{"id":17507,"date":"2012-01-05T13:59:52","date_gmt":"2012-01-05T12:59:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=17507"},"modified":"2012-01-05T14:00:39","modified_gmt":"2012-01-05T13:00:39","slug":"roma-nuovi-italiani-da-migranti-a-cittadini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=17507","title":{"rendered":"Roma \/\/ Nuovi italiani. Da migranti a cittadini"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-17516\" title=\"Quando sei nato01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Quando-sei-nato01.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"423\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Quando-sei-nato01.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Quando-sei-nato01-436x297.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><span style=\"font-family: Arial; font-size: 9pt; color: black;\">&#8220;Quando sei nato non puoi pi\u00f9 nasconderti&#8221;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 18pt; color: #800517;\"><strong>Nuovi italiani. Da migranti a cittadini<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 16pt; color: #707070;\">Parte prima &#8220;La realt\u00e0 dello schermo&#8221;,<br \/>\n<span style=\"font-family: Arial; font-size: 12pt; color: black;\">Cinema Trevi, 21-29 gennaio 2012. <\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 16pt; color: #707070;\">Parte seconda &#8220;Lo schermo della realt\u00e0&#8221;<br \/>\n<span style=\"font-family: Arial; font-size: 12pt; color: black;\">Cinema Trevi, 14-19 febbraio 2012<br \/>\n<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Numerosi film italiani presentati all&#8217;ultima Mostra di Venezia hanno affrontato &#8211; quale che fosse il loro genere o la loro collocazione festivaliera &#8211; il tema dell&#8217;immigrazione e del rapporto con i cittadini di origine straniera nel nostro paese, tanto che da pi\u00f9 parti si \u00e8 parlato della nascita di un nuovo genere cinematografico. In realt\u00e0 saper narrare il proprio tempo &#8211; anche a prescindere e spesso contro il potere politico o il pensiero unico dominante &#8211; \u00e8 da sempre uno dei compiti e delle aspirazioni principali dei cineasti. Semmai possiamo parlare, questo s\u00ec, di film pi\u00f9 o meno belli, pi\u00f9 o meno riusciti. Di luoghi comuni e stereotipi oppure al contrario di storie e immagini che ci conquistano per la loro verit\u00e0, per lo &#8220;splendore del vero&#8221;, o per la capacit\u00e0 di saper immaginare e creare per ogni singolo spettatore un paese diverso. La propria patria.<br \/>\nIn Europa, e in Francia in particolare, il &#8220;cinema del m\u00e9tissage&#8221; ha spopolato, soprattutto negli anni Ottanta e Novanta, ma nessuno si \u00e8 sognato di parlare di &#8220;eccesso&#8221;. L&#8217;Italia \u00e8 un paese profondamente mutato negli ultimi trent&#8217;anni, che \u00e8 divenuto, ed ha scoperto di essere divenuto,  un paese di immigrazione e un paese di &#8220;seconde generazioni&#8221;, di &#8220;nuovi italiani&#8221;: due cose che per\u00f2 non sono affatto divenute scontate e date per acquisite, come dimostra l&#8217;urgenza di cambiare la legge sulla cittadinanza, inserendo lo ius soli al posto dello ius sanguinis ancora paradossalmente in vigore.<br \/>\nL&#8217;idea di questa rassegna nasce da tutte queste riflessioni ed anche come sostegno ideale alla campagna &#8220;L&#8217;Italia sono anch&#8217;io&#8221;: una raccolta di firme (che si concluder\u00e0 il 3 marzo 2012) per due leggi di iniziativa popolare per l&#8217;introduzione dello ius soli, la facilitazione dell&#8217;ottenimento della cittadinanza e il voto amministrativo agli stranieri.<br \/>\nLa prima parte della rassegna, dedicata alla finzione e in programma a gennaio, presenta una carrellata retrospettiva dal 1980 al 2011 di molti dei lungometraggi italiani che hanno affrontato il tema degli stranieri in Italia, di volta in volta mettendo l&#8217;accento sul rapporto con l&#8217;Altro, sulla clandestinit\u00e0, sull&#8217;emergenza, sulla ricerca dell&#8217;identit\u00e0, oppure sulla possibilit\u00e0 dell&#8217;incontro, della solidariet\u00e0, della condivisione di uno spazio geografico e culturale in continuo mutamento.<br \/>\nLa seconda parte della rassegna, dedicata al documentario e in programma a febbraio, \u00e8 invece pi\u00f9 centrata sul presente, dal 2005 ad oggi, con film che riescono a portare ancor pi\u00f9 in primo piano le mille storie degli stranieri e delle cosiddette seconde generazioni che vivono in Italia, e che raccontano in prima persona e dal proprio punto di vista le sfide che hanno affrontato per raggiungere il nostro paese e i sogni con cui si confrontano giorno per giorno, nella lucida consapevolezza di essere innanzitutto cittadini.<br \/>\nInsomma due parti che si guardano allo specchio e che costruiscono le due facce di una stessa medaglia: per aiutarci a capire che solo insieme potremo raccontare e costruire oggi il nostro domani. Ci auguriamo che un ideale spettatore che possa seguire tutta la rassegna dall&#8217;inizio alla fine ne esca in qualche modo cambiato, quanto meno nel modo di rapportarsi al tema dell&#8217;immigrazione e degli stranieri in Italia: meno colpito dall&#8217;emergenza e pi\u00f9 dall&#8217;idea di un incontro possibile, del nostro domani che gi\u00e0 da oggi si va formando nelle piccole grandi azioni quotidiane, per forza di cose contaminate.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">La rassegna, curata da Maria Coletti, \u00e8 realizzata dalla Cineteca Nazionale in collaborazione con Archivio delle Memorie Migranti, Asinitas Onlus, Bolero Film, Cinecitt\u00e0 Luce, CSC Production, Eskimo, FactionFilms, Figli del Bronx, Filmalbatros, Ichnos Network Project, Il Labirinto, La Beffa Produzioni, La Sarraz Pictures, Medusa Film, Minerva Pictures, Movimento Film, Parthenos, Struggle Filmworks, Zalab, Zenit Arti Audiovisive.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-17524\" title=\"Lettere dal Sahara01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Lettere-dal-Sahara01.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"427\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Lettere-dal-Sahara01.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Lettere-dal-Sahara01-436x300.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><span style=\"font-family: Arial; font-size: 9pt; color: black;\">&#8220;Lettere dal Sahara&#8221;<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 14pt; color: #707070;\">EVENTI GENNAIO<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\">Gioved\u00ec 26 gennaio 2012 ore 19<br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">Omaggio al maestro <strong>Vittorio De Seta<\/strong><br \/>\nProiezione del film<\/span><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"> <span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><strong>Lettere dal Sahara<\/strong><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><strong>Sabato 28 gennaio 2012<br \/>\nore 18.30<\/strong><br \/>\nProiezione <strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><strong>La straniera<\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"> <\/span><\/span><\/strong><\/span><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">e incontro con il regista<\/span><\/span><\/span><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"> <strong>Marco Turco<\/strong><br \/>\n<\/span><\/span><\/strong><\/span><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">In collaborazione con La Beffa Produzioni<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><strong> <\/strong><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><strong>Domenica 29 gennaio 2012<br \/>\nore 16.30<\/strong><br \/>\n<\/span><\/strong><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">Proiezione di<\/span><\/span><strong><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"> <span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><strong>L\u00e0-bas <\/strong><\/span><\/span><\/span><\/strong><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">di<\/span><\/span><\/span><\/span><strong><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"> Guido Lombardi <\/span><\/span><\/span><\/span><\/strong><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">e incontro con <\/span><\/span><\/span><\/span><strong><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">Marta Bifano<br \/>\n<\/span><\/span><\/span><\/span><\/strong><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">Copia per gentile concessione di Ichnos Network Project<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><strong> <\/strong><\/strong><\/p>\n<p><strong><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><strong>Domenica 29 gennaio 2012<br \/>\nore 18.30<\/strong><br \/>\n<\/span><\/strong><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">Proiezione<\/span><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"> <\/span><strong><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><strong>Io sono Li <\/strong><\/span><\/strong><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">e incontro con il regista<\/span><strong><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"> <strong>Andrea Segre<\/strong><br \/>\n<\/span><\/strong><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">Copia per gentile concessione di Parthenos<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-17527\" title=\"Io sono Li01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Io-sono-Li01.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"390\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Io-sono-Li01.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Io-sono-Li01-436x274.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><span style=\"font-family: Arial; font-size: 9pt; color: black;\">&#8220;Io sono Li&#8221;<\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\">Sabato 21 gennaio<br \/>\nore 17<br \/>\n<span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><strong>L&#8217;altra donna<\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"> <\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">(1980)<br \/>\nRegia: <\/span><\/span><\/span><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">Peter Del Monte<\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">; soggetto e sceneggiatura: Peter Del Monte, Francesco Costa; fotografia: Tonino Nardi; scenografia: Elena Poccetto Ricci; costumi: Clara Longo; musica: Renato Piemontese; montaggio: Ursula West; interpreti: Francesca De Sapio, Fantu Mengasha, Edmund Purdom, Marisa Merlini, Renato Beltramo, Fabrizio Nascimben, Lidia Luzzi, Giovanni Colombo; origine: Italia; produzione: Roberto Levi per ITF Polytel Italiana, Rai &#8211; Radiotelevisione Italiana; durata: 87&#8242;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Regina, una ragazza etiope che ha lasciato il suo paese per cercare fortuna a Roma, lavora come domestica presso l&#8217;abitazione di Olga, una donna benestante, separata dal marito e con una figlia. Il rapporto tra Regina e Olga diventa ben presto confidenziale e la ragazza diventa per la &#8216;padrona&#8217; un aiuto insostituibile. Un giorno, per\u00f2, Regina scompare e Olga si mette alla sua ricerca senza esito. Finch\u00e9, un giorno, Regina si ripresenta a casa di Olga. La ragazza aspetta un bambino, ma Olga le propone di vivere con lei e affrontare insieme il futuro.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Premi: Menzione Speciale della Giuria alla Mostra Internazionale d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><strong><strong>ore 19.00<br \/>\n<span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><strong>L&#8217;articolo 2<\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"> <\/span><\/span><\/strong><\/strong><\/span><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"> <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">(1993)<\/span><\/span><\/span><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"><br \/>\n<\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">Regia: <\/span><\/span><\/span><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"><strong>Maurizio Zaccaro<\/strong><\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">; soggetto e sceneggiatura: Maurizio Zaccaro; fotografia: Pasquale Rachini; scenografia: Giovanna Zighetti; costumi: Laura Costantini; musica: Alessio Vlad, Claudio Capponi; montaggio: Rita Rossi; interpreti: Mohamed Miftah, Rabia Ben Abdallah, Fabio Bussotti, Susanna Marcomeni, Massimo Mesciulam, Fabio Sartor, Maria Pia Ferrari, Naima El Mcherqui; origine: Italia; produzione: Ernesto Di Sarro, Maurizio Nichetti e Marcello Siena per Bamb\u00f9 Cinema e TV, Produzioni Si.Re, con la collaborazione di Rete Italia; durata: 103&#8242;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">\u00ab<em>Said Kateb, algerino e musulmano, vive con la moglie e tre figli nell&#8217;hinterland milanese, come operaio edile apprezzato e ammirato dai compagni. La situazione si complica quando arriva Fatma, la seconda moglie, con tre bambini. Per la legge italiana \u00e8 bigamo. Il caso \u00e8 risolto con una giravolta giuridica: pu\u00f2 tenersi le due mogli, purch\u00e9 non convivano nella stessa casa. Ispirato all&#8217;art. 2 della Costituzione e sostenuto da una forte spinta etica, \u00e8 un film nobile come i suoi personaggi che, limitando al minimo i passaggi didattici, non scade n\u00e9 nel populismo n\u00e9 nella demagogia. Come Un&#8217;anima divisa in due (1993), diretto da un altro lombardo, si cimenta col problema centrale dell&#8217;Europa di oggi e di domani: l&#8217;incontro tra culture ed etnie diverse<\/em>\u00bb. (Morandini)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Premi: Premio Solinas 1991 per la Migliore sceneggiatura originale<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><strong>ore 21<br \/>\n<span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><strong>Un&#8217;anima divisa in due<\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"> <\/span><\/span><\/strong><\/span><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">(1993)<br \/>\nRegia: <\/span><\/span><\/span><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">Silvio Soldini<\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">; soggetto: da un&#8217;idea di Umberto Marino; sceneggiatura: Roberto Tiraboschi, Silvio Soldini; fotografia: Luca Bigazzi; scenografia: Sonia Peng, Elvezio V. D. Meijden; costumi: Franca Zucchelli; musica: Giovanni Venosta; montaggio: Claudio Cormio, Carlotta Cristiani (assistente); interpreti: Fabrizio Bentivoglio, Maria Bak\u00f2, Philippine Leroy-Beaulieu, Jessica Forde, Felice Andreasi, Silvia Mocci, Edoardo Moussanet, Renato Scarpa, Patrizia Punzo, Zinedine Soualem, Sonia Gessner, Ivano Marescotti, Manrico Gammarota, Ines De Carvalho, Daniele Maggioni, Giuseppe Cederna, Moni Ovadia, Eugenio Canton, Giuseppe Battiston, Antonio Albanese, Giorgio Bezzecchi, Lionello Cerri; origine: Italia, Francia, Svizzera; produzione: Roberto Sessa per Aran srl, in collaborazione con P.I.C. Film, Mod Films, Rete Italia, Tsr-Rtsi (Radiotelevisione Svizzera Italiana), con il contributo di Eurimages del Consiglio D&#8217;Europa e del Dipartimento Federali degli Interni di Berna; durata: 124&#8242;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Pietro Di Leo, trentasette anni, vive e lavora a Milano. E&#8217; impiegato nella sicurezza interna di un grande magazzino del centro. E&#8217; separato dalla moglie, con un figlio di cinque anni che pu\u00f2 vedere solo il fine settimana, e la sua vita va avanti per inerzia. E&#8217; solo, insoddisfatto, perso. L&#8217;incontro con Pabe, una ragazza nomade colta in flagranza di reato, si trasforma dall&#8217;iniziale solita diffidenza in un desiderio di entrare in contatto con quella &#8220;diversit\u00e0&#8221;, per scoprire quanto inconciliabili siano due mondi cos\u00ec distanti tra loro, non solo in apparenza. Insieme con Pabe, Pietro concepisce la fuga. Viaggiano verso sud, lungo la costa italiana fuori stagione. Pabe deve lentamente adattarsi, cambiare aspetto, mentre inizia una storia d&#8217;amore che li porter\u00e0 entrambi ad inventarsi un nuovo possibile modo di vita&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Premi: Coppa Volpi a Fabrizio Bentivoglio per la Migliore interpretazione maschile alla Mostra Internazionale d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia (1993).<\/span><\/p>\n<p><strong> <\/strong><strong> <\/strong><strong> <\/strong><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><strong>Domenica 22 gennaio<br \/>\nore 17<\/strong><br \/>\n<span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><strong>Vesna va veloce<\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"> <\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">(1996)<br \/>\nRegia: <\/span><\/span><\/span><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">Carlo Mazzacurati<\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">; soggetto e sceneggiatura: Umberto Contarello, Sandro Petraglia, Stefano Rulli, Claudio Piersanti, Carlo Mazzacurati; fotografia: Alessandro Pesci; scenografia: Leonardo Scarpa; costumi: Lina Nerli Taviani; musica: Jan Garbarek; montaggio: Mirco Garrone; interpreti: Teresa Zajickova, Antonio Albanese, Roberto Citran, Antonio Catania, Andrea Karnasova, Tony Sperandeo, Silvio Orlando, Ivano Marescotti, Marco Messeri, Stefano Accorsi, Paolo Maria Veronica, Roberto Nobile, Patrizia Piccinini, Davide Dal Fiume, Karel Belorhadsky, Amushie Benedit Chieshieze, Paolo Montevecchi, Semsodin Mujic, Ivica Vidovic, Nicola Rignanese, Leonardo Scarpa, Raffaele Vannoli; origine: Italia, Francia; produzione: Cecchi Gori Group-Tiger Cinematografica, Ima Film; durata: 92&#8242;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><strong> <\/strong><strong> <\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">\u00ab<em>Vesna arriva in autobus a Trieste, da un villaggio della Repubblica Ceca e non riparte. Per mantenersi si prostituisce finch\u00e9 a Rimini conosce un caposquadra muratore che, dopo essere stato suo cliente, le si avvicina come persona, amico, amante. Ma lei gli sfugge: la sua determinazione a fare soldi \u00e8 il suo destino. Si pu\u00f2 vendere il corpo, salvando l&#8217;anima? Carlo Mazzacurati prova a dirlo con attenzione, pudore, rispetto, senza la pretesa di penetrare nel mistero di un essere umano e di spiegarlo allo spettatore. Da una sceneggiatura che deve essere stata laboriosa (scritta dal regista, Rulli e Petraglia, Umberto Contarello, Claudio Piersanti) \u00e8 uscito un film sensibile, ma diseguale con molti vuoti d&#8217;aria che, cercando la corda della poesia lirica, diventa liricizzante<\/em>\u00bb. (Morandini)<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><strong>ore 19<\/strong><br \/>\n<span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><strong>Terra di mezzo<\/strong><\/span><\/span><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"> (1997)<br \/>\nRegia: <strong>Matteo Garrone<\/strong>; soggetto e sceneggiatura: Matteo Garrone; fotografia: Marco Onorato; scenografia: Matteo Garrone; costumi: Cristina Da Rold; musica: Dodi Moscati; montaggio: Marco Spoletini; interpreti: Fatou Kine Fall, Jacqueline Rose Nabagereka, Mariane Sano, Andrzej Pawlikowski, Kuc Jaroslaw, Mario Colasanti, Ahmed Mahgoub, Guglielmo Ferraiola, Massimo Sarchielli, Paolo Sassanelli, Giacomo Di Martino, Salvatore Sansone, Guglielmo Parasporo; origine: Italia; produzione: Archimede Film; durata: 77&#8242;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Tre episodi sulla vita quotidiana di alcuni stranieri a Roma.<br \/>\n&#8220;Silhouette&#8221; &#8211; Tre prostitute nigeriane, Tina, Barbara e Pascale, in attesa di clienti ingannano il tempo chiaccherando tra loro e raccontando quello che succede negli incontri con gli uomini.<br \/>\n&#8220;Euglen e Gertian&#8221; &#8211; Due giovani albanesi si vedono costretti ad accettare lavoro nero come muratori ed entrano in contatto con una vecchia, nobile signora romana.<br \/>\n&#8220;Self-Service&#8221; &#8211; Ahmed, egiziano ormai di mezza et\u00e0, fa il benzinaio abusivo notturno con tutti i rischi che la situazione comporta. Poi, quando la mattina torna a casa, ricorda la sua precedente, importante, vita in Egitto, ormai lasciata alle spalle.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Premi: Premio Speciale della Giuria e Premio Cipputi per il Miglior film sul mondo del lavoro al Festival Internazionale Cinema Giovani, Torino 1996.<\/span><\/p>\n<p><strong><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><strong>ore 21<\/strong><br \/>\n<span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><strong>L&#8217;assedio<\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"> <\/span><\/span><\/span><\/strong><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">(1999)<br \/>\nRegia:<\/span><\/span><\/span><strong><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"> Bernardo Bertolucci<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">; soggetto e sceneggiatura: Clare Peploe, Bernardo Bertolucci, da un racconto di James Lasdun; fotografia: Fabio Cianchetti; scenografia: Gianni Silvestri; costumi: Metka Kosak; musica: Alessio Vlad, Stefano Arnaldi (arrangiamenti musicali); montaggio: Jacopo Quadri; effetti: David Bush; interpreti: Thandie Newton, David Thewlis, Claudio Santamaria, John C. Ojwang, Massimo De Rossi, Cyril Nri, Veronica Lazar, Gianfranco Mazzoni; origine: Italia, Regno Unito; produzione: Massimo Cortesi per Fiction Films &amp; Navert Film in associazione con Mediaset, Tele+; durata: 93&#8242;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">\u00abQuanto alla dinamica a due, colpisce la candida chiave oppositiva scelta per contrapporre Shandurai e Mr. Kinsky, che va ben oltre l&#8217;ovvia isotopia musicale (pianismo europeo vs. pop africano), ed evoca coppie antinomiche al centro dell&#8217;immaginario coloniale come servo vs. padrone e natura vs. cultura, che si vanno a sommare alle altre differenze dichiaratamente in gioco (genere, razza, classe) in un mix davvero esplosivo. La tensione erotica viene costruita infatti non solo a partire dalla disponibilit\u00e0 e costante vicinanza fisica dei due, ma dall&#8217;asimmetria dei rapporti di forza che sollecita il ricordo di antichi diritti acquisiti. (\u2026) L&#8217;impressione di chi scrive \u00e8, per concludere, che il partito preso di lavorare per sottrazione, esplicitamente dichiarato in diverse interviste, abbia giocato un brutto scherzo a Bertolucci e alla Peploe. A forza di togliere &#8211; eludere informazioni, evitare spiegazioni, omettere raccordi &#8211; questa \u00absorta di variazione postmoderna sul tema di Ultimo tango\u00bb ha portato allo scoperto strati profondi di un immaginario coloniale, sotto forma di motivi simbolici che appaiono essere stati rimessi in circolo con un imbarazzante candore\u00bb. (Leonardo De Franceschi, &#8220;Cinemafrica&#8221;)<\/span><\/p>\n<p><strong> <\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Premi: Globi d&#8217;Oro 1999 per il Miglior Film e la Migliore Musica<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><strong>Marted\u00ec 24 gennaio<br \/>\nore 17<\/strong><br \/>\n<span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><strong>Due come noi, non dei migliori<\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"> <\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">(1999)<br \/>\nRegia:<\/span><\/span><\/span><strong><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"> Stefano Grossi<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">; soggetto e sceneggiatura: Tiziana Colussi, Daria De Florian, Stefano Grossi; fotografia: Marcello Montarsi; scenografia: Paola Bizzarri; costumi: Chiara Fabbri; musica: Alessandro Forti, Francesco De Luca; montaggio: Graziana Quintalti; interpreti: Stefania Orsola Garello, Marcello Sambati, Adel Bakri, Simona Caramelli, Stefano Abbati, Gemma Marigliani, Mario Patan\u00e8, Giorgio Podo, Nisrine Hassak, Dario D&#8217;Ambrosi, Dara Deflorian, Giuliana Majocchi, Ivan Lucarelli, Piergiorgio Colangeli, Milutin Dapcevic; origine: Italia; produzione: Laura Cafiero per Metafilm srl; durata: 109&#8242;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Due episodi sotto il segno dei versi di Montale (&#8220;Non si nasconde fuori dal mondo\/ chi lo salva e non lo sa\/ \u00e8 uno come noi, non dei migliori&#8221;) che danno anche il titolo all&#8217;opera prima di Stefano Grossi. Yusuf \u00e8 un vetraio tunisino emigrato a Roma, dove lavora come lavapiatti: un altro immigrato, polacco, gli ruba la prima paga all&#8217;ufficio postale, mentre una donna italiana, Ivana, lo soccorre e gli lascia in dono uno specchietto per la figlia Saida, rimasta in Tunisia\u2026 Ancora Ivana, che ha deciso di isolarsi dal mondo nella sua casa sulla Casilina, fa la traduttrice. Il telefono squilla ma lei non risponde, neppure al maniaco che le lascia inquietanti messaggi sulla segreteria. Finch\u00e9 una sua amica, Lea, non va a stanarla in casa&#8230;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-17517\" title=\"Occidente01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Occidente01.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"453\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Occidente01.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Occidente01-436x319.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><span style=\"font-family: Arial; font-size: 9pt; color: black;\">&#8220;Occidente&#8221;<\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><strong>ore 19<\/strong><br \/>\n<span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><strong>Occidente<\/strong><\/span><\/span><\/strong><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"> (2000)<br \/>\nRegia:<\/span><\/span><\/span><strong><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"> <strong>Corso Salani<\/strong><\/span><\/span><\/span><\/strong><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">; soggetto e sceneggiatura: Monica Rametta, Corso Salani; fotografia: Fabio Zamarion; musica: Flipper Music; montaggio: Luca Benedetti; interpreti: Corso Salani, Agnieszka Czekanska, Monica Rametta, Fabio Sabbioni, Gianluca Arcopinto; origine: Italia; produzione: Pablo; durata: 95&#8242;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Proveniente da Bucarest e in possesso di regolare soggiorno, Malvina vive ad Aviano, il paese del Friuli dove ha sede un&#8217;importante base militare statunitense. Lavora come cameriera in un ristorante e durante le ore libere segue un corso per infermiera. Alle spalle ha un&#8217;esperienza che l&#8217;ha segnata: nel 1989 ha partecipato, armi in pugno, alla rivoluzione rumena che ha abbattuto il regime di Ceausescu. Sempre ad Aviano c&#8217;\u00e9 Alberto, giovane professore del locale istituto alberghiero, arrivato da un&#8217;altra citt\u00e0. Una sera Alberto va a cena con alcuni colleghi nel ristorante dove lavora Malvina e rimane colpito dalla ragazza. L&#8217;incontro con Malvina cambier\u00e0 profondamente la sua vita.<\/span><\/p>\n<p><strong><strong><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><strong>ore 21<\/strong><br \/>\n<span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><strong>Tornando a casa <\/strong><\/span><\/span><\/strong><\/strong><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">(2001)<br \/>\nRegia: <strong>Vincenzo Marra<\/strong>; soggetto e sceneggiatura: Vincenzo Marra; fotografia: Ramiro Civita; scenografia: Roberto De Angelis; costumi: Antonella Cannarozzi; musica: Andrea Guerra; montaggio: Luca Benedetti; interpreti: Aniello Scotto D&#8217;Antuono, Salvatore Iaccarino, Giovanni Iaccarino, Abdel Aziz Azouz, Roberta Papa, Silverio Iaccarino, Fabio Romano, Marco Prosperini, Mario Doriano, Marcello Scotto Di Minico, Ciro Di Domenico, Giuseppe Di Domenico, Francesco Di Domenico, Angelo Testa, Michele Testa, Scipione Rezzo; origine: Italia; produzione: Classic srl; durata: 88&#8242;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Nel tentativo di rendere pi\u00f9 copiosa la pesca, Salvatore &#8211; capitano di un gruppo di pescatori napoletani in Sicilia &#8211; spinge pericolosamente il peschereccio al limite delle acque territoriali africane. Scampato il pericolo, l&#8217;equipaggio decide di tornare a Napoli, nella zona Flegrea. Il pi\u00f9 giovane di tutti, Franco, vorrebbe mollare tutto e partire per gli Stati Uniti in cerca di fortuna. Salvatore, invece, deve fare i conti con la malavita locale e con gli altri pescatori che non vedono di buon occhio il suo ritorno. La situazione diventa esplosiva, la tragedia \u00e8 dietro l&#8217;angolo. Nel viaggio successivo, quando sono in mare aperto, Franco scompare e viene dato per disperso. Forse la morte \u00e9 una soluzione. Aggregatosi ad un gruppo di clandestini, Franco, che \u00e8 vivo, si fa passare per uno di loro, e viene rimpatriato in Africa, dove rimane.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Dalle note di regia: \u00ab<em>Dopo aver cercato a lungo, ho trovato quattro meravigliosi pescatori, i protagonisti della mia storia. Loro, insieme a un vero peschereccio e a tutti gli altri attori non professionisti, hanno reso possibile la mia scommessa (\u2026). Ho girato per tre quarti in mare aperto, in presa diretta nel dialetto originale del luogo<\/em>\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><strong><strong><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><strong>Mercoled\u00ec 25 gennaio<br \/>\nore 17<\/strong><br \/>\n<span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><strong>Saimir<\/strong><\/span><\/span><\/strong><\/strong><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"> (2004)<br \/>\nRegia: <strong>Francesco Munzi<\/strong>; soggetto e sceneggiatura: Serena Brugnolo, Dino Gentili, Francesco Munzi; fotografia: Vladan Radovic; scenografia: Valentina Scalia; costumi: Loredana Buscemi; musica: Giuliano Taviani; montaggio: Roberto Missiroli; interpreti: Mishel Manoku, Xhevdet Feri, Lavinia Guglielman, Anna Ferruzzo; origine: Italia; produzione: Orisa Produzioni, Pablo Produzioni; durata: 88&#8242;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Saimir, un sedicenne albanese emigrato in Italia, vive in un sobborgo del litorale laziale dove suo padre Edmond gestisce un piccolo traffico di immigrati clandestini. Il ragazzo vorrebbe integrarsi con i coetanei italiani, ma, respinto da tutti, trova conforto solo frequentando un gruppo di rom che lo avvia alla piccola criminalit\u00e0. Un giorno, Saimir scopre che Edmond \u00e8 stato coinvolto nell&#8217;avviamento alla prostituzione di una minorenne e cerca di salvarla, attirando su di s\u00e9 le ire dei complici di suo padre. Nonostante l&#8217;intervento del genitore, Saimir viene sottoposto a una punizione esemplare che scatena in lui una rabbia feroce che porter\u00e0 ad un drammatico epilogo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Premi: Menzione del Premio De Laurentiis per la Migliore opera prima alla Mostra di Venezia 2004 nella Sezione Orizzonti, Premio Navicella Cinema Italiano &#8211; RDC Awards 2005 e Nastro d&#8217;Argento 2006 per la regia di un&#8217;opera prima<\/span><\/p>\n<p><strong><strong><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><strong>ore 19<\/strong><br \/>\n<span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><strong>Quando sei nato non puoi pi\u00f9 nasconderti<\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"> <\/span><\/span><\/span><\/strong><\/strong><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">(2005)<br \/>\nRegia: <strong>Marco Tullio Giordana<\/strong>; soggetto e sceneggiatura: Sandro Petraglia, Stefano Rulli, Marco Tullio Giordana, dal romanzo omonimo di Maria Pace Ottieri; fotografia: Roberto Forza; scenografia: Giancarlo Basili; costumi: Maria Rita Barbera; montaggio: Roberto Missiroli; interpreti: Alessio Boni, Michela Cescon, Rodolfo Corsato, Matteo Gadoia, Ester Hazan, Vlad Alexandru Toma, Marcello Prayer, Giovanni Martorana, Andrea Tidona, Adriana Asti, Lola Peploe, Simonetta Solder, Fuschia Katherine Sumner, Kubiwimania George Valdesturlo, Fall Diop El Hadji Iba Hamet, Mohamed Nejib Zoghiami, Sini Ngindu Bindanda, Ana Caterina Morariu, Emmanuel Dabone, Paolo Bonanni, Walter Da Pozzo; origine: Italia, Francia, Gran Bretagna; produzione: Cattleya, Rai Cinema, Aquarius Films, Babe; durata: 115&#8242;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Sandro ha dodici anni e una vita spensierata in una piccola cittadina di provincia. Un giorno, durante un viaggio in barca nel Mediterraneo con il padre, cade in acqua e non riescono a raggiungerlo prima che sparisca tra le onde. Viene ripescato da uno scafo su cui sono imbarcati dei clandestini che fanno rotta verso l&#8217;Italia, sperando in una vita migliore e nel miraggio di un lavoro per poter mantenere le loro famiglie. Tra gli emigranti ci sono due fratelli rumeni, Radu e Alina. Hanno la stessa et\u00e0 di Sandro e tra i tre ragazzi si stringe un rapporto che somiglia sempre pi\u00f9 ad un&#8217;amicizia, nonostante le diversit\u00e0 e la lingua diversa. Sandro si sente vicino a loro, e soprattutto ad Alina, cos\u00ec bella ai suoi occhi di adolescente. \u00c8 l&#8217;et\u00e0 adulta che irrompe nella sua vita, mostrandogli lo squallore e la crudezza della realt\u00e0 e costringendolo a guardare il mondo con occhi diversi&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Dalle note di regia: \u00ab<em>Tra le fonti: il libro di Maria Pace Ottieri che ha dato il titolo al film, Migranti di Claudio Camarca, un piccolo saggio di Giuseppe Mantovani che s&#8217;intitola Intercultura&#8230; e naturalmente il cinema. Per quanto non esplicita c&#8217;\u00e8 un&#8217;eco di Germania, anno zero di Roberto Rossellini o de I bambini ci guardano di Vittorio De Sica. La passeggiata finale del ragazzo nella &#8220;Corea&#8221; milanese \u00e8 un po&#8217;, in orizzontale, la passeggiata che in Germania, anno zero il piccolo Edmund fa in verticale, prima di buttarsi gi\u00f9. Come ne La meglio giovent\u00f9, c&#8217;\u00e8 anche Truffaut &#8211; qui citato con un tema musicale composto da Georges Delerue per La peau douce &#8211; perch\u00e9 pochi come lui hanno saputo raccontare la fragilit\u00e0 dell&#8217;adolescenza e i traumi del passaggio verso la maturit\u00e0<\/em>\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><strong><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><strong>ore 21<\/strong><br \/>\n<span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><strong>La sconosciuta<\/strong><\/span><\/span><\/strong><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"> (2006)<br \/>\nRegia: <strong>Giuseppe Tornatore<\/strong>; soggetto e sceneggiatura: Giuseppe Tornatore; collaborazione al copione: Massimo De Rita; fotografia: Fabio Zamarion; montaggio: Massimo Quaglia; musiche: Ennio Morricone; costumi: Nicoletta Ercole; scenografia: Tonino Zera; suono: Gilberto Martinelli; interpreti: Ksenia Rappoport, Michele Placido, Claudia Gerini, Piera Degli Esposti, Alessandro Haber, Pierfrancesco Favino, Clara Dossena, Margherita Buy; produzione: Medusa Film, Manigolda Film, Sky; formato: 35 mm; durata: 118&#8242;.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Una metropoli italiana, oggi. Irena \u00e8 una donna arrivata da qualche anno dall&#8217;Ucraina. Alle sue spalle ha un viaggio lungo e terribile e poi, in Italia, l&#8217;incontro con uomini senza scrupoli che si sono approfittati di lei, della sua ingenuit\u00e0, della sua giovinezza. Malgrado sia passato tanto tempo, Irena non riesce ancora a dimenticare le tante umiliazioni e violenze subite. Ha un solo ricordo dolce, quello di un amore intenso che per\u00f2 ha perduto. Bench\u00e9 non sia pi\u00f9 giovanissima, Irena \u00e8 ancora una donna affascinante e, nonostante si nasconda dietro un&#8217;apparenza dimessa, nei suoi occhi brilla il fuoco della ribellione. Dopo lunghe e ragionate manovre, un giorno convince il portinaio del palazzo in cui vive ad aiutarla e a farla assumere come donna delle pulizie per il casermone di fronte. Irena si impegna senza risparmiarsi e lustra ogni angolo delle scale e dell&#8217;androne. Ma in realt\u00e0 il suo obiettivo \u00e8 un altro. Tiene d&#8217;occhio una famiglia di orafi che abita l\u00ec, gli Adacher. Donato e sua moglie Valeria si stanno separando e la loro unica figlia, Tea, sembra soffrirne particolarmente. Irena diventa amica di Gina, la loro anziana domestica e, pian piano, riesce ad entrare in quella casa. Gli Adacher la assumono come donna delle pulizie e Irena inizia a farsi strada nel cuore della piccola Tea. Un giorno, per\u00f2, all&#8217;improvviso, ecco comparire un&#8217;ombra del passato di Irena, il suo antico aguzzino &#8220;Muffa&#8221;, che porta con s\u00e9 una scia di nuovi orrori e violenze.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">David di Donatello 2007 (miglior film, regia, attrice protagonista, fotografia e musica) e Nastro d&#8217;Argento 2007 (miglior film, regia, musica e attore non protagonista), La sconosciuta ha rappresentato l&#8217;Italia agli Oscar 2008 per il miglior film straniero e ha scoperto il talento dell&#8217;attrice russa di teatro, cinema e fiction Ksenia Rappoport.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><strong>Gioved\u00ec 26 gennaio<br \/>\nore 17<\/strong><br \/>\n<span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><strong>Io, l&#8217;altro<\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"> (2006)<br \/>\nRegia: <strong>Mohsen Melliti<\/strong>; soggetto: Mohsen Melliti; sceneggiatura: Mohsen Melliti con Alessandro Sigalot e Saverio Di Biagio; fotografia: Maurizio Calvesi; montaggio: Marco Spoletini; musiche: Roberto Colavalle, Louis Siciliano; costumi: Carolina Olcese; suono: Gilberto Martinelli; interpreti: Raoul Bova, Giovanni Martorana, Mario Pupella, Davide Lo Verde, Alessia Luongo, Samia Zibidi; produzione: Trees Pictures e Sanmarco Film in associazione con Passworld, Minollo Film, Usmarketing; formato: 35 mm; durata: 80&#8242;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">L&#8217;acquisto di un peschereccio usato permetter\u00e0 finalmente a Giuseppe e Yousef di affrancarsi dopo anni di lavoro sotto padrone. Quando il mondo viene sconvolto dall&#8217;ennesimo atto terroristico, per Yousef e Giuseppe tutto sembra andare avanti allo stesso modo, fino a quando, durante una battuta di pesca in mezzo al mare, la radio annuncia che la Polizia Internazionale sta ricercando un terrorista di nome Youssef.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">\u00ab<em>Il dramma di questi due uomini nel film viene rappresentato attraverso una forma espressiva che si colloca in una posizione di confine tra il teatro e il cinema ed \u00e8 amplificato dall&#8217;isolamento, perch\u00e9 i due pescatori si trovano nel mezzo del mare che, come dice Giuseppe, &#8220;devi rispettare perch\u00e9 non lo conoscerai mai fino in fondo&#8221;. Io, l&#8217;altro in breve tempo prende una forma che sia avvicina a quella del thriller psicologico, alternando il punto di vista di Giuseppe a quello di Yousef, per poi prendere le vesti di una tragedia: il tradimento in un sentimento profondo come l&#8217;amicizia, o l&#8217;amore, non si pu\u00f2 perdonare, e non a caso la barca si chiama Medea<\/em>\u00bb. (Alice Casalini, &#8220;Cinemafrica&#8221;)<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><strong>ore 19<\/strong><br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">Omaggio al maestro<\/span><\/span><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"> <strong>Vittorio De Seta<\/strong><br \/>\n<span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><strong>Lettere dal Sahara<\/strong><\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"> (2006)<br \/>\nRegia: <strong>Vittorio De Seta<\/strong>; soggetto e sceneggiatura: Vittorio De Seta; fotografia: Antonio Grambone; montaggio: Marzia Mete; musiche: Fabio Tronco, L&#8217;Orchestra di Piazza Vittorio, Isma\u00ebl  L\u00f4; costumi: Fabio Angelotti; scenografia: Fiorella Cicolini; interpreti: Djibril Kebe, Paola Ajmone Rondo, Stefano Saccotelli, Madawass Kebe, Fifi Cisse, Thierno Ndiaye, Luca Barbeni; produzione: A.S.P., Metafilm, con il contributo del MiBac; formato: 35 mm; durata: 123&#8242;.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Assane, un senegalese naufrago sull&#8217;isola di Lampedusa, in sei mesi risale l&#8217;Italia passando per Napoli, Firenze e Torino, cambiando di volta in volta lavoro. Quando finalmente riesce a ottenere il permesso di soggiorno, viene quasi linciato in una rissa fuori da una discoteca ed entra in crisi. Decide allora di tornare in Senegal e, una volta tornato al villaggio natale, di fronte alle insistenze del suo vecchio maestro, racconta la sua esperienza.<\/span><\/p>\n<p><strong> <\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">\u00ab<em>De Seta (\u2026) attraverso gli occhi di Assane sembra descrivere impressionisticamente, senza tentare di spiegare, la realt\u00e0 italiana e quella dell&#8217;immigrazione: due mondi che scorrono paralleli, senza (quasi) mai incontrarsi. Ma \u00e8 grazie all&#8217;acume e all&#8217;attenzione del regista che, come spettatori e come cittadini, scopriamo &#8211; forse la prima volta cos\u00ec nettamente &#8211; che dietro ogni immigrato c&#8217;\u00e8 un emigrato. Una persona che ha una storia, un passato, una famiglia e degli affetti lasciati alle spalle per il desiderio di una vita migliore: in modo semplice e icastico De Seta spiega meglio di qualsiasi servizio televisivo l&#8217;inutilit\u00e0 e l&#8217;ingiustizia di una legge che considera l&#8217;immigrazione come un problema di ordine pubblico piuttosto che come un dramma umano e sociale che provoca dolore, ma anche immensa ricchezza<\/em>\u00bb. (Maria Coletti, &#8220;Cinemafrica&#8221;)<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><strong>ore 21<\/strong><br \/>\n<span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><strong>Riparo<\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"> <\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">(2007)<br \/>\nRegia: <\/span><\/span><\/span><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"><strong>Marco Simon Puccioni<\/strong><\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">; soggetto e sceneggiatura: Marco Simon Puccioni, Monica Rametta, Heidrun Schleef; fotografia: Tarek Ben Abdallah; montaggio: Roberto Missiroli; musiche: Cristiano Fracaro; costumi: Ludovica Amati; scenografia: Emita Frigato; suono: Luca Bertolin, Michele Tarantola; interpreti: Maria de Medeiros, Antonia Liskova, Mounir Ouadi, Vitaliano Trevisan, Gisella Burinato, Gerard Koloneci; produzione: Mario Mazzarotto per Intel Film, RAI Cinema, Ad\u00e9sif; formato: 35 mm; durata: 100&#8242;.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><strong> <\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Anna e Mara tornano dalla loro vacanza in Tunisia: vivono insieme e hanno una relazione complicata dal fatto che Mara lavora come operaia nella fabbrica di scarpe di propriet\u00e0 della famiglia di Anna. La loro vita si complica ancora di pi\u00f9 nel momento in cui Anis, un ragazzo marocchino, si nasconde nella loro automobile per raggiungere l&#8217;Italia clandestinamente. Per un po&#8217; di tempo la convivenza dei tre sembra andare per il meglio, ma quando il ragazzo perde il lavoro e manifesta un forte sentimento per una delle due ragazze, l&#8217;equilibrio del m\u00e9nage inizia a vacillare&#8230;<\/span><\/p>\n<p><strong> <\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">\u00ab<em>Il buonismo di Anna e l&#8217;apparente freddezza di Mara nascondono il triste, e pi\u00f9 o meno consapevole, uso per fini personali che le due donne fanno del ragazzo: Anis \u00e8 lo strumento per ricattarsi a vicenda, per cercare uno stimolo a reagire ed a guardare in faccia la realt\u00e0. Nessuno dei tre protagonisti sa esattamente quello che vuole e cosa diventare, anche nel caso di Anis, apparentemente sicuro del suo percorso. Ognuno dei tre si trova costretto a cambiare e a guardarsi allo specchio (\u2026). I tre girano su se stessi, si cercano e si rincorrono tra le verdi e fredde colline del Friuli Venezia Giulia e attorno alla rotonda dove troneggia una sedia enorme, simbolo dell&#8217;Italia che produce<\/em>\u00bb. (Alice Casalini, &#8220;Cinemafrica&#8221;)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-17521\" title=\"Mar Nero01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Mar-Nero.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"412\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Mar-Nero.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Mar-Nero-436x290.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><span style=\"font-family: Arial; font-size: 9pt; color: black;\">&#8220;Mar Nero&#8221;<\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><strong>Venerd\u00ec 27 gennaio<br \/>\nore 17<\/strong><br \/>\n<span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><strong>Mar Nero<\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"> <\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">(2008)<\/span><\/span><\/span><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"><br \/>\n<\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">Regia: <strong>Federico Bondi<\/strong>; soggetto: Federico Bondi, Cosimo Calamini; sceneggiatura: Ugo Chiti, Federico Bondi; fotografia: Gigi Martinucci; montaggio: Ilaria Fraioli; musiche: Enzo Casucci; costumi: Alessandra Vadal\u00e0; scenografia: Daniela Spisa; presa diretta: Mirko Guerra; interpreti: Ilaria Occhini, Dorotheea Petre, Corso Salani, Vlad Ivanov, Maia Morgenstern, Theodor Danetti; produzione: Francesco Pamphili, Giorgia Priolo e Ada Solomon per Film Kair\u00f2s, Rai Cinema, Manigolda Film, Hi Film Productions; formato: 35 mm; durata: 95&#8242;.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Gemma \u00e8 una donna anziana rimasta vedova. Ad aiutarla c&#8217;\u00e8 la badante Angela, una ragazza rumena giunta da poco in Italia per cercare fortuna, mentre suo marito \u00e8 rimasto in patria. Le due donne diventano ben presto molto legate e tra loro si forma una solida amicizia. Un giorno, per\u00f2, Angela viene informata che suo marito \u00e8 scomparso. La ragazza vorrebbe tornare in Romania per scoprire cosa \u00e8 successo, ma Gemma non vuole rimanere sola ancora una volta. Le due donne decidono quindi di partire insieme&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=4283\" target=\"_self\">Recensione<\/a> di Sergio Citterio da Rapporto Confidenziale<\/strong><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><strong>Ore 19<\/strong><br \/>\n<span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"><strong>Corti CSC Production<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><strong>La rivale<\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"> (2006)<br \/>\nRegia: <strong>Carlo Pisani<\/strong>; soggetto e sceneggiatura: Serena Cervoni, Mariano Di Nardo, Carlo Pisani; fotografia: Renzo Angelillo; montaggio: Gianni Forteleoni; musiche: Umberto Smerilli; scenografia: Lia Canino; costumi: Vanessa Mantellassi; suono: Andrea Sileo; interpreti: Carmen Giardina, Djibril Kebe, Ayda Mbaye; produzione: CSC Production; formato: 35 mm; durata: 17&#8242;.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Adelaide, un&#8217;insegnante quarantenne, convive con Steven (Djibril Kebe, il protagonista di Lettere dal Sahara di Vittorio De Seta), un conduttore radiofonico senegalese di dieci anni pi\u00f9 giovane. La loro serena vita di coppia \u00e8 sconvolta dall&#8217;arrivo di Oumi, la sorella di Steven. Ma \u00e8 veramente sua sorella?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><strong>Dentro Roma<\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"> (2006)<br \/>\nRegia: <strong>Francesco Costabile<\/strong>; soggetto e sceneggiatura: Francesco Costabile, Devor De Pascalis, con la collaborazione di Francesco Apice, Daniela Gambaro, Francesco Lodico; fotografia: Valentina Summa; montaggio: Stefano Mariotti; musiche: Rocco Centrella, Gianluca Licciardi; costumi: Alessandra Stella; scenografia: Giovanna Cirianni; suono: Valentino Giann\u00ec; interpreti: Vlad Alexandru Toma, Cosimo Bani, Sandrina Seserman, Giuseppe Antignati; produzione: CSC Production; formato: 35 mm; durata: 27&#8242;<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Il ricordo di una notte trascorsa percorrendo le strade della citt\u00e0 eterna, seguendo i passi di due giovani ragazzi: Vlad, moderno ragazzo di vita rumeno, e Cosimo, appena trasferitosi in citt\u00e0. Entrambi alla ricerca di una redenzione, di una liberazione o forse di un luogo in cui nascondersi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><strong>La seconda famiglia<\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"> (2009)<br \/>\nIn collaborazione con Medusa Film<br \/>\nRegia: <strong>Alberto Dall&#8217;Ara<\/strong>; soggetto e sceneggiatura: Andrea Cedrola, Stefano Grasso, Carlotta Massimi, Alberto Dall&#8217;Ara; fotografia: Ethel Pistritto; montaggio: Han Eul Lee; musiche: Roberto Boarini; costumi: Alice Bucelli; scenografia: Lara Sikic; suono: Giulio Capanna, Vincenzo Schiavo; interpreti: Alba Rohrwacher, Rinat Khismatouline, Karina Drahynych, Claudia Della Seta, Alberto Di Stasio, Alessandro Mistichelli; produzione: CSC Production, Medusa Film; formato: 35 mm; durata: 26&#8242;.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Roma. Margherita, giovane assistente sociale, d\u00e0 lezioni di italiano alla piccola Alina, da poco in Italia, e instaura con la famiglia della bambina un rapporto che va al di l\u00e0 di quello professionale.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\">ore 21<br \/>\n<span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><strong>Cover Boy<\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"> <\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">(2008)<\/span><\/span><\/span><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"><br \/>\n<\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">Regia:<\/span><\/span><\/span><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"> Carmine Amoroso<\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">; soggetto: Carmine Amoroso; sceneggiatura: Carmine Amoroso, Filippo Ascione; fotografia: Paolo Ferrari; montaggio: Luca Manes; musiche: Marco Falangiani, Okapi; costumi: Alessandra Bentivegna; scenografia: Maria Adele Conti, Biagio Fersini; interpreti: Eduard Gabia, Luca Lionello, Chiara Caselli, Luciana Littizzetto, Francesco Domined\u00f2, Gabriel Spahiou; produzione: Filand, Paco Cinematografica; formato: 35 mm; durata: 97&#8242;.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Michele e Ioan sono due ragazzi provenienti da mondi diversi, ma accomunati dallo stesso destino. Entrambi sono alla costante ricerca di un lavoro stabile ma rimangono vittime della moderna flessibilit\u00e0. Ioan \u00e8 rumeno, cresciuto nella piena fase di transizione post-comunista del suo paese, ed \u00e8 arrivato in Italia alla ricerca di un futuro migliore. Michele ha passato i quarant&#8217;anni e da poco tempo ha perso il suo lavoro come uomo delle pulizie alla Stazione Termini. Piuttosto che affrontare l&#8217;umiliazione di dichiararsi disoccupato, Michele continua ad uscire ogni mattina e a far finta di lavorare. I due si conoscono alla stazione e, poich\u00e9 Ioan \u00e8 alla ricerca di un posto in cui risiedere, Michele gli affitta un letto a casa sua. Bench\u00e9 vivano ai margini della societ\u00e0, senza prospettive per il domani, i due amici coltivano il sogno di aprire un ristorante sulle rive del Danubio fino al giorno in cui Michele riuscir\u00e0 ad aiutare Ioan a cambiare la sua vita. E tutto a causa di una fotografia&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=4292\" target=\"_self\">Recensione <\/a>di Alessio Galbiati da Rapporto Confidenziale<\/strong><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><strong>Sabato 28 gennaio<br \/>\nore 16.30<\/strong><br \/>\n<span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><strong>La giusta distanza<\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"> (2007)<br \/>\nRegia: <strong>Carlo Mazzacurati<\/strong>; soggetto: Doriana Leondeff, Carlo Mazzacurati; sceneggiatura: Doriana Leondeff, Carlo Mazzacurati, Marco Pettenello, Claudio Piersanti; fotografia: Luca Bigazzi; montaggio: Paolo Cottignola; musiche: Tin Hat; costumi: Francesca Sartori; scenografia: Giancarlo Basili; suono: Remo Ugolinelli; interpreti: Giovanni Capovilla, Ahmed Hafiene, Valentina Lodovini, Giuseppe Battiston, Fabrizio Bentivoglio, Ivano Marescotti; produzione: Domenico Procacci per Fandango in collaborazione con Rai Cinema; formato: 35 mm; durata: 106&#8242;.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">In un piccolo paese immaginario alle foci del Po ha luogo la relazione tra Hassan, un meccanico tunisino, onesto lavoratore stimato e rispettato dai suoi compaesani, e Mara, una giovane supplente che ha accettato l&#8217;incarico di insegnante a tempo determinato. Testimone degli avvenimenti tragici che inaspettatamente vedono protagonisti i due amanti \u00e8 Giovanni, un giovane aspirante giornalista, amico di Hassan, costretto a fare i conti con i suoi sentimenti di amicizia e con il dovere di cronaca.<\/span><\/p>\n<p><strong><strong><strong><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\">ore 18.30<br \/>\n<\/span><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">Incontro con <\/span><\/span><strong><strong><strong><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"><strong>Marco Turco<\/strong><br \/>\n<span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\">La straniera<span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"> <\/span><\/span><\/span><\/strong><\/span><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">(2008)  (ingresso gratuito)<\/span><\/span><\/span><\/span><strong><strong><strong><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"><br \/>\n<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/span><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">In collaborazione con La Beffa Produzioni<br \/>\nRegia:<\/span><\/span><\/span><\/span><strong><strong><strong><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"> <strong>Marco Turco<\/strong><\/span><\/span><\/span><\/strong><\/span><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">; soggetto e sceneggiatura: Marco Turco e Monica Zapelli, con la collaborazione di Andrea Porporati, dal romanzo omonimo di Younis Tawfik; fotografia: Paolo Carnera e Alessandro Pesci; montaggio: Massimo Quaglia; musiche: Natacha Atlas, Tim Wheelan, Hamilton Lee; costumi: Silvia Nebiolo; scenografia: Alessandro Marrazzo; interpreti: Kaltoum Boufangacha, Ahmed Hafiene, Sonia Bergamasco, Claudio Gio\u00e8, Beauty Obasuvi, Jamil Hammoudi, Chiara Nicola, Eugenio Allegri, Aziza Nadir, Mohamed Majd; produzione: Monica Iezzi e Melania Iezzi, per La Beffa Produzioni, in collaborazione con Rai Cinema; formato: 35 mm; durata: 110&#8242;.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Amina, una giovane araba, giunge clandestinamente in Italia con il marito, ma poco dopo il loro arrivo lui scappa lasciandola sola. Per riuscire a sopravvivere, la donna entra nel giro della prostituzione, ma quando incontra Naghib, un architetto connazionale di cui si innamora, ricambiata, vede un barlume di speranza per una vita migliore. Tuttavia, la sua felicit\u00e0 \u00e8 destinata a breve durata perch\u00e9 quando Naghib scopre come si guadagna da vivere le chiede di scomparire dalla sua vita. Quando lui si render\u00e0 conto dell&#8217;importanza di Amina nella sua vita e inizier\u00e0 a cercarla per le strade di Torino, forse sar\u00e0 troppo tardi&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">\u00ab<em>\u00c8 uscito almeno in homevideo, La straniera di Marco Turco, che nessun distributore ha avuto il coraggio di portare in sala. (\u2026) L&#8217;epilogo del film \u00e8 molto diverso da quello, disperato e lisergico, del romanzo, e non \u00e8 l&#8217;unica licenza che si prendono Turco e i suoi sceneggiatori (\u2026). Nell&#8217;operazione di adattamento dal romanzo, il carattere di Amina perde forse di intensit\u00e0 ma viene depurato dal fastidioso e insistito riferimento a una sessualit\u00e0 ferina, secondo modelli archetipici comuni alla cultura mediterranea (da Aicha Kandisha alla Lupa verghiana). Nel panorama dei film che indagano la condizione dei migranti in Italia, l&#8217;opera prima di Marco Turco si ritaglia un posto significativo. Per la prima volta, forse, vediamo portati in un ruolo da protagonisti due migranti (e non, poniamo, uno straniero e un&#8217;italiana, o viceversa). Il regista e gli sceneggiatori fanno del loro meglio per assicurare allo spettatore una dinamica di coinvolgimento sentimentale, tale da superare pregiudizi e steccati ideologici. Lo fanno, correndo il rischio di alcune forzature e scorciatoie da fiction televisiva (\u2026). Ma la quadratura drammaturgica dei due personaggi principali \u00e8 assai solida, grazie a una convincente direzione\/resa attoriale<\/em>\u00bb. (Leonardo De Franceschi, &#8220;Cinemafrica&#8221;)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><strong>ore 21.15<\/strong><br \/>\n<span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><strong>Scontro di civilt\u00e0 per un ascensore a Piazza Vittorio<\/strong> <span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">(2010) <\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">(ingresso gratuito)<br \/>\nIn collaborazione con Bolero Film<br \/>\nRegia: <strong>Isotta Toso<\/strong>; soggetto e sceneggiatura: Maura Vespini, Isotta Toso, dal romanzo omonimo di Amara Lakhous; fotografia: Fabio Zamarion; montaggio: Patrizio Marone; musiche: Gabriele Coen e Marco Rivera; costumi: Eva Coen; scenografia: Anna Forletta; suono: Gilberto Martinelli; interpreti: Kasia Smutniak, Daniele Liotti, Serra Yilmaz, Ahmed Hafiene, Marco Rossetti, Kesia Elwin, Milena Vukotic, Luigi Diberti, Roberto Citran, Francesco Pannofino, Ninetto Davoli, Fabio Traversa; produzione: Maura Vespini e Sandro Silvestri per Emmecinema; formato: 35 mm; durata: 96&#8242;.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Roma, quartiere Esquilino. In uno stabile di Piazza Vittorio, tra i vari condomini ha luogo uno &#8220;scontro di civilt\u00e0&#8221; sull&#8217;uso dell&#8217;ascensore, dovuto all&#8217;appartenenza a diverse identit\u00e0 culturali, religiose e di classe che fanno nascere diffidenze, malintesi e piccole prevaricazioni. Una morte improvvisa e un&#8217;indagine poliziesca romper\u00e0 &#8220;l&#8217;instabile equilibrio&#8221; condominiale allontanando per un momento ogni contrasto&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">\u00ab<em>Molta della feroce energia dissacrante e della lacerante trascrizione di un&#8217;esperienza d&#8217;esilio sono andati persi nel passaggio dalla pagina allo schermo. Ma a colpire negativamente \u00e8 la constatazione che nella trasposizione &#8211; resa difficoltosa (di qui la scommessa) dal fatto che si tratta, a suo modo, di una sorta di romanzo epistolare, o confessionale, a pi\u00f9 voci, alla Rashomon, senza un vero e proprio plot &#8211; si siano operate scelte sceneggiatoriali che hanno avuto l&#8217;effetto di marginalizzare e ridimensionare il personaggio di Amedeo\/Ahmed, narratore per cos\u00ec dire privilegiato del romanzo, depositario ultimo dell&#8217;ethos e del vissuto dello scrittore algerino<\/em>\u00bb. (Leonardo De Franceschi, &#8220;Cinemafrica&#8221;)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-17522\" title=\"Scontro di civilt\u00e001\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Scontro-di-civilt\u00e001.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"411\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Scontro-di-civilt\u00e001.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Scontro-di-civilt\u00e001-300x198.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><span style=\"font-family: Arial; font-size: 9pt; color: black;\">&#8220;Scontro di civilt\u00e0 per un ascensore a Piazza Vittorio&#8221;<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><strong>Domenica 29 gennaio<br \/>\nore 16.30<\/strong><br \/>\n<span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">Incontro con <strong>Marta Bifano<\/strong><br \/>\n<span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\">L\u00e0-bas<span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"> (2011)  (ingresso gratuito)<br \/>\nCopia per gentile concessione di Ichnos Network Project<br \/>\nRegia: <strong>Guido Lombardi<\/strong>; soggetto e sceneggiatura: Guido Lombardi; fotografia: Francesca Amitrano; montaggio: Annalisa Forgione, Beppe Leonetti; musiche: Giordano Corapi; costumi: Francesca Balzano; scenografia: Maica Rotondo; suono: Davide Mastropalo, Leandro Sorrentino; interpreti: Kader Alassane, Moussa Mone, Esther Elisha, Billi Serigne Faye, Alassane Doulougou, Fatima Traore, Salvatore Ruocco; produzione: Dario Formisano, Gaetano Di Vaio e Gianluca Curti per Eskimo, Figli del Bronx, Minerva Pictures Group; formato: Beta Digit; durata: 100&#8242;.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Castel Volturno, 18 settembre 2008. Un commando di camorristi irrompe in una sartoria di immigrati africani, sparando all&#8217;impazzata e uccidendo sei ragazzi di colore. Nel frattempo, il giovane immigrato Yssouf decide di chiudere i conti con lo zio Moses. E&#8217; lui che lo ha convinto a venire in Italia promettendogli un futuro da onesto artigiano e che invece lo ha trasformato nel cinico gestore di un giro milionario di cocaina, con il rischio di finire ammazzato dal potente clan rivale dei nigeriani. Tuttavia, Yssouf non \u00e8 il solo a essere intrappolato nella quotidiana lotta per la sopravvivenza: intorno a lui ruotano anche le vicende dell&#8217;amico Germain, della cantante Aset\u00f9 e della prostituta Suad, che lo stesso Yssouf vorrebbe riscattare dai suoi padroni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">\u00ab<em>L\u00e0-bas \u00e8 dunque il frutto di un&#8217;indagine culturale che \u00e8 poi diventato un film che si caratterizza fortemente per un deciso sviluppo narrativo: il duello tra i clan che porta alla tragedia finale si consuma tra minacce, prepotenze, ricatti. Parallelamente, Lombardi, unico sceneggiatore del film, riesce a tenere in piedi una serie di filoni narrativi, come quello con Germain e con tutti gli abitanti della casa delle candele, o il plot con Suad, che poi si riveler\u00e0 essere una prostituta, con la quale Yssouf non riesce ad avere un rapporto per colpa della sua vita. Lombardi \u00e8 anche bravo a descrivere l&#8217;impossibilit\u00e0 per Yssouf di &#8220;uscire dal giro&#8221; per via delle minacce di suo zio, del quale Yssouf \u00e8 di fatto una propriet\u00e0. \u00c8 curioso come per trovare delle operazioni cinematografiche intelligenti, in grado di coniugare la potenza del lavoro sociale che ha coinvolto tutta la comunit\u00e0 africana di Napoli e una qualit\u00e0 buona di fattura, soprattutto dal punto di vista della sceneggiatura, sia necessario andare a scavare nelle produzioni indipendenti<\/em>\u00bb. (Simone Moraldi, &#8220;Cinemafrica&#8221;)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Premi: Leone del Futuro-Premio Venezia Opera Prima &#8220;Luigi De Laurentiis&#8221; alla 26. Settimana Internazionale della Critica (Mostra di Venezia 2011).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><strong>Ore 18.30<\/strong><br \/>\n<span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">Incontro con <strong>Andrea Segre<\/strong><br \/>\n<span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><strong>Io sono Li<\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"> (2011) (ingresso gratuito)<br \/>\nCopia per gentile concessione di Parthenos<br \/>\nRegia: <strong>Andrea Segre<\/strong>; soggetto: Andrea Segre; sceneggiatura: Marco Pettenello, Andrea Segre; fotografia: Luca Bigazzi; montaggio: Sara Zavarise; musiche: Fran\u00e7ois Couturier; costumi: Maria Rita Barbera; scenografia: Leonardo Scarpa; suono in presa diretta: Alessandro Zanon; interpreti: Zhao Tao, Rade  Serbedzija, Marco Paolini, Roberto Citran, Giuseppe Battiston; produzione: Francesco Bonsembiante per Jolefilm, in coproduzione con Francesca Feder per Aeternam Films, in collaborazione con Rai Cinema, in co-produzione con Arte France Cin\u00e9ma; formato: 35 mm; durata: 96&#8242;.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Shun Li lavora in un laboratorio tessile della periferia romana per ottenere i documenti e riuscire a far venire in Italia suo figlio di otto anni. All&#8217;improvviso viene trasferita a Chioggia, una piccola citt\u00e0-isola della laguna veneta per lavorare come barista in un&#8217;osteria. Bepi, pescatore di origini slave, soprannominato dagli amici &#8220;il Poeta&#8221;, da anni frequenta quella piccola osteria. Il loro incontro \u00e8 una fuga poetica dalla solitudine, un dialogo silenzioso tra culture diverse, ma non pi\u00f9 lontane. \u00c8 un viaggio nel cuore profondo di una laguna, che sa essere madre e culla di identit\u00e0 mai immobili. Ma l&#8217;amicizia tra Shun Li e Bepi turba le due comunit\u00e0, quella cinese e quella chioggiotta, che ostacolano questo nuovo viaggio, di cui forse hanno semplicemente ancora troppa paura.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">\u00ab<em>Cambiare Paese \u00e8 anche sperimentare letteralmente questo spaesamento, fare esperienza di morte e (forse) rinascita, \u00e8 la quotidianit\u00e0 purgatoriale &#8211; in certi momenti infernale &#8211; del viaggio: andare concretamente al di l\u00e0 (ma il bar dove la donna serve si chiama Paradiso\u2026). E Segre, gi\u00e0 abituato a documentare questo trapasso nella sua attivit\u00e0 di film maker, qui riesce a non ridurre il dramma alla mera cronaca, a trascendere una denuncia per quanto necessaria del reale, e con sensibilit\u00e0 misurata e visione personale &#8211; di cui la par condicio dialettica (veneto e cinese come lingue ugualmente straniere) \u00e8 soltanto un indizio rivelatore &#8211; descrive la potenza incandescente dell&#8217;incontro, la forza scandalosa dello sguardo, la poesia come materia che arde. &#8220;Dunque il poeta \u00e8 veramente un ladro di fuoco&#8221; direbbe Rimbaud, ma qui il riferimento \u00e8 alla festa delle barchette in onore del poeta cinese Qu Yuan: candele trasportate dalla corrente (\u2026). Come fiamme nell&#8217;acqua, persistenti e labili, trascinate da derive inattese, gli uomini e le donne che si salvano reciprocamente con il candore della parola e lo scandalo dell&#8217;amore offrono un esempio assoluto di resistenza alla grettezza della societ\u00e0 (\u2026)<\/em>\u00bb. (Matteo Columbo, &#8220;Duellanti&#8221;, novembre 2011)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Premi: presentato all&#8217;8a edizione delle Giornate degli Autori\/Venice Days (Mostra di Venezia 2011), ha ricevuto il Premio Fedic, il Premio Lanterna Magica (CGS) e il Premio Lina Mangiacapre.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #707070;\"><strong>ore 21.15<\/strong><br \/>\n<span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: #800517;\"><strong>Good morning Aman<\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"> (2009) (ingresso gratuito)<br \/>\nIn collaborazione con Cinecitt\u00e0 Luce<br \/>\nRegia: <strong>Claudio Noce<\/strong>; soggetto e sceneggiatura: Heidrun Schleef, Diego Ribon e Claudio Noce, con la collaborazione di Elisa Amoruso; fotografia: Michele D&#8217;Attanasio; montaggio: Andrea Maguolo, Paola Freddi; musiche: Valerio Vigliar; costumi: Veronica Fragola; scenografia: Paki Meduri; suono: Mirko Perri; interpreti: Valerio Mastandrea, Said Sabrie, Anita Caprioli, Amin Nur, Giordano De Plano, Adamo Dionisi, Sandra Toffolati, Rino Diana; produzione: DNA Cinematografica, Rai Cinema, Relief, con il contributo del MiBAC; formato: 35 mm; durata: 103&#8242;.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Roma. Aman, ventenne di origine somala che lavora presso un rivenditore di auto usate, una sera incontra Teodoro, ex pugile quarantenne intrappolato nel suo oscuro passato. Tra i due nascer\u00e0 un sodalizio che aiuter\u00e0 entrambi a dare una svolta alle rispettive esistenze.<br \/>\n\u00ab<em>Cose mai viste. Un film italiano con un ragazzo nero per protagonista. Una storia gonfia del razzismo spicciolo e persistente che avvelena gli italiani, raccontata senza sconti ma evitando le prediche e il ricatto dell&#8217;attualit\u00e0. Facce, corpi, voci di una Roma popolare e malavitosa, dimenticata dal cinema ma ancora ostinatamente presente. Un complicato gioco di specchi fra sogni e destini di un ex-pugile sui quaranta che non esce pi\u00f9 di casa e un ragazzino di origine somala che parla il romano del Corviale (l&#8217;inedito Said Sabrie). Il tutto morbidamente impastato in un film che fonde con disinvoltura ruvidezze quasi pasoliniane e virtuosismi da clip o da film di Spike Lee. Parliamo del notevole Good Morning Aman, debutto di un regista gi\u00e0 molto apprezzato per corti e documentari, Claudio Noce. Non una commedia e nemmeno un dramma sociale, una di quelle storie esemplari ispirate alla cronaca che piacciono tanto alle nostre tv, ma una autentica tragedia, come il nostro cinema osa fare di rado, cucita addosso a due scorticati vivi che non hanno nulla in comune ma che faranno un pezzo di strada insieme. Malgrado tutto<\/em>\u00bb. (Fabio Ferzetti, &#8220;Il Messaggero&#8221;, 13 novembre 2009)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.snc.it\/events_detail.jsp?IDAREA=16&amp;ID_EVENT=481&amp;GTEMPLATE=ct_home.jsp\" target=\"_blank\">C.S.C. &#8211; Cineteca Nazionale<\/a><\/strong><br \/>\n<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Quando sei nato non puoi pi\u00f9 nasconderti&#8221; Nuovi italiani. Da migranti a cittadini Parte prima &#8220;La realt\u00e0 dello schermo&#8221;, Cinema Trevi, 21-29 gennaio 2012. 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