{"id":16753,"date":"2011-12-09T16:54:56","date_gmt":"2011-12-09T15:54:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=16753"},"modified":"2011-12-09T16:58:21","modified_gmt":"2011-12-09T15:58:21","slug":"sebastian-lelio-luis-dubo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=16753","title":{"rendered":"Sebasti\u00e1n Lelio + Luis Dub\u00f3"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/lelio_dubo.jpg\" alt=\"\" title=\"lelio_dubo\" width=\"620\" height=\"405\" class=\"aligncenter size-full wp-image-16763\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/lelio_dubo.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/lelio_dubo-300x195.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p align=\"left\"><font face=\"Arial\" style=\"font-size: 9pt\">La presente intervista \u00e8 stata pubblicata in <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=16069\">Rapporto Confidenziale numero 35<\/a>, speciale Locarno 64 \u2013 p.43-45<\/font><font face=\"Arial\" size=\"2\"><\/p>\n<p><\/font><font size=\"2\" face=\"Georgia\"><b>Sebasti\u00e1n Lelio<\/b> \u00e8 regista, sceneggiatore e montatore. Diplomato alla Escuela de Cine in Cile, ha al suo attivo la regia di vari cortometraggi, tra cui \u201cCuatro\u201d (1996), \u201cCiudad de maravillas\u201d (2001) e \u201cCarga vital\u201d (2003). Ha diretto anche anche documentari \u201cCero\u201d (2003) e \u201cMi mundo privado\u201d (2004). Il suo lungometraggio d\u2019esordio \u201cLa sagrada familia\u201d (2005) \u00e8 stato presentato al festival di San Sebasti\u00e1n e ha vinto numerosi premi internazionali. Nel 2009 firma \u201cNavidad\u201d, film realizzato con il sostegno della R\u00e9sidence di Cannes e presentato in prima mondiale alla Quinzaine des R\u00e9alisateurs di Cannes. \u201cEl a\u00f1o del tigre\u201d (2011) \u00e8 il suo terzo lungometraggio.<\/font><\/p>\n<p align=\"left\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>Luis Dub\u00f3<\/b> (Santiago del Cile, Cile, 1964) \u00e8 un attore molto noto in patria grazie alle molte apparizioni in serie e fiction per la tv cilena. Un attore prolifico (quasi venti film in venti anni di carriera cinematografica, escludendo dal computo l&#8217;enorme mole di lavori realizzati per la televisione) e poliedrico (prima di approdare alla televisione e poi al cinema ha infatti per molti anni fatto teatro), capace di mutare pelle e registro con naturalezza. Per il cinema ha lavorato in opere quali: &quot;Coronaci\u00f3n&quot; di Silvio Caiozzi (2000), candidato agli Oscar come miglior film in lingua straniera, &quot;Negocio redondo&quot; di Ricardo Carrasco (2001), &quot;La fiebre del loco&quot; di Miguel Littin (2001), &quot;El abanderado&quot; di Miguel Littin (2002), nella coproduzione internazionale diretta da Andr\u00e9s Wood &quot;Machuca&quot; (2004), &quot;Azul y Blanco&quot; di Sebasti\u00e1n Araya (2004), &quot;Mala Leche&quot; di Le\u00f3n Err\u00e1zuriz (2004), &quot;L\u00edmite&quot; di Nicol\u00e1s Jullian (2005), &quot;Fuga&quot; di Pablo Larra\u00edn (2006), &quot;Agua Milagrosas&quot; di Mauricio Mu\u00f1oz (2007), &quot;La nana&quot; di Sebasti\u00e1n Silva (The Maid, 2009), &quot;Dawson Isla 10&quot; di Miguel Littin (2009), &quot;El baile de la Victoria&quot; di Fernando Trueba (2009), nel pluripremiato cortometraggio diretto da V\u00edctor Uribe &quot;Un d\u00eda sagrado&quot; (2009), &quot;The Goatherd&quot; di Le\u00f3n Err\u00e1zuriz (2009), &quot;Mi \u00daltimo Round&quot; di Julio Jorquera Arriagada (2011). Nel 2011 ha interpretato il ruolo di protagonista in &quot;El ano del tigre&quot;, diretto da Sebasti\u00e1n Lelio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/font><\/p>\n<p align=\"left\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><i>Leggi la recensione di &quot;<a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=16752\">El a\u00f1o del tigre<\/a>&quot;; in <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/banner\/ultimonumero.jpg\">RC35<\/a>, speciale Locarno 64<\/i><\/font><\/p>\n<p align=\"right\"><font face=\"Arial\" size=\"2\"><br \/>\n<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/player.vimeo.com\/video\/31324703?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0&amp;color=ff9933\" width=\"620\" height=\"349\" frameborder=\"0\" webkitAllowFullScreen mozallowfullscreen allowFullScreen><\/iframe><br \/>\n<\/font><font face=\"Georgia\" style=\"font-size: 9pt\"><br \/>\n<b>El a\u00f1o del tigre \/ intervista con Sebasti\u00e1n Lelio e Luis Dub\u00f3 (ESP-ita)<\/b><br \/>\ndurata: 19&#8217;07&quot; | formato: HD 1280\u00d7720 | lingua: spagnolo | sottotitoli: italiano<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.vimeo.com\/31324703\">www.vimeo.com\/31324703<\/a><br \/>\ncrediti \/\/\/ Intervista a cura di: AG (Rapporto Confidenziale) \/ Realizzazione: Emanuele Dainotti con Stefano Scagliarini e Giulio Tonincelli \/ Post-produzione: Alessandro G. Capuzzi e Emanuele Dainotti \/ Produzione: Sette Secondi Circa (<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.settesecondicirca.com\">www.settesecondicirca.com<\/a>) \/ Musica: Digital Primitives (Brano: \u201cBones\u201d. Album: \u201cDigital Primitives\u201d) <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-nc-nd\/3.0\/\">CC BY-NC-ND 3.0<\/a><\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\"><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/lelio_dubo_intervista.jpg\" alt=\"\" title=\"lelio_dubo_intervista\" width=\"620\" height=\"269\" class=\"aligncenter size-full wp-image-16770\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/lelio_dubo_intervista.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/lelio_dubo_intervista-300x130.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p><\/font><font face=\"Georgia\" style=\"font-size: 14pt\"><br \/>\n<b>Intervista a Sebasti\u00e1n Lelio e Luis Dub\u00f3<\/b><\/font><font size=\"2\" face=\"Georgia\"><br \/>\ndi Alessio Galbiati<\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\"><br \/>\n<b>Alessio Galbiati: Qual \u00e8 stata l\u2019idea che ti ha spinto a realizzare questo film?<\/b><\/p>\n<p>Sebasti\u00e0n Lelio: La verit\u00e0 \u00e8 che stavo scrivendo con il mio co-sceneggiatore (Gonzalo Maza che, nel film in questione, si \u00e8 occupato pure della produzione in compagnia di Pablo e Juan de Dios Larra\u00edn; NdR) un\u2019altra sceneggiatura ed eravamo totalmente ossessionati dalla nostra storia. Poi \u00e8 arrivato il terremoto e come tutto il Cile siamo rimasti profondamente turbati e commossi per quel che era successo. Un giorno ascoltammo la notizia della fuga di circa ottocento carcerati da un penitenziario del sud del Paese, crollato a seguito del sisma. Successivamente abbiamo saputo che parecchie centinaia di questi evasi si sono volontariamente riconsegnati alle autorit\u00e0. Persone fuggite in cerca di libert\u00e0 ma tornate spontaneamente in carcere, perch\u00e9 dentro \u00e8 meglio che fuori. Questa notizia mi ha colpito moltissimo, l\u2019ho trovata eccezionale, e ci siamo subito detti che quella storia era un film. Successivamente ho saputo che lo tsunami si era abbattuto su di un circo di provincia, trascinando ovunque gli animali, fra questi una tigre che riusc\u00ec a fuggire ma che venne uccisa per difesa in un territorio totalmente sconquassato dalla natura. Queste due figure, la tigre e l\u2019uomo, si sono fuse in un\u2019unica storia che per noi \u00e8 stata immediatamente chiara, questa \u00e8 l\u2019idea del film. Un mistero nato dalla relazione fra queste due figure che si interconnettono fra loro e che ci appaiono come straordinarie. Una storia quasi surreale che per\u00f2, per l\u2019urgenza di filmare rapidamente, ha una dimensione di documento: fiction all\u2019interno di un documentario.<br \/>\nLavorare su questo materiale mi ha emozionato moltissimo, ho sentito una grande spinta interiore nel realizzare questo film.<\/p>\n<p><b>AG: Quanto tempo dopo il terremoto avete iniziato le riprese?<\/b><\/p>\n<p>SL: Il terremoto ha avuto luogo il 27 febbraio del 2010, l\u2019anno delle tigre. Il film l\u2019abbiamo iniziato a girare il 28 di aprile, due mesi dopo. Appena dopo la potentissima scossa tellurica ci siamo detti che avremmo potuto fare un film con il carcerato e la tigre. Subito ci siamo messi a lavorare alla produzione e molto velocemente abbiamo recuperato quel che era necessario per filmare. Abbiamo iniziato le riprese esattamente otto settimane dopo il sisma.<\/p>\n<p><b>AG: Mi interessa sapere come avete lavorato nella scelta delle location, dal punto di vista pratico, operativo&#8230; avete girato con l\u2019auto per le zone colpite dal sisma scattando foto&#8230; o cos\u2019altro?<\/b><\/p>\n<p>SL: Il terremoto ha fatto ingenti danni in tutto il Paese, ma la combinazione di terremoto e tsunami ha colpito un\u2019ampia zona nel sud del Cile. Quel che abbiamo fatto, insieme allo sceneggiatore Gonzalo Maza, \u00e8 stato visitare i luoghi che volevamo raccontare. La storia \u00e8 stata scritta alla luce di quel che abbiamo visto.<\/p>\n<p>LD: Il film ha un registro documentale. La nostra attivit\u00e0, il cinema, collabora a registrare quel che \u00e8 successo nella sua cruda realt\u00e0. Il terremoto ha avuto una copertura mediatica impressionante, anche perch\u00e9 \u00e8 stato uno dei pi\u00f9 potenti della storia dell\u2019uomo. Anni fa ne abbiamo avuto uno molto forte. Il Cile ha un record tellurico!<br \/>\nLa storia di un uomo che si intreccia con quella di una tigre \u00e8 un\u2019idea straordinaria, ancor pi\u00f9 in un contesto del genere. Oltretutto la tigre \u00e8 un\u2019animale che non ha nulla a che vedere con il nostro Paese, noi abbiamo il puma che vive sulla cordigliera, non la tigre!<br \/>\nIl film possiede una forte tensione e contiene un profondo dolore.<br \/>\n\u201cEl a\u00f1o del tigre\u201d non \u00e8 ancora stato mostrato in Cile, ma siamo sicuri che la pellicola susciter\u00e0 un ricordo e provocher\u00e0 una guarigione. \u00c8 un film catartico nel quale il pubblico, e la societ\u00e0 cilena pi\u00f9 in generale, potranno non solo rivedersi in un momento drammatico, ma entrare in connessione emozionale con la vicenda narrata.<\/font><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/lelio.jpg\" alt=\"\" title=\"lelio\" width=\"620\" height=\"413\" class=\"aligncenter size-full wp-image-16764\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/lelio.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/lelio-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><font face=\"Arial\" size=\"2\"><\/p>\n<p><b>AG: Che reazioni avete trovato durante le riprese da parte delle popolazioni colpite dal cataclisma? Cosa avete visto, dal punto di vista umano, girando a soli due mesi da una tragedia di quell\u2019entit\u00e0&#8230; dato che non \u00e8 difficile immaginarsi quanto possa essere forte un\u2019esperienza come quella che avete intrapreso&#8230;<\/b><\/p>\n<p>LD: Sono molti i fatti accaduti che mi hanno profondamente colpito. Ad esempio la storia di un proprietario di una pensione che salv\u00f2 la vita a due persone anziane. Quest\u2019uomo conosceva bene il mare e presag\u00ec quel che da l\u00ec a poco sarebbe successo, dunque prese un furgone, caric\u00f2 la sua famiglia e questi due vecchietti, e si precipit\u00f2 ad un livello pi\u00f9 alto sopra il mare. Nella strada per raggiungere le prime colline venne fermato ed implorato da decine e decine di persone di farle salire sul van, che per\u00f2 era gi\u00e0 completamente pieno. Immaginati un veicolo pieno di persone che fugge da un\u2019onda gigante.<br \/>\nGirare su quei luoghi \u00e8 stata un\u2019esperienza estremamente forte. \u00c8 successa una cosa che ti fa capire quanto fragili siamo, quanto fragile \u00e8 la materia. C\u2019\u00e8 qualcosa di mitico e mistico che ha guidato Sebasti\u00e1n nella realizzazione di questo film.<\/p>\n<p>SL: Il terremoto \u00e8 un\u2019esperienza radicale, letteralmente profonda, perch\u00e9 l\u2019energia che viene da quelle profondit\u00e0 rimescola gli oggetti materiali, distrugge gli edifici, per\u00f2 prima di tutto sconvolge il sentimento sociale, \u00e8 in grado di provocare crepe nella struttura sociale che si rivela con semplicit\u00e0 per ci\u00f2 \u00e8 realmente. \u00c8 una cosa tremenda. Il terremoto del Cile \u00e8 avvenuto in una zona del sud che in breve tempo \u00e8 precipitata nel caos sociale. Questo rivela la fragilit\u00e0&#8230;<\/p>\n<p>LD: &#8230;del sistema!<\/p>\n<p>SL: Rivela la fragilit\u00e0 del sistema sociale e della vita umana. Quando c\u2019\u00e8 un terremoto la reazione naturale \u00e8 di proteggersi e cercare di continuare a vivere. Questa esperienza, che ti proietta repentinamente in una situazione estrema, \u00e8 come un \u201cgolpe\u201d di coscienza. \u201cSiamo qui?!\u201d, \u201csiamo vivi?!\u201d, \u201cpossiamo spostarci da qui?!\u201d, \u201cpossiamo andare qui?! oppure dobbiamo?!\u201d.<br \/>\nQuando capita un disastro naturale come un terremoto siamo portati a cercare di proteggere l\u2019essenziale. C\u2019\u00e8 qualcosa di molto profondo e incomprensibile, per questo credo che il film, entra in un territorio che ha in un qualche modo a che fare con la religione.<\/p>\n<p>LD: C\u2019\u00e8 un mistero.<\/p>\n<p>SL: Ed una reazione molto umana e molto primitiva che ti fa domandare \u201cperch\u00e9?\u201d.<\/p>\n<p>LD: Quando si sono trovati di fronte a questa situazione, anche molti atei ed agnostici, hanno domandato al cielo \u201cperch\u00e9?\u201d, o hanno detto \u201caiutami Signore\u201d, \u201csalvami\u201d.<\/p>\n<p>SL: Il film esplora emozioni assolutamente essenziali, e questa mi \u00e8 sembrata una sfida molto interessante. Le parole che si sentono pronunciare con maggiore frequenza nelle registrazioni delle scatole nere degli aerei sono: \u201cmamma\u201d e \u201cDio\u201d&#8230; l\u2019essenziale.<\/p>\n<p>LD: Sono le domande essenziali.<\/p>\n<p>SL: Sono le suppliche essenziali, sono quello che siamo. Mamma e Dio, che esistano oppure no, che siano concetti intellettuali o altro, questo non \u00e8 rilevante&#8230;<\/p>\n<p>LD: &#8230;conta solo la domanda, non c\u2019\u00e8 risposta.<br \/>\nIl personaggio che interpreto \u00e8 quello di un uomo che scappa dal carcere per andare a vedere la sua famiglia \u2013 tutta composta da donne: la madre, la moglie e la figlia \u2013 ed incontra sulla sua strada un uomo che ostenta il potere. Un tiranno, un uomo addomesticato alla societ\u00e0 del potere. Un uomo che incontra la tigre, che nella cultura orientale rappresenta l\u2019unico animale che pu\u00f2 entrare in contatto con gli dei, con gli esseri che non esistono. La tigre pu\u00f2 incontrare un drago. Io nel calendario cinese sono un drago! (ride)<\/p>\n<p>SL: Io sono tigre.<\/p>\n<p>LD: Il terremoto in Cile \u00e8 avvenuto nell\u2019anno della tigre, c\u2019\u00e8 una forte magia in questa coincidenza, ma pure tantissimo dolore.<\/p>\n<p><b>AG: Volevo sapere qualcosa a proposito della costruzione del personaggio interpretato da Luis. Il suo \u00e8 un percorso circolare, parte dal carcere per tornarci, ma quali sono le motivazioni del suo agire? Sia dal punto di vista della scrittura, sia per quanto concerne l\u2019interpretazione? Come pensa Manuel, perch\u00e9 agisce cos\u00ec?<\/b><\/p>\n<p>SL: Tutto in questo film ha un\u2019origine organica. La storia principale del film, quella di un prigioniero che scappa e poi ritorna, \u00e8 accaduta realmente. L\u2019esistenza reale del fatto permette all\u2019esplorazione mediante la finzione cinematografica di essere valida e plausibile e mi scagiona da ogni errore, perch\u00e9 io non lo so come possa essere andata. Ma questa storia mi commuove, mi pare tristissima. \u00c8 completamente esistenziale l\u2019idea di un prigioniero che fugge sulle rovine e che decide di rientrare di sua propria volont\u00e0 in carcere, perch\u00e9 pone sul tavolo un tema assolutamente essenziale: la domanda di libert\u00e0. Questioni molto \u201calte\u201d.<br \/>\nC\u2019\u00e8 una naturalezza organica in tutta la pellicola, a partire dalle location che abbiamo trovato. Abbiamo girato seguendo quello che si manifestava ai nostri occhi, con una parte del nostro cuore nella finzione, e l\u2019altra parte del nostro cuore tesa alla documentazione della \u201cverit\u00e0\u201d che si mostrava ai nostri occhi. Dal punto di vista della direzione il personaggio \u00e8 stato costruito per sottrazione, i punti oscuri del suo agire sono tali anche per noi, di fronte al mistero delle sue azioni noi non abbiamo fatto altro che seguirlo.<\/p>\n<p>LD: Io sono un attore molto inquieto e Sebasti\u00e1n mi conteneva. Ero realmente un domatore ed io un animale. Ero pieno di zanzare, mi buttavano nella merda&#8230; (qui fa un verso strano da animale feroce che ringhia al suo domatore!; NdR) Non avevo mai lavorato in qualcosa del genere. Ho fatto molti film in Cile ma sempre lavorando con storie che non esistevano nella realt\u00e0, ma in questo caso stavamo sul posto, il dolore della gente per me era una situazione straordinaria e Sebasti\u00e1n doveva dirigere queste circostanze.<\/p>\n<p>SL: Quello che \u00e8 moralmente molto complesso ed eticamente assai conflittuale \u00e8 ci\u00f2 che mi interessa di pi\u00f9. Penso che un regista debba trovare il modo di porsi in una situazione di conflitto etico per filmare, altrimenti te ne stai a casa e fai altro. Perch\u00e9 se vai a filmare con preconcetti di \u201csicurezza\u201d etica non potrai mai incontrare nessuna bellezza nel tuo lavoro.<br \/>\nCredo che la bellezza sorga da una scelta eticamente conflittuale. Questo aspetto era estremamente delicato perch\u00e9 molte persone erano morte e noi stavamo girando in mezzo alle rovine devastate dallo tsunami, senza troppe autorizzazioni, a sole otto settimane dalla tragedia. \u00c8 stato complesso.<\/p>\n<p>LD: C\u2019erano gli oggetti delle persone, gli oggetti di vita quotidiana&#8230; il registro umano oggettuale stava ancora nelle case. C\u2019era una casa invasa dai topi&#8230; Ci siamo trovati in una situazione ed in un contesto limite. Con Sebasti\u00e1n prima di iniziare le riprese ci siamo concentrati sullo strutturare un\u2019attitudine del personaggio, quella di un uomo che avanza in disequilibrio, che sta sempre come su di una corda floscia. Questo linguaggio corporeo \u00e8 stata la sola direttiva in merito alla costruzione del personaggio, tutto il resto \u00e8 stato frutto di una improvvisazione nata sui luoghi stessi delle riprese e dunque della tragedia.<br \/>\nNon dicevamo \u201candiamo a filmare\u201d, ma \u201candiamo a sposarci\u201d (inteso come combinazione, amalgama, fusione con il territorio, con la realt\u00e0; NdR).<\/font><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/dubo.jpg\" alt=\"\" title=\"dubo\" width=\"620\" height=\"413\" class=\"aligncenter size-full wp-image-16765\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/dubo.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/dubo-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><font face=\"Arial\" size=\"2\"><\/p>\n<p><b>AG: La storia del Cile \u00e8 scandita dai terremoti, lo \u00e8 altrettanto la storia del cinema cileno? O il vostro \u00e8 un caso isolato e particolare?<\/b><\/p>\n<p>SL: Il cinema cileno si \u00e8 fatto assai poco carico della rappresentazione dei terremoti pur se questi stanno alla base della nostra identit\u00e0 nazionale. In Cile i terremoti sono un qualcosa di assai simile ai miti. La vita si misura in base a quale terremoto sei sopravvissuto, o comunque hai vissuto. I terremoti sono costruttori profondi dell\u2019identit\u00e0 nazionale. Senza dubbio il cinema non ha mai rappresentato questo legame forte in maniera cos\u00ec diretta.<br \/>\nA mio avviso il miglior cinema cileno contemporaneo esiste nella contaminazione fra cinema documentario e di finzione. Il cinema cileno che mi commuove maggiormente \u00e8 un cinema dell\u2019instabilit\u00e0, che prende forma nelle fratture esistenti fra documentario e finzione, un cinema tellurico, un qualcosa di organico, di instabile. Penso che questo dipenda dalla conformazione geo-morfologica della nostra terra che somiglia ad una spiaggia gigante con alle spalle la montagna, una lingua di terra fra il mare e le vette della cordigliera, un paese ed un popolo aggrappati ad un angolo del mondo, senza nulla n\u00e9 davanti n\u00e9 dietro.<\/p>\n<p>LD: Da questo viene la geografia immaginaria degli artisti cileni, l\u2019immaginario artistico di un paese gigante, siamo 17 milioni. Sebasti\u00e1n Matta, Alejandro Jodorowsky, Ra\u00fal Ruiz, Violeta Parra, V\u00edctor Jara, Pablo Neruda, Salvador Allende. L\u2019instabilit\u00e0 tellurica della nostra terra, situata tra la cordigliera e il mare, genera questo immaginario. Quando abbiamo realizzato questo film eravamo completamente pazzi, non sapevamo cosa stavamo facendo, semplicemente andavamo avanti con il cuore. Io ho sofferto molto, questa esperienza \u00e8 stata per un momento di vita \u201cextra\u201d.<\/p>\n<p>SL: Il film \u00e8 stato una conseguenza dell\u2019energia fuoriuscita dalle viscere della terra.<\/p>\n<p>LD: Il Cile \u00e8 un paese particolare, perch\u00e9 sta sull\u2019orlo di dove finisce il mondo.<\/p>\n<p>SL: Il Cile sta quasi fuori dal mondo. Siamo aggrappati al mondo.<\/p>\n<p>LD: Il Cile \u00e8 un luogo morfologicamente estremo che genera la necessit\u00e0 di comprendere questa geografia e qui inevitabilmente nascono i poeti, i pittori, i maghi, gli stregoni e i pazzi.<\/p>\n<p><b>AG: Vorrei mi parlassi della canzone che fa da filo conduttore a tutta la pellicola, \u201cCamino de Can\u00e1\u201d. Che cos\u2019\u00e8? da dove arriva? Sarei anche tentato di chiederti perch\u00e9?!<\/b><\/p>\n<p>SL: L\u2019abbiamo cercata. Da subito ho sentito che il film necessitava di un accompagnamento musicale, abbiamo immediatamente cercato qualcosa che avesse a che fare con le radici. Si tratta infatti di una canzone che possiede una forte identit\u00e0, una radicalit\u00e0 che affonda il suo senso nelle radici. Abbiamo fatto una ricerca con Crist\u00f3bal Carvajal, che si \u00e8 occupato delle musiche del film, partendo da una piccola chiesa della periferia di Santiago ed abbiamo incontrato un piccolo coro di grasse signore iperreali che cantavano canzoni cattoliche. Le abbiamo ascoltate cantare in diversi momenti, cantavano di tutto, ma quando ho sentito \u201cCamino de Can\u00e1\u201d mi sono detto \u201ccos\u2019\u00e8 questo?!\u201d. Credo che la canzone connetta con il sentimento del film che \u00e8 quello di muoversi in cammino verso qualcosa che non si sa cosa sia, ma che sappiamo essere migliore. \u00c8 una specie di supplica lamentosa che mi pare si innesti alla perfezione con lo spirito del film. Successivamente abbiamo approfondito le ricerca a proposito di questa canzone ed abbiamo scoperto che si tratta di una canzone di origini ebraiche, senza tempo, molto antica ma della quale non si conosce l\u2019origine esatta, \u00e8 una canzone che parla dell\u2019esilio che \u00e8 stata adottata dagli schiavi di origine afroamericana, divenendo una canzone di resistenza, un gospel struggente \u201cOn my way to Can\u00e1an\u201d. \u00c8 dunque una canzone dell\u2019esilio e della resistenza.<\/p>\n<p><b>AG: Un\u2019ultima domanda: quando verr\u00e0 distribuito in Cile il film e quale sar\u00e0 il suo tragitto per festival internazionali?<\/b><\/p>\n<p>SL: Il film ha iniziato la sua vita proprio qui a Locarno, con la prima mondiale, poi andr\u00e0 al Festival di Toronto e proprio in questi giorni stiamo ricevendo moltissimi inviti da ogni parte del mondo. La tigre si incomincia a muovere. Funny Ballons, il distributore internazionale della pellicola, ci sta aiutando a trovare una strada interessante. In Cile il film sar\u00e0 presentato nel marzo del 2012, nel secondo anniversario del terremoto.<\/p>\n<p><b>AG: Grazie mille per la disponibilit\u00e0 e ancora complimenti per il bellissimo film che avete realizzato.<\/b><\/p>\n<p>SL+LD: Muchas gracias.<\/p>\n<p>\n<i>Locarno, Agosto 2011.<\/i><\/font><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/player.vimeo.com\/video\/31324703?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0&amp;color=ff9933\" width=\"620\" height=\"349\" frameborder=\"0\" webkitAllowFullScreen mozallowfullscreen allowFullScreen><\/iframe><\/p>\n<p><\/font><font face=\"Arial\" style=\"font-size: 11pt\"><b>El ano del tigre (The Years of the Tiger)<\/b><\/font><font face=\"Arial\" size=\"2\"><br \/>\n<b>Regia<\/b>: Sebasti\u00e1n Lelio \u2022 Soggetto: Sebasti\u00e1n Lelio, Gonzalo Maza \u2022 <b>Sceneggiatura<\/b>: Gonzalo Maza \u2022 Fotografia: Miguel Ioan Littin \u2022 <b>Montaggio<\/b>: Sebasti\u00e1n Lelio, Sebasti\u00e1n Sep\u00falveda \u2022 <b>Musiche<\/b>: Crist\u00f3bal Carvajal \u2022 <b>Suono<\/b>: Roberto Espinoza \u2022 Scenografia: Fernando Briones \u2022 <b>Art Director<\/b>: Fernando Briones \u2022 <b>Direttore di produzione<\/b>: Javier Pradenas \u2022 <b>Post produzione<\/b>: Cristi\u00e1n Echeverr\u00eda \u2022 <b>Produttori<\/b>: Juan de Dios Larra\u00edn, Pablo Larra\u00edn, Gonzalo Maza \u2022 <b>Produttori esecutivi<\/b>: Mariane Hartdard, Andrea Carrasco Stuven, Juan Ignacio Correa \u2022 <b>Interpreti<\/b>: Luis Dub\u00f3, Sergio Hern\u00e1ndez, Viviana Herrera \u2022 <b>Produzione<\/b>: Fabula \u2022 <b>Distributore<\/b>: Funny Balloons, Parigi \u2022 <b>Lingua<\/b>: spagnolo \u2022 <b>Paese<\/b>: Cile \u2022 <b>Anno<\/b>: 2011 \u2022 <b>Durata<\/b>: 82\u2019<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Georgia\"><i>Leggi la recensione di &quot;<a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=16752\">El a\u00f1o del tigre<\/a>&quot;; in <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/banner\/ultimonumero.jpg\">RC35<\/a>, speciale Locarno 64<\/i><\/font><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"right\"><i><font face=\"Georgia\" style=\"font-size: 9pt\">Le immagini a corredo dell&#8217;intervista sono state realizzate da:<br \/>\nGiulio Tonincelli | <a href=\"http:\/\/www.giuliotonincelli.com\">www.giuliotonincelli.com<\/a><br \/>\n\u00a92011 &#8211; Tutti i diritti riservati<\/font><\/i><\/p>\n<p align=\"right\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"right\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La presente intervista \u00e8 stata pubblicata in Rapporto Confidenziale numero 35, speciale Locarno 64 \u2013 p.43-45 Sebasti\u00e1n Lelio \u00e8 regista, sceneggiatore e montatore. 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