{"id":19761,"date":"2012-03-07T00:15:44","date_gmt":"2012-03-06T23:15:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=19761"},"modified":"2012-03-07T02:41:37","modified_gmt":"2012-03-07T01:41:37","slug":"bergamo-xxx-film-meeting","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=19761","title":{"rendered":"Bergamo \/\/ XXX Film Meeting"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-19785\" title=\"Breath01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/breath_2.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"349\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/breath_2.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/breath_2-300x168.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><span style=\"font-family: Arial; font-size: 9pt; color: black;\">Hing, Kullar Viimne<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 20pt; color: #800517;\">XXX Bergamo Film Meeting<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 20pt; color: #800517;\"> <span style=\"font-family: Arial; font-size: 12pt; color: #800517;\">Mostra internazionale del cinema di essai<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: bold;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"><strong>10-18 marzo 2012<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><em>Eccoci alle soglie della 30\u00b0 edizione: un bel traguardo, non c\u2019\u00e8 che dire! Sono passati trent\u2019anni ricchi di cinema e di emozioni,<br \/>\ndurante i quali Bergamo Film Meeting ha definito la sua identit\u00e0 e ha conquistato un ruolo importante tra i festival italiani ed europei. Si aprono nuove strade e nuove sfide e, ora pi\u00f9 che mai, Bergamo Film Meeting si propone di essere un laboratorio culturale e di idee, un\u2019occasione per tracciare nuovi percorsi e fare nuove scoperte, andare in cerca delle nuove tendenze del cinema contemporaneo, ma anche di riscoprire le pagine pi\u00f9 affascinanti della storia del cinema.<br \/>\nDal 10 al 18 marzo 2012, 9 giorni di grandi passioni con oltre 80 film, un concorso internazionale di lungometraggi, opere inedite, omaggi e retrospettive, documentari, anteprime e cult movies, arricchiti da incontri con gli autori, workshop, mostre, arte, musica e feste.<\/em><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 16pt; color: #707070;\">\u00abMa questa \u00e8 un\u2019altra storia\u00bb<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Ci eravamo lasciati, lo scorso anno, con la promessa che avremmo voluto arrivare alla trentesima edizione, a qualsiasi costo.<br \/>\nAbbiamo rispettato gli impegni, nonostante che, fino a fine novembre, l\u2019edizione fosse appesa a un filo, per le solite questioni legate alla continua erosione dei finanziamenti pubblici.<br \/>\nMa non vi parleremo di questo, perch\u00e9 sono subentrate alcune condizioni che oggi, alla svolta del terzo decennio di attivit\u00e0, ci danno la possibilit\u00e0 di presentarci con una strategia nuova, che speriamo possa dare frutti significativi nei prossimi anni.<br \/>\nCosa \u00e8 stata l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019Associazione Bergamo Film Meeting, dalla sua nascita nel lontano 1983 ad oggi? Sostanzialmente tutti gli sforzi si sono concentrati sull\u2019organizzazione della manifestazione che in nove giorni di programmazione presenta circa 90 film tra corti, medio e lungometraggi, suddivisi in diverse sezioni. Ci sono s\u00ec, nel corso dell\u2019anno, altre iniziative nelle quali Bergamo Film Meeting \u00e8 presente con alcuni film passati nell\u2019ultima edizione realizzata, come ad esempio Cannes e dintorni, promossa dall\u2019Agis o altre rassegne di classici, di film di recente produzione e documentari. Ma sono sempre attivit\u00e0 legate al festival, che riguardano la promozione di alcune opere presentate; la stessa cosa vale per il lavoro con i produttori e i distributori, perch\u00e9 la mostra di marzo\u00a0non rimanga fine a se stessa. D\u2019altronde, e questo lo abbiamo ripetuto pi\u00f9 volte, Bergamo Film Meeting \u00e8 nato per sensibilizzare gli operatori del settore e per aumentare la visibilit\u00e0 dei film, vecchi o nuovi che siano. Il bilancio di questa attivit\u00e0 \u00e8 assolutamente positivo, ma la sua ampiezza dipende ancora dal festival, dal suo bilancio, che attualmente non pu\u00f2 permettersi investimenti in questa direzione. \u00c8 vero, qualche piccola cosa si riesce ancora a fare; ad esempio, abbiamo acquisito, con una consistente riduzione dei costi, una copia in pellicola con sottotitoli italiani del film vincitore dello scorso anno, il polacco Il venditore di miracoli, che quindi \u00e8 disponibile per altri passaggi in Italia. Sono casi sporadici, dovuti pi\u00f9 alla buona volont\u00e0 di produttori indipendenti che non alle possibilit\u00e0 del festival di agire nel mercato dell\u2019audiovisivo.<br \/>\nSta di fatto che di cambiamenti negli ultimi anni ce ne sono stati parecchi. Il problema che ci siamo posti \u00e8 stato sostanzialmente questo: dobbiamo assistere all\u2019estinzione del Festival per cause di forza maggiore, oppure possiamo trovare vie nuove che siano anche un cambiamento di mentalit\u00e0 e strategia? Il dato da cui siamo partiti \u00e8 che Bergamo Film Meeting rimane un progetto importante, che il pubblico \u00e8 sempre numeroso e partecipe, che i molti attestati di stima ci fanno sentire in obbligo di continuare. Nonostante questi elementi positivi, \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile trovare le risorse, anche solo per sopravvivere.<br \/>\nGli enti pubblici stringono di anno in anno il cordone della borsa: la Regione Lombardia nel 2011 non ha neppure fatto uscire il bando per il sostegno alle manifestazioni cinematografiche, unica in tutta Italia \u2013 e si trattava poi di una cifra molto modesta: 165.000 euro distribuiti su una ventina di soggetti. Il contributo pubblico a Bergamo Film Meeting si \u00e8 ridotto ormai a una percentuale intorno al 43% del budget complessivo, che \u00e8 diminuito di circa 100.000 euro negli ultimi due anni.<br \/>\nUna situazione molto critica e ben al disopra del livello di guardia, una sofferenza che \u00e8 condivisa da altre manifestazioni in Lombardia e nel resto d\u2019Italia. Una politica che sta mettendo a rischio posti di lavoro, capacit\u00e0 progettuali, opportunit\u00e0 artistiche e culturali del tempo libero.<br \/>\nDiamo queste informazioni per spirito di obbiettivit\u00e0. Ma torniamo alla domanda per noi cruciale. Diciamo subito che le grida di dolore ci sono sembrate inefficaci e rischiavano di diventare un repertorio stanco e obsoleto. Ci siamo guardati prima negli occhi e poi intorno, abbiamo fatto un bilancio non solo economico, ma anche e soprattutto delle potenzialit\u00e0 di una struttura con quasi trent\u2019anni di vita e delle risorse umane disponibili. Soprattutto questi ultimi due punti ci hanno fatto molto ri$ettere. Lasciamo per un momento da parte il primo punto. Cosa \u00e8 successo negli ultimi quattro\/cinque anni nella compagine che il festival lo produce e lo organizza? C\u2019\u00e8 stato un radicale rinnovamento: la quasi totalit\u00e0 della vecchia guardia ha ceduto il testimone; nuova linfa \u00e8 arrivata, portando innovazione, competenze tecniche pi\u00f9 sofisticate e al passo con i tempi, una diversa apertura mentale, idee pi\u00f9 fresche e maggiore sensibilit\u00e0 verso il contemporaneo e i cambiamenti in atto. Al nuovo gruppo si sono affiancati altri giovani, vuoi come stagisti e volontari, vuoi come collaboratori temporanei. Alcuni di loro hanno acquisito competenze, hanno seguito progetti, hanno assorbito la mentalit\u00e0 del festival. Sono diventati anch\u2019essi una risorsa.<br \/>\nE qui torniamo al primo punto. Il nuovo comitato organizzatore del festival si \u00e8 posto il problema di come far diventare l\u2019associazione una vera e propria struttura operativa, che non avesse solo lo scopo di \u201cfare\u201d il festival, ma che acquisisse capacit\u00e0 ed energie per essere qualcosa di pi\u00f9, per funzionare con continuit\u00e0, affrontando s\u00ec nuovi impegni economici, ma sempre nel solco di un\u2019economia sostenibile che sappia coniugare l\u2019aumento delle risorse e l\u2019incremento dell\u2019offerta culturale, anche attraverso il coinvolgimento di altri soggetti, con i quali condividere mezzi e finalit\u00e0. Ci\u00f2 significa sostanzialmente due<br \/>\ncose: costruire rapporti di lavoro pi\u00f9 stabili e investire in professionalit\u00e0 in grado di aumentare le fonti di entrata, tenendo ben fermi, naturalmente, i principi, ai quali anche Bergamo Film Meeting si ispira, di cooperazione e solidariet\u00e0 sociale che stanno alla base della filosofia e dell\u2019attivit\u00e0 dell\u2019associazionismo. Si tratta di una grande sfida e di un\u2019impegnativa assunzione di responsabilit\u00e0, ma, ne siamo fermamente convinti, \u00e8 l\u2019unica via per aprirsi al futuro, per riavviare un motore che rischiava di fermarsi perch\u00e9 non c\u2019erano pi\u00f9 i soldi per la benzina.<br \/>\nAbbiamo valutato alcuni canali di finanziamento e abbiamo trovato in un bando della Fondazione Cariplo la via giusta per concretizzare il nostro progetto. Ce l\u2019abbiamo messa tutta, abbiamo elaborato azioni che significassero veramente un cambiamento di strategia, di organizzazione e di visione generale. Il percorso quadriennale, che \u00e8 stato delineato in ogni suo dettaglio, prevede interventi sia sul piano amministrativo che su quello delle proposte e della redditivit\u00e0 degli investimenti, in competenze lavorative e in beni strumentali.<br \/>\nAi primi di dicembre dello scorso anno abbiamo saputo di aver vinto il bando. Chi legge, pu\u00f2 immaginare la nostra felicit\u00e0.<br \/>\nAbbiamo avuto la sensazione di essere usciti dal tunnel. Ci siamo subito messi al lavoro, consapevoli che non c\u2019era tempo da\u00a0perdere e che la soddisfazione doveva subito tradursi nell\u2019avvio dei percorsi progettuali.<br \/>\nRafforzare la struttura dell\u2019associazione vuol dire allargare attivit\u00e0 e proposte, renderla pi\u00f9 presente sul territorio; e vuole anche dire avere pi\u00f9 energie per irrobustire il festival, infondergli vigore e entusiasmo e, speriamo, intercettare nuove risorse. Perch\u00e9 Bergamo Film Meeting continuer\u00e0 ad essere quell\u2019occasione di incontro, di confronto, di conoscenza e di festa, dove poter vedere tanti film, scoprire autori e tendenze, gustare il cinema del passato e avvicinare altre e diverse espressioni audiovisive ed artistiche.<br \/>\nCon pi\u00f9 fiducia, quindi, affrontiamo questa trentesima edizione che, con queste nuove opportunit\u00e0, diventa veramente una sorta di passaggio a qualcosa d\u2019altro. Non c\u2019era l\u2019intenzione di dare al raggiungimento di questo traguardo un\u2019importanza particolare, cos\u00ec come non ci eccitava l\u2019idea della ricorrenza e la necessit\u00e0 di apporvi un sigillo particolare. Pensiamo che quanto \u00e8 successo sia sufficiente per dire che Bergamo Film Meeting ha veramente compiuto 30 anni e pu\u00f2 continuare per la sua strada.<br \/>\nQuesta introduzione, o sarebbe meglio definirlo un editoriale, esprime le idee e le intenzioni del gruppo che dirige il festival.<br \/>\nLa collegialit\u00e0 delle scelte e delle decisioni sono uno dei cardini dell\u2019associazione, cos\u00ec come l\u2019operativit\u00e0 organizzativa e amministrativa, che si basa sulle conoscenze e le esperienze maturate sul campo, ma soprattutto sulla passione e il desiderio di scoperta, uniti al piacere, sacrosanto, di dare tante emozioni e un po\u2019 di felicit\u00e0 al pubblico che ci segue.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>Bergamo Film Meeting<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15880\" title=\"Din dragoste01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/Din-dragoste01.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"413\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/Din-dragoste01.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/Din-dragoste01-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><span style=\"font-family: Arial; font-size: 9pt; color: black;\">Din dragoste, cu cele mai bune intentii, Adrian Sitaru<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 14pt; color: #800517;\">MOSTRA CONCORSO<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Il festival andr\u00e0 alla scoperta di nuovi autori e nuove cinematografie, con una selezione di 7 lungometraggi, inediti in Italia, e realizzati da nuovi autori che hanno saputo distinguersi per l\u2019originalit\u00e0 delle proposte linguistiche e narrative con cui\u00a0affrontano i temi della contemporaneit\u00e0. Le opere presentate concorrono al Premio Bergamo Film Meeting, assegnato ai tre migliori film della sezione sulla base delle preferenze espresse da tutto il pubblico del festival.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>La mitad de \u00d3scar\/Half of \u00d3scar<\/strong>\/<strong>La met\u00e0 di \u00d3scar<\/strong><br \/>\ndi Manuel Mart\u00edn Cuenca, Spagna 2010, 89\u2019<br \/>\ncon Rodrigo S\u00e1enz de Heredia, Ver\u00f3nica Echegui<br \/>\n\u00d3scar e Mar\u00eda sono fratello e sorella ma non si vedono da due anni. Si ritrovano al capezzale del nonno ad Almer\u00eda, con Maria incinta e con un fidanzato francese di cui \u00d3scar ignorava l\u2019esistenza. Qualcosa, tra loro, sembra essere rimasta in sospeso. Un film che si insinua nelle pieghe pi\u00f9 profonde dell\u2019anima attraverso il non-detto, i volti e lo spazio, cristallizzando una tensione perturbante.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>Americano<\/strong><br \/>\ndi Mathieu Demy, Francia 2011, 105\u2019<br \/>\ncon Mathieu Demy, Chiara Mastroianni, Geraldine Chaplin, Salma Hayek<br \/>\nMartin vive a Parigi con Claire. Quando da Los Angeles arriva la notizia della morte di sua madre, vola negli Stati Uniti per sbrigare le formalit\u00e0 del caso. Qui per\u00f2 i ricordi legati alla sua infanzia lo spingono a Tijuana, sulle tracce di un\u2019ambigua spogliarellista messicana, che forse \u00e8 stata importante nella vita di sua madre. E le sorprese sono solo all\u2019inizio. Esordio registico di Mathieu Demy, figlio di Agnes Varda e Jacques Demy. Cast d\u2019eccezione, cin\u00e9ma v\u00e9rit\u00e9 e un tocco di nostalgico\u00a0romanticismo per un viaggio molto movimentato.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>Emek tiferet<\/strong>\/<strong>A Beautiful Valley<\/strong>\/<strong>Una bella vallata<\/strong><br \/>\ndi Hadar Friedlich, Francia*Israele 2011, 85\u2019<br \/>\ncon Batia Bar, Eli Ben-rey, Hadar Avigad<br \/>\nIl mondo di Hanna Mendelssohn, caparbia vedova ottantenne, va in frantumi quando la comunit\u00e0 collettiva (kibbutz) che lei\u00a0stessa ha contribuito a fondare viene privatizzata. Costretta alla pensione, Hanna si sente inutile, ma continua a lottare per\u00a0gli ideali in cui ha sempre creduto. Opera prima condotta con garbo e grande sensibilit\u00e0.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>Onder ons<\/strong>\/<strong>Among Us<\/strong>\/<strong>Tra noi\u00a0[Leggi <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=16964\">la recensione<\/a> di Alessio Galbiati]<\/strong><br \/>\ndi Marco van Geffen, Olanda 2011, 84\u2019<br \/>\ncon Dagmara Bak, Natalia Rybicka, Rifka Lodeizen<br \/>\nEwa, una giovane polacca, arriva come ragazza alla pari presso una tranquilla famiglia benestante olandese. Tutto all\u2019inizio\u00a0pare andare per il meglio, ma lentamente qualcosa si incrina, il comportamento di Ewa diventa incomprensibile, ostile, e il\u00a0rapporto con la coppia che la ospita si fa sempre pi\u00f9 difficile. Film misurato e chirurgico nella sceneggiatura, costruito per\u00a0sottrazioni, sospeso fra dramma e thriller. Racconta di una societ\u00e0 miope ed egoista, ormai incapace di ascoltare e vedere\u00a0cosa c\u2019\u00e8 \u201ctra noi\u201d.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>Las acacias<\/strong>\/<strong>Le acacie<\/strong><br \/>\ndi Pablo Giorgelli, Argentina*Spagna 2011, 82\u2019<br \/>\ncon Germ\u00e1n de Silva, Rub\u00e9n Hebe Duarte<br \/>\nUn viaggio da Asunci\u00f3n del Paraguay a Buenos Aires. Un camionista accetta di dare un passaggio a una donna che non\u00a0conosce. Lei non \u00e8 sola, ha con s\u00e9 la sua bambina di appena cinque mesi. Millecinquecento chilometri che potrebbero\u00a0cambiare le loro vite. Un road-movie di vibrante umanit\u00e0, un racconto dove tutto \u00e8 orchestrato alla perfezione, nei tempi, nei\u00a0toni e nelle emozioni.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>En ville<\/strong>\/<strong>Iris in Bloom<\/strong>\/<strong>In citt\u00e0<\/strong><br \/>\ndi Val\u00e9rie Mr\u00e9jen, Bertrand Schefer, Francia 2011, 75\u2019<br \/>\ncon Lola Cr\u00e9ton, Stanislas Merhar Jean<br \/>\nIris, sedici anni, \u00e8 un\u2019adolescente in una piccola citt\u00e0 di provincia sul mare. Un giorno per caso incontra Jean, quarantenne\u00a0fotografo parigino. Frequentandosi, il loro rapporto si trasforma in un\u2019amicizia amorosa che cambia profondamente le loro\u00a0vite. Opera prima girata in 16 mm, presentata alla Quinzaine des R\u00e9alisateurs all\u2019ultimo festival di Cannes 2011. Un\u2019iniziazione\u00a0sentimentale mostrata come fosse una video-installazione.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>Din dragoste, cu cele mai bune intentii<\/strong>\/<strong>Best Intentions<\/strong>\/<strong>Con le migliori intenzioni\u00a0<strong>[Leggi\u00a0<a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=15850\">la recensione<\/a>\u00a0di Roberto Rippa]<\/strong><\/strong><br \/>\ndi Adrian Sitaru, Romania*Ungheria 2011, 102\u2019<br \/>\ncon Bogdan Dumitrache, Aura Calarasu<br \/>\nQuando la madre viene ricoverata per un ictus, la vita di Alex, un tipo piuttosto apprensivo, esce letteralmente dai binari. In\u00a0ospedale, Alex si ritrova catapultato in un incubo che lui stesso ha creato, tra improbabili personaggi, sorprendenti eventi e\u00a0mille nevrosi, ma pur sempre animato dalle migliori intenzioni. Una commedia sincera, Pardo per la migliore regia al festival\u00a0di Locarno 2011.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-16967\" title=\"Among-Us-1\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Among-Us-1.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Among-Us-1.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Among-Us-1-300x150.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><span style=\"font-family: Arial; font-size: 9pt; color: black;\">Onder ons, Marco van Geffen<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 14pt; color: #800517;\"><strong>VISTI DA VICINO<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Una selezione di 11 film documentari, tra corti, medi e lungometraggi provenienti da tutto il mondo, dove il confronto\u00a0degli autori con il \u201creale\u201d \u00e8 particolarmente attuale e urgente. Il cinema documentario \u00e8 in continua evoluzione, sempre pi\u00f9\u00a0raffinato e attento alla precisa elaborazione cinematografica di forma e contenuto.<br \/>\nNon sempre basta una buona idea, non sempre \u00e8 sufficiente una grossa produzione, ma quando l\u2019autore entra in empatia\u00a0con il soggetto che riprende, allora il film \u00e8 davvero \u201cvisto da vicino\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>Dimanche \u00e0 Brazzaville<\/strong>\/<strong>Sunday in Brazzaville<\/strong>\/<strong>Domenica a Brazzaville<\/strong><br \/>\ndi Enric Bach, Adri\u00e0 Mon\u00e9s, Spagna*Congo 2011, 51<br \/>\nCarlos La Menace racconta, nel suo programma radiofonico del fine settimana, tre personaggi di Brazzaville, capitale del\u00a0Congo: \u201cYves Saint Laurent\u201d, figura di spicco di un\u2019associazione che fa dell\u2019eleganza uno stile di vita, pur nella povert\u00e0\u00a0estrema; Cheriff Bakala, rapper originale che unisce l\u2019hip-pop alla musica tradizionale congolese; Palmas Yaya, campione di\u00a0wrestling della citt\u00e0, che fa affidamento sul voodoo per difendere il titolo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>Soliste, Rosanne Philippens, 23 jaar<\/strong>\/<strong>Soloist, Rosanne Philippens, 23 Years Old<\/strong>\/<strong>Solista, Rosanne Philippens, 23 anni<\/strong><br \/>\ndi Carine Bijlsma, Olanda 2010, 55\u2019<br \/>\nRosanne Philippens, giovane violinista della Nederlands Studenten Orkest, \u00e8 alle prese con il suo primo tour da solista in dieci\u00a0tappe tra Francia, Belgio e Germania. Nella sua orchestra suona anche il fidanzato italiano $autista. Carine Bijlsma segue la\u00a0protagonista nella dimensione professionale e personale, descrivendo le difficolt\u00e0 a trovare l\u2019equilibrio nel gruppo e nella\u00a0coppia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>5 Broken Cameras<\/strong>\/<strong>5 videocamere rotte<\/strong><br \/>\ndi Emad Burnat, Guy Davidi, Olanda*Francia*Israele*Palestina 2011, 90\u2019<br \/>\nEmad, contadino palestinese, compra la sua prima videocamera alla nascita del suo quarto figlio, nel 2005. Quando nel suo\u00a0villaggio si costruisce una barriera per separare gli insediamenti israeliani da quelli palestinesi, la videocamera diventa un\u00a0mezzo di testimonianza della protesta pacifica degli abitanti. Per cinque anni Emad filma le vite dei suoi compagni, la crescita\u00a0del figlio e le sofferenze quotidiane. Una telecamera dietro l\u2019altra viene distrutta.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>In Absentia<\/strong><br \/>\ndi Tareq Daoud, Svizzera*Cuba 2011, 42\u2019<br \/>\nA La Rancher\u00eda, nella provincia di Cuba, vive una piccola comunit\u00e0 di discendenti dei nativi americani. Il legame con la terra,\u00a0con gli antenati viene mantenuto quotidianamente, con la consapevolezza di suscitare lo sguardo curioso degli esterni. In\u00a0Absentia esplora il tema della sopravvivenza di una cultura, e del senso delle tradizioni nella vita moderna.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>Atelier Colla<\/strong><br \/>\ndi Pietro De Tilla, Elvio Manuzzi, Guglielmo Trupia, Italia 2011, 49\u2019<br \/>\nUna delle pi\u00f9 celebri compagnie marionettistiche italiane, la \u201cCarlo Colla e Figli\u201d. Il lavoro dietro le quinte, la messa a punto\u00a0delle figure, l\u2019addestramento dei nuovi arrivati e le prove, fino alla rappresentazione del Macbeth sul palco del Piccolo Teatro\u00a0di Milano. Un film che allontana l\u2019arte del marionettista dagli stereotipi che ne fanno un genere legato all\u2019infanzia, rivelando\u00a0un\u2019arte subordinata a una disciplina rigida e rigorosa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>One Man Riot<\/strong> [work in progress]<br \/>\ndi Christopher Evans, Angus Hohenboken, Gran Bretagna 2012, 50\u2019<br \/>\nThomas Bassey, omaccione sulla quarantina, \u00e8 uno dei buttafuori pi\u00f9 tosti di Merthyr Tydfil, nel Galles, ed \u00e8 un eroe locale.\u00a0Proprietario della Celtic Wrestling, una compagnia di wrestling, fornisce un modo accessibile di evadere dalla realt\u00e0 in una\u00a0delle zone economicamente pi\u00f9 depresse della Gran Bretagna. One Man Riot racconta con uno sguardo profondo il tema\u00a0dell\u2019identit\u00e0 maschile e del suo potere di unire una comunit\u00e0 in una delle zone pi\u00f9 difficili del Paese.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>Nesvatbov<\/strong>\/<strong>Matchmaking Mayor: The Heart Can\u2019t Be Commanded<\/strong>\/ <strong>Il sindaco delle coppie: al cuor non si comanda<\/strong><br \/>\ndi Erika Hn\u00edkov\u00e1, Repubblica Ceca 2010, 72\u2019<br \/>\nCronache dalla cittadina di Zempl\u00ednske H\u00e1mre, dove un sindaco in pensione ha dichiarato guerra alla solitudine dei suoi\u00a0cittadini single trentenni. Per niente scoraggiato dall\u2019insuccesso della campagna per incentivare le nascite, il sindaco decide\u00a0di organizzare un raduno con i single dei villaggi vicini.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>Descrescendo<\/strong><br \/>\ndi Marta Minorowicz, Polonia 2011, 26\u2019<br \/>\nTomek fa lo psicologo in una casa di riposo. Parte del suo lavoro consiste nell\u2019ascoltare i pazienti, che desiderano condividere\u00a0con lui le proprie storie toccanti e tragiche. Il contrasto tra la bellezza della giovinezza e la vecchiaia \u00e8 costantemente sotto i\u00a0suoi occhi, ma la forza della voglia di vivere dei pazienti pone la base per la crescita di nuove amicizie.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>Det Afghanske Mareritter<\/strong>\/<strong>The Afghan Nightmare<\/strong>\/<strong>L\u2019incubo afghano<\/strong><br \/>\ndi Klaus Erik Okstad, Norvegia 2011, 54\u2019<br \/>\nIl compito di Rune Solberg, colonnello delle forze Nato nella provincia afghana di Faryab, \u00e8 di assicurarsi che le autorit\u00e0 locali\u00a0siano in grado di occuparsi della sicurezza del territorio. Uno sguardo ravvicinato sulle forze occidentali in Afghanistan rivela\u00a0le difficolt\u00e0 di applicare le strategie militari pianificate in un\u2019area in cui la presenza talebana si sta intensificando. E il desiderio\u00a0di abbandonare il Paese si fa sempre pi\u00f9 impellente.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>Santino<\/strong><br \/>\ndi Francesco Scarponi, Italia*Francia 2011, 10\u2019<br \/>\nLa voce di Santino, nonno del regista, racconta tre frammenti della sua vita, ricostruita sullo schermo attraverso l\u2019animazione:\u00a0la vecchiaia nella sua campagna, la giovinezza trascorsa a Roma durante la Seconda Guerra Mondiale e l\u2019incontro con la\u00a0moglie Ida, e infine la sua esperienza di lavoro come autista di ambulanza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>Hing<\/strong>\/<strong>Breath<\/strong>\/<strong>Respiro<\/strong><br \/>\ndi Kullar Viimne, Estonia 2011, 59\u2019 AIt<br \/>\nFrancesko \u00e8 l\u2019unico spazzacamino donna dell\u2019Estonia. Con il suo lavoro non contribuisce solo alla manutenzione delle case,\u00a0ma permette ai loro abitanti di respirare bene. Persona decisa e realista, cerca di trovare soluzioni e fare le cose a modo suo.<br \/>\nLa affianca una setta di stravaganti personaggi, che fa affidamento su di lei.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-19781\" title=\"Fernando Le\u00f3n de Aranoa01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Fernando-Le\u00f3n-de-Aranoa01.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"413\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Fernando-Le\u00f3n-de-Aranoa01.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Fernando-Le\u00f3n-de-Aranoa01-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><span style=\"font-family: Arial; font-size: 9pt; color: black;\">Fernando Le\u00f3n de Aranoa<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 14pt; color: #800517;\"><strong>FERNANDO LE\u00d3N DE ARANOA<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Sceneggiatore e regista cinematografico, Fernando Le\u00f3n de Aranoa \u00e8 nato a Madrid nel maggio del 1968. Nella fase iniziale\u00a0della sua carriera si dedica alla sceneggiatura, sia per lungometraggi di finzione che per programmi e serie televisive. Ancora\u00a0giovanissimo, scrive e dirige il suo primo lungometraggio, Familia (1996), grazie al quale vince il Premio Goya come miglior\u00a0regista esordiente. Con il secondo lungometraggio, Barrio (1998), vince tre premi Goya e il Premio come miglior regista al\u00a0Festival del cinema di San Sebasti\u00e1n. Il film \u2013ambientato nella periferia madrilena, dove tre ragazzi trascorrono un\u2019afosa\u00a0estate, schiacciati da un disagio e da una monotonia che non lascia scampo &#8211; evidenzia la sensibilit\u00e0 del regista per le storie\u00a0di degrado e di emarginazione sociale. Lucido osservatore della realt\u00e0 contemporanea e delle sue contraddizioni, de Aranoa\u00a0si concentra sia sulla societ\u00e0 spagnola, sia su quella internazionale. Con il documentario Caminantes (2001), premiato al festival del cinema di L\u2019Avana, al festival Cinelatino di Los Angeles e a quello di New York, racconta con un approccio creativo\u00a0e originale la marcia zapatista dell\u2019inizio del 2001. Los lunes al sol (I luned\u00ec al sole, 2002) \u00e8 il film che lo consacra a livello\u00a0internazionale: vince cinque premi Goya (tra cui quello per il miglior attore a Javier Bardem) e il Premio come miglior film\u00a0al festival del cinema di San Sebasti\u00e1n. Ambientato in Galizia negli anni successivi alla riconversione industriale e i pesanti\u00a0licenziamenti, ci racconta di alcuni disoccupati che vivono alla giornata, trascorrendo lunghe ore al bar, filosofeggiando e\u00a0tentando di trovare un nuovo lavoro. Il film era stato presentato in anteprima italiana a Bergamo Film Meeting nel 2003. Nel\u00a02004, de Aranoa fonda la propria casa di produzione, la Reposado, con la quale produce tutti i film successivi. Nel 2005 scrive,\u00a0dirige e produce Princesas, vincitore di tre premi Goya. Storia di due prostitute, una trentenne spagnola e una clandestina<br \/>\ndominicana, il film \u00e8 accompagnato dalla colonna sonora di Manu Chao, per il quale de Aranoa dirige anche il videoclip del\u00a0brano Me llaman Calle. Nel 2007, collabora al film collettivo Invisibles, realizzato con Mariano Barroso, Isabel Coixet, Javier\u00a0Corcuera e Wim Wenders, in occasione del ventennale della sezione spagnola di Medici Senza Frontiere.<br \/>\nIl suo ultimo lungometraggio Amador (2011), presentato al festival di Berlino, \u00e8 un dramma realista e intimo che racconta le\u00a0molteplici difficolt\u00e0 di una giovane donna sudamericana immigrata in Spagna. Attualmente, de Aranoa sta girando un film\u00a0sul tour del cantautore e poeta spagnolo Joaqu\u00edn Sabina.<br \/>\nFernando Le\u00f3n piace ed \u00e8 rispettato perch\u00e9 \u00e8 un regista \u201cterreno\u201d. Rispetto ad altri registi che\u00a0cercano l\u2019ispirazione e le proprie storie nei sogni, nelle fantasie, nei complessi o nei sentimenti\u00a0umani, lui scrive storie che hanno a che vedere con quello che accade attorno a lui. A Fernando\u00a0interessa &#8211; e molto &#8211; il mondo che lo circonda e la gente che lo abita. Gli interessa di pi\u00f9 quello\u00a0che accade nel cortile nel retro di casa sua, in un parco vicino, in un quartiere della sua citt\u00e0 o\u00a0del suo paese piuttosto che in territori lontani o immaginari. Perch\u00e9 lui \u00e8, prima di tutto, una\u00a0persona sensibile e attenta a ci\u00f2 che lo circonda, impegnato, con idee e progetti \u201cpoliticamente\u00a0scorretti\u201d per i tempi che corrono. Un uomo con una coscienza sociale. Tutto quello che accade\u00a0all\u2019essere umano lo riguarda e pu\u00f2 essere argomento dei suoi film. Tant\u2019\u00e8 che, se ripassiamo\u00a0la sua filmografia, non c\u2019\u00e8 un solo tema che riguardi l\u2019essere umano che Fernando non abbia\u00a0affrontato nei suoi film: l\u2019istituzione della famiglia (\u00e0ncora di salvezza per alcuni e problema\u00a0per molti altri), la solitudine, l\u2019amore, la disoccupazione (con tutto ci\u00f2 che ne segue di distruttivo\u00a0e degradante), l\u2019avidit\u00e0, il razzismo, il maschilismo e la violenza di genere, per\u00f2 dall\u2019altra parte\u00a0anche l\u2019altruismo e la solidariet\u00e0.<br \/>\n<span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Javier Angulo Barturen<br \/>\nDirettore della Semana Internacional\u00a0de Cine de Valladolid (SEMINCI).<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Bergamo Film Meeting omaggia FERNANDO Le\u00f3n DE ARANOA dedicandogli un\u2019esposizione degli storyboard dei\u00a0suoi film e di disegni da lui realizzati, dal 10 al 18 marzo 2012, presso il Meeting Point (Piazza Libert\u00e0, Bergamo).<br \/>\nLa personale sar\u00e0 accompagnata da un volume monografico con testi originali, interviste, saggi di Luis Alegre, Javier\u00a0Angulo Barturen, Davide Mazzocco, Nicola Rossello e Pietro Bianchi.<br \/>\nIl regista, che sar\u00e0 ospite a Bergamo, terr\u00e0 un seminario con un gruppo selezionato di studenti venerd\u00ec 16 e incontrer\u00e0\u00a0il pubblico nella serata di sabato 17 marzo.<br \/>\nLa sezione \u00e8 realizzata in collaborazione con Reposado Producciones Cinematogr\u00e1ficas, con il patrocinio e il sostegno\u00a0del Consolato Generale di Spagna in Milano.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>I FILM<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>Amador<\/strong> , Spagna 2011, 112\u2019<br \/>\nMarcela, giovane immigrata con difficolt\u00e0 economiche, ha trovato un lavoro: durante l\u2019estate, deve badare al vecchio Amador,\u00a0costretto a letto dall\u2019et\u00e0. I suoi problemi paiono risolti, ma Amador pochi giorni dopo muore. Di fronte a un dilemma morale,\u00a0Marcela dimostrer\u00e0 che la morte non sempre pu\u00f2 fermare la vita. Una splendida commedia nera, tra lirismo e critica sociale.<br \/>\n<strong>Barrio<\/strong> , Spagna 1998, 94\u2019<br \/>\nUna storia di quartiere, di quelli in cui non arrivano n\u00e9 la metropolitana n\u00e9 i soldi. Javi, Manu e Rai sono tre amici, in quell\u2019et\u00e0\u00a0in cui non sei n\u00e9 uomo n\u00e9 bambino. Condividono la vita di tutti i giorni, il caldo dell\u2019estate e un mucchio di problemi. Le\u00a0giornate trascorrono lente e d\u2019estate, si sa, c\u2019\u00e8 un mucchio di tempo libero. Troppo per non mettersi nei guai&#8230;<br \/>\n<strong>Familia<\/strong>, Spagna 1996, 94\u2019<br \/>\nSantiago si alza dal letto come tutte le mattine e la sua famiglia al completo lo sta aspettando in cucina per gli auguri di\u00a0buon compleanno e i regali. Ma a Santiago non piace il regalo che gli ha fatto il figlio pi\u00f9 piccolo e si arrabbia con lui, lo vuole\u00a0cacciare di casa, litiga con tutti e pretende un altro figlio minore, che gli assomigli almeno un po\u2019. A chi non \u00e8 mai capitato di\u00a0sognare di avere una famiglia fatta su misura?<br \/>\n<strong>Caminantes<\/strong>, Spagna 2001, 57\u2019<br \/>\nNel 2001, la vita di una piccola comunit\u00e0 indigena viene trasformata dalla notizia che la marcia organizzata dall\u2019Esercito\u00a0Zapatista di Liberazione Nazionale passer\u00e0 per i suoi sentieri, prima di raggiungere Citt\u00e0 del Messico. I preparativi hanno\u00a0inizio e con essi si apre il dibattito nella comunit\u00e0.<br \/>\n<strong>Los lunes al sol<\/strong> \/<strong>I luned\u00ec al sole<\/strong>, Spagna\/Francia\/Italia, 2002, 113\u2019<br \/>\nUn gruppo di operai dei cantieri navali di Vigo, in Galizia si ritrova disoccupato a causa della riconversione industriale. Ogni\u00a0giorno \u00e8 uguale all\u2019altro, dal luned\u00ec alla domenica passano il tempo sdraiati al sole senza aver nulla da fare se non parlare\u00a0delle proprie speranze, dei propri sogni, dei progetti futuri e dei ricordi del passato. Affettuoso e allo stesso tempo amaro\u00a0racconto, che trae ispirazione da un fatto di cronaca.<br \/>\n<strong>Invisibles<\/strong> [ep. <strong>Buenas noches, Ouma<\/strong>]\/<strong>Invisibili<\/strong> [ep. <strong>Buona notte, Ouma<\/strong>], Spagna 2007, 27\u2019<br \/>\nEpisodio tratto da film collettivo Invisibles, prodotto da Javier Bardem per Medici Senza Frontiere (MSF). Venti anni di guerra\u00a0civile nel Nord dell\u2019Uganda attraverso la testimonianza di alcuni night commuters, bambini che ogni notte cercano un luogo\u00a0sicuro per evitare di essere reclutati come soldati dalla Lord\u2019s Resistance Army (LRA).<br \/>\n<strong>Sirenas<\/strong>, Spagna 1994, 15\u2019<br \/>\nQuand\u2019era marinaio, il nonno Antonio si salv\u00f2 da un naufragio. Lo salv\u00f2 la sua sordit\u00e0: non sent\u00ec il canto delle sirene che lo\u00a0chiamavano dal fondo del mare. Le sirene rimangono nell\u2019acqua salata ma qualcosa di loro arriva a noi, e prima o poi tutti finiamo per ascoltarle.<br \/>\n<strong>Princesas<\/strong>, Spagna 2005, 114\u2019<br \/>\nZulema \u00e8 un\u2019immigrata dominicana che si prostituisce per mantenere suo figlio. Caye, anche lei prostituta, \u00e8 una ragazza\u00a0spagnola e la sua famiglia \u00e8 all\u2019oscuro della sua professione. Dopo un inizio burrascoso, l\u2019incontro tra Caye e Zulema si\u00a0trasforma in una solida amicizia, che le aiuter\u00e0 a cercare un futuro migliore. La colonna sonora \u00e8 firmata da Manu Chao.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-19782\" title=\"Ill\u00e9gal01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Ill\u00e9gal01.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"291\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Ill\u00e9gal01.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Ill\u00e9gal01-300x140.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><span style=\"font-family: Arial; font-size: 9pt; color: black;\">Ill\u00e9gal, Olivier Masset-Depasse<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 14pt; color: #800517;\"><strong>I CONFINI DELL\u2019EUROPA<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Cosa si intende quando si parla di Europa? Quali sono i suoi confini? Quante e quali idee stanno alla base di un\u2019entit\u00e0 che\u00a0\u00e8 sempre stata pi\u00f9 grande dei contorni che le sono stati attribuiti? Nelle aree di confine, che vanno dal Mare del Nord al\u00a0Mediterraneo, dall\u2019Oceano Atlantico al Baltico, i Paesi dell\u2019Europa sono sempre stati l\u00ec, ciascuno con la forza della sua storia,\u00a0delle sue tradizioni, dei suoi commerci e dei suoi intrecci culturali.<br \/>\nIl dilemma dell\u2019Europa inizia forse proprio dalla sua imperfetta demarcabilit\u00e0, dai suoi confini imprecisi. L\u2019unico vero limite \u00e8\u00a0quello settentrionale, segnato dai ghiacci dell\u2019Artico. Quello occidentale lo \u00e8 geograficamente, ma certamente molto meno\u00a0da un punto di vista economico e culturale. Lo \u00e8 solo in parte quello meridionale, che si stempera nel Mediterraneo e scivola\u00a0impercettibilmente nell\u2019Africa, attraverso l\u2019Andalusia, e nell\u2019Asia, attraverso i Balcani. E per nulla quello orientale, dove esiste\u00a0solo una convenzione geografica che fissa il confine dell\u2019Europa negli Urali. Dell\u2019Europa riusciamo forse meglio a intuire il\u00a0cuore, quello che batte nel triangolo Parigi, Londra, Amsterdam, culla dell\u2019economia di mercato oltre che laboratorio politico\u00a0per eccellenza, e il suo hinterland, Regno Unito, Belgio, Olanda, Germania, Austria, fino a includere parte del Mediterraneo,\u00a0Italia, Francia e Spagna. Il resto appare come periferia dalla fisionomia incerta, indistinta.<br \/>\nE poi c\u2019\u00e8 l\u2019Unione Europea, un soggetto politico che gi\u00e0 di per s\u00e9 segna una linea di demarcazione, tra il dentro e il fuori, tra chi\u00a0appartiene a questo insieme di stati e chi ne \u00e8 escluso. Un progetto che, negli ultimi tempi, nonostante l\u2019Unione Europea sia\u00a0una realt\u00e0 consolidata, sta paradossalmente attraversando un momento di grave crisi dei princ\u00ecpi di unit\u00e0 e integrazione su\u00a0cui esso stesso \u00e8 stato fondato. All\u2019interno dell\u2019Unione sembra essersi insinuato un senso di smarrimento, una crisi, per certi\u00a0versi fisiologica, d\u2019identit\u00e0. Si ha l\u2019impressione che passata l\u2019euforia per l\u2019allargamento a nuovi Paesi, esauritasi la congiuntura\u00a0che ha sospinto a gonfie vele l\u2019economia europea per decenni, il senso dell\u2019Europa non sia ben chiaro. Un\u2019impressione che\u00a0deriva forse dal disagio di aver scoperto che non tutti sono stati alle regole del gioco, o dal sospetto che i forti si stiano\u00a0approfittando dei pi\u00f9 deboli o viceversa i pi\u00f9 poveri dei pi\u00f9 ricchi, oppure dalla mancanza di affezione nei confronti di\u00a0un\u2019Unione Europea distante e fredda, mentre ora, travolti dalla globalizzazione, verrebbe pi\u00f9 naturale stringersi attorno al\u00a0focolare della nazione.<br \/>\nBergamo Film Meeting propone una selezione di 7 film che rispecchiano i modi eterogenei con cui il cinema si \u00e8 fatto\u00a0testimone della natura polifonica dell\u2019Europa, leggendo i fermenti che alimentano una macro-identit\u00e0 esplosa con il crollo di\u00a0tanti muri, l\u2019evoluzione dei fenomeni migratori, lo stravolgimento di antichi equilibri e che oggi, tra entusiasmi e scetticismi,\u00a0ancora stenta a trovare una propria fisionomia. Film realisti che dell\u2019Europa ri$ettono la natura composita e addirittura\u00a0ineffabile e film incantati che ci svelano sorprendenti prossimit\u00e0 tra gli abitanti del continente ancora vicendevolmente\u00a0sospettosi. Un insieme di assaggi d\u2019Europa che, senza tracciare dei confini, ci permettono di afferrarne il sapore.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>I FILM<\/strong><br \/>\n<strong><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>Visions of Europe<\/strong>\/<strong>Visioni d\u2019Europa<\/strong><br \/>\ndi Fatih Akin, Barbara Albert , Sharunas Bartas, Andy Bausch, Christoffer Boe, Francesca Comencini, Stijn Coninx, Tony Gatlif,\u00a0Sasa Gedeon, Christos Georgiou, Constantine Giannaris, Theo van Gogh, Peter Greenaway, Miguel Hermoso, Arvo Iho, Aki\u00a0Kaurism\u00e4ki, Damjan Kozole, Laila Pakalnina, Kenneth Scicluna, Martin Sul\u2019k, Malgorzata Szumowska, B\u00e9la Tarr, Jan Troell,\u00a0Teresa Villaverde, Aisling Walsh.<br \/>\nAustria, Belgio, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Ungheria, Irlanda,\u00a0Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Olanda, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, 2004, 140\u2019<br \/>\nDa un\u2019idea iniziale di Meinolf Zurhorst della ZDF-Germania\/ARTE-Francia, poi sviluppata insieme al produttore Mikael Olsen\u00a0di Zentropa, venticinque \u201cvisioni\u201d per altrettanti registi, affermati e riconosciuti in ciascuno dei rispettivi Paesi che formano\u00a0la Comunit\u00e0 Europea (nel 2004). Ad ognuno \u00e8 stato garantito lo stesso budget e la totale libert\u00e0 di espressione per realizzare\u00a0un cortometraggio della durata massima di cinque minuti, attraverso il quale dare una visione personale della vita attuale e\u00a0futura del melting pot culturale europeo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>Die Fremde<\/strong>\/<strong>When We Leave<\/strong>\/<strong>La straniera<\/strong><br \/>\ndi Feo Aladag, Germania, 2010, 119\u2019<br \/>\nLa giovane Umay fugge da Istanbul e da un matrimonio che la opprime, portando con s\u00e9 il figlioletto. Determinata a ricostruirsi\u00a0una nuova vita, cerca rifugio presso la sua famiglia, trapiantata a Berlino da molti anni. Ma i genitori e i fratelli, legati ai valori e\u00a0alla tradizione del loro Paese d\u2019origine, non condividono la sua scelta e anzi cercano di riportarla sui suoi passi. La spaccatura,\u00a0all\u2019interno della famiglia, appare insanabile. Film vincitore del Premio Lux 2010, assegnato dal Parlamento Europeo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>Abendland<\/strong>\/<strong>La terra del Sole calante<\/strong><br \/>\ndi Nikolaus Geyrhalter, Austria, 2011, 88\u2019<br \/>\nL\u2019Europa, quando cala la notte. Chi lavora, chi nasce, chi muore, le redazioni dei giornali, la folla di un Oktoberfest e di un rave,\u00a0il Parlamento Europeo: tutto accade, immerso nella semi oscurit\u02c6 e in una babele di lingue.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>Ill\u00e9gal<\/strong>\/<strong>Illegal<\/strong><br \/>\ndi Olivier Masset-Depasse, Belgio, Lussemburgo, Francia, 2010, 90\u2019<br \/>\nIvan 14 anni e Tania, sua madre, vivono in Belgio da 8 anni da immigrati clandestini provenienti dalla Russia. In continuo\u00a0stato di allerta, Tania vive nel terrore che la polizia controlli la sua identit\u00e0, finch\u00e9 un giorno viene arrestata e trasferita in un\u00a0centro di detenzione. Far\u00e0 tutto ci\u00f2 che \u00e8 in suo potere per riunirsi al figlio, malgrado la costante minaccia di deportazione\u00a0che pende sulla sua testa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>Die Mitte<\/strong>\/<strong>The Center<\/strong>\/<strong>Il centro<\/strong><br \/>\ndi Stanis\u0142aw Mucha, Germania, 2004, 85\u2019<br \/>\nQual \u00e8 il centro geografico d\u2019Europa? Dev\u2019essere da qualche parte, a met\u00e0 strada tra Capo Nord, Grecia, Portogallo e Russia.<br \/>\nNon meno di una dozzina di citt\u00e0 sparse in un raggio di 2000 chilometri si attribuiscono questo primato. Il regista polacco\u00a0Stanislaw Mucha e la sua troupe sono partiti per una vivace odissea attraverso Germania, Austria, Polonia, Slovacchia, Lituania\u00a0e Ucraina a caccia dell\u2019unico e vero centro del continente. Dove sar\u00e0 la verit\u00e0?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>One Day in Europe<\/strong>\/<strong>Un giorno in Europa<\/strong><br \/>\ndi Hannes St\u00f6hr, Germania, Spagna, 2005, 95\u2019<br \/>\nMentre la finale di Champions League tra Galatasaray e Deportivo La Coru\u2013a sta per consumarsi, a Mosca, Istanbul, Santiago\u00a0De Compostela e Berlino, quattro coppie di personaggi di varie nazionalit\u00e0 europee sono coinvolte, in vario modo, in un furto.<br \/>\nLottando per capirsi e farsi capire, tutti saranno costretti a fare i conti con la polizia locale e con il tifo che impazza per le strade.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>Polska Love Serenade<\/strong>\/<strong>Serenata polacca<\/strong><br \/>\ndi Monika Anna Wojty\u0142\u0142o, Germania, 2008, 75\u2019<br \/>\nPoco prima di Natale, due giovani tedeschi, Anna e Max, si incontrano sulle strade della provincia polacca. I due perseguono\u00a0ambizioni diverse: Anna cerca di farsi rubare la macchina per avere i soldi dell\u2018assicurazione; Max vuole riscattare le terre che\u00a0un tempo appartenevano al nonno. Costretti dagli eventi a viaggiare insieme, in un\u2019atmosfera fiabesca, dovranno confrontarsi\u00a0con i personaggi pi\u00f9 strani, folli Babbi Natale, gangster, artisti, sacerdoti\u2026 E la vodka scorrer\u00e0 a fiumi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-19783\" title=\"Le souffle au coeur01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Le-souffle-au-coeur01.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"381\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Le-souffle-au-coeur01.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Le-souffle-au-coeur01-300x184.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><span style=\"font-family: Arial; font-size: 9pt; color: black;\">Le souffle au coeur, Louis Malle<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 14pt; color: #800517;\"><strong>RITRATTO D\u2019AUTORE<br \/>\nANNI \u201970: UOMINI CHE RACCONTANO LE DONNE<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Negli anni \u201970 il movimento femminista si impone con la sua forza di cambiamento nella societ\u00e0, nella politica, nella morale\u00a0sessuale, nel rapporto con la cultura maschilista dominante. L\u2019onda travolge anche il cinema, non solo quello militante. Alcuni film, che non possono essere iscritti nel genere politico, sembrano raccogliere le sollecitazioni che vengono dalla realt\u00e0, ma lo\u00a0fanno non in maniera diretta, ma raccontando storie al centro delle quali ci sono figure di donne forti e problematiche. Le opere\u00a0presentate in questa sezione portano la firma di alcuni grandi registi, la maggior parte dei quali leggono le trasformazioni dei\u00a0tempi attraverso la trasposizione di opere letterarie, dove prevale il personaggio femminile con le sue inquietudini e la sua\u00a0voglia di libert\u00e0 e di riscatto. Truffaut ne Les deux anglaises et le Continent (Le due inglesi, Francia 1971) rielabora il romanzo di\u00a0Henry-Pierre Roch\u00e9 e racconta la storia di due sorelle che, nell\u2019Inghilterra del primo novecento, vivono le tensioni sessuali e\u00a0affettive provocate da un\u2019educazione tradizionalista e repressiva. Rohmer con La Marquise d\u2019O&#8230; (La Marchesa von\u2026, Francia\/\u00a0Germania 1976), tratto dall\u2019omonimo racconto di Kleist, ci trasporta nella fine del \u2018700 per parlarci di rifiuto sociale e famigliare\u00a0per una maternit\u00e0 che avviene fuori del matrimonio. Losey in The Go-Between (Messaggero d\u2019amore, Gran Bretagna 1970),<br \/>\ndall\u2019omonimo racconto di Leslie P. Hartley, ci porta agli inizi del \u2018900 per parlarci di sesso, relazioni clandestine, differenze\u00a0di classe, adolescenza turbata. Bu\u2013uel realizza il suo ultimo film, Cet obscur objet du d\u00e9sir, (Quell\u2019oscuro oggetto del desiderio\u00a0Francia\/Spagna 1977) ispirandosi al romanzo La femme et le pantin (La donna e il burattino) di Pierre Louis e, attraverso l\u2019uso\u00a0del paradosso, va a colpire l\u2019arroganza del maschio conquistatore, ridicolizzato e umiliato da una donna che gli promette un\u00a0amplesso continuamente rimandato. Ferreri prende come spunto una sceneggiatura, poi trasformata in romanzo, di Ennio\u00a0Flaiano, Melampus, e realizza Liza (La cagna, Italia, Francia 1972) una satira della societ\u00e0 borghese, una rappresentazione\u00a0della donna sospesa tra alienazione e complicit\u02c6, un ritratto dell\u2019uomo tra impotenza e sconfitta. Il film che ha uno sguardo\u00a0pi\u00f9 politico \u00e8 Die Verlorene Ehre der Katharina Blum (Il caso Katharina Blum, Rft 1975) di Wolker Schl\u00f6ndorff, la traduzione\u00a0cinematografica del romanzo di Heinrich Boll L\u2019onore perduto di Katarina Blum, che vede protagonista una giovane donna\u00a0coinvolta in una vicenda criminale, che sigilla la sua voglia di ribellione con un gesto liberatorio. A questi film di derivazione\u00a0letteraria si aggiungono altri che cercano di rappresentare le derive emotive come il Bergman di Sussurri e grida (Viskningar\u00a0och rop, Svezia 1973), che si muove nell\u2019universo circoscritto di due donne al capezzale della sorella morente o le ambiguit\u00e0\u00a0comportamentali, come il Chabrol di Violette Nozi\u00e8re (Francia 1978), la storia, tratta da un fatto di cronaca, di una ragazza\u00a0dalla doppia personalit\u00e0, tanto fragile quanto spietata. L\u2019ultimo film della rassegna \u00e8 Le souffle au coeur (Soffio al cuore, Francia\u00a01971) di Louis Malle, che avvicina un argomento difficile e scandaloso come l\u2019incesto.<br \/>\nSono, queste, storie di donne che vivono il disagio dei loro tempi, il peso dei pregiudizi, le difficolt\u00e0 di vivere i propri sentimenti,\u00a0ma anche la volont\u00e0 di combattere una societ\u00e0 chiusa e di non rinunciare alla vitalit\u00e0 dei loro desideri.<br \/>\nLa rassegna si compone di 9 titoli ed \u00e8 realizzata in collaborazione con il British Film Institute, lo Swedish Film Institute e con\u00a0Les films du Losange, Mk2, Tamasa, Studio Canal<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>I FILM<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>The Go-Between<\/strong> &#8211; <strong>Messaggero d\u2019amore<\/strong> di Joseph Losey,(Gran Bretagna 1970, 118\u2019)<br \/>\n<strong>Le souffle au coeur<\/strong> &#8211; <strong>Soffio al cuore<\/strong> di Louis Malle (Francia, Italia 1971, 118\u2019)<br \/>\n<strong>Les deux anglaises et le continent<\/strong> &#8211; <strong>Le due inglesi<\/strong> di Fran\u00e7ois Truffaut (Francia 1971, 125\u2019)<br \/>\n<strong>Liza<\/strong> &#8211; <strong>La cagna<\/strong> di Marco Ferreri, (Italia, Francia 1972, 100\u2019)<br \/>\n<strong>Viskningar och rop<\/strong> &#8211;<strong> Sussurri e grida<\/strong> di Ingmar Bergman, (Svezia 1972, 90\u2019)<br \/>\n<strong>Die verlorene Ehre der Katharina Blum oder: Wie Gewelt entstehen und wohin sie f\u00fchren kann &#8211;\u00a0Il caso Katharina Blum<\/strong><br \/>\ndi Volker Schl\u00f6ndorff, Margarethe von Trotta (Germania 1975, 115)<br \/>\n<strong>Die Marquise von O\u2026<\/strong> &#8211; <strong>La marchesa Von\u2026<\/strong> di Eric Rohmer (Germania 1976, 107\u2019)<br \/>\n<strong>Cet obscur objet du d\u00e9sir<\/strong> &#8211; Quell\u2019oscuro oggetto del desiderio di Luis Bu\u2013uel (Francia, Spagna 1977, 100\u2019)<br \/>\n<strong>Violette Nozi\u00e8re<\/strong> di Claude Chabrol (Francia 1978, 124\u2019)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-19784\" title=\"Shadow of a Doubt01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Shadow-of-a-Doubt01.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"469\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Shadow-of-a-Doubt01.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Shadow-of-a-Doubt01-300x226.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><span style=\"font-family: Arial; font-size: 9pt; color: black;\">Shadow of a Doubt, Alfred Hitchcock<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 14pt; color: #800517;\"><strong>L\u2019OMBRA DEL DUBBIO<br \/>\nL\u2019AMBIGUIT\u00c0 COME ESSENZA DEL NOIR<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Terza e ultima tappa, dopo la Dark Lady e lo Psycho Thriller, di un percorso attraverso un genere che si \u00e8 sviluppato negli anni \u201940 fino ai primi anni \u201950 negli Stati Uniti e ha in$uenzato la produzione europea, soprattutto francese e inglese. Il \u201cdubbio\u201d \u00e8 uno degli elementi costitutivi di molti film che appartengono al genere noir, speculare all\u2019ambiguit\u00e0, al disorientamento, al sospetto, alla commistione tra vero e falso, all\u2019inversione dei ruoli. Sono, questi, ingredienti forti che non riguardano solo gli aspetti narrativi (personaggi che appaiono ora innocenti, ora colpevoli, storie dall\u2019intrigo oscuro e contorto, intrighi che si avvicinano al thriller e al poliziesco), ma anche e soprattutto le soluzioni formali (il gioco delle luci e delle ombre, i punti di vista che confondono la visione, lo scivolamento nell\u2019incubo, l\u2019alterazione dello spazio) e il rapporto che si stabilisce con lo spettatore (depistaggi, occultamenti, oscurit\u00e0, sospetti). La retrospettiva prende il titolo dal film di Alfred Hitchcok, interpretato da Joseph Cotten e Teresa Wright, zio e nipote che, guarda caso, portano lo stesso nome. La storia ruota attorno ai sospetti che maturano nella ragazza dopo l\u2019iniziale infatuazione per il fratello della madre. Altri due film di Hitchcock fanno parte della sezione, Suspicion (Il sospetto, 1941) e Foreign Correspondent (Il prigioniero di Amsterdam, 1940), una torbida storia coniugale il primo e di spionaggio il secondo.<br \/>\nSono presenti nella retrospettiva le due versioni di Gaslight, quella del 1940 di Thorold Dickinson e quella del 1944 di George Cukor: con alcune differenze nella trama, protagonista \u00e8 la casa dove c\u2019\u00e8 stato un omicidio e dove avvengono fatti strani e inquietanti. Un\u2019altra casa, dall\u2019apparenza tranquilla, \u00e8 abitata da presenze inquietanti in The Uninvited (La casa sulla scogliera, 1944) di Lewis Allen. Jacques Tourneur, regista di Il bacio della pantera, continua il suo viaggio nell\u2019incubo con The Leopard Man (L\u2019uomo leopardo,1943), un altro felino che si intromette nella violenza omicida della specie umana. Otto Preminger con Fallen<br \/>\nAngel (Un angelo \u00e8 caduto, 1945) si sposta in provincia per raccontare una storia di inganni e di cinismo. The Woman in question (Donna nel fango,1950) di Anthony Asquith ha una struttura alla Rashomon, con alcuni personaggi che danno versioni diverse della personalit\u00e0 di una donna uccisa. In Undercurrent (Tragico segreto, 1946), di Vincent Minnelli, la comparsa di un fratello fa precipitare certezze e aumentare sospetti. Mildred Pierce (Il romanzo di Mildred, 1945) di Michael Curtiz \u00e8 confezionato a misura su Joan Crawford, donna fragile e aggressiva con voglia di redenzione. La protagonista di Sleep My Love (Donne e veleni, 1948), Alison, interpretato da Claudette Colbert, non ricorda alcuni episodi della sua vita ed \uff8f fatta passare per pazza dal marito, mentre In a Lonely Place (Il diritto di uccidere, 1950) di Nicholas Ray, il pessimo carattere di Dixon, una delle migliori interpretazioni di Humphrey Bogart, lo rende ambiguo e pericoloso. La presunta colpevolezza tesse la trama di Black Angel (L\u2019angelo nero, 1946) di Roy William Neill, dall\u2019omonimo romanzo di Cornell Woolrich e una scomparsa misteriosa, unita alla cancellazione della realt\u00e0, \u00e8 al centro di So Long at the Fair (Tragica incertezza, 1950) di Antony Darnborough e Terence Fisher.<br \/>\nDa queste poche note su alcuni film della retrospettiva, sono leggibili i passaggi narrativi che rappresentano una realt\u00e0 instabile, fatta pi\u00f9 di ombre che di luci, dove domina il mistero, l\u2019enigma, la simulazione, la falsit\u00e0, l\u2019inganno. La realt\u00e0 si sgretola, i personaggi si sdoppiano, l\u2019indagine si confonde. Il noir non finisce mai di stupire e di turbare.<br \/>\nLa rassegna si compone di 20 titoli ed \u00e8 realizzata in collaborazione con il British Film Institute di Londra.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>I FILM<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>They Made Me a Criminal<\/strong> \u2013 <strong>Hanno fatto di me un criminale<\/strong> di Busby Berkeley (Usa 1939, 92\u2019)<br \/>\n<strong>Gaslight<\/strong> di Thorold Dickinson (Gran Bretagna 1940, 84\u2019)<br \/>\n<strong>Foreign Correspondent<\/strong> \u2013 <strong>Il prigioniero di Amsterdam<\/strong>\/<strong>Corrispondente 17<\/strong><br \/>\ndi Alfred Hitchcock (Usa 1940, 120\u2019)<br \/>\n<strong>Suspicion<\/strong> \u2013 <strong>Il sospetto<\/strong> di Alfred Hitchcock (Usa 1941, 99\u2019)<br \/>\n<strong>Shadow of a Doubt<\/strong> \u2013<strong> L\u2019ombra del dubbio<\/strong> di Alfred Hitchcock (Usa 1943, 108\u2019)<br \/>\n<strong>The Leopard Man<\/strong> \u2013 <strong>L\u2019uomo leopardo<\/strong> di Jacques Tourner (Usa 1943, 66\u2019)<br \/>\n<strong>The Uninvited <\/strong>\u2013 <strong>La casa sulla scogliera <\/strong>di Lewis Allen (Usa 1944, 99\u2019)<br \/>\n<strong>Gaslight<\/strong> \u2013 <strong>Angoscia<\/strong> di George Cukor (Usa 1944, 114\u2019)<br \/>\n<strong>Mildred Pierce<\/strong> \u2013 <strong>Il romanzo di Mildred<\/strong> di Michael Curtiz (Usa 1945, 111\u2019)<br \/>\n<strong>Fallen Angel<\/strong> \u2013 <strong>Un angelo \u00e8 caduto<\/strong> di Otto Preminger (Usa 1945, 98\u2019)<br \/>\n<strong>Undercurrent<\/strong> \u2013 <strong>Tragico segreto<\/strong> di Vincent Minnelli (Usa 1946, 116\u2019)<br \/>\n<strong>Black Angel<\/strong> \u2013 <strong>L\u2019angelo nero<\/strong> di Roy William Neill (Usa 1946, 81\u2019)<br \/>\n<strong>The Stranger<\/strong> \u2013 <strong>Lo straniero<\/strong> di Orson Welles (Usa 1946, 95\u2019)<br \/>\n<strong>The Red House<\/strong> \u2013 <strong>La casa rossa <\/strong>di Delmer Daves (Usa 1947, 100\u2019)<br \/>\n<strong>Sleep, My Love<\/strong> \u2013 <strong>Donne e veleni<\/strong> di Douglas Sirk (Usa 1948, 97\u2019)<br \/>\n<strong>Corridor of Mirrors<\/strong> \u2013 <strong>Il mistero degli specchi <\/strong>di Terence Young (Gran Bretagna 1948, 105\u2019)<br \/>\n<strong>So Long at the Fair<\/strong> \u2013 <strong>Tragica incertezza<\/strong><br \/>\ndi Antony Darnborough, Terence Fisher (Gran Bretagna 1950, 81\u2019)<br \/>\n<strong>D.O.A.<\/strong> \u2013 <strong>Due ore ancora<\/strong> di Rudolph Mat\u00e9 (Usa 1950, 94\u2019)<br \/>\n<strong>In a Lonely Place<\/strong> \u2013 <strong>Il diritto d\u2019uccidere<\/strong> di Nicholas Ray (USA 1950, 94\u2019)<br \/>\n<strong>The Woman in Question<\/strong> \u2013 <strong>Donna nel fango<\/strong> di Anthony Asquith (Gran Bretagna 1950, 88\u2019)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\"><strong>Programma completo su <a href=\"http:\/\/www.bergamofilmmeeting.it\/index.php?home\" target=\"_blank\">Bergamo Film Meeting<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-19786\" title=\"The Afghan Nightmare01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/the-_afghan_nightmare_4.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"349\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/the-_afghan_nightmare_4.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/the-_afghan_nightmare_4-300x168.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><span style=\"font-family: Arial; font-size: 9pt; color: black;\">Det Afghanske Mareritter, Klaus Erik Okstad<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Hing, Kullar Viimne XXX Bergamo Film Meeting Mostra internazionale del cinema di essai 10-18 marzo 2012 Eccoci alle soglie della 30\u00b0 edizione: un bel traguardo, non c\u2019\u00e8 che dire! 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