{"id":13967,"date":"2011-07-10T10:24:05","date_gmt":"2011-07-10T08:24:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=13967"},"modified":"2013-04-25T18:55:23","modified_gmt":"2013-04-25T16:55:23","slug":"bo-arne-vibenius-thriller-breaking-point","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=13967","title":{"rendered":"Bo Arne Vibenius | Thriller + Breaking Point"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/thriller_vibenius.jpg\" alt=\"\" title=\"thriller_vibenius\" width=\"620\" height=\"407\" class=\"aligncenter size-full wp-image-13968\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/thriller_vibenius.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/thriller_vibenius-300x196.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" style=\"font-size: 9pt\">Il presente articolo \u00e8 stato pubblicato su <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=13409\" style=\"text-decoration: none\"><font color=\"#3399FF\">Rapporto Confidenziale numero33<\/font><\/a> (giugno 2011), pagg. 54-57<\/font><font face=\"Arial\" size=\"2\"><\/p>\n<p><\/font><font size=\"4\" face=\"Georgia\"><b>BO ARNE VIBENIUS<\/b><br \/>\nTHRILLER + BREAKING POINT<br \/>\n<\/font><font face=\"Georgia\" size=\"2\">di Fabrizio Fogliato<\/font><\/p>\n<p align=\"center\"><i><font face=\"Georgia\" size=\"2\">\u00abTutto questo sangue, questa violenza,<br \/>\n\u2026e io che pensavo che la vostra fosse la generazione dell\u2019amore!\u00bb<br \/>\n<\/font><font face=\"Georgia\" style=\"font-size: 9pt\">(Last House on the Left)<\/font><\/i><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\">Nel 1972 il professore universitario Wes Craven e il produttore Sean S. Cunningham portano sugli schermi un piccolo film dal titolo: <i>Last House on the Left<\/i>. I due sono quasi esordienti, hanno alle spalle solo un sexy-educational intitolato <i>Together<\/i> (1970, interpretato dalla futura pornodiva Marilyn Chambers) ma grazie ai 50.000$ offerti dalla Hallmark mettono insieme il film che sar\u00e0 destinato a cambiare per sempre le regole della rappresentazione della violenza.<\/p>\n<p>Il film, ispirato a <i>La Fontana della Vergine<\/i> di Ingmar Bergman, racconta la storia di violenze, stupri, umiliazioni e infine l\u2019uccisione, subita da due ragazze di provincia da parte di un gruppo di evasi feroci e sanguinari. Questi poi casualmente, durante la loro fuga, troveranno rifugio nella casa dei genitori di una delle due ragazze uccise. Qui, in maniera fortuita la madre scoprir\u00e0 ci\u00f2 che \u00e8 successo e d\u2019accordo col marito metter\u00e0 in atto una selvaggia e rabbiosa vendetta. Il film, semplicistico, zoppicante e nella seconda parte davvero inverosimile, tale e tante sono le incredibili circostanze che guidano lo spettatore verso il sanguinoso epilogo, vuole essere nelle intenzioni di Craven e Cunningham una riflessione critica sul nucleo familiare, visto come coacervo di tensioni, violenze e rancori. Se questo obiettivo rimane solo sfiorato, il film assume importanza per come rappresenta in modo crudo ed efferato, e volutamente compiaciuto, la violenza, la rabbia e l\u2019animalit\u00e0 dell\u2019uomo, figlia, come ricorda lo stesso Craven, delle immagini di morte provenienti dalla guerra nel sud-est asiatico. Il film nonostante i tagli, le censure e le polemiche ebbe grande successo e diede vita ad un filone ricco di opere ciniche, talvolta rivoltanti, per il modo in cui spettacolarizzano ed enfatizzano la violenza sessuale e la successiva vendetta. Tra questi ricordiamo: <i>Lipstick<\/i> (<i>Stupro<\/i>, 1976) di Lamont Johnson, <i>Axe<\/i> (<i>id.<\/i> 1974) di Frederick R. Friedel, <i>Death Wish<\/i> (<i>Il giustiziere della notte<\/i>, 1974) di Michael Winner, <i>Expos\u00e8<\/i> (<i>La casa sulla collina di paglia<\/i>, 1975) di James Kenelm Clarke e l\u2019italiano <i>La settima donna<\/i> (1978) di Franco Prosperi, oltre ai pi\u00f9 estremi, grotteschi e sensazionalistici: <i>I Spit on Your Grave<\/i> (<i>Non violentate Jennifer<\/i>, 1978) di Meir Zarchi e <i>Thriller-en grym film<\/i> (id. 1973) di Bo Arne Vibenius.<\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\"><i>Thriller-en grym film<\/i> di Bo Arne Vibenius (ma il film \u00e8 firmato con lo pseudonimo di Alex Fridolinski) potrebbe essere sintetizzato con le parole del suo regista: \u00abAmalo o odialo, non ho fatto una merda; questo \u00e8 il mio film che ti piaccia o no\u2026 e tu devi rispettarlo\u00bb. (In David Zuzelo, <i>Thriller-beneath the eye patch<\/i>, in <i>Tombofdvd,<\/i> traduzione FF).<br \/>\n&nbsp;<\/font><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/vibenius.jpg\" alt=\"\" title=\"vibenius\" width=\"620\" height=\"273\" class=\"aligncenter size-full wp-image-13969\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/vibenius.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/vibenius-300x132.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p><font face=\"Georgia\"><b>BO ARNE VIBENIUS<\/b><\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\">Bo Arne Vibenius lavora nei primi anni \u201860 presso la commissione censura, la Swedish Censorship Artists, ma affascinato dal mondo del cinema e desideroso di fare il regista, si iscrive nel 1975 alla Swedish Film School. Forte di grande determinazione e di un carattere non conciliante, si ritrova<br \/>\nin poco tempo a fare da assistente per l\u2019icona del cinema svedese Ingmar Bergman, e con lui lavorer\u00e0 sui set di Persona (id, 1966) e Vargtimmen (L\u2019ora del lupo, 1966\/1968). La sua carriera sembra ormai indirizzata nel fare l\u2019assistente, quando l\u2019ambizione e la presunzione prevalgono, anche a causa della non accettazione del suo ruolo di subalterno: Vibenius decide di mettersi in proprio e di produrre e dirigere un film tutto suo.<\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\">Costituisce la BAV Film Company e realizza, nel 1969 per il mercato svedese, il film H\u00fcr Marie Tr\u00e4ffade Friederik. Girato con uno stile unico e bizzarro,il film (oggi irreperibile) racconta la storia di alcuni bambini che vivono in un mondo di fantasia, che viaggiando su un go-kart si ritrovano prima inseguiti dalla polizia, poi impegnati in una sparatoria nel vecchio West, infine coinvolti in una rissa con coetanei. Il film, come \u00e8 prevedibile, alla sua uscita viene ignorato e Vibenius senza pi\u00f9 finanze si ritrova a lavorare presso un\u2019agenzia pubblicitaria della Saab Company. Sempre deciso a continuare sulla strada della regia, chiede di poter fare tre mesi di straordinario e mette insieme i soldi per produrre Thriller-en grym film.<\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\">Vibenius dichiara soddisfatto e sornione: \u00abVolevo fare il film pi\u00f9 commerciale che fosse mai stato fatto. Il film \u00e8 stato scritto in tre giorni e tre notti su una vecchia macchina da scrivere, senza sosta fino a quando le dita mi sanguinavano\u2026 non \u00e8 quindi un lavoro di cervello ma un lavoro di dita&#8230;\u00bb (ibidem, traduzione FF). Girato tra Stoccolma e un paesino sulle coste olandesi, con una troupe di dieci persone, vede la partecipazione di pochi attori, la maggior parte amici, che vengono di volta in volta sul set per girare le loro scene. Le riprese durano dal 7 al 23 Dicembre 1972. Bo Arne utilizza le sue amicizie militari per assicurarsi la cinepresa con cui sono state effettuate le riprese in slow-motion del film. \u00abEra una macchina utilizzata in ambito militare per riprendere i lanci missilistici, capace di catturare 500 frames al secondo rispetto allo standard di 24\u00bb (ibidem). Bo Arne Vibenius gira ancora un altro film nel 1975 dal titolo Breaking Point-Pornografisk Thriller firmandolo con lo pseudonimo di Ron Silberman Jr. Anche questo film viene bloccato dalla censura svedese e il regista, sconfortato e deluso, abbandona definitivamente le scene. Attualmente lavora come operatore e produttore per la televisione svedese.<\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\">Bo Arne Vibenius oggi \u00e8 un regista cult, che con due film bizzarri, ridicoli e improponibili \u00e8 riuscito a ricavarsi una nicchia di appassionati grazie anche alla ripresa e reinvenzione del suo cinema da parte di registi come Ferrara, Tarantino, Rodriguez e persino Von Trier, se si pensa al finale di <i>Breaking the Waves<\/i> (<i>Le onde del destino<\/i>, 1996). Ma la realt\u00e0 oggettiva \u00e8 che Vibenius \u00e8 un regista furbo e grezzo, incapace di tenere a freno una fantasia debordante, che gioca sull\u2019accumulo e sull\u2019eccesso per mascherare un\u2019incompetenza di fondo e per abbindolare gli spettatori \u201cdi bocca buona\u201d. Detto questo, bisogna essere anche capaci di leggere attraverso i suoi due film la sua capacit\u00e0 (unica) di condizionare l\u2019immaginario collettivo, anche a distanza di tanti anni e nonostante oggi i suoi film appaiano veramente datati, anche dal punto di vista visivo.<\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\">Il suo cinema pu\u00f2 dirsi \u201cunico\u201d perch\u00e9 in esso si mescolano, incredibilmente, velleit\u00e0 autoriali, richiami espressionistici (l\u2019inizio di <i>Thriller<\/i> \u00e8 una rivisitazione allucinata di <i>M<\/i> di Fritz Lang, ma anche il titolo rimanda a <i>Nosferatu. Eine Symphonie des Grauens<\/i>), la pi\u00f9 bieca <i>exploitation<\/i>, l\u2019estensione della morte di Sam Peckinpah (qui talmente esasperata da diventare ridicola e noiosa), la pornografia e le reminiscenze dell\u2019esperienza bergmaniana, oltre ad un gusto tutto svedese nel trattare il tema del paesaggio che da Victor Sj\u00f6strom in poi non fa eccezioni.<\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\"><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/thriller_vibenius_02.jpg\" alt=\"\" title=\"thriller_vibenius_02\" width=\"620\" height=\"448\" class=\"aligncenter size-full wp-image-13970\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/thriller_vibenius_02.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/thriller_vibenius_02-300x216.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/font><\/p>\n<p><font face=\"Georgia\"><b>THRILLER (EN GRYM FILM, 1973)<\/b><\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\"><i>Thriller<\/i> (<i>En grym film<\/i>) \u00e8 la storia di Frigga (Christina Lindberg), una ragazzina di quindici anni che vive nella campagna svedese con i suoi genitori, proprietari di una piccola fattoria. Frigga, rimasta muta in seguito ad un trauma infantile (\u00e8 stata violentata da un vecchio in un parco), aiuta i genitori nella distribuzione del latte, ma un giorno mentre si reca in citt\u00e0 perde l\u2019autobus e viene avvicinata lungo la strada da Tony (Heinz Hopf), un poco di buono che dopo averla circuita con gentilezze e buone maniere, prima la rende schiava dell\u2019eroina e poi la obbliga a prostituirsi. Ormai dipendente dalla droga, lei non pu\u00f2 rifiutarsi e quando prova a ribellarsi Tony le cava un occhio costringendola ad andare in giro per il resto del film con una benda sull\u2019occhio destro (da notare che la benda \u00e8 sempre in tinta con i completini che Frigga indossa di volta in volta). Tony spedisce ai genitori di lei una lettera tremenda, che porta la firma di Frigga estorta con la forza, e i due anziani coniugi in preda alla disperazione si uccidono poco dopo avvelenandosi. Avvertita del dramma, Frigga vede il funerale da lontano e, entrata in una Chiesa, tra le lacrime decide di mettere in atto la sua vendetta. Prende lezioni di karate, di guida veloce e impara a sparare con il fucile e la pistola. Messi da parte un po\u2019 di soldi e assicuratasi con questi l\u2019eroina necessaria per rimanere lucida, inizia la sua vendetta verso i suoi ex clienti uccidendoli uno a uno a colpi di doppietta prima di sfidare Tony in un duello finale.<\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\">Il film di Vibenius \u00e8 un campionario di <i>exploitation<\/i> che per\u00f2 ha il cattivo (ma geniale) gusto di presentarsi come opera d\u2019autore, fatta di silenzi rarefatti, di lunghissime scene semi-documentarie, per poi aprirsi ad improvvisi squilibri, in cui l\u2019esplosione della violenza pi\u00f9 cruda si manifesta con una ordinariet\u00e0 disarmante (come nella scena dell\u2019enucleazione dell\u2019occhio). In <i>Thriller<\/i> (<i>En grym film<\/i>), Bo Arne Vibenius riesce a costruire un immaginario fumettistico di rara efficacia: dalle bende sull\u2019occhio sinistro di Frigga in tinta di volta in volta con l\u2019abito indossato, passando per la preghiera in chiesa in cui chiede perdono per la vendetta che sta per compiere, per finire con le pose plastiche degli attori al momento delle uccisioni. La fuga in macchina, che prelude al finale, \u00e8 girata con una tale furia da lasciare sbalorditi: Frigga non si ferma davanti a nulla, uccide come una mietitrice (sia con l\u2019auto che con la doppietta) chiunque gli si pari davanti e cerchi, anche involontariamente, di ostacolarla.<\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\">Il nichilismo di fondo non lascia indifferenti, perch\u00e9 Vibenius sembra (quasi) indirizzare la sua eroina non verso una vendetta nei confronti di chi gli ha fatto del male (da Tony in gi\u00f9), ma addirittura verso una rivalsa omicida, totale e irreversibile, nei confronti di tutto il genere umano (uccide uomini e donne indistintamente). La carica provocatoria di <i>Thriller<\/i> \u00e8 dunque conclamata nella visione di una violenza \u201cnecessaria e purificatrice\u201d, come dimostra l\u2019inquadratura in camera, con lo sguardo rivolto allo spettatore, del primo piano minaccioso del volto di Frigga nel finale del film, prima del suono delle campane.<\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\">L\u2019ambiente di <i>Thriller<\/i> \u00e8 sordido, squallido e brutale, mostrato attraverso un\u2019atmosfera opprimente e soffocante, in cui anche gli spazi aperti appaiono o come una prigione, o sono evocativi di una incombente e perpetua minaccia, come dimostra l\u2019incredibile finale dagli echi western. L\u2019immagine di Christina Lindberg con pastrano, benda sull\u2019occhio e fucile a canne mozze \u00e8 un\u2019icona fetish che fa il paio con la sexy-suora assassina che bacia i proiettili del finale del film <i>Ms\u2019 45<\/i> (<i>L\u2019angelo della vendetta<\/i>, 1980) di Abel Ferrara (che con il film di Vibenius ha pi\u00f9 di un debito, cos\u00ec come ce lo ha il Tarantino di <i>Kill Bill<\/i>. Il film del regista svedese viene distribuito negli USA dalla AIP di Roger Corman, decurtato di 15min. e con il titolo di <i>Eine Symphonie des Grauens<\/i>). Inoltre Frigga \u00e8 muta come l\u2019eroina ferrariana, e come lei usa il fucile e la pistola per comunicare la propria frustrazione e la propria rabbia.<\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\"><i>Thriller<\/i> (<i>En grym film<\/i>), come da copione, non ha vita facile: viene prima bloccato dalla censura svedese, poi viene presentato, suscitando grande scandalo, al Festival di Cannes, senza per\u00f2 destare nei distributori l\u2019interesse verso la pellicola auspicato dal suo realizzatore. <i>Thriller<\/i> si pone come opera-limite, in cui il confine tra bizzarro e ridicolo viene pi\u00f9 volte travalicato, come dimostra l\u2019insensata dilatazione dei tempi che trova la giusta efficacia solo nel finale dove, proprio grazie alla lentezza esasperante, aumenta il disagio dello spettatore di fronte alla piccola Frigga che agisce in maniera robotica per attuare il proprio piano e per poi assistere impassibile allo \u201cspettacolo\u201d della morte lenta e inesorabile del suo aguzzino Tony.<\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\">La versione originale del film presenta anche alcuni inserti hardcore girati con performer svedesi reclutati in alcuni locali della periferia di Stoccolma e scritturati per singole prestazioni. La scelta di inserire scene di sesso esplicito nell\u2019insieme del film aumenta il tono realistico della violenza, mostrata attraverso un montaggio grottesco, in cui si rincorrono le immagini alternate della \u201cformazione\u201d di Frigga in attesa della vendetta. L\u2019uso straniante del montaggio in cui si vedono brevi scene montate in sequenza che mostrano: le esercitazioni di karate, le lezioni di guida rally, l\u2019addestramento all\u2019uso delle armi, le iniezioni di eroina e i dettagli delle penetrazioni, senza utilizzo di musica, se non per qualche rumore e qualche suono distorto, rende la parte centrale del film quasi sperimentale.<\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\">Bo Arne Vibenius utilizza audacemente espedienti ormai dimenticati dal cinema e caratteristici del periodo classico, dalla \u201csequenza a episodi\u201d, alle sovra-impressioni, al \u201csommario\u201d, per finire ad un impiego alienante del campo lungo e di quello lunghissimo. Scelte che, assieme a quella della (quasi) totale assenza di colonna sonora, oltre ad un insistito ricorso al silenzio, trasformano il film in un\u2019opera con \u201cpretese autoriali\u201d che rimanda continuamente al cinema di Ingmar Bergman, e che ha come terminale l\u2019esaltazione e l\u2019utilizzo, tipicamente nordico, del paesaggio autunnale come elemento contiguo e determinate all\u2019interno della narrazione.<\/font><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/thriller_vibenius_03.jpg\" alt=\"\" title=\"thriller_vibenius_03\" width=\"620\" height=\"349\" class=\"aligncenter size-full wp-image-13971\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/thriller_vibenius_03.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/thriller_vibenius_03-300x168.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p><font face=\"Georgia\"><b>BREAKING POINT (PORNOGRAFISK THRILLER, 1973)<\/b><\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\">Billing (Anton Rotschild) \u00e8 un impiegato che lavora in un ufficio sito nel grattacielo di Stoccolma. Il suo \u00e8 un lavoro ordinario e ripetitivo, mette continuamente dei timbri e cifra le pagine di un modulo continuo. Saltuariamente esce dall\u2019ufficio, senza che nessuno gli chieda di rendere conto di dove va, per irrompere nelle abitazioni di giovani donne che segue a lungo dentro e fuori la citt\u00e0. Una volta entrato in casa intima, neanche troppo severamente, alle sue vittime di spogliarsi e consuma con loro diversi rapporti sessuali. Un giorno una di esse lo ferisce con un paio di forbici durante un amplesso e riesce a fuggire: l\u2019uomo la insegue, provoca un incidente e la uccide. A casa sua Billing gioca con i trenini e prima di addormentarsi legge riviste specializzate di modellismo. Nel suo letto o in ufficio ha delle improvvise e violente allucinazioni a sfondo sessualmente esplicito. Un giorno esce dall\u2019ufficio per recarsi in banca, ma di fronte alla filiale viene sequestrato come ostaggio da dei banditi e portato in mezzo ai boschi. Qui sta per essere ucciso con una esecuzione ma l\u2019arma del bandito si inceppa e lui uccide tutta la banda con la pistola acquistata il giorno precedente. Quando un elicottero della polizia lo avvista Billing lo abbatte a colpi di mitragliatrice, poi fugge disperatamente in macchina provocando alcuni incidenti e uccidendo vittime innocenti, fino a quando riesce nuovamente a raggiungere casa sua. Dopo una notte piena di incubi, si reca all\u2019aeroporto dove accoglie la moglie e la figlia di ritorno da Bombay.<\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\"><i>Breaking Point<\/i> (<i>Pornografisk Thriller<\/i>), del 1975, si presenta, come il film precedente, all\u2019interno di una dimensione grottesca, ma rispetto a <i>Thriller &#8211; en grym film<\/i>, \u00e8 immerso in un\u2019atmosfera per met\u00e0 surreale e per met\u00e0 onirica. Incentrato su una nuova pretesa autoriale, cio\u00e8 quella di descrivere il disagio, l\u2019alienazione e la schizofrenia che colpiscono l\u2019uomo che vive e lavora nella societ\u00e0 industrializzata (come spiega il delirante inserto radiofonico durante il viaggio in auto di Billing), il film \u00e8 una specie di sberleffo, politicamente scorretto, che non risparmia niente e nessuno.<\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\">Imperniato su un reiterato simbolismo fallocentrico (il grattacielo, il treno, le armi, le pallottole&#8230;), arriva a teorizzare \u201cprovocatoriamente\u201d il desiderio delle donne di essere stuprate. L\u2019ambiguit\u00e0 della messa in scena \u00e8 trattata con una superficialit\u00e0 e banalit\u00e0 che lasciano esterrefatti, come dimostra la dichiarazione televisiva del presunto psichiatra dal nome evocativo di Sigmund: <i>\u00abL\u201989% delle donne che hanno risposte alle domande di un nostro sondaggio hanno desiderato almeno una volta nella vita di essere violentate da uno sconosciuto. Cos\u00ec quest\u2019uomo sta dando a queste donne esattamente ci\u00f2 che vogliono\u00bb<\/i>. Senza porsi il problema della gravit\u00e0 delle affermazioni, n\u00e9 tanto meno quello di scadere nel cattivo gusto, <i>Breaking Point<\/i> (<i>Pornografisk Thriller<\/i>) adotta \u201corgogliosamente\u201d il punto di vista dello stupratore e costruisce attorno alla figura di Billing un immaginario erotico organizzato sul registro dello straniamento e del bizzarro.<\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\">L\u2019atmosfera plumbea che permea il film, ambientato in una Stoccolma senza sole, in cui la violenza proviene da un uomo anonimo e ordinario, in cui il sesso non ha niente di solare, in cui gli ambienti sono squallidi tanto quanto i pensieri (basta pensare alle allucinazioni surreali del protagonista), restituisce l\u2019immagine di un microcosmo corrotto e misogino, in cui la violenza sessuale non viene imposta dall\u2019uomo ma addirittura richiesta dalle vittime, stranamente disponibili e accoglienti.<\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\">L\u2019utilizzo pittoresco della colonna sonora costituita dalla partitura per cetra realizzata da Anton Karas per il film <i>The Third Man<\/i> (<i>Il terzo uomo<\/i>, 1949) di Carol Reed, acuisce il clima malsano che attraversa certi momenti del film, come quello in cui una mosca si posa sul glande dell\u2019uomo durante una fellatio e questi la scaccia con un colpo di elastico, o quella in cui l\u2019uomo si reca nel bagno di casa sua, si masturba, raccoglie lo sperma in una tazzina, la sigilla e la mette nella sua borsa, e il giorno dopo si reca in ufficio e offre il \u201ccaff\u00e8 corretto\u201d ad Anne, la segretaria che lo provoca continuamente spogliandosi e toccandosidi fronte a lui.<\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\">Bo Arne Vibenius \u201cprofana\u201d anche Alfred Hitchcock, rivisitando a modo suo la scena delle forbici di <i>Dial M for Murder<\/i> (<i>Il delitto perfetto<\/i>, 1954) sostituendo alla colluttazione di fronte alla finestra un coito sul divano, durante il quale la donna, presa da dietro, afferra le forbici e infilza i genitali dell\u2019uomo per poi fuggire in macchina. Billing la insegue con la sua vettura fino a mandarla fuori strada, ucciderla e assistere ghignante all\u2019incendio che ha scatenato. Anche in <i>Breaking Point<\/i> (<i>Pornografisk Thriller<\/i>), il ricorso alla pornografia (qui pi\u00f9 abbondante e funzionale alla narrazione che nel film precedente) ha come effetto quello di sorprendere lo spettatore con improvvisi squarci surreali (versi di animali, uso improprio di pistole e leve del cambio&#8230;) come mostrato nella rappresentazione sessuale dell\u2019incontro con l\u2019autostoppista esibizionista.<\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\"><i>Breaking Point<\/i> (<i>Pornografisk Thriller<\/i>) inoltre \u00e8 percorso da strane alterit\u00e0, che producono un effetto disturbante e che spiazzano continuamente lo spettatore. Emblematica la scena in cui Billing, dopo averci giocato assieme, preleva una bambina dal giardino di una scuola, la porta in un bosco e mangia delle caramelle con lei, poi su richiesta della bimba, la riporta a casa e risponde negativamente alla richiesta di lei di rivedersi. L\u2019atmosfera di questo episodio \u00e8 perennemente sospesa tra ammiccamenti sessuali e una affettuosa genitorialit\u00e0. Bo Arne Vibenius scherza con il fuoco, mette in scena un rapporto (potenzialmente) pedofilo per poi, successivamente, destrutturarlo in tante possibili situazioni: l\u2019uomo \u00e8 un bambino che mangia copiosamente e con gusto caramelle di gomma, \u00e8 un potenziale orco pronto ad approfittare della bimba, \u00e8 un padre premuroso che non esita a riportare la ragazzina a casa sua e infine \u00e8 un potenziale \u201cfidanzato\u201d che le nega un secondo incontro.<\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\">Questa scena curiosa, come altre sparse nei due film, fa sorgere un sospetto: quello che il regista prenda continuamente in giro lo spettatore, ammiccando svergognatamente alle sue ossessioni, perversioni e inconfessabili desideri per poi rivoltargli contro gli esiti narrativi da lui imposti. Non si spiega altrimenti il finale beffardo e paradossale di <i>Breaking Point &#8211; Pornografisk Thriller<\/i>, in cui si scopre che l\u2019uomo non \u00e8 un solitario maniaco e onanista (bens\u00ec un padre di famiglia della middle-class svedese), che pone l\u2019interrogativo che tutto ci\u00f2 a cui si \u00e8 assistito non sia realmente accaduto ma sia solo il frutto della fantasia di Billing. Poi con attenzione si osserva che la macchina con cui l\u2019uomo arriva all\u2019aeroporto \u00e8 quella sequestrata poco prima ad un passante dopo la strage dei banditi, e che in risposta ad un passante che lo accusa di aver posteggiato in sosta vietata, Billing risponde che la macchina non \u00e8 sua, e allora tutto appare nuovamente reale. Ma il dubbio resta.<\/p>\n<p><i>&#8211; Fabrizio Fogliato<\/i><\/font><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"620\" height=\"465\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/embed\/OhZscOQXIHE\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"620\" height=\"353\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/embed\/k4jpZ-YRSHs\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"620\" height=\"465\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/embed\/AvifIEi9WDk\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Arial\" style=\"font-size: 9pt\">Il presente articolo \u00e8 stato pubblicato su <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=13409\" style=\"text-decoration: none\"><font color=\"#3399FF\">Rapporto Confidenziale numero33<\/font><\/a> (giugno 2011), pagg. 54-57<\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=13409\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/rc_cover33.jpg\" width=\"252\" height=\"178\"><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il presente articolo \u00e8 stato pubblicato su Rapporto Confidenziale numero33 (giugno 2011), pagg. 54-57 BO ARNE VIBENIUS THRILLER + BREAKING POINT di Fabrizio Fogliato \u00abTutto questo sangue, questa violenza, \u2026e io che pensavo che la vostra fosse la generazione dell\u2019amore!\u00bb (Last House on the Left) Nel 1972 il professore universitario Wes Craven e il produttore Sean S. 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