{"id":18202,"date":"2012-01-21T22:16:04","date_gmt":"2012-01-21T21:16:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=18202"},"modified":"2016-07-07T01:34:28","modified_gmt":"2016-07-06T23:34:28","slug":"the-girl-with-the-dragon-tattoo-david-fincher","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=18202","title":{"rendered":"The Girl with the Dragon Tattoo > David Fincher"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-36810\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/DragonTattoo_cover.jpg\" alt=\"DragonTattoo_cover\" width=\"1112\" height=\"741\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/DragonTattoo_cover.jpg 1112w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/DragonTattoo_cover-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/DragonTattoo_cover-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/DragonTattoo_cover-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/DragonTattoo_cover-436x291.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/DragonTattoo_cover-673x449.jpg 673w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/DragonTattoo_cover-950x633.jpg 950w\" sizes=\"auto, (max-width: 1112px) 100vw, 1112px\" \/><\/p>\n<p>Innanzitutto chiariamo subito un punto\u00a0: questo film NON \u00e8 il remake della versione svedese in lingua uscita un paio di anni fa, bens\u00ec una nuova riduzione cinematografica dello stesso libro, ovvero il primo tomo della ormai celeberrima e celebratissima (e bellissima, a mio giudizio) trilogia &#8220;Milennium&#8221;, che in realt\u00e0 \u00e8 una saga mancata poich\u00e9 come molti sanno il suo creatore Stieg Larsson, gi\u00e0 apprezzato giornalista di economia in patria, \u00e8 scomparso poco dopo aver consegnato alla casa editrice i primi tre volumi di quella che sarebbe dovuta essere una serie di libri con protagonisti Mikael Blomkvist e Lisbeth Salander e caratterizzati, secondo alcune dichiarazioni dell\u2019autore stesso, da un &#8220;tono&#8221; diverso per ogni libro (giallo, orrore, spionaggio, poliziesco, e cos\u00ec via), il che spiega lo stile molto diverso dei tre capitoli esistenti, e soprattutto la strana struttura &#8220;lungo prologo\/giallo\/lungo epilogo&#8221; del primo libro dal quale il film di Fincher \u00e8 tratto.<br \/>\nMa la domanda resta: a parte il fatto che gli americani si rompono le cosiddette a leggere i sottotitoli c\u2019\u00e8 un\u2019altra ragione che giustifichi l\u2019esistenza di una seconda &#8220;riduzione&#8221; (come direbbe Madonna) cinematografica, per giunta a cos\u00ec breve distanza dalla prima che oltretutto gi\u00e0 ha conquistato milioni di fans in tutto il mondo (paesi anglofoni compresi)?<br \/>\nBeh, una ragione, in effetti c\u2019\u00e8: questo film \u00e8 migliore del primo.<br \/>\nChiunque abbia letto le ultime saghe letterarie di grande successo (Harry Potter, tanto per citarne una a caso) e ne abbia visto in seguito o prima ancora le versioni cinematografiche, avr\u00e0 notato come nelle trasposizioni odierne i produttori si affannino, molto pi\u00f9 che in passato, a realizzare film che da un lato risultino interessanti per chi non ha idea di cosa si stia per vedere e dall\u2019altro non deludano i fan sfegatati dei libri stessi, pronti armi in mano a scovare ogni tradimento all\u2019\u201cunit\u00e0 artistica\u201d dell\u2019opera da loro tanto amata e di conseguenza a demolire l\u2019intero progetto su ogni blog, forum, social network del pianeta, il che per una serie che si suppone lunga e redditizia pu\u00f2 essere una catastrofe di proporzioni bibliche.<br \/>\nA volte il rispetto dell\u2019intreccio originale pu\u00f2 portare a risultati soddisfacenti, a volte no.<br \/>\nIl primo \u201cGli uomini che odiano le donne\u201d (&#8220;M\u00e4n som hatar kvinnor&#8221; di Niels Arden Oplev, 2009) non era poi cos\u00ec male, ma i dialoghi trascritti pedissequamente causavano qualche lungaggine di troppo e il finale, che sulla carta funzionava benissimo, su celluloide risultava un po\u2019 troppo stonato col tono generale del film. Alcuni personaggi importanti nello sviluppo delle vicende (come i membri dello staff della rivista &#8220;Millenium&#8221;, da cui la serie prende il nome, o il boss della societ\u00e0 d\u2019investigazione nella quale Lisbeth lavora) venivano fatti sfilare dando per scontato che lo spettatore sapesse perfettamente chi fossero, lasciando all\u2019oscuro i &#8220;neofiti&#8221;. Insomma, accontentati sia gli estimatori irriducibili che gli spettatori casuali in cerca di un brivido (l\u2019intreccio giallo resta comunque avvincente, anche se perfino io che conoscevo gi\u00e0 il libro ho fatto fatica a seguire alcuni passaggi) ma la qualit\u00e0 puramente cinematografica non andava oltre un onesto thriller da serata con gli amici.<br \/>\nLa prima vittoria di &#8220;Uomini che odiano le donne&#8221; versione U.S. \u00e8 proprio questa: il film non rispetta il libro come se fosse la bibbia. Lo riscrive, lo sintetizza, ne tiene gli aspetti fondamentali riscrivendo alcuni dialoghi nel libro piuttosto lunghi e risolvendoli in ottimi botta e risposta. Una sceneggiatura solida asciutta, molto intelligente e soprattutto CHIARA. A questo aggiungiamo David Fincher, incontestabilmente uno dei migliori registi della sua generazione, se non il migliore (basti pensare a &#8220;Se7en&#8221;, che ha dettato legge nel modo di concepire un certo tipo di thriller orrorifico, ma difficile pensare a un suo film che non fosse in qualche modo memorabile\u2026 s\u00ec, &#8220;Benjamin Button&#8221; \u00e8 bellissimo, mi spiace per chi non la pensa cos\u00ec). Io non so quale santo in paradiso lo protegga, ma la libert\u00e0 creativa di cui dispone ha qualcosa di stupefacente. Non so quanti altri cineasti americani possano fare film di 2 ore e quaranta in cui viene lasciato spazio ai piccoli momenti, in cui ci si prenda il tempo per scoprire, per assaporare, perfino per affezionarsi ai personaggi. Non voglio fare il vecchio bacucco, ma \u00e8 innegabile che oggi in un certo tipo di cinema mainstream nell\u2019epoca di &#8220;Sucker Punch&#8221;, tutto questo sia stato sostituito dallo choc visivo, e si abbia pi\u00f9 la tendenza a meravigliare, a volte a &#8220;elucubrare&#8221; (come nel caso del bravissimo Christopher Nolan) ma sempre meno a raccontare.<\/p>\n<p>Se vedrete questo film, che abbiate letto i libri o meno, vi invito a notare alcuni dettagli della scena in cui Lisbeth e Mikael sono di fronte al PC: Lei un genio dell\u2019informatica e lui un giornalista che ha passato i 40 (bello come il sole, scusate ma dovevo dirlo), lei usa la tastiera come fosse uno spazzolino da denti e lui impiega un minuto per aprire una pagina. Lo sguardo infastidito di lei. Una scena che descrive il rapporto tra i due personaggi in una sola, divertente scena di qualche secondo e che spiega da sola 70 pagine di libro. Questa \u00e8 una riduzione cinematografica come dovrebbero essere sempre fatte.<br \/>\nUn film \u00e8 un film, non il videoclip del libro.<br \/>\nIl regista del primo film ha dichiarato \u00ab<em>Non capisco averne fatto due film, che bisogno c\u2019\u00e8 di andare a vedere un secondo film se c\u2019\u00e8 gi\u00e0 il primo?<\/em>\u00bb. Di norma sarei d\u2019accordo, Ma in questo caso \u00e8 il primo film che non sarebbe dovuto mai essere prodotto, non questo. E basta mettere a confronto la scena &#8220;climax&#8221;, in cui si scopre l\u2019identit\u00e0 dell\u2019assassino, presente ovviamente in entrambe le pellicole, per comprendere che non c\u2019\u00e8 davvero confronto che regga (per non parlare dei 30 minuti di epilogo).<br \/>\nE dulcis in fundo, in questo film si ha perfino il coraggio di eliminare o, per meglio dire, semplificare un dettaglio sullo scioglimento dell\u2019intreccio che per gli adepti sar\u00e0 quasi un\u2019eresia, per me (che pure sono stato tra quelli che si \u00e8 letto i tre libri tutti d\u2019un fiato) \u00e8 un tocco di classe. Ripeto: il cinema \u00e8 cinema, la letteratura \u00e8 letteratura.<br \/>\nInsomma via: una sceneggiatura ottima, una regia perfetta, un cast azzeccatissimo (molto pi\u00f9 di quello di prima, per quanto Noomi Rapace sia diventata una star) diretto in modo impeccabile, una produzione di alto livello e un film perfino meno &#8220;americano&#8221; di quello svedese, che era molto pi\u00f9 sensazionalistico e &#8220;commerciale&#8221; sotto molti aspetti. Non sono un &#8220;americofilo&#8221; e viva il cinema europeo tutta la vita, ma quando gli americani lo fanno meglio sia tecnicamente che artisticamente (e non succede spesso in questo tipo di confronti &#8220;diretti&#8221;, per fortuna nostra), tirare fuori pretesti ideologici \u00e8 perfettamente inutile.<\/p>\n<p><em>Maurizio Mongiovi<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18207\" title=\"DragonTattoo02\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/DragonTattoo02.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"412\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/DragonTattoo02.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/DragonTattoo02-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p><strong>The Girl with the Dragon Tattoo<\/strong><br \/>\n(tit. italiano: &#8220;Millennium &#8211; Uomini che odiano le donne&#8221;, USA-Svezia-Gran Bretagna-Germania\/2011)<br \/>\nRegia: David Fincher<br \/>\nSoggetto: Stieg Larsson (Romanzo: &#8220;M\u00e4n som hatar kvinnor&#8221; &#8211; &#8220;Uomini che odiano le donne&#8221;)<br \/>\nSceneggiatura: Steven Zaillian<br \/>\nMusiche originali: Trent Reznor, Atticus Ross<br \/>\nFotografia: Jeff Cronenweth<br \/>\nMontaggio: Kirk Baxter, Angus Wall<br \/>\nScenografie: Donald Graham Burt<br \/>\nDirezione artistica: Frida Arvidsson, Linda Janson, Pernilla Olsson, Tom Reta, Kajsa Severin, Mikael Varhelyi (supervisore)<br \/>\nCostumi: Trish Summerville<br \/>\nInterpreti principali: Daniel Craig, Rooney Mara, Christopher Plummer, Stellan Skarsg\u00e5rd, Steven Berkoff, Robin Wright, Yorick van Wageningen, Joely Richardson, Geraldine James,<br \/>\nGoran Visnjic, Donald Sumpter, Ulf Friberg, Bengt C.W. Carlsson<br \/>\n158&#8242;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18208\" title=\"DragonTattoo03\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/DragonTattoo03.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"413\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/DragonTattoo03.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/DragonTattoo03-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/embed\/X7awaM0UmYI\" width=\"620\" height=\"360\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/embed\/15SappRCMIA\" width=\"620\" height=\"360\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/embed\/Oc_SP9Dgw7Q\" 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