{"id":16328,"date":"2011-11-17T22:59:21","date_gmt":"2011-11-17T21:59:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=16328"},"modified":"2011-11-17T23:29:24","modified_gmt":"2011-11-17T22:29:24","slug":"vol-special-fernand-melgar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=16328","title":{"rendered":"Vol sp\u00e9cial > Fernand Melgar"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-16330\" title=\"Vol sp\u00e9cial04\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Vol-sp\u00e9cial04.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"414\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Vol-sp\u00e9cial04.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Vol-sp\u00e9cial04-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/>articolo pubblicato in <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=16069\" target=\"_self\">Rapporto Confidenziale numero35<\/a> &#8211; Speciale Locarno 64. Pagg. 127-134<\/span><span style=\"font-family: Arial; font-size: x-small;\"> <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Svizzera \u2013 2011 \u2013 35mm \u2013 francese \u2013 colore \u2013 103\u2019<br \/>\n64. Festival internazionale del film di Locarno | Concorso internazionale | Prima mondiale<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">di Roberto Rippa<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><em>Ogni anno, in Svizzera, migliaia di persone &#8211; uomini e donne &#8211; vengono incarcerate senza processo n\u00e9 condanna.<br \/>\nPer la sola ragione di risiedere illegalmente sul territorio, possono essere private della libert\u00e0 per un periodo di due anni in attesa della loro espulsione.<br \/>\nDopo \u201c<a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=156\" target=\"_self\">La Forteresse<\/a>\u201d , che trattava delle condizioni di accoglienza dei richiedenti asilo in Svizzera, Fernand Melgar posa il suo sguardo sull\u2019altra estremit\u00e0 della catena, ossia sulla fine del percorso migratorio.<br \/>\nIl cineasta si \u00e8 immerso nel corso di nove mesi nel centro di detenzione amministrativa di Frambois, a Ginevra, uno dei 28 centri di espulsione per Sans papiers in Svizzera.<br \/>\nA Frambois si trovano rinchiusi alla rinfusa sia richiedenti asilo la cui domanda \u00e8 stata rifiutata sia clandestini.<br \/>\nAlcuni tra questi si sono stabiliti in Svizzera da anni, hanno costituito una famiglia, lavorano, versano i contributi alle assicurazioni sociali e mandano i loro figli a scuola. Questo fino al giorno in cui i servizi cantonali di immigrazione decidono arbitrariamente di chiuderli in carcere per garantire la loro partenza dalla Svizzera. Il problema \u00e8 che nessuno tra i detenuti \u00e8 preparato a partire volontariamente, inizia quindi un lungo accanimento amministrativo per forzarli a farlo.<br \/>\nDietro le porte chiuse delle carceri, il faccia a faccia tra il personale e i detenuti assume col trascorrere dei mesi, una dimensione di intensit\u00e0 a tratti insostenibile. Da una parte, una piccola squadra unita, motivata e dai solidi valori umani, dall\u2019altra uomini alla fine della loro corsa, vinti, esauriti dalla paura e lo stress. Si allacciano quindi rapporti di amicizia e odio, rispetto e ribellione, gratitudine e rancore. Fino all\u2019annuncio dell\u2019espulsione, spesso vissuto dai detenuti alla stregua di un tradimento, come un\u2019ulteriore pugnalata.<br \/>\nQuesta relazione di \u00abvita o morte\u00bb, come \u00e8 provato purtroppo dall\u2019episodio pi\u00f9 drammatico del film, si svolge per la maggior parte del tempo tra disperazione e umiliazione. Annientati dalla legge e dal suo implacabile ingranaggio amministrativo, coloro che si rifiutano di partire volontariamente verranno legati e ammanettati, costretti a indossare elmetti e pannolini, e imbarcati di forza su un aereo. In questa situazione estrema, la disperazione ha un nome: vol sp\u00e9cial.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-16331\" title=\"Vol sp\u00e9cial01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Vol-sp\u00e9cial01.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"413\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Vol-sp\u00e9cial01.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Vol-sp\u00e9cial01-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Nel settembre del 2006, in Svizzera \u2013 democrazia diretta che prevede che ogni decisione venga presa dai\u00a0cittadini attraverso votazioni locali o nazionali \u2013 sono state sottoposte al popolo una nuova legge sugli\u00a0stranieri e una modifica della legge vigente sul tema del diritto d\u2019asilo, entrambe gi\u00e0 inasprite nel corso\u00a0degli anni \u201890 (1). Le due proposte, oggetto di violente, costose e capillari campagne di disinformazione\u00a0dal tenore xenofobo e palesemente razzista e, soprattutto, la scarsa informazione da parte dei votanti,\u00a0hanno convinto la schiacciante maggioranza, che ha permesso la loro trasformazione in leggi. A proporre\u00a0i temi e a sostenerli, il primo partito in Svizzera (2), che si propone come moderno portatore di valori\u00a0conservatori ma che in realt\u00e0 basa la sua ideologia su paura, razzismo e xenofobia.\u00a0I risultati concreti &#8211; leggi restrittive, contrarie ai pi\u00f9 elementari diritti dell\u2019uomo e confuse al punto di\u00a0lasciare spazio a una pericolosa arbitrariet\u00e0 nella loro applicazione &#8211; sono l\u2019oggetto del film di Melgar,\u00a0ideale capitolo successivo de \u201cLa forteresse\u201d (3) del 2007, che si concentrava sulla procedura di richiesta d\u2019asilo in Svizzera.<br \/>\nIl regista entra con la sua troupe nel carcere amministrativo di Frambois \u2013 nelle immediate vicinanze\u00a0di Ginevra, per una fatale ironia sede delle famose quattro Convenzioni che costituiscono la base del <a href=\"http:\/\/www.tinyurl.com\/3gh3fbu\" target=\"_blank\">Diritto internazionale umanitario<\/a> \u2013 creato appositamente per accogliere\u00a0clandestini e richiedenti asilo la cui domanda \u00e8 stata rifiutata (in altri Cantoni le strutture sono quelle\u00a0usate per altri tipi di detenzione, compresa quella per reati penali). Da qui, le persone incarcerate senza\u00a0avere commesso alcun crimine verranno espulse dal Paese, alcune di loro attraverso un \u201cvolo speciale\u201d,\u00a0vere e proprie deportazioni e occasione per una violenza fisica (4), dopo una lunga serie di psicologiche,\u00a0per essere rimandate nei loro luoghi di origine. E non importa se c\u2019\u00e8 di mezzo una famiglia, se ci sono\u00a0figli da cui separarsi probabilmente per sempre. Le nuove leggi non tengono conto di alcuna scissione,\u00a0per brutale che sia.<br \/>\nNel carcere di Frambois, Melgar segue la vita quotidiana di carcerati e personale, una vita che, all\u2019apparenza\u00a0e non volendo vedere le porte delle stanze chiudersi a doppia mandata ogni sera e le strazianti visite\u00a0dall\u2019esterno, sembrerebbe quasi serena. Non \u00e8 un caso: il direttore e i suoi collaboratori svolgono il loro\u00a0lavoro con umanit\u00e0. Ma Frambois rimane un carcere. Un carcere in cui i giorni passano senza che si possa\u00a0contare nemmeno sulla speranza, dal momento che l\u2019esito di quella permanenza non potr\u00e0 mutare, n\u00e9 su\u00a0un preavviso, dal momento che i prigionieri verranno prelevati a sorpresa senza che possano conoscere\u00a0in anticipo la data della partenza.<br \/>\nMelgar, coerente con lo stile che contraddistingueva \u201cLa forteresse\u201d, non cerca colpi di scena ad effetto\u00a0n\u00e9 la dimostrazione di tesi precostituite. Osserva, testimonia e riporta, tentando persino di tenere in\u00a0equilibrio le varie posizioni e dando loro uguale spazio. Del resto, sa di non averne bisogno: ci\u00f2 che si\u00a0vede sullo schermo \u00e8 l\u2019aberrante risultato di leggi che vanno cambiate.<br \/>\nNon avrebbe comunque bisogno di forzare contrapposizioni tra le persone, qui si tratta di mostrare i veri\u00a0colpevoli: le leggi votate da gente che non ha idea di cosa stesse votando accontentandosi di basare la\u00a0propria conoscenza sugli slogan ad effetto dei partiti reazionari.<br \/>\n\u201cVol sp\u00e9cial\u201d \u00e8 un documento sulla crudelt\u00e0 e disumanit\u00e0 di una legge ma anche un efficace saggio su\u00a0come sia possibile convincere la gente attraverso la manipolazione dell\u2019informazione, politica \u00a0e non.<br \/>\nNel film \u2013 che non si limita a mettere a nudo la povert\u00e0 umana della Svizzera ma parla all\u2019intero Occidente\u00a0&#8211; non ci sono buoni o cattivi, n\u00e9 esiti consolatori (per un caso che si chiude felicemente, molti altri non\u00a0avranno nemmeno il conforto della speranza), non c\u2019\u00e8 modo di mettersi l\u2019anima in pace.<br \/>\nPer\u00f2 i cattivi ci sono eccome: si trovano dall\u2019altra parte dello schermo.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Fernand Melgar ha seguito alcuni tra gli ex detenuti di Frambois una volta rientrati nei loro Paesi. Il\u00a0risultato di queste visite si compone di alcuni documentari Web co-prodotti da RTS e Arte e che saranno\u00a0distribuiti dall\u2019inizio del 2012.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">A Locarno, \u201cVol sp\u00e9cial\u201d ha ottenuto il premio assegnato dalla Giuria dei giovani.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>Roberto Rippa<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-16332\" title=\"Vol sp\u00e9cial02\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Vol-sp\u00e9cial02.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"349\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Vol-sp\u00e9cial02.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Vol-sp\u00e9cial02-300x168.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"><strong>Note<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">(1) Nel giugno del 1994, la popolazione svizzera respinge una legge che permetta agli stranieri nati in Svizzera di\u00a0ottenere la cittadinanza attraverso una procedura semplificata. Malgrado la maggioranza dei votanti si esprima a favore\u00a0(1\u2019059\u2019025 contro 1\u2019018\u2019188 contrari), non si ottiene la maggioranza dei Cantoni. Il 4 dicembre del 1994, una nuova\u00a0legge federale sulle misure coercitive in materia di diritto agli stranieri viene accettata dal popolo. I votanti favorevoli\u00a0sono 1\u2019500\u2019000, i contrari un terzo. La legge prevede una lotta agli abusi in materia di asilo. In pratica, costringe \u00a0coloro\u00a0che non hanno ottenuto asilo o i clandestini presenti nel Paese a lasciare la Svizzera. Il primo dicembre del 1996,\u00a0viene votata l\u2019iniziativa popolare \u201cContro l\u2019immigrazione clandestina\u201d. Questa prevede l\u2019impossibilit\u00e0 a chi \u00e8 entrato\u00a0clandestinamente in Svizzera, di chiedere asilo, introduce numerose limitazioni del diritto di ricorso a chi si \u00e8 visto\u00a0rifiutare la richiesta di asilo e introduce l\u2019amministrazione da parte della Confederazione dei beni dei richiedenti che\u00a0esercitano attivit\u00e0 lucrativa. L\u2019oggetto viene rifiutato di misura. Il 13 giugno 1999, il popolo si esprime sul decreto\u00a0federale concernente misure urgenti nell\u2019ambito dell\u2019asilo e degli stranieri. In sintesi, il decreto prevede che ai\u00a0profughi di guerra non venga pi\u00f9 concesso asilo bens\u00ec permessi provvisori che permettano alla Svizzera di disporre\u00a0il loro rientro nei Paesi di origine una volta terminato il conflitto. I casi di persecuzione personale non vengono pi\u00f9\u00a0presi in considerazione. La legge costringer\u00e0 molti profughi provenienti dalla ex Iugoslavia a fare ritorno nei loro\u00a0Paesi di origine, senza tenere conto del fatto che i loro figli hanno frequentato le scuole in Svizzera, dove hanno anche\u00a0sviluppato i loro rapporti sociali, e sono costretti a tornare in una nazione a loro spesso sconosciuta. Il decreto viene\u00a0accettato dal popolo con 1\u2019443\u2019137 voti favorevoli e 601\u2019389 contrari.<br \/>\nFonte: Confederazione svizzera, <a href=\"http:\/\/www.tinyurl.com\/4xz5lvg\" target=\"_blank\">Cancelleria federale<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">(2) Il partito in questione, l\u2019Unione democratica di centro (UDC), \u00e8 nato nel 1971 dalla fusione tra il Bauern,Gewerbe und B\u00fcrgerpartei (BGB, partito dei contadini, degli artigiani e dei borghesi), presente soprattutto nelle campagne di Zurigo e Berna, e di due partiti moderati della Svizzera tedesca. Nella Svizzera francese l\u2019UDC prende  spesso il nome di Parti des paysans, artisans et ind\u00e9pendants (PAI). Il BGB aveva partecipato fino al 1929 a vari governi federali. I partiti che hanno dato vita all\u2019UDC si sono sempre caratterizzati come partiti tradizionalisti, molto legati all\u2019indipendenza dei cantoni rispetto allo Stato federale. L\u2019UDC \u00e8 sempre stata presente in Consiglio federale con un rappresentante fino al 2003 e con due in seguito. Dal 1979, con l\u2019elezione di Christoph Blocher al Consiglio nazionale (l\u2019equivalente svizzero della Camera italiana), l\u2019UDC ha cominciato a spostarsi sempre pi\u00f9 a destra. L\u2019UDC si era sempre caratterizzata come una formazione politica moderatamente conservatrice, attenta a contenere le politiche dei radicali e dei socialisti. Rappresentava la componente rurale ed agricola del paese, legata all\u2019indipendenza dei corpi sociali intermedi, famiglie ed imprese in primis. Con Blocher, milionario imprenditore (dal 2004 al 2007 ha diretto il Dipartimento federale di giustizia e polizia da cui \u00e8 stato estromesso per l\u2019accusa di scarso\u00a0rispetto per la collegialit\u00e0), il partito si \u00e8 avvicinato alle posizioni liberal-conservatrici. L\u2019UDC \u00e8 riuscita, anche grazie ad una propaganda spesso definita populista e razzista (cf. la campagna delle \u201cpecore nere\u201d nel 2007) e una politica di opposizione alla naturalizzazione degli immigrati, ad essere identificata da una parte della popolazione come baluardo\u00a0della tradizione elvetica e difensore dei ceti sociali apparentemente pi\u00f9 minacciati da una supposta concorrenza degli immigrati. [fonte: Wikipedia] \u00c8 il primo partito in Svizzera.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">(3) Il <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=156\" target=\"_self\">film<\/a> ha ottenuto il Pardo d\u2019oro nel 2007 nella sezione Cineasti del presente.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">(4) Augenuaf Z\u00fcrich, ONG che si occupa di diritti umani (www.augenauf.ch), ha realizzato un video agghiacciante\u00a0in cui viene riprodotta fedelmente la procedura di preparazione delle persone che verranno imbarcate su un volo speciale. Lo potete trovare <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=16He1I274Xk\" target=\"_blank\">qui<\/a>.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-16334\" title=\"Vol sp\u00e9cial03\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Vol-sp\u00e9cial03.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"349\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Vol-sp\u00e9cial03.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Vol-sp\u00e9cial03-300x168.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>Vol sp\u00e9cial<\/strong> Regia, produzione: Fernand Melgar \u2022 Fotografia: Denis Jutzeler \u2022 Montaggio: Karine\u00a0Sudan \u2022 Musiche: Wandifa Njie \u2022 Suono: Christophe Giovannoni \u2022 Effetti speciali: Daniel Wyss \u2022 Aiuto regia: Elise Schubs \u2022 Produzione: Climage \u2022 Coproduzione: Arte G.E.I.E, RTS Radio T\u00e9l\u00e9vision Suisse \u2022 Distributore svizzero: Look Now! \u2022 Lingua: francese \u2022 Paese: Svizzera \u2022 Anno: 2011 \u2022 Durata: 100\u2019<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.volspecial.ch\/it\" target=\"_blank\"> www.volspecial.ch\/it<\/a><br \/>\n\u201cVol sp\u00e9cial\u201d \u00e8 stato girato nel carcere amministrativo di Frambois (Ginevra) e all\u2019aeroporto internazionale di Ginevra da febbraio ad agosto del 2010.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-16337\" title=\"Fernand Melgar01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Fernand-Melgar01.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"413\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Fernand-Melgar01.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Fernand-Melgar01-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><span style=\"font-family: Arial; font-size: 9pt; color: black;\">Fernand Melgar (foto: <a href=\"http:\/\/www.giuliotonincelli.com\/\" target=\"_blank\">Giulio Tonincelli<\/a>)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"><strong>Fernand Melgar <\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">\u00e8 nato nel 1961 in una famiglia di andalusa esiliata a Tangeri. Nel 1963, accompagna i suoi genitori che emigrano in Svizzera per lavorare con un permesso stagionale e portano con s\u00e9 i figli come clandestini. Regista e produttore indipendente e autodidatta, dal 1985 fa parte dell\u2019associazione Climage, punto di riferimento per il cinema documentario in Svizzera. Nel 2008, il suo documentario \u201cLa forteresse\u201d ottiene il Pardo d\u2019oro al Festival internazionale del film Locarno e numerosi altri riconoscimenti internazionali.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"><strong>Svizzera, stranieri e asilo, una lunga storia di discriminazioni<\/strong><br \/>\n<span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">di <strong>Francesco Bonsaver<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">La patria della Croce Rossa, il Paese depositario della Convenzione di Ginevra, ha una lunga tradizione di\u00a0discriminazione verso gli \u201caltri\u201d. Nel 1931 nacque in Svizzera la legge degli stranieri e istituito l\u2019apposito corpo di polizia degli stranieri.<br \/>\nCaso unico al mondo.<br \/>\nCodificare due leggi distinte, una per gli elvetici e l\u2019altra per i non svizzeri, significa concepire per lo stesso reato due pene diverse in base alla nazionalit\u00e0 di chi lo ha commesso. \u00c8 dunque nel solco della tradizione discriminatoria che nel 2006 furono approvate in votazione popolare la revisione della legge degli stranieri e il diritto all\u2019asilo. Nella nuova legge degli stranieri fu introdotta un\u2019ulteriore discriminazione, distinguendo tra stranieri di serie A e quelli di serie B. Il cittadino dell\u2019Unione europea si vede riconosciuti diritti negati al migrante extracomunitario. Ad esempio, l\u2019extracomunitario lavoratore e residente da oltre dieci anni in Svizzera non ha l\u2019automatico diritto al domicilio, non gode della libert\u00e0\u00a0di movimento all\u2019interno del Paese e il diritto al ricongiungimento familiare \u00e8 fortemente limitato. Se allo straniero originario di un Paese UE questi diritti sono automaticamente riconosciuti, l\u2019extracomunitario dipende dall\u2019arbitrio delle autorit\u00e0, libere di concederli o negarli senza motivazione.<br \/>\nMa \u00e8 nel campo del diritto all\u2019asilo che la Svizzera si distingue maggiormente per la sua linea dura. Il reato di clandestinit\u00e0, ossia la privazione della libert\u00e0 perch\u00e9 sprovvisti di documenti seppur senza aver commesso reati, esiste in Elvezia da ormai cinque anni.<br \/>\nL\u2019incarcerazione pu\u00f2 durare fino a diciotto mesi per le persone aventi compiuti i 15 anni, dodici mesi invece per i ragazzi con meno di quindici anni. Una privazione della libert\u00e0 concepita dal legislatore come strumento per convincere le persone a collaborare per il loro rimpatrio. Oppure viene comminata in attesa di un \u201cvol sp\u00e9cial\u201d.<br \/>\nMa gli ostacoli alla domanda d\u2019asilo nascono fin dall\u2019inizio della procedura. La Svizzera non entra nemmeno in materia sulla domanda di una persona sprovvista di documenti. Un paradosso ammesso dallo stesso ufficio federale della migrazione: \u201cSecondo la nostra esperienza, una persona perseguitata dalle autorit\u00e0 del suo Paese non si mette in contatto con esse per ottenere un documento ufficiale\u201d.<br \/>\nRecentemente, la Svizzera ha fatto un passo ulteriore nel negare il diritto all\u2019asilo riconosciuto invece negli altri Paesi. Per chi sfugge la morte per aver rifiutato di prestare servizio militare nel proprio Paese, la domanda d\u2019asilo in Svizzera non viene neanche presa in considerazione. I non entrati in materia e le persone la cui domanda d\u2019asilo \u00e8 stata respinta ma impossibilitati nel rientrare nel Paese d\u2019origine perch\u00e9 rifiutati dalle autorit\u00e0 locali, sono esclusi dall\u2019aiuto sociale. Questo vale per tutti: anziani, donne e bimbi compresi. Per evitare le critiche di trattamento disumano, la Svizzera ha inventato la clausola d\u2019aiuto urgente per queste persone. Le forme di aiuto urgente variano da cantone a cantone, ma lo scopo da perseguire \u00e8 unico: rendere loro la vita impossibile affinch\u00e9 lascino la Svizzera.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Francesco Bonsaver per RC<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"><strong>La polemica<\/strong><br \/>\n<span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">di RR<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Il Festival del film di Locarno si \u00e8 chiuso ormai da settimane ma la polemica innescata dal Presidente della giuria del Concorso internazionale, il produttore Paulo Branco, che si \u00e8 scagliato con una veemenza degna di miglior causa contro il film di Fernand Melgar, non accennano a diminuire, arrivando al contrario a varcare i confini nazionali, come \u00e8 successo con Edouard Waintrop, delegato generale della Quinzaine des r\u00e9alisateurs di Cannes, che ha difeso il film sul suo blog <a href=\"http:\/\/cinoque.blogs.liberation.fr\/waintrop\/2011\/08\/vol-sp\u00e9cial-insult\u00e9.html\" target=\"_blank\">Cinoque<\/a>, ospitato dal giornale francese Lib\u00e9ration.<br \/>\nMateria del contendere, l\u2019accusa al film di essere fascista. Il motivo? Il film documenta la vita all\u2019interno del carcere amministrativo di Frambois, non mancando di mostrare il punto di vista dei carcerieri.<br \/>\nUn\u2019apparente neutralit\u00e0 che ha portato Branco a chiedersi: \u201cPerch\u00e9 il film non ponga mai i gentili funzionari che filma con tanta compiacenza alle conseguenze dei loro atti?\u201d, come a creare una sorta di confronto tra vittime e carnefici. Un documentarista per\u00f2 deve documentare, opera gi\u00e0 difficile di per s\u00e9, viste le innumerevoli possibilit\u00e0 di fornire anche involontariamente un punto di vista in fase di montaggio del molto materiale girato. Ma, soprattutto, Branco pare avere preso un grosso granchio. Non solo perch\u00e9 la sua accusa \u00e8 totalmente priva di fondamento, ma anche perch\u00e9 lo scopo dichiarato di Melgar \u00e8 quello non di porre a confronto guardie o direttore del carcere con le vittime, bens\u00ec lo spettatore\u00a0con le conseguenze di alcune scelte non troppo ponderate prese in occasione di votazioni del recente passato. E in questo il film centra perfettamente il suo scopo.<br \/>\nScarsissimo presidente di una scarsa giuria che ha premiato le opere pi\u00f9 classiche tralasciando di fatto tutto ci\u00f2 che di innovativo o diverso era in programma, Paulo Branco ha conosciuto fino alla maggiore et\u00e0 la dittatura di Salazar in Portogallo. La famiglia di Melgar \u00e8 fuggita dalla Spagna di Franco ed \u00e8 stata costretta a portare clandestinamente i figli in Svizzera nel primo periodo di permanenza nel Paese, dal momento che il concetto di ricongiungimento familiare non era noto allora come non lo \u00e8 pi\u00f9 ora.<br \/>\nBranco vive nella Francia di Sarkozy, dove lavora come produttore. Melgar in Svizzera, dove porta avanti la sua missione di denunciare il fascismo che si nasconde \u2013 ma nemmeno pi\u00f9 troppo \u2013 nelle istituzioni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"><strong>Misure coercitive<\/strong><br \/>\n<span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">da www.volspecial.ch<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Sulla base della legge federale sulle misure coercitive, gli stranieri presenti illegalmente sul territorio svizzero, si tratti di uomini o donne al di sopra dei 15 anni di et\u00e0, posso venire incarcerati per un periodo di 24 mesi in attesa della loro espulsione dalla Svizzera. Pochi cittadini conoscono questa legge, che \u00e8 stata votata da una schiacciante maggioranza di essi nel 1994 e che \u00e8 stata adottata da tutti i cantoni svizzeri senza eccezione alcuna.<br \/>\nTra le 28 carceri cantonali che praticano la detenzione amministrativa in aggiunta a quella criminale, Frambois rappresenta un caso speciale: risultato di un accordo tra i cantoni di Ginevra, Neuch\u00e2tel e Vallese, Frambois \u00e8 la prima struttura a praticare unicamente misure restrittive e viene duramente criticata per i suoi alti costi di gestione e per la sua relativa confortevolezza. Soprattutto viene criticata da Zurigo che, al contrario, adotta metodi ben pi\u00f9 duri. Va per\u00f2 sottolineato il fatto che Frambois ha il pi\u00f9 alto tasso di successo nei rinvii: l\u201986% contro l\u201960% circa di Zurigo.<br \/>\nFrambois \u00e8 stato inaugurato nel giugno del 2004 e si trova alla periferia di Ginevra. La Consigliera di stato Micheline Spoerri non ha fatto mistero delle difficolt\u00e0 che Frambois ha affrontato: \u201cIl suo obiettivo \u00e8 quello di rispondere con intelligenza e umanit\u00e0 a una legge che come unico scopo quello di detenere persone che non hanno commesso crimini o reati, per poter assicurare che il processo di deportazione venga portato a termine con successo. Non essendo stata questa operazione ancora definita da una legge federale, \u00e8\u00a0stato necessario inventare un sistema speciale di detenzione amministrativa. La sfida era importante\u201d.<br \/>\nAll\u2019interno di questo mondo carcerario, si trovano 22 celle equipaggiate con un frigorifero e un televisore.<br \/>\nI detenuti sono liberi di lasciare le loro celle tra le 8.00 e le 21.00. La stanza comune al piano terreno \u00e8 l\u2019area centrale di Frambois. \u00c8 equipaggiata con tavoli, sedie e un tavolo da ping pong. I detenuti vi trascorrono la maggior parte del tempo. Discussioni, giochi , pasti e persino visite dei cappellani si tengono qui.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 14pt; color: black;\"><strong>Guarda l&#8217;<a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=16342\" target=\"_self\">intervista<\/a> al regista Fernand Melgar su RC<\/strong><\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-16344\" title=\"Fernand Melgar02\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Fernand-Melgar02.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Fernand-Melgar02.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Fernand-Melgar02-300x140.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>articolo pubblicato in Rapporto Confidenziale numero35 &#8211; Speciale Locarno 64. 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