{"id":24679,"date":"2012-11-14T22:04:39","date_gmt":"2012-11-14T21:04:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24679"},"modified":"2012-11-15T07:09:50","modified_gmt":"2012-11-15T06:09:50","slug":"francois-pirot-e-arthur-dupont","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24679","title":{"rendered":"Fran\u00e7ois Pirot e Arthur Dupont"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Pirot-Dupont_01.jpg\" alt=\"\" title=\" Fran\u00e7ois Pirot e Arthur Dupont\" width=\"620\" height=\"458\" class=\"aligncenter size-full wp-image-24681\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Pirot-Dupont_01.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Pirot-Dupont_01-300x221.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Conversazione con <b>Fran\u00e7ois Pirot<\/b> e <b>Arthur Dupont<\/b>, rispettivamente regista-sceneggiatore e attore di <b><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24678\">Mobile Home<\/a><\/b> (Belgio-Francia- Lussemburgo\/2012), presentato in concorso ufficiale a Locarno 65.<\/p>\n<p>a cura di Alessio Galbiati e Roberto Rippa<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>Rapporto Confidenziale: Volevamo incominciare questa conversazione domandandoti del tuo rapporto con Joachim Lafosse, un regista che amiamo molto, con il quale hai sceneggiato <i><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=8707\">Nue propri\u00e9t\u00e9<\/a><\/i> (Propriet\u00e0 privata, 2006) e <i>\u00c9l\u00e8ve libre<\/i> (2008), e per il quale hai anche recitato nel film <i><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=8711\">\u00c7a rend heureux<\/a><\/i> (2006). Com&#8217;\u00e8 stato lavorare con lui?<\/b><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>Fran\u00e7ois Pirot: <\/b>Molto bello. Ho incontrato Joachim alla scuola di cinema presso la quale mi sono diplomato in regia, lo IAD (Institute of Media Arts) di Louvain-la-Neuve, in Belgio, e successivamente ho lavorato alla scrittura dei suoi cortometraggi. Poco dopo mi ha proposto di lavorare ad un lungo: <i>Nue propri\u00e9t\u00e9<\/i>. Anche se non ero interessato a diventare sceneggiatore ho accettato, ho trovato l&#8217;idea stimolante e mi interessava molto collaborare in maniera professionale con lui. Penso che la sceneggiatura sia la parte pi\u00f9 difficile di un film. Dunque lavorare alla scrittura di progetti interessanti come quelli di Joachim \u2013 un autore che ha molte idee e con il quale abbiamo esplorato molto \u2013 \u00e8 stata un&#8217;esperienza molto fruttuosa che mi ha permesso di scoprire cosa significhi scrivere un lungometraggio. \u00c8 successo cos\u00ec, non avevo il desiderio di diventare sceneggiatore, sono state le circostanze a portarmici. All&#8217;epoca sapevo che sarei stato incapace di raccontare qualcosa di me stesso in un lungometraggio, ma l&#8217;opportunit\u00e0 di lavorare con Joachim mi ha permesso di entrare nelle logiche della narrazione e infine di scrivere il mio primo film. <\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>RC: Per <i>Mobile Home<\/i> hai lavorato con altri due sceneggiatori. <\/b><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>FP: <\/b>S\u00ec, ho iniziato da solo e poi ho proseguito con Jean-Beno\u00eet Ugeux, che \u00e8 anche un attore. Quindi ho lavorato anche con Marteen Loix, che inizialmente non era una sceneggiatrice ma lo \u00e8 diventata lavorando al progetto. Il fatto che conoscessi bene la storia, non significa che volessi lavorarci solo. Penso che la sceneggiatura per un lungometraggio sia molto impegnativa&#8230; si parla di una novantina di pagine per <i>Mobile Home<\/i>. \u00c8 una scrittura particolare perch\u00e9 va indicato cosa si vedr\u00e0 e cosa si sentir\u00e0&#8230; \u00e8 un lavoro lungo e complesso. Lavorare alla scrittura con altre persone, mi ha permesso di mantenere una certa distanza dal progetto. I film di Joachim, non l&#8217;ultimo ma i precedenti, sono piuttosto vicini alla sua esperienza personale, cos\u00ec come <i>Mobile Home<\/i> \u00e8 vicino alla mia, per fare questo, per riuscire a maneggiare questo materiale, \u00e8 necessario avere persone che ti accompagnino nella fase di scrittura, cos\u00ec da poter guardare alla storia con un occhio pi\u00f9 esterno, con un maggiore distacco.<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>RC: Guardando il film \u00e8 facile pensare, vista anche la coincidenza fra la tua et\u00e0 e quella dei protagonisti, che vi sia dentro alla storia una forte componente autobiografica.<\/b><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>FP: <\/b>Si, magari non \u00e8 puramente autobiografico. Il mio primo cortometraggio presentava un tema piuttosto simile: era la storia di un musicista che abbandona la sua carriera per fare ritorno al suo paese natale, qualcuno, insomma, che faceva un passo indietro pensando di fare una buona cosa. Ho avuto anch&#8217;io questa tentazione, probabilmente perch\u00e9 non ero abbastanza sicuro di me, di riuscire in questo mestiere, e ho avuto la tentazione di fare anch&#8217;io un passo indietro. Per\u00f2, invece di farlo io, l&#8217;ho fatto fare a un personaggio fittizio. Partendo da una tentazione personale, \u00e8 come dirsi: \u00abCosa succederebbe se&#8230;?\u00bb.<br \/>\nDunque direi che non si tratta propriamente di un progetto autobiografico, \u00e8 piuttosto un lavoro che parte da aspetti che sono in me e che posso incarnare attraverso la finzione. In effetti, dopo il mio primo cortometraggio, la tentazione di fare rientro al mio paesino non si \u00e8 pi\u00f9 presentata.<br \/>\nLe problematiche illustrate in <i>Mobile Home<\/i>, ossia la difficolt\u00e0 nell&#8217;operare scelte professionali o sentimentali, il trovare un proprio posto nella vita, sono difficolt\u00e0 che ho provato e che molte persone della mia generazione conoscono bene.<br \/>\nIl progetto del viaggio, per esempio, viene da una mia esperienza personale, anche se non ho fatto proprio come nel film. Volevo partire con alcuni amici alla fine degli studi \u2013 penso che fosse un desiderio dettato dalla paura del salto nella vita attiva, dell&#8217;assunzione di responsabilit\u00e0, e altre cose di questo tipo \u2013 e abbiamo preso del tempo per organizzarci, anche perch\u00e9 non avevamo soldi. Abbiamo bevuto molto e nel mezzo della notte abbiamo deciso di partire. Un nostro amico aveva un&#8217;auto, abbiamo salutato in maniera melodrammatica i nostri amici che sarebbero restati, siamo entrati di nascosto nelle case dei nostri genitori per portare via qualche vestito e siamo partiti nel mezzo della notte. Ci siamo risvegliati il giorno dopo nel nord della Francia con una forte emicrania e siamo rientrati! <\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Immagine6.jpg\" alt=\"\" title=\"Fran\u00e7ois Pirot\" width=\"620\" height=\"348\" class=\"aligncenter size-full wp-image-24693\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Immagine6.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Immagine6-300x168.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>RC: Immediatamente?!<\/b><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>FP: <\/b>S\u00ec, immediatamente. Questa storia tragicomica \u00e8 stata il seme dal quale \u00e8 nato il film. In <i>Mobile Home<\/i> ci sono piccole parti autobiografiche, ma non ho mai vissuto la storia raccontata nel film. \u00c8 questo ci\u00f2 che amo nella scrittura: poter partire dal personale e chiedersi: \u00abCosa succederebbe se&#8230;?\u00bb. E quindi incarnarmi nei personaggi e negli attori e poter vivere attraverso la finzione una storia che potrebbe accadere nella realt\u00e0. <\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>RC: I due attori protagonisti di <i>Mobile Home<\/i>, Arthur Dupont e Guillaume Gouix, avevano gi\u00e0 lavorato insieme in due occasioni precedenti (<i>Chacun sa nuit<\/i> di Pascal Arnold e Jean-Marc Barr, nel 2006, e <i>R\u00e9fractaire<\/i> di Nicolas Steil, nel 2009)&#8230;<\/b><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>Arthur Dupont: <\/b>S\u00ec, \u00e8 vero. E ci conoscevamo da prima ancora. <\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>RC: &#8230;li hai scelti per questo loro affiatamento, cos\u00ec evidente sul grande schermo?<\/b><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>FP: <\/b>In realt\u00e0 \u00e8 stata una sorpresa. Li ho visti separatamente e ognuno di loro mi ha fatto il nome dell&#8217;altro, dicendomi che avevano lavorato insieme e che si trovavano bene&#8230;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>AD: <\/b>Ci apprezziamo e siamo amici.<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>FP: <\/b>Era importante che l&#8217;amicizia tra i personaggi fosse viva e reale. Il soggetto \u00e8 fragile, \u00e8 fatto di piccoli tocchi, per cui era importante che l&#8217;energia, che l&#8217;anima di alcune scene, provenisse da loro. Durante le prime prove, questa \u00e8 saltata subito fuori. Era gi\u00e0 un&#8217;amicizia, non c&#8217;\u00e8 stato bisogno di crearla. C&#8217;era gi\u00e0 un piacere nell&#8217;essere insieme&#8230;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>AD: <\/b>E una facilit\u00e0 nel parlarsi ed ascoltarsi senza fingere. C&#8217;era da creare una complicit\u00e0, c&#8217;erano da saltare parecchie barriere artificiali, ma per noi questo rapporto era gi\u00e0 reale.<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>FP: <\/b>Anche in <i>Nue propri\u00e9t\u00e9<\/i> di Joachim il ruolo dei due fratelli era interpretato da due veri fratelli. Trovo che questa dimensione di realt\u00e0 sia fondamentale per la buona riuscita di un film che fonda il proprio equilibrio sull&#8217;autenticit\u00e0 dei rapporti umani.<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>RC: Arthur: quando ti hanno parlato del film qual \u00e8 stata la tua prima reazione?<\/b><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>FP: <\/b>\u00c8 stato lui ad offrirsi! Capita spesso che siano gli attori ad offrirsi al regista.<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>AD: <\/b>\u00c8 vero, ma sei stato tu offrire a me e Guillaume l&#8217;opportunit\u00e0 di portare noi stessi nei personaggi, per arricchirli, per renderli vivi e unici.<br \/>\nQuando ho letto la sceneggiatura ho immediatamente sentito che il ruolo di Simon mi calzava a pennello. Abbiamo fatto una lettura con Guillaume e tutto era perfetto. Io avevo gi\u00e0 incontrato Fran\u00e7ois e tutto era andato bene. Il ruolo era vuoto umanamente, la sceneggiatura era vaga al riguardo, e quindi era chiaro che avremmo dovuto creare noi i personaggi, prendere delle decisioni. E questo \u00e8 positivo. L&#8217;amicizia con Guillaume, unita alla sorpresa nell&#8217;incontrare un ruolo cos\u00ec vicino a quel che sono realmente, sono state una gioia&#8230; ero semplicemente felice. <\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>RC: Come si \u00e8 svolto il lavoro con gli attori? \u00c8 facile pensare che abbiate fatto un gran numero di prove e letture, ma con i dialoghi come vi siete comportati? Quale approccio avete utilizzato?<\/b><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>FP: <\/b>La sceneggiatura conteneva gi\u00e0 molto dialoghi e, quando li scrivo, tendo a recitarli immediatamente.<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>AD: <\/b>La sceneggiatura era come un dipinto e conteneva gi\u00e0 le emozioni su cui avremmo lavorato. C&#8217;era l&#8217;aspetto psicologico e il desiderio di andare oltre ad esso. <\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>FP: <\/b>Ho anche pensato di interpretare il ruolo&#8230;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>AD: <\/b>E mi ha proposto di dirigere il film. (ridono entrambi)<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>RC: Non \u00e8 vero!<\/b><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>FP: <\/b>S\u00ec, \u00e8 tutto drammaticamente vero. (ride) Inizialmente la mia idea era quella di dirigere e interpretare il film, e proprio per questo stavo quasi per mollare. Poi ho capito che era il caso di dirigerlo, e basta.<br \/>\nSolitamente provo sempre i dialoghi, in maniera tale da renderli naturali, per renderli fluenti e musicali. Mi piace moltissimo provare, ma avevo paura che cos\u00ec facendo avrebbero perso di spontaneit\u00e0, ma sapevo che provare paga, perch\u00e9 offre l&#8217;opportunit\u00e0 di esplorare i caratteri e dilatare le situazioni. A partire da queste prove, che io filmavo, specialmente quando le facevano con le scenografie gi\u00e0 pronte, ho riscritto quasi tutte le scene, basandomi sulle idee nate dagli attori durante le prove. Dunque abbiamo lavorato su di una sceneggiatura scritta, assai dettagliata in ogni aspetto, ma costruita attraverso il filtro degli attori.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Immagine5.jpg\" alt=\"\" title=\"Arthur Dupont\" width=\"620\" height=\"347\" class=\"aligncenter size-full wp-image-24694\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Immagine5.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Immagine5-300x167.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>RC: Che lo sia davvero o meno, il film appare molto personale. C&#8217;\u00e8 qualcosa di tuo nel ruolo che hai interpretato?<\/b><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>AD: <\/b>Certo. La musica fa parte della mia vita, le incertezze fanno parte della mia generazione. Ci sono cose che appartengono al mio privato. Il personaggio aveva gi\u00e0 una sua personalit\u00e0, cosa che ha reso semplice entrare al suo interno e lavorarci, svilupparlo. Ci vuole un buon legno per produrre un buon strumento musicale. <\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>FP: <\/b>Arthur e Guillaume sono due attori molto differenti: Arthur ha lavorato su una base, su cose che gli assomigliano&#8230;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>AD: <\/b>Sono partito da una base, da una struttura, per andare verso il personaggio&#8230;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>FP: <\/b>Mentre Guillaume Gouix \u00e8 all&#8217;opposto del suo personaggio, non gli somiglia proprio per nulla: \u00e8 una persona decisamente estroversa, non \u00e8 preda di paure. <\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>AD: <\/b>Certo, viene da Marsiglia!<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>FP: <\/b>Con Arthur si \u00e8 trattato di spingerlo verso il personaggio, mentre con Guillaume il lavoro \u00e8 stato quello della composizione. Ma in fondo si pu\u00f2 dire che per entrambi si sia trattato di un lavoro di composizione.<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>AD: <\/b>Gi\u00e0, io non sono Simon e lui non \u00e8 Julien. Abbiamo entrambi seguito un percorso personale per arrivare ai personaggi, per fare s\u00ec che ci\u00f2 che Fran\u00e7ois aveva scritto prendesse realmente vita.<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>FP: <\/b>Gli attori sono l&#8217;elemento principale del film. L&#8217;obiettivo \u00e8 stato quello di privilegiare la qualit\u00e0 delle loro interpretazioni. <\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>RC: Il film \u00e8 una commedia in cui si ride molto. Per\u00f2 dietro la commedia c&#8217;\u00e8 anche il dramma. Pensate che la commedia contribuisca a rendere il dramma pi\u00f9 reale?<\/b><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>FP: <\/b>All&#8217;inizio, insieme agli altri sceneggiatori, non ci siamo posti l&#8217;obiettivo di scrivere una commedia. Ci siamo accorti in fase di scrittura che e la storia era oscura, cupa. \u00c8 stato poi scrivendo il personaggio di Simon che ci siamo resi conto che sarebbe stato possibile anche riderne. Perch\u00e9 il suo personaggio non ha veri problemi, i suoi tormenti sono quelli di un borghese. Quindi mi sono reso conto del fatto che era necessario prendere le distanze da lui per poterne anche ridere. Alla fine nel film i due personaggi vengono presi in giro, ma molto teneramente. \u00c8 stato quando abbiamo preso le distanze che ho capito che stavamo iniziando a raccontare la storia nel modo corretto. <\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>RC: Nel film ci sono pochi primi piani. Ci puoi raccontare il perch\u00e9 di questa scelta?<\/b><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>FP: <\/b>Perch\u00e9 la commedia funziona quando osservi una situazione, dei personaggi, da una distanza. Il dramma chiede la vicinanza, la commedia la distanza. Ecco perch\u00e9 i personaggi sembrano calati in luoghi che non sono mai quelli giusti. <\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>RC: Malgrado questo, molte delle scene del film sono girate nello spazio claustrofobico di un camper. Com&#8217;\u00e8 stato lavorare in uno spazio cos\u00ec ristretto?<\/b><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>AD: <\/b>La situazione del camper \u00e8 buffa, perch\u00e9 i due personaggi cercano di scappare da qualcosa e si infilano in uno spazio ancora pi\u00f9 soffocante. <\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>FP: <\/b>Abbiamo fatto un casting anche per il camper. Doveva essere sufficientemente grande da permettere una certa libert\u00e0 di movimento. Quindi abbiamo fatto le prove nel camper. Anche con la camera. Anche per vedere che tipo di movimenti potesse permettere quello spazio. Alla fine nel camper stavano l&#8217;operatore, il fonico e i due attori. Io spesso dirigevo da fuori.<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>AD: <\/b>Alla fine non ci si pensava nemmeno pi\u00f9. <\/p>\n<p><b>FP: <\/b>\u00c8 uno spazio simbolico. I personaggi hanno voglia di una casa, ma la casa, per definizione, \u00e8 uno spazio fisso. Il camper unisce due opposti: la mobilit\u00e0 e il concetto di casa. Il titolo in effetti \u00e8 un paradosso. E i personaggi quel paradosso lo vivono. <\/p>\n<p><b>AD: <\/b>Combina la voglia di avventura e le comodit\u00e0 di tutti i giorni.<\/p>\n<p><b>RC: Considerando che questo \u00e8 il tuo primo lungometraggio, quanto \u00e8 stato difficile reperire i finanziamenti necessari?<\/b><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>FP: <\/b>\u00c8 stato difficile trovare i soldi per la fase di scrittura ma poi, a copione scritto, \u00e8 stato facile. Mi considero fortunato. Abbiamo trovato in Francia i soldi per un&#8217;opera prima belga! Ma anche in Belgio \u00e8 andata bene. Quando ho trovato i finanziamenti in Belgio, ancora non ero soddisfatto della sceneggiatura, quindi ho deciso di scrivere prima e cercare dopo. Non abbiamo avuto il tempo che avremmo voluto, e molte cose sono mancate. Ma non posso che ritenermi fortunato. Non si tratta solo della qualit\u00e0 della sceneggiatura, la fortuna gioca un grande ruolo. Per\u00f2 sta diventando sempre pi\u00f9 difficile e capita che ci siano pressioni a livello di casting. Il Belgio non ha molti soldi e quindi la co-produzione \u00e8 necessaria. Nel nostro caso siamo stato fortunati perch\u00e9 i paesaggi che ci servivano per il film sono uguali in entrambi i Paesi.<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>RC: Arthur, dopo avere lavorato con un amico come Guillaume e avere avuto spazio nella definizione del tuo personaggio, come sar\u00e0 tornare a lavorare con altri registi che magari concedono meno libert\u00e0?<\/b><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b>AD: <\/b>Sar\u00e0 diverso. Mi sentir\u00f2 meno a casa. Ogni \u00e9quipe, ogni set, \u00e8 diverso da una altro. Ogni film ha un modo differente di arrivare al risultato che si \u00e8 prefisso, un approccio particolare di rapportandosi con chi lavora. Questo \u00e8 stato un film particolare per me. Ci sono avventure che sono pi\u00f9 magiche di altre, come lo \u00e8 stata questa, proprio perch\u00e9 eravamo amici e il fatto che il personaggio avesse dei punti in comune con me \u00e8 stata una sorpresa. Prima avevo lavorato con Agn\u00e8s Jaoui nel ruolo di un balbuziente (il film \u00e8 <i>Au bout du conte<\/i>, in uscita nel 2013; NdR.) ed \u00e8 stata una sfida anche perch\u00e9 ho recitato con Jean-Pierre Bacri, che balbuziente lo \u00e8 davvero anche se non si vede, a meno che non perda la pazienza. \u00c8 stata un&#8217;altra sfida e l&#8217;interesse era proprio posto l\u00ec. E poi lavorare con Jaoui e Bacri \u00e8 stata la realizzazione di un sogno perch\u00e9 amo molto il loro cinema. Anche il film che ho interpretato subito dopo \u2013 <i>Mauvais fille<\/i> di Patrick Mille ha rappresentato una sfida, perch\u00e9 Mille l&#8217;ha tratto da un romanzo di Justine L\u00e9vy, che \u00e8 sua moglie. Un&#8217;altra storia molto personale, visto che il romanzo racconta la loro vita. Quindi questo e il film di Fran\u00e7ois sono molto diversi, ma hanno entrambi aspirazioni personali. \u00c8 stato complesso perch\u00e9 avevo sempre davanti a me il regista e l&#8217;autrice del libro, e questo porta a doversi fidare e chiedere fiducia. Ogni regista ha aspettative particolari, cos\u00ec come particolari sono i metodi di lavoro e gli approcci. <br \/>\nIn <i>Mobile Home<\/i> ci siamo anche molto divertiti e con Fran\u00e7ois siamo diventati amici al di fuori del film. [traduzione: RR]<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"620\" id=\"table2\">\n<tr>\n<td><font size=\"2\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/mobile-home_cover.jpg\" width=\"267\" height=\"150\"><\/font><\/td>\n<td width=\"335\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><i>Mobile Home<\/i> (Belgio-Francia- Lussemburgo\/2012), regia di Fran\u00e7ois Pirot<\/font><\/p>\n<p><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24678\">recensione 1<\/a> | <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24709\">recensione 2<\/a><\/font><\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Immagine1.jpg\" alt=\"\" title=\"Arthur Dupont e Fran\u00e7ois Pirot\" width=\"620\" height=\"346\" class=\"aligncenter size-full wp-image-24692\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Immagine1.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/Immagine1-300x167.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><font size=\"2\"><iframe loading=\"lazy\" width=\"620\" height=\"349\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/embed\/XyFHYOJYsOw\" frameborder=\"0\" allowfullscreen name=\"I1\"><\/iframe><\/font><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><\/p>\n<p><font face=\"Georgia\" size=\"3\"><b>Mobile Home<\/b><\/font><\/p>\n<p><b>Regia<\/b>: Fran\u00e7ois Pirot<br \/>\n<b>Sceneggiatura<\/b>: Fran\u00e7ois Pirot, Maarten Loix, Jean-Beno\u00eet Ugeux<br \/>\n<b>Fotografia<\/b>: Manuel Dacosse<br \/>\n<b>Montaggio<\/b>: Albertine Lastera<br \/>\n<b>Musiche<\/b>: Fran\u00e7ois Petit, Micha\u00ebl De Zanet, Renaud Mayeur<br \/>\n<b>Suono<\/b>: Beno\u00eet De Clerck<br \/>\n<b>Suono mixer<\/b>: Philippe Grivel<br \/>\n<b>Scenografo<\/b>: Fran\u00e7ois Dickes<br \/>\n<b>Costumi<\/b>: Isabelle Dickes<br \/>\n<b>Produttori<\/b>: Elise Andre, Val\u00e9rie Bournonville, Fr\u00e9d\u00e9ric Corvez, Cl\u00e9ment Duboin, Donato Rotunno, Joseph Rouschop<br \/>\n<b>Interpreti<\/b>: Arthur Dupont (Simon), Guillaume Gouix (Julien), Jean-Paul Bonnaire (Luc, padre di Julien), Claudine Pelletier (Monique, madre di Simon), Jackie Berroyer (Jean-Marie, padre di Simon), Anne-Pascale Clairembourg (Sylvie), Gilles Soeder (commerciante), Eugenie Anselin (Maya), Arnaud Bronsart (St\u00e9phane), Gwen Berrou (Virginie), Pierre Nisse (Vincent), Jean-Fran\u00e7ois Wolff (G\u00e9rard), J\u00e9r\u00f4me Varanfrain (Mathieu), Mounir Bouallevul (Mounir), Catherine Sal\u00e9e (Val\u00e9rie)<br \/>\n<b>Casa di produzione<\/b>: Urban Factory, Tarantula Belgique, RTBF &#8211; Radio T\u00e9l\u00e9vision Belge de la Communaut\u00e9 Fran\u00e7aise<br \/>\n<b>Distribuzione internazionale<\/b>: Urban Distribution International<br \/>\n<b>Distribuzione francese<\/b>: DistriB Films<br \/>\n<b>Rapporto<\/b>: 2.35:1<br \/>\n<b>Suono<\/b>: Dolby<br \/>\n<b>Lingua<\/b>: French<br \/>\n<b>Paese<\/b>: Belgio, Francia, Lussemburgo<br \/>\n<b>Anno<\/b>: 2012<br \/>\n<b>Durata<\/b>: 95&#8242;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"620\" id=\"table3\">\n<tr>\n<td width=\"167\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"http:\/\/medias.unifrance.org\/medias\/95\/84\/87135\/format_page\/francois-pirot.jpg?t=1352796929580\" width=\"148\" height=\"175\"><\/td>\n<td><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>Fran\u00e7ois Pirot<\/b><br \/>\nNato a Bastogne, in Belgio, nel 1977, Fran\u00e7ois Pirot si \u00e8 laureato in arti dello spettacolo e tecniche di trasmissione presso l&#8217;istituto IAD of Media Arts di Louvain-la-Neuve (Belgio), con una specializzazione in regia. Ha diretto diversi cortometraggi selezionati in numerosi festival internazionali. Pirot \u00e8 anche attore e sceneggiatore. Ha fatto parte del cast di \u00c7a rend heureux (2006), di Joachim Lafosse, con il quale ha scritto le sceneggiature per Nue propri\u00e9t\u00e9 (Propriet\u00e0 privata, 2006) \u2013 in concorso alla Mostra di Venezia \u2013 e \u00c9l\u00e8ve libre (2008), selezionatoalla Quinzaine des R\u00e9alisateurs di Cannes. Mobile Home \u00e8 il suo primo lungometraggio.<\/font><\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<p><\/font><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><font face=\"Tahoma\" size=\"2\"><u>cover image<\/u><br \/>\nMobile Home Concorso Internazionale: da sinistra Arthur Dupont (attore), Fran\u00e7ois Pirot (regista)<br \/>\n\u00a9 Festival del film Locarno \/ Marco Abram<\/font><\/p>\n<p><u><font face=\"Tahoma\" size=\"2\">other <\/font><\/u><font face=\"Tahoma\" size=\"2\"><u>image<\/u><br \/>\nEmanuele Dainotti &#8211; <a href=\"http:\/\/www.settesecondicirca.com\">www.settesecondicirca.com<\/a><\/font><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Conversazione con Fran\u00e7ois Pirot e Arthur Dupont, rispettivamente regista-sceneggiatore e attore di Mobile Home (Belgio-Francia- Lussemburgo\/2012), presentato in concorso ufficiale a Locarno 65. a cura di Alessio Galbiati e Roberto Rippa &nbsp; Rapporto Confidenziale: Volevamo incominciare questa conversazione domandandoti del 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