{"id":16420,"date":"2011-11-26T23:28:21","date_gmt":"2011-11-26T22:28:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=16420"},"modified":"2011-11-27T08:25:47","modified_gmt":"2011-11-27T07:25:47","slug":"giuseppe-spina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=16420","title":{"rendered":"Giuseppe Spina"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-16426\" title=\"Citt\u00e0 - Stato01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/9.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"487\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/9.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/9-300x235.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 14pt; color: black;\"><strong>Citt\u00e0-Stato, o di come BB si affacci\u00f2 all&#8217;utopia<\/strong><br \/>\n(intervista deviata a <strong>Giuseppe Spina<\/strong>)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><em>I pi\u00f9 attempati o i pi\u00f9 attenti alle repliche televisive notturne, non avranno bisogno di lunghe spiegazioni su chi sia Baretta, il poliziotto protagonista di una serie televisiva degli anni &#8217;70 della rete americana ABC. Lo spieghiamo per gli altri, per coloro cui potrebbe sfuggire l&#8217;identit\u00e0 dell&#8217;alter ego scelto da Francesco Selvi per la sua intervista a Giuseppe Spina, regista di &#8220;<a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=16430\" target=\"_self\">Citt\u00e0-Stato<\/a>&#8220;. Baretta \u00e8 un poliziotto. Meglio: \u00e8 un poliziotto televisivo. Vive in una fatscente stanza d&#8217;albergo con un pappagallo bianco e si confonde per le strade con i criminali cui si oppone. ll suo interprete Robert Blake, premio Emmy e Golden Globe proprio per questo ruolo, \u00e8 stato accusato di uxoricidio nel 2002 ma scagionato dalle accuse tre anni dopo. La sua carriera non ha mai pi\u00f9 ripreso quota.<\/em> (RR) <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>Francesco Selvi (alias Tony Baretta): Salve ragazzo, sono il tenente istruttore Baretta. Veda questo fermo come un piccolo inconveniente, che ci d\u00e0 per\u00f2 l&#8217;opportunit\u00e0 di conoscerci&#8230;tentiamo di vedere il buono in ogni situazione, forza! Caff\u00e8? Io non posso proprio carburare senza una tazza di caff\u00e8, mi distende le idee&#8230;bene, Giuseppe Spina&#8230;\u00e8 cos\u00ec che ti chiami, no? Innanzi tutto chi sei? Scusa se accendo il registratore&#8230;sai, \u00e8 la prassi!<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Giuseppe Spina: S\u00ec. E\u2019 cos\u00ec che mi chiamo. Sono un cineasta, nel senso totale del termine. Mi dedico alla realizzazione, allo sviluppo, alla diffusione, al sostegno di quello che si pu\u00f2 definire senza molti problemi &#8220;cinema utopico&#8221;. E dato che lei \u00e8 un tenente le evito le solite domande: ho 32 anni, sono legato alla Sicilia da sentimenti fortemente contraddittori, e mi muovo per diverse citt\u00e0 d&#8217;Italia e non da un p\u00f2 di anni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>FS: MMMhhh, a quanto pare a te invece non serve il caff\u00e8 per avere la lingua sciolta! Non so proprio come fai, in qualche modo ti invidio! Io invece proprio non riesco ad esser cos\u00ec spedito, a ognuno le sue fortune&#8230;c&#8217;\u00e8 chi dice che si tratti di poca prontezza mentale, chi dice che sia il segno di una mente mediocre&#8230;io amo invece pensare che la mia lentezza nel pensare e nel fare sia legata ad un perenne cruccio, ad una insicurezza di fondo che trovo cos\u00ec stuzzicante! Cruccio di che? Mi chiederai tu&#8230;beh, cruccio per la scelta dei termini, per esempio, per posare ben bene una frase evitando di dire cose che poi non potrei argomentare: per esempio tu quando parli di &#8216;cinema utopico&#8217; che intendi dire?<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">GS: Le chiederei piuttosto cos&#8217;\u00e8 un tenente istruttore dato che non me ne intendo molto e &#8211; visto che la discussione sembra farsi piuttosto lunga &#8211; accetto il suo caff\u00e8 e qualche sigaretta se possibile. Le anticipo subito comunque che non provo simpatia per le divise, come per qualsiasi forma di bandiera, movimento, nazione o partito.. non c&#8217;\u00e8 nulla di male in questo, e voglio essere chiaro. Torno alla sua questione. Sarete sicuramente venuti a conoscenza di una raccolta di testi dal titolo &#8220;cinema autonomo&#8221;. Quando parlo di cinema utopico faccio riferimento allo sviluppo iniziato con quel percorso. Ora, occorre vedere &#8220;Utopia&#8221; non come il simbolo di una speranza, ma nella sua bella, cruda, esperienza immaginifica. Il cinema utopico \u00e8 un territorio in cui la ragione non muore per nevrosi, ma sta l\u00ec, in profondit\u00e0 e fonda ogni scelta. E&#8217; un territorio &#8220;del fuori&#8221;, da tutti i punti di vista, dove l&#8217;immagine \u00e8 intesa come ci\u00f2 che genera il pensiero, la forza che lo muove, e in cui il caos e il mondo possono convivere apertamente dando vita a singole soggettivit\u00e0 filmiche libere da vincoli. Un&#8217;isola di opere realizzate non per fini economici e commerciali, non per un&#8217;autoaffermazione\/jouissance sociale, ma per se stessi, per una propria necessit\u00e0, per il fine stesso dell&#8217;arte. (Il termine &#8220;cineasta&#8221; fu inventato tanti anni fa proprio per contrapporre l&#8217;arte al commercio). E&#8217; una forma di opposizione al problema della chiusura contemporanea e al disastro a cui sta portando; \u00e8 un&#8217;imprecisa visione del cinema come possibilit\u00e0 diretta di pensare l&#8217;impensabile, agendo prima del pensiero, sul pensiero. Poi c&#8217;\u00e8 tutto l&#8217;altro aspetto che riguarda la povert\u00e0 di cui si fa forte questo cinema, ma per ora mi interrompo qui e bevo il mio caff\u00e9 se mi permette.. Non so, forse \u00e8 un p\u00f2 contorto, ma spero si intuisca.  Ecco, per darle un riferimento visivo le mostro un&#8217;immagine scattata in Messico un anno fa\t.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>FS: Interessante ragazzo, interessante&#8230;anche se disapprovo questo tuo odio verso le forze dell&#8217;ordine: proprio non capisco la vostra smania di avercela con noi, con questo noi intendo il potere costituito, che per rimanere tale ha bisogno di ordine e quindi di noi, le forze dell&#8217;ordine!!! Ma, dico, non lo sai che dietro ogni cosa c&#8217;\u00e8 un ordine? Dietro ogni sistema, dietro ogni idea, anche dietro ogni corpo (sentito parlare di atomo?) &#8230;col disordine ragazzo mio non si arriverebbe da nessuna parte! Mi \u00e8 chiaro ora che intendi per cinema utopico, ma il film per il quale sei qui, (lo sapevi no che eri qui a causa di un tuo film che ci \u00e8 poco piaciuto&#8230;?) mi pare assolutamente pensato, ovvero dietro al tuo film stavano gi\u00e0 ragionamenti o, se mi permetti, sragionamenti che definirei quasi criminali! Prima un&#8217;ideologia, poi le immagini a sostenerla! Sei d&#8217;accordo?<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">GS: E&#8217; certo che ogni scienza lotta contro il caos (e la religione \u00e8 solo apparentemente contro le scienze). Ma \u00e8 innegabile che il caos, il caso, sia il principio di ogni esistenza, di ogni quotidianit\u00e0. Ogni giorno si susseguono degli eventi che prescindono da noi, ma che ogni giorno ci influenzano. Da questo \u00e8 semplice dedurre quanto lontana sia ogni scienza\/religione dall&#8217;essere umano. Quindi andrebbero di certo ripensati i principi generali. Partire dal concetto che esiste il bene contrapposto al male \u00e8 quanto di pi\u00f9 ottuso possa esserci e l&#8217;ordine di cui parla ne \u00e8 in qualche modo il fulcro. Lei non pu\u00f2, meglio non dovrebbe, rappresentare \u201cil bene\u201d, ma solo un&#8217;istituzione, l&#8217;organo di uno stato-nazione, che le da il permesso e i mezzi di uccidere o rubare pi\u00f9 o meno come vuole, cos\u00ec come fa con lo stato-giuridico, con lo stato-sociale, con lo stato-politico, con lo stato-mafia, etc. Come si pu\u00f2 dunque usare ancora la contrapposizione e questi termini come parametro di analisi? Dopo aver lavorato, e interiorizzato, per tre anni il materiale d&#8217;archivio che compone il film a cui si riferisce  (lavorando a 3 versioni lunghe differenti, scrivendo e realizzando circa una decina di film brevi), ho realizzato il montaggio definitivo in poche ore, applicando le clip in modo completamente svincolato da uno sfondo narrativo, da ogni forzatura di pensiero precostruito. Credo che in questo film siano solo le sensazioni che si sviluppano (anche in base alla qualit\u00e0, al colore delle immagini) a portarti verso una &#8220;tua&#8221; condizione precisa, che in qualche maniera precede il pensiero, generandolo, in base alle inclinazioni e alla cultura di ognuno. Dunque dietro il film, dietro la realizzazione del film, non stanno dei ragionamenti precisi, anzi ogni forma di incasellamento precendente al lavoro pratico mi \u00e8 sempre risultata stretta &#8211; tanto in questa versione finale che in tutti i vari esperimenti fatti prima. Alla fine ho deciso di seguire il metodo che pi\u00f9 mi \u00e8 congeniale, cio\u00e8 quello impulsivo, e ho messo insieme immagini che hanno delle forti caratteristiche singolari. Quello che ne viene fuori non \u00e8 altro che il sistema sociale degli inizi degli anni 1990 in Sicilia. Non c&#8217;\u00e8 un commento dietro, piuttosto delle sensazioni che si sommano involontariamente a quelle della mia infanzia. Ero l\u00ec in quel periodo, lo vivevo e vedevo. Vedevo i militari nelle strade in cui giocavo. I miei parenti, come tutti, fermati e perquisiti come delinquenti. Morti per strada, in TV, dietro l&#8217;angolo. Il ragazzotto, le sue visioni clericali e le assurde invenzioni medievali della chiesa. Decine di migliaia di persone che richiedevano il loro &#8220;diritto di abuso&#8221; e i politici che sguazzavano. Un immaginario fatto di sangue e corruzione a tutti i livelli&#8230; Poi \u00e8 chiaro che ho delle mie idee in merito ad ogni sequenza, \u00e8 chiaro che interpreto la storia secondo queste idee, ed \u00e8 infine chiaro che sia &#8220;poco piacevole&#8221; come dice lei, ma sar\u00e0 d&#8217;accordo con me che \u00e8 necessario ricordare tutto questo&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>FS: La scienza, mio caro ragazzo, ha gi\u00e0 ottemperato il caos, mai sentito parlare di Heisenberg? Ma il caos non pu\u00f2 essere accettato come sistema, poich\u00e9 non porterebbe a nulla&#8230; non \u00e8 infatti il bene che io personifico, ma l&#8217;ordine: si spera sempre che le due cose coincidano ma non sempre ci si riesce&#8230; Lei dunque ha detto che ha vissuto tutto quel periodo in Sicilia, forse questo non la rende propriamente obbiettivo sui fatti! Cio\u00e8, secondo lei il malcostume che si verific\u00f2 a quell&#8217;epoca poteva essere imputabile allo Stato? Le sue immagini potranno essere anche montate casualmente, ma ci sono sembrate un&#8217;accusa precisa, ai limiti della calunnia!&#8230;che \u00e8 un reato molto grave, attento ragazzo&#8230;<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">GS: La scienza obbedisce solo alla ricerca di spiegazioni precise. Non nego di certo la pragmaticit\u00e0 di ogni scienza, cerco di sostenere che \u00e8 profondamente distante dal sentire umano, e di separare drasticamente il cinema dalla macchina. Perch\u00e9 dovrei ammettere o non ammettere un&#8217;accusa, perch\u00e9 mi ritrovo seduto qui? Lei non \u00e8 altro che una rappresentazione, \u00e8 finto, incarna ci\u00f2 che oggi non potrebbe realmente accadere: uno Stato in cui certi lavori culturali invisibili assumono talmente importanza da infastidire il sistema. Lei &#8211; non si offenda &#8211; non \u00e8 che una delle identit\u00e0 fantasmatiche del potere. E allora mi chiedo (domanda-\u00e8-risposta): tutto il cinema commerciale, il cinema dei cinema, o tutto quello che vediamo o sentiamo, la TV, i libri che troviamo con facilit\u00e0, perch\u00e9 nessuno da pi\u00f9 fastidio? O meglio, perch\u00e9 il potere non si scompone pi\u00f9 di tanto?<br \/>\nIl vostro ordine &#8211; che per molti vuol dire sicurezza, pace, serenit\u00e0 \/ e il loro opposto inconscio &#8211; ruota certamente attorno a un potere, ne \u00e8 in qualche modo una delle molteplici manifestazioni. Questo potere pu\u00f2 essere chiamato stato, denaro, monopolio, propriet\u00e0, o come vuole. Il film in questione &#8211; che nonostante tutto esiste &#8211; tratta della presenza di una forza, di un potere appunto, che non vive separato da quello statale, ma che ha avuto la possibilit\u00e0 di svincolarsi, di sperimentarsi e sperimentare delle forme economiche, sociali e culturali inedite, diventando cos\u00ec il precursore di una forma nazionale. In altri termini, la citt\u00e0-Stato \u00e8 il laboratorio di pratiche economico-politico-mafiose che sono state applicate dopo anni a livello nazionale. Alla base di questa societ\u00e0 c&#8217;era una borghesia consapevole del livello di corruzione, che difendeva quella corruzione, com&#8217;\u00e8 oggi in tutta la nazione: una borghesia indignata di fronte alle manifestazioni di dissenso. Le manifestazioni all&#8217;epoca, nella citt\u00e0-Stato, erano contro la mafia, e cos&#8217;\u00e8 la reazione di migliaia di anarchici a Roma se non la manifestazione di dissenso contro un sistema corrotto e mafioso? Le reazioni della borghesia nazionale nei confronti degli anarchici di oggi sono state identiche, nonostante si conosca benissimo il sistema di corruzione, si sappia con esattezza chi sta rubando chi. E questo voi stessi non potete negarlo, le vostre condizioni di lavoro sono altrettanto disastrose. Siete costretti a beccare i &#8220;rivoltosi&#8221; attraverso delle telecamerine di \u201csorveglianza\u201d puntate ovunque, non avete pi\u00f9 la forza della presenza. Certo la mafia di 20\/30 anni fa era diversa e il film traccia proprio un solco in questo cambiamento.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>FS: Certo, le nostre condizioni sono sempre pi\u00f9 disastrose, cos\u00ec come quelle del paese: stipendi da fame, lavoro sempre pi\u00f9 precario, mancanza di basi etiche su cui basare il nostro comportamento&#8230;ma ognuno di noi \u00e8 in grado di fare tanto nel privato delle proprie azioni, senza dover scadere all&#8217;instupidimento di massa come accaduto a Roma! Ti \u00e8 mai venuto in mente che distruggere auto, dar fuoco a istituti di credito, mandare all&#8217;aria una citt\u00e0 intera, abbia poco a che fare con una sana indignazione? Il nichilismo non ha mai portato a nulla, al massimo a qualche pezzo notevole di qualche gruppo di debosciati londinesi!!! Forse \u00e8 verso queste manifestazioni di violenza incontrollata che la &#8216;borghesia&#8217; come la chiami tu si \u00e8 schierata! Dimmi un p\u00f2, se lo stato ed ogni potere in genere sono per te veleno in quanto potere stesso, come dovremo vivere? Senza alcuna regola? Confidando nella bont\u00e0 insita nell&#8217;uomo? Credendo in una pacifica vita comune? Le tue utopie, ragazzo, fanno acqua da tutte le parti! Abbiamo bisogno di qualcuno che ci comandi, altrimenti saremo allo sbando! O credi ancora in anni fatalmente idioti come il &#8217;68?<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">GS: Gli &#8220;indignati sani&#8221; sono coloro che chiedono pi\u00f9 possibilit\u00e0 di acquisto, non una qualsiasi forma di cambiamento sociale, stessa cosa purtroppo fecero molti sessantottini. Gi\u00e0 il fatto di \u201cchiedere\u201d \u00e8 strano.. Guardi le rivolte nell\u2019Africa del nord, come mai  l\u00ec la gente non \u201cchiede\u201d? Perch\u00e9 in quegli Stati ci sono dei dittatori e negli USA no? Beh, non credo sia quello il vero motivo.<br \/>\nCredo piuttosto che di acqua ne sia entrata talmente tanta d\u2019aver affondato i governi borghesi di tutti gli Stati del mondo prima, durante e oltre il &#8216;900 &#8211; dovremmo muoverci per qualcosa d&#8217;altro &#8211; ma lei non pare molto disposto e questo mi spiace, visto che il suo livello sociale e scommetto anche quello dei suoi avi, non \u00e8 poi molto lontano dal mio. Comunque andiamo avanti o posso andare?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>FS: Ma allora abbiamo un idealista tutto pane e Marx, o perch\u00e8 no Marcuse o ancora l&#8217;altro debosciato, un altro francese&#8230;Debord!!! Chiss\u00e0 che gli passa nella zucca ai francesi?!<br \/>\nPasso indietro: come hai deciso di diventare un fastidiosissimo cineasta? E poi di che vivi? Non dirmi di cinema?! Sarai mica figlio di un dirigente di qualche banca?<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">GS: Come le dicevo non credo ci siano le condizioni per dar fastidio, meno che mai come cineasta. Non ci creder\u00e0 ma cerco di vivere con il lavoro che faccio, che implica da una parte l&#8217;aspetto produttivo dall&#8217;altra quello di diffusione. Certo, si vive di stenti che diventano visibili nei film che ho fatto e sto facendo, ma non mi interessa, \u00e8 il mio modo di vivere quindi di lavorare. Non sono il primo a farlo, \u00e8 un p\u00f2 quello che &#8211; in altre parole &#8211; le accennavo poco fa: la spontaneit\u00e0 dell&#8217;essere, la capacit\u00e0 di non cadere dentro un &#8220;ordine&#8221;, credo siano caratteristiche determinate dalla quotidianit\u00e0 &#8211; oltre che dalla sincerit\u00e0, dalla coerenza. Purtroppo alla natura, finta, del cinema, si affianca una finzione quella s\u00ec inaccettabile: la finzione come creazione e manipolazione di quei messaggi che lo rendono di volta in volta &#8220;accattivante&#8221;, &#8220;vendibile&#8221;, &#8220;commercializzabile&#8221;, o magari &#8220;automaticamente nonsense&#8221; se fai &#8220;arte contemporanea&#8221;. A pensarci bene quindi, non \u00e8 il cinema ad essere ambiguo, ma buona parte di coloro che lo fanno. Anche a livello sociale lo stesso concetto di &#8220;finzione&#8221; \u00e8 saltato del tutto, e a questo si \u00e8 sostituito il concetto di falsit\u00e0. E&#8217; una tecnica particolare, la &#8220;tecnica del rimbalzo&#8221;, del &#8220;muro di gomma&#8221;, ma applicata anche ai singoli individui, che si sviluppa giusto nel periodo berlusconiano: uno dice: &#8220;siete dei falsi!&#8221;, quelli rispondono: &#8220;non \u00e8 vero, i falsi siete voi!&#8221;. E&#8217; ridicolo, infantile, ma presentissimo oggi e distruttivo: qualsiasi discorso affrontato in questi termini non pu\u00f2 che portare a uno stallo.<br \/>\nMa tornando a noi, personalmente non credo nell&#8217;estetica fatta dal capitalismo, l&#8217;estetica della maggior parte delle produzioni cinematografiche. Credo al contrario che ci sia sempre stata una maniera di vivere l&#8217;immagine in movimento come mezzo intimo, credo che il cinema nasca da e per questo, dall&#8217;esaltazione di intime sensazioni che in modi diversi entrano nella tua vita e si rendono pi\u00f9 o meno manifeste. Col mio lavoro e con quello degli amici con cui collaboro in diversi modi, con Nomadica, e oggi anche con frameOFF, cerchiamo di dare forza a questi concetti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>FS: E invece si riesce a dar fastidio, eccome&#8230;il tuo film per esempio mi ha infastidito e forse questo dovrebbe essere un grande successo per te! I miei ragazzi han dato, diciamo, un&#8217;occhiatina nel tuo archivio, trovando anche altri film; spiegami di che si tratta e di che parlano.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">GS: Sono opere che come dicevo sosteniamo e portiamo in giro in proiezione con un circuito\/festival che si chiama Nomadica. Tra questi si possono trovare storie, stili, forme, tecniche diverse, tutti in qualche modo accomunati da un&#8217;autonomia realizzativa e stilistica di base. Non ci concentriamo quindi su un genere preciso, o sulle &#8220;uscite in sala&#8221; recenti, o sui corti o sui lunghi, o sui i festival a cui hanno partecipato.. rifiutiamo queste categorizzazioni, personalmente le ho sempre evitate, non mi interessano. Sosteniamo quindi film d&#8217;animazione &#8211; artigianale e artistica &#8211; documentari e videodocumenti (quando utili), film di finzione, poetici, sperimentali, film che hanno al loro interno dei validi ambiti di ricerca nella narrazione, nel linguaggio, per i temi trattati, o per l&#8217;uso dell&#8217;audio ad esempio (altra cosa ancora assente in Italia). Evitiamo tutto il resto. Ma a questo punto avrete sicuramente dato un&#8217;occhiata anche a tutti i documenti che stiamo producendo, avrete letto sinossi e pensieri sui film, visto estratti e trailer, e se i suoi ragazzi non lo hanno ancora fatto, glielo consiglio. Niente di &#8220;fastidioso&#8221; comunque. Forse non canonici, non conformi a qualcosa di tipico, di &#8220;gi\u00e0 visto&#8221;. AIcuni di questi, in un regime serio, si potrebbero forse definire &#8220;sovversivi&#8221;, e in zone geopoliticamente differenti gli stessi autori potrebbero avere pi\u00f9 riscontri, ma non oggi e non qui.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>FS: Tutto ci\u00f2 che non \u00e8 canonico \u00e8 fastidioso! Come il tuo sguardo sui fatti avvenuti in Sicilia che formano il tuo film &#8216;Citt\u00e0-Stato&#8217;. Ragazzo ragazzo, tu dici di non essere  fastidioso, di non poter avere una carica sovversiva solo proponendo i tuoi film&#8230;ma a noi interessa la possibilit\u00e0! Siamo, per cos\u00ec dire, degli estimatori della statistica! Uno come te, con la tua testa che ragiona per s\u00e8, dimostra a noi, coi suoi film, che potrebbe prima o poi diventare un elemento pericoloso e passare magari dalla cinepresa alla molotov col cappuccio nero alzato e il fazzoletto per non far vedere il viso&#8230;e questo non possiamo permettercelo! Vorresti forse che i cittadini, spaventati, smettessero di andare a consumare i propri soldi per la paura di uscire di casa? Vorresti forse, in definitiva, che tutto il nostro carrozzone si fermasse? Non \u00e8 tollerabile! Tu per ora sei un ragazzo come un altro, ma potenzialmente potresti diventare fastidioso, e per quanto mi riguarda la tua vista mi ha gi\u00e0 saturato! Entrate pure, portatelo via! Domani avremo trovato materiale esplosivo, bombe carta, nel tuo appartamento!!! Non fare quella faccia, ti assicuro che avrai una televisione sempre accesa su mediaset per gongolare la tua voglia di cinema! Arrivederci.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">GS: Bene, ma ancora una cosa: il carcere potrebbe essere un&#8217;ottima soluzione per pensare con calma &#8211; se si resta vivi, e mediaset materiale abbastanza surreale da cui trarre ispirazione. Non c\u2019\u00e8 niente da perdere caro tenente. Questa \u00e8 la regola. Non intendo la possibilit\u00e0 di far film, scrivere, muovermi, come una libert\u00e0 che mi \u00e8 concessa o un appiglio perch\u00e9 non voglio fare altro, ne tantomeno una volont\u00e0 d&#8217;affermazione sociale. Le guerre tra poveri sono sempre veramente ridicole. Comunque questa discussione \u00e8 stata davvero inutile, e la ringrazio per questo. Mi auguro che avremo modo di proseguirla e di approfondire altri caratteri terrificanti, altri film, altri progetti, altre questioni. Come queste.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">LEGGI L&#8217;<a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=16430\" target=\"_self\">ARTICOLO<\/a> DI FRANCESCO SELVI SU &#8220;CITT\u00c0 &#8211; STATO&#8221; DI GIUSEPPE SPINA SU RC<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-16427\" title=\"Citt\u00e0 - Stato02\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/10.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"498\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/10.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/10-300x240.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><br \/>\n<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Citt\u00e0-Stato, o di come BB si affacci\u00f2 all&#8217;utopia (intervista deviata a Giuseppe Spina) I pi\u00f9 attempati o i pi\u00f9 attenti alle repliche televisive notturne, non avranno bisogno di lunghe spiegazioni su chi sia Baretta, il poliziotto protagonista di una serie televisiva degli anni &#8217;70 della rete americana ABC. 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