{"id":17025,"date":"2012-01-02T23:37:48","date_gmt":"2012-01-02T22:37:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=17025"},"modified":"2012-03-03T14:45:03","modified_gmt":"2012-03-03T13:45:03","slug":"5050-jonathan-levine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=17025","title":{"rendered":"50\/50 > Jonathan Levine"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-17049\" title=\"505001\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/50011.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"413\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/50011.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/50011-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 16pt; color: black;\"><strong>50\/50<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">Jonathan Levine<br \/>\nUSA \/ 2011 \/ colore \/ inglese \/ 99&#8242; \/ 35mm<br \/>\n29. Torino Film Festival | Concorso Torino 29<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><em>Adam ha ventisette anni, una bella fidanzata, artista di talento, e un buon lavoro alla radio. Tutta la sua vita viene per\u00f2 sconvolta dalla diagnosi di una rara forma tumorale. Il ragazzo si trova cos\u00ec a dover far fronte alle contraddizioni generate dal suo stato e alle reazioni paradossali delle persone a lui vicine: Kyle, che usa la malattia dell\u2019amico per attirare le ragazze, la madre, che perde di vista le esigenze del figlio sommersa dalle proprie paure, Rachael, che cerca di non pensare alle condizioni del fidanzato coltivando una vita sociale frenetica, e Katherine, la psicoterapeuta alle prime armi.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Una commedia statunitense su un quasi trentenne che si scopre malato di cancro? Il mio pregiudizio mi aveva suggerito di inorridire sin dalla lettura della trama, prefigurando gi\u00e0 la discesa agli inferi del melodramma. E invece \u201c50\/50\u201d \u00e8 una commedia riuscita, rara nel suo riuscire a mantenere l&#8217;equilibrio tra sentimento, dramma e frequenti momenti di grande comicit\u00e0.<br \/>\nEnorme parte del suo merito risiede nella sceneggiatura, opera prima (ad eccezione di un cortometraggio scritto nel 2007)\u00a0di Will Reiser, che racconta fondamentalmente la sua stessa storia.<br \/>\n\u00c8 la sua amicizia con Seth Rogen (nome sicuro presso i produttori cinematografici), che gli \u00e8 stato al fianco per tutta il percorso nella malattia, a fare s\u00ec che la sceneggiatura si trasformi in film e grazie a Joseph Gordon-Levitt se la sceneggiatura trova un protagonista ideale.<br \/>\nNon si tratta della prima commedia su questo tema ma \u00e8 certo una tra le prime a mettere la malattia in primo piano, ponendola come catalizzatore di un cambiamento radicale per lui e per coloro che lo circondano, senza fare risparmio di umorismo sul tema.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Ma andiamo per ordine: Adam \u00e8 un ragazzo come tanti, uno di quelli che non spiccano. \u00c8 molto attento alla sua salute e all\u2019ambiente, ha un lavoro potenzialmente interessante ma nei fatti scarsamente soddisfacente, una bella casa, una madre amorevole che tiene a distanza e un padre malato di Alzheimer, un\u2019odiosetta fidanzata aspirante artista ben introdotta nell\u2019ambiente, un amico rumoroso e invadente, un atteggiamento positivo nei confronti della vita.<br \/>\nE una malattia che scopre quasi per caso: un cancro spinale che gli lascia solo il 50% di probabilit\u00e0 di sopravvivenza, da qui il titolo.<br \/>\nLa sua esistenza confortevole e protetta da qualsiasi insicurezza e ingerenza esterna viene profondamente intaccata a ogni seduta di chemioterapia, preludio a un intervento chirurgico da cui potrebbe non risvegliarsi.<br \/>\nCostantemente al suo fianco, l\u2019amico di sempre Kyle, che inizialmente apprende la notizia con minore indifferenza rispetto al diretto interessato (\u201cSto per vomitare\u201d, \u00e8 la sua prima reazione) che si trova in piena fase di rimozione, e poi pensa bene di spingere Adam ad usarla per rimorchiare ragazze nei bar e condividere con lui la marijuana che viene prescritta a quest\u2019ultimo per contrastare gli effetti delle cure.<br \/>\nKyle \u00e8 rumoroso, goffo e esplicito, il ruolo usuale per Seth Rogen che qui per\u00f2 ha modo di mostrare di avere altre fecce al suo arco. E grazie al suo personaggio, il film ha l\u2019occasione di mostrare un esempio di amicizia maschile realistico come se ne sono visti pochi di recente.<br \/>\nAnna Kendrick ha un ruolo chiave nel film come consulente psicologica dell\u2019ospedale in cui Adam si sottopone alle terapie: nel ruolo della terapista alle prime armi, stenta a fare uscire Adam dal suo guscio e nel contempo sconta la sua inesperienza: Ogni suo tentativo di rendere esplicita la sua empatia nei confronti del paziente, suona falsa, frutto di istruzioni ricevute nel corso dei suoi studi. Perch\u00e9 il suo aiuto diventi prezioso, dovr\u00e0 forzatamente abbandonare il rigore del suo ruolo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-17494\" title=\"505003\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/505003.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"413\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/505003.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/505003-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Il film non \u00e8 esente da difetti, e forse proprio la storia tra Adam e la sua terapista prende pi\u00f9 spazio di quanto ne meriterebbe, ma il film presenta una serie di personaggi di contorno da fare balzare sulla sedia e battere le mani: dai due compagni di terapia, fondamentali nel fare accettare a Adam la sua condizione, interpretati da Philip Baker Hall e Matt Frewer (il primo lo abbiamo visto in \u201cMagnolia\u201d di Paul Thomas Anderson e in \u201cDogville\u201d di Lars von Trier, il secondo in \u201cRampage\u201d di Uwe Boll e in \u201cWatchmen\u201d di Zack Snyder), alla madre Anjelica Huston, perfetta nel mostrare la sua debolezza di fronte alla malattia e il suo coraggio di leonessa quando Adam finalmente decide di accogliere le sue attenzioni, fino a Bryce Dallas Howard, l\u2019antipatica fidanzata che di fronte alla consapevolezza non riesce a fare altro che mostrare la sua inadeguatezza intrecciando una relazione clandestina con un artista.\u00a0Non manca, tra i punti di forza del film, il verismo con cui viene ritratto il disagio che coloro che stanno intorno ad Adam provano in relazione alla sua malattia.<br \/>\nMentre Adam impara a confrontarsi con la vita che fino a quel momento ha solo sfiorato, noi abbiamo l\u2019occasione di assistere a una storia trattata con cuore e anima grazie anche al realismo dei suoi dialoghi (&#8220;Nobody wants to fuck me; I look like Voldemort.&#8221; \u2013 Adam a Kyle che gli rimprovera di non avere approfittato delle attenzioni di una ragazza. \u201cWhore! Look at it! That&#8217;s Rachael! And that&#8217;s a fuckin&#8217; filthy, Jesus-looking motherfucker, and they&#8217;re kissing! I did it! I fuckin&#8217; nailed you! I&#8217;ve hated you for months, and now I have fuckin&#8217; evidence that you suck as a person! Holy shit! Holy shit!\u201d \u2013 Kyle a Adam e Rachael, la sua ragazza, mostrandole la fotografia che testimonia il suo tradimento).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Infine, \u201c50\/50\u201d non perde un colpo: riesce mirabilmente nell\u2019equilibrio tra commedia e dramma che contribuisce all\u2019autenticit\u00e0 del film, offre interpretazioni di grande livello sia da parte dei protagonisti che da coloro che sono attivi in ruoli di secondo piano, presenta personaggi sempre credibili nel bene e nel male. Tralasciando melensaggini e favorendo un umorismo caustico, \u00e8 soprattutto dannatamente divertente e triste allo stesso tempo, e alla fine lascia una sensazione di benessere che non ci si aspetterebbe mai da un film che tratta di cancro, tema che si presta a manipolazioni di ogni genere.<br \/>\nGli ultimi minuti, esaminati intellettualmente, possono rappresentare una caduta nella sdolcinatezza ma emotivamente il risultato che si percepisce grazie a quanto vissuto fino a quel momento \u00e8 diverso.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Vancouver offre i suoi paesaggi fingendo di essere Seattle.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Roberto Rippa<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-17048\" title=\"505002\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/5003.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"412\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/5003.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/5003-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>50\/50<\/strong><br \/>\n(USA, 2011)<br \/>\nRegia: Jonathan Levine<br \/>\nSceneggiatura: Will Reiser<br \/>\nFotografia: Terry Stacey<br \/>\nMontaggio: Zene Baker<br \/>\nScenografia: Annie Spitz<br \/>\nCostumi: Carla Hetland<br \/>\nMusica: Michael Giacchino<br \/>\nInterpreti principali: Joseph Gordon-Levitt, Seth Rogen, Anna Kendrick, Bryce Dallas Howard, Anjelica Huston, Serge Houde, Andrew Airlie, Matt Frewer, Philip Baker Hall<br \/>\n100&#8242;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">\u00ab<em>Sono gli attori a guidare tutta la vicenda. Ho la tendenza a voler fare qualche cosa di personale con la macchina da presa ma qui ho dovuto tenere a freno il mio estro visuale. Il che non vuol dire che non ci siano delle cose interessanti dal punto di vista visivo, ma che il film \u00e8 piuttosto incentrato sulla performance e alla libert\u00e0 lasciata agli attori di trovare la loro verit\u00e0 nella situazione. Il fatto che Will abbia scritto una storia sorprendente, divertente e sincera, sulla malattia \u00e8 stato per me di grande aiuto<\/em>\u00bb.<br \/>\n(Jonathan Levine)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>Jonathan Levine<\/strong> (New York, USA, 1976), dopo essersi laureato in semiotica dell\u2019arte alla Brown University ha lavorato come assistente personale di Paul Schrader. Nel 2002 si \u00e8 trasferito a Los Angeles per frequentare il corso di regia all\u2019American Film Institute Conservatory dove si \u00e8 diplomato con Shards (2004), presentato in numerosi festival e vincitore del premio come miglior cortometraggio all\u2019American Black Film Festival. Il suo primo lungometraggio, All the Boys Love Mandy Lane (2006), ha partecipato al Toronto Film Festival mentre il secondo, Fa\u2019 la cosa sbagliata &#8211; The Wackness (2008), ha vinto il premio del pubblico al Sundance Film Festival e al LA Film Festival, ed \u00e8 stato nominato all\u2019Independent Spirit Award per la miglior sceneggiatura.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>FILMOGRAFIA<\/strong><br \/>\n&#8220;Shards&#8221; (cm, 2004), &#8220;Love Bytes&#8221; (cm, doc., 2005), &#8220;All the Boys Love Mandy Lane&#8221; (2005), &#8220;Fa\u2019 la cosa sbagliata &#8211; The Wackness&#8221; (2008), &#8220;How to Make It in America&#8221; (ep. Good Vintage, cm, tv, 2010), &#8220;50\/50&#8221; (2011).<\/span><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"620\" height=\"360\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/embed\/Xa--ea9P7P4\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"620\" height=\"360\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/embed\/5scwTkqwtss\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>50\/50 Jonathan Levine USA \/ 2011 \/ colore \/ inglese \/ 99&#8242; \/ 35mm 29. Torino Film Festival | Concorso Torino 29 Adam ha ventisette anni, una bella fidanzata, artista di talento, e un buon lavoro alla radio. Tutta la sua vita viene per\u00f2 sconvolta dalla diagnosi di una rara forma tumorale. 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