{"id":25906,"date":"2013-01-18T19:32:42","date_gmt":"2013-01-18T18:32:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25906"},"modified":"2013-01-18T19:32:42","modified_gmt":"2013-01-18T18:32:42","slug":"joao-pedro-rodrigues-e-joao-rui-guerra-da-mata-intervista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25906","title":{"rendered":"Jo\u00e3o Pedro Rodrigues e Jo\u00e3o Rui Guerra da Mata [Intervista]"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/rodrigues_guerradamata_01.jpg\" alt=\"\" title=\"Jo\u00e3o Pedro Rodrigues e Jo\u00e3o Rui Guerra da Mata\" width=\"620\" height=\"400\" class=\"aligncenter size-full wp-image-25911\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/rodrigues_guerradamata_01.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/rodrigues_guerradamata_01-300x193.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font face=\"Georgia\"><font size=\"5\">NON SIAMO CHE OMBRE<\/font><br \/>\nIntervista a Jo\u00e3o Pedro Rodrigues e Jo\u00e3o Rui Guerra da Mata<\/font><\/b><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">by Alessio Galbiati and Roberto Rippa<br \/>\nfrom <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24136\">Rapporto Confidenziale 36<\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">\u2022 <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25892\">A \u00faltima vez que vi Macau (recensione)<\/a><br \/>\n\u2022 <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25901\">WE ARE JUST SHADOWS. INTERVIEW WITH RODRIGUES E GUERRA DA MATA<\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">La pubblicazione di questa conversazione mi sembrerebbe molto incompleta, se non tentassi di render conto al lettore dello straordinario spettacolo che fu, per i miei compagni e per me, la circostanza in cui si svolse. Avvenne sul Red Carpet del Festival di Locarno in un pomeriggio afoso, a pochi giorni dalle ripetute visioni del film con il quale erano in concorso: <i>A \u00faltima vez que vi Macau<\/i>. Non un film come tanti, ma un\u2019opera unica, sospesa, aperta, enigmatica. Ai nostri occhi un capolavoro. Un oggetto prezioso, perch\u00e9 raro. Il film che ci ha messi tutti d\u2019accordo e che ancora oggi ricordiamo come un intenso piacere. La loro disponibilit\u00e0 nel raccontarci la storia di questo piccolo miracolo cinematografico, unita alla generosit\u00e0 di scansare quanto avevano pi\u00f9 volte ripetuto durante il festival, per offrirci qualche spunto inedito e non ancora \u201cdetto\u201d, mi ha davvero impressionato. Non \u00e8 facile trovare disponibilit\u00e0 nelle persone, ancora meno quando queste sono immerse in giornate intense fatte di visioni e parole. Vederli vivere quel momento con estrema libert\u00e0, appassionatamente intenti a raccontarci la situazione politica e sociale del loro Paese, il Portogallo, in una maniera talmente intensa e sincera da farli discutere l\u2019uno con l\u2019altro in maniera animata, mi ha profondamente colpito. Jo\u00e3o Pedro Rodrigues e Jo\u00e3o Rui Guerra da Mata oltre che due straordinarie personalit\u00e0 del mondo del cinema sono, prima di ogni altra cosa, due veri Signori. [AG]<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>Rapporto Confidenziale: Abbiamo letto che la vostra idea iniziale era quella di fare un documentario. Cosa vi ha fatto cambiare idea?<\/b><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>Jo\u00e3o Pedro Rodrigues<\/b>: Il film nasce come un documentario perch\u00e9 Jo\u00e3o Rui ha vissuto a Macao da bambino, e io non c&#8217;ero mai stato. Mi aveva sempre raccontato storie su Macao, della sua infanzia e dei suoi ricordi. Abbiamo sempre voluto andare a Macao per una visita. Dopo avere girato il mio terzo lungometraggio, intitolato <i>Morrer como um Homem<\/i>, ci sono stati alcuni eventi \u2013 perch\u00e9 Macao era una colonia portoghese, fino a poco pi\u00f9 di 10 anni fa \u2013 e quindi quando il Portogallo l&#8217;ha restituita alla Cina, abbiamo pensato che fosse un buon momento per andarci, ma poi non ce l&#8217;abbiamo fatta. Comunque abbiamo pensato che fosse finalmente giunto il momento di andarci. E ci \u00e8 venuta la voglia di girarci un film. Il film nasce come documentario sulla citt\u00e0 e sulle memorie di Jo\u00e3o Rui, ma quando siamo andati per la prima volta, nel 2009, abbiamo realizzato che non avevamo pi\u00f9 davvero voglia di girare un documentario. Perch\u00e9 la citt\u00e0 ci parlava, in un certo senso, raccontandoci delle storie. Ci\u00f2 che abbiamo tentato di fare con questo film \u00e8 stato organizzare queste storie che la citt\u00e0 ci stava raccontando, dando loro una struttura che era pi\u00f9 vicina al racconto che al documentario.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>Jo\u00e3o Rui Guerra da Mata<\/b>: Sono stato direttore artistico e production designer per Jo\u00e3o Pedro sin dal suo primo film, aiutandolo talvolta anche con le sceneggiature, eccetera. Un giorno ho scritto un cortometraggio dal titolo <i>China, China<\/i>, che trattava di una famiglia cinese che vive a Lisbona, e siamo andati avanti scrivendolo insieme. Quello \u00e8 stato il primo approccio a un soggetto che mi \u00e8 molto caro: l&#8217;Asia in generale, la Cina in particolare. Jo\u00e3o Pedro continuava a girare film e un giorno \u2013 era il momento perfetto per farlo \u2013 abbiamo chiesto un finanziamento al Portuguese Film Institute per un documentario. Siamo andati a Macao tre volte in differenti periodi, la prima volta nel 2009, e ci siamo anche stati per sei mesi di seguito. Quando ci siamo andati, pensavamo fondamentalmente al territorio, avevo i miei ricordi d&#8217;infanzia come ancore e ci\u00f2 che volevamo inizialmente fare era comparare i ricordi: i miei di bambino \u2013 \u00e8 un <i>clich\u00e9<\/i> dire che le proprie memorie sono finzione in quanto vengono rielaborate a dipendenza di chi \u00e8 il nostro interlocutore \u2013 e quelle di Jo\u00e3o Pedro, che non ci era mai stato prima ma che aveva la sua memoria costruita dal cinema: su quello classico di Hollywood, il cinema giapponese, il cinema contemporaneo cinese e soprattutto il modo in cui il cinema aveva raccontato l&#8217;Asia. Poi c&#8217;era naturalmente <i>Macao<\/i> di von Sternberg. Queste sono state le basi per quello che pensavamo sarebbe diventato un documentario. Poi, la prima volta che ci siamo trovati l\u00ec, abbiamo capito che c&#8217;era molto di pi\u00f9 ad attenderci. Ogni volta che guardavamo una strada, piccole parti di una storia saltavano fuori e cos\u00ec ci siamo ritrovati a pensare a storie che nascevano da quei luoghi. Alcuni luoghi avevano a che fare con la mia memoria, ma di altri non conoscevo neppure l&#8217;esistenza. Quindi l&#8217;idea di girare un altro documentario su Macao ha iniziato a perdere di senso, ed a quel punto abbiamo pensato che sarebbe stato pi\u00f9 interessante utilizzare questa idea di memoria per creare una storia di finzione, che includesse comunque le mie memorie. Quindi la mia memoria che si mescolava con le storie che stavamo creando. Ecco perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec tanto importante per me e Jo\u00e3o Pedro che i nostri corpi non appaiano nel film. Siamo giusto ombre: la mia e la voce di Jo\u00e3o Pedro, quasi fantasmi del presente, dal passato e infine dal futuro.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>RC: Il montaggio \u00e8 stato una parte molto importante di questo lavoro. Vorrei sapere quanto \u00e8 durato e secondo quali logiche \u00e8 stato realizzato. E vorremmo anche sapere come si \u00e8 sviluppata tra voi questa fase. <\/b><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JRGdM<\/b>: A dire il vero, siamo stati in tre a lavorare sul montaggio (Rodrigues, da Mata e Rapha\u00ebl Lef\u00e8vre; NdR.).<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JPR<\/b>: La fase di montaggio ha richiesto almeno otto mesi. Ha avuto diverse fasi perch\u00e9 ogni volta che tornavamo da Macao, guardavamo il girato ed inizialmente abbiamo realizzato una sorta di catalogo delle scene. Avevamo 150 ore di girato e quindi era molto complicato pensare a cosa ne avremmo fatto.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JRGdM<\/b>: Abbiamo dovuto organizzare tutte le scene: quelle notturne e diurne, i luoghi&#8230;<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JPR<\/b>: Il film si basa sulle atmosfere e noi e Rapha\u00ebl Lef\u00e8vre, il nostro montatore, abbiamo iniziato a immaginare delle storie. Perch\u00e9 si tratta di un film costruito interamente nel corso del montaggio. Abitualmente, con i miei film precedenti, non \u00e8 mai stato cos\u00ec. Ogni scena era scritta prima, in un modo preciso e dettagliato, e quindi il montaggio non ha mai richiesto tanto tempo. Con questo film \u00e8 stato esattamente l&#8217;opposto. \u00c8 stata un&#8217;esperienza totalmente nuova e mi sono anche sentito angosciato, in un certo senso, perch\u00e9 quando hai tanto materiale davanti a te, devi trovare un modo per passare da un&#8217;immagine all&#8217;altra, da un suono all&#8217;altro. A un certo punto, non avevamo ancora trovato il percorso e devo confessare che mi sono sentito perso. Poi, quando abbiamo trovato la direzione in cui volevamo andare, le cose hanno iniziato ad assumere un senso, immagini e suoni hanno preso potenza. Il film ha iniziato a scriversi da solo, in un certo senso.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JRGdM<\/b>: Stavamo lavorando con il girato e sapevamo che l\u00ec c&#8217;era una storia ma non sapevamo come raccontarla, considerando che ancora non sapevamo quale fosse. So che pu\u00f2 suonare confuso ma \u00e8 stato cos\u00ec. <\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JPR<\/b>: Sapevamo che c&#8217;erano diverse storie ma dovevamo trovare qual era quella che ci interessava davvero.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JRGdM<\/b>: Una delle volte che siamo stati a Macao, abbiamo pensato che sarebbe stato interessante girare tutte le sequenze in una stanza, solo con le ombre e parti dei corpi. Quello \u00e8 stato l&#8217;inizio della finzione, perch\u00e9 \u00e8 stata la prima volta che non ci ritrovavamo a girare intorno a noi, ma a partecipare come attori, cercando di realizzare una piccola storia di finzione all&#8217;interno di questa idea di grande documentario. Poi abbiamo pensato che avremmo voluto fare qualcosa che avesse a che fare con il cinema noir, perch\u00e9 Macao e le sue atmosfere ci stavano veramente parlando. Sapevamo di non voler fare nulla di turistico perch\u00e9 questo \u00e8 ci\u00f2 che le persone abitualmente fanno quando si confrontano con qualcosa di esotico. Volevamo andare nei vicoli, siamo usciti la notte, anche per il silenzio, perch\u00e9 durante il giorno \u00e8 davvero molto, molto rumoroso. <br \/>\nQuando ho vissuto a Macao, non c&#8217;era la televisione portoghese, solo quella comunista cinese. E poi i film di kung-fu da Hong-Kong e la fantascienza giapponese. Quindi ho iniziato a vedere queste cose nel nostro film: un mix di film noir e fantascienza. Eravamo liberi di reinventare il territorio. <i>A \u00daltima Vez Que Vi Macau<\/i> non \u00e8 un ritratto di Macao, ha pi\u00f9 a che fare con il modo con cui la vediamo. Ha pi\u00f9 a che fare con le storie che inventavo da bambino guardando quel territorio nuovo per me, la Cina. Credo che Jo\u00e3o Pedro abbia sentito le stesse cose quando si \u00e8 trovato l\u00ec. Vedevamo quelle scene avverarsi, anche se non si avveravano davvero.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>RC: A proposito di questo miscuglio di generi di cui stavi parlando, quelle atmosfere erano gi\u00e0 presenti quando pensavate al film o sono scaturite quando stavate girando?<\/b><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JPR<\/b>: Sin dall&#8217;inizio del progetto, <i>Macao<\/i> di von Sternberg \u00e8 stato un&#8217;\u00e0ncora. \u00c8 una sorta di film noir, di thriller. Quell&#8217;atmosfera era gi\u00e0 presente sin dall&#8217;inizio. Poi ha preso anche altre direzioni, anche quella del musical, c&#8217;\u00e8 un numero musicale all&#8217;inizio. Nei miei film precedenti sono sempre stato interessato ai generi classici e tutti miei film hanno a che fare con la loro reinvenzione. \u00c8 ancora possibile girare un melodramma? \u00c8 ancora possibile girare un musical? Perch\u00e9 abbiamo gli strumenti e la mia idea riguarda il prendere possesso di quegli strumenti gi\u00e0 codificati e usarli a mio modo. Questo \u00e8 ci\u00f2 che ho provato a fare con i miei film. Impari a fare film guardando film, la penso cos\u00ec. Quindi questo film \u00e8 una sorta di miscuglio: \u00e8 ancora una sorta di documentario, un diario personale, una specie di saggio. Abbiamo lasciato che il film fosse libero, abbiamo voluto che fosse libero, un film che potesse prendere diverse direzioni ma che mantenesse un senso nella sua interezza.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JRGdM<\/b>: Poi \u00e8 accaduto qualcosa mentre eravamo a Macao: avevamo Jane Russell in testa tutto il tempo per via del film di von Sternberg, e improvvisamente tutti i titoli dei quotidiani portoghesi riportavano la notizia: \u00ab\u00c8 morta la signora di Macao\u00bb. Quindi abbiamo sentito il desiderio di omaggiarla (l&#8217;attrice Jane Russel \u00e8 deceduta il 28 febbraio 2011; NdR.).<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JPR<\/b>: Il fatto che non ci fosse pi\u00f9, ci ha fatto sentire che ci stava stregando ancora di pi\u00f9. Sembrava che la sua ombra coprisse l&#8217;intero territorio. Ecco perch\u00e9 Cindy Scrash canta la canzone tratta dal film di von Sternberg all&#8217;inizio del nostro film. La canzone si intitola \u00abYou Kill Me\u00bb e il fatto che il nostro personaggio muoia le dona un nuovo significato.<\/p>\n<p><b>JRGdM<\/b>: Lei apre il film cantando \u00abYou Kill Me\u00bb, ma il significato della canzone \u00e8: \u00abMi uccidi d&#8217;amore\u00bb. Per\u00f2 lei \u00e8 un personaggio che si appresta a moire, e lo sapevamo. Ecco perch\u00e9 avevamo bisogno di un corpo, perch\u00e9 se uccidi qualcuno in un film, allora devi avere il corpo, altrimenti non \u00e8 altrettanto potente.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JPR<\/b>: Un corpo vivente&#8230;<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JRGdM<\/b>: Hai bisogno di una figura, devi vedere il volto, anche solo il tempo di una canzone.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/rodrigues_0001.jpg\" alt=\"\" title=\"Jo\u00e3o Pedro Rodrigues\" width=\"620\" height=\"357\" class=\"aligncenter size-full wp-image-25912\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/rodrigues_0001.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/rodrigues_0001-300x172.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>RC: Questo \u00e8 il motivo per cui \u00e8 l&#8217;unica persona che si possa vedere nella sua interezza nel film.<\/b><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JRGdM<\/b>: Giusto. Perch\u00e9 tutte le presenze nel film non sono attori, solo noi o passanti.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JPR<\/b>: Il fatto che il film sia stato realizzato con i soldi necessari per un documentario, ci ha costretti a lavorare con pochi mezzi. La seconda volta che siamo stati a Macao, abbiamo pensato che avremmo voluto alcuni attori, ma non li abbiamo trovati&#8230;<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JRGdM<\/b>: Per la mancanza di denaro.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JPR<\/b>: \u2026e cos\u00ec abbiamo pensato: \u00abPerch\u00e9 non lo facciamo noi stessi?\u00bb. Questa \u00e8 una tra le ragioni per cui non vedi mai i volti. Ma girare in modo astratto ha un senso. Perch\u00e9 il film va molto nell&#8217;astrazione.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JRGdM<\/b>: Non amo particolarmente l&#8217;idea che qualcosa sia concettuale ma devo ammettere che c&#8217;\u00e8 un approccio concettuale nel nostro film. A parte il montaggio, che come dice Jo\u00e3o Pedro \u00e8 stato complicato, abbiamo capito che il suono avrebbe avuto molta, molta importanza. Molta azione avviene fuori dallo schermo e quindi serve che il suono sia molto presente.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JPR<\/b>: Nel processo di montaggio all&#8217;inizio avevamo solo le immagini e su queste motivammo il suono, ma abbiamo dovuto ricostruirne molti. Poi tornavamo all&#8217;immagine, per montare ancora un poco, e tornavamo al suono. C&#8217;era sempre un movimento tra suono e immagine per costruire la storia.<br \/>\nHo iniziato a girare film in pellicola, non in digitale. Questo \u00e8 girato in digitale. Quindi ci sono abituato: vedo le immagini e quindi passo ai suoni. Ho l&#8217;impressione che qui il suono spesso vada pi\u00f9 velocemente, talvolta pi\u00f9 lentamente e talvolta perfettamente in sincronia e altre volte ancora totalmente staccato dalle immagini.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JRGdM<\/b>: S\u00ec, tavola abbiamo montato le immagini e quindi il suono. E poi siamo ritornati alle immagini. Perch\u00e9 alle volte sono stati proprio i suoni a portare idee e, se queste idee erano buone, allora si doveva tornare alle immagini. Avevamo voglia di essere anche ludici, giocosi. Volevamo anche giocare con questa idea di catastrofe, stile: \u00ab\u00c8 la fine del mondo per come lo conosciamo\u00bb. E volevamo un <i>happy end<\/i>. S\u00ec, la gente muore, ma forse non muore davvero. Magari si trasforma in animali e la storia ricomincia da capo&#8230;<br \/>\n(ridono)<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>RC: Tornerete a lavorare in questo modo? In un modo tanto libero?<\/b><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JPR<\/b>: Ho grande paura di creare uno stile in cui mi senta a mio agio. Come cineasta mi piace l&#8217;idea di avere uno stile, perch\u00e9 significa avere un punto di vista, ma non voglio trovare un modo semplice per girare film. Voglio interrogarmi continuamente, questo \u00e8 il mio obiettivo principale. Perch\u00e9 credo di imparare girando film. Questo film \u00e8 pi\u00f9 sperimentale rispetto al mio precedente, \u00e8 stato realizzato in un modo totalmente diverso. Non so come proseguir\u00f2 da qui, non pianifico mai come saranno i miei film. Ora so quale sar\u00e0 il mio prossimo film, perch\u00e9 l&#8217;ho gi\u00e0 scritto, ma non so quale sar\u00e0 quello successivo.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JRGdM<\/b>: C&#8217;\u00e8 una cosa che penso dovremmo sottolineare: ci sono film diretti da Jo\u00e3o Pedro e film che abbiamo co-diretto. Sono cose differenti. Certo, stiamo parlando delle stesse persone e io partecipo sempre ai film di Jo\u00e3o Pedro come art director, ma il prossimo sar\u00e0 un film di Jo\u00e3o Pedro. <\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JPR<\/b>: Sono cose diverse.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JRGdM<\/b>: Per esempio, ho un cortometraggio in concorso qui a Locarno, <i>O Que Arde Cura<\/i>, un film che ho realizzato da solo. Ma lui \u00e8 l&#8217;attore protagonista&#8230; Talvolta le cose si mescolano.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JPR<\/b>: Credo che, oggi come oggi, se vuoi girare un film che esca dalla massa, devi avare un punto di vista&#8230; non serve nient&#8217;altro. Deve essere personale e deve avere a che fare con la tua vita.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JRGdM<\/b>: Devi essere sincero con te stesso quando giri un film. Devi davvero credere in ci\u00f2 che fai. Non puoi prendere le cose per scontate. \u00c8 facile dire: \u00abGiriamo un film in video, \u00e8 economico\u00bb. S\u00ec, \u00e8 economico \u2013 almeno quando lo giri perch\u00e9 la post-produzione pu\u00f2 essere molto costosa \u2013 ma penso che la gente debba credere in ci\u00f2 che fa. \u00c8 duro girare film.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JPR<\/b>: Pu\u00f2 essere anche divertente.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JRGdM<\/b>: S\u00ec, pu\u00f2 esserlo. \u00c8 ci\u00f2 che \u00e8 successo con il nostro film, \u00e8 stato difficile ma poi, improvvisamente, ci stavamo divertendo tanto a farlo. Eravamo felici e ci sentivamo liberi.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>RC: Tornando all&#8217;idea del documentario: qual era il suo scopo? Volevate raccontare anche i cambiamenti urbanistici di Macao?<\/b><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JPR<\/b>: Non c&#8217;\u00e8 mai stata un&#8217;idea \u201cprima e dopo\u201d. \u00c8 come sentiamo Macao ora. \u00c8 il nostro personale ritratto di Macao. \u00c8 ancora un documentario su Macao, ma ha preso anche altre direzioni. <\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>RC: Il film sembra funzionare anche per i simboli che contiene. \u00c8 denso di immagini enigmatiche.<\/b><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JPR<\/b>: Ho sempre avuto paura delle parole \u201csimbolo\u201d e \u201cmetafora\u201d. Penso siano molto pericolose nel cinema perch\u00e9 tendono a semplificare. Se hai un personaggio o un&#8217;azione che usi come simboli, allora rimangono quello. Rimangono chiusi su quell&#8217;idea. Non mi pace questo nel cinema, mi piacciono le cose che sono in un modo ma che possono essere anche altro, o andare in diverse direzioni.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JRGdM<\/b>: Non \u00e8 bellissimo dare allo spettatore la possibilit\u00e0 di formare la sua propria opinione sullo stesso soggetto? Ogni volta che chiudi le scene in una scatola, diventa difficile poi tirarle fuori. Non \u00e8 stupendo guardare un quadro e magari non capirlo ma amarlo comunque perch\u00e9 ti fa interrogare su ci\u00f2 che stai vedendo. Il mistero \u00e8 una bella cosa.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>RC: Ora, essendo questo un film molto personale, siete pronti ad accettare che la gente ne tragga ci\u00f2 che pi\u00f9 desidera?<\/b><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JRGdM<\/b>: Vedo il film come personale perch\u00e9 lo abbiamo fatto noi. Ma non \u00e8 la nostra idea \u201cchiusa\u201d di Macao.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JPR<\/b>: Non lo abbiamo girato per noi.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JRGdM<\/b>: Non facciamo mai film per noi. Odio l&#8217;idea di girare un film per me stesso.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JPR<\/b>: Lo abbiamo girato per condividerlo con altre persone.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JRGdM<\/b>: Lo abbiamo realizzato partendo da un nostro punto di vista ma per condividerlo. Una volta che hai realizzato un film, composto musica o dipinto un quadro, non ti appartiene pi\u00f9. Appartiene alle persone, agli spettatori, agli ascoltatori. Questo \u00e8 il suo bello, secondo me. <\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>RC: Si fa un gran parlare dei problemi del cinema portoghese e questo spesso mette in cattiva luce i film. Visto che il vostro film \u00e8 stupendo non vi domandiamo nulla a tal proposito&#8230; ma vorremmo sapere come e quando sar\u00e0 possibile vedere il vostro film.<\/b><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JRGdM<\/b>: Questa \u00e8 una domanda tragica. <\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JPR<\/b>: Vorrei dire qualcosa sul cinema portoghese perch\u00e9 questo \u00e8 un momento tragico per il nostro cinema. Abbiamo un nuovo governo di destra e la prima cosa che ha fatto&#8230;<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JRGdM<\/b>: E l&#8217;avevano promessa!<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JPR<\/b>: S\u00ec, l&#8217;avevano promessa durante la campagna elettorale. La prima cosa che hanno fatto \u00e8 stata chiudere il Ministero della cultura. Quindi non abbiamo pi\u00f9 un Ministero della cultura. Il Portuguese Film Institute \u00e8 congelato, non pu\u00f2 fare nulla. Non ci sono soldi per il cinema quest&#8217;anno e non sappiamo fino a quando sar\u00e0 cos\u00ec. Noi siamo qui, al Festival di Locarno, ma non abbiamo alcun sostegno da un ente ufficiale. <\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JRGdM<\/b>: La nostra \u00e8 una co-produzione con la Francia e siamo fortunati che i nostri co-produttori sono riusciti a portarla a termine, permettendoci di essere qui. E poi c&#8217;\u00e8 il nostro produttore portoghese, Jo\u00e3o Figueiras, che ha messo i suoi propri soldi per finire il film, perch\u00e9 il governo non ci dar\u00e0 nemmeno i soldi che ci deve. Non abbiamo avuto soldi per il film.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JPR<\/b>: Giusto una parte.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/guerra_0001.jpg\" alt=\"\" title=\"Jo\u00e3o Rui Guerra da Mata\" width=\"620\" height=\"352\" class=\"aligncenter size-full wp-image-25913\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/guerra_0001.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/guerra_0001-300x170.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>RC: E sono stati votati?<\/b><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JRGdM<\/b>: S\u00ec! Ma, andiamo, la gente ha votato anche per Berlusconi! La gente \u00e8 gente ovunque tu vada (\u00abPeople are people wherever you go\u00bb), come dice la canzone. Ma la vera domanda \u00e8: quanti film portoghesi vengono realizzati ogni anno. Tanti. E quella portoghese viene considerata una cinematografia interessante.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>RC: Si, ma il cinema portoghese si muove fuori dal Portogallo. Cerca finanziamenti fuori dal Paese, set altrove. Pensiamo a <i>Tabu<\/i> di Miguel Gomes, uno dei migliori film dell&#8217;anno.<\/b><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JPR<\/b>: Credo che il cinema portoghese sia guardato dall&#8217;estero come uno tra i pi\u00f9 interessanti al mondo, come diceva Olivier P\u00e8re presentando il nostro film. E quindi chi dovrebbe sostenerci non ci sta sostenendo affatto.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>JRGdM<\/b>: Mettiamo che gli uomini al governo non amino i film che facciamo. Non amano il cinema portoghese. Questo \u00e8 ci\u00f2 che penso. Quindi, perch\u00e9 spendere soldi nella cultura quando la gente vuole il calcio? Perch\u00e9 spendere per il teatro quando la gente vuole il calcio? Non ho nulla contro il calcio e amo Cristiano Ronaldo come splendido ballerino. Ma il governo sta dando alla gente ci\u00f2 che la gente vuole. Un Paese, se non \u00e8 ricco \u2013 e il Portogallo non lo \u00e8 decisamente \u2013 \u00e8 conosciuto per la sua cultura. E la gente \u00e8 definita attraverso la cultura che possiede. Se distruggi la cultura&#8230; Avrai sempre il calcio.<br \/>\nUna cosa che devo dire, e che per me \u00e8 molto importante, perch\u00e9 mi \u00e8 stata chiesta molte volte. \u00c8 se sia vero che la gente diventa pi\u00f9 creativa in presenza di una crisi o quando esiste una censura. No, non lo penso. Credo che questo sia un modo terrificante di pensare. Ci\u00f2 che accade \u00e8 che quando non hai denaro o vivi sotto un regime censorio sei obbligato a dire la tua opinione. Questo \u00e8 il nostro modo di combattere contro ci\u00f2 che \u00e8 sbagliato, provando loro che ce la facciamo comunque, contro ogni probabilit\u00e0. Contro ogni probabilit\u00e0 possiamo dimostrare loro che sono nel torto. Anche se non dovessero capire \u2013 o non volessero capire \u2013 almeno sentiamo che stiamo facendo la nostra parte. Quindi, censura o mancanza di sostengo finanziario, non rendono nessuno pi\u00f9 creativo. Al contrario, \u00e8 molto, molto pericoloso. Perch\u00e9 non riguarda solo noi. Se un governo mostra alla gente che non sostiene la cultura, allora stanno mostrando che non esiste un bisogno di cultura. E cos\u00ec potremo parlare di quanto eravamo grandi nel XIX secolo. Questo \u00e8 decisamente fascista. \u2022<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><i>Locarno, 8 Agosto 2012<\/i><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\" align=\"center\"><i><font face=\"Georgia\" size=\"2\">+ + +<\/font><\/i><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><iframe loading=\"lazy\" width=\"620\" height=\"349\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/embed\/YbqLRng3uMA\" frameborder=\"0\" allowfullscreen name=\"I1\"><\/iframe><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"4\"><b>A \u00faltima vez que vi Macau<\/b><\/font><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><br \/>\nTitolo internazionale: <b>The Last Time I Saw Macao<\/b><br \/>\n<b>Regia, sceneggiatura, fotografia<\/b>: Jo\u00e3o Pedro Rodrigues, Jo\u00e3o Rui Guerra da Mata \u2022 <b>Montaggio<\/b>: Rapha\u00ebl Lef\u00e8vre, Jo\u00e3o Pedro Rodrigues, Jo\u00e3o Rui Guerra da Mata \u2022 <b>Assistente alla regia<\/b>: Leonor Noivo \u2022 <b>Suono<\/b>: Nuno Carvalho, Carlos Concei\u00e7\u00e3o, Leonor Noivo \u2022 <b>Montaggio suono<\/b>: Nuno Carvalho \u2022 <b>Sound mix<\/b>: M\u00e9lissa Petitjean \u2022 <b>Consulenza scientifica<\/b>: Filomena Silvano \u2022 <b>Musical number crew<\/b>: Rui Po\u00e7as (fotografia), Jo\u00e3o Rui Guerra da Mata (aip art direction) \u2022 <b>Assistente di produzione<\/b>: Yakult Lin, Leonor Noivo, Rodrigo Candeias, Jane Roger \u2022 <b>Production manager<\/b>: Lydie B\u00e1rbara \u2022 <b>Produttori<\/b>: Jo\u00e3o Figueiras, Daniel Chabannes de Sars, Corentin Dong-jin S\u00e9n\u00e9chal \u2022 <b>Interpreti<\/b>: Cindy Scrash (Candy), Jo\u00e3o Rui Guerra da Mata, Jo\u00e3o Pedro Rodrigues \u2022 <b>Guest<\/b>: Maria Jo\u00e3o Guerra da Mata, Lydie B\u00e1rbara, Rapha\u00ebl Lef\u00e8vre, Nuno Carvalho \u2022 <b>Voci<\/b>: Hoi Kem Foo, Rita Chan, Janete Chan, Chan Tong Wong, Ko Chung Tin, Eduardo Chan, Mingyu Wu, Lian Wu \u2022 <b>Produzione<\/b>: Blackmaria (Lisbona), Epicentre Films (Parigi) \u2022 <b>Co-produzione<\/b>: Le Fresnoy, Studio National des Arts Contemporains \u2022 <b>Con il sostegno finanziario<\/b>: ICA RTP, Centre National de la Cin\u00e9matographie et de l\u2019image Anim\u00e9e \u2022 <b>Con il supporto di<\/b>: Centre National des Arts Plastiques (image\/mouvement), du Minist\u00e8re de la Culture et de la Communication \u2022 <b>Rapporto<\/b>: 16:9 \u2022 <b>Formato di ripresa<\/b>: HD \u2022 <b>Formato di proiezione<\/b>: DCP \u2022 <b>Suono<\/b>: Dolby Digital 5.1 \u2022 <b>Lingua<\/b>: portoghese, mandarino \u2022 <b>Paese<\/b>: Portogallo, Francia \u2022 <b>Anno<\/b>: 2012 \u2022 <b>Durata<\/b>: 85\u2019<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">\u2022 <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25892\">A \u00faltima vez que vi Macau (recensione)<\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\" align=\"center\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">+ + +<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\" align=\"center\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/JJ-9.jpg\" alt=\"\" title=\"Jo\u00e3o Pedro Rodrigues\" width=\"620\" height=\"332\" class=\"aligncenter size-full wp-image-25894\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/JJ-9.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/JJ-9-300x160.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"4\"><b>Jo\u00e3o Pedro Rodrigues<\/b><\/font><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><br \/>\n(Lisbona, 1966) Incominciati gli studi in Biologia all\u2019Universit\u00e0 di Lisbona per diventare ornitologo, ha presto abbandonato per studiare cinema e diplomarsi alla Scuola di Cinema di Lisbona.<br \/>\nNel 1988 dirige <i>O pastor<\/i> (The Shepherd), cortometraggio di diploma e opera d&#8217;esordio. Il suo secondo corto, <i>Parab\u00e9ns!<\/i> (Happy Birthday!) ottiene un ottimo consenso internazionale, a partire dalla Menzione speciale alla Mostra di Venezia del 1997. Nel periodo 1997-99 ha diretto <i>Esta \u00e9 a minha casa<\/i> (This Is My Home) e <i>Viagem \u00e0 expo<\/i> (Journey To The Expo), documentario in due parti. Nel 2000, il suo primo lungometraggio, <i>O fantasma<\/i>, presentato in concorso internazionale alla Mostra di Venezia e vincitore dei festival di EntreVues, Belfort e del New Festival a New York. Nel 2005, il suo secondo lungometraggio, <i>Odete<\/i>, viene premiato alla Quinzaine di Cannes. Nel 2007 il suo terzo cortometraggio, <i>China, China<\/i>, co-diretto con Jo\u00e3o Rui Guerra da Mata, viene anch\u2019esso premiato alla Quinzaine, ma pure a EntreVues e Belfort. Nel 2009, il terzo lungometraggio, <i>Morrer como um homem<\/i> (To Die Like A Man), viene selezionato in concorso nella sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes, dopo essere stato selezionato nel 2007 nel programma Cin\u00e9fondation dell\u2019atelier del festival francese. Nel 2011 il suo quarto cortometraggio \u00e8 il documentario <i>Alvorada vermelha<\/i> (Red Dawn), co-diretto con Jo\u00e3o Rui Guerra da Mata, presentato all&#8217;IndieLisboa e a Locarno. Jo\u00e3o Pedro Rodrigues ha recitato nel cortometraggio <i>Le Jour o\u00f9 le fils de Ra\u00efner s\u2019est noy\u00e9<\/i> di Aur\u00e9lien Vernhes-Lermusiaux. Nel 2012, \u00e8 l&#8217;attore protagonista del documentario d\u2019esordio (come singolo) di Jo\u00e3o Rui Guerra da Mata. Sempre nel 2012 dirige il cortometraggio <i>Manh\u00e3 de Santo Ant\u00f3nio<\/i> (Morning Of Saint Anthony\u2019s Day). The Harvard Film Archive (2010), BAMcin\u00e9matek \u2013 The Next Director (2010), TIFF Bell Lightbox \u2013 The New Auteurs (2011) e molte altre realt\u00e0 cinefile internazionali hanno proposto retrospettive del suo cinema.<br \/>\nAttualmente lavora al suo nuovo lungometraggio, <i>O ornit\u00f3logo<\/i> (The Ornithologist). Dal titolo una sorta di ritorno alle origini.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>Fimografia<\/b><br \/>\n1988 | <b>O pastor (The Shepherd)<\/b> \u2022 1997 | <b>Parab\u00e9ns! (Happy Birthday!)<\/b> \u2022 1997 | <b>Esta \u00e9 a minha casa (This Is My Home)<\/b> \u2022 1999 | <b>Viagem \u00e0 expo (Journey To The Expo)<\/b> \u2022 2000 | <b>O fantasma<\/b> \u2022 2005 | <b>Odete<\/b> \u2022 2007 | <b>China, China<\/b> | co-diretto con J.R.G. da Mata \u2022 2009 | <b>Morrer como um homem (To Die Like A Man)<\/b> \u2022 2011 | <b>Alvorada vermelha (Red Dawn)<\/b> | co-diretto con J.R.G. da Mata \u2022 2012 | <b>Manh\u00e3 de Santo Ant\u00f3nio (Morning Of Saint Anthony\u2019s Day)<\/b> \u2022 2012 | <b>A \u00faltima vez que vi Macau (The Last Time I Saw Macao)<\/b> | co-diretto con J.R.G. da Mata<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\" align=\"center\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">+ + +<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\" align=\"center\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/JJ-15.jpg\" alt=\"\" title=\"Jo\u00e3o Rui Guerra da Mata\" width=\"620\" height=\"332\" class=\"aligncenter size-full wp-image-25895\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/JJ-15.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/JJ-15-300x160.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"4\"><b>Jo\u00e3o Rui Guerra da Mata<\/b><\/font><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><br \/>\n(Louren\u00e7o Marques, Mozambico) Ha incominciato a lavorare nel cinema proprio con Jo\u00e3o Pedro Rodrigues a partire dal 1995. Insegna Art Direction e Production Design al Lisbon Film School (ESTC) dal 2004 al 2011.<br \/>\nCome Art Director e Production Designer ha partecipato ad un gran numero di corti e lungometraggi. Nel 1997 da Mata compare come attore nel cortometraggio d\u2019esordio di Rodrigues, <i>Parab\u00e9ns!<\/i> (Happy Birthday!), e come assistente alla regia, sempre per Rodrigues, in <i>Esta \u00e9 a minha casa<\/i> (This Is My Home) e <i>Viagem \u00e0 expo<\/i> (Journey To The Expo). Da questo momento da Mata lavorer\u00e0 in ogni opera di Rodrigues in qualit\u00e0 di direttore artistico e production designer, talvolta di sceneggiatore. Nel 2007 co-dirigono il cortometraggio <i>China, China<\/i>, da un\u2019idea di Jo\u00e3o Rui e sceneggiato insieme; recitato principalmente in mandarino, rappresenta il loro primo approccio cinematografico alla Cina. Nel 2012, oltre alla co-regia di <i>A \u00faltima vez que vi Macau<\/i> (The Last Time I Saw Macao), dirige il suo primo cortometraggio, <i>O que arde cura<\/i> (As The Flames Rose), presentato in anteprima IndieLisboa.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>Filmografia<\/b><br \/>\n2007 | <b>China, China<\/b> | co-diretto con J.P. Rodrigues \u2022 2011 | <b>Alvorada vermelha (Red Dawn)<\/b> | co-diretto con J.P. Rodrigues \u2022 2012 | <b>A \u00faltima vez que vi Macau (The Last Time I Saw Macao)<\/b> | co-diretto con J.P. Rodrigues \u2022 2012 | <b>O que arde cura (As The Flames Rose)<\/b><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\" align=\"center\"><b><font face=\"Georgia\" size=\"2\">+ + +<\/font><\/b><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Cover image by Festival del film Locarno \/ Marco Abram<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Image by Emanuele Dainotti (<a href=\"http:\/\/www.settesecondicirca.com\">settesecondicirca.com<\/a>) \/ modified by Rapporto Confidenziale<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\" align=\"center\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">+ + +<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"620\" id=\"table1\">\n<tr>\n<td width=\"370\"><font face=\"Georgia\"><b>Rapporto Confidenziale<br \/>\n  numero36 (ottobre\/novembre 2012)<\/b><br \/>\n  ISSN: 2235-1329<\/p>\n<p>  <b><a href=\"http:\/\/www.flows.tv\/store\/books\/content\/82|54f9c3d33a69d1f1013a69e9a9060004?channel=82\"><font color=\"#75AADB\">COMPRA<\/font><\/a><\/b><\/p>\n<p>  <b><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24136\"><font color=\"#75AADB\">SOMMARIO<\/font><\/a><\/b><\/p>\n<p>  <b><a href=\"http:\/\/issuu.com\/rapportoconfidenziale\/docs\/rc_36_preview?mode=window&#038;backgroundColor=#222222\"><font color=\"#75AADB\">ANTEPRIMA<\/font><\/a><\/b><\/font><\/td>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/RC36_Cover.jpg\" width=\"200\" height=\"282\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NON SIAMO CHE OMBRE Intervista a Jo\u00e3o Pedro Rodrigues e Jo\u00e3o Rui Guerra da Mata by Alessio Galbiati and Roberto Rippa from Rapporto Confidenziale 36 \u2022 A \u00faltima vez que vi Macau (recensione) \u2022 WE ARE JUST SHADOWS. 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