{"id":16342,"date":"2011-11-17T22:54:50","date_gmt":"2011-11-17T21:54:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=16342"},"modified":"2011-11-17T22:56:03","modified_gmt":"2011-11-17T21:56:03","slug":"fernand-melgar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=16342","title":{"rendered":"Fernand Melgar"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-16344\" title=\"Fernand Melgar02\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Fernand-Melgar02.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Fernand-Melgar02.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Fernand-Melgar02-300x140.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/>articolo pubblicato in <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=16069\" target=\"_self\">Rapporto Confidenziale numero35<\/a> &#8211; Speciale Locarno 64. Pagg. 126-144<\/span><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/player.vimeo.com\/video\/31013949?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0&amp;color=ff0179\" width=\"620\" height=\"349\" frameborder=\"0\" webkitAllowFullScreen allowFullScreen><\/iframe><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">Fernand Melgar \u00e8 nato nel 1961 in una famiglia di andalusa esiliata a Tangeri. Nel 1963, accompagna i suoi genitori che emigrano in Svizzera per lavorare con un permesso come stagionali portando con s\u00e9 i due figli clandestinamente. Regista e produttore indipendente e autodidatta, dal 1985 fa parte dell\u2019associazione Climage, punto di riferimento per il cinema  documentario in Svizzera. Nel 2008, il suo documentario \u201c<a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=156\" target=\"_self\">La forteresse<\/a>\u201d ottiene il Pardo d\u2019oro al Festival internazionale del film Locarno e numerosi altri riconoscimenti  internazionali.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Arial;\"><strong>Intervista a Fernand Melgar su &#8220;<a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=16328\" target=\"_self\">Vol sp\u00e9cial<\/a>&#8220;<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">di Roberto Rippa<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\"><strong>Roberto Rippa: \u201cVol sp\u00e9cial\u201d arriva a 3 anni di distanza da \u201cLa forteresse\u201d, che illustrava la situazione dei richiedenti asilo in Svizzera, e mostra l\u2019ultima parte del percorso della politica migratoria nel Paese. Nel corso dell\u2019incontro con il pubblico, lei ha affermato che il film mostra il risultato di ci\u00f2\u00a0che la popolazione svizzera ha votato, senza sapere cosa stava votando. Quella che viene raccontata nel film \u00e8 una prigione, confortevole ma pur sempre una prigione, dove si trovano sans papiers o persone che si sono viste rifiutare l\u2019asilo, che vengono comunque trattate alla stregua di criminali.<br \/>\n\u00c8 stato difficile lavorare a questo film, a livello di rapporti con le autorit\u00e0?<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">Fernand Melgar: No, a priori le autorizzazioni non sono state difficili da ottenere dopo \u201cLa forteresse\u201d, che aveva avviato un dibattito sul tema dell\u2019asilo. In Svizzera ci sono 35 centri destinati alla detenzione amministrativa, che \u00e8 molto diversa da quella penale, come quello di Frambois, uno per Cantone. Sono luoghi destinati a garantire un rimpatrio delle persone che hanno ottenuto un ordine di espulsione in seguito a una legge che \u00e8 stata votata democraticamente nel 1995. L\u2019inasprimento delle leggi sull\u2019asilo ha portato ad un aumento del periodo di detenzione. Oggi \u00e8 possibile trattenere in detenzione persone, unicamente per il fatto che non possiedono documenti, a partire dall\u2019et\u00e0 di 15 anni per un periodo di due anni. Si dice spesso che la persona fermata senza documenti pu\u00f2 partire anche subito, il problema \u00e8 che\u00a0non \u00e8 sempre possibile perch\u00e9 per il rimpatrio occorre avviare un accordo di riammissione con il loro Paese d\u2019origine, che molto spesso \u00e8 complicato da ottenere: per i Paesi africani pi\u00f9 corrotti, per esempio, in alcuni casi l\u2019Ufficio della Migrazione deve avviare delle negoziazioni e infine pagare. Alcuni tra coloro che si vedono nel film non possono rientrare perch\u00e9 si troverebbero in pericolo nei loro Paesi. Si sente spesso che le persone abusano della possibilit\u00e0 di chiedere asilo e che mentono. Oggi c\u2019\u00e8 uno studio interno, un documento interno dell\u2019Ufficio Federale della Migrazione, in cui 4 funzionari su 7 dicono che le decisioni riguardanti le domande d\u2019asilo non vengono prese sulla base di fatti stabiliti, bens\u00ec su circostanze che possono risultare false. \u00c8 un fatto molto grave, non si parla di revisione d\u2019imposta, di persone che dovranno pagare pi\u00f9 o meno soldi; si parla di persone che sono il pi\u00f9 delle volte in pericolo e che chiedono protezione, e di decisioni che possono avere conseguenze dirette sulle vite e sulla sicurezza di queste persone. Nel contesto generale, ci troviamo in una situazione molto grave. Per tornare alla prigione e alle autorizzazioni, ci sono una trentina di centri in Svizzera e ogni centro dipende dal Cantone in cui si trova, quindi per potervi entrare bisogna chiedere l\u2019autorizzazione al Cantone di riferimento.<br \/>\nQuello di Frambois rappresenta un caso particolare, in quanto i Cantoni della Svizzera francese, Ginevra, Vaud e Neuch\u00e2tel, non volevano applicare le leggi di restrizione. Occorre sapere che il Giura non ha mai voluto accettare le leggi di restrizione e non le ha mai applicate, malgrado una legge federale costringa a farlo. In cattiva coscienza, i Cantoni latini si sono riuniti, hanno discusso e prodotto un concordato che ha portato alla nascita di Frambois nel 2000, cinque anni dopo l\u2019applicazione concreta delle nuove leggi, e la Consigliera di Stato dell\u2019epoca Spoerri aveva dichiarato: \u201cStiamo andando in una direzione che rappresenta un paradosso, in quanto dovremo imprigionare persone che non hanno commesso\u00a0alcun reato, quindi andremo a creare una soluzione almeno umana.\u201d A partire da questo, quando ho chiesto l\u2019autorizzazione i Cantoni mi hanno risposto che non ci sarebbe stato alcun problema in quanto con \u201cLa forteresse\u201d avevo fatto un film molto obiettivo, e se lo fossi rimasto non avrei avuto problemi.<br \/>\nGodevo quindi di credito per entrarvi e questo centro mi appariva molto interessante, in quanto \u00e8 l\u2019unico a provare un approccio di tipo sociale alla detenzione amministrativa. \u00c8 questo ci\u00f2 che si vede e che disturba nel film. So gi\u00e0 ci\u00f2 che mi verr\u00e0 rimproverato, e sento gi\u00e0 le critiche come se me le avessero gi\u00e0 mosse. Sarebbe stato diverso se fossi stato al centro di Zurigo, una prigione terribile, paragonabile a una piccola Guantanamo; non sono io a dirlo, \u00e8 la Commissione nazionale contro la tortura della Confederazione che ha prodotto documenti allarmanti su ci\u00f2 che vi accade. La Commissione europea contro la tortura riporta situazioni molto gravi: le persone sono tenute a vista 23 ore su 24 \u2013 si parla di detenzione amministrativa \u2013 e vengono poste in una condizione di tortura psicologica che porta alla follia e al suicidio. Viviamo in un Paese che \u00e8 depositario della Convenzione di Ginevra e ci troviamo in una situazione stupefacente. Oggi, a livello della politica sull\u2019asilo, c\u2019\u00e8 una cappa di piombo che copre fatti come quelli che accadono a Zurigo, che non vengono presi sul serio. Quindi se fossi stato nella prigione di Zurigo e avessi filmato le guardie, il risultato sarebbe stato quello di sentire: \u201cChe guardie bastarde\u201d. Si sarebbe potuto dire che le cose che accadono sono dovute al sistema fortemente repressivo.<br \/>\nA Frambois le guardie sono estremamente simpatiche, o meglio hanno un approccio sociale, e penso che sia meglio che siano loro, direttore compreso, a occuparsi di quelle persone perch\u00e9 possano essere trattate nel miglior modo possibile prima della loro espulsione. Per me \u00e8 stato molto interessante in quanto non si pu\u00f2 accusare l\u2019Istituzione, perch\u00e9 ci si rende conto che tutto questo \u00e8 la pura conseguenza di una scelta democratica, dell\u2019applicazione di una legge voluta dal popolo, attraverso il discorso populista della destra reazionaria che ci ha fatto credere che questi centri contengano criminali pericolosi mentre \u00e8 tutto falso, perch\u00e9 sono persone la cui unica colpa \u00e8 quella di non avere documenti di identit\u00e0. I criminali pericolosi, coloro che vengono incarcerati per anni, vengono espulsi al momento della scarcerazione, non passano attraverso questi centri di detenzione amministrativa. Non va nascosto il fatto che in questi centri ci sono anche piccoli delinquenti, pochi, che hanno magari una condanna a 3 o 6 mesi per piccoli reati\u00a0come infrazioni alla legge sugli stupefacenti. Si tratta per\u00f2 di persone che hanno pagato il loro debito alla societ\u00e0. Non sono l\u00ec per una pena da scontare, ma solo in attesa dell\u2019espulsione. Quindi in questi luoghi il personale accompagna queste persone che sono in forte disagio perch\u00e9 la responsabilit\u00e0 va assunta collettivamente. Ecco perch\u00e9 ho scelto questo posto. Per parlare di autorizzazioni, tema molto problematico. Il Cantone ha risposto affermativamente, la Confederazione negativamente. L\u2019Ufficio Federale della Migrazione mi ha negato l\u2019autorizzazione che mi aveva concesso per \u201cLa forteresse\u201d. \u201cLa forteresse\u201d \u00e8 oggi un film istituzionale che l\u2019Ufficio Federale della Migrazione utilizza come biglietto da visita, ma per questo ultimo film invece non ho ottenuto risposta. Ho insistito chiedendo un riscontro sia per iscritto che telefonicamente ma l\u2019unica risposta che ho infine ottenuto \u00e8 stata: \u201cNon possiamo darle l\u2019autorizzazione in quanto abbiamo il dovere di proteggere le persone. Non abbiamo il diritto di filmare le persone in una situazione umiliante o degradante\u201d. Ecco, se ricordate il caso del figlio di Gheddafi, lui era stato fotografato ammanettato e aveva scatenato un enorme scandalo diplomatico. Il loro diniego\u00a0significa che possono umiliare e degradare le persone, cosa grave, ma non le si pu\u00f2 filmare. Dopo questo episodio, la comunicazione con l\u2019Ufficio Federale della Migrazione si \u00e8 interrotta. Altri ci hanno poi messo i bastoni tra le ruote mentre filmavamo, per esempio dirottando i voli da Ginevra. L\u2019autorizzazione si fermava al momento in cui legano le persone, perch\u00e9 sono loro ad occuparsene: i Cantoni gestiscono la detenzione, L\u2019Ufficio Federale della Migrazione si occupa dell\u2019espulsione, cio\u00e8 del momento che non si vede nel film. Hanno fatto di tutto per impedircelo e ci sono riusciti, ma alla fine non \u00e8 grave perch\u00e9 ci\u00f2 che conta nel film c\u2019\u00e8: l\u2019assurdit\u00e0 e l\u2019ingiustizia di una legge come quella.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\"><strong>RR: In effetti la cosa pi\u00f9 importante del film \u00e8 l\u2019evidenza delle contraddizioni delle nuove leggi.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">FM: S\u00ec, perch\u00e9 \u00e8 una legge voluta dal popolo. La Svizzera oggi \u00e8 un Paese esemplare per la sua democrazia unica al mondo: la democrazia diretta. Anche il cittadino pi\u00f9 piccolo, il cittadino medio, ha accesso al pi\u00f9 alto gradino del potere, nel senso che ha un\u2019influenza diretta sul potere, cosa che non accade in alcun Paese al mondo, a parte qualche trib\u00f9 dell\u2019Amazzonia. Malgrado questo, si tratta di una democrazia molto fragile, in quanto in un Paese un partito ha successo sulla base delle sue idee populiste dando false informazioni, rappresentando gli immigrati come ratti in Ticino, per esempio, e la gente \u00e8 lontana dalla realt\u00e0 dell\u2019applicazione di una legge, non si rende conto della realt\u00e0. Quando si vota \u00e8 per liberarsi di quei ratti. Il mio film mostra semplicemente che si tratta di famiglie, padri, bambini, che vivono situazioni\u00a0terribili. I partiti populisti diffondono un valore patriottico, difendono la \u201ccasa Svizzera\u201d. Io sono uno Svizzero naturalizzato, sono Spagnolo di origine, i miei genitori erano lavoratori stagionali. E io sono un patriota. Diventare Svizzero \u00e8 stata la conseguenza di una lunga riflessione. Prima di prestare giuramento mi sono letto tutta la Costituzione svizzera e il primo articolo \u2013 lasciando da parte che siamo sotto la benedizione di Dio onnipotente &#8211; recita che il Paese mette avanti i valori della solidariet\u00e0. Ecco, sono quei\u00a0valori che oggi difendo con grande forza in qualit\u00e0 di giovane svizzero e che in 15 anni di discussioni sul diritto d\u2019asilo si sono totalmente liquefatti. Quando ho presentato \u201cLa forteresse\u201d nelle scuole, e ne ho girate davvero molte, ho constatato che il richiedente asilo \u00e8 sinonimo di delinquente, spacciatore, ladro.<br \/>\nQuando chiedevo cosa sia l\u2019asilo, la risposta era invariabilmente: \u201cUna forma di abuso sociale\u201d. Oggi nella popolazione il messaggio \u00e8 passato nei pi\u00f9 giovani: l\u2019asilo \u00e8 una forma di abuso sociale. Nel mio lavoro di documentarista non faccio un lavoro da militante ma \u00e8 molto importante portare un punto di vista diverso su questa realt\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\"><strong>RR: In effetti trovo che questi due film siano importanti proprio perch\u00e9, grazie anche alle proiezioni gratuite nelle piazze, hanno raggiunto pubblici eterogenei che abitualmente non andrebbero in un cinema per vedere documentari su questi temi, in quanto convinti di sapere gi\u00e0 tutto sull\u2019argomento. Credo sia una dei pochi modi efficaci oggi in Svizzera per conoscere la realt\u00e0 delle cose. La propaganda reazionaria \u00e8 facile e ha forte presa in quanto fatta di una comunicazione molto semplice, di slogan difficili da contrastare con argomentazioni valide ma pi\u00f9 complesse.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">FM: Si accusa spesso, va detto, il Dipartimento di polizia ma abbiamo una responsabilit\u00e0 collettiva. Siamo una democrazia in cui ognuno pu\u00f2 votare come vuole. Io vorrei ricordare che oggi, dopo trent\u2019anni, in un Dipartimento gestito abitualmente dalla destra, il Dipartimento di polizia e giustizia, abbiamo un ministro socialista. Abbiamo pensato che ci sarebbe stata una nuova aria ma, con il pretesto di non lasciare terreno alla destra populista, oggi i socialisti, il ministro, realizzano i fantasmi pi\u00f9 folli sbandierati dall\u2019UDC (partito di destra, conservatore, dalle posizioni spesso estreme, che detiene la maggioranza in Svizzera).<br \/>\nSottoporr\u00e0 al Parlamento dei progetti di legge che nemmeno l\u2019UDC avrebbe sognato. \u00c8 necessario sapere che presto il Parlamento voter\u00e0 una legge sulla trasparenza degli incarti. Concretamente, ci sar\u00e0 una legge che obbligher\u00e0 i maestri di scuola a denunciare i bambini che non hanno documenti. L\u2019ultima volta che abbiamo chiesto ai maestri di scuola di denunciare i bambini sulla base di una loro differenza, \u00e8 stato sotto la Francia di Vichy e fu P\u00e9tain a chiederlo portando all\u2019arresto di massa di Vel\u2019 d\u2019Hiv. Oggi ci ritroviamo\u00a0allo stesso punto. Oggi in Svizzera abbiamo 150\u2019000 sans papiers che, contrariamente a ci\u00f2 che vogliono farci credere, non sono 150\u2019000 spacciatori di cocaina. Sono persone che lavorano, che hanno famiglia, che pagano le tasse, che pagano le loro pensioni. Ora il Dipartimento di Polizia chieder\u00e0 all\u2019Istituto delle Pensioni di mostrare loro gli incarti delle persone che versano da anni i contributi pensionistici per poi espellerli. Mi chiedo, ma in che Paese viviamo? \u00c8 estremamente grave. E non \u00e8 l\u2019UDC a volerlo, \u00e8 un ministro socialista. Oggi la Svizzera nella sua tradizione umanitaria da cui ha tratto i suoi valori fondamentali, deve avere un soprassalto di coscienza. Questo non significa dover essere anarchici che\u00a0vogliono depositare bombe, si parla di un risveglio civile.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\"><strong>RR: Pensava gi\u00e0 di girare \u201cVol sp\u00e9cial\u201d mentre girava \u201cLa forteresse\u201d o le \u00e8 venuto in mente dopo, in quanto ultimo capitolo ideale di un discorso sulla migrazione in Svizzera?<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">FM: Idealmente non avrei voluto n\u00e9 immaginato di dare un seguito a \u201cLa forteresse\u201d. Avevo girato quel film e avevo voglia in qualit\u00e0 di ex clandestino (i miei genitori quando sono venuti in Svizzera come lavoratori stagionali hanno portato me e mia sorella, ma il loro statuto di stagionali non permetteva loro di venire con i figli) di raccontare la storia delle persone che erano presenti nel film. Ero a Locarno tre anni fa per presentare il film nella sezione \u201cCineasti del presente\u201d e uno dei personaggi principali del film, Fahad, un Iracheno, era gi\u00e0 stato espulso verso la Svezia con un volo speciale. Allora non si chiamavano ancora \u201cvoli speciali\u201d. L\u2019avevano preso e espulso. Io ero qui a Locarno e sapevo che una delle persone nel film era gi\u00e0 stata mandata via, una cosa che mi ha profondamente scioccato. Qualche settimana prima che il film venisse presentato qui a Locarno, questa persona era stata arrestata. Sono andato a visitarla in carcere e le ho chiesto: \u201cFahad, cos\u2019hai fatto, hai commesso un crimine?\u201d. Lui ha risposto: \u201cNo, mi hanno fermato per strada e non avevo i documenti\u201d. \u00c8 cos\u00ec che sono arrivato a Frambois. Non sapevo nemmeno della sua esistenza; io che sono coinvolto nella questione del diritto d\u2019asilo, non conoscevo la detenzione amministrativa. Ho iniziato a visitarlo regolarmente, lui \u00e8 stato espulso e io ho continuato a interessarmi al problema. Credevo fosse l\u2019unico posto di quel genere in Svizzera e ho scoperto che ce ne sono trenta. Ho scoperto che sono 6800 le persone che solo nel 2008 sono state detenute per questi motivi, senza avere commesso un solo crimine. Mi sono detto: \u201cMa com\u2019\u00e8 possibile? Siamo in Svizzera\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\"><strong>RR: C\u2019\u00e8 un\u2019altra situazione particolarmente crudele che si vede nel film, ossia la separazione forzata delle famiglie, con il rimpatrio forzato di un padre che in Svizzera ha un figlio che rester\u00e0 con la madre sul territorio. \u00c8 una situazione che, pochi lo sanno, accade spesso. Ci sono state difficolt\u00e0 nel convincere i detenuti ad apparire nel film?<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">FM: Nel momento in cui ho potuto fare rientro nel carcere, il direttore ha veramente collaborato, non ho avuto alcun problema all\u2019interno. Va detto che prima di girare sono rimasto nella prigione per sei mesi. Ho fatto molte foto che poi regalavo ai detenuti e loro le hanno spedite nei loro Paesi. A partire da questo si \u00e8 creata una confidenza. Quando ho detto alle persone che volevo partecipassero al mio film senza maschere \u2013 perch\u00e9 per me \u00e8 molto importante che nel mio cinema ci siano i volti, le parole, sono cose che devono essere costantemente presenti. A furia di mascherare il volto delle persone, come succede in televisione quando si parla di richiedenti asilo, si propone l\u2019impressione che queste persone hanno qualcosa da nascondere perch\u00e9 di solito si mascherano i criminali \u2013 , loro hanno risposto: \u201cPer noi ormai non cambier\u00e0 pi\u00f9 nulla, sappiamo che questo non ci ridar\u00e0 la libert\u00e0, per\u00f2 parlate di noi perch\u00e9 siamo dimenticati, la gente non sa ci\u00f2 che accade. La gente pensa che siamo delle pecore nere ma non sa che abbiamo famiglie, e la gente che vota deve sapere il significato delle leggi che votano\u201d. Quindi mi hanno invitato loro stessi a filmarli perch\u00e9 le loro testimonianze potessero essere diffuse.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\"><strong>RR: Le ho posto questa domanda perch\u00e9 so per esperienza che \u00e8 molto difficile parlare con i sans papiers, che sono restii a mostrarsi in quanto abituati a dover avere paura ma anche a non dover esistere agli occhi della gente in quanto rischioso per loro.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">FM: \u00c8 normale, non bisogna dimenticare che le persone che sono venute qui sono in pericolo, che \u00e8 molto difficile venire qui, e noi vorremmo che quando le incontriamo si aprissero immediatamente. Io filmo persone che sanno che nel caso la loro immagine venisse diffusa, verrebbero espulse.<br \/>\nEcco perch\u00e9 uno degli aspetti fondamentali del mio cinema \u00e8 quello del tempo. Mi ci sono voluti sei mesi di avvicinamento prima di girare. Per sei mesi sono stato nel carcere tutti giorni, 180 giorni, per vederli, discutere con loro. Ora che il film \u00e8 terminato, ho mantenuto il contatto con tutti coloro che sono stati espulsi, sono andato a trovarli nei loro Paesi, ho incontrato le loro famiglie, e continuo a girare per testimoniare ci\u00f2 che queste persone sono diventate un anno dopo. Sono stato in Camerun, Gambia, Kossovo, sto per andare a Kinshasa, ho scoperto situazioni terribili. Una delle persone che appaiono nel film mi aveva detto: \u201cSe mi rimandano nel mio Paese, la mia vita sar\u00e0 in pericolo.\u201d E l\u2019UDC ride, dice\u00a0che queste persone sono tutte bugiarde. Siamo stati in Camerun, quando la persona \u00e8 stata espulsa, e l\u00ec \u00e8 stata imprigionata e torturata per 5 mesi. \u00c8 stata liberata per una settimana, perch\u00e9 la tecnica in Camerun \u00e8 quella di incarcerarti, torturarti e liberarti, tanto non sarai in grado di partire per le botte prese, e la gente, vedendolo, dir\u00e0: \u201c\u00c8 orribile!\u201d. Poi lo riprenderanno e lo tortureranno di nuovo. \u00c8 un sistema terroristico all\u2019interno dello Stato. Sapete perch\u00e9 questa persona \u00e8 stata arrestata in Camerun? Perch\u00e9 le autorit\u00e0 camerunensi hanno ottenuto i documenti ufficiali relativi alla sua domanda d\u2019asilo, documenti che secondo la Convenzione di Ginevra sono ultraconfidenziali in quanto possono mettere in pericolo la vita delle persone cui si riferiscono. Lui era un richiedente per motivi politici.<br \/>\nQuesto \u00e8 un fatto estremamente grave. Io non posso dire che sia stato l\u2019Ufficio Federale della Migrazione a trasmetterli, per\u00f2 sono documenti ufficiali che sono stati trasmessi alle autorit\u00e0. Un fatto molto grave non solo perch\u00e9 non ha ottenuto l\u2019asilo, quindi la protezione che gli era dovuta, ma addirittura il nostro Paese non ha secretato i documenti e ci\u00a0sono state fughe di informazioni. Non \u00e8 un caso unico, ne abbiamo sentiti in pi\u00f9 occasioni, ma non si \u00e8 mai riusciti a trovare prove. \u00c8 gravissimo perch\u00e9, come dicevo all\u2019inizio, per espellere qualcuno occorre un accordo di riammissione e questo accordo era falso. Lui \u00e8 stato accusato di avere detto il falso mentre il documento era stato chiesto dall\u2019Ufficio Federale della Migrazione all\u2019Ambasciata del Camerun. Io ci vedo una logica: siccome si parla di Stati piuttosto corrotti, si sa che si parla di negoziazioni sotto il tavolo. Nulla \u00e8 stato provato ad oggi, ma penso che sia ora di avere spiegazioni sul perch\u00e9 le autorit\u00e0 camerunensi ritengono che questo documento sia falso. \u00c8 una situazione paradossale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\"><strong>RR: Per quanto tempo si \u00e8 svolta la lavorazione del film a Frambois?<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">FM: Due mesi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\"><strong>RR: Questo significa che c\u2019\u00e8 molto materiale che non \u00e8 stato montato?<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">FM: No. Certo c\u2019\u00e8 del materiale ma una quantit\u00e0 normale per un film cos\u00ec. Abbiamo girato circa 150 ore.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\"><strong>RR: Ha detto di avere presentato \u201cLa forteresse\u201d anche nelle scuole. La gente cambia idea sul tema dopo averlo visto?<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">FM: No, anche perch\u00e9 in tre anni le cose sono cambiate in peggio. La situazione si \u00e8 ancor pi\u00f9 degradata.<br \/>\nCi\u00f2 che ho spiegato sul ministro socialista, tre anni fa non lo avremmo nemmeno immaginato. Oggi il ministro chiede di eliminare la facolt\u00e0 di inoltrare le richieste all\u2019Ambasciata. Questo significa che quando qualcuno \u00e8 perseguitato nel suo Paese, dovrebbe poter bussare alla porta di un\u2019Ambasciata e chiedere loro di salvarlo, \u00e8 uno dei fondamenti della Convenzione di Ginevra. Oggi si chiede di eliminare questa possibilit\u00e0. Quindi direi che il mio film non ha cambiato molto le cose. Del resto non va dimenticato che io non sono un politico, sono un cineasta che gira documentari, che testimonia. Scelgo argomenti che sono particolari, ma non lavoro per cambiare le leggi, cos\u00ec come non chiedo a un ministro socialista di girare film. Io osservo e propongo, cerco di usare tutta la mia arte per denunciare una situazione, ma non sono io a poter cambiare le cose. A maggior ragione considerando che non faccio un cinema militante ma un cinema di impegno. Per cinema militante intendo un cinema che dice: \u201cGuarda, guarda! Non votate l\u2019UDC\u201d!\u201d. Io non faccio questo, io credo nella democrazia, credo nei cittadini, credo nel buon senso perch\u00e9 questo Paese \u00e8 costruito sulle basi del buon senso. Un buon senso che ha buone radici. Oggi c\u2019\u00e8\u00a0un\u2019\u00e9lite cosmopolita a Zurigo&#8230; per esempio si trova normale che un Festival come questo sia sostenuto finanziariamente da una grande banca svizzera che finanzia gran parte delle campagne dell\u2019UDC. Le grandi banche svizzere fanno una grande fortuna nei Paesi africani trattando il petrolio in Paesi corrotti, al soldo delle multinazionali, da cui otteniamo un profitto diretto molto sostanzioso. E qui le stesse banche finanziano campagne fomentatrici di odio per distrarre la nostra attenzione dal vero problema, quello del rapporto tra Nord e Sud. Oggi accusiamo tre piccoli trafficanti che sono alla base della scala del sistema e che noi stessi spingiamo verso la delinquenza. Le persone che vengono qui a chiedere\u00a0asilo non sono delinquenti, vogliono solo un lavoro, una dignit\u00e0. Noi li priviamo di assicurazioni sociali, li rendiamo precari per spingerli verso la delinquenza, cos\u00ec dopo potremo montare una campagna di odio contro di loro sovvenzionata dai grandi gruppi finanziari che permetta alla coscienza popolare di dormire. A parte questo, abbiamo un sistema economico ideale. Che ipocrisia dimostra oggi il nostro Presidente quando va in Africa a dire che non possiamo accettare questa fame \u2013 oggi c\u2019\u00e8 una crisi tra le peggiori mai accadute in Somalia \u2013 , mentre la piazza finanziaria di Ginevra \u00e8 uno dei principiali luoghi di contrattazione di derrate alimentari? Oggi la carestia \u00e8 dovuta s\u00ec alla siccit\u00e0, ma anche al fatto che il prezzo delle materie prime alimentari \u00e8 triplicato perch\u00e9 viene trattato a Ginevra dove, dopo la bolla immobiliare, c\u2019era bisogno di trovare un nuovo mercato di scambio. Fare del trading sulle materie prime \u00e8 una buona cosa in quanto acquistiamo un raccolto a un contadino in anticipo cos\u00ec che lui abbia da investire perch\u00e9 avr\u00e0 i suoi soldi, che il raccolto vada bene o male. \u00c8 normale, non critico questo aspetto.<br \/>\nOggi dei trader ginevrini, delle piccole banche giocano su questi prezzi per i raccolti e oggi la fame \u00e8 una conseguenza diretta dell\u2019incoscienza dei banchieri privati di Ginevra, che si arricchiscono sulla miseria nel Terzo mondo. E la nostra ministra socialista, ma anche la nostra presidente socialista, mancano di questa coscienza. Non sto rivelando dei segreti in questo caso.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">Locarno, 11 agosto 2011<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\"><strong>Video<\/strong><br \/>\nIntervista: <strong>RR \/ Rapporto Confidenziale<\/strong><br \/>\nRealizzazione: <strong>Emanuele Dainotti<\/strong><br \/>\ncon<strong> Stefano Scagliarini <\/strong>e<strong> Giulio Tonincelli<\/strong><br \/>\nPost-produzione: <strong>Alessandro G. Capuzzi <\/strong>e<strong> Emanuele Dainotti<\/strong><br \/>\nProduzione: <strong>Sette Secondi Circa<\/strong> (<a style=\"font-weight: bold;\" href=\"http:\/\/www.settesecondicirca.com\" target=\"_blank\">www.settesecondicirca.com<\/a>)<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">Musica: <strong><a href=\"http:\/\/freemusicarchive.org\/music\/Digital_Primitives\/\" target=\"_blank\">Digital Primitives<\/a><\/strong> (Brano: &#8220;Bones&#8221;. Album: &#8220;Digital Primitives&#8221;)<br \/>\n<a rel=\"license\" href=\"http:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-nc-nd\/3.0\/\">CC BY-NC-ND 3.0<\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-16337\" title=\"Fernand Melgar01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Fernand-Melgar01.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"413\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Fernand-Melgar01.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Fernand-Melgar01-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><span style=\"font-family: Arial; font-size: 9pt; color: black;\">Fernand Melgar (foto: <a href=\"http:\/\/www.giuliotonincelli.com\/\" target=\"_blank\">Giulio Tonincelli<\/a>)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Arial;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Arial;\"><strong>Leggi l&#8217;articolo su &#8220;<a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=16328\" target=\"_self\">Vol sp\u00e9cial<\/a>&#8221; da RC<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"620\" height=\"360\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/embed\/9vL1PgyL0lk\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>articolo pubblicato in Rapporto Confidenziale numero35 &#8211; Speciale Locarno 64. Pagg. 126-144 Fernand Melgar \u00e8 nato nel 1961 in una famiglia di andalusa esiliata a Tangeri. Nel 1963, accompagna i suoi genitori che emigrano in Svizzera per lavorare con un permesso come stagionali portando con s\u00e9 i due figli clandestinamente. Regista e produttore indipendente e autodidatta, dal 1985 fa parte<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[8],"tags":[9581,8226,98,11157,491,11155,262,11158,11156,284],"class_list":["post-16342","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interviste","tag-9581","tag-64-festival-internazionale-del-film-locarno","tag-fernand-melgar","tag-frambois","tag-immigrazione","tag-la-fortesesse","tag-roberto-rippa","tag-sans-papiers","tag-special-flight","tag-svizzera"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Fernand Melgar | Rapporto Confidenziale<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=16342\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Fernand Melgar | Rapporto Confidenziale\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"articolo pubblicato in Rapporto Confidenziale numero35 &#8211; Speciale Locarno 64. Pagg. 126-144 Fernand Melgar \u00e8 nato nel 1961 in una famiglia di andalusa esiliata a Tangeri. Nel 1963, accompagna i suoi genitori che emigrano in Svizzera per lavorare con un permesso come stagionali portando con s\u00e9 i due figli clandestinamente. Regista e produttore indipendente e autodidatta, dal 1985 fa parte\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=16342\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Rapporto Confidenziale\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/rapportoconfidenziale\" \/>\n<meta property=\"article:author\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/roberto.rippa\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2011-11-17T21:54:50+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2011-11-17T21:56:03+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Fernand-Melgar02.jpg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Roberto Rippa\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@RConfidenziale\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@RConfidenziale\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Roberto Rippa\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"20 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=16342#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=16342\"},\"author\":{\"name\":\"Roberto Rippa\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/87102ac735cb60f06b89d46b9ab7bda4\"},\"headline\":\"Fernand Melgar\",\"datePublished\":\"2011-11-17T21:54:50+00:00\",\"dateModified\":\"2011-11-17T21:56:03+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=16342\"},\"wordCount\":3929,\"commentCount\":1,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=16342#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"http:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2011\\\/11\\\/Fernand-Melgar02.jpg\",\"keywords\":[\"2011\",\"64. Festival internazionale del film Locarno\",\"Fernand Melgar\",\"Frambois\",\"immigrazione\",\"La fortesesse\",\"Roberto Rippa\",\"Sans papiers\",\"Special Flight\",\"Svizzera\"],\"articleSection\":[\"INTERVISTE\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=16342#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=16342\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=16342\",\"name\":\"Fernand Melgar | Rapporto Confidenziale\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=16342#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=16342#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"http:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2011\\\/11\\\/Fernand-Melgar02.jpg\",\"datePublished\":\"2011-11-17T21:54:50+00:00\",\"dateModified\":\"2011-11-17T21:56:03+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=16342#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=16342\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=16342#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2011\\\/11\\\/Fernand-Melgar02.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2011\\\/11\\\/Fernand-Melgar02.jpg\",\"width\":\"620\",\"height\":\"290\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=16342#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Fernand Melgar\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/\",\"name\":\"Rapporto Confidenziale\",\"description\":\"rivista digitale di cultura cinematografica | digital magazine about cinematic culture\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#organization\",\"name\":\"Rapporto Confidenziale\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2017\\\/09\\\/RC_logo_1_nero.png\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2017\\\/09\\\/RC_logo_1_nero.png\",\"width\":3508,\"height\":709,\"caption\":\"Rapporto Confidenziale\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/rapportoconfidenziale\",\"https:\\\/\\\/x.com\\\/RConfidenziale\",\"https:\\\/\\\/www.instagram.com\\\/icdpavlov\\\/\",\"https:\\\/\\\/www.youtube.com\\\/user\\\/RConfidenziale\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/87102ac735cb60f06b89d46b9ab7bda4\",\"name\":\"Roberto Rippa\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/898fcbd499ddcb9e2ea7aefd6fbf4b037b6c5a4825c8bfeabe4b37228db4a42a?s=96&d=identicon&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/898fcbd499ddcb9e2ea7aefd6fbf4b037b6c5a4825c8bfeabe4b37228db4a42a?s=96&d=identicon&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/898fcbd499ddcb9e2ea7aefd6fbf4b037b6c5a4825c8bfeabe4b37228db4a42a?s=96&d=identicon&r=g\",\"caption\":\"Roberto Rippa\"},\"sameAs\":[\"http:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\",\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/roberto.rippa\",\"https:\\\/\\\/x.com\\\/RConfidenziale\"],\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?author=4\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Fernand Melgar | Rapporto Confidenziale","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=16342","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Fernand Melgar | Rapporto Confidenziale","og_description":"articolo pubblicato in Rapporto Confidenziale numero35 &#8211; Speciale Locarno 64. Pagg. 126-144 Fernand Melgar \u00e8 nato nel 1961 in una famiglia di andalusa esiliata a Tangeri. Nel 1963, accompagna i suoi genitori che emigrano in Svizzera per lavorare con un permesso come stagionali portando con s\u00e9 i due figli clandestinamente. Regista e produttore indipendente e autodidatta, dal 1985 fa parte","og_url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=16342","og_site_name":"Rapporto Confidenziale","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/rapportoconfidenziale","article_author":"https:\/\/www.facebook.com\/roberto.rippa","article_published_time":"2011-11-17T21:54:50+00:00","article_modified_time":"2011-11-17T21:56:03+00:00","og_image":[{"url":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Fernand-Melgar02.jpg","type":"","width":"","height":""}],"author":"Roberto Rippa","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@RConfidenziale","twitter_site":"@RConfidenziale","twitter_misc":{"Scritto da":"Roberto Rippa","Tempo di lettura stimato":"20 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=16342#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=16342"},"author":{"name":"Roberto Rippa","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/person\/87102ac735cb60f06b89d46b9ab7bda4"},"headline":"Fernand Melgar","datePublished":"2011-11-17T21:54:50+00:00","dateModified":"2011-11-17T21:56:03+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=16342"},"wordCount":3929,"commentCount":1,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=16342#primaryimage"},"thumbnailUrl":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Fernand-Melgar02.jpg","keywords":["2011","64. Festival internazionale del film Locarno","Fernand Melgar","Frambois","immigrazione","La fortesesse","Roberto Rippa","Sans papiers","Special Flight","Svizzera"],"articleSection":["INTERVISTE"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=16342#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=16342","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=16342","name":"Fernand Melgar | Rapporto Confidenziale","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=16342#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=16342#primaryimage"},"thumbnailUrl":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Fernand-Melgar02.jpg","datePublished":"2011-11-17T21:54:50+00:00","dateModified":"2011-11-17T21:56:03+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=16342#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=16342"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=16342#primaryimage","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Fernand-Melgar02.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/Fernand-Melgar02.jpg","width":"620","height":"290"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=16342#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Fernand Melgar"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#website","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/","name":"Rapporto Confidenziale","description":"rivista digitale di cultura cinematografica | digital magazine about cinematic culture","publisher":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#organization","name":"Rapporto Confidenziale","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/RC_logo_1_nero.png","contentUrl":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/RC_logo_1_nero.png","width":3508,"height":709,"caption":"Rapporto Confidenziale"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/rapportoconfidenziale","https:\/\/x.com\/RConfidenziale","https:\/\/www.instagram.com\/icdpavlov\/","https:\/\/www.youtube.com\/user\/RConfidenziale"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/person\/87102ac735cb60f06b89d46b9ab7bda4","name":"Roberto Rippa","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/898fcbd499ddcb9e2ea7aefd6fbf4b037b6c5a4825c8bfeabe4b37228db4a42a?s=96&d=identicon&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/898fcbd499ddcb9e2ea7aefd6fbf4b037b6c5a4825c8bfeabe4b37228db4a42a?s=96&d=identicon&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/898fcbd499ddcb9e2ea7aefd6fbf4b037b6c5a4825c8bfeabe4b37228db4a42a?s=96&d=identicon&r=g","caption":"Roberto Rippa"},"sameAs":["http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org","https:\/\/www.facebook.com\/roberto.rippa","https:\/\/x.com\/RConfidenziale"],"url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?author=4"}]}},"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16342","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=16342"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16342\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=16342"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=16342"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=16342"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}