{"id":16618,"date":"2011-12-05T04:26:30","date_gmt":"2011-12-05T03:26:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=16618"},"modified":"2012-01-10T13:30:46","modified_gmt":"2012-01-10T12:30:46","slug":"luca-mosso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=16618","title":{"rendered":"Luca Mosso"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/LucaMosso.jpg\" alt=\"\" title=\"LucaMosso\" width=\"620\" height=\"395\" class=\"aligncenter size-full wp-image-16621\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/LucaMosso.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/LucaMosso-300x191.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" style=\"font-size: 9pt\">La presente intervista \u00e8 stata pubblicata in <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=16069\">Rapporto Confidenziale numero 35<\/a>, speciale Locarno 64 \u2013 p.86-89<\/font><\/p>\n<p><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>Luca Mosso<\/b>. Critico cinematografico e direttore di Filmmaker Film Festival. Filmmaker \u00e8 un festival che sostiene con contributi produttivi il cinema giovane e indipendente, nato nel 1980 e protagonista cittadino nella ricerca e nel sostegno del nuovo cinema italiano . I primi lavori di Silvio Soldini, Bruno Bigoni, Paolo Rosa, Michelangelo Frammartino, Alina Marazzi, Giovanni Maderna e pi\u00f9 recentemente Martina Parenti, Sergio Basso, Lara Fremder, Donatella Di Cicco sono stati realizzati anche grazie ai contributi del bando produttivo del festival. Negli ultimi quindici anni Filmmaker ha allargato la sua attenzione alle migliori espressioni del documentario e della non fiction internazionale con un\u2019edizione monografica (Doc, nel 1996) e un concorso che dal 1998 mette a confronto le migliori espressioni del cinema internazionale di ispirazione sociale (Daniele Segre, Zhang Yuan, Lisandro Alonso, Jennifer Dworkin, Jia Zhang-Ke, Leonardo Di Costanzo, Daniele Incalcaterra, Loredana Bianconi, Rithy Panh, Peter Forgacs, Eyal Sivan tra i premiati). Nel 1999 ha inaugurato una serie di personali dedicate ai maestri del cinema della realt\u00e0: Johan van der Keuken, Frederick Wiseman, Petr Forgacs, Rithy Panh, Ulrich Seidl, Luc e Jean-Pierre Dardenne, Claire Simon hanno presentato a Milano il proprio lavoro mentre di Errol Morris e Emile de Antonio sono state allestite in prima europea e italiana delle retrospettive complete. Le monografie, edite da Il Castoro, Falsopiano e AgenziaX, costituiscono un riferimento per gli studi italiani sul documentario. [<a href=\"http:\/\/www.filmmakerfest.org\">www.filmmakerfest.org<\/a>]<\/font><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i><font face=\"Georgia\">Luca Mosso, con Bruno Oliviero, ha coordinato il film collettivo &quot;<a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=16617\">Milano 55,1. Cronaca di una settimana di passioni<\/a>&quot; (Italia\/2011). Leggi la recensione da <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=16069\">RC35 speciale Locarno 64<\/a>.<\/font><\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/player.vimeo.com\/video\/30796721?byline=0&amp;portrait=0&amp;color=c9ff23\" width=\"620\" height=\"349\" frameborder=\"0\" webkitAllowFullScreen mozallowfullscreen allowFullScreen><\/iframe><\/p>\n<p align=\"right\"><font face=\"Georgia\" style=\"font-size: 9pt\"><b>Milano 55,1. Una settimana di passioni \/ Intervista con Luca Mosso<br \/>\n<\/b>durata: 14\u201955&quot; | formato: HD 1280\u00d7720 | lingua: italiano<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.vimeo.com\/30796721\">www.vimeo.com\/30796721<\/a><br \/>\ncrediti \/\/\/ Intervista a cura di: AG (Rapporto Confidenziale) \/ Realizzazione: Emanuele Dainotti con Stefano Scagliarini e Giulio Tonincelli \/ Post-produzione: Alessandro G. Capuzzi e Emanuele Dainotti \/ Produzione: Sette Secondi Circa (<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.settesecondicirca.com\">www.settesecondicirca.com<\/a>) \/ Musica: Digital Primitives (Brano: \u201cBones\u201d. Album: \u201cDigital Primitives\u201d) <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-nc-nd\/3.0\/\">CC BY-NC-ND 3.0<\/a><\/font><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><font face=\"Georgia\"><b><font size=\"4\">Intervista a Luca Mosso<\/font><\/b><br \/>\n<font size=\"2\">di Alessio Galbiati<\/font><\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\"><b>Alessio Galbiati: \u201cMilano 55,1. Cronaca di una settimana di passioni\u201d \u00e8 un progetto collettivo coordinato da te e Bruno Oliviero. Come nasce il progetto? Quanto tempo prima della settimana di passione \u00e8 nata l\u2019idea di seguire gli ultimi sette giorni di campagna elettorale?<\/b><\/p>\n<p>Luca Mosso: Abbiamo iniziato a girare la domenica precedente (22 maggio; NdR), fra il primo ed il secondo turno (il primo turno si \u00e8 svolto il 15-16 maggio, il secondo il 29-30 maggio 2011; NdR), ed abbiamo deciso di fare il film quattro giorni prima. La prima idea \u00e8 arrivata la sera dei risultati del primo turno, eravamo al teatro dell\u2019Elfo. Le proporzioni del risultato erano clamorose e ci siamo resi conto che si stava manifestando un cambiamento molto consistente e molto inaspettato. Perlomeno in questi termini. Ovviamente ci sono pure ragioni molto profonde, di lungo periodo.<br \/>\nEravamo di fronte ad un momento in cui c\u2019era una manifestazione chiara ed evidente di ci\u00f2 che stava succedendo. Ed il cinema \u00e8 il mezzo adatto per raccontare questi movimenti rapidi, attraverso, appunto, un tempo ed uno spazio limitati.<br \/>\nQuella sera ci siamo subito messi a discutere, a ragionare su cosa potevamo fare, l\u2019abbiamo fatto io e Bruno Oliviero, ma c\u2019erano anche Paola Piacenza e Chiara Brambilla. Ci siamo guardati negli occhi e ci siamo detti: \u201cfacciamo un film\u201d.<\/p>\n<p>Io ho ricordato che nel 1993 un gruppo di registi vicini al festival Filmmaker, anche se non coincidevano con il festival, avevano fatto un film sul ballottaggio fra Dalla Chiesa e Formentini, e proprio quelle elezioni hanno dato avvio alla stagione della destra a Milano (il riferimento \u00e8 al documentario, video si diceva all\u2019epoca, \u201cMilano, 20 giugno 1993\u201d nato da un\u2019idea di Dario Barone, Silvano Cavatorta, Gianfilippo Pedote e Francesco Virga, all\u2019interno dello Studio Equatore e all\u2019Area Film. \u00abL\u2019 idea di documentare la \u201cstorica\u201d giornata si sviluppa rapidamente. Bastano due giorni di riunioni per mobilitare pi\u00f9 di cinquanta persone, tra registi, operatori e giornalisti. Cos\u00ec vengono formate sedici troupe televisive, pronte a leggere la citt\u00e0 con un occhio diverso da quello invadente e talvolta banale dei mass media ufficiali. C\u2019\u00e8 curiosit\u00e0 in ogni luogo e, nei vari momenti della giornata, sino all\u2019atto finale, in piazza del Duomo, con i vincitori che esultano. Poi il silenzio della notte. Incomincia il lungo e complesso lavoro di montaggio dei materiali. Il video collettivo \u00e8 pronto: una giornata particolare \u00e8 entrata nella memoria della citt\u00e0\u00bb; fonte T. Giuseppe, Corriere della Sera 29 giugno 1993; NdR). La percezione era che questa stagione stesse per finire e che il nostro film avrebbe potuto raccontare la fine di questo periodo e, forse, l\u2019inizio di qualcosa d\u2019altro. Questa era l\u2019ipotesi di partenza.<br \/>\nIo avevo paura di un film di sola testimonianza, di un film fatto di tante cose, di tutte quelle cose che succedevano. Con Bruno abbiamo subito pensato di cercare una struttura narrativa, che ovviamente poggiasse sulla scansione dei giorni della settimana, l\u2019ultima settimana prima delle elezioni. Trovare una struttura narrativa partendo dalla scansione temporale degli eventi di quella settimana significava avere un\u2019idea molto forte, della quale in quel momento non disponevamo, ma che del resto non abbiamo avuto fino alla fine. La cronaca di una settimana \u00e8 stata l\u2019idea attraverso la quale abbiamo costruito il film, comunque attenti alla scelta dei personaggi ed ai luoghi da documentare.<\/font><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/pisapia-milano551.jpg\" alt=\"\" title=\"pisapia-milano551\" width=\"620\" height=\"349\" class=\"aligncenter size-full wp-image-16623\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/pisapia-milano551.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/pisapia-milano551-300x168.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><font face=\"Arial\" size=\"2\"><\/p>\n<p>Quel cinema che intendiamo noi, cio\u00e8 un cinema diretto, che non interviene, che minimizza le interviste, che non ha la voce fuori campo, che non ha grafiche esplicative, un documentario che sia narrativo e che racconti quello che sta succedendo e lo proponga allo spettatore con un flusso filmico, necessita d\u2019una visione d\u2019insieme piuttosto ampia. Per farlo \u00e8 cruciale capire quali sono i posti e i luoghi, le persone ed i personaggi, che ci offrono la possibilit\u00e0 di raccontare quello che volevamo raccontare: la manifestazione di questo cambiamento.<\/p>\n<p>Abbiamo ragionato un po\u2019 ed abbiamo subito scartato l\u2019ipotesi di seguire Letizia Moratti e Giuliano Pisapia, di cui gi\u00e0 tutti i media stavano dando conto. Ma noi stavamo facendo, rispetto agli \u201caltri\u201d, un altro tipo di lavoro. Le televisioni ed il web erano pieni di immagini della campagna dei due candidati ed in quel tipo di immagini c\u2019\u00e8 un controllo reciproco della situazione che a nostro avviso non ci avrebbe portati ad ottenere delle riprese interessanti.<\/p>\n<p>La decisione che prendiamo \u00e8 quella di seguire due politici che sostengono le rispettive campagne elettorali: Matteo Salvini della Lega Nord per la Moratti e Stefano Boeri del Partito Democratico per Pisapia, scommettendo sull\u2019idea che la loro eccentricit\u00e0, rispetto al panorama politico, sia una fonte di informazioni e punti di vista pi\u00f9 ricca di quella che avremmo avuto nel caso in cui avessimo seguito i candidati sindaci e quindi l\u2019ufficialit\u00e0 della situazione.<\/p>\n<p>Come vedete nel film, Salvini della Lega non risparmia critiche alla Moratti ed al Pdl, e Boeri in alcune sequenze chiave dimostra di avere dei punti di vista differenti da quelli del partito che l\u2019ha sostenuto, come per esempio nella sequenza in cui parla del piano di governo del territorio con l\u2019associazione degli imprenditori edili. Seguire Boeri significava, dal nostro punto di vista, avere delle aperture di prospettiva su quel che sar\u00e0 la citt\u00e0 negli anni a venire, alla luce delle profonde trasformazioni in atto nella citt\u00e0 di Milano, vista la sua competenza in ambito architettonico ed urbanistico.<\/p>\n<p>Il terzo punto preliminare per decidere se partire \u00e8 stato l\u2019avere con noi il punto di vista del Corriere della Sera, cosa che ci garantiva la possibilit\u00e0 di connettere il nostro racconto, la nostra cronaca locale, ad un piano nazionale. Cosa avrebbe fatto Berlusconi? Cosa avrebbe fatto il PD nazionale? Quest\u2019aspetto, sia per la scansione temporale ma soprattutto per le connessioni generali della politica, era indispensabile per il nostro progetto.<\/p>\n<p>Quando abbiamo avuto queste tre cose, che sono state molto semplici da ottenere, non abbiamo dovuto fare chiss\u00e0 che per ottenerle, tranne che ragionarci un po\u2019, cercando di capire quali fossero le persone giuste per il nostro film. Quando abbiamo avuto queste tre cose abbiamo deciso di partire.<\/p>\n<p>Chiara Brambilla ha iniziato a lavorare con Matteo Salvini seguendolo in tutti gli appuntamenti della settimana e Bruno Oliviero, coordinatore del progetto insieme a me, ha seguito Stefano Boeri.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 stata la linea principale di sviluppo del documentario \u201cMilano 55,1\u201d.<\/font><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/moratti-milano551.jpg\" alt=\"\" title=\"moratti-milano551\" width=\"620\" height=\"349\" class=\"aligncenter size-full wp-image-16624\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/moratti-milano551.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/moratti-milano551-300x168.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><font face=\"Arial\" size=\"2\"><\/p>\n<p><b>AG: Come siete passati alla fase successiva? Come avete proceduto nell\u2019allargare il numero di partecipanti, ed i punti di vista, al progetto?<\/b><\/p>\n<p>LM: All\u2019interno di questa linea principale si sono poi aggiunti molti altri episodi.<br \/>\nAbbiamo fatto una convocazione quasi assembleare all\u2019inizio della settimana, chiamando una serie di filmmaker che ci sarebbe piaciuto avere con noi, ed abbiamo iniziato a fare la nostra proposta di film. Abbiamo avuto una risposta immediata e pronta da parte di molte persone. \u00c8 arrivata Marina Spada, Alina Marazzi ci ha proposto di lavorare su degli archivi \u2013 dato che era uno di quegli autori che aveva lavorato al film del \u201893 \u2013 facendo un montaggio di quell\u2019esperienza, Marina Spada ha proposto di lavorare con Gabriele Basilico che \u00e8 stato suo collaboratore nel film \u201cCome l\u2019ombra\u201d, nonch\u00e9 soggetto di un documentario di Marina (\u201cGabriele Basilico\u201d di Marina Spada, 2003; NdR); Mirko Locatelli, stava lavorando ad un progetto sui musulmani in Italia e ci ha proposto il ritratto delle due ragazze che vedete in \u201cMilano 55,1\u201d. Ad un certo punto con le varie persone che si erano autoconvocate, che avevano aderito alla nostra chiamata, abbiamo iniziato ad allargare la struttura di partenza che, pur avendo delle linee guida, solo in questa seconda fase \u00e8 stata in grado di aprirsi a diversi punti sensibili della citt\u00e0, a diversi personaggi, allargando cos\u00ec il panorama.<\/p>\n<p>Il numero dei filmmaker \u00e8 aumentato ogni giorno, anche perch\u00e9 ognuno portava qualcun altro, e si \u00e8 allargato fin oltre le 70 persone. Prima 30, poi 50, ed alla fine 70. Senza contare le collaborazioni in fase di post produzione. Dunque il tutto ha assunto modalit\u00e0 marcatamente collettive.<\/p>\n<p>Io credo che quest\u2019aspetto del film collettivo fosse indispensabile, e questo per due ordini di ragioni. La prima, pratico\/tecnica, era legata al fatto che avevamo bisogno di coprire molte cose contemporaneamente, ed una seconda ragione pi\u00f9 sostanziale legata al fatto che, dentro un\u2019esperienza in fieri che si stava in quel momento realizzando, il fatto di essere all\u2019interno di un movimento collettivo, avere diversi sguardi, posizioni, punti di vista, costituisse una ricchezza che reputo importante e fondamentale.<\/p>\n<p>Noi abbiamo fatto questo film per partecipare a questo momento di cambiamento, non semplicemente per assistervi, e l\u2019abbiamo fatto con i mezzi che ci sono propri: ci occupiamo di cinema ed abbiamo fatto un film, sappiamo fare questa roba qui, e l\u2019abbiamo fatta.<\/font><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/salvini-boeri-milano551.jpg\" alt=\"\" title=\"salvini-boeri-milano551\" width=\"620\" height=\"349\" class=\"aligncenter size-full wp-image-16625\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/salvini-boeri-milano551.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/salvini-boeri-milano551-300x168.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><font face=\"Arial\" size=\"2\"><\/p>\n<p><b>AG: Pare piuttosto evidente che questo documentario, sia esso stesso, una fotografia del cinema a Milano, mette insieme tantissimi filmmaker che operano a Milano. \u201cMilano 55,1\u201d appare come un momento collettivo per pensare il cinema in citt\u00e0. Credi che questa unione possa portare alla nascita di nuovi momenti collettivi, di condivisione? O che in qualche modo possa servire per allargare il discorso \u2018cinema\u2019 nella citt\u00e0 di Milano?<\/b><\/p>\n<p>LM: Io sono convinto di questo. Il mio mestiere in questo caso \u00e8 stato di coordinamento, ma io faccio un festival, sono direttore di Filmmaker, che del momento di formazione e di produzione ha fatto due poli fondamentali del suo lavoro. A noi, cio\u00e8 al festival che dirigo, piace portare a Milano grandi registi della realt\u00e0 a fare seminari, far vedere i loro film, e dall\u2019altra parte diamo sostegni di produzione ai giovani che con questo cinema vogliono cimentarsi.<\/p>\n<p>Con quest\u2019esperienza abbiamo chiamato tre o quattro generazioni di cineasti milanesi: Bruno Bigoni che \u00e8 nato negli anni \u201850, Anna Gorio e Tonino Curagi, anch\u2019essi molto esperti, Marina Spada pure, ma c\u2019\u00e8 anche una generazione intermedia composta da Bruno Oliviero e altri&#8230; Chiara Brambilla, che ha fatto una parte molto consistente del film, \u00e8 del \u201882, Antonella Grieco \u2013 che ha realizzato gran parte della giornata di gioved\u00ec \u2013 mi sembra sia dell\u201980&#8230; insomma, siamo riusciti a mettere dentro allo stesso progetto diverse generazioni, con una idea di cinema abbastanza simile: costruire un documentario che rispetti e conti molto sull\u2019intelligenza dello spettatore. \u00c8 un film che, mi pare di averlo verificato anche qui a Locarno in occasione della prima, riesce ad attivare lo spettatore. Ed \u00e8 un risultato davvero sorprendente perch\u00e9 tutto \u00e8 stato fatto con una velocit\u00e0 estrema. A Locarno \u00e8 passato domenica 7 agosto, gli ultimi tagli al montaggio li abbiamo fatto luned\u00ec 1! Il film \u00e8 davvero il risultato di una corsa e qui a Locarno \u00e8 stato il primo momento di incontro con il pubblico.<\/p>\n<p>Che qualcuno trovi Salvini simpatico, o viceversa molto antipatico, e che allo stesso tempo lo stesso Salvini si sia riconosciuto dentro il film, secondo me testimonia il fatto che noi abbiamo tenuto un punto di vista, non neutro, perch\u00e9 non \u00e8 per niente neutro, ma il punto di vista giusto per non dare in un modo autoritario un\u2019interpretazione chiusa del nostro film.<br \/>\nLo spettatore vede tante cose, ci sono tanti punti di vista anche diversi fra loro, ed solo nel momento della visione che lo spettatore da un\u2019interpretazione di quello che ha visto.<\/p>\n<p>Questo modo di fare il documentario, cio\u00e8 un documentario senza voce off che ti dica quello che devi pensare, senza un montaggio che ti obblighi a vedere soltanto certe cose. Credo che su questa base abbiamo trovato un bel po\u2019 di filmmaker sintonizzati sulla nostra stessa lunghezza d\u2019onda, affini a questo modo di fare e concepire il cinema. Io credo che questa sia una risorsa di Milano, una citt\u00e0 in cui esiste una scuola del documentario, una scuola un po\u2019 distribuita, diffusa, che comprende corsi pratici e teorici, che comprende delle pratiche concrete. A tal riguardo ritengo che il festival Filmmaker abbia molti meriti, ce li ha perch\u00e9 ha fatto vedere i documentari della realt\u00e0 migliori della stagione, ovviamente a mio parere, ed ovviamente perch\u00e9 li scelgo. Quindi questa cultura di cinema della realt\u00e0 credo si sia diffusa bene in citt\u00e0.<\/font><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/campagna-milano551.jpg\" alt=\"\" title=\"campagna-milano551\" width=\"620\" height=\"349\" class=\"aligncenter size-full wp-image-16626\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/campagna-milano551.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/campagna-milano551-300x168.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><font face=\"Arial\" size=\"2\"><\/p>\n<p>Non so se il prossimo lavoro sar\u00e0 un film collettivo, sinceramente non lo credo ma non lo escludo, per\u00f2 spero, che quest\u2019esperienza si possa tradurre in altre occasioni e che faccia venire voglia di fare altri film.<br \/>\nM me lo auguro davvero. Anzi, diciamo che \u00e8 lo scopo principale per cui io, come direttore di Filmmaker, ho prodotto e coordinato questo lavoro. E di questo sono profondamente convinto.<\/p>\n<p>In alcuni casi specifici, come accennato ad esempio con il caso di Mirko Locatelli, le immagini di questo film sono state date dai registi in maniera entusiastica e volontaria, ma rimangono loro&#8230; credo che alcuni di questi pezzi di film siano dentro ad progetti che i singoli autori stanno realizzando. Il finale, per esempio, che \u00e8 girato da Giovanni Maderna, sta all\u2019interno di un progetto che Maderna sta realizzando con suo figlio da diversi anni: \u201cTra cielo e terra\u201d, presentato lo scorso anno a Venezia, \u00e8 proprio la prima parte di questo suo progetto cinematografico che ha come protagonista Eugenio, cio\u00e8 il bimbo della sequenza finale del nostro film.<\/p>\n<p>Il corpo di \u201cMilano 55,1\u201d \u00e8 percorso da traiettorie che sono pezzi di altri film o progetti di altri autori.<br \/>\nNon so prevedere che forma queste collaborazioni, o questi altri film, avranno. M auguro proprio che quest\u2019esperienza, molto importante per me e spero anche per altri, produca altre cose; \u00e8 stato questo lo scopo principale.<\/p>\n<p><b>AG: Per quanto riguarda il montaggio, immagino che le ore di girato fossero tantissime.<\/b><\/p>\n<p>LM: Un centinaio.<\/p>\n<p><b>AG: Quante persone hanno lavorato al fase di montaggio?<\/b><\/p>\n<p>LM: Il montaggio \u00e8 stato fatto da Carlotta Cristiani e Valentina Andreoli, con l\u2019assistenza di Matteo Mossi, ma anche molte persone in pi\u00f9, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 una questione tecnica molto importante. Il film \u00e8 stato girato in HD, tranne pochissime eccezioni, con la prevalenza di una certa marca di camere e per\u00f2 una minoranza di altre, poi c\u2019era qualche macchina fotografica che complica la situazione in un modo tutto suo, c\u2019era anche qualche miniDv. C\u2019\u00e8 stato insomma anche un gran lavoro per uniformate tutto questo materiale, e quindi \u00e8 stata un\u2019operazione, la nostra, complicata anche dal punto di vista tecnico.<\/p>\n<p>La dimensione collettiva di questo lavoro \u00e8 stata portata il pi\u00f9 possibile avanti. Nel film ci sono alcuni episodi girati quasi esclusivamente da un unico regista, il girato di questi episodi \u00e8 stato selezionato nella maggior parte dei casi dallo stesso filmmaker che li aveva catturati, o dal suo montatore di fiducia, per cui abbiamo avuto tutto il girato, ma pure una selezione. Abbiamo visto e discusso con ogni singolo filmmaker il materiale che ci veniva portato, e con un paio di passaggi abbiamo poi ottenuto il materiale che conteneva gi\u00e0 una selezione ed un\u2019idea di montaggio.<\/p>\n<p>Nelle sequenze di massa, realizzate combinando contributi di 10\/15 camere ed operatori differenti, il lavoro \u00e8 stato ovviamente realizzato con altre modalit\u00e0 preservando per\u00f2 l\u2019idea di elaborazione collettiva. Poi ad un certo punto per\u00f2 si tratta di chiudere, tutta questa massa di materiale deve necessariamente diventare una cosa sola e quindi le scelte di montaggio sono state fatte da Carlotta e Valentina, insieme a me e Bruno Olivero, ovviamente.<\/p>\n<p>Ovviamente ci sono state diverse versioni. Ad un certo punto ce n\u2019era una di quattro ore che non era neanche male.<\/font><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/bandiera-milano551.jpg\" alt=\"\" title=\"bandiera-milano551\" width=\"620\" height=\"349\" class=\"aligncenter size-full wp-image-16627\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/bandiera-milano551.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/bandiera-milano551-300x168.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><font face=\"Arial\" size=\"2\"><\/p>\n<p><b>AG: Lavorare in maniera collettiva \u00e8 stato difficile o invece \u00e8 stato sorprendentemente pi\u00f9 semplice ed armonico di quanto ci si possa immaginare? Immagino che per un filmmaker trovarsi dentro ad un progetto del genere possa essere concepito come un\u2019esperienza terrorizzante. Com\u2019\u00e8 lavorare con cos\u00ec tante teste? Oppure, messa in maniera differente, lo spirito e la visione erano talmente condivisi da risultare poi semplice la successiva fase realizzativa?<\/b><\/p>\n<p>LM: Che fosse importante il momento eravamo tutti d\u2019accordo. Che avessero tutti la stessa lettura, no. Se andate a vedere nel sito www.milano30maggio.it, nella sezione diario, ci sono le testimonianze di chi l\u2019ha fatto e qualcuno che dice \u201cnon so neanche se avrei votato a queste elezioni, ma mi interessava provare a raccontarle\u201d. \u00c8 vero che non \u00e8 un film per Pisapia, ma \u00e8 un film che racconta questa settimana.<\/p>\n<p>Io credo che l\u2019accordo ci sia stato su un piano cinematografico. Che \u00e8 stato il livello del discorso che ci ha guidati; noi non ci siamo detti che avevamo bisogno di bilanciare la parte politica, mettere uno o l\u2019altro, oppure far venir fuori meglio una parte piuttosto che un\u2019altra. Una volta che abbiamo deciso dove stare, ci siamo poi limitati a montare le cose migliori, ed il film su questa base, secondo me, ha funzionato.<\/p>\n<p>Tieni conto di una cosa per\u00f2. Tutto questo lavoro \u00e8 stato girato in una settimana e montato in due mesi, dei tempi piuttosto stretti tenendo conto anche di tutta la post-produzione. Perch\u00e9 il film \u00e8 stato tutto corretto da Gabriele Cipolla, della Square, con macchine molto potenti ed accurate, mentre il suono \u00e8 stato fatto allo Studio Barzan da Massimo Mariani. Insomma, \u00e8 stato fatto tutto come si deve.<\/p>\n<p><b>AG: E tutto a Milano.<\/b><\/p>\n<p>LM: S\u00ec, tutto a Milano. Ed \u00e8 stata una cosa molto veloce e piuttosto intensa. Poi qualcuno ha scoperto di lavorare molto bene in questo contesto, altri meno&#8230; non lo so.<br \/>\nChiara Brambilla normalmente \u00e8 abituata a lavorare per mesi con i suoi soggetti, perch\u00e9 il suo metodo presuppone che si debba istituire una relazione con i suoi soggetti, per\u00f2 quando gli abbiamo proposto il progetto, e lei ha accettato, ci \u00e8 toccato dirle: \u201cChiara&#8230; la regola del gioco \u00e8 che luned\u00ec abbiamo finito&#8230; quindi ti devi giocare le tue carte in quest\u2019arco di tempo contingentato\u201d. Ed io credo che lei con Salvini abbia fatto davvero un ottimo lavoro.<br \/>\nGigi Giustiniani e Raffaele Rezzonico, che conoscevo ma con i quali non avevo mai avuto modo di lavorare, hanno realizzato un lavoro davvero molto interessante, credo anche grazie al fatto di essere dentro ad un progetto composto da tante idee, alla possibilit\u00e0 di confrontarsi, anche se in fretta.<br \/>\n\u00c8 chiaro per\u00f2 che ogni autore ha un ego molto forte, ma \u00e8 questo il bello.<\/font><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/mosso-oliviero.jpg\" alt=\"\" title=\"mosso-oliviero\" width=\"620\" height=\"454\" class=\"aligncenter size-full wp-image-16622\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/mosso-oliviero.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/mosso-oliviero-300x219.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><font face=\"Arial\" size=\"2\"><\/p>\n<p><b>AG: I frammenti del documentario del \u201893 che apre il vostro \u201cMilano 55,1\u201d, la documentazione del ballottaggio Dalla Chiesa \u2013 Formentini, descrive l\u2019epoca che ha aperto questa lunghissima stagione politica cittadina e nazionale, che speriamo si concluda il pi\u00f9 velocemente possibile. \u00c8 possibile fare una valutazione dei due lavori e dire che il cinema milanese contemporaneo gode di ottima salute e di una maturit\u00e0 che forse prima non possedeva?<\/b><\/p>\n<p>LM: Io non so se goda veramente di un ottima salute. Fare cinema a Milano \u00e8 sempre molto difficile, troppo difficile e troppo complicato, e comunque la distanza da Roma, da certe istituzioni, \u00e8 troppo forte. A Milano tutti hanno aderito in modo molto franco, veloce ed entusiasta al nostro progetto, ma appena lo proponi fuori citt\u00e0 ti dicono che \u00e8 troppo milanese&#8230; tranne per il Festival di Locarno, che subito ha capito che era un film che poteva piacere ed interessare ad un pubblico europeo.<br \/>\nIo credo che il cinema della realt\u00e0 a Milano, sia documentario che di finzione, abbia grandi potenzialit\u00e0 e questo film un po\u2019 lo dimostra. Ora dico una cosa che sostiene soprattutto Bruno, ma un film cos\u00ec, realizzato in questi tempi e con questa velocit\u00e0, lo si poteva fare solo a Milano. Oltretutto c\u2019erano registi che avrei voluto coinvolgere ma che in quel momento non erano in citt\u00e0. C\u2019erano un po\u2019 di persone con noi idealmente ma non materialmente. \u00c8 sorprendente il risultato perch\u00e9 abbiamo messo insieme, senza poterci spiegare molto, un film con tante persone. E questo mi pare un bel risultato, un risultato promettente se si vuol lavorare bene. Non nascono per\u00f2 che le difficolt\u00e0 ci sono. Esistono delle buone potenzialit\u00e0, ma non mi piacciono le posizioni trionfalistiche del tipo: \u201cil cinema a Milano \u00e8 meglio di quello che si fa a Roma\u201d&#8230; perch\u00e9 non \u00e8 vero.<\/p>\n<p><b>AG: Per\u00f2 c\u2019\u00e8 un sacco di gente che \u00e8 prontissima.<\/b><\/p>\n<p>LM: Sul documentario secondo me s\u00ec, siamo in una buona situazione.<\/p>\n<p><b>AG: E lo dimostra il fatto che in pochissimo tempo siete stati in grado di scendere per le strade. Ora ti faccio la solita ed annosa domanda relativa alla distribuzione. Come sar\u00e0 possibile vederlo, e dove?<\/b><\/p>\n<p>LM: La risposta dei festival e delle associazioni \u00e8 molto forte. A me piacerebbe che questo film uscisse con una distribuzione nelle sale normali, per\u00f2 per ora \u00e8 solamente una speranza, qualche contatto c\u2019\u00e8&#8230; credo sia un film che ha bisogno di confrontarsi con la citt\u00e0 di Milano prima di tutto, ma anche con altre perch\u00e9 reputo che \u201cMilano 55,1\u201d sia uno strumento con il quale possa essere importante confrontarsi. Da un\u2019idea di Milano, con la quale, prima di tutto i milanesi, ma poi anche gli altri, possano utilmente fare i conti. Riconoscendosi oppure no, ma penso davvero che possa aiutare a fare entrare in relazione con questa immagine della citt\u00e0.<br \/>\nMilano \u00e8 un po\u2019 carente dal punto di vista dell\u2019immagine, non c\u2019\u00e8 un immaginario consolidato della citt\u00e0, della propria rappresentazione. C\u2019\u00e8 una carenza di identit\u00e0, ed il cinema questa cosa qui la pu\u00f2 fare in maniera piuttosto consistente. Non possiamo pensare che l\u2019identit\u00e0 milanese sia affidata ai film di Checco Zalone&#8230; \u00e8 un film divertente che porta lavoro e va benissimo cos\u00ec&#8230; ma non pu\u00f2 essere tutto l\u00ec. C\u2019\u00e8 Soldini, c\u2019\u00e8 l\u2019ultimo film di Salvatores&#8230; e va bene&#8230; ma credo che ci sia la necessit\u00e0 di avere uno sguardo pi\u00f9 articolato, pi\u00f9 ricco, anche generazionalmente pi\u00f9 variato.<\/p>\n<p><b>AG: Mi domando se la chiave non possa essere proprio quella della polifonia. Avere tanti punti di vista per una citt\u00e0 molto difficile da raccontare, in fondo anche da vivere, all\u2019interno della quale ognuno vive la propria traiettoria. Ci voleva un film come \u201cMilano 55,1\u201d, che utilizza questo momento per raccontare la citt\u00e0, forse pi\u00f9 che il fatto politico in s\u00e9. Oggi che \u00e8 gi\u00e0 passato un po\u2019 di tempo tendiamo a dimenticare quanto accaduto, o comunque a non considerarlo gi\u00e0 pi\u00f9 come un fatto cos\u00ec importante, ma quel che rimane \u00e8 la citt\u00e0 con i suoi abitanti. Siamo gi\u00e0 al dopo Pisapia, siamo gi\u00e0 al biglietto aumentato.<\/b><\/p>\n<p>LM: Assolutamente s\u00ec. Alcuni di questi aspetti sono gi\u00e0 presi in considerazione dal film, alcune delle scelte compiute vanno proprio in questa direzione.<\/p>\n<p><b>AG: Grazie mille per la disponibilit\u00e0.<\/b><\/p>\n<p>LM: Grazie a voi.<\/p>\n<p><\/font><font face=\"Arial\" style=\"font-size: 9pt\"><br \/>\n<i>Locarno, 4 agosto<\/i><\/font><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/player.vimeo.com\/video\/30796721?byline=0&amp;portrait=0&amp;color=c9ff23\" width=\"620\" height=\"349\" frameborder=\"0\" webkitAllowFullScreen mozallowfullscreen allowFullScreen><\/iframe><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" style=\"font-size: 11pt\"><b>Milano 55,1. Cronaca di una settimana di passioni<\/b><\/font><font face=\"Arial\" size=\"2\"><br \/>\n<b>Progetto coordinato da<\/b>: Luca Mosso, Bruno Oliviero \u2022 <b>Realizzato da<\/b>: Valentina Andreoli, Leonardo Andreozzi, Lucia Andreucci, Riccardo Apuzzo, Yuki Bagnardi, Tommaso Barbaro, Giuseppe Baresi, Pietro Belfiore, Chiara Bellosi, Paolo Benvenuti, Bruno Bigoni, Chiara Brambilla, Tommaso Barbaro, Giovanni Calamari, Ugo Carlevaro, Carlo Cattadori, Bruno Chiaravalloti, Valentina Cicogna, Gabriele Cipolla, Stefano Conca Bonizzoni, Filippo Cordone, Carlotta Cristiani, Tonino Curagi, Piero De Vecchi, Federico Frascherelli, Giacomo Gatti, Gaia Giani, Gigi Giustiniani, Anna Gorio, Antonella Grieco, Teresa Iaropoli, Marco Lamera, Mirko Locatelli, Jacopo Loiodice, Giovanni Maderna, Alina Marazzi, Massimo Mariani, Alice Messa, Matteo Mossi, Luca Mosso, Jacopo Mutti, Simone Olivero, Bruno Oliviero, Enrico Ortu, Andrea Parolin, Claudio Pastafiglia, Gianfilippo Pedote, Daniela Persico, Paola Piacenza, Maria Chiara Piccolo Carlo Prevosti, Antonio Puhalovich, Titta Cosetta Raccagni, Raffaele Rezzonico, Marco Robbiani, Stefania Rossi, Luca Sabbioni, Paolo Sabini, Alberto Saibene, Giuseppe Salerno, Alberto Sansone, Massimo Schiavon, Veronica Scotti, Gabriele Sossella, Marina Spada, Bruno Stucchi, Tekla Taidelli, Giuditta Tarantelli, Guido Targetti, Alessandro Torchiani, Daniele Vascelli, Luigi Vitiello, Stefano Zoja \u2022 <b>Con la collaborazione di<\/b>: Paola Piacenza, Alberto Saibene \u2022 Montaggio: Valentina Andreoli, Carlotta Cristiani \u2022 <b>Assistente al montaggio, responsabile postproduzione<\/b>: Matteo Mossi \u2022 <b>Suono<\/b>: Massimo Mariani, Simone Olivero, Tommaso Barbaro \u2022 <b>Assistente al montaggio del suono<\/b>: Andrea Parolin \u2022 <b>Color grading<\/b>: Gabriele Cipolla (Square) \u2022 <b>Produzione<\/b>: Filmmaker Associazione Culturale, Milano \u2022 <b>Lingua<\/b>: Italiano \u2022 <b>Paese<\/b>: Italia \u2022 <b>Anno<\/b>: 2011 \u2022 <b>Durata<\/b>: 100\u2019<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.milano30maggio.it\">www.milano30maggio.it<\/a><\/font><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i><font face=\"Georgia\" size=\"4\">Leggi la recensione di &quot;<\/font><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=16617\"><font face=\"Georgia\" size=\"4\">Milano 55,1<\/font><\/a><font face=\"Georgia\" size=\"4\">&quot;; in <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=16069\">RC35 speciale Locarno 64<\/a><\/font><\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La presente intervista \u00e8 stata pubblicata in Rapporto Confidenziale numero 35, speciale Locarno 64 \u2013 p.86-89 Luca Mosso. 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