{"id":19463,"date":"2012-04-17T23:21:07","date_gmt":"2012-04-17T21:21:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=19463"},"modified":"2012-04-17T23:18:30","modified_gmt":"2012-04-17T21:18:30","slug":"bujar-alimani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=19463","title":{"rendered":"Bujar Alimani"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-19464\" title=\"Bujar Alimani01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/Bujar.jpg\" alt=\"\" width=\"619\" height=\"648\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/Bujar.jpg 619w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/Bujar-286x300.jpg 286w\" sizes=\"auto, (max-width: 619px) 100vw, 619px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 20pt; color: #800517;\"><strong>Intervista a BUJAR ALIMANI<span style=\"font-family: Arial; font-size: 20pt; color: #707070;\"><br \/>\nregista di <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=19457\">AMINISTIA<\/a><\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">intervista a cura di<\/span><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"> Roberto Rippa <\/span><\/strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">con<\/span><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"> Emanuele Dainotti<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>Bujar Alimani<\/strong> \u00e8 nato in Albania il 27 gennaio 1969. Ha studiato pittura e regia all\u2019Accademia di Belle Arti di Tirana. Nel 1992 \u00e8 emigrato in Grecia dove ha lavorato come assistente alla regia per diversi film.<br \/>\nI suoi cortometraggi sono stati selezionati e premiati in diversi festival cinematografici internazionali, come a Tampere, Regenyburger, Siena, Sydney, Montpellier ecc. Nel 2011 ha diretto il suo primo lungometraggio, \u201cAmnistia\u201d (&#8220;Amnesty&#8221;), primo film albanese finanziato da Eurimages, il fondo del Consiglio d\u2019Europa. &#8220;Amnistia&#8221; ha partecipato a diversi festival internazionali. Ha ottenuto il premio C.I.C.A.E. alla Berlinale nel 2011.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"Amnistia02\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/Amnistia02.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"413\" \/><\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Roberto Rippa: Da dove nasce lo spunto per \u201cAmnistia\u201d?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Bujar Alimani: Dalla lettura di un articolo apparso sui quotidiani albanesi in cui si raccontava come, su richiesta del governo, ai detenuti fosse stata concessa un\u2019ora al mese di intimit\u00e0 con il proprio coniuge o compagno. \u00c8 bastato questo piccolo spunto a indurmi a realizzare questo film. <\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">RR: Partiamo proprio da questa legge che, permettendo gli incontri tra carcerati e i loro coniugi, dovrebbe accontentare una richiesta dell\u2019Unione Europea. Nel film, la legge funge da punto di avvio di una storia che mette in evidenza una spaccatura tra vecchio e nuovo nella societ\u00e0 albanese, con le donne a simboleggiare la difficile convivenza in questo dualismo.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">BA: Questo \u00e8 vero. Nella societ\u00e0 albanese c\u2019\u00e8 una netta divisione generazionale. Ci sono componenti della societ\u00e0 albanese che non vivono bene i cambiamenti. Elsa, la protagonista del film, appartiene a questo gruppo della societ\u00e0 che deve sottostare alle regole del patriarcato dominante nella parte del Paese in cui vive. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>RR: Mi ha colpito proprio il fatto che questo dualismo sia rappresentato nel film attraverso le donne. \u00c8 vero, c\u2019\u00e8 la figura importante del suocero ma alla fine il contrasto generazionale \u00e8 rappresentato da figure femminili. <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">BA: Al centro delle mie attenzioni, dei miei desideri, nella realizzazione di questo film c\u2019\u00e8 la donna. Io volevo realizzare un film sulla condizione della donna albanese. A me non interessava solo il dualismo tra diverse donne all\u2019interno del mio film, bens\u00ec tutto ci\u00f2 che accade nella testa e nell\u2019animo della donna protagonista del film. Naturalmente, una parte speciale della pellicola \u00e8 dedicata al rapporto che Elsa, la protagonista, ha con la sua giovane amica che vive una storia opposta alla sua. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>RR: In questa fase di cambiamento nel Paese, esiste un problema di identit\u00e0 in Albania?<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">BA: Naturalmente, certo che c\u2019\u00e8! La societ\u00e0 albanese \u00e8 alla ricerca di un suo volto, una sua rappresentazione, una sua dignit\u00e0. Credo che la societ\u00e0 sia ancora alla ricerca di un suo volto, non credo che gli Albanesi abbiano ancora trovato la loro identit\u00e0. Le contraddizioni rappresentate nel mio film sono una conseguenza diretta di questa ricerca.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>RR: Nel film, lei fa ricorso ad alcuni simbolismi. Ne cito due: la calza che ostruisce il filtro della lavatrice, che simboleggia uno squilibrio in casa per l\u2019assenza di una donna, e, soprattutto, il compagno, la moglie, la compagna che si trovano in carcere non vengono mai ripresi in volto, sono figure sfumate.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">BA: Per quanto riguarda la seconda osservazione, io volevo sottolineare che, siccome i rispettivi coniugi non interessano ai protagonisti della nostra storia perch\u00e9 le loro storie sono gi\u00e0 decomposte, finite, non c\u2019\u00e8 motivo per cui debbano interessare al pubblico. D\u2019altro canto, e non a caso, il marito dell\u2019amica della protagonista che si sposa in carcere viene rappresentato nella sua interezza, volto compreso. Il simbolismo del film \u00e8 ricercato non solo attraverso la cura delle immagini ma anche nei dialoghi. Per esempio, c\u2019\u00e8 una scena nel film in cui i due protagonisti si trovano nella caffetteria del carcere e lui dice: \u201cOggi fa freddo!\u201d e lei risponde: \u201cOggi non cos\u00ec tanto\u201d, riferendosi al fatto che nel loro rapporto c\u2019\u00e8 calore. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>RR: Il film si svolge in parte in una piccola cittadina in parte a Tirana, dove si trova il carcere. Esiste una differenza tra il piccolo centro e la grande citt\u00e0 in Albania in questo momento?<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">BA: Assolutamente. C\u2019\u00e8 una grande differenza tra la Capitale dell\u2019Albania e il resto del Paese. Per\u00f2 i miei protagonisti si portano la provincia dentro. Anche quando vanno in visita nella grande citt\u00e0 si muovono come in periferia. Sono persone di periferia, non c\u2019\u00e8 una forte contrapposizione di immagine nei luoghi in cui si muovono. \u00c8 indifferente il luogo in cui si muovono, in cui abitano. Il fatto principale \u00e8 che loro sono ai margini, indipendentemente da dove si svolgono le loro vicende. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>RR: Com\u2019\u00e8 stato accolto dal pubblico il film in Albania? Visto che parla di identit\u00e0 di un Paese, il Paese come ha risposto?<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">BA: \u00c8 stato uno shock anche per il pubblico, che si \u00e8 letteralmente diviso. Non si tratta di un film classico, abbiamo lavorato molto sull&#8217;immagine, facendo per esempio prevalere il colore ocra.<br \/>\nLa reazione da parte della vecchia generazione di cineasti albanesi \u00e8 stata di perplessit\u00e0 riguardo alle scene erotiche. Invece \u00e8 piaciuto molto alla nuova generazione, quella impegnata nella realizzazione di cortometraggi. Loro sono molto pi\u00f9 in contatto con il cinema europeo e con ci\u00f2 che arriva da fuori.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>RR: E lei, personalmente, \u00e8 soddisfatto delle reazioni che ha suscitato il film in Albania? Lo abbiamo visto anche qui: il film suscita entusiasmo, piace molto ma solleva anche qualche critica da parte dei suoi connazionali, soprattutto dalle sue connazionali, che affermano di non riconoscersi nei suoi personaggi. <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">BA: Il film ha avviato parecchi dibattiti. Noi siamo abituati a vedere un finale positivo. Soprattutto siamo ancora molto preoccupati dall&#8217;immagine che diamo di noi all&#8217;esterno. Ci chiediamo come appariremo agli occhi degli stranieri, \u00e8 un tema che ci turba. Io non ho avuto questo timore.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>RR: Sulla questione legata alle scene erotiche: a me pare chiaro che sono praticamente inesistenti. Le donne sono palesemente annoiate, anche il marito della carcerata appare indifferente. Il sesso appare meccanico, a tratti violento, non certo erotico. <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">BA: Nel film il sesso \u00e8 vissuto come un obbligo. La mancata accettazione da parte dei detrattori deriva dal fatto che nel nostro cinema, storicamente, mancavano addirittura le scene di baci. Gli attori pi\u00f9 bravi non sapevano baciare davanti alla cinepresa, \u00e8 facile immaginare l\u2019accoglienza riservata a un film che presenta delle nudit\u00e0. La storia del nostro cinema degli ultimi 30 anni, parliamo ovviamente del regime, ha solo una scena di bacio, presente nel primissimo film della cinematografia albanese. E proprio a causa di quel bacio, il film fu censurato e mai trasmesso. Cos\u00ec esiste un&#8217;intera generazione di cineasti per la quale un bacio, un nudo, una scena erotica rappresentavano un tab\u00f9. Credo che comunque il mio film sia stato male interpretato perch\u00e9 in contrasto con queste scene di amore meccanico, che si svolgono in carcere e presentano una sorta di violenza nei confronti della donna, ho rappresentato anche l&#8217;amore puro, attraverso scene molto caste. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>RR: Il film si basa su dialoghi molto essenziali. Questo avr\u00e0 richiesto un lavoro molto attento con gli attori. Come ha lavorato per ottenere da loro ci\u00f2 che voleva?<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">BA: Io non faccio sedere gi attori intorno a un tavolo perch\u00e9 declamino versi, credo sia uno sbaglio teorico. Preferisco parlare per mesi interi con gli attori dei loro personaggi. Chiedo loro di fare ricerche su storie analoghe o gliele suggerisco io. Gli attori vivono per alcuni mesi con i miei personaggi, li costruiscono dentro di s\u00e9 passo dopo passo, quindi non necessariamente all&#8217;interno di periodi di prova precisi. Nemmeno io so il modo esatto in cui dovranno pronunciare la loro battuta. Se gli attori sono carichi del loro personaggio per un periodo lungo, al momento di farlo emergere lo faranno nel migliore modo possibile, tanto da suscitare in me sorpresa e ammirazione. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>RR: Le interpretazioni sono infatti una delle parti del film che ho molto apprezzato. Sono tutte notevoli fino al ruolo pi\u00f9 defilato. \u00c8 questo che mi ha suscitato curiosit\u00e0 in merito al metodo di lavoro con gli attori. <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">BA: I protagonisti delle mie storie sono persone che vivono la nostra quotidianit\u00e0. Non devono interpretare Amleto ma figure protagoniste delle nostre vite quotidiane, che gli attori conoscono benissimo, per cui devono semplicemente essere s\u00e9 stessi. C\u2019\u00e8 una scena nel film in cui la protagonista sorseggia un cognac vicino alla finestra e dice: \u201cParlami, dimmi qualcosa\u201d. Lo spazio della scena era molto angusto. Io, regista, non avrei potuto avvicinarmi a lei. La scena si svolgeva in una camera da letto piena di luci e materiale tecnico. Mi sono avvicinato a lei sdraiato sul letto, fuori dall&#8217;inquadratura, e le ho cantato una canzone moderna albanese sulla solitudine della donna e quindi mi sono ritratto. Non saprei come ispirare altrimenti gli attori (ride).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>RR: \u00c8 stato difficile trovare i finanziamenti per girare questo suo primo lungometraggio?<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">BA: Sono stato fortunato. Pur essendo un momento di crisi, insieme ai coproduttori del film abbiamo adottato una strategia a partire dall&#8217;ottenimento di un finanziamento da parte di Eurimages. Quindi abbiamo trovato altri partner, come per esempio la quota francese e greca. Mi rendo conto adesso di essere stato fortunato e sfortunato allo stesso tempo perch\u00e9 l&#8217;Italia, un Paese che amo molto, manca nella produzione. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Milano, 31 ottobre 2011<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 12pt; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=19457\">Recensione<\/a> del film a cura di Roberto Rippa<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-19466\" title=\"Amnistia01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/Amnistia01.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"413\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/Amnistia01.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/Amnistia01-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista a BUJAR ALIMANI regista di AMINISTIA intervista a cura di Roberto Rippa con Emanuele Dainotti Bujar Alimani \u00e8 nato in Albania il 27 gennaio 1969. 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