{"id":1440,"date":"2009-04-25T18:05:07","date_gmt":"2009-04-25T17:05:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=1440"},"modified":"2009-04-27T15:24:48","modified_gmt":"2009-04-27T14:24:48","slug":"ensayo-de-un-crimen","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=1440","title":{"rendered":"Ensayo de un crimen > Luis Bu\u00f1uel"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1447\" title=\"Ensayo de un crimen01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/4.jpg\" alt=\"Ensayo de un crimen01\" width=\"620\" height=\"465\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/4.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/4-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center;\" align=\"center\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Tahoma;\">articolo pubblicato su <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=691\" target=\"_blank\">Rapporto Confidenziale &#8211; numero13<\/a>, marzo 2009 (pag.7).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center;\" align=\"center\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Tahoma;\">download. <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/Rapporto_Confidenziale-numero13-high.pdf\" target=\"_blank\">10.5mb<\/a> | <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/Rapporto_Confidenziale-numero13-high.pdf\" target=\"_blank\">3.5<\/a> | <a href=\"http:\/\/issuu.com\/rapportoconfidenziale\/docs\/rapporto_confidenziale-numero13-high?mode=embed&amp;layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Fsoftdark%2Flayout.xml\" target=\"_blank\">ANTEPRIMA<\/a><\/span><\/p>\n<p>Emerson a proposito del buon romanziere dichiarava: \u201cil romanziere avr\u00e0 degnamente assolto la sua missione quando avr\u00e0 spazzato via il convenzionalismo che ne copre o distorce la natura, avr\u00e0 distrutto l\u2019ottimismo del mondo borghese e avr\u00e0 costretto il lettore a dubitare della perennit\u00e0 dell\u2019ordine esistente, anche senza prendere apertamente posizione&#8230;\u201d. Questa frase si coniuga alla perfezione con l\u2019idea di cinema di Luis Bu\u00f1uel e questo folgorante Estasi di un delitto non fa che metterne in atto gli assunti.<br \/>\nSi tratta della storia di un omicida in potenza, di nome Archibaldo de la Cruz, cio\u00e8 di un assassino che per motivi e condizioni fortuite non riesce a mettere in pratica i delitti da lui accuratamente pianificati e immaginati.<br \/>\nSi tratta anche della storia delle ossessioni di un feticista, rimasto invischiato in un complesso di Edipo<br \/>\nirrisolto e perennemente frustrato da situazioni esterne casuali al momento della piena soddisfazione del suo desiderio. L\u2019ironia e lo humour nero di Bu\u00f1uel fanno in modo che il film scorra fluido e lieve, apparentemente con i modi di una farsa ben architettata, in realt\u00e0 le allusioni al legame inscindibile tra erotismo e morte affiorano ripetutamente dalle immagini sullo schermo, andando a scardinare le certezze dello spettatore di allora e di oggi.<br \/>\nLa storia ha inizio con Archibaldo, bambino benestante e viziato, scoperto e sgridato dalla baby-sitter\u00a0 perch\u00e9 trovato rinchiuso dentro un armadio con addosso i vestiti della madre. Da quel momento il piccolo Archibaldo prover\u00e0 intenso odio verso la donna che si \u00e8 frapposta alla soddisfazione del proprio piacere. In una sequenza successiva la madre, superficiale e distante, regala al piccolo un carillon con una ballerina danzante, pur di poter andare liberamente a teatro, lasciando Archibaldo in custodia alla baby-sitter.<br \/>\nQuest\u2019ultima, vedendo il regalo, racconta al bambino una favola in cui quel carillon ha il potere magico di sopprimere le persone che sono causa della sua rabbia o della sua paura. Il piccolo aziona cos\u00ec il carillon con un intento ben preciso, mentre si odono grida e spari provenienti dalla strada sottostante&#8230;la rivoluzione intanto \u00e8 iniziata e si sta spandendo a macchia d\u2019olio&#8230;la baby-sitter incuriosita si affaccia alla finestra e, mentre Archibaldo la sta osservando, una pallottola vagante la colpisce alla giugulare facendola cadere a terra senza vita. Archibaldo si sente l\u2019autore del delitto e avverte cos\u00ec un\u2019ebbrezza di potenza, ritenendosi in grado di poter gestire la vita delle persone grazie al carillon, e provando un ambiguo e intenso piacere alla vista delle cosce bianche della donna con reggicalze nero e anche del sangue sul suo collo.<br \/>\nNelle immagini successive scopriamo che Archibaldo sta raccontando questa storia ad una suora-infermiera che lo accudisce, in quanto ricoverato per disturbi nervosi, ma il rievocare la sua ossessione lo fa di nuovo uscire dai binari, fino ad arrivare a minacciare la suora con uno dei sette rasoi che gelosamente colleziona e custodisce in un\u2019apposita scatola. La suora spaventata dalla scena scappa, andando a cercare riparo nel vano dell\u2019ascensore, non rendendosi per\u00f2 conto che l\u2019ascensore non c\u2019\u00e8&#8230;il risultato sar\u00e0 un volo con successivo micidiale schianto al terreno.<br \/>\nSconvolto da s\u00e9 stesso, Archibaldo andr\u00e0 a confessare i propri crimini immaginari al commissario di polizia, che lo liquider\u00e0 con un \u201csi compri un bel rasoio elettrico&#8230;e speriamo bene&#8230;non sar\u00e0 comunque l\u2019unico a piede libero\u201d.<br \/>\nIl film ripercorre in flashback tutto il resto della vita di Archibaldo, incentrata sulla permanente fusione tra realt\u00e0 e inconscio e sulla ricerca dell\u2019immagine materna nelle donne che incontra. Vedremo come il ritrovare il vecchio\u00a0 carillon in una bottega di un antiquario e risentire il tema musicale lo porter\u00e0 ad una regressione infantile nel limbo delle sue ossessioni (Archibaldo beve solo latte&#8230;).<br \/>\nTre donne saranno al centro del racconto, ognuna simbolica di una determinata femminilit\u00e0 e di ognuna Archibaldo immaginer\u00e0 l\u2019assassinio. La prima \u00e8 una donna isterica e provocante, che seduce e domina gli uomini che la circondano, compagna di un ricco anziano che ritiene che sia \u201cpreferibile essere ingannati, piuttosto che rinunciare alle illusioni\u201d, praticamente una puttana. La seconda \u00e8 la fidanzata di Archibaldo, tenera fanciulla di buona famiglia e fervida credente, praticamente una santa. Tra le due c\u2019\u00e8 Lavinia, misteriosa ed enigmatica modella, che sbarca il lunario accompagnando turisti americani lungo il Messico e che \u00e8 sempre controllata a distanza da un anziano compagno. Archibaldo la vede nel negozio dell\u2019antiquario e poi la rivede in un bar avvolta tra le fiamme di un punch al rum, \u201cdonna inafferrabile e sintesi perfetta tra virt\u00f9 e peccato\u201d&#8230;subito mette in moto le sue doti da seduttore impenitente. In seguito scoprir\u00e0 che la donna posa per la creazione di manichini messicani usati per saloni di bellezza e questa evenienza non far\u00e0 altro che stuzzicare il feticismo dell\u2019uomo, che organizzer\u00e0 un incontro con la donna nella sua casa, a fianco di un manichino\/copia perfetta di Lavinia. Archibaldo vista la riluttanza della donna a cedere alle sue avances, inizier\u00e0 a corteggiare e baciare il manichino, andando a stimolare le fantasie di Lavinia, che successivamente arriver\u00e0 a scambiarsi vestiti e indumenti intimi con la propria copia perfetta.<br \/>\nAnche in questo caso l\u2019omicidio architettato fallir\u00e0 per una serie di casualit\u00e0 indipendenti dalla volont\u00e0 dell\u2019uomo e Archibaldo si ritrover\u00e0 con in mano solo il manichino della donna. Sublimer\u00e0 il suo desiderio e sfogher\u00e0 la sua rabbia su quest\u2019ultimo, facendolo ardere nel forno per ceramica, che solitamente usa per creare i suoi vasi. Va notato come nel trasporto verso il forno il manichino perder\u00e0 una gamba, menomazione che preannuncia quella della Deneuve in Tristana. In seguito, grazie ad una lettera anonima, Archibaldo scoprir\u00e0 che l\u2019apparentemente virginale fidanzata lo tradisce con un architetto sposato. E cos\u00ec si chiude il cerchio e come dice Edoardo Bruno: \u201cognuno \u00e8 diverso da quel che appare con gli abiti di un perbenismo assurdo, ingeneroso frutto di convenzioni e di conformismo. Tutto il film \u00e8 un continuo sussurrare dietro le quinte, un continuo svelare, dietro la facciata dell\u2019apparenza, una realt\u00e0 diversa&#8230;\u201d.<br \/>\nA questo punto Archibaldo immagina di uccidere dopo il matrimonio anche la sua fidanzata, ma sar\u00e0 invece l\u2019amante abbandonato a farlo all\u2019uscita della chiesa, dopo la celebrazione del matrimonio con Archibaldo.<br \/>\nIl rito del matrimonio \u00e8 un occasione che consente a Bu\u00f1uel di mettere alla berlina l\u2019ipocrisia della societ\u00e0, rappresentando in disparte alla cerimonia un prete, un generale e il commissario della polizia che dialogano sulla bellezza e importanza del matrimonio religioso rispetto a quello civile.<br \/>\nNel finale Archibaldo dopo una breve\u00a0 riflessione, che sembra una seduta di auto-psicanalisi, decide di gettare<br \/>\nil carillon nel lago, acquistando immediatamente un nuovo vigore&#8230;ora non gli resta che la libert\u00e0 di essere s\u00e9 stesso. Passeggiando per il parco, risparmia la vita ad una cavalletta su un albero, scena che richiama quella di Monsieur Verdoux con la lumaca, per poi incontrare fortuitamente la bella Lavinia, dichiararle il proprio amore e allontanarsi felice abbracciandola. In termini psicanalitici la perdita del feticcio non pu\u00f2 fare altro che precipitare il protagonista nella paranoia, ma il finale aperto ci fa restare nel dubbio.<br \/>\nLa realt\u00e0 successiva per\u00f2 ammanta il film di un\u2019aura oscura, l\u2019attrice Miroslava Stern, che nel film interpreta<br \/>\nLavinia, si suicider\u00e0 una ventina di giorni dopo la fine delle riprese e il suo corpo verr\u00e0 cremato, come da lei precedentemente disposto&#8230;<\/p>\n<p><strong>Ensayo de un crimen<\/strong><br \/>\n(<em>Estasi di un delitto<\/em>, Messico\/1955)<br \/>\nRegia: Luis Bu\u00f1uel; Sceneggiatura: Luis Bu\u00f1uel e Eduardo Ugarte, dall\u2019omonimo romanzo di Rodolfo Usigli;<br \/>\nmontaggio: Jorge Bustos, Pablo G\u00f3mez; fotografia: Agust\u00edn Jim\u00e9nez; musiche: Jorge P\u00e9rez; interpreti:<br \/>\nMiroslava Stern (Lavinia), Ernesto Alonso (Archibaldo de la Cruz), Rita Macedo (Patricia Terrazas), Ariadna<br \/>\nWelter (Carlota Cervantes), Eva Calvo (madre di Archibaldo), Enrique D\u00edaz \u2018Indiano\u2019 (padre di Archibaldo),<br \/>\nCarlos Riquelme (commissario), Chabela Dur\u00e1n (Sorella Trinidad), Carlos Mart\u00ednez Baena (sacerdote),<br \/>\nArmando Velasco (giudice), Rodolfo Landa (Alejandro Rivas), Andrea Palma (Mrs. Cervantes); paese:<br \/>\nMessico; anno: 1955; durata: 89\u2019.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>articolo pubblicato su Rapporto Confidenziale &#8211; numero13, marzo 2009 (pag.7). download. 10.5mb | 3.5 | ANTEPRIMA Emerson a proposito del buon romanziere dichiarava: \u201cil romanziere avr\u00e0 degnamente assolto la sua missione quando avr\u00e0 spazzato via il convenzionalismo che ne copre o distorce la natura, avr\u00e0 distrutto l\u2019ottimismo del mondo borghese e avr\u00e0 costretto il lettore a dubitare della perennit\u00e0 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