{"id":25779,"date":"2013-01-09T17:57:00","date_gmt":"2013-01-09T16:57:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25779"},"modified":"2013-01-10T01:05:03","modified_gmt":"2013-01-10T00:05:03","slug":"il-meglio-del-2012-roberto-rippa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25779","title":{"rendered":"Il meglio del 2012 \u2013 Roberto Rippa"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/rippa_2012.jpg\" alt=\"\" title=\"Il meglio del 2012 - Roberto Rippa\" width=\"620\" height=\"404\" class=\"aligncenter size-full wp-image-25780\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/rippa_2012.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/rippa_2012-300x195.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p align=\"center\" style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\"><i>\u00abAmo molto parlare di niente. \u00c8 l\u2019unico argomento di cui so tutto\u00bb<\/i><\/font><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><br \/>\n<\/font><font face=\"Georgia\" style=\"font-size: 9pt\">&#8211; Oscar Wilde &#8211;<\/font><\/p>\n<p align=\"center\" style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\" align=\"center\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><font color=\"#00C096\">&#9679;<\/font> <font color=\"#75AADB\">&#9679;<\/font> <font color=\"#F4970B\">&#9679;<\/font><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><\/p>\n<p>Anche quest\u2019anno vogliamo giocare con i film e con il calendario.<br \/>\nAbbiamo chiesto a amici e collaboratori, professionisti del settore e cinefili, un elenco dei <b>5 migliori film<\/b> usciti, o visti per la prima volta, durante l\u2019anno solare <b>2012<\/b>.<br \/>\nConcluderemo a gennaio inoltrato, stilando una classifica del meglio del meglio e un elenco delle segnalazioni\u2026 come fatto lo <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=17740\">scorso anno<\/a>.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\" align=\"center\"><font size=\"2\" color=\"#F4970B\" face=\"Georgia\">&#9679;<\/font><font face=\"Georgia\"><font size=\"2\"> <font color=\"#75AADB\">&#9679;<\/font> <\/font><font size=\"2\" color=\"#00C096\">&#9679;<\/font><\/font><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table id=\"table1\" width=\"620\" border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\"><span style=\"font-family: Georgia; \"><font size=\"6\">Roberto Rippa<\/font><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Georgia;\">Fondatore e Direttore di RC<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" height=\"50\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td bgcolor=\"#75AADB\" width=\"40\">\n<p style=\"line-height: 150%;\">\n<\/td>\n<td width=\"15\">\n<p style=\"line-height: 150%;\">\n<\/td>\n<td>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font face=\"Georgia\" size=\"4\">Not in Tel Aviv<br \/>\n<\/font><\/b><font face=\"Georgia\" size=\"2\">di Nony Geffen <br \/>\n(Israele\/2012)<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Intelligente, brillante, sorprendente, spiazzante, ironico, malinconico e con un peculiare gusto per lo sberleffo. Un autore totalmente autodidatta al suo primo film, girato praticamente senza mezzi, gioca con i generi regalando infine una mai scontata \u201cblack comedy\u201d romantica e irresistibile in cui dimostra s\u00ec i suoi punti di riferimento ma totalmente metabolizzati e filtrati attraverso un gusto personale. <br \/>\nCome scrivevo nella mia critica: \u00abPotrete sezionarlo per trovarci tutti i difetti che vorrete ma se non vi prender\u00e0 il cuore vuole dire che non l\u2019avete\u00bb.<br \/>\nUn debutto fulminante.<br \/>\nDopo avere ascoltato \u201cGiant Heart\u201d di Rotem Bar-Or in una scena del film non potrete pi\u00f9 togliervela dalla testa. Bellissima la fotografia di Ziv Bercovich.<\/font><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"40\" height=\"40\">\n<p style=\"line-height: 150%;\">\n<\/td>\n<td width=\"15\" height=\"40\">\n<p style=\"line-height: 150%;\">\n<\/td>\n<td height=\"40\">\n<p style=\"line-height: 150%;\">\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td bgcolor=\"#3399FF\" width=\"40\">\n<p style=\"line-height: 150%;\">\n<\/td>\n<td width=\"15\">\n<p style=\"line-height: 150%;\">\n<\/td>\n<td>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font face=\"Georgia\" size=\"4\">\u00dc\u00e7\u00fcnc\u00fc Sayfa<br \/>\n<\/font><\/b><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Titolo internazionale: <b>The Third Page<\/b><\/font><b><font face=\"Georgia\" size=\"4\"><br \/>\n<\/font><\/b><font face=\"Georgia\" size=\"2\">di Zeki Demirkubuz <br \/>\n(Turchia\/1999)<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Un regista che ha fatto di Dostoevskij una presenza costante nel suo cinema, che importa nelle sue opere immergendo i suoi personaggi in un&#8217;atmosfera profondamente realistica (in questo caso, quella della terza pagina dei quotidiani del titolo, che in Turchia contiene gli articoli di cronaca nera relativi alla classe media) per raccontare qui di un giovane uomo alle prese con un dilemma. Un giovane attore di secondo piano che sogna il ruolo di \u00abun uomo che riesce a sopravvivere a dispetto di tutta la sofferenza\u00bb. Non andr\u00e0 cos\u00ec. <br \/>\n\u00abSe Dio non esiste, tutto \u00e8 permesso\u00bb, affermava Ivan Karamazov e qui di un qualunque Dio non si vede l&#8217;ombra. Tutti i personaggi appaiono abbandonati a s\u00e9. Tutti, compresi quelli che appaiono come negativi o mossi da intenti ambigui, alla fine vengono riscattati dall&#8217;affiorare della verit\u00e0 in una storia dove della netta separazione tra buoni e cattivi non c&#8217;\u00e8 neppure una timida parvenza. Gi\u00e0, nessuno qui \u00e8 buono o cattivo. Nessuno \u00e8 e basta. \u00c8 ci\u00f2 che serve a sopravvivere a imporlo. <br \/>\nDemirkubuz \u00e8 un autore che andrebbe valutato attraverso l&#8217;intero suo percorso cinematografico, ed \u00e8 questo che Rapporto Confidenziale far\u00e0 nell&#8217;immediato futuro. <br \/>\nQuesto per\u00f2 \u00e8 il primo film suo che io abbia visto nel 2012, da qui l&#8217;inclusione di questo specifico titolo nell&#8217;elenco.<\/font><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"40\" height=\"40\">\n<p style=\"line-height: 150%;\">\n<\/td>\n<td width=\"15\" height=\"40\">\n<p style=\"line-height: 150%;\">\n<\/td>\n<td height=\"40\">\n<p style=\"line-height: 150%;\">\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td bgcolor=\"#00C096\" width=\"40\">\n<p style=\"line-height: 150%;\">\n<\/td>\n<td width=\"15\">\n<p style=\"line-height: 150%;\">\n<\/td>\n<td>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font face=\"Georgia\" size=\"4\">A \u00faltima vez que vi Macau<br \/>\n<\/font><\/b><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Titolo internazionale: <b>The Last Time I Saw Macau<\/b><\/font><b><font face=\"Georgia\" size=\"4\"><br \/>\n<\/font><\/b><font face=\"Georgia\" size=\"2\">di Jo\u00e3o Pedro Rodrigues e Jo\u00e3o Rui Guerra da Mata <br \/>\n(Portogallo-Francia\/2012)<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Un film nato in sala di montaggio: un documentario che si trasforma in film noir tornando infine ad essere pi\u00f9 documentario che mai. Un film originale, potente e personale da due autori anomali per la prima volta insieme alla regia. <i>A \u00faltima vez que vi Macau<\/i> \u00e8 un film che mescola in modo originale realt\u00e0 e ricostruzione, omaggio cinefilo (sin dal titolo) e memoria, quella memoria che non sempre ci permette di riconoscere i luoghi che ne fanno parte. Un film dalla poetica personalissima, in cui tutto accade fuori campo e ci\u00f2 che resta sono ombre, luoghi e una voce ad accompagnarci in quello che sar\u00e0 un perdersi. Ammaliante.<\/font><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"40\" height=\"40\">\n<p style=\"line-height: 150%;\">\n<\/td>\n<td width=\"15\" height=\"40\">\n<p style=\"line-height: 150%;\">\n<\/td>\n<td height=\"40\">\n<p style=\"line-height: 150%;\">\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td bgcolor=\"#F4970B\" width=\"40\">\n<p style=\"line-height: 150%;\">\n<\/td>\n<td width=\"15\">\n<p style=\"line-height: 150%;\">\n<\/td>\n<td>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font face=\"Georgia\" size=\"4\">Bir zamanlar Anadolu&#8217;da<br \/>\n<\/font><\/b><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Titolo internazionale: <b>Once Upon a Time in Anatolia<br \/>\n<\/b>Titolo italiano: <b>C\u2019era una volta in Anatolia<\/b><\/font><b><font face=\"Georgia\" size=\"4\"><br \/>\n<\/font><\/b><font face=\"Georgia\" size=\"2\">di Nuri Bilge Ceylan <br \/>\n(Turchia-Bosnia Erzegovina\/2011)<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Nuri Bilge Ceylan \u00e8 senza dubbio uno tra gli autori pi\u00f9 interessanti di questa epoca e il suo film \u00e8 una ulteriore conferma in questo senso (<i>Uzak<\/i> sarebbe comunque gi\u00e0 bastato). Si prende il tempo necessario per sviluppare la sua storia ed \u00e8 esattamente il tempo che ci vuole, per evitare abusati e inutili colpi di scena o momenti di drammatica vacuit\u00e0 cinematografica. E Nuri Bilge Ceylan sa definire i suoi personaggi al meglio e chiede per loro una non sollecitata empatia, esattamente come ne abbiamo bisogno noi nella realt\u00e0. \u00c8 un altro di quei rari autori che chiedono di essere valutati per il loro intero percorso i cui singoli capitoli rappresentano un momento di pura riflessione sul senso dell&#8217;essere umano. Inoltre, i suoi film hanno sempre il potere di rimetterci al nostro giusto posto nell&#8217;universo.<\/font><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"40\" height=\"40\">\n<p style=\"line-height: 150%;\">\n<\/td>\n<td width=\"15\" height=\"40\">\n<p style=\"line-height: 150%;\">\n<\/td>\n<td height=\"40\">\n<p style=\"line-height: 150%;\">\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td bgcolor=\"#FF5353\" width=\"40\">\n&nbsp;<\/td>\n<td width=\"15\">\n&nbsp;<\/td>\n<td>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><i>ex aequo<\/i><\/font><br \/>\n<b><font face=\"Georgia\" size=\"4\">In film nist<br \/>\n<\/font><\/b><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Titolo italiano: <b>This Is Not a Film<br \/>\n<\/b><\/font><font face=\"Georgia\" size=\"2\">di Mojtaba Mirtahmasb e Jafar Panahi <br \/>\n(Iran\/2011)<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">\u00c8 vero, non \u00e8 un film. Perch\u00e9 realizzato da un uomo che non \u00e8 un regista n\u00e9 uno sceneggiatore, che non pu\u00f2 pi\u00f9 essere un regista n\u00e9 uno sceneggiatore. \u00c8 un urlo contro una solenne ingiustizia, contro un regime che regola la libert\u00e0 a suon di anacronistiche e violente sentenze e che non fatica per nulla a rimanere sordo di fronte alla protesta mondiale. Jafar Panahi \u00e8 uno tra i registi pi\u00f9 importanti della nostra epoca. Arrestato in seguito ai moti di protesta levatisi in occasione delle elezioni iraniane del 2009 e condannato a sei anni di prigione con il divieto di girare film o scrivere sceneggiature per vent&#8217;anni, Panahi teme che l&#8217;inattivit\u00e0 possa inaridire la sua ispirazione e per questo fa riprese con il suo telefonino. Coinvolge poi il suo amico produttore e regista Mojtaba Mirtahmasb (<i>Lady of the Roses<\/i>, 2008) ad aiutarlo a trasgredire al divieto realizzando un piccolo film di 75 minuti che vede Panahi agire come coregista, sceneggiatore, montatore e presenza principale e costante. Nel film, fatto uscire clandestinamente dal Paese (nascosto in una torta) e mostrato a Cannes lo scorso anno, assistiamo a una giornata del marzo 2011 a casa del regista (ma il film \u00e8 stato realizzato nel corso di alcuni giorni), che attende la sentenza d&#8217;appello in compagnia del suo iguana. Panahi racconta alcune scene di quello che avrebbe dovuto essere il suo prossimo film (la storia di una ragazza che viene accettata all&#8217;universit\u00e0 ma viene rinchiusa in una stanza dal padre tradizionalista per impedirle di frequentarla) &#8211; per poi concludere sconsolato: \u00abSe \u00e8 possibile raccontare un film, perch\u00e9 allora girarlo?\u00bb) &#8211; trasformando l&#8217;appartamento in un set delineando gli spazi con del nastro, commenta alcune scene delle sue precedenti opere, parla con il cameraman e, soprattutto, si lascia incuriosire da ci\u00f2 che accade all&#8217;esterno e che riprende con il suo telefonino. \u00c8 il capodanno persiano, tradizione antichissima \u2013 lo stesso che fa da sfondo a <i>Chahar Shanbeh Souri<\/i> di Asghar Farhadi &#8211; oggi vietato da un regime che, come tutti i regimi, \u00e8 terrorizzato da qualsiasi cosa. <br \/>\nNon \u00e8 vero che questo non \u00e8 un film, lo \u00e8 tanto quanto le precedenti opere di Panahi. Il fatto che si tratti della testimonianza di una giornata in compagnia di un condannato al silenzio, lo rende solo pi\u00f9 affascinante e doloroso. Una potentissima opera di protesta ma soprattutto di coraggio.<br \/>\nMojtaba Mirtahmasb verr\u00e0 arrestato dalle autorit\u00e0 iraniane il 17 settembre 2011 unitamente a sei altri cineasti con l&#8217;accusa di essere spie al soldo della BBC, definita come \u201cil servizio dell&#8217;Intelligence britannica per le operazioni segrete e psicologiche\u201d.<\/font><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"40\">\n&nbsp;<\/td>\n<td width=\"15\">\n&nbsp;<\/td>\n<td height=\"40\">\n&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td bgcolor=\"#FF5353\" width=\"40\">\n&nbsp;<\/td>\n<td width=\"15\">\n&nbsp;<\/td>\n<td>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><i>ex aequo<\/i><\/font><font face=\"Georgia\" size=\"4\"><b><br \/>\nApe<\/b><\/font><b><font face=\"Georgia\" size=\"4\"><br \/>\n<\/font><\/b><font face=\"Georgia\" size=\"2\">di Joel Potrykus <br \/>\n(USA\/2012)<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><i>Ape<\/i> \u00e8 un piccolo (per le modalit\u00e0 produttive) gioiello del cinema indipendente statunitense, quello vero, quello realizzato molto lontano da Hollywood e senza i mezzi abituali del cinema indipendente statunitense. Con irresistibile approccio punk (di chi punk lo \u00e8 davvero dentro), Potrykus mescola Scorsese, Alan Clarke, forse un pizzico di Slava Tsukerman, la Nouvelle Vague, persino il Faust di Goethe, restituendo un film originale di quelli che \u00e8 raro vedere. Non \u00e8 un film perfetto ma uno di quelli le cui imperfezioni contribuiscono a rendere migliore il risultato. Per Ape Joel Potrykus ritrova un perfetto alter ego, l&#8217;attore e cantante Joshua Burge (gi\u00e0 con lui per lo strepitoso corto <i>Coyote<\/i>), che ha il volto, la presenza e la bravura dei grandi dei classici del muto, con cui stringe uno di quei sodalizi che fanno esplodere lo schermo e che si spera possano durare. Dentro Ape c&#8217;\u00e8 rabbia, ribellione e un senso dell&#8217;umorismo peculiare, dietro c&#8217;\u00e8 un regista radicale e originale incapace di ammiccanti strizzate d&#8217;occhio.<\/font><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><i><span style=\"background-color: #FFFF66\">menzioni speciali<\/span><\/i><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"4\"><b>Amour<br \/>\n<\/b><\/font><font face=\"Georgia\" size=\"2\">di Michael Haneke <br \/>\n(Austria-Francia-Germania\/2012)<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25275\">Fabrizio Fogliato<\/a> ha saputo spiegarlo meglio di come saprei fare io in questo momento.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"4\"><b>Eldfjall<br \/>\n<\/b><\/font><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Titolo internazionale: <b>Volcano<br \/>\n<\/b>di R\u00fanar R\u00fanarsson <br \/>\n(Islanda\/2011)<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Non \u00e8 mai troppo tardi per crescere. E cos\u00ec un uomo avviato alla depressione per la fine della sua attivit\u00e0 lavorativa riscopre se stesso di fronte alla malattia di una moglie che, forse, aveva dato troppo per scontata. Sar\u00e0 necessario per lui spogliarsi di ogni sovrastruttura e ritrovare il senso pi\u00f9 profondo dell&#8217;amore per poter prendere una decisione fondamentale. Si pu\u00f2 scrivere una storia sulla crescita di un uomo di settant&#8217;anni? Si pu\u00f2 e si deve. R\u00fanar R\u00fanarsson costruisce un film semplice rivelatore di un grande gusto \u2013 nelle inquadrature e anche nell&#8217;utilizzo delle musiche \u2013 che fa a meno di qualsiasi elemento superfluo (sentimentalismo incluso) a favore dell&#8217;essenza pura. <br \/>\nUn film drammatico e duro che ci riporta a quanto pi\u00f9 conta nelle nostre vite: il non perdere mai di vista gli altri e soprattutto noi stessi.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"4\"><b>Holy Motors<br \/>\n<\/b><\/font><font face=\"Georgia\" size=\"2\">di Leos Carax<br \/>\n(Francia-Germania\/2012)<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Senza parole.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><i><span style=\"background-color: #FFFF66\">cortometraggi<\/span><\/i><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"4\"><b>Arena<br \/>\n<\/b><\/font><font face=\"Georgia\" size=\"2\">(Portogallo\/2009)<\/font><font face=\"Georgia\" size=\"4\"><b><br \/>\nCerro Negro<br \/>\n<\/b><\/font><font face=\"Georgia\" size=\"2\">(Portogallo\/2011) <br \/>\n<\/font><font face=\"Georgia\" size=\"4\"><b>Rafa<br \/>\n<\/b><\/font><font face=\"Georgia\" size=\"2\">(Portogallo\/2012)<br \/>\ndi Jo\u00e3o Salaviza<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Un autore decisamente attento ai suoi personaggi e agli spazi in cui sono immersi. Nel momento in cui il cinema portoghese attraversa una profonda crisi per motivi meramente politici, \u00e8 un autentico piacere scoprire un autore preciso, originale e forte di un punto di vista e uno stile davvero personali. Questa trilogia si compone degli ultimi tre titoli realizzati da Salaviza, che ne ha girati altri in passato. <br \/>\nDa tenere d&#8217;occhio. Non diventer\u00e0 un autore importante, lo \u00e8 gi\u00e0.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"4\"><b>Hi\u00e7bir Karanl&#305;k Unutturamaz<br \/>\n<\/b><\/font><font face=\"Georgia\" size=\"2\">(<i>No Darkness Will Make Us Forget<\/i> | Turchia\/2011)<\/font><font face=\"Georgia\" size=\"4\"><b><br \/>\nBir Hayat&#305; Masal Gibi Anlatmak!<br \/>\n<\/b><\/font><font face=\"Georgia\" size=\"2\">(<i>Life as a Fable a Narrative!<\/i> | Turchia\/2012) <br \/>\ndi H\u00fcseyin Karabey<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">H\u00fcseyin Karabey \u00e8 un autore che non scende a compromessi con il linguaggio cinematografico, che anzi piega alle sue esigenze di racconto. Un autore impegnato, disposto a pagare in prima persona per le sue idee, dallo sguardo personale e diretto ma anche profondamente convinto che sar\u00e0 l&#8217;amore a salvarci. Se nel suo bellissimo lungometraggio d&#8217;esordio <i>Gitmek \u2013 &quot;Benim Marlon ve Brandom&quot;<\/i> del 2008 mescola realt\u00e0 e fedele ricostruzione per parlare di libert\u00e0 e guerra, qui usa l&#8217;animazione per ricostruire un evento di svolta nella storia del suo Paese. Un pugno nello stomaco ma anche la profonda convinzione che le cose possono sempre cambiare in meglio se ci assumiamo la responsabilit\u00e0 di volerlo veramente. Poche parole per un bellissimo corto che potete vedere qui: <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25189\">rapportoconfidenziale.org\/?p=25189<\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">In <i>Life as a Fable a Narrative!<\/i>, H\u00fcseyin Karabey, parte da una dichiarazione di Robert Bresson (\u00abNon ci pu\u00f2 essere legame tra teatro e cinema senza che uno distrugga l&#8217;altro\u00bb) per tornare a mescolare i linguaggi mettendo in scena la vera storia di J\u00fclide Kural, attrice che scopre fortuitamente la figura di Frida Kahlo e ne rimane appassionata al punto di lavorare senza risparmio di fatica per cinque anni a uno spettacolo teatrale sulla sua vita, convinta anche che l&#8217;eco delle sue battaglie possa costituire un bene per il suo stesso Paese. A un certo punto, persona e personaggio si sovrapporranno nelle difficolt\u00e0 del reale rischiando di mettere a repentaglio non solo lo spettacolo ma la vita dell&#8217;attrice e regista stessa. <br \/>\nKarabey fonde nuovamente qui due linguaggi diversi in modo mirabile, confermandosi uno tra gli autori europei contemporanei pi\u00f9 interessanti.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"4\"><b>Un cartus de kent si un pachet de cafea<br \/>\n<\/b><\/font><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Titolo internazionale: <b>Coffee and Cigarettes<br \/>\n<\/b>di Cristi Puiu<br \/>\n(Romania\/2004)<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Tatal ha lavorato per 31 anni come autista e ha perso il lavoro due anni prima della pensione. Si rivolge quindi a suo figlio Fiul perch\u00e9 lo aiuti. Fiul \u00e8 un uomo d&#8217;affari, o almeno appare come tale, e non pare provare particolare compassione per il padre, che tra l&#8217;altro accudisce la moglie semi paralizzata. Una stecca di Kent e un pacco di caff\u00e8 sono il prezzo da pagare per corrompere chi gli potr\u00e0 dare un lavoro come guardiano notturno ma Tatal non beve caff\u00e8 e compera un pacco di caff\u00e8 solubile anzich\u00e9 di Lavazza come preteso dal figlio, imbarazzato dal pi\u00f9 povero acquisto. Caff\u00e8 e sigarette, due beni di consumo comuni che non sono pi\u00f9 prerogativa di pochi come in tempo di guerra ma che in tempo di crisi possono tornare ad esserlo, sono il simbolo della divisione tra un figlio nuovo ricco e molto poco empatico e un padre in grave difficolt\u00e0 economica. L&#8217;incomunicabilit\u00e0 tra i due \u00e8 totale: il figlio non \u00e8 interessato ad ascoltare ci\u00f2 che per il padre pare essere fondamentale e il padre stenta a comprendere ci\u00f2 che il figlio dice in un dialogo che a tratti sfocia nell&#8217;assurdo. <br \/>\nSe nel successivo \u201cAurora\u201d, Cristi Puiu limiter\u00e0 al minimo il dialogo, aiutato da un personaggio dall&#8217;evidente incapacit\u00e0 di esprimersi, questo cortometraggio fa buon uso delle parole per aggiungere un nuovo capitolo sul tema dell&#8217;incomunicabilit\u00e0 tanto caro al regista. <br \/>\nGirato un anno prima che Cannes premiasse il bellissimo \u201cMoartea domnului Lazarescu\u201d nella sezione Un Certain Regard, <i>Un cartus de kent si un&nbsp;pachet de cafea<\/i> racconta in 15 minuti due mondi che difficilmente potranno incontrarsi. Non solo la storia personale di due individui ma anche il simbolo del cambiamento avvenuto tra una generazione e la successiva in un Paese in costante e dolorosa trasformazione. <\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Dei titoli selezionati da Roberto Rippa tra il meglio del 2012, su RC puoi trovare:<br \/>\n&#9642; <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25017\">&quot;Not in Tel Aviv&quot; di Nony Geffen \u2013 recensione a cura di Roberto Rippa<\/a><br \/>\n&#9642; <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24226\">&quot;Not in Tel Aviv&quot; by Nony Geffen \u2013 review by Roberto Rippa<\/a><br \/>\n&#9642; <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25028\">Intervista a Nony Geffen \u2013 a cura di Roberto Rippa<\/a><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25166\"><br \/>\n<\/a>&#9642; <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25023\">Interview With Nony Geffen \u2013 by Roberto Rippa<\/a><br \/>\n&#9642; <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24667\">&quot;Amour&quot; di Michael Haneke \u2013 recensione a cura di Fabrizio Fogliato<\/a><br \/>\n&#9642; <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25007\">&quot;Amour&quot; di Michael Haneke \u2013 CriticsBlob<\/a><br \/>\n&#9642; <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24136\">&quot;A \u00faltima vez que vi Macau&quot; di Jo\u00e3o Pedro Rodrigues e Jo\u00e3o Rui Guerra da Mata \u2013 recensione a cura di Alessio Galbiati<\/a><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25166\"><br \/>\n<\/a>&#9642; <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24136\">Intervista a Jo\u00e3o Pedro Rodrigues e Jo\u00e3o Rui Guerra da Mata \u2013 a cura di Alessio Galbiati e Roberto Rippa<\/a><br \/>\n&#9642; <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24980\">&quot;Arena&quot; di Jo\u00e3o Salaviza \u2013 recensione a cura di Roberto Rippa<\/a><br \/>\n&#9642; <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25289\">&quot;Cerro Negro&quot; di Jo\u00e3o Salaviza \u2013 recensione a cura di Roberto Rippa<\/a><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25166\"><br \/>\n<\/a>&#9642; <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24997\">&quot;Rafa&quot; di Jo\u00e3o Salaviza \u2013 recensione a cura di Roberto Rippa<\/a><br \/>\n&#9642; <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25189\">&quot;Hi\u00e7bir Karanl&#305;k Unutturamaz&quot; di H\u00fcseyin Karabey \u2013 cortometraggio presente in CINETECA<\/a><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25166\"><br \/>\n<\/a>&#9642; <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25739\">&quot;Bir Hayat&#305; Masal Gibi Anlatmak!&quot; di H\u00fcseyin Karabey \u2013 Recensione a cura di Roberto Rippa<\/a><br \/>\n&#9642; <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25166\">Intervista a H\u00fcseyin Karabey \u2013 a cura di Roberto Rippa<\/a><br \/>\n&#9642; <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24741\">&quot;Coyote&quot; di Joel Potrykus \u2013 cortometraggio presente in CINETECA<\/a><br \/>\n&#9642; <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24136\">&quot;Ape&quot; di Joel Potrykus \u2013 recensione a cura di Roberto Rippa<\/a><br \/>\n&#9642; <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24136\">Intervista a Joshua Burge \u2013 a cura di Alessio Galbiati e Roberto Rippa<\/a><br \/>\n&#9642; <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=7077\">&quot;Chahar Shanbeh Souri&quot; di Asghar Farhadi \u2013 recensione a cura di Roberto Rippa <\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><i>cover image: <\/i>Not In Tel Aviv<i> di Nony Geffen<\/i><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abAmo molto parlare di niente. \u00c8 l\u2019unico argomento di cui so tutto\u00bb &#8211; Oscar Wilde &#8211; &nbsp; &#9679; &#9679; &#9679; Anche quest\u2019anno vogliamo giocare con i film e con il calendario. 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