{"id":20125,"date":"2012-03-22T16:00:50","date_gmt":"2012-03-22T15:00:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=20125"},"modified":"2012-03-22T04:21:07","modified_gmt":"2012-03-22T03:21:07","slug":"hostel-il-giardino-delle-delizie-seconda-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=20125","title":{"rendered":"Hostel: il giardino delle delizie \u2013 seconda parte"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/hostel_ff_01.jpg\" alt=\"\" title=\"hostel_ff_01\" width=\"620\" height=\"437\" class=\"aligncenter size-full wp-image-20126\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/hostel_ff_01.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/hostel_ff_01-300x211.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p><font face=\"Georgia\"><font style=\"font-size: 16pt\"><b>Hostel: il giardino delle delizie \u2013 seconda parte<\/b><\/font><font size=\"2\"><br \/>\na cura di Fabrizio Fogliato<\/font><\/font><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><font face=\"Georgia\"><i>Seconda parte del saggio dedicato alla trilogia di <\/i>Hostel<i>: un viaggio nel sublime fascino dell&#8217;orrore. <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=20056\">Leggi la prima parte<\/a><\/i><\/font><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\">L\u2019ambiguit\u00e0 della scelta alla base di <i>Hostel<\/i> \u00e8 la relativizzazione monetaria (l\u2019asta on-line di <i>Hostel 2<\/i>) della vita, cio\u00e8 il preambolo all\u2019ingresso in un mondo organizzato e socialmente trasversale dove la vita, sia delle vittime che dei carnefici (ma anche dei bambini), \u00e8 il termine ultimo di un gioco violento e malsano che rianima gli istinti pi\u00f9 profondi e atavici dell\u2019uomo, il cui unico risultato \u00e8 dato dall\u2019equazione \u201cmors tua, vita mea\u201d all\u2019interno di una logica capitalistica dove non ci sono n\u00e9 vincitori, n\u00e9 vinti, ma dove \u00e8 la morte stessa a incassare tutta la posta. In un&#8217;intervista, rilasciata all\u2019uscita di <i>Hostel 2<\/i>, Eli Roth ha dichiarato la valenza politica del suo film, da lui inteso come un viaggio nel lato oscuro del capitalismo che \u00e8: <i>\u00abcome in uno specchio dell&#8217;America in cui mettere alla berlina l&#8217;atteggiamento statunitense verso gli europei, riflette sul valore assoluto e devastante che ha nel mondo contemporaneo, dove la morte e la violenza sono merci acquistabili e dove anche il male \u00e8 accettabile, se pu\u00f2 far guadagnare le multinazionali\u00bb<\/i>. Se quest\u2019aspetto resta apparentemente tra le righe, almeno nella sua forma pi\u00f9 geo-politica, quello che colpisce (e spiazza) \u00e8 la totale mancanza di appigli giustificativi, oltre alla reversibilit\u00e0 sociale che comporta l\u2019acquisizione del denaro. <\/p>\n<p>Paxton, nel sotterraneo, quando incontra Svetlana le urla contro: <i>\u00abPuttana!\u00bb<\/i>, e lei serafica gli risponde: <i>\u00abHo guadagnato molti soldi grazie a te, e questo fa di te la mia puttana\u00bb<\/i>. Il proprio tornaconto personale e\/o la propria ascesa sociale, sono quindi un <i>vulnus<\/i> (della societ\u00e0 globalizzata e non), che permette il riemergere di una componente umana e profonda intesa a controllare e a danneggiare (uccidere) i proprii simili. Il gioco prelude al Male come dichiara Justin all\u2019inizio di <i>Hostel 3<\/i>, quando afferma in merito a Las Vegas: <i>\u00abQui dentro \u00e8 come essere dentro un laboratorio. Guardatevi intorno, niente finestre, niente orologi alle pareti. Pompano ossigeno per tenerti sempre sveglio, ti offrono da bere per farti ubriacare, e per finire ti fanno sfilare davanti tutta una serie di belle donne\u2026 e tutto per spillarti denaro. Datemi retta, questo cazzo di posto \u00e8 l\u2019incarnazione del Male\u00bb<\/i>.<\/p>\n<p>Ma in <i>Hostel<\/i> non c\u2019\u00e8 giustificazione n\u00e9 morale n\u00e9 psicologica agli eventi, tutto appare istintuale e impulsivo, seppur ricostruito scientemente come un percorso che permette al <i>cacciatore<\/i>, prima di identificare la <i>preda<\/i>, e poi di appropriarsene. Il controllo delle telecamere a circuito chiuso permette di osservare (cinematograficamente) la tortura, ma anche di controllare che il cliente porti a termine il lavoro per cui ha (profumatamente) pagato. \u00c8 un esercizio crudele che annulla ogni barriera tra vittima e carnefice, non secondo le dinamiche della sindrome di Stoccolma (cio\u00e8 attraverso l\u2019affezione) ma in maniera del tutto opposta attraverso la reversibilit\u00e0 dei ruoli: ogni vittima pu\u00f2 essere (diventare) potenzialmente carnefice in funzione della sua disponibilit\u00e0 economica e viceversa. Fondamentale, in questo senso \u00e8 il finale di <i>Hostel 3<\/i>, in cui Amy e Scott fanno prigioniero Carter, lo trascinano nel loro garage e con compiacimento gli frullano il volto con un decespugliatore. Quello che colpisce \u00e8 che fino a pochi minuti prima Carter era il cacciatore e Scott e Amy le prede, per cui non esiste pi\u00f9 alcuna barriera n\u00e9 morale n\u00e9 esistenziale alla repentina reversibilit\u00e0 dei ruoli in funzione dell\u2019avidit\u00e0 (in questo caso non di denaro ma di sesso, come dimostra la greve ma puntuale battuta di Carter: <i>\u00abDi fronte alla fica non esistono pi\u00f9 amici\u00bb<\/i>). L\u2019 \u201cElite Hunting\u201d non serve pi\u00f9, \u00e8 un residuato del passato, perch\u00e9 ora l\u2019orrore che nasce dal connubio tra piacere e dolore si pu\u00f2 tranquillamente condividere tra coniugi, agire e consumare nel garage di casa, utilizzando gli attrezzi per il giardinaggio: una coppia giovane e felice, un villetta monofamiliare con il prato antistante curato e la staccionata bianca.<\/font><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/hostel_ff_02.jpg\" alt=\"\" title=\"hostel_ff_02\" width=\"620\" height=\"449\" class=\"aligncenter size-full wp-image-20128\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/hostel_ff_02.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/hostel_ff_02-300x217.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><font face=\"Arial\" size=\"2\"><\/p>\n<p>Quando, nel finale di <i>Hostel 2<\/i>, Beth si \u201ccompra\u201d la sua libert\u00e0, non fa niente altro che assumere su di s\u00e9 il comportamento aberrante e sadico di cui poco prima aveva repulsa (mentre lei in lacrime supplicava il proprio carnefice di lasciarla andare). In sintesi quindi, il valore \u201cpolitico\u201d di <i>Hostel<\/i> \u00e8 quello secondo cui il Male riguarda tutti e il colpo di genio di Roth\/Spiegel \u00e8 quello di far identificare lo spettatore non (solo) con la vittime, bens\u00ec di soggettivarlo a carnefice. Alzi la mano chi non ha sentito un brivido lungo la schiena al pensiero di essere il torturatore. Il supplizio di San Sebastiano inflitto a Justin in <i>Hostel 3<\/i> \u00e8 un campionario di immagini fetish del martirio, con la donna \u201cmascherata\u201d e avvolta nel latex nero che, sinuosa e sensuale, ancheggia e \u201cdanza\u201d mentre con la sua balestra scaglia le frecce contro il malcapitato. L\u2019immagine plastica dell\u2019omicidio di Lorna con la donna nuda sottostante che muta, eccitata e sopraffatta dal piacere ricevuto dalla <i>blood-shower<\/i>, si tocca il corpo ricoperto di sangue caldo e viscido, \u00e8 una vera e propria dichiarazione programmatica: nell\u2019essere umano \u00e8 insito il perverso\/affascinante desiderio di \u201ccontrollare\u201d e nuocere al proprio simile per la ricerca di un piacere (inconscio) che \u00e8 anche sessuale.<\/p>\n<p>Il sesso \u00e8 l\u2019esca. Se la prima parte di ogni film sembra ricalcata sullo stile dei teen-movie vacanzieri e porcelloni (al cui proposito appare doveroso ricordare che in <i>Eurotrip<\/i> (2004) di Jeff Schaffer, c\u2019\u00e8 una breve parentesi Slovacca, con capatina in discoteca a Bratislava), in <i>Hostel<\/i> il sesso in realt\u00e0 rappresenta l\u2019elemento universale di approccio al controllo: quello consumato allegramente da Oli, Josh, Paxton, Whit&#8230; \u00e8 il preambolo che ottunde al percezione visiva del pericolo bypassandola con quella estatica del piacere. Non a caso infatti \u00e8 sempre mostrato nella dimensione voyeuristica (su tutte la scena nel casino di Amsterdam), e nella dimensione del corpo visto come \u201coggetto\u201d del desiderio. Svetlana e Nathalya (in <i>Hostel<\/i>), Axelle (in <i>Hostel 2<\/i>), Nikki e Kendra (in <i>Hostel 3<\/i>) sono corpi\/esca che stimolano il desiderio (ci\u00f2 che si vede) nei protagonisti, donne che concedono il proprio corpo (non la propria anima) per una funzione specifica (quella della cattura) e che \u201cvergini\u201d reiterano il proprio operato all\u2019infinito. <\/p>\n<p>Sono dunque prodotti posizionati su uno scaffale: \u201coggetti\u201d di carne che stimolano il piacere come e pi\u00f9 di un qualsiasi prodotto da spot pubblicitario. L\u2019 \u201coggettivizzazione\u201d del corpo \u00e8 un altro elemento \u201cpolitico\u201d intrinseco all\u2019opera di Eli Roth\/Scott Spiegel (era gi\u00e0 cos\u00ec in <i>Cabin Fever<\/i>) che in Hostel diventa manifesto nel suo proporsi come piacere\/felicit\u00e0 preambolo al sadismo\/atrocit\u00e0. In Hostel non ci sono mostri, ma solo uomini \u201cnormali\u201d in cerca di quella felicit\u00e0 e di quel piacere negato quotidianamente dalla \u201cpermanenza del possibile\u201d. La reiterata e meccanica vita familiare\/lavorativa, immersa nella tradizione del \u201cperbenismo\u201d (questo il significato della parentesi familiare a casa di Stuart in <i>Hostel 2<\/i>, cos\u00ec come della scena romantico-sentimentale con Amy e Scott in <i>Hostel 3<\/i>), ammorba le coscienze e rende lecito ci\u00f2 che non \u00e8. \u00c8 disarmante vedere la facilit\u00e0 con cui il denaro alza continuamente l\u2019asticella del \u201cproibito\u201d (come nella scena dell\u2019asta per Beth) e come un \u201cprodotto avariato\u201d come \u00e8 Whit dopo essere stata deturpata, possa essere (s)venduto in \u201cofferta\u201d. <\/font><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/hostel_ff_03.jpg\" alt=\"\" title=\"hostel_ff_03\" width=\"620\" height=\"413\" class=\"aligncenter size-full wp-image-20129\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/hostel_ff_03.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/hostel_ff_03-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><font face=\"Arial\" size=\"2\"><\/p>\n<p>Un cittadino normale, con un mestiere consolidato e con la voglia di acquisire maggior prestigio, si ritrova perennemente insoddisfatto e annoiato (come lo sono Stuart e Todd), continuamente sospeso in attesa di un traguardo che non \u00e8 raggiungibile: quello del piacere annegato nella materia. Non importa se il mestiere \u00e8 quello di assassino a pagamento, o quello del broker, o quello del faccendiere legalizzato (che altro \u00e8 Mischa?), perch\u00e9 la logica della societ\u00e0 del capitale e delle stock-option tollera qualsiasi mezzo pur di raggiungere il fine: quello che ogni uomo ha diritto a non essere dimenticato e a perpetuare le proprie \u201cvittorie\u201d. Cos\u00ec come \u00e8 un mezzo tradizionale il treno che solca pi\u00f9 volte le inquadrature dei film e che con un ritmo blando e cadenzato, o veloce e sfuggente, ci conduce verso il baratro infernale della coazione ripetere messa in scena dal vecchio nei confronti del giovane, dal giovane nei confronti del bambino e dal bambino verso se stesso: una demoniaca logica di morte. <\/p>\n<p>E proprio i bambini sono \u201cl\u2019anima nera\u201d di <i>Hostel<\/i> (peccato che Spiegel li abbia persi per strada). Piccoli, organizzati e violenti in funzione del profitto (oggi chewing-gum, caramelle o \u201cdolla\u201d, domani denaro, donne e potere), talmente connaturati alla primordialit\u00e0 della societ\u00e0 tecnologizzata in cui vivono da \u201ccomprendere\u201d che bisogna \u201cucciderne uno per educarne cento\u201d, ed \u00e8 proprio quello che fa Mischa quando uccide uno della banda come monito verso chi ha deturpato una sua propriet\u00e0 (Beth). Appare quindi necessario il finale di <i>Hostel 2<\/i>, che si chiude con la partita a calcio con la testa di Axelle: un atto simbolico volto a certificare il passaggio della tradizione violenta che viene tramandata in maniera transgenerazionale e a concretizzare il deprezzamento della vita umana. <\/p>\n<p>Se l\u2019uomo\/donna diventa prodotto\/oggetto non \u00e8 pi\u00f9 n\u00e9 trasgressivo, n\u00e9 insopportabile, tagliare teste, torturare o giocare con pezzi di corpo (infatti la nostra reazione \u00e8 quella di una risata). Roth utilizzando quindi la matrice del \u201cbizzarro\u201d ricostruisce quella \u201cpericolosa partita\u201d messa in scena da Shoedsack: Il conte Zaroff \u00e8 Mischa, i giovani sono Reinsford e la donna \u00e8 il premio partita. Non a caso il conte a proposito della caccia dice: <i>\u00abCacciare \u00e8 un po\u2019 come un gioco d\u2019azzardo\u2026 solo che la posta \u00e8 pi\u00f9 alta\u00bb<\/i>, e infatti <i>Hostel 3<\/i> \u00e8 ambientato tra i tavoli verdi di Las Vegas.<\/p>\n<p>La natura umana \u00e8 quindi sempre la stessa, la differenza \u00e8 che <i>Hostel<\/i> mette in atto il meccanismo di identificazione con il Male e provoca uno \u201cstupro cerebrale\u201d che appare incomprensibile allo spettatore che per paura (inconscia) si rifugia nella risata liberatoria.<\/p>\n<p>\n<i>Fabrizio Fogliato<\/i><\/font><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/hostel_set.jpg\" alt=\"\" title=\"hostel_set\" width=\"620\" height=\"620\" class=\"aligncenter size-full wp-image-20127\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/hostel_set.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/hostel_set-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/hostel_set-300x300.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"620\" id=\"table1\">\n<tr>\n<td width=\"118\" valign=\"top\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/hostel.jpg\" alt=\"\" title=\"hostel\" width=\"200\" height=\"297\" class=\"aligncenter size-full wp-image-20061\" \/><\/td>\n<td width=\"20\" valign=\"top\">&nbsp;<\/td>\n<td valign=\"top\"><font face=\"Georgia\" style=\"font-size: 14pt\"><b>Hostel<\/b><\/font><font face=\"Georgia\" style=\"font-size: 9pt\"><br \/>\n  <b>Regia, soggetto, sceneggiatura<\/b>: Eli Roth<br \/>\n  <b>Fotografia<\/b>: Milan Chadima<br \/>\n  <b>Montaggio<\/b>: George Folsey Jr.<br \/>\n  <b>Musiche<\/b>: Nathan Barr<br \/>\n  <b>Produttori<\/b>: Eli Roth, Quentin Tarantino, Boaz Yakin<br \/>\n  <b>Interpreti<\/b>: Jay Hernandez (Paxton), Derek Richardson (Josh), Eythor Gudjonsson (Oli), Barbara Nedeljakova (Natalya), Jana Kaderabkova (Svetlana), Takashi Miike (Miike Takashi)<br \/>\n  <b>Paese<\/b>: USA<br \/>\n  <b>Anno<\/b>: 2005<br \/>\n  <b>Durata<\/b>: 89&#8242;<\/font><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"118\" height=\"40\" valign=\"top\">&nbsp;<\/td>\n<td width=\"20\" height=\"40\" valign=\"top\">&nbsp;<\/td>\n<td height=\"40\">&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"118\" valign=\"top\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/hostel2.jpg\" alt=\"\" title=\"hostel2\" width=\"200\" height=\"296\" class=\"aligncenter size-full wp-image-20063\" \/><\/td>\n<td width=\"20\" valign=\"top\">&nbsp;<\/td>\n<td valign=\"top\"><b><font face=\"Georgia\" style=\"font-size: 14pt\">Hostel: Part II<\/font><\/b><font face=\"Georgia\" style=\"font-size: 9pt\"><br \/>\n  <b>Regia, soggetto, sceneggiatura<\/b>: Eli Roth<br \/>\n  <b>Fotografia<\/b>: Milan Chadima<br \/>\n  <b>Montaggio<\/b>: George Folsey Jr., Brad E. Wilhite<br \/>\n  <b>Effetti speciali<\/b>: Joe Giles<br \/>\n  <b>Musiche<\/b>: Nathan Barr<br \/>\n  <b>Produttori<\/b>: Eli Roth, Mike Fleiss, Chris Briggs<br \/>\n  <b>Produttori esecutivi<\/b>: Quentin Tarantino, Scott Spiegel, Boaz Akin<br \/>\n  <b>Interpreti<\/b>: Lauren German (Beth Salinger), Roger Bart (Stuart), Heather Matarazzo (Lorna Weisenfreund), Bijou Phillips (Whitney Swerling), Richard Burgi (Todd), Vera Jordanova (Axelle), Jay Hernandez (Paxton), Jordan Ladd (Stephanie), Vladimir Sasky (Sasha), Stanislav Ianevski (Miroslav), Zuzana Geisrlerova (Inya), Monika Malacova (Bathory), Davide Dominici (Riccardo), Petr Vencura (Pavel), Ruggero Deodato (Cannibale italiano), Luc Merenda (Capo della confraterinta), Edwige Fenech (Insegnante)<br \/>\n  <b>Paese<\/b>: USA<br \/>\n  <b>Anno<\/b>: 2007<br \/>\n  <b>Durata<\/b>: 93&#8242;<\/font><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"118\" height=\"40\" valign=\"top\">&nbsp;<\/td>\n<td width=\"20\" height=\"40\" valign=\"top\">&nbsp;<\/td>\n<td height=\"40\">&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"118\" valign=\"top\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/hostel3.jpg\" alt=\"\" title=\"hostel3\" width=\"200\" height=\"285\" class=\"aligncenter size-full wp-image-20064\" \/><\/td>\n<td width=\"20\" valign=\"top\">&nbsp;<\/td>\n<td valign=\"top\"><font face=\"Georgia\" style=\"font-size: 14pt\"><b>Hostel: Part III<\/b><\/font><font face=\"Georgia\" style=\"font-size: 9pt\"><br \/>\n  <b>Regia<\/b>: Scott Spiegel<br \/>\n  <b>Soggetto<\/b>: Eli Roth<br \/>\n  <b>Sceneggiatura<\/b>: Michael D. Weiss<br \/>\n  <b>Fotografia<\/b>: Andrew Strahorn<br \/>\n  <b>Montaggio<\/b>: George Folsey Jr.<br \/>\n  <b>Musiche<\/b>: Frederik Wiedmann<br \/>\n  <b>Produttori<\/b>: Chris Briggs, Mike Fleiss, Scott Spiegel<br \/>\n  <b>Produttori esecutivi<\/b>: Rui Costa Reis, Eliad Josephson, Scott Putman<br \/>\n  <b>Interpreti<\/b>: Thomas Kretschmann (Flemming), Zulay Henao (Nikki), Sarah Habel (Kendra), Kip Pardue (Carter McMullen), Kelly Thiebaud (Amy), John Hensley (Justin), Evelina Oboza (Anka), Alicia Vela-Bailey (Cyberpunk giapponese), Barry Livingston (Client EHC), Angelique Sky (Client EHC), Brian Hallisay (Scott), Skyler Stone (Mike Malloy), Danny Jacobs (Middle Eastern Cabbie), Chris Coy (Travis), Jeanette Manderachia (Angela)<br \/>\n  <b>Paese<\/b>: USA<br \/>\n  <b>Anno<\/b>: 2011<br \/>\n  <b>Durata<\/b>: 88&#8242;<\/font><\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Hostel: il giardino delle delizie \u2013 seconda parte a cura di Fabrizio Fogliato &nbsp; Seconda parte del saggio dedicato alla trilogia di Hostel: un viaggio nel sublime fascino dell&#8217;orrore. Leggi la prima parte &nbsp; L\u2019ambiguit\u00e0 della scelta alla base di Hostel \u00e8 la relativizzazione monetaria (l\u2019asta on-line di Hostel 2) della vita, cio\u00e8 il preambolo all\u2019ingresso in un mondo organizzato<\/p>\n","protected":false},"author":50,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[72],"tags":[1849,8526,12840,12841,12842,12843],"class_list":["post-20125","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-critica","tag-eli-roth","tag-fabrizio-fogliato","tag-hostel","tag-hostel-part-ii","tag-hostel-part-iii","tag-scott-spiegel"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Hostel: il giardino delle delizie \u2013 seconda parte | Rapporto Confidenziale<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=20125\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Hostel: il giardino delle delizie \u2013 seconda parte | Rapporto Confidenziale\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Hostel: il giardino delle delizie \u2013 seconda parte a cura di Fabrizio Fogliato &nbsp; Seconda parte del saggio dedicato alla trilogia di Hostel: un viaggio nel sublime fascino dell&#8217;orrore. 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