{"id":24869,"date":"2012-11-27T12:40:39","date_gmt":"2012-11-27T11:40:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24869"},"modified":"2012-11-27T12:42:49","modified_gmt":"2012-11-27T11:42:49","slug":"milano-filmmakerfest-30-novembre-9-dicembre-2012","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24869","title":{"rendered":"Milano \/\/ FilmMakerFest | 30 novembre &#8211; 9 dicembre 2012"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/leviathan.jpg\" alt=\"\" title=\"Leviathan\" width=\"620\" height=\"396\" class=\"aligncenter size-full wp-image-24870\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/leviathan.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/leviathan-300x191.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" style=\"font-size: 16pt\"><b>FILMMAKERFEST 2012<\/b><\/font><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><br \/>\n<\/font><font face=\"Georgia\">30 novembre &#8211; 9 dicembre 2012<br \/>\nSpazio Oberdan, Cinema Palestrina, La Fabbrica del Vapore (Milano)<br \/>\n<\/font><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><a href=\"http:\/\/www.filmmakerfest.com\">www.filmmakerfest.com<\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Dal 1980 l&#8217;associazione Filmmaker promuove un piccolo festival che negli anni \u00e8 divenuto un punto di riferimento irrinunciabile per la cinefilia meneghina. Una Festival che prima di ogni altra cosa costituisce un&#8217;occasione per produrre cinema, oltre ottanta tra film e video hanno visto la luce grazie al sostegno dell&#8217;associazione oggi presieduta da Luca Mosso, opere importanti come quelle di Michelangelo Frammartino, Giovanni Maderna, Alina Marazzi, Paolo Vari, Studio Azzurro e molti altri ancora.<br \/>\nLo specifico del festival \u00e8 quello di essere una finestra sul cinema del reale milanese ed internazionale, un momento di crescita per il pubblico, la critica e gli stessi cineasti, un&#8217;occasione di VEDERE ci\u00f2 che altrimenti rimarrebbe INVISIBILE. Di notevole interesse la selezione del <a href=\"#Concorso\">concorso<\/a>, con opere importanti e decisamente interessanti, titoli che vale la pena recuperare per fare il punto sull&#8217;ibridazione in corso fra cinema (di fiction) e documentario&#8230;<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Di seguito le sezioni e i film della diciasettesima edizione.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.filmmakerfest.com\/public\/userfiles\/files\/programma_2012_filmmaker.pdf\">Qui il programma giorno per giorno (pdf)<\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b><a name=\"HOME\">Le sezioni del festival<\/a><\/p>\n<p>\u2022 <a href=\"#Concorso\">Concorso<\/a><br \/>\n\u2022 <a href=\"#Evento_Speciale\">Evento Speciale<\/a><br \/>\n\u2022 <a href=\"#Fuori_formato\">Fuori formato<\/a><br \/>\n\u2022 <a href=\"#If,_immagina_il_futuro\">If, immagina il futuro<\/a><br \/>\n\u2022 <a href=\"#Passion\">Passion<\/a><br \/>\n\u2022 <a href=\"#Cinema_Corsaro\">Cinema Corsaro<\/a><br \/>\n\u2022 <a href=\"#Milanometropoli\">Milanometropoli<\/a><br \/>\n\u2022 <a href=\"#Omaggi\">Omaggi<\/a><br \/>\n\u2022 <a href=\"#Retrospettiva_Allan_King\">Retrospettiva Allan King<\/a><br \/>\n\u2022 <a href=\"#Archivi\">Archivi<\/a><\/b><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"620\" id=\"table1\">\n<tr>\n<td bgcolor=\"#75AADB\" height=\"30\">&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font face=\"Georgia\">\u2022 <\/font><\/b><font face=\"Georgia\"><b><a name=\"Concorso\">Concorso<\/a><\/b><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>DER GLANZ DES TAGES<\/b> (The Shine of the Day)<br \/>\n  di Tizza Covi e Rainer Frimmel (Austria\/2012)<br \/>\n  Super 16 mm, colore, 90&#8242;<br \/>\n  Philpp Hochmair \u00e8 un giovane attore di successo che lavora nei maggior teatri di Vienna e Amburgo. Immerso nella routine dello studio dei copioni, delle prove e delle esibizioni, perde gradualmente il contatto con la realt\u00e0 quotidiana. La visita dello zio Walter, da sempre tenuto a distanza dalla famiglia, lo costringe a ridiscutere abitudini e consapevolezze restituendogli una nuova libert\u00e0.<br \/>\n  Dopo essersi fatti notare con La pivellina, la coppia di filmmaker italo-austrica continua a seguire le tracce del gruppo circense che attraversa l&#8217;Europa. Lo zio Walter \u00e8 uno di loro: ormai a fine carriera, cerca una nuova comunit\u00e0 a cui poter donare il suo tempo e la sua esperienza. La trova al fianco di un nipote, a cui sconvolger\u00e0 l&#8217;esistenza, e di una famiglia migrante, all&#8217;interno della quale finisce per rivestire il ruolo di un nonno attento e burlone. Le immagini avvolgenti e precise si uniscono perfettamente a una drammaturgia sottile e rarefatta, capace di restituirci quell&#8217;impressione di realt\u00e0, effetto ambito da molti ma cos\u00ec difficile da raggiungere.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>EL IMPENETRABLE<\/b><br \/>\n  di Daniele Incalcaterra e Fausta Quattrini (Argentina-Francia\/2012)<br \/>\n  HDV, colore, 95&#8242;<br \/>\n  Cinquemila ettari di foresta vergine sono l&#8217;eredit\u00e0 paterna lasciata al documentarista Daniele Incalcaterra e al fratello. L&#8217;appezzamento \u00e8 nel cuore del Chaco, la seconda estensione boschiva dopo l\u2019Amazzonia, definita \u201cimpenetrabile\u201d dagli spagnoli all\u2019epoca della conquista. Arrivato in Paraguay con l\u2019intenzione di restituire quella terra al suo popolo originario, i Guarn\u00ec, il regista si trova di fronte a una realt\u00e0 molto pi\u00f9 complessa di quella immaginata: un vero far west con terre da conquistare, indiani da sterminare, predoni dalle immense tenute agricole e ricchissime risorse naturali in gioco. Inizia un&#8217;avventura inaspettata che diventa un film sul confronto con un&#8217;altra cultura, con una storia e una societ\u00e0 lontana dai percorsi europei e apparentemente impenetrabile: un percorso individuale che attraverso l&#8217;incontro\/scontro con grandi latifondisti e burocrati della corrotta amministrazione paraguaiana arriva a ridefinire il concetto di propriet\u00e0 e la salvaguardia di un ambiente, trovando una nuova posizione tra colonizzatori e territori colonizzati.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>LE DOSSIER 332<\/b><br \/>\n  di No\u00eblle Pujol (Francia-Germania\/2012)<br \/>\n  HD, colore, 43&#8242;<br \/>\n  Le tranquille vie di una cittadina, gli interni disabitati di una vecchia casa, la montagna che li sovrasta con la sua ingombrante presenza. Elementi del paesaggio che nel film diventano lo spazio in cui far risuonare le parole ufficiali e impersonali di un dossier riguardo l&#8217;affido di un minore redatto da assistenti sociali. Il neonato attorno a cui ruotano i documenti \u00e8 la regista stessa, No\u00eblle Pujol, separata dalla nascita dai genitori e cresciuta, lontana dai fratelli e dalle sorelle, in una famiglia di Ari\u00e8ge.<br \/>\n  \u201c\u00c8 possibile rintracciare la propria autobiografia attraverso le parole degli altri?\u201d sembra essere la domanda sottesa al film, solo un tassello di una ricerca personale condotta attraverso diverse opere che qui si confronta con il linguaggio freddo del documento. L&#8217;impersonalit\u00e0 della burocrazia collide con la persistenza dell&#8217;attaccamento a un luogo, le accurate descrizioni sanitarie rendono manifesto il vuoto umano e affettivo, la meccanicit\u00e0 delle ricevute fiscali rivela con precisione i passaggi attraverso cui una bambina diventa donna. La tensione della montagna incontra l&#8217;orizzontalit\u00e0 del linguaggio legale, disegnando l&#8217;intimit\u00e0 di un&#8217;infanzia difficile.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>LEVIATHAN<\/b><br \/>\n  di V\u00e9r\u00e9na Paravel e Lucien Castaing-Taylor (UK-Francia-USA\/2012)<br \/>\n  HD, colore, 87&#8242;<br \/>\n  Girato a bordo di un peschereccio al largo della costa orientale statunitense, Leviathan \u00e8 un documentario che si avventura ai limiti del filmabile: una coppia di antropologi sceglie di descrivere il meccanismo stritolante e disumanizzante dell&#8217;economia di sfruttamento, partendo dalle teorie di Hobbes. Il risultato \u00e8 un viaggio sensoriale, fuori e dentro l&#8217;imbarcazione, con protagonisti marinai, pesci, crostacei, gabbiani, stelle marine, tutti accreditati nei titoli di coda, a ribadire la paternit\u00e0 del film, non solo degli ideatori ma anche delle forze naturali in bal\u00eca delle quali si sono trovati a girare.<br \/>\n  Ambientato nelle stesse acque solcate dalla baleniera Pequod di Melville all\u2019inseguimento di Moby Dick, il film cattura lo scontro tra uomo, natura e macchina, servendosi di una dozzina di telecamere leggere e low budget (lanciate, legate, passate di mano dai pescatori ai registi). Leviathan \u00e8 un ritratto cosmico di una delle sfide pi\u00f9 antiche dell\u2019umanit\u00e0, in eterna tensione tra l&#8217;oscurit\u00e0 dell&#8217;oceano, illuminata da rosse stelle marine, e la forza fulgente del volo dei gabbiani nel cielo tempestoso.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>LOOK LOVE LOST<\/b><br \/>\n  di Giovanni Maderna (Italia\/2012)<br \/>\n  HD, colore, 66&#8242;<br \/>\n  Come sentirsi a casa durante il viaggio senza sosta dell&#8217;esistenza? Come sentirsi in viaggio durante le lunghe soste che si depositano in fondo al cuore? Questi interrogativi sono alla base della ricerca esistenziale e formale dell&#8217;ultimo film di Giovanni Maderna, che, come recita il sottotitolo \u201ctentativi per tenere assieme la vita\u201d , insegue il quotidiano ondeggiamento dei percorsi umani.<br \/>\n  Giovanni inizia a girare un film occasionale durante momenti di vacanza, pause al mare e in citt\u00e0, in luoghi in cui si sente straniero. Davanti alla camera c&#8217;\u00e8 Gaia, la sua compagna, che talvolta respinge, talvolta sfugge il gioco che la telecamera impone, a tratti prende in mano la situazione trovando le sue immagini per raccontare la vita e la loro storia.<br \/>\n  Sulle passeggiate in una Londra che perde ogni luce promessa dai raggi obliqui di un sole estivo, si leva la celebre aria del Don Giovanni di Mozart, a sottolineare la precariet\u00e0 delle immagini e del tempo che segue imperturbabile il suo corso. Un cinema privato che tratteggia l&#8217;esistenza sfuggente dell&#8217;uomo, uno sguardo che accarezza un baluardo di fronte alla forza delle onde.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>MEKONG HOTEL<\/b><br \/>\n  di Apichatpong Weerasethakul (Thailandia-UK\/2012)<br \/>\n  HD, colore, 57&#8242;<br \/>\n  Una madre e una figlia chiacchierano in una camera d&#8217;albergo, due fidanzati guardano l&#8217;orizzonte sulla terrazza dello stesso hotel, una coppia di artisti d\u00e0 inizio a una storia&#8230; Diverse narrazioni si intrecciano in Mekong Hotel, un film che nasce da un progetto in via di elaborazione, Ecstasy Garden: frammenti di conversazioni private che diventano sospiri fuoriusciti dalla complessa storia delle terre di frontiera thailandesi. L&#8217;hotel \u00e8 nel nord-est del Paese, sul fiume che segna i confini con il Laos, e porta in s\u00e9 la memoria di un tempo in cui venne trasformato in campo di prigionia. Oggi \u00e8 vittima delle terribili inondazioni che hanno colpito il Paese nella prima parte del 2011, proprio quando fu girato il film. Pochi istanti d&#8217;intervista, di conversazioni e di vita dove i rimossi del passato e le paure del presente si incarnano in presenze fantasmatiche, svelando l&#8217;assenza di prospettiva per il futuro. Le mutazioni fantasiose delle scie create dalle moto d&#8217;acqua sulla superficie lenta del fiume diventano simbolo del dolce oblio, che apre il tempo alla contemplazione e alla riflessione.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>NICHNASTI PA\u2019AM LAGAN<\/b> (Once I entered a garden)<br \/>\n  di Avi Mograbi (Francia-Israele-Svizzera\/2012)<br \/>\n  HD, colore, 97&#8242; <br \/>\n  Le storie di due famiglie si intrecciano sullo sfondo del tormentato Medio Oriente. La famiglia del regista Avi Mograbi \u00e8 originaria di Damasco e ha vissuto a Beirut, per poi trasferirsi in Israele. Anche l&#8217;insegnante arabo Ali al-Azhari \u00e8 nato a Damasco, ma vive in esilio a Tel Aviv con la moglie ebrea e la figlia. Sognando una realt\u00e0 che difficilmente pu\u00f2 rivivere, il professore scopre da documenti vecchi di trent&#8217;anni che alcuni dei suoi parenti e amici sono sparsi tra la Siria, la Palestina e il Libano. Insieme, Mograbi e al-Azhari raccontano le storie delle rispettive famiglie mettendo in luce i punti in comune, reali o metaforici, di vite costrette alla peregrinazione.<br \/>\n  Un film in cui la lingua diventa il reale terreno d&#8217;incontro in un conflitto politico senza soluzioni, che ha segnato le vite private e le scelte delle rispettive popolazioni, a partire da quella del regista, innamorato di una donna libanese che forse non potr\u00e0 mai pi\u00f9 incontrare.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>SNIEGS<\/b><br \/>\n  di Laila Pakalnina (Lettonia\/2012)<br \/>\n  HD, colore, 34&#8242; <br \/>\n  La preparazione delle piste da sci \u00e8 un&#8217;attivit\u00e0 che impiega un gruppo di persone, pronte a trasformare qualsiasi montagna nell&#8217;immagine della vetta innevata in grado di accogliere sciatori di ogni tipo. Sniegs, attraverso una narrazione per ampi piani, sembra raccontarci proprio questo backstage delle nostre settimane bianche, creando un&#8217;alternanza tra chi prepara e chi vive la montagna, tra chi lavora e chi si diverte, tra il tempo della messa in scena e la sua rappresentazione.<br \/>\n  Potrebbero sembrare parole dal peso eccessivo, sorrette dal coro di voci bianche che punteggia il film, se non fosse che in Lettonia la montagna \u00e8 pura fantasia: il Paese \u00e8 pianeggiante e il rilievo pi\u00f9 alto raggiunge a mala pena i cinquecento metri. Il sogno della punta innevata \u00e8 l&#8217;utopia di una nazione, che importa un paradiso artificiale fatto di neve sparata e costumi naif.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>A \u00daLTIMA VEZ QUE VI MACAU<\/b> (The Last Time I&#8217;ve Seen Macao)<br \/>\n  di Jo\u00e3o Pedro Rodrigues e Jo\u00e3o Rui Guerra da Mata (Portogallo-Francia\/2012)<br \/>\n  HD, colore, 85&#8242;<br \/>\n  La telefonata di un&#8217;amica lontana, Candy, spinge Jo\u00e3o Rui Guerra da Mata a tornare a Macao, terra di un&#8217;infanzia quasi dimenticata, per risolvere un mistero legato alla scomparsa di alcuni conoscenti che frequentano il mondo notturno della citt\u00e0. Quando arriva sul luogo ogni suo punto di riferimento \u00e8 sparito, in un mutamento repentino che ha cancellato le tracce della colonizzazione portoghese. Incapace di fornire l&#8217;aiuto richiesto e sopraffatto dalla memoria, Rui sar\u00e0 implicato in una serie di sparizioni e morti che infittiscono il mistero attorno a Candy, che rivela sempre pi\u00f9 la sua essenza fantasmatica e sfuggente.<br \/>\n  The Last Time I&#8217;ve Seen Macao, girato grazie a un piccolo fondo, intreccia una narrazione da thriller con le suggestioni visive di una sinfonia di citt\u00e0, rievocata attraverso la memoria di un bambino che vi crebbe quarant&#8217;anni prima. Trovando una nuova apertura nel confine tra cinema di finzione e documentario, la coppia di cineasti si diverte a svelare la potenza ambigua e polisemantica delle immagini, costruendo un poema nostalgico sui fantasmi di una citt\u00e0 sognata in un infanzia ormai perduta.<br \/>\n  <span style=\"background-color: #75AADB\"><font color=\"#FFFFFF\">FOCUS:<\/font><\/span> <i>NON SIAMO CHE OMBRE \u2013 Intervista a Jo\u00e3o Pedro Rodrigues e Jo\u00e3o Rui Guerra da Mata e recensione del film in <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24136\">Rapporto Confidenziale 36<\/a><\/i><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>VERS MADRID<\/b><br \/>\n  di Sylvain George (Francia\/2012)<br \/>\n  DV\/HD, colore, 120&#8242;<br \/>\n  Ballata in tre capitoli che racconta il movimento 15M degli indignados in Spagna, Vers Madrid diviene anche una riflessione sui modi in cui filmare il presente nella sua attualit\u00e0 e nei suoi conflitti. Guardando all&#8217;esperienza del news reel, Sylvain George si muove invisibile tra le migliaia di persone scese in piazza nella capitale spagnola lo scorso 15 Maggio.<br \/>\n  Una protesta che, al di l\u00e0 dei confini nazionali esprime la condizione di un&#8217;Europa in cui la risposta dei governi alla crisi economica coincide sempre pi\u00f9 con una riduzione di democrazia. Nello spazio fisico, ma soprattutto simbolico, della piazza di Puerta del Sol, il cuore della vita madrilena, prendono vita le \u00abscene di lotta di classe e di una rivoluzione\u00bb. I microfoni aperti a tutti i cittadini, i visi belli e intensi delle ragazze. La rivoluzione \u00e8 anche un passo di tango, il suono di un violino, l&#8217;organizzazione di un possibile quotidiano. La polizia carica, fughe nella notte, arresti, violenza.<br \/>\n  Puerta del Sol diventa Piazza Tahrir in Egitto e le altre piazze di altre rivoluzioni, passate e presenti, lo spazio di un&#8217;utopia sognata, e ancora possibile, e del suo corpo a corpo con la realt\u00e0.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\" align=\"center\"><font face=\"Tahoma\" style=\"font-size: 8pt; font-weight: 700\"><a href=\"#HOME\">&#8593; torna alle sezioni &#8593;<\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td bgcolor=\"#FF5353\" height=\"30\">&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font face=\"Georgia\">\u2022 <\/font><\/b><font face=\"Georgia\"><b><a name=\"Evento_Speciale\">Evento Speciale<\/a><\/b><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>NOI NON SIAMO COME JAMES BOND<\/b><br \/>\n  di Mario Balsamo e Guido Gabrielli (Italia\/2012)<br \/>\n  HD, colore, 73&#8242; <br \/>\n  Due amici e un viaggio che \u00e8 rimasto indelebile nei loro ricordi: natura, giovent\u00f9 e il mito comune di James Bond. Ora, dopo molti anni e una malattia che entrambi si sono lasciati alle spalle, \u00e8 giunto il momento di fare i conti con il presente e di ripetere quella fantastica esperienza on the road, nel tentativo di incontrare Sean Connery, il solo e unico James Bond, per porgli una domanda: come si diventa immortali?<br \/>\n  Attraverso i finestrini della loro auto scorrono immagini di un&#8217;Italia cambiata: l&#8217;imprevedibile spiaggia dell&#8217;infanzia, a Sabaudia; la Perugia di un concerto improvvisato in strada durante Umbria Jazz; il &quot;Bosco degli Spiriti Introspettivi&quot; a Borgotaro. Poi Milano e Roma, le citt\u00e0 attuali dell&#8217;uno e dell&#8217;altro. Vestiti in smoking, dopo aver ricevuto qualche dritta dalla prima Bond Girl italiana, la fascinosa Daniela Bianchi, Guido e Mario prendono il telefono e cercano Sean per fissare un appuntamento chiarificatore e illuminante. Ma proprio all&#8217;alba di un giorno d&#8217;estate, sulla riva di un mare extraterrestre, dall&#8217;altro capo del filo arriva l&#8217;imprevedibile risposta di Sir Connery.<br \/>\n  Con ironia e senza compiacimento, questo documentario, scritto e interpretato da Mario Balsamo con l&#8217;amico Guido Gabrielli, \u00e8 una pubblica confessione, un viaggio intimo e strampalato, denso di domande e riflessioni sull&#8217;amicizia, il senso dell&#8217;esistenza e la malattia.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>TUTTO PARLA DI TE<\/b><br \/>\n  di Alina Marazzi (Italia\/2012)<br \/>\n  HD, colore, 90&#8242;<br \/>\n  Pauline torna a Torino, sua citt\u00e0 natale, per la prima volta dopo molti anni e riprende contatto con una conoscente, Angela, che ora dirige un Centro per la maternit\u00e0. Qui Pauline intraprende una ricerca sulle esperienze e i problemi delle mamme di oggi, a partire da testimonianze, video, fotografie raccolti da Angela. Tra le donne che frequentano il Centro c\u2019\u00e8 Emma, una giovane danzatrice, bella e sfuggente, in crisi profonda: non sa come affrontare le responsabilit\u00e0 cui la maternit\u00e0 la costringe, vede la sua vita a un punto fermo, si sente sola e incapace.<br \/>\n  Tra le due donne si sviluppa un rapporto di complicit\u00e0 che in un gioco di rispecchiamento porter\u00e0 Pauline a fare i conti con il proprio tragico passato e permetter\u00e0 a Emma di ritrovare la sua nuova identit\u00e0 di madre.<br \/>\n  Muovendosi tra finzione e testimonianze vere, il film di Alina Marazzi affronta in maniera complessa il sentimento ambivalente provato dalle donne nei confronti dei propri figli, un affondo personale e suggestivo verso un rimosso della societ\u00e0.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>IN UNO STATO LIBERO<\/b><br \/>\n  di Paola Piacenza (Italia\/2012)<br \/>\n  minidv, colore, 74&#8242;<br \/>\n  Zarzis TV \u00e8 una webTV fondata da tre giovani tunisini all\u2019indomani del crollo del regime di Ben Ali il 14 gennaio 2011. \u201cVoce libera\u201d del sud del Paese, povero, tradizionalista e da sempre negletto dal potere centrale, Zarzis TV e i suoi tre fondatori vivono da protagonisti una stagione cruciale per la storia della Tunisia, in una citt\u00e0 che vive le contraddizioni di un presente carico di incertezze e sperimenta contemporaneamente l\u2019euforia per la liberazione dalla dittatura e gli esodi in massa verso Lampedusa. La realt\u00e0 che i tre ragazzi registrano nei loro video \u00e8 ambigua come lo \u00e8 quella di un luogo in rapida mutazione. Mentre la citt\u00e0 e il Paese perde un\u2019intera generazione, quella dei loro coetanei in fuga verso l\u2019Europa, all\u2019unisono, la macchina da presa dei tre citizen journalist filma l&#8217;ingresso, attraverso il valico di Ras Jedir a pochi chilometri da l\u00ec, di folle di profughi in fuga dalla Libia in guerra.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\" align=\"center\"><font face=\"Tahoma\" style=\"font-size: 8pt; font-weight: 700\"><a href=\"#HOME\">&#8593; torna alle sezioni &#8593;<\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td bgcolor=\"#F4970B\" height=\"30\">&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font face=\"Georgia\">\u2022 <\/font><\/b><font face=\"Georgia\"><b><a name=\"Fuori_formato\">Fuori formato<\/a><\/b><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>A TENTONI COME FOSSE NOTTE<\/b><br \/>\n  di Filippo Ticozzi (Italia\/2012)<br \/>\n  HD, colore, 28&#8242; <br \/>\n  Lontani dal mondo, riuniti in una comunit\u00e0 di vita e servizio che li accoglie accudendoli e cerca di dargli pace presentandogli Dio, i protagonisti del film sono persone con disagi psichici, che non riescono a integrarsi facilmente nella societ\u00e0 ma hanno molto da offrire allo spettatore.<br \/>\n  Messi nella posizione centrale di chi osserva una rappresentazione che si dispiega davanti al nostro sguardo, ci si interroga sulla distanza tra ruolo e persona, tra indole e cultura assistendo a una serie di monologhi di stupefacente potenza espressiva. Perch\u00e9 le questioni su cui si tormentano i residenti della Comunit\u00e0 non sono troppo distanti dai dubbi esistenziali e comportamentali che hanno segnato la nostra societ\u00e0.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>GREEN GOLD<\/b> (L\u2019oro verde)<br \/>\n  di Lorenzo Casali e Micol Roubini (Finlandia\/2012)<br \/>\n  DVCAM, colore, 14&#8242;<br \/>\n  Come atomi impazziti degli insetti planano sul pelo dell\u2019acqua increspando la superficie di una pozzanghera: il mistero di piccole forme di vita di una natura che pare incontaminata. All&#8217;arrivo della sera un porcospino in allerta drizza gli aculei: un segnale di tensione che trova la propria figurazione nella comparsa di strutture misteriose, i suoni del bosco si fondono coi ronzii artificiali. In un cielo plumbeo il vento agita esili betulle oltre le quali appare una lamiera, urla strazianti svelano la presenza inaspettata di un\u2019industria atroce. Da uno specchio d\u2019acqua all\u2019alba salgono lente dalle nebbie quasi a cancellare il paesaggio. Un&#8217;indagine visiva sui confini tra mondo naturale e intervento dell&#8217;uomo, condotta con immagini suggestive che partono dal microcosmo per svelare un ordine profondamente turbato dalle costrizioni artificiali imposte all&#8217;ambiente.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>MARKER<\/b><br \/>\n  di Luca Lomonaco (Italia\/2012)<br \/>\n  HD, colore, 14&#8242;<br \/>\n  La terrazza dell&#8217;aereoporto \u00e8 il luogo del ricordo per il protagonista de La Jet\u00e9e di Chris Marker: da qui parte l&#8217;esplorazione visiva di Luca Lomonaco che rivolge la sua attenzione verso un viaggio lontano e suggestivo. Marker esplora l&#8217;impossibilit\u00e0 del linguaggio, l&#8217;inconsistenza della memoria, giocando ed evadendo forme e strutture narrative, nel tentativo di descrivere un&#8217;assenza, una distanza. \u00c8 una storia raccontata all&#8217;orecchio. \u00c8 un segreto nascosto a Shangai.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>MASSE NELLA GEOMETRIA RIVELATA DELLO SPAZIO-TEMPO<\/b><br \/>\n  di Ilaria Pezone (Italia\/2012)<br \/>\n  HD, colore e b\/n, 22&#8242;<br \/>\n  Salvatore de Gennaro \u00e8 un giovane cantante prodigioso. L&#8217;ampiezza della sua estensione vocale lo fa immediatamente diventare un protagonista matrioska che contiene una variet\u00e0 di personaggi. Cantante e attore napoletano, incontrato dalla regista ad un concerto nella provincia di Lecco, Salvatore diventa l&#8217;occasione per indagare l&#8217;interiorit\u00e0 di una persona espressa attraverso l&#8217;arte vocale, per mettere in discussione il modo di rapportarsi alla vita e all&#8217;arte, per tentare di varcare il muro della autorappresentazione. Un ritratto singolare condotto dallo sguardo vigile dell&#8217;autrice, che accorda al protagonista un nuovo spazio per creare una propria identit\u00e0 e mettere in crisi l&#8217;apparenza.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>SHAPES<\/b><br \/>\n  di Francesco Mattuzzi (Italia\/2012)<br \/>\n  HD, colore, 9&#8242;<br \/>\n  Cinque sequenze attraversano luoghi ispirati all&#8217;architettura spaziale. Un viaggio che incontra volumi, forme ispirate alla natura e che dalla natura stessa sono fagocitate. Il tempo \u00e8 immobile in un&#8217;atmosfera cristallizzata e fantascientifica. La presenza umana \u00e8 rarefatta: minuscole forme di vita che si animano in uno scenario da Atlantide ritrovata. La colonna sonora \u00e8 affidata alla musicista Chiara Luzzana, la quale attraverso le registrazioni ambientali e di macchinari Olivetti ha rielaborato ogni suono originale.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\" align=\"center\"><font face=\"Tahoma\" style=\"font-size: 8pt; font-weight: 700\"><a href=\"#HOME\">&#8593; torna alle sezioni &#8593;<\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td bgcolor=\"#00C096\" height=\"30\">&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font face=\"Georgia\">\u2022 <\/font><\/b><font face=\"Georgia\"><b><a name=\"If,_immagina_il_futuro\">If, immagina il futuro<\/a><\/b><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>HOLY MOTORS<\/b><br \/>\n  di Leos Carax (Francia-Germania\/2012)<br \/>\n  HD, colore, 115&#8242; <br \/>\n  Dall&#8217;alba al tramonto, un giorno della vita di Monsieur Oscar, un personaggio oscuro che attraversa Parigi a bordo di una limousine bianca. A condurlo da un appuntamento di lavoro all&#8217;altro c&#8217;\u00e8 C\u00e9line, una donna bionda, puntuale e silenziosa. Ogni tappa della giornata prevede un nuovo ruolo per Oscar, che di volta in volta si trasforma in capitano d&#8217;industria, assassino, mendicante, mostro, padre di famiglia&#8230; Ma quali sono i limiti tra la sua identit\u00e0 e i personaggi che si trova a interpretare? Dove \u00e8 la sua vera casa, la sua famiglia, il suo riposo?<br \/>\n  A tredici anni di distanza dall&#8217;ultimo film, Leos Carax torna con un&#8217;opera epocale che racchiude una riflessione sull&#8217;avvenire del cinema nel momento della sua presunta morte. Un folgorante caleidoscopio che centrifuga passato e futuro interrogandosi sul ruolo dell&#8217;uomo all&#8217;epoca del dominio della macchina. <br \/>\n  <span style=\"background-color: #75AADB\"><font color=\"#FFFFFF\">FOCUS:<\/font><\/span> <i>HOLY MOTORS \u2013 <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=22456\">recensione<\/a><\/i><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>TABU<\/b><br \/>\n  di Miguel Gomes (Portogallo-Germania-Brasile-Francia\/2012)<br \/>\n  35mm, b\/n, 118&#8242;<br \/>\n  Un&#8217;anziana signora, Aurora, vive i suoi ultimi giorni divisa tra il dolore di una figlia lontana e il vizio per il gioco d&#8217;azzardo. Le uniche persone che possono starle accanto sono la sua cameriera di Capo Verde e Pilar, una fervente cattolica dedita ai casi sociali. Quando Aurora esprime quello che sembra essere la sua ultima volont\u00e0, incontrare un uomo dal misterioso nome Ventura, il film abbandona i colori per recuperare le suggestioni del cinema muto. La figura di una giovane Aurora si muove nei suggestivi scenari del Mozambico, ancora colonia portoghese, dove vive un&#8217;intensa storia d&#8217;amore con l&#8217;affascinante avventuriero ai piedi del monte Tabu. Nel frattempo un coccodrillo vaga nelle acque melmose, simbolo di una passione piena d&#8217;angoscia e di tormento.<br \/>\n  Partendo dalle rievocazioni di Tabu di Murnau (1931), Miguel Gomes confeziona la sua opera di maggior rilievo, intrisa di passione per il cinema e di memoria del secolo passato, trovando il giusto equilibrio tra la forza del melodramma e l&#8217;ironia iconoclasta dello sguardo.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>THE MURDER OF HI GOOD<\/b><br \/>\n  di Lee Lynch (USA\/2012)<br \/>\n  35 mm, Super 16mm\/ super 8mm\/Mini DV, colore e b\/n, 65&#8242; <br \/>\n  Hi Good \u00e8 una figura storica americana, un noto cacciatore di indiani operante nel North Carolina, che fu brutalmente ucciso nel 1870, pochi anni dopo aver abbandonato il suo sinistro mandato. Mentre Lee Lynch aveva guadagnato la sua reputazione con film curiosamente antropologici, legati al paesaggio americano e al suo passato storico (compreso The Wash, 2006, e Bower\u2019s Cave, 2009, entrambi realizzati con Lee Anne Schmidt), stavolta ritorna con un autentico western in costume. Il tutto realizzato con un budget pi\u00f9 che modesto e con una narrativa caotica che va contro le tradizionali sceneggiature dei suoi film passati. Fin dall\u2019incipit di questo film, tratto da una storia vera, viene rivisitato il rapporto tra i visi pallidi e i pellerossa, proposto non con semplificazioni eccessive ma scavando pi\u00f9 a fondo queste ambigue relazioni, tanto attraverso il fascino della repulsione quanto attraverso il cieco paternalismo. Inoltre nel film si mescolano immagini dal sapore antico con altre esplicitamente contemporanee, miscelando naturalismo con fantastico, il tutto senza mostrare palese violenza. Questo \u00e8 un genere di film che rompe le sue stesse regole, con lo scopo di gettar nuova luce sul genere stesso.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\" align=\"center\"><font face=\"Tahoma\" style=\"font-size: 8pt; font-weight: 700\"><a href=\"#HOME\">&#8593; torna alle sezioni &#8593;<\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td height=\"30\" bgcolor=\"#66FF33\">&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font face=\"Georgia\">\u2022 <a name=\"Passion\">Passion<\/a><\/font><\/b><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>ATLANTE SILVESTRE<\/b><br \/>\n  di Micol Roubini (Italia\/2012)<br \/>\n  HD, colore, 13&#8242; <br \/>\n  Estate, l\u2019alveo di un torrente, alcune piante cresciute tra i massi di granito, parte del fabbricato di una piccola centrale idroelettrica. Un gruppo di ragazzi cala con cura un telone sulle grate della condotta forzata. La pozza inizia a riempirsi e il livello dell\u2019acqua sale di oltre un metro.<br \/>\n  Valle delle Foppe di Braone, duemila e cento metri. Le vette delle montagne da cui nasce il torrente sono illuminate dalla luce fioca dell\u2019alba. Radi segni della presenza dell\u2019uomo: una bandiera di latta, un\u2019antenna, il suono dei campanacci in lontananza. Lentamente la nebbia inghiotte le creste e nel bosco si sentono lontani i latrati dei cani, poi uno sparo: un uomo con un fucile cammina tra le frasche. Nel fitto della vegetazione si intravedono strutture in apparente abbandono, ricoperte parzialmente da muschi e funghi e divenute parte del bosco. Il suono dell\u2019acqua diviene gradualmente pi\u00f9 debole e risuona quasi metallico, un\u2019inquadratura pi\u00f9 ampia rivela la presenza di una condotta forzata.<br \/>\n  Un uomo con un impermeabile e stivali da pesca preleva con una rete degli avannotti che poi versa attentamente in un secchio, le montagne si stagliano grigie nella fredda luce autunnale. Pi\u00f9 in alto, nei boschi, i pesci, trasportati in sacchi di plastica vengono seminati nelle acque cristalline del torrente. All\u2019interno della centrale tutto tace, i macchinari sembrano non essere in funzione da tempo, l\u2019aria muove appena i fogli di registro appesi e i fili delle ragnatele che si sono formate sui manometri. Cala la sera sul paese e una leggera nebbia ricopre i campi, le prime nevi imbiancano gi\u00e0 le vette pi\u00f9 alte.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>DOLPHIN GIRLS: EXIT STRATEGY<\/b><br \/>\n  di Giada Totaro (Italia\/2012)<br \/>\n  HDV, colore, 15&#8242; <br \/>\n  Le Dolphin Girls sono adolescenti di et\u00e0 compresa tra 13 e 17 anni che presentano un disagio psicologico pi\u00f9 o meno severo, accolte dalla comunit\u00e0 terapeutica \u201cI Delfini\u201d, situata nell&#8217;ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini ad Affori (Milano). Le Dolphin Girls fanno parte della Compagnia Delfine, fondata nel 2008 da Giada Totaro, in memoria di Sarah Kane, scrittrice e drammaturga britannica (1971-1999), con lo scopo di condurre un&#8217;edizione annuale del \u201cLaboratorio d&#8217;arte sociale multimediale\u201d, una pratica di appropiazione di differenti linguaggi artistici, tradizionali e multimediali. <br \/>\n  Dolphin Girls: Exit Strategy \u00e8 un docu-drama che svela il processo di produzione partecipata di uno spot di comunicazione sociale, ispirato alla tematica di Filmmaker 2012: Passion: la passione come desiderio. Le passioni delle Dolphin Girls a volte possono diventare oscure e pericolose. Un&#8217;adolescente, immersa in un parco, trova e ricompone le tessere di un puzzle che rappresenta i frammenti del suo corpo. Ogni volta che la ragazza entra in contatto con una parte di se stessa, questa le fa rivivere ricordi, sogni e desideri. L&#8217;exit strategy \u00e8 l&#8217;invito a condividerli per viverli positivamente. Tutte le Ragazze Delfine hanno un solo bisogno comune, che non \u00e8 quello di mettere in scena la sofferenza o la violenza, ma parlare dell\u2019amore. E soprattutto dell\u2019amore dell\u2019altro.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>SAR\u00c0 STATO<\/b><br \/>\n  di Marta Roberti (Italia\/2012)<br \/>\n  HD, b\/n, 4&#8242;<br \/>\n  Una combinazione di immagini-ricordo e immagini-sogno dove i personaggi sono preda di flashback, percezioni, ricordi, traumi che arrestano e differiscono l&#8217;azione.<br \/>\n  Il titolo stesso del lavoro Sar\u00e0 stato sottolinea che in questo film il tempo \u00e8 trattato come memoria, gli avvenimenti sono descritti come ricordi e il passato \u00e8 come se avesse abrogato il futuro.<br \/>\n  Due sorelle dormono nello stesso letto: la pi\u00f9 grande si sveglia e prova a baciare l&#8217;altra dormiente che si divincola. Una bambina scruta dalla finestra, vuole uscire ma la madre \u00e8 d&#8217;accordo. Alcuni bambini travestiti da pierrot si ritrovano in una faggeta immersa nella neve e fanno a gara a chi fa la pip\u00ec pi\u00f9 lontano, dando una delle prime prove della loro virilit\u00e0. Alcune bambine osservano e ridono.<br \/>\n  Le atmosfere del film sono ispirate ai casi clinici trattati da Freud, che ha trascritto i ricordi e i traumi infantili dei propri pazienti come nel caso del piccolo Hans o dell&#8217;uomo dei lupi.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\" align=\"center\"><font face=\"Tahoma\" style=\"font-size: 8pt; font-weight: 700\"><a href=\"#HOME\">&#8593; torna alle sezioni &#8593;<\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td bgcolor=\"#FFFF00\" height=\"30\">&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font face=\"Georgia\">\u2022 <\/font><\/b><font face=\"Georgia\"><b><a name=\"Cinema_Corsaro\">Cinema Corsaro<\/a><\/b><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>CARMELA, SALVATA DAI FILIBUSTIERI<\/b><br \/>\n  di Giovanni Maderna e Mauro Santini (Italia\/2012)<br \/>\n  HD, colore, 76&#8242;<br \/>\n  Come Carmaux e Wan Stiller, Mimmo e Suss\u00f2, pescatori della Citt\u00e0 Vecchia di Taranto, sono due filibustieri alla ricerca della misteriosa Carmela, due pirati moderni tra avventure ed incontri, tra sotterranei nascosti e uscite in barca, duelli e sogni. Parlano una lingua arcana, insolita, antica. Mimmo e Suss\u00f2 sono sulle tracce di Carmela, una fanciulla apparsa in sogno alla madre, una Morgan anziana e visionaria. La fanciulla \u00e8 la presenza immaginifica che li muove attraverso lo spazio e il tempo. Ispirato a &quot;Jolanda, la figlia del Corsaro Nero&quot; di Emilio Salgari, il film insegue la vita libera dei pirati di oggi nella citt\u00e0 di Taranto: sono pescatori rapiti da suggestioni temporanee e antiche reminiscenze, in un felice incontro tra rielaborazione orale e nuova invenzione di una storia avventurosa che appare nella sua sorprendente quotidianit\u00e0.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>GLI INTREPIDI<\/b><br \/>\n  di Giovanni Cioni (Italia\/2012)<br \/>\n  Dvcam, colore, 90&#8242;<br \/>\n  I cannibali escono dalle pagine di Emilio Salgari per approdare nell&#8217;immaginario contemporaneo: con questa immagine suggestiva e inquietante si apre il film corsaro di Giovanni Cioni. L&#8217;avventura risiede nell&#8217;erranza di ragazzi mascherati da esseri primitivi, di adolescenti che provano ad uscire dalle loro camerette, di attori che si trovano ad essere pirati per un giorno, un po&#8217; consenzienti e un po&#8217; controvoglia, abbandonati da un regista in balia delle proprie urgenze.<br \/>\n  Siamo in un paese dell\u2019Appennino toscano, dove un gruppo di amici \u00e8 interrogato sulla possibilit\u00e0 di realizzare un film di pirati senza Johnny Depp ma con David Bowie, l\u2019uomo caduto sulla terra, a cui scrivere inenarrabili lettere d&#8217;amore. Tutto per ritrovare l&#8217;avventura nella quotidianit\u00e0 della vita, riscoprendo la forza del cinema, che mescola diverse istanze per spalancare un nuovo immaginario.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>IL FIUME, A RITROSO<\/b><br \/>\n  di Mauro Santini (Italia\/2012)<br \/>\n  HD, colore, 47&#8242;<br \/>\n  Una ragazza risale un fiume dalla foce, forse in cerca di un luogo o in fuga da qualcosa. Tra lupi e sguardi misteriosi, trover\u00e0 qualcuno che le dar\u00e0 rifugio e che, a sua volta, le chieder\u00e0 aiuto. Il film mette in relazione due solitudini: quella inquieta e post-adolescenziale di Nicoletta, ragazza in perenne fuga e ricerca di s\u00e9, con quella razionale e metodica di Andrea, naturalista e profondo conoscitore del mondo dei lupi. I due si incontrano il giorno stesso del loro arrivo al rifugio. Poi c&#8217;\u00e8 l&#8217;attesa: nel buio del bosco o al tepore di un camino, i due giovani aspettano che qualcosa accada, attendono di trovarsi davvero, al di l\u00e0 di qualsiasi pagina scritta, svelando la propria identit\u00e0. E questo \u00e8 ci\u00f2 che avviene.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JOLANDA TRA BIMBA E CORSARA<\/b><br \/>\n  di Tonino De Bernardi (Italia\/2012)<br \/>\n  minidv, colore, 120&#8242;<br \/>\n  Jolanda, tra bimba e corsara \u00e8 un viaggio all\u2019interno dell\u2019immaginario salgariano e al contempo del nucleo familiare di Tonino De Bernardi, autore di un cinema personale e poetico. Protagonisti sono i bambini, i soli pirati nella societ\u00e0 contemporanea, che scorrazzano liberi nella campagna torinese, accanto a loro si dispiegano le esistenze dei loro familiari: i peregrinaggi sui luoghi salgariani di De Bernardi, un giovane regista che monta il suo film, un gruppo musicale urla la sua rabbia esistenziale, alcuni amici scherzano durante una cena, i cortei e le proteste No Tav.<br \/>\n  Una voce fuori campo legge le ultime lettere di Salgari, scritte a editori, familiari e colleghi prima del suicidio del 1911: un&#8217;evocazione nella Torino ricoperta dalla neve dell&#8217;intimit\u00e0 di un fantasma che, come per magia, sembra sovrapporsi al cineasta.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\" align=\"center\"><font face=\"Tahoma\" style=\"font-size: 8pt; font-weight: 700\"><a href=\"#HOME\">&#8593; torna alle sezioni &#8593;<\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td height=\"30\" bgcolor=\"#FF00FF\">&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font face=\"Georgia\">\u2022 <\/font><\/b><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b><a name=\"Milanometropoli\">Milanometropoli<\/a><\/b><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>CORPO DOCENTE<\/b><br \/>\n  di Diego Venezia (Italia\/2012)<br \/>\n  Minidv, colore, 43&#8242;<br \/>\n  Corpo Docente propone una serie di interviste fatte a giovani professori che descrivono il loro metodo ideale per rapportarsi agli alunni e per insegnare al meglio nella scuola di oggi. Partendo dalle situazioni spiacevoli successe quando erano ancora alunni, con professori che lanciano scarpe o che dividono la classe in bravi e asini, passando per l&#8217;abbigliamento ideale per insegnare senza risultare troppo volgari, si arriva a confezionare un film di testimonianze volte ad avvicinare il corpo docente agli alunni, evidenziandone paure, obiettivi, fissazioni. Il tutto contrapponendo costantemente l&#8217;audio con le immagini: ogni dichiarazione risuona su corridoi, aule scolastiche, schermi bui di una scuola che resta misteriosa, mentre un corpo di ballo impersonifica i diversi stati d&#8217;animo dei giovani professori.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>EFFETTO THIORO<\/b><br \/>\n  di Alessandro Penta (Italia\/2012)<br \/>\n  DV Cam, colore, 60&#8242;<br \/>\n  Thioro ha 11 mesi, gli occhi furbi e pieni di vita, una mamma italiana e un pap\u00e0 senegalese. Vive nella periferia di Milano e si appresta a intraprendere il suo primo viaggio verso Diol Kadd, il piccolo villaggio a est di Dakar dove abita suo padre, in cui verr\u00e0 battezzata.<br \/>\n  \u00c8 la prima bambina del villaggio nata da una coppia mista e, senza saperlo, con la sua sola presenza diventa traccia di un incontro tra mondi diversi, culture diverse, tradizioni e credenze diverse. Un\u2019assoluta novit\u00e0, che genera entusiasmo per molti, incomprensione per alcuni, cambiamento per tutti.<br \/>\n  Di fianco alla storia della piccola, due genitori diversi nel colore della pelle ma identici nei sogni e nei progetti di un futuro insieme. Una madre aperta alla nuova cultura del marito, sempre sorridente e disponibile. Un padre attivo, dolce e volenteroso, motivato e pronto ad abbandonare la sua terra natia per lavorare e dare un futuro migliore alla famiglia. Un ritratto di una nuova famiglia pronta a superare diversit\u00e0 e difficolt\u00e0 per amore.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>IO CI SONO<\/b><br \/>\n  di Alessandro Abba Legnazzi (Italia\/2012)<br \/>\n  HD, colore, 96&#8242; <br \/>\n  Un giorno le maestre si accorgono che il loro metodo d\u2019insegnamento non \u00e8 pi\u00f9 efficace. Allora si fermano, indicono un\u2019assemblea collettiva e ne discutono insieme ai propri alunni. Dopo alcune ore di dibattito, insegnanti e bambini concordano un nuovo sistema educativo.<br \/>\n  Attraverso una raccolta di brevi racconti, Io ci sono narra questa piccola e ludica rivoluzione scolastica.<br \/>\n  I protagonisti sono le insegnanti e i bambini della quarta elementare della scuola \u201cM. Calini\u201d di Brescia.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>MARTESANA, LE STAGIONI IN CITTA&#8217;. INVERNO <\/b><br \/>\n  di Titta Cosetta Raccagni (Italia\/2012)<br \/>\n  HDV, colore, 12&#8242;<br \/>\n  Martesana, le stagioni citt\u00e0 \u00e8 un progetto di film documentario suddiviso in quattro parti, che corrispondono alle quattro stagioni.<br \/>\n  Ogni stagione rivela la natura di un paesaggio peculiare della citt\u00e0 di Milano e insieme accenna a un tema differente.<br \/>\n  Inverno sfiora quello della memoria, con delicatezza, come una suggestione. Mentre la neve ricopre il canale, il parco, e tutto si fa ovattato e fermo, affiora qualche segmento della vita che fu.<br \/>\n  La Martesana era luogo delle osterie, delle balere, dei barconi e delle lavandaie.<br \/>\n  Era il canale dove ci si poteva tuffare come refrigerio alla calura cittadina.<br \/>\n  Fantasmi ormai lontani di una Milano sepolta, diversa e popolare.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>STORIA DI FILOMENA E ANTONIO: gli anni &#8217;70 e la droga a Milano<\/b><br \/>\n  di Antonello Branca (Italia\/1976)<br \/>\n  16mm, b\/n, 60&#8242;<br \/>\n  Filomena ha solo ventiquattro anni e racconta con una lucidit\u00e0 che toglie il fiato il suo percorso di bimba rinchiusa in collegio, scappata di casa, ripresa dalla famiglia e trattata come donna perduta. Racconta il matrimonio con un ragazzo emigrato in Germania, e la sua incapacit\u00e0 di adattarsi a questa nuova situazione. Narra l&#8217;arrivo a Milano, l&#8217;incontro con Antonio e quello con la droga. Un dialogo a due voci traccia il quadro spietato della tossicodipendenza, della ricerca quotidiana della dose e dei tentativi di venirne fuori.<br \/>\n  Un documento struggente, soprattutto per la lucidit\u00e0, la misura, la maturit\u00e0 e l&#8217;intelligenza di due figure indimenticabili; diventato celebre come il film sulla penetrazione della droga nella citt\u00e0 di Milano.<br \/>\n  <span style=\"background-color: #75AADB\"><font color=\"#FFFFFF\">FOCUS:<\/font><\/span> <i>ANTONELLO BRANCA \u2013 <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=6507\">biografia<\/a><\/i><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>PASM<\/b><br \/>\n  di Stefano Pistolini e Ranuccio Sodi (Italia\/2012)<br \/>\n  Full HD, colore, 67&#8242;<br \/>\n  Francesco Bonami, curatore d\u2019arte di statura internazionale, chiamato dall\u2019Amministrazione comunale di Milano a elaborare idee e strategie per risollevare l\u2019arte e la cultura milanesi, esplora con lo spettatore le tante facce di quella che egli definisce l\u2019unica metropoli italiana. E lo fa partendo da s\u00e9 e dalle origini della propria esperienza milanese, collocata negli anni Ottanta in corrispondenza con l\u2019esplosione artistica che segu\u00ec la buia stagione degli \u201canni di piombo\u201d.<br \/>\n  La sua missione \u00e8 di comprendere le cause della crisi culturale odierna e trovare una soluzione per scuotere una citt\u00e0 che sembra priva di un\u2019identit\u00e0 forte, incapace di esprimere una progetto riconoscibile. Nella calura del luglio meneghino, Bonami attraversa la citt\u00e0, toccando luoghi esemplari come piazza Affari con il celebre Dito di Catellan impacchettato per manutenzione e altri meno ufficiali come il negozio di Abercrombie &amp; Fitch in corso Matteotti, riferimento estetico di giovani d\u2019ogni estrazione.<br \/>\n  Molti gli intellettuali e gli operatori culturali incontrati: non manca la speranza, riposta nelle realt\u00e0 fresche come la Santeria di Poncho, e nell\u2019alto numero di spazi disponibili e interessanti, come l\u2019Hangar Bicocca. Al termine del viaggio Bonami incontra l\u2019assessore Stefano Boeri che all\u2019Ansaldo, spazio destinato ad ospitare le Officine Culturali della citt\u00e0, scommette sul futuro della citt\u00e0 e idealmente consegna ai cittadini il suo impegno amministrativo e politico.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>VADO A VIVERE DA SOLA<\/b><br \/>\n  di Christian Giuffrida (Italia\/2012)<br \/>\n  HDCam, col. e b\/n, 34&#8242;<br \/>\n  A Milano, in via Morigi al numero 8 si affaccia una casa, che guarda le rovine romane e sopravvive anch&#8217;essa ai fiumi dei cambiamenti nella storia della citt\u00e0. Negli anni &#8217;70 Casa Morigi rifiorisce di vita giovane ed esuberante nel contesto di lotta per il diritto alla casa, trasformandosi in casa occupata. Il luglio 2012 segna la fine di questa esperienza. Qui hanno abitato Ingrid e Matteo, con loro altre persone e famiglie, artigiani e associazioni. Matteo, con la sua compagna Cristina e i loro bambini Frida e Romeo, nati l\u00ec, ha vissuto intensamente l&#8217;esperienza politica e sociale dell&#8217;autogestione; ora, ha scelto una casa in Brianza, che \u00e8 il luogo natio di Cristina, ma rimane fino alla fine a resistere in Morigi. Ingrid, madre separata con sua figlia Amiel, ha appena realizzato la decisione di andare a \u201cvivere da sola\u201d: percepisce un cambiamento che porta con s\u00e9 un senso di libert\u00e0 e individualit\u00e0 e che la fa sentire bene. Amiel, adolescente cresciuta dall&#8217;et\u00e0 di due anni nella casa \u201cmamma\u201d Morigi, si separa con leggerezza dalla sua infanzia.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\" align=\"center\"><font face=\"Tahoma\" style=\"font-size: 8pt; font-weight: 700\"><a href=\"#HOME\">&#8593; torna alle sezioni &#8593;<\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td bgcolor=\"#CC00FF\" height=\"30\">&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font face=\"Georgia\">\u2022 <\/font><\/b><font face=\"Georgia\"><b><a name=\"Omaggi\">Omaggi<\/a><\/b><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>A BIENT\u00d4T, J&#8217;ESP\u00c8RE<\/b><br \/>\n  di Chris Marker e Mario Marret (Francia\/1968)<br \/>\n  35mm, colore, 55&#8242;<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>TRYING TO KISS THE MOON<\/b><br \/>\n  di Stephen Dwoskin (UK\/1994)<br \/>\n  Colore, 95&#8242;<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>L&#8217;AMBASSADE<\/b><br \/>\n  di Chris Marker (Francia\/1973)<br \/>\n  Video, colore, 20&#8242;<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>TINO E TANO<\/b><br \/>\n  di Giuseppe Bertolucci (Italia-Svizzera\/1996)<br \/>\n  35mm, colore, 9&#8242;<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>IL VIAGGIATORE CERIMONIOSO<\/b><br \/>\n  di Giuseppe Bertolucci (Italia\/1991)<br \/>\n  Video, colore, 30&#8242;<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>RACCIONEPECCUI<\/b><br \/>\n  di Giuseppe Bertolucci (Italia-Svizzera\/2005)<br \/>\n  Video, colore, 39&#8242;<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\" align=\"center\"><font face=\"Tahoma\" style=\"font-size: 8pt; font-weight: 700\"><a href=\"#HOME\">&#8593; torna alle sezioni &#8593;<\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td bgcolor=\"#009999\" height=\"30\">&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font face=\"Georgia\">\u2022 <\/font><\/b><font face=\"Georgia\"><b><a name=\"Retrospettiva_Allan_King\">Retrospettiva Allan King<\/a><\/b><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>A MARRIED COUPLE<\/b><br \/>\n  (Canada\/1969)<br \/>\n  16 mm, colore, 96&#8242;<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>A MATTER OF PRIDE<\/b><br \/>\n  (Canada\/1961)<br \/>\n  16 mm, b&amp;n, 60&#8242;<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>COME ON CHILDREN<\/b><br \/>\n  (Canada\/1973)<br \/>\n  16 mm, colore, 94&#8242;<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>DYING AT GRACE<\/b><br \/>\n  (Canada\/2003)<br \/>\n  video, colore, 147&#8242;<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>MEMORY FOR MAX, CLAIRE, IDA AND COMPANY<\/b><br \/>\n  (Canada\/2005)<br \/>\n  video, colore, 112&#8242;<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>WARRENDALE<\/b><br \/>\n  (Canada\/1967)<br \/>\n  16 mm, b&amp;n, 100&#8242;<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>DREAMS<\/b><br \/>\n  (Canada\/1962)<br \/>\n  16 mm, b&amp;n, 30&#8242;<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\" align=\"center\"><font face=\"Tahoma\" style=\"font-size: 8pt; font-weight: 700\"><a href=\"#HOME\">&#8593; torna alle sezioni &#8593;<\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td bgcolor=\"#FF0000\" height=\"30\">&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font face=\"Georgia\">\u2022 <\/font><\/b><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b><a name=\"Archivi\">Archivi<\/a><\/b><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>GO BURNING ATACAMA GO<\/b><br \/>\n  di Alberto Gemmi (Italia-Germania\/2012)<br \/>\n  8mm e Super 8, colore e b\/n, 6&#8242;<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>L&#8217;ORO BIANCO E ALTRI RACCONTI<\/b><br \/>\n  di Lorenzo Apolli (Italia\/2012)<br \/>\n  MiniDv, colore, 25&#8242;<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>ANITA<\/b><br \/>\n  di Luca Magi (Italia\/2012)<br \/>\n  HD, 8mm, colore e b\/n, 55&#8242;<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>SPOOL<\/b><br \/>\n  Iniziato nel 2007 e tuttora in corso, il progetto SPOOL consiste nel recupero di archivi video di film di famiglia. Ogni archivio \u00e8 analizzato nelle sue specifiche e ristrutturato in un video, chiamato tape. Ciascuna tape del progetto, differente dall\u2019altra per tipologia di intervento e durata, \u00e8 aggiunta alla precedente costituendo SPOOL come un unico corpus in continua espansione.<br \/>\n  Dal 2007 ad oggi sono state realizzate sette tape del progetto: Tape 01 . Lia (2007), Tape 02 . Roger (2007), Tape 03 . Rita (2008), Tape 04 . Giulio (2010), Tape 05 . Elena (2011), Tape 06 . Martina (2011) e Tape 07.Cecilia (2012).<br \/>\n  All\u2019interno del Festival, in una serata dedicata al progetto, una selezione di SPOOL sar\u00e0 proiettata e messa a confronto con altri materiali audiovisivi scelti da Federico Chiari, sound designer e dj, e Tommaso Isabella, studioso di cinema presso l&#8217;Universit\u00e0 di Bergamo e critico cinematografico, invitati assieme all\u2019artista ad aprire il progetto attraverso il proprio sguardo.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>TUaSESTO<\/b><br \/>\n  di Giusi Castelli, Alberto Gemmi e Elisa Piria (Italia\/2012)<br \/>\n  HDV, b\/n e colore, 28&#8242;<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\" align=\"center\"><font face=\"Tahoma\" style=\"font-size: 8pt; font-weight: 700\"><a href=\"#HOME\">&#8593; torna alle sezioni &#8593;<\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>I luoghi del festival<\/b><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>SPAZIO OBERDAN<\/b><br \/>\nViale Vittorio Veneto 2, angolo piazza Oberdan &#8211; Milano<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>SPAZIO NEON FABBRICA DEL VAPORE<\/b><br \/>\nVia Procaccini 4 &#8211; Milano<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>CINEMA PALESTRINA<\/b><br \/>\nVia Palestrina 7 &#8211; Milano<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0; line-height:150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.filmmakerfest.com\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"http:\/\/www.filmmakerfest.com\/Content\/Images\/filmmaker.png\" width=\"434\" height=\"48\"><\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0; line-height:150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><a href=\"http:\/\/www.filmmakerfest.com\">www.filmmakerfest.com<\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0; line-height:150%\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FILMMAKERFEST 2012 30 novembre &#8211; 9 dicembre 2012 Spazio Oberdan, Cinema Palestrina, La Fabbrica del Vapore (Milano) www.filmmakerfest.com Dal 1980 l&#8217;associazione Filmmaker promuove un piccolo festival che negli anni \u00e8 divenuto un punto di riferimento irrinunciabile per la cinefilia meneghina. 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