{"id":18457,"date":"2012-01-27T04:29:18","date_gmt":"2012-01-27T03:29:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=18457"},"modified":"2015-08-23T10:54:13","modified_gmt":"2015-08-23T08:54:13","slug":"stelio-passacantando-un-%c2%abcomunista%c2%bb-in-esilio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=18457","title":{"rendered":"Stelio Passacantando: un \u00abcomunista\u00bb in esilio"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18489\" title=\"1\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/17.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"445\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/17.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/17-300x215.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-size: 9pt; color: #666666; font-family: Tahoma;\">Stelio Passacantando, a destra, con Luca Raffaelli<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i><span style=\"font-family: Georgia; font-size: large;\">In esclusiva su Rapporto Confidenziale, a due anni dalla scomparsa, un ritratto inedito di un pioniere e innovatore dell\u2019animazione italiana: Stelio Passacantando.<\/span><\/i><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b><a name=\"sommario\"><\/a>sommario<\/b><\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\">\u25aa <a href=\"#intro\"><i>intro<\/i> | Stelio Passacantando un \u00abcomunista\u00bb in esilio | <i>Mario Verger<\/i><\/a><br \/>\n\u25aa <a href=\"#maselli\"><i>presentazione<\/i> | Stelio Passacantando | <i>Citto Maselli<\/i><\/a><br \/>\n\u25aa <a href=\"#TESTO\">Stelio Passacantando un \u00abcomunista\u00bb in esilio | <i>Mario Verger<\/i><\/a><br \/>\n\u25aa <i><a href=\"#RINGRAZIAMENTI\">ringraziamenti<\/a><\/i><br \/>\n\u25aa <i><a href=\"#NOTE\">note<\/a><\/i><br \/>\n\u25aa <a href=\"#FIMOGRAFIA\"> <i>filmografia<\/i> di Stelio Passacantando | <i>a cura di Mario Verger<\/i><\/a><\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><a name=\"intro\"><\/a><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18458\" title=\"001\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/0011.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"100\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/0011.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/0011-300x48.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/span><\/p>\n<p><b><span style=\"font-size: 16pt; font-family: Arial;\">intro \/ Stelio Passacantando: un \u00abcomunista\u00bb in esilio<\/span><\/b><span style=\"font-family: Arial;\"><b><span style=\"font-size: small;\"> <a href=\"#sommario\">\u2191<\/a><\/span><\/b><\/span><b><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><br \/>\n<\/span><\/b><span style=\"color: #666666; font-family: Arial; font-size: small;\">di <b>Mario Verger<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><i>In esclusiva su Rapporto Confidenziale \u2013 Rivista Digitale di Cultura Cinematografica \u2013 a due anni dalla scomparsa un ritratto inedito di un pioniere e innovatore dell\u2019animazione italiana: Stelio Passacantando.<br \/>\nAllievo ribelle di Gibba e Kremos all\u2019epoca della Fax Film, Passacantando realizz\u00f2 il proto film astratto dipinto su pellicola, <\/i>Il divenire delle forme<i>, primo esemplare italiano dipinto su pellicola dopo le primissime prove sperimentali futuriste di Ginna e Corra. Tramite l\u2019interessamento del celebre maestro canadese Norman McLaren, qualche anno dopo si trasfer\u00ec in Inghilterra entrando nell\u2019\u00e9quipe inglese del National Film Board della T.V. Cartoons, sotto la direzione di George Dunning, lavorando poi al fianco di Richard Williams, Jimmy Murakami e Harry Hess, e partecipando al famoso film con le musiche dei Beatles, <\/i>Yellow Submarine<i>.<br \/>\nAssunto alla FAO, realizz\u00f2 per conto delle Nazioni Unite una serie di filmati astratti per l\u2019America mai recuperati su musiche sperimentali di Gian Carlo Menotti. Per la Rai con Harry Hess firm\u00f2 alcuni fra i pi\u00f9 innovativi e originali Carosello. Per la Televisione Nazionale Tedesca, ZDF, port\u00f2 a termine <\/i>Il Poema a Fumetti<i>, assieme all\u2019autore Dino Buzzati.<br \/>\nNegli Anni \u201970 realizz\u00f2 molte sigle e intermezzi per la Rai-TV, fra i pi\u00f9 innovativi della TV ragazzi, nonch\u00e9 diresse le prime trasmissioni sul cinema d\u2019animazione per il DSE Dipartimento Scuola Educazione della neonata Rai 3.<br \/>\nNel 1984 produsse <\/i>Il generale all\u2019inferno<i>, tratto dalla celebre poesia di Pablo Neruda con la calda voce Arnoldo Fo\u00e0 dove denunci\u00f2 gli orrori della guerra, cortometraggio in animazione acclamato in tutto il mondo.<br \/>\nNegli anni \u201990 diede vita a due lungometraggi in animazione fra i pi\u00f9 originali della Storia dell\u2019animazione del \u2018900: <\/i>Il Giornalino di Gian Burrasca<i> di Vamba con atmosfere alla Truffaut, e <\/i>Lo Specchio delle Meraviglie<i>, una rivisitazione dell\u2019Alice di Carroll.<br \/>\nPer il suo carattere polemico, in rotta con diverse associazioni specialistiche, sia di cinema dal vero che disegnato, in particolare l\u2019Asifa, la sezione italiana dell\u2019Associazione Internazionale Film d\u2019Animazione, e coi relativi Festivals specializzati, Passacantando si chiuse in una visione sempre pi\u00f9 controcorrente e in una lotta contro il potere e il consumismo di massa, sino all\u2019isolamento.<br \/>\nE all\u2019ultimo, dopo la didattica nelle scuole, la realizzazione dei filmati in animazione per la Rai Educational sulle <\/i>Storie della Preistoria<i>, di Alberto Moravia. E un ultimo progetto rimasto incompiuto, <\/i>Orlando e Angelica<i>, sempre per la Rai. I riconoscimenti in America e una grande Mostra antologica che abbracciava pi\u00f9 piani alla Casa del Cinema a Roma, a Villa Borghese, promossa dall\u2019Anac, Associazione Nazionale Autori Cinematografici e presentata da Citto Maselli.<br \/>\nLo scoop fra le intercettazioni telefoniche, fra Sandro Curzi e il Direttore dalla Rai Agostino Sacc\u00e0, in un colossale \u201cimpeachment\u201d mai sbrogliato, che nascondeva la punta dell\u2019iceberg di un enorme scandalo sul misconosciuto mondo del cinema d\u2019animazione&#8230;<br \/>\nLa biografia animata di un uomo del quale si \u00e8 tentato la cancellazione, fra meschine gelosie e colossali interessi finanziari, avendo il solo torto di non volersi piegare al potere: vita e morte di un poeta assoluto del cinema disegnato fin de si\u00e8cle, un intellettuale scomodo del cinema d\u2019animazione contemporaneo.<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">MV<\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: Arial;\"><b><span style=\"font-size: small;\"> <a href=\"#sommario\">\u2191<\/a><\/span><\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><a name=\"maselli\"><\/a><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18459\" title=\"002\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/0021.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"100\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/0021.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/0021-300x48.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/span><\/p>\n<p><b><span style=\"font-size: 16pt; font-family: Arial;\">Stelio Passacantando \u2013 Presentazione di Citto Maselli<\/span><\/b><span style=\"font-family: Arial;\"><b><span style=\"font-size: small;\"> <a href=\"#sommario\">\u2191<\/a><\/span><\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><br \/>\n<span style=\"color: #666666;\">* Trascrizione della presentazione di <b>Citto Maselli<\/b> su Stelio Passacantando<br \/>\n12 novembre 2006, Casa del Cinema, Roma.<\/span><\/span><\/p>\n<p>Volevo presentare queste opere straordinarie di Stelio Passacantando perch\u00e9 sono una rarit\u00e0, considerato l\u2019orrendo regime figurativo e culturale in cui campiamo, dove valgono soltanto un certo tipo di gradevolezza leziosa, di impronta figurativa e narrativa in questo genere di espressioni artistiche, nel quale vale normalmente un\u2019eleganza esteriore completamente subordinata a delle logiche, io dico fondamentalmente \u2018disneyane\u2019. Nel cinema d\u2019animazione c\u2019\u00e8 tutto un genere che noi conosciamo da sempre e che \u00e8 fondamentalmente un genere \u2018aggraziato\u2019, \u2018lezioso\u2019, \u2018carino\u2019\u2026<br \/>\nA tutto questo da sempre si oppone con una sorta di \u2018maglio vendicatore\u2019 Stelio Passacantando, il quale, in tutti i suoi film offre un taglio cinematografico radicalmente opposto. In essi c\u2019\u00e8 una grandissima attenzione figurativa di enorme livello, come non siamo pi\u00f9 abituati; basti pensare a quei blu intensi del mare che ad un tratto esplodono con tutta l\u2019annessa finezza figurativa, di cui \u00e8 inutile fare i tanti riferimenti che \u00e8 possibile fare, da Chagall a Grotz, a Ensor. Tante realt\u00e0 interessanti, come \u00e8 anche interessante che Stelio abbia avuto una sua giovinezza con un passato legato anche all\u2019insegnamento di Toti Scialoja, che fu un personaggio molto aperto per ci\u00f2 che riguarda tutto quello che era un suo stesso passato espressionista, quindi legato moltissimo a Kokowska, a Ensor, cio\u00e8 tutto quel mondo che ha un forte riflesso nell\u2019opera figurativa di Stelio Passacantando. Opera figurativa di grandissima classe, di enorme livello, relativamente alla quale egli \u00e8 riuscito a trasformare in una carica narrativa e una sintesi rarissima, perch\u00e9 si \u00e8 davvero abituati a considerare il cinema d\u2019animazione fondamentalmente come un racconto infantile, fluido e garbato; Passacantando ha creato totalmente un racconto artistico, con una profonda carica di significati e di messaggi da dire e che vuole raccontare in alcuni dei suoi filmati, mentre Gian Burrasca \u00e8 un po\u2019 diverso. Perch\u00e9 Passacantando ha realizzato un omaggio esemplare a Vamba, che nel 1905, come sapete, fece questa geniale operazione che era \u201cIl Giornalino di Gian Burrasca\u201d. Vamba stesso realizz\u00f2 questi famosi disegni, fatti come fossero di un bambino, quindi ad imitazione dei disegni infantili, ma anche l\u00ec con molta elegante sintesi, perch\u00e9 al tempo stesso vi erano invenzioni abbastanza straordinarie; una delle cose di cui Vamba andava orgoglioso era il fatto, visto che \u201cIl Giornalino\u201d si svolge in un certo periodo, precisamente durante il 20 settembre 1929, che i disegni mano mano che \u201cIl Giornalino\u201d andava avanti diventavano sempre pi\u00f9 fatti bene: \u201cperch\u00e9 io ho voluto fare\u201d, diceva, \u201cche il bambino comincia col primo disegno con lui che strilla\u201d \u2013 e tutti noi nella mia generazione ce lo ricordiamo bene \u2013 mentre poi invece diventano disegni sempre pi\u00f9 accurati; e questa \u00e8 una delle cose di cui andava pi\u00f9 orgoglioso Vamba. E Stelio Passacantando ha voluto fare un omaggio a questa invenzione creativa del primo \u2018900 del \u201cGiornalino di Gian Burrasca\u201d di Vamba e quindi ha sacrificato, se vogliamo in un certo senso, quella che \u00e8 la sua personale verve tragico-grottesca, straordinaria, che \u00e8 proprio, dei suoi film, una sua carica espressiva molto profonda e devo dire veramente unica e preziosa, che adesso noi abbiamo rilanciato con questa proiezione all\u2019interno di questo pomeriggio, ma che andr\u00e0 in qualche modo recuperata ad altri livelli, cercando di far in modo che vada in televisione, che possa essere vista il pi\u00f9 possibile, perch\u00e9 sono delle cose assolutamente preziose, rare, perch\u00e9 non somiglia a niente, perch\u00e9 ha una sua anomalia meravigliosa, straordinaria \u2013 evviva la faccia \u2013 un suo andare contro corrente ma soprattutto una carica poetica e tragica la quale io trovo davvero molto, molto, molto, unica e solitaria, e quindi, appunto, veramente preziosa. Tutto ci\u00f2 nel Giornalino c\u2019\u00e8 meno, poich\u00e9 \u00e8 un\u2019elegante e voluta illustrazione e reinterpretazione, figurativa e narrativa, di quella che \u00e8 stata un\u2019operazione famosa, non solo in Italia ma anche nel mondo, perch\u00e9 il racconto and\u00f2 anche all\u2019estero, almeno in Europa sicuramente: e dovete pensare che quell\u2019epoca di Vamba c\u2019era un altro grandissimo disegnatore americano, Frederick Burr Opper, il quale ide\u00f2 Fortunello.<\/p>\n<p>Il personaggio di Fortunello del \u201cCorriere dei Piccoli\u201d, che parte dal 1902 e arriva sino alla guerra del 1914, aveva alcuni aspetti figurativi che erano particolarmente, devo dire, emozionanti oltre al bel personaggio che prefigurava di un decennio addietro senz\u2019altro Chaplin: Fortunello era proprio un archetipo di Charlot. Ma a parte questo, il personaggio di Fortunello aveva una caratteristica, presente anche nell\u2019opera di Passacantando, in particolare ne \u201cIl Giornalino di Gian Burrasca\u201d: il paesaggio urbano. Il paesaggio urbano che si vedeva all\u2019interno delle simpatiche storie con le rime di Fortunello riprese poi nel paginone del \u201cCorriere dei Piccoli\u201d e rese universali da quel genio che era Sergio Tofano col Signor Bonaventura. Ma una di quelle cose belle che c\u2019era in questo Fortunello che io ricordo, essendomi occupato dell\u2019arte figurativa italiana di quel periodo, una delle cose pi\u00f9 straordinarie era che quel paesaggio urbano, sintetico, e straordinario, del quale soltanto Ben Shan cinquant\u2019anni dopo in America tir\u00f2 fuori ma che invece gi\u00e0 allora in quei disegni, fra le cose pi\u00f9 folgoranti, era la terribilit\u00e0 di questo paesaggio urbano appena accennato: ecco, voi vedrete quanto \u00e8 interessante e straordinario il paesaggio urbano segretamente raccontato perch\u00e9 non \u00e8 solo il protagonista, segretamente raccontato da Stelio Passacantando nel \u201cGiornalino di Gian Burrasca\u201d, \u00e8 un\u2019incredibile Italia Umbertina, una sintesi metropolitana dove vi sono quelle strade e le facciate dei palazzi dalle prospettive improvvise, che devo dire sono veramente una delle cose pi\u00f9 preziose di questo \u201cGiornalino di Gian Burrasca\u201d reinterpretato e riespresso interamente da Stelio Passacantando.<br \/>\nTra l\u2019altro una cosa molto bella \u00e8 che oggi su \u201cL\u2019Unit\u00e0\u201d c\u2019\u00e8 un articolo a tre colonne sull\u2019edizione nazionale intitolato proprio \u201cPassacantando come Truffaut\u201d, perch\u00e9 in tutta la sua produzione soprattutto nel \u201cGiornalino di Gian Burrasca\u201d traspare l\u2019aver sentito l\u2019influenza della Nouvelle Vague e soprattutto de \u201cI 400 colpi\u201d di Truffaut, dove vi \u00e8 questa carica espressiva \u2013 d\u2019altra parte Gian Burrasca \u00e8 un bambino cattivo \u2013 che praticamente \u00e8 la rielaborazione onirica della biografia di Truffaut: scappa dal collegio, s\u2019era fatto un cineclub, arriva al mare. Nella storia di Gian Burrasca, il bambino arriva al mare ma nel racconto originale di Vamba non c\u2019era, come le analogie con la biografia di Truffaut, di cui Passacantando si \u00e8 permesso questa citazione in quanto si prestava offrendo persino un finale Truffautiano: il film si ferma l\u00e0 perch\u00e9 il bambino si trova di fronte al mare, all\u2019infinito.<br \/>\nE in questo senso riconoscere la verit\u00e0, perch\u00e9 Stelio \u00e8 un personaggio esemplare, perch\u00e9 poi ha mantenuto una fedelt\u00e0, una coerenza per ci\u00f2 che ha voluto fare, pagando dei prezzi fortissimi perch\u00e9 non possiamo dimenticare che Stelio Passacantando, rispetto a quello che poi \u00e8 diventato, di fatto, un monopolio vero e proprio di ci\u00f2 che \u00e8 l\u2019animazione in Italia, cio\u00e8 il gusto figurativo dominato completamente da un altro tipo di stile esattamente pi\u00f9 gradevole, in una parola pi\u00f9 commerciale, e da cui lui \u00e8 stato, del tutto emarginato. In questo senso come associazione, anche con grande ritardo rispetto a ci\u00f2 che avremmo dovuto fare con un Associazione sempre carica di problemi infernali visto che l\u2019Anac \u00e8 l\u2019unica associazione di soli autori cinematografici con delle responsabilit\u00e0 enormi perch\u00e9 le altre associazioni in generale sono pi\u00f9 di mediazione con altre realt\u00e0 che hanno al loro interno. Noi invece siamo solo autori, quindi abbiamo solo una responsabilit\u00e0 di tener vive tante battaglie e tematiche. Ecco, allora in questo senso avremmo dovuto noi rilanciare e riproporre Stelio Passacantando. Quando io dico oggi, \u201cL\u2019Unit\u00e0\u201d, nella pagina dell\u2019edizione nazionale che d\u00e0 questo spazio a \u2018Stelio come Truffaut\u2019, \u00e8 un fatto importante perch\u00e9 \u00e8 un piccolo segnale, di certo secondario rispetto a quel che meriterebbe l\u2019opera e la personalit\u00e0 di Stelio; tuttavia \u00e8 anche un segnale che pu\u00f2 far sperare a una ripresa, una rinascita, un rilancio, e noi dell\u2019Anac ci impegneremo a riproporre questo artista cos\u00ec singolare e cos\u00ec forte dove e come possiamo.<br \/>\nInfatti la cosa vera \u00e8 che da un taglio puramente figurativo da cui, come tanti pittori, era partito Stelio, egli ha fatto lo scatto dal tempo allo spazio, creando questo tipo di racconto, racconto nel quale vi \u00e8 una segreta abilit\u00e0, come succede a tutti gli artisti i quali hanno delle proprie regole ferree, se voi vedete il tipo di animazione di \u201cAlice\u201d o ancora di pi\u00f9 nel \u201cPetruska\u201d \u2013 che forse per me \u00e8 il pi\u00f9 bello di tutti assieme al \u201cGenerale all\u2019inferno\u201d \u2013 esprime un tipo di animazione dove c\u2019\u00e8 proprio una tecnica segreta, burattinesca appunto, e di ri-creazione della realt\u00e0 in termini infantili perch\u00e9 sono tutti i movimenti, che hanno un ritmo segreto che \u00e8 una cosa molto speciale, molto unica. Io ricordo una volta un personaggio patetico della Rai che mi disse: \u201cSi per\u00f2 non \u00e8 l\u2019animazione come siamo abituati\u2026\u201d. Io risposi: \u201cBeh, appunto, infatti non \u00e8 un caso, grazie a Dio, \u00e8 una cosa diversa\u201d\u2026 Perch\u00e9 \u00e8 veramente impressionante come certi standard espressivi entrino e diventino una forma di regime figurativo abbastanza impressionante (<b><a href=\"#n1\">1<\/a><a href=\"#n1\" name=\"h1\">*<\/a><\/b>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\" align=\"center\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18464\" title=\"2\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/25.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"473\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/25.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/25-300x228.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\" align=\"center\"><span style=\"font-size: 9pt; color: #666666; font-family: Tahoma;\">Stelio Passacantando e Citto Maselli alla Casa del Cinema di Roma (2006)<\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: Arial;\"><b><span style=\"font-size: small;\"> <a href=\"#sommario\">\u2191<\/a><\/span><\/b><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><a name=\"TESTO\"><\/a><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18460\" title=\"003\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/0031.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"100\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/0031.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/0031-300x48.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/span><\/p>\n<p><b><span style=\"font-size: 16pt; font-family: Arial;\">STELIO PASSACANTANDO<br \/>\nUN \u00abCOMUNISTA\u00bb IN ESILIO<\/span><\/b><span style=\"font-family: Arial;\"><b><span style=\"font-size: small;\"> <a href=\"#sommario\">\u2191<\/a><\/span><\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><br \/>\n<span style=\"color: #666666;\">di <b>Mario Verger<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%; margin-left: 150px;\"><span style=\"color: #666666; font-family: Arial; font-size: small;\"><i>\u00abCaro Mario,<br \/>\nTi dico grazie per il bell\u2019articolo su Passacantando. E\u2019 stata una gioia leggerlo, anche se qualche volta bisognerebbe correggerti qua e l\u00e0. Ma la mole di informazioni che dai, la tua passione, la tua cura e anche la simpatia che metti anche nelle tue autocitazioni rende il testo davvero godibile.\u00bb<\/i><br \/>\n&#8211; Luca Raffaelli<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">1973. Primo giorno d\u2019asilo Montessori. Alla scuola dell\u2019alta borghesia capitolina Regina Elena, all\u2019angolo con Via Veneto, la storica via della \u00abDolce Vita\u00bb di Fellini a due passi da Villa Borghese.<br \/>\nC\u2019\u00e8 anche Boris, bambino delicato e taciturno, condotto nella classe vicino alla mia.<br \/>\nIo in classe con la maestra Lucia, accanto lui con la maestra Orietta.<br \/>\nVerso mezzogiorno, Boris e io veniamo portati in braccio da due tirocinanti in un\u2019altra aula vuota in fondo al corridoio, soli con loro visti i pianti a dirotto in attesa delle rispettive mamme relativamente a quello svezzante e difficile primo giorno di scuola dell\u2019ottobre del \u201973.<br \/>\nArriva la sua, una giovane donna che gli somiglia, capelli biondo-rossi vestita con abiti un po\u2019 folk e vanno via; poi arriva la mia, abbracciandomi per quel difficile e traumatico primo giorno di scuola.<br \/>\nDopo l\u2019asilo, nel \u201976 le elementari annesse sempre alla Regina Elena. E Boris che conosco relativamente come un compagno d\u2019asilo stavolta \u00e8 nuovamente accanto alla mia classe, con la maestra Lilia Lombardi, grande amica della mia maestra Maria Pedrelli, grazie alle quali spesso e volentieri le nostre due classi svolgono lavori didattici e di gruppo assieme.<br \/>\nE talvolta fuori da scuola, fra i genitori, si vede anche il padre di Boris. Spicca per un tono stravagante ma chic ed \u00e8 pi\u00f9 grande della maggioranza degli altri genitori i quali paiono sui 30-35 anni; capelli lunghi e argentati e giacca stretta di velluto, gi\u00e0 sulla cinquantina, il quale spesso lo si vede discutere e far amicizia con gli altri genitori: fra questi, Massimo Cacciari, parlamentare a quell\u2019epoca a Roma nella legislatura del \u201976, e Silverio Corvisieri di Democrazia Proletaria.<br \/>\nLui invece, il pap\u00e0 di Boris, \u00e8 Stelio Passacantando, non \u201cpolitico\u201d ma \u201cregista\u201d ma sempre fortemente progressista, vista la scuola frequentata dal clou della Borghesia di Sinistra della Capitale.<br \/>\nNel 1977 nella TV dei Ragazzi Rai, la Fata \u201cAzzurrina\u201d alias Maria Giovanna Elmi, reduce dal successo de \u201cIl Dirigibile\u201d, il programma fatto insieme dapprima con Tony Santagata e poi con Mal (reduce a propria volta da \u201cFuria\u201d) coi pupazzi di Velia Mantegazza e Guido Stagnaro, introduce nel contenitore televisivo un nuovo programma: \u201cSaturnino Farandola\u201d.<br \/>\nLo sceneggiato, diviso in 15 puntate, un anno prima di \u201cGoldrake\u201d si rivela un enorme successo, soprattutto per la canzone che fa da contorno all\u2019originale sigla animata, cantata dalla simpatica voce con l\u2019erre moscia dello stesso protagonista, interpretato dall\u2019attore teatrale napoletano Mariano Rigillo.<br \/>\nLa cantiamo ovunque e ricordo un giorno anche in presenza di Boris Joh Passacantando, il quale, minuto e riservato qual \u00e8, non sfronta che la tanto decantata sigla in animazione (musica e immagini, cio\u00e8), la quale contribuisce decisamente al successo del nuovo programma Rai, \u00e8 opera di suo padre Stelio.<br \/>\nMa chi \u00e8 a questo punto questo singolarissimo autore un po\u2019 stravagante e un po\u2019 snob, un po\u2019 alla mano e un po\u2019 radical chic, un po\u2019 classico e un po\u2019 moderno?<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0px; margin-bottom: 0px; text-align: center;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-35265\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Stelio-Passacantando.jpg\" alt=\"Stelio Passacantando_XX\" width=\"800\" height=\"976\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Stelio-Passacantando.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Stelio-Passacantando-246x300.jpg 246w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Stelio-Passacantando-436x532.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>Stelio Passacantando da giovane<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18473\" title=\"10\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/101.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"948\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/101.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/101-196x300.jpg 196w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\" align=\"center\"><span style=\"font-size: 9pt; color: #666666; font-family: Tahoma;\">Il Giornalino di Gian Burrasca (1991). Regia di Stelio Passacantando<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">Stelio Passacantando. Diciamolo in primis: \u201cPittore\u201d, come ha sempre specificato lui non volendosi mescolare coi \u201csemplici\u201d \u00abcartoonist\u00bb. Classe 1927. Figlio e nipote d\u2019arte: di origini abruzzesi, il nonno era probabilmente quel Ferdinando Passacantando che realizz\u00f2 \u00abGli stucchi, i cornicioni, i putti, gli stilemi [\u2026] ed ultimati con firma su un fregio della volta il 19 ottobre 1880\u00bb (<b><a href=\"#n2\">2<\/a><a href=\"#n2\" name=\"h2\">*<\/a><\/b>) nella Chiesa di S. Benedetto Abate, la quale fu oggetto di un ampliamento caratterizzato da quell\u2019eclettismo virtuoso che ne determin\u00f2 un gusto neo-classico assai ricorrente nell\u2019aquilano ottocentesco.<br \/>\nAi primi del \u2018900, il figlio, Pasquale Passacantando, padre di Stelio, stabilendosi al centro della Roma papalina, conosciuto anche per dei falsi perfetti di pittori famosi, viste le qualit\u00e0 artistiche divenne il ritrattista ufficiale di cardinali e papi durante la gloriosa epoca di S. Pio X.<br \/>\n\u00abSi vabb\u00e8\u2026 ma io so\u2019 \u2018n\u2019altra cosa!\u00bb, taglia corto Stelio tenendo a specificarmi una mattina a Piazza del Popolo, prendendo le distanze, anche familiari, fra il classicismo del \u00abfigurativo\u00bb e la libert\u00e0 dell\u2019\u00abastratto\u00bb.<br \/>\nAbitando da sempre a Via Margutta, la storica \u201cVia dei Pittori\u201d adiacente a Piazza di Spagna, Stelio Passacantando frequenta dapprima il liceo artistico di Via Ripetta e poi il corso di Scenografia all\u2019Accademia di Belle Arti sotto la cattedra di Toti Scialoja, trovando fra gli altri studenti anche Giulio Gianini, nato sempre nello stesso anno.<br \/>\nTerminata la guerra, gi\u00e0 di idee antifasciste e liberali, Stelio Passacantando nel \u201947 si iscrive alla sezione Comunista di Flaminio, dove ha modo di conoscere amici quali Francesco Maselli, Gabriella Galli, Ugo Sterpini, oltre a ritrovare il suo amico d\u2019infanzia Sandro Curzi; compagni di tante lotte contro la mancanza di libert\u00e0 di uno stato da sempre, in fondo, filofascista.<br \/>\n<i>\u00ab\u2026Ho cominciato con Rompicollo\u2026\u00bb<\/i>, mi dichiara un giorno Passacantando, prima del suo \u201cdecollo\u201d a Londra nel National Film Board il decennio dopo.<br \/>\nNel 1952 infatti lo troviamo alla FAX Film a collaborare ai fondali scenografici diretti dal capo scenografo Luigi Ricci per il primo lungometraggio di <b><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=10186\">Gibba<\/a><\/b>, \u201cLe avventure di Rompicollo\u201d.<br \/>\nL\u2019ottantacinquenne Francesco Guido in arte Gibba lo ricorda gi\u00e0 allora magro, singolare e un po\u2019 isolato, coi capelli lunghi e bianchi, che veniva negli uffici di Monte Sacro con impermeabile e ombrello.<br \/>\nL\u00ec per\u00f2 gi\u00e0 da subito iniziano i malumori, soprattutto con i capi: Gibba, pi\u00f9 anziano e alla direzione del suo primo lungometraggio, e <b><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=9641\">Kremos<\/a><\/b>, gi\u00e0 famoso per le copertine del \u201cTravaso\u201d, tanto che quest\u2019ultimo, non gradendo certo lo stile \u2018moderno\u2019 del nuovo scenografo, arriva a soprannominarlo con scanzonata polemica \u00abPassacagando\u00bb; quando entrambi vengono ripagati sdegnosamente come affetti da \u00abmanierismo disneyano\u00bb\u2026<br \/>\nMotivo per cui Stelio Passacantando abbandona la Fax Film per dedicarsi in proprio ai film di ricerca sperimentale.<br \/>\nInteressandosi di pittura e cinema studia a fondo Blinkity Blank del grande maestro canadese Norman McLaren, pilastro della National Film Board of Canada, tanto che il giovane Stelio inizia diversi esperimenti di \u201cpittura in movimento\u201d con la medesima tecnica del film dipinto su pellicola.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18467\" title=\"4\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/41.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"821\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/41.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/41-226x300.jpg 226w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\" align=\"center\"><span style=\"font-size: 9pt; color: #666666; font-family: Tahoma;\">Norman McLaren<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">Fra il 1957 e il 1959 elabora diversi esperimenti dipinti direttamente sulla pellicola, dai colori freddi e figure semi-astratte. Essi furono una ventina, fino a giungere al suo primo film compiuto, \u201cIl divenire delle forme\u201d (1959), il quale, dopo i primi interventi cinepittorici su scena da parte dei futuristi Ginna e Corra, si pu\u00f2 di diritto definirlo il primo film dipinto direttamente su pellicola della storia dell\u2019animazione italiana.<br \/>\nRealizzato con la tecnica di McLaren, Passacantando ne riesce a mandare una copia al suo maestro, il quale, sapendo che era stata aperta una nuova filiale del prestigioso laboratorio di animazione sperimentale d\u2019avanguardia, gli fa pervenire una lettera d\u2019assunzione nel neonato reparto di Londra del National Film Board.<br \/>\nTrasferitosi nel 1960 in Gran Bretagna Passacantando entra cos\u00ec nell\u2019equipe che operava in Inghilterra del National Film Board, la sezione sperimentale all\u2019interno della T.V. Cartoons Ltd. sotto la direzione dell\u2019allievo del maestro canadese George Dunning (<b><a href=\"#n3\" name=\"h3\">3<\/a><a name=\"h3\"><\/a>*<\/b>), lavorando alle diverse produzioni per le pi\u00f9 importanti Major dell\u2019epoca, e in seguito al fianco di Dick Williams, Jimmy T. Murakami e Harry Hess, partecipando al famoso film dei Beatles \u201cYellow Submarine\u201d.<br \/>\nIn quel primo soggiorno londinese Passacantando lavora come intercalatore a diverse produzioni commerciali ma, volendo esprimere il suo estro in proprio, dopo un anno lascia Londra per volare in Svizzera poich\u00e9 un importante funzionario dell\u2019Onu gli ha promesso un incarico di maggior rilievo.<br \/>\nDal 1962 al 1964, infatti, lo troviamo a Ginevra a realizzare film per gli Stati Uniti alla FAO.<br \/>\nIl 29 gennaio 1962 Stelio Passacantando viene nominato dalla FAO (Food and Agriculture Organization) delle Nazioni Unite come disegnatore in grado G.6-1 nella \u201cVisual Media Section\u201d e come rappresentante delle Nazioni Unite gli viene affidata la regia per la EAV di New YORK di una serie di videotape in animazione e grafica semiastratti su soggetti tratti dalle opere musicali di Gian Carlo Menotti.<br \/>\nGli originali, girati in 16 mm nell\u2019apposita sezione della \u201cVisual Media\u201d delle Nazioni Unite, non furono mai rinvenuti in quanto i definitivi vennero depositati alla EAV (Educational Audio Visual, o Educational Visual Inc.) e si troverebbero tuttora giacenti negli Stati Uniti d\u2019America.<br \/>\nIncaricato dalla FAO, Passacantando si reca ben tre volte in America per incontrare Menotti alla Educational Visual Inc. di New York.<br \/>\nIl contratto di Passacantando, dapprima per pochi mesi, \u00e8 rinnovato, e pur volendo tornare nuovamente a Londra vi rimane per ben due anni.<br \/>\nPer il suo carattere accentratore e polemico, dapprima vorrebbe diventare \u201crappresentante della pace per il cinema d\u2019animazione\u201d, una sorta di nuova figura politica tramite le espressioni congiunte di arte e cinema, entrando poi in collisione nientemeno che con l\u2019allora Direttore della FAO.<br \/>\nMa ancora non \u00e8 nulla. Due anni dopo, per\u00f2, gli viene recapitato l\u2019invito di sottoporsi a un test attitudinale per il rinnovo del contratto. Superato. E poi un concorso, una nuova procedura \u2013 gli dicono \u2013 alla quale se vuol rimanere alle Nazioni Unite non pu\u00f2 sottrarsi.<br \/>\nCapisce ormai che \u00e8 un modo per silurarlo.<br \/>\nPassacantando raccontava che fu un sabotaggio compiuto appositamente per eliminarlo definitivamente dalle Nazioni Unite.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18468\" title=\"5\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/53.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"788\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/53.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/53-236x300.jpg 236w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\" align=\"center\"><span style=\"font-size: 9pt; color: #666666; font-family: Tahoma;\">Gian Carlo Menotti<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">Abbiamo qui il documento della sentenza originale dai cui dati ne possiamo ricavare almeno ufficialmente le modalit\u00e0. Si pu\u00f2 visionare peraltro la sentenza integrale in lingua inglese.<br \/>\nRiportiamo qualche stralcio:<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-left: 150px;\"><span style=\"color: #666666; font-family: Arial; font-size: small;\">\u00abConsidering the complaint against the Food and Agriculture Organization of the United Nations drawn up by Mr. Stelio Passacantando on 5 September 1965, the reply of the Organization of 3 December 1965, and the additional<br \/>\ndocuments and explanations furnished by the Organization on 30 March 1967, the production of which had been ordered by the Tribunal;<br \/>\n[\u2026]<br \/>\nA. On 29 January 1962 Mr. Passacantando was appointed by the Food and Agriculture Organization of the United Nations as a draughtsman in Grade G.6-1 in the Visual Media Section for a period of three months. His appointment was extended on a number of occasions, each time for a fixed term.<br \/>\nFollowing approval by the 12th General Conference of the Organization of the establishment of a G.6 draughtsman\u2019s post of indeterminate duration, a competition was held to fill it. Mr. Passacantando was one of the applicants and he was invited to undergo a test in June 1964. At first he refused on the ground that it was not consistent with his professional dignity to submit to a test of his capabilities which were adequately proved by his service with the Organization. Finally, however, he agreed to take the test on 17 July 1964.<br \/>\nNone of the applicants having proved suitable for appointment to the vacant post, the Organization made arrangements for a further competition. Out of about 100 candidates ten were convened to take a test on 16 January 1965 Mr. Passacantando was one of the selected applicants and he presented himself on the appointed date<br \/>\nB. On 29 January 1965 complainant was informed by the Chief of the Recruitment Section that he had not been selected for the post and would therefore be separated from the Organization on 28 February 1965.<br \/>\nOn 4 February 1965 he appealed against this decision to the Director-General, who confirmed it on 18 February.<br \/>\nOn 3 March he submitted an appeal to the Appeals Committee, which on 4 May declared that the appeal did not fall within its competence .<br \/>\nOn 9 June he was informed that the Director-General maintained his decision.<br \/>\nC. In the present complaint Mr. Passacantando prays that the Administrative Tribunal will be pleased (1) to quash the Director-General\u2019s decision as being in violation of Articles 301.044 and 301.043 of the Staff Regulations; (2) to reinstate him retroactively in the G.6 post of indeterminate duration and to order payment of his arrears of salary from 1 March 1965 up to the date of the Tribunal\u2019s accession; (3) to award him U.S. $10,000 as compensation for moral and professional damages.<br \/>\nThe Organization submits that these conclusions be dismissed.<br \/>\nCONSIDERATIONS:<br \/>\n[\u2026]<br \/>\n(b) Conduct of Examination<br \/>\nComplainant states that the most important tests had to be carried out by means of an airbrush, that the first such implement allotted to him was defective, and that when an airbrush that functioned was put at his disposal he had no time to make use of it because the time allotted for the examination was coming to an end; and that he was therefore at a disadvantage as compered with the other candidates. This complaint is not valid, however; in fact, those candidates who did not have their own airbrush were allowed to use one of those put at their disposal by the Organisation for an hour and twenty minutes, and the complainant himself states that he received an airbrush in<br \/>\nproper working order at 12.50, whereas according to the memorandum submitted to the Appeals Committee the examination did not end until 2 p.m. In these circumstances complainant was in a position to make use of the airbrush for an hour and ten minutes, or approximately the time provided, and it may be assumed that if he had asked for an extension of ten minutes, which he did not do, his request would have been granted. It follows that, regard being also had to his own attitude, his complaint of being at a disadvantage is unfounded. Moreover, even if complainant had distinguished himself in the airbrush tests it is improbable that he would have been placed first in<br \/>\nthe competition since his results in the other four tests were definitely less good than those of the successful competitor\u00bb. (<\/span><span style=\"color: #333333; font-family: Arial; font-size: small;\"><a href=\"#n4\"><span style=\"color: #666666;\">4<\/span><\/a><a href=\"#n4\" name=\"h4\"><span style=\"color: #666666;\">*<\/span><\/a><\/span><span style=\"color: #666666; font-family: Arial; font-size: small;\">)<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18469\" title=\"61\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/611.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"470\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/611.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/611-300x227.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\" align=\"center\"><span style=\"font-size: 9pt; color: #666666; font-family: Tahoma;\">Richard Williams<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">Dopo l\u2019esperienza alle Nazioni Unite, Passacantando riesce a tornare a Londra per lavorare nuovamente alla T.V. Cartoons, questa volta come animatore per \u201cCharley\u201d (1965), sotto la direzione di Alan Ball e Jimmy Teru Murakami; per \u201cThe Adventures of Mr. Hero!\u201d (1966), film-pilota prodotto dalla scrittrice Roberta Leigh e firmato dal famoso animatore Harry Hess con cui inizier\u00e0 un sodalizio; e subito dopo per \u201cThe Ladder\u201d (1967), al fianco di Richard Williams e Bob Godfrey, i quali firmano regia e direzione artistica.<br \/>\nPassacantando vorrebbe ora definitivamente tornare in Italia ma preferisce restare nell\u2019equipe del National Film Board londinese sotto la direzione di George Dunning, regista del famoso film dei Beatles, prendendo parte al celebre lungometraggio \u201cYellow Submarine\u201d (1968).<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18470\" title=\"7\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/71.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"391\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/71.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/71-300x189.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\" align=\"center\"><span style=\"font-size: 9pt; color: #666666; font-family: Tahoma;\">Yellow Submarine (1968)<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">Tornato da poco in Italia per organizzare un importante possibilit\u00e0 promessagli personalmente da George Dunning, Passacantando viene intanto chiamato da Harry Hess \u2013 il quale aveva da poco messo su uno studio a Roma \u2013 a collaborare come scenografo al lungometraggio firmato dallo stesso Hess con le animazioni di Gibba, \u201cTramby e le avventure di Bobby Trotter\u201d.<br \/>\nIl lungometraggio, prodotto dalla Fagi Film, rimane per\u00f2 incompiuto, e il materiale verr\u00e0 utilizzato per dei Carosello, firmati dall\u2019inconfondibile e moderno stile di Harry Hess (1967-69).<br \/>\nLa grande promessa non si fa attendere: nel 1969 Dunning apre un filiale a Milano la T.V. Cartoons Italia, mettendo a capo Stelio Passacantando; anno nel quale egli realizza una vasta produzione di short pubblicitari e film sperimentali per gli Usa e Canada.<br \/>\nNel 1969, sempre a Milano, durante una collettiva di pittura Passacantando conosce lo scrittore Dino Buzzati, anch\u2019egli fra gli espositori.<br \/>\nBuzzati, appassionato di fumetti e Passacantando di film d\u2019animazione, s\u2019incontrano nella filiale milanese della T.V. Cartoons per decidere assieme una trasposizione animata del suo ultimo libro da poco uscito, accolto favorevolmente dalla critica e dal pubblico, il \u201cPoema a fumetti\u201d.<br \/>\nPassacantando e Buzzati propongono alla Rai TV l\u2019idea, la quale \u00e8 da subito negata, abituati com\u2019erano i dirigenti democristiani di allora ai clich\u00e9 disneyani, e soprattutto anche per diverse scene os\u00e9 che non avrebbero superato il visto censura, a motivo che la versione animata era altrettanto intrisa da <i>\u00abpura dolcezza poetica alla trivialit\u00e0, dall\u2019eros alla sensualit\u00e0, all\u2019ethos\u00bb<\/i>.<br \/>\nBuzzati propone la trasposizione animata all\u2019estero, visto che \u00e8 prossima la pubblicazione del libro in Germania, precisamente alla Televisione Nazionale Tedesca ZDF, un paese, superati gli orrori del Nazismo, ormai aperto e liberale: la Rai-TV italiana si era lasciata sfuggire la prima occasione di un film con attori disegnati originale e innovativo, elaborato dopo l\u2019esperienza londinese nella societ\u00e0 di produzione pi\u00f9 d\u2019avanguardia di tutta Europa.<br \/>\nCon una ventina di tecnici fra animatori e coloritrici nell\u2019enorme attico milanese della T.V. Cartoons Italia, dalla cui terrazza si vedeva la storica Bozzetto Film di Via Melchiorre Gioia, viene realizzato in diversi mesi \u2013 e che in Germania usc\u00ec come \u201cOrphi und Eura (Poema a fumetti)\u201d \u2013, un film animato di 50 minuti tratto da opere grafiche di Dino Buzzati, tanto che lo scrittore stesso ne rimane molto contento, nonostante all\u2019inizio venga accolto con freddezza, mentre in seguito verr\u00e0 riproposto entusiasticamente con numerose repliche, anche se di ci\u00f2 lo scrittore non lo sapr\u00e0 mai visto che nel frattempo muore a Milano nel 1972.<br \/>\nIl mediometraggio animato viene anche replicato due anni dopo, e diverse altre volte nel decennio successivo, di cui diamo segnalazione nei programmi TV in \u2018Der Spiegel\u2019:<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-left: 150px;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><span style=\"color: #666666;\">\u00abMittwoch, 27. 3. 1974.<br \/>\n22.00 Uhr. ZDF. Orphi und Eura<br \/>\n\u201cGedicht mit Spruchblasen\u201d nannte der italienische Erz\u00e4hler Dino Buzzati seinen Comic-strip \u00fcber Orpheus und Eurydice, der auch in der Bundesrepublik als Buch erschienen ist\u00bb. (<\/span><b><a href=\"#n5\" name=\"h5\"><span style=\"color: #666666;\">5<\/span><\/a><span style=\"color: #666666;\"><a name=\"h5\"><\/a>*<\/span><\/b><span style=\"color: #666666;\">)<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18471\" title=\"8\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/81.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"445\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/81.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/81-300x215.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\" align=\"center\"><span style=\"font-size: 9pt; color: #666666; font-family: Tahoma;\">Poema a fumetti (1970). Regia Stelio Passacantando &amp; Dino Buzzati<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">Come \u00e8 da notare che diversi telespettatori ricordano ancora a distanza di trentacinque anni questo filmato stranissimo, di molto antecedente all\u2019invasione occidentale degli Anime giapponesi.<br \/>\nDurante l\u2019estate del 1989, a Cinecitt\u00e0 ho occasione di conoscere l\u2019allora caporeparto Titoli e Truka Maurizio Pensa, il quale mi permette di bucare carta e fogli di celluloide con l\u2019apposita foratrice per cartoni animati. Stanno girando il lungometraggio \u201cIl Giornalino di Gian Burrasca\u201d di Stelio Passacantando, prodotto dall\u2019Istituto Luce.<br \/>\nPensa, ricordo, mi spiega con simpatico entusiasmo che Passacantando aveva avuto 80 milioni dal Ministero per il suo film. Qualcos\u2019altro mi sembra lo aggiungesse il Luce per le spese di sonorizzazione, stampa e distribuzione. Una cifra assai ridotta, quindi, visto che a quei tempi un budget minimo per un lungometraggio si aggirava intorno agli 800\u2026 Motivo per cui l\u2019autore \u00e8 veramente riuscito a fare i salti mortali, adattando ci\u00f2 alle esigenze di un\u2019animazione, la quale per aderenza allo stile originale poteva essere risolta come spese senza troppi sprechi e ladrocini, come purtroppo nel cinema quasi sempre accade\u2026<br \/>\nSempre l\u00ec, oltre a Maurizio Pensa, c\u2019\u00e8 un operatore alto e un po\u2019 chiuso, Beppe Trentin che cura la fotografia alla Verticale Cinematografica, assistito da un tecnico della ripresa particolarmente gentile, il quale si mostra molto disponibile nei miei riguardi. Lo chiamano tutti semplicemente \u201cRomano\u201d e, vista la mia enorme passione per il cinema disegnato, mi racconta d\u2019aver da giovane frequentato la Scuola d\u2019Arte d\u2019Urbino seguendo il corso d\u2019animazione con Enzo Budassi.<br \/>\nMi incuriosisce molto vedere delle celluloidi originali del film\u2026 Ma le girano in un\u2019altra stanza e\u2026 Come chiederglielo? Sono stati cos\u00ec gentili che in fondo non me la sento\u2026<br \/>\nSempre un giorno di luglio, stando nella stanza a forare altri fogli, bussando, entra proprio il figlio di Passacantando, Boris con delle grandi celluloidi da girare, anche lui come me, sempre in un\u2019altra classe, ancora insieme al liceo artistico di Via Ripetta.<br \/>\nMi mostra i disegni del Gian Burrasca che ha con s\u00e9 e ricordo ne rimango totalmente affascinato: i personaggi sono lucidati a pennino ad inchiostro opaco color seppia e ricordano con estrema finezza e fedelt\u00e0 le illustrazioni originali di Vamba.<br \/>\nPoco tempo dopo Pensa va via dal reparto, e rimangono soltanto Trentin e Bellucci, i quali terminano il definitivo del film di Passacantando, fra finale e rifacimenti, nell\u2019arco dei due anni successivi.<br \/>\nRomano Bellucci, allora tecnico della ripresa a Cinecitt\u00e0, verr\u00e0 nominato dopo qualche anno capo dell\u2019intero reparto Titoli e Truka, aiutandomi innumerevoli volte a risolvere i problemi tecnici relativi ai miei film.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18472\" title=\"9\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/91.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"571\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/91.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/91-300x276.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\" align=\"center\"><span style=\"font-size: 9pt; color: #666666; font-family: Tahoma;\">Stelio Passacantando e Stefania Cacioli<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">Nel marzo \u201990 invece ritrovo Stelio Passacantando al Centro di Cultura Canadese dove presentano una retrospettiva proprio sul National Film Board. La presentazione \u00e8 abbastanza sobria ed elegante, avvenuta accanto alla responsabile dell\u2019Istituto. Del mondo animazione ce ne sono diversi fra i quali ricordo Giulio Gianini, con accanto alcuni ex allievi del Centro Sperimentale di Roma, tra cui Stefano Argentero; Roberto Soldati (assistente di Pino Zac) in compagnia del pittore Guelfo (Gaetano Bianchini); e a distanza di moltissimi anni in quell\u2019occasione rivedo proprio Stelio Passacantando, accompagnato da Stefania Cacioli, sua assistente con la quale mi sembra intrattenesse all\u2019epoca anche una relazione sentimentale.<br \/>\nCon Passacantando, ricordandolo ai tempi della Regina Elena, per\u00f2, non avevo mai parlato. Mi presento a lui senza dirgli altro, e mi dice eventualmente di chiamarlo.<br \/>\nTrascorre per\u00f2 da allora oltre un anno e non ricordo per\u00f2 bene il perch\u00e9, lo chiamo e mi dice se avevo del materiale da fargli vedere dandomi un breve appuntamento visto che era molto indaffarato nella sua casa-studio in Via Margutta, avendo ormai lasciato il suo storico atelier a Via Principessa Clotilde 1\/A.<br \/>\nPorto con me il mio primo film compiuto, per quanto avessi fatto gi\u00e0 moltissimi provini 16 e 35mm, da poco reduce dal Festival di Lucca, un omaggio dipinto sulla pellicola su Lupin, \u201cPlanet O\u201d.<br \/>\nEntrando vedo il bellissimo attico luminoso tutto adibito a studio con un tavolo lungo con due\/tre animatori e scenografi al lavoro.<br \/>\nLa Cacioli, intenta a dipingere, alzando lo sguardo mi sorride salutandomi; c\u2019\u00e8 qualche altra persona, fra cui Gilberto Mandolesi, uno dei suoi migliori allievi ai tempi del Ciak dell\u2019Istituto Don Orione dove insegnava nel \u201869.<br \/>\nPassacantando mi fa segno di seguirlo. Stanno ormai ultimando il Gian Burrasca con le musiche di Fabio Liberatori, allievo di Lucio Dalla.<br \/>\nGli porgo questo rotolo di pellicola da poco stampato a Cinecitt\u00e0 e in trasparenza comincia a srotolarlo, vedendolo fotogramma per fotogramma.<br \/>\nLo osserva accuratamente tutto, commentando anche sequenza per sequenza, tanto che nota che a una grafica da \u201ccartone animato\u201d sapevo unire un linguaggio pi\u00f9 \u201ccolto\u201d inerente al film diretto su pellicola.<br \/>\n<i>\u00abSei bravo!\u00bb<\/i>, mi sento dire da lui affermativamente controllando i fotogrammi ma sempre con un po\u2019 di supponenza rispetto a un ventenne agli inizi.<br \/>\n<i>\u00abPoi hai detto che conosci Boris, no?\u00bb<\/i>, aggiunge chiedendo a conferma di eventuali \u201ccredenziali\u201d\u2026 visto che le sue passioni erano: il figlio; il suo cinema; e le donne.<br \/>\nPoi, riguardo al mio film, anche per non andare in l\u00e0 coi riconoscimenti, dice che andava tutto benissimo ma se alternavo ad eventuali fissi ripetuti certe metamorfosi sarebbe stato meglio.<br \/>\nE l\u00ec, vicino alla finestra, da sotto a una mensola, estrae una busta di cellophane con un bel rotolo di pellicola e, mostrandomelo, comincia a srotolarlo.<br \/>\nMentre gesticola intrecciando le mani dicendo quel che per lui \u00e8 il riferimento-base per il film dipinto su pellicola, \u201cDeformazioni\u2013Trasformazioni\u201d.<br \/>\nErano delle situazioni semi astratte dai colori freddi, molto arcaico nell\u2019insieme; sembrava un esperimento fine anni \u201950, dicendomi che quel rullo dipinto su pellicola, perfettamente conservato risalente nientemeno che al \u201959, era stato il suo primo film che s\u2019intitolava \u201cIl divenire delle forme\u201d, relativamente al quale, mandandolo al National Film Board in Canada e grazie all\u2019interessamento che suscit\u00f2 in McLaren, pot\u00e9 lavorare a Londra nella sezione inglese diretta da George Dunning.<br \/>\nAffascinato dal suo film, mi sento dire: <i>\u00abTe pensavi, eh!\u00bb<\/i>.<br \/>\nCome dire: questi esperimenti li ho fatti anch\u2019io e prima di te (\u2026e meglio\u2026 Sicuramente intendeva\u2026).<br \/>\nRiguardo al consiglio sulle \u201ctrasformazioni\u201d, per quanto era un modo senz\u2019altro per annotare il gradino di distacco fra l\u2019anziano e il giovane, e vedendolo senza moviole, Passacantando non aveva comunque tutti i torti\u2026 Anzi\u2026 Mi ero ispirato alla logica dell\u2019Anime giapponese (logica che a lui non interessava essendosi formato in un\u2019altra generazione, vedi anche i suoi interventi scritti), ma tutto sommato nel mio omaggio filmato vi riconosceva un interessante rielaborazione personalizzata (quella tecnica personale, cio\u00e8, che contraddistingue un autore da un altro), mentre, per converso, un minimo di ripetizione (in quelli che nel film con tecnica tradizionale si chiamano \u2018fissi\u2019) era comunque in funzione della modernizzazione del film diretto su pellicola\u2026 vedi ad esempio alcune opere con questa tecnica di Vincenzo Gioanola, come pi\u00f9 recentemente gli Short Splatter Collection di Saul Saguatti per i quali, ispirandosi ai film del torinese ma modernizzata la tecnica in video, essi si evolvono verso la logica della storia narrata a piccole immagini, fra il manga e il graffitismo americano.<br \/>\nComunque, tornando a quel giorno, con Passacantando facemmo dopo anni la conoscenza ufficiale.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18643\" title=\"giornalino_di_gian_burrasca_stelio_passacantando_002_jpg_ppza\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/giornalino_di_gian_burrasca_stelio_passacantando_002_jpg_ppza.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"407\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/giornalino_di_gian_burrasca_stelio_passacantando_002_jpg_ppza.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/giornalino_di_gian_burrasca_stelio_passacantando_002_jpg_ppza-300x196.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18644\" title=\"giornalino_di_gian_burrasca_stelio_passacantando_003_jpg_wppw\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/giornalino_di_gian_burrasca_stelio_passacantando_003_jpg_wppw.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"410\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/giornalino_di_gian_burrasca_stelio_passacantando_003_jpg_wppw.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/giornalino_di_gian_burrasca_stelio_passacantando_003_jpg_wppw-300x198.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18645\" title=\"giornalino_di_gian_burrasca_stelio_passacantando_004_jpg_bsqv\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/giornalino_di_gian_burrasca_stelio_passacantando_004_jpg_bsqv.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"406\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/giornalino_di_gian_burrasca_stelio_passacantando_004_jpg_bsqv.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/giornalino_di_gian_burrasca_stelio_passacantando_004_jpg_bsqv-300x196.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\" align=\"center\"><span style=\"font-size: 9pt; color: #666666; font-family: Tahoma;\">Il Giornalino di Gian Burrasca (1991). Regia di Stelio Passacantando<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">Lo rivedo alla fine del \u201991, all\u2019Anica, in una riunione dell\u2019Asifa, la sezione italiana dell\u2019Asifa Internazionale, l\u2019Associazione Italiana Film d\u2019Animazione, nella quale, dopo diversi interventi di ciascun autore, si vede Luca Raffaelli che parla delle iniziative volte a valorizzare anche l\u2019animazione italiana relativamente alla sua nuova ed elegante rivista \u2018Video, Cartoon &amp; Comics\u2019.<br \/>\nIn quell\u2019occasione, di Passacantando, proiettano a una prima fra gli \u201caddetti ai lavori\u201d (cio\u00e8 i suoi amici) \u201cIl Giornalino di Gian Burrasca\u201d, che ho finalmente occasione di vedere completato rispetto ai frammenti di ripresa di due anni prima. E poi al termine gli applausi, con grande contentezza di Passacantando e di Boris, il quale vicino alla tenda d\u2019uscita, fra gli applausi, mi stringe in segno di vittoria la mano.<br \/>\nNell\u2019antisala, vicino al tavolo si vede Bruno Bozzetto, di cui si sapeva la presenza, assediato dagli autografi con dedica mentre lui, gentilissimo e disponibile, deve scappare all\u2019aeroporto\u2026<br \/>\nBozzetto a chiunque lo chiede, in ricordo schizza un velocissimo \u2018Signor Rossi\u2019 con tanto di autografo e dedica\u2026 A me compreso!<br \/>\nSempre l\u00e0 accanto, lateralmente, c\u2019\u00e8 una persona che fa un po\u2019 da collaboratrice a tutta l\u2019assemblea, alquanto giovane e poco pi\u00f9 che ragazza, una brunetta molto cordiale e gentile dallo sguardo vispo e quantomai intelligente, la quale, anche se non lo d\u00e0 troppo a vedere, sembra essere molto preparata. Mi colpisce molto perch\u00e9 \u00e8 sorridente e cordiale, tanto che il suo volto esprime chiaramente che il suo carattere dovrebbe essere all\u2019opposto di certe ipocrisie odierne, e del tutto dissimile da quelli che Passacantando nell\u2019animazione definiva i \u00abburocrati dell\u2019arte\u00bb; inoltre la giovane non pare aver preconcetti, sembrando anzi disponibile a una certa \u00ablibert\u00e0 nell\u2019arte\u00bb \u2013 parafrasando sempre Passacantando \u2013 anche se tale libert\u00e0 da persona soggettiva quale lui stesso era, la vedeva soggettivamente pi\u00f9 che altro ristrettamente girando intorno al suo stile\u2026<br \/>\nTanto che, scambiando due parole con lei e sapendo essere la segretaria dell\u2019Asifa, si appunta cosa stessi facendo\u2026<br \/>\nEro anche un po\u2019 stranito e perfino prevenuto da un atteggiamento discreto e ben disposto verso gli altri nel difficile ambiente dell\u2019animazione italiana da parte di questa simpatica e vispa brunetta, ma fu veramente lei a pubblicare, nel numero successivo, un articolo all\u2019interno del tanto ambito ed \u00e9litario Notiziario Asifa riguardo a uno dei miei primi cartoon, un video per un nuovo gruppo che sarebbe poi diventato famoso col nome di Tiromancino.<br \/>\nLa giovane donna risponde al nome di Chiara Magri, la cui onest\u00e0 e competenza non hanno certo bisogno di presentazioni, ed \u00e8 oggi la Direttrice del Dipartimento Animazione della Scuola Nazionale di Cinema a Torino.<br \/>\nFanno poi sapere che per chi vuole, pu\u00f2 andare il giorno dopo alla prima serale del Gian Burrasca al \u201cCapranica\u201d, un cinema esclusivo a due passi dal Parlamento.<br \/>\nNel film sono interessanti i filmati di repertorio, riesumati dal Luce, i quali introducono il lungometraggio dando chiaramente \u2013 e dal vero \u2013 l\u2019idea dell\u2019Italia Umbertina; idea, vagamente ispirata alle scene di Saturnino Farandola. Bisogna anche felicemente notare come Passacantando \u00e8 riuscito a drammatizzare scena per scena, nonostante le pochissime illustrazioni a corredo del libro originale, immedesimandosi perfettamente nel mondo-bambino descritto di Vamba.<br \/>\nSe \u00e8 perfetta la mimesi e l\u2019aderenza al racconto, Passacantando \u00e8 riuscito a aggiungerci un finale tutto suo e che nel libro manca: una citazione alla vita e all\u2019opera di Truffaut in cui Passacantando evidentemente anch\u2019egli s\u2019identifica. Un ribelle si \u00e8 sempre dichiarato e per di pi\u00f9 col suo tono poetico e vagamente na\u00eff: \u00abun ribelle che conserva ancora il candore e l\u2019istintivit\u00e0 di un bambino\u00bb.<br \/>\nNel film di Passacantando, Gian Burrasca in finale arriva al mare, ma nel racconto originale di Vamba l\u2019episodio non c\u2019era; come le analogie con la biografia di Truffaut, di cui il cineasta pittore si \u00e8 permesso questa rielaborazione onirica offrendo persino un finale Truffautiano: il film si conclude l\u00e0 perch\u00e9 il bambino si trova di fronte al mare, all\u2019infinito.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18474\" title=\"10b\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/10b1.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"457\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/10b1.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/10b1-300x221.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\" align=\"center\"><span style=\"font-size: 9pt; color: #666666; font-family: Tahoma;\">Gian Burrasca. Regia di Stelio Passacantando<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><i>\u00abIn tutto il cinema d\u2019animazione che io cerco di espletare mi rivolgo al bambino, a quella forma infantile, istintiva del bambino, perch\u00e9 per me ci\u00f2 \u00e8 molto importante; difatti ho fatto parecchi lavori col cinema d\u2019animazione nelle scuole con la partecipazione dei bambini i quali hanno realizzato una ventina di film, come quelli su Moravia. I disegni che faccio hanno uno spirito infantile, come Gian Burrasca che \u00e8 anche una forma di disegno infantile, perch\u00e9 come diceva il famoso Calvino, \u201cI bambini fino a dieci anni sono dei geni, poi inseriti nella societ\u00e0 avviene una metamorfosi per cui perdono questa spontaneit\u00e0\u2026\u201d. Infatti l\u2019artista rimane con un istinto e uno spirito infantile; ed \u00e8 molto importante mantenerlo; quando diventiamo troppo infilati in un sistema perdiamo questa intuizione\u00bb<\/i>, aveva dichiarato recentemente.<br \/>\nNon risento Stelio Passacantando per diverso tempo, non essendo fra gli autori che seguo maggiormente, anche per quello snobismo del cinema d\u2019autore che andava un po\u2019 di moda in quegli anni che a me disgustava, visto che lui, a met\u00e0 fra l\u2019animazione classica e il cinema d\u2019autore, tendeva maggiormente verso quest\u2019ultimo, con tutte quelle situazioni comportamentali annesse che ne derivavano: snobismo verso il cartoon tradizionale, esteriorismi e soprattutto quel servilismo piramidale\u2026 che proprio a me non compete!<br \/>\nMotivo per cui, conoscendo il produttore Elio Gagliardo della Corona Cinematografica, realizzo diversi servizi per i cinegiornali firmando la regia e l\u2019animazione, ripresa 35mm compresa, di due documentari in animazione di ben 12 minuti l\u2019uno.<br \/>\nE mi chiama Passacantando che ha bisogno di un operatore, in quanto il suo \u00e8 momentaneamente impegnato. Deve fare i provini del suo nuovo lungometraggio, una rielaborazione di \u201cAlice nel paese delle meraviglie\u201d, tratto da Lewis Carroll.<br \/>\nE\u2019 la fine del \u201992. Mi incontro una mattina nella zona Lepanto. Nel frattempo per\u00f2 rispetto a due anni prima ho senz\u2019altro fatto molta esperienza professionale nell\u2019ambito del cinema disegnato.<br \/>\nEntriamo in una saletta con una grande Verticale Cinematografica, un modello uguale ma pi\u00f9 recente dalla Franzon che gi\u00e0 usavo abitualmente alla Corona.<br \/>\nMi fa vedere le celluloidi, stavolta molto diverse come impressione da quelle del Gian Burrasca\u2026 Pi\u00f9 moderne, lucidate a inchiostro nero, e se qualcosa hanno del precedente lungometraggio, esse mi risultano moderne e nuove. Mi spiazzano abbastanza.<br \/>\nCi tiene a specificare \u2013 come al suo solito \u2013 che lui \u00e8 un \u201cpittore\u201d, che in conseguenza a ci\u00f2 si ispirava a Rousseau e a Chagall, sino al fantastico e al surreale in uno stile \u201clibero\u201d ma come dire tutto suo.<br \/>\nE iniziamo le riprese. Io alla Verticale in piedi, lui ortogonale a me seduto a una piccola scrivania con matita e foglio macchina. In cattedra cio\u00e8: il professore che detta allo scolaretto alla lavagna.<br \/>\nE sembra esserne perfino consapevole: <i>\u00ab\u2026Cos\u00ec te fai le ossa!\u00bb<\/i>.<br \/>\nMi passa le celluloidi, perfettamente linde e pulite, e ciascuna, una volta messa sotto la Verticale, inserita la pressa e scattati i fotogrammi ovviamente seguendo le sue direttive, gliela riconsegno mentre mi passa la successiva, la quale prima di darmela, la pulisce ancora\u2026<br \/>\nE continua a \u201cdettare\u201d: <i>\u00ab\u2026disegno due: tre fotogrammi\u2026\u00bb<\/i>.<br \/>\nDopo un\u2019ora che prosegue con questo foglio macchina, dettato da quello compilato dall\u2019animatrice principale, la Yoshiko Watanabe, continua a dirmi che si fa cos\u00ec, che sono giovane, che devo sottostare, ecc\u2026 Cos\u00ec \u201cimparavo\u201d!\u2026 Per un\u2019inquadratura \u201cfissa\u201d senza carrelli o altro, quando invece alla Corona avevo gi\u00e0 girato l\u2019anno stesso ben due film di 12 minuti ciascuno da solo alla Verticale e con tanto di carrelli, panoramiche e dissolvenze incrociate\u2026<br \/>\nMe che gli vuoi dire\u2026 Non lo puoi contraddire\u2026 Inoltre quando continua a \u201cinsegnarmi\u201d cose gi\u00e0 per me superate mi promette pure che mi avrebbe pagato, \u00abdiecimila lire per il lavoro; anche se sei giovane, il lavoro, no, il lavoro va pagato!\u00bb, dice senza mezzi termini\u2026<br \/>\nA quel punto sto sbuffando; una giornata persa per niente anche sottostando a prese in giro umilianti, di cui sembra esserne perfino in parte consapevole\u2026<br \/>\nA quel punto sentendo \u2018diecimila lire\u2019 mentre continua a passarmi bocche e occhi sul disegno base, chiedo, \u00abMa non sarebbe meglio cambiare il foglio macchina? Guardi\u2026\u00bb.<br \/>\n\u2026Non l\u2019avessi mai detto: capendo che uno sbuffa per l\u2019altro, dalla \u201ccattedra\u201d ha quasi scamuffato tutti i fogli della cartellina per dirmi spazientito: <i>\u00abNo guarda\u2026 Allora non se ne fa niente\u2026 Se \u00e8 cos\u00ec lasciamo stare\u2026\u00bb<\/i>.<br \/>\nCome a dire: sei giovane e devi fare la trafila!\u2026<br \/>\nCerco di scusarmi ma insisto: <i>\u00abSe velocizziamo la ripetizione delle bocche e facciamo un carrello\u2026\u00bb<\/i>.<br \/>\nNon l\u2019avessi mai detto; come uno scolaretto alla lavagna, lui seduto con un mozzicone di matita in mano mentre gesticola, mette in chiaro quasi urlando: <i>\u00abSo\u2019 io er reggista!!!\u00bb<\/i>.<br \/>\nScene stravaganti e senz\u2019altro pittoresche che lo rappresentavano al meglio, le quali l\u2019hanno portato con gli anni ad accentuarsi, tanto che per molti \u00e8 stato l\u2019alibi per allontanarlo, specie negli ultimi tempi\u2026<br \/>\nIo, per il mio carattere aperto e liberale, in risposta non so come trattenermi dal ridere\u2026 E la cosa pare sfumi subito tanto che per \u2018staccare\u2019 un attimo propone di andare al bar\u2026<br \/>\nOvviamente il ruolo \u2018vecchio regista\u2013giovane animatore\u2019 prosegue, dando ad intendere che bisogna prima salire tutti i gradini della \u201cgavetta\u201d: ed eccolo l\u00ec, al bar, che il \u201cvecchio\u201d offre al \u201cgiovane\u201d: l\u2019aperitivo che rientra anch\u2019esso nel clich\u00e9 del \u201ccinema di sinistra\u201d: il \u201cChinotto\u201d\u2026 Oltre ovviamente a tenere sottobraccio \u201cL\u2019Unit\u00e0\u201d\u2026<br \/>\nInsomma, dopo quel giorno al completo servizio di quest\u2019uomo stravagante e gi\u00e0 anziano sono convinto di non aver aggiunto nulla di nuovo alla mia esperienza di cartoonist, ed ho occasione di sentirlo soltanto telefonicamente, ascoltando che il risultato della mia ripresa era stato soddisfacente, come per dire\u2026 che avevo superato la prova\u2026<br \/>\nDice che ha abitualmente un suo operatore, ma nel caso si sarebbe rifatto vivo\u2026<br \/>\n<i>\u00abSi\u2026 per diecimila lire!\u2026\u00bb<\/i>, penso io, e la cosa termina l\u00ec.<br \/>\n<i>\u00abCon questi \u2018autori\u2019 sprechi solo tempo\u2026\u00bb<\/i>, aggiungo senza pensarci pi\u00f9\u2026<br \/>\nNel frattempo, ho firmato gi\u00e0 diverse cose in televisione, e dopo quasi due anni Passacantando mi chiama nuovamente. Stavolta, ripensando all\u2019altra, me ne sarebbe fregato meno sentirmi trattare come uno scolaretto e non ho problemi a tornarci.<br \/>\nStavolta deve fare delle animazioni di \u201cAlice\u201d che servono a completamento del film, ma non ricordo bene, pare abbia al momento interrotto i rapporti con l\u2019animatrice principale, mentre gli altri sono impegnati, chiedendomi di andarlo a trovare sempre in uno studio in Via degli Scipioni vicino a quello della volta scorsa. Stavolta \u00e8 la Verticale della Videogamma di Giulio Cecchini e Marcello Clementi; Verticale alla quale era stato girato il decennio prima la Scandalosa Gilda di Gibba con gli effetti speciali di Giorgio Castrovillari.<br \/>\nRicordo che stavolta con lui c\u2019\u00e8 proprio il suo assistente di fiducia, Giovanni, figlio di un altro operatore, intento a fare le riprese.<br \/>\nPassacantando mi mostra dei disegni su carta coi rispettivi Lay-Out, segnati nei quali riferimenti e quant\u2019altro, facendomi vedere la tecnica con cui viene realizzato il personaggio come definitivo su acetato; una tecnica abbastanza strana: alcune parti sono colorate regolarmente sul retro mentre altre su carta, dipinte con tempera acquarellata e incollata su rhodoid ai bordi con una colla particolare, di cui mi da un campione, specificando i punti dell\u2019attacco affinch\u00e9 in fase definitiva non si veda alcun incollaggio\u2026<br \/>\nNon \u00e8 certo facile e ci\u00f2 richiede un bel po\u2019 di impegno per consegnare il tutto in tempi brevi: all\u2019incirca una serie di sequenze da dislocare qua e l\u00e0 per un totale di mezzo minuto da compiere, lucidatura e coloritura comprese, in una quindicina di giorni\u2026<br \/>\nE stavolta le paga abbastanza bene\u2026 Anche se ovviamente intuisco che va a risparmio, viste le altre operazioni altrettanto costose comprendendo non solo l\u2019animazione completa, su fogli di celluloide cio\u00e8, dei quali me ne d\u00e0 in eccesso per eventuali prove\u2026<br \/>\nDopo qualche ora ci congediamo. Giovanni mi dice, quasi privatamente, che con quella Verticale se gli si lasciasse la possibilit\u00e0 potrebbe far\u2026 miracoli\u2026 E invece deve ubbidire alle direttive del capo\u2026 come al solito\u2026 Ma Passacantando \u00e8 troppo contento e non ci bada neanche visto che sta ultimando il suo secondo lungometraggio\u2026<br \/>\nA lavoro compiuto gliele consegno e, vedendole, dice che vanno bene e, non avendo fra l\u2019altro ulteriore tempo, le gira subito: non posso dire cosa \u00e8 stata l\u2019operazione di ritaglio e incollaggio!<br \/>\nMeno male, l\u2019animazione la paga e subito: in fondo \u00e8 un\u2019animazione parziale (\u2026ma furbescamente essa \u00e8 comprensiva nel pagamento delle altrettanto operazioni di lucidatura e soprattutto coloritura\u2026) ma taccio\u2026: un milione divenuto 800.000 lire!<br \/>\nQualche tempo dopo al Cinefonico di Cinecitt\u00e0 lo incontro per caso, seduto in moviola a controllare i rulli della copia sonora di Alice.<br \/>\nLo saluto e lui, in poltrona, \u201csguazzando\u201d nel suo ruolo non mi d\u00e0 troppo retta. Ho in mano il 35mm sonoro della sigla di \u201cBlobcartoon\u201d, il programma di Raitre di Marco Giusti, eseguita con la medesima tecnica dipinta a mano di \u201cLupin\u201d. Propongo di mostrargliela ma risponde sbrigativamente di non aver tempo.<br \/>\n\u2026Ovviamente\u2026 Ma mi permette di vedere con lui nel frattempo una parte del film finito!<br \/>\nE, terminato il \u2018rullo\u2019 mi offre qualcosa da bere contento de \u201cLo Specchio delle Meraviglie\u201d completato.<br \/>\nAl bar incontriamo Romano Bellucci, e l\u2019\u201cavvocato\u201d, come lo chiamavano tutti a Cinecitt\u00e0, un ex avvocato delle cause (perse) di cinema al quale avevano permesso da anni di vendere manifesti e libri l\u00e0 dentro. Fra cui quello sui disegni di Fellini\u2026<br \/>\nPassacantando lo sfoglia, facendo \u201covvi\u201d paragoni registici, dicendomi peraltro che gli schizzi gli piacevano molto e si sarebbero prestati benissimo a un filmato d\u2019animazione.<br \/>\nE ci congediamo tutti.<br \/>\nPoi di \u201cAlice\u201d o meglio \u201cLo Specchio delle Meraviglie\u201d, non so pi\u00f9 niente.<br \/>\nPoi non lo vedo per diverso tempo, n\u00e9 lui n\u00e9 il film.<br \/>\nAlice, per\u00f2 fu l\u2019inizio della sua rovina e probabilmente della sua rinascita.<br \/>\nEra un lungometraggio, rispetto al Gian Burrasca, piuttosto difficile da capire. Anche a me aveva un po\u2019 stranito quello stile, na\u00eff, con colori strani, fantastico si, ma perfino un po\u2019 bizzarro e folle\u2026<br \/>\nAnche se comunque interessante\u2026 I personaggi fra l\u2019altro erano poco consoni alla logica del lungometraggio d\u2019animazione\u2026<br \/>\nC\u2019\u00e8 di fatto che quando fu portato a termine \u2013 anche perch\u00e9 molto diverso dall\u2019altro e pi\u00f9 vicino per altri aspetti al \u201cPetru\u0161ka\u201d che vidi qualche anno dopo, dovendo essere un lungometraggio finanziato dal Ministero e non un film personale d\u2019autore \u2013 doveva rispecchiare quel perfezionismo esteriore richiesto (pulizia nella ripresa, animazione comunque tradizionale, ecc.), tanto che quando uscirono le prime copie stampate, esse risentirono fortemente di questa suindicata pulizia, quando al contempo l\u2019animazione tradizionale cominciava a mutarsi in un\u2019era digitale con le prime produzioni a lungometraggio di Enzo D\u2019Al\u00f2 de \u201cLa Freccia Azzurra\u201d.<br \/>\nRaffaelli un giorno chiedendogli in merito disse che \u201cAlice\u201d era \u00abbrutto\u00bb mentre invece Gian Burrasca \u00abmolto carino\u00bb. Sono senz\u2019altro modi di dire fra addetti ai lavori intendendo dell\u2019ultimo che era un film molto meno riuscito del primo; cosa che grossomodo pensavo anch\u2019io\u2026 Mentre Passacantando continuava ad insistere che la sua Alice era il massimo mentre, sempre l\u2019altro suo Gian Burrasca, altrettanto riuscito, piaceva tantissimo ai bambini\u2026<br \/>\nCol tempo, per\u00f2 ho cominciato progressivamente a ricredermi sul secondo rispetto al primo\u2026 Credo che Passacantando avesse perfino ragione\u2026 Forse perch\u00e9 era ancora troppo perfetto e nuovo\u2026 E la sua \u201cAlice\u201d aveva avuto il solo torto d\u2019aver precorso i tempi\u2026<br \/>\nRivedendolo successivamente in diverse occasioni, e pi\u00f9 recentemente un brano alla Casa del Cinema, mi sono veramente accorto che il valore di questo film, apparentemente stravagante e un po\u2019 incomprensibile, abbia realmente valore nella cinematografia dell\u2019animazione contemporanea.<br \/>\nUn film che sar\u00e0 un giorno collocato superiormente al Gian Burrasca, essendovi in esso una vera e propria \u00absumma\u00bb di tutto l\u2019universo cinematografico passacantandiano.<br \/>\nL\u2019esperienza al National Film Board, i film animati per l\u2019America per conto della FAO, il \u201cPoema a Fumetti\u201d con Dino Buzzati per ZDF, le tante sigle e programmi educazionali Rai, i balletti russi animati, \u201cIl generale all\u2019inferno\u201d con Fo\u00e0, le \u201cStorie della Preistoria\u201d di Moravia e i due lungometraggi, \u201cIl Giornalino di Gian Burrasca\u201d, potranno essere con \u201cLo Specchio delle Meraviglie\u201d, un omaggio animato ai grandi artisti del fantastico e del surreale, da Bosh e Ensor, da Rousseau a Dubuffet, da Chagall a Escher, il complesso della produzione artistica di uno pi\u00f9 originali autori italiani di cinema d\u2019animazione contemporaneo.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18475\" title=\"111\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/1111.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"427\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/1111.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/1111-300x206.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\" align=\"center\"><span style=\"font-size: 9pt; color: #666666; font-family: Tahoma;\">Lo Specchio delle Meraviglie (1994). Regia di Stelio Passacantando<\/span><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><br \/>\nDa quel d\u00ec non lo vedo pi\u00f9 e due anni dopo, nel 1996, ai primi di luglio mi chiama per venire d\u2019urgenza al suo Studio di Via Margutta visto che i suoi animatori sono tutti in vacanza, servendogli urgentemente un assistente all\u2019animazione dovendo consegnare entro breve ben 3 episodi per una pubblicit\u00e0 Rai.<br \/>\nMi reco col caldo torrido nell\u2019estate \u201996 nuovamente a casa sua.<br \/>\nLa situazione \u00e8 allegra ma lui \u00e8 rimasto solo: con l\u2019ultima donna, una giapponese, non l\u2019animatrice, si \u00e8 lasciato; il figlio Boris \u00e8 emigrato in Inghilterra; inoltre professionalmente parlando, mi racconta che il suo animatore preferito Gilberto Mandolesi \u00e8 morto prematuramente da poco superata la quarantina\u2026<br \/>\nLa pubblicit\u00e0 in questione \u00e8 per \u2018Aiuto alla Chiesa che Soffre\u2019, l\u2019associazione universale di Diritto Pontificio riconosciuta dalla Santa Sede, la cui peculiarit\u00e0 \u00e8 portare soccorso alla Chiesa laddove la mancanza di mezzi economici o la violazione della libert\u00e0 religiosa ne rendano difficile la missione evangelizzatrice.<br \/>\nAnche l\u00ec, vedendo i disegni, ovvi i riferimenti: tre bambini, uno \u201cgiallo\u201d, uno \u201cnero\u201d e uno \u201cbianco\u201d alle prese con un \u201cmissionario\u201d: un anziano con un cappellaccio in testa vestito con un lungo abito talare che evangelizza i bimbi che vivono in un mondo \u201cconformista e burocrate\u201d contro la \u201clibert\u00e0\u201d evangelizzatrice: non ci metto molto a capire che quel vecchio ministro del clero, tagliato fuori dal banchetto farisaico del Tempio, \u00e8 molto somigliante allo stesso Passacantando, il quale, dopo il grande apprezzamento da parte dell\u2019infanzia col suo Gian Burrasca aveva aperto col supporto della Regione un atelier, \u2018Il Laboratorio dell\u2019Immaginario\u2019, per insegnare ai bambini la tecnica del cinema d\u2019animazione.<br \/>\nStelio Passacantando \u00e8 un uomo piuttosto alto, magro, coi capelli molto lunghi e argentati, ma dall\u2019aspetto serio e con un non so che di ascetico contrastato da un modo di fare polemico quanto pittoresco\u2026 Anche nel modo di vestire presenta un fascino direi dualista: da un lato un po\u2019 trasandato, dall\u2019altro chiaramente elegante, quasi radical chic; spesso indossa giacche scure di velluto, di quei modelli stretti aderenti anni \u201970; a suo modo un personaggio carismatico. Le sue mani, armoniche nella struttura, sono strette e lunghe con le dite coniche e appuntite: la mano di un poeta, denotando da esse fantasia, romanticismo ed una punta di aggressivit\u00e0. Vedo che anche lui \u00e8 mancino. Mentre traccia a lapis degli schizzi animati, noto che ha anche un\u2019ottima mano \u2013 la classica mano da animatore \u2013 ma pare preferisca giungere pi\u00f9 a un risultato personale, coi suoi disegni vagamente espressionisti che mantengono sempre padronanza della tecnica e un gusto particolarissimo \u2013 il cartoon e pittura al tempo stesso \u2013 con una personale sintesi ricca di accenti quasi na\u00eff.<br \/>\nNello stile dei suoi disegni manteneva la spontaneit\u00e0 di un bambino, come ugualmente nella vita, a un\u2019et\u00e0 matura e adulta \u2013 un\u2019infanzia meravigliosa diceva \u2013 seguendo di s\u00e9 la parte pi\u00f9 istintiva: <i>\u00abUn ribelle\u00bb<\/i>, si definiva, <i>\u00abPerch\u00e9 il bambino ricerca la verit\u00e0; devi essere vero, perch\u00e9 se tu non ricerchi la verit\u00e0, perdi te stesso\u2026\u00bb<\/i>.<br \/>\nCarattere indubbiamente soggettivo, polemico ma sottostantemente generoso, a forti empatie personali, convenzionale ma che voleva apparire anticonvenzionale e a suo modo unico, alla ricerca di essere sempre all\u2019interno di un nucleo sociale \u00e9litario ma, al contempo costantemente bisognoso di grande acclamazione popolare; con gli adulti appariva distaccato e quasi austero ma sempre pittoresco nelle sue esternazioni; un tipo isolato che coi giovani si mostrava in fondo alla mano; quasi un fratello maggiore in grado di spronar in loro entusiasmo e innovazione (vedi in seguito la testimonianza di Franco Bianco); coi bambini invece aveva un rapporto particolare: dopo l\u2019affermazione del pubblico infantile che aveva riconosciuto spontaneamente la sua bravura, cercava di tirar in loro fuori la parte pi\u00f9 spontanea e diretta facendo in lui uscire perfino la dolcezza di un nonno\u2026<br \/>\nPassiamo al suo affascinante \u2018Studio Margutta 42\u2019, un luminoso attico nella famosa \u201cVia dei Pittori\u201d della Capitale.<br \/>\nIl grande tavolo in legno \u00e8 immerso di fogli di carta con le animazioni dei personaggi e dipinti di ogni genere; nei ripiani si vedono tabacco e cartine (lui non fuma ma le tiene \u2013 dice \u2013 per gli ospiti), fra antiche scatole in ferro di the inglese con all\u2019interno crayon e pastelli a olio; e, in verticale sopra il tavolo, appeso con tre mollette un articolone su Repubblica che riporta a tutta pagina un altro martire marxista, quasi un \u201ccollega\u201d, un \u201caltro\u201d genio incompreso, il cui titolo recita a caratteri cubitali: Chaplin un \u00abcomunista\u00bb in esilio.<br \/>\nPoi passando verso il corridoio che porta alla cucina, da una grande cassettiera in legno mi mostra diverse panoramiche animate: grandi celluloidi rettangolari con combattimenti di \u201cmostri fantastici\u201d fra dominanze di colori arancio e viola, tratti da alcune scene di Alice: curiose e interessanti, facendo vedere quant\u2019era bravo il figlio avendole animate interamente lui, cosa che non sapevo, come anche mi disse che i personaggi del film li aveva inventati interamente Boris.<br \/>\nE ci tiene ad aggiungere: <i>\u00abBoris adesso sta a Londra: fa il cameriere\u00bb<\/i>, specifica non certo con dispiacere per volerlo impiegato in qualche ufficio ma con orgoglio seguendo in qualche modo le orme paterne di emancipazione\u2026 Tanto che mi racconta di quando lui stesso emigr\u00f2 in Inghilterra alla T.V. Cartoons per lavorare con Williams, Murakami e Hess, e la successiva collaborazione allo \u201cYellow Submarine\u201d di Dunning.<br \/>\nFra gli aneddoti Stelio ricorda anche quando misero la sede milanese della T.V. Cartoons, e che in lontananza vedeva l\u2019attico della Bozzetto Film.<br \/>\nA met\u00e0 degli anni \u201970 Stelio Passacantando realizza diverse indimenticabili sigle Rai per la TV2 Ragazzi, come diversi \u00abintermezzi\u00bb pubblicitari e, come accennato, la sigla dello sceneggiato per bambini \u201cSaturnino Farandola\u201d (1977) (<b><a href=\"#n6\">6<\/a><a href=\"#n6\" name=\"h6\">*<\/a><\/b>).<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18466\" title=\"3\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/31.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"764\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/31.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/31-243x300.jpg 243w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\" align=\"center\"><span style=\"font-size: 9pt; color: #666666; font-family: Tahoma;\">Mariano Rigillo in Saturnino Farandola, Rai (1977)<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><br \/>\nMi spiega che il regista Raffaele Meloni, il quale commissiona a Passacantando la sigla, fece vedere delle foto di scena della versione cinematografica del 1913 a cui ispirarsi per ritrovare le atmosfere.<br \/>\nQuella mattina di un\u2019estate calda e assolata finalmente riesco a vedere diversi suoi filmati di repertorio, come \u201cLeo e Lea\u201d (1978), un cortometraggio Rai molto particolare realizzato in collaborazione con la moglie, mamma di Boris; degli spezzoni, entusiasmanti, del \u201cPoema a fumetti\u201d di Buzzati; i tre film dei primi anni \u201980 realizzati per la Televisione Francese e trasmessi in seguito anche dalla Rai-TV: \u201cPetruska\u201d (1982), \u201cL\u2019uccello di fuoco\u201d (1982), ispirati alle opere di Stravinskij, e \u201cLa storia dello schiaccianoci\u201d (1983), tratto da Ciajkovskij, dei balletti animati tra pittura e musica, che risentono dell\u2019esperienza avuta con Gianini.<br \/>\nIn proposito dice d\u2019averglieli animati quasi tutti lui e sin dagli inizi per giunta ma di non esser stato mai menzionato nei titoli, poich\u00e9 essi erano rigorosamente firmati dal duo Gianini e Luzzati.<br \/>\nMi racconta inoltre che per i tre balletti animati si era avvalso della collaborazione della sua giovane assistente, Michelangela Turano, prematuramente scomparsa da qualche anno, una ragazza molto bella con la quale era stato visto molte volte assieme, anche ad Annecy, la quale fra l\u2019altro diresse un cortometraggio animato dal titolo \u201cMetamorfosi\u201d.<br \/>\nE sempre per la Rai, \u201cIl Diario di Stefy\u201d (1983), tratto dal personaggio di Grazia Nidasio, che stanno facendo ora a serie televisiva, grazie ad altri che hanno epurato dalla Rai questo innovativo pioniere, tanto che le sue idee, oggi, fra fiumi di fondi pubblici e computer, evidentemente sono state apprezzate e ora abbondantemente finanziate!<br \/>\nCome mi fa vedere le sue tante battaglie degli anni \u201970 nelle quali egli previde che il cinema d\u2019animazione si sarebbe evoluto nel digitale, scritti pubblicati sulla rivista \u201cCarte Segrete\u201d.<br \/>\nE poi gli intermezzi e sigle Rai anni \u201970, fra cui la sigla TV2 Ragazzi e i successivi realizzati con stampe d\u2019epoca, \u201cCronache d\u2019altri tempi\u201d, \u201cTanto tempo fa\u201d e \u201cPoker d\u2019Hitchcock\u201d: mi spiega che, come avvenne per \u201cSaturnino Farandola\u201d, trovava interessante dargli un tocco di antico, motivo per cui per muovere queste figure un po\u2019 ottocentesche a chiaroscuro a tratteggio animate a ritagli, aveva trovato degli albi inglesi da Vertecchi i quali ha provveduto a ritagliare modificandoli per comporre a Passo 1 i vari episodi degli intermezzi Rai.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18476\" title=\"12\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/121.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"427\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/121.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/121-300x206.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\" align=\"center\"><span style=\"font-size: 9pt; color: #666666; font-family: Tahoma;\">Tanto tempo fa. Regia di Stelio Passacantando, Rai (1980)<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18477\" title=\"13\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/131.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"427\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/131.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/131-300x206.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\" align=\"center\"><span style=\"font-size: 9pt; color: #666666; font-family: Tahoma;\">Poker di Hitchcock. Regia di Stelio Passacantando, Rai (1984)<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><br \/>\nCome anche mi mostra, presi da una cartellina, dei disegni d\u2019animazione a matita e qualche cels animation relativi allo \u201cYellow Submarine\u201d, i quali conservava gelosamente da trent\u2019anni.<br \/>\nE poi il documentario del \u201878 uscito in TV nel \u201980, \u201cLa nascita del cinema\u201d, un\u2019interessante panoramica sulla storia del cinema, dalla Lanterna Magica a Meli\u00e8s, che gli \u00e8 valso il Premio di Qualit\u00e0 del Ministero dello Spettacolo.<br \/>\nE diversi programmi realizzati fra la fine degli anni \u201970 e met\u00e0 \u201980 per il Dipartimento Scuola Educazione, il DSE Rai, di cui Passacantando \u00e8 stato assoluto innovatore e al quale dobbiamo la regia dei primi programmi educazionali della Rai-TV con specifico riferimento al cinema d\u2019animazione, nei quali, fra gli altri si vedeva l\u2019intervento di un ancora giovane Gianni Rondolino, e di un sempre sereno Bruno Bozzetto intervistato dallo stesso Passacantando, regista del programma.<br \/>\nE poi ancora, \u201cIl generale all\u2019inferno\u201d, del 1984, come l\u2019ha definito giustamente Raffaelli nell\u2019articolo dedicato alla sua scomparsa: \u00abuna profonda e ispirata denuncia sugli orrori della guerra\u00bb.<br \/>\nUn lavoro molto strano e affascinante, delle silhouettes nere dai personaggi grotteschi e strani con questo sinistro e mostruoso generale, presentato con successo al Festival Internazionale di Annecy e a tutti i pi\u00f9 importanti festival, nazionali ed internazionali, fra i quali, Berlino \u201cAnima for Peace\u201d, Oberhausen (Germania), Zagabria; Buenos Aires (Argentina), Halcala de Henares, Madrid, Bilbao (Spagna); film relativamente al quale mi racconta che essendo da sempre un patito delle opere di Neruda era da tanto che voleva fargli un omaggio. Conosceva abbastanza bene l\u2019attore Arnoldo Fo\u00e0, avendo origini ebree in comune ed entrambi di Sinistra, questi accolse l\u2019idea molto favorevolmente; dice Stelio che vanta un lato familiare semita, come d\u2019altronde anch\u2019io\u2026 anche se poi si \u00e8 arrivati presto ai paralleli con un altro Ebreo che voleva portare l\u2019amore, quando invece fu cacciato dai farisei del Tempio, cio\u00e8 dagli odierni burocrati dell\u2019arte, e messo in croce fino ad essere ridotto al silenzio: come lui!\u2026<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18478\" title=\"14\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/141.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"621\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/141.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/141-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/141-300x300.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\" align=\"center\"><span style=\"font-size: 9pt; color: #666666; font-family: Tahoma;\">Poker di Hitchcock. Regia di Stelio Passacantando, Rai (1984)<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18479\" title=\"151\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/1511.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/1511.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/1511-300x217.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\" align=\"center\"><span style=\"font-size: 9pt; color: #666666; font-family: Tahoma;\">Poker di Hitchcock. Regia di Stelio Passacantando, Rai (1984)<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><br \/>\nIl tutto, fra film e annessi racconti aneddotici, mi viene mostrato in una piccola televisione, vicino a una semplice brandina dove dorme per comodit\u00e0; un angolo domestico tutto suo all\u2019interno di una favolosa casa antica arraffata di carte, acetati, dipinti, colori e pellicole cinematografiche\u2026<br \/>\nMi racconta entusiasticamente che al Festival di Treviso Gian Burrasca fu <i>\u00abun grande successo di pubblico!\u00bb<\/i>, frase che amava ripetere spesso, quando in sala tutti i bambini erano festanti e allegri per il lungometraggio del vecchio pioniere italiano sperimentale, cos\u00ec come lo \u00e8 stata la stampa nazionale; giornalisti delle maggiori testate italiane ne parlarono con ampi e particolareggiati articoli, fra cui quello del \u201ccompagno\u201d Pallavicini de \u201cL\u2019Unit\u00e0\u201d, a cui Stelio teneva particolarmente.<br \/>\nIn quell\u2019occasione mi racconta che a Treviso, nonostante il trionfo del pubblico e i giornalisti venuti ad intervistare \u201clui\u201d e non gli \u201caltri\u201d, l\u2019esecutivo Asifa se ne and\u00f2 facendo finta di niente.<br \/>\nIn altre parole Passacantando, con quel ricordo impresso si era reso definitivamente conto che quelli che volevano apparire suoi \u201camici\u201d, in realt\u00e0 amici non lo erano affatto: un affronto al suo riconoscimento \u201cpubblico\u201d che gli pes\u00f2, riparlandone spesso, sino alla fine.<br \/>\nMa nel decennio prima c\u2019era stato anche un precedente che aveva gi\u00e0 segnato uno scontro fra lui e l\u2019Associazione Italiana Film d\u2019Animazione: a met\u00e0 degli anni Ottanta, Passacantando insieme a Lorenzo Taiuti e Luca Raffaelli promossero un festival di animazione da realizzare a Roma sotto la sigla dell\u2019Asifa. Per quel festival il Comune mise a disposizione una certa cifra, di cui adesso non ricordo l\u2019entit\u00e0. Quello che accadde fu che l\u2019Asifa non volle fare quel festival. E quei soldi non vennero mai utilizzati. Quando Stelio venne ai Castelli Animati port\u00f2 una folta documentazione, anche relativamente a quel festival mai fatto. Quello, purtroppo, fu l\u2019atto ufficiale d\u2019inizio di rottura fra Passacantando e l\u2019Asifa.<br \/>\nMa torniamo alla pubblicit\u00e0 Rai.<br \/>\nMi mostra i personaggi e le animazioni che devo svolgere all\u2019interno della settimana; e se va bene ci sarebbero altri due episodi nelle settimane susseguenti. Deve consegnare prestissimo le tre pubblicit\u00e0 complete e non ha nessuno. <i>\u00abTi promuovo \u2018assistente animatore\u2019!\u00bb<\/i> &#8211; Perbacco,! penso io \u2013 <i>\u00abcon me farai carriera!\u00bb<\/i>\u2026 Un\u2019altra di quelle frasi gi\u00e0 ascoltate ai tempi di Alice, ma questa volta la prendo del tutto con allegria. Mi da tutti i Lay-Out e le basi occorrenti, dicendomi che deve scappare perch\u00e9 ha affidato le coloriture dei rhodoid gi\u00e0 iniziati a uno studiolo, dandoci appuntamento a qualche giorno dopo.<br \/>\nTornando la mattina dopo, noto sul citofono la targhetta \u2018Passacantando\u2019 con sopra scritto \u2018Stelio\u2019\u2026 \u2018e Olio\u2019, leggo aggiunto a penna\u2026<br \/>\nEd ecco la consegna della prima parte: le prime animazioni vanno bene ma una scena dice che non va: comincia con la matita a correggerla; \u00e8 mancino anche lui come Gibba e me; e noto che ha anche un\u2019ottima mano, proprio quella classica da animatore, visto che i suoi lavori spesso si avvalgono di un segno un po\u2019 personalizzato\u2026 A mio avviso la scena va benissimo e a casa la correggo per il giorno dopo; Pare che ancora non vada\u2026 Ma se il regista \u00e8 lui bisogna accontentarlo!\u2026 Quando si fissa Passacantando non gliela togli pi\u00f9 e ho paura di continuare tutta l\u2019estate coi rifacimenti di questa sequenza col missionario che rema coi bimbi in pagoda\u2026<br \/>\nCosicch\u00e9 prendo le animazioni con le sue \u2018correzioni\u2019, le ripasso, e il giorno dopo pare vada ora a \u2018perfezione\u2019\u2026 Nelle tre settimane successive animo anche gli altri due episodi, consegnandogli il lavoro due volte a settimana, fra il caldo estivo\u2026<br \/>\nBeh\u2026 nell\u2019insieme, \u00e8 stata un\u2019esperienza divertente! E non dovendo pagare altri animatori se non me, guadagno anche abbastanza, circa una milionata e mezzo lavorando a casa qualche oretta e in pochissimo tempo\u2026<br \/>\nE le vedo qualche mese dopo, colorate e definitive, anche diverse volte in televisione!<br \/>\nFra il \u201996 e il \u201898 Stelio matura molte soddisfazioni nel suo \u2018Laboratorio dell\u2019Immaginario\u2019 relativo all\u2019insegnamento didattico con l\u2019infanzia cercando di cogliere e far uscire in ciascuno dei suoi piccoli allievi la parte pi\u00f9 innata e istintiva, in altre parole sincera di ognuno di loro; e realizzando con la sua supervisione tre film delle Scuole di Ariccia e Nemi: \u201cUn bosco da salvare\u201d; \u201cUn pesciolino da ritrovare\u201d; \u201cL\u2019isola delle parole perdute\u201d. Film realizzati dai piccoli alunni compreso soggetto, sceneggiatura, disegni, animazione e registrazione dialoghi, coordinati da Stelio Passacantando per il Progetto \u2018Laboratorio dell\u2019Immaginario\u2019 i quali ritroveremo un decennio dopo alla personale a Castelli Animati.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18480\" title=\"16\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/161.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"845\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/161.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/161-220x300.jpg 220w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\" align=\"center\"><span style=\"font-size: 9pt; color: #666666; font-family: Tahoma;\">Uno schizzo di Stelio Passacantando del \u201964 regalato a Cristina Santilli dell\u2019Anac<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">Un\u2019altra sua caratteristica \u00e8 stata la lotta per l\u2019appartenenza a varie associazioni, club o gruppi \u00e9litari cinematografici e non: prima abbracci\u00f2 l\u2019Anac esecrando l\u2019Unac in quanto fascista, poi definitivamente in rotta con l\u2019Asifa dichiarandosi vittima incompresa del cinema d\u2019animazione d\u2019autore.<br \/>\nEcco un documento pubblicato sulla rivista di cinema \u2018Gulliver\u2019:<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-left: 150px;\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><span style=\"color: #666666;\"><i>\u00ab\u2026In questo incontro, Gulliver ha anche affrontato il problema dei cartoni animati. Al tempo di Carosello nacquero aziende specializzate ad alto livello.<br \/>\nFinito dopo vent\u2019anni il ciclo anomalo \u2013 per messaggi pubblicitari \u2013 di Carosello sono morte molte di quelle aziende pubblicitarie con quei simpatici personaggi frutto di quelle fervide creativit\u00e0 produttive.<br \/>\nE stata comunque la dimostrazione che esistevano le capacit\u00e0 artistiche, tecniche e professionali per continuare la produzione del cartone animato.<br \/>\nLa Rai, servizio pubblico, prefer\u00ec comprare i violenti cartoni animati giapponesi e preparare ad una quotidiana diseducazione i nostri bambini, come oggi continua ad acquistare, con il denaro pubblico, pessimi prodotti di fiction americane, lontane dalla nostra cultura, e continuare cos\u00ec quella stessa diseducazione che sembra essere il suo compito primario.<br \/>\nNoi dell\u2019Anac continueremo a batterci anche sul fronte della TV dove la fanno da padrone poche produzioni legate alle grandi famiglie del potere di sempre e funzionari inattendibili, che negano quella pluralit\u00e0 di prodotto, primo dovere di un ente pubblico. La nostra associazione, nata dal circolo del cinema di Blasetti, Zavattini, De Sica, \u00e8 sempre stata considerata una grande rompiscatole, sotto qualsiasi colore governativo.<br \/>\nContinueremo ad esserlo con battaglie leali specie oggi che ci troviamo di fronte anche persone amiche che stimiamo a cui raccomandiamo pi\u00f9 umilt\u00e0 e pi\u00f9 attenzione.<br \/>\nSono due mesi e pi\u00f9 che ho fatto delle richieste via fax per incontrare l\u2019esecutivo dell\u2019Anac, perch\u00e9 si \u00e8 creata una situazione \u201cmolto particolare\u201d riguardo il cinema d\u2019animazione.<br \/>\nIo vengo dalla pittura e anche se di sinistra e comunista sono stato sempre contrario al realismo socialista e alle teorie sull\u2019arte di Renato Guttuso.<br \/>\nHo cercato di fare un discorso culturale e politico all\u2019interno dell\u2019Anac sul cinema dal vero e sul cinema d\u2019animazione. Iscritto da pi\u00f9 di vent\u2019anni sono sempre stato considerato un autore di \u201ccartoni animati\u201d, qualcosa di particolare, talvolta ridevano o mi prendevano in giro sulla computer grafica: \u201cvuole fare topolino al computer\u201d! Dopo qualche tempo alcuni autori dal \u201ccinema\u201d mi dissero: ma sai che avevi ragione?<br \/>\nOggi il cinema sta cambiando tecniche e linguaggi, c\u2019\u00e8 la grafica, il disegno, effetti al computer, tecnologie avanzate: tutto questo lo scrissi in alcuni articoli circa venti anni fa.<br \/>\nFaccio da sempre un tipo di film non commerciale; sentivo che Citto Maselli affermava che si pu\u00f2 fare cinema anche realizzando film di quattro o dieci minuti, ma ora tutto questo \u00e8 scomparso, anche il cortometraggio. C\u2019\u00e8 la sinistra al governo, ma il problema del corto non \u00e8 stato risolto. Ci sono giovani che potrebbero anche manifestarsi nel fare film brevi, di dieci, venti minuti. Attualmente non esiste una situazione di questo genere. Che fa il Dipartimento dello Spettacolo?<br \/>\nSul cinema d\u2019animazione in particolare si \u00e8 creata una condizione molto inquietante contro la cultura e la libert\u00e0 di espressione e l\u2019emarginazione dalla produzione. Una forma di prevaricazione razziale di tipo fascista (dall\u2019Associazione Asifa ho dato le dimissioni).<br \/>\nHo chiesto un incontro diretto con l\u2019esecutivo Anac per provare e dimostrare quanto dichiaro.<br \/>\nTanto \u00e8 vero che \u201cLa Lanterna Magica\u201d \u00e8 stata ceduta a Berlusconi.<br \/>\nIo come autore di cinema d\u2019animazione e sperimentazione sono scomparso da tutte le agende, i cataloghi, la stampa. Questa persecuzione mi fa onore!<br \/>\nL\u2019Anac sa la mia produzione, la mia partecipazione ai vari festival italiani e all\u2019estero, in particolare in Argentina con il cinema italiano che ha riscosso molto successo; ho realizzato inoltre due lungometraggi, il primo proiettato al festival di Treviso, grande successo di pubblico e di critica, una decina di giornalisti rappresentanti di tutta la stampa italiana dall\u2019Unit\u00e0 al Messaggero, dal Gazzettino al Tempo ecc., hanno scritto articoli a quattro colonne. Assente, all\u2019incontro l\u2019esecutivo Asifa! Perch\u00e9?<br \/>\nIl secondo film dopo 3 anni sempre a Treviso \u00e8 stato volutamente ignorato dagli organizzatori dei festival: l\u2019esecutivo dell\u2019Asifa (\u201cpool di produzione\u201d).<br \/>\nEra evidente che l\u2019Associazione era contro la mia persona, un concorrente temibile per i loro progetti (vedi Amalfi e Positano). L\u2019Anac dietro mia richiesta ha fatto un documento di protesta contro l\u2019Associazione e la Rai.<br \/>\nLa risposta \u00e8 stata una presa in giro censoria, emarginando sia il film che la mia presenza, e tutto ci\u00f2 lo prover\u00f2 al momento dovuto.<br \/>\nUn proposito di portare avanti un certo cinema di animazione, prodotto da cooperative ben precise, emarginando altri tipi di produzione: in tutto questo vi sono elementi di qualunquismo culturale. Tutto questo posso dimostrare se mi si d\u00e0 l\u2019occasione del confronto e del dialogo.<br \/>\nPer valorizzare questi fatti vi \u00e8 stato anche l\u2019intervento di Ro Marcenaro, anche lui testimone, e di questo abbiamo parlato a suo tempo con Giuliano Montaldo.<br \/>\nConsidero tutto ci\u00f2 molto preoccupante per la libert\u00e0 della cultura e del cinema e con l\u2019aiuto dell\u2019Anac vorrei andare fino in fondo al problema\u00bb.<\/i> (<\/span><b><a href=\"#n7\" name=\"h7\"><span style=\"color: #666666;\">7<\/span><\/a><span style=\"color: #666666;\"><a name=\"h7\"><\/a>*<\/span><\/b><span style=\"color: #666666;\">)<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">Inoltre, in quegli anni, sempre nell\u2019ambito dell\u2019attivit\u00e0 del \u2018Laboratorio dell\u2019immaginario\u2019, come docente e conduttore ha tenuto varie lezioni e seminari presso la Mediateca Regionale Toscana, Accademia Internazionale dell\u2019Immagine dell\u2019Aquila ed a Roma presso l\u2019Istituto Cinematografico di Stato Roberto Rosselini, la FICC federazione italiana circoli del cinema e vari seminari all\u2019Accademia di Belle Arti di Roma. Come esperto sul cinema d\u2019animazione, ha tenuto convegni e scritto vari articoli sull\u2019argomento. Ha partecipato nelle giurie di numerose rassegne, e recentemente come giurato all\u2019International Short Film Festival di Siena. E\u2019 stato nominato varie volte membro nelle Commissioni Film per Ragazzi e nella Commissione Premio David Scuola 1996-97 e 1998 presso il Dipartimento dello Spettacolo.<br \/>\nVero \u00e8, pensandoci, che Passacantando dal carattere spigoloso e isolato, una volta rimasto solo divenne pi\u00f9 accentuato nella sua stravaganza.<br \/>\nAbbiamo ritrovato, grazie alla segretaria Anac Cristina Santilli, un intervento di Stelio Passacantando risalente al lontano 1977 all\u2019interno della pubblicazione \u201cTempo di Dibattito\u201d nella quale sono raccolti insieme i pi\u00f9 significativi documenti elaborati nell\u2019Associazione Nazionale Autori Cinematografici ANAC-unitaria nei suoi due primi anni di vita (1975-1977):<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-left: 150px;\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><span style=\"color: #666666;\"><i>\u00abNon si pu\u00f2 parlare di rinnovamento usando linguaggi del passato per esprimere idee e concetti progressisti.<br \/>\nIl cinema nell\u2019attuale situazione deve trovare la forma e la volont\u00e0 di svecchiarsi, liberando da concezioni conservatrici cercando di allinearsi a linee culturali pi\u00f9 avanzate di altri linguaggi artistici. Assistiamo oggi a una produzione di film da sottocultura, dove si cerca di mascherare l\u2019assenza di contenuti a vantaggio del pi\u00f9 basso consumismo con opere stucchevoli e ripetitive. Le ragioni indubbiamente sono: la mancanza di spazio commerciale per un certo cinema impegnato, dovuto da una parte alla contrazione del capitale che non permette una libert\u00e0 d\u2019espressione coraggiosa, dall\u2019altra alla mancanza negli anni passati di sperimentazioni su nuovi linguaggi, venendo cos\u00ec a mancare, a differenza del giovane cinema americano, la formazione di nuove leve per un rinnovamento del cinema, di cui oggi cominciamo ad avvertire l\u2019esigenza. La formazione di un centro di sperimentazione e di ricerca permetterebbe a molti giovani di aprire spazi nuovi con intenti culturali e divulgativi, per un discorso contrapposto ad un certo cinema \u201cserioso\u201d e spettacolare. Occorre cio\u00e8 promuovere dialoghi con altre discipline, assumendo tecniche diverse, anche d\u2019animazione, da utilizzare per la ricerca filmica, in un capovolgimento d\u2019istanze ed esperienze visive. Si tratterebbe in altri termini di valutare ogni possibilit\u00e0 in direzione di una nuova visualit\u00e0 come portatrici di contenuti antitradizionali o rivoluzionari che proprio dal nostro cinema son stati elusi sin dai tempi dell\u2019avanguardia storica. Il cinema deve porsi sul piano degli altri mezzi espressivi cos\u00ec da far sentire i legami che lo uniscono alla pittura, al teatro, alla musica e alla poesia, in un\u2019epoca in cui la separazione delle arti non \u00e8 soltanto superata, ma vi \u00e8 addirittura la compenetrazione di queste con gli altri settori dell\u2019attivit\u00e0 umana (scienza, tecnica, progresso sociale) in una fitta rete di rapporti e interdisciplinariet\u00e0 tali da non poterne bene identificare i confini. Si tratta di cercare e promuovere nuove forme di produzione, e ci\u00f2 anche nel campo commerciale e popolare, rendendo difficile quindi una netta distinzione tra cinema e cinema: di ricerca o di consumo. E\u2019 chiaro che una ricerca siffatta presenta dei problemi. Un intervento positivo dovrebbe venire da parte del Gruppo Cinematografico Pubblico: Cinecitt\u00e0, Istituto Luce, Rai-TV. Occorre interessare anche le scuole, l\u2019universit\u00e0 e il Centro Sperimentale, perch\u00e9 dovranno essere proprio le scuole a determinare la conoscenza e la diffusione del linguaggio filmico. E questo dovr\u00e0 avvenire con la pi\u00f9 attiva collaborazione delle Regioni, Enti, Locali, istituzioni culturali e del Movimento Cooperativo Cinematografico. Occorre promuovere intenti di ricerca in tutte le direzioni ed una produzione qualificante di film educativi, per ragazzi, didattici, videotape e tutta una serie di altre possibilit\u00e0 documentaristiche, prima tra tutte la televisione, possibilmente in interscambio col cinema. E\u2019 un modo di garantire pluralit\u00e0 d\u2019informazione e qualit\u00e0 di ricerca anche a costo di prove fallimentari, perch\u00e9 un cinema veramente originale ha bisogno di sperimentazione, di nuovi autori e di nuove idee che devono saggiare ogni tipo d\u2019impegno, soprattutto politico-culturale, attraverso opere fatte in completa libert\u00e0 creativa e fuori da ogni condizionamento economico.<br \/>\nIl problema \u00e8 questo: ad ogni cambiamento delle strutture politiche economiche deve corrispondere promozione culturale; anche nel campo del cinema.<br \/>\nCon quale produzione sperimentale l\u2019Italia si presenter\u00e0 alle rassegne internazionali? Potr\u00e0 rendere operante per noi l\u2019art. 1 del nuovo statuto della Biennale che afferma che l\u2019intento \u00e8 quello di promuovere \u201cmanifestazioni internazionali, inerenti la documentazione, la conoscenza, la ricerca e la sperimentazione nel campo delle arti? Per tutte queste ragioni si propone, per il settore della sperimentazione, di formare una commissione di lavoro per analizzare e approfondire i problemi che possono interessare questo argomento specifico sottoponendo poi al Consiglio Esecutivo dell\u2019Associazione i materiali elaborati\u00bb.<\/i> (<\/span><b><a href=\"#n8\" name=\"h8\"><span style=\"color: #666666;\">8<\/span><\/a><span style=\"color: #666666;\"><a name=\"h8\"><\/a>*<\/span><\/b><span style=\"color: #666666;\">)<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">Rivedo Stelio Passacantando due anni dopo, nel \u201998, quando Bruno Di Marino \u2013 un valido ed esperto studioso di cinema sperimentale che si occupa anche di cinema di animazione \u2013 porta grazie all\u2019interessamento di Adriano Apr\u00e0 al Festival Internazionale del Cinema di Pesaro il Centenario dell\u2019Animazione \u2018Animania\u2019. L\u00ec sono invitati diversi esponenti e studiosi internazionali a scrivere in catalogo, e fra gli autori italiani c\u2019\u00e8 anche Stelio Passacantando.<br \/>\nIn albergo, arriva in sala-pranzo furioso e chiedendogli il perch\u00e9 dice senza mezzi termini: <i>\u00abSo\u2019 incazzato perch\u00e9 non m\u2019hanno citato nell\u2019animazione italiana. Di Marino m\u2019ha tagliato mezza filmografia e Raffaelli m\u2019ha del tutto \u2018scancellato\u2019! Mo\u2019 aspetta che lo vedo!\u00bb<\/i>&#8230;<br \/>\nCerchiamo di calmarlo.<br \/>\n<i>\u00abHanno citato tutti! Ce stai perfino te!\u00bb<\/i>, dice indicandomi\u2026<br \/>\n<i>\u00abAh, \u2018perfino\u2019 io\u2026\u00bb<\/i>, dico cautamente chiedendomi se voglia attaccar briga\u2026.<br \/>\n<i>\u00abSi\u2026 ce stai pure tu\u2026\u00bb<\/i>, specifica cambiando tono di voce pensando che non l\u2019avessi letto\u2026<br \/>\n<i>\u00abAh si?\u2026\u00bb<\/i>, chiedo con una vocetta capendo che il \u2018perfino\u2019 era per la giovine et\u00e0 rispetto alla sua\u2026<br \/>\n<i>\u00abSi\u2026 ce stai pure tu\u2026 Non sei contento?\u00bb<\/i>, chiede lui con la sua vocetta nasale invece in modo simpatico ed incoraggiante\u2026<br \/>\nE poi non so cosa sia accaduto: Di Marino racconta che gli ha fatto una scenata davanti alla segretaria Angela Prudenzi ma il motivo del \u2018taglio\u2019 sulle note bio-filmografiche era dovuto al fatto che appariva troppo lunga quella inviata\u2026.<br \/>\nMentre Passacantando, chiedendogli se avesse chiarito con Luca e cosa gli avesse detto, credendo che ero stato anch\u2019io presente mi specifica che, obiettandogli il fatto d\u2019esser stato omesso, gli sarebbe stato detto da Raffaelli: <i>\u00abScusa, me lo sono scordato!\u00bb<\/i>.<br \/>\n<i>\u00abSei uno stronzo!\u00bb<\/i>, gli avrebbe risposto senza mezzi termini Passacantando.<br \/>\nUna precisazione. Raffaelli recentemente mi ha specificato che: <i>\u00abLa mancanza di Passacantando nel catalogo di Pesaro era dovuta al fatto che nella prima stesura, rivisitando in sintesi la storia dell\u2019animazione italiana, la figura di Passacantando non aveva trovato posto. Proprio per la sua particolarit\u00e0, lui era uno a s\u00e9 stante. Mi ero raccomandato con Bruno Di Marino, di avere il tempo e la possibilit\u00e0 di fare alcune correzioni e una aggiunta, quella di Stelio Passacantando. Il giorno in cui telefonai a Bruno per dettargli correzioni e righe, il testo era gi\u00e0 andato in stampa\u00bb<\/i> (<b><a href=\"#n9\" name=\"h9\">9<\/a><a name=\"h9\"><\/a>*<\/b>).<br \/>\nCome anche accade che vengono dapprima invitati sul palco lui e Francesca Ravello de Santi, bravissima animatrice sperimentale, nipote di Lina Wertmuller (ci teniamo a dire per\u00f2 che \u00e8 assolutamente una non raccomandata visto che i suoi lavori li ha svolti esclusivamente per meriti personali).<br \/>\nDi Marino li presenta entrambi, e lui, sentendosi \u201clivellato\u201d ci tiene a specificare dicendo, \u00abLei era un\u2019allieva mia!\u00bb\u2026 [allieva di Passacantando prima di passare al Centro Sperimentale con Zac].<br \/>\nTornati a sedere, rifaccio furtivamente a Francesca la voce nasale, simpatica e un po\u2019 polemica di Passacantando, di cui facevo bene l\u2019imitazione: <i>\u00ab\u2026era n\u2019allieva \u2018mia\u2019!\u00bb<\/i>\u2026 Lei fa un risolino snob, senza accorgermi che lui le era accanto\u2026 Mi sente e mi manda ad alta voce ovviamente affanc\u2026<br \/>\nInvitati poi sul palco Gibba e Passacantando, con in mezzo Di Marino che funge da spartiacque, entrambi accuratamente si evitano per ruggini ancora non rimosse risalenti all\u2019epoca \u201cFAX Film\u201d.<br \/>\nStelio comincia a prender le distanze \u201cartistiche\u201d dal collega\u2026 E Di Marino, un\u2019 po\u2019 alla buona com\u2019\u00e8 lui, commenta, <i>\u00abEcco\u2026mo\u2019 cominciamo!\u2026<\/i>\u00bb&#8230;<br \/>\nE tutto un andirivieni di situazioni, fra lui e gli organizzatori del Festival, per il quale ogni volta che Passacantando passava c\u2019era qualcosa da ridire tanto che Di Marino, tutto sommato nuovo a questo ambiente, diceva divertito alle organizzatrici riguardo questo personaggio bisbetico e stravagante definendolo \u00abfrustratissimo!\u2026\u00bb\u2026<br \/>\nSe per\u00f2 per Passacantando Animania fu il tradimento aggiuntivo di Raffaelli e Di Marino in quanto secondo lui entrambi parte dell\u2019Asifa, indirettamente si \u00e8 rivelato la sua fortuna: Di Marino si occupava relativamente da poco di animazione, privato quindi di preconcetti sui soliti favoriti e su quelli tagliati fuori, non avendo di fatto nulla in contrario ad inserirlo nella celebrazione del centenario mondiale dell\u2019animazione, mentre Raffaelli aveva avuto soltanto una dimenticanza essendo Passacantando un autore abbastanza particolare ed isolato. Mentre invece, sempre dell\u2019Asifa diceva c\u2019era chi non lo invitava pi\u00f9 ai festival, omettendolo ovunque: inoltre pare ci sarebbe stato chi, dell\u2019Asifa, aveva lanciato il sasso nascondendo la mano e faceva in modo di non incontrarlo, e altri i quali invece avevano contatti con lui, parzialmente ignari di quanto sarebbe stato compiuto ai suoi danni sapendolo soltanto un personaggio un po\u2019 bisbetico, ne subivano le conseguenze orchestrate da altre mani\u2026<br \/>\nE quella \u201cpresenza\u201d di chi come Di Marino era fuori dal gioco congiunta a quella \u201cdimenticanza\u201d involontaria di Raffaelli, fecero da reagenti al Pittore di Via Margutta il quale raggiunse l\u2019acme della sua battaglia dopo un decennio di \u201cisolamento\u201d, tanto che fu lo stesso Luca a promuovere su Passacantando a Castelli Animati, nel frattempo diventato il pi\u00f9 importante Festival di Animazione a livello mondiale, un\u2019intera retrospettiva dei suoi film, soltanto a un anno di distanza dalla sua fine.<\/span><\/p>\n<p>Ma torniamo al Giubileo. Nel 2000 mi arriva un fax di Stelio Passacantando, di cui, si intuisce, non sarei stato il solo destinatario:<\/p>\n<p style=\"margin-left: 150px;\" align=\"left\"><i><span style=\"color: #666666; font-family: Arial; font-size: small;\">INCONTRI \u201cARTE\u201d ANIMAZIONE<br \/>\nNon intervengo a questi convegni prestabiliti, dove vige una censura preventiva ed emarginazione culturale, rischiano sempre di pi\u00f9 di assomigliare a delle corporazioni dove gli autori artisti divengono una corte di burocrati privilegiati.<\/span><\/i><\/p>\n<p>Non vi rendete conto che l\u2019arte, la creativit\u00e0, ormai va scovata dentro le strade della libert\u00e0! Non a caso stiamo assistendo all\u2019appropriazione indebita dei territori artistici delle amministrazioni dei management della burocrazia, vedi anche alcune Associazioni!<\/p>\n<p>Personaggini che vivono intorno alla ricerca artistica come se la stessa burocrazia politica si fosse messa a creare, a dirigere la cultura.<br \/>\nSono impaurito, ci aspetta un domani sempre pi\u00f9 qualunquista e antipoetico.<\/p>\n<p>Per Chiara Magri<br \/>\nE Laura Fiori<\/p>\n<p>da Stelio Passacantando<br \/>\nRoma, 10 Dicembre 2000<\/p>\n<p>Si prega di comunicare agli interessati con lettura o copia del presente documento, grazie.<\/p>\n<p>E ne chiede la diffusione ad una serie di persone dell\u2019Asifa e non, fino a: \u00abEmanuele Luzzati (presidente ignaro di tutto)\u00bb<\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">In realt\u00e0 n\u00e9 Chiara Magri \u2013 di cui nella confusione ricordo che s\u2019era sbagliato con l\u2019antropologa \u00abIda Magli\u00bb \u2013, n\u00e9 tantomeno \u201cLalla\u201d Fiori c\u2019entravano alcunch\u00e9 \u2013 e lo ammise anche lui stesso qualche mese dopo: il punto \u00e8 un altro, come accadde per altri dell\u2019Asifa come Raffaellli e Di Marino: Passacantando pensava a una congiura organizzata e, in quell\u2019occasione, se l\u2019era presa con le due \u201cvice\u201d pensandole in combutta col \u201cvertice\u201d: \u2026il presidente \u201cignaro\u201d di tutto\u2026<br \/>\nIn fondo in quel fax c\u2019era solo un tentativo di far notare un mondo in cui non si riconosceva pi\u00f9: \u00abSono impaurito, ci aspetta un domani sempre pi\u00f9 qualunquista e antipoetico\u00bb. Un uomo sempre pi\u00f9 solo, sopraffatto da un mondo che andava cambiando\u2026<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18481\" title=\"171\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/1711.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"860\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/1711.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/1711-216x300.jpg 216w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\" align=\"center\"><span style=\"font-size: 9pt; color: #666666; font-family: Tahoma;\">Fax dello Studio Passacantando all\u2019Asifa del 30\/12\/2000<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">Nel 2001 lo invito al Museo del Cinema di Roma dove faccio una presentazione di alcuni film d\u2019animazione di epoca bellica per la prima volta proiettati; alla retrospettiva presenzia anche Passacantando; in quell\u2019occasione presentiamo anche la sequenza di \u201cGian Burrasca \u201c (<b><a href=\"#n10\" name=\"h10\">10<\/a><a name=\"h10\"><\/a>*<\/b>) di Sergio Tofano diretta da <b><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=9637\">Luigi Pensuti<\/a><\/b> e Luigi Giobbe, con l\u2019aiuto regia di Felice Guidi (fratello del pittore Virgilio) e l\u2019animazione di Antonio Attanasi; nulla ha per\u00f2 a che vedere col lungometraggio di Stelio! E in quell\u2019occasione gli presento il direttore del museo.<br \/>\nQualche anno dopo ho saputo che Stelio Passacantando ha ceduto migliaia di disegni, dipinti e cells, Verticale Franzon compresa, al Museo del Cinema di Roma.<br \/>\nNel frattempo Passacantando aveva venduto il suo bellissimo attico di Roma, lo \u201cStudio Margutta 42\u201d e, rimasto solo, da un decennio era andato a vivere vicino al Lago di Nemi.<br \/>\nL\u00ec, diceva, si era attrezzato coi computer e veniva due volte alla settimana a Roma.<br \/>\nNel 2002 mi telefona chiedendomi se posso andare con lui a fargli da operatore per girare delle scene in 35mm per il provino delle scene iniziali, visto che al momento non aveva l\u2019operatore, dovendo fare \u2013 finalmente \u2013 un lavoro per la Rai!<br \/>\nOvviamente ripenso, stavolta quasi con nostalgia, ai tempi di \u201cAlice\u201d. E comunque accetto.<br \/>\nMi sono da poco lasciato con la mia ragazza con la quale convivevo e mi intristisce enormemente ritrovarmi solo in casa\u2026 Ma almeno mi distraggo un po\u2019\u2026<br \/>\nCi diamo appuntamento una domenica di fine gennaio fuori agli studi di Cinecitt\u00e0.<br \/>\nLui \u00e8 in auto e ha dietro tutta una cartella con figure colorate a ritagli.<br \/>\nArriviamo poco dopo la curva che va ai Castelli in un magazzino-garage dove c\u2019\u00e8 l\u2019enorme Franzon, un\u2019altra che acquist\u00f2 il decennio prima durante la lavorazione de \u201cLo Specchio delle Meravigli\u201de per una trentina di milioni di lire. Intonsa come le altre su cui lavorai.<br \/>\nErano le 15 e ancora alle 21,30 non si \u00e8 finito di girare; una giornata persa per poche decine di euro: lui muove i personaggi e io scatto! e per di pi\u00f9 al buio invernale al \u201ccaldo\u201d dei fari che illuminano l\u2019ambiente pesto; ancora pretende quella sudditanza\u2026 mi sembra di esser veramente tornato ai tempi di \u201cAlice\u201d, i quali, adesso, non rimpiango affatto\u2026 Strano perch\u00e9 nell\u2019animazione, pur con le sue fisse, non era cos\u00ec\u2026 Ma per la ripresa evidentemente si\u2026<br \/>\nPotevo dirgli no \u2013 penso fra un suo urlo e un altro riguardo le scene girate; Mah\u2026 aspettiamo tanto ormai la domenica \u00e8 persa e per di pi\u00f9 al buio\u2026 tanto a casa sono ugualmente solo \u2013 penso distraendomi quando, tanto per cambiar discorso, chiedo: <i>\u00abLei ci crede in Dio?\u00bb<\/i>.<br \/>\n<i>\u00abCerto che ci credo\u2026 Lo sai: Dio \u00e8 dentro di noi!\u00bb<\/i>, mi dice Passacantando convinto, quasi \u2018ispirato\u2019.<br \/>\nPer\u00f2, che buono quest\u2019uomo ormai anziano che ha combattuto una vita intera contro le ingiustizie, il quale, senza sventolii\u2026 \u2018democristiani\u2019, segue nel suo cuore il messaggio cristiano\u2026 \u2013 penso io\u2026<br \/>\nFinite le ultime scene stacca tutto, fari e corrente, prende dal corpo macchina lo chassy per estrarre la pellicola girata e metterla nel sacco al buio, quando, in questa operazione cos\u00ec delicata, qualora filtri un fascio di luce o casca la pellicola, tutta la fatica e il lavoro sono compromessi. Ma proprio durante quell\u2019operazione delicata al buio totale, mentre l\u2019aiuto, si sente un tonfo a terra\u2026 e da parte sua una bestemmia a voce altissima!<br \/>\nSoli, al buio, non sapevo come trattenermi da ridere, soprattutto per quell\u2019ambiente buio quasi spettrale e quella bestemmia ascoltata con la sua inconfondibile voce\u2026 Fra il blasfemo e il sarcastico\u2026 Qui se rido mi caccia! E con questo buio Dio ci fulmina all\u2019istante!\u2026<br \/>\nQualche giorno dopo mi invita a Cinecitt\u00e0 a vedere in proiezione il girato: \u00e8 pi\u00f9 che soddisfatto; mi dice che i disegni li avevano fatti secondo la sua guida i suoi bambini, i piccoli allievi del suo \u2018Laboratorio dell\u2019Immaginario\u2019, i quali gli avevano dato tante soddisfazioni negli ultimi anni di vita, lontani \u2013 diceva \u2013 dai giochi di potere degli adulti che l\u2019avevano ingiustamente tagliato fuori.<br \/>\nQuesto filmato, mi racconta, \u00e8 per una serie delle Storie della Preistoria, un\u2019idea tratta dai racconti di Moravia, il quale conosceva bene quand\u2019era in vita e con lo scrittore si stimavano reciprocamente; episodi i quali doveva consegnare completi per Rai Educational entro poco tempo.<br \/>\nPoi fuori dal reparto Titoli e Truke, racconta che \u00e8 riuscito per miracolo ad avere questo contratto in Rai senza passare per un funzionario che controlla tutto, dicendo che da anni ce l\u2019aveva immotivatamente con lui; perfino a Rai Educational aveva potere d\u2019interferire quando lui stesso fu tra i primi se non il primo a lavorare per la struttura educazionale dai tempi in cui ancora si chiamava DSE: sapendolo momentaneamente \u2018assente\u2019 \u2013 spiega \u2013 \u00e8 riuscito a andare, senza quindi passare per chi lo ostacolava, portando con s\u00e9 tutti gli articoli, \u201cGian Burrasca\u201d in testa, da uno dei dirigenti principali, non ricordo se Parascandolo in persona, il quale meravigliato da tanta rassegna stampa, gli avrebbe detto: <i>\u00abE lei con tutta questa attivit\u00e0 perch\u00e9 non l\u2019hanno mai chiamata?!\u00bb<\/i>.<br \/>\n<i>\u00abSa\u2026 ci sono delle \u2018gelosie\u2019\u2026\u00bb<\/i>\u2026 omettendo il resto nonch\u00e9 il nome di chi lo ha tagliato fuori perch\u00e9 ne aveva il terrore sapendo che poteva interferire\u2026<br \/>\nFuori dagli Studios, riguardo alla sua rentr\u00e9e in Rai, quasi con spavalderia mi esibisce i vari articoli che ha con s\u00e9, anche uno che lo riguarda ricevuto recentemente ma\u2026 indecifrabile: interamente scritto in arabo!<br \/>\nDue anni dopo, nel 2004, mi racconta che, essendo soddisfatti in Rai del lavoro svolto, gli hanno affidato altri episodi delle Storie della Preistoria ma che doveva consegnare quanto prima e, dal momento che si era rotto il \u201cdente\u201d della Franzon, il carrello dentato in ferro dove passa la pellicola cio\u00e8, non poteva riprenderli in video vedendosi poi la differenza tecnica difficilmente amalgamabile.<br \/>\nE\u2019 un problema, non essendoci pi\u00f9 il meccanico Franzon, ed essendo venuto a mancare anche il suo storico tecnico \u201cAngelo\u201d si sarebbe dovuto rivolgere a un tornitore\u2026 E le scene gli servivano al pi\u00f9 presto.<br \/>\nSono pi\u00f9 di 7 minuti di girato su una ventina complessivi e bisogna riprenderli in due-tre giorni\u2026<br \/>\nEssendo ormai un po\u2019 fuori dal giro e non essendoci pi\u00f9 tante Verticali mi chiede se posso interessarmene\u2026<br \/>\nTrovo la disponibilit\u00e0 di Luigi Masci, bravissimo operatore allievo del pioniere degli effetti speciali Ugo Amadoro, che gira con una Franzon, dandoci appuntamento quanto prima al suo Studio Elle.<br \/>\nPassacantando, per\u00f2, stupendomi, dice di essere impossibilitato a poter venire, impelagato nel montare gli episodi in video; che ormai ero grande; che in diverse occasioni aveva vagliato la mia bravura, ecc\u2026 E quindi dovevo girare tutto da solo.<br \/>\nAhi! Gi\u00e0 capisco che col d\u00e9coupage tutto \u00e8 opinabile per cui potrebbe poi farmi storie sui pagamenti\u2026. Di certo l\u2019affitto della Verticale va pagato\u2026 Comunque, tacendo, acconsento\u2026<br \/>\nCi incontriamo, mi consegna due rulli di pellicola Kodak da 120 mt. raccomandandomi di sprecarne il meno possibile, e oltre diverse scenografie mi d\u00e0 una specie di scatola in legno, tipo cofanetto contenente tutti pezzetti di carta da assemblare in fase di ripresa: la giraffa, il dinosauro, il camaleonte, l\u2019unicorno e altre cose da muovere\u2026<br \/>\nE ci congediamo, quando si vede lui che fra mille premure mi consegna questa \u201cscatoletta\u201d\u2026<br \/>\nSiamo in prossimit\u00e0 di S. Pietro e evidentemente siamo visti in lontananza; lui, cappello e capelli bianchi lunghi che sfreccia via in auto e io che riparto a tutto gas con la mia\u2026<br \/>\nDopo il tunnel, una macchina sembra mi segua; accelero e, dopo una curva, tagliandomi la strada con una frenata brusca sento la sirena: scendono bruscamente i finanzieri dicendo: <i>\u00abScendi, \u00e8 finita!\u00bb<\/i>\u2026<br \/>\n<i>\u00abMa \u2018finita\u2019 che?!?\u00bb<\/i>, dico io pi\u00f9 che impaurito incredulo\u2026<br \/>\n<i>\u00abDov\u2019\u00e8, dov\u2019\u00e8 la scatoletta? Daccela!\u00bb<\/i>\u2026<br \/>\n<i>\u00abMa cosa?!\u00bb<\/i>\u2026<br \/>\n<i>\u00abAh eccola qua!\u00bb<\/i>, dice il militare prendendola di scatto cercando di forzarne l\u2019apertura\u2026<br \/>\n<i>\u00abNooo!\u00bb<\/i>, supplico io\u2026 Se cadono al buio si perderanno\u2026 Chi lo spiegher\u00e0 a Passacantando \u2013 penso io\u2026<br \/>\nIl finanziere convinto di chiss\u00e0 quanti chili di droga avrebbe trovato, una volta aperto il cofanetto saltano ovunque mille pezzi, arti di coccodrillo, di giraffa, zampe di rinoceronte\u2026 Lasciando del tutto spaesati i due militari\u2026 I quali, accortosi del singolare equivoco, quasi scusandosi, mi aiutano a raccogliere i vari pezzi cartacei, sparsi ovunque\u2026<br \/>\nQuasi divertiti ammettono d\u2019aver seguito a distanza tutta l\u2019azione appartata fra due tali da loro ritenuti sospetti, Passacantando ed io cio\u00e8, e a \u201cconsegna\u201d avvenuta mi hanno seguito!<br \/>\nDopo tre giorni di ripresa, della quale lo informo quotidianamente, mi dice di consegnare a suo nome il girato direttamente a Cinecitt\u00e0.<br \/>\nE a Cinecitt\u00e0 nuovamente per altri motivi, i tecnici Carlo Cotta e Romano Bellucci mi dicono che il girato di Moravia lo aveva gi\u00e0 ritirato Passacantando\u2026<br \/>\nRomano dice che lo ha visto da poco e se l\u2019\u00e8 portato con s\u00e9 e non aveva fatto obiezioni, anzi con lui in moviola diceva che andava bene\u2026<br \/>\nMeno male \u2013 penso. Uscito fuori dal reparto incontro Passacantando assieme al suo operatore Giovanni (proprio lo stesso del decennio prima di Alice) che con un sorriso un po\u2019 spavaldo, contento del lavoro consegnato, era sul fatto perfino sfuggente\u2026 Dice che andava bene ma c\u2019era \u2018qualche cosina\u2019\u2026 per cui doveva sottrarmi qualcosa dal pagamento\u2026<br \/>\nFigurati! \u2013 penso io\u2026 Proponendo nientemeno che un dimezzamento\u2026 ma dovendo pagare anche la Verticale alla fine acconsente a pagare quasi interamente la somma pattuita\u2026<br \/>\nMa che non l\u2019aveva al momento\u2026. Dandomi appuntamento sempre di domenica sera, a un \u201cbancomat\u201d per prelevare i soldi prima di tornare a Nemi\u2026<br \/>\nDelle sue \u201cStorie della Preistoria\u201d non ne seppi pi\u00f9 niente ma furono invece completate e programmate su Rai Educational, attualmente presenti anche nell\u2019archivio del Fondo Moravia.<br \/>\nSe ne parl\u00f2 anche in uno studio scritto di un\u2019esperta di comunicazione didattica quale Luisa Marquardt: <i>\u00abCome conferma anche l\u2019esperienza del regista Stelio Passacantando che ha realizzato video animati con i disegni realizzati da bambini e tratti dalle favole di Moravia. A tale riguardo si riporta un estratto dall\u2019URL, visitata il 9 giugno 2002,:\u201ci bambini sono dei geni fino a 10 anni\u201d \u00e8 la frase di Calvino che passa cantando amava citare. Egli ha osservato che quando i bambini dipingono, esprimono una carica di vitalit\u00e0 incredibile, e quando si chiede loro di inventare qualcosa, si sentono utili. Le immagini delle unit\u00e0 lo documentano: gli alunni dimostrano interesse nella spiegazione degli esperti, ma ancora di pi\u00f9 nella pratica: disegnare, ritagliare, colorare gli sfondi di animazione e i personaggi della storia. I bambini si dimostrano anche abili nell\u2019usare programmi di computer grafica\u00bb.<\/i> (<b><a href=\"#n11\" name=\"h11\">11<\/a><a name=\"h11\"><\/a>*<\/b>)<br \/>\nGli autori italiani per la maggioranza preferiva ignorarli, apportandogli non altro che delusioni, dei quali, per\u00f2, gli piaceva solo Guido Manuli, che definiva \u00abun artista\u00bb, e il sant\u2019uomo di Lele Luzzati; mentre, al contrario della maggioranza di loro, seguiva gli autori esteri, ammirando \u201cWhen the Wind Blows\u201d di Jimmy Murakami, ricordando i tempi in cui lavor\u00f2 a fianco a lui, e ultimamente, sopraffatto da un \u201cmondo tecnologico\u201d in cui non si riconosceva pi\u00f9 apprezzando de \u201cLa proph\u00e9tie des grenouilles\u201d, il film d\u2019animazione di Jacques-R\u00e9my Girerd; come anche una sera mi telefon\u00f2 entusiasta dicendomi di guardare subito in televisione, ma che stavo gi\u00e0 seguendo, \u201cLes Triplettes de Belleville\u201d, l\u2019interessantissimo lungometraggio firmato da Sylvain Chomet.<br \/>\nIl film di Chomet aveva certe accordante stilistiche con la sua elaborazione di \u201cAlice\u201d tanto che, se pur con tutte le limitazioni tecniche di budget ridottissimi a confronto dovendo operare in Italia, fra chi gli si opponeva e i finanziamenti scarni di cui beneficia il cinema d\u2019autore, i suoi film d\u2019animazione potevano esser senz\u2019altro realizzati al meglio all\u2019estero, se non si fosse continuamente taciuto volutamente e con accanita malafede il suo nome, impedendogli finanziamenti e qualsiasi altro pur di ostacolarne la produzione attraverso logiche da veri e propri \u201cclan tribali\u201d.<br \/>\nUna volta nel 2003 mi reco a trovare Giulio Gianini a casa, e in terrazzo mi parla che questa \u201ccasetta\u201d (uno splendido superattico in Via Margutta) gliela lasci\u00f2 il pap\u00e0 (ingegnere aeronautico della Savoia-Marchetti, N.d.A.), il quale possedeva diverse case in zona\u2026<br \/>\nRaccontando d\u2019esser stato da poco a trovare Gianini, Passacantando tira fuori un\u2019altra delle sue simpatiche frustrazioni dicendo, <i>\u00abMacch\u00e9 il padre\u2026 Gliel\u2019ho venduto io il superattico!!!\u2026 Per 60 milioni! Lo sai che manco mi saluta?!\u00bb<\/i>\u2026 Chi di loro diceva il vero? In effetti Passacantando pare avesse in Via Margutta l\u2019attico e il superattico e venduto quest\u2019ultimo a Gianini, sentendosi visto dall\u2019\u201calto\u201d fu per un ulteriore motivo di frustrazione professionale e artistica\u2026<br \/>\nNel 2006 mi chiama per invitarmi a una \u201cpersonale\u201d, l\u2019ultima che ha fatto, in via del Babuino presso il famoso Caff\u00e8 Notegen, intitolata \u201cLe Maschere del Potere\u201d coi tanti volti rielaborati del suo Generale di Neruda.<br \/>\nLa mostra si rivela molto interessante e Passacantando insiste per invitarmi a pranzo\u2026 Ormai gli anni erano passati, e ci diamo del tu. Mi racconta inoltre, nonostante le battaglie in Italia contro i mulini a vento, d\u2019aver ricevuto recentemente in America per i suoi film d\u2019animazione il Premio \u2018Hollywood International Cinema Arts Screenings 2005\u2019.<br \/>\nE qualche mese avanti mi chiama per invitarmi a una personale dei suoi film a Villa Borghese, alla Casa del Cinema a Roma, promossa dall\u2019Anac e presenziata da Citto Maselli.<br \/>\nRaggiunto la domenica pomeriggio, \u00e8 tutto contento e mi invita prima dell\u2019inizio a prendere un caff\u00e8, con la sua rassegna stampa in mano, raccontandomi che la mattina stessa \u00e8 uscito un articolo in edizione nazionale su L\u2019Unit\u00e0 a firma di Pallavicini che riguarda la personale in corso che d\u00e0 questo spazio a lui come Truffaut:<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-left: 150px;\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><span style=\"color: #666666;\"><i>\u00abGian Burrasca e Truffaut? Che c\u2019azzecca? direbbe un nostro ministro. Eppure a legare il celebre Giornalino, scritto da Vamba, e I quattrocento colpi, firmati dal regista francese, ci ha pensato Stelio Passacantando. Che nel suo lungometraggio animato, Il Giornalino di Gianburrasca (1992) ha reso omaggio a Truffaut, facendo giungere Giannino Stoppani, in fuga dal collegio, sulla riva del mare e facendogli affidare alle onde una barchetta di carta con su scritto \u00abEvviva la giustizia e la libert\u00e0\u00bb: proprio come il protagonista del film francese. Questo bel lungometraggio animato \u2013 realizzato con una grafica ispirata ai disegni originali di Vamba e con inserti di filmati d\u2019epoca \u2013 lo potrete rivedere oggi (ore 17) alla Casa del Cinema di Villa Borghese a Roma, nell\u2019ambito di un omaggio a Stelio Passacantando. Sar\u00e0 quasi una festa \u2013 presente l\u2019autore che incontrer\u00e0 il pubblico, presentato da Citto Maselli \u2013 che l\u2019Anac ha organizzato per questo regista nato a Roma nel 1927. Con una formazione all\u2019Accademia di belle arti nel corso di Toti Scialoia, Passacatando si \u00e8 sempre interessato di cinema sperimentale e d\u2019animazione. Negli anni Sessanta ha lavorato in Gran Bretagna a fianco di George Dunning, regista del celeberrimo Yellow Submarine. Realizzatore di interessanti cortometraggi (alcuni di questi si vedranno in una mini-rassegna, alle ore 15, sempre alla Casa del Cinema), Passacantando ha diretto anche un secondo lungometraggio animato, Lo specchio delle Meraviglie, tratto dalle opere di Lewis Carroll\u00bb.<\/i> (<\/span><b><a href=\"#n12\" name=\"h12\"><span style=\"color: #666666;\">12<\/span><\/a><span style=\"color: #666666;\"><a name=\"h12\"><\/a>*<\/span><\/b><span style=\"color: #666666;\">)<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">Mi accompagna a vedere tutto un piano allestito coi suoi disegni, scenografie, bozzetti, dipinti, ecc\u2026 Da \u201cAlice\u201d al \u201cGenerale\u201d, da \u201cGian Burrasca\u201d al \u201cPetruska\u201d, ecc\u2026 Mi dice anche che Boris, sempre a Londra, ha gi\u00e0 pubblicato libri (<b><a href=\"#n13\" name=\"h13\">13<\/a><a name=\"h13\"><\/a>*<\/b>) come illustratore, i quali vengono tradotti in diverse lingue in tutto il mondo. Mi spiega inoltre che \u00e8 da poco andata via un\u2019ex segretaria dell\u2019Anac la quale diceva di conoscermi e di volermi salutare essendo stata mia compagna al liceo artistico: Barbara Filippi. Ci tiene inoltre a dirmi che negli ultimi anni stava scrivendo un vero e proprio \u201ckolossal\u201d: nientemeno che un libro sull\u2019Asifa!<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18482\" title=\"18\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/181.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"702\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/181.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/181-264x300.jpg 264w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18483\" title=\"19\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/191.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"454\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/191.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/191-300x219.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\" align=\"center\"><span style=\"font-size: 9pt; color: #666666; font-family: Tahoma;\">Due libri illustrati da Boris Joh Passacantando: A Secret Promise e Das Panda M\u00e4dchen<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">D\u2019altronde, \u00e8 stato difficile reperire e vedere il suo materiale, Passacantando, come tutti gli artisti era molto geloso delle sue opere, non volendo mai lasciare nulla di suo in giro. Molto difficile attualmente una catalogazione e un recupero; molte cose sono state lasciate in giacenza come alcuni materiali di girato 35mm, ancora in deposito a Cinecitt\u00e0, mentre l\u2019Istituto Luce dovrebbe avere in archivio i negativi del \u201cGian Burrasca\u201d.<br \/>\nA tal riguardo desidero riportare una breve lettera scrittami in merito da Renato Pallavicini:<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-left: 150px;\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><span style=\"color: #666666;\"><i>\u00abCaro Mario,<br \/>\nMi fa piacere risentirti e mi ha fatto molto piacere la tua bella lettera. Per quanto riguarda il materiale sul bravo Stelio, purtroppo, non credo di poterti molto aiutare: sicuramente non ho foto di lui; pi\u00f9 probabile che riesca a rintracciare, scartabellando tra le mie carte, gli articoli che ho scritto su di lui. Dammi un po\u2019 di tempo e ti far\u00f2 sapere. Intanto grazie ancora per le tue belle parole.<br \/>\nUn caro saluto<br \/>\nRenato Pallavicini\u00bb.<\/i> (<\/span><b><a href=\"#n14\" name=\"h14\"><span style=\"color: #666666;\">14<\/span><\/a><span style=\"color: #666666;\"><a name=\"h14\"><\/a>*<\/span><\/b><span style=\"color: #666666;\">)<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">Ma torniamo alla mostra alla Casa del Cinema. Finalmente ha inizio la presentazione dei suoi film preceduti da una lunga e appassionata presentazione di Citto Maselli.<br \/>\nStelio fra gli appassionati botta e risposta ci tiene a ricordare, <i>\u00abIo, essendo nell\u2019Anac, ho cercato di presentare, come autore, un cinema diciamo grafico, di colori, di animazione, allo stesso livello di un film d\u2019autore dal vero. Tant\u2019\u00e8 vero che moltissimi anni fa ho scritto diversi articoli dicendo che la grafica, la pittura, il computer, saranno tutt\u2019uno con il vero, ecc. C\u2019\u00e8 una metamorfosi e tutto quello che sta avvenendo adesso col computer \u00e8 l\u2019unione tra la grafica, la pittura, il cinema\u2026 Quindi l\u2019autore \u00e8 un autore, poi come si esprime si esprime\u00bb<\/i>.<br \/>\nFra un film e l\u2019altro, accanto a lui in platea, ascoltando Maselli che prosegue, Passacantando mi indica la prima moglie Fiorella, seduta fra il pubblico, la quale in questi ultimi anni gli si \u00e8 riavvicinata e, con molta dolcezza, cerca di recuperare e di valorizzare l\u2019opera filmica e artistica dell\u2019ex marito Stelio, col quale stette fino al \u201970.<br \/>\nRivedo anche, dopo un decennio, una parte de \u201cLo Specchio delle Meraviglie\u201d, \u201cAlice in citt\u00e0\u201d come \u00e8 intitolato l\u2019estratto e mi appare veramente con una luce nuova\u2026 Insomma avevano realmente messo a morte un pioniere innovativo della cinematografia d\u2019animazione italiana\u2026<br \/>\nE, finito il tutto, Passacantando, pieno di articoli nuovi e precedenti, dice che non aspetta altro che presentarsi con tutto quanto ai Castelli Animati, manifestazione la quale si sarebbe tenuta di l\u00ec a breve, al fine di fare una scenata\u2026<br \/>\nVedendolo forte del successo alla Casa del Cinema cerco di calmarlo quando senza sentir ragioni aggiunge, <i>\u00abSi, si: mo\u2019 me sente!\u00bb<\/i>, riferendosi probabilmente al Direttore Artistico del prestigioso Festival Luca Raffaelli, a seguito della svista del decennio prima a Pesaro\u2026.<br \/>\nInfatti\u2026 Mi chiama per chiedermi se vogliamo andarci insieme, minacciando che non l\u2019avrebbe fermato nessuno dal fare <i>\u00abun casino!\u00bb<\/i>.<br \/>\nNon voglio accompagnarlo per altri motivi riguardanti Raffaelli e me che non gli specifico, e pensando volessi stare col \u201cpiede in due staffe\u201d, venendo cio\u00e8 alla Casa del Cinema e non volendolo appoggiarlo ai Castelli Animati, chiude seccamente la telefonata dicendo, <i>\u00abEh\u2026 sei ambiguo!\u00bb<\/i>\u2026<br \/>\nMa la cosa con me pare non abbia conseguenze a lungo termine\u2026<br \/>\nAnzi\u2026 Mi chiama a scenata compiuta per dirmi, <i>\u00abNon sei voluto venire, eh? Sono indistruttibile! Un grande trionfo di pubblico!!!\u00bb<\/i>\u2026<br \/>\nCerco di evadere visto che m\u2019ero sottratto dall\u2019accompagnarlo, motivo per cui non so cosa sia effettivamente accaduto\u2026<br \/>\nHo saputo solo recentemente che Passacantando, portando con s\u00e9 un nutrita documentazione comprovante una serie di \u201cprove\u201d a suo favore, fece sul palco del festival una sonora sparata in pubblico, un\u2019esibizione fra il drammatico e il pittoresco, commentando ad alta voce al microfono quando, in quell\u2019occasione, era presente anche Michel Fuzellier, allora Presidente proprio dell\u2019Asifa, il quale ascolt\u00f2 il dramma umano di quest\u2019uomo in presenza di molte persone\u2026<br \/>\nFatto sta comunque che l\u2019anno dopo a Stelio Passacantando viene promossa un\u2019intera retrospettiva al prestigioso Festival Internazionale diretto da un mega esperto qual \u00e8 Luca Raffaelli\u2026<br \/>\nE Raffaelli, che non l\u2019aveva con lui, ma di cui Passacantando era convinto d\u2019esser il capro espiatorio di una congiura ai suoi danni ordita da pi\u00f9 persone, aveva visto giusto: il meritato riconoscimento ad un importante pioniere italiano la cui opera andr\u00e0 valutata seriamente con gli anni a venire, promuovendo una retrospettiva filmografica all\u2019interno del Festival pi\u00f9 accreditato al livello internazionale. Bel colpo. Soprattutto se si pensa che dopo quel coronamento per la sua carriera, dopo appena un anno, incredibilmente per tutti, Stelio Passacantando se ne and\u00f2.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18484\" title=\"20\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/201.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"411\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/201.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/201-300x198.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\" align=\"center\"><span style=\"font-size: 9pt; color: #666666; font-family: Tahoma;\">Castelli Animati 2008: Luca Raffaelli al microfono con Stelio Passacantando, a sinistra Paolo Di Girolamo e di spalle Vincenzo Giorgio Castrovillari<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">Ma poco prima del trionfo ufficiale a Castelli Animati, lo incontrai nei pressi di Piazza Venezia. Non sapevo per\u00f2 che quella sarebbe stata l\u2019ultima volta che avrei visto Stelio Passacantando.<br \/>\nMi chiede di accompagnarlo. Sta recandosi in Campidoglio ai funerali di Sandro Curzi, suo carissimo amico d\u2019infanzia da poco scomparso.<br \/>\nCon lui facciamo le condoglianze alla figlia Candida, giornalista capo dell\u2019Ansa, alla quale ci tiene a raccontare che conosceva il padre sin dai tempi d\u2019infanzia e della giovent\u00f9 comunista.<br \/>\nSui giornali, pochi mesi prima era uscita sulla stampa nazionale una di quelle situazioni scandalistiche delle intercettazioni telefoniche riguardanti il Direttore Rai Agostino Sacc\u00e0 con quello che sembra un curioso nome in codice \u00abPassacantando\u00bb\u2026<br \/>\nInizialmente fu questo strano nome che richiam\u00f2 l\u2019attenzione dei Servizi, tanto che si era pensato che \u201cPassacantando\u201d fosse un nome criptato di chiss\u00e0 quale velina o showgirl amante di un politico importante; poi si pass\u00f2 a pensare a \u201cPassacantando\u201d come programma televisivo Rai, visto il corrispettivo Mediaset di \u201cPassaparola\u201d!<br \/>\nMa a chi si riferiva Curzi parlando a Sacc\u00e0 di \u00abPassacantando\u00bb?<br \/>\nE il mistero \u00e8 stato svelato sui giornali: proprio di lui, Stelio Passacantando!<br \/>\nRicaviamone dei pezzi tratti da qualche dispaccio d\u2019agenzia ritrovati in internet:<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-left: 150px;\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><span style=\"color: #666666;\"><i>\u00abNelle intercettazioni finisce persino Sandro Curzi, che meravigliando tutti, la scorsa settimana al momento del voto ha preferito astenersi. Curzi segnala non attrici e vallette, ma un professore classe 1927, appassionato di cartoni animati. A giugno Curzi ricorda a Sacc\u00e0 di interessarsi a \u00abPassacantando\u00bb. In realt\u00e0 non si tratta di un programma, come si legge sui brogliacci, ma di una persona. Dopo due settimane il manager chiama un certo Luca e chiede di far lavorare Stelio Passacantando, ex Accademia delle Belle Arti e docente di cinema nelle scuole. Sacc\u00e0 in questi giorni \u00e8 stato definito un genio del prodotto, osannato da decine di attori e registi che lo hanno difeso in una vibrante lettera pubblica. Tifosi eccellenti, ma in Rai in molti si sono legati al dito i giudizi inclementi che Sacc\u00e0 pronunciava al telefono su di loro: da Guido Paglia a Fabrizio Del Noce fino a Leone, definito una volta \u201ctopo di fogna\u201d e un\u2019altra \u201cinvidioso\u201d\u00bb.<\/i> (<\/span><b><a href=\"#n15\" name=\"h15\"><span style=\"color: #666666;\">15<\/span><\/a><span style=\"color: #666666;\"><a name=\"h15\"><\/a>*<\/span><\/b><span style=\"color: #666666;\">)<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">Capito? Per (ri)mettere piede in Rai, un \u201cvecchio Rai\u201d come Passacantando, essendo un non raccomandato \u00e8 costretto per la disperazione a far un giro incredibile pur di riuscire ad arginare in Rai il manager corrotto che lo ha omesso, supplicando un amico d\u2019infanzia di contattare Sacc\u00e0 per farlo lavorare e, paradosso, apparendo sulla stampa nazionale, lui che non lo era, perfino il \u201craccomandato dei cartoon\u201d!\u2026<br \/>\nMa quale \u2018raccomandazione\u2019!: il simpaticissimo ex Direttore del Tg3 chiarisce l\u2019equivoco: <i>\u00abAppare anche Sandro Curzi, che segnala a Sacc\u00e0 Stelio Passacantando, vignettista e disegnatore di cartoni animati, classe 1927. Commento di Curzi: \u00abNessuna raccomandazione, \u00e8 ovvio, solo la segnalazione verso un antico compagno che conosco dalla Liberazione\u2026 Dissi a Sacc\u00e0 se voleva incontrarlo. Poi non ne ho saputo pi\u00f9 niente. Non so nemmeno se si siano mai sentiti\u00bb.<\/i> (<b><a href=\"#n16\" name=\"h16\">16<\/a><a name=\"h16\"><\/a>*<\/b>)<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18485\" title=\"21\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/211.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"431\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/211.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/211-300x208.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\" align=\"center\"><span style=\"font-size: 9pt; color: #666666; font-family: Tahoma;\">Agostino Sacc\u00e0 e Sandro Curzi<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">Dopo il contratto per Rai Educational per Moravia, una volta saputo d\u2019esser riuscito a \u2018passare\u2019, per sbaglio una volta sola, chi lo ostacolava in Rai fece di tutto epurandone perfino il nome, e lo sconcio ritornello contro la sua persona, umana e professionale, andava avanti da anni\u2026<br \/>\nStelio mi spiega che \u00e8 stanco di combattere; dice di essersi confidato con le lacrime agli occhi all\u2019amico d\u2019infanzia Curzi, il quale, impietosito del fatto che in Rai ne succedono di tutti i colori, fece semplicemente la telefonata al Direttore Generale della Rai chiedendo di farlo lavorare.<br \/>\nIn quell\u2019occasione Passacantando mi svel\u00f2 come stavano realmente le cose: la strategia fu stabilita a monte quasi vent\u2019anni fa. Fecero, all\u2019interno di un gruppo del quale faceva parte anche lui, una riunione fra pochissime persone. Dal momento che i lavori all\u2019epoca scarseggiavano e le relative assegnazioni da parte della TV di stato non erano neanche facili, l\u2019unico modo era di infiltrare uno di loro in Rai in modo che potesse, senza sospetti, far assegnare enormi quantit\u00e0 di soldi pubblici a ciascuno.<br \/>\nUno di queste persone, tramite delle conoscenze politiche, era riuscito finalmente ad entrare in Rai, in modo da poter far assegnare ingenti finanziamenti pubblici ad alcuni di quelli corrotti disponibili a pagargli le tangenti sottratte dai budget Rai fatti assegnare grazie al suo avallo.<br \/>\nPassacantando non c\u2019\u00e8 stato ed \u00e8 stato completamente messo al bando. A niente sono valse le sue proteste, ecc, il manager ha proseguito, semplicemente ignorandole.<br \/>\nSolo di recente \u00e8 venuto a sapere che il materiale che aveva lasciato per i suoi progetti non esisteva, le tante promesse di anni ogni volta che, fuori dalla Rai gli capitava di incontrare il manager fra le sue mille promesse, ecc, appurando che di lui in Rai non esisteva niente: perfino il suo nome era stato cancellato, o meglio mai scritto neanche tra quelli che vi potrebbero lavorare!<br \/>\nNegli elenchi infatti risultavano soltanto quelli candidati a cui poter assegnare i fondi pubblici.<br \/>\nAlcune delle serie, non tutte evidentemente, e non ricordo se anche per i lungometraggi, godevano a monte dell\u2019approvazione di questo manager Rai corrotto. Non mi specific\u00f2 se questa persona fosse adibita all\u2019animazione o alla fiction, ma diversi autori italiani e forse internazionali ne sarebbero coinvolti.<br \/>\nDiceva anche che i dirigenti e i vertici Rai sarebbero tuttora all\u2019oscuro della faccenda, e questa sconcezza continuerebbe alla grande all\u2019insaputa di tutti.<br \/>\nNon qualche migliaia d\u2019euro come la maggioranza ignara potrebbe credere pensando a \u201cpupazzetti\u201d ma milioni e milioni di euro: miliardi su miliardi delle vecchie lire, per intenderci!<br \/>\nMa a Stelio non interessava rovinare chi aveva decretato la sua rovina. Semplicemente si era trovato in una situazione pi\u00f9 grande di lui: voleva soltanto continuare ad esprimere le sue idee e c\u2019era in Rai chi costantemente glielo impediva\u2026<br \/>\nMa non decentriamo l\u2019attenzione dall\u2019altro problema\u2026 Quello scoperto dall\u2019ormai anziano e stanco Stelio Passacantando era soltanto la punta dell&#8217;iceberg che scoperchiava un settore ancora non testato della corruzione in Italia: la produzione di cartoni animati.<br \/>\nPrima di Natale 2009 Passacantando mi chiama per gli auguri ma non ero in casa. Lo richiamer\u00f2 \u2013 penso\u2026 Ma al momento non ricordavo esattamente il prefisso\u2026 Tanto ci sar\u00e0 tempo\u2026 E invece\u2026<br \/>\nMi arriv\u00f2 nel gennaio 2010 un sms che segnalava i \u201cfunerali di Stelio\u201d\u2026 Richiamando subito era nientemeno Luca Raffaelli il quale aveva dato la triste quanto inaspettata notizia, raccontandomi d\u2019esser stato l\u2019ultimo a vederlo.<br \/>\nMa facciamo un piccolo passo indietro.<br \/>\nCome detto, ricevere finalmente l\u2019attenzione al pi\u00f9 importante Festival fu per lui l\u2019inizio di un riconoscimento definitivo; dopo anni di esclusione ingiustificata in Rai, tramite l\u2019amico Sandro Curzi era riuscito a tornare a fare l\u2019ultimo film d\u2019animazione, lasciato incompiuto, per la sua improvvisa scomparsa.<br \/>\nDel filmato, non portato a completamento ne abbiamo notizia grazie alla segretaria dell\u2019Anac alla quale per Natale, al posto d\u2019un biglietto d\u2019auguri, volle offrirle un\u2019immagine con dedica tratta dalla sua ultima opera d\u2019animazione: \u201cOrlando e Angelica\u201d.<br \/>\nUna rielaborazione dell\u2019opera di Gianni Padoan tratto dell\u2019Ariosto, agganciando la tecnica del cinema d\u2019animazione tradizionale, con le nuove tecnologie digitali. Del soggetto per la Rai, \u00e8 riuscito a portarne a compimento una parte.<br \/>\nCristina Santilli, esperta di cinema e segretaria dell\u2019Anac, mi spieg\u00f2 relativamente all\u2019ultimo lavoro che Passacantando stava realizzando per la Rai. Ne era intanto uscito un pilota di 7\u2019, spiegando che anche per questo nuovo contrato viste le sue idee originali e anticonformiste, Stelio dovette lottare un anno per la sua definizione. Purtroppo, per\u00f2 \u2013 commentammo \u2013 non si sapeva, visto il carattere abbastanza schivo dell\u2019artista, chi l\u2019avesse di fatto realizzato per rintracciarne eventualmente la matrice.<br \/>\nUn mese dopo i funerali, salutai telefonicamente l\u2019amico Franco Bianco, fra l\u2019altro allievo di giovent\u00f9 proprio di Kremos, e titolare con Selahattin Akbulut dell\u2019affermato studio di produzione MatitAnimata. In quell\u2019occasione accennai alla scomparsa pensando si conoscessero di nome\u2026 e invece: Franco Bianco era proprio il partner tecnico di cui si avvalse l\u2019anziano cineasta-pittore per portare a compimento la sua ultima fatica per la Rai a met\u00e0 fra cinema d\u2019autore, cartoon e pittura, rimasta incompiuta.<br \/>\nEcco un ricordo di Franco Bianco, che traccia il ritratto dell\u2019anziano pioniere italiano del cinema di animazione: <i>\u00abIl mio incontro con Stelio Passacantando risale alla primavera-estate del 2008, quando come studio avemmo l\u2019occasione di lavorare alla realizzazione del pilota di un suo progetto: \u201cOrlando e Angelica\u201d.<br \/>\nNaturalmente un po\u2019 lo conoscevamo di fama, una volta, agli inizi della mia \u201ccarriera\u201d di animatore ebbi modo di vedere il suo Gianburrasca al Cinema Dei Piccoli, ma mai avevo avuto occasione di incontrarlo di persona fino a quel momento.<br \/>\nCappelletto alla Clouseau, occhiali spessi, capelli lunghi e barba bianca: da subito il personaggio si presentava a dir poco pittoresco.<br \/>\nBen presto ci rendemmo conto che lavorare insieme non sarebbe stata impresa da poco, essendo noi abituati ad un metodo di lavoro \u201cindustriale\u201d che non si conciliava affatto con il suo incontenibile estro artistico, per\u00f2 la fatica e lo stress che ci aspettavano sarebbero stati compensati abbondantemente dalla conoscenza di questo grande artista, di una simpatia e di una ricchezza umana che non dimenticheremo mai.<br \/>\nMemorabili i pranzi al ristorante calabrese vicino la nostra sede di allora in cui, dopo il primo bicchiere di vino, cominciava a snocciolare aneddoti a non finire sul National Film Board o su \u201cYellow Submarine\u201d oppure su Luzzati o sulle mille altre imprese artistiche che aveva condotto nell\u2019arco della sua esistenza, ma raccontava anche delle sue ex mogli, del figlio illustratore a Londra, della sua grande amicizia con Sandro Curzi, che durava dai tempi delle elementari, per poi accompagnare l\u2019ultimo bicchiere con qualche sana polemica indirizzata un po\u2019 a tutto il mondo conosciuto, tanto per non fare torto a nessuno.<br \/>\nCi port\u00f2 delle scenografie originali da usare per il pilota di una bellezza rara e anche alcuni dei suoi film, tra cui ricordo la potenza del \u201cGenerale all\u2019inferno\u201d che impression\u00f2 tutti i presenti.<br \/>\nColpito da questo apprezzamento il giorno dopo ci fece dono di una stampa del generale con tanto di dedica che tra traslochi vari rimase poi in attesa di una degna incorniciatura.<br \/>\nOgni tanto parlava anche dei suoi acciacchi, dei controlli medici che avrebbe dovuto fare, ma se ne disinteressava completamente preso dalla passione per il suo lavoro.<br \/>\nL\u2019ultima volta lo incontrai ai Castelli Animati poi purtroppo perdemmo i contatti.<br \/>\nA met\u00e0 gennaio ebbi lo strano impulso di incorniciare finalmente la sua bellissima stampa, cosa che feci di l\u00ec a poco appendendola finalmente nel mio nuovo ufficio, un mese dopo seppi della sua scomparsa, avvenuta proprio in quei giorni\u00bb<\/i>.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18486\" title=\"22\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/221.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"465\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/221.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/221-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18487\" title=\"23\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/231.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"438\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/231.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/231-300x211.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18488\" title=\"24\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/241.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"449\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/241.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/241-300x217.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\" align=\"center\"><span style=\"font-size: 9pt; color: #666666; font-family: Tahoma;\">Orlando e Angelica. Regia di Stelio Passacantando, Rai (2010)<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">Passiamo al finale.<br \/>\nLe notizie le abbiamo da Luca Raffaelli.<br \/>\nSarebbe stato l\u2019ultimo di noi a vederlo, il giorno prima della scomparsa.<br \/>\nErano gi\u00e0 diversi mesi che la sua salute andava peggiorando, passando per pi\u00f9 degenze ospedaliere, Passacantando era stato ricoverato all\u2019Ospedale S. Eugenio di Roma.<br \/>\nDopo l\u2019epifania, al numero di casa non rispondeva facendo occupato: evidentemente era successo qualcosa di grave: Stelio alla fine ha risposto al cellulare e, balbettando poche parole, \u00e8 riuscito a far capire d\u2019esser stato ricoverato alla clinica di Nemi Villa delle Querce, dove Raffaelli si \u00e8 recato immediatamente a trovarlo pochi giorni prima della fine.<br \/>\nGli port\u00f2 \u2013 racconta \u2013 due pacchetti di caramelle. In fondo \u00e8 un anziano \u2013 penso io \u2013 e tutti gli anziani tornano un po\u2019 bambini\u2026<br \/>\nMa la situazione, non immaginata del tutto da Luca, pareva abbastanza compromessa. Probabilmente aveva un tumore, e il peggio sarebbe poi avvenuto a seguito di una complicazione polmonare.<br \/>\nNon avendo altri che se stesso, a 82 anni, capelli e barba lunghi e senza parenti, aveva dato al personale ospedaliero un\u2019impressione dimessa: un anziano solo\u2026 anzich\u00e9 un artista del cinema di animazione\u2026.<br \/>\nE cos\u00ec \u00e8 iniziato il suo calvario\u2026.<br \/>\nRaffaelli, trovandolo solo e in condizioni le quali non facevano presagire il meglio, soprattutto dopo che Stelio gli avrebbe detto, <i>\u00ab\u2026 Che vivo a fare\u2026 Ho gi\u00e0 vissuto abbastanza\u2026\u00bb<\/i>; frase di certo opposta all\u2019animo \u2018indistruttibile\u2019 di come si definiva Stelio Passacantando.<br \/>\nLuca, vedendolo inoltre solo e abbandonato, ha avuto il sentore che era meglio parlare coi medici; e non essendo mai venuto nessuno dei parenti, non potendo saperne troppo a motivo della privacy, si \u00e8 fatto dare da Stelio il numero telefonico del figlio\u2026<br \/>\nBoris, da anni a Londra, \u00e8 volato a Roma per un ultimo abbraccio con suo padre. Che fortunatamente, grazie a Raffaelli, si \u00e8 potuto realizzare.<br \/>\nRaffaelli, chiedendogli come lo ha visto in ultimo, ha riferito di Stelio che gli \u00e8 apparso: <i>\u00abUno splendido vecchio\u2026 Era \u2018meraviglioso\u2019. Sembrava essersi rappacificato col mondo. Come il vecchio di Fr\u00e9d\u00e9ric Back\u00bb<\/i>.<br \/>\nE da ci\u00f2 possiamo intuire cosa Luca intenda: una persona dai tratti belli, onesti ed eleganti, quasi un\u2019immagine sindonica, che con gli anni, tolti i lati spigolosi, si era reso senza\u2019altro sempre pi\u00f9 elevato spiritualmente, anche solare e luminoso, acquisendo progressivamente indubbia saggezza e chiarezza di ideali.<br \/>\nCi incontriamo alla Chiesa di S. Maria del Popolo, detta non a caso \u201cChiesa degli Artisti\u201d, in una situazione invernale e fredda; ma di un freddo di met\u00e0 gennaio, dal cielo plumbeo e gi\u00e0 luminoso appunto, che preannuncia la primavera, cio\u00e8 la \u00abRinascita\u00bb.<br \/>\nUn funerale sobrio ma anche elegante e raccolto: i familiari pi\u00f9 ristretti, fra cui la mamma di Boris, seconda moglie di Stelio, e l\u2019ultima, una giapponese; ma non si sono scordati dell\u2019ultimo saluto gli amici di vecchia data, registi seri e di qualit\u00e0 quali Citto Maselli, Ugo Gregoretti e Paolo Cingolani; mentre il mondo dell\u2019animazione odierno della \u201ccomputer generation\u201d pare non se ne sia quasi accorto, fuorch\u00e9 qualche vecchio come Giorgio Castrovillari, premio Oscar per gli effetti speciali per il film di John Houston, e, in primis, un grande esperto dell\u2019animazione internazionale quale Luca Raffaelli, venuto assieme a sua moglie Francesca a dare le ultime parole di saluto a Stelio, commovendosi.<br \/>\nChi ha officiato la celebrazione l\u2019ha chiaramente ricordato nella luce come il \u00abfratello Stelio\u00bb.<br \/>\nPoi la comunione e gli incensi, e in un ultimo, un doveroso saluto finale\u2026<br \/>\nParla per primo Maselli <i>\u00ab\u2026 Con Stelio dal \u201947 ci conosciamo; dai tempi della Sezione Comunista Flaminio, assieme ad altri compagni, quali Galli, Sterpini, Curzi. Stelio si \u00e8 sempre battuto contro le ingiustizie, contro la guerra denunciata incredibilmente col suo \u201cGenerale\u201d\u2026\u00bb<\/i>.<br \/>\nPoi si alza presentandosi Raffaelli, di cui ricordo qualche compassata parola: <i>\u00abStelio Passacantando piantava alberi come il vecchio di Fr\u00e9d\u00e9ric Back\u2026 In ultimo l\u2019ho trovato sereno: Stelio si era riappacificato col mondo\u2026 Ciao Stelio!\u00bb<\/i>. Conclude commuovendosi in finale il grande Luca: un personalit\u00e0, alto e imponente, tanto che tutti non osano mettere in dubbio il parallelo chiedendosi chi fosse mai questo \u2018Fr\u00e9d\u00e9ric Back\u2019: un filosofo, un regista o un musicista famoso?<br \/>\nMa Raffaelli non era andato fuori tema: Fr\u00e9d\u00e9ric Back, Premio Oscar dell\u2019animazione con \u201cL\u2019uomo che piantava gli alberi\u201d.<br \/>\nPoi in ultimo si alza Boris con un saluto ancora pi\u00f9 filiale, <i>\u00abNon un addio ma un arrivederci, nella speranza che la vita continui!\u00bb<\/i>.<br \/>\nE con questo salutiamo anche noi questo grande pittore e cartoonist contemporaneo che ha vissuto appieno un\u2019epoca grandiosa e tragica come il XX secolo; un grande artista di un moderno fin de siecl\u00e8, che ha sempre combattuto con forza ogni ingiustizia, rimasto saldo alla sua fede sino all\u2019ultimo, opponendosi fermamente ad ogni forma di corruzione e all\u2019ammorbidimento generale delle coscienze.<br \/>\nStelio Passacantando: un compagno, un fratello, una guida per le nuove generazioni. Un maestro del cinema d\u2019animazione contemporaneo.<\/span><\/p>\n<p><b>Mario Verger<\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: Arial;\"><b><span style=\"font-size: small;\"> <a href=\"#sommario\">\u2191<\/a><\/span><\/b><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><a name=\"RINGRAZIAMENTI\"><\/a><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18461\" title=\"004\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/0041.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"100\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/0041.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/0041-300x48.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/span><\/p>\n<p><b><span style=\"font-size: 16pt; font-family: Arial;\">RINGRAZIAMENTI<\/span><\/b><span style=\"font-family: Arial;\"><b><span style=\"font-size: small;\"> <a href=\"#sommario\">\u2191<\/a><\/span><\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">Per le immagini di Stelio Passacantando si ringrazia Boris Joh Passacantando<\/span><\/p>\n<p>Per le foto dei Castelli Animati si ringrazia Luca Raffaelli e Emanuela Marrocco. <a href=\"http:\/\/www.castellianimati.it\">www.castellianimati.it<\/a><\/p>\n<p>Si ringrazia Franco Bianco di Matitanimata<\/p>\n<p>Per Orlando e Angelica e altri schizzi di Stelio Passacantando si ringrazia Cristina Santilli dell\u2019Anac<\/p>\n<p>Si ringrazia Alessandro Rossetti dell\u2019Anac<\/p>\n<p>Si ringrazia Citto Maselli dell\u2019Anac<\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: Arial;\"><b><span style=\"font-size: small;\"> <a href=\"#sommario\">\u2191<\/a><\/span><\/b><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><a name=\"NOTE\"><\/a><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18462\" title=\"005\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/0051.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"100\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/0051.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/0051-300x48.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/span><\/p>\n<p><b><span style=\"font-size: 16pt; font-family: Arial;\">NOTE<\/span><\/b><span style=\"font-family: Arial;\"><b><span style=\"font-size: small;\"> <a href=\"#sommario\">\u2191<\/a><\/span><\/b><\/span><\/p>\n<p><b><a name=\"n1\"><\/a><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">\u25aa 1<\/span><\/b><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><br \/>\nStelio Passacantando \u2013 Presentazione di Citto Maselli alla Casa del Cinema, 12 novembre 2006 <b><a href=\"#h1\">\u2191<\/a><\/b><\/span><\/p>\n<p><b><a name=\"n2\"><\/a><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">\u25aa 2<\/span> <\/b><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><br \/>\nParrocchiale di San Benedetto Abate, <a href=\"http:\/\/www.comune.caporciano.aq.it\/sanbenedetto\">www.comune.caporciano.aq.it\/sanbenedetto<\/a> <b><a href=\"#h2\">\u2191<\/a><\/b><\/span><\/p>\n<p><b><a name=\"n3\"><\/a><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">\u25aa 3<\/span><\/b><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><br \/>\nDopo essersi formato con lo staff degli UPA, che includeva gli animatori Richard Williams e Teru Murakami, nel 1957, il famoso musicista dei Beatles George Dunning, fonda a Londra la T.V. Cartoons Ltd., producendo numerosi spot e film d\u2019animazione per le pi\u00f9 importanti Major dell\u2019epoca. <b><a href=\"#h3\">\u2191<\/a><\/b><\/span><\/p>\n<p><b><a name=\"n4\"><\/a><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">\u25aa 4<\/span><\/b><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><br \/>\nSEVENTEENTH ORDINARY SESSION, In re PASSACANTANDO, Judgment No. 107, THE ADMINISTRATIVE TRIBUNAL, Updated by PFR. Approved by CC. Last update: 7 July 2000 <b><a href=\"#h4\">\u2191<\/a><\/b><\/span><\/p>\n<p><b><a name=\"n5\"><\/a><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">\u25aa 5<\/span><\/b><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><br \/>\nDER SPIEGEL, Nr. 13\/1974 <b><a href=\"#h5\">\u2191<\/a><\/b><\/span><\/p>\n<p><b><a name=\"n6\"><\/a><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">\u25aa 6<\/span><\/b><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><br \/>\nSaturnino Farandola, sceneggiato televisivo in quindici puntate. Regia: Raffaele Meloni. Sceneggiatura: Raffaele Meloni, Norman Mozzato. Cast: Mariano Rigillo, Daria Nicolodi, Claudia Lawrence, Donatina De Carolis, Attilio Cucari, Silvio Anselmo, Emilio Marchesini, Flavio Colombaioni, Franco Angrisano, Giovanni Poggiali<br \/>\nPuntate: 15 \u2013 Rete: Rai TV2 dal 07\/04\/1977 al 04\/01\/1978 <b><a href=\"#h6\">\u2191<\/a><\/b><\/span><\/p>\n<p><b><a name=\"n7\"><\/a><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">\u25aa 7<\/span><\/b><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><br \/>\nCinema d\u2019animazione e libert\u00e0 di cultura, Intervento di Stelio Passacantando, Gulliver, 3\/2000, p.34 <b><a href=\"#h7\">\u2191<\/a><\/b><\/span><\/p>\n<p><b><a name=\"n8\"><\/a><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">\u25aa 8<\/span><\/b><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><br \/>\nStelio Passacantando, All\u2019assemblea elettorale dell\u2019Anac, in Tempo di Dibattito n. 6, pag. 96, 1977 <b><a href=\"#h8\">\u2191<\/a><\/b><\/span><\/p>\n<p><b><a name=\"n9\"><\/a><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">\u25aa 9<\/span><\/b><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><br \/>\nEmail di Luca Raffaelli a Mario Verger datata 11\/05\/2010 <b><a href=\"#h9\">\u2191<\/a><\/b><\/span><\/p>\n<p><b><a name=\"n10\"><\/a><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">\u25aa 10<\/span><\/b><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><br \/>\nGian Burrasca (1943) Regia di Sergio Tofano; sequenza in disegno animato: Regia: Luigi Liberio Pensuti e Luigi Giobbe; Aiuto Regia: Felice Guidi; Anim.: Antonio Attanasi; Fotogr. (bianco-nero): Luciana Pensuti; Prod.: Cineconsorzio; Lungometraggio. <b><a href=\"#h10\">\u2191<\/a><\/b><\/span><\/p>\n<p><b><a name=\"n11\"><\/a><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">\u25aa 11<\/span><\/b><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><br \/>\nLuisa Marquardt, LETTURA FILOSOFICA PER BAMBINI. Un\u2019esperienza con le Storie della Preistoria di Moravia, p.194 <b><a href=\"#h11\">\u2191<\/a><\/b><\/span><\/p>\n<p><b><a name=\"n12\"><\/a><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">\u25aa 12<\/span><\/b><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><br \/>\nRenato Pallavicini, Stelio Passacantando viene festeggiato oggi a Roma Il Gian Burrasca che sa di Truffaut, 12 novembre 2006, p. 21 <b><a href=\"#h12\">\u2191<\/a><\/b><\/span><\/p>\n<p><b><a name=\"n13\"><\/a><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">\u25aa 13<\/span><\/b><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><br \/>\nThe Strange Case of Mister Bloggs and His 17 Dogs, by David Whitehead, &amp; Illustrated by Boris Joh Passacantando, Beautiful Books, 2007<br \/>\nA Secret Promise by Cristina Crenguta Docan &amp; Illustrated by Boris Joh Passacantando, Beautiful Books, 2007.<br \/>\nDas Panda M\u00e4dchen\/Maman Panda, by Boris Joh Passacantando, 2008 <b><a href=\"#h13\">\u2191<\/a><\/b><\/span><\/p>\n<p><b><a name=\"n14\"><\/a><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">\u25aa 14<\/span><\/b><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><br \/>\nEmail del giornalista Renato Pallavicini de L\u2019Unit\u00e0 a Mario Verger datata 28\/01\/2010 <b><a href=\"#h14\">\u2191<\/a><\/b><\/span><\/p>\n<p><b><a name=\"n15\"><\/a><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">\u25aa 15<\/span><\/b><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><br \/>\nSacc\u00e0 Connection. I progetti d\u2019affari con Urbani. I raccomandati di Staderini, Petroni e Curzi, di Emiliano Fittipaldi e Marco Lillo, L\u2019Espresso, 22 luglio 2008 <b><a href=\"#h15\">\u2191<\/a><\/b><\/span><\/p>\n<p><b><a name=\"n16\"><\/a><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">\u25aa 16<\/span><\/b><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><br \/>\nPaolo Conti, Progetto Pegasus, nelle intercettazioni l\u2019\u00abinteresse\u00bb di Urbani, Corriere della Sera, 24 luglio 2008, p. 11 <b><a href=\"#h16\">\u2191<\/a><\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: Arial;\"><b><span style=\"font-size: small;\"> <a href=\"#sommario\">\u2191<\/a><\/span><\/b><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><a name=\"FIMOGRAFIA\"><\/a><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18463\" title=\"006\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/0061.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"100\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/0061.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/0061-300x48.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial;\"><b><span style=\"font-size: 16pt;\">FILMOGRAFIA DI STELIO PASSACANTANDO<\/span><span style=\"font-size: small;\"> <a href=\"#sommario\">\u2191<\/a><\/span><\/b><span style=\"font-size: small;\"><br \/>\n<span style=\"color: #666666;\">a cura di Mario Verger<\/span><\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #cc0000; font-size: large;\"><b>FILM SPERIMENTALI<\/b><\/span><\/p>\n<p>\u2022 <b>Esperimenti di pittura su pellicola<\/b> (1957-59)<br \/>\n\u2022 <b>Il divenire delle forme<\/b> \u2013 (1959), film dipinto direttamente su pellicola 35mm<br \/>\n<span style=\"color: #cc0000; font-size: large;\"><b>COLLABORAZIONI CORTOMETRAGGI ITALIANI<\/b><\/span><\/p>\n<p>\u2022 <b>L\u2019Armata Brancaleone (titoli)<\/b>. Regia di Gianini e Luzzati<br \/>\n\u2022 <b>I Paladini di Francia<\/b>. Regia di Gianini e Luzzati (1964)<br \/>\n\u2022 <b>La gazza ladra<\/b>. Regia di Gianini e Luzzati (1964)<br \/>\n\u2022 <b>L\u2019Italiana in Algeri<\/b>. Regia di Gianini e Luzzati (1968)<br \/>\n\u2022 <b>Al\u00ec Bab\u00e0<\/b>. Regia di Gianini e Luzzati (1970)<br \/>\n\u2022 <b>Pulcinella<\/b>. Regia di Gianini e Luzzati (1973)<br \/>\n\u2022 <b>Il flauto magico<\/b>. Regia di Gianini e Luzzati (1978)<br \/>\n<span style=\"color: #cc0000; font-size: large;\"><b>COLLABORAZIONI CORTOMETRAGGI ESTERI<\/b><\/span><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><br \/>\n<\/span><br \/>\n\u2022 <b>Cortometraggi pubblicitari e commerciali<\/b>. Regia: George Dunnig; Prod.: T.V. Cartoons Ltd., London, (1960-61)<br \/>\n\u2022 <b>Charley<\/b>. Regia: Alan Ball e Jimmy Teru Murakami; Prod.: T.V. Cartoons Ltd., London, (1965)<br \/>\n\u2022 <b>The Adventures of Mr. Hero!<\/b> film-pilota; sogg.: Roberta Leigh, Regia: Harry Hess; Prod.: T.V. Cartoons Ltd., London, (1966)<br \/>\n\u2022 <b>The Ladder<\/b> (1967), Regia: Richard Williams e Bob Godfrey<\/span><br \/>\n<b><span style=\"color: #cc0000; font-size: large;\">REGIA FILMATI FAO<\/span><\/b><\/p>\n<p>\u2022 <b>Videotape animati<\/b> sulle opere musicali di Gian Carlo Menotti \u2013 per conto della FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations): <b>Visual Media Section<\/b> per la EAV (Educational Visual Inc. di New York) (1962-64)<br \/>\n<span style=\"color: #cc0000; font-size: large;\"><b>PUBBLICITA\u2019 RAI<\/b><\/span><\/p>\n<p>\u2022 <b>Carosello<\/b> \u2013 con Harry Hess, Rai (1966-68)<br \/>\n<b><span style=\"color: #cc0000; font-size: large;\">CORTOMETRAGGI<\/span><\/b><\/p>\n<p>\u2022 <b>T.V. Cartoons Italia<\/b> (1969)<br \/>\nProduzione di short pubblicitari e film sperimentali per gli Usa e Canada<\/p>\n<p><span style=\"color: #cc0000; font-size: large;\"><b>REGIA CORTOMETRAGGI<\/b><\/span><\/p>\n<p>\u2022<b> Lea e Tito<\/b>, cortometraggio Rai (1978)<br \/>\n\u2022 <b>Petruska<\/b>, Rai TV \/Francia (1982)<br \/>\n\u2022 <b>L\u2019uccello di fuoco<\/b>, Rai TV \/ Francia (1982)<br \/>\n\u2022 <b>Lo Schiaccianoci<\/b>, Rai TV \/ Francia (1983)<br \/>\n\u2022 <b>Il generale all\u2019inferno<\/b>, da Pablo Neruda con Arnoldo Fo\u00e0 (1984)<br \/>\n\u2022 <b>Alice attraverso lo specchio<\/b>, estratto, 10&#8242; (1995)<br \/>\n\u2022 <b>Alice in citt\u00e0<\/b>, estratto, 10&#8242; (1996)<br \/>\n<span style=\"color: #cc0000; font-size: large;\"><b>OPERE TELEVISIVE, SIGLE E INTERMEZZI RAI<\/b><\/span><\/p>\n<p>\u2022 <b>Il poema a fumetti (Orphi und Eura)<\/b>, consulenza di Dino Buzzati, ZDF, Televisione Naz. Tedesca (1970)<br \/>\n\u2022 <b>Intermezzo<\/b>, sigle (1977)<br \/>\n\u2022 <b>Saturnino Farandola<\/b> (1977)<br \/>\n\u2022 <b>Trenta minuti giovani<\/b> \u2013 serie di vari personaggi storici: <b>E. A. Poe<\/b>, <b>Maometto<\/b>, <b>Marco Polo<\/b>, ecc. (1978)<br \/>\n\u2022 <b>Tre pezzi facili, 4 filmati<\/b> (1979)<br \/>\n\u2022 <b>Il fumetto italiano<\/b> (1980)<br \/>\n\u2022 <b>Tanto tempo fa<\/b> (1980)<br \/>\n\u2022 <b>Il diario di Stefi<\/b> (1983)<br \/>\n\u2022 <b>I programmi dell\u2019accesso<\/b> (1983)<br \/>\n\u2022 <b>Poker di Hitchcock<\/b> (1984)<br \/>\n\u2022 <b>Cronache d\u2019altri Tempi<\/b> (1985)<br \/>\n\u2022 <b>Una canzone tira l\u2019altra<\/b> (1985)<br \/>\n\u2022 <b>Aiuto alla Chiesa che Soffre<\/b> \u2013 film ACS, Associazione Pontificia della Santa Sede, Pubblicit\u00e0 Rai, 3 episodi x 30&#8243;, (1996)<br \/>\n<span style=\"color: #cc0000; font-size: large;\"><b>PROGETTI DIDATTICI<\/b><\/span><\/p>\n<p>Progetto Scuola \u201cLaboratorio dell\u2019Immaginario\u201d diretto da Stelio Passacantando (1996-98):<br \/>\n\u2022 <b>Un bosco da salvare<\/b> (5&#8242;)<br \/>\n\u2022 <b>Un pesciolino da ritrovare<\/b> (5&#8242;)<br \/>\n\u2022 <b>L\u2019isola delle parole perdute<\/b> (5&#8242;)<br \/>\n<i>Tre film dei ragazzi delle Scuole di Ariccia e Nemi, che hanno realizzato il soggetto, la sceneggiatura, i disegni, l\u2019animazione e la registrazione dei dialoghi coordinati da Stelio Passacantando per il Progetto Laboratorio dell\u2019Immaginario.<\/i><br \/>\n<b><span style=\"color: #cc0000; font-size: large;\">REGIA PROGETTI EDUCAZIONALI RAI<\/span><\/b><\/p>\n<p>\u2022 <b>La nascita del Cinema \u2013 Panoramica sulla storia del cinema dalla Lanterna Magica a M\u00e9li\u00e8s<\/b>, Rai DSE (1980) \u2013 Premio di Qualit\u00e0 del Ministero del Turismo e dello Spettacolo<\/p>\n<p>\u2022 <b>La grammatica dell\u2019immagine<\/b>, 3 unit\u00e0 x 30&#8242;, DSE \u2013 Dipartimento Scuola Educazione della Rai TV (1985)<\/p>\n<p>\u2022 <b>I linguaggi della comunicazione visiva<\/b>, (<b>Cinema dal vero<\/b>; <b>Grafica e pittura<\/b>; <b>Disegni animati<\/b>), 3 filmati x 30&#8242;, DSE \u2013 Dipartimento Scuola Educazione della Rai TV (1986) \u2013 Con Interventi di Gianni Rondolino e Bruno Bozzetto<\/p>\n<p>\u2022 <b>Storie della Preistoria<\/b>, tratte dai racconti di Alberto Moravia, Rai Educational (1992), 6 episodi:<br \/>\n\u2013 <b>Quando Ba Lena era tanto piccola<\/b> (Laboratorio dell\u2019immaginario, 2002, 10&#8242;)<br \/>\n\u2013 <b>Cocco Drillo, A. Vocetta e i pesci ballerini<\/b> (Laboratorio dell\u2019immaginario, 2002, 10&#8242;)<br \/>\n\u2013 <b>Gi Raffa cerca se stessa<\/b> (Laboratorio dell\u2019immaginario, 2004, 20&#8242;)<br \/>\n\u2013 <b>Come Cama Leonte divent\u00f2 verde, lilla, blu&#8230;<\/b> (Laboratorio dell\u2019immaginario, 2004, 20&#8242;)<br \/>\n\u2013 <b>Il salto di Dino Sauro<\/b> (Laboratorio dell\u2019immaginario, 2004, 20&#8242;)<br \/>\n\u2013 <b>Unicorno e Rino Ceronte, il bestiario fantastico<\/b> (Laboratorio dell\u2019immaginario, 2004, 20&#8242;)<br \/>\n<i>I racconti, in forma dialogica, con gli animali come protagonisti che si interrogano sul valore della vita, dell\u2019amicizia, del pensiero, del rapporto mente-corpo\u2026, sono il \u00abpretesto\u00bb per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.<\/i><br \/>\nFilm conservati nelle Teche Rai e presso l\u2019Associazione Fondo Alberto Moravia<\/p>\n<p>\u2022 <b>La Grammatica dell\u2019Immagine<\/b>, Rai Mosaico, (2002)<br \/>\n<span style=\"color: #cc0000; font-size: large;\"><b>COLLABORAZIONE LUNGOMETRAGGI ITALIANI<\/b><\/span><\/p>\n<p>\u2022 <b>Le avventure di Rompicollo<\/b>. Regia: Gibba; Direz. Anim.: Kremos; Capo Scenogr.: Luigi Ricci; Aiuto Scenogr.: Stelio Passacantando, Prod.: Fax Film (1953-54)<\/p>\n<p>\u2022 <b>Tramby e le avventure di Bobby Trotter<\/b>. Regia di Harry Hess; Direz. Anim.: Gibba; Scenogr.: Stelio Passacantando; Prod.: Fagi Film, incompiuto; il materiale fu utilizzato da Hess per una serie di caroselli (1966)<br \/>\n<span style=\"color: #cc0000; font-size: large;\"><b>COLLABORAZIONE LUNGOMETRAGGI ESTERI<\/b><\/span><\/p>\n<p>\u2022 <b>Yellow Submarine<\/b>, National Film Board (London), Anim.: Stelio Passacantando, Regia di George Dunning (1968)<br \/>\n<b><span style=\"color: #cc0000; font-size: large;\">REGIA LUNGOMETRAGGI<\/span><\/b><\/p>\n<p>\u2022 <b>Il Giornalino di Gian Burrasca<\/b> (1992), durata: 81\u2019, Prod: Studio Passacantando \u2013 Con il Contributo del Ministero Turismo e Spettacolo \u2013 Distr. Istituto Luce \u2013 Italnoleggio Cinematografico \u2013 Sceneggiatura Stelio Passacantando, Gianni Polizzi \u2013 Coll. Pr. Gabriella Macchiarufo \u2013 Soggetto originale: Vamba [Luigi Bertelli] \u2013 Cons. Dial.: Liliana Ginanneschi, Paolo Garelli \u2013 Dir. Fotogr.: Giuseppe Trentin \u2013 Oper.: Romano Bellucci \u2013 Tecn. Col.: Elide Camberini \u2013 Musiche Fabio Liberatori, \u2013 Superv. Mont.: Grazia Fedeli \u2013 Scenog.: Stefania Cacioli, Michelangela Turano \u2013 Anim.: Stelio Passacantando, Stefania Cacioli, Giorgio Castrovillari, Tiziana Ferranti, Gilberto Mandolesi, Boris Joh Passacantando, Yoshiko Watanabe \u2013 Dir. Prod.: Dante Cesaretti \u2013 Amm.: Giorgio Marchiani \u2013 Eff. Son.: Mario Giacco \u2013 Mix.: Adriano Torbidone \u2013 Direz. Dopp. (per la Open): Norman Mozzato \u2013 Ass. Dopp.: Vittoria De Masi \u2013 Int. (Voci dei doppiatori): Monica Ward (Giannino Stoppani detto Gian Burrasca), Elio Zamuto (il padre), Gilberta Crispino (la madre), Barbara Barengo (Ada), Laura Lenghi (Luisa), Chantal Chierici (Virginia), Stefano Onofri (Dott. Collalto), Graziella Polesinanti (zia Bettina) Mario Bombardieri (avv. Maralli), Elettra Bisetti (marchesa Sterzi), Vittorio Amandola (sig. Capitani), Fernando Cerulli (zio Venanzio), Willy Moser (prof. Muscolo), Fabrizio Mazzotta (Barozzo), Sergio Gibello (Stanislao, il direttore), Vinni Riva (Geltrude la direttrice), Paolo Vivio (Bellucci), Renato Scarpa (il notaio).<br \/>\n<b><i>Trama:<\/i><\/b> Un film d\u2019animazione realizzato con un tipo di grafica ispirata ai disegni originali (volutamente infantili) di Vamba, l\u2019autore del romanzo. Il film percorre le pagine del diario di Giannino Stoppani, dove commette ogni tipo di burla e bricconate varie, dimostra la sua insofferenza ad ogni autorit\u00e0 ed ipocrisia dei grandi, per una condizione tradizionale della famiglia: un ribelle dunque nel contesto di una Italietta fine secolo e perbenista.<br \/>\n<i>L\u2019inserimento di alcuni filmati d\u2019epoca rendono con efficacia pi\u00f9 diretta l\u2019ambientazione in cui la storia si svolge, vi \u00e8 nel fare di Gianburrasca uno spirito dissacratorio e venato di cattiveria che piace molto ai ragazzi che si identificano col nostro eroe, infatti ad ogni proiezione hanno mostrato una partecipazione intensa con risate, grida di liberazione e entusiasmo, e tutta la stampa presente al festival di Treviso in particolare ha marcato l\u2019avvenimento con grandi titoli e articoli entusiasti. L\u2019idea del film ha colpito il regista per due motivi che si incrociano: le avventure di Giannino che rispecchiano le stesse esperienze vissute nella sua infanzia e contemporaneamente nel film \u201cI 400 colpi\u201d di Francois Truffaut ha percorso eventi eguali a Gianburrasca. Da notare che nel film di Passacantando, in omaggio alla poetica di Truffaut, il nostro eroe, fuggito dal collegio anche lui, arriva al mare e sull\u2019ultima pagina del diario scrive \u201cEvviva la giustizia e la liberta\u201d trasformando il foglio in una barchetta che affida alle onde e qui termina il filmato allo stesso modo dei \u201cI 400 colpi\u201d.<\/i><\/p>\n<p>\u2022 <b>Lo specchio delle meraviglie<\/b> (1994), durata: 81\u2019, Prod: Studio Passacantando \u2013 Con il Contributo del Ministero Turismo e Spettacolo \u2013 Sogg. orig.: Lewis Carroll \u2013 Scr.: Liliana Ginanneschi, Sceneg. orig.: Stelio Passacantando \u2013 Musica: Luca Spagnoletti \u2013 Personaggi: Boris Joh Passacantando \u2013 Anim.: Stelio Passacantando, Gilberto Mandolesi, Boris Joh Passacantando, Yoshiko Watanabe \u2013<br \/>\n<i>Tratto dalle opere di Lewis Caroll con intenti sperimentali: disegni, pittura e cinema. E\u2019 un cartone animato visto da un pittore, dove l\u2019autore rende omaggio ai grandi artisti del fantastico e del surreale, da Bosh e Ensor. Da Rousseau a Dubuffet, da Chagall a Escher, per dare esperienza educativa e di sensibilizzazione ai bambini e ai grandi.<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stelio Passacantando, a destra, con Luca Raffaelli &nbsp; In esclusiva su Rapporto Confidenziale, a due anni dalla scomparsa, un ritratto inedito di un pioniere e innovatore dell\u2019animazione italiana: Stelio Passacantando. sommario \u25aa intro | Stelio Passacantando un \u00abcomunista\u00bb in esilio | Mario Verger \u25aa presentazione | Stelio Passacantando | Citto Maselli \u25aa Stelio Passacantando un \u00abcomunista\u00bb in esilio | 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