{"id":2684,"date":"2009-08-20T01:44:39","date_gmt":"2009-08-19T23:44:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=2684"},"modified":"2013-04-25T18:57:52","modified_gmt":"2013-04-25T16:57:52","slug":"il-piccolo-manucinema-di-tuia-cherici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=2684","title":{"rendered":"Il Piccolo Manucinema di Tuia Cherici"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_2685\" style=\"width: 630px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2685\" class=\"size-full wp-image-2685\" title=\"Tuia Chierici01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/1-2-1.jpg\" alt=\"Tuia Chierici e Eugenio Sanna, 5 marzo 2009, Studio 149,  Cascina (Pisa). Foto: Lorena Sireno\" width=\"620\" height=\"465\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/1-2-1.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/1-2-1-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><p id=\"caption-attachment-2685\" class=\"wp-caption-text\">Tuia Cherici e Eugenio Sanna, 5 marzo 2009, Studio 149,  Cascina (Pisa). Foto: Lorena Sireno<\/p><\/div>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>In una Cascina vicino Firenze esiste l\u2019Atelier del Cinemanufatto<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Esiste a Pontassieve, un comune vicino le colline etrusche di Fiesole, una casa-laboratorio nella quale una giovane fiorentina, musicista e cineasta d\u2019avanguardia, in\u00a0 pochissimi anni ha realizzato una moltitudine di filmati sperimentali a tecnica mista ricchi di ingegno e innovazione, prendendo parte, fra l\u2019altro, ad un lungometraggio a pupazzi animati intitolato <em>Gramma<\/em>.<br \/>\nIl suo nome \u00e8 \u201cTuia Cherici\u201d e si definisce autodidatta, quando il suo cinema racchiude tutte le esperienze cinepittoriche che vanno da Veronesi a Munari a Luca Maria Patella, fino ai successivi film sperimentali di Grifi e Baruchello; con un tocco ancestrale che richiama le esperienze delle avanguardie europee, fino al cinema cecoslovacco di Karel Zeman e di Jiri Trnka.<br \/>\nLe tecniche che hanno fatto da ispirazione ai film della Cherici sono state in qualche modo riaggiornate e perfino migliorate \u2013 mantenendo integri il fascino e il linguaggio cinematografico \u2013 attraverso una semplice videocamera minidv.<br \/>\nNei siti che la riguardano, cos\u00ec il suo modo esperenziale viene definito: (CORSIVO)<span> <\/span>\u00ab<em>Manucinema \u00e8 un neologismo ricavato dall&#8217;idea di cine-manufatto: qualcosa di impastato con le mani ed esposto alla lente di una videocamera.<\/em><br \/>\n<em>Un metodo versatile, economico ed essenzialmente empirico per esplorare la vita, i suoi fenomeni, i materiali che offre, ed i fatti che la rendono stupefacente.<\/em><br \/>\n<em>Le tecniche utilizzate spaziano tra animazione a passo uno, collages, sculture mobili, prese dirette di fenomeni, azioni su liquidi, luci, solidi, e corpi vivi. Le immagini vengono assemblate senza ulteriori elaborazioni effettistiche, mantenendo la freschezza ed il valore conoscitivo dell&#8217;esperienza diretta.<\/em><br \/>\n<em>Il Manucinema \u00e8 il tessuto simbolico e immaginifico che d\u00e0 vita ad un evento di musica istantanea ed irripetibile, in cui ancora una volta l&#8217;improvvisazione e la sperimentazione diretta costituiscono le regole principali del gioco<\/em>\u00bb.<br \/>\nDel tutto autodidatta, nel 1999 Cherici acquisisce i primi elementi di scenotecnica e macchinistica lavorando con una compagnia teatrale d\u2019avanguardia, la Societas Raffaello Sanzio di Cesena, sviluppando in seguito una personale tecnica di animazione di ombre e oggetti ispirata ai film dei Fratelli Quay, Jan Swankmajer, Guy Maddin, ad alcune sperimentazioni di Alberto Grifi, lavorando per lo pi\u00f9 da sola, con mezzi di recupero, in una casa in campagna.<br \/>\nIl suo Manucinema, per quanto abbia un fascino arcaico che rievoca nientemeno gli albori del cinema da M\u00e9li\u00e8s<strong> <\/strong>ai fratelli<strong> <\/strong>Lumi\u00e8re con semplici ma efficaci trucchi cinematografici, trova la sua modernizzazione passando per il cinema sperimentale degli anni \u201960-80, attraverso nuove possibilit\u00e0 espressive adattate al linguaggio della regia cinematografica, sempre condiviso da giochi tonali e spesso rosati con eloquenti vedute prospettiche, arricchito da effetti anamorfici comprendenti biglie e sfere di vetro (vedansi i film sperimentali della Corona Cinematografica firmati da Luca Patella, quali <em>Vedo, Vado!<\/em>), terriccio, pennelli e cacciaviti, interventi diretti su pellicola, fantocci animati che rievocano la scuola sovietica, animazione a carta ritagliata che trae ispirazione dai maestri cecoslovacchi, corroborato dall\u2019alternanza fra scene dal vero con elementi animati a scatto singolo, con notevole maturit\u00e0 registica nei campi visivi cinematografici.<br \/>\nIn esso vi \u00e8 un formidabile rapporto fra cinema e musica; lei stessa \u00e8 un\u2019appassionata musicista, specificamente di clarinetto, e ci tiene, se possibile, durante le esibizioni a musicare dal vivo ed in diretta le proiezioni dei suoi film animati.<br \/>\nCos\u00ec, l\u2019autrice fiorentina, descrive il suo personalissimo concetto del cinema d\u2019animazione sperimentale: \u00ab<em>Il Manucinema\u00a0 si propone come metodo economico, autonomo, istantaneo\u00a0 di osservazione e composizione creativa,\u00a0 esercitabile in qualsiasi contesto,\u00a0 purch\u00e9 vi siano fonti di luce,\u00a0 ed una telecamera. Il fascino e le potenzialit\u00e0 illusionistiche del cinema vengono ricercate direttamente nei fenomeni offerti dal reale, ed \u00e8 necessaria, quindi, una facile suggestionabilit\u00e0 e uno stupore nei confronti della vita e suoi fenomeni. La definizione dell\u2019immagine, il suo trattamento e formato, sono assolutamente secondari rispetto al percorso diretto esperito girando il film;\u00a0 le immagini vengono assemblate per lo pi\u00f9 cercando di trattenere la loro autenticit\u00e0 originaria, costruendo un senso narrativo e cronologico che illustri pi\u00f9 chiaramente possibile le intenzioni\/impressioni emerse nel lavoro. Non sempre i risultati sono spettacolari,\u00a0 ma ci si fabbrica via via una conoscenza ed una tecnologia espressiva raffinabile all\u2019infinito, e questo \u00e8 l\u2019importante.<\/em> <em>Questo metodo si presta a sperimentazioni di gruppo,\u00a0 workshops,\u00a0 in cui si esplorano prevalentemente le qualit\u00e0 plastiche e<\/em> <em>compositive dei materiali, a servizio di un cinema del tutto personalizzato sulla misura dei propri mezzi<\/em>\u00bb (1).<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2687\" title=\"Tuia Cherici02\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/2-2-1.jpg\" alt=\"Tuia Cherici02\" width=\"575\" height=\"422\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/2-2-1.jpg 575w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/2-2-1-300x220.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 575px) 100vw, 575px\" \/><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Il Manucinema<\/strong>. I titoli di presentazione dei cinemanufatti si aprono con un\u2019idea semplicissima quanto efficace: su fondo giallo una scimmia, ricavata da stampe in bianco e nero con arti ritagliati e mossi sotto la m.d.p., via via si trasforma, antropomorfizzandosi dal busto in su, mantenendo durante le metamorfosi ancora le gambe umanoidi attraverso diversi formati e stampe dal chiaroscuro incrociato e ottocentesco, facendo da cornice introduttiva: un riferimento evoluzionistico darwiniano, con musica e \u201cstacchi\u201d d\u2019inquadrature sempre pi\u00f9 incalzanti e serrati.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Morphine Blues<\/strong> (2008), ambientato all\u2019interno del suo studio laboratorio, con dominanze di colori seppia e bleau, \u00e8 simboleggiante di figure dell\u2019immaginario collettivo: la statua della Madonna di Fatima e lo straziante grido di Eva del Masaccio. Intrecciando il <em>feeling<\/em> che si crea tra il filmato e lo spettatore sul rapporto fra la \u201cvecchia\u201d e la \u201cnuova\u201d Eva: la prima, progenitrice dell\u2019umanit\u00e0 peccatrice, e la seconda, senza macchia, salvatrice di un\u2019umanit\u00e0 redenta. Il tutto con notevoli e calibrati effetti sperimentali, quali, ad esempio, la biglia anamorfoide che \u201cvede\u201d l\u2019interno della scena, corroborata da notevoli e numerosi effetti a scatto singolo, come i guanti che muovendosi, quasi sulle dita, risalgono la fune orizzontale, nonch\u00e9 la figurina alata che sale fino al soffitto, con originali stacchi cinematografici e vedute trasversali espressi attraverso gusto eclettico e vagamente retr\u00f2, assortiti al ritmo combinato di elementi jazz e blues<strong> <\/strong>della nota performer americana<strong> <\/strong>Jolie Holland.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2688\" title=\"Tuia Cherici03\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/3-4-1.jpg\" alt=\"Tuia Cherici03\" width=\"640\" height=\"470\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/3-4-1.jpg 640w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/3-4-1-300x220.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Iconografia della Luna \u2013 Storia di un immaginario collettivo<\/strong> (2008), \u00e8 un altro interessante lavoro che assembla tecniche sperimentali all\u2019animazione tradizionale. Notevole la parte introduttiva nella quale su un pianale in vetro \u2013 che viene in qualche modo pulito su fondo illuminato fra giochi di luce e penombra piena \u2013 vengono gettati chiodi, sassi e terricci, quando una mano scopre l\u2019immagine di Galileo Galilei (con altri eloquenti elementi dell\u2019osservazione scientifica come il compasso, il microscopio, ecc.), e diverse carte del \u2018500 che rappresentano nell\u2019immaginario collettivo le idee sui pianeti e sulla luna, dagli Egizi ai Greci. Il filmato prosegue con semplici ritagli a d\u00e9coupage nella scena spaziale, dove appare inizialmente un\u2019animazione \u201cpiatta\u201d e semplicemente spostata, divenendo man mano una piccola astronave tridimensionale \u2013 ricavata da un\u2019immagine in semicerchio in creta \u2013 (l\u2019astronave \u00e8 ripresa da un\u2019immagine di una Fiat Ape); come, da piatti a volumetrici diventano i pianeti tridimensionali, con effetti spesso flou nella roteazione, mentre si vede atterrare il primo astronauta che impianta sul suolo lunare la bandiera USA (una protesta impegnata verso un pianeta \u201cstraniero\u201d diventata un\u2019altra \u201ccolonia\u201d del capitalismo?), a cui si aggiunge in seguito Laika, la cagnetta russa lanciata dai sovietici sulla Luna nel 1957, con tanto di bandiera (che si muove davvero) con la falce e il martello! Un po\u2019 rievocante, il tutto, quella pulizia romantica di Saint-Exupery che permeava ne <em>Il<\/em> <em>Piccolo Principe<\/em>. Come anche molte immagini degli anni \u201960 dei primi sbarchi lunari, animate e perfino tridimensionalizzate con foto, oggetti, e diversi montaggi assemblati nel movimento effettivo, attraverso l\u2019allontanamento in carrello, portando il filmato ad una mutante metamorfosi animata ottenuta dai continui cambi di tecnica. Interessante quando l\u2019astronauta, con cambi e deformazioni prospettiche in movimento, scarta una classica mezza luna ritagliata, la quale, a propria volta, estrae una bottiglietta di Coca-Cola, tipico segno dell\u2019espansione \u201coltre frontiera\u201d del consumismo pi\u00f9 sfrenato.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2689\" title=\"Tuia Cherici04\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/4.jpg\" alt=\"Tuia Cherici04\" width=\"640\" height=\"470\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/4.jpg 640w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/4-300x220.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Tin Tin <\/strong>(2006-2008), ancora in fase di confezionatura definitiva, \u00e8 un film dalle atmosfere garbate e perfino nostalgiche, il quale rievoca il candore e le paure della primissima infanzia misti a quel pizzico di magia infantile, col protagonista che dorme, mentre l\u2019altra, sognando, interagisce con l\u2019animo del fantoccio. Interessante \u00e8 quando al protagonista fuoriesce, a scatto singolo, un interminabile spartito musicale; come anche assai efficaci, sempre riguardo la simbiosi fra le due statuine animate, le vedute prospettiche dei due cucchiai sul lavello marmoreo mentre scorrono due diversi e paralleli getti d\u2019acqua.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Evocazione <\/strong>(2008), \u00e8 una rielaborazione garbata e quasi onirica, attraverso il ritaglio di vecchie foto d\u2019epoca tagliate in scala e anamorfizzate, sul rapporto fra l\u2019autrice e la zia.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Non mancano filmati pi\u00f9 prettamente sperimentali quali, ad esempio,<strong> (BOLD) Schermo a cristiani liquidi <\/strong>(2008), pi\u00f9 di una sperimentazione, un\u2019esplorazione musicale e visiva la quale si avvale di rumori secchi misti a musica d\u2019improvvisazione realizzata da Edoardo Ricci, con clarinetto, sassofono e trombone, attraverso le deformazioni e i giochi ottici di volti ripresi davanti ad una bacinella trasparente ripiena d\u2019acqua; filmato che rievoca certe sperimentazioni anni \u201970, partite nel decennio precedente da quelle realizzate da Bruno Munari e Marcello Piccardo a Monte Olimpino riguardanti lo studio estetico della vita quotidiana; (BOLD) <strong>Ritmi di Milo <\/strong>(2008), basato sul movimento ritmico delle mani del fratello della regista toscana ripreso durante il ritmo continuo di un viaggio in treno.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2690\" title=\"Tuia Cherici05\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/5-2.jpg\" alt=\"Tuia Cherici05\" width=\"575\" height=\"431\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/5-2.jpg 575w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/5-2-300x224.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 575px) 100vw, 575px\" \/><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">La Cherici la troviamo anche in diversi filmati del (BOLD) <strong>Manucinema-Live <\/strong>(2008), nella quale l\u2019eclettica regista-artista mostra l\u2019esecuzione di un cinemanufatto estemporaneo direttamente in sala, sonorizzandolo in \u201cpresa diretta\u201d attraverso gli incalzanti suoni (CORSIVO) <em>live<\/em> del clarinetto.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>La vita<\/strong> (2008), dove si vede un insetto lungo uno striscione che recita: \u00ab<em>I film sono una cosa e la vita un\u2019altra cosa, entrambi esistono<\/em>\u00bb, evidenzia in esso le difficolt\u00e0 a vivere e a muoversi di un mondo minuto e millesimale, come per la formica, lo scarabeo o la libellula col suo interessante battito d\u2019ali, sia dal punto di vista naturalista che prettamente artistico e cinematografico; il tutto con una musica ritmica e continua, che segue ossessivamente i movimenti degli insetti, dell\u2019acclamato pianista americano Thollem McDonas.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2691\" title=\"Tuia Cherici06\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/6-2.jpg\" alt=\"Tuia Cherici06\" width=\"575\" height=\"460\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/6-2.jpg 575w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/6-2-300x240.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 575px) 100vw, 575px\" \/><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">L\u2019ultimo lavoro in animazione della Cherici \u00e8 il pi\u00f9 impegnativo  <strong>Italia 2008<\/strong>, un film di protesta su una cultura demagogica italiana che tende comunque e in ogni ambito ad un capitalismo sfacciato ed egemone che conduce inevitabilmente all\u2019intolleranza verso i diritti umani e alla depressione culturale; situazione che, in questo ultimo decennio soprattutto, ha trovato terreno fertile sia nel Centro Sinistra che nelle attuali Destre: brano iniziale fatto a ritagli, con un Romano Prodi e un Cofferati che sbandierano i &#8220;nuovi&#8221; valori di legalit\u00e0 e sicurezza, con le relative leggi nel campo del lavoro, dell&#8217;immigrazione, della pubblica istruzione, preparando, di fatto, il terreno ad una vecchia cultura di repressione, travestita di nuovo; personaggi i quali si muovono sul mezzo di comunicazione di massa per eccellenza: una TV, in stile anni \u201970, di fattura volutamente rozza e na\u00efve,<strong> <\/strong>con diverse animazioni prodotte dall\u2019uso del collage e della carta assemblata a foto ritagliate.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Riguardo alla sequenza all\u2019interno del film, la Cherici cos\u00ec mi ha commentato: \u00ab<em>In sostanza nel film, non vi \u00e8 un attacco ad un particolare schieramento, ma ad un pensiero ed una cultura che l&#8217;Italia non \u00e8 riuscita a debellare, e che ora ci stringe come una morsa, fatta di violenza, razzismo, ignoranza, tab\u00f9, corruzione e, soprattutto, paura. <\/em><br \/>\n<em>Le idee propagate dalla Chiesa, in accordo con quelle veicolate dalla tiv\u00f9, sono piuttosto opprimenti soprattutto per le donne. [\u2026] La storia del tampax \u00e8 nata nel periodo in cui giravano i libretti di Giuliano Ferrara contro l&#8217;aborto, il Papa non perdeva occasione per rimettere in discussione il buon vecchio concetto della famiglia, Family Day, donne che non potevano pi\u00f9 abortire perch\u00e9 i medici facevano obiezione ovunque&#8230; ti ricordi?<\/em><br \/>\n<em>L&#8217;unico sangue da spargere contro il Papa, ho pensato, \u00e8 un sano, naturale, femminile, innocuo e risaputo sangue mestruale. [\u2026] E\u2019 che io sono una donna, gli assorbenti li uso tutti i mesi, ed assomigliano a piccoli razzi, e quindi, perch\u00e9 non usarli come mini-siluri?<\/em><br \/>\n<em>Certo, siccome siamo, dei due generi, quello pi\u00f9 sfigato e represso, penso \u00a0che le pi\u00f9 legittimate ad organizzarsi contro questa cultura dell&#8217;odio gretto saremmo noi donne. Invece vedo che le pi\u00f9 colpite e dissenzienti si suicidano perch\u00e9 in sovrappeso, o incinte e cattoliche, o, semplicemente, depresse e alcoliste<\/em>\u00bb (&#8220;2)<em>. <\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Commisto a una parte dal vero dove si vede una donna indossante una stranissima maschera in cartapesta col naso a proboscide, all\u2019interno del lungo filmato compare la stranissima sequenza <strong>Criminal Tampax<\/strong>, che ripropone in modo crudo e dissacrante l\u2019egemonia del potere, dell\u2019uomo sulla donna, del Capitalismo di Stato e di una Chiesa egemone, nel quale si vede un impressionante Papa Ratzinger all\u2019interno dei palazzi apostolici fra foto ritagliate, statuine<strong> <\/strong>animate ed interventi di cinepittura i quali interagiscono fra loro, mentre lo troviamo letteralmente a mozzare la testa di un bimbo e a cucinarli in un pentolone (in realt\u00e0 un bricchetto con le bolle vere, usando del semplice detersivo in presa diretta). L\u2019idea di una privatissima sala ratzingeriana \u00e8 ben rappresentata, come anche il Palazzo \u00e8 ben ricostruito, classico e sontuoso, quasi\u00a0 demod\u00e9, dove compare, di quinta, la Cappella degli Scrovegni e vari affreschi di Giotto, conditi con gusto kitsch nell\u2019assemblare vari dipinti corografici, mobilio di lusso e qualche foto d\u2019epoca in sfarzose e ottocentesche cornici.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Fra immagini reali (c\u2019\u00e8 la stessa regista), la quale, con un arto finto a pupazzi animati, si estrae letteralmente un assorbente che va a trafiggere il capo del pontefice tedesco, dapprima ricavato da una semplice foto a montaggio, poi tridimensionalizzato in polistirene\u2026 Assorbente che arriva a disintegrarsi sulla lastra di vetro raffigurante il Duce con tanto di elmetto.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2692\" title=\"Tuia Cherici07\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/7-2.jpg\" alt=\"Tuia Cherici07\" width=\"343\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/7-2.jpg 343w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/7-2-214x300.jpg 214w\" sizes=\"auto, (max-width: 343px) 100vw, 343px\" \/><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Ma facciamo di qualche anno un passo indietro: la Cherici \u00e8 stata la prima co-autrice di un film a lungometraggio animato.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Gramma <\/strong>(2005), realizzato in collaborazione al francese Gregory Petitqueux, oggi distribuito in Italia dalla Malastrada Film, \u00e8 un lungometraggio a pupazzi animati di altissima qualit\u00e0, che rievoca molto la raffinatezza, diremo quasi pittorica del cinema di animazione della scuola cecoslovacca\u00a0 (Jiri Trnka, Karel Zeman, Jan Swankmejer, ecc.).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Cos\u00ec ha spiegato Tuia riguardo la conoscenza con Gregory Petitqueux: \u00ab<em>Ci siamo conosciuti nel 99, Gregory si era trasferito vicino a casa mia. Condividendo molte inclinazioni creative, ci siamo trovati a sognare di poter costruire qualcosa insieme che sintetizzasse il nostro pensiero ed anche un certo desiderio estetico-creativo, formato attraverso il teatro sperimentale, la musica di ricerca, alcuni studi antropologici e linguistici, un gusto iconografico molto simile. Influenzati dai film di Swankmejer e dei Quay Brothers abbiamo fatto alcuni rozzi esperimenti di cinema a passo uno, e, afferrata la tecnica in modo molto rudimentale, abbiam pensato bene di utilizzarla per creare l\u2019universo gigantesco di Gramma, parabola filosofica sul mondo e le idee. Non ci rendevamo conto di inerpicarci in una impresa colossale composta di migliaia e migliaia di ore, anni, pazienza, intoppi tecnici, dispendio economico, duro lavoro!<\/em>\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Sulla lavorazione, sempre la Cherici ha ricordato: \u00ab<em>Abbiamo inventato, costruito, diretto e animato Gramma in piena<\/em> <em>compartecipazione, alternanza di ruoli, e condivisione per i primi\u00a0 due\/tre anni. <\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><em>Ricordo che la notte lavoravo in ospedale con i malati terminali, turni di 12 ore, e di giorno a Gramma. Molti disegni e idee sono nati al capezzale di pazienti inermi, di notte. Ci siamo ricavati da una cantina dismessa una sorta di antro\/set cinematografico per i primi tempi, poi abbiamo lavorato qui a casa.<\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><em>Non potendo reggere il ritmo e l\u2019impegno serrato di questo lavoro, e venendo meno, anche, la sintonia d\u2019intenti, filosofia e amicizia,<\/em> che <em>ci univa in principio,\u00a0 sono uscita progressivamente dal progetto<\/em>\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Ambientato nel West, lo troviamo caratterizzato dall\u2019ottima animazione e regia, coi vari campi di ripresa prospettici e cinematografici, come eccellente \u00e8 la fotografia e la disposizione delle luci. Per realizzarlo ci sono voluti diversi anni, in Francia ha trovato delle difficolt\u00e0 per la distribuzione mentre in Italia, \u00e8 attualmente distribuito da Malastrada Film.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Auguri, Tuia Cherici!<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong><em>Mario Verger<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Intervista di Mario Verger a Tuia Cherici<\/strong><\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2693\" title=\"Tuia Cherici08\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/8-2.jpg\" alt=\"Tuia Cherici08\" width=\"318\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/8-2.jpg 318w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/8-2-198x300.jpg 198w\" sizes=\"auto, (max-width: 318px) 100vw, 318px\" \/><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Tuia Cherici. Artista versatile, fuori da ogni coro. Come hai scoperto il mondo dell\u2019animazione sperimentale?<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Mi sono sempre divertita a manipolare e inventare forme o storie\u00a0 con i materiali che mi capitavano: dai mangianastri ai colori, dal legno alla plastica, e via cos\u00ec. M\u2019impressionavano molto i teatrini, le marionette, le maschere e la possibilit\u00e0 di creare dei micromondi a statuto proprio grazie all\u2019immaginazione e alla decontestualizzazione di oggetti e materiali: una bottiglia di 30 cm pu\u00f2 produrre un\u2019ombra di\u00a0 gigantesche dimensioni minacciosa quanto una ciminiera, un piccolo arbusto isolato dal contesto pu\u00f2 assumere l\u2019imponenza realistica di un albero, con tutto quel che filosoficamente e poeticamente ne consegue.<br \/>\nLa cineanimazione permette di creare una suggestione in movimento a pi\u00f9 dimensioni con pochissimo dispendio di energie, spazio e finanze, le possibilit\u00e0 sono inesauribili e del tutto adattabili al proprio contesto, le sue leggi formali, drammaturgiche, estetiche sono molto elastiche e totalmente controllabili in ogni fase del percorso.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>I tuoi filmati, per quanto realizzati a tecnica mista coi relativi tempi tecnici realizzativi, possiedono un ch\u00e9 di fresco, arioso, quasi estemporaneo. Quali sono le tecniche che usi in particolar modo e con cosa giri (telecamera, pellicola, ecc)?<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Utilizzo una videocamera minidv ormai un po\u2019 vecchiotta di media qualit\u00e0. In realt\u00e0 m\u2019interessa poco la definizione dell\u2019immagine, purch\u00e9 sia sufficientemente intelligibile. Il linguaggio cinematografico di quello che produco nasce in funzione e nei limiti degli strumenti che ho a disposizione e dalle circostanze. Non utilizzo quindi software di effettistica, non ritocco n\u00e9 abbellisco i montaggi in funzione di un\u2019aspettativa registica. Trovo molto pi\u00f9 emozionante lasciarmi sorprendere dai risultati inaspettati, lavorare con il corpo e lo spazio piuttosto che davanti al computer, studiare i comportamenti e le bizzarrie dei materiali e dei fenomeni che ho attorno, piuttosto che costringere le cose a \u201crecitare\u201d un film premeditato. M\u2019interessa soprattutto, attraverso la videocamera, poter documentare un percorso conoscitivo, mio, o di pi\u00f9 persone, fatto di esperimenti.<br \/>\nLa videocamera serve in ogni caso per sintetizzare un\u2019indagine. I dvd che produco si deterioreranno presto, cos\u00ec come le codifiche di lettura delle minidv, quel che rimarr\u00e0\u00a0 sar\u00e0 il mio bagaglio manuale, espressivo e di conoscenza, e quello \u00e8 affinabile all\u2019infinito.<br \/>\nSe la videocamera mi serve per osservare il mondo la utilizzo in presa diretta. Se invece devo\u00a0 creare un mondo di sana pianta pu\u00f2 essere pi\u00f9 comodo riprendere fotogramma per fotogramma.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Quali sono gli artisti del cinema sperimentale che stimi di pi\u00f9?<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Premetto che non sono un\u2019appassionata di cinema, n\u00e9 una profonda conoscitrice. Attingo ispirazione molto pi\u00f9 facilmente dalla musica\u2026<br \/>\nMi ha molto impressionato il lavoro, le idee e la vita di Alberto Grifi, come \u00e8 riuscito a sviluppare uno strumento conoscitivo per cambiare la vita e l\u2019ambiente che aveva attorno, senza mai lasciarsi intrappolare da pregiudizi estetici, formali, tecnici, mettendo al primo posto sempre e comunque le persone ed i fatti vissuti affinch\u00e9 il fine non dovesse mai giustificare i mezzi\u2026 Pur indagando sui mezzi e gli strumenti fin nell\u2019intimo meccanico, ed evolvendoli significativamente!<br \/>\nNaturalmente mi ha affascinato molto il cinema di animazione, della scuola cecoslovacca\u00a0 (Jiri Trnka, Karel Zeman, Jan Swankmejer, ecc.).<br \/>\nUltimamente sono riuscita a vedere \u201cIl pianeta azzurro\u201d di Franco Piavoli, prodotto nei fine anni 70 da Silvano Agosti, ed alcuni film di Agosti stesso, che mi hanno molto colpito.<br \/>\nSu blublu.org c\u2019\u00e8 un bel film che si chiama \u201cMuto\u201d prodotto da Blu di recente. Mi piacciono le cose che presuppongono molta improvvisazione, pochi sprechi energetici, molta messa in gioco personale.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2694\" title=\"Tuia Cherici09\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/9-2.jpg\" alt=\"Tuia Cherici09\" width=\"348\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/9-2.jpg 348w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/9-2-217x300.jpg 217w\" sizes=\"auto, (max-width: 348px) 100vw, 348px\" \/><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Spiegaci un po\u2019 la tecnica per le tue interessantissime distorsioni ottiche animate\u2026<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">\u2026E\u2019 presto detto. Basta guardare attraverso tutti gli oggetti che capitano a tiro, e via via affinare il proprio controllo espressivo sugli strumenti che ci affascinano di pi\u00f9: lenti, cocci di vetro, plastiche, acqua, quarzi\u2026 tutto ci\u00f2 che ha una trasparenza permette la fabbricazione di un punto di vista. Tutti i punti di vista sono reali e quindi portatori di un\u2019informazione nuova.<br \/>\nLe deformazioni ottiche possono essere utili anche per esprimere una partecipazione emotiva nella ripresa (allucinazione, tremore, mistero, sogno, ridicolo, rabbia, ecc).<br \/>\nPu\u00f2 essere molto rivelatorio e utile frapporre degli strumenti ottici tra\u00a0 videocamera e oggetto.<br \/>\nNelle performances dal vivo gioco pi\u00f9 spesso, in modo analogo, con la proiezione.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Hai un tuo atelier dove lavori per realizzare i tuoi \u201ccinemanufatti\u201d?<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">No, lavoro per lo pi\u00f9 nella camera che ho in affitto in una cascina di campagna.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Ho trovato interessantissimo \u201cCriminal Tampax\u201d che \u00e8 un misto, come mi hai spiegato, fra sagome ritagliate piatte che agiscono in quinte tridimensionali. Lo stesso personaggio a cui si richiama, lo troviamo dapprima \u201cpiatto\u201d (una semplice foto con arti snodabili) ma poi diventa tridimensionale.<\/strong><br \/>\n<strong>Spiegaci le diverse tecniche impiegate, e come \u00e8 stato \u201caccolto\u201d visto il \u201ctema\u201d trattato\u2026<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Criminal Tampax \u00e8 un capitolo di \u201cItalia 2008\u201d, corto di 12 minuti musicato di recente da Matteo Bennici. Parla della situazione politica italiana del 08 (governo Prodi), dello scongelamento di un Duce, delle spietate mani di un Papa, e di un assorbente-siluro, che da una vagina cade in picchiata a devastare il regime emergente. La storia \u00e8 piuttosto rude e chiara, i personaggi sono stigmatizzati all\u2019estremo ed anche l\u2019azione \u201cpunitiva\u201d dell\u2019eroe\/tampax. Direi che la sensazione liberatoria che ho provato nell\u2019inscenarla arriva dritta a chi, come me, ha paura e sconforto nei confronti di chi ha il potere ideologico, legislativo ed esecutivo in Italia oggi. Chi non condivide quest\u2019angoscia in ogni caso non si annoia, e difficilmente ho ricevuto feedback negativi, magari un po\u2019 di scandalizzato sconcerto. E\u2019 chiaro che la sua visione \u00e8 da effettuarsi in contesti selezionati, per non incappare in inutili equivoci ideologici e noiose querele. Da oggi ci saranno ancora meno occasioni di mostrarlo, visto il nuovo pacchetto sicurezza\u2026<br \/>\nRiguardo il Papa: \u00e8 una figurina bidimensionale, che in una parte del film, per esigenze sceniche, ho applicato ad una scultura di pari sembianze di polistirene (materiale edilizio con cui si fabbricano pannelli isolanti). Il polistirene \u00e8 leggero, si scolpisce con un trincetto, \u00e8 abbastanza resistente, si buca, si rincolla, si modula, non flette.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Tuia, parliamo ora del lungometraggio a pupazzi animati \u201cGramma\u201d. Com\u2019\u00e8 avvenuto l\u2019incontro con Gregory Petitqueux?<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Ci siamo conosciuti nel 99, Gregory si era trasferito vicino a casa mia. Condividendo molte inclinazioni creative (vedi la prima domanda a cui ho risposto), ci siamo trovati a sognare di poter costruire qualcosa insieme che sintetizzasse il nostro pensiero ed anche un certo desiderio estetico-creativo, formato attraverso il teatro sperimentale, la musica di ricerca, alcuni studi antropologici e linguistici, un gusto iconografico molto simile. Influenzati dai film di Swankmejer e dei Quay Brothers abbiamo fatto alcuni rozzi esperimenti di cinema a passo uno, e, afferrata la tecnica in modo molto rudimentale, abbiam pensato bene di utilizzarla per creare l\u2019universo gigantesco di Gramma, parabola filosofica sul mondo e le idee. Non ci rendevamo conto di inerpicarci in una impresa colossale composta di migliaia e migliaia di ore, anni, pazienza, intoppi tecnici, dispendio economico, duro lavoro!<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Qual \u00e8 stata la tua collaborazione in Gramma e com\u2019\u00e8 avvenuta la realizzazione?<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Abbiamo inventato, costruito, diretto e animato Gramma in piena compartecipazione, alternanza di ruoli, e condivisione per i primi\u00a0 due \/tre anni.<br \/>\nRicordo che la notte lavoravo in ospedale con i malati terminali, turni di 12 ore, e di giorno a Gramma. Molti disegni e idee sono nati al capezzale di pazienti inermi, di notte. Ci siamo ricavati da una cantina dismessa una sorta di antro\/set cinematografico per i primi tempi, poi abbiamo lavorato qui a casa.<br \/>\nNon potendo reggere il ritmo e l\u2019impegno serrato di questo lavoro, e venendo meno, anche, la sintonia d\u2019intenti, filosofia e amicizia, che ci univa in principio,\u00a0 sono uscita progressivamente dal progetto.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Che progetti stai portando avanti?<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Il Manucinema \u00e8 un percorso che si articola in fasi: c\u2019\u00e8 la fabbricazione di corti, esperimenti, osservazioni, storie animate, che realizzo qui a casa. Poi c\u2019\u00e8 il suonarci sopra, improvvisando dal vivo con altri musicisti. Da quest\u2019anno prediligo invece portarmi negli spettacoli direttamente un piccolo set di ottiche, oggetti, immagini e liquidi, ed improvvisare delle storie dal vivo, assieme a chi suona. Escono fuori cose molto interessanti, ed \u00e8 un esercizio ginnico\/creativo molto fitto di accadimenti. Qualche volta faccio partecipare direttamente il pubblico alla manipolazione degli oggetti, e sono le serate che preferisco, perch\u00e9 il gioco diventa veramente imprevedibile e siamo tutti coinvolti.<br \/>\nQuesto considerato, ho cominciato a condurre anche dei laboratori e seminari di Manucinema collettivi, in cui lo scopo del gioco \u00e8 creare una suggestione (narrativa, simbolica, demenziale, astratta\u2026) insieme attraverso l\u2019interazione istantanea con l\u2019ambiente, con oggetti, con tutti i possibili stimoli\u00a0 da sottoporre ad una videocamera.<br \/>\nSto terminando un documentario sull\u2019ultimo pianoforte posseduto da Claude Debussy, ora custodito in un museo a Brive (Francia), ancora funzionante, su cui hanno eseguito un concerto Thollem McDonas e Stefano Scodanibbio. Il documentario si articola in molte sezioni: dalla storia del pianoforte, al concerto di questi due colossi della musica contemporanea e sperimentale, al concetto di \u201cimprovvisazione\u201d in musica.<br \/>\nRealizzo documentari di archivio, promozione, e didattica per associazioni che lavorano nel sociale.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Grazie Tuia, e buon Cinemanufatto!<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Grazie a te, buone cose!<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2695\" title=\"Tuia Cherici10\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/10-2.jpg\" alt=\"Tuia Cherici10\" width=\"360\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/10-2.jpg 360w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/08\/10-2-225x300.jpg 225w\" sizes=\"auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px\" \/><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><span>(1) Tuia Cherici, <\/span><em>Metodi,\u00a0 obbiettivi\u00a0 e risultati<\/em><span>, in <\/span>www.cinemautonome.org<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">(2) Tuia Cherici a Mario Verger, Email 31 luglio 2009<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Tahoma;\">articolo pubblicato su\u00a0<a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=2238\" target=\"_self\">Rapporto Confidenziale &#8211; numero16<\/a>, luglio-agosto 2009 (pagg. 7-11).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center;\"><strong>Free download<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/Rapporto_Confidenziale-numero16-high.pdf\" target=\"_blank\">8,8mb<\/a> |\u00a0<a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/Rapporto_Confidenziale-numero16-low.pdf\" target=\"_blank\">3,5mb<\/a> |\u00a0<a href=\"http:\/\/issuu.com\/rapportoconfidenziale\/docs\/rapporto_confidenziale-numero16-high?mode=embed&amp;layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Fsoftdark%2Flayout.xml&amp;showFlipBtn=true&amp;autoFlip=true&amp;autoFlipTime=6000\" target=\"_blank\">ANTEPRIMA<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In una Cascina vicino Firenze esiste l\u2019Atelier del Cinemanufatto Esiste a Pontassieve, un comune vicino le colline etrusche di Fiesole, una casa-laboratorio nella quale una giovane fiorentina, musicista e cineasta d\u2019avanguardia, in\u00a0 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