{"id":20423,"date":"2008-05-31T19:49:39","date_gmt":"2008-05-31T17:49:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=20423"},"modified":"2012-04-05T16:51:09","modified_gmt":"2012-04-05T14:51:09","slug":"ciro-ascione-cinema-e-spazzatura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=20423","title":{"rendered":"Ciro Ascione &#8211; Cinema e spazzatura"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-20428\" title=\"Schuldmadchen report01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/Schuldmadchen-report01.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"479\" \/><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Calibri;\">articolo pubblicato su <strong><span style=\"font-family: Calibri;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=77\"><span style=\"font-weight: normal; color: #3399ff; text-decoration: none; text-underline: none;\">Rapporto Confidenziale numero<\/span><\/a><span style=\"font-weight: normal; color: #3399ff; text-decoration: none; text-underline: none;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=77\">5<\/a>\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: normal; color: #3399ff; text-decoration: none; text-underline: none;\">maggio<\/span><span style=\"font-weight: normal; color: #3399ff; text-decoration: none; text-underline: none;\">\u20190<\/span><span style=\"font-weight: normal; color: #3399ff; text-decoration: none; text-underline: none;\">8<\/span><\/span><\/strong> (pagg. 26-28)<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><strong><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Calibri;\">free downoload\u00a0<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Arial;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/05\/Rapporto_Confidenziale-numero5-high.pdf\"><span style=\"color: #3399ff; text-decoration: none; text-underline: none;\">7.5<\/span><\/a> | <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/05\/Rapporto_Confidenziale-numero5-low.pdf\"><span style=\"color: #3399ff; text-decoration: none; text-underline: none;\">4.8<\/span><\/a> | <a href=\"http:\/\/issuu.com\/rapportoconfidenziale\/docs\/rapportoconfidenziale_numerocinque?mode=embed&amp;documentId=080524213420-41acbbc8a31f4545892f9bf03deabc15&amp;layout=grey\"><span style=\"color: #3399ff; text-decoration: none; text-underline: none;\">anteprima<\/span><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span class=\"A20\"><strong><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Calibri;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 16pt; color: black;\"><strong>Cinema e spazzatura<\/strong><br \/>\n<span style=\"font-family: Arial; font-size: 14pt; color: black;\"><strong>Intervista a Ciro Ascione<\/strong><br \/>\n<span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">di Matteo Contin<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><em><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Ciro Ascione \u00e8 un attento osservatore a cui piace sporcarsi le mani con la materia che studia, uno che ha scritto dei videogiochi quando ancora erano demonizzati e che con il suo ultimo libro (\u201cTroll \u2013 Come ho inguaiato internet\u201d Tea, 2006) e\u2019 riuscito a realizzare un reportage divertitito e divertente sulla rete \u201cvista dal di dentro\u201d, attraverso il punto di vista privilegiato di uno Zelig capace di trasformarsi grazie al potere della tastiera, in un\u2019associazione cattolica bacchettona, in un fascista gay e in altri strambi personaggi che solo grazie alla magia di Internet riescono a prendere vita (ed essere creduti vivi e veri da chi legge le loro parole). Ma tutto cio\u2019 che c\u2019entra col cinema, direte voi? Ciro gestisce da qualche tempo \u201cTrashopolis\u201d [<a href=\"http:\/\/www.trashopolis.com\" target=\"_blank\">http:\/\/www.trashopolis.com<\/a>], un blog che si occupa di tutto il trash che ci circonda e, in un periodo dove l\u2019etichetta \u201cfilm trash\u201d viene usata a sproposito (tanto da farci invocare una sorta di Denominazione di Origine Controllata), non potevamo non interpellarlo sull\u2019argomento.<\/span><\/em><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Matteo Contin: Cominciamo col cercare di dare una definizione di cinema trash. So bene che non sbrigheremo l\u2019annosa questione con una sola misera domandina, ma \u00e8 fondamentale iniziare questa chiaccherata cercando di capire cosa si nasconde dietro quella parola, in questi ultimi anni sin troppo (ab)usata per descrivere sia prodotti televisivi che cinematografici, venendo invocata ingiustamente ogni qualvolta ci si para davanti un brutto film.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Ciro Ascione: Bella domanda, risposta quasi impossibile. Cominciamo prima a definire cosa non \u00e8 il trash. Il trash non coincide per forza con il cinema di serie B (in caso contrario rientrerebbero nel trash anche i film di Ray e di Ulmer), n\u00e8 coincide per forza con il cinema brutto, dato che il brutto \u00e8 un concetto quasi soggettivo, e posso definire un film di Muccino \u201cbrutto\u201d ma non trash. Anni fa Tommaso Labranca ha dato un\u2019ottima definizione di trash nel saggio \u201cAndy Warhol era un coatto \u2013 Vivere e capire il trash\u201d, identificando il trash nell\u2019 emulazione fallita di modelli alti. Non \u00e8 una spiegazione completa al cento per cento, ma forse \u00e8 una delle pi\u00f9 interessanti. Ci\u00f2 che caratterizza il trash \u00e8 la follia di fondo. Come si pu\u00f2 pensare che gli spettatori trovino spaventoso o credibile quel pupazzone di gomma? Come si fa a scrivere un dialogo cos\u00ec assurdo? Perch\u00e9 un attore cos\u00ec cane fa la parte dell\u2019eroe? Per questo motivo, secondo me, non appartiene al trash tutto quel sottofilone di commediaccie degli anni \u201870 e \u201880 dei vari Banfi, Abatantuono, Vitali, Milian eccetera. Alla fine questi film sono esattamente ci\u00f2 che vogliono essere. Di solito si fa rientrare nel trash anche il trash consapevole di grandi autori come John Waters, Russ Meyer, <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?tag=herschell-gordon-lewis\">Hershell Gordon Lewis<\/a> e addirittura di <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=7398\">Roger Corman<\/a>. Ma in questi casi si tratta di meta-trash, pi\u00f9 che di trash autentico.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">MC: Hai gi\u00e0 individuato le due grandi categorie in cui possiamo dividere il trash, ovvero il trash creato ad hoc (che tu chiami giustamente meta-trash) e il trash involontario in cui si nascondono vere e proprie perle del cinema di serie z. Nella prima categoria ci possiamo inserire Waters, ma anche la Troma con tutto il suo esercito di pupazzoni e, insomma, tutti quei film che usano il trash come metodo espressivo pi\u00f9 che come status filmico. E\u2019 un trash che parla di s\u00e8 stesso e che, andando oltre all\u2019immagine, non diventa altro che critica verso la societ\u00e0 delle immagini (generalizzo, in realt\u00e0 ogni autore muove le sue critiche personali). Il trash involontario secondo me \u00e8 ancora pi\u00f9 estremo e significativo per il genere, essendo, se vogliamo cos\u00ec definirlo, il trash puro, non contaminato da alcuna poetica autoriale.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">CA: C\u2019\u00e8 una bella differenza per\u00f2 tra un Waters, che fa una riflessione critica sul brutto, e i registi della Troma, che non fanno altro che appropriarsi in maniera consapevole di molti elementi del cinema di serie zeta. I film della Troma sono camp pi\u00f9 che trash (o meta-trash). C\u2019\u00e8 anche da chiedersi se sia vero che il trash puro non sia contaminato da alcuna poetica autoriale. Spesso la poetica autoriale c\u2019\u00e8 eccome (pensa a tutta la filosofia di serie zeta presente nel cinema di Renato Polselli). Solo che si tratta di poetica autoriale che scade nel ridicolo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-20429\" title=\"Riti magie nere01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/Riti-magie-nere01.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"467\" \/><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">&#8220;Riti, magie nere e segrete orge nel trecento&#8221;, Renato Polselli, 1973<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>MC: Esatto. Waters e la Troma ragionano in modo differente sul trash. L\u2019uno lo utilizza come metodo espressivo per una riflessione (seppur divertita) sulla societ\u00e0, mentre l\u2019altra ne esaspera il linguaggio per film il cui scopo principale \u00e8 il divertimento senza pensieri. La caduta nel ridicolo \u00e8 un\u2019altra di quelle caratteristiche che rendono puro il cinema trash. Cosa c\u2019\u00e8 di pi\u00f9 divertente di un film inverosimile che fa di tutto per prendersi sul serio?<\/strong><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">CA: Concordo completamente. Forse per\u00f2 dobbiamo specificare che il prendersi sul serio non riguarda la seriosit\u00e0 del film. Possono esistere anche film trash comici che prendono sul serio il fatto di essere comici, ma che in realt\u00e0 non fanno ridere. Penso agli ultimi film della saga dei Tre Supermen, ad esempio.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">MC: Oppure come certi film horror. Mi viene in mente quello che secondo me \u00e8 uno dei migliori trash movie italiani, ovvero \u201c<a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=3574\">La croce dalle sette pietre<\/a>\u201d, dove un uomo si trasforma in uno sciatto lupo mannaro perch\u00e8 gli \u00e8 stata rubata la collana che lo proteggeva da una maledizione. L\u2019uomo si metter\u00e0 contro la camorra per recuperare la collana. Insomma, trama impensabile e tecnicamente terrificante, ovvero gli ottimi ingredienti per un film trash autentico.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">CA: Un autentico mito, adoro questo film! \u201cLa croce dalle sette pietre\u201d ci suggerisce anche che il trash \u00e8 il territorio delle contaminazioni improbabili, oltre che delle emulazioni fallite. In questo caso l\u2019horror si fonde con il camorra-movie, con risultati al di l\u00e0 del bello e del brutto. E penso anche alle migliaia di volte in cui il cinema porno si \u00e8 mescolato con i vari generi cinematografici. Come in \u201cEdward mani di pene\u201d&#8230;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/la-croce-dalle-sette-pietre.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2045\" title=\"la-croce-dalle-sette-pietre\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/la-croce-dalle-sette-pietre.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"365\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/la-croce-dalle-sette-pietre.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/la-croce-dalle-sette-pietre-300x176.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">&#8220;La croce dalle sette pietre&#8221;, Marco Antonio Andolfi, 1987<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">MC: Decisamente imperdibile anche quello! La cosa pi\u00f9 assurda \u00e8 che nonostante trastulli svariate ragazze, Edward rimane sempre malinconico. Insomma, il personaggio di Burton non viene di certo tradito, ma i risultati sono del tutto diversi come ben si pu\u00f2 immaginare. Un\u2019altra peculiarit\u00e0 del genere \u00e8 che si crede che tutto possa spaventare. Rifancendosi di certo alla fantascienza anni 50\/60 che ha messo in campo una serie spropositata insetti ingigantiti, il cinema trash ha sfornato un\u2019altra serie infinita di animali dalle dimensioni spropositate, tra cui brillano sicuramente per demenza i conigli mastodontici de \u201cLa notte della lunga paura\u201d, uno dei film pi\u00f9 improbabile di sempre. Come hanno potuto pensare degli esseri umani che dei conigli giganti possano far paura? Al massimo possono essere pi\u00f9 pucciosi!<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">CA: Quello \u00e8 un film decisamente assurdo, la cosa pi\u00f9 strana \u00e8 che si tratta di una produzione di serie A, con tanto di marchio MGM, e non \u00e8 nemmeno filmato male. Forse non \u00e8 definibile neanche trash. Per\u00f2 gli sceneggiatori avevano di sicuro mangiato del peyote.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">MC: Negli ultimi anni il termine trash si \u00e8 trasferito anche al mezzo televisivo. Secondo te il trash cinematografico e quello televisivo possono essere paragonati tra loro?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">CA: Tutto quello che attualmente viene definito \u201ctrash\u201d in TV (reality, talk show, eccetera) non \u00e8 degno di essere chiamato trash. E\u2019 solo merda. Il trash ha dalla sua parte il fascino della produzione indipendente, un\u2019origine avventurosa, la simpatia che non si pu\u00f2 negare a chi tenta un\u2019impresa impossibile. Il cosiddetto trash della TV generalista \u00e8 solo sinonimo di cattiva qualit\u00e0, lo schifo che ormai \u00e8 arrivato al potere. Oggi in Italia il cinema trash non esiste pi\u00f9. Possono uscire dei film orrendi, tipo \u201cTroppo belli\u201d o \u201cParentesi tonde\u201d, ma non sono pi\u00f9 supportati da piccoli produttori un po\u2019 avventurieri e un po\u2019 gonzi: a promuoverli ci sono le varie Mediaset e Rai. Le ultime roccaforti del trash sono le TV private. Ma anche in questo caso i divietti delle TV private si stanno standardizzando, assomigliano sempre di pi\u00f9 a quelli (pessimi) delle reti nazionali. Negli anni 90 esisteva ancora un trash televisivo purissimo: quello del mago Gennaro D\u2019Auria, dei vari cantanti locali, dei neomelodici alle prime armi. Ora \u00e8 sempre tutto pi\u00f9 omologato.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">MC: Concordo pienamente su tutto, anche se penso che in alcune televendite che passano sulle TV locali ci possa essere ancora quel guizzo di genialit\u00e0 trash, oppure nei programmi di ballo e canto che trasmettono nella mia zona. Ma \u00e8 anche vero che il tutto \u00e8 omologato, diventando la brutta e noiosa copia di qualcosa che gi\u00e0 di per s\u00e8 non era perfetto. Non ti ho ancora chiesto per\u00f2 una cosa a dir poco fondamentale: com\u2019\u00e8 iniziato il tuo amore per un genere del tutto lontano dalle sale cinematografiche e completamente fuori dagli schemi?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">CA: Tra poco avr\u00f2 quarant\u2019anni, quindi credo di aver vissuto in diretta la stagione d\u2019oro del trash cinematografico. Nei cinema degli anni \u201870 passavano di tutto, anche film vecchi una ventina d\u2019anni. Da ragazzino consumavo western, peplum e film di guerra di ogni tipo, non c\u2019era troppa differenza per me tra \u201cI magnifici sette\u201d e \u201cArizona si scaten\u00f2 e li fece fuori tutti\u201d, tra \u201cSpartacus\u201d e \u201cI dieci gladiatori\u201d, tra \u201cLa croce di ferro\u201d e \u201cCinque per l\u2019inferno\u201d. Poi con l\u2019adolescenza venne la fase della cinefilia integralista, rinnegai tutto e mi trasformai in un rompiballe insopportabile. Politica degli autori a tutto spiano, se non era Dreyer storcevo il naso. In compenso vidi un fantastiliardo di film. E dopo un po\u2019 di tempo, iniziai a riavvicinarmi al trash. In maniera consapevole, per\u00f2. In molto mi ha aiutato anche la mia compagna, Titti. Anche lei \u00e8 una trashofila militante. E sa cogliere certe sfumature dei filmacci degli anni 70 molto meglio di me.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-20430\" title=\"Le notti del terrore01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/Le-notti-del-terrore01.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"356\" \/><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">&#8220;Le notti del terrore&#8221;, Andrea Bianchi, 1981<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">MC: Pi\u00f9 o meno abbiamo seguito lo stesso percorso, nonostante sia di una ventina d\u2019anni pi\u00f9 giovane di te. Da piccolo guardavo tutto, praticamente qualsiasi cosa passasse in televisione e con l\u2019adolescenza \u00e8 arrivata la fase dove ho affinato i miei gusti guardando praticamente solo film d\u2019autore (i misteri delle tempeste ormonali evidentemente). \u00c9 solo recentemente, da quando mi sono avvicinato alla critica cinematografica che ho riscoperto il piacere del cinema trash. Tutto sommato non \u00e8 altro che un nuovo tipo di autorialit\u00e0 e, in fondo, l\u2019interesse di avvicinarsi ad un altro tipo di cinema.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">CA: S\u00ec, \u00e8 vero, si tratta di percorsi molto simili. Con la differenza che oggi \u00e8 molto pi\u00f9 facile accedere a determinati titoli che un tempo erano introvabili. Il fatto di essere molto vincolati alla politica degli autori nella fase adolescenziale \u00e8 un momento molto formativo del tuo percorso da cinefilo. Passi dalla fruizione indifferenziata e onnivora dei film a un tipo di visione pi\u00f9 selettivo. Perci\u00f2 iniziano a incuriosirti soprattutto quelle opere dove il marchio d\u2019autore \u00e8 pi\u00f9 facilmente riconoscibile. Il tocco di Hitchcock, di Ford, di Lubitsch, di Godard e di Kubrick lo individui subito. Per capire il trash ci vuole una consapevolezza maggiore, che ti pu\u00f2 dare solo una conoscenza approfondita del cinema classico. E\u2019 un po\u2019 come l\u2019arte contemporanea: per apprezzare Picasso e Beuys, devi prima conoscere bene Giotto e Michelangelo. Non puoi cogliere una trasgressione stilistica se prima non sai cos\u2019\u00e8 uno stile.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">MC: Ma alla fine perch\u00e8 si dovrebbe guardare un film trash? E\u2019 realizzato male, spesso e volentieri assurdo e in pi\u00f9 \u00e8 difficile da recuperare&#8230;<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">CA: E non ti sembrano motivi sufficienti?<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">MC :E internet che ruolo ha in tutto questo? Il trash sembra aver trovato una nuova diffusione e un blog come il tuo che consiglia le visioni pi\u00f9 al limite di questo genere non pu\u00f2 che essere una mini-guida all\u2019interno di un labirinto vasto come quello del cinema trash&#8230;<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">CA: Internet aiuta la diffusione di qualsiasi tipo di cultura \u201cdi nicchia\u201d, quindi la conoscenza del trash ne beneficia eccome. \u201cTrashopolis\u201d [<a href=\"http:\/\/www.trashopolis.com\" target=\"_blank\">http:\/\/www.trashopolis.com<\/a>] per\u00f2, non vuole essere una miniguida, non ha pretese di esaustivit\u00e0. E\u2019 un sito che vuole offrire degli stimoli. La sua forza secondo me \u00e8 nella mescolanza spesso irrazionale degli argomenti trattati. Ci trovi un po\u2019 di tutto, dal cinema italiano di genere al weird e alla psychotronia straniera, con il trash napoletano a fare da trait d\u2019union. Cos\u00ec i cinefili pi\u00f9 estremi magari si avvicinano agli orrori dei cantanti neomelodici, e i nostalgici della vecchia tv di culto scoprono un tipo di cinema che magari prima ignoravano.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-20433\" title=\"Double Agent7301\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/Double-Agent7301.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"472\" \/><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Chesty Morgan [Liliana Wilczkowska] in &#8220;Double Agent 73&#8221;, Doris Wishman, 1974<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">MC: Tim Burton e Quentin Tarantino sono stati due dei registi che hanno saputo rivalutare il cinema trash, dandogli molto probabilmente il risalto che avrebbe meritato. Con \u201cEd Wood\u201d Burton ci ha parlato del sogno del cinema, di un mondo di senza talento ma ricchi di sogni, mentre Tarantino con i suoi film shackerati ha saputo riportare in auge lo stile e gli stilemi del cinema trash e di serie B. Secondo te perch\u00e8 gli anni Novanta sono stati il terreno di questa rivalutazione?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">CA: Probabilmente perch\u00e9 il trash cinematografico pi\u00f9 ruspante \u00e8 finito a met\u00e0 degli anni ottanta. Tim Burton e Quentin Tarantino hanno avuto il tempo e la possibilit\u00e0 di digerire il prodotto e di rielaborarlo in maniera geniale. Tarantino per\u00f2 \u00e8 grande soprattutto quando parla di serie B : la <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=7125\">blaxploitation<\/a>, il cinema di kung-fu, il road movie, il poliziesco, l\u2019horror. Quando ti tira fuori un\u2019operazione pi\u00f9 esplicitamente trash come \u201c<a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=3292\">Grindhouse<\/a>\u201d scade nella maniera. L\u2019 \u201cEd Wood\u201d di Tim Burton \u00e8 invece un capolavoro: ti dimostra la sostanziale uguaglianza della poetica di Wood e di Orson Welles.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">MC: Lasciaci ora qualche visione consigliata, ovvero alcuni dei film che un trash-cultore non pu\u00f2 non aver visto.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">CA: Cos\u00ec su due piedi mi prendi di sorpresa. Allora, per il cinema erotico consiglierei \u201cQuando l\u2019amore \u00e8 oscenit\u00e0\u201d di Renato Polselli, follia assoluta. Ma anche \u201cLa principessa nuda\u201d di Cesare Canevari non scherza. Per il cinema napoletano, oltre al gi\u00e0 citato \u201cLa croce dalle sette pietre\u201d, ti segnalo \u201cVia lattea&#8230;la prima a destra\u201d di Nin\u00ec Grassia, contaminazione tra sceneggiata, fantascienza e cristologia. Per l\u2019horror, il sublime \u201cZombi Horror\u201d (alias &#8220;Le notti del terrore&#8221;. Ndr.) di Andrea Bianchi, con un nano orribile nella parte di un bambino che stacca il seno della madre a morsi. Consiglio inoltre la visione di qualcuno dei film messicani del Santo, il celebre lottatore di wrestling. Poi c\u2019\u00e8 il cinema turco, con tutto il filone dei remake abusivi di \u201cGuerre Stellari\u201d e \u201c<a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=1344\">Superman<\/a>\u201d. Il cinema americano \u00e8 un territorio sconfinato. Io ho il culto dei film della supertettona Chesty Morgan, diretti dalla grande Doris Wishman, e se devo indicarti un titolo dico \u201cDouble Agent 73\u201d. Anche certi trashoni horror di Andy Milligan, tipo \u201cOh mio dio mia madre \u00e8 cannibale\u201d e \u201cL\u2019invasione degli ultratopi\u201d sono memorabili. Trovo estremamente vitali i pornazzi bavaresi della serie \u201cSchuldmadchen report\u201d. Per\u00f2 mi piacerebbe tanto che fossero anche gli altri a consigliare (o a passare) i film al sottoscritto. Chiudo perci\u00f2 con una confessione: cerco da una vita un paio di titolo che mi sogno giorno e notte e che non ho mai avuto l\u2019onore di vedere: \u201cPovero Cristo\u201d di Pier Carpi con Mino Reitano e \u201cWhite Pop Jesus\u201d con Awana Gana. Chi mi aiuta?<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Matteo Contin<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-20431\" title=\"White Pop Jesus01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/White-Pop-Jesus01.jpg\" alt=\"\" width=\"480\" height=\"753\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>articolo pubblicato su Rapporto Confidenziale numero5\u00a0maggio\u201908 (pagg. 26-28) free downoload\u00a07.5 | 4.8 | anteprima \u00a0 Cinema e spazzatura Intervista a Ciro Ascione di Matteo Contin Ciro Ascione \u00e8 un attento osservatore a cui piace sporcarsi le mani con la materia che studia, uno che ha scritto dei videogiochi quando ancora erano demonizzati e che con il suo ultimo libro (\u201cTroll<\/p>\n","protected":false},"author":25,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[8],"tags":[12901,1899,1167,12902],"class_list":["post-20423","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interviste","tag-ciro-ascione","tag-matteo-contin","tag-trash","tag-trashopolis"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Ciro Ascione - Cinema e spazzatura | Rapporto Confidenziale<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=20423\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Ciro Ascione - Cinema e spazzatura | Rapporto Confidenziale\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"articolo pubblicato su Rapporto Confidenziale numero5\u00a0maggio\u201908 (pagg. 26-28) free downoload\u00a07.5 | 4.8 | anteprima \u00a0 Cinema e spazzatura Intervista a Ciro Ascione di Matteo Contin Ciro Ascione \u00e8 un attento osservatore a cui piace sporcarsi le mani con la materia che studia, uno che ha scritto dei videogiochi quando ancora erano demonizzati e che con il suo ultimo libro (\u201cTroll\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=20423\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Rapporto Confidenziale\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/rapportoconfidenziale\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2008-05-31T17:49:39+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2012-04-05T14:51:09+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/Schuldmadchen-report01.jpg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Matteo Contin\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@RConfidenziale\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@RConfidenziale\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Matteo Contin\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"13 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=20423#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=20423\"},\"author\":{\"name\":\"Matteo Contin\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/49d1d5130ddbeeb78301ceeb8df29874\"},\"headline\":\"Ciro Ascione &#8211; 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