=\"#3399FF\"><span style=\"text-decoration: none\">www.francescafini.com<\/span><\/font><\/a> | <a href=\"http:\/\/www.francescafini.tumblr.com\"><font color=\"#3399FF\"><span style=\"text-decoration: none\">www.francescafini.tumblr.com<\/span><\/font><\/a> | <a href=\"http:\/\/www.tendieci.blogspot.com\"><font color=\"#3399FF\"><span style=\"text-decoration: none\">www.tendieci.blogspot.com<\/span><\/font><\/a> | <a href=\"http:\/\/www.vimeo.com\/channels\/francescafini\"><font color=\"#3399FF\"><span style=\"text-decoration: none\">www.vimeo.com\/channels\/francescafini<\/span><\/font><\/a> | <a href=\"http:\/\/www.celesteprize.com\/francescafini\"><font color=\"#3399FF\"><span style=\"text-decoration: none\">www.celesteprize.com\/francescafini<\/span><\/font><\/a> | <br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.imdb.com\/name\/nm3357525\"><font color=\"#3399FF\"><span style=\"text-decoration: none\">www.imdb.com\/name\/nm3357525<\/span><\/font><\/a> <\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\"><font color=\"#FFFFFF\"><b><span style=\"background-color: #000000\">FILMOGRAFIA<\/span><\/b><\/font><br \/>\n<span style=\"background-color: #FFFF00\">1996<\/span> \u2013 <b>Alfabeto italiano<\/b> (coordinatrice di produzione) programma TV (Rai Tre) | <span style=\"background-color: #FFFF00\">1996<\/span> \u2013 <b>Princesa<\/b> (aiuto regista) documentario (Rai Due) | <span style=\"background-color: #FFFF00\">1996<\/span> \u2013 <b>I Disarmatori<\/b> (aiuto regista) documentario (Rai Tre) | <span style=\"background-color: #FFFF00\">1997<\/span> \u2013 <b>Sulle strade del Peyote<\/b> (aiuto regista e coautrice dei testi) documentario (L\u00e0ntia Cinema &amp; Audiovisivi) | <span style=\"background-color: #FFFF00\">2000<\/span> \u2013 <b>Il colore dei Santi<\/b> (caporedattore) programma TV (Rai Due) | <span style=\"background-color: #FFFF00\">2001<\/span> \u2013 <b>Missione Impossibile<\/b> (producer) programma TV (Canale5) | <span style=\"background-color: #FFFF00\">2003<\/span> \u2013 <b>Roma hip-hop Parade<\/b> (regista) documentario | <span style=\"background-color: #FFFF00\">2003<\/span> \u2013 <b>Web of Dissent<\/b> (regista) documentario (Red Storm Production, Canada) | <span style=\"background-color: #FFFF00\">2005<\/span> \u2013 <b>Senza Fine<\/b> (coautrice) programma TV (Rai Tre) | <span style=\"background-color: #FFFF00\">2006<\/span> \u2013 <b>Immortali<\/b> (autrice e regista) documentario (SD Cinematografica) | <span style=\"background-color: #FFFF00\">2006<\/span> \u2013 <b>Innocenza<\/b> (regista) | <span style=\"background-color: #FFFF00\">2006<\/span> \u2013 <b>La Stella<\/b> (autrice e regista) cortometraggio | <span style=\"background-color: #FFFF00\">2006<\/span> \u2013 <b>Latin Lover<\/b> (autrice e regista) cortometraggio | <span style=\"background-color: #FFFF00\">2007<\/span> \u2013 <b>Mollo tutto e vado via<\/b> (autrice e regista) documentario (Vitagraph) | <span style=\"background-color: #FFFF00\">2008<\/span> \u2013 <b>Spoleto \u201851<\/b> (regista) documentario | <span style=\"background-color: #FFFF00\">2008<\/span> \u2013 <b>Un gioco da ragazzi<\/b> (autrice e regista) spot | <span style=\"background-color: #FFFF00\">2009<\/span> \u2013 <b>Trans Europe<\/b> (regista e coautrice) programma TV (All Music) | <span style=\"background-color: #FFFF00\">2009<\/span> \u2013 <b>Donne &#8211; born to be kings<\/b> (autrice e regista) lungometraggio<\/p>\n<p><font color=\"#FFFFFF\"><span style=\"background-color: #000000\"><b>INSTALLAZIONI, VIDEOARTE, PERFORMANCE<\/b><\/span><\/font><br \/>\n<span style=\"background-color: #FFFF00\">2002<\/span> \u2013 <b>Malacarne<\/b> \u2013 Live video e installazione. Ruolo: video designer | <span style=\"background-color: #FFFF00\">2003<\/span> \u2013 <b>Solstizio d\u2019estate<\/b> \u2013 Mostra d\u2019Arte e installazione multimediale per il Comune di Roma | <span style=\"background-color: #FFFF00\">2003<\/span> \u2013 <b>Moon Loop<\/b> \u2013 Animazione 3d per il River To River Art Festival, New York | <span style=\"background-color: #FFFF00\">2009<\/span> \u2013 <b>Trilogia<\/b> \u2013 Installazione multimediale per il Natale di Roma | <span style=\"background-color: #FFFF00\">2009<\/span> \u2013 <b>Forme di Lupa nel Tempo<\/b> \u2013 Mostra ai Musei Capitolini | <span style=\"background-color: #FFFF00\">2009<\/span> \u2013 <b>Pop Porn<\/b> \u2013 Collettiva d\u2019Arte contemporanea | <span style=\"background-color: #FFFF00\">2009<\/span> \u2013 <b>Kylius<\/b> \u2013 Progetto di videoarte sulle performance delle artiste Kyrahm e Julius Kaiser | <span style=\"background-color: #FFFF00\">2009<\/span> \u2013 <b>Cry me<\/b> \u2013 Performance di Body Art e videoarte. Festival \u201cMutazioni Profane\u201d al Teatro dell\u2019Orologio di Roma | <span style=\"background-color: #FFFF00\">2009<\/span> \u2013 <b>L\u2019Amour<\/b> \u2013 Performance di Body Art. Festival \u201cMutazioni Profane\u201d al Teatro dell\u2019Orologio di Roma | <span style=\"background-color: #FFFF00\">2009<\/span> \u2013 <b>Recycle Bin<\/b> \u2013 Performance \u201ceco-burlesque\u201d. Pop Porn \u2013 Festival di Arte Erotica | <span style=\"background-color: #FFFF00\">2009<\/span> \u2013 <b>Look at me<\/b> \u2013 Installazione multimediale. Pop Porn \u2013 Festival di Arte Erotica | <span style=\"background-color: #FFFF00\">2009<\/span> \u2013 <b>Latin Lover<\/b> \u2013 Progetto di videoarte | <span style=\"background-color: #FFFF00\">2010<\/span> \u2013 <b>Western Meat Market &#8211; the birth<\/b> \u2013 Progetto di videoarte<\/p>\n<p><span style=\"background-color: #000000\"><font color=\"#FFFFFF\"><b>FESTIVALS CINEMATOGRAFICI E ARTISTICI<\/b><\/font><\/span><br \/>\nPortobello Film Festival Londra, Be Film Festival New York, Seattle True Independent Film Festival, San Diego Women Film Festival, Festival del Film Breve di Torino, Salento Film Festival, Salento Finibus Terrae Film Festival, Villanova in Corto, Festival del Cinema di Orvieto. Sguardi Altrove Film Festival Milano, ToHorror Film Festival Torino, Salento Fear Festival, ReelHeart Film Festival Canada, Genova Film Festival, Arcipelago Film Festival Roma. Florence Queer Festival, Kings Village (Gay Village), River to River Festival New York, Mutazioni Profane &#8211; Body Art Festival, Pop Porn &#8211; Festival Arte Erotica.<\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\"><span style=\"background-color: #000000\"><font color=\"#FFFFFF\"><b>VIDEOGRAFIA<\/b><\/font><\/span><\/font><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"620\" id=\"table1\" background=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/sfondo.jpg\">\n<tr>\n<td width=\"367\"><font face=\"Tahoma\" style=\"font-size: 9pt; background-color:#FFFFFF\"><b>WESTERN MEAT MARKET &#8211; the birth<\/b><\/font><font face=\"Tahoma\" style=\"font-size: 8pt; background-color:#FFFFFF\"> (7\u201905\u201d)<br \/>\n  performance e regia: Francesca Fini; electrode device: Robert Wechsler; art director: Palindrome Dance Group<br \/>\n  <a href=\"http:\/\/www.vimeo.com\/17546049\"><font color=\"#3399FF\"><span style=\"text-decoration: none\">www.vimeo.com\/17546049<\/span><\/font><\/a><br \/>\n  <i>Una donna, un tavolo sorretto da libri, pezzi di carne, un superficie di proiezione alle spalle della performer. Ad ogni contatto fra il corpo della donna e la \u201ccarne\u201d risuonano suoni ed immagini. Una riflessione in apparenza disturbante sul concetto di \u201ccarne\u201d, che si chiude con un gesto di sorprendente amore.<\/i><\/font><\/td>\n<td width=\"310\" valign=\"bottom\" align=\"center\">\n<p align=\"center\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/player.vimeo.com\/video\/17546049?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0\" width=\"300\" height=\"169\" frameborder=\"0\" name=\"I1\"><\/iframe><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"367\"><font face=\"Tahoma\" style=\"font-size: 9pt; background-color:#FFFFFF\"><b>WAR<\/b><\/font><font face=\"Tahoma\" style=\"font-size: 8pt; background-color:#FFFFFF\"> (5\u201919\u201d)<br \/>\n  performance, regia: Francesca Fini; musiche: \u201cVuoren Vuode\u201d di AAN<br \/>\n  <a href=\"http:\/\/www.vimeo.com\/16827560\"><font color=\"#3399FF\"><span style=\"text-decoration: none\">www.vimeo.com\/16827560<\/span><\/font><\/a><br \/>\n  <i>\u00abI don\u2019t have much to say about this piece. It started as a game and became something else\u00bb.<\/i><\/font><\/td>\n<td width=\"310\" valign=\"bottom\" align=\"center\">\n<p align=\"center\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/player.vimeo.com\/video\/16827560?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0\" width=\"300\" height=\"169\" frameborder=\"0\" name=\"I2\"><\/iframe><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"367\"><font face=\"Tahoma\" style=\"font-size: 9pt; background-color:#FFFFFF\"><b>PERFORMING THE MIRROR (at LANIFICIO ROMA, for TEN)<\/b><\/font><font face=\"Tahoma\" style=\"font-size: 8pt; background-color:#FFFFFF\"> (6\u201929\u201d)<br \/>\n  Performance, visual: Francesca Fini; con: Francesca Fini, Letizia Lucchini<br \/>\n  <a href=\"http:\/\/www.vimeo.com\/16660747\"><font color=\"#3399FF\"><span style=\"text-decoration: none\">www.vimeo.com\/16660747<\/span><\/font><\/a><br \/>\n  <i>Live performance che interagisce con il video THE MIRROR\/DORIAN GRAY. Registrazione della performance del 9 ottobre 2010 all\u2019interno di \u201cTEN\u201d &#8211; Performance art Festival, Roma (ten.roma.it).<\/i><\/font><\/td>\n<td width=\"310\" valign=\"bottom\" align=\"center\">\n<p align=\"center\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/player.vimeo.com\/video\/16660747?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0\" width=\"300\" height=\"169\" frameborder=\"0\" name=\"I3\"><\/iframe><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"367\"><font face=\"Tahoma\" style=\"font-size: 9pt; background-color:#FFFFFF\"><b>THE SHADOW<\/b><\/font><font face=\"Tahoma\" style=\"font-size: 8pt; background-color:#FFFFFF\"> (7\u201948\u201d)<br \/>\n  una performance di: Francesca Fini; data gloves: Bionica4Dummies (Fini &amp; Trimarchi)<br \/>\n  <a href=\"http:\/\/www.vimeo.com\/15764183\"><font color=\"#3399FF\"><span style=\"text-decoration: none\">www.vimeo.com\/15764183<\/span><\/font><\/a><br \/>\n  <i>\u00abI videogiochi non influenzano i bambini. Voglio dire, se Pac-Man avesse influenzato la nostra generazione, staremmo tutti saltando in sale scure, masticando pillole magiche e ascoltando musica elettronica ripetitiva.\u00bb Kristian Wilson, Nintendo Inc., 1989<\/i><\/font><\/td>\n<td width=\"310\" valign=\"bottom\" align=\"center\">\n<p align=\"center\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/player.vimeo.com\/video\/15764183?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0\" width=\"300\" height=\"169\" frameborder=\"0\" name=\"I4\"><\/iframe><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"367\"><font face=\"Tahoma\" style=\"font-size: 9pt; background-color:#FFFFFF\"><b>MUYBRIDGE REMIX (action painting with light)<\/b> <\/font><font face=\"Tahoma\" style=\"font-size: 8pt; background-color:#FFFFFF\">(3\u201913\u201d)<br \/>\n  di e con: Francesca Fini; supporto tecnico: F3MARKS<br \/>\n  <a href=\"http:\/\/www.vimeo.com\/13472897\"><font color=\"#3399FF\"><span style=\"text-decoration: none\">www.vimeo.com\/13472897<\/span><\/font><\/a><br \/>\n  <i>\u00abOsservare il movimento cristallizzato della luce in una scia di scatti successivi diventa un modo per riappropriarsi del tempo, per rendersi conto che si sta vivendo. [\u2026] La performance \u00e8 dedicata a Eadweard Muybridge, il fotografo vissuto alla fine dell\u2019800 che fu il pioniere della fotografia del movimento\u00bb.<\/i><\/font><\/td>\n<td width=\"310\" valign=\"bottom\" align=\"center\">\n<p align=\"center\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/player.vimeo.com\/video\/13472897?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0\" width=\"300\" height=\"169\" frameborder=\"0\" name=\"I5\"><\/iframe><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"367\"><font face=\"Tahoma\" style=\"font-size: 9pt; background-color:#FFFFFF\"><b>OASI NEL DESERTO (hacking the City)<\/b><\/font><font face=\"Tahoma\" style=\"font-size: 8pt; background-color:#FFFFFF\"> (5\u201904\u201d)<br \/>\n  scritto, diretto e interpretato da: Francesca Fini; fotografia: Federico Trimarchi; musiche: Marco Raaphorst<br \/>\n  <a href=\"http:\/\/www.vimeo.com\/12255715\"><font color=\"#3399FF\"><span style=\"text-decoration: none\">www.vimeo.com\/12255715<\/span><\/font><\/a><br \/>\n  <i>Una donna vestita come in un film hollywoodiano degli anni cinquanta passeggia di notte per Tor Bella Monaca. Arrivata davanti ad un muro preme un invisibile pulsante e spalanca un\u2019oasi nel deserto. Tintarella di luna cinematica dotata di un enorme fascino.<\/i><\/font><\/td>\n<td width=\"310\" valign=\"bottom\" align=\"center\">\n<p align=\"center\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/player.vimeo.com\/video\/12255715?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0\" width=\"300\" height=\"169\" frameborder=\"0\" name=\"I6\"><\/iframe><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"367\"><font face=\"Tahoma\" style=\"font-size: 9pt; background-color:#FFFFFF\"><b>DUCHAMP SPINNING GLASS<\/b><\/font><font face=\"Tahoma\" style=\"font-size: 8pt; background-color:#FFFFFF\"> (3\u2019)<br \/>\n  un video di: Francesca Fini; musica: \u201cDuchamp\u201d di Isuzu Kochiwa<br \/>\n  <a href=\"http:\/\/www.vimeo.com\/11892154\"><font color=\"#3399FF\"><span style=\"text-decoration: none\">www.vimeo.com\/11892154<\/span><\/font><\/a><br \/>\n  <i>\u00abUno spezzone di Telegiornale RAI \u00e8 stato digitalizzato, allungato verticalmente fino a spappolare l\u2019immagine, quindi fatto ruotare vorticosamente su se stesso, trasformandosi in un fascio di colore\u00bb.<\/i><\/font><\/td>\n<td width=\"310\" valign=\"bottom\" align=\"center\">\n<p align=\"center\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/player.vimeo.com\/video\/11892154?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0\" width=\"300\" height=\"225\" frameborder=\"0\" name=\"I7\"><\/iframe><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"367\"><font face=\"Tahoma\" style=\"font-size: 9pt; background-color:#FFFFFF\"><b>DONNE- born to be kings<\/b><\/font><font face=\"Tahoma\" style=\"font-size: 8pt; background-color:#FFFFFF\"> (3\u201913\u201d)<br \/>\n  scritto e diretto da: Francesca Fini; prodotto e distribuito da: Deriva Film; con: Julius Kaiser, Jurij Zoltan Kurgan, Ivan il Terribile, Kyrahm, Vanessa Schena, Alessandro Penso<br \/>\n  <a href=\"http:\/\/www.vimeo.com\/11150179\"><font color=\"#3399FF\"><span style=\"text-decoration: none\">www.vimeo.com\/11150179<\/span><\/font><\/a><br \/>\n  <i>Ivona, Julia e Sonia sono tre drag-kings, tre donne lesbiche che si esibiscono (tra)vestite da uomini. Un giocoso documentario sulla condizione dell\u2019omosessualit\u00e0 nella Roma papalina del terzo millennio.<\/i><\/font><\/td>\n<td width=\"310\" valign=\"bottom\" align=\"center\">\n<p align=\"center\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/player.vimeo.com\/video\/11150179?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0\" width=\"300\" height=\"225\" frameborder=\"0\" name=\"I8\"><\/iframe><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"367\"><font face=\"Tahoma\" style=\"font-size: 9pt; background-color:#FFFFFF\"><b>performing-THE MIRROR<\/b><\/font><font face=\"Tahoma\" style=\"font-size: 8pt; background-color:#FFFFFF\"> (3\u201958\u201d)<br \/>\n  una performance di: Francesca Fini; con: Francesca Fini e Letizia Lucchini<br \/>\n  <a href=\"http:\/\/www.vimeo.com\/11054074\"><font color=\"#3399FF\"><span style=\"text-decoration: none\">www.vimeo.com\/11054074<\/span><\/font><\/a><br \/>\n  <i>Live performance che interagisce con il video THE MIRROR\/DORIAN GRAY<\/i><\/font><\/td>\n<td width=\"310\" valign=\"bottom\" align=\"center\">\n<p align=\"center\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/player.vimeo.com\/video\/11054074?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0\" width=\"300\" height=\"169\" frameborder=\"0\" name=\"I9\"><\/iframe><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"367\"><font face=\"Tahoma\" style=\"font-size: 9pt; background-color:#FFFFFF\"><b>ETERNAL TREE<\/b><\/font><font face=\"Tahoma\" style=\"font-size: 8pt; background-color:#FFFFFF\"> (7\u201911\u201d)<br \/>\n  una performance di: Francesca Fini; musiche: Cristiano Petrucci, Alessandro Altarocca; con: Quantum Brain di Cristiano Petrucci e Noemi Valente; ballerini: Ilenia Romano Sara Di Salvo Valeria Pediglieri; camera: Fabio Scacchioli; body paint: Chiara Narducci, Ilaria di Lauro<br \/>\n  <a href=\"http:\/\/www.vimeo.com\/11011147\"><font color=\"#3399FF\"><span style=\"text-decoration: none\">www.vimeo.com\/11011147<\/span><\/font><\/a><br \/>\n  <i>\u00abEternal Tree \u00e8 una performance danza contemporanea, musica elettronica e video-arte si fondono per raccontare una favola sull\u2019acqua, come simbolo di fondazione e rinascita\u00bb.<\/i><\/font><\/td>\n<td width=\"310\" valign=\"bottom\" align=\"center\">\n<p align=\"center\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/player.vimeo.com\/video\/11011147?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0\" width=\"300\" height=\"169\" frameborder=\"0\" name=\"I10\"><\/iframe><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"367\"><font face=\"Tahoma\" style=\"font-size: 9pt; background-color:#FFFFFF\"><b>THE MIRROR\/DORIAN GRAY<\/b><\/font><font face=\"Tahoma\" style=\"font-size: 8pt; background-color:#FFFFFF\"> (7\u201927\u201d)<br \/>\n  scritto e diretto da: Francesca Fini; con: Letizia Lucchini; DOP: Marco Carosi; body suspension: Maestro BD<br \/>\n  <a href=\"http:\/\/www.vimeo.com\/10882703\"><font color=\"#3399FF\"><span style=\"text-decoration: none\">www.vimeo.com\/10882703<\/span><\/font><\/a><br \/>\n  <i>Un corpo nudo (Letizia Lucchini) sospeso in una dimensione glaciale, dentro ad uno specchio, dentro ad un\u2019immagine. Una riflessione catarifrangente sull\u2019atto del guardarsi.<\/i><\/font><\/td>\n<td width=\"310\" valign=\"bottom\" align=\"center\">\n<p align=\"center\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/player.vimeo.com\/video\/10882703?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0\" width=\"300\" height=\"169\" frameborder=\"0\" name=\"I11\"><\/iframe><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"367\"><font face=\"Tahoma\" style=\"font-size: 9pt; background-color:#FFFFFF\"><b>LATIN LOVER<\/b><\/font><font face=\"Tahoma\" style=\"font-size: 8pt; background-color:#FFFFFF\"> (4\u201933\u201d)<br \/>\n  scritto e diretto da: Francesca Fini; con: Nicola Nocella; DOP: Marco Carosi<br \/>\n  <a href=\"http:\/\/www.vimeo.com\/7963470\"><font color=\"#3399FF\"><span style=\"text-decoration: none\">www.vimeo.com\/7963470<\/span><\/font><\/a><br \/>\n  <i>Il maschio \u00e8 orrido e prevedibile nei suoi bisogni: il Latin Lover ne \u00e8 l\u2019essenza perversa. Cortometraggio reso ancor pi\u00f9 disturbante da un audio claustrofobico.<\/i><\/font><\/td>\n<td width=\"310\" valign=\"bottom\" align=\"center\">\n<p align=\"center\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/player.vimeo.com\/video\/7963470?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0\" width=\"300\" height=\"225\" frameborder=\"0\" name=\"I12\"><\/iframe><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"367\"><font face=\"Tahoma\" style=\"font-size: 9pt; background-color:#FFFFFF\"><b>CRY ME<\/b><\/font><font face=\"Tahoma\" style=\"font-size: 8pt; background-color:#FFFFFF\"> (3\u201905\u201d)<br \/>\n  Scritto, diretto e performato da: Francesca Fini<br \/>\n  <a href=\"http:\/\/www.vimeo.com\/7962185\"><font color=\"#3399FF\"><span style=\"text-decoration: none\">www.vimeo.com\/7962185<\/span><\/font><\/a><br \/>\n  <i>\u201cCry Me\u201d \u00e8 una \u00abradiografia dell\u2019anima\u00bb. Un monitor scorre su di un corpo rivelando una dimensione nascosta allo sguardo (realizzata un fotogramma alla volta).<\/i><\/font><\/td>\n<td width=\"310\" valign=\"bottom\" align=\"center\">\n<p align=\"center\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/player.vimeo.com\/video\/7962185?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0\" width=\"300\" height=\"225\" frameborder=\"0\" name=\"I13\"><\/iframe><\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<p align=\"left\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"left\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/francesca_fini_04.jpg\" width=\"620\" height=\"244\"><\/p>\n<p align=\"left\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/francesca_fini_05.jpg\" width=\"620\" height=\"345\"><\/p>\n<p align=\"left\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"left\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"left\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La presente intervista \u00e8 stata pubblicato su Rapporto Confidenziale, numero30 (dic\/gen 2011), pagg. 26-32 L\u2019immagine conturbante. Intervista a Francesca Fini a cura di Alessio Galbiati Sono molte le forme possibili dell\u2019immagine in movimento, inutile confinare la passione per esse al solo cinema, perch\u00e9 \u00e8 nella moltitudine delle sue concretizzazioni che il cinefilo (contemporaneo) trova il proprio appagamento, la soddisfazione della<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[8],"tags":[22,1603,1554,8522,150,8550,5043,7816,2419],"class_list":["post-11775","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interviste","tag-alessio-galbiati","tag-arte","tag-filmografia","tag-francesca-fini","tag-intervista","tag-numero30","tag-performance","tag-videoarte","tag-videografia"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>L\u2019immagine conturbante. Intervista a Francesca Fini | Rapporto Confidenziale<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11775\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"L\u2019immagine conturbante. Intervista a Francesca Fini | Rapporto Confidenziale\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"La presente intervista \u00e8 stata pubblicato su Rapporto Confidenziale, numero30 (dic\/gen 2011), pagg. 26-32 L\u2019immagine conturbante. Intervista a Francesca Fini a cura di Alessio Galbiati Sono molte le forme possibili dell\u2019immagine in movimento, inutile confinare la passione per esse al solo cinema, perch\u00e9 \u00e8 nella moltitudine delle sue concretizzazioni che il cinefilo (contemporaneo) trova il proprio appagamento, la soddisfazione della\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11775\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Rapporto Confidenziale\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/rapportoconfidenziale\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2011-01-18T16:07:14+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2011-02-25T06:09:02+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/francesca_fini_011.jpg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Alessio Galbiati\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@RConfidenziale\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@RConfidenziale\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Alessio Galbiati\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"22 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=11775#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=11775\"},\"author\":{\"name\":\"Alessio Galbiati\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/ff5d5dc89af101292a4c5874ff09548c\"},\"headline\":\"L\u2019immagine conturbante. Intervista a Francesca Fini\",\"datePublished\":\"2011-01-18T16:07:14+00:00\",\"dateModified\":\"2011-02-25T06:09:02+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=11775\"},\"wordCount\":4343,\"commentCount\":1,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=11775#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"http:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2011\\\/01\\\/francesca_fini_011.jpg\",\"keywords\":[\"Alessio Galbiati\",\"ARTE\",\"Filmografia\",\"Francesca Fini\",\"intervista\",\"Numero30\",\"performance\",\"videoarte\",\"videografia\"],\"articleSection\":[\"INTERVISTE\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=11775#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=11775\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=11775\",\"name\":\"L\u2019immagine conturbante. Intervista a Francesca Fini | Rapporto Confidenziale\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=11775#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=11775#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"http:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2011\\\/01\\\/francesca_fini_011.jpg\",\"datePublished\":\"2011-01-18T16:07:14+00:00\",\"dateModified\":\"2011-02-25T06:09:02+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=11775#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=11775\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=11775#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2011\\\/01\\\/francesca_fini_011.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2011\\\/01\\\/francesca_fini_011.jpg\",\"width\":\"620\",\"height\":\"383\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=11775#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"L\u2019immagine conturbante. Intervista a Francesca Fini\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/\",\"name\":\"Rapporto Confidenziale\",\"description\":\"rivista digitale di cultura cinematografica | digital magazine about cinematic culture\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#organization\",\"name\":\"Rapporto Confidenziale\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2017\\\/09\\\/RC_logo_1_nero.png\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2017\\\/09\\\/RC_logo_1_nero.png\",\"width\":3508,\"height\":709,\"caption\":\"Rapporto Confidenziale\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/rapportoconfidenziale\",\"https:\\\/\\\/x.com\\\/RConfidenziale\",\"https:\\\/\\\/www.instagram.com\\\/icdpavlov\\\/\",\"https:\\\/\\\/www.youtube.com\\\/user\\\/RConfidenziale\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/ff5d5dc89af101292a4c5874ff09548c\",\"name\":\"Alessio Galbiati\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/e45f785b47739f5e3fda1734d001ea698f0e1760a1fa02f81026eb2d8e6fbccb?s=96&d=identicon&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/e45f785b47739f5e3fda1734d001ea698f0e1760a1fa02f81026eb2d8e6fbccb?s=96&d=identicon&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/e45f785b47739f5e3fda1734d001ea698f0e1760a1fa02f81026eb2d8e6fbccb?s=96&d=identicon&r=g\",\"caption\":\"Alessio Galbiati\"},\"sameAs\":[\"http:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\",\"https:\\\/\\\/x.com\\\/RConfidenziale\"],\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?author=5\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"L\u2019immagine conturbante. Intervista a Francesca Fini | Rapporto Confidenziale","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11775","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"L\u2019immagine conturbante. Intervista a Francesca Fini | Rapporto Confidenziale","og_description":"La presente intervista \u00e8 stata pubblicato su Rapporto Confidenziale, numero30 (dic\/gen 2011), pagg. 26-32 L\u2019immagine conturbante. Intervista a Francesca Fini a cura di Alessio Galbiati Sono molte le forme possibili dell\u2019immagine in movimento, inutile confinare la passione per esse al solo cinema, perch\u00e9 \u00e8 nella moltitudine delle sue concretizzazioni che il cinefilo (contemporaneo) trova il proprio appagamento, la soddisfazione della","og_url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11775","og_site_name":"Rapporto Confidenziale","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/rapportoconfidenziale","article_published_time":"2011-01-18T16:07:14+00:00","article_modified_time":"2011-02-25T06:09:02+00:00","og_image":[{"url":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/francesca_fini_011.jpg","type":"","width":"","height":""}],"author":"Alessio Galbiati","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@RConfidenziale","twitter_site":"@RConfidenziale","twitter_misc":{"Scritto da":"Alessio Galbiati","Tempo di lettura stimato":"22 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11775#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11775"},"author":{"name":"Alessio Galbiati","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/person\/ff5d5dc89af101292a4c5874ff09548c"},"headline":"L\u2019immagine conturbante. Intervista a Francesca Fini","datePublished":"2011-01-18T16:07:14+00:00","dateModified":"2011-02-25T06:09:02+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11775"},"wordCount":4343,"commentCount":1,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11775#primaryimage"},"thumbnailUrl":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/francesca_fini_011.jpg","keywords":["Alessio Galbiati","ARTE","Filmografia","Francesca Fini","intervista","Numero30","performance","videoarte","videografia"],"articleSection":["INTERVISTE"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11775#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11775","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11775","name":"L\u2019immagine conturbante. Intervista a Francesca Fini | Rapporto Confidenziale","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11775#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11775#primaryimage"},"thumbnailUrl":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/francesca_fini_011.jpg","datePublished":"2011-01-18T16:07:14+00:00","dateModified":"2011-02-25T06:09:02+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11775#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11775"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11775#primaryimage","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/francesca_fini_011.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/francesca_fini_011.jpg","width":"620","height":"383"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11775#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"L\u2019immagine conturbante. Intervista a Francesca Fini"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#website","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/","name":"Rapporto Confidenziale","description":"rivista digitale di cultura cinematografica | digital magazine about cinematic culture","publisher":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#organization","name":"Rapporto Confidenziale","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/RC_logo_1_nero.png","contentUrl":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/RC_logo_1_nero.png","width":3508,"height":709,"caption":"Rapporto Confidenziale"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/rapportoconfidenziale","https:\/\/x.com\/RConfidenziale","https:\/\/www.instagram.com\/icdpavlov\/","https:\/\/www.youtube.com\/user\/RConfidenziale"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/person\/ff5d5dc89af101292a4c5874ff09548c","name":"Alessio Galbiati","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/e45f785b47739f5e3fda1734d001ea698f0e1760a1fa02f81026eb2d8e6fbccb?s=96&d=identicon&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/e45f785b47739f5e3fda1734d001ea698f0e1760a1fa02f81026eb2d8e6fbccb?s=96&d=identicon&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/e45f785b47739f5e3fda1734d001ea698f0e1760a1fa02f81026eb2d8e6fbccb?s=96&d=identicon&r=g","caption":"Alessio Galbiati"},"sameAs":["http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org","https:\/\/x.com\/RConfidenziale"],"url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?author=5"}]}},"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11775","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=11775"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11775\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=11775"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=11775"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=11775"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}