{"id":15643,"date":"2011-10-27T04:50:16","date_gmt":"2011-10-27T02:50:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=15643"},"modified":"2011-10-26T21:03:31","modified_gmt":"2011-10-26T19:03:31","slug":"alex-ross-perry","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=15643","title":{"rendered":"Alex Ross Perry"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/Immagine-6.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15716\" title=\"Alex Ross Perry01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/Immagine-6.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"382\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/Immagine-6.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/Immagine-6-300x184.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/player.vimeo.com\/video\/30410525?byline=0&amp;portrait=0\" width=\"620\" height=\"465\" frameborder=\"0\" webkitAllowFullScreen allowFullScreen><\/iframe><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"><strong>Intervista a <span style=\"font-family: Arial; font-size: 14pt; color: black;\">ALEX ROSS PERRY<span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">, regista di <span style=\"font-family: Arial; font-size: 14pt; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=15635\" target=\"_self\"><strong>THE COLOR WHEEL<\/strong><\/a><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"><br \/>\n<\/span><\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 14pt; color: black;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 14pt; color: black;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">di<\/span><\/span><\/span><\/span><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 14pt; color: black;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 14pt; color: black;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"> <strong>Roberto Rippa<\/strong><\/span><\/span><\/span><\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: bold;\"><strong><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">RR: Il primo aspetto del tuo film a interessarmi \u00e8 il processo di scrittura, perch\u00e9 il film \u00e8 stato co-sceneggiato da te e dalla tua attrice \u2013 ognuno ha scritto il proprio ruolo. Da dove \u00e8 nata l\u2019idea di lavorare cos\u00ec?<\/span><\/strong><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">ARP: Ho girato il mio primo film nel 2009 e mi sono sentito improvvisamente confuso, perch\u00e9 tutte le persone con cui ero andato a scuola di cinema non facevano altro che discutere dei sogni e dei progetti che avevano. Improvvisamente io ne avevo girato uno, ed era esattamente come lo volevo. Cos\u00ec ho notato che poche persone erano riuscite a dare seguito alle loro aspirazioni. Tutti quegli obiettivi di cui io e i miei amici avevamo discusso per ore ed ore&#8230; ed ero l\u2019unico ad averli coltivati, magari non proprio l\u2019unico ma molti tra i miei compagni non stavano pi\u00f9 inseguendo il sogno che avevano quando erano pi\u00f9 giovani. Questo mi ha molto confuso. Carlen Altman era in un altro film intitolato \u201cYou Won\u2019t Miss Me\u201d che avevo visto e mi era piaciuto. Quindi le ho presentato la mia idea e lei ha risposto immediatamente. <\/span><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Soprattutto per quanto riguarda le persone della nostra generazione, persone meravigliose e creative che avevamo conosciuto nei loro venti e qualcosa anni, e che ora non ci ispiravano pi\u00f9 nulla e che non perseguivano pi\u00f9 gli obiettivi di un tempo; ecco, \u00e8 stato questo a interessare entrambi, il tutto \u00e8 partito da l\u00ec. <\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: bold;\"><strong><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">RR: Quindi era deciso sin dall\u2019inizio che ognuno di voi due avrebbe scritto i dialoghi del suo personaggio?<\/span><\/strong><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">ARP: \u00c8 successo. Tutti sono stati incoraggiati nel contribuire al proprio ruolo. Bob Byington, l\u2019attore che recita il ruolo del professore, ha portato molte idee al suo personaggio. Carlen e io abbiamo scritto l\u2019intera sceneggiatura e abbiamo incoraggiato gli altri a intervenire. <\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: bold;\"><strong><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">RR: Nel parlare del film, hai citato molte fonti di ispirazione: da Jerry Lewis a Jean Eustache. Due nomi non proprio vicini\u2026 <\/span><\/strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: bold;\"><strong> <\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">ARP: Io vedo moltissimi film, praticamente uno al giorno. In sala. Sono un direttore della fotografia e quando ho girato questi due film \u2013 non stiamo parlando di 100 film, nemmeno di 15, parliamo di 2 \u2013 parlavamo tanto di Jerry Lewis. Si \u00e8 tenuta una retrospettiva dei suoi ultimi film a New York proprio nel momento in cui stavo terminando la prima stesura della sceneggiatura, ed \u00e8 stato incredibile vedere quei film, la sua influenza \u00e8 stata enorme. Jerry \u00e8 uno tra i registi preferiti del mio direttore della fotografia Sean (Price Williams) e uno tra i miei preferiti. \u00c8 stato un vero artista. La patologia che ha messo nel creare i suoi film, la presentazione, con lui a dirigere, scrivere e produrre da solo, per poi interpretare anche 6 o 7 ruoli, non \u00e8 uno scherzo, \u00e8 una cosa molto interessante cui sono sensibile. Ovviamente il senso dell\u2019umorismo dei suoi film non \u00e8 secondo a nessuno, ma pi\u00f9 che questo la sua psicologia in quanto regista \u00e8 stata di grande ispirazione. Tutto funziona nei suoi film, non c\u2019\u00e8 idea sufficientemente sciocca, nessuna idea \u00e8 troppo complicata, tutto funziona e questo \u00e8 stato molto importante per me. Poi c\u2019\u00e8 Jean Eustache con \u201cLa maman et la putaine\u201d, che \u00e8 essenziale e ho visto molte volte. \u00c8 un meraviglioso film in bianco e nero. Lo vedi e pensi che i dialoghi siano improvvisati, mentre poi scopri che era sceneggiato in ogni dettaglio, parola per parola. Presentare alla gente un film che appare cos\u00ec naturale tanto da fare pensare che la camera riprendesse e basta, per poi scoprire che invece c\u2019era voluto un anno a scriverlo, \u00e8 molto interessante.<br \/>\nSe vedi \u201cThe Color Wheel\u201d una seconda volta, conoscendone il finale, la tua sensazione \u00e8 molto differente, soprattutto per quanto riguarda ci\u00f2 che accade ai personaggi. <\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: bold;\"><strong><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">RR: Effettivamente nel tuo film sembra esserci strato molto spazio per l\u2019improvvisazione. E poi scopri che invece \u00e8 tutto scritto. Come hai lavorato, hai effettuato delle letture con gli attori prima di girare per verificare che tutto funzionasse? Quante stesure ci sono state prima di quella definitiva?<\/span><\/strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: bold;\"><strong> <\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">ARP: Carlen ed io abbiamo parlato a lungo dei personaggi, alcuni mesi; abbiamo parlato della loro provenienza, di cosa stavano facendo delle loro vite, dei loro comportamenti. Una volta fatto tutto ci\u00f2, abbiamo pensato alle storie per loro. Abbiamo dovuto pensare a quante scene avrebbero avuto, dov\u2019erano, che persone avrebbero incontrato, cosa sarebbe successo loro. Questo era un abbozzo, ho scritto una stesura della sceneggiatura in cui entrambi i personaggi avevano la mia voce, quindi l\u2019ho passata a Carlen che ha riscritto tutto ci\u00f2 che aveva a che fare con il suo personaggio. Questa \u00e8 stata la seconda stesura. Questo accadeva nel novembre del 2009 e abbiamo girato nel giugno del 2010. Tra novembre e giugno abbiamo provato due o tre volte a settimana e abbiamo riscritto le scene durante le prove. Capitava che lei dicesse: \u201cAbbiamo bisogno di una scena che sia molto imbarazzante per il mio personaggio\u201d. E procedevamo in quel senso. Diceva: \u201cDobbiamo avere una scena in cui il mio personaggio incontra un suo idolo che la umilia\u201d. Alla fine abbiamo avuto sei o sette stesure, abbiamo provato moltissimo per ottenere il ritmo che volevamo perch\u00e9 girare in 16mm non permette di improvvisare granch\u00e9, devi sapere cosa stai dicendo, devi conoscere il materiale. Ci vuole tempo. Ci sono voluti sei mesi di prove.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: bold;\"><strong><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">RR: Non ne sono sorpreso. A proposito, la scelta di filmare in 16mm anzich\u00e9 in video, come molti fanno anche per una questione di comodit\u00e0, a cosa \u00e8 dovuta?<\/span><\/strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: bold;\"><strong> <\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">ARP: Per noi non si \u00e8 trattata nemmeno di una vera scelta. Il mio direttore della fotografia fa di tutto: da opere di finzione e non, video, 16mm, super 16mm, ma preferisce il 16mm. Anche il mio primo film \u00e8 stato girato in 16mm. Gli ho portato la sceneggiatura e ne abbiamo parlato. Gli ho detto che non avevo mai recitato prima e che temevo che avrei sprecato molta pellicola e che questo sarebbe stato molto costoso, ma lui mi ha chiesto quale tono avrebbe avuto il film. Gli ho spiegato che volevo un senso molto classico dell\u2019America, con motel, ristoranti a basso prezzo, l&#8217;autostrada, e lui mi ha risposto: \u201cAllora deve essere in bianco nero. Non puoi filmare un ristorante come quelli a colori, non susciteresti alcuna emozione. Se lo filmi in bianco e nero, con un po\u2019 di grana, invece, improvvisamente la gente penser\u00e0 a qualcosa di molto specifico, qualcosa di fuori moda, e capir\u00e0 che si tratta di una scelta precisa. Se lo filmi in video, diventa una cosa che fanno tutti, ma il bianco e nero sar\u00e0 recepito come una scelta\u201d. Quindi quando vedi il film, ogni scena, per come l\u2019abbiamo girata,  rappresenta una nostra scelta molto importante. Dopo quella prima conversazione di due minuti non c\u2019\u00e8 stato pi\u00f9 niente da decidere, era ovvio che avrebbe dovuto essere filmato in 16mm e in bianco e nero. \u00c8 diventato parte del linguaggio del film. <\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: bold;\"><strong><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">RR: Tutte queste scelte sono state prese prima di girare il film?<\/span><\/strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: bold;\"><strong> <\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">ARP: Sapevamo quale sarebbe stato l\u2019arco del film e ne conoscevamo il finale. Soprattutto sapevamo ci\u00f2 che sarebbero stati i personaggi, sapevamo dove avremmo voluto lasciarli alla fine del film. Avevamo bisogno di costruire la sceneggiatura per arrivare a quello. Avevamo bisogno di una storia che iniziasse con due persone che sono legate e che non si sopportano, e sapevamo cosa sarebbe dovuto succedere tra loro alla fine. Tutto avrebbe dovuto spingerli ad avvicinarsi. Qualsiasi persona incontrino nel corso della storia, qualsiasi personaggio con cui parlino, deve spingerli ad avvicinarsi sempre di pi\u00f9 fino a quando realizzano che non proverebbero alcuna tolleranza per nessuno al mondo ad eccezione che per loro stessi. Non sono perfetti, ma sono quanto di meglio possibile l\u2019uno per l\u2019altro ed \u00e8 sempre stato cos\u00ec. Ogni parte della sceneggiatura, in ogni stesura, va verso quella direzione. <\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: bold;\"><strong><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">RR: Dopo la proiezione, ho sentito parte del pubblico riferirsi ai due protagonisti come due sfigati. Io invece ho pensato questo delle persone che li circondavano nel film. Come le ex compagne di scuola, che pensano di essere \u201csupercool\u201d mentre hanno esistenze normalissime, anche un po\u2019 grigie.<\/span><\/strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: bold;\"><strong> <\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">ARP: Obiettivamente non penso siano \u201ccool\u201d perch\u00e9 sono goffi e inadeguati, non riescono a integrarsi nella societ\u00e0 e non riescono ad avere amici. Non penso lo siano davvero, ma io e Carlen abbiamo provato molta simpatia per i nostri personaggi e non abbiamo mai voluto ridere di loro. Una delle ragioni per cui abbiamo scritto le nostre stesse parti e per cui ho deciso di interpretare io stesso il ruolo di Colin, \u00e8 stato perch\u00e9 gli spettatori sapessero che il regista e gli sceneggiatori del film provavano affetto per i personaggi. Non avrei dato al personaggi il mio volto se avessi voluto che tutti ridessero di lui o pensassero che \u00e8 uno sfigato. Mi sono esposto chiedendo al pubblico di provare almeno un po\u2019 simpatia per il personaggio. Non \u00e8 un personaggio trionfante, non \u00e8 popolare, non ha successo con le donne per\u00f2 sa esprimere ci\u00f2 che sente \u2013 e trovo questo ammirevole \u2013 e non sar\u00e0 remissivo. Entra in una stanza \u2013 questo vale anche per Carlen \u2013 entrano in una stanza e dicono ci\u00f2 che sentono, fanno osservazioni inappropriate, offendono i presenti, e questo \u00e8 per me il segno di una persona che si sente molto sicura e interessante.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"The Color Wheel04\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/The-Color-Wheel041.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"349\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: bold;\"><strong><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">RR: Condivido. Li trovo entrambi molto espliciti e non mi sorprende che fatichino a integrarsi nella societ\u00e0, se la societ\u00e0 \u00e8 quella che si vede nel film\u2026<\/span><\/strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: bold;\"><strong> <\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">ARP: S\u00ec, emarginati, solitari, miscredenti\u2026definirli sfigati significherebbe dire che sono anche in competizione, e io non penso che a nessuno dei due interessi competere con quelle persone. <\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: bold;\"><strong><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">RR: Parlando dei luoghi che hai scelto per il film, il motel, il ristorante, li hai scelti in quanto simboli di una certa America o sono luoghi legati alla tua personale memoria?<\/span><\/strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: bold;\"><strong> <\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">ARP: Sono luoghi senza tempo. Il motel deve essere degli anni \u201970 e da allora non \u00e8 affatto cambiato. Il ristorante \u00e8 pi\u00f9 o meno altrettanto vecchio. Si tratta di un film nuovo fatto da gente giovane, ma non ci sono telefoni cellulari, computer, nulla di moderno e parte di questo contribuisce a costruire l\u2019atmosfera. Mentre stavo preparando il film ho visto un\u2019esposizione di fotografie di Robert Frank, The Americans, e questo ha cambiato tutto per me perch\u00e9 era molto potente, l\u2019immaginario che presentava \u00e8 stato tanto evocativo per me e completamente senza tempo. Questo \u00e8 ci\u00f2 che volevamo. Gli angoli delle strade, i ristoranti, i motel nelle sue fotografie non assomigliano a niente altro, ma poi, quando trovi un luogo che gli assomiglia un poco, istintivamente sei l\u00ec, ti ci trovi. \u00c8 stato molto interessante per me. Quelle location avrebbero potuto essere ovunque, avrebbero potuto trovarsi in qualsiasi punto nel tempo degli ultimi 40 anni. L\u2019hotel \u00e8 sul lato di una strada del New England e la stanza sembra esattamente quella in cui sto adesso qui a Locarno. \u00c8 lo steso tipo di camera, lo stesso tipo di interno marrone e bianco, lo stesso letto, lo stesso soffitto con parti in legno. Si pu\u00f2 trovare ovunque. <\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: bold;\"><strong><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">RR: Ci\u00f2 che rende molto particolare il motel del tuo film \u00e8 il suo proprietario\u2026<\/span><\/strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: bold;\"><strong> <\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">ARP: Ecco, su questo non ero sicuro. Si tratta di una presa in giro di una certa tipologia di persona religiosa di alcune parti d\u2019America. Mi \u00e8 stato detto che ci sono alcune persone religiose strane anche qui. Questo credo lo renda comprensibile a tutti. Abbiamo messo nella scena, sul bancone,  una fotografia di un Papa degli anni \u201950 e poi ho pensato che potesse essere il Papa con cui molta gente \u00e8 cresciuta\u2026forse \u00e8 un po\u2019 offensivo\u2026<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: bold;\"><strong><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">RR: No, non lo \u00e8. \u00c8 bello poter ridere della religione, qualunque essa sia.<br \/>\nQuesto film \u00e8 molto differente dal tuo primo, &#8220;Impolex&#8221;, che molta stampa ha definito come un \u201cmockumentary\u201d<\/span><\/strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: bold;\"><strong> <\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">ARP: No, non lo definirei cos\u00ec. Non li trovo cos\u00ec dissimili. \u201cImpolex\u201d, come \u201cThe Color Wheel\u201d, prende una situazione che non e divertente di per s\u00e9 \u2013 in quel caso la Seconda guerra mondiale con i soldati alla ricerca di razzi e missili \u2013 una situazione non pi\u00f9 divertente di due persone che non si sopportano costrette a trascorrere del tempo insieme, ma volevo trovare un po\u2019 di commedia anche in quello. Volevo trovare il modo pi\u00f9 piccolo possibile per raccontare una grande storia. \u00c8 tutto girato con la camera a mano, per cui la gente pu\u00f2 averlo visto come una specie di documentario, ma penso che abbiamo gestito il materiale in maniera molto simile a \u201cThe Color Wheel\u201d. Per\u00f2 la grande differenza sta nel fatto che l\u00ec avevamo un copione di 20 pagine. Non perch\u00e9 si sia improvvisato di pi\u00f9, bens\u00ec per l\u2019assenza di dialoghi. Da questo punto di vista i due film non potrebbero essere pi\u00f9 diversi, ma girare \u201cImpolex\u201d \u00e8 stata una sfida perch\u00e9 avevo un copione di 20 pagine e non avevo mai girato un film prima, ma anche \u201cThe Color Wheel\u201d ha costituito una sfida con il suo copione di 110 pagine per un film di 80 minuti, una cosa che non avevo mai fatto precedentemente. In \u201cImpolex\u201d ci sono cinque personaggi, mentre in \u201cThe Color Wheel\u201d ci sono scene con sette persone, quindi in una sola scena pi\u00f9 personaggi di quanti ce ne fossero nell\u2019intero mio primo film. E\u2019 stata una sfida, e non penso che avrei potuto girare \u201cThe Color Wheel\u201d se prima non ci fosse stato \u201cImpolex\u201d. Per me sono strettamente connessi. <\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: bold;\"><strong><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">RR: C\u2019\u00e8 un aneddoto curioso legato al titolo del film\u2026ce lo racconti?<\/span><\/strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: bold;\"><strong> <\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">ARP: Certo! Quando ho iniziato ad interessarmi al cinema, ho chiesto ai miei genitori quale fosse stato il primo film che avevo visto e loro mi hanno risposto: \u201cIl primo film che hai visto \u00e8 stato \u201cThe Color Wheel\u201d. Quindici anni dopo ho pensato che avrei dovuto rivederlo, e cos\u00ec ho scoperto che non esisteva un film con quel titolo. Quel film aveva fatto parte della mia vita per lungo tempo e poi ho scoperto che non esisteva. Ho passato la mia infanzia e parte della mia vita adulta credendo in una cosa che si \u00e8 poi rivelata falsa, e quindi mi \u00e8 parso un titolo appropriato per il mio film. Inoltre ho letto molto Philip Roth pensando a questo film, e ho pensato che la sintassi del titolo fosse assimilabile ai suoi \u201cThe Ghost Writer\u201d, \u201cThe Anatomy Lesson\u201d, \u201cThe Professor of Desire\u201d, \u201cThe Human Stain\u201d, \u201cThe Dying Animal\u201d\u2026mi sembrava che seguisse la stessa struttura che aveva usato lui per i suoi titoli, sembrano connessi spiritualmente. Questo ha un significato per me.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: bold;\"><strong><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">RR: Che ne sar\u00e0 del film ora, dopo la presentazione a Locarno, verr\u00e0 distribuito?<\/span><\/strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: bold;\"><strong> <\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">ARP: Lo spero, stiamo guardando, stiamo cercando di entrare in contatto con le persone. Pi\u00f9 persone lo vedranno e ne saranno colpite, pi\u00f9 probabile sar\u00e0 che susciti interesse.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: bold;\"><strong><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">RR: C\u2019\u00e8 spazio oggi negli Stati Uniti per un film da arthouse in bianco e nero?<\/span><\/strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: bold;\"><strong> <\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">ARP: Lo si pu\u00f2 infilare. Di spazio non ce n\u2019\u00e8 molto, ma c\u2019\u00e8 gente che potrebbe volerlo vedere, in qualche citt\u00e0. Speriamo\u2026.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: bold;\"><strong><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">RR: Dopo due film cos\u00ec diversi, quale sar\u00e0 la linea che pensi di seguire? Hai gi\u00e0 in mente qualcosa?<\/span><\/strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: bold;\"><strong> <\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">ARP: Al momento mi \u00e8 molto difficile pensarci perch\u00e9 questo film mi ha preso molto tempo ed \u00e8 stato molto complicato a livello emotivo. Inoltre, cosa molto importante, non avevo un produttore, mi occupavo di ogni telefonata, ho dovuto trovare ogni singolo dollaro, e non penso che sarei in grado di girare un altro film in queste condizioni, senza qualcuno che lavori con me per creare qualcosa di pi\u00f9 grande, ottenendo soldi e risorse. Spero di trovare presto questa persona e queste risorse e allora sar\u00f2 in grado di realizzare qualcosa di molto pi\u00f9 grande, ricercato, cui possa dedicare pi\u00f9 tempo. Spero accada presto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Locarno, 4 agosto 2011<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: bold;\"><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=15635\" target=\"_self\">The Color Wheel<\/a> <\/span><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">su<strong> Rapporto Confidenziale<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: bold;\"><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15654\" title=\"The Color Wheel05\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/The-Color-Wheel051.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"350\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/The-Color-Wheel051.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/The-Color-Wheel051-300x169.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista a ALEX ROSS PERRY, regista di THE COLOR WHEEL di Roberto Rippa RR: Il primo aspetto del tuo film a interessarmi \u00e8 il processo di scrittura, perch\u00e9 il film \u00e8 stato co-sceneggiato da te e dalla tua attrice \u2013 ognuno ha scritto il proprio ruolo. 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