{"id":25258,"date":"2012-12-26T17:10:04","date_gmt":"2012-12-26T16:10:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25258"},"modified":"2016-11-02T18:50:38","modified_gmt":"2016-11-02T17:50:38","slug":"il-cinema-nietzschiano-di-nicolas-winding-refn","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25258","title":{"rendered":"Il cinema nietzschiano di Nicolas Winding Refn"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37620\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/drive_refn_act_cover.jpg\" alt=\"drive_refn_act_cover\" width=\"1112\" height=\"741\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/drive_refn_act_cover.jpg 1112w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/drive_refn_act_cover-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/drive_refn_act_cover-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/drive_refn_act_cover-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/drive_refn_act_cover-436x291.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/drive_refn_act_cover-673x449.jpg 673w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/drive_refn_act_cover-950x633.jpg 950w\" sizes=\"auto, (max-width: 1112px) 100vw, 1112px\" \/><br \/>\n<strong>ART IS AN ACT OF VIOLENCE<\/strong><br \/>\n<strong> Il cinema nietzschiano di Nicolas Winding Refn<\/strong><br \/>\na cura di Gabriele Baldaccini<br \/>\nin <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24136\">Rapporto Confidenziale 36<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il cinema di Nicolas Winding Refn \u00e8 nietzschiano fino al midollo. Lo \u00e8 in quanto ogni personaggio che il regista danese fa vivere sullo schermo \u00e8 la perfetta connessione tra una morale cristianamente intesa e una forma di nichilismo sintomo di una certa decadenza della civilt\u00e0. \u00c8 incessantemente l\u2019uomo religioso come non-antitesi del nichilista, \u00e8 quindi come fosse continuamente nel fulcro dei concetti espressi all\u2019interno de <i>L\u2019Anticristo<\/i>. \u00abPer il senso comune, anche se storicamente non \u00e8 sempre facile distinguere i buoni dai cattivi, la convinzione dalla malafede, l\u2019altruismo dall\u2019interesse personale, filosoficamente l\u2019opposizione tra morale e nichilismo sembra indiscutibile: al punto che, perfino se paradossalmente tutti i virtuosi avessero mentito, da ci\u00f2 non si potrebbe ancora dedurre che la vita morale \u00e8 menzogna, ma soltanto che essa \u00e8 difficile, e forse impossibile\u00bb<a name=\"h1\"><\/a> [<a href=\"#1\">1<\/a>].<\/p>\n<p>Refn crea un universo di personaggi che si allontana moltissimo da un\u2019idea di questo genere: egli evidenzia che il bene e il male, la verit\u00e0 e la menzogna, sono concetti con i quali \u00e8 anche possibile fare confusione, e che dunque spesso non hanno confini visibili e ben definiti. \u00abPer Nietzsche la morale, l\u2019ideale, il dover-essere \u00e8 menzogna, nichilismo, impostura: perfino se paradossalmente tutti i virtuosi fossero stati in buona fede, da ci\u00f2 si dovrebbe dedurre soltanto che essi sono stati tutti incondizionatamente nichilisti\u00bb<a name=\"h2\"><\/a> [<a href=\"#2\">2<\/a>].<\/p>\n<p>In definitiva la tipologia umana refniana ci appare come la personificazione dello scontro tra la debolezza e la forza, il potere e l\u2019incapacit\u00e0, lo splendore e la decadenza: traspare chiaramente attraverso i film di questo straordinario cineasta una presa di coscienza nel fatto che l\u2019uomo \u00e8 sempre <i>s\u00e9<\/i> ma \u00e8 sempre anche il suo <i>altro<\/i>, con la sicurezza che egli non \u00e8 mai il bene assoluto o il male assoluto, ma sempre e pienamente rappresentazione di un\u2019eterna <i>differenza<\/i>. L\u2019uomo \u00e8 la contraddizione pi\u00f9 grande del mondo naturale, egli \u00e8 il bianco e il nero, il tutto e il nulla, il vuoto e il pieno.<\/p>\n<p>In <b><i>Pusher<\/i><\/b> (1996) Frank \u00e8 uno spacciatore di eroina che si indebita con un piccolo boss locale a causa di un affare andato male. Frank \u00e8 spesso impassibile verso ogni situazione che \u00e8 costretto a dover affrontare, ma il suo stato emotivo \u00e8 quasi sempre estremamente caotico e confuso. Vive alla giornata, cerca di portare avanti un\u2019esistenza che a tratti non sembra nemmeno percepire. Ma c\u2019\u00e8 una cosa in particolare che lo colloca di diritto in un limbo dove non si pu\u00f2 distinguere il bene dal male: l\u2019assenza in lui di qualsiasi forma di <i>compassione<\/i>. \u00abLa compassione si contrappone agli effetti tonici, quelli che accrescono l\u2019energia del sentimento vitale: essa ha un effetto deprimente. Quando si compatisce si perde forza. Col compatire la perdita di energia, che gi\u00e0 di per s\u00e9 il dolore arreca alla vita, si accresce e si moltiplica ancora\u00bb<a name=\"h3\"><\/a> [<a href=\"#3\">3<\/a>]. Frank ne \u00e8 consapevole, tanto che quell\u2019unica volta che si trover\u00e0 a compatire la sua ragazza Vic (anche se forse sar\u00e0 pi\u00f9 uno stratagemma inconscio per poter compatire se stesso), rischier\u00e0 di entrare definitivamente in un baratro dal quale non poter mai pi\u00f9 uscire.<\/p>\n<p>Una vita non molto diversa da quella di Frank \u00e8 costretto a viverla Tonny, personaggio principale di <b><i>Pusher II<\/i><\/b> (2004): una volta uscito di prigione il Nostro si ritrova a lavorare per suo padre, grosso ricettatore di auto, ad avere un figlio che nemmeno sa se gli appartiene e ad inguaiarsi nei loschi affari di un tale Kurt, spacciatore di eroina a tempo perso. La sua figura \u00e8 quella di un perdente nato, ma soprattutto \u00e8 anche quella di un \u201ccredente\u201d. La sua \u00e8 una \u201cfede\u201d incondizionata nella delinquenza, nella violenza (che praticamente non commetter\u00e0 mai), nella menzogna. \u00c8 un ruolo, il suo, che ci mette di fronte all\u2019evidenza di quanto una \u201cfede\u201d incondizionata possa assumere i connotati del puro errore, a prescindere dal fatto che si collochi in una categoria di \u201cfede benigna\u201d o in una di \u201cfede maligna\u201d. \u00abL\u2019uomo della fede, il \u2018credente\u2019 d\u2019ogni tipo \u00e8 necessariamente un uomo tributario \u2013 uno che non sa porre se stesso come scopo, che non sa affatto porre scopi a partire da <i>se stesso<\/i>. Il \u2018credente\u2019 non si appartiene, egli pu\u00f2 solo essere mezzo, egli deve essere <i>adoperato<\/i>, ha bisogno di qualcuno che lo usi\u00bb<a name=\"h4\"><\/a> [<a href=\"#4\">4<\/a>]. Tonny verr\u00e0 \u201cadoperato\u201d continuamente da ogni persona che incontrer\u00e0 sulla sua strada, fino a che non riuscir\u00e0 a capire che la via per la sua liberazione potr\u00e0 essere percorsa solo una volta spezzate le catene di quella \u201cfede\u201d che lo tiene prigioniero: lo far\u00e0 e sar\u00e0 finalmente libero.<\/p>\n<p>Nell\u2019ultimo episodio della trilogia, <b><i>Pusher III<\/i><\/b> (2005), \u00e8 il concetto di \u201cdovere\u201d ad essere il nucleo delle vicende narrate. Milo \u00e8 una figura che affronta problemi molto differenti l\u2019uno dall\u2019altro con un\u2019attitudine assai simile: che sia organizzare il compleanno della figlia venticinquenne o spacciare un carico di ecstasy, fa poca differenza. Per non soccombere, egli deve strutturare la sua esistenza secondo una forma di \u201cdovere\u201d che si vada a plasmare sulla sua persona, non guardando assolutamente a un\u2019idea di virt\u00f9 o di morale comunemente intesa. \u00abNulla corrode pi\u00f9 profondamente, pi\u00f9 intimamente di ogni dovere \u2018impersonale\u2019, di ogni sacrificio di fronte al Moloch dell\u2019astrazione [\u2026] Che cosa distrugge pi\u00f9 in fretta che lavorare, pensare, sentire senza un\u2019intima necessit\u00e0, senza una scelta profondamente personale, senza <i>gusto<\/i>?\u00bb<a name=\"h5\"><\/a> [<a href=\"#5\">5<\/a>]. Per poter sopravvivere, Milo \u00e8 costretto a convincersi che ogni cosa che fa sia quella giusta, l\u2019unica che in quel preciso momento possa permettergli di continuare a vivere. Non crede nell\u2019 \u201caldil\u00e0\u201d bens\u00ec nella vita: \u00abquando uno colloca il peso della vita <i>non<\/i> nella vita ma nell\u2019\u2018al di l\u00e0\u2019 &#8211; <i>nel nulla<\/i> -, ha tolto alla vita in generale il suo peso\u00bb<a name=\"h6\"><\/a> [<a href=\"#6\">6<\/a>]. Ma una volta risolto ogni problema, il suo vuoto interiore gli si presenter\u00e0 prepotentemente e in una forma annichilente.<\/p>\n<p>La vita di Michael Peterson, il pi\u00f9 famoso detenuto inglese di tutti i tempi, protagonista assoluto di <b><i><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24880\">Bronson<\/a><\/i><\/b> (2008), ci stimola invece a farci delle domande e a darci immediatamente delle precise risposte: \u00abChe cosa \u00e8 buono? \u2013 Tutto ci\u00f2 che nell\u2019uomo accresce il senso di potenza, la volont\u00e0 di Potenza, la potenza stessa. Che cosa \u00e8 cattivo? \u2013 Tutto ci\u00f2 che discende dalla debolezza. Che cosa \u00e8 felicit\u00e0? \u2013 La sensazione del fatto che la potenza cresce, che una resistenza viene vinta\u00bb<a name=\"h7\"><\/a> [<a href=\"#7\">7<\/a>]. La potenza cresce perch\u00e9 niente si dispone ad ostacolarla, o meglio, dal momento che \u00e8 potenza \u00e8 impossibile da ostacolare, \u00e8 assolutamente irrefrenabile. Bronson mostra il lato pi\u00f9 violento dell\u2019essere umano, l\u2019aspetto pi\u00f9 incontrollabile e istintivo, quello che \u00e8 impossibile da giudicare razionalmente. \u00abL\u2019uomo \u00e8, relativamente parlando, l\u2019animale peggio riuscito, il pi\u00f9 infermiccio, quello pi\u00f9 pericolosamente sviato dai propri istinti\u00bb<a name=\"h8\"><\/a> [<a href=\"#8\">8<\/a>]. Bronson nega tutto ci\u00f2, ma allo stesso tempo ne riafferma ogni evidenza, essendo egli un simbolo assoluto di quello che rappresenta. \u00c8 un\u2019allegoria di violenza, potenza e puro istinto, perci\u00f2 sottolinea il fatto che l\u2019uomo \u00e8 generalmente altro-da-lui: s\u00ec violento ma non puramente, s\u00ec istintivo ma non completamente, s\u00ec potente ma non fisicamente. Ma Bronson \u00e8 anche una figura prepotentemente cristiana: \u00abCristiano \u00e8 l\u2019odio per lo <i>spirito<\/i> [\u2026] la libert\u00e0, il <i>libertinage<\/i> dello spirito; cristiano \u00e8 l\u2019odio per i sensi, per le gioie dei sensi, per la gioia in generale\u2026\u00bb<a name=\"h9\"><\/a> [<a href=\"#9\">9<\/a>].<\/p>\n<p>Al contrario di Bronson, One Eye, in <b><i>Valhalla Rising<\/i><\/b> (2009), \u00e8 un eroe. \u00c8 per\u00f2 inconsapevolmente un eroe, \u00e8 un eroe per s\u00e9 e per nessun altro. Si libera da un clan norvegese, distrugge il nemico (un gruppo di guerrieri cristiani che accompagna alla ricerca della Terra Santa), salva (pi\u00f9 o meno) un fanciullo e si sacrifica lasciandosi uccidere da una trib\u00f9 di indigeni americani. \u00abSe c\u2019\u00e8 qualcosa di poco evangelico, questo \u00e8 il concetto di eroe. Esattamente il contrario di ogni lotta, d\u2019ogni sentirsi-in-battaglia \u00e8 qui divenuto istinto: qui diventa morale l\u2019incapacit\u00e0 di opporre resistenza (\u2018non opporti al male\u2019 \u00e8 la parola pi\u00f9 profonda dei <i>Vangeli<\/i>, in un certo senso la loro chiave), la beatitudine nella pace, nella dolcezza, nel non poter-essere-ostili\u00bb<a name=\"h10\"><\/a> [<a href=\"#10\">10<\/a>]. One Eye \u00e8 allo stesso tempo eroe e anti-eroe di se stesso, la sua esistenza \u00e8 l\u2019attuazione di un eroismo che vuole affermarsi in una dimensione pura e quasi astratta, \u00e8, nello stesso istante, un \u201csentirsi-in-battaglia\u201d e un \u201cnon poter-essere-ostili\u201d. L\u2019eroismo di One Eye insomma si vanifica nel momento in cui si attua.<\/p>\n<p>La figura per\u00f2 che pi\u00f9 di ogni altra racchiude in s\u00e9 quasi tutte le idee fino a questo punto espresse, \u00e8 sicuramente quella di Driver, protagonista di <b><i>Drive <\/i><\/b>(2011). Egli, in modo particolare, \u00e8 l\u2019amore e l\u2019odio, \u00e8 la debolezza e la forza: \u00e8 la definitiva dimostrazione che l\u2019essere umano \u00e8 il luogo dove si oppongono molte energie, nessuna delle quali riesce a imporsi su ognuna delle altre. C\u2019\u00e8 una scena in particolare che chiarifica tutto ci\u00f2, ed \u00e8 quella fatidica dell\u2019ascensore: un gesto di amore assoluto e uno di odio puro, in un tempo e uno spazio molto ravvicinati, fanno comprendere quanto l\u2019equilibrio di queste due emozioni sia qualcosa che, pur decadendo spesso, sta alla base della natura umana. \u00abL\u2019amore \u00e8 quella condizione in cui il pi\u00f9 delle volte l\u2019essere umano vede le cose come <i>non<\/i> sono\u00bb<a name=\"h11\"><\/a> [<a href=\"#11\">11<\/a>]. L\u2019amore \u00e8 purezza, \u00e8 benevolenza, ma se travalica il confine del suo recinto, se cio\u00e8 annebbia la vista di colui che ne prova le sensazioni e le emozioni, esso diviene il male e non pi\u00f9 il bene. Sembra perci\u00f2 quasi svilupparsi, nella figura di Driver, una consapevolezza attraverso la quale egli riesce a comprendere che, per poter controllare l\u2019assolutezza dell\u2019amore, sia necessario, <i>una tantum<\/i>, \u201cinnestarsi\u201d delle piccole dosi di odio. In realt\u00e0 il discorso \u00e8 pi\u00f9 semplice di quanto si creda: Driver \u00e8 appartenente a quella casta che Nietzsche chiamava: \u00abla casta dei pochissimi\u00bb. \u00c8 una casta che \u00abessendo perfetta, ha anche i privilegi dei pochissimi: tra questi vi \u00e8 quello di impersonare sulla terra la felicit\u00e0, la bellezza, la bont\u00e0. Solo agli uomini pi\u00f9 spirituali \u00e8 permessa la bellezza, il bello: solo in essi la bont\u00e0 non \u00e8 debolezza [\u2026] Gli uomini pi\u00f9 spirituali, essendo i <i>pi\u00f9 forti<\/i>, trovano la propria felicit\u00e0 l\u00e0 dove altri troverebbero la propria rovina: nel labirinto, nella durezza verso se stessi e verso gli altri\u00bb<a name=\"h12\"><\/a> [<a href=\"#12\">12<\/a>]. Driver sacrificher\u00e0 se stesso non per ci\u00f2 che ama ma per l\u2019Amore e lo far\u00e0 con un atto che erger\u00e0 il valore morale negandolo allo stesso tempo. \u00abReal human being and a real hero\u00bb? Forse. Ma prima di quello: oltreuomo che attua il nichilismo e lo supera definitivamente, morte di ogni Dio e avvento di s\u00e9; un nuovo Dio. E inoltre: atto di violenza e atto di arte, e perci\u00f2 riassunto (fino a qui) definitivo di tutto il cinema di Refn. Ed \u00e8 Refn stesso a dichiararcelo: \u00abArt is an act of violence\u00bb. Non scordiamocelo mai.\u00a0\u2022<\/p>\n<p><em>Gabriele Baldaccini<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-25260\" title=\"Nicolas Winding Refn\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Nicolas-Winding-Refn.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"420\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Nicolas-Winding-Refn.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Nicolas-Winding-Refn-300x203.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p><a name=\"1\"><\/a><strong>1<\/strong> | Mario Perniola, Introduzione a \u201cL\u2019Anticristo\u201d, in Friedrich W. Nietzsche, <i>L\u2019Anticristo \u2013 Crepuscolo degli idoli \u2013 Ecce homo<\/i>, Newton Compton, Roma 1989, p.21 <a href=\"#h1\"><strong>\u2191<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a name=\"2\"><\/a><strong>2<\/strong> | <i>Ivi<\/i>. <a href=\"#h2\"><strong>\u2191<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a name=\"3\"><\/a><strong>3<\/strong> | Friedrich W. Nietzsche, <i>L\u2019Anticristo \u2013 Crepuscolo degli idoli \u2013 Ecce homo<\/i>, Newton Compton, Roma 1989, p.31 <a href=\"#h3\"><strong>\u2191<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a name=\"4\"><\/a><strong>4<\/strong> | <i>Ibidem<\/i>, p.72 <a href=\"#h4\"><strong>\u2191<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a name=\"5\"><\/a><strong>5<\/strong> | <i>Ibidem<\/i>, p.34 <b><a href=\"#h5\"><strong>\u2191<\/strong><\/a><\/b><\/p>\n<p><a name=\"6\"><\/a><strong>6<\/strong> | <i>Ibidem<\/i>, p.60 <a href=\"#h6\"><strong>\u2191<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a name=\"7\"><\/a><strong>7<\/strong> | <i>Ibidem<\/i>, p.29 <a href=\"#h7\"><strong>\u2191<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a name=\"8\"><\/a><strong>8<\/strong> | <i>Ibidem<\/i>, p.36 <a href=\"#h8\"><strong>\u2191<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a name=\"9\"><\/a><strong>9<\/strong> | <i>Ibidem<\/i>, p.42 <a href=\"#h9\"><strong>\u2191<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a name=\"10\"><\/a><strong>10<\/strong> | <i>Ibidem<\/i>, p.49 <a href=\"#h10\"><strong>\u2191<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a name=\"11\"><\/a><strong>11<\/strong> | <i>Ibidem<\/i>, p.43 <a href=\"#h11\"><strong>\u2191<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a name=\"12\"><\/a><strong>12<\/strong> | <i>Ibidem<\/i>, pp.76-77 <a href=\"#h12\"><strong>\u2191<\/strong><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24136\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" aligncenter\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/RC36_Cover.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"877\" border=\"0\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24136\">Rapporto Confidenziale 36<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ART IS AN ACT OF VIOLENCE Il cinema nietzschiano di Nicolas Winding Refn a cura di Gabriele Baldaccini in Rapporto Confidenziale 36 &nbsp; Il cinema di Nicolas Winding Refn \u00e8 nietzschiano fino al midollo. Lo \u00e8 in quanto ogni personaggio che il regista danese fa vivere sullo schermo \u00e8 la perfetta connessione tra una morale cristianamente intesa e una forma<\/p>\n","protected":false},"author":68,"featured_media":37620,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[441],"tags":[11489,9782,11835,9781,14063,14062,11395,338,12745],"class_list":["post-25258","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-biografie","tag-bronson","tag-drive","tag-gabriele-baldaccini","tag-nicolas-winding-refn","tag-nietzsche","tag-numero-36","tag-pusher","tag-filmmaker","tag-valhalla-rising"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Il cinema nietzschiano di Nicolas Winding Refn | Rapporto Confidenziale<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25258\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Il cinema nietzschiano di Nicolas Winding Refn | Rapporto Confidenziale\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"ART IS AN ACT OF VIOLENCE Il cinema nietzschiano di Nicolas Winding Refn a cura di Gabriele Baldaccini in Rapporto Confidenziale 36 &nbsp; Il cinema di Nicolas Winding Refn \u00e8 nietzschiano fino al midollo. Lo \u00e8 in quanto ogni personaggio che il regista danese fa vivere sullo schermo \u00e8 la perfetta connessione tra una morale cristianamente intesa e una forma\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25258\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Rapporto Confidenziale\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/rapportoconfidenziale\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2012-12-26T16:10:04+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2016-11-02T17:50:38+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/drive_refn_act_cover.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1112\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"741\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Gabriele Baldaccini\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@RConfidenziale\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@RConfidenziale\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Gabriele Baldaccini\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"9 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=25258#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=25258\"},\"author\":{\"name\":\"Gabriele Baldaccini\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/522839d2106ea51753fef2c4cc72bbbf\"},\"headline\":\"Il cinema nietzschiano di Nicolas Winding Refn\",\"datePublished\":\"2012-12-26T16:10:04+00:00\",\"dateModified\":\"2016-11-02T17:50:38+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=25258\"},\"wordCount\":1829,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=25258#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2012\\\/12\\\/drive_refn_act_cover.jpg\",\"keywords\":[\"Bronson\",\"Drive\",\"Gabriele Baldaccini\",\"Nicolas Winding Refn\",\"Nietzsche\",\"numero 36\",\"pusher\",\"REGISTI\",\"VALHALLA RISING\"],\"articleSection\":[\"BIOGRAFIE\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=25258#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=25258\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=25258\",\"name\":\"Il cinema nietzschiano di Nicolas Winding Refn | Rapporto Confidenziale\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=25258#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=25258#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2012\\\/12\\\/drive_refn_act_cover.jpg\",\"datePublished\":\"2012-12-26T16:10:04+00:00\",\"dateModified\":\"2016-11-02T17:50:38+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=25258#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=25258\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=25258#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2012\\\/12\\\/drive_refn_act_cover.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2012\\\/12\\\/drive_refn_act_cover.jpg\",\"width\":1112,\"height\":741},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=25258#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Il cinema nietzschiano di Nicolas Winding Refn\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/\",\"name\":\"Rapporto Confidenziale\",\"description\":\"rivista digitale di cultura cinematografica | digital magazine about cinematic culture\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#organization\",\"name\":\"Rapporto Confidenziale\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2017\\\/09\\\/RC_logo_1_nero.png\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2017\\\/09\\\/RC_logo_1_nero.png\",\"width\":3508,\"height\":709,\"caption\":\"Rapporto Confidenziale\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/rapportoconfidenziale\",\"https:\\\/\\\/x.com\\\/RConfidenziale\",\"https:\\\/\\\/www.instagram.com\\\/icdpavlov\\\/\",\"https:\\\/\\\/www.youtube.com\\\/user\\\/RConfidenziale\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/522839d2106ea51753fef2c4cc72bbbf\",\"name\":\"Gabriele Baldaccini\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/2dc9a0a5aceb44a5b03e38713262b066a789caf051ca566fdd29041886ea32f7?s=96&d=identicon&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/2dc9a0a5aceb44a5b03e38713262b066a789caf051ca566fdd29041886ea32f7?s=96&d=identicon&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/2dc9a0a5aceb44a5b03e38713262b066a789caf051ca566fdd29041886ea32f7?s=96&d=identicon&r=g\",\"caption\":\"Gabriele Baldaccini\"},\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?author=68\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Il cinema nietzschiano di Nicolas Winding Refn | Rapporto Confidenziale","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25258","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Il cinema nietzschiano di Nicolas Winding Refn | Rapporto Confidenziale","og_description":"ART IS AN ACT OF VIOLENCE Il cinema nietzschiano di Nicolas Winding Refn a cura di Gabriele Baldaccini in Rapporto Confidenziale 36 &nbsp; Il cinema di Nicolas Winding Refn \u00e8 nietzschiano fino al midollo. Lo \u00e8 in quanto ogni personaggio che il regista danese fa vivere sullo schermo \u00e8 la perfetta connessione tra una morale cristianamente intesa e una forma","og_url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25258","og_site_name":"Rapporto Confidenziale","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/rapportoconfidenziale","article_published_time":"2012-12-26T16:10:04+00:00","article_modified_time":"2016-11-02T17:50:38+00:00","og_image":[{"width":1112,"height":741,"url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/drive_refn_act_cover.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Gabriele Baldaccini","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@RConfidenziale","twitter_site":"@RConfidenziale","twitter_misc":{"Scritto da":"Gabriele Baldaccini","Tempo di lettura stimato":"9 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25258#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25258"},"author":{"name":"Gabriele Baldaccini","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/person\/522839d2106ea51753fef2c4cc72bbbf"},"headline":"Il cinema nietzschiano di Nicolas Winding Refn","datePublished":"2012-12-26T16:10:04+00:00","dateModified":"2016-11-02T17:50:38+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25258"},"wordCount":1829,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25258#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/drive_refn_act_cover.jpg","keywords":["Bronson","Drive","Gabriele Baldaccini","Nicolas Winding Refn","Nietzsche","numero 36","pusher","REGISTI","VALHALLA RISING"],"articleSection":["BIOGRAFIE"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25258#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25258","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25258","name":"Il cinema nietzschiano di Nicolas Winding Refn | Rapporto Confidenziale","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25258#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25258#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/drive_refn_act_cover.jpg","datePublished":"2012-12-26T16:10:04+00:00","dateModified":"2016-11-02T17:50:38+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25258#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25258"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25258#primaryimage","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/drive_refn_act_cover.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/drive_refn_act_cover.jpg","width":1112,"height":741},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25258#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Il cinema nietzschiano di Nicolas Winding Refn"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#website","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/","name":"Rapporto Confidenziale","description":"rivista digitale di cultura cinematografica | digital magazine about cinematic culture","publisher":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#organization","name":"Rapporto Confidenziale","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/RC_logo_1_nero.png","contentUrl":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/RC_logo_1_nero.png","width":3508,"height":709,"caption":"Rapporto Confidenziale"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/rapportoconfidenziale","https:\/\/x.com\/RConfidenziale","https:\/\/www.instagram.com\/icdpavlov\/","https:\/\/www.youtube.com\/user\/RConfidenziale"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/person\/522839d2106ea51753fef2c4cc72bbbf","name":"Gabriele Baldaccini","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/2dc9a0a5aceb44a5b03e38713262b066a789caf051ca566fdd29041886ea32f7?s=96&d=identicon&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/2dc9a0a5aceb44a5b03e38713262b066a789caf051ca566fdd29041886ea32f7?s=96&d=identicon&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/2dc9a0a5aceb44a5b03e38713262b066a789caf051ca566fdd29041886ea32f7?s=96&d=identicon&r=g","caption":"Gabriele Baldaccini"},"url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?author=68"}]}},"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/drive_refn_act_cover.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25258","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/68"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=25258"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25258\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/37620"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=25258"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=25258"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=25258"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}