{"id":1370,"date":"2009-01-10T21:27:22","date_gmt":"2009-01-10T20:27:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=1370"},"modified":"2013-04-25T18:58:59","modified_gmt":"2013-04-25T16:58:59","slug":"antonio-martino-lo-stalker-riflessivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=1370","title":{"rendered":"Antonio Martino. Lo Stalker Riflessivo"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1371\" title=\"antonio-martino\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/antonio-martino.jpg\" alt=\"antonio-martino\" width=\"620\" height=\"410\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/antonio-martino.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/antonio-martino-300x198.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">articolo pubblicato su Rapporto Confidenziale numero10 (dicembre 2008) <\/span><strong><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\" lang=\"IT-CH\"><a href=\"..\/wp-content\/uploads\/2008\/12\/Rapporto_Confidenziale-numero10-high.pdf\"><span style=\"color: #3399ff;\">7.9mb<\/span><\/a><\/span><\/strong><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\" lang=\"IT-CH\"> | <strong><a href=\"..\/wp-content\/uploads\/2008\/12\/Rapporto_Confidenziale-numero10-low.pdf\"><span style=\"color: #3399ff;\">3.0mb<\/span><\/a><\/strong> | <strong><a href=\"http:\/\/issuu.com\/rapportoconfidenziale\/docs\/rapportoconfidenziale_numerodieci_high?mode=embed&amp;documentId=081219073210-78aea9b058dc4386b076cd48e10b978c&amp;layout=grey\"><span style=\"color: #3399ff;\">anteprima<\/span><\/a><\/strong><\/span><strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">Antonio Martino. Lo Stalker Riflessivo <\/span><\/strong><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">di Alessio Galbiati<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Con la pubblicazione dell\u2019intervista ad Antonio Martino si compie il percorso innescato dal Volcano Film Festival che ha visto Rapporto Confidenziale impegnato dal numero di luglio-agosto ad approfondire e presentare alcuni dei giovani autori presenti all\u2019evento siciliano.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Abbiamo sentito Peppe Cammarata, direttore del festival e filmmaker (numeri 7 e 8), la malastrada.film (Giuseppe Gagliardo ed Alessandro Spina, numero8), ora \u00e8 il turno di Antonio Martino.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Classe 1977 Martino \u00e8 senz\u2019ombra di dubbio uno dei pi\u00f9 interessanti autori di documentari di questi ultimi anni, i moltissimi riconoscimenti ottenuti dai suoi lavori sono l\u00ec a dimostrarlo, se proprio la visione non dovesse bastare. Dotato d\u2019uno stile asciutto ed essenziale Martino ha al suo attivo cinque documentari, cinque documentazioni sugli effetti nefasti dell\u2019agire umano, cinque catastrofi ambientali delle quali cerca i ricordi fra quell\u2019umanit\u00e0 che ha avuto la sciagura di viverle. Ho voluto approfondire e condividere la conoscenza di questo autore perch\u00e9 anche nelle modalit\u00e0 produttive il suo stile appare fra i pi\u00f9 stimolanti della scena italiana, perch\u00e9 quel che insegna la sua esperienza \u00e8 che viviamo l\u2019epoca in cui la possibilit\u00e0 di fare cinema non \u00e8 mai stata cos\u00ec alla portata di tutti. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">Partirei dall\u2019oggi, dal presente. Nelle mail che ci siamo scambiati per concordare i tempi di questa chiaccherata, ed ancor prima quando durante il <\/span><\/em><\/strong><strong><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">Volcano Film Festival<em> ci siamo conosciuti, mi hai detto che mentre eri impegnato nel tuo progetto legato all\u2019Uzbekistan e al Lago D\u2019Aral hai incontrato dei problemi sul posto\u2026 Intanto volevo sapere qual era l\u2019idea di partenza di questo lavoro e poi quali sono state le vicissitudini ad esso legate, cosa ti \u00e8 capitato durante la lavorazione.<\/em><\/span><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Comincio a parlarti del \u201cprogetto acqua\u201d che a differenza delle mie precedenti produzioni fa affidamento ad una serie di collaborazioni, sia dal punto di vista autoriale, e mi riferisco ad Antonio Mazzanti \u2013 che \u00e8 un mio amico ed \u00e8 presidente della Loop, un\u2019azienda che si occupa del Future Film Festival di Bologna e della creazione di animazioni \u2013 ed alla Videoinflussi di Peppe Cammarata e Serena Gramizzi che ormai conosci benissimo (vedi Volcano Film Festival sui numeri 7 e 8 di RC, ndr). Loro si sarebbero occupati della produzione del lavoro mentre io e Mazzanti ci saremmo occupati della parte autoriale. Infine io come regista mi sarei occupato della realizzazione del film. Siamo stati contattati un paio di mesi fa della Regione Emilia Romagna e dall\u2019Arpa, che \u00e8 un ente che fra le mille cose che fa la pi\u00f9 popolare \u00e8 quella dei rilevamenti sulla qualit\u00e0 dell\u2019aria&#8230;<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">L\u2019Arpa famosa per la celebre centralina di rilevamento dei Giardini Margherita&#8230;<\/span><\/em><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">S\u00ec ce n\u2019\u00e8 molte in citt\u00e0 a dire il vero ma la mitica \u00e8 indubbiamente quella dei Giardini Margherita. Loro inizialmente volevano dei filmati che avessero delle valenze educative e che parlassero dell\u2019acqua. In realt\u00e0 la loro idea si basava su grafici e statistiche e su alcuni accorgimenti nell\u2019uso dell\u2019acqua.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Risultava per\u00f2 complesso realizzare un film capace d\u2019essere indistintamente fruibile, che non fosse destinato solo alle scuole o alle universit\u00e0. Allora ho proposto una cosa tipicamente mia, cio\u00e8 di fare una trilogia. Ecco, vorrei spiegare, io generalmente lavoro a trilogie, perch\u00e9 mi piace girare intorno ad un argomento usando punti di vista diversi, ma anche linguaggi e generi fra loro differenti. Mi venne l\u2019idea di applicare questo concetto al problema dell\u2019acqua.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Il primo lavoro doveva essere un documentario girato nell\u2019Uzbekistan. In realt\u00e0 non \u00e8 esattamente Uzbekistan, ma uno Stato nello Stato, un po\u2019 come San Marino, uno Stato autonomo che si chiama Karakalpakstan. In realt\u00e0 questo Stato \u00e8 sotto il diretto controllo di Ta\u0161kent, capitale dell\u2019Uzbekistan. Siamo nel centro Asia, dove fino al Novanta c\u2019\u00e8 stato il dominio dell\u2019Unione Sovietica e veramente una cosa che mi ha colpito moltissimo appena giunto sul posto \u00e8 stata la differenza netta tra quella che pu\u00f2 essere una cultura asiatica, o pseudo-asiatica, turco-asiatica diciamo, ed una cultura invece sovietica che in quei luoghi \u00e8 stata a tutti i livelli imposta agli abitanti, che sono stati obbligati ad integrarsi all\u2019impero sovietico. Andavo l\u00ec per lavorare su quella che \u00e8 stata definita da pi\u00f9 voci la pi\u00f9 immane tragedia ambientale mai accaduta sulla faccia della terra, un qualcosa ancor pi\u00f9 disumano dei fatti accaduti a Chernobyl (26 aprile 1986, ndr) e Bhopal in India (2 dicembre 1984, ndr). Provo a descriverti in poche parole la storia di questo luogo&#8230;<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Il lago d\u2019Aral, detto anche Mare d\u2019Aral, \u00e8 il risultato del prosciugamento degli oceani avvenuto qualche milione di anni fa, un processo che ha originato il Mare d\u2019Aral, il Mar Caspio, il Mar Morto ed il Mar Nero. Era un vero e proprio mare, il quarto al mondo per estensione. Durante il dominio dell\u2019impero sovietico e negli anni Cinquanta in particolare, l\u2019unione Sovietica importava un grande quantitativo di cotone dagli Stati Uniti, i quali avevano grandi piantagioni ancora mandate avanti con schiavi o pseudo-schiavi. L\u2019Unione Sovietica decide quindi di impiantare grandi coltivazioni di cotone sul proprio territorio, in particolare in Kazakistan e Uzbekistan. In realt\u00e0 l\u2019idea della nomenclatura sovietica era quella di deviare uno dei fiumi pi\u00f9 grossi del centro Asia che \u00e8 l\u2019Amu Darya insieme al gemello che \u00e8 il Syr Darya, stiamo parlando di fiumi enormi, circa dieci volte il Po. Loro che fanno? Costruiscono delle canalazioni molto provvisorie, con delle perdite, e portano tutta l\u2019acqua del fiume, o quasi tutta, nel deserto rosso che stava intorno a quel fiume. L\u2019idea era quindi quella di portare l\u2019acqua nel deserto per produrre degli acquitrini e potervi quindi coltivare il cotone. I sovietici, oltre a questo scempio del fiume deviato, per aumentare la produzione di cotone \u2013 in una terra ovviamente poco fertile \u2013 fecero un uso massiccio di DDT, diserbanti e altre sostanze tossiche che tornavano in questo fiume e che poi andavano a finire nel Mare d\u2019Aral. Il Mare d\u2019Aral \u00e8 stato considerato per millenni uno dei posti pi\u00f9 belli del centro Asia, era prima di tutto una sosta obbligata per gli uccelli migratori che partivano dalla Cina e passavano di l\u00ec per andare in Europa, inoltre era famoso per le sue acque limpidissime e piene di pesci. Tu pensa a questo grande mare nel bel mezzo di un deserto, tra le steppe Uzbeke ed il deserto rosso del Karakalpakstan. Trovandosi sulla via della seta possiamo immaginare l\u2019effetto che potesse fare ai viaggiatori Europei che passavano di l\u00ec per dirigersi verso la Cina. Era un vero tesoro. Poi questo mare aveva una funzione mitigatrice dei venti che provenivano dalla Siberia. Questi arrivano diretti perch\u00e9 non ci sono catene montuose che separano la  Siberia dall\u2019Uzbekistan. Prima c\u2019era questo mare che mitigava, rallentava, ammorbidiva i venti siberiani. Una volta che si \u00e8 prosciugato il lago questi venti hanno iniziato a fare dei danni allucinanti. Ecco, proprio questo \u00e8 successo. Sono riusciti a sprecare, letteralmente a buttare via, talmente tanta acqua che il fiume muore prima di arrivare in questo mare, che \u00e8 il Mare d\u2019Aral. Quindi lentamente questo mare si \u00e8 asciugato e dove prima c\u2019era il letto del mare ore c\u2019\u00e8 il deserto, un deserto che \u00e8 molto salato e che ha mischiato nelle sue sabbie i vari residui di DDT, fertilizzante ed altre sostanze molto tossiche. Quando vengono alzate dal vento, ovvero in continuazione, queste polveri si diffondono ovunque. Quindi tutte le citt\u00e0 che stavano a sud di questo lago adesso sono delle citt\u00e0 fantasma, sommerse dalla sabbia tossica. E pensa che questa era una zona turistica, una specie di Rimini del centro Asia. Negli anni Cinquanta, inizio Sessanta, Muynak era una cittadina fiorentissima, era piena di persone che provenivano da tutto l\u2019impero sovietico, era un centro turistico non indifferente che attirava persone da tutte le parti dell\u2019Unione Sovietica che l\u00ec ci andavano per farsi le vacanze. C\u2019erano fabbriche e fabbriche per la lavorazione del pesce. Per non parlare del numero di imbarcazioni presenti e di passaggio per il porto. C\u2019era insomma una cultura del mare, una cultura del pescare, dello stare sull\u2019acqua. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">Tutto questo fino a quale epoca?<\/span><\/em><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Hanno iniziato a levare l\u2019acqua negli anni Cinquanta e all\u2019inizio degli anni Settanta si incominciano gi\u00e0 a vedere gli effetti nefasti di questa operazione, unita anche agli effetti del cambiamento climatico globale. Pioveva sempre di meno e l\u2019acqua veniva prelevata e sprecata sempre di pi\u00f9. All\u2019inizio degli anni Settanta si registra una rapida diminuzione del livello del mare, quindi oltre a vedere la distruzione economica e della vita di quattro milioni di persone, c\u2019era anche un fortissimo impatto psicologico. Immaginiamo di vivere a Rimini e per tutta la vita di alzarci e vedere il mare, di sentire il profumo di pesce\u2026 insomma lo si ha nel sangue in un certo senso, anche perch\u00e9 si ha alle spalle un\u2019intera generazione di pescatori o comunque di persone che hanno vissuto in maniera simbiotica con il mare. E poi a un certo punto il mare ti sparisce dalla vista. In tre-quattro anni queste persone hanno visto il mare allontanarsi dalla riva sempre di pi\u00f9. Ecco, attualmente la riva \u00e8 a 250 chilometri di distanza. Questo vuol dire che se vivessimo a Rimini potremmo arrivare in Croazia, per\u00f2 con la macchina, perch\u00e9 non ci sarebbe pi\u00f9 acqua!<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Questa vicenda mi \u00e8 sembrata davvero interessante da filmare; volevo andare l\u00ec e parlare con le diverse generazioni di pescatori: prima i pescatori che hanno visto il fiume ed il mare, che l\u2019hanno vissuto, poi con la generazione dei padri, che hanno visto il mare ma poi l\u2019hanno anche visto sparire, per arrivare ai figli di oggi che in realt\u00e0 non l\u2019hanno mai visto. Questa cittadina era di quarantamila abitanti negli anni Settanta ed ora ne conta 700. Non perch\u00e9 li abbiano spostati, ma perch\u00e9 sono morti, sterminati tutti quanti. Quel paese \u00e8 considerato fra i maggiori a rischio di malformazioni al mondo. E questa cosa si vede, \u00e8 lampante! Quando camminavo per strada mi \u00e8 venuto in mente il film di Herzog, <em>Anche i nani hanno cominciato da piccoli<\/em>, mi sentivo anormale in mezzo a cos\u00ec tante persone con malformazioni. Ora che ne parlo pu\u00f2 sembrare una cosa quasi comica ma ti assicuro che la situazione \u00e8 davvero allucinante, \u00e8 stata un\u2019esperienza che mi ha toccato tantissimo. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">La mia idea era quindi di lavorare sulle persone e sulle conseguenze di quello che era successo. Devo aggiungere che oltre a questi cambiamenti dell\u2019ecosistema vi \u00e8 il fatto che quando il mare era ancora un mare, diciamo fino agli anni Settanta, nel bel mezzo di esso esisteva un\u2019isola detta Isola della Rinascita, dove i sovietici stoccavano delle sostanze molto particolari. Sull\u2019isola esisteva un laboratorio dove si sperimentavano e potenziavano i ceppi di virus per creare delle armi batteriologiche potentissime. Su quest\u2019isola si potenziavano ad esempio i ceppi del virus dell\u2019antrace, del carbonchio, della febbre del Maryland, della peste bubbonica e di altre malattie. In particolare lavoravano con l\u2019antrace e quindi producevano quintali e quintali di questa sostanza, su quest\u2019isola in particolar modo ma generalmente era tutta la regione ad essere una specie di laboratori per le armi di distruzione di massa dell\u2019impero Sovietico. Poi quando cadde l\u2019unione Sovietica Gorba\u010d\u00ebv ordin\u00f2 immediatamente, e con una certa fretta, di portare tutta l\u2019antrace che c\u2019era in Kazakistan su quest\u2019isola, senza ovviamente alcun tipo di precauzione. Quest\u2019isola oggi non \u00e8 pi\u00f9 tale ma \u00e8 divenuta una penisola, quindi \u00e8 molto facile arrivarci con la macchina, non \u00e8 pi\u00f9 isolata. Non solo: a quanto dicono gli scienziati le spore si spostano molto pi\u00f9 velocemente avendo a disposizione la terra piuttosto che l\u2019acqua. Dato che non esiste pi\u00f9 questa barriera naturale data dall\u2019acqua oggi \u00e8 molto pi\u00f9 facile che possano fuoriuscire dei germi di questo virus. Infatti da quelle parti \u00e8 molto facile trovare persone con la peste bubbonica o con la febbre del Maryland&#8230;<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">Davvero?!<\/span><\/em><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">S\u00ec per\u00f2 \u00e8 normale! \u00e8 normale da quelle parti. La gente muore di peste ed \u00e8 tutto normale. Ecco, questo era il primo film. La mia idea era di partire da un rapporto, mi verrebbe da dire amoroso con l\u2019acqua, perch\u00e9 in realt\u00e0 questa gente era davvero innamorata del mare d\u2019Aral. Sono stati torturati perch\u00e9 c\u2019era davvero un rispetto per l\u2019acqua, un rapporto molto profondo. Questa cosa m\u2019interessava anche perch\u00e9 l\u2019acqua ad un certo punto gli \u00e8 stata strappata, rubata. Penso che sia questo il peccato pi\u00f9 grave che i potenti di quel territorio hanno commesso.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Il progetto successivo, che poi \u00e8 stato quello meglio finanziato, dove si \u00e8 concentrato il maggior numero di fondi dell\u2019Arpa, \u00e8 stato un lavoro sulla Giornata Mondiale dell\u2019Acqua \u2013 che \u00e8 il 21 di Marzo.<span> <\/span>Io volevo fare un docu-fiction per arrivare ad osservare l\u2019acqua da vicino, per provare quello che noi siamo nell\u2019acqua. Mi piaceva l\u2019idea di riprendere le teorie dello scrittore giapponese Emoto Masaru il quale rifacendosi ad altri studi precedenti ha dimostrato come l\u2019acqua reagisca a stimoli esterni come la musica, le emozioni, il pianto, il riso, l\u2019espressione dell\u2019amore, l\u2019espressione dell\u2019odio e della rabbia. Il suo esperimento pi\u00f9 famoso \u00e8 questo: facendo ad esempio \u201cascoltare\u201d ad un campione d\u2019acqua un pezzo bellissimo di Bach e a dell\u2019altra acqua della musica pi\u00f9 aggressiva, pi\u00f9 violenta, magari musiche che esprimono protesta e rabbia, si avr\u00e0 che i cristalli di questi due campioni \u2013 congelati dopo l\u2019esposizione sonora \u2013 saranno completamente differenti; l\u2019acqua che ha \u201cascoltato\u201d un messaggio pi\u00f9 positivo si esprime nel linguaggio dei cristalli con delle forme e dei colori bellissimi, strabilianti, mentre l\u2019acqua che \u00e8 stata maltrattata non riesce nemmeno a formare i cristalli. M\u2019interessava questa cosa anche perch\u00e9 in un certo qual modo mi ricordava le teorie di Grifi sul \u2018brodo primordiale\u2019 e sul fatto che noi siamo l\u2019evoluzione di una lacrima, cio\u00e8 che tutto quello che noi<span> <\/span>siamo oggi, un tempo \u00e8 stato acqua. Ecco questa \u00e8 l\u2019idea. Proprio oggi abbiamo avuto la piacevole notizia che arriveranno i soldi che ci erano stati promessi, dunque molto presto inizieremo la lavorazione.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Il terzo film voleva invece essere un Koyaanisqatsi sull\u2019acqua (documentario diretto da Godfrey Reggio del 1982, ndr), sul rapporto tra l\u2019uomo e l\u2019acqua; questa \u00e8 stata una proposta del mio collega Mazzanti. Si voleva lavorare con un ottimo direttore della fotografia come Fabrizio La Palombara e organizzare un tour mondiale. Il progetto prevedeva di raccogliere immagini spettacolari sull\u2019acqua e sul rapporto che ha con l\u2019uomo. Ovviamente questo progetto \u00e8 assolutamente un punto di domanda, dato che come puoi immaginare questi sono film che costano molti soldi e da realizzarsi con pazienza e lentezza. Ecco, questo \u00e8 il contesto entro il quale \u00e8 nato il film sul Lago d\u2019Aral. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Parallelamente sto lavorando ad un altro progetto ispirato dalla visione di un film visto due mesi fa che mi ha<span> <\/span>molto colpito, \u00e8 un film pi\u00f9 o meno sulla legge Basaglia. Passiamo quindi ad un altro argomento, stiamo parlando di psichiatria. Praticamente ho incominciato un\u2019inchiesta, tutta a mie spese \u2013 \u00e8 dunque un lavoro molto autoriale \u2013 per riuscire a capire qual\u2019\u00e8 lo stato di salute della psichiatria oggi in Italia, come agisce la psichiatria e come funzionano le attivit\u00e0 in questo ambito. Il 2008 \u00e8 stato il ventesimo anniversario della legge Basaglia, cio\u00e8 quella legge, la 180, che chiuse i manicomi e liber\u00f2 in un certo senso i malati di mente. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">Sai che in Parlamento c\u2019\u00e8 un disegno di revisione della legge Basaglia?<\/span><\/em><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Bravo, s\u00ec, e meno male! Questo perch\u00e9 i morti sono stati veramente tanti, a quanto sono venuto a sapere le cifre sono davvero incredibili. In realt\u00e0 l\u2019idea partiva dalla legge del maggio del 2007 che autorizzava l\u2019uso degli psicofarmaci sui minori e sugli adolescenti permettendo agli psichiatri di prescrivere questi farmaci appena superata l\u2019et\u00e0 dei tre anni. In America \u00e8 famoso il caso Ritalin. Da quando \u00e8 stato introdotto il Ritalin ad oggi, sono morti 180.000 bambini, la maggior parte dei quali per suicidio. Immaginiamoci un bambino di 4, 8 ma anche 10 anni che si suicida. Perch\u00e9? Questo Ritalin \u2013 che \u00e8 composto da metilfenidato (MPH) \u2013 non \u00e8 altro che dell\u2019anfetamina (\u00e8 proprio classificato entro questa categoria), ed \u00e8 strano perch\u00e9 il Ritalin venga somministrato come cura a questa malattia che \u00e8 l\u2019ADHD, cio\u00e8 il disturbo da deficit dell\u2019attenzione e iperattivit\u00e0. Ovvero al bambino iperattivo gli si somministra qualcosa che in teoria dovrebbe agitarlo di pi\u00f9, e loro spiegano questa cosa con l\u2019effetto paradosso&#8230; beh, effettivamente&#8230;<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">Di paradosso ce n\u2019\u00e8 molto&#8230;<\/span><\/em><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Esattamente. Mi fa pensare il fatto di avere a che fare con una malattia che fino a dieci anni fa non esisteva in Italia, non esisteva in Europa, esisteva solo in America. Mi fa pensare che in America, dove si fa uso da cinquantanni di questo farmaco, si \u00e8 scoperto che nove ragazzi su dieci che hanno sparato nelle scuole, che hanno fatto delle stragi, compresa la Colombine, erano in cura con il Ritalin. L\u2019incidenza \u00e8 molto alta quindi. Per non parlare dei suicidi, soprattutto tra i ragazzini di cinque, sei anni che non reggono l\u2019impatto con questo farmaco. Il fatto \u00e8 che se non prendi questa \u201cmedicina\u201d loro hanno il potere di cacciarti da scuola. Il mio interesse all\u2019argomento ha preso spunto dal fatto che in Italia dal 2007 si \u00e8 cominciato a fare la stessa cosa. Gi\u00e0 un bambino a Milano \u00e8 stato allontanato dalla scuola perch\u00e9 considerato iperattivo; poi ho visto un\u2019intervista che gli hanno fatto ed ho scoperto che in realt\u00e0 sto bambino era un genio, perch\u00e9 a sette-otto anni assemblava computer, si giostrava coi vari componenti, insomma era un bambino estremamente intelligente. Questi che hanno fatto? Hanno chiamato i genitori e gli hanno detto: dobbiamo somministrargli delle medicine perch\u00e9 disturba. Evidentemente era un po\u2019 vivace a scuola, eventualmente poteva esserlo in maniera estrema, ma questa vivacit\u00e0 pu\u00f2 dipendere da mille fattori. Questa malattia, se \u00e8 vero che esiste&#8230; <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">Infatti&#8230; se \u00e8 vero che esiste\u2026 Ho letto molto su questo tema ed esiste anche un film americano intitolato <\/span><\/em><\/strong><strong><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">Thumbsucker<em> (regia di Mike Mills 2005, ndr) che tratta proprio questo argomento, ne abbiamo parlato sul <\/em>numeroquattro<em> (aprile 2008) di <\/em>Rapporto Confidenziale<em>.<\/em><\/span><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Interessante, cercher\u00f2 di procurarmelo&#8230; Tornando al progetto&#8230; La mia idea era quella di trovare un buon numero di storie che dimostrassero il non funzionamento della psichiatria e volevo partire da un bambino piccolo che prende il Ritalin per poi analizzare altre situazioni. Sono riuscito a scovare nel nord Italia una situazione di sequestro che riguardava una ragazza, che oggi ha 34 anni, una storia che mostra l\u2019intenzione di cronicizzare i malati di mente, non di guarirli. Su questa cronicizzazione loro creano dei business, dei giri di soldi incredibili, allucinanti. Praticamente chi cerca di liberarsi da questo sistema passa dei guai. Poi ci sono le varie scuole: c\u2019\u00e8 la scuola basagliana, che \u00e8 quella della psichiatria democratica, ovvero i diretti discendenti della legge Basaglia, e poi ci sono gli organicisti&#8230; I basagliani dicono OK, il paziente \u00e8 libero di scegliere se vuole le medicine o meno, se vuole essere ricoverato o meno, e noi non possiamo decidere diversamente. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">Solitamente nei discorsi che si fanno la legge Basaglia \u00e8 sempre un qualcosa di intoccabile. Ascoltando invece ci\u00f2 che dici sento qualche resistenza a questa modalit\u00e0 di intendere la psichiatria.<\/span><\/em><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">S\u00ec. Ovviamente c\u2019\u00e8 una grossa differenza tra i tipi di disturbo e i tipi di disagi di quel tipo di societ\u00e0 rispetto alla societ\u00e0 in cui viviamo adesso. Al di l\u00e0 di questo esiste una mafia potentissima. Cio\u00e8 comunque la psichiatria continua ad essere in un modo o nell\u2019altro un mezzo per controllare le menti e per controllare la societ\u00e0, a tutti i livelli.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Ho visto questo film che si chiama <em>Si pu\u00f2 fare<\/em> (di Giulio Manfredonia 2008, ndr), una commedia che affronta proprio la questione della legge Basaglia, con Claudio Bisio nel cast. Fa ridere molto, e fa molto commuovere, in realt\u00e0 per\u00f2 si parla poco del delirio personale del malato, della paranoia, della solitudine, di quello che sente, della depressione e si parla poco del fatto che magari un malato non vorrebbe sentirsi malato ma vorrebbe sentirsi una persona normale. Dopotutto oggi, e soprattutto oggi, facciamo molta fatica a capire chi \u00e8 malato e chi no, perch\u00e9 la societ\u00e0 molto velocemente. Prendi ad esempio, Berlusconi\u2026 no, non voglio fare un esempio stupido! Anzi s\u00ec! se prendiamo Berlusconi, un gruppo di medici seri potrebbe diagnosticargli un disturbo della personalit\u00e0 o, non dico una psicosi, ma sicuramente una maniacalit\u00e0, eppure Berlusconi non fa scalpore. Magari un ragazzo qualunque che ha delle manie viene classificato come un diverso. Hai visto <em>The Corporation<\/em>?<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">S\u00ec.<\/span><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Ecco, se ricordi parlava di una sorta di cartella clinica\u2026<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">S\u00ec, parlava della corporation come di una persona con una serie di disturbi della personalit\u00e0\u2026<\/span><\/em><\/strong><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"><span> <\/span><\/span><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Ecco, in realt\u00e0 ho 3 o 4 casi disperati, nel senso che hanno davvero bisogno di visibilit\u00e0 e di aiuto, che in un certo senso mi sento in obbligo di raccontare. Purtroppo la cosa \u00e8 molto delicata perch\u00e9 io non sono un medico, a volte ho timore di esprimermi su determinate cose, perch\u00e9 potrei anche sbagliare, per\u00f2 quello che vedo \u00e8 una sofferenza smisurata. E vedo anche una legge idolatrata, presentata e proposta in tutto il mondo come un modello da seguire. In realt\u00e0 i manicomi, che sono stati chiusi solo in Italia e Argentina, continuano a vivere, negli appartamenti, nelle piccole cooperative, nelle famiglie\u2026 S\u00ec perch\u00e9 spesso i basagliani dicono che i malati devono restare nelle famiglie, per non fare la parte dei criminali che rinchiudono la persona che ha bisogno di cure. E molti psicotici, assassini, persone che stanno male, vengono rimandati in casa con la famiglia e la povera mamma che non sa dove sbattere la testa. Insomma ci sono moltissime contraddizioni. Fino ad arrivare poi ad un metodo di cura che \u00e8 chiamato \u2018metodo della salute\u2019 del Dott. Mariano Loiacono&#8230; un metodo che a sentire lui \u00e8 in grado di poter guarire anche le malattie pi\u00f9 serie con l\u2019aiuto di due casalinghe! \u00c8 anche riconosciuto a livello internazionale!!! Questo per dire che volevo raccontare tre o quattro storie che potessero far riflettere sia sul disagio mentale che sui modi con i quali questo viene guarito ed affrontato dalle istituzioni.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Questo \u00e8 il delirio di idee che sto cercando di trasformare in film in questo periodo. Forse ho straparlato\u2026<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">No, per niente, mi hai raccontato quello che stai facendo che \u00e8 anche quello che mi interessava. Riprendendo quello che stavi dicendo, sul fatto che non hai un\u2019idea precisa delle malattie mentali, o meglio, non hai un\u2019idea precisa di quello che vuoi raccontare ad alta voce, con certezza, alle altre persone. Credo che questo modo di porti rispetto alle realt\u00e0 che vuoi raccontare sia una costante dei tuoi lavori. La definizione pi\u00f9 calzante del tuo lavoro che mi \u00e8 venuta in mente \u00e8 quella dello stalker, della guida tarkovskiana, cio\u00e8 colui che porta, principalmente s\u00e9 stesso e di riflesso gli altri e soprattutto un occhio (uno sguardo), su realt\u00e0 distanti e marginali e cerca sempre di rimanere lontano da giudizi. Quindi il tuo cinema, il tuo modo di raccontare per immagini, risulta sempre molto duro, forte. Mi pare di capire che ci\u00f2 non accada perch\u00e9 tu vuoi costruire qualcosa di indigesto o scioccante per il pubblico in maniera programmata, ma proprio perch\u00e9 racconti realt\u00e0 che sono scioccanti e drammatiche in s\u00e9. Volevo chiederti di questo tuo metodo di lavoro, se si sta affinando con il tempo e pi\u00f9 in concreto come funziona, sia nel momento in cui produci una documentazione, che quando entri in contatto con<span> <\/span>una realt\u00e0, con le persone. Mi ha colpito moltissimo in questa direzione di senso una sequenza del tuo documentario su Chernobyl, <\/span><\/em><\/strong><strong><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">Noi siamo l\u2019aria,<span> <\/span>non la terra<em> (2005), quando entri in una casa dispersa nella campagna ucraina e c\u2019\u00e8 questa vecchietta che grida al figlio, che ti ha fatto entrare, di non farti riprendere l\u2019abitazione perch\u00e9 troppo in disordine. Ecco mi ha colpito perch\u00e9 \u00e8 evidente una grande componente di improvvisazione, credo che tu stesso non sappia quel che troverai dall\u2019altra parte, non sai le risposte che troverai&#8230; Vorrei capire quali sono le tue sensazioni, soprattutto umane, rispetto al tuo metodo di lavoro.<\/em><\/span><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Beh, intanto hai avuto un\u2019intuizione bellissima, perch\u00e9 \u00e8 proprio quello che voglio fare, cio\u00e8 lo stalker, la guida.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">La questione pi\u00f9 grande attorno alla quale mi sono trovato a riflettere e studiare \u00e8 ovviamente quella dello statuto stesso del documentario. Esiste una lunga diatriba su tema, presente da quando \u00e8 nato il documentario, cio\u00e8 se il documentario \u00e8 pura realt\u00e0, o mezza finzione, e su come interpretare il documentario o come relazionarlo con la cultura del momento o del posto. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Io ho realizzato i miei film pi\u00f9 belli utilizzando queste telecamerine&#8230;<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">Ti interrompo perch\u00e9 questa cosa ritorna spesso negli articoli a te dedicati e la vorrei chiarire. Telecamerine, ovvero le telecamere DV che si trovano al supermercato e costano circa 500 euro?<\/span><\/em><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"><span> <\/span><\/span><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Diciamo che si tratta di consumer, non prosumer. Un telecamerina \u2013 questo \u00e8 sempre stato il mio riferimento \u2013 che abbia almeno tre sensori, 3 CCD, perch\u00e9 \u00e8 il minimo dal quale si possa partire. La riflessione non sta nemmeno qui, sta nel fatto che cambia la societ\u00e0&#8230; la societ\u00e0 sta cambiando. \u00c8 una cosa lampante per tutti. Dieci anni fa per noi riuscire a mandare una fotografia attraverso un cellulare era fantascienza, anche ai tempi in cui io e te eravamo al liceo. In realt\u00e0 ci pensiamo poco, ma \u00e8 importante, i nostri genitori ci direbbero: \u201ce noi che per telefonare dovevamo andare in casa dei vicini!\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Il rapporto con la tecnologia deve essere pi\u00f9 riflessivo. L\u2019uomo ha bisogno della tecnologia. Ti faccio un esempio. Anni fa, negli anni Settanta e Ottanta, l\u2019essere umano nella societ\u00e0 aveva dei riferimenti, che venivano dalle istituzioni: il governo, la scuola, l\u2019informazione, la televisione\u2026 se dicevano una cosa alla televisione tutti ci credevano e ci credevano ciecamente, perch\u00e9 la televisione era la verit\u00e0. Se il presidente del consiglio in piazza diceva: faremo questo, quello e quell\u2019altro, la gente ci credeva, perch\u00e9 quella era la verit\u00e0. Lo stesso valeva per la scuola, la parola del professore era legge. Perch\u00e9 la gente si fidava di queste istituzioni. Oggi, nel nuovo millennio, entriamo in una seconda modernit\u00e0. La prima modernit\u00e0 ha raggiunto i massimi livelli di sviluppo con noi, penso che ci dovremmo fermare un attimo e che dovremmo ripensare quello che la tecnologia \u00e8 per noi. Questo significa osservare la societ\u00e0 in un modo riflessivo. Prendi ad esempio la televisione&#8230; Prima tutti avevano un televisore, c\u2019\u00e8 stato un periodo in cui si incominci\u00f2 a possederne pi\u00f9 d\u2019una, da bambini pretendevamo la televisione nella nostra cameretta. Sembrava una cosa normale, ineccepibile. Oggi invece ci sono persone che volontariamente non hanno un televisore. Questo significa che la tv non \u00e8 pi\u00f9 una certezza, non \u00e8 pi\u00f9 un punto fermo, ma un oggetto tecnologico attorno al quale l\u2019uomo riflette. Avviene la stessa cosa con Internet. \u00c8 un concetto difficile da esprimere&#8230;<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">\u00c8 un concetto che ho trovato in <\/span><\/em><\/strong><strong><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">Oltre il senso del luogo<em>, un bellissimo libro di Joshua Meyrowitz&#8230;<\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">In realt\u00e0 io mi riferisco ai testi di Ulrich Beck. Che gi\u00e0 negli anni Ottanta scrisse <em>La societ\u00e0 del rischio. Verso una seconda modernit\u00e0<\/em>, pensa che lo pubblic\u00f2 tre mesi prima che scoppiasse la centrale di Chernobyl. Penso soprattutto a <em>Reflexive Modernization: politics, tradition and aesthetics in the modern social order <\/em>un saggio di<em> <\/em>Ulrich Beck, Anthony Giddens, e Scott Lash che personalmente considero il primo testo della nuova filosofia dei giorni nostri: Reflexive Modernization, modernizzazione riflessiva. Pare che questo testo stia condizionando da pi\u00f9 punti di vista l\u2019arte di fare il documentario. Quando ho iniziato a farne, anche prima di conoscere le teorie, quasi inconsciamente, capivo che bisognava fare qualcosa di diverso, capivo che il documentario classico con una voce onnisciente \u2013 la voce off che sa tutto, la voce della verit\u00e0 \u2013 aveva fatto il suo tempo e che soprattutto non era pi\u00f9 la forma possibile per la contemporaneit\u00e0. \u00c8 vero insomma che il mio modo di fare il documentario \u00e8 quello di una guida che accompagna all\u2019interno d\u2019una realt\u00e0 senza prendere posizione. Nell\u2019epoca in cui viviamo \u00e8 difficile prendere delle posizioni, potrai essere orientato verso una cosa o verso un\u2019altra ma difficilmente si avranno posizioni nette. Delle istituzioni non ci si fida pi\u00f9, della scuola idem, dei media men che meno&#8230; L\u2019uomo torna a mettersi al centro dell\u2019universo, cercando di scoprire quali sono le nuove regole per vivere il proprio tempo. Contrariamente ai documentari classici nei miei lavori manca quasi totalmente la figura dell\u2019esperto, lo scienziato o il professore, questo perch\u00e9 vorrei costruire opere il pi\u00f9 possibile riflessive, ho sempre preferito avere informazioni da persone \u201cnormali\u201d, comuni, dalle persone che non sono nessuno piuttosto che dal grande scienziato. All\u2019inizio questa cosa mi metteva un po\u2019 a disagio perch\u00e9 partivo dal presupposto che il documentario dovesse essere innanzitutto un film di documenti che documentano (scusa il bisticcio) testualmente un qualcosa, una ricerca delle prove. Ma come trovarle queste prove? Come dimostrare determinate tesi o punti di vista quando non esistono verit\u00e0 intoccabili? Nel documentarmi sulla questione psichiatrica di cui ti dicevo mi sono imbattuto in tutto ed il contrario di tutto. Ci sono multinazionali che diffondono falsa informazione, pazienti che raccontano la propria guarigione grazie ad un determinato farmaco ed altri che documentano il peggioramento della propria condizione a causa di quello stesso psico-farmaco&#8230; tutto ed il contrario di tutto! La verit\u00e0 \u00e8 diventata liquida, non \u00e8 pi\u00f9 come qualche decennio fa dove l\u2019ideologia consentiva di avere punti fermi inamovibili. Per questo mi piace l\u2019idea della guida, io ti prendo e ti porto l\u00ec, dentro a quella situazione, immerso in una realt\u00e0. Il portare l\u00ec lo spettatore ha in s\u00e9 il concetto di voyerismo, uno dei concetti fondamentali del cinema, uno dei motivi che ci porta a guardare dei film. La mia riflessione si ricollega alle idee di Cesare Zavattini e Alexandre Astruc; Zavattini diceva che un giorno tutti avremmo avuto la possibilit\u00e0 d\u2019utilizzare una macchina da presa e tutti avremmo avuto la possibilit\u00e0 d\u2019esprimerci attraverso questo linguaggio, allo stesso modo d\u2019uno scrittore o di un giornalista con la propria penna stilografica. Subito dopo arriv\u00f2 Alberto Grifi&#8230;<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">Quello che stai dicendo \u00e8 assolutamente coincidente con quanto ho scritto nell\u2019editoriale del numero8 (ottobre 2008) di RC. Ho scritto che il primo testimone (inconsapevole) delle potenzialit\u00e0 del Super-8 \u00e8 stato Abraham Zapruder che con la ripresa dell\u2019omicidio Kennedy ha illustrato al mondo le possibilit\u00e0 del mezzo, poi arrivarono una schiera di filmmaker sparsi sul globo che hanno provato a fare il cinema con questo nuovo mezzo, fra questi Alberto Grifi che in Italia fu assolutamente un precursore di tale pratica. Dicevo poi che con il digitale questo potenziale si moltiplica esponenzialmente&#8230;<\/span><\/em><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Dagli anni sessanta ad oggi sono stati compiuti dei progressi incredibili nella qualit\u00e0 delle immagini non professionali, si \u00e8 passati dall\u2019immagine quasi inintelleggibile dei film di Grifi dove l\u2019esigenza era quella di raccontare a prescindere dai formalismi qualitativi, a prodotti che realizzati con un budget ridottissimo sono stati in grado non solo di giungere nelle sale ma di diventare veri e propri blockbuster. Penso a <em>The Blair Witch Project <\/em>(film di Daniel Myrick e Eduardo S\u00e1nchez del 1999, ndr) che, pur essendo un film per certi versi stupido, ha inaugurato a suo modo l\u2019era del cinema digitale (poi ci sono anche i casi dei Dardenne di Bertolucci e mille altri ancora) che a mio parere si caratterizza proprio per il suo carattere voyeurista. I registi architettano un dispositivo della visione che ci proietta all\u2019interno d\u2019una situazione, dispositivo entro il quale non ci \u00e8 concessa altra realt\u00e0 se non quella che ci viene somministrata&#8230;<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">Senza il punto di vista involontario della macchina da presa di Zapruder con tutta probabilit\u00e0 l\u2019ipotesi della triangolazione di tiro avvenuta a Dallas non sarebbe probabilmente mai emersa.<\/span><\/em><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Attraverso quel filmato, amatoriale ed assolutamente non professionale, si \u00e8 restituita al mondo una prospettiva dei fatti. Quel filmato venne per molto tempo messo in discussione, proprio perch\u00e9 non professionale&#8230;<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">Oggi siamo invece al proliferare di immagini non professionali&#8230;<\/span><\/em><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Credo che oggi si \u00e8 portati ad avere maggiore fiducia nelle immagini non professionali che non a quelle dei media. Oggi non crediamo pi\u00f9 a quello che dicono i media, nemmeno troppo alle immagini che producono. Ai tempi di Robert J. Flaherty (Robert J. Flaherty 1884-1951, pionere del documentario, ndr) l\u2019immagine in s\u00e9 e per s\u00e9, al di la del significato che gli attribuisci, era un\u2019immagine vera, non importa sapere quanto fosse naturale la rappresentazione in <em>Nanook l\u2019eschimese<\/em> (celebre documentario del 1922, <em>Nanook of the North<\/em>), cio\u00e8 quanto sia stato diretto dal regista questo povero eschimese, all\u2019epoca l\u2019immagine contava in quanto tale, essendo molto ridotte le possibilit\u00e0 di manipolarle esse avevano un valore in quanto tali. Oggi ogni immagine \u00e8 potenzialmente manipolabile, oggi un\u2019emittente televisiva pu\u00f2 crearsi il suo conflitto nei propri studi di produzione. Tutto pu\u00f2 essere manomesso.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">L\u2019enorme questione dell\u201911 settembre&#8230;<\/span><\/em><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Esatto. Insomma tutte queste cose che ho detto sono un po\u2019 i confini entro i quali si muove la mia ricerca d\u2019uno stile personale. La mia attitudine \u00e8 quella di unire il punto di vista e le pratiche dell\u2019amatore alla figura del filmmaker. Amatore non \u00e8 solamente colui che fa le riprese in un modo non professionale, ma pu\u00f2 essere anche colui che ama profondamente quello che fa, indipendentemente dall\u2019industria, dal mercato e da tutto. La rivoluzione digitale ha ovviamente avuto anche una ricaduta economica, se prima i costi di produzione erano enormi e la produzione incredibilmente complessa, nel breve volgere di pochi anni abbiamo assistito al cambiamento totale della situazione. Sono arrivate sul mercato telecamerine compatte con una buona risoluzione, il trasferimento immediato della immagini sul computer attraverso la porta Firewire \u2013 vero e proprio emblema della rivoluzione digitale \u2013 e soprattutto la lavorazione delle immagini in tempo reale. Io ho studiato su libri dove si raccontava delle lacrime e del sangue spesi in moviola dai Maestri della settima arte, poi mi sono trovato in una realt\u00e0 dove tutto era diverso: grazie a Dio! Cos\u00ec io, ma del resto tutti, abbiamo scoperto che si poteva fare cinema in maniera diversa, ci si poteva sganciare dall\u2019industria cinematografica e si poteva essere molto pi\u00f9 liberi nell\u2019espressione di idee e concetti che prima dovevano passare obbligatoriamente per il cervello di un produttore. Questa \u00e8 stata una rivoluzione.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Quando dovevo andare in Romania mi sono fatto problemi d\u2019altro tipo, non certo produttivi. Sono stato liberissimo di fare tutto quello che volevo fare.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">Quali sono stati i lavori che hanno fatto scattare in te la scintilla creativa? Quali i lavori che ti hanno stimolato a cogliere le opportunit\u00e0 di questa rivoluzione?<\/span><\/em><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Intanto Grifi. Albero Grifi \u00e8 arrivato a Bologna, nella mia vita ed in quella di tanti altri, proprio a cavallo di questa rivoluzione. Grifi ti faceva vedere che gi\u00e0 nella sua epoca questo sistema aveva dato dei frutti concreti: la riduzione del processo creativo alla sua essenza, libero da vincoli materiali. Poi c\u2019\u00e8 stato il movimento Dogma, i suoi manifesti teorici e soprattutto i loro film; mi ha molto impressionato la strafottenza, il loro voler realizzare film a prescindere dalle difficolt\u00e0 economiche, l\u2019inventiva nella creazione di soluzioni innovative per ogni inquadratura. Girarono film bellissimi con una delle prime Sony, credo la PD100, penso soprattutto ad un film come <em>Festen <\/em>(Thomas Vinterberg 1998, ndr)&#8230; Una cosa che mi colp\u00ec molto era l\u2019ostentazione delle imperfezioni del digitale, ogni volta che si passava da interni ad esterni si aveva questa vampata dello stabilizzatore dell\u2019iris, una cosa davvero sorprendente per l\u2019epoca.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">In quel periodo \u00e8 anche cambiato il documentario. Penso ad esempio al celebre caso di Michael Moore in cui il regista stesso si pone nel corpo del film, dialoga con le persone, \u00e8 esso stesso attore della propria rappresentazione. L\u2019autore del documentario entra sempre pi\u00f9 nella rappresentazione, in maniera sempre pi\u00f9 diretta.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"><br \/>\n<\/span><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">C\u2019\u00e8 il caso eclatante di Gil Rossellini (<\/span><\/em><\/strong><strong><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">Kill Gil vol. 1<em> e <\/em>2<em>, 2005-2006) dove addirittura l\u2019autore si riprende mentre di fatto muore&#8230;<\/em><\/span><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">S\u00ec assolutamente. Vedo che hai una discreta cultura cinematografica quindi ti sarai accorto pure te del cambiamento in atto, ed anche della confusione che si \u00e8 venuta a creare&#8230; una confusione per\u00f2 bella, positiva&#8230; Anche se mancano i soldi e mancano le possibilit\u00e0 io ho la sensazione d\u2019essere immerso in un grande brodo primordiale dal quale tutto pu\u00f2 nascere, tutto pu\u00f2 essere re-inventato e tutto pu\u00f2 avere il suo interesse e la sua valenza. Un passo alla volta stiamo entrando in quella democrazia dell\u2019audiovisuale della quale parlava Zavattini&#8230; io sono molto positivo.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">Io la vedo in maniera leggermente differente. Quando si parla di digitale si coniuga sempre al futuro, si parla della speranza d\u2019un cambiamento, di nuove possibilit\u00e0, io invece vedo questa \u2018rivoluzione\u2019 assolutamente presente nel contemporaneo, credo che la democrazia del punto di vista sia un dato di fatto: una democrazia piena e totale. La rivoluzione digitale nella produzione di immagini sovrapposta alla concomitante svolta favorita da internet, permette gi\u00e0 oggi di poter accedere ad un catalogo pressoch\u00e9 infinito di punti di vista su realt\u00e0 altrimenti invisibili, anche solo perch\u00e9 lontane o marginali. La rete mette in circolo informazioni digitali ad una velocit\u00e0 incredibile, prossima alla luce. Non c\u2019\u00e8 evento pubblico che non abbia la sua miriade di foto e filmati uploadati sul web nel giro di poche ore dalla conclusione di quel determinato evento. Penso al G8 di Genova ma anche ad un qualsiasi concerto di Madonna. \u00c8 inquietante a volte il numero di macchine digitali presenti ad un evento. Quello che manca \u00e8 un nuovo umanesimo, cio\u00e8 \u00e8 colui che guarda che deve possedere gli strumenti per comprendere, molto pi\u00f9 di che colui che produce l\u2019immagine, perch\u00e9 questa pu\u00f2 ormai essere catturata in maniera automatica. Ad esempio Lars Von Trier arriva, nel suo ultimo film (<\/span><\/em><\/strong><strong><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">Il grande capo<em>, 2006), a girare una commedia con un sistema di telecamere automatizzate, l\u2019Automavision, dove praticamente l\u2019immagine \u00e8 casuale e non precostituita&#8230; Dati determinati parametri la macchina da presa si comporta in maniera casuale, inquadrando randomicamente.<\/em><\/span><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Dunque tu auspichi un controllo&#8230;<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">No. Dico che con questa nuova forma di produzione dell\u2019immagine attraverso il digitale si torna alle origini per quel che concerne lo spettatore, \u00e8 lo spettatore che a questo punto deve crescere, deve aumentare la propria consapevolezza nei confronti dell\u2019immagine in movimento. Per questo parlo di nuovo umanesimo, perch\u00e9 deve essere un qualcosa di totale, non basta essere smaliziati di fronte all\u2019immagine, \u00e8 necessario esserlo anche di fronte alla realt\u00e0. Cio\u00e8 non solo non possiamo pi\u00f9 credere che il treno dei Lumiere ci travolga, ma dobbiamo capire come hanno fatto a fare quell\u2019inquadratura e perch\u00e9&#8230;<\/span><\/em><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">\u00c8 vero quello che dici. Quel che tu chiami umanesimo \u00e8 assai prossimo all\u2019atteggiamento riflessivo di cui ho parlato. Comunque \u00e8 un\u2019epoca davvero interessante e stimolante. Un\u2019epoca durante la quale riusciamo ad entrare in contatto senza essere prossimi fisicamente, prendi noi in questo momento&#8230;<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">Esatto. Diamo un limite a queste divagazioni perch\u00e9 altrimenti ci perdiamo. Vorrei tornare al mio ruolo d\u2019intervistatore, quindi rimetto gli occhi sugli appunti che mi ero preparato&#8230; Una cosa che mi sarei aspettato venisse fuori in maniera naturale da questa chiaccherata, ma che con stupore constato non essere cos\u00ec, \u00e8 la dimensione del rischio \u2013 assolutamente evidente nella tua produzione \u2013, il fatto che metti sempre a repentaglio la tua salute, la tua incolumit\u00e0&#8230; Mi hai detto di avere avuto problemi in Uzbekistan con le forze dell\u2019ordine locali&#8230; Sei stato in luoghi tutt\u2019altro che tranquilli come Chernobyl, Pan\u010devo, le fogne di Bucarest&#8230; per farla breve: perch\u00e9?<\/span><\/em><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Fondamentalmente credo sia una questione di personalit\u00e0. Sono cresciuto in uno dei posti pi\u00f9 pericolosi d\u2019Italia: Isola Capo Rizzuto. Quando avevo dodici anni avevamo l\u2019esercito per le strade, con delle trincee fatte con dei sacchi di sabbia, soldati armati di tutto punto fuori casa, autoblindo che scorrazzavano per il paese, un posto dove le sparatorie erano praticamente all\u2019ordine del giorno. Vivere in quel posto mi ha da una parte fatto abituare alle cose assurde, ma soprattutto mi ha allevato alla rabbia, una voglia di rivendicarmi su delle cose che era chiaro succedessero per interessi personali di alcune persone, per la mala politica, per tutto quello che vuoi&#8230; Esplorare o vivere in certi posti armato d\u2019un oggetto di ripresa, che nell\u2019immaginario collettivo pu\u00f2 voler dire sputtanamento, denuncia, cambia le cose. In Romania in un certo senso ho bluffato, alla polizia dicevo di essere uno studentello che con la mia telecamerina si faceva il filmino delle vacanze, entravo in un personaggio che faceva leva sulla normalit\u00e0 dell\u2019uso d\u2019una telecamera. In Uzbekistan ho sempre lavorato nella logica del documentario d\u2019inchiesta per\u00f2 con una tecnologia diversa, un poco pi\u00f9 evoluta, pi\u00f9 professionale e dunque pi\u00f9 ingombrante, pi\u00f9 visibile. Ogni minimo dettaglio porta a delle conseguenze durante le riprese. Mi sono portato una Panasonic P100, un mezzofucile per l\u2019audio, un cavalletto un po\u2019 pi\u00f9 stabile, tutto nell\u2019ottica di voler realizzare un\u2019opera maggiormente professionale rispetto alle precedenti ma, alla fine, tutto \u00e8 andata a farsi fottere. Davo troppo nell\u2019occhio! Questa mia voglia di migliorare la qualit\u00e0 \u00e8 andata a sbattere contro la realt\u00e0, contro la reticenza delle istituzioni che governano quel territorio al racconto dei loro problemi. Le dimensioni della telecamera e dell\u2019apparato di ripresa sono andati a condizionare la mia presenza sul posto. Gi\u00e0 in passato sono state fatte riflessioni sulla grandezza e sulla visibilit\u00e0 della telecamera&#8230; il rapporto fra il regista, la situazione che devi riprendere e la dimensione o la fattezza del mezzo di ripresa \u00e8 assolutamente importante. Purtroppo \u00e8 importante. Se io ho una telecamera nascosta negli occhiali o nel cappello avr\u00f2 una percezione del pericolo differente rispetto da quella generata dall\u2019uso d\u2019una camera pi\u00f9 ingombrante e visibile. In Uzbekstan ci volevano tre o quattro minuti per mettere a bolla, poi il fuoco era manuale, lo zoom pure&#8230; \u00c8 stata un\u2019esperienza completamente diversa dalla precedenti. Non avevamo valutato con attenzione il rischio che comportava il voler fare un\u2019inchiesta d\u2019assalto, cio\u00e8 pericolosa e borderline, con delle dimensioni non proprio contenute dell\u2019apparato di ripresa.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">Diciamo dunque che ti senti prossimo ad una dimensione di compattezza ed autonomia estrema messi a disposizione del mezzo? Il pi\u00f9 piccolo possibile?<\/span><\/em><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">S\u00ec. Il meno invasivo possibile direi.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">Invisibile forse&#8230;<\/span><\/em><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Il pi\u00f9 invisibile possibile e che mi permetta di non spaventare le persone, di non invaderle, non aggredirle. Soprattutto quando parli di certe cose. Se tu vai da un pescatore sul lago d\u2019Aral, intanto sai gi\u00e0 che per loro sei una specie di alieno, non vedono occidentali da almeno venti anni&#8230; c\u2019\u00e8 ogni tanto qualche turista che per\u00f2 si ferma mezza giornata e che fugge immediatamente perch\u00e9 \u00e8 tutta sabbia&#8230; dove deve andare?! Quando arrivi da questo pescatore, con la tua telecamera, con i tuoi abiti cos\u00ec diversi dai suoi, devi entrare in relazione con la sua idea di giornalismo e con il suo modo di rapportarsi con la telecamera, all\u2019idea che ha della televisione e dell\u2019apparire&#8230; \u00e8 molto complesso riuscirci, lo devi un po\u2019 preparare&#8230; insomma ci vogliono calma e tempo, che non sempre sono possibili&#8230; insomma \u00e8 tutto davvero complicatissimo. Rischio della vita, qualit\u00e0 delle immagini, contenuto dell\u2019inchiesta: tutto \u00e8 in relazione.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">Vedo che proprio non ti fai problemi per la tua incolumit\u00e0, ho sollevato la questione ma ascolto con piacere che relazioni il tutto all\u2019aspetto produttivo. Pan\u010devo per esempio, anche solo l\u2019idea di stare in quel luogo&#8230; quanto tempo hai trascorso a Pan\u010devo?<\/span><\/em><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Sono stato venti giorni e sono stato anche molto male. Sono dovuto anch\u2019io andare da un medico perch\u00e9 non ho retto la situazione.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">Ricordo quella ragazza che nel documentario spiegava di come le sia impossibile vivere in altro luogo che quello perch\u00e9 ogni altra aria le risultava impossibile da respirare, perch\u00e9 ormai assuefatta ai veleni della citt\u00e0.<\/span><\/em><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Io fra parentesi sono ipocondriaco, dunque non \u00e8 per niente vero che non mi faccio problemi, me ne faccio eccome! Ti racconto un fatto che mi fa piacere condividere&#8230; un fatto che si lega molto alla personalit\u00e0, sono ipocondriaco, capisco che in certe occasioni mi gioco la vita, per\u00f2 c\u2019\u00e8 pure una vocazione. Se tu pensi che sono andato in certi posti senza un\u2019assicurazione, senza dichiararmi alle ambasciate, senza soldi in tasca e da solo. Quando sono andato in Romania sono stato nelle miniere, in certe localit\u00e0 assolutamente allucinanti dove mi avrebbero potuto fare qualsiasi cosa. La mia pi\u00f9 che essere una vocazione all\u2019informare \u00e8 una vocazione essenzialmente artistica, una voglia di riflettere sulle cose.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Quando sono stato a Chernobyl mi \u00e8 successa una cosa strana. Io conoscevo il responsabile delle zone altamente radioattive, quelle dove non ci pu\u00f2 abitare nessuno&#8230;<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">\u00c8 l\u2019uomo che intervisti in <\/span><\/em><\/strong><strong><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">Noi siamo l\u2019aria, non la terra<em>?<\/em><\/span><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">S\u00ec proprio lui. In gran segreto mi ha portato sui posti del disastro, addirittura in un laboratorio dove si studiavano gli effetti della radioattivit\u00e0 sulle farfalle e su vari insetti, un luogo sperduto dove firmando sul registro degli ospiti mi sono accorto di essere stato la prima persona a passarci dal 1992, prima di me c\u2019era stata Lilly Gruber per Rai Due&#8230; Un luogo dove si poteva stare a lavorare non pi\u00f9 d\u2019un mese all\u2019anno, per via della radioattivit\u00e0&#8230; sono per\u00f2 convinto che si ammalino lo stesso. Nelle zone del disastro sono stato accompagnato da un mio amico d\u2019una associazione umanitaria e due poliziotti sempre ubriachi, perch\u00e9 a loro \u00e8 stato raccontato che pi\u00f9 bevono vodka pi\u00f9 riducono il rischio di contaminazioni, per tutto il tempo giocavamo ad un qualcosa di assurdo con i rilevatori Geiger. Praticamente le radiazioni non sono costanti, basta muovere un oggetto di pochissimi centimetri ed i valori misurati decuplicano rispetto ad un attimo prima&#8230; Il giochino era dato dal fatto che il rilevatore molto spesso andava in palla ed emetteva un rumore stano&#8230; loro si divertivano con questo suono, del resto erano completamente ubriachi! Ad un certo punto ci lasciano soli, liberi di circolare per queste abitazioni abbandonate dal giorno del disastro, il 26 aprile 1986. Ho trovato una tavola apparecchiata, tutto era come congelato da oltre venti anni. Ho trovato foto, libri, tutto quello che ci pu\u00f2 essere in una casa e che ha resistito a vent\u2019anni di piogge radioattive e quant\u2019altro. Trovai un paio di fotografie che mi colpirono molto, dei passaporti scaduti, ed un giornale proprio del 26 aprile e me li misi nello zaino, avvolti in una busta di plastica. Quando li presi ero assolutamente da solo, nessuno mi controllava eppure, quando arrivai all\u2019aeroporto, due tizi dei servizi segreti mi fermarono e mi portarono in una camerino, una piccola stanza, e mi dissero di essere a conoscenza di quello che avevo nello zaino e che erano oggetti altamente radioattivi e molto pericolosi. Mi consigliarono di conservare il tutto in un vecchio frigorifero e mi lasciarono andare&#8230; capisci?! Ero controllatissimo senza saperlo&#8230; La cosa poi mi port\u00f2 mille paranoie, credevo di essermi contaminato, per un po\u2019 di tempo ne sono proprio stato convinto&#8230;<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">Ti trasformerai in Lilly Gruber!<\/span><\/em><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Il fattore rischio comunque mi pesa molto, sempre di pi\u00f9. Sto pensando di fare un cinema diverso, meno pericoloso.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">C\u2019\u00e8 qualche idea folle che non hai realizzato perch\u00e9 troppo pericolosa?<\/span><\/em><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">S\u00ec. Avevo un\u2019idea folle, avrei voluto fare un documentario su di un lago atomico russo sui Monti Urali (il Chagan, detto anche Balapan, situato nell\u2019attuale Kazakistan). Un luogo dove negli anni sessanta sempre quegli intelligentoni dei sovietici volevano aprire una breccia in questo lago per spostare il corso dei fiumi degli Urali verso sud a colpi di bombe atomiche. Il progetto prevedeva di risolvere l\u2019annoso problema della siccit\u00e0 che colpiva molte zone del Mar Caspio, creando un canale che unisse i fiumi Peciora e Kama e che sfociasse nel Mar Caspio a pi\u00f9 di 3000 chilometri di distanza, non proprio dietro l\u2019angolo. Fecero scoppiare quattro ordigni nucleari con l\u2019intenzione di aprirlo, invece queste esplosioni hanno creato dei crateri profondi 400 metri, quindi in questo lago non esiste alcuna forma di vita. \u00c8 una zona off limits ma in realt\u00e0 forse con i permessi adeguati sarebbe possibile, mi piacerebbe lavorarci appunto da giornalista con tutte le assicurazioni del caso.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">Tu hai lo status di filmmaker, ovvero non hai nessuna copertura d\u2019alcun tipo.<\/span><\/em><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Bravo. Un giornalista \u00e8 iscritto all\u2019albo ed ha diritto ad avvocati e tante altre forme di difesa legale, io invece, non essendo un giornalista, sono esposto a qualsiasi cosa. Ora incomincio ad avere paura di questa condizione. Quando mi hanno fermato in Uzbekistan la mia prima preoccupazione \u00e8 stata per la telecamera che mi \u00e8 stata prestata da un amico, ma poi c\u2019\u00e8 stato un vero e proprio panico legato alla situazione. Avrebbero potuto farmi qualsiasi cosa. In quel paese negli ultimi tempi sono stati arrestati diversi giornalisti occidentali andati sul posto per denunciare la totale assenza di diritti umani, ci sono stati casi in cui ad alcuni di questi fermati sono stati inflitti venti anni di carcere per possesso di sostanze stupefacenti, tu capisci che questi sono stati incastrati proprio nella maniera pi\u00f9 scopertamente meschina, andavano nelle loro camere d\u2019albergo e gli mettevano tre chili di hashish o oppio in valigia&#8230; cose da pazzi. Negli ultimi tempi sono circa una quindicina i giornalisti accusati di questo tipo di reati. Prima di partire incappavo in questo tipo di notizie che mi cominciavano a far riflettere. Per fortuna le cassette con le registrazioni non me le hanno trovate, perch\u00e9 mi ero ingegnato a nasconderle&#8230; per\u00f2 durante l\u2019arresto devo dire di aver avuto paura.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">Quanto ti hanno trattenuto?<\/span><\/em><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">In realt\u00e0 mi hanno arrestato due volte. La prima volta otto ore, sei delle quali in un qualcosa che chiamerei pollaio. La non ci sono neanche criminali, non hanno carceri, ero posto in stato di fermo in una baracca. Questi volevano le cassette perch\u00e9 avevano saputo, mi avevano praticamente visto, che avevo intervistato qualche pescatore del posto e l\u00ec in buona sostanza la cosa \u00e8 vietata. Tu non devi ficcare il naso da nessuna parte, non devi fare domande, non devi nemmeno stare l\u00ec. Ho avuto paura perch\u00e9 non avevo nessuno che mi potesse difendere, tutelare: niente avvocato, niente ambasciata, niente di niente. Proprio in quel frangente ho pensato che forse \u00e8 arrivato il tempo di fare qualcosa anche in Italia. Molti amici e conoscenti mi chiedono sempre perch\u00e9 non faccio qualcosa sul nostro paese, mi dicono \u201cvai a Pancevo e non parli dell\u2019Ilva di Taranto?!\u201d&#8230; effettivamente da una parte \u00e8 vero, per\u00f2 pure in Italia possono capitare cose spiacevoli. Insomma credo che non si \u00e8 mai completamente liberi di raccontare realt\u00e0 scomode e soprattutto di dire quel che si pensa.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">Riprovo a fare l\u2019intervistatore, facendo deviare il flusso del discorso, domandandoti in quale modo \u00e8 possibile vedere i tuoi lavori? Puoi dare qualche coordinata ai nostri lettori? Ho visto che qualcosa c\u2019\u00e8 sul tuo sito: <\/span><\/em><\/strong><strong><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">www.antoniomartino.net<em>&#8230;<\/em><\/span><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Sul mio sito ci sono solo dei trailer. In realt\u00e0 sul sito avrei voluto metterli tutti, ma per un problema con la webmaster e per alcuni problemi tecnici la cosa non \u00e8 ancora stata possibile. Poi sono stato contattato da Carta, che edita un settimanale ed un mensile (Carta e Carta Etc), che proprio in questo periodo sta visionando il mio materiale; per la fine di dicembre passeranno su Eco Tv (www.ecotv.it) <em>Pancevo_mrtav grad<\/em>, mentre per vedere <em>Gara de Nord_copii pe strada<\/em>&#8230;<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">Ho visto che \u00e8 disponibile su <\/span><\/em><\/strong><strong><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">clipscorner.net<em>.<\/em><\/span><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Esatto! oppure lo puoi trovare anche sul sito della Rai, credo sia reperibile su RaiClick. Ovviamente poi si possono vedere i miei lavori nei vari festival e rassegne a cui partecipano&#8230; e sono davvero molti.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">Dunque non esiste una distribuzione in dvd dei tuoi lavori?<\/span><\/em><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Guarda pochi giorni fa ho avuto un contatto con la Ermitage di Bologna, che \u00e8 interessata alla distribuzione di <em>Gara de Nord<\/em>&#8230; ma non c\u2019\u00e8 niente di sicuro.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">Gara de Nord \u00e8 il tuo documentario che ha ottenuto il maggior numero di premi e riconoscimenti, addirittura il Premio Produzione Ilaria Alpi nel 2007&#8230;<\/span><\/em><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">In realt\u00e0 mi sa che <em>Pancevo<\/em> lo sta quasi raggiungendo, ad oggi ha vinto dieci premi&#8230; <em>Gare de Nord<\/em> circa quindici&#8230; Per quel che riguarda la distribuzione forse la durata dei miei lavori risulta un po\u2019 scomoda, sono forse troppo brevi per uscire in dvd.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">Diciamo dunque che c\u2019\u00e8 ancora da aspettare del tempo ma che comunque l\u2019uscita in dvd dei tuoi lavori \u00e8 un qualcosa al quale stai lavorando&#8230;<\/span><\/em><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">S\u00ec assolutamente, sicuramente per\u00f2 fra un annetto metter\u00f2 tutto gratis sul mio sito o da qualche altra parte sul web. Comunque io considero ancora questi lavori degli esperimenti, devo essere sincero. Sento che ho delle potenzialit\u00e0 ma non mi sento ancora completamente espresso, quindi questa fase \u00e8 ancora in un certo qual modo un gioco, una giustapposizione di elementi proprio come fa un vj o un dj, cosa che tu conosci bene. In alcuni miei lavori, ad esempio in <em>Gare de Nord<\/em>, il processo creativo \u00e8 stato proprio cos\u00ec, creavo un pezzo alla volta legando fra loro immagini e suono. Adesso invece mi sto cimentando con la scrittura, con il cercare di prevedere un certo numero di fattori e soprattutto cercando di valutare a tavolino la loro gestione. Cerco un maggior controllo sul documentario, non mi baso pi\u00f9 sull\u2019emozione del momento (o non solo), ma vorrei sviluppare un metodo di lavoro sempre pi\u00f9 professionale, anche se in fondo il tutto rimane una specie di gioco.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Proprio in questo periodo c\u2019\u00e8 un produttore di Roma che stranamente mi sta corteggiando, mi incita, mi telefona, mi stimola a scrivere dei progetti, delle sceneggiature e siccome ho visto che ha prodotto lavori interessanti, che lavora con la televisione e che soprattutto dispone d\u2019una certa concretezza sto pensando di provare ad assecondarlo, professionalizzando questa mia attitudine. Cerco comunque di mantenere una certa spontaneit\u00e0 e libert\u00e0 creativa che queste dinamiche rischiano sempre di ingessare.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">Mi avevi raccontato di questa tua esperienza con RaiNews24, manifestandomi chiaramente il tuo rifiuto rispetto a certe dinamiche&#8230;<\/span><\/em><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Alla fine sono un filmmaker precario, ma quale filmmaker non lo \u00e8 stato. Grifi era un morto di fame poverino, lo dico con il massimo rispetto, eppure faceva cose bellissime.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Ho girato <em>Pancevo<\/em> nel febbraio del 2007, ho studiato una ventina di giorni prima di partire, poi sono stato sul posto circa un mese e poi sono stato venti giorni in montaggio, si pu\u00f2 dire che ho fatto il film in due mesi e mezzi lavoro. Mandandolo ai festival ho guadagno qualcosa pi\u00f9 di diecimila euro di premi; ho lavorato due mesi e mezzo ed ho guadagnato dodicimila euro, una cifra che mi ha permesso di vivere in quel periodo.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">Questa \u00e8 una cosa che mi aveva molto colpito quando ci siamo conosciuti. Ricordo di averti domandato come avevi investito la cifra ottenuta grazie al premio Ilaria Alpi, credendo che quella cifra ti fosse servita per il progetto successivo e invece, con mia enorme sorpresa, tu mi raccontasti che quei soldi ti erano serviti semplicemente per vivere. Credo che questo fatto sia un buon manifesto, un qualcosa che descrive molto meglio di tante parole la dimensione di colui che oggi decide di fare il filmmaker. Fare un film indipendente \u00e8 gi\u00e0 un miracolo di per s\u00e9, quindi se arriva un riconoscimento economico tanto vale utilizzarlo per la propria normale esistenza perch\u00e9 la produzione si basa unicamente sulla passione, su quell\u2019istinto a raccontare una storia a prescindere dalle contingenze economiche e dal tornaconto.<\/span><\/em><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Il mio \u00e8 forse un ragionamento troppo ottimistico, non sono sicuro se un giorno potr\u00f2 ottenere dei soldi per fare un certo tipo di vita, che poi nemmeno mi interessa, per\u00f2&#8230; un minimo! So di avere un talento e so che con questo sistema di vita posso campare e dunque non mi sento completamente perso. Ovviamente \u00e8 capitata la questione dell\u2019Arpa e mi sono mosso, idem con questo produttore&#8230; posso fare l\u2019uno e l\u2019altro. Se per\u00f2 mi dovessi sentire troppo vincolato, se la cosa non mi fa stare bene, non la faccio tanto per lavorare, soprattutto se la cosa \u00e8 molto personale. Nel frattempo mi muovo fra tante cose, soprattutto ci\u00f2 che \u00e8 nuovo e sperimentale, la rete mi affascina davvero molto, la rete e tutte le nuove tecnologie. Mi piace molto anche il vostro progetto, il vostro sito, cos\u00ec aperto agli utenti e libero.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">Grazie mille&#8230;<\/span><\/em><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Ho trovato molto interessante l\u2019intervista che hai fatto ad Alessandro Gagliardo e Giuseppe Spina della Malastrada.film, una realt\u00e0 davvero interessante che per\u00f2 conosco poco. Trovi delle connessioni fra il cinema che fanno loro ed il cinema che faccio io?<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">Credo che vi sia un legame generazionale. Si sta imparando a produrre cinema senza soldi, o comunque con risorse oltremodo limitate, anzi siamo ormai in grado di produrre senza una lira. L\u2019unica risorsa davvero fondamentale \u00e8 il tempo e quel che si fa lo si fa perch\u00e9 \u00e8 primariamente un\u2019esigenza. Quel che trovo di comune nelle vostre esperienze \u00e8 dunque il fatto di non avere scelta, o cos\u00ec o niente.<\/span><\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">La vocazione della quale parlo io. Non pensi dunque che stiamo vivendo un momento di svolta?<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: aial;\">Assolutamente s\u00ec. Un discorso che faccio spesso, soprattutto applicato alla mia vita, \u00e8 che il cinema (ma anche la critica) fino a pochissimo tempo fa era un qualcosa che si potevano permettere di fare solo persone di estrazione borghese, o ancor prima aristocratiche o gi\u00f9 di l\u00ec, mentre oggi non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec. Oggi se qualcuno vuol fare cinema pu\u00f2 farlo, pu\u00f2 farlo e riesce anche a farlo vedere, poi \u00e8 chiaro che non ci sono riscontri economici, ma questi non ci sono perch\u00e9 non esistono e su questo i <\/span><\/em><\/strong><strong><span style=\"font-size: 8pt; font-family: aial;\">Malastrada<em> hanno un\u2019ottima filosofia. Non esistono network televisivi disposti a riconoscere i lavori pi\u00f9 scomodi e fuori dal coro, le sale rischiano pochissimo, ma il problema dell\u2019attrazione del capitale \u00e8 una questione con la quale ci misuriamo tutti quotidianamente. \u00c8 molto difficile. Anche <\/em>Rapporto Confidenziale<em> in fondo opera allo stesso modo d\u2019un filmmaker contemporaneo, zero soldi ma una enorme spinta che cerca d\u2019assecondare una (ipotetica ma sentita) vocazione.<\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: aial;\">Ora che l\u2019intervista va rovesciandosi \u00e8 arrivato il punto di porti la domanda con la quale da qualche tempo ho preso l\u2019abitudine di chiudere queste chiaccherate: alla luce della tua esperienza di produttore di immagini in movimento, ti chiedo cosa dovrebbe fare al giorno d\u2019oggi una rivista cinematografica. Di cosa dovrebbe parlare ed in che modo? Quale pu\u00f2 essere la sua utilit\u00e0? Perch\u00e9 la sensazione che si ha nel farla \u00e8 che non serva a un cazzo di niente.<\/span><\/em><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">(Ride, ndr) Penso che anche questo sia legato alla mia idea del punto di svolta al quale \u00e8 giunta la storia del cinema. Con l\u2019emersione di un nuovo cinema, l\u2019emersione d\u2019un nuovo modo di fare cinema, in maniera naturale nascono anche nuove riviste; quindi non penso che non servano a nulla, penso che anche quest\u2019aspetto sia la diretta conseguenza di questa nuova era cinematografica nella quale ci troviamo. Un consiglio non potrei dartelo perch\u00e9 penso che gi\u00e0 vi stiate muovendo nella direzione giusta, i requisiti che secondo me dovrebbe avere una rivista di cinema sono soddisfatti. Avete quella dimensione di amatori che \u00e8 davvero quella di cui parlavamo prima. Credo sia importante parlare della questione tecnica della produzione di un film, ma mi sembra proprio lo stiate gi\u00e0 facendo, perch\u00e9 se prima era una cosa scontata (o comunque le variabili erano assai limitate) oggi si \u00e8 tutto rivoluzionato. Ogni anno esce un film con una novit\u00e0 tecnica importante, adesso \u00e8 uscito il film di Carmine Amoroso che \u00e8 il primo ad utilizzare il formato HDV Sony, o nel mio caso con <em>Gare de Nord <\/em>tutti i giornalisti mi chiedevano del significato della palmare. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Essendo il filmmaker colui che gira, monta e scrive il film, \u00e8 ovvio che quando parli con lui non gli potrai chiedere solamente il perch\u00e9 ha messo in scena in quella maniera quella determinata sequenza, ma gli dovrai chiedere delle camere che ha usato e cos\u00ec via. Poi una cosa importantissima da fare per una rivista \u00e8 quella di muoversi per i festival, del resto noi ci siamo conosciuti proprio ad un festival, non parlo ovviamente di quelli grandi e mondani. \u00c8 importante poi essere attenti alle novit\u00e0 ed avere la capacit\u00e0 di metterle in relazione fra loro, mettere in contatto i filmmaker stessi magari attraverso dei forum.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">Grazie mille Antonio per questa chiaccherata fiume&#8230;<\/span><\/em><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">Grazie a te e a Rapporto Confidenziale.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-size: 8pt;\"> <\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">[L\u2019intervista \u00e8 stata registrata il giorno 11 novembre 2008 e trascritta con il fondamentale aiuto di Paola Cat\u00f2]<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><strong><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\">ANTONIO MARTINO<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Verdana;\"> <a href=\"http:\/\/www.antoniomartino.net\/\"><span style=\"color: navy;\">www.antoniomartino.net<\/span><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">BIOGRAFIA: Antonio Martino, giovane regista indipendente, vive e lavora a Bologna. Dopo la laurea al Dams nel 2004, avendo gi\u00e0 collaborato con Ong (ANPAS Emilia-Romagna- Gruppo Yoda) ed alcune associazioni di volontariato, gira \u201cFatma Aba-ad. Come ho imparato ad amare i Saharawi\u201d, realizzato nel deserto del Sahara presso i campi profughi Saharawi. Ha collaborato con la POLIVISIONI, un gruppo di filmakers indipendenti con cui, nel 2003, affronta il problema dell&#8217;antiproibizionismo in Italia girando il documentario Siamo fatti cos\u00ec, che vede come attore principale Freak Antoni, cantante degli Skiantos. Gi\u00e0 dal 2004 la sua costante diventa la ricerca della realt\u00e0 che lo porta ad avvicinarsi a luoghi e temi difficili. I suoi reportage si trasformano in occhio consapevole le sue immagini diventano inchiesta. Nel 2005 arriva fin sotto il reattore nucleare di Cernobyl e gira &#8220;Noi siamo l&#8217;aria, non la terra&#8221; documentando le attuali condizioni di vita e le conseguenze sub\u00ecte dalla popolazione che vive nei pressi di della centrale nucleare di Chernobyl a diciotto anni di distanza dalla catastrofe. Il documentario verr\u00e0 selezionato da diversi festival nazionali e internazionali. Nell\u2019inverno del 2006 gira Blu Panorama nei pressi del CPA\/CPT di Isola di Capo Rizzuto, Crotone. Il film ritrae la fuga dei clandestini dal campo in cui sono stati alloggiati provissoriamente. Subito dopo, curioso di capire le motivazioni di alcuni gravi fatti di cronaca commessi in italia nel 2005 da giovanissimi ragazzi rumeni, decide di analizzare le condizioni dei bambini che vivono in una societ\u00e0 che a stento cerca di riprendersi dopo gli orrori post Ceusescu. Gira \u201cGara de Nord_copii pe strada\u201d con il solo apporto di una piccola telecamera palmare pi\u00f9 o meno nascosta ed un budget pari a zero. Vive con i bambini delle fogne di Bucarest per un mese, aprendo cos\u00ec una finestra sulla realt\u00e0 di questi bambini che vivono nei canali sotterranei della citt\u00e0 di inverno e per strada d\u2019estate, vittime della pedofilia di strada (perpetrata spesso da turisti stranieri), della droga, e di abusi da parte di genitori. Il film riceve molti premi, tra i quali il prestigioso Premio produzione Ilaria Alpi 2007. Il film \u00e8 stato acquistato da Rai 3 e Rai news24. Nel febbraio 2007 gira Pancevo_mrtav grad\u201d un reportage girato nella citt\u00e0 pi\u00f9 inquinata d\u2019Europa: Pancevo, in Serbia, a pochi km da Belgrado. Il video indaga sulle conseguenze del bombardamento del pi\u00f9 grande complesso industriale della ex Yugoslavia da parte della Nato. I feroci bombardamenti che provocarono una delle pi\u00f9 gravi catastrofi ecologiche del secolo passato, furono fortemente voluti ed autorizzati dall\u2019oggi neo Premio Noble per la pace Al Gore, nonch\u00e8 famoso ambientalista, allora vicepresidente dell\u2019amministrazione Clinton. Pancevo_mrtav grad\u201d riceve la Menzione Speciale di Legambiente al Festival Internazionale Cinemabiente di Torino, la Menzione Speciale Visioniambientali al Visioni Italiane film festival di Bologna e vince il premio come miglior documentario all\u2019Imola film festival 2007. Noi siamo l\u2019aria non la terra 2005, Gara de Nord_copii pe strada 2006, Pancevo_mrtav grad 2007 fanno parte del progetto Trilogia dell\u2019Est che studia il rapporto tra uomo e ambiente. Antonio Martino ha collaborato inoltre con vari network internazionali come l\u2019 ARD deutch Television, 3SAT, e con SG film, New York. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><strong><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">Filmografia: <\/span><\/strong><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">2003 &#8211; Siamo fatti cos\u00ec (POLIVISIONI); 2004 &#8211; Fatma Aba-ad. Come ho imparato ad amare i Saharawi; 2005 &#8211; Noi siamo l&#8217;aria, non la terra; 2006 &#8211; Blu Panorama; 2007 &#8211; Gara de Nord_copii pe strada; 2007 &#8211; Pancevo_mrtav grad.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><strong><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">Premi<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">GARA DE NORD_COPII PE STRADA<\/span><\/em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">: Best documentary, Visioni Italiane Film Festival, Bologna 2006. &#8211; Best documentary Iceberg Young Artist Prize, Bologna 2007. &#8211; Best documentary Shortvillage, Corto16 Film Festival, Imola 2006 &#8211; Best italian documentary for the television, Ilaria Alpi Prize, Riccione 2007. &#8211; Best documentary Terra di tutti i festival Film Festival, Bologna 2007. &#8211; Best documentary International Ravenna Film Festival, Ravenna 2007 &#8211; Best Documentary, Ginestra d&#8217;argenti Film festival, Carlopoli 2008<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">PANCEVO_MRTAV GRAD<\/span><\/em><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Arial;\">: Special Mention Legambiente Cinemabiente Film Festival, Torino 2007 &#8211; Best Documentary, Corto Imola Film Festival, Imola 2007 &#8211; Special Mention Visioni Ambientali Officinema Film Festival, Bologna 2007 &#8211; Best Documentary, Naturae Film Festival, Ravenna 2008 &#8211; Best Documentary, Cinergie Section, Lucania International Film Festival, Pisticci 2008 &#8211;<span> <\/span>Best Documentary, Malescorto Film Festival 2008 -Best Documentary, Ecologico Film Festival, Nard\u00f2 2008 &#8211; Visionary Journalism, Festival del cinema indipendente, Foggia 2008.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span> <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>articolo pubblicato su Rapporto Confidenziale numero10 (dicembre 2008) 7.9mb | 3.0mb | anteprima Antonio Martino. 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