{"id":13848,"date":"2011-07-01T14:35:14","date_gmt":"2011-07-01T12:35:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=13848"},"modified":"2017-09-13T01:37:14","modified_gmt":"2017-09-12T23:37:14","slug":"rezzamastrella-intervista-a-corpo-morto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=13848","title":{"rendered":"Rezza Mastrella. Intervista a corpo morto"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39804\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/rezza_mastrella_intervista-a-corpo-morto-cover.jpg\" alt=\"\" width=\"1112\" height=\"741\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/rezza_mastrella_intervista-a-corpo-morto-cover.jpg 1112w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/rezza_mastrella_intervista-a-corpo-morto-cover-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/rezza_mastrella_intervista-a-corpo-morto-cover-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/rezza_mastrella_intervista-a-corpo-morto-cover-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/rezza_mastrella_intervista-a-corpo-morto-cover-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/rezza_mastrella_intervista-a-corpo-morto-cover-436x291.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/rezza_mastrella_intervista-a-corpo-morto-cover-673x449.jpg 673w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/rezza_mastrella_intervista-a-corpo-morto-cover-950x633.jpg 950w\" sizes=\"auto, (max-width: 1112px) 100vw, 1112px\" \/><\/p>\n<p>da <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=13409\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Rapporto Confidenziale numero33 (giugno 2011)<\/a><\/p>\n<blockquote><p><strong>REZZAMASTRELLA<\/strong><br \/>\n<strong>Intervista a corpo morto<\/strong><br \/>\ndi Alessio Galbiati<\/p><\/blockquote>\n<p>Trenta gradi in citt\u00e0. Domenica ore 14. Una piazza di Milano. Anonimamente bella. Ristorante cinese. Addosso i postumi di una notte malamente insonne, il dubbio fino all&#8217;ultimo di dare forfait. Forze incerte, meglio, improbabili. Trenta gradi in citt\u00e0.<br \/>\nAntonio e Flavia pranzano ad una lunga tavola insieme al piccolo sciame che li segue. Un saluto. Noi ci siamo gi\u00e0 visti? Io ti ho visto varie volte, ma non credo tu mi abbia notato. Un\u2019acqua naturale. Da mangiare? Niente. Trenta gradi in citt\u00e0.<br \/>\nAntonio porta dei lunghi baffi, camicia nera aperta, petto in evidenza, \u00e8 magro e muscoloso: pare in forma smagliante. Flavia \u00e8 scompigliata, maglione maniche lunghe, cerca di calmare Antonio che al telefono non vorrebbe fare lo spettacolo della sera. Se non ci sono le luci, niente spettacolo.<br \/>\nIl resto della tavola \u00e8 estremamente cordiale con me, conciato come uno straccio, pallido e affannato.<br \/>\nVorrei domandare del \u201cCristo morto\u201d, ma non vorrei sbattere contro un muro. Senz\u2019altro di \u201cDelitto sul Po\u201d, dello stile del loro cinema. Usare la parola cinema potrebbe essere un altro muro.<br \/>\nQuello che fate con le telecamere. Sorridono.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"RezzaMastrella | Intervista a corpo morto\" src=\"https:\/\/player.vimeo.com\/video\/24518513?dnt=1&amp;app_id=122963\" width=\"720\" height=\"576\" frameborder=\"0\" allow=\"autoplay; fullscreen; picture-in-picture; clipboard-write\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Alessio Galbiati: Partirei dal progetto \u201cTroppolitani\u201d che proprio in questi giorni vi vede impegnati qui a Milano con le riprese di nuovo materiale. Vorrei sapere, tanto per cominciare, dove lo si potr\u00e0 vedere&#8230;<\/b><\/p>\n<p><strong>Flavia Mastrella:<\/strong> \u00c8 una bella domanda perch\u00e9 nemmeno noi lo sappiamo. Lo si potr\u00e0 vedere alla conclusione, o come introduzione, di qualche nostro spettacolo teatrale\u2026 oppure lo invieremo a qualche concorso\u2026 non lo sappiamo ancora. Antonio ha progetti pi\u00f9 ambiziosi per questa nuova serie di \u201cTroppolitani\u201d.<\/p>\n<p><strong>Antonio Rezza:<\/strong> Non sono progetti ambiziosi, vorremmo proporre la nuova serie alla televisione, ma non \u00e8 detto che l\u2019accolgano. Noi intanto giriamo del nuovo materiale, anche se, come di questi tempi, non troviamo nemmeno il tempo di montarlo\u2026 quando il materiale sar\u00e0 finito, e troveremo il modo di montarlo, solo allora ci porremo il problema di dove mostrarlo.<\/p>\n<p><b>AG: Come mai siete cos\u00ec affezionati al linguaggio di \u201cTroppolitani\u201d, cosa c\u2019\u00e8 in quel modo di stare in mezzo alle persone che vi attrae cos\u00ec tanto?<\/b><\/p>\n<p><strong>FM:<\/strong> \u00c8 molto utile perch\u00e9 non si perde di vista la crescita della popolazione. Abbiamo visto che \u00e8 tutto molto pi\u00f9 drammatico rispetto a dieci anni fa. La gente \u00e8 pi\u00f9 aggressiva, sono tutti pi\u00f9 esasperati\u2026 sono meno puri.<\/p>\n<p><b>AG: E la reazione davanti alla telecamera? Com\u2019\u00e8 cambiata?<\/b><\/p>\n<p><strong>FM:<\/strong> Sono pi\u00f9 abituati.<\/p>\n<p><strong>AR:<\/strong> Quello che \u00e8 successo negli ultimi dieci anni a livello televisivo ha cambiato soprattutto la spontaneit\u00e0, \u00e8 stato uno sterminio, lo sterminio della naturalezza. Ognuno vuole apparire perch\u00e9 sa che c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 che poi vada in televisione. Tutto questo \u00e8 successo in pochissimo tempo.<\/p>\n<p><strong>FM:<\/strong> Sanno di essere manipolati e sanno che avranno una visibilit\u00e0. I primi erano pi\u00f9 ingenui.<\/p>\n<p><strong>AR:<\/strong> Fare \u201cTroppolitani\u201d non \u00e8 divertente, ed \u00e8 molto faticoso. Solo il set , forse, \u00e8 pi\u00f9 faticoso. Qui camminiamo tanto mai poi\u2026 Non \u00e8 facile l\u2019approccio\u2026 per\u00f2 lo facciamo\u2026 perch\u00e9, anche se questa spontaneit\u00e0 \u00e8 venuta meno, \u00e8 sempre interessante avere a che fare con contesti diversi. Qui ci sono in prevalenza gli immigrati (si riferisce alle riprese che nei giorni dell\u2019intervista hanno realizzato in viale Padova a Milano, circa venti ore di girato in due giorni di permanenza in citt\u00e0; ndr), l\u2019anno scorso c\u2019erano i dissociati mentali (si riferisce alle riprese effettuate il 22 maggio in Piazza Mercanti, a Milano, in occasione di \u201cFuori Dove\u201d, evento culturale che raccoglie utenti, familiari, associazioni e artisti attorno alla questione del disagio psichico; ndr)\u2026 scegliamo temi diversi perch\u00e9 vi sia ancora spazio per lo stupore.<\/p>\n<p><strong>FM:<\/strong> \u201cTroppolitani\u201d ha sempre la solita struttura: sono derive dentro la citt\u00e0, sia essa Milano, Napoli o Roma.<\/p>\n<p><b>AG: \u201cTroppolitani\u201d, il titolo, cosa significa?<\/b><\/p>\n<p><strong>AR:<\/strong> La parola \u00e8 un misto tra la metropoli e coloro che la abitano\u2026 quelli che abitano la metropoli\u2026<\/p>\n<p><strong>FM:<\/strong> \u2026troppo intensamente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-13854\" title=\"rezzamastrella_02\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/rezzamastrella_02.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"430\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/rezzamastrella_02.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/rezzamastrella_02-300x208.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>AG: Il programma nasceva nel 1999 sul terzo canale Rai diretto Angelo Guglielmi (1987-1994. Un\u2019epoca gloriosa del servizio pubblico, sia in termini di innovazione del linguaggio che di palcoscenico per una generazione di talenti; ndr), avete mai pi\u00f9 avuto contatti con la RaiTre attuale diretta da Paolo Ruffini, figlio di Cardinale ? (Paolo Ruffini, Palermo 4 ottobre 1956, \u00e8 un giornalista italiano. Figlio del politico Attilio Ruffini e nipote del cardinale Ernesto Ruffini e del politico Enrico La Loggia; ndr)<\/b><\/p>\n<p><strong>FM:<\/strong> No mai!<\/p>\n<p><strong>AG: Figlio di Cardinale non \u00e8 male\u2026<\/strong><\/p>\n<p><strong>AR:<\/strong> Quasi figlio, figlio del figlio. Io so che \u00e8 nipote\u2026 ma non \u00e8 quello che conta\u2026 tutti noi siamo nipoti, ognuno \u00e8 nipote. Da quando \u00e8 cambiata RaiTre per noi gli spazi si sono giustamente chiusi; per noi sarebbe assurdo stare li. \u00c8 giusto che noi non ci siamo.<\/p>\n<p><b>AG: Vi faccio questa domanda perch\u00e9 qualche tempo fa sono stato alla presentazione della raccolta video che la Cineteca di Bologna ha realizzato sull\u2019esperienza di Cinico TV (\u201cCinico TV 1989-1992, Volume primo\u201d, DVD-Booklet Edizioni Cineteca di Bologna, 2011; ndr). In quella sede Franco Maresco diceva, non senza risentimento, di come in questi anni non gli fosse mai capitato di essere ricontattato da RaiTre\u2026 Cadono le braccia di fronte ad una cosa del genere\u2026<\/b><\/p>\n<p><strong>AR:<\/strong> Quello che hanno fatto nei loro confronti \u00e8 gravissimo, portare due persone come loro a dividersi \u00e8 un delitto\u2026 non sappiamo i reali motivi della separazione\u2026<\/p>\n<p><strong>FM:<\/strong> Ma possiamo provare ad immaginarli\u2026 \u00e8 la difficolt\u00e0 che ti porta a questo.<\/p>\n<p><strong>AR:<\/strong> Che noi non andiamo in televisione, che Cipr\u00ec e Maresco non vadano in televisione, non \u00e8 un danno a noi, non \u00e8 un qualcosa che danneggi noi. Noi e loro facciamo sempre, lo si spera, quello che vogliamo. Il danno \u00e8 per chi non pu\u00f2 vedere cose migliori e pi\u00f9 libere di altre.<\/p>\n<p><b>AG: Penso che il linguaggio televisivo sia un qualcosa che vi interessi, anche solo come contenitore, per la possibilit\u00e0 di irrompere nelle case di milioni di persone\u2026<\/b><\/p>\n<p><strong>FM:<\/strong> \u00c8 per\u00f2 necessario che quel contenitore sia giusto. Credo che oramai la televisione non sia pi\u00f9 un contenitore giusto, ormai \u00e8 esclusivamente, e come sempre, orrenda. Io non la vedo da due anni.<\/p>\n<p><strong>AR:<\/strong> Per me, ed in questo io e Flavia la vediamo in maniera diversa, pi\u00f9 il contenitore \u00e8 sbagliato e pi\u00f9 \u00e8 giusto esserci. Quel pubblico non arriver\u00e0 mai a vederti in teatro e pi\u00f9 le trasmissioni fanno schifo, pi\u00f9 \u00e8 giusto stare in quello schifo. Non bisogna avere paura dello schifo.<\/p>\n<p><b>AG: Come nasce la collaborazione con la Kiwido di Federico Carra, ovvero come \u00e8 nata l\u2019idea di pubblicare la raccolta antologica \u201cOttimismo democratico\u201d? (un\u2019intervista a Federico Carra la potete trovare su <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=5146\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">RC21<\/a>\u00a0e <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=5307\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui<\/a>)<\/b><\/p>\n<p><strong>FM:<\/strong> Conosciamo Federico da molti anni, ha fatto l\u2019attore in svariati nostri lavori\u2026<\/p>\n<p><b>AG: Ed ha realizzato le musiche di \u201cDelitto sul Po\u201d, che mi ossessionano da anni\u2026<\/b><\/p>\n<p><strong>FM:<\/strong> Federico ha sempre ottime idee.<\/p>\n<p><b>AG: Questa collaborazione nasce dall\u2019esigenza di pubblicare i vostri cortometraggi in dvd, accompagnati da un extra che poi \u00e8 diventato il documentario \u201cIl passato \u00e8 il mio bastone\u201d.<\/b><\/p>\n<p><strong>AR:<\/strong> Il tutto nasceva da un progetto vecchio. Ogni volta che ci incontravamo ad agosto\u2026 che \u00e8 un mese di sospensione, come la domenica, un periodo in cui nessuno fa niente\u2026 parlavamo di questo progetto solo ad agosto e poi, puntualmente, non lo facevamo.<\/p>\n<p><strong>FM:<\/strong> Quando ha aperto una casa di produzione di dvd, la Kiwido, ha subito pensato a noi\u2026 successivamente ha pubblicato altri lavori molto interessanti.<\/p>\n<p><b>AG: In questi altri lavori voi comparite sparsi negli extra (\u201cOstinati 85\/08\u201d antologia Roberto Nanni e \u201cUn cinema dell\u2019impronta\u201d antologia Paolo Gioli, <a href=\"http:\/\/www.kiwido.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">kiwido.it<\/a>).<\/b><\/p>\n<p><strong>AR:<\/strong> S\u00ec. Ci siamo in quello dedicato a Roberto Nanni, e pure in quello di Paolo Gioli\u2026<\/p>\n<p><strong>AG: Questi altri autori del catalogo Kiwido senz\u2019altro vi piacciono\u2026<\/strong><\/p>\n<p><strong>FM:<\/strong> Federico \u00e8 molto coraggioso.<\/p>\n<p><strong>AR:<\/strong> Roberto Nanni fa delle cose bellissime, Paolo Gioli pure.<\/p>\n<p><b>AG: Avete avuto un ruolo nella selezione di questi autori?<\/b><\/p>\n<p><strong>AR:<\/strong> Con Nanni abbiamo semplicemente messo in contatto i due, ma la scelta l\u2019ha fatta Federico.<\/p>\n<p><strong>FM:<\/strong> \u00c8 lui che \u00e8 feroce nelle scelte.<\/p>\n<p><b>AG: Procedo in ordine sparso\u2026 Voi per caso conoscete i film Augusto Tretti? (al regista veronese classe 1924 Rapporto Confidenziale ha dedicato uno speciale monografico, <a href=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11383\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Augusto Tretti o dell\u2019anarchica innocenza di un irregolare del cinema italiano<\/a>)<\/b><\/p>\n<p><strong>AR:<\/strong> No, ce ne hanno parlato ma non li abbiamo mai visti.<\/p>\n<p><strong>FM:<\/strong> \u00c8 grave?!<\/p>\n<p><b>AG: Un po\u2019 s\u00ec.<\/b><\/p>\n<p><strong>FM:<\/strong> E allora fateceli avere<\/p>\n<p><b>AG: Provvederemo\u2026 siamo certi, da tempo, vi piaceranno.<\/b><\/p>\n<p><strong>AR:<\/strong> Ma \u00e8 vivente Tretti?<\/p>\n<p><b>AG: \u00c8 vivente, ha la sua bella et\u00e0 ed \u00e8 vivo e lotta insieme a noi. Ha passato gli ottantacinque, vive appartato nella casa di famiglia sul lago di Garda, ha realizzato in tutta la sua carriera sostanzialmente solo tre film, tutti decisamente innovativi, surreali e folli; incontr\u00f2 enormi problemi nella produzione, pur se amato dai grandi del cinema italiano\u2026 la sua \u00e8 una storia esemplare del coraggio della produzione in Italia.<\/b><\/p>\n<p><strong>AR:<\/strong> I grandi del cinema italiano che, come tutti i grandi, non facevano niente per dar spazio a quelli che grandi lo sono davvero.<\/p>\n<p><b>AG: Facevano delle gran lettere di raccomandazione a funzionari e produttori, e questi erano Fellini, Antonioni, Tonino Guerra\u2026<\/b><\/p>\n<p><strong>AR:<\/strong> Facevano delle lettere, quando avrebbero potuto produrre. Quella che \u00e8 sempre mancata \u00e8 la solidariet\u00e0 fra gli artisti. Se c\u2019\u00e8 qualcuno che viene ritenuto superiore va, andrebbe, sostenuto anche da chi superiore non lo \u00e8. Questa solidariet\u00e0 non esiste. Parlar bene di una persona, o scrivere una lettera\u2026 non ci vuole molto, ma aiutarla concretamente \u00e8 un altro discorso.<\/p>\n<p><b>AG: Ultimamente sono usciti due documentari all\u2019interno dei quali comparite come ospiti. Mi riferisco al documentario dedicato a Morando Morandini ed a quello di Elisabetta Sgarbi (\u201cMorando Morandini, non sono che un critico\u201d di Tonino Curagi e Anna Gorio, 2009 \u2013 \u201cSe hai una montagna di neve, tienila all\u2019ombra\u201d di Elisabetta Sgarbi, 2010; ndr)\u2026<\/b><\/p>\n<p><strong>AR:<\/strong> Quello di Morandini non l\u2019abbiamo ancora visto.<\/p>\n<p><strong>FM:<\/strong> Abbiamo solamente visto il trailer su internet.<\/p>\n<p><b>AG: Ma come nasce?<\/b><\/p>\n<p><strong>AR:<\/strong> Mah\u2026 era un documentario su Morando, eravamo a Bellaria e ci hanno intervistati\u2026<\/p>\n<p><strong>FM:<\/strong> \u00c8 stato tutto casuale. Stavamo l\u00ec proprio mentre facevano il documentario e ci hanno inseriti cos\u00ec\u2026 non credo che ci abbiano pensato parecchio prima. Ci hanno trovato.<\/p>\n<p><b>AG: Per\u00f2 lui c\u2019\u00e8 nel vostro \u201cIl passato \u00e8 il mio bastone\u201d.<\/b><\/p>\n<p><strong>FM:<\/strong> Morando \u00e8 un grande. Anche perch\u00e9 per molti anni ha curato la formazione dei giovani cineasti italiani e faceva dei festival dove si andava a studiare, e si imparava tantissimo.<\/p>\n<p><b>AG: Ora mi butto a bomba (come direbbe Valpreda; ndr) sui vostri lunghi\u2026<br \/>\nNel 1996 esordite con il lungometraggio \u201cEsCoriandoli, prodotto da Galliano Juso, rocambolesca figura del cinema italiano, che un anno prima fece esordire Daniele Cipr\u00ec e Franco Maresco con \u201cLo zio di Brooklyn\u201d.<br \/>\nCom\u2019\u00e8 stata quell\u2019esperienza che letta a distanza di parecchi anni risulta anomala rispetto al vostro percorso artistico. Com\u2019\u00e8 stato il set, e la coabitazioni con attrici come Golino, Gerini, Ferrari e Cervi? Avete lavorato su di una sceneggiatura tradizionale?<\/b><\/p>\n<p><strong>AR:<\/strong> S\u00ec, la sceneggiatura c\u2019era perch\u00e9 i produttori la vogliono, non \u00e8 che uno ti da i soldi se tu non hai una sceneggiatura. Una sceneggiatura serve a calmare il produttore. Lui ci ha proposto le attici, e dato che non siamo razzisti, abbiamo lavorato anche con le attrici, non \u00e8 stato un problema lavorare con loro.<\/p>\n<p><b>AG: Non avete altre esperienze con attori, tantomeno cos\u00ec tanti?<\/b><\/p>\n<p><strong>AR:<\/strong> No non abbiamo altre esperienze con attori, al cinema non mi sembra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-13855\" title=\"rezzamastrella_03\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/rezzamastrella_03.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"430\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/rezzamastrella_03.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/rezzamastrella_03-300x208.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>AG: Quello era il risultato che, per inciso, ho amato tantissimo, per\u00f2 poi quella forma non ha avuto un seguito\u2026<\/b><\/p>\n<p><strong>FM:<\/strong> No perch\u00e9 ci sono stati problemi durante le riprese. A parte il fatto che noi sopportiamo male la realt\u00e0 gerarchica\u2026 ed il set in questo \u00e8 di un\u2019antipatia atroce. C\u2019\u00e8 stato uno scontro fra noi, che concepiamo unicamente una libert\u00e0 totale, anche di ripresa, e questa rigida struttura. In aggiunta alla sceneggiatura abbiamo affrontato \u201cEsCoriandoli\u201d anche con uno storyboard perch\u00e9 avevamo capito che il metodo era completamente diverso. Ci siamo costruiti dei punti fissi e con questi siamo riusciti a portare dalla nostra parte trenta persone ed a farle lavorare intensamente. Per\u00f2 ci \u00e8 costato veramente tanta fatica. Quando lavoriamo in video, invece, riusciamo a cambiare sceneggiatura durante le riprese, ma in quel contesto era impossibile perch\u00e9 c\u2019era da muovere una macchina estremamente complicata e pesante.<\/p>\n<p><b>AG: Si parlava dunque d\u2019un contesto in cui il direttore della fotografia era stato imposto dalla produzione\u2026<\/b><\/p>\n<p><strong>AR:<\/strong> No, non si \u00e8 trattato di imposizioni\u2026 noi abbiamo scelto tutto. Le attrici le ha scelte Juso, ma noi non abbiamo subito questa scelta.<\/p>\n<p><strong>FM:<\/strong> Il direttore della fotografia era sempre d\u2019accordo con la produzione. Cercavano di raddrizzare le inquadrature\u2026 bisognava stare attenti perch\u00e9 facevano di queste cose\u2026<\/p>\n<p><strong>AR:<\/strong> Per\u00f2 ci hanno anche fatto fare delle cose assurde. In un dialogo fra due persone non facevamo tutte le inquadrature di campo e poi di controcampo. Si sono adattati al nostro modo di fare.<br \/>\nPer noi \u00e8 inconcepibile che se io e te stiamo parlando, prima facciamo tutte le tue e poi tutte le mie. Inconcepibile, non perch\u00e9 non crediamo alla capacit\u00e0 dell\u2019attore, ma inconcepibile perch\u00e9 siamo noi che vogliamo vedere cosa succede. Se parla sempre uno e poi sempre l\u2019altro, non capiamo quello che succede.<\/p>\n<p><strong>FM:<\/strong> E poi cresce meglio il film, perch\u00e9 gli attori entrano progressivamente nel meccanismo cos\u00ec com\u2019\u00e8\u2026 se invece fanno dieci primi piani, e poi questi li sparpagli dentro al film, avrai una faccia iniziale dentro ad una parte finale. E cos\u00ec, non ci piace per niente\u2026<\/p>\n<p><b>AG: Poi, pochi anni dopo, nel 2001, vi spostate su \u201cDelitto sul Po\u201d\u2026 facendo esplodere e saltare in aria tutto. Come avete mantenuto il controllo in un\u2019opera del genere? Come la trama \u00e8 stata in grado di svilupparsi?<\/b><\/p>\n<p><strong>FM:<\/strong> \u201cDelitto sul Po\u201d era la frantumazione del controllo. Non c\u2019\u00e8 controllo. \u00c8 un film girato la cui struttura narrativa \u00e8 stata creata al montaggio. Avevamo una serie di immagini, l\u2019abbiamo composto come un collage, per\u00f2 video.<\/p>\n<p><strong>AR:<\/strong> \u00c8 un film montato dai personaggi. Noi giravamo le scene della questura a casa mia, ed ancora vestiti da personaggi facevamo il montaggio della scene appena girate, \u00e8 un film che sfugge al controllo degli autori perch\u00e9 lo montano i personaggi. Visto che pensiamo che l\u2019autore sia il gerarca ed il male dell\u2019opera, il primo nemico dell\u2019opera, era bello montare con ancora i vestiti del commissario addosso in modo che quando ci accorgevamo che mancava qualche immagine abbandonavamo il montaggio ed andavamo nelle altre stanze a girare. Questo lo puoi fare se non hai committenti, altrimenti \u00e8 impossibile. Penso che nessun personaggio abbia mai montato un film.<\/p>\n<p><b>AG: \u201cDelitto sul Po\u201d nasce come ipotetico format televisivo della durata di trenta secondi, ma poi trovate la produzione della Pablo Film di Gianluca Arcopinto\u2026<\/b><\/p>\n<p><strong>AR:<\/strong> Non \u00e8 una produzione. Arcopinto \u00e8 arrivato alla fine. Ha semplicemente pagato le spese di post-produzione. Poi c\u2019\u00e8 stata la Fandango che ce l\u2019ha accolto senza visto censura, e poi ce l\u2019ha sospeso perch\u00e9 non aveva il visto censura. Una porcata che ci ha fatto perdere le prime visioni nelle varie citt\u00e0 e che ha portato noi a non voler pi\u00f9 fare uscire i film\u2026 li giriamo soltanto.<\/p>\n<p><b>AG: Tempo fa, alla Cineteca di Milano, avevate fatto un discorso molto interessante\u2026 avevate affermato che il vostro teatro potr\u00e0 durare fino a che il corpo, di Antonio, potr\u00e0 sopportare i ritmi a cui lo sottoponete\u2026<\/b><\/p>\n<p><strong>AR:<\/strong> Infatti c\u2019\u00e8 tempo!<\/p>\n<p><b>AG: \u2026\u00abquando il corpo non ce la far\u00e0 pi\u00f9 ci daremo al cinema\u00bb. \u00abIl cinema noi lo stiamo facendo\u00bb e poi avete aggiunto, una frase geniale, \u00abpoi li faremo uscire tutti insieme, non uno alla volta ma tutti insieme quelli a cui abbiamo lavorato in questi anni\u00bb.<\/b><\/p>\n<p><strong>AR:<\/strong> Ed in una sola sala! Per non dare tempo a chi vuole vederli di vederli tutti.<\/p>\n<p><b>AG: \u00c8 una provocazione o cosa? Ma soprattutto, quanti sono i film gi\u00e0 pronti?<\/b><\/p>\n<p><strong>AR:<\/strong> No, \u00e8 una provocazione, quando li finiremo li faremo uscire. Ad oggi ci sono due film sostanzialmente conclusi: \u201cSamp\u201d ed \u201cIpotesi di un film di Cristo morto\u201d. Poi c\u2019\u00e8 \u201cPetardo\u201d che al momento \u00e8 solamente una sceneggiatura, ma questo \u00e8 un progetto che necessita di una produzione, perch\u00e9 la sua realizzazione \u00e8 piuttosto costosa. Gli altri entro uno-due anni li finiremo. Quest\u2019anno si era creata l\u2019opportunit\u00e0 di mostrarli al al Festival del cinema di Venezia, ma non avevamo tempo e ci abbiamo rinunciato. Dovevamo consegnarli per met\u00e0 maggio, per\u00f2 non ce la facciamo, e perdiamo l\u2019occasione.<\/p>\n<p><b>AG: \u201cCristo morto\u201d \u00e8 un progetto portato avanti individualmente da Antonio\u2026<\/b><\/p>\n<p><strong>FM:<\/strong> Io non credo in Dio e detesto Cristo.<\/p>\n<p><strong>AR:<\/strong> Nemmeno io credo in Dio\u2026 ma non detesto Cristo, perch\u00e9 non credo abbia avuto tutto questo peso per essere detestato. Non posso detestare qualcosa che \u00e8 stata messa l\u00ec senza sue colpe. Cosa detesti?! Un uomo strumentalizzato?! Non \u00e8 colpa sua.<\/p>\n<p><b>AG: \u201cIpotesi di un film su Cristo morto (Progetto di un film da realizzare)\u201d, \u00e8 ancora una provocazione ed il film \u00e8 gi\u00e0 realizzato?<\/b><\/p>\n<p><strong>AR:<\/strong> No, mancano venti minuti. Andiamo a minuti, non c\u2019\u00e8 niente da raccontare\u2026 quando un film dura ottanta-novanta minuti \u00e8 fatto. \u00c8 inutile che crei una storia. Come i libri\u2026 per esempio io scrivo un libro, so che devo scrivere 130 pagine e non mi preoccupo della storia, quando arrivo a 130 pagine, \u00e8 fatto. Sarebbe tristissimo scrivere una storia. Anche uno spettacolo lo facciamo con lo stesso criterio, a minuti. Uno spettacolo deve durare ottanta-novanta, quando hai un\u2019ora durante le prove sai che quella durata verr\u00e0 dilatata dal pubblico ad un\u2019ora e dieci, sei a settanta, ci aggiungi dieci, e l\u2019opera \u00e8 fatta.<\/p>\n<p><b>AG: Concludo con un\u2019ultima domanda, democraticamente per Flavia\u2026 democrazia che a quanto ne so non ami particolarmente\u2026<\/b><\/p>\n<p><strong>AR:<\/strong> Dipende (ride).<\/p>\n<p><b>AG: C\u2019\u00e8 un passaggio, fra i molti, nello spettacolo \u201c7-14-21-28\u201d che mi manda completamente fuori di testa, ed \u00e8 il loop sonoro \u201cEh Maresci\u00e0!\u201d che Antonio aziona premendo il piede su di una strana pedaliera. So che nasce da \u201cAutopatia\u201d, un tuo spettacolo-installazione del 1995. Da dove viene fuori?<\/b><\/p>\n<p><strong>FM:<\/strong> \u00c8 un pezzo di un film del quale non mi ricordo il titolo. L\u2019abbiamo fatto insieme a Federico Carra, i suoni li ha trovati lui che \u00e8 un ricercatore attento\u2026 Li ha selezionati all\u2019interno della logica di \u201cAutopatia\u201d che \u00e8 una malattia che si matura nel traffico; ci sono persone che subiscono aggressivit\u00e0 ed altre che la producono, ed io rappresento questi stati d\u2019animo. Lui doveva trovarmi dei suoni che risvegliassero una fantasia gi\u00e0 esistente, ad esempio traendoli da film, suoni che amplificassero questa sensazione\u2026 e cos\u00ec li ho messi in questi apparecchi.<br \/>\nPoi capit\u00f2 che nella realizzazione di \u201c7-14-21-28\u201d, uno spettacolo teatrale dedicato al ritmo e costellato di molti strumenti che Antonio si trova a suonare, quel suono poteva starci ed abbiamo pensato di inserirlo nello spettacolo.<br \/>\nI miei habitat si frantumano e vanno in giro, anche da soli, anche isolati come singoli elementi da tutto il resto.<\/p>\n<p><b>AG: A questo punto, visto che il tempo stringe, chiudiamo qui\u2026<\/b><\/p>\n<p><strong>AR:<\/strong> Se hai dei rimpianti\u2026<\/p>\n<p><b>AG: In realt\u00e0 questa \u00e8 solo la prima parte di un\u2019intervista che durer\u00e0 un decennio\u2026<\/b><\/p>\n<p><strong>FM:<\/strong> Ottimo, noi amiamo queste cose.<\/p>\n<p><strong>AR:<\/strong> Allora va bene.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Antonio e Flavia, conclusa la conversazione, si spostano ad un altro tavolo per registrare nuovo materiale con una signora sui sessanta. Un donnone d\u2019altri tempi. Li osservo senza afferrare le parole. Flavia si muove attorno al tavolo, telecamera fra le mani, Antonio con l\u2019avambraccio, sul quale ha legato un microfono, inchioda il donnone in un labirinto di domande.<br \/>\nNel giro di pochi minuti siamo in strada. Trenta gradi in citt\u00e0.<br \/>\nDa una laterale lo sciame converge in via Padova: due telecamere, un fonico, foto di scena. Antonio saltella fra le persone. Flavia segue ed anticipa. Guarda quelli! Scivoliamo nel parco Trotter in festa di quartiere.<br \/>\nMi siedo. Li osservo da lontano. Danzano. Lo sciame diviene protesi di una macchina automatica fondata sulla visionariet\u00e0 della parola di Antonio. Le persone intervistate si posizionano davanti alla telecamera senza che nessuno lo chieda. Come ti vedi fra vent\u2019anni? Il bimbo vorrebbe figli, ma non necessariamente sposandosi. Due donne latinos inneggiano a Dio.<br \/>\nAntonioFlavia danzano istintivamente, spontaneamente anarchici. La prossima volta vorrei domandare dell\u2019esigenza della loro indipendenza. Le cause di un metodo artistico, produttivo. L\u2019essenza di un linguaggio che fugge il gi\u00e0 visto, che cerca vie traverse, ancora inesplorate.<br \/>\nTrenta gradi all\u2019ombra. AntonioFlavia non si fermeranno mai, al parco Trotter come nella loro artevita.<\/p>\n<p><i>&#8211; Alessio Galbiati<\/i><br \/>\nMilano, 22 maggio 2011<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-13853\" title=\"rezzamastrella_01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/rezzamastrella_01.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"430\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/rezzamastrella_01.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/rezzamastrella_01-300x208.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>da <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=13409\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Rapporto Confidenziale numero33 (giugno 2011)<\/a><\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da Rapporto Confidenziale numero33 (giugno 2011) REZZAMASTRELLA Intervista a corpo morto di Alessio Galbiati Trenta gradi in citt\u00e0. 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