{"id":26062,"date":"2013-01-30T14:59:45","date_gmt":"2013-01-30T13:59:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=26062"},"modified":"2013-02-01T03:31:21","modified_gmt":"2013-02-01T02:31:21","slug":"il-meglio-del-2012-gaetano-la-rosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=26062","title":{"rendered":"Il meglio del 2012 \u2013 Gaetano la Rosa"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/larosa_2012.jpg\" alt=\"\" title=\"Il meglio del 2012 - Gaetano la Rosa\" width=\"620\" height=\"404\" class=\"aligncenter size-full wp-image-26063\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/larosa_2012.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/larosa_2012-300x195.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p align=\"center\" style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\"><i>\u00abAmo molto parlare di niente. \u00c8 l\u2019unico argomento di cui so tutto\u00bb<\/i><\/font><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><br \/>\n<\/font><font face=\"Georgia\" style=\"font-size: 9pt\">&#8211; Oscar Wilde &#8211;<\/font><\/p>\n<p align=\"center\" style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\" align=\"center\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><font color=\"#00C096\">&#9679;<\/font> <font color=\"#75AADB\">&#9679;<\/font> <font color=\"#F4970B\">&#9679;<\/font><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><\/p>\n<p>Anche quest\u2019anno vogliamo giocare con i film e con il calendario.<br \/>\nAbbiamo chiesto a amici e collaboratori, professionisti del settore e cinefili, un elenco dei <b>5 migliori film<\/b> usciti, o visti per la prima volta, durante l\u2019anno solare <b>2012<\/b>.<br \/>\nConcluderemo a gennaio inoltrato, stilando una classifica del meglio del meglio e un elenco delle segnalazioni\u2026 come fatto lo <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=17740\">scorso anno<\/a>.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\" align=\"center\"><font size=\"2\" color=\"#F4970B\" face=\"Georgia\">&#9679;<\/font><font face=\"Georgia\"><font size=\"2\"> <font color=\"#75AADB\">&#9679;<\/font> <\/font><font size=\"2\" color=\"#00C096\">&#9679;<\/font><\/font><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table id=\"table1\" width=\"620\" border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\"><span style=\"font-family: Georgia; \"><font size=\"6\">Gaetano la Rosa<\/font><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Georgia;\">Copywriter<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" height=\"50\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td bgcolor=\"#75AADB\" width=\"40\">\n<p style=\"line-height: 150%;\">\n<\/td>\n<td width=\"15\">\n<p style=\"line-height: 150%;\">\n<\/td>\n<td>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font face=\"Georgia\" size=\"4\">Vremena goda<br \/>\n<\/font><\/b><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Titolo internazionale: <b>The Seasons \/ Seasons of the Year<\/b><br \/>\ndi Artavazd Pelesjan<br \/>\n(URSS\/1975)<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><i>Seasons of the Year<\/i> \u00e8 un\u2019opera che spinge il genere documentario verso la realizzazione di una sorta di punto limite, una sovrumana forma di rappresentazione. Il suo sguardo \u00e8 lo sguardo di un Dio che vede e partecipa di ci\u00f2 che l\u2019uomo fa. Dei sentimenti, del dolore e delle gioie che prova. Insomma, un Dio come non l\u2019abbiamo mai conosciuto. Un Dio che \u00e8 un popolo. Un popolo che \u00e8 l\u2019umanit\u00e0. <br \/>\nQuando Godfrey Reggio scopr\u00ec l\u2019esistenza di Artavazd Pelechian volle conoscerlo e lo port\u00f2 con s\u00e9 a NYC, dove gli organizzarono rapidamente una personale al MOMA, prima di lasciarlo andare per la sua strada (senza mai produrgli nulla!), Godfrey davanti all\u2019opera di Artavazd ha dovuto provare la sensazione di uno che vede davanti a s\u00e9 il maestro indiscusso della ricerca della quale si credeva il detentore<i>.<\/i><\/font><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"40\" height=\"40\">\n<p style=\"line-height: 150%;\">\n<\/td>\n<td width=\"15\" height=\"40\">\n<p style=\"line-height: 150%;\">\n<\/td>\n<td height=\"40\">\n<p style=\"line-height: 150%;\">\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td bgcolor=\"#3399FF\" width=\"40\">\n<p style=\"line-height: 150%;\">\n<\/td>\n<td width=\"15\">\n<p style=\"line-height: 150%;\">\n<\/td>\n<td>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font face=\"Georgia\" size=\"4\">The Company You Keep<br \/>\n<\/font><\/b><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Titolo italiano: <b>La regola del silenzio<\/b><br \/>\ndi Robert Redford<br \/>\n(USA\/2012)<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><i>\u00abYou don&#8217;t need a weatherman to know which way the wind blows\u00bb <\/i><br \/>\n&#8211; Bob Dylan , Subterranean Homesick Blues<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Una storia minore, quella di un un gruppo scissionista nell\u2019area della contestazione alla Guerra del Vietnam \u2013 l\u2019unico per\u00f2 ad aver preso la decisione di passare alle maniere forti contro Nixon e la sua politica. La storia della Weather Underground Organization (WUO), il cui slogan era \u201cBringing The War Home\u201d, diventa un cannocchiale puntato sul passato di una generazione di rivoluzionari ormai anziana e dimenticata, \u00e8 riportata alla ribalta, e all\u2019attenzione del FBI, dopo la dissociazione di una sua componente (Susan Sarandon) in clandestinit\u00e0 dal giorno in cui un poliziotto mor\u00ec durante una rapina. Questa storia di militanza politica estrema, i cui protagonisti vivono da quarant\u2019anni o in carcere o sotto false identit\u00e0 molto ben celate e protette da una rete che non si \u00e8 mai del tutto dissolta, e che ha continuato ad operare politicamente e socialmente in vari ambiti, viene catturata dagli occhi di un brillante e rampante giovane reporter di provincia che via via diventa il raccordo principale tra gli ex-terroristi e l\u2019opinione pubblica, e si va rendendo conto di non conoscere tutti gli elementi storici\/generazionali che avevano portato quei giovani a una scelta disperata ma ostinata nelle sue motivazioni di giustizia e di lotta al capitale guerrafondaio, come mai prima.<br \/>\nRedford \u00e8 l\u2019uomo in fuga, che scappa alle maglie del FBI perch\u00e9 vuole dimostrare la sua innocenza nell\u2019omicidio che gli viene attribuito. Per farlo deve riuscire a incontrare la compagna di quei tempi, la donna che aveva amato per convincerla a costituirsi. Grande misura, ritmo, intensit\u00e0, un grande tema e un cast convincente, per un film toccante in ogni suo elemento.<\/font><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"40\" height=\"40\">\n<p style=\"line-height: 150%;\">\n<\/td>\n<td width=\"15\" height=\"40\">\n<p style=\"line-height: 150%;\">\n<\/td>\n<td height=\"40\">\n<p style=\"line-height: 150%;\">\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td bgcolor=\"#00C096\" width=\"40\">\n<p style=\"line-height: 150%;\">\n<\/td>\n<td width=\"15\">\n<p style=\"line-height: 150%;\">\n<\/td>\n<td>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font face=\"Georgia\" size=\"4\">Mesto na Zemle<br \/>\n<\/font><\/b><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Titolo italiano: <b>Un posto sulla terra<\/b><br \/>\ndi Artur Aristakisjan<br \/>\n(Russia\/2001)<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Tra <i>Ordet<\/i> e <i>Teorema<\/i>, Aristakisjan sceglie la strada di una specie di Cristo che si manifesta inaspettatamente sulla terra, quindi all\u2019inferno. Un film che ci costringe continuamente a girare lo sguardo dall\u2019altra parte. A sfuggire lo schermo. Un\u2019umanit\u00e0 disperata, vessata dalla polizia e da una povert\u00e0 assoluta e morbosa nella sua promiscuit\u00e0 e che tuttavia ha trovato il suo fallimentare messiah. L\u2019uomo che francescanamente organizza un rituale di autocastrazione per liberarsi dal desiderio verso le donne e per non ferire la comunit\u00e0 femminile scegliendone una tra quelle che lo venerano insieme agli altri come il centro spirituale e morale della comunit\u00e0. Girato a Mosca negli anni \u201980 in una sorta di comunit\u00e0 hippie\/punk, area di resistenza al regime a noi ignota.<\/font><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"40\" height=\"40\">\n<p style=\"line-height: 150%;\">\n<\/td>\n<td width=\"15\" height=\"40\">\n<p style=\"line-height: 150%;\">\n<\/td>\n<td height=\"40\">\n<p style=\"line-height: 150%;\">\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td bgcolor=\"#F4970B\" width=\"40\">\n<p style=\"line-height: 150%;\">\n<\/td>\n<td width=\"15\">\n<p style=\"line-height: 150%;\">\n<\/td>\n<td>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"4\"><b>Code Blue<\/b><\/font><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><br \/>\ndi Urszula Antoniak<br \/>\n(Danimarca-Paesi Bassi\/2011)<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Spietata e rigorosa come una cineasta coreana, la polacca Urszula Antoniak costruisce su pochi, rarefatti elementi, estremamente inquietanti, l\u2019universo sentimentale morale ed erotico di un\u2019infermiera dedicata ai casi terminali. Una donna abituata a comunicare pochissimo o moltissimo con poco, a secondo da dove si guarda la relazione a tratti feticistica che intercorre tra lei e uomini nei loro ultimi istanti di vita, che lei aiuta caritatevolmente a decedere, spesso loro inconsapevoli. La scelta di aprirsi al mondo esterno, un solo sguardo dalla finestra a una scena di stupro che la turber\u00e0 profondamente, la condurr\u00e0 alla distruzione totale di qualsiasi speranza per se stessa e per la sua stessa vita.<\/font><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"40\" height=\"40\">\n<p style=\"line-height: 150%;\">\n<\/td>\n<td width=\"15\" height=\"40\">\n<p style=\"line-height: 150%;\">\n<\/td>\n<td height=\"40\">\n<p style=\"line-height: 150%;\">\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td bgcolor=\"#FF5353\" width=\"40\">\n&nbsp;<\/td>\n<td width=\"15\">\n&nbsp;<\/td>\n<td>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font face=\"Georgia\" size=\"4\">Silent Souls<br \/>\n<\/font><\/b><font face=\"Georgia\" size=\"2\">di Aleksei Fedorchenko<br \/>\n(Russia\/2010)<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Un uomo viaggia insieme a un amico di famiglia con in macchina il corpo della moglie morta. Vanno a celebrare insieme il rituale funerario dei Merja, un&#8217;antica etnia ugro-finnica di una remota regione del centro-ovest della Russia. Una cremazione en plein air sul bordo di un lago a loro caro. Un gesto di rispetto verso la donna, di elaborazione del lutto e di identit\u00e0 di una minoranza etnica massacrata e quasi estinta da Stalin. Ma \u00e8 la vita degli uomini tutti che passa attraverso questo viaggio, la storia di una popolazione dalle abitudini spontaneamente comunitarie e insieme il bilancio della vita di due uomini della stessa et\u00e0. In viaggio con loro, ad accudire la densit\u00e0 poetica della storia narrata, un uccellino in gabbia, uno zigulo, l\u2019ovsjankj del titolo originale chiss\u00e0 perch\u00e9 come spesso accade in Italia trasformato in un anglofono <i>Silent Souls<\/i>.<\/font><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><i><span style=\"background-color: #FFFF66\">menzione speciale<\/span><\/i><\/font><font face=\"Georgia\" size=\"4\"><b><br \/>\nLas Mariposas de Sadourn\u00ed<br \/>\n<\/b><\/font><font face=\"Georgia\" size=\"2\">di Dario Nardi<br \/>\n(Argentina-UK-Italia\/2012)<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Scritto e diretto dall\u2019argentino Dario Nardi e realizzato in un lungo arco di tempo <i>Las Mariposas di Sadourn\u00ec<\/i> \u00e8 un\u2019opera prima di fulminante grazia e bellezza. Un noir che spinge all\u2019estremo l\u2019omaggio al cinema muto e ai capolavori del passato, con una continua, stupefacente dimostrazione di qualit\u00e0 visive, narrative e poetiche. Gli attori sono avvolti nell\u2019aura di una mitopoiesi al bromuro d\u2019argento, interpreti fatali di una storia estremamente dolorosa e a tratti grottesca. Dopo i Festival di Dubai e di Palm Spring (George Clooney founder), <i>Las Mariposas di Sadourn\u00ec<\/i> sar\u00e0 presentato in aprile al festival del cinema di Bari.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><i><span style=\"background-color: #FFFF66\">menzione speciale<\/span><\/i><\/font><font face=\"Georgia\" size=\"4\"><b><br \/>\nArirang<br \/>\n<\/b><\/font><font face=\"Georgia\" size=\"2\">di Kim Ki-duk<br \/>\n(Corea del Sud\/2011)<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><i>\u201cQuesto mondo scellerato<br \/>\nAmore mio indifferente<br \/>\nIl tuo affetto \u00e8 rimasto qui<br \/>\nMa tu te ne vai<br \/>\nNon posso fare a meno di piangere<br \/>\nArirang Arirang Araryo<br \/>\nSulle colline Arirang <br \/>\nmandami per favore.\u201d<\/i><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Kim Ki-duk realizza il sogno di fare di se stesso la propria opera. Un sogno cupo e malato come la canzone del luogo da lui interpretata mestamente, Arirang. <br \/>\nConducendo una vita in cui la maggior parte del tempo viene impiegato nell\u2019espletare le funzioni primarie per via delle condizioni estreme e le difficolt\u00e0 ambientali. Mangiare, cucinare, defecare, dormire in una tenda piazzata nel salone di una casa a stento riscaldata da una stufa, in una regione freddissima. Oggetti e mobili autocostruiti. Anche una caffettiera espresso, che sembra il pezzo di un motore a scoppio.<br \/>\nDopo aver girato quindici film in tredici anni, Kim Ki-duk \u00e8 sparito improvvisamente dalla scena. Sul set dell\u2019ultimo film, l\u2019attrice principale ha rischiato di morire. Il suo assistente in tanti film, uno a cui aveva anche scritto la sceneggiatura per il suo primo film, l\u2019abbandona improvvisamente inseguendo le sirene del cinema commerciale USA. Il successo, il suo proprio successo visto come da dentro una tomba, la sua. <br \/>\nQuesta, la confessione. <br \/>\nL\u2019io sdoppiato, anche letteralmente \u2013 o cinematograficamente, se preferite \u2013 interpretato in carne e ossa da se stesso nella parte di un fantasmatico amico in visita, come in una sorta di automedicazione psichica, a mettere in evidenza tutte le sue debolezze e la sua profonda e radicata depressione, curata nell\u2019alcool e nell\u2019auto-esilio in uno dei luoghi pi\u00f9 impervi e inospitali della Corea del Sud. <br \/>\nL\u2019impatto visivo e la potenza della materia trattata aiutano cos\u00ec Kim Ki-duk a inabissarsi in una trance shamanica attraverso la quale si mostra a noi. Intimamente. <br \/>\nUn key frame, da <i>Primavera, estate, autunno, inverno e primavera<\/i> ancora, s\u2019investe d\u2019allegoria: la scena in cui \u00e8 il monaco buddista che trascina una grossa pietra verso la vetta di una montagna su cui pregher\u00e0. <br \/>\nAnche l\u00ec, attore del suo film, Kim Ki-duk.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Dei titoli selezionati da Gaetano la Rosa tra il meglio del 2012, su RC puoi trovare:<br \/>\n&#9642; <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24667\">&quot;Mesto na Zemle&quot; di Artur Aristakisjan \u2013 recensione a cura di Samuele Lanzarotti<\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><i>cover image: <\/i>Vremena goda<i> di Artavazd Pelesjan<\/i><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abAmo molto parlare di niente. \u00c8 l\u2019unico argomento di cui so tutto\u00bb &#8211; Oscar Wilde &#8211; &nbsp; &#9679; &#9679; &#9679; Anche quest\u2019anno vogliamo giocare con i film e con il calendario. 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Concluderemo<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[72],"tags":[14400,14403,14394,14112,14398,14402,14390,14064,13760,14396,14401,14111,14397,14393,14399,14395,14392,1280,1465,14391],"class_list":["post-26062","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-critica","tag-aleksei-fedorchenko","tag-arirang","tag-artavazd-pelesjan","tag-artur-aristakisjan","tag-code-blue","tag-dario-nardi","tag-gaetano-la-rosa","tag-il-meglio-del-2012","tag-kim-ki-duk","tag-la-regola-del-silenzio","tag-las-mariposas-de-sadourni","tag-mesto-na-zemle","tag-robert-redford","tag-seasons-of-the-year","tag-silent-souls","tag-the-company-you-keep","tag-the-seasons","tag-un-posto-sulla-terra","tag-urszula-antoniak","tag-vremena-goda"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Il meglio del 2012 \u2013 Gaetano la Rosa | Rapporto Confidenziale<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=26062\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Il meglio del 2012 \u2013 Gaetano la Rosa | Rapporto Confidenziale\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"\u00abAmo molto parlare di niente. \u00c8 l\u2019unico argomento di cui so tutto\u00bb &#8211; Oscar Wilde &#8211; &nbsp; &#9679; &#9679; &#9679; Anche quest\u2019anno vogliamo giocare con i film e con il calendario. 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