{"id":21013,"date":"2012-04-20T19:28:40","date_gmt":"2012-04-20T17:28:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=21013"},"modified":"2012-09-06T03:08:37","modified_gmt":"2012-09-06T01:08:37","slug":"haiku-sogni-memoria-anima-intervista-a-simone-massi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=21013","title":{"rendered":"Haiku, sogni, memoria, anima. Intervista a Simone Massi"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/simone_massi_cover.jpg\" alt=\"\" title=\"simone_massi_cover\" width=\"620\" height=\"375\" class=\"aligncenter size-full wp-image-21014\" \/><\/p>\n<p><font face=\"Georgia\" style=\"font-size: 16pt\"><b>Haiku, sogni, memoria, anima.<br \/>\nIntervista a Simone Massi<\/b><\/font><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><br \/>\na cura di Alessio Galbiati<\/font><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"right\"><font size=\"2\" face=\"Georgia\"><i>\u00abHo sempre fatto una fatica del diavolo, ho sempre dovuto saper aspettare e armarmi di pazienza, pi\u00f9 o meno santa. In animazione in particolare: dopo tanti anni \u2013 e a dispetto dei premi \u2013 non sono ancora riuscito a far diventare questa mia passione un mestiere. Prima ancora che un disegnatore sono un uomo onesto e questo conta pi\u00f9 che l\u2019avere talento, conta pi\u00f9 di tutto quando mi guardo allo specchio o vado a dormire. Mi piace prendere le mie colpe e me le prendo: ho un carattere schivo, non vado d\u2019accordo con le persone, detesto spostarmi, mi ostino a fare dei film che richiedono anni e non hanno mercato, pi\u00f9 di questo: non so vendere quello che faccio. Non mi propongo, non insisto, non telefono, non sorrido, non stringo mani (men che meno politiche). Una negazione in serie, le mie colpe. Se non dovessero bastare a spiegare perch\u00e9 non mi \u00e8 mai stata data la possibilit\u00e0 di lavorare nel mio Paese, ebbene in quel caso occorrerebbe rivolgersi altrove. Con le mani mai strette finiscono le mie colpe cominciano quelle degli altri\u00bb<\/i><br \/>\n<\/font><font face=\"Georgia\" style=\"font-size: 9pt\">&#8211; Simone Massi<\/font><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\">II giorno 4 maggio 2012 Simone Massi salir\u00e0 sul palco dell&#8217;Auditorium Conciliazione di Roma per ritirare il David di Donatello per il miglior cortometraggio dell&#8217;anno: <i>Dell&#8217;ammazzare il maiale<\/i>. Sar\u00e0 un momento storico per l&#8217;animazione italiana, non era mai successo che un film disegnato si aggiudicasse il premio pi\u00f9 prestigioso del cinema italiano. Simone Massi, marchigiano classe &#8217;70, \u00e8 tutt&#8217;altro che un outsider, egli rappresenta una delle vette della cinematografia italiana dell&#8217;ultimo decennio: attivo da quasi venti anni, ha realizzato 15 film, ottenuto i pi\u00f9 prestigiosi riconoscimenti internazionali e partecipato ad oltre 200 festival in circa 60 paesi. Mai un film d&#8217;animazione era arrivato a tanto, e se si pensa che alle spalle di Massi non c&#8217;\u00e8 nulla tranne il suo tenace ed ostinato lavoro, allora non si pu\u00f2 altro che convenire sul fatto che, davvero, questo riconoscimento \u00e8 storico, e dannatamente meritato. L&#8217;animazione in Italia \u00e8 priva di industria, vive il proprio annozero da oramai qualche decennio, e muoversi in questo scenario desertico \u00e8 quanto di pi\u00f9 complesso si possa immaginare, soprattutto se il proprio linguaggio, la propria arte, \u00e8 resistente ad ogni compromesso, intransigente nella sua pervicace ricerca.<\/p>\n<p>Il cinema di Simone Massi \u00e8 arte, e la sua vita lo strumento per compierla.<\/font><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\"><b>Alessio Galbiati: \u00abIo so chi sono. Io so chi sono. Sono mio nonno e mio padre, ogni faccia che ho visto, pensato e baciato. Io so chi sono. Sono la casa dove sono nato, i posti che ho letto, sognato, le strade i tetti e la terra, chiusi dentro la mia valigia, dentro le nuvole della mia pipa, nel mio bicchiere di vino. Io so chi sono\u00bb. Con queste parole si apriva <i>Io so chi sono<\/i>, primo elemento della tetralogia che nell&#8217;arco di 7 anni hai realizzato come riflessione sulla tua terra (le Marche) e sul mondo contadino. Un precipitarsi, in quattro opere brevi d&#8217;animazione, di immagini-memoria, un <i>amarcord<\/i> disegnato che si conclude, in <i>Dell&#8217;ammazzare il maiale<\/i>, su di un variopinto fagiano che spicca il volo. Quattro cortometraggi: <i>Io so chi sono<\/i> (2004), <i>La memoria dei cani<\/i> (2006), <i>Nuvole, mani<\/i> (2009) e <i>Dell&#8217;ammazzare il maiale<\/i> (2011) che raccontano un&#8217;unica Storia, quella di una terra, di un luogo, di un&#8217;anima profonda, contadina e misteriosa, capace di cristallizzarsi nelle tavole da te realizzate e contenuta nell&#8217;habitat sonoro su di esse modellato. Qual \u00e8 il significato profondo di questo gruppo di quattro opere?<\/b><\/p>\n<p>Simone Massi: Il significato profondo credo che verr\u00e0 fuori un po\u2019 alla volta, anche perch\u00e9 la stessa tetralogia su terra, radici e mondo contadino \u00e8 venuta fuori un poco alla volta e senza che me ne rendessi conto. Non \u00e8 stata una cosa programmata, in questi anni ho realizzato le storie che avevo in mente e che mi premeva raccontare ma solo con <i>Dell\u2019ammazzare il maiale<\/i> ho capito che c\u2019era un filo rosso che le teneva insieme. E questo filo \u00e8 la storia mia, della mia famiglia, della mia terra, \u00e8 rosso per la passione, per le umiliazioni, per il sangue sputato nei campi e nelle officine. <br \/>\nUna volta trovato, con <i>Io so chi sono<\/i>, non potevo far finta di non vederlo: ho dovuto scorrerlo fra le mani e seguirlo per vedere dove portava. Questa che ti do \u00e8 una risposta provvisoria, per il significato profondo che ti preme sapere c\u2019\u00e8 bisogno di tempo.<\/p>\n<p><b>AG: Con quale tecnica hai realizzato <i>Dell&#8217;ammazzare il maiale<\/i> e come sei giunto a questa modalit\u00e0 di realizzazione cos\u00ec potente dal punto di vista visivo, estremamente faticosa, eroica (se mi concedi), dal punto di vista creativo? Quanto tempo hai impiegato?<\/b><\/p>\n<p>SM: <i>Dell\u2019ammazzare il maiale<\/i> \u00e8 stato realizzato in un anno e mezzo e con la stessa tecnica dei due lavori che lo precedono: pastelli a olio su carta graffiati con strumenti da incisione. A questa tecnica ci sono arrivato per caso e per volont\u00e0, provando e cercando finch\u00e9 8 anni fa ho finalmente trovato. Dal 2004 disegno in questa maniera ed \u00e8 diventato il mio marchio di fabbrica. E\u2019 come dici tu: un lavoro fisico, una tecnica che mi costa molta fatica, per\u00f2 il segno \u00e8 potente e giusto per le storie che racconto: \u00e8 il mio segno, e allora va bene, cerco di portarlo avanti.<\/font><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"619\" height=\"315\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/embed\/lni1180rSWk\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe><font face=\"Arial\" size=\"2\"><\/p>\n<p><b>AG: Quest&#8217;intervista \u00e8 fatta a poche ore dall&#8217;annuncio della tua vittoria ai David di Donatello 2012 per il miglior cortometraggio con <i>Dell&#8217;ammazzare il maiale<\/i>. Che sensazioni provoca in te questo importantissimo riconoscimento? Quali reazioni alla luce di una carriera artigiana ed autarchica, isolata ma conosciuta in tutto il mondo, alla luce soprattutto dell&#8217;autodefinizione di animatore resistente?<\/b><\/p>\n<p>SM: Il David di Donatello assomiglia pi\u00f9 a un sogno che a un premio: al punto che fino al 2010 non ho mai osato partecipare. Quando mi \u00e8 arrivata la notizia non capivo, anche perch\u00e9 quel giorno dovevano essere annunciate le nomination e non i vincitori, ma poi ho capito che era vero e mi sono passate per la testa tante immagini, tanti pensieri. C\u2019\u00e8 stata anche molta rabbia, per tutte le amarezze che hanno attraversato questi miei quasi vent\u2019anni di carriera e che mi sono passate davanti agli occhi tutte insieme. All\u2019annuncio del David ho provato spaesamento, gioia, rabbia, e infine una grande stanchezza. Mi sono dovuto fermare un giorno e mezzo, poi ho ripreso a lavorare a testa bassa. Quello che faccio \u00e8 un mestiere molto difficile, somiglia a una maratona: sono partito tanti anni fa ed ho cominciato a scalare posizioni fino ad arrivare davanti ma a spingermi avanti pi\u00f9 del talento sono state la determinazione e la rabbia. Io pi\u00f9 degli altri ho la determinazione e la rabbia e nel momento in cui mi fermo sono perduto. Per uno come me che non ha alle spalle padroni e padrini l\u2019unica maniera per andare avanti \u00e8 quella di non ascoltare nessuno e continuare a correre.<\/p>\n<p><b>AG: L&#8217;ambiente sonoro ha nei tuoi lavori un&#8217;importanza fondamentale, mi da l&#8217;impressione di funzionare come un&#8217;eco di ci\u00f2 che si muove fuori campo, fuori dalle immagini da te disegnate. Nei tuoi ultimi tre lavori hai collaborato a quest&#8217;aspetto delle tue opere con Stefano Sasso, quali sono state le linee di sviluppo sonoro attraverso le quali siete giunti al risultato finale?<\/b><\/p>\n<p>SM: Quello che chiedo a Stefano Sasso \u00e8 esattamente questo, disegnare con i suoni quello che nello schermo non c\u2019\u00e8, creare delle suggestioni e talvolta un effetto straniante. Il metodo \u00e8 sempre lo stesso: do a Stefano una lista con i suoni che ho in testa e lui inizia a cercarli. Mentre io porto avanti l\u2019animazione lui parallelamente lavora alle tracce, mi spedisce il materiale e io gli dico cosa va e cosa non va e si procede cos\u00ec nei mesi, in un lavoro che via-via si sgrezza e si fa definitivo. Lo straordinario di Sasso \u00e8 che riesce sempre a dare una forma alla mia idea di suono, a creare una colonna sonora sempre superiore a quello che avevo immaginato.<br \/>\nStefano Sasso \u00e8 uno dei miei pochissimi collaboratori, un professionista esemplare che mi ha permesso di attuare quella rivoluzione sonora che avevo in mente nel 2004, quando ho cominciato a lavorare a <i>La memoria dei cani<\/i>. Da allora abbiamo fatto parecchia strada insieme e ormai ci intendiamo al volo: posso dire che siamo una coppia molto solida, granitica.<\/font><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"619\" height=\"420\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/embed\/PoOCzmTKLRc\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe><font face=\"Arial\" size=\"2\"><\/p>\n<p><b>AG: Il procedere della narrazione \u00e8 nei tuoi lavori assai simile ad un flusso di coscienza, una ricombinazione incassante, senza stacchi all&#8217;interno di un unico piano sequenza, di elementi che mutuano. Nella tetralogia conclusa con <i>Dell&#8217;ammazzare il maiale<\/i> c&#8217;\u00e8 sempre un bambino che osserva il mondo, ci sono sempre delle porte, anzi ogni cosa \u00e8 una porta, uno spazio limite fra la propria casa ed il mondo esterno. Si procede invariabilmente dal noto all&#8217;ignoto. Un funzionamento narrativo prossimo al sogno, un&#8217;onirica esplorazione di un inconscio, il tuo?<\/b><\/p>\n<p>SM: Pu\u00f2 essere che si tratti di un&#8217;esplorazione del mio inconscio, non ci ho mai pensato ma \u00e8 un\u2019idea che mi piace molto. Ad ogni modo \u00e8 giusto: quello che provo a fare in animazione \u00e8 avvicinarmi a delle \u201cporte\u201d che mi permettono di andare avanti e di girare in tondo, di costruire i miei piccoli haiku. L\u2019animazione per me ha un senso solo se esplora strade e forme diverse rispetto al cinema di finzione e documentaristico, e io cerco semplicemente di mettere in animazione quello che mi piace e mi preme: gli haiku, i sogni, la memoria, l\u2019anima. <\/p>\n<p><b>AG: Stai gi\u00e0 lavorando a nuovi cortometraggi d&#8217;animazione, o pi\u00f9 in generale quali saranno i prossimi passi dalla tua carriera artistica?<\/b><\/p>\n<p>SM: Ho un progetto per un nuovo cortometraggio, un\u2019idea che da un anno vagabonda e prende porte in faccia dai produttori. Per me niente di nuovo, \u00e8 stata la regola da quando ho cominciato a fare animazione. Ora, con il David, salteranno fuori i primi trabocchetti e dovr\u00f2 tenere gli occhi bene aperti. Voglio andare avanti, ma alla maniera mia, libero, senza condizionamenti e senza farmi fregare. La memoria \u00e8 buona, la fermezza non mi ha mai fatto difetto.<\/p>\n<p>\n<i>Aprile 2012<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\"><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/simone_massi_white.jpg\" alt=\"\" title=\"simone_massi_white\" width=\"620\" height=\"317\" class=\"aligncenter size-full wp-image-21015\" \/><\/p>\n<p><b>Simone Massi<\/b> nasce a Pergola (Pesaro-Urbino) nel maggio 1970, piccola localit\u00e0 nelle Marche in cui ancora vive. Ex-operaio, di origine contadina, ha studiato Cinema di Animazione alla Scuola d\u2019Arte di Urbino. Animatore indipendente, dal 1995 anni sta cercando &#8211; in maniera pulita &#8211; di fare diventare la sua passione per il disegno un mestiere. Nonostante le difficolt\u00e0 ha ideato e realizzato (da solo e interamente a mano) quindici film di animazione che sono stati mostrati in 60 Paesi dei 5 Continenti ed hanno raccolto oltre 200 premi. <br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.simonemassi.it\">simonemassi.it<\/a><\/font><\/font><\/p>\n<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\"><b>Filmografia<\/b><\/p>\n<p>1995 \u2022 <b>Immemoria<\/b> | 1&#8242;<br \/>\n1995 \u2022 <b>In aprile<\/b> | 2&#8242;<br \/>\n1995 \u2022 <b>Millennio<\/b> | 2&#8242;<br \/>\n1996 \u2022 <b>Racconti<\/b> | 2&#8242;<br \/>\n1996 \u2022 <b>Niente<\/b> | 2&#8217;30\u201d<br \/>\n1997 \u2022 <b>Keep on! Keepin&#8217; on!<\/b> | 3&#8242;<br \/>\n1999 \u2022 <b>Adombra<\/b> | 11&#8242;<br \/>\n96-97-01 \u2022 <b>Il giorno che vidi i sorci verdi<\/b> | 1&#8242;-3&#8242;-3&#8217;30\u201d<br \/>\n2001 \u2022 <b>Pittore, aereo<\/b> | 4&#8242;<br \/>\n2001 \u2022 <b>Tengo la posizione<\/b> | 4&#8242;<br \/>\n2003 \u2022 <b>Piccola mare<\/b> | 4&#8242;<br \/>\n2004 \u2022 <b>Io so chi sono<\/b> | 3&#8242;<br \/>\n2006 \u2022 <b>La memoria dei cani<\/b> | 8&#8242;<br \/>\n2009 \u2022 <b>Nuvole, mani<\/b> | 8&#8242;<br \/>\n2011 \u2022 <b>Dell&#8217;ammazzare il maiale<\/b> | 6&#8242;<\/font><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\"><b>Bibliografia<\/b><\/p>\n<p>\u2022 <b>Poesia Bianca &#8211; Il cinema di Simone Massi<\/b> (2010, Roberto Della Torre, a cura di, Fondazione Cineteca Italiana \u2013 dvd+libro)<br \/>\n\u2022 <b>Una casa, un rifugio, un diario<\/b> (2010, Eleonora Bartolacci Barberini, ANPI) <br \/>\n\u2022 La casa sull&#8217;altura (2011, Nino De Vita, Orecchio Acerbo) <br \/>\n\u2022 <b>Torino<\/b> (2011, Edmondo De Amicis, ECRA) <br \/>\n\u2022 <b>Roma<\/b> (2011, Edmondo De Amicis, ECRA) <br \/>\n\u2022 <b>Firenze<\/b> (2012, Edmondo De Amicis, ECRA)<\/font><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/ammazzareilmaiale_massi.jpg\" width=\"300\" height=\"180\"><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\"><b><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=21232\">Dell&#8217;ammazzare il maiale<\/a><\/b><br \/>\na cura di Alessio Galbiati<\/font><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><font face=\"Arial\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/simone_massi_01.jpg\" width=\"300\" height=\"201\"><\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\"><b><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=21219\">Simone Massi. Bio\/filmografia<\/a><\/b><br \/>\na cura di Camilla Cacciari<\/font><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=21013\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/simone_massi_cover.jpg\" width=\"300\" height=\"181\"><\/a><\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\"><b><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=21013\">Haiku, sogni, memoria, anima. Intervista a Simone Massi<\/a><\/b><br \/>\na cura di Alessio Galbiati<\/font><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=21002\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/simonemassi_film.jpg\" width=\"300\" height=\"218\"><\/a><\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\"><b><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=21002\">Simone Massi | 4 cortometraggi<\/a><\/b><br \/>\nLa memoria dei cani + Io so chi sono + Piccola mare + Tengo la posizione<\/font><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Haiku, sogni, memoria, anima. Intervista a Simone Massi a cura di Alessio Galbiati &nbsp; \u00abHo sempre fatto una fatica del diavolo, ho sempre dovuto saper aspettare e armarmi di pazienza, pi\u00f9 o meno santa. 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