{"id":26044,"date":"2013-01-29T00:56:24","date_gmt":"2013-01-28T23:56:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=26044"},"modified":"2013-01-29T00:59:25","modified_gmt":"2013-01-28T23:59:25","slug":"criticsblob-django-unchained-quentin-tarantino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=26044","title":{"rendered":"CriticsBlob # Django Unchained > Quentin Tarantino"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/django_unchained_04.jpg\" alt=\"\" title=\"Django Unchained - Quentin Tarantino\" width=\"620\" height=\"400\" class=\"aligncenter size-full wp-image-26045\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/django_unchained_04.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/django_unchained_04-300x193.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Probabilmente solo Tarantino \u00e8 in grado di generare tanto rumore e interesse attorno ai propri film. Con l&#8217;uscita nelle sale di <i>Django Unchained<\/i> una pioggia di articoli \u00e8 caduta in tutto il mondo, un diluvio di parole attorno a un&#8217;opera attesa dalla critica, ma soprattutto dal pubblico, con la frenesia e l&#8217;eccitazione dell&#8217;evento epocale.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Su Rapporto Confidenziale ne abbiamo dato conto con una brillante e per niente banale recensione <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25959\">a cura di Leonardo Persia<\/a>, ma \u00e8 pure interessante ricostruire (in maniera parziale, <i>of course<\/i>) il mosaico di opinioni attraverso frammenti di recensioni e polemiche, sproloqui e sovrainterpretazioni, sciocchezze e sovrascritture, di tutto e di pi\u00f9.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Alla faccia di Spike Lee.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/django_unchained_03.jpg\" alt=\"\" title=\"Django Unchained - Quentin Tarantino\" width=\"620\" height=\"417\" class=\"aligncenter size-full wp-image-26048\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/django_unchained_03.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/django_unchained_03-300x201.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font size=\"2\" face=\"Georgia\">&#9642; Leonardo Persia<\/font><\/b><font face=\"Georgia\" size=\"2\"> per <b><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25959\">Rapporto Confidenziale<\/a><\/b>:<br \/>\n\u00abNon esiste purezza etnica o narrativa preservata. Tarantino ribadisce che il testo, risolto esclusivamente in altri testi, \u00e8 sempre sconfinato e sovrapposto, quanto il corpo e le \u00abrazze\u00bb. La vittima (<i>Kill Bill<\/i>), la donna (<i>Death Proof<\/i>), l\u2019ebreo (<i>Inglourious Basterds<\/i>) precedono ed eccedono il <i>nigger<\/i> dell\u2019instabile forma <i>essere e tempo<\/i> di <i>Django Unchained<\/i>, remake vendicativo, plurimo e <i>basterd<\/i> di ogni possibile cultura subalterna, denso di materiali e affetti, una compilation di ritornelli visivi, piattaforma mobile di musica\/segno dove il regista sbalordisce per la sua bravura di dee-jay archivista della memoria audio e video.\u00bb<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font size=\"2\" face=\"Georgia\">&#9642; <\/font><\/b><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>Alessandro Cappabianca<\/b>, dal suo <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/cappabianca.alessandro\">profilo facebook<\/a> (e sul prossimo numero di Filmcritica):<br \/>\n\u00ab<i>Django Unchained<\/i> ha ben poco a che fare con gli spaghetti-western e col <i>Django<\/i> di Sergio Corbucci (1966), a parte gli omaggi di rito (il titolo, la colonna sonora, la partecipazione di Franco Nero); se \u00e8 per questo, malgrado le apparenze, forse ha pi\u00f9 a che fare col <i>Django<\/i> (<i>Sukiyaki Western Django<\/i>, 2007) di Miike Takashi, col suo andamento da favola esotica e cruenta. In ogni caso, Tarantino non si avvicina al western, come ad ogni altro genere, se non guardandolo attraverso una sorta di cannocchiale rovesciato, in grado non solo di distanziarlo, ma anche di interporre alla visione quegli ulteriori filtraggi mediatici di cui \u00e8 permeata la sua cinefilia. Il che poi si traduce nel notorio feticismo nei confronti della pellicola da parte del Tarantino gestore di una sala cinematografica a Los Angeles.<br \/>\nEvidentemente il regista, in quanto amava le care, vecchie, doppie programmazioni nei cinemini di periferia, dove si proiettavano i film pi\u00f9 assurdi (ai cui trailers rende esplicito omaggio in <i>Grindhouse<\/i>), ama la pellicola in quanto supporto trasparente di sogni, al punto di utilizzarla per un rogo sacrificale, strumento di palingenesi storica, in <i>Bastardi senza gloria<\/i> \u2013 anche se \u00e8 una pellicola sempre contaminata, consumata da innumerevoli visioni, profondamente segnata dalla commistione dei generi, dall\u2019avvento dell\u2019exploitation e dalla frequentazione dei B-movies. Per allestire i suoi spettacoli sontuosi, insomma, Tarantino ha bisogno di partire da questi materiali disprezzati, \u201cscadenti\u201d o \u201cvolgari\u201d, che cos\u00ec vengono a loro volta in qualche modo rivalorizzati. <br \/>\nA mio parere, peraltro, <i>Django Unchained<\/i> sembra pi\u00f9 soffrire che giovarsi di queste operazioni di riciclaggio mediatico, visto che l\u2019efficacia del film si impernia soprattutto sulla geniale invenzione d\u2019un personaggio come il dottor King Schultz, oriundo tedesco, gi\u00e0 dentista, ora cacciatore di taglie, pi\u00f9 che sulla figura del pistolero ex-schiavo Django, Sigfrido nero di un mito rivisitato, alla ricerca della libert\u00e0 e della sua Broomhilda.\u00bb<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font size=\"2\" face=\"Georgia\">&#9642; <\/font><\/b><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>Roberto Escobar<\/b> per <b><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/dettaglio\/no-tarantino-non-e-razzista\/2198575\">l&#8217;Espresso<\/a><\/b>:<br \/>\n\u00abC&#8217;entra poco la trama del film di Corbucci, con &quot;Django Unchained&quot;, a parte un piccolo ruolo riservato a Franco Nero e ripetuti omaggi al nostro western. Ancor meno c&#8217;entra l&#8217;&quot;Ercole&quot; di Francisci. Al centro dell&#8217;epica del nero che affronta e sconfigge il drago idiota del razzismo c&#8217;\u00e8, per paradosso, il Siegfried del mito nibelungico. Come lui, Django sale indomito fin sulla vetta dov&#8217;\u00e8 tenuta prigioniera la sua Brunhilde, che l&#8217;incultura dei negrieri ha storpiato e ridotto a Broomhilda. E quando ci arriva, su quella vetta, il tuono delle sue pistole e della dinamite eguaglia e supera i clangori wagneriani. Insomma, non solo la storia \u00e8 capovolta e migliorata, ma anche l&#8217;ideologia che presso i pi\u00f9 (ignoranti) la reggerebbe.\u00bb<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font size=\"2\" face=\"Georgia\">&#9642; <\/font><\/b><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>Marco Giusti<\/b> per <b><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.dagospia.com\/rubrica-2\/media_e_tv\/1-tutti-in-piedi-arriva-django-unchained-il-nuovo-capolavoro-di-tarantino-2-esattamente-48893.htm\">Dagospia<\/a><\/b>:<br \/>\n\u00ab\u00c8 impossibile non amare un film che apre con i titoli di testa, ovviamente rossi, sulle note della celebre &quot;Django&quot; composta Luis Bacalov e cantata da Rocky Roberts per il film di Sergio Corbucci e si conclude con &quot;Lo chiamavano Trinit\u00e0&quot; di Franco Micalizzi mentre il suo eroe, il nuovo Django di Jamie Foxx, \u00e8 diventato da schiavo barbuto un sofisticato eroe da blaxploitation anni &#8217;70 con occhialetto nero che lascia Candyland tra le fiamme.\u00bb<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font size=\"2\" face=\"Georgia\">&#9642; <\/font><\/b><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>Federico Chiacchiari<\/b> per <b><a href=\"http:\/\/www.sentieriselvaggi.it\/339\/49857\/\u201cDjango_Unchained\u201d,_di_Quentin_Tarantino.htm\">Sentieri selvaggi<\/a><\/b>:<br \/>\n\u00abOggi Tarantino, col suo cinema \u201ccinefilo\u201d e irriverente, contaminato e citazionista, ma giocosamente analogico e materico (far\u00e0 mai un film in 3D o a 48 frame?), si trova da una parte il grande cinema classico che sembra trovare continuamente una nuova linfa (Ben Affleck e John Hillcoat che seguono le orme di Robert Redford e Clint Eastwood), dall\u2019altra \u201ccineasti del XX secolo\u201d che smaterializzano l\u2019immagine, frantumano l\u2019immaginario collettivo, portando la visione oltre il \u201ccinema possibile\u201d, in territori dove lo sguardo si confonde con il resto del corpo (<i>The Hobbit<\/i>, <i>Cloud Atlas<\/i>, tutto Zack Snyder, ecc\u2026), dove la narrazione diventa inevitabilmente seriale e infinita&#8230; <br \/>\nN\u00e9 classico n\u00e9 post-digitale, Quentin Tarantino rischia di collocarsi in una \u201cterra di nessuno\u201d del panorama cinematografico, meraviglioso outsider di un cinema dove la parola diventa sguardo, il personaggio si trasforma in paesaggio, e l\u2019azione \u00e8 l\u2019unico luogo possibile dei sentimenti. E i Nibelunghi di Wagner invadono il selvaggio West\u2026.\u00bb<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font size=\"2\" face=\"Georgia\">&#9642; <\/font><\/b><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>Gianluca Pelleschi<\/b> per <b><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.spietati.it\/z_scheda_dett_film.asp?idFilm=4635\">gli Spietati<\/a><\/b>:<br \/>\n\u00abCosa manca a <i>Django Unchained<\/i>? Ovviamente niente, <i>Django Unchained<\/i> \u00e8 il film che \u00e8. Per\u00f2 \u00e8 innegabile che, almeno da un certo punto in poi, tutto proceda troppo <i>straight<\/i>, in modo poco tarantiniano (Tallarita, <i><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.spietati.it\/z_dettaglio_contributo.asp?idContributo=76\">Sulla Carta<\/a><\/i>, aveva letto giusto). Quello che rendeva non semplicemente \u201cbelli\u201d ma grandiosi in senso trasversale gli ultimi lavori di Tarantino era un improvviso, inatteso scarto di livello. C\u2019era un momento chiave nell\u2019epopea omicida della Sposa in <i>Kill Bill<\/i>, un momento nel quale la bi-logia perdeva Epica ma acquistava Etica: Bill che, al momento della resa dei conti con Beatrix Kiddo, derubrica l\u2019avvio dell\u2019impianto vendicativo della <i>quest<\/i> (il tentato omicidio a sangue freddo della sua ex, per giunta incinta) a un semplice \u201cho reagito male\u201d. \u201cI overreacted\u201d, le dice. E sembra sincero. Ecco che se c\u2019era qualcosa di magnifico (e magniloquente) nelle 4 ore di omicidi della Thurman, veniva come disinnescato, sublimato in una svolta insieme grottesca e realistica, una svolta che spingeva lo spettatore a rivedere, spaesato, il proprio posizionamento nei confronti dei personaggi e del film tutto.\u00bb<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font size=\"2\" face=\"Georgia\">&#9642; <\/font><\/b><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>kekkoz<\/b> per <b><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/giovanecinefilo.kekkoz.com\/2013\/01\/15\/django-unchained-quentin-tarantino-2012\/\">Memorie di un giovane cinefilo<\/a><\/b>:<br \/>\n\u00abIl genere, notoriamente influente sulla sua filmografia come pochi altri, \u00e8 usato come piattaforma di partenza per un film complesso ed eccitante, lunghissimo ma privo di momenti di stanca, che mescola blaxploitation e mitologia nordica, affianca ironia e tragedia, violenza sanguinaria e comicit\u00e0 improvvisa (alcuni momenti del film, tra cui una delle pi\u00f9 riuscite \u2013 quella del KKK \u2013 sembrano quasi un omaggio a <i>Blazing Saddles<\/i> di Mel Brooks) con una scioltezza che non ha assolutamente pari al mondo: sono passati vent\u2019anni da <i>Le Iene<\/i> ma Tarantino \u00e8 sempre un passo avanti rispetto ai suoi epigoni.\u00bb<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/django_unchained_01.jpg\" alt=\"\" title=\"Django Unchained - Quentin Tarantino\" width=\"620\" height=\"413\" class=\"aligncenter size-full wp-image-26046\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/django_unchained_01.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/django_unchained_01-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font size=\"2\" face=\"Georgia\">&#9642; <\/font><\/b><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>Caterina Gangemi<\/b> per <b><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.bizzarrocinema.it\/recensioni\/pop-corn\/django-unchained\/\">Bizzarro Cinema<\/a><\/b>:<br \/>\n\u00abDopo il nazismo di <i>Bastardi senza gloria<\/i>, Quentin Tarantino ritorna alle questioni &quot;serie&quot; per raccontare con piglio dissacrante e irriverente un altro dei pi\u00f9 vergognosi crimini contro l&#8217;umanit\u00e0, la schiavit\u00f9, per quello che \u00e8 forse il suo lavoro pi\u00f9 ambizioso, concepito come omaggio allo spaghetti western (in particolare al cinema di Corbucci come svela il titolo, richiamo al personaggio dell&#8217;omonimo film del 1966 con Franco Nero) e nato dopo una travagliata gestazione, durata dieci anni e costellata da numerose defezioni nel cast. Ed \u00e8 proprio con il tema di apertura composto da Luis Bacalov per Corbucci che il film ha inizio, immergendosi immediatamente in un&#8217;atmosfera vintage, permeata stavolta pi\u00f9 di nostalgia che ammiccamenti: quello di Django Unchained \u00e8 infatti un Tarantino maturo, che sul solco della pellicola precedente mostra di aver superato la fase ludica del <i>pastiche<\/i> citazionista accattivante a favore di un impiego strutturato, e neppure troppo autocompiaciuto, dei materiali di riferimento. Non orpelli ma colonne di una poetica perfettamente in grado di affermarsi nella propria personalit\u00e0.\u00bb<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font size=\"2\" face=\"Georgia\">&#9642; <\/font><\/b><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>Raffaele Meale<\/b> per <b><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.cineclandestino.it\/it\/film-in-sala\/2013\/django-unchained.html\">CineClandestino<\/a><\/b>:<br \/>\n\u00ab [&#8230;] <i>Django Unchained<\/i> non fa altro che accumulare una sequenza viscerale dopo l&#8217;altra, permettendosi digressioni che l&#8217;avvicinano in alcuni punti alla vera e propria farsa parodistica, come in occasione dell&#8217;aggressione notturna del Ku Klux Klan tra i cui membri (non a caso) compare anche Jonah Hill, fedelissimo di Judd Apatow: e non appare forzato intravedere nelle movenze cartoonistiche con cui Broomhilda\/Kerry Washington si tappa le orecchie prima di un&#8217;esplosione lo sguardo astuto di Cleavon Little, soave protagonista di <i>Mezzogiorno e mezzo di fuoco<\/i> di Mel Brooks. Un processo naturale, per un film che si muove in maniera \u201cscatenata\u201d, letteralmente senza vincoli, all&#8217;interno delle esigenze narrative del genere, partendo dall&#8217;elisione \u2013 nella seconda met\u00e0 della storia \u2013 dello spazio aperto. Il dogma dell&#8217;<i>en plein air<\/i>, ratificato dal western classico e reso proscenio in maniera inequivocabile dalla circolarit\u00e0 iniziale e finale di <i>The Searchers<\/i> di John Ford, viene da principio assecondato da Tarantino, in una prima parte in cui le location variano con grande rapidit\u00e0, per poi essere completamente smentito allorquando entra in scena il personaggio del proprietario terriero schiavista Calvin Candie (il fatto che l&#8217;Academy abbia per l&#8217;ennesima volta glissato sulle capacit\u00e0 attoriali di Leonardo Di Caprio \u00e8 realmente disdicevole). L&#8217;intero segmento di film che vede Django e Schultz alle prese con questo quarantenne appassionato di combattimenti fra mandingo perde la propria connotazione di genere per divenire un kammerspiel in piena regola, pratica piuttosto comune all&#8217;interno di una poetica autoriale che ha sempre dedicato al dialogo in interni un&#8217;attenzione certosina.\u00bb<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font size=\"2\" face=\"Georgia\">&#9642; <\/font><\/b><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>Gabriele Niola<\/b> per <b><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.badtaste.it\/recensioni\/django-unchained-la-recensione\">BadTaste<\/a><\/b>:<br \/>\n\u00abE per la prima volta dopo 8 straordinari film Quentin Tarantino sembra avere anche una morale, un fine pi\u00f9 alto e nobile del puro divertimento raffinato di cui \u00e8 maestro. Per la prima volta un suo personaggio \u00e8 mosso seriamente da un ideale che cresce e matura dentro di s\u00e8, con un&#8217;onest\u00e0 mai cos\u00ec convincente. Per la prima volta sembra volersi sporcare le mani con l&#8217;idealismo invece che lavarsele con l&#8217;ironia (che pure non manca).\u00bb<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font size=\"2\" face=\"Georgia\">&#9642; <\/font><\/b><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>Eugenio Renzi<\/b> per <b><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.independencia.fr\/revue\/spip.php?article719\">Independencia<\/a><\/b>:<br \/>\n\u00abDe <i>Kill Bill<\/i> \u00e0 <i>Django Unchained<\/i> la femme est pass\u00e9e du statut d\u2019h\u00e9ro\u00efne virile \u00e0 celui de potiche en larmes. Tarantino ne fait que s\u2019inspirer de la tradition de Siegfried, o\u00f9 Broomhilda\/Br\u00fcnhilde est une prisonni\u00e8re en attente de son sauveur dira-t-on. Rien n\u2019obligeait cependant Tarantino \u00e0 se tenir \u00e0 la lettre du mythe. Le western, c\u2019est vrai, n\u2019accorde \u00e0 la femme que les r\u00f4les de prostitu\u00e9e ou de vierge en danger, mais, encore une fois, rien n\u2019obligeait Tarantino \u00e0 \u00eatre fid\u00e8le \u00e0 la r\u00e8gle. Il aurait pu s\u2019inspirer de diverses exceptions : <i>Duel au soleil<\/i>, <i>Johnny Guitar<\/i>, <i>Il \u00e9tait une fois dans le Ouest<\/i>&#8230;\u00bb<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font size=\"2\" face=\"Georgia\">&#9642; <\/font><\/b><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>A. O. Scott<\/b> per <b><a href=\"http:\/\/movies.nytimes.com\/2012\/12\/25\/movies\/quentin-tarantinos-django-unchained-stars-jamie-foxx.html?pagewanted=all&#038;_r=0#h[]\">The New York Times<\/a><\/b>:<br \/>\n\u00ab\u201cIt\u2019s better than \u2018Lincoln,\u2019 \u201d my teenage daughter said, as the end credits rolled at a screening of Quentin Tarantino\u2019s \u201cDjango Unchained.\u201d She was teasing me \u2014 it\u2019s a sad fact of my life that some of the people I\u2019m fondest of do not seem to share my fondness for Steven Spielberg\u2019s latest movie \u2014 but also suggesting an interesting point of comparison.<br \/>\n\u201cLincoln\u201d and \u201cDjango Unchained,\u201d the one a sober historical drama and the other a wild and bloody live-action cartoon, are essentially about different solutions to the same problem. You could almost imagine the two films, or at least their heroes, figuring in the kind of good-natured, racial-stereotype humor that used to be a staple of stand-up comedy (and was memorably parodied on \u201cThe Simpsons\u201d): \u201cwhite guys abolish slavery like this\u201d (pass constitutional amendment); \u201cbut black guys, they abolish slavery like this\u201d (blow up plantation).\u00bb<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font size=\"2\" face=\"Georgia\">&#9642; <\/font><\/b><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>Alan Scherstuhl<\/b> per <b><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/blogs.villagevoice.com\/runninscared\/2012\/12\/django_unchaine.php\">The Village Voice<\/a><\/b>:<br \/>\n\u00abEver vigilant for things to be outraged by, conservative internet precincts yesterday dropped the bombshell that <strike>there&#8217;s gambling in Casablanca<\/strike> the word &quot;nigger&quot; is spoken in a Quentin Tarantino movie about American slavery.<br \/>\nSince Drudge et al. haven&#8217;t actually seen the movie, they just go with the numbers, cherrypicked from an admiring <i>Hollywood Reporter<\/i> review. &quot;Nigger&quot; is spoken 100-plus times in <i>Django Unchained<\/i>, just about as often as you might hear in an afternoon at Mel Gibson&#8217;s house. (Drudge&#8217;s recent Django-related race-baiting <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/gawker.com\/5967848\/why-is-the-drudge-report-covered-in-ngger-the-coming-right+wing-freakout-over-django-unchained\">has been well cataloged by Gawker<\/a>.)<br \/>\nDrudge ignores context and Tarantino&#8217;s artistic aims, of course. (We&#8217;ll get to those below.) Instead, Drudge just puts the very fact out it there, apparently hoping that it illustrates two weary complaints of white conservatives: 1. That liberals are at best hypocritical and at worst the real racists; 2. That if white conservatives have to watch what they say, than everyone else does, too. The assumption is that Tarantino&#8217;s film is, by math, 100 or so times worse than, say, the Fox Nation commenter who just spews it once.\u00bb<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font size=\"2\" face=\"Georgia\">&#9642; <\/font><\/b><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>Todd McCarthy<\/b> per <b><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.hollywoodreporter.com\/movie\/django-unchained\/review\/399663\">The Hollywood Reporter<\/a><\/b>:<br \/>\n\u00abApplying the episodic format and visual template of classic and spaghetti Westerns to a revenge saga mostly set in the Deep South just before the Civil War, the film makes a point of pushing the savagery of slavery to the forefront but does so in a way that rather amazingly dovetails with the heightened historical, stylistic and comic sensibilities at play. The anecdotal, odyssey-like structure of this long, talky saga could be considered indulgent, but Tarantino injects the weighty material with so many jocular, startling and unexpected touches that it\u2019s constantly stimulating. A stellar cast and strong action and comedy elements will attract a good-sized audience internationally, though distaste for the subject matter and the irreverent take on a tragic subject might make some prospective viewers hesitate.<br \/>\nTarantino\u2019s affinity for black culture and interest in the ways blacks and whites relate always have been evident, but they\u2019ve never before been front and center to the extent that they are in <i>Django Unchained<\/i>. Some might object to the writer-director\u2019s tone, historical liberties, comic japes or other issues, but there can be no question who gets the shaft here: This is a story of justifiable vengeance, pure and simple, and no paleface is spared, even the good German who facilitates a slave\u2019s transformation into a take-no-prisoners hunter of whites who trade in black flesh.\u00bb<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font size=\"2\" face=\"Georgia\">&#9642; <\/font><\/b><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>Nathan Rabin<\/b> per <b><a href=\"http:\/\/www.avclub.com\/articles\/django-unchained,90198\/\">A.V. Club<\/a><\/b>:<br \/>\n\u00ab<i>Django Unchained<\/i> feels throughout like a Southern-fried American companion piece to Inglorious Basterds. Once again, Tarantino finds protagonists venturing far beyond enemy lines, under false pretenses, on a heroic mission, using a combination of guile, strategy, fearlessness, and brute force. In this case, Waltz and Foxx gain entry to DiCaprio and the corrupt world he lords over by pretending Waltz is a wealthy foreign businessman and Foxx a slaver and consultant, helping Waltz evaluate and purchase one of the slaves DiCaprio has trained to fight each other to the death. The smartly cast Foxx and Waltz give antithetical but complementary performances. As in <i>Inglourious Basterds<\/i>, Waltz plays a man who delights in the possibilities and pleasures endemic to the English language; he\u2019s a sure shot with a gun, but he\u2019s even more deadly with words. Where Waltz is gregarious, theatrical, and external, Foxx favors a minimalist approach befitting a character who cannot reveal his true identity or purpose, for fear of blowing his cover and dooming his mission.\u00bb<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>Fonti:<\/b> <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25959\">Rapporto Confidenziale<\/a> | <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/dettaglio\/no-tarantino-non-e-razzista\/2198575\">l&#8217;Espresso<\/a> | <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.dagospia.com\/rubrica-2\/media_e_tv\/1-tutti-in-piedi-arriva-django-unchained-il-nuovo-capolavoro-di-tarantino-2-esattamente-48893.htm\">Dagospia<\/a> | <a href=\"http:\/\/www.sentieriselvaggi.it\/339\/49857\/\u201cDjango_Unchained\u201d,_di_Quentin_Tarantino.htm\">Sentieri selvaggi<\/a> | <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.spietati.it\/z_scheda_dett_film.asp?idFilm=4635\">gli Spietati<\/a> | <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/giovanecinefilo.kekkoz.com\/2013\/01\/15\/django-unchained-quentin-tarantino-2012\/\">Memorie di un giovane cinefilo<\/a> | <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.bizzarrocinema.it\/recensioni\/pop-corn\/django-unchained\/\">Bizzarro Cinema<\/a> | <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.cineclandestino.it\/it\/film-in-sala\/2013\/django-unchained.html\">CineClandestino<\/a> | <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.badtaste.it\/recensioni\/django-unchained-la-recensione\">BadTaste<\/a> | <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.independencia.fr\/revue\/spip.php?article719\">Independencia<\/a> | <a href=\"http:\/\/movies.nytimes.com\/2012\/12\/25\/movies\/quentin-tarantinos-django-unchained-stars-jamie-foxx.html?pagewanted=all&#038;_r=0#h[]\">The New York Times<\/a> | <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/blogs.villagevoice.com\/runninscared\/2012\/12\/django_unchaine.php\">The Village Voice<\/a> | <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.hollywoodreporter.com\/movie\/django-unchained\/review\/399663\">The Hollywood Reporter<\/a> | <a href=\"http:\/\/www.avclub.com\/articles\/django-unchained,90198\/\">A.V. Club<\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><i>a cura di AG<\/i><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p><font face=\"Georgia\"><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/django_unchained_02.jpg\" alt=\"\" title=\"Django Unchained - Quentin Tarantino\" width=\"620\" height=\"417\" class=\"aligncenter size-full wp-image-26047\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/django_unchained_02.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/django_unchained_02-300x201.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"4\"><b>Django Unchained<\/b><\/font><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><br \/>\n<b>Regia, sceneggiatura<\/b>: Quentin Tarantino<br \/>\n<b>Fotografia<\/b>: Robert Richardson<br \/>\n<b>Montaggio<\/b>: Fred Raskin<br \/>\n<b>Costumi<\/b>: Sharen Davis<br \/>\n<b>Scenografie<\/b>: J. Michael Riva<br \/>\n<b>Casting<\/b>: Victoria Thomas<br \/>\n<b>Effetti speciali<\/b>: Rhythm and Hues<br \/>\n<b>Produttori<\/b>: Stacey Sher, Reginald Hudlin e Pilar Savone<br \/>\n<b>Produttori esecutivi<\/b>: Bob Weinstein, Harvey Weinstein, Michael Shamberg, Shannon McIntosh e James W. Skotchdopole<br \/>\n<b>Interpreti<\/b>: Jamie Foxx (Django), Christoph Waltz (Dr. King Schultz), Leonardo DiCaprio (Calvin Candie), Kerry Washington (Broomhilda), Samuel L. Jackson (Stephen), Walton Goggins (Billy Crash), Dennis Christopher (Leonide Moguy), James Remar (Butch Pooch\/Ace Speck), David Steen (Mr. Stonesipher), Dana Michelle Gourrier (Cora\/Dana Gourrier), Nichole Galicia (Sheba), Laura Cayouette (Lara Lee Candie-Fitzwilly), Ato Essandoh (D&#8217;Artagnan), Sammi Rotibi (Rodney), Franco Nero<br \/>\n<b>Produzione<\/b>: The Weinstein Company, Columbia Pictures, Brown 26 Productions, Double Feature Films, Super Cool Man Shoe Too, Too Super Cool ManChu<br \/>\n<b>Suono<\/b>: SDDS, Datasat, Dolby Digital<br \/>\n<b>Rapporto<\/b>: 2.35:1<br \/>\n<b>Camera<\/b>: Panavision Panaflex Millennium XL2, Panavision Primo, E-Series, ATZ and AWZ2 Lenses<br \/>\n<b>Laboratori<\/b>: DeLuxe (Hollywood, USA), EFILM Digital Laboratories (Hollywood, USA &#8211; digital intermediate)<br \/>\n<b>Negativo<\/b>: 35 mm (Kodak Vision3 200T 5213, Vision3 500T 5219, Ektachrome 100D 5285)<br \/>\n<b>Processo fotografico<\/b>: Digital Intermediate (4K &#8211; master), Panavision (anamorfico &#8211; source format)<br \/>\n<b>Formato di proiezione<\/b>: 35 mm (Kodak Vision 2383), D-Cinema<br \/>\n<b>Lingua<\/b>: inglese, tedesco, francese<br \/>\n<b>Paese<\/b>: USA<br \/>\n<b>Anno<\/b>: 2012<br \/>\n<b>Durata<\/b>: 165&#8242;<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Probabilmente solo Tarantino \u00e8 in grado di generare tanto rumore e interesse attorno ai propri film. Con l&#8217;uscita nelle sale di Django Unchained una pioggia di articoli \u00e8 caduta in tutto il mondo, un diluvio di parole attorno a un&#8217;opera attesa dalla critica, ma soprattutto dal pubblico, con la frenesia e l&#8217;eccitazione dell&#8217;evento epocale. Su Rapporto Confidenziale ne abbiamo dato<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[72],"tags":[14382,22,14377,14375,14376,13751,14372,14300,14373,14378,14371,14374,424,253,3059,14381,14379,14380],"class_list":["post-26044","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-critica","tag-a-v-club","tag-alessio-galbiati","tag-badtaste","tag-bizzarro-cinema","tag-cineclandestino","tag-criticsblob","tag-dagospia","tag-django-unchained","tag-gli-spietati","tag-independencia","tag-lespresso","tag-memorie-di-un-giovane-cinefilo","tag-quentin-tarantino","tag-rapporto-confidenziale","tag-sentieri-selvaggi","tag-the-hollywood-reporter","tag-the-new-york-times","tag-the-village-voice"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>CriticsBlob # Django Unchained &gt; Quentin Tarantino | Rapporto Confidenziale<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=26044\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"CriticsBlob # Django Unchained &gt; Quentin Tarantino | Rapporto Confidenziale\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Probabilmente solo Tarantino \u00e8 in grado di generare tanto rumore e interesse attorno ai propri film. Con l&#8217;uscita nelle sale di Django Unchained una pioggia di articoli \u00e8 caduta in tutto il mondo, un diluvio di parole attorno a un&#8217;opera attesa dalla critica, ma soprattutto dal pubblico, con la frenesia e l&#8217;eccitazione dell&#8217;evento epocale. Su Rapporto Confidenziale ne abbiamo dato\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=26044\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Rapporto Confidenziale\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/rapportoconfidenziale\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2013-01-28T23:56:24+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2013-01-28T23:59:25+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/django_unchained_04.jpg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Alessio Galbiati\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@RConfidenziale\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@RConfidenziale\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Alessio Galbiati\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"14 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=26044#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=26044\"},\"author\":{\"name\":\"Alessio Galbiati\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/ff5d5dc89af101292a4c5874ff09548c\"},\"headline\":\"CriticsBlob # Django Unchained > Quentin Tarantino\",\"datePublished\":\"2013-01-28T23:56:24+00:00\",\"dateModified\":\"2013-01-28T23:59:25+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=26044\"},\"wordCount\":2829,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=26044#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"http:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2013\\\/01\\\/django_unchained_04.jpg\",\"keywords\":[\"A.V. Club\",\"Alessio Galbiati\",\"BadTaste\",\"Bizzarro Cinema\",\"CineClandestino\",\"CriticsBlob\",\"Dagospia\",\"Django Unchained\",\"gli Spietati\",\"Independencia\",\"l'Espresso\",\"Memorie di un giovane cinefilo\",\"Quentin Tarantino\",\"Rapporto Confidenziale\",\"Sentieri selvaggi\",\"The Hollywood Reporter\",\"The New York Times\",\"The Village Voice\"],\"articleSection\":[\"CRITICA\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=26044#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=26044\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=26044\",\"name\":\"CriticsBlob # Django Unchained > Quentin Tarantino | Rapporto Confidenziale\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=26044#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=26044#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"http:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2013\\\/01\\\/django_unchained_04.jpg\",\"datePublished\":\"2013-01-28T23:56:24+00:00\",\"dateModified\":\"2013-01-28T23:59:25+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=26044#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=26044\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=26044#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2013\\\/01\\\/django_unchained_04.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2013\\\/01\\\/django_unchained_04.jpg\",\"width\":\"620\",\"height\":\"400\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=26044#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"CriticsBlob # Django Unchained > Quentin Tarantino\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/\",\"name\":\"Rapporto Confidenziale\",\"description\":\"rivista digitale di cultura cinematografica | digital magazine about cinematic culture\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#organization\",\"name\":\"Rapporto Confidenziale\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2017\\\/09\\\/RC_logo_1_nero.png\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2017\\\/09\\\/RC_logo_1_nero.png\",\"width\":3508,\"height\":709,\"caption\":\"Rapporto Confidenziale\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/rapportoconfidenziale\",\"https:\\\/\\\/x.com\\\/RConfidenziale\",\"https:\\\/\\\/www.instagram.com\\\/icdpavlov\\\/\",\"https:\\\/\\\/www.youtube.com\\\/user\\\/RConfidenziale\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/ff5d5dc89af101292a4c5874ff09548c\",\"name\":\"Alessio Galbiati\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/e45f785b47739f5e3fda1734d001ea698f0e1760a1fa02f81026eb2d8e6fbccb?s=96&d=identicon&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/e45f785b47739f5e3fda1734d001ea698f0e1760a1fa02f81026eb2d8e6fbccb?s=96&d=identicon&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/e45f785b47739f5e3fda1734d001ea698f0e1760a1fa02f81026eb2d8e6fbccb?s=96&d=identicon&r=g\",\"caption\":\"Alessio Galbiati\"},\"sameAs\":[\"http:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\",\"https:\\\/\\\/x.com\\\/RConfidenziale\"],\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?author=5\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"CriticsBlob # Django Unchained > Quentin Tarantino | Rapporto Confidenziale","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=26044","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"CriticsBlob # Django Unchained > Quentin Tarantino | Rapporto Confidenziale","og_description":"Probabilmente solo Tarantino \u00e8 in grado di generare tanto rumore e interesse attorno ai propri film. Con l&#8217;uscita nelle sale di Django Unchained una pioggia di articoli \u00e8 caduta in tutto il mondo, un diluvio di parole attorno a un&#8217;opera attesa dalla critica, ma soprattutto dal pubblico, con la frenesia e l&#8217;eccitazione dell&#8217;evento epocale. Su Rapporto Confidenziale ne abbiamo dato","og_url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=26044","og_site_name":"Rapporto Confidenziale","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/rapportoconfidenziale","article_published_time":"2013-01-28T23:56:24+00:00","article_modified_time":"2013-01-28T23:59:25+00:00","og_image":[{"url":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/django_unchained_04.jpg","type":"","width":"","height":""}],"author":"Alessio Galbiati","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@RConfidenziale","twitter_site":"@RConfidenziale","twitter_misc":{"Scritto da":"Alessio Galbiati","Tempo di lettura stimato":"14 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=26044#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=26044"},"author":{"name":"Alessio Galbiati","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/person\/ff5d5dc89af101292a4c5874ff09548c"},"headline":"CriticsBlob # Django Unchained > Quentin Tarantino","datePublished":"2013-01-28T23:56:24+00:00","dateModified":"2013-01-28T23:59:25+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=26044"},"wordCount":2829,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=26044#primaryimage"},"thumbnailUrl":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/django_unchained_04.jpg","keywords":["A.V. Club","Alessio Galbiati","BadTaste","Bizzarro Cinema","CineClandestino","CriticsBlob","Dagospia","Django Unchained","gli Spietati","Independencia","l'Espresso","Memorie di un giovane cinefilo","Quentin Tarantino","Rapporto Confidenziale","Sentieri selvaggi","The Hollywood Reporter","The New York Times","The Village Voice"],"articleSection":["CRITICA"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=26044#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=26044","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=26044","name":"CriticsBlob # Django Unchained > Quentin Tarantino | Rapporto Confidenziale","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=26044#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=26044#primaryimage"},"thumbnailUrl":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/django_unchained_04.jpg","datePublished":"2013-01-28T23:56:24+00:00","dateModified":"2013-01-28T23:59:25+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=26044#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=26044"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=26044#primaryimage","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/django_unchained_04.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/django_unchained_04.jpg","width":"620","height":"400"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=26044#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"CriticsBlob # Django Unchained > Quentin Tarantino"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#website","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/","name":"Rapporto Confidenziale","description":"rivista digitale di cultura cinematografica | digital magazine about cinematic culture","publisher":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#organization","name":"Rapporto Confidenziale","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/RC_logo_1_nero.png","contentUrl":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/RC_logo_1_nero.png","width":3508,"height":709,"caption":"Rapporto Confidenziale"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/rapportoconfidenziale","https:\/\/x.com\/RConfidenziale","https:\/\/www.instagram.com\/icdpavlov\/","https:\/\/www.youtube.com\/user\/RConfidenziale"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/person\/ff5d5dc89af101292a4c5874ff09548c","name":"Alessio Galbiati","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/e45f785b47739f5e3fda1734d001ea698f0e1760a1fa02f81026eb2d8e6fbccb?s=96&d=identicon&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/e45f785b47739f5e3fda1734d001ea698f0e1760a1fa02f81026eb2d8e6fbccb?s=96&d=identicon&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/e45f785b47739f5e3fda1734d001ea698f0e1760a1fa02f81026eb2d8e6fbccb?s=96&d=identicon&r=g","caption":"Alessio Galbiati"},"sameAs":["http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org","https:\/\/x.com\/RConfidenziale"],"url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?author=5"}]}},"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26044","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=26044"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26044\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=26044"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=26044"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=26044"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}