{"id":12200,"date":"2011-03-13T11:30:08","date_gmt":"2011-03-13T10:30:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=12200"},"modified":"2026-06-16T21:56:31","modified_gmt":"2026-06-16T19:56:31","slug":"la-vita-agra-carlo-lizzani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=12200","title":{"rendered":"La vita agra > Carlo Lizzani"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-40424\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/la-vita-agra-lizzani-cover.jpg\" alt=\"\" width=\"1112\" height=\"741\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/la-vita-agra-lizzani-cover.jpg 1112w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/la-vita-agra-lizzani-cover-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/la-vita-agra-lizzani-cover-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/la-vita-agra-lizzani-cover-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/la-vita-agra-lizzani-cover-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/la-vita-agra-lizzani-cover-436x291.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/la-vita-agra-lizzani-cover-673x449.jpg 673w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/la-vita-agra-lizzani-cover-950x633.jpg 950w\" sizes=\"auto, (max-width: 1112px) 100vw, 1112px\" \/><\/p>\n<blockquote><p>\u00abOggi, a distanza, penso che sia stata proprio la lezione de \u201cLa vita agra\u201d a farmi scegliere man mano \u2013 tra i tanti fatti di cronaca, di violenza che negli anni Settanta dilagavano sulle prime pagine dei giornali \u2013 quelli in cui riconoscevo con sempre maggiore chiarezza i tratti di una societ\u00e0 che aveva preso a correre in modo via via pi\u00f9 febbrile verso due traguardi: il consumo e il successo.\u00bb<br \/>\nCarlo Lizzani, <em>Il mio lungo viaggio nel secolo breve<\/em> (2007)<\/p><\/blockquote>\n<p>Luciano Bianchi \u00e8 responsabile delle iniziative culturali presso in una miniera di Guastalla ma viene licenziato a causa dei tagli al personale dovuti ad una riduzione dei costi generali che servir\u00e0 a tenere aperta la miniera. Qualche giorno dopo la miniera esplode per colpa della riduzione dei sistemi di sicurezza, causando la morte di quarantatre operai. Luciano decide cos\u00ec di partire per Milano e vendicarsi, facendo esplodere il grattacielo sede della societ\u00e0 mineraria. Arrivato a Milano, Luciano conosce Anna, giovane rivoluzionaria con cui instaura una relazione extraconiugale. Luciano per\u00f2 \u00e8 costretto a trovare un lavoro per sopravvivere: inizia cos\u00ec a fare il traduttore, cercando una strada nel mondo dell\u2019editoria. Ma sar\u00e0 l\u2019universo della pubblicit\u00e0 ad accoglierlo e ad introdurlo della societ\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Milano \u00e8 finalmente Milano<\/strong><br \/>\nCome ne <a href=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11551\">\u201cLo svitato\u201d<\/a>, Milano continua ad essere una citt\u00e0 perennemente in costruzione, anche se il significato di questa continua espansione e ricostruzione, assume toni diversi rispetto a quelli affrontati nel film precedente. Se prima la crescita di Milano era lo specchio di un mondo che aveva il desiderio di migliorare, ora \u00e8 diventata il riflesso di una coscienza che mira a dimostrare solamente la sua superiorit\u00e0 industriale e commerciale con edifici sempre pi\u00f9 imponenti, moderni, enormi. Milano smette di essere una citt\u00e0 a misura d\u2019uomo e diventa una citt\u00e0 fatta su misura dei suoi irraggiungibili sogni e desideri di grandezza, che per\u00f2 lo schiacciano e lo opprimono con edifici che continuano a ricordagli quanto piccolo \u00e8 l\u2019uomo se confrontato con quel sogno lontanissimo di successo e denaro. Ed ecco il proliferare di grattacieli, di enormi condomini moderni che sbocciano come fiori spaventosi ai margini della citt\u00e0. Nascono le citt\u00e0-satellite, i nuovi quartieri che dipendono in tutto e per tutto dalla citt\u00e0, piccoli mondi esclusi e rinchiusi in cui Luciano si trasferisce annullandosi definitivamente. Lizzani per\u00f2 non dimentica di registrare anche tutto l\u2019affascinante mondo degli artisti milanesi (che aveva personalmente conosciuto gi\u00e0 nel dopoguerra), qui rappresentati nella famosa Latteria Pirovini in cui un giovane Enzo Jannacci si esibisce nel suo repertorio. La Latteria Pirovini sembra essere l\u2019ultimo avamposto in cui regna un poco di libert\u00e0, un mondo non ancora attaccato dal pensiero del successo e del denaro.<br \/>\nMilano \u00e8 diventata, nel bene e nel male, finalmente Milano.<\/p>\n<p><strong>Luciano Bianchi e l\u2019altra faccia del boom<\/strong><br \/>\nArrivato a Milano con l\u2019idea della rivoluzione, Luciano si ritrova nel giro di qualche mese ingabbiato nelle logiche di una citt\u00e0 che divora letteralmente le coscienze dei suoi abitanti per piegarle al suo volere. Arrivato a Milano con l\u2019idea di cambiare il mondo, l\u2019unica cosa che Luciano cambier\u00e0 sar\u00e0 s\u00e9 stesso. \u201cLa vita agra\u201d \u00e8 il racconto del progressivo smarrimento di un immigrato che, giunto in un nuovo paese, \u00e8 costretto (volente o nolente) ad accettare le regole del luogo per sopravvivere giorno dopo giorno. Lo smarrimento della propria identit\u00e0 con la relativa sostituzione di valori, desideri e sogni, \u00e8 un passaggio graduale e sottilmente ambiguo, protratto in piccoli ed invisibili ricatti che tendono a fare di Luciano, prima una persona privata dei suoi punti di riferimento e, successivamente, un individuo con i piedi ben saldati su quell\u2019asfalto che lo ha intrappolato ormai per sempre e che, a partire da ora, pu\u00f2 modellarlo a suo piacimento. Il film si apre con un\u2019azzardata sequenza (siamo nel 1964) in cui Luciano Bianchi, interpretato da Ugo Tognazzi, si rivolge direttamente agli spettatori introducendo alcuni temi della pellicola e la storia che a grandi linee sar\u00e0 raccontata. L\u2019intento di Carlo Lizzani e dei suoi sceneggiatori (Sergio Amidei e Luciano Vincenzoni) \u00e8 chiaro: creare complicit\u00e0 tra il protagonista e lo spettatore in modo da rendere graduale il cambiamento di Luciano, farlo quasi sembrare un processo naturale in cui il protagonista non ha che da guadagnarci. Di fatto \u00e8 solo nel finale grottesco e amarissimo, che scopriamo il risultato di questo silenzioso cambiamento. Un finale che, pur chiudendo la pellicola, apre un capitolo di inarrestabile declino morale di una Milano sempre pi\u00f9 sprofondata nel suo illusorio e vacuo benessere.<br \/>\nUgo Tognazzi \u00e8 il corpo attoriale perfetto per impersonare Luciano Bianchi, capace di fraternizzare<br \/>\nimmediatamente con lo spettatore e di rendere ancora pi\u00f9 cinico e doloroso il ribaltamento finale.<\/p>\n<p><strong>La cattedrale<\/strong><br \/>\nIl grattacielo ossessiona Luciano. Lo vuole distruggere, far esplodere, lo vuol vedere saltare in aria. La stessa aria che sente soffiare sulla sua pelle durante i sopralluoghi onirici in cima al grattacielo, dove sotto ai suoi piedi continua a scorrere la citt\u00e0 tra la nebbia. Un\u2019immagine ossessiva che ritorna nel film a pi\u00f9 riprese, imponente e minacciosa, come un\u2019oscura cattedrale che racchiude in s\u00e9 il segreto della sopravvivenza, anzi, il segreto stesso della vita, ovvero lo spirito di adattamento. E quando Luciano si adatta alla visione cos\u00ec disturbante e divina del Torracchione (come lui lo chiama), diventa membro di quella chiesa e dall\u2019edificio scompare il suo terrore gotico. Ora il grattacielo si confonde con i palazzi, i condomini, si confonde con i ponti e le ferrovie, diventa anonimo ed invisibile all\u2019occhio anestetizzato e distante di Luciano.<\/p>\n<p><strong>Il libro e il film<\/strong><br \/>\nImpossibile non affrontare con un film come \u201cLa vita agra\u201d, l\u2019annoso problema dell\u2019adattamento cinematografico di un\u2019opera letteraria. Scritto da Luciano Bianciardi, che trae spunto per le vicende raccontate partendo dalla propria biografia, il libro arriva sugli scaffali delle librerie nel 1962, ponendo<br \/>\nsubito in evidenza la voce fuori dal coro del suo autore, capace di una riflessione in itinere di quel boom economico che aveva travolto l\u2019Italia e dal cui passaggio cominciavano a riemergere le macerie. Nel 1964 Lizzani si mette al lavoro con Amidei e Vincenzoni sull\u2019adattamento del libro e, il primo cambiamento che apportano, \u00e8 quello di variare le origini del protagonista, che da toscano diventa emiliano, scelta motivata dall\u2019esigenza di cucire il personaggio su Tognazzi, e pure per modernizzarlo. A parte questo piccolo cambiamento, ci\u00f2 che muta radicalmente, \u00e8 il tono complessivo della narrazione. Se il libro di Bianciardi \u00e8 un\u2019acuta osservazione esistenzialista (percorsa da un solido e cupo senso dell\u2019umorismo), il film di Lizzani \u00e8 invece incasellato nella cornice della commedia all\u2019italiana, di cui sfrutta modi e stili. Il cambiamento c\u2019\u00e8 e si fa sentire, la scelta optata da Lizzani e dai suoi sceneggiatori, pur creando all\u2019epoca qualche perplessit\u00e0, pu\u00f2 essere vista oggi una scelta di rottura per entrare ancora di pi\u00f9 nel significato intrinseco dell\u2019opera letteraria. Conferma questa direzione anche il finale che differisce dal libro, ma che ne amplifica il senso. Lo smarrimento dello spettatore nel vedere il suo eroe integrato con la societ\u00e0 contro cui si batteva, \u00e8 il grande e sofferente risultato ottenuto da Lizzani, che ingabbia ulteriormente il suo personaggio con la sequenza finale in cui Luciano si ritrova intrappolato nella gabbia piccoloborghese, con i suoi sogni esplosi per sempre insieme ai fuochi d\u2019artificio del Torracchione.<\/p>\n<p><strong>Carlo Lizzani e la schizofrenia dei generi<\/strong><br \/>\nCi sono voluti quasi quarant\u2019anni prima che Carlo Lizzani venisse riconosciuto come autore in quanto tale, dopo un\u2019intera carriera in cui \u00e8 stato definito, nel migliore dei casi, un ottimo mestierante con delle tematiche ricorrenti. Questo tardivo riconoscimento, nasce forse dalla difficolt\u00e0 di inserire il regista e la sua filmografia in un genere ben preciso, compito arduo (se non impossibile) per un regista come Lizzani, che durante la sua carriera ha affrontato ogni tipo di genere cinematografico, dal dramma storico alla commedia all\u2019italiana, dal film in costume alla ricostruzione storica, dall\u2019instant-movie al western, dal film comico al gangster -movie.<br \/>\n\u201cLa vita agra\u201d, all\u2019interno del pi\u00f9 ampio discorso sui generi, rappresenta in maniera limpida e precisa, la funzione che il genere assume all\u2019interno del cinema di Lizzani. La pellicola parte come un\u2019originale commedia all\u2019italiana (nuova e d\u2019impatto per il nostro cinema, la scelta di far parlare il protagonista direttamente in camera) e continua ad esserlo per tutta la sua durata, se non fosse per dei continui corti circuiti che disturbano la naturale trasmissione del genere, inserendo piccoli elementi destabilizzanti.<br \/>\nL\u2019incontro tra Luciano e Anna, ad esempio, \u00e8 girato con uno stile documentaristico che poi Lizzani affiner\u00e0 in \u201cBanditi a Milano\u201d, oppure le sequenze con i proprietari dell\u2019appartamento in cui Luciano vive, che sembrano rifarsi apertamente ad una certa corrente ludica della Nouvelle Vague (\u201cZazie nel metr\u00f2\u201d).<br \/>\nQuesti disturbi continua nell\u2019iter della narrazione, contribuiscono a ricreare un\u2019atmosfera instabile dove un luogo sicuro (la commedia all\u2019italiana), \u00e8 continuamente sovvertito e disturbato da inserti fuori luogo che accrescono la dimensione metafisica del racconto. Ne \u00e8 una prova la straniante sequenza del colloquio alla casa editrice, sviluppata come se fosse un film di fantascienza alla \u201c1984\u201d, in cui per\u00f2 rimane una forte impronta della ruvida ironia del protagonista.<br \/>\nL\u2019anarchica schizofrenia formale de \u201cLa vita agra\u201d \u00e8 dunque la dimostrazione pi\u00f9 ampia e sincera (ma anche imperfetta) del ruolo che il genere ricopre all\u2019interno del cinema di Lizzani: non una gabbia che piega la storia e la narrazione alle sue regole, ma un attrezzo per raccontare e approfondire la realt\u00e0.<\/p>\n<p><em>Matteo Contin<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">+ + +<\/p>\n<p><strong>RASSEGNA STAMPA 1964<\/strong><br \/>\n\u201cLa vita agra\u201d non riesce a essere n\u00e9 un film serio, che tenga conto di tutte le componenti della condizione rappresentata, n\u00e9 un film satirico di cui gli mancano la cattiveria, l\u2019indignazione polemica e la capacit\u00e0 di incidere nel profondo. La struttura formale del film, con quella continua dissipazione della aneddotica nel bozzetto e nella facile deformazione caricaturale, \u00e8 in tal senso rivelatrice: basterebbe ricordare la sequenza della discussione sull\u2019erotismo, il ritratto dei coniugi svizzeri, la descrizione alla Gregoretti dell\u2019interno del \u201ctorracchione\u201d. [&#8230;]<br \/>\nAdelio Ferrero da <em>Cinema Nuovo<\/em><\/p>\n<p><strong>LA VITA AGRA<\/strong><br \/>\n<strong>regia:<\/strong> Carlo Lizzani; <strong>soggetto:<\/strong> Luciano Bianciardi dal romanzo omonimo; <strong>sceneggiatura:<\/strong> Sergio Amidei, Luciano Vincenzoni, Carlo Lizzani; <strong>fotografia:<\/strong> Erico Menczer; <strong>montaggio:<\/strong> Franco Fraticelli; <strong>suono:<\/strong> Liliano Galli, Mario Amari; <strong>musiche:<\/strong> Piero Piccioni; <strong>costumi:<\/strong> Dario Della Corte; <strong>scenografie:<\/strong> Enrico Tovaglieri; <strong>interpreti:<\/strong> Ugo Tognazzi, Giovanna Ralli, Giampiero Albertini, Nino Crisman, Rossana Martini, Elio Crovetto, Paola Dapino, Pippo Starnazza, Augusto Bonardi, Maria Pia Arcangeli, Giuliana Rivera, Misa Pesaro, Enzo Jannacci; <strong>casa di produzione:<\/strong> Film Napoleon; <strong>distribuzione:<\/strong> Euro International Films; <strong>visto di censura:<\/strong> 42801 del 21-04-1964; <strong>paese:<\/strong> Italia; <strong>lingua:<\/strong> italiano; <strong>anno:<\/strong> 1964; <strong>durata:<\/strong> 104&#8242;<\/p>\n<p><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"1112\" height=\"626\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/kuth3C0SLGU?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abOggi, a distanza, penso che sia stata proprio la lezione de \u201cLa vita agra\u201d a farmi scegliere man mano \u2013 tra i tanti fatti di cronaca, di violenza che negli anni Settanta dilagavano sulle prime pagine dei giornali \u2013 quelli in cui riconoscevo con sempre maggiore chiarezza i tratti di una societ\u00e0 che aveva preso a correre in modo via<\/p>\n","protected":false},"author":25,"featured_media":40424,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[72],"tags":[1068,9469,2506,9466,9473,5392,9463,9471,153,7794,9475,9470,1899,9472,9464,9362,9467,9468,9465,9474,5186],"class_list":["post-12200","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-critica","tag-1068","tag-augusto-bonardi","tag-carlo-lizzani","tag-elio-crovetto","tag-enzo-jannacci","tag-giampiero-albertini","tag-giovanna-ralli","tag-giuliana-rivera","tag-italia","tag-luciano-bianciardi","tag-luciano-vincenzoni","tag-maria-pia-arcangeli","tag-matteo-contin","tag-misa-pesaro","tag-nino-crisman","tag-numero31","tag-paola-dapino","tag-pippo-starnazza","tag-rossana-martini","tag-sergio-amidei","tag-ugo-tognazzi"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>La vita agra &gt; Carlo Lizzani | Rapporto Confidenziale<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=12200\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"La vita agra &gt; Carlo Lizzani | Rapporto Confidenziale\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"\u00abOggi, a distanza, penso che sia stata proprio la lezione de \u201cLa vita agra\u201d a farmi scegliere man mano \u2013 tra i tanti fatti di cronaca, di violenza che negli anni Settanta dilagavano sulle prime pagine dei giornali \u2013 quelli in cui riconoscevo con sempre maggiore chiarezza i tratti di una societ\u00e0 che aveva preso a correre in modo via\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=12200\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Rapporto Confidenziale\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/rapportoconfidenziale\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2011-03-13T10:30:08+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2026-06-16T19:56:31+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/la-vita-agra-lizzani-cover.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1112\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"741\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Matteo Contin\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@RConfidenziale\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@RConfidenziale\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Matteo Contin\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"10 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=12200#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=12200\"},\"author\":{\"name\":\"Matteo Contin\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/49d1d5130ddbeeb78301ceeb8df29874\"},\"headline\":\"La vita agra > Carlo Lizzani\",\"datePublished\":\"2011-03-13T10:30:08+00:00\",\"dateModified\":\"2026-06-16T19:56:31+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=12200\"},\"wordCount\":1764,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=12200#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2011\\\/03\\\/la-vita-agra-lizzani-cover.jpg\",\"keywords\":[\"1964\",\"Augusto Bonardi\",\"Carlo Lizzani\",\"Elio Crovetto\",\"Enzo Jannacci\",\"Giampiero Albertini\",\"Giovanna Ralli\",\"Giuliana Rivera\",\"Italia\",\"Luciano Bianciardi\",\"Luciano Vincenzoni\",\"Maria Pia Arcangeli\",\"Matteo Contin\",\"Misa Pesaro\",\"Nino Crisman\",\"numero31\",\"Paola Dapino\",\"Pippo Starnazza\",\"Rossana Martini\",\"Sergio Amidei\",\"Ugo Tognazzi\"],\"articleSection\":[\"CRITICA\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=12200#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=12200\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=12200\",\"name\":\"La vita agra > Carlo Lizzani | Rapporto Confidenziale\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=12200#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=12200#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2011\\\/03\\\/la-vita-agra-lizzani-cover.jpg\",\"datePublished\":\"2011-03-13T10:30:08+00:00\",\"dateModified\":\"2026-06-16T19:56:31+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=12200#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=12200\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=12200#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2011\\\/03\\\/la-vita-agra-lizzani-cover.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2011\\\/03\\\/la-vita-agra-lizzani-cover.jpg\",\"width\":1112,\"height\":741},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=12200#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"La vita agra > Carlo Lizzani\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/\",\"name\":\"Rapporto Confidenziale\",\"description\":\"rivista digitale di cultura cinematografica | digital magazine about cinematic culture\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#organization\",\"name\":\"Rapporto Confidenziale\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2017\\\/09\\\/RC_logo_1_nero.png\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2017\\\/09\\\/RC_logo_1_nero.png\",\"width\":3508,\"height\":709,\"caption\":\"Rapporto Confidenziale\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/rapportoconfidenziale\",\"https:\\\/\\\/x.com\\\/RConfidenziale\",\"https:\\\/\\\/www.instagram.com\\\/icdpavlov\\\/\",\"https:\\\/\\\/www.youtube.com\\\/user\\\/RConfidenziale\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/49d1d5130ddbeeb78301ceeb8df29874\",\"name\":\"Matteo Contin\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/d1e03f27aba3e626837ee1e1d254ac277051cae4f639e504c631f8773e283eb3?s=96&d=identicon&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/d1e03f27aba3e626837ee1e1d254ac277051cae4f639e504c631f8773e283eb3?s=96&d=identicon&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/d1e03f27aba3e626837ee1e1d254ac277051cae4f639e504c631f8773e283eb3?s=96&d=identicon&r=g\",\"caption\":\"Matteo Contin\"},\"sameAs\":[\"http:\\\/\\\/\"],\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?author=25\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"La vita agra > Carlo Lizzani | Rapporto Confidenziale","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=12200","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"La vita agra > Carlo Lizzani | Rapporto Confidenziale","og_description":"\u00abOggi, a distanza, penso che sia stata proprio la lezione de \u201cLa vita agra\u201d a farmi scegliere man mano \u2013 tra i tanti fatti di cronaca, di violenza che negli anni Settanta dilagavano sulle prime pagine dei giornali \u2013 quelli in cui riconoscevo con sempre maggiore chiarezza i tratti di una societ\u00e0 che aveva preso a correre in modo via","og_url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=12200","og_site_name":"Rapporto Confidenziale","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/rapportoconfidenziale","article_published_time":"2011-03-13T10:30:08+00:00","article_modified_time":"2026-06-16T19:56:31+00:00","og_image":[{"width":1112,"height":741,"url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/la-vita-agra-lizzani-cover.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Matteo Contin","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@RConfidenziale","twitter_site":"@RConfidenziale","twitter_misc":{"Scritto da":"Matteo Contin","Tempo di lettura stimato":"10 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=12200#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=12200"},"author":{"name":"Matteo Contin","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/person\/49d1d5130ddbeeb78301ceeb8df29874"},"headline":"La vita agra > Carlo Lizzani","datePublished":"2011-03-13T10:30:08+00:00","dateModified":"2026-06-16T19:56:31+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=12200"},"wordCount":1764,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=12200#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/la-vita-agra-lizzani-cover.jpg","keywords":["1964","Augusto Bonardi","Carlo Lizzani","Elio Crovetto","Enzo Jannacci","Giampiero Albertini","Giovanna Ralli","Giuliana Rivera","Italia","Luciano Bianciardi","Luciano Vincenzoni","Maria Pia Arcangeli","Matteo Contin","Misa Pesaro","Nino Crisman","numero31","Paola Dapino","Pippo Starnazza","Rossana Martini","Sergio Amidei","Ugo Tognazzi"],"articleSection":["CRITICA"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=12200#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=12200","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=12200","name":"La vita agra > Carlo Lizzani | Rapporto Confidenziale","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=12200#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=12200#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/la-vita-agra-lizzani-cover.jpg","datePublished":"2011-03-13T10:30:08+00:00","dateModified":"2026-06-16T19:56:31+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=12200#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=12200"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=12200#primaryimage","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/la-vita-agra-lizzani-cover.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/la-vita-agra-lizzani-cover.jpg","width":1112,"height":741},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=12200#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"La vita agra > Carlo Lizzani"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#website","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/","name":"Rapporto Confidenziale","description":"rivista digitale di cultura cinematografica | digital magazine about cinematic culture","publisher":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#organization","name":"Rapporto Confidenziale","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/RC_logo_1_nero.png","contentUrl":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/RC_logo_1_nero.png","width":3508,"height":709,"caption":"Rapporto Confidenziale"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/rapportoconfidenziale","https:\/\/x.com\/RConfidenziale","https:\/\/www.instagram.com\/icdpavlov\/","https:\/\/www.youtube.com\/user\/RConfidenziale"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/person\/49d1d5130ddbeeb78301ceeb8df29874","name":"Matteo Contin","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/d1e03f27aba3e626837ee1e1d254ac277051cae4f639e504c631f8773e283eb3?s=96&d=identicon&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/d1e03f27aba3e626837ee1e1d254ac277051cae4f639e504c631f8773e283eb3?s=96&d=identicon&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/d1e03f27aba3e626837ee1e1d254ac277051cae4f639e504c631f8773e283eb3?s=96&d=identicon&r=g","caption":"Matteo Contin"},"sameAs":["http:\/\/"],"url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?author=25"}]}},"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/la-vita-agra-lizzani-cover.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12200","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/25"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=12200"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12200\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":42593,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12200\/revisions\/42593"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/40424"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12200"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=12200"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=12200"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}