{"id":18583,"date":"2012-01-28T18:24:07","date_gmt":"2012-01-28T17:24:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=18583"},"modified":"2012-01-28T18:26:00","modified_gmt":"2012-01-28T17:26:00","slug":"loong-boonmee-raleuk-chat-apichatpong-weerasethakul","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=18583","title":{"rendered":"Loong Boonmee raleuk chat > Apichatpong Weerasethakul"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18587\" title=\"Boonmee01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Bonmee01.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"498\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Bonmee01.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Bonmee01-300x240.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><br \/>\n<span style=\"font-family: Arial; font-size: 12pt; color: black;\"><strong>IL LIBRO THAILANDESE DEI MORTI<\/strong><br \/>\n<span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: #383838;\"><em>Loong Boonmee raleuk chat<\/em> (<em>Lo zio Boonme che si ricorda delle sue vite precedenti<\/em>)<br \/>\ndi Apichatpong Weerasethakul (Tailandia-Gran Bretagna-Francia-Germania-Spagna-Olanda\/2010)<br \/>\nrecensione a cura di Leonardo Persia<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Come il Bardo Thodol, a cui si \u00e8 ispirato recentemente pure Gaspar No\u00e9, Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti illustra un viaggio di preparazione alla morte. Morte fisica e morte dell\u2019ego. Le visioni del protagonista potrebbero essere proiezioni mentali, segni individuali e archetipici che rendono il film un metafilm. Esperienza autoriflessiva (la morte al lavoro) che sovra-imprime epoche e spazi, interiore ed esteriore, mito e realt\u00e0, un continuo concepire visioni inconcepibili. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">\u201c<em>Di fronte alla giungla, alle colline e alle valli, le mie vite passate, come animale o altro essere, emergono prima di me<\/em>\u201d. Pre-forme di vita individuata. La giungla, localizzata\u00a0 nella foresta della Thailandia del Nord-est, ai confini con Laos e i suoi ectoplasmi di carne immigrati, \u00e8 di per s\u00e9 il luogo incantato degli incontri fatati, sorgente dell\u2019inconscio magico. La sua distesa desertica, pullulante di suoni e insetti perennemente in campo (audio e video), \u00e8 gi\u00e0 luogo altro, dimora matrice di fantasmi e leggende che rendono il morire attivit\u00e0 po(i)etica, verticalit\u00e0 di movimento manifesto, attivazione sciamanica di spirito e spiriti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Le prime immagini, con una lunga soggettiva da auto, sono organizzate come un\u2019immersione e ascesa nel luogo, s\u2019innalzano e sprofondano in un villaggio della mente reso tangibile dalla concretezza distanziata delle riprese, stranianti solo per la riorganizzazione dello spaziotempo, non per via di orpelli fiction. Jan e Tong, cognata e nipote dello zio Boonmee, malato ai reni, sono ospiti dell\u2019uomo che sta abbandonano la vita, assistito dal laotiano Jaii, nell\u2019isolamento di un posto deputato a rappresentare l\u2019ignoto, l\u2019appuntamento con le potenze dell\u2019aldil\u00e0. Villaggio di Nabua, provincia di Isan, luogo di scontri tra autorit\u00e0 e agricoltori. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Tutta l\u2019energia dispesa in una vita sociale e, come si intuir\u00e0, in una vita scivolata negli orrori del totalitarismo e del sangue, si ridimensiona e intensifica nell\u2019introspezione del soggetto a contatto con i pochi eletti affettivi, un banchetto simbolico dove l\u2019interiorit\u00e0 prende posto attraverso l\u2019arrivo a sorpresa di due scomparsi. Huay, la moglie morta 19 anni prima, spettro trasparente che, generato da un\u2019assolvenza, gradualmente si assesta in una fisicit\u00e0 tangibile, e Boonsong, il figlio disperso nella giungla durante un lavoro fotografico, indagine su una strana creatura impressionata per caso nei suoi scatti, in cui adesso lui stesso si \u00e8 trasformato: scimpanz\u00e9 dal pelo lungo e gli occhi rossi fluorescenti. Una creatura da B-movie d\u2019altri tempi. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">L\u2019incipit del film aveva mostrato la strana creatura, nel bosco di sera, assistere alla scena di un bufalo liberatosi da una corda e poi nuovamente catturato dal proprietario. \u201cAnimali e spiriti sentono la tua infermit\u00e0\u201d dice Boonsong al padre. Quindi il film apre su questo sentire non umano, risveglio della parte arcaica della psiche, dove il ritorno \u00e8 un revenant e un regresso. Discesa all\u2019emersione dell\u2019anima(le) \u201cprima di me\u201d.<br \/>\nIl bufalo traduce la cifra di un sacro quotidiano che permea tutto il film, spettacolo di foglie, fruscii, insetti, luce di luna, acqua, pesci, miele, cascate e roccia, sole. La scimmia, punto di transizione umano\/animale, attesta il rewind sensoriale e la luce artificiale lo acceca. Viene assimilato al diverso, all\u2019irrazionale, dice di aver attraversato un fiume, esattamente come Jaii, straniero giunto da Laos per tramite del fiume Mekong. Il quale, dinanzi all\u2019ominide, ha l\u2019impressione di essere lui lo strano. Fantasmi e lavoratori itineranti sono appaiati pure da Jan che, dinanzi all\u2019offerta della casa da parte del cognato, confessa la propria estraneit\u00e0 a un luogo appartenente a entrambe le invisibili categorie. Strano per strano, relativit\u00e0 del bizzarro.<br \/>\nPi\u00f9 in l\u00e0, anche quando la forma stessa del film degrada in fotografie fisse, visualizzazione di un sogno di Boonmee, ritorna lo scimmione, ma senza gli occhi techno, sempre visibilmente finto, stretto nel lazo dei militari e dissolto in una marmaglia di teppisti. Dal racconto del sogno in oversound sulle foto, si intuisce un distillato repressivo, qualcosa di simile a un massacro, una citt\u00e0 del futuro sovrapposta al mito della caverna platonica, dove spariscono i simboli e imperversa l\u2019idea, la razionalit\u00e0, la sparizione di ci\u00f2 che il film ha finora mostrato, scintille epifaniche di quotidiano splendore. Lo spettatore torna all\u2019immagine del bufalo imprigionato. E ai sensi di colpa di Boonmee che rivela alla cognata di aver ucciso comunisti e insetti. I massacri di Nabua, la mancata connessione con il naturale, una vita sbagliata.. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Opposto al buio interiore, la luminosit\u00e0 di un funzionamento armonico, collettivo, socialista e panteista di cui sono espressione le api allevate dall\u2019uomo. Operosit\u00e0, elaborazione di un\u2019unit\u00e0 psichica in con-divisione con il tutto. La preparazione alla morte \u00e8 questa discesa sub-umana veramente umana, al di fuori delle aberrazioni dell\u2019ego, ergo della Storia. Il tema si definisce nell\u2019aperta campagna assolata, tra i lavoratori stranieri (che conoscono appena qualche parola di francese, traccia di un indigerito passato colonialista), il miele-grazia, l\u2019interesse individuale che scompare dinanzi a quello generale. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">L\u2019ego malato (e la malattia del protagonista), come il virus dei tamerindi, si liquefa nella ricchezza del naturale panteista, prove per la rinascita e l\u2019immortalit\u00e0 sciolta nel tutto. Lo stile di Apichatpong Weerasethakul \u00e8 in linea con questo ri-vedere che si espande via via che l\u2019esperienza si allarga, cinema lussureggiante e forestale, luogo del quotidiano magico e della metamorfosi incessante, di moderna sub-umanit\u00e0 visiva e concettuale, punto di vista di bufali, scimmie e api.\tSulla quiete del nipote sprofondato nell\u2019amaca, una musica in campo lungo acustico diventa primo piano fiabesco, scivolamento narrativo individuale e universale. Lo spettatore, divenuto Boomee, insieme al fogliame e la vita che lo circonda, si ri-concepisce con l\u2019acqua e con i pesci, ulteriore discesa verticale dopo l\u2019elemento scimmiesco. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">La storia cede il posto all\u2019entr\u2019acte di una principessa deforme che si specchia bella e rifiorita in una pozza d\u2019acqua con cascata, in ascolto della voce adulatoria di un pesce gatto col quale si accoppier\u00e0. Un segno di vita re-iniziata e ri-fecondata, tripudio di fertilit\u00e0, luna, acqua e pesce fallico. Ancora pi\u00f9 a fondo, immagine ravvicinata di monili e pesci giganti, l\u2019acqua sommerge lo schermo, con il mulinello dei flussi che dipinge una danza di spermatozoi trasparenti. Nel buddismo, il pesce attesta una speranza di resurrezione, l\u2019emanciparsi dai desideri, l\u2019adorazione degli dei dell\u2019oltretomba. E\u2019 l\u2019introduzione al nutrimento sacramentale, alla conoscenza dell\u2019anima.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Dopo questa parentesi, Boonmee abbraccia la moglie fantasma e si scusa con lei per non essere pi\u00f9 giovane. Anche la principessa aveva avuto problemi con la propria immagine malata e invecchiata,\u00a0 invano rassicurata da un servitore innamorato. L\u2019altro, l\u2019esterno, rifonda la soggettivit\u00e0, svela la proiezione mentale del proprio io, ricostruisce il volto e il corpo e, proprio come Il libro tibetano dei morti, ridimensiona il cielo, il teismo.\u201dIl paradiso \u00e8 sopravvalutato\u201d in un film dalla verticalit\u00e0 tutta orizzontale. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Huay prepara il marito alla morte, che l\u2019uomo sente come un\u2019interrogazione scolastica, rito di passaggio estremo. Si fa accompagnare, insieme agli altri, nel fitto del bosco verso una grotta-utero, l\u2019ultimo tassello di un inabissamento che non pu\u00f2 che combaciare con il suo contrario: innalzarsi e rinascere. Boonsong, sparito, si ritrova nella molteplicit\u00e0 di creature uguali a lui che osservano dagli alberi o dietro le foglie il miracoloso cammino. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Grembo, caverna. Il non manifesto, tutte le possibilit\u00e0 pullulanti, il buio da perforare con la luce\/creazione. \u201cChe succede ai miei occhi? Sono aperti ma non vedo nulla\u201d. Dall\u2019interno della grotta, attraverso un foro, la luna penetra come la pupilla di un nuovo, spalancato e gigantesco occhio. E\u2019 la luna che cresce e decresce, fa nascere e morire, solleva e prosciuga le acque.\u201dQuesta cava \u00e8 come un utero. Sono nato qui in una vita che non ricordo. Non so se come essere umano, o animale, se come donna o uomo\u201d. Indifferenziato. Una pozza d\u2019acqua con i pesci contrapposta al fluido dei reni di Boonmee sparsi sul terreno. Sorge il giorno, biancore delle rocce. Illuminazione e morte.<br \/>\nMa nel finale aperto questo buio luminoso, annullamento in un s\u00e9 totale, si riammanta della luce che infastidiva l\u2019uomo scimmia. Dopo i funerali, il nipote Tong, fattosi monaco, si allontana dal suo\u00a0giaciglio oscuro, silenzioso, senza radio n\u00e9 computer, chiedendo asilo nella stanza bianca di Jan, che con la figlia Roong raccoglie le offerte di denaro per il defunto, in un clima di abbandono della spiritualit\u00e0 precedente. Tutto \u00e8 pi\u00f9 prosaico e materialistico, affiora persino l\u2019idea di scrivere un libro sullo zio morto con particolari inventati, visto che la cognata ammette di non averlo conosciuto bene.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Jan chiede di poter fare una doccia, acqua non pi\u00f9 magica, e dopo aver indossato jeans e maglietta, si reca con la zia in un locale alla moda, con musica e luci artificiali in eccesso. Desidera un po\u2019 di rumore e azione, al riparo dalla purezza eccessiva del tempio. Non prima di aver scorto, sgomento, s\u00e9 stesso e la donna, rimasti nella stanza, a vedere la tv, ipnotizzante, insieme a Roong. Il doppio presente nel sogno dello zio, proiezione della caverna. Cinema umano inamovibile e imprescindibile, riflesso abbellente di un reale irreale, deformato. Che, in questo caso, tuttavia, \u00e8 forse freddo e razionale come la realt\u00e0 da cui si \u00e8 sdoppiato.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>Leonardo Persia<\/strong><\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18588\" title=\"Boonmee02\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Bonmee02.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"498\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Bonmee02.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Bonmee02-300x240.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>Loong Boonmee raleuk chat <\/strong><br \/>\n(<em>Lo zio Boonme che si ricorda delle sue vite precedenti<\/em>, Tailandia-Gran Bretagna-Francia-Germania-Spagna-Olanda\/2010)<br \/>\nRegia: Apichatpong Weerasethakul<br \/>\nSceneggiatura: Phra Sripariyattiweti, Apichatpong Weerasethakul<br \/>\nFotografia: Sayombhu Mukdeeprom<br \/>\nMontaggio: Lee Chatametikool<br \/>\nScenografie: Akekarat Homlaor<br \/>\nCostumi: Chatchai Chaiyon, Buangoen Ngamcharoenputtasri<br \/>\nInterpreti principali: Thanapat Saisaymar, Jenjira Pongpas, Sakda Kaewbuadee, Natthakarn Aphaiwonk, Geerasak Kulhong, Wallapa Mongkolprasert, Kanokporn Tongaram, Samud Kugasang, Sumit Suebsee, Mathieu Ly<br \/>\n114&#8242;<\/span><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"620\" height=\"360\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/embed\/Jk-EoUb0nvg\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"620\" height=\"360\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/embed\/CnJ6RJA6bxM\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL LIBRO THAILANDESE DEI MORTI Loong Boonmee raleuk chat (Lo zio Boonme che si ricorda delle sue vite precedenti) di Apichatpong Weerasethakul (Tailandia-Gran Bretagna-Francia-Germania-Spagna-Olanda\/2010) recensione a cura di Leonardo Persia Come il Bardo Thodol, a cui si \u00e8 ispirato recentemente pure Gaspar No\u00e9, Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti illustra un viaggio di preparazione alla morte. 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