{"id":23148,"date":"2012-07-17T14:43:17","date_gmt":"2012-07-17T12:43:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=23148"},"modified":"2012-07-18T07:48:56","modified_gmt":"2012-07-18T05:48:56","slug":"en-lektion-i-karlek-lezione-damore-ingmar-bergman","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=23148","title":{"rendered":"En lektion i k\u00e4rlek (Lezione d&#8217;amore) > Ingmar Bergman"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-23145\" title=\"Lezione d'amore01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/Lezione-damore011.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"446\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/Lezione-damore011.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/Lezione-damore011-300x215.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><br \/>\n<span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Si apre (e si chiude) sull\u2019immagine di un carillon che rappresenta una donna contesa tra due uomini questa \u201ccommedia per adulti\u201d di Ingmar Bergman. La sua prima, legata a modelli sofisticati e <strong>screwball<\/strong> americani, con i due protagonisti del terzo episodio comico di <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=22436\"><strong>Donne in attesa<\/strong><\/a>. Si d\u00e0 subito l&#8217;avvertimento che \u201cpoteva essere una tragedia, ma tutto si risolse in bene\u201d. L\u2019umorismo come sentimento del contrario, e pure un profondo atto di umilt\u00e0 da parte del cineasta, un piegarsi alle leggi non scritte dell\u2019esistenza: quelle a cui possono dar voce solo gli artisti o i saggi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Una voce fuori campo sottolinea infatti che \u201cn\u00e9 l\u2019autore n\u00e9 i protagonisti impartiscono questa lezione d\u2019amore, ma la vita coi suoi piccoli trucchi e le sue complicazioni\u201d. I destinatari, sempre a detta della voce, sono gli inesperti, insinuando subito il dubbio che ciascuno lo sia. La commedia, il disquisire sono quindi futili (inutili?), perch\u00e9 la condizione di adulto non appartiene a nessuno. Persino quando subentra la vecchiaia, con i suoi distacchi e le sue (relative) saggezze, che certo permettono di dare uno sguardo sulle cose pi\u00f9 lucido e pi\u00f9 vero.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Il padre (Olof Winnerstrand) del protagonista David (Gunnar Bj\u00f6rnstrand), festeggiato per i suoi 73 anni, rivela alla nipote Nix (Harriet Andersson) qualche segreto sulla vita, esprimendo contemporaneamente i suoi dubbi. L\u2019uomo dichiara d\u2019ignorare quanto la terrena esistenza, prodiga di qualche indicazione per l\u2019uso solo alla fine del suo percorso, possa essere o no il principio, il preludio di qualcos\u2019altro: una vita eterna, al-di-l\u00e0. Il sapere, l\u2019ottimismo diventano contemporaneamente disincanto. Il senso della vita si rivela un non-senso, ragion per cui la riduzione dei \u201csoliti\u201d temi esistenziali in \u201cfarsa\u201d finisce per assumere le valenze di una &#8220;resa&#8221;. Forma come contenuto. La constatazione di quanto sia ridicola la vita, quanto inutile l\u2019arrovellarsi su di essa. \u201cN\u00e9 l\u2019amore n\u00e9 l\u2019erotismo sono idiozie. Ma praticare l\u2019erotismo \u00e8 un\u2019occupazione per babbuini\u201d dir\u00e0 David. E\u2019 riferito anche all\u2019esistenza, difatti paragonata alla donna, quindi all\u2019eros.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Dietro il personaggio dell\u2019anziano c\u2019\u00e8 un\u2019anticipazione del professore de <strong>Il posto delle fragole<\/strong>, il cui ping-pong mnemonico viene invece affidato al figlio. E poich\u00e9 ad essere analizzate sono soprattutto le scene di un matrimonio (piccola, riassuntiva frazione delle scene di una vita), alcuni flashback hanno il punto di vista della consorte, partono da Marianne, Maria pi\u00f9 Anna. In un solo nome le contrapposizioni di pensiero e comportamento delle due donne di <strong>Donne in attesa<\/strong>: grazia (e remissione) congiunta a ribellione (e fluttuare del pensiero). La stessa Eva Dalhbeck del successivo <strong>Sogni di donna<\/strong>, costeggiante il pericolo tra la scelta degli opposti \u201caperto\u201d e \u201cchiuso\u201d che il treno su cui viaggia le indicher\u00e0. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Anche qui svolge un ruolo preponderante il treno, tipizzato, anche per via dei Lumi\u00e9re, come riflesso e auto-riflesso del cinema. Rifugio bergmaniano, metafora metalinguistica del proprio lavoro di cineasta alle prese con i propri fantasmi. Ivi compresi, ulteriore riflesso, quegli stessi del cinema. La forma commedia, si \u00e8 detto, pi\u00f9 propriamente hollywoodiana, a differenze delle successive. L\u2019idea concettuale, madre di tutte le gag, dell\u2019innaffiatore innaffiato, seduttore sedotto e traditore tradito. Demonio messo in crisi dall\u2019angelo. Bergman svela la propria umilt\u00e0 con un\u2019apparizione hitchcockiana sul treno, attestante quanto lui stesso, passeggero come gli altri, possa essere implicato nelle medesime questioni che tratta. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Il film riprende poi la struttura di un\u2019opera precedente, <strong>Sete<\/strong>, caratterizzata anch\u2019essa da notevoli (e brillanti) aperture alla commedia USA, e la cui narrazione orchestrata a pi\u00f9 voci pone le basi dell\u2019impianto polifonico con nevrosi annesse del Woody Allen a venire. Allievo dichiarato e citazionista di Ingmar Bergman. <strong>Una lezione d\u2019amore<\/strong>, con il suo innesto psicanalitico e filosofico all\u2019interno dello scatto ritmico della commedia cinematografica \u00e8 pi\u00f9 debitore di Hawks e Cukor che non di Shakespeare o Marivaux, come nel caso del successivo <strong>Sorrisi di una notte d\u2019estate<\/strong>, pi\u00f9 \u201cnobilmente\u201d europeo, classico, di scuola teatrale. Inventa un modello di commedia intellettuale (assai diffuso due o tre decenni dopo) che, senza fratture stilistiche, applica un punto di vista ilare a grandi interrogativi esistenziali espliciti. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Nei dialoghi scritti con maestria, nei tempi comici d\u2019impeccabile musicalit\u00e0, l\u2019autore innerva d\u2019inquietudini e dubbi lo humour. Mentre le zone d\u2019ombra (l\u2019alcolismo e la solitudine del personaggio di Carl-Adam; la problematica androginia dell\u2019adolescente Nix; l\u2019acqua che, in altri contesti bergmaniani, evocava l\u2019atto di suicidio: qui soltanto una battuta sul medesimo argomento) si stemperano (o si rafforzano) in una forma comica affrontata con sorprendente competenza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Bergman fraziona e friziona il suo stesso smarrimento esistenziale in una serie di personaggi diversi, uomini, donne, amanti, adolescenti ribelli e anziani alla fine del percorso di vita. Un metodo di confronto tra differenti \u201cio\u201d, che gli consente di sposare (soprattutto comprendere) pi\u00f9 punti di vista, fluttuare libero tra le opposte ma spesso complementari risposte che si possono dare al mistero dell\u2019esistenza, qui, come altrove, costantemente postulato. Sennonch\u00e9 l\u2019inesperto, apprendista della vita, diventa lo stesso autore, che svela l\u2019atto di creazione (e di una creazione che diverta lui e gli altri) come azione cognitiva, inquietudine profonda <em>umilmente<\/em> trasformata in altro. In questo caso, come si \u00e8 visto, la risposta traduce vitalisticamente e radicalmente il tragico in comico. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">L\u2019altro uomo, il terzo incomodo, volteggiante attorno alla coppia, diventa l\u2019elemento di messa in crisi e di inquietudine, non distante da ci\u00f2 che nei film drammatici rappresenta la Morte (e una morte che, avendo le fattezze di un clown, incarna di nuovo il ridicolo dell\u2019esistenza, o la sua ambivalenza tra l\u2019essere e il non essere). Stuzzica e rende vitale un binomio chiuso in un\u2019arida presunzione di perfezione, qualcosa di peggiore rispetto agli scossoni senza i quali l\u2019amore, e non soltanto l\u2019amore, languisce. Sterilit\u00e0 a cui viene contrapposto un femminile simbolico (oltre che fisico, biologico), assai pi\u00f9 sfumato, ma pure incomprensibile, ineffabile. Crudele e capriccioso. La donna, come si \u00e8 detto, diventa \u201cla vita stessa con tutto ci\u00f2 che comporta in delizie e inganni\u201d. Si ipotizza persino che \u201cforse anche Dio sia una donna\u201d (e che la donna fu creata per prima), fermo restando che, come dir\u00e0 l\u2019anziano genitore di David, la vita stessa \u00e8 Dio. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Comprendere la donna \u00e8 quindi comprendere la vita e Dio, senza disdegnarne gli inganni che essa inevitabilmente riserva. L\u2019atto di accettazione dei limiti dell\u2019esistenza era stato gi\u00e0 cupamente esplorato nel precedente, disperato <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=22722\"><strong>Una vampata d\u2019amore<\/strong><\/a>. Anche qui, come in quell\u2019apparentemente lontanissimo risultato, abbiamo una coppia in crisi (David e Marianne) su cui incombe l\u2019archetipo minaccioso del tradimento originale (loro stessi hanno tradito l\u2019amico comune Carl-Adam, con il quale Marianne aveva una relazione, finita un attimo prima di celebrare il loro matrimonio). Ma stavolta l\u2019implacabile condanna a essere contagiati dal male, cio\u00e8 dal cambiamento che costituisce un preludio alla morte (la morte simbolica della trasformazione, quella fisica del trapasso), viene ridimensionata in una legge di natura su cui non si pu\u00f2 far altro che ridere. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">All\u2019inquieta nipote Nix, triste per i cambiamenti dell\u2019adolescenza, per il suo essere diventata donna, quando mentalmente vive ancora come fosse un indifferenziato ragazzo (mediante l\u2019 omaggio alle \u201cmaschiette\u201d del cinema hollywoodiano, Bergman lascia intuire un probabile lesbismo della ragazza), il padre di David rivela che \u201cla morte rinnova la vita\u201d. Senza di essa, sarebbe una gran noia. Il movimento, la trasformazione, il consumarsi (elementi tipici della commedia, come dell\u2019esistere) sono quindi una risposta necessaria a uno statico concetto del vivere, illusoriamente scambiato per felicit\u00e0. \u201cLa felicit\u00e0 \u00e8 un impasto cristallizzante che si stende sulla vita. Ci si difende, ma alla fine se ne resta soffocati\u201d. Oppure, altra battuta rivelatrice: \u201cNon pu\u00f2 andare sempre secondo lo stesso schema: fame, pasto, appagamento. Alla fine, segue la noia\u201d. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Di lato a questa sequenza, infatti, inserita in un flashback congiunto dei coniugi, dopo che ce ne sono stati altri relativi all\u2019uno e all\u2019altra, ecco la scena bellissima di Marianne che esprime a David, in un momento d\u2019amore, dopo una poetica passeggiata nel bosco, aperta e chiusa dal sole che filtra tra gli alberi e il suono soave di un\u2019arpa, il desiderio che tutto resti sempre cos\u00ec, senza cambiamenti. Senza la noia e senza soprattutto quella che, in un\u2019 ulteriore memorabile battuta, viene indicata come la sua sorella siamese: la crisi di coscienza. Una magnifica illusione. Ridente ed eternamente bambina come il delizioso Cupido che, nel finale, chiude la porta (cala il sipario), unendosi agli amanti riconciliati. Il carillon si ferma sulla coppia. Il terzo (l\u2019asperit\u00e0, il problema), come nel film, viene messo da parte, escluso. <\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Leonardo Persia<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-23153\" title=\"Lezione d'amore02\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/vlcsnap63471hk6.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"455\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/vlcsnap63471hk6.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/vlcsnap63471hk6-300x220.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>En lektion i k\u00e4rlek <\/strong><br \/>\n(&#8220;Lezione d&#8217;amore&#8221;, Svezia (1954)<br \/>\nRegia, sceneggiatura: Ingmar Bergman<br \/>\nMusiche: Dag Wir\u00e9n<br \/>\nFotografia: Martin Bodin<br \/>\nMontaggio: Oscar Rosander<br \/>\nScenografie: P.A. Lundgren<br \/>\nInterpreti principali: Eva Dahlbeck (Marianne Erneman), Gunnar Bj\u00f6rnstrand (David Erneman), Yvonne Lombard (Susanne Verin), Harriet Andersson (Nix, la figlia di David), \u00c5ke Gr\u00f6nberg (Carl-Adam), Olof Winnerstrand (Professor Henrik Erneman), Birgitte Reimer<br \/>\n96&#8242;<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si apre (e si chiude) sull\u2019immagine di un carillon che rappresenta una donna contesa tra due uomini questa \u201ccommedia per adulti\u201d di Ingmar Bergman. La sua prima, legata a modelli sofisticati e screwball americani, con i due protagonisti del terzo episodio comico di Donne in attesa. 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