{"id":19622,"date":"2012-03-02T15:47:55","date_gmt":"2012-03-02T14:47:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=19622"},"modified":"2012-03-02T16:31:12","modified_gmt":"2012-03-02T15:31:12","slug":"the-iron-lady-phyllida-lloyd","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=19622","title":{"rendered":"The Iron Lady > Phyllida Lloyd"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/the_iron_lady_02.jpg\" alt=\"\" title=\"the_iron_lady_02\" width=\"620\" height=\"413\" class=\"aligncenter size-full wp-image-19623\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/the_iron_lady_02.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/the_iron_lady_02-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p><font face=\"Georgia\" style=\"font-size: 16pt\"><b>The Iron Lady<\/b><\/font><font size=\"2\" face=\"Georgia\"><br \/>\nBerlinale 62 | Competition Special Screening<br \/>\nregia: Phyllida Lloyd (UK-Francia\/2011)<br \/>\nrecensione di Alessio Galbiati<\/font><font face=\"Arial\" size=\"2\"><\/p>\n<p><i>The Iron Lady<\/i> sarebbe potuto essere un bel film se solo la regista avesse avuto il coraggio di evadere dalle costrizioni di una sceneggiatura sciocca per mettere in scena un musical, sulle note degli Abba, con al centro dell&#8217;inquadratura il mascherone della Lady di Ferro interpretata da Meryl Streep. Chiudete gli occhi e provate ad immaginare la signora Thatcher che canta a squarcia gola &quot;All the things I could do \/ If I had a little money \/ It&#8217;s a rich man&#8217;s world&quot;. Questo s\u00ec che sarebbe stato un gran film! Oltretutto la regista in questione, tale Phyllida Lloyd, \u00e8 la medesima che solo qualche anno fa (2008) diede alla luce <i>Mamma Mia!<\/i>. Mamma mia!<\/p>\n<p>Di questo film, oltre alle reticenti omissioni ed all&#8217;irritante agiografico approccio, infastidisce soprattutto la tempistica di realizzazione e d&#8217;uscita nelle sale. Nell&#8217;epoca pi\u00f9 nera dell&#8217;economia mondiale, momento tragico di quel neo-liberismo selvaggio inaugurato dal duo Regan-Thatcher, viene scodellata nelle sale questa commedia dei buoni sentimenti che bellamente omette la realt\u00e0 a discapito del mondo di fantasia dei ricordi malaticci di una simpatica vecchietta amabilmente rintronata, che pare non avere pi\u00f9 memoria degli effetti della sua politica. Ci vuole proprio una bella faccia, una faccia di gomma e lattice. Ma dare conto di un film del genere partendo dalle reticenze rispetto alla Storia sarebbe altrettanto sciocco, perch\u00e9 se c&#8217;\u00e8 qualcosa da imputare al film diretto dalla Lloyd \u00e8 piuttosto la pochezza delle messa in scena, la banalit\u00e0 della regia, la malsana idea di costruire un biopic che si fa beffe del reale.<br \/>\nIl tempismo della pellicola non \u00e8 nemmeno stato gradito dal premier britannico David Cameron che ne lamenta il poco tatto nei confronti di una donna di 86 anni in stato avanzato di arteriosclerosi che da tempo limita il pi\u00f9 possibile le sue presenze in pubblico ed il cui ritratto \u00abimpietoso\u00bb senz&#8217;altro non la render\u00e0 felice. L&#8217;ex ministro conservatore Lord Hurt ha addirittura definito il film come \u00abassolutamente macabro\u00bb. <\/p>\n<p>Scrissi qualche tempo fa a proposito di <i><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=4804\">The Queen<\/a><\/i> di Stephen Frears (l&#8217;autocitazione, segno di senilit\u00e0 incipiente): \u00ab<i>The Queen<\/i> \u00e8 un film pornografico. Come \u00e8 pornografia il sesso nei film pornografici, qui \u00e8 pornografia la realt\u00e0. In un porno l\u2019operazione verte sulla costruzione della messa in scena d\u2019un atto sessuale (in tutte le sue possibili varianti) e lo squallore \u00e8 dato dall\u2019irrealt\u00e0 della stessa messa in scena. Quel che viene spacciato per vero \u00e8 solo messa in scena. Allo stesso modo della Regina piangente, la pornostar gode, ma per entrambe sappiamo che probabilmente non \u00e8 nemmeno troppo vero\u00bb. Il discorso \u00e8 valido pure per quest&#8217;altro pornografico film biografico, vediamo la Thatcher prendere decisioni drammatiche, santificata quando queste si riveleranno &#8216;buone&#8217; nei loro effetti, giustificata dalla decadenza senile quando queste si riveleranno nefaste.<\/font><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/the_iron_lady_01.jpg\" alt=\"\" title=\"the_iron_lady_01\" width=\"620\" height=\"412\" class=\"aligncenter size-full wp-image-19624\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/the_iron_lady_01.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/the_iron_lady_01-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><font face=\"Arial\" size=\"2\"><\/p>\n<p>Il film si apre nel presente. Margaret Thatcher elude il suo staff e scende in un market di Chester Square a comprarsi una bottiglia di latte; tornata nel suo appartamento si intratterr\u00e0 con il marito Denis, un inguaribile mattacchione, commentando il prezzo del litro appena comprato. Quando entrer\u00e0 in scena la sua assistente personale lo spettatore comprender\u00e0 che nella stanza Margaret \u00e8 sola, il marito \u00e8 frutto della fantasia della Lady di Ferro. Il film fa continuamente ricorso a flashback che ripercorrono la storia d&#8217;amore fra i due, con incursioni nei momenti pi\u00f9 importanti della sua carriera politica. Nel presente Margaret far\u00e0 i conti col fantasma del marito, decisa ad allontanarlo per sempre dal suo quotidiano.<\/p>\n<p>Non ci sono pi\u00f9 le mezze stagioni. Si stava meglio quando si stava peggio. Quant&#8217;\u00e8 brava Meryl Streep. Luoghi comuni stantii che \u00e8 bene cercare di ponderare un po&#8217; meglio perch\u00e9 non si capisce mai bene di cosa in realt\u00e0 si voglia parlare quando li si utilizza. Un ritorno alla Democrazia Cristiana, visto lo stato comatoso in cui versa la politica italiana contemporanea, non mi pare la soluzione ottimale ai nostri problemi, tanto meno invocare una penuria di cibo per apprezzare quel che oggi \u00e8 facilmente reperibile, allo stesso modo Meryl Streep \u00e8 una brava attrice, un&#8217;ottima attrice direbbe il senso comune. Ma come si giudica un attore? Scrisse nei <i>Miti d&#8217;oggi<\/i> Roland Barthes: \u00abAddestrati sin dall&#8217;inizio ad amare Brando, non ci \u00e8 pi\u00f9 possibile in nessuna occasione criticarlo\u00bb, la stessa frase potrebbe valere per la signora Streep che unicamente con la sua presenza \u00e8 in grado di giustificare qualsiasi personaggio, e proprio nei film mediocri, come quello in questione (sceneggiato da Abi Morgan, che \u2013 lo si creda possibile o meno \u2013 \u00e8 l&#8217;autore dello struggente script del bellissimo <i><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=18302\">Shame<\/a><\/i> di Steve McQueen), \u00e8 possibile rintracciare l&#8217;eccezionalit\u00e0 d&#8217;un interprete in grado, da sola, di sostenere l&#8217;intera produzione. <i>The Iron Lady<\/i> si svolge interamente sul volto dell&#8217;attrice e nella sua capacit\u00e0 di modulare una voce severa e distaccata, una Madre Coraggio brechtiana perch\u00e9 straniante ed aliena a tutto ci\u00f2 che la circonda. Il pregio maggiore di questa sua interpretazione \u00e8 quindi la capacit\u00e0 di rendere sostenibile un film altrimenti insostenibile, di rendere possibile la rappresentazione cinematografica di un&#8217;anziana donna ancora in vita, malata e con alle spalle un passato ingombrante e problematico.<\/font><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/the_iron_lady_03.jpg\" alt=\"\" title=\"the_iron_lady_03\" width=\"620\" height=\"413\" class=\"aligncenter size-full wp-image-19625\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/the_iron_lady_03.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/the_iron_lady_03-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><font face=\"Arial\" size=\"2\"><\/p>\n<p>Ma la Lady di Ferro nel film di Phyllida Lloyd \u00e8 tripla: una donna malata di 86 anni interpretata da Meryl Streep, una giovane interpretata dalla troppo bella Alexandra Roach, ma pure una Margaret Thatcher d&#8217;archivio, colta in alcuni brevi stralci televisivi. Statica la prima, dinamica e solare la seconda, liminare\/sfuggente la terza. In ultima analisi il film non ci racconta nulla della prima donna a divenire primo ministro nel maschilista Regno Unito, nulla delle scelte politiche di una donna al potere ininterrottamente dal &#8217;79 al &#8217;90, niente delle lotte per la Poll Tax, niente della guerra delle Falkland, e nulla nemmeno della vita coniugale con l&#8217;amatissimo marito.<\/p>\n<p><i>The Iron Lady<\/i> \u00e8 la messa in scena della senilit\u00e0 di un&#8217;anziana donna di potere, dello svanire dei suoi ricordi, della resistenza di questi alla senilit\u00e0 ed alla malattia. Margaret Thatcher \/ Meryl Streep pare quasi il computer HAL 9000 di kubrickiana memoria nell&#8217;istante del suo spegnimento.<\/p>\n<p><i>\u00abLa mia mente se ne va. Lo sento&#8230; la mia mente svanisce&#8230; non c&#8217;\u00e8 alcun dubbio&#8230; lo sento&#8230; lo sento&#8230; lo sento&#8230;\u00bb<\/i><\/p>\n<p><i>The Iron Lady<\/i> \u00e8 valso a Meryl Streep un Golden Globe, un Bafta e l&#8217;Academy Award per la migliore interpretazione femminile (per la terza volta dopo Kramer contro Kramer e La scelta di Sophie). La Berlinale 2012 l&#8217;ha invece omaggia con l&#8217;orso d&#8217;Oro alla Carriera.<br \/>\n&nbsp;<\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\"><i>Alessio Galbiati<\/i><\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\"><br \/>\n<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Hal_9000.jpg\" alt=\"\" title=\"Hal_9000\" width=\"620\" height=\"351\" class=\"aligncenter size-full wp-image-19626\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Hal_9000.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Hal_9000-300x169.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p><\/font><font face=\"Arial\" size=\"3\"><b>The Iron Lady<\/b><\/font><font face=\"Arial\" size=\"2\"><br \/>\n<b>Regia<\/b>: Phyllida Lloyd<br \/>\n<b>Sceneggiatura<\/b>: Abi Morgan<br \/>\n<b>Fotografia<\/b>: Elliot Davis<br \/>\n<b>Montaggio<\/b>: Justine Wright<br \/>\n<b>Scenografie<\/b>: Simon Elliott<br \/>\n<b>Musiche<\/b>: Thomas Newman<br \/>\n<b>Costumi<\/b>: Consolata Boyle<br \/>\n<b>Acconciature e trucco<\/b>: Marese Langan<br \/>\n<b>Acconciature e trucco Ms. Streep<\/b>: J. Roy Helland<br \/>\n<b>Suono<\/b>: Nigel Stone<br \/>\n<b>Casting<\/b>: Nina Gold<br \/>\n<b>Produttore<\/b>: Damian Jones<br \/>\n<b>Produttori esecutivi<\/b>: Fran\u00e7ois Ivernel, Cameron McCracken, Tessa Ross, Adam Kulick<br \/>\n<b>Co-produttori<\/b>: Anita Overland, Colleen Woodcock<br \/>\n<b>Interpeti<\/b>: Meryl Streep (Margaret Thatcher), Alexandra Roach (Margaret Thatcher giovane), Jim Broadbent (Denis Thatcher), Harry Lloyd (Denis Thatcher giovane), Susan Brown (June), Alice da Cunha (Domestica), Phoebe Waller-Bridge (Susie), Iain Glen (Alfred Roberts), Victoria Bewick (Muriel Roberts), Emma Dewhurst (Beatrice Roberts), Olivia Colman (Carol Thatcher)<br \/>\n<b>Case di produzione<\/b>: Path\u00e9, Film4, UK Film Council, DJ Films<br \/>\n<b>Paese<\/b>: UK, Francia<br \/>\n<b>Anno<\/b>: 2011<br \/>\n<b>Durata<\/b>: 105&#8242;<\/font><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"619\" height=\"315\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/embed\/yDiCFY2zsfc\" 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