{"id":228,"date":"2008-10-19T22:16:09","date_gmt":"2008-10-19T20:16:09","guid":{"rendered":"http:\/\/confidenziale.wordpress.com\/?p=228"},"modified":"2011-12-24T14:12:12","modified_gmt":"2011-12-24T13:12:12","slug":"l%e2%80%99avventurosa-storia-della-american-international-pictures-01","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=228","title":{"rendered":"L\u2019avventurosa storia della American International Pictures. #01"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/confidenziale.files.wordpress.com\/2008\/10\/aip.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-229\" title=\"aip\" src=\"http:\/\/confidenziale.files.wordpress.com\/2008\/10\/aip.jpg\" alt=\"\" width=\"270\" height=\"143\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/aip.jpg 459w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/aip-300x158.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 270px) 100vw, 270px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size:xx-small;font-family:Verdana;\"><strong><span style=\"background-color:#000000;\"><span style=\"color:#ffffff;\">articolo pubblicato su <\/span><a href=\"http:\/\/confidenziale.wordpress.com\/2008\/01\/09\/rapporto-confidenziale-numerouno-gennaio-2008\/\"><span style=\"color:#ffffff;\">Rapporto Confidenziale &#8211; numerouno<\/span><\/a><span style=\"color:#ffffff;\">, gennaio 2008 (pag.29-30). Con le recensioni (a cura di Roberto Rippa) dei film: &#8220;House of Usher&#8221; di Roger Corman (USA\/1960) e &#8220;X&#8221; di Roger Corman (USA\/1963)<\/span><\/span><br \/>\ndownload. <a href=\"http:\/\/confidenziale.files.wordpress.com\/2008\/01\/rapportoconfidenziale_numerouno_high.pdf\">7.4MB<\/a><\/strong> ||| <strong><a href=\"http:\/\/confidenziale.files.wordpress.com\/2008\/01\/rapportoconfidenziale_numerouno_low.pdf\">3.6MB<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\"><span style=\"font-size:xx-small;font-family:Verdana;\"><strong>Rane assassine, bellezze da spiaggia, topi giganti, mostri preistorici, scienziati pazzi e eroi neri: l\u2019avventurosa storia della American International Pictures. di Roberto Rippa<\/strong><br \/>\nSono gli anni \u201840 quando Samuel Z. Arkoff, giovane avvocato attivo nelle retrovie di Hollywood (rappresenta, tra le altre, persone appartenenti alla cerchia di Ed Wood Jr.) incontra James H. Nicholson, allora impiegato in una casa di produzione di serie B di nome Realart Pictures, per una causa intentata da un cliente di Arkoff alla casa di produzione. L\u2019avvocato viene conquistato dalla ritrosia di Nicholson a risarcire il danno causato al suo cliente (1) e nel tempo nasce l\u2019idea di fondare con lui una casa di produzione specializzata in film a basso costo.<br \/>\nNel 1954 fondano la American Releasing Corporation, cui si aggiunge il giovane produttore Roger Corman. L\u2019anno seguente, la casa di produzione viene ribattezzata American International Pictures e il suo ambito di azione, la produzione di pellicole a basso costo fortemente di genere destinate in gran parte ai drive-in e, comunque, al pubblico pi\u00f9 giovane, viene suggerito e definito dai proprietari delle sale, cui Arkoff si rivolge per avere suggerimenti sui buchi presenti nell\u2019offerta al pubblico.<br \/>\nPrima casa di produzione a effettuare sondaggi per conoscere in anticipo ci\u00f2 che gli spettatori pi\u00f9 giovani avrebbero voluto vedere sullo schermo, la American International Pictures \u00e8 una realt\u00e0 consolidata e un\u2019impresa fruttuosa sin dai primi anni \u201960 grazie ai film di Roger Corman e quelli della serie \u201cBeach Party\u201d (2) diretti da William Asher (regista della sitcom \u201cBewitched\u201d \u2013 la nostra \u201cVita da strega\u201d) con Frankie Avalon e Annette Funnicello (3) e l\u2019equivalente invernale, diretto da Alan Rafkin, \u201cSki Party\u201d (1965), noto per l\u2019apparizione che vi fa James Brown.<br \/>\nRoger Corman, abbandonati i western degli esordi, si lancia nella regia di film di fantascienza a bassissimo costo prima di iniziare, nel 1960 con \u201cHouse of Usher\u201d, una lunga serie di film di grande successo tratti da Edgar Allan Poe, spesso con Vincent Price protagonista, proponendo cos\u00ec la A.I.P. come antagonista, nel genere horror e gotico, della inglese Hammer (4).<br \/>\nSempre pronta a accogliere le novit\u00e0 del tempo e rapida, grazie ai ristretti tempi di lavorazione, nel seguire i desideri del pubblico, si specializza anche in film legati alla cultura psichedelica e hippy. Alcuni titoli di questa corrente: \u201cThe Trip\u201d (5) diretto nel 1967 da Roger Corman, \u201cX: The Man with X-Ray Eyes\u201d (1963, sempre di Corman), \u201cWild in the Streets\u201d (1968, di Barry Shear), \u201cPsych-Out\u201d (1968, di Richard Rush) nonch\u00e9 il curioso \u201cGas! -Or- It Became Necessary to Destroy the World in Order to Save It\u201d (Roger Corman, 1971). Nel 1971, Corman lascia la A.I.P., e la regia, per dedicarsi in prima persona alla produzione attraverso la neo-fondata New World (in seguito Concorde) grazie anche all\u2019esperienza acquisita nel lavorare con bassi budget.<br \/>\nNei primi anni \u201970, la A.I.P. \u00e8 tra i precursori del genere blaxploitation grazie a pellicole come \u201cCoffy\u201d, \u201cFoxy Brown\u201d (6), \u201cBlack Caesar\u201d, \u201cBlacula\u201d e numerosi altri.<br \/>\nNon viene trascurato nemmeno il filone dedicato agli animali assassini, i cui esempi pi\u00f9 fulgidi prodotti dalla A.I.P. sono quelli diretti da Bert I. Gordon e tratti liberamente da H.G. Wells come \u201cThe Food of the Gods\u201d (1976), con i suoi topi giganti, e \u201cEmpire of the Ants\u201d (1977) in cui un manipolo di termiti abnormi ruba la scena a Joan Collins.<br \/>\nLa A.I.P. \u00e8 anche attiva nella distribuzione, principalmente di pellicole di genere giapponesi e di film europei (6) ma offre anche la possibilit\u00e0 a numerosi giovani registi, oggi considerati maestri del cinema, di cimentarsi nelle loro prime prove. Tra loro, Martin Scorsese (\u201cBoxcar Bertha\u201d, 1972), Brian De Palma (\u201cSisters\u201d, 1973), Oliver Stone (\u201cSeizure\u201d, 1974) e Woody Allen (\u201cWhat\u2019s Up, Tiger Lily?\u201d, 1966).<br \/>\nNicholson muore nel 1972 lasciando Arkoff solo alla testa della A.I.P. che, alla fine degli anni \u201970, si dedica alla produzione di film sempre di genere ma pi\u00f9 costosi e destinati a un pubblico pi\u00f9 ampio come \u201cThe Amityville Horror\u201d, \u201cMeteor\u201d, \u201cForce 10 from Navarone\u201d e \u201cMad Max\u201d. Gli ingenti costi di produzione di questi ultimi, talvolta non compensati dai ricavi al botteghino, contribuiscono a mandare in crisi la casa di produzione, che nel 1978 viene venduta da Arkoff, non pi\u00f9 interessato a lavorare nel campo, alla Filmways, acquisita in seguito dalla Orion Pictures Corporation.<br \/>\nCon l\u2019acquisizione della Orion Pictures da parte della M.G.M., il suo catalogo diventa di propriet\u00e0 della casa del leone ruggente (oggi acquisita a sua volta dalla Fox).<br \/>\nCaso tra i pochi al mondo di casa di produzione fortemente identificata nel cinema di genere, nel senso pi\u00f9 ampio del termine, il suo nome rimane noto nel mondo intero da pi\u00f9 generazioni per l\u2019ingente quantit\u00e0 di pellicole prodotte, che ancora oggi sono sinonimo di un cinema s\u00ec ingenuo e fortemente commerciale, ma anche di un cinema artigianale capace di offrire grande divertimento a basso costo, come anni fa quando venivano presentati accoppiati nei drive-in (e oggi in DVD).<br \/>\nNel 2001, Eamon Harrington e John Watkin hanno diretto il documentario \u201cIt Conquered Hollywood! The Story of American International Pictures\u201d.<\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\"><span style=\"font-size:xx-small;font-family:Verdana;\"><strong>Note:<\/strong><br \/>\n(1) Il cliente di Arkoff aveva spedito alla Realart il soggetto per un film da intitolare \u201cThe Atomic Monster\u201d. La Realart, specializzata nella riedizione di vecchi film, fece uscire il film \u201cMan Made Monster\u201d di George Waggner proprio con il titolo \u201cThe Atomic Monster\u201d. Da qui la causa intentata da Arkoff, per il suo cliente, alla casa di produzione.<br \/>\n(2) I titoli della serie sono: \u201cBeach Party\u201d (1963), \u201cMuscle Beach Party\u201d (1964, noto anche per il fatto che vi compare, gi\u00e0 in qualit\u00e0 di cantante, un giovanissimo Stevie Wonder, accreditato come Little Stevie Wonder), \u201cBikini Beach\u201d (1964), \u201cPajama Party\u201d (1964), \u201cBeach Blanket Bingo\u201d (1965), \u201cHow to Stuff a Wild Bikini\u201d (1965), \u201cThe Ghost in the Invisible Bikini\u201d (1966), tutti diretti da William Asher, ad eccezione di \u201cPajama Party\u201d, diretto da Don Weis.<br \/>\n(3) La coppia formata da Frankie Avalon e Annette Funnicello verr\u00e0 proposta anche in \u201cDr. Goldfoot and the Bikini Machine\u201d (Norman Taurog, 1965), \u201cFireball 500\u201d (William Asher, 1966) e nel citato \u201cSki Party\u201d (Alan Rafkin, 1965).<br \/>\n(4) Tra le pellicole dirette da Roger Corman e prodotte dalla American International Pictures, prima che il regista decidesse di prodursi da solo, si trovano: \u201cHouse of Usher\u201d (1960), \u201cBloody Mama\u201d (1970), \u201cThe Haunted Palace\u201d (1963), \u201cMachine Gun Kelly\u201d (1958), \u201cPit and the Pendulum\u201d (1961), \u201cPremature Burial\u201d (1962), \u201cThe Raven\u201d (1963), \u201cTales of Terror\u201d (1962), \u201cThe Tomb of Ligeia\u201d (1964), \u201cThe Wild Angels\u201d (1966), \u201cThe Trip\u201d e \u201cX\u201d (1963).<br \/>\n(5) Il film, scritto da Jack Nicholson, racconta di Paul Groves (Peter Fonda), impiegato in una rete televisiva, che si trova a dover affrontare una crisi personale cui non \u00e8 estraneo l\u2019abbandono da parte di sua moglie Sally (Susan Strasberg). Chiede quindi aiuto al suo amico John (Bruce Dern), guru dell\u2019LSD, che lo guida nel suo primo \u201ctrip\u201d.<br \/>\nNel film, non accreditato, lavora anche Dennis Hopper come regista della seconda unit\u00e0.<br \/>\n(6) \u201cCoffy\u201d e il suo seguito non ufficiale \u201cFoxy Brown\u201d, entrambi diretti da Jack Hill, hanno come protagonista Pam Grier, tuttora il volto pi\u00f9 famoso del genere. Trasferitasi dal Colorado alla California in seguito a una delusione d\u2019amore, abbandonando cos\u00ec anche il progetto di laurearsi in medicina, Pam Grier approda giovanissima a Los Angeles, dove si paga i corsi di recitazione dividendosi tra cinque diversi lavori, tra cui quello di segretaria presso la Agency for the Performing Arts il mattino e quello presso la American International Pictures il pomeriggio.<br \/>\nLa sua carriera come attrice ha inizio nel 1971, quando Roger Corman la lancia nei film da lui prodotti con la sua New World \u201cThe Big Doll House\u201d (1971) e \u201cThe Big Bird Cage\u201d (1972), entrambi di ambientazione carceraria.<br \/>\nLa sua forte presenza le porta un contratto di cinque anni con Samuel Z. Arkoff e la American International Pictures, che la eleva a protagonista di diversi film d\u2019azione come \u201cBlack Mama, White Mama\u201d (1972), \u201cCoffy\u201d (1973), \u201cScream Blacula Scream\u201d (1973, seguito di \u201cBlacula\u201d dell\u2019anno precedente), \u201cFoxy Brown\u201d (1974, seguito non ufficiale di \u201cCoffy\u201d), \u201cFriday Foster\u201d (1975) e \u201cSheba Baby\u201d (1975). Nel 1997 Quentin Tarantino la sceglie come protagonista del suo \u201cJackie Brown\u201d, che gi\u00e0 nel titolo omaggia il pi\u00f9 famoso film blaxploitation che l\u2019aveva vita protagonista trent\u2019anni prima.<br \/>\n(7) Tra i numerosi film europei distribuiti negli Stati Uniti dalla compagnia, ci sono gli italiani \u201cLa fine dell\u2019innocenza\u201d (1976, Massimo Dallamano), \u201cUltimo mondo cannibale\u201d (1977, Ruggero Deodato), \u201cTentacoli\u201d (1977, di Ovidio G. De Assonitis) \u201cHolocaust 2000\u201d (1977, Alberto De Martino), \u201cL\u2019umanoide\u201d (1977, Aldo Lado), lo spagnolo \u201c\u00bfQui\u00e9n puede matar a un ni\u00f1o?\u201d (1976, Narciso Ib\u00e1\u00f1ez Serrador) ma anche \u201cLa dolce vita\u201d (1960) di Federico Fellini.<\/span><\/p>\n<p><strong>Fonti: <\/strong>Mark Thomas McGee, \u201cFast and Furious: The Story of American International Pictures\u201d (McFarland &amp; Company, USA, 1995); Jesse Algeron Rhines, \u201cBlack Film\/White Money\u201d (Rutgers University Press, USA, 1996); Andres Chavez, Denise Chavez, Gerald Martinez, \u201cWhat It Is&#8230; What It Was!; The Black Film Explosion of the \u201870s in Words and Pictures\u201d (Miramax Books, USA, 1998); Roger Corman, \u201cCome ho fatto cento film a Hollywood senza mai perdere un dollaro\u201d (Lindau, Italia, 1998); IMDb.\n<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size:xx-small;font-family:Verdana;\"><strong><span style=\"color:#ffffff;\"><span style=\"background-color:#000000;\">articolo pubblicato su Rapporto Confidenziale &#8211; numerouno, gennaio 2008 (pag.29-30). Con le recensioni (a cura di Roberto Rippa) dei film: &#8220;House of Usher&#8221; di Roger Corman (USA\/1960) e &#8220;X&#8221; di Roger Corman (USA\/1963)<\/span><\/span><br \/>\ndownload. <a href=\"http:\/\/confidenziale.files.wordpress.com\/2008\/01\/rapportoconfidenziale_numerouno_high.pdf\">7.4MB<\/a><\/strong> ||| <strong><a href=\"http:\/\/confidenziale.files.wordpress.com\/2008\/01\/rapportoconfidenziale_numerouno_low.pdf\">3.6MB<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>articolo pubblicato su Rapporto Confidenziale &#8211; numerouno, gennaio 2008 (pag.29-30). Con le recensioni (a cura di Roberto Rippa) dei film: &#8220;House of Usher&#8221; di Roger Corman (USA\/1960) e &#8220;X&#8221; di Roger Corman (USA\/1963) download. 7.4MB ||| 3.6MB Rane assassine, bellezze da spiaggia, topi giganti, mostri preistorici, scienziati pazzi e eroi neri: l\u2019avventurosa storia della American International Pictures. di Roberto Rippa<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[72],"tags":[15,23,24,31,32,36,40,67,79,87,111,130,135,157,235,239,252,262,268,308],"class_list":["post-228","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-critica","tag-aip","tag-american-international-pictures","tag-american-releasing-corporation","tag-arkoff","tag-asher","tag-beach-party","tag-blaxploitation","tag-corman","tag-de-palma","tag-ed-wood","tag-funnicello","tag-hammer","tag-house-of-usher","tag-james-h-nicholson","tag-orion-pictures","tag-pam-grier","tag-rafkin","tag-roberto-rippa","tag-scorsese","tag-woody-allen"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>L\u2019avventurosa storia della American International Pictures. #01 | Rapporto Confidenziale<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=228\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"L\u2019avventurosa storia della American International Pictures. #01 | Rapporto Confidenziale\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"articolo pubblicato su Rapporto Confidenziale &#8211; numerouno, gennaio 2008 (pag.29-30). 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