{"id":1309,"date":"2007-12-20T18:20:02","date_gmt":"2007-12-20T17:20:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=1309"},"modified":"2010-06-11T18:53:31","modified_gmt":"2010-06-11T16:53:31","slug":"sandrone-dazieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=1309","title":{"rendered":"Sandrone Dazieri"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1310\" title=\"Sandrone Dazieri01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/sandrone_ribalt.jpg\" alt=\"Sandrone Dazieri01\" width=\"360\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/sandrone_ribalt.jpg 360w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/sandrone_ribalt-240x300.jpg 240w\" sizes=\"auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px\" \/><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><em>Nato a Cremona nel 1964, Sandrone Dazieri si diploma alla scuola alberghiera di San Pellegrino Terme e lavora come cuoco per una decina d&#8217;anni, in giro per l&#8217;Italia. Studia Scienze Politiche a Milano, non si laurea, e, lasciati i fornelli, lavora come venditore di corsi di musica e come facchino, militando in contemporanea nel movimento dei centri sociali milanesi.<br \/>\nNel 1992 si avvicina all&#8217;editoria come correttore di bozze nel service editoriale Telepress, di cui, cinque anni dopo, \u00e8 nominato direttore della sede di Milano. Nel frattempo diventa giornalista pubblicista e collabora per cinque anni con il Manifesto come esperto di controculture e narrativa di genere.<br \/>\nNel 1999 pubblica il suo primo romanzo noir, <strong>Attenti al Gorilla<\/strong>, per il Giallo Mondadori e il rapporto con la casa editrice si approfondisce sino alla nomina a responsabile prima dei Gialli Mondadori, poi di tutto il comparto dei libri per edicola. Scrive altri due romanzi per adulti, sempre noir (<strong>La cura del Gorilla<\/strong>, Einaudi, e <strong>Gorilla Blues<\/strong>, Strade Blu Mondadori), un romanzo per ragazzi (Disney Avventura, premio selezione Bancarellino), alcune sceneggiature per il cinema e il fumetto, numerosi racconti.<br \/>\nNel 2003, insieme con il regista Gabriele Salvatores e il produttore Maurizio Totti, fonda la casa editrice Colorado Noir, che si propone di trovare nuovi talenti per il cinema e la letteratura.<br \/>\nE&#8217; stato per un anno il direttore dei Libri per Ragazzi Mondadori, incarico che ha lasciato nel settembre del 2005 per avere pi\u00f9 tempo per scrivere.<br \/>\nNel 2005 ha pubblicato per Strade blu Mondandori <strong>Il karma del Gorilla<\/strong>.<br \/>\nDal suo <strong>La cura del Gorilla<\/strong>, Carlo Sigon ha tratto l&#8217;omonimo film con Claudio Bisio, Stefania Rocca, Gigio Alberti e Bebo Storti<\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Sin dal primo romanzo, <em>Attenti al Gorilla<\/em>, il protagonista porta il tuo stesso nome. Ma quanto c\u2019\u00e8 nel personaggio del suo autore?<\/strong><br \/>\nUna cosa che si impara dalla psicanalisi \u00e8 che tutti i personaggi che appaiono nei nostri sogni sono parte di noi. Questo vale anche per i romanzi. Ogni personaggio, ogni ambiente, \u00e8 parte di chi lo scrive. Quindi, io e il Gorilla siamo la stessa persona, ma anche ogni passante, ogni comparsa \u00e8 me, rappresenta uno dei miei aspetti. Quindi, la domanda non pu\u00f2 avere una risposta precisa. Certo, parte della mia biografia \u00e8 simile a quella del Gorilla, ma credo che alla fine non abbia alcuna importanza. I romanzi sono una metafora del reale, non una fotografia di esso. Quindi, io potrei anche non esistere affatto.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Da <em>La cura del Gorilla<\/em> \u00e8 stato tratto un film diretto da Carlo Sigon di cui tu sei sceneggiatore. Com\u2019\u00e8 stato lavorare alla trasposizione del tuo romanzo?<\/strong><br \/>\n\u00c8 stato molto faticoso, ma anche interessante. Un film \u00e8 un lavoro di gruppo, e devi rapportarti con persone che hanno letto il tuo libro e ne hanno idee molto precise, e che a volte vi vedono cose che tu non vi hai mai visto. Poi, se scrivi la sceneggiatura, come mi \u00e8 capitato, ti tocca imparare una nuova grammatica, differente da quella dei romanzi. Le sceneggiature sono visive, i romanzi descrittivi. Una differenza fondamentale.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>\u00c8 cambiato rispetto all\u2019opera originale? E se si, si \u00e8 trattata di un\u2019esigenza cinematografica o di mutamenti dovuti all\u2019evoluzione del personaggio avvenuta nei romanzi nel frattempo scritti e pubblicati?<\/strong><br \/>\nUn po\u2019 tutto questo. Un romanzo in quanto tale \u00e8 infilmabile, devi trasformare pensieri ed emozioni in immagini. La cura, poi, aveva troppe trame intrecciate, ed era necessario semplificarlo se non si voleva farne uno sceneggiato di venti puntate. Poi, certamente, da quando ho scritto il romanzo a quando ho terminato la sceneggiatura, ci sono stati in mezzo altri due romanzi del Gorilla, in cui il personaggio \u00e8 invecchiato e mutato. Alcuni di questi mutamenti si sono riflessi nella sceneggiatura. Ma \u00e8 successo anche il contrario. Tornando a lavorare sulla figura di Vera, ho sentito l\u2019esigenza e il desiderio di riprenderla. Per questo ritorna ne Il Karma del Gorilla, l\u2019ultima avventura della serie.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>La critica si \u00e8 spesso riferita al personaggio del Gorilla come a un no-global. Non pensi che no-global sia diventata un\u2019etichetta utile per confondere sul fatto che non si parla pi\u00f9 di un gruppo definito bens\u00ec di un sentire diffuso in ogni strato della popolazione?<\/strong><br \/>\nSentire diffuso si pu\u00f2 dire ma solo se ci riferiamo alla minoranza di ogni strato della popolazione. Se fosse la maggioranza, credo che le cose sarebbero andate diversamente. Per esempio, non saremmo in guerra con l\u2019Irak. Per esempio, non ci sarebbe Berlusconi al governo.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>In <em>Gorilla Blues<\/em> si parla dei fatti accaduti al G8 di Genova e della morte di Carlo Giuliani, ferite ancora aperte. Anche di recente la polizia ha guadagnato le prime pagine dei giornali a causa del violento blitz notturno in Val di Susa. In <em>Il karma del Gorilla<\/em> si parla di \u201crendition\u201d, di ingerenze della C.I.A. nei nostri affari interni. Con la, debole, scusa del terrorismo siamo tutti a rischio di controllo. in un momento in cui democrazia e diritti civili sono messi a rischio, quale potrebbe essere secondo te la via d\u2019uscita?<\/strong><br \/>\nPurtroppo, o per fortuna, non sono un guru. Credo che l\u2019unica possibile via d\u2019uscita sia quella di mantenere un pensiero critico sull\u2019esistente e dire come la si pensa. Almeno, io faccio cos\u00ec.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Una parte degli autori italiani di noir e gialli che riscuotono grande successo da qualche anno a questa parte (a parte te, Evangelisti, Battisti, Carlotto) provengono da esperienze &#8211; talvolta anche dure, estreme &#8211; legate alla contestazione, all&#8217;antagonismo o all&#8217;impegno sociali. Secondo te, qual\u2019\u00e8 la ragione di questo successo?<\/strong><br \/>\nMah\u2026 forse perch\u00e9 diciamo come la pensiamo. Ma in modi differenti. Per esempio Massimo Carlotto utilizza l\u2019inchiesta sociale, per fotografare la realt\u00e0 di quanto accade nel nostro paese e fa un lavoro splendido, che arriva dove molto spesso l\u2019inchiesta giornalistica non riesce a giungere. Valerio e io, invece, preferiamo lavorare sull\u2019immaginario puro, costruire una metafora della realt\u00e0. Tutti noi, comunque, cerchiamo di dare elementi che modifichino il modo di vedere il mondo di chi ci legge. Di porre dei dubbi laddove vengono proposte solo certezze.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Secondo me i tuoi romanzi sono pi\u00f9 attinenti al genere noir, dove la personalit\u00e0 del protagonista e la descrizione della societ\u00e0 in cui opera acquisiscono pi\u00f9 spazio rispetto al giallo vero e proprio, spesso asservito a uno schema pi\u00f9 rigido. Sei d\u2019accordo su questa definizione dei due generi?<\/strong><br \/>\nDirei di s\u00ec. Come dico sempre, Il Codice Da Vinci \u00e8 un giallo perfetto proprio perch\u00e9, oltre ad avere un intreccio a prova di bomba, ha eliminato tutti gli elementi introspettivi, di approfondimento dei personaggi e della realt\u00e0, inutili alla trama, al grande gioco che costruisce. Un noir non pu\u00f2 permettersi questo. In un noir ambiente e vita interiore dei personaggi contano quanto l\u2019intreccio giallo. Talvolta di pi\u00f9. Ci sono grandi noir, si pensi a Manchette, dove l\u2019intreccio giallo addirittura non esiste.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>La letteratura cosiddetta di genere, il noir, il giallo, la fantascienza, \u00e8 quella forse pi\u00f9 seguita anche se, purtroppo spesso considerata una letteratura minore. Cosa secondo te fa s\u00ec che sia cos\u00ec amata? Secondo te riesce a raccontare bene il suo tempo?<\/strong><br \/>\nCredo che in certi casi racconti bene il suo tempo, (anche se molto di quanto si pubblica sotto questa etichetta \u00e8 mondezza pura), ma lo fa divertendo il lettore e appassionandolo. Questo la rende decisamente pi\u00f9 fruibile di un saggio.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Sei co-fondatore, insieme al produttore Maurizio Totti e al regista Gabriele Salvatores della casa editrice Colorado Noir e da una delle vostre pubblicazioni, <em>Quo vadis, baby?<\/em> di Grazia Verasani, Salvatores ha tratto il suo ultimo film. Tu che hai la possibilit\u00e0 di leggere anche romanzi scritti da scrittori alle prime armi, che impressione ti sei fatto?<\/strong><br \/>\nChe molti scrivono senza avere niente da dire. Molti dei dattiloscritti che leggo hanno trame tutto sommato decenti, tutto sommato sono scritti in buon italiano, ma non hanno una \u201cvoce\u201d, un punto di vista originale sul mondo, qualcosa da dire. Che \u00e8 quello che cerco e credo sia quello che abbiamo dimostrato di scegliere nelle pubblicazioni della Colorado Noir.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Da qualche anno a questa parte, da riviste specializzate prima e quindi dalla rivalutazione alla Mostra del Cinema di Venezia dello scorso anno, quando il fenomeno si \u00e8 espanso, \u00e8 in atto una rivalutazione del cinema di genere italiano, da tempo ucciso dalla televisione e dalle sue produzioni buoniste e tutte livellate verso il basso. Anche \u201cAlias\u201d ha trattato recentemente di questa voglia di tornare al genere. Al di l\u00e0 dell\u2019operazione nostalgia, c\u2019\u00e8 secondo te la possibilit\u00e0 di riprendere una produzione italiana di genere oggi?<\/strong><br \/>\nCredo che stia gi\u00e0 accadendo. Il problema \u00e8 che l\u2019immaginario del genere si \u00e8 ormai formato sul prodotto statunitense da esportazione, con grandi mezzi ed esplosioni. Occorrono nuovi registi e nuovi sceneggiatori che non vogliano citare, non vogliano copiare \u201cin piccolo\u201d, ma cerchino nuove strade.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Il cinema giallo in Italia non ha una grande tradizione, malgrado l\u2019ottimo seguito in mezzo mondo, e i celebrati gialli degli anni \u201970 sono spesso un ricalco di altre opere. E nemmeno il noir, che in Francia (tanto per limitarci all\u2019Europa) ha invece prodotto opere di altissimo valore. Ci sono eccezioni come Petri e il compianto Fernando Di Leo, penso al suo rapporto con i romanzi di Giorgio Scerbanenco. Secondo te, come mai il cinema noir in Italia ha prodotto cos\u00ec pochi, anche se molto buoni, risultati?<\/strong><br \/>\nA parte quanto scrivevo prima, il noir e il giallo hanno vissuto fino agli anni novanta la condizione di narrativa di serie c. Il regista che vi si approcciava, cercava di trasformarlo in qualcosa di diverso, in una commedia di costume, in una satira del presente, in un atto di denuncia. Non lo trattava per quello che era. Il poliziottesco degli anni settanta, in fondo, altro non era che la trasposizione al presente degli spaghetti western.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Ti sei cimentato anche nella scrittura di un soggetto per il fumetto <em>Ginko \u2013 prima di Diabolik<\/em>, in cui si narra delle prime indagini del famoso antagonista del criminale creato dalle sorelle Giussani. La scrittura per il fumetto e per il cinema hanno punti in comune?<\/strong><br \/>\nSono entrambi visivi, ma il fumetto ha a disposizione personaggi e scenari illimitati. Puoi riempire un cielo di astronavi, se ti va. Con il cinema, questo non \u00e8 possibile. Inoltre, il fumetto richiede che i dialoghi siano pochi e scarni, nel cinema i dialoghi sono molto pi\u00f9 importanti. Poi nel cinema ti rapporti con attori in carne e ossa, che recitano le battute. I personaggi di carta fanno esattamente quello che tu vuoi che facciano. Poi, certe cose che in un fumetto sembrano credibili e belle, al cinema non funzionano. Basti pensare alle tutine dei supereroi\u2026<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Ho letto che la RAI stia realizzando dei film per la televisione tratti dai racconti contenuti in <em>Crimini<\/em>. Si hanno gi\u00e0 notizie su chi realizzer\u00e0 il film tratto dal tuo racconto <em>L\u2019ultima battuta<\/em>?<\/strong><br \/>\nNon ancora. Rimango in attesa.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Tra la pubblicazione di <em>Attenti al Gorilla<\/em> e <em>La cura del Gorilla<\/em> sono trascorsi due anni. Uno tra quest\u2019ultimo e <em>Gorilla Blues<\/em>. Addirittura tre tra \u201cGorilla Blues\u201d e <em>Il Karma del Gorilla<\/em>. Ci dai la speranza che l\u2019attesa per il prossimo sar\u00e0 minore?<\/strong><br \/>\nLo spero anch\u2019io\u2026<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Roberto Rippa<\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong><span style=\"font-weight: normal;\">intervista realizzata nell&#8217;estate 2006<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Sandrone Dazieri e il Gorilla<\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><em>Attenti al Gorilla<\/em> (Mondadori, Piccola biblioteca Oscar, 1999)<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Sandrone Dazieri \u00e8 stato assunto per occuparsi del servizio di sicurezza a una festa, apparentemente un lavoro semplice, soldi facili senza fatica. Peccato che nel mezzo del ricevimento la figlia del padrone di casa fugga e venga ritrovata brutalmente uccisa. Mentre le autorit\u00e0 si affrettano a incarcerare un giovane barbone, Sandrone sar\u00e0 l\u2019unico a cercare la verit\u00e0 in una Milano molto poco ospitale nei confronti di tutti i &#8220;diversi&#8221;.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><em>La cura del Gorilla<\/em> (Einaudi, Stile libero, 2001)<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Il Gorilla \u00e8 tornato, e sono guai. Nel corpo a corpo con un&#8217;ltalia pienamente &#8220;globale&#8221; e post-tutto, in piena e riconosciuta follia, si fa strada l&#8217;ultimo, smagliante tipo di Cavaliere di ventura, con molte macchie e tanta paura. Si ritrova, quasi senza volerlo, per pura cavalleria e pura cocciutaggine, a dare e prendere botte da orbi in una vorticosa girandola di albanesi trucidati, balordi omicidi, fantastici fantaeditori un po&#8217; pellari minacciati di morte, maliarde dark ladies dell&#8217;Est, post-autonomi torinesi in piena azione e monsignori caritatevoli.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><em>Gorilla Blues<\/em> (Mondadori, Strade blu, 2002)<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Sandrone prende la decisione di partire da Milano, lasciandosi dietro le spalle i lavori pericolosi e mal pagati, i debiti, la casa distrutta, la fidanzata che non vuole pi\u00f9 saperne di lui e trascorrer\u00e0 una sorta di vacanza in una graziosa quanto deprimente localit\u00e0 sul Lago Maggiore. Dovr\u00e0 occuparsi di sorvegliare un misero luna park di provincia, fingendo di tenere alla larga borsaioli e inesistenti molestatori di bambini. Purtroppo per lui e per gli altri, il suo arrivo nel paesino coincide con una serie di avvenimenti non troppo gradevoli&#8230;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><em>Il karma del Gorilla<\/em> (Mondadori, Strade blu, 2005)<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Nella sua vita il Gorilla \u00e8 stato molte cose: militante dei Centri Sociali, buttafuori da locale notturno, cacciatore di maniaci violenti. Anche ora che sbarca il lunario come addetto &#8220;free lance&#8221; alla sicurezza, non ha rinunciato alle brutte abitudini, e passa il tempo a sbronzarsi e a fare a pugni con focosi supporter della Guerra in Irak. A rendergli le cose pi\u00f9 complicate, riappare Sammy, un suo vecchio amico divenuto l&#8217;erede di un&#8217;immensa fortuna. Minato nel fisico (e forse nella mente) da una malattia terribile, Sammy ha un incarico per lui: rintracciare la sua ex fidanzata, scomparsa molti anni prima, e probabilmente finita nei guai&#8230;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Sandrone Dazieri <a href=\"http:\/\/www.sandronedazieri.it\" target=\"_blank\">sito ufficiale<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nato a Cremona nel 1964, Sandrone Dazieri si diploma alla scuola alberghiera di San Pellegrino Terme e lavora come cuoco per una decina d&#8217;anni, in giro per l&#8217;Italia. Studia Scienze Politiche a Milano, non si laurea, e, lasciati i fornelli, lavora come venditore di corsi di musica e come facchino, militando in contemporanea nel movimento dei centri sociali milanesi. 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