{"id":26820,"date":"2013-03-05T22:12:54","date_gmt":"2013-03-05T21:12:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=26820"},"modified":"2013-03-05T22:15:50","modified_gmt":"2013-03-05T21:15:50","slug":"topaz-alfred-hitchcock","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=26820","title":{"rendered":"Topaz > Alfred Hitchcock"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-26812\" title=\"Topaz02\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Topaz021.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"349\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Topaz021.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Topaz021-300x168.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt; color: black;\">(l&#8217;articolo contiene elementi rivelatori del finale del film)<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt; color: black;\">Grande parata militare nella piazza Rossa di Mosca. Copenaghen. 1962. Il vice-direttore del KGB Boris Kusenov (Per-Axel Arosenius), la moglie (Sonja Kolthoff) e la figlia Tamara (Tina Hedstrom), varcano i cancelli dell\u2019ambasciata russa. Sono spiati e pedinati da agenti in borghese. I Kusenov si mettono in contatto con l\u2019ambasciata americana e con Michael Nordstrom (John Forsythe), un funzionario della CIA che ha predisposto un piano per la loro fuga.<br \/>\nWashington. I Kusenov sono alloggiati in una residenza fuori citt\u00e0. All\u2019ambasciata francese, Ren\u00e9 D&#8217; Arcy (George Skaff), convoca un suo consigliere, Andr\u00e9 Devereaux (Frederick Stafford), da diversi anni negli Stati Uniti, perch\u00e9 scopra il luogo dove \u00e8 nascosto Kusenov. La richiesta insospettisce Devereaux, che teme esista fra i francesi qualcuno che informa i russi. Contatta Nordstrom, suo amico, che gli conferma i suoi sospetti: pare si tratti di una organizzazione chiamata \u201cTopaz\u201d. Sua moglie Nicole (Dany Robin) si augura che l\u2019imminente viaggio a New York, lo distragga da quell&#8217;affare delicato e pericoloso: giungono infatti, da Parigi, la figlia Mich\u00e8le (Claude Jade) e il marito Fran\u00e7ois (Michel Subor), inviato come osservatore alle Nazioni Unite dal suo giornale. New York. La riunione familiare viene interrotta da Nordstrom. Kusenov ha rivelato l&#8217;esistenza di un patto commerciale-militare fra Cuba e Urss ma non ne conosce i dettagli. Tuttavia sa che Rico Parra (John Vernon), importante membro del governo cubano, \u00e8 a New York per guidare la delegazione castrista all\u2019ONU, e ha con s\u00e9 una copia di tale patto. Gli americani potrebbero entrarne in possesso corrompendo Luis Uribe (Donald Randolph), il segretario di Parra. Andr\u00e9 a questo punto deve completare la missione, recandosi personalmente a Cuba per raccogliere le prove della presenza di missili russi a testata nucleare. Nicole \u00e8 gelosa di Juanita de Cordoba (Karin Dor), che Andr\u00e9 frequenta nei suoi viaggi nell&#8217;isola. Mentendo, lui la rassicura che quel rapporto \u00e8 puramente professionale: lei dirige un&#8217;associazione anticastrista.<br \/>\nCuba. Andr\u00e9 atterra all&#8217;Avana e raggiunge Juanita., vedova di un eroe della rivoluzione, vive in una casa sotto la protezione di Parra, che la stima e la ama ed \u00e8 geloso dello straniero. Una visita, non annunciata, di Parra fa comprendere che Andr\u00e9 \u00e8 stato riconosciuto come spia: per riguardo ad Juanita, che altrimenti risulterebbe compromessa, Parra gli intima di andarsene da Cuba la mattina successiva. Nella prigione, torturati e ridotti in fin di vita, i Mendoza, i coniugi inviati da Juanita a spiare le attivit\u00e0 nel porto di Viriel, rivelano l&#8217;identit\u00e0 del loro capo. Inevitabile \u00e8 l\u2019irruzione dei militari. Nella casa di Juanita viene individuato il laboratorio fotografico nascosto dietro la parete della dispensa. Parra, raggelato dalla prova del doppio tradimento della donna che ama, conoscendo le torture che l&#8217;attendono in carcere, in un estremo atto di piet\u00e0, la uccide con la sua pistola. Sull\u2019aereo che lo riporta negli USA, Andr\u00e9 \u00e8 informato della morte di Juanita.<br \/>\nWashington. La casa di Andr\u00e9 \u00e8 vuota: Nicole se ne \u00e8 andata a Parigi. Emergono nuovi dettagli sull\u2019attivit\u00e0 dell&#8217;organizzazione francese filo sovietica &#8220;Topaz&#8221;: \u00e8 composta di alti funzionari della Nato; il loro capo \u00e8 chiamato &#8220;Colombine&#8221;, l&#8217;economista Henri Jarre (Phillippe Noiret) \u00e8 il referente dei russi. Parigi. Andr\u00e9 invita a pranzo da \u201cChez Pierre\u201d alcuni amici dei servizi segreti francesi, col motivo dichiarato di farsi dare consigli prima di affrontare il Direttore Generale e la Commissione d\u2019Inchiesta, in realt\u00e0 con la speranza di cogliere qualche indizio che lo aiuti a riconoscere chi \u00e8 &#8220;Colombine\u201d: Jacques Granville. Al vertice Nato indetto nella capitale francese, Jacques Granville Michel Piccoli) \u00e8 presente, ma gli americani, informati da Andr\u00e9 della sua identit\u00e0, pretendono che sia allontanato. Nell&#8217;abitazione fuori mano di Granville, sulla riva sinistra della Senna. La porta \u00e8 serrata. Si ode uno sparo.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-26813\" title=\"Topaz03\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Topaz03.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"349\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Topaz03.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Topaz03-300x168.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt; color: black;\">Dopo la realizzazione di <em>Psycho<\/em> (id., 1960) per Alfred Hitchcock inizia un lungo periodo tormentato, in cui il pubblico e la critica sembrano voltargli le spalle. In realt\u00e0, il regista inglese, a partire da <em>The Birds<\/em> (<em>Gli uccelli<\/em>, 1963) per finire con <em>Family Plot<\/em> (<em>Complotto di famiglia<\/em>, 1976), suo ultimo film, realizza tra il 1973 e il 1976 una serie di film fortemente personali. Sceglie opere e testi di riferimento che interessano a lui, storie che lo incuriosiscono e\/o lo divertono. Dopo <em>Torn Curtain<\/em> (<em>Il sipario strappato<\/em>, 1966), in seguito alla difficile coabitazione con Paul Newman e Julie Andrews, smette di lavorare con le \u201cstar\u201d, si chiude in un isolazionismo fortemente ricercato, anche perch\u00e9 l\u2019et\u00e0 avanza e la fatica si fa sentire sempre di pi\u00f9, e realizza i suoi film anacronisticamente solo all\u2019interno di studi cinematografici. Il regista entra in un conflitto inestricabile: quello che mette a confronto il suo modo \u201cclassico\u201d di intendere e fare i film con l\u2019avanzare della modernit\u00e0, le riprese in esterni e storie fortemente intrise di realismo. Anche dal punto di vista tecnico il suo cinema segna un impasse: se per <em>The Birds<\/em> usufruisce della consulenza e del contributo determinante di Ub Uwerks e della Walt Disney Inc., nei successivi film tanto il reiterato, quasi ossessivo, ricorso al \u201ctruka\u201d, quanto l\u2019utilizzo di effetti speciali puramente ottici (come nel finale di <em>Marnie<\/em>\u00a0&#8211; id., 1964) appaiono forzati e fuori sincrono rispetto al periodo in cui i film vengono realizzati.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt; color: black;\">Nella seconda met\u00e0 degli anni \u201960 lo \u201cStudio System\u201d non esiste pi\u00f9, si \u00e8 ormai auto-distrutto, Hitchcock mantiene la sua casa di produzione personale all\u2019interno della Universal, alla corte di Lou Wasserman suo ex-agente e, soprattutto, il regista inglese non ha pi\u00f9 nessuna esigenza di carattere economico mentre mantiene quella del successo, dell\u2019affetto e della riconoscenza del pubblico, meglio se il pi\u00f9 ampio possibile. E\u2019 proprio in questo periodo che si verifica il vero punto di rottura, drammatico, per la carriera del regista: il litigio, in merito alla colonna sonora, con il suo amico e collaboratore Bernard Hermann, sul set di Torn Curtain. La Universal vuole, per il film, una soundtrack \u201cpopolare\u201d e non sinfonica (come nello stile di Hermann per i sette film con cui a lavorato con Hitchcock), con all\u2019interno una canzone per vendere migliaia di dischi. Il regista inglese, che appoggia le indicazioni della major, ascoltata la partitura del compositore, che secondo lui non rispecchia i dettami della Universal si alza infuriato, litiga con Hermann e se ne va. Il musicista, nei suoi riguardi, chiosa cos\u00ec: \u201cHitch, a che serve che io faccia ancora delle cose per te? Avevo una carriera prima, ce l\u2019avr\u00f2 dopo\u201d. (Donald Spoto, Il lato oscuro del genio, Lindau, Torino 2006, pag.619). Con l\u2019abbandono del compositore, a Hitchcock viene a mancare un punto di riferimento, uno dei pilastri del suo cinema; inoltre, la mancanza tecnica non \u00e8 separata da quella affettiva e amicale che genera nel regista un\u2019insanabile ferita. <\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt; color: black;\">Tre anni dopo quest\u2019episodio, dopo l\u2019uscita di <em>Torn Curtain<\/em>, il regista inglese torna dietro la macchina da presa per dirigere <em>Topaz<\/em> (id., 1969), tratto dal best seller mondiale di Leon Uris, autore tra gli altri, anche di \u201cExodus\u201d (da cui Otto Preminger trae un film nel 1961). Con <em>Topaz<\/em> Alfred Hitchcock dirige un film, volutamente, senza star (l\u2019unico attore conosciuto dal grande pubblico americano \u00e8 John Forsythe); affida a due grandi attori del cinema d\u2019autore francese come Michel Piccoli e Philippe Noiret, il ruolo di co-protagonisti (determinanti negli sviluppi narrativi); rinuncia alla \u201cbionda glaciale\u201d per lasciare spazio ad una bionda \u201cfragile e tradita\u201d; costruisce un film lontano dai canoni tradizionali della sua messa in scena e pi\u00f9 vicino alle grandi co-produzioni internazionali dell\u2019epoca; crea un finale originale (mai uscito nelle copie distribuite) troppo sofisticato, elegante e \u201cpolitico\u201d per i palati poco raffinati del pubblico di massa. Hitchcock, quindi, rinuncia scientemente, a gran parte (quasi tutti) degli ingredienti che hanno reso famoso e popolare il suo cinema. Lo fa per avere la possibilit\u00e0 di concentrarsi sulla storia, mai cos\u00ec complessa e articolata, e mai cos\u00ec realistica e impregnata di Storia contemporanea; una storia in cui il tema della spy-story \u00e8, paradossalmente, persino secondario, anche se perfettamente integrato con le dinamiche della \u201cguerra fredda\u201d tipiche della fine degli anni\u201960.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt; color: black;\"><em>Topaz<\/em>, dal punto di vista della messa in scena e della scelta delle location europee, ha molti tratti in comune con <em>Foreign Correspondent<\/em> (<em>Il prigioniero di Amsterdam<\/em>, 1940); tanto questo film, infatti, quanto <em>Topaz<\/em> vengono innervati dal tessuto storico di riferimento: seconda guerra mondiale per il primo, \u201cguerra fredda\u201d per il secondo. Il romanzo di Leon Uris, prende spunto da un fatto realmente accaduto: l&#8217; \u201cAffaire Sapphire\u201d del 1962, quando durante la crisi con Cuba gli americani scoprono che all&#8217;interno del Governo De Gaulle il rappresentante Nato francese, Georges Paques \u00e8 in realt\u00e0 una spia al servizio del KGB sin dal 1943. Alfred Hitchcock e la moglie Alma Reville, dopo aver scritto una serie di appunti sul soggetto del film, decidono di affidare la stesura dello script allo stesso Leon Uris, ma una volta ricevuto il lavoro, insoddisfatti, lo girano alle sapienti mani di Samuel Taylor per una nuova sceneggiatura. La scelta di Taylor, sceneggiatore che per Hitchcock ha gi\u00e0 realizzato lo script di <em>Vertigo<\/em> (<em>La donna che visse due volte<\/em>, 1958), anche in questo caso partendo da una prima stesura di Alec Coppel, \u00e8 da ricondursi all\u2019eclettismo e alla poliedricit\u00e0 dello scrittore; uno in grado di gestire e strutturare il complesso intreccio di livelli e registri narrativi presenti in <em>Topaz<\/em>: spionaggio, Storia (nel film in immagini di repertorio compaiono sia Fidel Castro che Ernesto \u201cChe\u201d Guevara), thriller, ma soprattutto i due temi portanti, quello dell\u2019infedelt\u00e0 coniugale e quello del tradimento politico. Samuel Taylor scrive una sceneggiatura basata sulle contrapposizioni e affida al pentimento per il tradimento la soluzione finale dell\u2019enigma. Taylor racconta che la scrittura del film avviene contro quelle che sono le consolidate e tipiche modalit\u00e0 lavorative e concettuali di Hitchcock. Il film, infatti, a causa dello stanziamento del capitale e dei ritardi provocati dai continui cambiamenti pre-produttivi viene scritto giorno per giorno, anche a riprese gi\u00e0 iniziate e, ogni mattina sul set giungono le pagine relative alle scene che gli attori devono girare.<br \/>\nA complicare ulteriormente la lavorazione interviene un\u2019inconveniente diplomatico sul suolo francese: il ministro della cultura Andr\u00e9 Malraux revoca il permesso per girare a Parigi e dintorni a causa delle implicazioni anti-gaulliste della sceneggiatura. Il problema viene risolto nel giro di una giornata, ma in Hitchcock cominciano a subentrare lo scoramento e la preoccupazione per il protrarsi della lavorazione del film pi\u00f9 costoso che egli abbia mai fatto e comincia ad intuire che quello che presagiva come un bellissimo viaggio \u00e8 destinato a tramutarsi in un fragoroso naufragio. Topaz, come detto, rappresenta per il regista l\u2019occasione per affrontare temi \u201cmoderni\u201d come il tradimento matrimoniale e quello politico e, di quanto le parole \u201ctradimento\u201d e \u201cinganno\u201d sia centrali nella pellicola se ne ha testimonianza diretta attraverso il suo tradizionale cameo: all\u2019aeroporto di New York, Hitchcock, seduto su una sedia a rotelle, \u00e8 spinto da un\u2019infermiera ma, quando incontra una persona con cui ha appuntamento, si alza dalla carrozzella, gli stringe la mano e si allontana con lui, lasciando sul posto l\u2019infermiera con la sedia rotelle vuota.<br \/>\nAlfred Hitchcock, gi\u00e0 durante la lavorazione del film, ritiene di poter andare incontro ad un clamoroso insuccesso commerciale a causa sia dei tempi concitati e ristretti per le riprese sia per una sceneggiatura improvvisata e cambiata giorno per giorno. Le sue previsione pessimiste trovano conferma al momento dell\u2019avvio delle proiezioni-campione. Se oggi <em>Topaz<\/em> si porta dietro l\u2019etichetta, ingiustificata, di \u201cbrutto film\u201d, lo si deve anche al metodo distributivo hollywoodiano e all\u2019utilizzo da parte delle major delle \u201csneak-preview\u201d, attraverso cui stabilire, mediante un questionario compilato da un pubblico non-scelto, cosa non funziona in un film e cosa deve essere cambiato. Le \u201csneak-preview\u201d di <em>Topaz<\/em> sono un totale disastro: il film non piace, \u00e8 troppo lungo, l\u2019assenza di star risulta indigeribile e, soprattutto, presenta un finale che il pubblico americano definisce improbabile, ridicolo, insulso. Il duello tra Jacques Granville e Andr\u00e9 Deveraux, all\u2019alba, nello stadio del rugby deserto si conclude con l\u2019uccisione di Granville da parte di un sicario sovietico che spunta improvvisamente sulle tribune. Il regista inglese, in seguito alla pessima accoglienza del pubblico-campione, taglia intere sequenze di Topaz, come quella della festa all\u2019ambasciata francese a Parigi, mentre altre le decurta (il soggiorno dei Kusenov a Washington, l\u2019incontro tra Andr\u00e9 e Juanita a Cuba, l\u2019uccisione e la scoperta del cadavere di Henry Jarre), e cambia per ben due volte il finale del film.<br \/>\nIl director\u2019s cut di <em>Topaz<\/em> della durata di 143min. (contro i 120 della versione europea), oggi reperibile solo sul mercato americano, presenta il secondo dei tre finali realizzati: Due aerei sulla pista dell\u2019aeroporto di Parigi: su quello americano salgono Andr\u00e9 e la riconciliata moglie Nicole, mentre su quello russo trova posto un sorridente Jacques Granville. E\u2019 un finale sardonico e beffardo (perfettamente nelle corde di Hitchcock) che si chiude con la battuta di Andr\u00e9 (in risposta alla moglie che si chiede come Granville possa partire incolume): \u201c<em>I told you, dear, do not miss a beat. They have nothing against him<\/em>\u201d (\u201c<em>Te l\u2019ho detto cara, non sbaglia un colpo. Non hanno niente contro di lui<\/em>\u201d). Il terzo finale, invece, \u00e8 quello presente nella versione distribuita in Europa. Si tratta di un epilogo raffazzonato, in quanto, al momento di girarlo, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 tempo per effettuare le riprese e, cos\u00ec, si decide di utilizzare e montare del materiale preesistente. L\u2019inquadratura in cui Jarre entra in casa di Granville, viene tagliata al momento della sua scomparsa dietro la porta; sul fermo fotogramma viene operato uno zoom e dal fuori campo (dall\u2019interno dell\u2019abitazione) proviene il rumore del colpo di pistola con cui \u201cColumbine\u201d si \u00e8 suicidato ponendo cos\u00ec fine alle attivit\u00e0 di \u201cTopaz\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt; color: black;\">Fabrizio Fogliato<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-26814\" title=\"Topaz01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Topaz01.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"337\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Topaz01.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Topaz01-300x163.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>Topaz<\/strong><br \/>\n(USA, 1969)<br \/>\nRegia: Alfred Hitchcock<br \/>\nSoggetto: Leon Uris (dal suo romanzo omonimo)<br \/>\nSceneggiatura: Samuel A. Taylor<br \/>\nMusiche: Maurice Jarre<br \/>\nFotografia: Jack Hildyard<br \/>\nMontaggio: William H. Ziegler<br \/>\nScenografie: Henry Bumstead<br \/>\nCostumi: Edith Head<br \/>\nProduzione: Herbert Coleman (produttore associato), Alfred Hitchcock (non accreditato)<br \/>\nInterpreti principali: Frederick Stafford (Andr\u00e9 Devereaux), Dany Robin (Nicole Devereaux), John Vernon (Rico Parra), Karin Dor (Juanita de Cordoba), Michel Piccoli (Jacques Granville), Philippe Noiret (Henri Jarre), Claude Jade (Mich\u00e8le Picard), Michel Subor (Francois Picard), Per-Axel Arosenius (Boris Kusenov), Roscoe Lee Brown (Philippe Dubois)<br \/>\n143&#8242; \/ 120&#8242; (versione europea)<\/span><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/embed\/5U1XQH78gwc\" frameborder=\"0\" width=\"620\" height=\"360\"><\/iframe><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-26815\" title=\"Topaz_poster\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Topaz_poster.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"968\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Topaz_poster.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Topaz_poster-192x300.jpg 192w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(l&#8217;articolo contiene elementi rivelatori del finale del film) Grande parata militare nella piazza Rossa di Mosca. 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